📖Un capitolo al giorno📚

DIARIO DI LETTURA DAL 25 DICEMBRE 2022

Organizzazione del regno 1Ecco i figli d'Israele, secondo il loro numero, i capi di casato, i comandanti di migliaia e di centinaia, i loro scribi al servizio del re, secondo le loro classi, delle quali una entrava e l'altra usciva, ogni mese, per tutti i mesi dell'anno. Ogni classe comprendeva ventiquattromila uomini. 2Alla prima classe, in funzione nel primo mese, presiedeva Iasobàm, figlio di Zabdièl; la sua classe era di ventiquattromila. 3Egli era dei discendenti di Peres ed era il capo di tutti i comandanti dell'esercito, per il primo mese. 4Alla classe del secondo mese presiedeva Dodài di Acòach; la sua classe era di ventiquattromila uomini. 5Al terzo gruppo, per il terzo mese, presiedeva Benaià, figlio di Ioiadà, sommo sacerdote; la sua classe era di ventiquattromila uomini. 6Questo Benaià era un prode dei Trenta e aveva il comando dei Trenta e della sua classe. Suo figlio era Ammizabàd. 7Quarto, per il quarto mese, era Asaèl, fratello di Ioab, e, dopo di lui, Zebadia, suo figlio; la sua classe era di ventiquattromila uomini. 8Quinto, per il quinto mese, era il comandante Samut, di Zerach; la sua classe era di ventiquattromila uomini. 9Sesto, per il sesto mese, era Ira, figlio di Ikkes, di Tekòa; la sua classe era di ventiquattromila uomini. 10Settimo, per il settimo mese, era Cheles, di Pelon, dei discendenti di Èfraim; la sua classe era di ventiquattromila uomini. 11Ottavo, per l'ottavo mese, era Sibbecài, di Cusa, lo Zerachita; la sua classe era di ventiquattromila uomini. 12Nono, per il nono mese, era Abièzer, di Anatòt, il Beniaminita; la sua classe era di ventiquattromila uomini. 13Decimo, per il decimo mese, era Marài, di Netofà, lo Zerachita; la sua classe era di ventiquattromila uomini. 14Undicesimo, per l'undicesimo mese, era Benaià, di Piratòn, dei discendenti di Èfraim; la sua classe era di ventiquattromila uomini. 15Dodicesimo, per il dodicesimo mese, era Cheldài, di Netofà, della stirpe di Otnièl; la sua classe era di ventiquattromila uomini.

16Riguardo alle tribù d'Israele: della tribù di Ruben era condottiero Elièzer, figlio di Zikrì; di quella di Simeone, Sefatia, figlio di Maacà; 17di quella di Levi, Casabia, figlio di Kemuèl; degli Arònnidi, Sadoc; 18di quella di Giuda, Eliu, dei fratelli di Davide; di quella di Ìssacar, Omri, figlio di Michele; 19di quella di Zàbulon, Ismaia, figlio di Abdia; di quella di Nèftali, Ierimòt, figlio di Azrièl; 20degli Efraimiti, Osea, figlio di Azazia; di una metà della tribù di Manasse, Gioele, figlio di Pedaià; 21dell'altra metà della tribù di Manasse in Gàlaad, Iddo, figlio di Zaccaria; di quella di Beniamino, Iaasièl, figlio di Abner; 22di quella di Dan, Azarèl, figlio di Ierocàm. Questi erano i capi delle tribù d'Israele.

23Davide non fece il censimento di quelli al di sotto dei vent'anni, perché il Signore aveva detto che avrebbe moltiplicato Israele come le stelle del cielo. 24Ioab, figlio di Seruià, aveva cominciato il censimento, ma non lo terminò; proprio per questo si scatenò l'ira su Israele. Questo censimento non fu registrato nel libro delle Cronache del re Davide.

25Sovrintendenti: ai tesori del re, Azmàvet, figlio di Adièl; ai tesori che erano nella campagna, nelle città, nei villaggi e nelle torri, Giònata, figlio di Ozia; 26agli operai agricoli, per la lavorazione del suolo, Ezrì, figlio di Chelub; 27alle vigne, Simei, di Rama; ai prodotti delle vigne depositati nelle cantine, Zabdì, di Sefam; 28agli oliveti e ai sicomòri nella Sefela, Baal-Canan, di Gheder; ai depositi di olio, Ioas; 29agli armenti che pascolavano nella pianura di Saron, il Saronita Sitrài; agli armenti nelle valli, Safat, figlio di Adlài; 30ai cammelli, Obil, l'Ismaelita; alle asine, Iecdia, di Meronòt; 31alle pecore, Iaziz, l'Agareno. Tutti costoro erano sovrintendenti ai beni del re Davide.

32Giònata, zio di Davide, era consigliere; uomo intelligente e scriba, egli insieme con Iechièl, figlio di Acmonì, si occupava dei figli del re. 33Achitòfel era consigliere del re; Cusài, l'Arkita, era amico del re. 34Ad Achitòfel successero Ioiadà, figlio di Benaià, ed Ebiatàr. Comandante dell'esercito del re era Ioab.

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Approfondimenti

Il capitolo contiene le liste dei comandanti dell'esercito (vv. 1-15), dei capitribù (vv. 16-22), degli amministratori dei beni della corona (vv. 25-31) e dei consiglieri reali (vv. 32-34). Viene applicato alle mansioni profane il sistema delle classi; si ottiene in questo modo uno schema idealizzato, per dire che il regno di Davide era in una situazione di ordine perfetto e ammirevole. Le divergenze con i testi paralleli (c. 11; 18,14-17; 2Sam 23,8-39) sono notevoli, in particolare per quanto concerne la grafia dei nomi; le cifre sono artificiose. Al Cronista preme offrire un quadro delle forze militari e politiche di cui disponeva Davide tale da suscitare grande impressione.

1. Il versetto è una specie di sommario del contenuto del capitolo; vi manca solo il riferimento agli amici e consiglieri del re, di cui parleranno i vv. 32-34. La cifra di «ventiquattromila» presupporrebbe che l'esercito, organizzato in dodici divisioni per i dodici mesi dell'anno, contasse un totale di duecentottantottomila uomini, il che è indubbiamente esagerato.

2-15. Prima lista: i capi dell'esercito, cfr. il c. 11. I nomi sono presi tra i prodi di Davide. Si tratta verosimilmente di contingenti dell'esercito di coscrizione, che garantivano mese per mese il servizio di guarnigione.

16-22. Seconda lista: i capi delle tribù al tempo di Davide. L'elenco assomiglia a quello delle tribù in 2,1ss. Vengono omesse però le tribù di Gad e di Aser. Per ottenere il numero 12 la tribù di Giuseppe è divisa in Efraim e Manasse. Anche la tribù di Levi vale per due: Levi e Aronne, v. 17. Si tratta di una lista di carattere artificiale. La distinzione tra sacerdoti e leviti è netta. I nomi riferiti sono simili a quelli delle liste di Esdra e Neemia.

17. Il fatto che Zadok sia classificato come appartenente alla tribù di Aronne, come accade al tempo di Esdra, induce a ritenere che si tratti di una lista tardiva.

23-24. Frammento sul censimento della popolazione, cfr. 21,1-15. Sembra un tentativo di dare una versione diversa del censimento, che scagioni almeno in parte Davide e getti la colpa su Ioab. I dati non concordano con quanto è detto in 21,1-15 (Davide è spinto a fare il censimento da Satana e Ioab si oppone) e in 2Sam 24,9.

25-31. Terza lista: amministratori dei possedimenti del re. Il brano risulta slegato dal contesto, ma non è inventato, come si può arguire anche dai nomi propri non israelitici che contiene. La lista fa pensare a un estratto-conto di un qualche ricco proprietario di terre, piuttosto che a un testo sacro che elenca i beni del regno teocratico. Il numero dei dodici amministratori è convenzionale. La lista è costruita sul modello di 2Sam 8,16-18 e 1Re 4,2-6 e non si armonizza del tutto con 26,20-21.

32-34. Quarta lista: altri funzionari del re. Vengono menzionati sette individui che si trovano in un rapporto particolarmente stretto con il re e costituiscono una specie di suo stato maggiore.


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Organizzazione delle classi dei portinai 1Quanto alle classi dei portieri, per i Coriti vi era Meselemia, figlio di Cori, dei figli di Asaf. 2Figli di Meselemia: Zaccaria il primogenito, Iediaèl il secondo, Zebadia il terzo, Iatnièl il quarto, 3Elam il quinto, Giovanni il sesto, Elioenài il settimo. 4Figli di Obed-Edom: Semaià il primogenito, Iozabàd il secondo, Iòach il terzo, Sacar il quarto, Netanèl il quinto, 5Ammièl il sesto, Ìssacar il settimo, Peulletài l'ottavo, poiché Dio l'aveva benedetto. 6A Semaià, suo figlio, nacquero figli che dominavano nel loro casato perché erano uomini valorosi. 7Figli di Semaià: Otnì, Raffaele, Obed, Elzabàd con i suoi fratelli, uomini valorosi, Eliu e Semachia. 8Tutti costoro erano discendenti di Obed-Edom. Essi e i loro figli e i loro fratelli, uomini valorosi, erano in forza per il servizio. Per Obed-Edom: sessantadue in tutto. 9Meselemia aveva figli e fratelli, tutti uomini valorosi: diciotto in tutto. 10Figli di Cosa, dei discendenti di Merarì: Simrì, il capo; non era primogenito, ma suo padre lo aveva costituito capo. 11Chelkia era il secondo, Tebalia il terzo, Zaccaria il quarto. Totale dei figli e fratelli di Cosa: tredici. 12Queste classi di portieri, cioè i capigruppo, avevano l'incarico, come i loro fratelli, di servire nel tempio del Signore. 13Gettarono le sorti, tanto il piccolo quanto il grande, secondo i loro casati, per ciascuna porta. 14Per il lato orientale la sorte toccò a Selemia; a Zaccaria, suo figlio, consigliere assennato, per sorteggio toccò il lato settentrionale, 15a Obed-Edom quello meridionale, ai suoi figli toccarono i magazzini. 16Il lato occidentale con la porta Sallèchet, sulla via della salita, toccò a Suppìm e a Cosa. Un posto di guardia era accanto all'altro. 17Per il lato orientale erano incaricati sei uomini ogni giorno, per il lato settentrionale quattro al giorno, per quello meridionale quattro al giorno, per ogni magazzino due. 18Alla loggia a occidente, ce n'erano quattro per la strada e due per la loggia. 19Queste le classi dei portieri per i figli di Core e per i figli di Merarì.

Supplementi: organizzazione dei leviti 20I leviti, loro fratelli, addetti alla sorveglianza dei tesori del tempio di Dio e dei tesori delle cose consacrate, 21erano figli di Ladan, Ghersoniti secondo la linea di Ladan. Capi dei casati di Ladan, il Ghersonita, erano gli Iechieliti. 22Gli Iechieliti Zetam e Gioele, suo fratello, erano addetti ai tesori del tempio del Signore. 23Fra i discendenti di Amram, di Isar, di Ebron e di Uzzièl, 24Subaèl, figlio di Ghersom, figlio di Mosè, era sovrintendente dei tesori. 25Suoi fratelli, nella linea di Elièzer, erano suo figlio Recabia, di cui fu figlio Isaia, di cui fu figlio Ioram, di cui fu figlio Zikrì, di cui fu figlio Selomìt. 26Questo Selomìt con i suoi fratelli era addetto ai tesori delle cose consacrate, che il re Davide, i capi di casato, i comandanti di migliaia e di centinaia e i comandanti dell'esercito 27avevano consacrato, prendendole dal bottino di guerra e da altre prede, per la manutenzione del tempio del Signore. 28Inoltre c'erano tutte le cose consacrate dal veggente Samuele, da Saul, figlio di Kis, da Abner, figlio di Ner, e da Ioab, figlio di Seruià; tutte queste cose consacrate dipendevano da Selomìt e dai suoi fratelli. 29Fra i discendenti di Isar, Chenania e i suoi figli erano addetti agli affari esterni d'Israele come scribi e giudici. 30Fra i discendenti di Ebron, Casabia e i suoi fratelli, uomini valorosi, in numero di millesettecento, erano addetti alla sorveglianza d'Israele, dal lato occidentale del Giordano, per il culto del Signore e al servizio del re. 31Fra i discendenti di Ebron c'era Ieria, il capo degli Ebroniti, secondo le loro generazioni e i loro casati; nell'anno quarantesimo del regno di Davide si fecero ricerche e fra loro si trovarono uomini valorosi a Iazer di Gàlaad. 32Tra i fratelli di Ieria, uomini valorosi, c'erano duemilasettecento capi di casato. Il re Davide diede a costoro autorità sui Rubeniti, sui Gaditi e su metà della tribù di Manasse per tutte le questioni riguardanti Dio e quelle riguardanti il re.

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Approfondimenti

Il c. 26 completa l'elenco del personale addetto al tempio secondo le direttive di Davide. Alla lista dei portieri (vv. 1-11) segue la descrizione delle loro funzioni (vv. 12-19). Si menzionano quindi le mansioni leviti-che dei custodi di oggetti e offerte sacre (vv. 20-28), per riferire infine sulle incombenze specifiche dei leviti con incarichi piuttosto profani (vv. 29-32).

1-19. Il brano sui portieri costituisce una unità a sé, come il c. 24 e il c. 25. Esso si occupa anzitutto dei legami genealogici dei portieri (che ne legittimano le funzioni) discendenti da Keat e Merari, vv. 1-11, e quindi delle loro mansioni, vv. 12-19. Anche i portieri hanno acquisito ormai il rango di leviti. Delle tre liste di portieri, riportate dal Cronista (cfr. 9,17-26; 16,37-43), la presente è la più estesa.

1-11. Le tre stirpi di portieri. La prima è quella dei Coriti, vv. 1-3; la seconda è quella di Obed-Edom, vv. 4-8, cfr. 13,13s.; 15,25 e 15,18.21.24; 16,5b.38. La terza, vv. 10-11, deriva da Merari attraverso Cosa e il figlio di questi, Simri.

12-19. Mansioni dei portieri. Le quattro porte dell'ingresso nel tempio vennero assegnate per sorte. Quella di levante, che era la più importante (cfr. 9,18; Ez 44,1-3; 46,12; Ne 3,29), toccò a Selemia; quella di settentrione a Zaccaria; quella di mezzogiorno ai discendenti di Obed-Edom; e per la stirpe di Cosa uscì in sorte la porta occdentale. Il Cronista descrive il santuario come esiste al suo tempo, con le porte ai quattro lati, che indica persino con il loro nome.

20-32. In questo brano si parla dei leviti «addetti alla sorveglianza sui tesori del tempio», vv. 20-28 e di quelli «addetti agli affari esterni di Israele», che si svolgevano cioè fuori del tempio, ma non erano considerati profani (cfr. Ez 40,17.31; 44,1), vv. 29-32. È difficile dire a che cosa e a quale epoca si riferiscano queste informazioni.

La cifra di «duemilasettecento capi di casati» (v. 32) non può non sorprendere. È probabile che l'indicazione si riferisca alla situazione storica e geografica del Cronista, o dell'ultima redazione dei due libri delle Cronache.

(cf. VINCENZO GATTI, 1Cronache – in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)


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Organizzazione delle classi dei cantori 1Quindi Davide, insieme con i comandanti dell'esercito, separò per il servizio i figli di Asaf, di Eman e di Idutùn, che profetavano con cetre, arpe e cimbali. Ed ecco il numero di questi uomini, incaricati di tale attività. 2Per i figli di Asaf: Zaccur, Giuseppe, Netania, Asarela; i figli di Asaf erano sotto la direzione di Asaf, che eseguiva la musica secondo le istruzioni del re. 3Per Iedutùn, i figli di Iedutùn: Godolia, Serì, Isaia, Simei, Casabia, Mattitia: sei, sotto la direzione del loro padre Iedutùn, che cantava sulla cetra ed eseguiva musica per celebrare e lodare il Signore. 4Per Eman, i figli di Eman: Bukkia, Mattania, Uzzièl, Sebuèl, Ierimòt, Anania, Anàni, Eliata, Ghiddalti, Romàmti-Ezer, Iosbekasa, Malloti, Otir, Macaziòt. 5Tutti costoro erano figli di Eman, veggente del re, secondo la promessa di Dio di esaltare la sua potenza. Dio infatti concesse a Eman quattordici figli e tre figlie. 6Tutti costoro, sotto la direzione del loro padre, cantavano nel tempio del Signore con cimbali, arpe e cetre, per il servizio del tempio di Dio, agli ordini del re. 7Il numero di costoro, insieme con i fratelli, esperti nel canto del Signore, tutti maestri, era di duecentoottantotto. 8Per i loro turni di servizio furono sorteggiati i piccoli come i grandi, i maestri come i discepoli. 9La prima sorte toccò, per Asaf, a Giuseppe; secondo fu Godolia, con i fratelli e i figli: dodici; 10terzo Zaccur, con i figli e i fratelli: dodici; 11quarto Isrì, con i figli e i fratelli: dodici; 12quinto Netania, con i figli e i fratelli: dodici; 13sesto Bukkia, con i figli e i fratelli: dodici; 14settimo Iesarela, con i figli e i fratelli: dodici; 15ottavo Isaia, con i figli e i fratelli: dodici; 16nono Mattania, con i figli e i fratelli: dodici; 17decimo Simei, con i figli e i fratelli: dodici; 18undicesimo Azarèl, con i figli e i fratelli: dodici; 19dodicesimo Casabia, con i figli e i fratelli: dodici; 20tredicesimo Subaèl, con i figli e i fratelli: dodici; 21quattordicesimo Mattitia, con i figli e i fratelli: dodici; 22quindicesimo Ieremòt, con i figli e i fratelli: dodici; 23sedicesimo Anania, con i figli e i fratelli: dodici; 24diciassettesimo Iosbekasa, con i figli e i fratelli: dodici; 25diciottesimo Anàni, con i figli e i fratelli: dodici; 26diciannovesimo Malloti, con i figli e i fratelli: dodici; 27ventesimo Eliata, con i figli e i fratelli: dodici; 28ventunesimo Otir, con i figli e i fratelli: dodici; 29ventiduesimo Ghiddalti, con i figli e i fratelli: dodici; 30ventitreesimo Macaziòt, con i figli e i fratelli: dodici; 31ventiquattresimo Romàmti-Ezer, con i figli e i fratelli: dodici.

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Approfondimenti

1-31. Il calendario è simile a quello dei sacerdoti e dei leviti. Vengono enumerati i cantori che discendono dai figli di Levi: Asaf, Eman e Idutun (vv. 1-6), dei quali è dato il numero totale (vv. 7-8). Quindi sono distribuiti in ventiquattro classi (vv. 9-31) sulla base del sistema già usato per sacerdoti e leviti (cfr. cc. 23-24). Si tratta presumibilmente di colleghi del Cronista stesso, già abbondantemente esaltati in 15,6 e 16,4.37. Induce a questa ipotesi l'interesse enorme mostrato sempre dal Cronista per la musica cultuale e i cantori e qui nuovamente evidenziato.

1-3. «insieme con in capi dell'esercito» (v. 1): il servizio del tempio è strettamente imparentato a quello militare ed equiparato ad esso. Abbiamo già incontrato ripetutamente Asaf, Eman e Idutun. Asaf occupa qui, vv. 1.2.6, il primo posto, come in 2Cr 5,12; 29,13; 35,15. È discendente di Gherson, 6,24ss., come Keat. Idutun, detto altrove Etan, 6,29; 15,17-19, discende da Merari.

4-5. I nomi degli ultimi nove figli di Eman messi insieme formano in ebraico un poemetto, il frammento di un salmo, che recita: «Pietà di me, JHWH, pietà. Il mio Dio sei tu. Magnificai ed esaltai il (tuo soccorso) perché giacendo nella miseria dissi: Dà segni manifesti, con abbondanza».

7-31. La cifra di 288 (v. 7) si riferisce ai cantori con funzioni direttive. Essi sono distribuiti in 24 classi di 12 individui (12 X 24 = 288).

(cf. VINCENZO GATTI, 1Cronache – in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)


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Organizzazione delle classi dei sacerdoti 1Classi dei figli di Aronne. Figli di Aronne: Nadab, Abiu, Eleàzaro e Itamàr. 2Nadab e Abiu morirono prima del padre e non lasciarono figli. Esercitarono il sacerdozio Eleàzaro e Itamàr. 3Davide, insieme con Sadoc dei figli di Eleàzaro e con Achimèlec dei figli di Itamàr, li divise in classi secondo il loro servizio. 4Poiché risultò che i figli di Eleàzaro, quanto alla somma dei maschi, erano più numerosi dei figli di Itamàr, furono così classificati: sedici capi di casato per i figli di Eleàzaro, otto per i figli di Itamàr. 5Li divisero a sorte, questi come quelli, perché c'erano prìncipi del santuario e prìncipi di Dio sia tra i figli di Eleàzaro che tra i figli di Itamàr. 6Lo scriba Semaià, figlio di Netanèl, dei figli di Levi, ne fece il catalogo alla presenza del re, dei prìncipi, del sacerdote Sadoc, di Achimèlec, figlio di Ebiatàr, dei capi dei casati sacerdotali e levitici; si registravano due casati per Eleàzaro e uno per Itamàr. 7La prima sorte toccò a Ioiarìb, la seconda a Iedaià, 8la terza a Carim, la quarta a Seorìm, 9la quinta a Malchia, la sesta a Miamìn, 10la settima ad Akkos, l'ottava ad Abia, 11la nona a Giosuè, la decima a Secania, 12l'undecima a Eliasìb, la dodicesima a Iakim, 13la tredicesima a Cuppà, la quattordicesima a Is-Baal, 14la quindicesima a Bilga, la sedicesima a Immer, 15la diciassettesima a Chezir, la diciottesima a Appisès, 16la diciannovesima a Petachia, la ventesima a Ezechiele, 17la ventunesima a Iachin, la ventiduesima a Gamul, 18la ventitreesima a Delaià, la ventiquattresima a Maazia. 19Queste furono le classi secondo il loro servizio, per entrare nel tempio del Signore secondo la regola stabilita dal loro antenato Aronne, come gli aveva ordinato il Signore, Dio d'Israele.

Supplementi: organizzazione dei leviti 20Quanto agli altri figli di Levi, per i figli di Amram c'era Subaèl; per i figli di Subaèl, Iecdia. 21Quanto a Recabia, il capo dei figli di Recabia era Issia. 22Per gli Isariti, Selomòt; per i figli di Selomòt, Iacat. 23Figli di Ebron: Ieria il capo, Amaria secondo, Iacazièl terzo, Iekamàm quarto. 24Figli di Uzzièl: Mica; per i figli di Mica, Samir; 25fratello di Mica era Issia; per i figli di Issia, Zaccaria. 26Figli di Merarì: Maclì e Musì, figli di Iaazia, suo figlio. 27Figli di Merarì nella linea di Iaazia, suo figlio: Soam, Zaccur e Ibrì. 28Per Maclì: Eleàzaro, che non ebbe figli, 29e Kis. Figlio di Kis era Ieracmeèl. 30Figli di Musì: Maclì, Eder e Ierimòt. Questi sono i figli dei leviti secondo i loro casati. 31Anch'essi, come i loro fratelli, figli di Aronne, furono sorteggiati alla presenza del re Davide, di Sadoc, di Achimèlec, dei capi dei casati sacerdotali e levitici: sia i casati del maggiore sia quelli di suo fratello minore.

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Approfondimenti

1-31. Le ventiquattro classi sacerdotali di cui parla il brano, rispecchiano un periodo posteriore ad Esdra e sembrano tradire una tensione tra le famiglie sacerdotali di Eleazaro e di Itamar, che si vantano di avere «principi del santuario e principi di Dio» (v. 5). Dopo alcune indicazioni di metodo (vv. 1-6) sono citati per nome i capi delle ventiquattro classi sacerdotali, con qualche cenno alle loro incombenze (vv. 7-19). Nei vv. 20-31 si riferiscono i nomi dei capi di alcune famiglie levitiche, con riferimenti generici alla divisione in classi. La lista va confrontata con 1Cr 9,10-12; Esd 2,36; Ne 11,10-14; 12,1-7.12-21. Ne risultano numerose varianti nella grafia dei nomi propri, dovute forse alla trasmissione orale. La suddivisione dell'ordine sacerdotale in 24 classi di servizio è nota anche nel Nuovo Testamento, dove si parla di Zaccaria, padre di Giovani Battista, appartenente alla classe di Abia (Lc 1,5). Anche la comunità di Qumran mostra un interesse notevole per la regolarità del servizio espletato dalle classi sacerdotali.

3. Il Cronista evita l'imbarazzante menzione di Ebiatar, cfr. 15,11; 27,34, perché era stato sostituito da Zadok. Ebiatar aveva tradito Davide e quindi era stato eliminato probabilmente per questo dal sacerdozio. Al suo posto il Cronista fa il nome di Achimelech, che dovrebbe essere il padre di Ebiatar, 1Sam 23,6, ma secondo 2Sam 8,17 è suo figlio, cfr. 1Cr 18,16. È il caso tipico in cui una lotta per il potere interna a vari casati è tradotta in termini di designazione divina.

20-31. Il brano qui è fuori posto; esso è parallelo a 23,12-24. Vi si parla però soltanto dei discendenti di Keat, vv. 20-25, e Merari, vv. 26-30, mentre la discendenza di Gherson, cfr. vv. 26-30, è caduta.

(cf. VINCENZO GATTI, 1Cronache – in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)


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Organizzazione dei leviti 1Davide, ormai vecchio e sazio di giorni, costituì re su Israele suo figlio Salomone. 2Egli radunò tutti i capi d'Israele, i sacerdoti e i leviti. 3Si contarono i leviti, dai trent'anni in su: censiti, uno per uno, risultarono trentottomila. 4Di costoro ventiquattromila dirigevano l'attività del tempio del Signore, seimila erano scribi e giudici, 5quattromila portieri, e quattromila lodavano il Signore con tutti gli strumenti inventati da Davide per lodarlo. 6Davide divise in classi i figli di Levi: Gherson, Keat e Merarì. 7Dei Ghersoniti: Ladan e Simei. 8Figli di Ladan: Iechièl, il capo, poi Zetam e Gioele; tre. 9Figli di Simei: Selomìt, Cazièl, Aran; tre. Costoro sono i capi dei casati di Ladan. 10Figli di Simei: Iacat, Ziza, Ieus, Berià; questi sono i quattro figli di Simei. 11Iacat era il capo e Ziza il secondo. Ieus e Berià non ebbero molti figli; perciò erano un solo casato, una sola classe. 12Figli di Keat: Amram, Isar, Ebron e Uzzièl; quattro. 13Figli di Amram: Aronne e Mosè. Aronne fu scelto per consacrare le cose santissime, egli e i suoi figli, per sempre, perché offrisse incenso davanti al Signore, lo servisse e benedicesse in suo nome per sempre. 14Riguardo a Mosè, uomo di Dio, i suoi figli furono annoverati nella tribù di Levi. 15Figli di Mosè: Ghersom ed Elièzer. 16Figli di Ghersom: Sebuèl, il capo. 17I figli di Elièzer furono Recabia, il capo. Elièzer non ebbe altri figli, mentre i figli di Recabia furono moltissimi. 18Figli di Isar: Selomìt, il capo. 19Figli di Ebron: Ieria il capo, Amaria secondo, Iacazièl terzo, Iekamàm quarto. 20Figli di Uzzièl: Mica il capo, Issia secondo. 21Figli di Merarì: Maclì e Musì. Figli di Maclì: Eleàzaro e Kis. 22Eleàzaro morì senza figli, avendo soltanto figlie; le sposarono i figli di Kis, loro fratelli. 23Figli di Musì: Maclì, Eder e Ieremòt; tre. 24Questi sono i figli di Levi secondo i loro casati, i capi di casato, secondo il censimento, contati nominalmente, uno per uno, incaricati dei lavori per il servizio del tempio del Signore, dai vent'anni in su. 25Infatti Davide aveva detto: “Il Signore, Dio d'Israele, ha concesso la tranquillità al suo popolo e si è stabilito a Gerusalemme per sempre. 26Anche i leviti non avranno più da trasportare la Dimora e tutti i suoi oggetti per il suo servizio”. 27Secondo le ultime disposizioni di Davide, il censimento dei figli di Levi si fece dai vent'anni in su. 28Perciò il loro posto era a fianco dei figli di Aronne per il servizio del tempio del Signore, relativamente ai cortili, alle stanze, alla purificazione di ogni cosa sacra e all'attività per il servizio del tempio di Dio, 29al pane dell'offerta, alla farina, all'offerta, alle focacce non lievitate, alle cose che dovevano essere preparate nella teglia e ben stemperate, e a tutte le misure di capacità e di lunghezza. 30Dovevano presentarsi ogni mattina e ogni sera per celebrare e lodare il Signore, 31come pure per tutti gli olocausti da offrire al Signore nei sabati, nei noviluni, nelle feste fisse, secondo un numero preciso prescritto dalle loro regole, stando sempre davanti al Signore. 32Dovevano provvedere anche al servizio della tenda del convegno e al servizio del santuario e stavano agli ordini dei figli di Aronne, loro fratelli, per il servizio del tempio del Signore.

__________________________ Note

23,1 La promozione del culto è sempre stata una delle prerogative dei re nell’antichità. L’organizzazione supposta nei cc. – risale forse all’epoca dell’autore del libro, ma dato il carattere conservatore del culto è ovvio che i diversi interventi dei re, posteriori a Davide, vengano attribuiti tutti al fondatore della monarchia.

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Approfondimenti

1-32. Con questo brano inizia un'ampia parentesi (cc. 23-27) che interrompe il filo della narrazione per presentare i quadri statistici dei leviti (c. 23), dei sacerdoti (c. 24), dei cantori e portieri (cc. 25-26), dei comandanti dell'esercito e degli altri funzionari regi (c. 27). Il filo narrativo di 23,1 riprenderà in 28,11-12. I cinque capitoli, pur non essendo del tutto omogenei, sembrano tuttavia formare una unità abbastanza organica sia sul piano del contenuto che su quello della forma. Tra gli studiosi, non pochi sostengono che siamo di fronte a un'aggiunta successiva all'opera del Cronista. E anche possibile che il Cronista stesso li abbia composti assemblando documenti di vario genere. Il quadro presentato è quello del tempo dell'agiografo. Facendo risalire a Davide la divisione delle classi levitiche, sacerdotali, ecc., nonché le varie funzioni levitiche e la ripartizione delle cariche e degli uffici del regno, il Cronista fa del suo eroe il fondatore del culto, oltreché il patrocinatore e garante dello sviluppo cultuale che ha avuto luogo lungo i secoli.

Il c. 23 è così suddiviso: a una introduzione (vv. 1-2) segue il censimento dei leviti (vv. 3-9), la loro divisione in classi (vv. 6-24) e l'elenco delle loro competenze e attribuzioni (vv. 25-32). Il carattere composito del capitolo e le sue incongruenze numerose emergono con chiarezza confrontandone i dati con 1Cr 6,1-15.16-32 e Ne 10-11.

1-2. Il passaggio di poteri da Davide a Salomone e l'assemblea in Gerusalemme avranno luogo solo in 28,1ss.

3-5. Elenco e divisione dei leviti. Qui l'età del servizio è trent'anni, come in Nm 4,3, mentre è ridotta a venti nei vv. 24-27. In Nm 8,24ss. è venticinque anni, ma è ancora venti in 2Cr 31,17; Esd 3,8, come per i non leviti in Nm 1,3. Può darsi che a imporre un progressivo abbassamento dell'età di entrata in servizio sia stata una crescente carenza di personale. I leviti sono suddivisi in quattro classi; della prima di esse si tratta in 23,6-29. Le cifre complessive dei vari gruppi sono palesemente esagerate. 23,6-24. I gruppi di leviti impegnati nel servizio del tempio sono suddivisi secondo le tre note famiglie di Gherson, vv. 7-11, Keat, vv. 12-20, e Merari, vv. 21-23.

7-8. Ladan, anziché Libni, primogenito di Gherson secondo Es 6,17; Nm 3,18; 1Čr 6,2.5. Ladan è ricordato solo qui e in 26,21s. La discendenza di Libni in epoca più recente veniva indicata col nome di Ladan, forse un suo lontano discendente.

14. Mosè, anche se detto solennemente «uomo di Dio», è oscurato dalla figura di Aronne. I figli di Mosè sono gerarchicamente inferiori a quelli di Aronne, in quanto semplici leviti e non sacerdoti. Il Cronista, si sa, preferisce i leviti ai sacerdoti, così come privilegia Davide nei confronti di Mosè.

25-32. Le mansioni dei leviti nel tempio. I leviti sono subordinati ai sacerdoti, in conformità alla tradizione sacerdotale, cfr. Nm 3,9; 14,15.27.33. L'autore del brano legittima la situazione della sua epoca in base a prescrizioni emanate da Davide per il futuro tempio, vv. 25ss., ma non dimentica che al tempo di Davide erano i leviti a garantire la sorveglianza della tenda del convegno, v. 32, cfr. Es 33,11.

(cf. VINCENZO GATTI, 1Cronache – in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)


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1Davide disse: “Questa è la casa del Signore Dio e questo è l'altare per gli olocausti d'Israele”.

Preparativi per la costruzione del tempio 2Davide ordinò di radunare i forestieri che erano nella terra d'Israele. Quindi diede incarico agli scalpellini perché squadrassero pietre per la costruzione del tempio di Dio. 3Davide preparò ferro in abbondanza per i chiodi dei battenti delle porte e per le spranghe e anche molto bronzo in quantità incalcolabile. 4Il legno di cedro non si contava, poiché quelli di Sidone e di Tiro avevano portato a Davide molto legno di cedro. 5Davide pensava: “Mio figlio Salomone è giovane e inesperto, mentre la costruzione da erigersi per il Signore deve essere straordinariamente grande, tale da suscitare fama e ammirazione in tutto il mondo; per questo ne farò i preparativi io”. Davide, prima di morire, fece preparativi imponenti. 6Poi chiamò Salomone, suo figlio, e gli comandò di costruire una casa al Signore, Dio d'Israele. 7Davide disse a Salomone: “Figlio mio, io avevo deciso di costruire una casa al nome del Signore, mio Dio. 8Ma mi fu rivolta questa parola del Signore: “Tu hai versato troppo sangue e hai fatto grandi guerre; per questo non costruirai una casa al mio nome, perché hai versato troppo sangue sulla terra davanti a me. 9Ecco, ti nascerà un figlio, che sarà uomo di pace; io gli concederò la tranquillità da parte di tutti i suoi nemici che lo circondano. Egli si chiamerà Salomone. Nei suoi giorni io concederò pace e tranquillità a Israele. 10Egli costruirà una casa al mio nome; egli sarà figlio per me e io sarò padre per lui. Stabilirò il trono del suo regno su Israele per sempre”. 11Ora, figlio mio, il Signore sia con te perché tu riesca a costruire una casa al Signore, tuo Dio, come ti ha promesso. 12Ebbene, il Signore ti conceda senno e intelligenza, ti ponga a capo d'Israele per osservare la legge del Signore, tuo Dio. 13Allora riuscirai, se cercherai di praticare le leggi e le norme che il Signore ha prescritto a Mosè per Israele. Sii forte e coraggioso; non temere e non abbatterti. 14Ecco, anche in mezzo alle angosce, ho preparato per la casa del Signore centomila talenti d'oro, un milione di talenti d'argento, bronzo e ferro in quantità incalcolabile. Inoltre ho preparato legname e pietre; tu ve ne aggiungerai ancora. 15Sono con te molti operai, scalpellini e lavoratori della pietra e del legno e ogni artigiano per ogni lavoro. 16L'oro, l'argento, il bronzo e il ferro non si calcolano; su, mettiti al lavoro e il Signore sia con te”. 17Davide comandò a tutti i capi d'Israele di aiutare Salomone, suo figlio. 18Disse: “Il Signore, vostro Dio, non è forse con voi e non vi ha concesso tranquillità all'intorno? Difatti ha già messo nelle mie mani gli abitanti della regione; la terra è assoggettata davanti al Signore e davanti al suo popolo. 19Ora perciò dedicatevi con il vostro cuore e con la vostra anima alla ricerca del Signore, vostro Dio. Su, costruite il santuario del Signore, vostro Dio, per introdurre l'arca dell'alleanza del Signore e gli oggetti consacrati a Dio nella casa che sarà eretta al nome del Signore”.

__________________________ Note

22,1-19 Da questo momento in avanti i racconti del libro delle Cronache non hanno paralleli nei libri di Samuele.

22,9 Egli si chiamerà Salomone. Nei suoi giorni io concederò pace: gioco di parole sul nome Salomone, che in ebraico ha la stessa radice del termine “pace”.

22,14 centomila talenti d’oro: cifre esorbitanti. Un talento pesava circa 33 chilogrammi; 3000 sicli formavano un talento. Vedi note a 1Re 9,28; 10,14.

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Approfondimenti

2-19. Questa pagina si ricollega al c. 17, sulle misure adottate da Davide per la costruzione del tempio. Nei vv. 2-5 si parla della provvista di legnami e metalli, quindi nei vv. 6-16 dell'incarico che Davide affida a Salomone di costruire il tempio. Infine, ai capi d'Israele è rivolto l'invito pressante ad assistere Salomone nell'impresa (vv. 17-19).

Questo capitolo e i capitoli che seguono, fino alla fine del primo libro (c. 29), sono esclusivi del Cronista ed esprimono la sua concezione particolare: il desiderio di glorificare Davide come vero ideatore del tempio e quasi suo costruttore, considerata l'ampiezza e accuratezza dei preparativi da lui condotti.

2. Gli stranieri (ebr. gerim) erano i Cananei rimasti in Palestina dopo l'occupazione da parte d'Israele, 2Cr 2,16s.; 8,7-10.

3. In Palestina l'età del ferro inizia verso il 1200 a.C. Nel periodo antico in genere il ferro resta un metallo raro e molto apprezzato. Anche per la prima parte dell'epoca dei re, secondo gli scavi archeologici, il metallo è presente in Palestina in quantità ridotta.

6-13. Il colloquio tra Davide e Salomone risponde alle ultime volontà di Davide riferite in 1Re 2,1-9, ma il Cronista conferisce al brano un'impronta personale. L'esortazione finale (v. 13) è compilata in uno stile accentuatamente deuteronomico (cfr. Dt 4,5.8.14; 11,32; 26,16; 31,6; ecc.). Anche l'invito all'osservanza degli «statuti e decreti» (huqqîm e mišpāṭîm) è tipica del linguaggio del Deuteronomio.

14-19. Le cifre anche in questo caso non sono verosimili. Il “talento” (v. 14) pesava circa 34 chilogrammi.

(cf. VINCENZO GATTI, 1Cronache – in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)


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Il peccato del censimento 1Satana insorse contro Israele e incitò Davide a censire Israele. 2Davide disse a Ioab e ai capi del popolo: “Andate, contate gli Israeliti da Bersabea a Dan; quindi portatemene il conto, così che io conosca il loro numero”. 3Ioab disse a Davide: “Il Signore aumenti il suo popolo cento volte più di quello che è! Ma, o re, mio signore, essi non sono tutti sudditi del mio signore? Perché il mio signore vuole questa inchiesta? Perché dovrebbe cadere tale colpa su Israele?”. 4Ma l'ordine del re prevalse su Ioab. Questi partì e percorse tutto Israele, quindi tornò a Gerusalemme. 5Ioab consegnò a Davide il totale del censimento del popolo: c'erano in tutto Israele un milione e centomila uomini in grado di maneggiare la spada; in Giuda risultarono quattrocentosettantamila uomini in grado di maneggiare la spada. 6Fra costoro Ioab non censì i leviti né la tribù di Beniamino, perché l'ordine del re gli appariva un abominio. 7Il fatto dispiacque agli occhi di Dio, che perciò colpì Israele. 8Davide disse a Dio: “Ho peccato molto facendo una cosa simile. Ti prego, togli la colpa del tuo servo, poiché io ho commesso una grande stoltezza”. 9Il Signore disse a Gad, veggente di Davide: 10“Va', riferisci a Davide: Così dice il Signore: “Io ti propongo tre cose: scegline una e quella ti farò”“. 11Gad venne dunque da Davide e gli riferì: “Dice il Signore: “Scegli 12fra tre anni di carestia, tre mesi di fuga di fronte al tuo nemico, sotto l'incubo della spada dei tuoi nemici, e tre giorni della spada del Signore, con la peste che si diffonde sulla terra e l'angelo del Signore che porta lo sterminio in tutto il territorio d'Israele”. Ora vedi che cosa io debba riferire a chi mi ha mandato”. 13Davide rispose a Gad: “Sono in grande angustia. Ebbene, che io cada nelle mani del Signore, perché la sua misericordia è grande, ma che io non cada nelle mani degli uomini”. 14Così il Signore mandò la peste in Israele; caddero settantamila Israeliti. 15Dio mandò un angelo a Gerusalemme per devastarla. Ma, nell'atto di devastare, il Signore guardò e si pentì di quel male. Egli disse all'angelo devastatore: “Ora basta! Ritira la mano”. L'angelo del Signore stava ritto presso l'aia di Ornan il Gebuseo. 16Davide, alzàti gli occhi, vide l'angelo del Signore ritto fra terra e cielo, con la spada sguainata in mano, tesa verso Gerusalemme. Allora Davide e gli anziani, coperti di sacco, si prostrarono con la faccia a terra. 17Davide disse a Dio: “Non sono forse stato io a ordinare il censimento del popolo? Io ho peccato e ho commesso il male; ma queste pecore che cosa hanno fatto? Signore, mio Dio, sì, la tua mano venga contro di me e contro la casa di mio padre, ma non colpisca il tuo popolo”.

Acquisto dell’area per il tempio 18L'angelo del Signore ordinò a Gad di riferire a Davide che salisse a innalzare un altare al Signore nell'aia di Ornan il Gebuseo. 19Davide salì, secondo la parola che Gad aveva pronunciato nel nome del Signore. 20Ornan si volse e vide l'angelo; i suoi quattro figli, che erano con lui, si nascosero. Ornan stava trebbiando il grano, 21quando gli si avvicinò Davide. Ornan guardò e, riconosciuto Davide, uscì dall'aia, prostrandosi con la faccia a terra davanti a Davide. 22Davide disse a Ornan: “Cedimi il terreno dell'aia, perché io vi costruisca un altare al Signore; cedimelo per tutto il suo valore, così che il flagello si allontani dal popolo”. 23Ornan disse a Davide: “Prenditelo; il re mio signore ne faccia quello che vuole. Vedi, io ti do anche i giovenchi per gli olocausti, le trebbie per la legna e il grano per l'offerta; tutto io ti offro”. 24Ma il re Davide disse a Ornan: “No! Lo voglio acquistare per tutto il suo valore; non presenterò al Signore una cosa che appartiene a te offrendo un olocausto gratuitamente”. 25E così Davide diede a Ornan seicento sicli d'oro per il terreno. 26Quindi Davide costruì in quel luogo un altare al Signore e offrì olocausti e sacrifici di comunione. Invocò il Signore, che gli rispose con il fuoco sceso dal cielo sull'altare dell'olocausto. 27Il Signore ordinò all'angelo e questi ripose la spada nel fodero. 28Allora, visto che il Signore l'aveva ascoltato sull'aia di Ornan il Gebuseo, Davide offrì là un sacrificio. 29La Dimora del Signore, eretta da Mosè nel deserto, e l'altare dell'olocausto in quel tempo stavano sull'altura che era a Gàbaon; 30ma Davide non osava recarsi là a consultare Dio, perché si era molto spaventato di fronte alla spada dell'angelo del Signore.

__________________________ Note

21,1 Satana: questo termine in origine era un nome comune e significava “avversario”. Nell’AT appare in Gb 1-2 e Zc 3,1 con l’articolo determinativo. Qui è senza articolo, come nome proprio.

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Approfondimenti

21,1-29,20. Inizia l'ultima parte del primo libro delle Cronache, cc. 21-29, che è di importanza capitale per il Cronista, perché tutta dedicata al tempio e alle sue istituzioni. In essa l'autore narra la scelta del luogo su cui doveva sorgere il tempio (c. 21), la preparazione per la sua edificazione (c. 22), l'istituzione delle classi e la designazione delle incombenze dei leviti (c. 23), dei sacerdoti (c. 24), dei cantori e dei musicisti (c. 25), di altri ufficiali levitici (c. 26), dei dirigenti militari e civili (c. 27). Infine, Davide proclama re il figlio Salomone (cc. 28-29). Quanto al c. 21, finora sul tema “Davide e il tempio” il Cronista aveva dovuto riferire solo note negative: la proibizione della costruzione del tempio (c. 17); le guerre (cc. 18-20) che avevano allontanato sempre più il re dal suo progetto. Ora finalmente può informare sugli aspetti positivi. Per questo si adatta a riportare tutta la storia di 2Sam 24, anche se essa è tale da gettare ombre sulla figura del re teocratico ideale. Ma il Cronista vi introduce modifiche di rilievo, rispondenti ai suoi interessi specifici. In 2 Sam il capitolo costituisce quasi un'appendice dell'opera e ha il carattere di un episodio cultuale in qualche modo isolato, mentre qui funge da preludio drammatico all'organizzazione del culto e del clero della comunità davidica.

1-4. Cfr. 2Sam 24,1-9. Il Cronista attribuisce a Satana quanto il narratore di 2Sam riferiva all'ira di Dio e alla sua iniziativa incomprensibile. Gli interventi di Dio possono essere attribuiti direttamente a lui, o ai suoi ufficiali. In Gb 1,6-12; 2,1.7 e Zc 3,1ss. Satana è il nome di un ministro della corte di Dio, incaricato di saggiare le virtù del giusto. In Nm 22, 22 è detto “messaggero”. Solo in Ap 12,9 si ha l'identificazione di Satana con il diavolo “che seduce l'intera terra abitata” e che viene identificato a sua volta con il serpente di Gn 3,14s.; (cfr. Sap 2,24; Gv 8,44) e con il capo degli angeli sconfitti (cfr. Lc 10,18) – in una battaglia contro Michele, secondo la letteratura apocalittica. Il nome di “Lucifero”, in 2Pt 1,19, ha un altro significato.

La Bibbia considera immorale e meritevole dell'ira di JHWH ogni progetto di censimento, inteso come una verifica diffidente delle promesse di JHWH di moltiplicare i figli di Abramo (Gn 12,2; 15,3, ecc.); oppure perché segnala la dimenticanza del fatto che JHWH soltanto è padrone del paese e a lui solo spetta contarne gli abitanti; o anche, in caso di guerra, perché considerato come un inventario sull'efficienza delle forze umane, che implica sfiducia nella potenza di JHWH.

5-6. Le cifre non corrispondono a quelle di 2Sam 24,9 e hanno un significato simbolico. Se prese alla lettera, comporterebbero una popolazione di oltre sette milioni di abitanti. La tribù di Levi è esclusa dal censimento, per il divieto di Nm 1,49. È esclusa anche la tribù di Beniamino, forse perché, trovandosi in essa la città di Gerusalemme, era particolarmente santificata. Ioab sa di compiere un atto abominevole, e quindi, prevedendo il castigo, non vuole macchiare le tribù più sante di Israele.

7-14. La punizione divina, cfr. 2Sam 4,10-14. Il racconto ricalca quello di 2Sam, ma la prospettiva risulta profondamente alterata. I vv. 7-8 anticipano quanto sarà narrato per esteso nei vv. 9-14. Al v. 12 il Cronista prepara l'apparizione dell'angelo parlando della «spada di JHWH», che poi identifica con la «spada dell'angelo» e con la peste, creando così un'antitesi suggestiva con «la spada dei nemici», che non è menzionata espressamente in 2Sam. Anche la figura dell'angelo sterminatore è messa in particolare rilievo.

15-16. La scena è tra le più impressionanti della Bibbia. Il peccato del re coinvolge l'intero popolo, rappresentato dagli anziani. La figura dell'angelo sterminatore (cfr. Es 12,12 e 2Re 19,35) assume qui aspetto e proporzioni ancora più drammatiche.

17. Il Cronista sottolinea la responsabilità personale di Davide, cfr. Ez 18. Il redattore di 1-2 Sam non avrebbe dissociato la sorte del popolo da quella della casa di Davide.

21,18-22,1. Narrano l'acquisto dall'aia di Ornan e l'erezione dell'altare, con qualche piccola ma caratteristica divergenza da 2Sam 24,18-25. Le varianti più significative riguardano l'offerta fatta da Ornan per gli olocausti e il prezzo pagato da Davide per il terreno su cui eresse l'altare. La conclusione del racconto è del Cronista, il quale continua a sottolineare, più della fonte, la santità del luogo acquistato da Davide. Il v. 1 del c. 22 fa eco volutamente a Gn 28,17.

(cf. VINCENZO GATTI, 1Cronache – in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)


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1All'inizio dell'anno successivo, al tempo in cui i re sono soliti andare in guerra, Ioab, alla testa di un forte esercito, devastò il territorio degli Ammoniti, quindi andò ad assediare Rabbà, mentre Davide rimaneva a Gerusalemme. Ioab occupò e distrusse Rabbà. 2Davide prese dalla testa di Milcom la corona e trovò che pesava un talento d'oro e aveva una pietra preziosa; essa fu posta sulla testa di Davide. Egli ricavò dalla città un bottino molto grande. 3Ne fece uscire gli abitanti e li impiegò alle seghe, ai picconi di ferro e alle asce. Allo stesso modo Davide trattò tutte le città degli Ammoniti. Poi Davide tornò a Gerusalemme con tutta la sua gente.

Vittorie sui Filistei 4Dopo questo, ci fu una battaglia con i Filistei, a Ghezer. Allora Sibbecài di Cusa uccise Sippài, dei discendenti dei Refaìm. I Filistei furono soggiogati. 5Ci fu un'altra battaglia con i Filistei ed Elcanàn, figlio di Iair, uccise Lacmì, fratello di Golia di Gat: l'asta della sua lancia era come un cilindro da tessitori. 6Ci fu un'altra battaglia a Gat, dove c'era un uomo di grande statura, con le dita a sei a sei, in tutto ventiquattro, e anche lui era discendente di Rafa. 7Egli sfidò Israele, ma Giònata, figlio di Simeà, fratello di Davide, lo uccise. 8Questi erano i discendenti di Rafa, a Gat. Essi caddero per mano di Davide e dei suoi uomini.

__________________________ Note

20,4 Confrontando la successione degli eventi in 2Sam si nota una lunga omissione riguardante il dramma familiare di Davide: manca tutta la parte relativa alla crisi politica provocata da Assalonne.

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Approfondimenti

1-3. Capitolazione degli Ammoniti, cfr. 2Sam 11,1-12,31. «All'inizio dell'anno successivo» (v. 1) ossia in primavera. Anche secondo gli annali degli imperatori assiri, la partenza per la guerra avveniva sempre in primavera.

4-8. Scontri bellici che il Cronista riferisce prendendo dalla sua fonte, 2Sam 21,18-22, perché utili a ribadire la tesi enunciata in 22,8 e 28,3.

(cf. VINCENZO GATTI, 1Cronache – in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)


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Vittorie sugli Ammoniti (19,1-20,3) 1Dopo questo, morì Nacas, re degli Ammoniti, e suo figlio divenne re al suo posto. 2Davide disse: “Manterrò fedeltà a Canun, figlio di Nacas, perché anche suo padre la mantenne a me”. Davide mandò messaggeri a consolarlo per suo padre. I ministri di Davide andarono nel territorio degli Ammoniti da Canun per consolarlo. 3Ma i capi degli Ammoniti dissero a Canun: “Forse Davide intende onorare tuo padre ai tuoi occhi, mandandoti dei consolatori? Questi suoi ministri non sono venuti forse da te per spiare la regione, per perlustrarla e per ispezionarla?”. 4Canun allora prese i ministri di Davide, li fece radere, fece tagliare le loro vesti a metà fino alle natiche, poi li rimandò. 5Alcuni vennero a riferire a Davide la sorte di quegli uomini. Il re mandò qualcuno a incontrarli, perché quegli uomini si vergognavano moltissimo. Il re fece dire loro: “Rimanete a Gerico finché vi sia cresciuta di nuovo la barba, poi tornerete”. 6Gli Ammoniti, vedendo che si erano resi nemici di Davide, mandarono, essi e Canun, mille talenti d'argento per assoldare carri e cavalieri da Aram Naharàim, da Aram Maacà e da Soba. 7Assoldarono trentaduemila carri e il re di Maacà con le sue truppe. Questi vennero e si accamparono di fronte a Màdaba; frattanto gli Ammoniti si erano radunati dalle loro città e si erano mossi per la guerra. 8Quando Davide sentì questo, mandò Ioab con tutto l'esercito dei prodi. 9Gli Ammoniti uscirono e si disposero a battaglia davanti alla città, mentre i re alleati stavano da parte, nella campagna. 10Ioab vide che il fronte della battaglia gli era davanti e alle spalle. Scelse allora un corpo tra i migliori d'Israele, li schierò contro gli Aramei 11e affidò il resto dell'esercito a suo fratello Abisài, ed essi si schierarono contro gli Ammoniti. 12Disse: “Se gli Aramei saranno più forti di me, tu mi verrai a salvare; se invece gli Ammoniti saranno più forti di te, io salverò te. 13Sii forte e dimostriamoci forti per il nostro popolo e per le città del nostro Dio. Il Signore faccia quello che a lui piacerà”. 14Poi Ioab con la gente che aveva con sé attaccò battaglia con gli Aramei, i quali fuggirono davanti a lui. 15Quando gli Ammoniti videro che gli Aramei erano fuggiti, fuggirono di fronte ad Abisài, fratello di Ioab, e rientrarono in città. Ioab allora venne a Gerusalemme. 16Gli Aramei, vedendo che erano stati sconfitti da Israele, mandarono a chiamare gli Aramei che erano al di là del Fiume; Sofac, comandante dell'esercito di Adadèzer, era alla loro testa. 17La cosa fu riferita a Davide, che radunò tutto Israele e attraversò il Giordano. Li raggiunse e si schierò davanti a loro; Davide si dispose alla battaglia di fronte agli Aramei, ed essi si scontrarono con lui. 18Ma gli Aramei fuggirono davanti a Israele: Davide uccise degli Aramei settemila cavalieri e quarantamila fanti; uccise anche Sofac, comandante dell'esercito. 19I vassalli di Adadèzer, quando si videro sconfitti da Israele, fecero la pace con Davide e gli rimasero sottoposti. Gli Aramei non vollero più venire a salvare gli Ammoniti.

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Approfondimenti

19,1-20,3. Dopo aver indicato l'occasione dello scontro (19,1-5), il Cronista descrive i preparativi alla guerra e le sconfitte subite dagli Ammoniti ad opera di Ioab (vv. 6-15) e di Davide (vv. 16-19), per presentare infine la loro capitolazione (20,1-3).

1-5. I versetti indicano l'occasione della guerra contro gli Ammoniti (cfr. 2Sam 10,1-5).

6-15. Preparativi per la guerra e sconfitta degli Ammoniti, cfr. 2Sam 10,6-14. Timorosi delle reazioni di Davide, gli Ammoniti s'affrettano ad assoldare truppe dai loro vicini, gli Aramei. Le cifre non possono essere vere e sono diverse da quelle della fonte.

16-19. Seconda sconfitta degli Aramei, cfr. 2Sam 10,15-19. Nemmeno qui le cifre concordano con quelle di 2Sam.

(cf. VINCENZO GATTI, 1Cronache – in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)


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Campagne militari 1In seguito Davide sconfisse i Filistei, li umiliò e prese Gat con le dipendenze dalle mani dei Filistei. 2Quindi sconfisse Moab, e i Moabiti divennero sudditi e tributari di Davide. 3Davide sconfisse anche Adadèzer, re di Soba, verso Camat, nella sua marcia verso il fiume Eufrate per stabilirvi il suo dominio. 4Davide gli prese mille carri, settemila cavalieri e ventimila fanti. Davide poi fece tagliare i garretti a tutti i cavalli, risparmiandone un centinaio. 5Gli Aramei di Damasco andarono in aiuto di Adadèzer, re di Soba, ma Davide uccise ventiduemila Aramei. 6Poi Davide pose guarnigioni nell'Aram di Damasco e gli Aramei divennero sudditi e tributari di Davide. Il Signore salvava Davide in ogni sua impresa. 7Davide prese ai servi di Adadèzer gli scudi d'oro e li portò a Gerusalemme. 8Da Tibcat e da Cun, città di Adadèzer, Davide asportò una grande quantità di bronzo, con cui Salomone costruì il Mare di bronzo, le colonne e i vari arredi di bronzo. 9Quando Tou, re di Camat, udì che Davide aveva sconfitto tutto l'esercito di Adadèzer, re di Soba, 10mandò al re Davide suo figlio Adoràm, per salutarlo e per benedirlo, perché aveva mosso guerra ad Adadèzer e l'aveva sconfitto; infatti Tou era sempre in guerra con Adadèzer. Adoràm gli portò vasi d'oro, d'argento e di bronzo. 11Il re Davide consacrò anche quelli al Signore, insieme con l'argento e l'oro che aveva tolto a tutti gli altri popoli, agli Edomiti, ai Moabiti, agli Ammoniti, ai Filistei e agli Amaleciti. 12Abisài, figlio di Seruià, sconfisse nella valle del Sale diciottomila Edomiti. 13Stabilì guarnigioni in Edom e tutti gli Edomiti divennero sudditi di Davide. Il Signore salvava Davide in ogni sua impresa. 14Davide regnò su tutto Israele e rese giustizia con retti giudizi a tutto il suo popolo. 15Ioab, figlio di Seruià, comandava l'esercito; Giòsafat, figlio di Achilùd, era archivista; 16Sadoc, figlio di Achitùb, e Abimèlec, figlio di Ebiatàr, erano sacerdoti; Savsa era scriba; 17Benaià, figlio di Ioiadà, era capo dei Cretei e dei Peletei e i figli di Davide erano i primi al fianco del re.

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Approfondimenti

18,1-20,8. L'argomento principale di questi tre capitoli sono le campagne condotte con successo da Davide contro i suoi nemici, per il consolidamento dell'impero. I capitoli formano una unità sia sul piano letterario che su quello contenutistico. Così può essere suddivisa l'ampia sezione:

  • 18,1-13, sguardo d'insieme sui successi militari di Davide;
  • 18,14-17, amministrazione di Davide;
  • 19,1-20,3, vittoria sugli Ammoniti e sugli Aramei loro alleati;
  • 20,4-8, battaglie contro i Filistei.

In questa sezione il Cronista sembra perseguire due obiettivi. Oltre a riportare la sua fonte, 2Sam 8-21, dalla quale attinge abbondantemente, omettendo però quanto non depone a favore del suo eroe, egli vuole soprattutto motivare perché JHWH non ha voluto che fosse Davide a costruirgli il tempio in Gerusalemme. Dovendo condurre numerose guerre, le sue mani insanguinate non erano adatte per l'operazione sacra della edificazione del santuario, cfr. 22,8; 28,3. Ma il Cronista noterà con soddisfazione che anche l'intera serie delle guerre apporta qualcosa di positivo al tema che gli sta a cuore, Davide e il tempio. Molta parte del bottino di guerra infatti servirà per la costruzione del santuario, cfr. 18,8b.11.

1-13. Dopo aver assoggettato i Filistei e i Moabiti (vv. 1-2), Davide combatte con successo contro il re degli Aramei, Adad-Ezer, e contro Edom (vv. 3-13). Il Cronista segue fedelmente 2Sam 8,1-14. Le lievi modifiche sono di carattere letterario.

1-2. Vittorie sui Filistei e su Moab, cfr. 2Sam 8,1-2. Gat (v. 1) era città di confine; al tempo di Salomone era governata da un re vassallo. Il Cronista non riferisce sulle punizioni inferte da Davide ai Moabiti, cfr. 2Sam 8,2, perché non depongono certo a favore del suo eroe.

3-13. Contro Adad-Ezer e contro Edom, cfr. 2Sam 8,3-12. Dopo aver sottomesso i Filistei e i Moabiti, Davide muove con successo anche contro il re degli Aramei e contro gli Edomiti. È probabile che i vv. 3-6 riportino lo stesso episodio di 19,16-19.

14-17. La breve annotazione sull'organizzazione del regno dipende da 2Sam 8,15-18, che è ritoccato in alcuni dettagli letterari e cultuali. Al c. 24 Davide sarà presentato come l'organizzatore del culto, che assegna i ministeri distribuendoli tra i leviti e i figli di Aronne. Perciò i suoi figli non possono essere sacerdoti.

(cf. VINCENZO GATTI, 1Cronache – in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)


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