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    <title>riformadellamagistratura &amp;mdash; Transit </title>
    <link>https://noblogo.org/transit/tag:riformadellamagistratura</link>
    <description>Il blog di Alessandra Corubolo e Daniele Mattioli (on-line, in varie forme,  dal 2005.)</description>
    <pubDate>Mon, 20 Apr 2026 01:58:17 +0000</pubDate>
    <item>
      <title>La riforma (al) del potere. </title>
      <link>https://noblogo.org/transit/la-riforma-al-del-potere</link>
      <description>&lt;![CDATA[(176) &#xA;&#xA;(Rif) &#xA;&#xA;Non è una riforma della giustizia. È un riassetto del potere, pensato per ridisegnare a vantaggio della politica l’equilibrio tra i poteri dello Stato. La riforma della magistratura voluta dal governo Meloni, dietro la facciata rassicurante della “modernizzazione” e della “separazione delle carriere”, nasconde un intento pericoloso: assoggettare i magistrati all’influenza del potere esecutivo e ridurre la loro autonomia costituzionale.&#xA;&#xA;Il punto centrale è semplice e cruciale. &#xA;Separare le carriere tra giudici e pubblici ministeri, creando due &#34;Consigli superiori&#34; distinti, significa permettere alla politica di mettere mano, anche indirettamente, alle nomine, alle valutazioni e alle carriere. &#xA;Non si tratta di un rinnovamento neutro, ma di una rottura dell’equilibrio su cui poggia la democrazia italiana. &#xA;Sotto il nuovo assetto, il pubblico ministero, che oggi può indagare senza dover rispondere a nessuno se non alla legge, rischierebbe di diventare parte di una catena di comando orientata dal Parlamento e dal Governo. È un passo che apre la porta a un controllo politico delle inchieste, dei processi, persino delle priorità investigative.&#xA;&#xA;(Rif2)&#xA;&#xA;Chi si attendeva un intervento per velocizzare i procedimenti, sfoltire l’arretrato o migliorare l’accesso dei cittadini alla giustizia resterà deluso. &#xA;Qui non c’è nulla che riguardi la giustizia in senso stretto. &#xA;Non un euro in più per i tribunali, nessuna riforma organizzativa, nessun piano per sbloccare l’ingolfamento delle procure. &#xA;In compenso, vi è un disegno allarmante di ridefinizione del potere: la giustizia, da potere dello Stato, diventerebbe territorio di influenza del governo.&#xA;&#xA;L&#39; esecutivo la chiama riforma “costituzionale”, ma in realtà ne capovolge il senso. &#xA;Perché toccare la Costituzione non significa migliorarla, se l’obiettivo è ridurre le garanzie di indipendenza nate proprio per evitare le ingerenze del potere politico. &#xA;L’articolo 104, che definisce il &#34;Consiglio superiore della magistratura&#34; come organo autonomo e indipendente da ogni potere, verrebbe svuotato nella sostanza.&#xA;&#xA;Se la riforma sarà approvata e confermata da un referendum, il risultato sarà una magistratura più debole, più esposta e meno libera. È il ritorno a un modello di giustizia controllata, in cui chi governa decide anche chi può giudicare. &#xA;&#xA;La Costituzione aveva previsto esattamente il contrario: che la legge fosse lo scudo dei cittadini contro l’arbitrio del potere. Questa riforma abbatte quello scudo, lasciandoci disarmati contro lo strapotere della politica. &#xA;&#xA;#Blog #RiformaDellaMagistratura #GovernoMeloni #Costituzione #Giustizia #Opinioni #Italia &#xA;&#xA;Mastodon: @alda7069@mastodon.uno&#xD;&#xA;Telegram: https://t.me/transitblog&#xD;&#xA;Friendica: @danmatt@poliverso.org&#xD;&#xA;Blue Sky: https://bsky.app/profile/mattiolidaniele.bsky.social&#xD;&#xA;Bio Site (tutto in un posto solo, diamine): https://bio.site/danielemattioli&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;scriptfunction loadScript(a){var b=document.getElementsByTagName(&#34;head&#34;)[0],c=document.createElement(&#34;script&#34;);c.type=&#34;text/javascript&#34;,c.src=&#34;https://tracker.metricool.com/resources/be.js&#34;,c.onreadystatechange=a,c.onload=a,b.appendChild(c)}loadScript(function(){beTracker.t({hash:&#34;70edbb2602e0451c4267847447b07ce2&#34;})});/script&#xD;&#xA;Gli scritti sono tutelati da &#34;Creative Commons&#34; (qui)&#xD;&#xA;&#xD;&#xA;Tutte le opinioni qui riportate sono da considerarsi personali. Per eventuali problemi riscontrati con i testi, si prega di scrivere a: &#xD;&#xA;corubomatt@gmail.com]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>(176)</p>

<p><img src="https://staticfanpage.akamaized.net/wp-content/uploads/2025/02/toghe-meloni-1200x675.jpg" alt="(Rif)"></p>

<p>Non è una <strong><em>riforma della giustizia</em></strong>. È un riassetto del <strong>potere</strong>, pensato per ridisegnare a vantaggio della politica l’equilibrio tra i poteri dello Stato. La riforma della magistratura voluta dal governo Meloni, dietro la facciata rassicurante della “modernizzazione” e della “separazione delle carriere”, nasconde un intento pericoloso: <strong>assoggettare i magistrati all’influenza del potere esecutivo e ridurre la loro autonomia costituzionale</strong>.</p>

<p>Il punto centrale è semplice e cruciale.
Separare le carriere tra giudici e pubblici ministeri, creando due “Consigli superiori” distinti, significa permettere alla politica di mettere mano, anche indirettamente, alle <strong>nomine</strong>, alle valutazioni e alle carriere.
Non si tratta di un rinnovamento neutro, ma di una rottura dell’equilibrio su cui poggia la democrazia italiana.
Sotto il nuovo assetto, il <strong>pubblico ministero</strong>, che oggi può indagare senza dover rispondere a nessuno se non alla legge, rischierebbe di diventare parte di una catena di comando orientata dal <strong>Parlamento</strong> e dal <strong>Governo</strong>. È un passo che apre la porta a un controllo politico delle inchieste, dei processi, persino delle priorità investigative.</p>

<p><img src="https://edizioni.simone.it/wp-content/uploads/2024/06/separazione-delle-carriere-dei-magistrati.jpg" alt="(Rif2)"></p>

<p>Chi si attendeva un <strong>intervento per velocizzare i procedimenti, sfoltire l’arretrato o migliorare l’accesso dei cittadini alla giustizia</strong> resterà deluso.
<strong><em>Qui non c’è nulla che riguardi la giustizia in senso stretto</em></strong>.
Non un euro in più per i tribunali, nessuna riforma organizzativa, nessun piano per sbloccare l’ingolfamento delle procure.
In compenso, vi è un disegno allarmante di ridefinizione del potere: <strong>la giustizia, da potere dello Stato, diventerebbe territorio di influenza del governo</strong>.</p>

<p>L&#39; esecutivo la chiama riforma <strong>“costituzionale”</strong>, ma in realtà ne capovolge il senso.
Perché <strong>toccare la Costituzione non significa migliorarla</strong>, se l’obiettivo è ridurre le garanzie di indipendenza nate proprio per evitare le ingerenze del potere politico.
<strong>L’articolo 104, che definisce il “Consiglio superiore della magistratura” come organo autonomo e indipendente da ogni potere, verrebbe svuotato nella sostanza</strong>.</p>

<p>Se la riforma sarà approvata e confermata da un referendum, il risultato sarà una magistratura più debole, più esposta e meno libera. È il ritorno a un modello di giustizia controllata, in cui chi governa decide anche chi può giudicare.</p>

<p><strong>La Costituzione aveva previsto esattamente il contrario: che la legge fosse lo scudo dei cittadini contro l’arbitrio del potere. Questa riforma abbatte quello scudo, lasciandoci disarmati contro lo strapotere della politica.</strong></p>

<p><a href="/transit/tag:Blog" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">Blog</span></a> <a href="/transit/tag:RiformaDellaMagistratura" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">RiformaDellaMagistratura</span></a> <a href="/transit/tag:GovernoMeloni" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">GovernoMeloni</span></a> <a href="/transit/tag:Costituzione" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">Costituzione</span></a> <a href="/transit/tag:Giustizia" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">Giustizia</span></a> <a href="/transit/tag:Opinioni" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">Opinioni</span></a> <a href="/transit/tag:Italia" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">Italia</span></a></p>

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<p>
Gli scritti sono tutelati da “Creative Commons” <a href="https://creativecommons.org/licenses/by-nc/4.0/deed.it" rel="nofollow">(qui)</a></p>

<p>Tutte le opinioni qui riportate sono da considerarsi personali. Per eventuali problemi riscontrati con i testi, si prega di scrivere a:
corubomatt@gmail.com</p>
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      <guid>https://noblogo.org/transit/la-riforma-al-del-potere</guid>
      <pubDate>Tue, 04 Nov 2025 14:47:35 +0000</pubDate>
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