ūüďĖUn capitolo al giornoūüďö

DIARIO DI LETTURA: Profeti dal 25/12/2023 al 07/09/2024 ‚óŹ Concilio Vaticano II dall'11/09 al 24/12/2023 ‚óŹ Nuovo Testamento dal 25/12/2022 al 10/09/2023

Lo sconfinato amore di Dio-Padre 1Quando Israele era fanciullo, io l‚Äôho amato e dall‚ÄôEgitto ho chiamato mio figlio. 2Ma pi√Ļ li chiamavo, pi√Ļ si allontanavano da me; immolavano vittime ai Baal, agli idoli bruciavano incensi. 3A √ąfraim io insegnavo a camminare tenendolo per mano, ma essi non compresero che avevo cura di loro. 4Io li traevo con legami di bont√†, con vincoli d‚Äôamore, ero per loro come chi solleva un bimbo alla sua guancia, mi chinavo su di lui per dargli da mangiare. 5Non ritorner√† al paese d‚ÄôEgitto, ma Assur sar√† il suo re, perch√© non hanno voluto convertirsi. 6La spada far√† strage nelle loro citt√†, spaccher√† la spranga di difesa, l‚Äôannienter√† al di l√† dei loro progetti. 7Il mio popolo √® duro a convertirsi: chiamato a guardare in alto, nessuno sa sollevare lo sguardo. 8Come potrei abbandonarti, √ąfraim, come consegnarti ad altri, Israele? Come potrei trattarti al pari di Adma, ridurti allo stato di Sebo√¨m? Il mio cuore si commuove dentro di me, il mio intimo freme di compassione. 9Non dar√≤ sfogo all‚Äôardore della mia ira, non torner√≤ a distruggere √ąfraim, perch√© sono Dio e non uomo; sono il Santo in mezzo a te e non verr√≤ da te nella mia ira. 10Seguiranno il Signore ed egli ruggir√† come un leone: quando ruggir√†, accorreranno i suoi figli dall‚Äôoccidente, 11accorreranno come uccelli dall‚ÄôEgitto, come colombe dall‚ÄôAssiria e li far√≤ abitare nelle loro case. Oracolo del Signore.

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Approfondimenti

Lo sconfinato amore di Dio-Padre 11,1-11 Capitolo unitario, che descrive con l'immagine del padre e del figlio gli intimi rapporti esistenti tra JHWH e Israele. Il Signore fa un lamento retrospettivo circa la sua volont√† salvifica e la ribellione di Israele (vv. 1-4). Segue l'annuncio del castigo (vv. 5-6) e una sintesi dell'accusa (v. 7). JHWH confessa la sua ¬ęconversione¬Ľ adducendo il motivo (vv. 8-9); la promessa di salvezza viene concretizzata (v. 11). A causa della forma e del contenuto il v. 10 sembra essere un'aggiunta postesilica. Il testo √® spesso mal interpretato e alcuni vv. sono di difficile interpretazione (ad es. i vv. 5.7.8a). Probabilmente il capitolo data dalla fine della monarchia.

v. 1. La giovinezza di Israele coincide con l'esodo dall'Egitto e con l'epoca (idealizzata) del deserto. √ą allora che per Osea comincia la storia di Israele, mentre dei patriarchi ha solamente dei ricordi spiacevoli (12,4s.13). Allora Dio ha manifestato a Israele il suo amore, cio√® l'ha scelto, eletto con amore di padre e da quel tempo gli ha rivolto degli appelli. Israele √® chiamato ¬ęfiglio di Dio¬Ľ in senso adottivo (Es 4,22; Is 1,2s.; 30,9; Ger 3,19.22; 31,9.20). L'ultimo stico √® applicato dall'evangelista Matteo in senso tipico a Ges√Ļ (Mt 2, 15).

v. 2. Dopo l'esodo dall'Egitto Dio ha ripetuto i suoi richiami per mezzo dei profeti, ma Israele ha interrotto i legami filiali con JHWH praticando i culti cananei, contravvenendo al precetto fondamentale del decalogo (Es 20,3s.23; 22,20; 34,17).

11,3-4. Belle immagini prese dal comportamento del padre e della madre verso il bambino, che mostrano la tenerezza che Dio ha usato con Israele durante l'età d'oro del deserto (cfr. 13,5; Dt 8,16).

v. 3. ¬ęEfraim¬Ľ designa Israele. Insegnare a camminare √® uno dei primi atti dell'educazione paterna (Dt 1,31; 8,2-5; Nm 11,12; Is 63,9); ¬ęcurare¬Ľ significa liberare da minacce e pericoli (5,13; 6,1; 7,1). Ma Israele non ha ¬ęriconosciuto¬Ľ il suo salvatore; √® stato ingrato.

v. 4. Vengono ricordati tre affettuosi atteggiamenti del genitore verso il bambino: lo attira dolcemente a s√©, lo solleva fino al viso e si piega su di lui per nutrirlo. Dio ha agito cos√¨ con il suo popolo con estrema condiscendenza, nutrendolo con la manna (Es 16,17) e con le quaglie (Nm 11). ¬ęlegami di bont√†¬Ľ: lett. ¬ęlegami di uomo¬Ľ, cio√® pieni di umanit√†; ¬ęun bimbo¬Ľ: correzione congetturale del testo ebraico che ha ¬ęgiogo¬Ľ.

v. 5. Non √® chiaro se il versetto contenga una minaccia o una semplice constatazione. Comunque, si tratta della presente situazione pericolosa che comporta il castigo della schiavit√Ļ e dell'esilio. Il verbo ¬ęritornare¬Ľ ha il doppio senso di convertirsi e far ritorno. Siccome Israele non si √® convertito al Signore, far√† ritorno in Egitto (da intendersi in senso metaforico, del paese della schiavit√Ļ), com'era prima dell'esodo (7,11; 8,13; 9,3.6; 11,11; 12,2), anche se non √® da escludere un rifugio reale in Egitto da parte degli abitanti durante l'occupazione assira del regno del Nord (732 a.C.). Israele sar√† dominato dal potere assiro e dal dio Assur (9,3; 2Re 15,29s.).

v. 6. L'esilio sarà preceduto da un bagno di sangue.

v. 7. Versetto molto corrotto. Secondo l'interpretazione adottata dalla versione della BC Dio si lamenta constatando l'impossibilità della conversione da parte del popolo (cfr. Is 6,10; Ger 7,25s.).

11,8-9. Improvviso cambiamento di situazione; nel cuore di Dio l'ira lascia il posto all'amore, per cui Israele non può essere abbandonato.

v. 8. Le due interrogazioni retoriche dimostrano l'impossibilit√† per Dio di punire in modo definitivo il suo popolo, consegnandolo all'Assiro. ¬ę√Ādma¬Ľ e ¬ęSebo√¨m¬Ľ sono due citt√† della Pentapoli (Gn 10,19; 14,2.8; Dt 29,22) che nella tradizione elohista tengono il posto di Sodoma e Gomorra, nomi propri della tradizione jahvistica (cfr. Is 1,9-10); le due citt√† sono simbolo della distruzione totale; ¬ęil cuore e le viscere¬Ľ (termini ebraici tradotti con ¬ęil mio intimo¬Ľ) sono la sede dei sentimenti pi√Ļ profondi e segreti di Dio. Il Signore ¬ęsi commuove¬Ľ abbandonando la severit√† e usando misericordia (1Sam 10,9).

v. 9. Viene escluso l'annientamento totale del popolo, che sembrava richiesto dalla collera divina per due motivi. Dio non √® un uomo, cio√® un essere instabile, capriccioso e impotente, che cambia i suoi progetti (Nm 23,19), non sa perdonare e ricomporre la situazione. Dopo aver scelto Israele e averlo trattato come un figlio carissimo, Dio non pu√≤ cambiare sentimenti e distruggerlo (1Sam 15,29; Is 31,3; Ez 28,2). Inoltre Dio √® il ¬ęSanto¬Ľ, cio√® una potenza dinamica e irresistibile, che opera in modo sorprendente (cfr. Is 8,11-18; 10,20; 30,15; 55,8).

v. 10. Lo sfondo storico del v. sembra essere quello dell'esilio del sec. VI a.C. (cfr. Is 49,12), e della dispersione nei paesi occidentali. Gli esuli, chiamati stranamente ¬ęfigli¬Ľ, ritornano all'appello di JHWH paragonato eccezionalmente al ruggito del leone (cfr. Am 1,2; 3,8; Ger 25,30; Gl 3,16).

v. 11 Il ritorno degli esiliati √® attribuito a Dio stesso (cfr. Ger 16,15; 23,3). Le immagini degli ¬ęuccelli¬Ľ e delle ¬ęcolombe¬Ľ indicano la sicurezza e la rapidit√† del ritorno (cfr. Sal 55,7; Is 60,8). I rimpatriati nella Palestina riavranno la propriet√† delle loro case e godranno di tutti i diritti ereditari.

Il c. 11 ha una rilevanza teologica fondamentale e si collega per il contenuto con il c. 2. Mediante il sorprendente antropomorfismo dell'amore paterno-materno applicato a JHWH viene offerta la chiave per comprendere tutta la storia di Israele come espressione della predilezione divina, che riempie il cuore clemente e misericordioso di JHWH, anche di fronte all'incomprensione e ingratitudine del popolo. Per la prima volta nell'AT l'amore divino è considerato come la causa della nascita e dell'elezione di Israele. Dio è padre e creatore e Israele è figlio, qualifica che comporta una dignità regale (Sal 2,7). Malgrado tutte le delusioni, Dio rimane fedele all'incanto del primo amore e rifiuta di lasciare l'ultima parola alla vendetta e alla collera (Nm 23,19; 1Sam 15,29; Is 55,8; Ger 10,24).

Il v. 8 ci fa entrare in modo antropomorfico nell'intima personalit√† di Dio, che cambia i suoi sentimenti di severit√† in quelli di compassione per cui perdona e ricrea, non a causa di motivi a lui esterni, ma in virt√Ļ della sua stessa natura, sovrana e libera, animata da una insondabile e illimitata bont√†.

(cf. STEFANO VIRGULIN, Osea ‚Äď in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)


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L'idolatria d'Israele 1Vite rigogliosa era Israele, che dava sempre il suo frutto; ma pi√Ļ abbondante era il suo frutto, pi√Ļ moltiplicava gli altari; pi√Ļ ricca era la terra, pi√Ļ belle faceva le sue stele. 2Il loro cuore √® falso; orbene, sconteranno la pena! Egli stesso demolir√† i loro altari, distrugger√† le loro stele. 3Allora diranno: ¬ęNon abbiamo pi√Ļ re, perch√© non rispettiamo il Signore. Ma anche il re, che cosa potrebbe fare per noi?¬Ľ. 4Dicono parole vane, giurano il falso, concludono alleanze: il diritto fiorisce come pianta velenosa nei solchi dei campi. 5Gli abitanti di Samaria trepidano per il vitello di Bet-Aven; √® in lutto il suo popolo e i suoi sacerdoti ne fanno lamento, perch√© la sua gloria sta per andarsene. 6Sar√† portato anch‚Äôesso in Assiria come offerta al gran re. √ąfraim ne avr√† vergogna, Israele arrossir√† per i suoi intrighi. 7Perir√† Samaria con il suo re, come un fuscello sull‚Äôacqua. 8Le alture dell‚Äôiniquit√†, peccato d‚ÄôIsraele, saranno distrutte, spine e cardi cresceranno sui loro altari; diranno ai monti: ¬ęCopriteci¬Ľ e ai colli: ¬ęCadete su di noi¬Ľ. 9Fin dai giorni di G√†baa tu hai peccato, Israele. L√† si fermarono, e la battaglia non li raggiunger√† forse a G√†baa contro i figli dell‚Äôiniquit√†? 10¬ęIo voglio colpirli: si raduneranno i popoli contro di loro, perch√© sono attaccati alla loro duplice colpa.

Esortazione e requisitoria 11√ąfraim √® una giovenca addestrata, cui piace trebbiare il grano. Ma io far√≤ pesare il giogo sul suo bel collo; attaccher√≤ √ąfraim all‚Äôaratro e Giacobbe all‚Äôerpice. 12Seminate per voi secondo giustizia e mieterete secondo bont√†; dissodatevi un campo nuovo, perch√© √® tempo di cercare il Signore, finch√© egli venga e diffonda su di voi la giustizia. 13Avete arato empiet√† e mietuto ingiustizia, avete mangiato il frutto della menzogna. Poich√© hai riposto fiducia nella tua forza e nella moltitudine dei tuoi guerrieri, 14un rumore di guerra si alzer√† contro il tuo popolo e tutte le tue fortezze saranno distrutte. Come Salm√†n devast√≤ Bet-Arb√®l nel giorno della battaglia in cui la madre fu sfracellata sui figli, 15cos√¨ sar√† fatto a te, casa d‚ÄôIsraele, per la tua enorme malvagit√†. All‚Äôalba sar√† la fine del re d‚ÄôIsraele.

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Approfondimenti

L'idolatria d'Israele 10,1-10 I quattro oracoli che compongono questa pericope trattano degli altari e santuari illegittimi (v. 1-2.5-6.8) e dei re (vv. 3-4.7). I vv. 9-10 contengono un rimprovero e una minaccia. Viene portato un giudizio negativo sulle istituzioni politiche e religiose del paese.

v. 1. Il versetto contiene una retrospettiva storica relativa alla fiorente epoca di Geroboamo II. La vite √® spesso usata come simbolo di Israele (Is 5,1-7; 27,2; Ger 2,21; 2,10; Ez 17,3-10; Sal 80,9-19, cfr. anche Mic 20,1; Gv 15,1-8). Nel versetto ¬ęIsraele¬Ľ designa tutto il popolo di Dio sin dal tempo in cui entr√≤ in Canaan. La prosperit√† materiale fu la causa dell'intensificazione del culto sincretistico (2,7.14; 4,11; 13,6); le ¬ęstele¬Ľ erano emblemi della divinit√† maschile.

v. 2. ¬ęfalso¬Ľ: lett.: ¬ęsdrucciolevole¬Ľ, cio√® diviso tra il culto di JHWH e quello dei Baal (cfr. 2Re 18,21). La soppressione del culto idolatrico avverr√† per mezzo del conquistatore assiro.

v. 3. Versetto difficile a comprendersi. La citazione delle parole del popolo è ambigua. Potrebbe essere una constatazione dell'instabilità politica dovuta alle fazioni dopo l'assassinio di Pekach e prima della successione di un altro re, e insieme una confessione di colpevolezza, che però il profeta non prende sul serio. L'ultimo stico sarebbe la risposta di una parte del popolo fondamentalmente opposto alla monarchia. Osea considera la regalità in Israele come primaria manifestazione di infedeltà e ribellione contro JHWH (3,4; 7,3-7; 8,4-10; 10,7.15; 13,10s.).

v. 4. Il versetto contiene un severo ma giusto giudizio sugli ultimi re di Israele relativamente alla loro condotta personale e politica. La regalit√† non solo √® inutile, ma favorisce la pratica della cattiva amministrazione della giustizia (5,13; 7,11; 12,2); la ¬ęcicuta¬Ľ √® una pianta velenosa che simboleggia l'iniqua condotta dei re.

v. 5. Viene annunciata la sparizione del culto del vitello nel regno del Nord; ¬ęSamaria¬Ľ, la capitale, sta per tutto il paese; ¬ęBet-Aven¬Ľ equivale a Betel (cfr. 4,15; 5,8); ¬ęsacerdoti¬Ľ: in ebraico vi √® un termine dispregiativo (komńďr) usato per i ministri idolatrici (2Re 23,5; Sof 1,4); la ¬ęgloria dell'idolo¬Ľ √® la sua costosa ornamentazione in oro; ma l'espressione potrebbe indicare anche l'idolo stesso (cfr. il termine usato per indicare l'arca dell'alleanza: 1Sam 4,22).

v. 6. Le statue degli idoli venivano spesso collocate nei santuari dei conquistatori (cfr. 1Sam 4,11; 5,11; Is 46,1s.); ¬ęgran re¬Ľ √® il titolo proprio dei monarchi assiri.

v. 7. ¬ęre di Samaria¬Ľ √® un titolo dato all'immagine del vitello (cfr. vv. 5s.).

v. 8. ¬ęiniquit√†¬Ľ in corto idolatrico che consisteva in sacrifici e pratiche immorali (cfr. 4,13; 8,11); ¬ęspine e rovi¬Ľ sono il segno della maledizione divina (Gn 3,18). Davanti alla catastrofe il popolo invoca la morte e la fine del mondo. Questo testo √® citato in Lc 23,30 e Ap 6,16 come annuncio di un castigo ancora pi√Ļ severo.

10,9-10. Il testo di questi due versetti è corrotto e di difficile interpretazione. JHWH si rivolge direttamente a Israele con l'accusa (v. 9) e il verdetto (v. 10).

v. 9. L'episodio di Gabaa (Gdc 19-21) fu l'inizio delle colpe del popolo, che hanno contrassegnato tutta la sua storia; ¬ęL√† si fermarono¬Ľ: cio√® non mutarono condotta, avendo il crimine contaminato tutta la loro esistenza (cfr. 9,9). L'ultimo stico √® particolarmente oscuro.

v. 10. ¬ęi popoli¬Ľ sono gli Assiri e i loro alleati; ¬ęla duplice colpa¬Ľ potrebbe indicare il crimine di Gabaa (Gdc 19) e quello del tempo di Osea, cio√® il culto idolatrico, oppure l'abbandono di JHwH e l'adesione ai Baal.

Esortazione e requisitoria _10,11-15 In forma parabolica viene descritta l'elezione di Israele (v. 11), seguita da un invito a praticare gli obblighi dell'alleanza (v. 12). L'iniqua condotta morale e la falsa fiducia negli armamenti (tipico peccato dei rei e dei capi) attirano il castigo (vv. 13-15). Nel v. 11 è Dio che parla, mentre negli altri versetti interviene il profeta.

v. 11. L'immagine di Israele come di una giovenca docile a JHWH, che viene usata per il lavoro piacevole della trebbiatura (cfr. 4,16), rappresenta l'epoca del deserto, in cui esistevano ideali rapporti tra Dio e il suo popolo. Portare il giogo ed eseguire lavori pesanti, indispensabili alla messe, come arare o erpicare (cfr. Is 28,24; Gb 39,10) sono allusioni alla vita nel paese di Canaan.

v. 12. In forma diretta ed esortativa, usando l'immagine del popolo agricoltore che semina e miete viene descritto l'atteggiamento appropriato della vita religiosa; ¬ęsecondo giustizia¬Ľ significa in conformit√† con la volont√† di Dio espressa nella legge e soprattutto nel decalogo (8,12; 4,1s.; 6,6; Ger 2,20; 4,3; 5,5); ¬ęla bont√†¬Ľ (hesed) √® quasi sinonimo di giustizia, in quanto designa la fedelt√† al Dio dell'alleanza; ¬ęcercare il Signore¬Ľ equivale a orientare tutta la propria vita secondo Dio (5,16-6,1; Am 5,4.6; Ger 10,21). Dio diffonde la giustizia in quanto opera la salvezza trasformando i cuori e conferendo la fertilit√† alla terra (2,21).

v. 13. Continua l'immagine agricola; mediante tre verbi √® indicata l'opposizione di Israele al piano divino. Il risultato √® in contrasto con l'attesa; ¬ęl'empiet√†¬Ľ √® il culto idolatrico dei Baal; anche ¬ęla menzogna¬Ľ ha lo stesso significato. Il secondo peccato di Israele √® la fiducia riposta nella potenza militare, che √® indice di sfiducia in JHWH (Am 6,13; Is 51,1). carri erano l'arma pi√Ļ temuta in tempo di guerra e i guerrieri erano dei soldati professionisti dell'esercito reale.

v. 14. La minaccia della guerra e della distruzione √® resa pi√Ļ tragica dal ricordo di un atroce fatto bellico, difficile da interpretare; ¬ęSalman¬Ľ √® probabilmente il re moabita Salaman, contemporaneo di Tiglat-Pilezer III (745-727 a.C.), che regn√≤ durante l'incursione assira nella regione di Galaad, dove si trova Bet-Arbel, identificata con Irbid (cfr. 13,16; 2Re 8,12; Is 13,16; Na 3,10; Sal 137,9). L'uccisione delle donne accompagnava spesso la conquista delle citt√†.

v. 15. ¬ęgente d'Israele¬Ľ √® tutto il popolo del regno del Nord. Questa lezione √® quella dei LXX; il testo ebraico ha ¬ęBetel¬Ľ. L'alba √® il momento dell'intervento divino, che realizza la disfatta del regno (cfr. Is 8,20; 58,8). ¬ęI re d'Israele¬Ľ √® probabilmente Osea, figlio di Ela (732-724 a.C.; cfr. 2Re 17,1-4).

Nel c. 10 viene ripetuto l'insegnamento oseano circa il culto. Quando lo splendore e il ritmo delle cerimonie sono accompagnati da un ¬ęcuore falso¬Ľ cio√® diviso (10,2), il culto viene ripudiato. Ci√≤ che Dio esige √® la fedelt√† all'alleanza praticata con tutto il cuore (6,6; 8,11s.; Dt 4,29; 6,5; 10,12). La monarchia, incaricata per s√© della prosperit√† del popolo, √® stata una sventura per Israele (cfr. 7,3ss.; 13,10ss.), perch√© non si √® appoggiata sull'aiuto divino, ma sulla potenza militare e sulle alleanze straniere (10,3.13) ed ha trasgredito l'ordinamento voluto da Dio (10,4). Il potere che non √® esercitato con giustizia e non √® orientato verso la pace, √® illegittimo e perverso. √ą possibile che questa critica di Osea abbia influenzato ‚Äúla legge reale‚ÄĚ contenuta in Dt 17,14-20. Il compito primordiale del popolo di Dio √® quello di ¬ęseminare secondo giustizia¬Ľ, cio√® vivere in conformit√† con le esigenze dell'alleanza, ¬ęcercare Dio¬Ľ e cominciare sempre da capo ¬ędissodando un campo nuovo¬Ľ (10,12; Am 5,24; Mic 6,8; Ger 4,3).

(cf. STEFANO VIRGULIN, Osea ‚Äď in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)


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Tristezza dell'esilio 1Israele, non rallegrarti fino all‚Äôesultanza come gli altri popoli, perch√© hai praticato la prostituzione, abbandonando il tuo Dio, hai amato il compenso della tua prostituzione su tutte le aie per il grano. 2L‚Äôaia e il tino non li nutriranno e il vino nuovo verr√† loro a mancare. 3Non potranno restare nella terra del Signore, ma √ąfraim ritorner√† in Egitto e in Assiria mangeranno cibi impuri. 4Non faranno pi√Ļ libagioni di vino al Signore, non gli saranno graditi i loro sacrifici, saranno per loro come pane di lutto: quanti ne mangiano diventano impuri. Il loro pane sar√† tutto per loro, ma non entrer√† nella casa del Signore. 5Che cosa farete nei giorni delle solennit√†, nei giorni della festa del Signore? 6Ecco, sono sfuggiti alla rovina, l‚ÄôEgitto li accoglier√†, Menfi sar√† la loro tomba. I loro tesori d‚Äôargento passeranno alle ortiche e nelle loro tende cresceranno i cardi.

Il profeta perseguitato 7Sono venuti i giorni del castigo, sono giunti i giorni del rendiconto, Israele lo sappia! Il profeta diventa pazzo, l‚Äôuomo ispirato vaneggia a causa delle tue molte iniquit√†, per la gravit√† del tuo affronto. 8Sentinella di √ąfraim √® il profeta con il suo Dio; ma un laccio gli √® teso su tutti i sentieri, ostilit√† fin nella casa del suo Dio. 9Sono corrotti fino in fondo, come ai giorni di G√†baa; ma egli si ricorder√† della loro iniquit√†, chieder√† conto dei loro peccati.

Il ripudio di Efraim 10Trovai Israele come uva nel deserto, ebbi riguardo per i vostri padri, come per i primi fichi quando iniziano a maturare; ma essi, appena arrivati a Baal-Peor, si consacrarono a quell‚Äôinfamia e divennero una cosa abominevole, come ci√≤ che essi amavano. 11La gloria di √ąfraim voler√† via come un uccello, non pi√Ļ nascite n√© gravidanze n√© concepimenti. 12Anche se allevano figli, io li eliminer√≤ dagli uomini; guai a loro, se io li abbandono. 13√ąfraim, lo vedo come un palma piantata in luoghi verdeggianti. √ąfraim tuttavia condurr√† i figli al macello. 14‚ÄúSignore, da‚Äô loro. Che cosa darai?‚ÄĚ. Un grembo infecondo e un seno arido! 15Tutta la loro perversit√† si √® manifestata a G√†lgala, √® l√† che ho preso a odiarli. Per la malvagit√† delle loro azioni li scaccer√≤ dalla mia casa, non avr√≤ pi√Ļ amore per loro; tutti i loro capi sono ribelli. 16√ąfraim √® stato percosso, la loro radice √® inaridita, non daranno pi√Ļ frutto. Anche se generano, far√≤ perire i cari frutti del loro grembo¬Ľ. 17Il mio Dio li respinger√†, perch√© non gli hanno obbedito; andranno raminghi fra le nazioni.

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Approfondimenti

9,1-17. Il capitolo comprende tre brani:

  1. una triste visione della deportazione (vv. 1-6),
  2. l'ostilità contro il profeta, che è la sentinella di Dio (vv. 7-9)
  3. la descrizione delle colpe e castighi del popolo con minacce per il futuro (vv. 10-17).

Si incontrano spesso dei versetti problematici.

Tristezza dell'esilio 9,1-6 L'oracolo profetico, talvolta in dialogo diretto con gli uditori (vv. 1.5), contiene un invito a sospendere l'assemblea festiva in cui si pratica la prostituzione (v. 1), poi segue la descrizione del modo come finirà la celebrazione (probabilmente si tratta della festa delle Capanne, vv. 2-6). Lo sfondo dell'oracolo è il culto cananeo della fertilità (2,7; 4,12s.), praticato anche durante la festa delle Capanne (cfr. Es 23,16; 34,22s.). Probabilmente l'oracolo fu pronunciato nel santuario di Betel dopo il 732. La deportazione è presentata come una ineluttabile realtà.

v. 1. ¬ęIsraele¬Ľ designa nel versetto la comunit√† religiosa (4,5; 8,2.3); ¬ęfar festa¬Ľ √® da mettersi in rapporto con ¬ęla festa del Signore¬Ľ (v. 5). La festa delle Capanne era di origine cananea, storicizzata dopo l'occupazione della terra promessa da parte degli Ebrei. Osea la considera come espressione dell'apostasia del popolo (prostituzione), descritta come amore venale e infedelt√† matrimoniale; ¬ęprezzo della prostituzione¬Ľ; altra versione: ¬ęil salario impuro¬Ľ, cio√® il frutto ottenuto con la pratica dei riti cananei della fecondit√†, vale a dire, i beni della terra considerati come doni dei Baal (mentre in realt√† ne √® JHwH il donatore: 2,11).

v. 2. Il castigo è descritto mediante una serie di privazioni, che impediranno di usufruire dei beni del suolo. Da notare la pittoresca personificazione dell'aia, del tino (pressoio d'olio) e del mosto.

v. 3. Il castigo pi√Ļ drastico √® la deportazione in paese straniero. Egitto e Assiria sono associati come luoghi d'esilio (11, 5.11). Il ritorno in Egitto (da intendersi in senso metaforico, anche se diversi Israeliti vi cercarono rifugio pi√Ļ tardi: cfr. 7,16; 8,13; 9,6; 11,5.11) punisce coloro che non fanno ritorno a Dio. Il passato salvifico di Israele viene cancellato e si ridiventa schiavi in terra straniera (11, 1s); ¬ęterra del Signore¬Ľ per la prima volta nell'AT viene designata cos√¨ la Palestina, in quanto propriet√† particolare di JHWH (cfr. 8,1; 9,15; Ger 2,7; 16,18), in polemica con i Baal considerati come signori del suolo e dispensatori di beni. Ogni paese straniero √® impuro a causa degli idoli (cfr. Am 7,12; 1Sam 26,19).

v. 4. In terra d'esilio cessa il culto legittimo. Le persone in lutto diventavano impure a causa del contatto con un cadavere (Dt 26,14). L'ultimo stico sembra essere un'aggiunta posteriore, perché manca il nesso con lo stico precedente.

v. 5. Interrogazione ironica. L'esilio segnerà la fine della nazione di Israele in quanto comunità religiosa che celebra le feste di JHWH.

v. 6. Lugubre quadro del disastro finale che il profeta vede gi√† realizzato in visione. L'unica scappatoia davanti all'invasione assira sar√† l'Egitto; ¬ęMenfi¬Ľ √® una citt√† del Basso Egitto, celebre per le piramidi della quarta dinastia (cfr. Is 19,13; Ger 2,16; 44,1); qui sta probabilmente per tutto l'Egitto, che diventa una tomba, perch√© gli esuli non avranno pi√Ļ speranza di ritornare in patria. L'ultimo stico √® poco chiaro; forse si allude ai beni lasciati per forza in patria, come segno di estrema miseria. I pruni e le ortiche si sostituiscono alle suppellettili delle case distrutte o abbandonate (cfr. Is 34,13).

Il profeta perseguitato 9,7-9 Breve oracolo quasi biografico in cui Osea risponde alle calunnie lanciate contro di lui e condanna il ripudio della sua precedente predicazione. L'annuncio del castigo è vero, perché è già iniziato (v. 7a); vengono poi citati gli insulti del popolo (v. 7b). Quale sentinella di Dio il profeta è assalito dall'ostilità popolare (v. 8), ma la punizione dei peccati è ineluttabile (v. 9).

v. 7. ¬ęSono venuti¬Ľ; perfetto profetico indicante che ci√≤ che fu iniziato dagli Assiri, sar√† portato a compimento; ¬ępazzo¬Ľ: cio√® che parla sragionando (Prv 1,7; 27,22; 29,9), in quanto si oppone alla politica internazionale della nazione; ¬ęuomo ispirato¬Ľ: lett.: ¬ęuomo dello spirito¬Ľ in senso negativo, alludendo allo stato estatico del nńĀb√ģ' (cfr. 1Sam 10,6; 1Re 18,12; 22,21; 2Re 2,9.16). ¬ęVaneggia¬Ľ: cio√® perde la testa, insensato (1Sam 21,12-15; 2Re 9,11; Ger 29,26).

v. 8. Versetto difficile e corrotto: ¬ęSentinella¬Ľ: lezione congetturale; cos√¨ viene chiamato il profeta che ha il compito di correggere il popolo (cfr. Is 56,10; Ger 6,17; Ez 3,17; 33,2.6s.; cfr. Os 5,8; 8,1). Un altra congettura del testo ebraico √®: ¬ęEfraim spia nella tenda del profeta¬Ľ; ¬ęla casa di Dio¬Ľ √® probabilmente Sichem (cfr. 6,9; Gs 24) o i legittimi santuari di JHWH. La persecuzione contro il profeta √® descritta con i termini delle lamentazioni salmiche (Sal 37,32; 91,3; Ger 5,26).

v. 9. Come a Gabaa fu inflitto un oltraggio al servo del Signore, cos√¨ ci si comporta con il profeta (cfr. Gdc 19-21). Dio si ricorda del peccato, quando decide di punirlo (8,13). Questo √® l'unico brano in cui viene sottolineata la reazione dell'uditorio alla predicazione del profeta. Osea √® ripudiato, perseguitato, lo si considera come un volgare nńĀb√ģ', un uomo irresponsabile, psichicamente anormale (cfr. Ger 29,26; 2Re 9,11); gli si lanciano delle minacce. Tale fu sorte del profeta Elia (1Re 19) e di Amos (Am 7,10ss.). Osea sfoga il suo dolore in forma di lamento, ma ribadisce il castigo col quale Dio colpir√† la nazione.

Il ripudio di Efraim 9,10-17 Unità letteraria comprendente due brani (vv. 10-14.15-17), che iniziano con un detto divino che ricorda due circostanze storiche e continuano con l'annuncio del castigo. Nella conclusione prende la parola il profeta (vv. 14.17). A partire da questa pericope fino alla fine (14,10) viene fatto un ripetuto uso della storia. Le immagini si accavallano senza logica rigorosa e gli oracoli assumono un tono meditativo.

v. 10. Con le immagini dell'uva, che di per s√© non cresce nel deserto, e dei fichi primaticci particolarmente apprezzati (Is 28,4; Mic 7,1; Ger 24,2), vengono descritti i felici inizi del rapporto di JHWH con Israele. Il tempo della permanenza nel deserto del Sinai √® considerato un periodo ideale (2,7; 13,5; Ger 2,2s.). Ma l'idillio cess√≤ al contatto con Canaan (Nm 25,1-5). Baal-Peor √® qui il nome di un luogo, situato a 10 km a nord-est della sorgente del Giordano; ¬ęinfamia¬Ľ indica il Baal. Gli Israeliti stessi praticando i riti idolatrici della fecondit√† divennero abominevoli al pari degli idoli (Dt 29,16; Ger 4,1; 7,30; Ez 5,11; 7,20). L'infedelt√† di Israele, cominciata alle porte della Palestina, pes√≤ su tutta la sua storia posteriore.

v. 11. Dall'accusa al castigo. ¬ęLa gloria di Efraim¬Ľ √® la dignit√† e potenza del popolo del Nord, che consiste soprattutto nel numero dei figli. Suggestivo √® il paragone con il volo dell'uccello che esprime la rapidit√† con cui cesser√† la fecondit√†; ¬ęnascita, gravidanza, concepimento¬Ľ indicano il processo, all'inverso, della procreazione.

v. 12. Sono colpiti i bambini già nati, che saranno eliminati dalla guerra, dalla fame e dalla deportazione. L'abbandono di Israele da parte di Dio è un tema centrale del messaggio oseano (1,6.9; 4,6; 5,6.15).

v. 13. Il testo ebraico del v. è incomprensibile. La congettura del testo della BC si può comprendere nel senso che iniziando pericolose guerre Efraim ha fatto dei suoi figli un oggetto di caccia nemica.

v. 14. La preghiera d'intercessione del profeta, che non può assistere alla totale estinzione di Israele, viene inter-rotta. Si accetta in parte l'annunciato castigo; nei giorni futuri la sterilità sarà una benedizione, poiché è migliore la privazione dei figli, anziché la loro morte prematura (cfr. Gb 3,11-16).

v. 15. L‚Äôinfedelt√† generalizzata del popolo di Dio fece la sua apparizione a Galgala, dove fu praticato il culto sincretistico (4,15). √ą meno probabile che si alluda all'istituzione della monarchia (1Sam 11,14s.) o alle disubbidienze di Saul (1Sam 15,12s.). L'odio di Dio (unico testo in Osea) ‚Äď audace antropomorfismo ‚Äď √® da intendersi relativamente all'amore ingannato di colui che ha istituito l'alleanza sinaitica (Dt 22,13; 24,3; Ger 12,8). La cessazione dell'amore di Dio per Israele √® la pi√Ļ grande sventura per il profeta Osea; ¬ęli scaccer√≤ dalla mia casa¬Ľ: la metafora √® presa dalla convivenza matrimoniale e indica la deportazione lontano dal paese (8,1; 9,8).

v. 16. Il termine ¬ęEfraim¬Ľ indica la fecondit√†, e l'albero simboleggia la vita. Frutti e grembo sono destinati alla sterilit√† (9,12).

v. 17. Il profeta commenta che la sorte di Israele sar√† come quella precedente l'entrata nella terra promessa. L'oracolo della dispersione si realizz√≤ nel 722 a.C. con la conquista assira del paese. L'occupazione della terra promessa divenne una grande tentazione per Israele. Gi√† a Baal-Peor e poi a Galgala il popolo cerc√≤ di assicurarsi la fertilit√† umana e agricola mediante il culto dei Baal. Ma abbandonando JHWH Israele si √® procurato la scomparsa della nazione e la perdita della terra. Questa tragedia viene motivata con l‚Äô¬ęodio¬Ľ da parte di JHWH, termine che indica la reazione del marito nei confronti della moglie che ha commesso qualcosa di scandaloso (Dt 22,13; 24,3). La mancanza di amore in JHWH designa solamente una momentanea reazione, giacch√© per il futuro l'amore trionfer√† su tutte le colpe di Israele (2,21.25; 11,8; 14,5). Per Osea l'apostasia del popolo ha delle radici storiche molto profonde; esse fondano e spiegano gli atteggiamenti presenti. Esiste nella colpa una responsabilit√† collettiva, che viene sottolineata in diverse preghiere di penitenza (Sal 106,6s.; Ne 9,2.16.34).

(cf. STEFANO VIRGULIN, Osea ‚Äď in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)


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Accuse e castigo 1Da‚Äô fiato al corno! Come un‚Äôaquila piomba sulla casa del Signore la sciagura perch√© hanno trasgredito la mia alleanza e rigettato la mia legge. 2Essi gridano verso di me: ‚ÄúNoi, Israele, riconosciamo te nostro Dio!‚ÄĚ. 3Ma Israele ha rigettato il bene: il nemico lo perseguiter√†. 4Hanno creato dei re che io non ho designati; hanno scelto capi a mia insaputa. Con il loro argento e il loro oro si sono fatti idoli, ma per loro rovina. 5Ripudio il tuo vitello, o Samaria! La mia ira divampa contro di loro; fino a quando non si potranno purificare? 6Viene da Israele il vitello di Samaria, √® opera di artigiano, non √® un dio: sar√† ridotto in frantumi. 7E poich√© hanno seminato vento, raccoglieranno tempesta. Il loro grano sar√† senza spiga, se germoglia non dar√† farina e, se ne produce, la divoreranno gli stranieri. 8Israele √® stato inghiottito: si trova ora in mezzo alle nazioni come un oggetto senza valore. 9Essi sono saliti fino ad Assur, sono come un asino selvatico, che si aggira solitario; √ąfraim si √® acquistato degli amanti. 10Se ne acquistino pure fra le nazioni, io li metter√≤ insieme e cominceranno a diminuire sotto il peso del re e dei pr√¨ncipi. 11√ąfraim ha moltiplicato gli altari, ma gli altari sono diventati per lui un‚Äôoccasione di peccato. 12Ho scritto numerose leggi per lui, ma esse sono considerate come qualcosa di estraneo. 13Offrono sacrifici e ne mangiano le carni, ma il Signore non li gradisce; ora ricorda la loro iniquit√†, chiede conto dei loro peccati: dovranno tornare in Egitto. 14Israele ha dimenticato il suo creatore, si √® costruito palazzi; Giuda ha moltiplicato le sue citt√† fortificate. Ma io appiccher√≤ il fuoco alle loro citt√† e divorer√† i loro palazzi.

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Approfondimenti

Accuse e castigo 8,1-14 Il capitolo raccoglie vari oracoli oseani pronunciati in diverse circostanze e raccolti insieme dai redattori. I temi trattati sono: la violazione dell'alleanza (vv. 1-3), anarchia e idolatria (vv. 4-7), la falsa politica estera (vv. 8-10), il culto formalistico (vv. 11-13), il lusso edilizio (v. 14). Vari sono i generi letterari: accuse (vv. 1.3.4.9. 11-13a), minacce di castigo (vv. 3.5.10.13b), descrizione di pena (v. 8), polemica idolatrica (v. 6), sentenze sapienziali (v. 7). Gli oracoli sono posti in bocca a Dio, solamente i vv. la. 13 appartengono al profeta. Si alternano la seconda e la terza persona.

vv. 1-3. In modo sintetico e generale vengono rilevati i traviamenti del popolo e annunciati i castighi.

v. 1. Il grido di allarme attira l'attenzione sul nemico (Assiria) che come un'aquila si avventa su Israele, sua preda (cfr. Ab 1,8; Ger 4,13; 48,40; Lam 4,19; Dt 28,49); ¬ęla casa del Signore¬Ľ indica qui tutto il paese del Nord (9,15; Ger 12,7; Lc 9,8; 1Cr 17,14; Sal 10,16); ¬ęla mia alleanza¬Ľ √® quella sinaitica; ¬ęla mia legge¬Ľ √® il complesso delle tradizioni relative alla volont√† di Dio (cfr. Es 19,5-20, 21; 24), in modo particolare il decalogo (4,2) e una tradizione scritta (8,12). Osea conosce non solo la tradizione relativa all'esodo, ma anche quella del Sinai, che viene misconosciuta in Israele.

v. 2. La conoscenza di Dio è superficiale e formalistica (4,2.6; 5,4; 7,14).

v. 3. ¬ęil bene¬Ľ si identifica con la legge del Signore (2,8; 3,5; Mic 6,8).

vv. 4-7. Vengono ora addotti due esempi di disprezzo della legge del Signore: la illegittima successione dei monarchi (v. 4a) e l'introduzione del culto iconico paragonato all'idolatria (vv. 4b-6). Segue l'annuncio del castigo (v. 7).

v. 4. I re e i capi militari si sono insediati mediante colpi di stato, contro la volont√† del Signore. Sin dall'origine (1Sam 8,1-8; 10,19) e durante il corso della storia (7,7; 10,3; 13,10s.) l'istituto monarchico √® stato l'espressione della sfiducia e ribellione contro Dio. Nelle statue del vitello, chiamate ¬ęidoli¬Ľ, ma che erano simboli di JHWH, si palesava la concezione naturalistica del culto cananeo.

v. 5.Il ¬ęvitello¬Ľ √® quello eretto da Geroboamo nei santuari di Betel e Dan (1 Re 12, 28.32). Qui Samaria indica il regno del Nord. Il peccato originale del regno settentrionale √® quello di raffigurare JHWH contro l'esplicito divieto del decalogo (Es 20,4; Dt 5,8; Es 32,1-14).

v. 6.√ą questo il primo attacco contro gli idoli seguito da molti altri (Is 40,18ss.; 41,6s.; 44,9-20; 46,5ss.; Ger 2,27s.; 10,3ss.; Ab 2,18s.; Bar 6; Sap 13,10-15, 19).

v. 7. I due proverbi (cfr. Sir 7,3; Prv 22,8; Gb 4,8) illustrano il castigo che colpirà la nazione. L'idolatria sarà punita con la carestia e l'invasione nemica (cfr. v. 3) distruggerà anche gli eventuali scarsi prodotti.

vv. 8-10. Viene ripreso il tema della politica internazionale di Israele (cfr. 5,13s.; 7,8-12) con un lamento sulla situazione (v. 8), la colpevolezza di Efraim (v. 9) e il castigo (v. 10). L'oracolo potrebbe datare dal periodo concernente la campagna dell'Assiria sotto il re Menachem (743-738 a.C.; cfr. 2Re 15,19s.) o meglio dal periodo conseguente alla guerra siro-efraimitica (5,8-12).

v. 8.La nazione israelitica vassalla dell'Assiria ha perduto la sua peculiare identità, perciò è come un vaso da gettare (Ger 22,28; 48,38; Sal 31,13). Dopo il 732 a.C, le regioni della Galilea e del Galaad erano diventate province assire.

v. 9.Il versetto presenta delle difficolt√† di interpretazione: ¬ęsalire ad Assur¬Ľ indica chiedere aiuto all'Assiria; l‚Äô¬ęasino selvaggio¬Ľ (Gb 39,5-8) √® simbolo della testardaggine e della condotta arbitraria e indipendente. L'immagine pu√≤ essere applicata al popolo d'Israele, ma non √® escluso che si possa riferire anche a Assur; ¬ęsi √® acquistato degli amanti¬Ľ: lett.: ¬ęha distribuito dei doni di amore¬Ľ. Il popolo del Nord √® paragonato a una prostituta sempre in cerca di amanti, ma i ruoli sono capovolti: √® essa stessa che paga i suoi sfruttatori (cfr. Ez 16,32ss.). Si allude forse al tributo pagato da Israele all'Assiria (5,13; 7,11) o ai regali inviati in Egitto (12,2). I rapporti con gli stati stranieri sono considerati come un adulterio.

v. 10. Versetto testualmente corrotto e diversamente interpretato; ¬ęli metter√≤ insieme¬Ľ: alcuni autori leggono ¬ęli disperder√≤¬Ľ, ¬ęcesseranno di eleggersi re e governanti¬Ľ: lezione congetturale basata sui LXX. Il testo ebraico ha ¬ęcominceranno un poco a elevare re e governanti¬Ľ.

v. 11-14. Anche il falso culto costituisce una violazione dell'alleanza; c'è una opposizione tra i sacrifici e la legge, giacché il popolo preferisce i riti all'osservanza delle prescrizioni morali e sociali (cfr. 4,8s.; 6,6).

v. 11. I sacrifici offerti sui numerosi altari non fanno altro che moltiplicare i peccati, perché il culto è svolto secondo i costumi cananei.

v. 12. Si suppone l'esistenza di una legge scritta (cfr. 4,2), inseparabile dall'alleanza (8,1) e affidata alla responsabilità dei sacerdoti (4,6). Questa torah è considerata dal popolo come se fosse la volontà di un dio straniero, cioè inesistente, senza valore.

v. 13. Si tratta dei ¬ęsacrifici¬Ľ di comunione (4,13; Ger 7,21); ¬ęsi ricorder√†¬Ľ: espressione di origine forense, che indica la testimonianza a carico o a discarico presentata in processo (Gn 40,14; Lv 26,45; Nm 5,15; Ger 2,2; Ez 21,28; 29,16; 1Re 17,18); ¬ędovranno tornare in Egitto¬Ľ: √® il rovescio della storia della salvezza (11,1; 13,4); la frase pu√≤ essere intesa nel senso di una fuga in Egitto (9,3.5) o vi si pu√≤ vedere adombrata la deportazione in Assiria. Comunque, si minaccia il ritorno alla schiavit√Ļ.

v. 14. Annuncio di giudizio con accusa e verdetto contro il lusso delle costruzioni nella linea del profeta Amos (Am 1,7.10.14; 2,5). La forma e il contenuto del versetto rendono dubbia la sua autenticit√† oseana; ¬ęcreatore¬Ľ, cio√® Dio in quanto ha scelto e protetto Israele, √® un titolo usato solamente qui in Osea (cfr. Is 26,11; 44,2; 51,13). II lusso nella costruzione delle regge, dei templi e delle fortificazioni militari portano alla dimenticanza di JHWH (2,13; 4,6; 13,6) giacch√© sono segno di sfiducia in lui. Notevole √® in questo capitolo la presentazione di Dio che si lamenta dell'infedelt√† del popolo in modo da esprimere il suo intimo dolore (8,4.9.12). Si parla inoltre dell'alleanza √© della legge che la caratterizza, legge che esiste gi√† in una forma scritta (8,1; 12). Essa si identifica col ¬ębene¬Ľ (v. 3) ed √® l'espressione della volont√† di un Dio che non √® straniero (8,12). La legge non viene trasgredita solamente mediante il ricorso alle nazioni straniere, il culto formalistico, e il capriccio nella designazione dei monarchi, ma sopratutto mediante il culto delle immagini. √ą probabile che Geroboamo II abbia considerato le statue dei due vitelli eretti nei santuari di Dan e Betel come piedistalli e simboli della potenza di JHWH (cfr. Gn 49,24; Is 1,24), ma per Osea essi sono il segno della contaminazione cananea del culto. Osea diventa il campione di una rigorosa proibizione di immagini e il paladino di una religione nella quale il ruolo principale non √® svolto dai riti religiosi, ma dall'osservanza della legge che √® parola divina (cfr. 6,6).

(cf. STEFANO VIRGULIN, Osea ‚Äď in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)


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1Mentre sto per guarire Israele, si scopre l‚Äôiniquit√† di √ąfraim e la malvagit√† di Samaria, perch√© si pratica la menzogna: il ladro entra nelle case e fuori saccheggia il brigante. 2Non pensano, dunque, che io ricordo tutte le loro malvagit√†? Ora sono circondati dalle loro azioni: esse stanno davanti a me. 3Con la loro malvagit√† rallegrano il re, rallegrano i capi con le loro falsit√†. 4Sono tutti ad√Ļlteri, ardono come un forno in cui il fornaio non attizza pi√Ļ il fuoco, in attesa che la pasta preparata lieviti. 5Nel giorno della festa del nostro re sommergono i capi in fiumi di vino, fino a far s√¨ che egli si comprometta con i ribelli. 6Perch√© il loro intimo √® come un forno, pieno di trame √® il loro cuore, tutta la notte sonnecchia il loro furore e al mattino divampa come fiamma. 7Tutti ardono come un forno e divorano i loro governanti. Cos√¨ sono caduti tutti i loro sovrani e nessuno si preoccupa di ricorrere a me.

La politica sbagliata 8√ąfraim si mescola con le genti, √ąfraim √® come una focaccia non rivoltata. 9Gli stranieri divorano la sua forza ed egli non se ne accorge; la canizie gli ricopre la testa ed egli non se ne accorge. 10L‚Äôarroganza d‚ÄôIsraele testimonia contro di loro; non ritornano al Signore, loro Dio, e, malgrado tutto, non lo ricercano. 11√ąfraim √® come un‚Äôingenua colomba, priva d‚Äôintelligenza; ora i suoi abitanti domandano aiuto all‚ÄôEgitto, ora invece corrono verso l‚ÄôAssiria. 12Dovunque si rivolgeranno stender√≤ la mia rete contro di loro e li abbatter√≤ come gli uccelli dell‚Äôaria, li punir√≤ non appena li udr√≤ riunirsi. 13Disgrazia per loro, perch√© si sono allontanati da me! Distruzione per loro, perch√© hanno agito male contro di me! Li volevo salvare, ma essi hanno proferito menzogne contro di me. 14Non gridano a me con il loro cuore quando gridano sui loro giacigli. Si fanno incisioni per il grano e il vino nuovo e intanto si ribellano contro di me. 15Eppure io ho addestrato il loro braccio, ma essi hanno tramato il male contro di me. 16Si sono rivolti, ma non a colui che √® in alto, sono stati come un arco fallace. I loro capi cadranno di spada per l‚Äôinsolenza della loro lingua e nella terra d‚ÄôEgitto rideranno di loro.

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Approfondimenti

Tradimenti e cospirazioni 6,7-7,7 v. 1. Constatazione della corruzione generale formulata al presente; ¬ęguarire¬Ľ, tipico termine oseano (5,13; 6,1; 11,3; 14,5), indica il perdono delle colpe e il ristabilimento del giusto rapporto con Dio fondato sull'alleanza. L'iniquit√† √® identica all'apostasia (4,8; 5,8; 8,13); la malvagit√† comprende l'idolatria e le altre colpe. Samaria pu√≤ indicare tutto il regno del Nord, ovvero la sua capitale. La menzogna si riferisce al culto cananeo e all'inganno praticato a danno del prossimo. I furti e il brigantaggio sono menzionati anche in 4,2; 6,9.

v. 2. La mancanza di riflessione ha fatto s√¨ che sia esclusa ogni vera comprensione di Dio, che tuttavia ricorda la storia dei peccati del popolo. I peccati personificati sono come un muro che tiene prigioniero l'uomo e rendono testimonianza contro di esso. √ą una pertinente osservazione psicologica concernente il peccato.

vv. 3-7. L'oracolo divino in prima persona descrive la vita politica di Israele e precisamente le congiure di palazzo, considerate come una manifestazione del male e oggetto di collera. Il brano è costruito sulla caratteristica metafora oseana del forno (vv. 4.6.7), che mette in rilievo il furore omicida, che distingue la classe dirigente del paese. Lo sfondo storico dell'oracolo è la tragica instabilità della monarchia in Israele. In dodici anni, tra il 733 e il 721, quattro re furono assassinati: Zaccaria (2Re 15,8), Sallum (2Re 15,14), Pakachia (2Re 15,25) e Pekach (2Re 15,30). Invece di contare su Dio i politici , nella loro sfrenata ambizione, non si appoggiano che su loro stessi per abbattere un regime e porre un altro sovrano sul trono. Non è condannata tanto la monarchia in se, quanto i suoi abusi, i cambiamenti cruenti e gli intrighi. Da notare che l'accusa non è accompagnata dal giudizio.

v. 3. ¬ęrallegrano il re¬Ľ: cio√® gli offrono un banchetto nel giorno della incoronazione che sar√† per lui fatale. Il re potrebbe essere Osea, figlio di Ela (2Re 17,1). Si suppone che si prepari segretamente una rivoluzione da parte di coloro che apparentemente sono devoti al re e ai suoi agenti. Questo atteggiamento √® perfido e malvagio, perch√© diretto contro l'unto del Signore (Sal 18,21; 21,12s.).

** v. 4**. Il testo √® corrotto e ammette diverse interpretazioni. ¬ęTutti¬Ľ sono il re, i cortigiani, i cospiratori; ¬ębruciano d'ira¬Ľ: lett. ¬ęsono adulteri¬Ľ, termine qui usato per indicare la mancanza di fedelt√† tra gli uomini. Il singolare paragone del forno sottolinea il calcolato furore dei congiurati. Il forno, un cono d'argilla aperto verso l'alto, nel quale si metteva la pasta, veniva riscaldato la sera e attizzato al mattino; bruciava a intermittenza e doveva essere regolato con cura per poter estrarre il pane cotto. Cos√¨ i cospiratori, senza svelare i loro piani, attendono il loro momento. Pochi passi biblici descrivono in modo cos√¨ impressionante l'ardore rivoluzionario dei cospiratori.

v. 5. Versetto poco chiaro, specialmente l'ultimo stico. Viene descritto lo stratagemma col quale si compie la rivoluzione di palazzo; ¬ęil giorno del nostro re¬Ľ √® probabilmente l'anniversario dell'incoronazione o della nascita del re, celebrata con un lauto convito (Gn 40,20; Am 6,6; Is 5,11-22). Da notare che l'assassinio di Ela da parte di Limri (876) fu commesso quando la corte era immersa nell'ebbrezza (1Re 16,8-14).

v. 6. Sviluppando la metafora del forno e utilizzando allitterazioni e giochi di parole viene descritto il furore dei congiurati, che si manifesta al momento giusto.

v. 7. Riassunto della tragica storia della monarchia. Dalle origini del regno di Israele fino alla metà del sec. VII furono assassinati sette re (2Re 15,8-17,4). Invece di far ricorso al Signore nelle difficoltà, i ribelli si fanno giustizia da sé, usando con astuzia la forza brutale al momento opportuno. Gli omicidi politici sono contrari non solo al quinto precetto del decalogo, ma anche al primo, giacché JHWH è il vero re di Israele. Quando non ci si ricorda del Signore, i popoli si autodistruggono. La pericope si distingue per l'ampia trattazione del peccato e delle sue conseguenze. Abbiamo una lista di colpe connesse con nomi di località, poi la menzione dei crimini sociali e degli assassinii politici. In rapporto a Dio queste azioni sono una violazione dell'alleanza, un tradimento, una prostituzione, una falsità. In rapporto agli uomini si parla di furti, di brigantaggi e assassinii. I capi di questa condotta sono i sacerdoti e i notabili del paese.

La politica sbagliata 7,8-16 Brano di unità redazionale formato da due oracoli che trattano della politica estera (vv. 8-12), del culto cananeo e del ricorso allo straniero (vv. 13-16).Lamento, minacce, accuse e annuncio di giudizio si alternano. L'infedeltà politica e quella religiosa vanno di pari passo. Cronologicamente la pericope si situa dopo il 732 a.C., quando il re Pekach e Osea insieme al partito antiassiro cercavano l'alleanza con l'Egitto (2Re 16,20; 17,4).

v. 8. Il v. riassume tutta la storia della politica internazionale di Israele, che si √® alleato con Aram, l'Egitto e l'Assiria. ¬ęSi mescola¬Ľ: immagine presa dal modo di preparare la torta (cfr. Es 29,2.40; Lv 7; Nm 28). L'immagine della focaccia cotta solamente da una parte e perci√≤ buona a nulla, significa che le alleanze con gli stranieri producono solamente disastri.

v. 9. Il ricorso agli stranieri è una falsa politica, che indebolisce il paese dal punto di vista politico, economico e religioso, condannandolo alla degradazione.

v. 10. Il versetto sembra fuori contesto e di carattere compilatorio; il v. 10a ripete 5,5a (cfr. Am 6,8) e il v. 10b riprende 4,6.11 (cfr. Is 5,25; 9,11.16.20; 10,4). Diversi autori lo considerano come una glossa. Israele cerca delle soluzioni solamente umane (alleanze, cambi di dinastia) senza fidarsi del Signore.

v. 11. L'immagine della ¬ęcolomba ingenua¬Ľ, che alla ricerca del cibo, non si accorge della rete dell'uccelliere, indica l'incoscienza e la cecit√† di Israele, che si affida alle potenze straniere. Il re Menachem cerc√≤ l'alleanza dell'Assiria (2Re 15,19s.); Osea si sottomise prima a Salmanassar V (727-722 a.C.), poi mand√≤ messaggeri in Egitto

v. 12. L'immagine dell'uccelliere è qui applicata a Dio (cfr. 5,1), che intende arrestare la sconsideratezza nella politica con qualche intervento punitivo.

v. 13. Espressione di dolore e lamento (rara in Osea) da parte di Dio che vuole salvare (cfr. Es 15,13; Dt 7,8; 9,26; 13,5) coloro che si sono ribellati contro di lui, con la mormorazione o con le pratiche cananee.

v. 14. Dopo la devastazione del paese da parte degli Assiri (732 a.C.), gli abitanti invocarono l'aiuto del Signore (8,2), per√≤ mediante i riti cananei equiparando JHWH a Baal; ¬ęnon col cuore¬Ľ: cio√® dimenticando le clausole dell'alleanza; i ¬ęgiacigli¬Ľ sono gli atri dei santuari, nei quali si facevano lunghe implorazioni (Nm 14,5; Gs 7,6; 2Sam 12,20); ¬ęSi fanno incisioni¬Ľ: lettura congetturale; il testo ebraico ha ¬ęsono ospiti¬Ľ, espressione che non offre un senso accettabile. Le lacerazioni praticate nei culti orgiastici cananei (cfr. 1Re 18,28; Ger 16,6; 41,5) erano severamente proibite dalla legge ebraica (Dt 14,1; Lv 19,28).

v. 15. Il versetto allude all'epoca del deserto e all'occupazione della terra promessa (cfr. Sal 18,35; 44,4).

v. 16. ¬ęcolui che √® in alto¬Ľ (cio√® Dio): lezione congetturale; il testo ebraico √® incomprensibile; i LXX hanno ¬ęverso il niente¬Ľ. Gli ultimi due stichi non sono in armonia con il contesto; √® possibile che appartengano a un tema diverso. Come gi√† il profeta Isaia (7,9; 30,1ss.; 31,1ss.), Osea condanna le alleanze con le potenze straniere. Tali alleanze comportavano una sudditanza dal forestiero dal punto di vista militare, economico e religioso. In questo caso Israele perdeva la propria caratteristica e identit√† che dipendeva tutta dal rapporto con JHWH. L'appello allo straniero era indizio di infedelt√† verso Dio, cha aveva fatto delle speciali promesse al popolo eletto. Gli Assiri distrussero in parte il regno del Nord, lo fiaccarono imponendo tributi ed esercitarono un deleterio influsso sui costumi del popolo. Il regno di Israele doveva anche in politica prestare fede a JHWH, mantenendosi indipendente e attendendo dal Signore l'aiuto necessario.

(cf. STEFANO VIRGULIN, Osea ‚Äď in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)


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Liturgia penitenziale 1‚ÄúVenite, ritorniamo al Signore: egli ci ha straziato ed egli ci guarir√†. Egli ci ha percosso ed egli ci fascer√†. 2Dopo due giorni ci ridar√† la vita e il terzo ci far√† rialzare, e noi vivremo alla sua presenza. 3Affrettiamoci a conoscere il Signore, la sua venuta √® sicura come l‚Äôaurora. Verr√† a noi come la pioggia d‚Äôautunno, come la pioggia di primavera che feconda la terra‚ÄĚ. 4Che dovr√≤ fare per te, √ąfraim, che dovr√≤ fare per te, Giuda? Il vostro amore √® come una nube del mattino, come la rugiada che all‚Äôalba svanisce. 5Per questo li ho abbattuti per mezzo dei profeti, li ho uccisi con le parole della mia bocca e il mio giudizio sorge come la luce: 6poich√© voglio l‚Äôamore e non il sacrificio, la conoscenza di Dio pi√Ļ degli olocausti.

Tradimenti e cospirazioni 7Ma essi come Adamo hanno violato l‚Äôalleanza; ecco, cos√¨ mi hanno tradito. 8G√†laad √® una citt√† di malfattori, macchiata di sangue. 9Come banditi in agguato una ciurma di sacerdoti assale e uccide sulla strada di Sichem, commette scelleratezze. 10Orribili cose ho visto a Betel; l√† si √® prostituito √ąfraim, si √® reso immondo Israele. 11Anche a te, Giuda, io riserbo una mietitura, quando ristabilir√≤ la sorte del mio popolo.

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Approfondimenti

Liturgia penitenziale 6,1-6 Quale risposta all'attesa del Signore (5,15), si legge in 6,1-3 un canto di penitenza messo in bocca al popolo o a un sacerdote, comprendente un duplice invito a ritornare a JHWH e a riconoscere la sua signoria, seguito da dichiarazioni fiduciose nella salvezza. La sofferenza della nazione √® considerata come un castigo del Signore; probabilmente √® supposta la catastrofe del 732 a.C., quando furono strappate dall'Assiria al regno del Nord le regioni settentrionali del paese. Nei vv. 4-6 Osea, a nome di Dio, risponde con un lamento che l'atteggiamento del popolo non corrisponde alle attese divine. I canti penitenziali erano usati in tempi di crisi nazionale, quando il popolo si riuniva per digiunare, pregare e offrire sacrifici (cfr. Gs 7,6s.; Gdc 20,23.28). √ą da notare che in questa liturgia penitenziale manca l'espressione della colpa e del pentimento.

v. 1. Dopo la catastrofe del 732 il popolo riconosce di essere come un malato (5,13) che cerca la guarigione presso Dio (cfr. 7,1; 11,3; Is 30,26; Ez 34,16). Il ritorno a Dio (cfr. 2,9; 3,5; 5,4; Ger 3,7) è l'unica via di salvezza. Le parole sembrano implicare una conversione, ma non è così; si tratta di un calcolo interessato e di uno sfruttamento egoistico della potenza divina.

v. 2. L'espressione numerica: ¬ędopo due giorni... il terzo¬Ľ indica un breve intervallo di tempo. Questo testo ha forse ispirato la comunit√† cristiana primitiva, che annunciava la risurrezione del Signore al terzo giorno (cfr. 1Cor 15,4; Lc 24,7). Viene espressa una presuntuosa fiducia che JHWH risponder√† presto alle suppliche del popolo.

v. 3. Probabilmente il verbo ¬ęconoscere¬Ľ √® usato in senso liturgico, cio√® di invocare Dio nel culto (cfr. 8,1s.). Le piogge di autunno (ottobre-novembre) permettono la semina, quelle di primavera (marzo-aprile) assicurano la maturazione dei cereali. Il dono della pioggia veniva celebrato nei culti cananei della fertilit√†. Le immagini tratte dal mito vengono trasferite a JHWH, senza tener conto della libert√† divina e dei suoi interventi nella storia della salvezza.

v. 4. Nella risposta divina redatta in seconda persona c'è un lamento circa la passeggera lealtà e l'incostanza del popolo. Le immagini della rugiada e della nube indicano qualcosa di passeggero e superficiale.

v. 5. La parola di Dio, annunciata dai profeti, è come una spada che colpisce a morte (Is 49,2; Eb 4,12), ma il giudizio divino ha lo scopo di condurre alla conversione, perciò ha un senso salvifico.

v. 6. Solenne formula lapidaria e concisa, composta di affermazioni e negazioni, che riassume l'insegnamento etico profetico e far√† fortuna nella letteratura biblica posteriore (Is 1,10-20; 58; Ger 7; Am 5,18-24; Zc 7; Prv 21,3.27; 15,18; Sir 34,18-35,10). L'amore e la conoscenza di Dio sono opposti ai sacrifici e agli olocausti. Non si tratta del ripudio puro e semplice di ogni sacrificio, ma del rigetto del culto contaminato, praticato nella religione cananea; si insiste sull'adesione totale al vero Dio e sulla fedelt√† ai precetti dell'alleanza. La sentenza che esprime perfettamente la natura della religione spirituale, viene citata da Ges√Ļ in Mt 9,13; 12,7. Nella pericope vengono usati insieme diversi termini teologici importanti: ¬ęritornare a Dio¬Ľ (v. 1), ¬ęconoscere il Signore¬Ľ (v. 3.6), l'amore (v. 4.6). In 10 testi oseani il verbo ¬ęritornare¬Ľ indica la conversione. Applicato al popolo indica il ripristino del rapporto originale di alleanza con JHWH (2,9), la ricerca di Dio (3,5), la conversione del cuore (12, 7; 14, 25.8). In senso negativo il mancato ritorno indica il peccato (5,4; 7,10.16), e il castigo considerato come ¬ęritorno in Egitto¬Ľ (8,3; 9,3; 11,5). Nel nostro testo il verbo ritornare ha un significato particolare: indica un tentativo di conversione che √® illusorio. Anche i termini della conoscenza e dell'amore perdono il loro significato profondo e vitale, perch√© il rapporto con Dio, che essi suppongono, non √® fondato sulla storia salvifica e sull'alleanza, ma sulle forze della natura, per cui Dio viene paragonato ai Baal. Solamente sulla bocca di Dio la conoscenza e l'amore (v. 6) assumono quel valore ricco e pregnante che √® tipico della concezione oseana.

Tradimenti e cospirazioni 6,7-7,7 Il brano è un'unità tematica che comprende tre detti oseani:

  1. un oracolo divino in prima persona, contenente un catalogo di crimini commessi in varie località (6,7-11);
  2. una nuova breve rassegna di vizi con l'annuncio indiretto del castigo (7,1-2)
  3. entrando nel campo politico, la descrizione dei frequenti intrighi e complotti caratteristici della fine del regno d'Israele (7,3-7). Si nota la presenza di testi difficili e di allusioni ambigue.

v. 7. ¬ęcome Adamo¬Ľ: espressione enigmatica. Si potrebbe intendere come un riferimento alla rottura del ‚Äúpatto originale‚ÄĚ avvenuta nell'Eden (Gn 3). Altri traducono ¬ęcome un uomo¬Ľ, cio√® in modo umano, alludendo alla fragilit√† dell'uomo nell'osservare i patti. Altri studiosi leggono ¬ęsulla terra¬Ľ; infine alcuni preferiscono identificare il termine con una localit√† della valle del Giordano (Tel-ed-Damijeh), dove si praticava un culto straniero (Gs 3,16). Per la prima volta appare nella letteratura profetica il termine ¬ęalleanza¬Ľ (cfr. 8,1), che indica quella del Sinai. Osea non ne parla in modo specifico, ma asserisce pi√Ļ volte che il rapporto tra Dio e Israele √® iniziato al tempo dell'esodo (9,10; 11,1; 12,9; 13,4). Il v. sottolinea anche che l'infedelt√† di Israele ha radici profonde.

v. 8. ¬ęGalaad¬Ľ √® una localit√† situata sull'altipiano transgiordano che porta lo stesso nome (cfr. Gdc 10,17). Si allude forse ai sacrifici di bambini offerti al dio Milcom (2Sam 12,30; 1Re 11,5.33) o alla rivoluzione cruenta contro Pekach (2Re 15,25).

v. 9. Versetto oscuro; ¬ęSichem¬Ľ, citt√† levitica, a differenza di Dan e Betel (1Re 12,31), era rimasta un centro culturale ortodosso (cfr. Dt 27; Gs 8,30ss.). √ą probabile che i sacerdoti legati ai culti cananei impedissero, anche con la violenza, l'accesso dei fedeli a questo santuario e ne violassero il diritto d'asilo.

v. 10. Il versetto riprende l'accusa di 5,4. JHWH esprime la sua sdegnata ripulsa; ¬ęcose orribili¬Ľ (cfr. Ger 5,30; 18,13; 23,14) sono l'apostasia e il culto degli dei stranieri collegato coi riti della prostituzione sacra; ¬ęin Betel¬Ľ: correzione dettata dal contesto; il testo ebraico ha: ¬ęin Israele¬Ľ.

v. 11. Versetto discusso e oscuro. La mietitura √® una metafora che indica l'atto finale di Dio nel corso della storia (Am 8,12; Ger 51,33; Gl 4,13); ¬ęristabilir√≤¬Ľ indica la restaurazione dell'integrit√† del rapporto di alleanza. Il tono consolatorio del versetto e la menzione di Giuda sembrano in contraddizione con il contesto. Si tratterebbe di una glossa dovuta ad un redattore giudaico che applica a Giuda le accuse fatte a Israele (cfr. 1,7; 3,5; 4,15; 5,5).

(cf. STEFANO VIRGULIN, Osea ‚Äď in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)


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La rovina dovuta ai capi 1Ascoltate questo, o sacerdoti, state attenti, casa d‚ÄôIsraele, o casa del re, porgete l‚Äôorecchio, perch√© a voi toccava esercitare la giustizia; voi foste infatti un laccio a Mispa, una rete tesa sul Tabor 2e una fossa profonda a Sitt√¨m. Ma io corregger√≤ tutti costoro. 3Io conosco √ąfraim e non mi √® ignoto Israele. Ti sei prostituito, √ąfraim! Si √® reso impuro Israele. 4Le loro azioni non permettono di fare ritorno al loro Dio, perch√© uno spirito di prostituzione √® fra loro e non conoscono il Signore. 5L‚Äôarroganza d‚ÄôIsraele testimonia contro di lui, Israele ed √ąfraim inciamperanno per le loro colpe e Giuda inciamper√† con loro. 6Con le loro greggi e i loro armenti andranno in cerca del Signore, ma non lo troveranno: egli si √® allontanato da loro. 7Sono stati infedeli verso il Signore, generando figli bastardi: la nuova luna li divorer√† insieme con i loro campi.

Processo contro Giuda e Israele 8Suonate il corno a G√†baa e la tromba a Rama, date l‚Äôallarme a Bet-Aven, all‚Äôerta, Beniamino! 9√ąfraim sar√† devastato nel giorno del castigo: per le trib√Ļ d‚ÄôIsraele annuncio una cosa sicura. 10I capi di Giuda sono diventati come quelli che spostano i confini e su di loro come acqua verser√≤ la mia ira. 11√ąfraim √® schiacciato dal giudizio, da quando ha cominciato a inseguire il nulla. 12Ma io sar√≤ come una tignola per √ąfraim, e come un tarlo per la casa di Giuda. 13√ąfraim ha visto la sua infermit√† e Giuda la sua piaga. √ąfraim √® ricorso all‚ÄôAssiria e Giuda si √® rivolto al gran re; ma egli non potr√† curarvi, non guarir√† la vostra piaga, 14perch√© io sar√≤ come un leone per √ąfraim, come un leoncello per la casa di Giuda. Io li sbraner√≤ e me ne andr√≤, porter√≤ via la preda e nessuno me la toglier√†. 15Me ne ritorner√≤ alla mia dimora, finch√© non sconteranno la pena e cercheranno il mio volto, e ricorreranno a me nella loro angoscia.

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Approfondimenti

La rovina dovuta ai capi 5,1-7 Sotto forma di processo giudiziario vengono accusate le classi dirigenti del paese (vv. 1-2), poi tutto il popolo (vv. 3-5), cui viene annunciato il castigo (vv. 6-7). Nei primi tre versetti parla JHWH, negli altri il profeta.

vv.1-2. Con tre imperativi viene richiamata l'attenzione di tre gruppi specifici, responsabili della cosa pubblica: i ¬ęsacerdoti¬Ľ (cfr. 4,4-10), i notabili (= ¬ęgente d'Israele¬Ľ) e i dignitari del regno, che rappresentavano il re (= ¬ęcasa del re¬Ľ); ¬ępoich√© contro di voi si fa il giudizio¬Ľ; altra possibile versione ¬ępoich√© il diritto √® il vostro compito¬Ľ. In questa seconda versione il diritto √® la perfetta esecuzione delle leggi divine (cfr. Dt 1,17; Mic 3,1). Le colpe dei capi sono espresse mediante tre immagini venatorie e tre luoghi topografici. Il ¬ęlaccio¬Ľ (cfr. Qo 9,12), la ¬ęrete¬Ľ e la ¬ęfossa¬Ľ (la versione di questo ultimo termine √® dubbia per la corruzione del testo: cfr. Prv 26,27; Sal 7,16; 9,16) sono strumenti che servono a prendere gli uccelli o a far cadere qualcuno. Metaforicamente significano che i capi del popolo sono stati occasione delle colpe della nazione; ¬ęMizpa¬Ľ √® probabilmente una localit√† situata presso Gerasa in Transgiordania (cfr. Gdc 10,17; 11,11), non la fortezza che si trova a nord di Gerusalemme (cfr. Gdc 20,1ss.; 21,1-8); il monte ¬ęTabor¬Ľ, situato nella valle di Izreel, √® stato un antico luogo di culto cananeo (Dt 33,19; Gdc 4,6.12); ¬ęSittim¬Ľ (correzione del testo ebraico che legge ¬ęaberrazioni¬Ľ) √® una localit√† a est del Giordano situata di fronte a Gerico, tristemente famosa per l'episodio di Baal-Peor (cfr. 9,10; Nm 25,1-18).

v. 3. Le colpe, di cui i capi sono responsabili, sono le pratiche idolatriche del culto cananeo. Efraim, la principale trib√Ļ del regno del Nord, √® in parallelismo con Israele, che indica il regno settentrionale.

v. 4. Descrizione radicale del peccato, che rende schiavo l'uomo incapace di risorgere (cfr. Gn 8,21). Le ¬ęopere¬Ľ (4,9; 7,2; 9,15; 12,2) sono gli errori commessi da Israele (cfr. 6,7ss.; 9,10ss.), che hanno contaminato e plasmato il suo carattere in modo cos√¨ profondo, da costituire un muro invalicabile (7,2). Lo spirito di fornicazione, gi√† proprio di Gomer (1,2) e del popolo (4,12) √® una barriera eretta fra Dio e l'uomo, che impedisce di ¬ęconoscere¬Ľ Dio e di ritornare a lui. Solamente il giudizio di Dio pu√≤ salvarli da questa impossibilit√† (cfr. 3,5).

v. 5. ¬ęL'arroganza¬Ľ che si √® impossessata di Israele (cfr. Am 6,8; Ger 13,9) √® personificata e figura come testimone a carico dell'accusa presso il tribunale (cfr. Mic 6,3; 1Sam 12,3; 2Sam 1,16). Questo atteggiamento si fonda sul benessere, sulle ricchezze e l'imitazione dei costumi cananei.

V. 6. Viene descritto il modo come avverrà la caduta di Israele. A nulla varranno i pellegrinaggi ai santuari intesi a sollecitare l'aiuto divino coi riti sacrificali (cfr. Am 5,4.6).

v. 7. Viene ripresa l'accusa e preannunciato il giudizio; ¬ęfigli bastardi¬Ľ, cio√® generati durante le cerimonie cananee o praticanti il culto cananeo sincretistico (cfr. 2,4s.; Ger 2,27); ¬ęun conquistatore¬Ľ √® una lezione congetturale del testo ebraico che sembra corrotto e legge ¬ęmese, novilunio¬Ľ. Altri traducono ¬ęun vento bruciante¬Ľ (cfr. 13,15), metafora che indicherebbe l'Assiro. Il termine ¬ęconquistatore¬Ľ √® riferito a Dio, che invia una siccit√†, che causa una completa improduttivit√† (cfr. 2,5.11; Gio 4,8).

Questa pericope √® ricca di temi teologici. Viene ribadita la responsabilit√† dei capi nella degenere situazione religiosa e morale del popolo. Sotto l'influsso delle azioni peccaminose l'uomo perde il buon senso e la sua libert√†, non ha la conoscenza degli agguati che gli vengono tesi e diventa schiavo del peccato. In questo questo modo risulta impossibile la conversione. L'uomo accecato, dall'orgoglio, pone la sua fiducia nel benessere materiale e nella pratica dei culti cananei. √ą come ossessionato dallo spirito di ¬ęprostituzione¬Ľ nella pratica delle orge idolatriche, per cui √® abbandonato dal vero Dio.

Processo contro Giuda e Israele 5,8-15 Complesso di sentenze diverse tenute insieme da elementi letterari e tematici, che sotto forma di processo dialettico tratta dei rapporti tra i due stati fratelli di Giuda e di Israele. A un grido di allarme (v. 8) segue una minaccia contro Israele (v. 9), la descrizione del peccato e del castigo di Giuda (v. 10), della colpa di Efraim e del castigo di ambedue gli stati (vv. 11-12). Inutile e il ricorso all'Assiria (vv. 13-14); il Signore si ritirerà attendendo il pentimento (v. 15). Le allusioni politiche sono vaghe, ma gli oracoli si inseriscono bene nel contesto della guerra siro-efraimitica (735-734 a.C.: cfr. Is 7,1; 2Re 16,5-9). II brano, che è ricco di immagini, contiene il ripudio della politica dei due regni.

v. 8. Improvviso appello militare, che suppone la guerra gi√† in atto, e cio√® un attacco di Giuda contro Israele. L'invasione viene dal sud. Le tre localit√† (Gabaa e Rama si trovano un po' a nord di Gerusalemme; Bet-Aven, nomignolo di Betel, √® localizzato in Israele) appartengono al territorio concesso alla trib√Ļ di Beniamino (Gs 18,21ss.). Dopo lo scisma Giuda si appropri√≤ di Gabaa e Rama, che furono fortificate (1Re 15,16-22). Quando Pekach, re di Israele, e Rezin, re di Damasco, si avvicinarono a Gerusalemme per costringere Acaz, re di Giuda, ad aderire alla lega antiassira, quel territorio fu reclamato da Israele (2Re 16,5; Is 7,1s.). Ma all'avvicinarsi dell'aiuto assiro in favore di Giuda, Israele e Damasco si ritirarono e Giuda rioccup√≤ quelle piazzeforti. Contro questo contrattacco reagisce Osea, che si dimostra buon patriota.

v. 9. √ą imminente il giorno del giudizio; ¬ęuna cosa sicura¬Ľ: sono le sventure, quali l'occupazione del paese da parte di Tiglat-Pilezer, re assiro, la deportazione e la distruzione del regno di Israele (722 a.C.; 2Re 15,29; 17,5s.).

v. 10. ¬ęspostano i confini¬Ľ: la colpa di Giuda e di aver annesso il territorio appartenente a Israele. I confini degli stati erano sacri, come quelli dei campi (Dt 19,14; 27,17; Prv 22,28; 23,10; Gb 24,2).

v. 11. ¬ęoppressore, violatore del diritto¬Ľ: questa versione adottata dalla BC si basa sulla lezione dei LXX, che legge i verbi all'attivo; viene condannata l'invasione di Efraim contro Giuda e in particolare l'alleanza con il re pagano di Damasco. Ma il testo ebraico ha i verbi al passivo e la versione √® (con alcune correzioni) ¬ęEfraim √® oppresso, il diritto √® violato¬Ľ. In questo caso abbiamo un lamento sulla calamit√† che colpisce Efraim, cio√® sull'invasione di Tiglat-Pilezer III. Il motivo √® l'inseguimento delle vanit√†, probabilmente dell'idolatria (cfr. 4,12.17s.; Ger 2,8; Dt 13,5) o anche l'alleanza con un pagano.

v. 12. Due audaci metafore descrivono il castigo divino dei due stati fratelli: la ¬ętignola¬Ľ (Is 50,9; 51,8; Gb 4,19; 13,28) e la ¬ęcarie¬Ľ (Ab 3,16; Gb 13,28; Prv 12,4; 14,30) simboleggiano l'opera di decomposizione interna che prepara la demolizione dei due regni. In realt√† il regno di Giuda sopravviver√† ancora per un secolo e mezzo.

v. 13. Nella crisi i due stati fanno ricorso al loro nemico mortale, il re assiro. Israele cerc√≤ l'aiuto dell'Assiria durante il regno di Menachem, prima della guerra siro-efraimitica (2Re 15,19) e anche pi√Ļ tardi il re Osea era un vassallo dell'Assiria. Acaz di Giuda invoc√≤ l'aiuto di Tiglat-Pilezer III nel 735 a.C. (2Re 16,7ss.; Is 7,4-9). Efraim e Giuda sono presentati come malati incurabili (cfr. Is 1,5s.; 7,4.11; Ger 30,12ss.). ¬ęil gran re¬Ľ (cio√® l'Assiro) √® una lettura congetturale che sostituisce il testo ebraico che ha ¬ęil re di Jareb¬Ľ. Osea giudica inutili le alleanze con lo straniero.

v. 14. Con l'ardita immagine del leone, che dilacera indisturbato la sua preda, è descritto l'assoluto dominio di Dio nella storia, per cui è capace di compiere una totale distruzione. Il leone non è solamente simbolo di forza (Prv 30,30), ma anche di morte (Sal 7,3).

v. 15. Il discorso è interrotto. Come risposta al giudizio descritto nei vv. 10-14 JHWH, che ritorna nel cielo (Is 18,4; 63,15; Ger 25,30; Mic 1,3; Sal 18,7), aspetta che il popolo si converta. Osea, originario del regno del Nord, si interessa anche alle sorti di Giuda, giacché i due regni sono fratelli. Il ricorso alla forza militare per difendere i propri interessi viene decisamente escluso dal profeta. Anche la ricerca di appoggio presso le potenze straniere è considerata come inutile. Il re assiro, confrontato con JHWH, non è un fattore decisivo per la storia. La vita politica del popolo eletto deve fondarsi su Dio e sull'osservanza della sua legge, dal momento che egli è sorgente di vita, ma anche di morte, quando si tratta di punire le colpe dei due stati. Le immagini usate nella pericope sono di una sconcertante brutalità. JHWH è presentato come un leone feroce, una tignola, un tarlo, mentre nei primi cc. è descritto come colui che è mosso da uno sconvolgente amore per il popolo.

(cf. STEFANO VIRGULIN, Osea ‚Äď in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)


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ORACOLI DI MINACCIA E SALVEZZA

Giudizio contro i sacerdoti 1¬ęAscoltate la parola del Signore, o figli d‚ÄôIsraele, perch√© il Signore √® in causa con gli abitanti del paese. Non c‚Äô√® infatti sincerit√† n√© amore, n√© conoscenza di Dio nel paese. 2Si spergiura, si dice il falso, si uccide, si ruba, si commette adulterio, tutto questo dilaga e si versa sangue su sangue. 3Per questo √® in lutto il paese e chiunque vi abita langue, insieme con gli animali selvatici e con gli uccelli del cielo; persino i pesci del mare periscono. 4Ma nessuno accusi, nessuno contesti; contro di te, sacerdote, muovo l‚Äôaccusa. 5Tu inciampi di giorno e anche il profeta con te inciampa di notte e far√≤ perire tua madre. 6Perisce il mio popolo per mancanza di conoscenza. Poich√© tu rifiuti la conoscenza, rifiuter√≤ te come mio sacerdote; hai dimenticato la legge del tuo Dio e anch‚Äôio dimenticher√≤ i tuoi figli. 7Tutti hanno peccato contro di me; cambier√≤ la loro gloria in ignominia. 8Essi si nutrono del peccato del mio popolo e sono avidi della sua iniquit√†. 9Il popolo e il sacerdote avranno la stessa sorte; li punir√≤ per la loro condotta e li ripagher√≤ secondo le loro azioni. 10Mangeranno, ma non si sazieranno, si prostituiranno, ma non aumenteranno, perch√© hanno abbandonato il Signore per darsi 11alla prostituzione. Il vino vecchio e quello nuovo tolgono il senno.

La colpa d'Israele 12Il mio popolo consulta il suo pezzo di legno e il suo bastone gli d√† il responso, poich√© uno spirito di prostituzione li svia e si prostituiscono, allontanandosi dal loro Dio. 13Sulla cima dei monti fanno sacrifici e sui colli bruciano incensi sotto la quercia, i pioppi e i terebinti, perch√© buona √® la loro ombra. Perci√≤ si prostituiscono le vostre figlie e le vostre nuore commettono adulterio. 14Non punir√≤ le vostre figlie se si prostituiscono, n√© le vostre nuore se commettono adulterio; poich√© essi stessi si appartano con le prostitute e con le prostitute sacre offrono sacrifici. Un popolo, che non comprende, va in rovina! 15Se ti prostituisci tu, Israele, non si renda colpevole Giuda. Non andate a G√†lgala, non salite a Bet-Aven, non giurate per il Signore vivente. 16E poich√© come giovenca ribelle si ribella Israele, forse potr√† pascolarlo il Signore come agnello in luoghi aperti? 17√ąfraim si √® alleato agli idoli: 18dopo essersi ubriacati si sono dati alla prostituzione, hanno preferito il disonore alla loro gloria. 19Un vento li travolger√† con le sue ali e si vergogneranno dei loro sacrifici.

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Approfondimenti

ORACOLI DI MINACCIA E SALVEZZA 4,1-11,11 Questi capitoli, che comprendono solamente delle sentenze, spesso raccolte in composizioni pi√Ļ ampie, e nessuna narrazione, contengono un materiale eterogeneo. Viene denunciata la corruzione cultuale e morale del popolo indicata come prostituzione (4,1-10.11-19; 5,1-7); vengono smascherati gli abusi politici e sociali, con la frequente menzione del re e del principe 5,8-10; 5,11-7,7; 7,8-16; 8,1-10). Viene ripreso il tema del culto e il motivo del ritorno in Egitto (8,11-14; 9,1-9) e introdotta una serie di considerazioni storiche retrospettive (9,10-17; 10,1-10.11-15; 11,1-11). I vari imperativi come ¬ęAscoltate¬Ľ (4,1; 5,1), ¬ęVenite¬Ľ (6,1), ¬ęDa' fiato alla tromba¬Ľ (8,1), ¬ęNon' darti alla gioia¬Ľ (9,1) servono a individuare i singoli componimenti. Si prospetta un quadro fosco della vita e della societ√† israelitica, ma non mancano gli accenti di compassione e le speranze di ravvedimento.

Giudizio contro i sacerdoti 4,1-11 La pericope comprende due dibattiti processuali, uno diretto contro tutta la nazione (vv. 1-3) e l'altro contro il clero (vv. 4-11).

Il primo comprende tre tempi:

  1. la comparizione in giudizio (v. 1a),
  2. l'elenco dei capi di accusa (vv. 1b-2)
  3. la sentenza (v. 3).

Nel secondo caso la struttura non è chiara né precisa; viene richiamato il giudizio divino (vv. 4-5a), denunciata la principale colpa del clero (vv. 5b-6a) e applicata la legge del taglione (v. 6b); vengono di nuovo descritti i crimini del clero (vv. 7-8) e comminata la punizione (vv. 9-10). Frequente è il passaggio dalla seconda alla terza persona e alcune frasi sembrano fuori posto o aggiunte posteriori.

v. 1. ¬ęAscoltate¬Ľ: formula rara in Osea (ancora in 5,1), ma frequente in altri profeti (cfr. Am 3,1; Mic 3,1). JHWH appare come accusatore e giudice. Egli attesta l'assenza di tre atteggiamenti religiosi fondamentali: la mancanza di sincerit√† ('emet, usato solo qui in Osea), cio√® di fiducia e lealt√† tra gli individui (Es 18,21; Gdc 9,16.19). Manca l'¬ęamore¬Ľ (termine oseano per eccellenza hesed), che nell'uomo indica l'amicizia, la tenerezza, la piet√†, in una parola la carit√† verso il prossimo (6,6; 10,12; 12,7). 'emet e hesed si trovano spesso accoppiati (Gn 24,49; 47,29; Es 34,6; Gs 2,14; 2Sam 15,20). L'assenza della ¬ęconoscenza di Dio¬Ľ indica la non accettazione della rivelazione divina e una vita pratica difforme dalle sue esigenze (4,6; 2,22; 5,4; 6,3).

v. 2. I peccati sociali vengono espressi con cinque infiniti assoluti. Si spergiura proferendo una maledizione e pronunciando il nome di Dio (cfr. 7,3; 10,13; 12,1); con la menzogna si inganna e si tradisce il prossimo soprattutto processi (Es 20,16; Lv 19,11). Vengono poi citati tre precetti del decalogo: uccidere come fatto ordinario, rubare e commettere adulterio. Sembra che Osea abbia conosciuto il decalogo (cfr. 8,1.12; Es 20,7.13-17; Lv 19,11ss.). Una simile enumerazione si trova in Ger 7,9. Probabilmente il versetto faceva parte di una catechesi impartita dai sacerdoti.

v. 3. La punizione è la siccità, che corrisponde a uno stato di morte, in cui si trovano uomini e animali (Am 1,2; 4,7; 7,4; Ger 9,9; 12,4; 14,2-6; Gl 1,16-20; 2,3). L'uomo è considerato coralmente corresponsabile di tutta la creazione (Gn 3,17; 5,29; Is 24,3-6; 33,9; Rm 8,19-22).

v. 4. Il v. 4 che √® oscuro, si collega male con il contesto. Il TM legge: ¬ęil tuo popolo √® come coloro che accusano il sacerdote¬Ľ; spesso viene corretto come fa la versione BC: ¬ęcontro di te, sacerdote, muovo l'accusa¬Ľ. Il sacerdote pu√≤ indicare il sommo sacerdote o collettivamente tutto il clero. Dio rivendica a s√© solo l'accusa e il giudizio contro il clero.

v. 5. Il testo del versetto e i tempi usati sono incerti; l'¬ęinciampo¬Ľ si riferisce ad una punizione imminente. La menzione del profeta accostato al sacerdote ‚Äď unico caso in Osea ‚Äď √® forse un'interpolazione giudaica, dato che i soli casi di profeti legati ai santuari si trovano nel regno di Giuda (Am 7,12; Mic 3,11; Is 28,7; Ger 2,8; 4,9; 5,31; 6,13; 8,10; 14,18; 23,11); la ¬ęmadre¬Ľ indica la totalit√† del popolo; ¬ęgiorno e notte¬Ľ significano sempre.

v. 6. La ¬ęconoscenza¬Ľ √® l'apprendimento della legge del Signore e l'osservanza dei precetti del decalogo (Es 19,5; 20,1); la ¬ęlegge di Dio¬Ľ √® l'insieme dei precetti riguardanti il culto e la morale, conservati dalla tradizione orale, quale espressione della volont√† di Dio. Ai sacerdoti negligenti √® applicata la legge del taglione (cfr. Sal 7,15s.; 57,7; Prv 1,31; 5,22; Sap 11,16); ¬ęi tuoi figli¬Ľ sono f membri del clero.

v. 7. ¬ęla loro gloria¬Ľ √® JHWH (cfr. Ger 2,11; Sal 106,20); il ¬ęvituperio¬Ľ e la vergogna e potrebbe indicare anche i Baal.

v. 8. Si allude all'avidità del cero, al quale era dovuta una parte dei sacrifici offerti dal popolo, ma non sono esclusi i sacrifici che i sacerdoti offrivano ai Baal (cfr. 1Sam 2,12-17).

v. 10. Il castigo comporta la fame invece dell'avidit√† e la mancanza di prole invece dei riti cananei della fecondit√†, ai quali fa allusione il termine ¬ęprostituzione¬Ľ (cfr. 2,14; 4,18; 9,1).

v. 11. Probabilmente si tratta di un proverbio popolare di indole sapienziale, che qui sembra fuori contesto. Per Am 2,8; 6,6 il vino è causa di corruzione; qui è applicato ai riti idolatrici.

La colpa d'Israele 4,12-19 I brano assai complesso comprende proverbi e minacce contro i culti israelitici denunciati come infedeli (vv. 12-13b) e immorali (vv. 13c-14b). La conclusione (v. 14c), contiene una sentenza proverbiale. JHWH parla in prima persona. La requisitoria continua sulla bocca del profeta, che impartisce un ordine contro i santuari (v. 15), constata la disobbedienza del popolo (vv. 16-17) e annuncia il castigo imminente (v. 19).

v. 12. Vengono descritte in modo particolareggiato le pratiche sincretistiche tese a favorire la fecondit√† mediante la divinazione; ¬ęil suo pezzo di legno¬Ľ √® un termine sprezzante che indica l'idolo di legno (Is 44,13ss.; Ger 10,3; Ab 2,18s.) o il palo sacro, emblema della divinit√† femminile (Es 34,13; Dt 7,5; Gdc 6,25); ¬ęspirito di prostituzione¬Ľ indica una forte inclinazione verso le pratiche illecite (1,2; 5,4; Es 28,3; Nm 5,14; Is 19,14); il ¬ębastone¬Ľ allude alla forma di divinazione chiamata rabdomanzia.

v. 13. Il culto praticato sulle cime dei monti nel quadro suggestivo dei boschi, cio√® nei santuari cananei (cfr. Dt 12,2; Ger 2,20; 1Re 14,23; 2Re 17,10), comportava anche la ‚Äúprostituzione sacra‚ÄĚ, con la quale si cercava di assicurarsi la fecondit√† degli uomini, degli animali e del suolo.

v. 14. Sorprendente è la reazione di JHWH. La colpa delle donne che si danno alla prostituzione è meno grave di quella dei capi e degli anziani e mariti, perché vi sono spinte dal loro esempio. Affiora il tema di una indulgenza particolare per le donne traviate. Lo stico finale di genere sapienziale è un lamento sull'inevitabile rovina (cfr. Prv 10,8.10).

v. 15. La menzione di Giuda √® attribuita da alcuni autori a un redattore giudeo (cfr. Am 5,5), altri invece la considerano autentica (cfr. 5,5.10.13s.; 6,4). Tre imperativi sono diretti contro il culto dei principali santuari del Nord. ¬ęGalgala¬Ľ si trova nella valle del Giordano (Gs 4,19; 5,2-9; cfr. Os 9,15; 12,12); ¬ęBet-Aven¬Ľ (= casa di iniquit√†) √® un nome dispregiativo di Betel, sede del santuario nazionale di Israele (5,8; 10,5; 12,5).

v. 16. Il bizzarro paragone di Israele con la giovenca ribelle (cfr. Ger 2,20; Zc 7,11; Ne 9,29) sottolinea l'ostinazione del popolo pervertito, che non può essere pascolato dal Signore (cfr. Ger 10,21; 17,18; 23,2; 31,10; Ez 34; Mic 3,2s.).

v. 17. ¬ęEfraim¬Ľ, una delle trib√Ļ del regno settentrionale, indica qui per estensione tutto il paese. In questo senso il termine √® usato una trentina di volte in Os (cfr. 5,3; 11,8).

v. 18. Il profeta stigmatizza l'eccitazione provocata dall'alcool, che conduce alle frenesie sessuali.

v. 19. L'immagine del vento sottolinea la violenza del castigo (cfr. 13,3; Is 17,13; Sal 1,4; 35,5).

(cf. STEFANO VIRGULIN, Osea ‚Äď in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)


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La nuova unione 1Il Signore mi disse: ¬ęVa‚Äô ancora, ama la tua donna: √® amata dal marito ed √® adultera, come il Signore ama i figli d‚ÄôIsraele ed essi si rivolgono ad altri d√®i e amano le schiacciate d‚Äôuva¬Ľ. 2Io me l‚Äôacquistai per quindici pezzi d‚Äôargento e un homer e mezzo d‚Äôorzo 3e le dissi: ¬ęPer molti giorni starai con me, non ti prostituirai e non sarai di alcun uomo; cos√¨ anch‚Äôio mi comporter√≤ con te¬Ľ. 4Poich√© per molti giorni staranno i figli d‚ÄôIsraele senza re e senza capo, senza sacrificio e senza stele, senza efod e senza teraf√¨m. 5Poi torneranno i figli d‚ÄôIsraele, e cercheranno il Signore, loro Dio, e Davide, loro re, e trepidi si volgeranno al Signore e ai suoi beni, alla fine dei giorni.

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Approfondimenti

La nuova unione 3,1-5 Brano autobiografico dovuto al profeta, comprendente una narrazione (comando divino e esecuzione: vv. 1-3) e un oracolo profetico che interpreta in modo negativo e positivo l'azione simbolica (vv. 4-5). Il rapporto tra questo brano e il c. 1 pu√≤ essere spiegato in diversi modi; il pi√Ļ verosimile √® di considerare la donna innominata identica con Gomer, sempre amata da Osea malgrado il tradimento. Si tratterebbe di una seconda fase del matrimonio di Osea con Gomer. Il significato simbolico del brano √® quello di sottolineare i termini del castigo cui sar√† sottoposto Israele e annunciarne la conversione. Esiste uno stretto parallelismo tra i cc. 2 e 3.

v. 1. Il comando divino va inteso nel senso non di un nuovo matrimonio, ma di un ritorno sincero e totale all'unione primitiva nell'amore. ¬ęuna donna¬Ľ; si tratta di Gomer. La donna pratica i riti della prostituzione sacra. Ma Dio rimane fedele a Israele, anche se esso corre dietro ai Baal. Il termine ¬ęamare¬Ľ √® usato quattro volte nel versetto ed √® applicato in senso positivo e negativo a vari soggetti; ¬ęle schiacciate d'uva¬Ľ erano delle torte distribuite durante le feste cananee e altamente apprezzate dagli Israeliti (2Sam 6,19; 1Cr 16,3; Ger 7,18; 44,19; Ct 2,5).

V. 2. La somma pagata, metà in denaro e metà in natura, equivalente a quella di uno schiavo (cfr. Es 21,32; Zc 11,13), è considerata come un compenso per i diritti di proprietà dell'altro sposo o del santuario nel quale veniva esercitata la prostituzione.

v. 3. La ripresa della vita matrimoniale non è immediata; deve precedere un periodo di educazione. L'astinenza equivale a una purificazione dopo una vita peccaminosa; la donna deve evitare i rapporti illeciti di prostituzione e anche quelli leciti con Osea.

v. 4. Viene spiegato negativamente il significato simbolico dell'astinenza; essa indica la dolorosa privazione di tutte le istituzioni politiche e religiose che assicurano la vita e la libert√† di Israele, cio√® il tempo dell'esilio. Vengono menzionati sei elementi espressi con tre paia e riguardanti la monarchia: ¬ęre e capi¬Ľ (cfr. 7,3; 8,4.10; 1,10); il culto: ¬ęsacrificio e stele¬Ľ, cio√® una pietra che simboleggia nel culto cananeo la divinit√† maschile (10,1s.; Gn 35,14; 1Re 14,23; 2Re 18,4) ed era proibita dal Dt (Dt 16,21s.), e per ultimo le tecniche della divinazione e magia. L'efod √® un oggetto di culto che serviva a trarre degli oracoli (Gdc 8,27; 17,5; 1Sam 23,6-13; 30,7). I terafim erano dei piccoli idoli domestici (Gn 31,19; Gdc 17,5; 1Sam 15,23) o strumento coi quali si consultava JHWH (Gdc 18,14.20; Ez 21,26; Zc 10,2).

v. 5. Il simbolismo positivo √® riportato ¬ęalla fine dei giorni¬Ľ, cio√® a un periodo pi√Ļ o meno lontano (√® il tipico linguaggio escatologico); ¬ętornare¬Ľ e ¬ęcercare il Signore¬Ľ sono due termini fondamentali del vocabolario teologico oseano. Il ritorno √® concepito come un ristabilimento del rapporto esistente tra Dio e Israele al momento dell'esodo e della marcia nel deserto (cfr. 6,1; 12,6; 14,1s.7), ed equivale alla conversione. La ricerca del Signore indica l'impegno nel servire Dio (5,6; 14,3). Il ritorno e la ricerca sono usati come sinonimi (5,15s; 1,10). La menzione di David √® probabilmente una rilettura di origine giudaica; ¬ęi beni del Signore¬Ľ sono i frutti della terra (2,10; 14,2; Ger 31,12.14).

(cf. STEFANO VIRGULIN, Osea ‚Äď in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)


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La salvezza futura 1Il numero degli Israeliti sar√† come la sabbia del mare, che non si pu√≤ misurare n√© contare. E avverr√† che invece di dire loro: ‚ÄúVoi non siete popolo mio‚ÄĚ, si dir√† loro: ‚ÄúSiete figli del Dio vivente‚ÄĚ. 2I figli di Giuda e i figli d‚ÄôIsraele si riuniranno insieme, si daranno un unico capo e saliranno dalla terra, perch√© grande sar√† il giorno di Izre√®l! 3Dite ai vostri fratelli: ‚ÄúPopolo mio‚ÄĚ, e alle vostre sorelle: ‚ÄúAmata‚ÄĚ.

La sposa infedele 4Accusate vostra madre, accusatela, perch√© lei non √® pi√Ļ mia moglie e io non sono pi√Ļ suo marito! Si tolga dalla faccia i segni delle sue prostituzioni e i segni del suo adulterio dal suo petto; 5altrimenti la spoglier√≤ tutta nuda e la render√≤ simile a quando nacque, e la ridurr√≤ a un deserto, come una terra arida, e la far√≤ morire di sete. 6I suoi figli non li amer√≤, perch√© sono figli di prostituzione. 7La loro madre, infatti, si √® prostituita, la loro genitrice si √® coperta di vergogna, perch√© ha detto: ‚ÄúSeguir√≤ i miei amanti, che mi danno il mio pane e la mia acqua, la mia lana, il mio lino, il mio olio e le mie bevande‚ÄĚ. 8Perci√≤ ecco, ti chiuder√≤ la strada con spine, la sbarrer√≤ con barriere e non ritrover√† i suoi sentieri. 9Inseguir√† i suoi amanti, ma non li raggiunger√†, li cercher√† senza trovarli. Allora dir√†: ‚ÄúRitorner√≤ al mio marito di prima, perch√© stavo meglio di adesso‚ÄĚ. 10Non cap√¨ che io le davo grano, vino nuovo e olio, e la coprivo d‚Äôargento e d‚Äôoro, che hanno usato per Baal. 11Perci√≤ anch‚Äôio torner√≤ a riprendere il mio grano, a suo tempo, il mio vino nuovo nella sua stagione; porter√≤ via la mia lana e il mio lino, che dovevano coprire le sue nudit√†. 12Scoprir√≤ allora le sue vergogne agli occhi dei suoi amanti e nessuno la toglier√† dalle mie mani. 13Far√≤ cessare tutte le sue gioie, le feste, i noviluni, i sabati, tutte le sue assemblee solenni. 14Devaster√≤ le sue viti e i suoi fichi, di cui ella diceva: ‚ÄúEcco il dono che mi hanno dato i miei amanti‚ÄĚ. Li ridurr√≤ a una sterpaglia e a un pascolo di animali selvatici. 15La punir√≤ per i giorni dedicati ai Baal, quando bruciava loro i profumi, si adornava di anelli e di collane e seguiva i suoi amanti, mentre dimenticava me! Oracolo del Signore.

La nuova alleanza 16Perci√≤, ecco, io la sedurr√≤, la condurr√≤ nel deserto e parler√≤ al suo cuore. 17Le render√≤ le sue vigne e trasformer√≤ la valle di Acor in porta di speranza. L√† mi risponder√† come nei giorni della sua giovinezza, come quando usc√¨ dal paese d‚ÄôEgitto. 18E avverr√†, in quel giorno ‚Äď oracolo del Signore ‚Äď mi chiamerai: ‚ÄúMarito mio‚ÄĚ, e non mi chiamerai pi√Ļ: ‚ÄúBaal, mio padrone‚ÄĚ. 19Le toglier√≤ dalla bocca i nomi dei Baal e non saranno pi√Ļ chiamati per nome. 20In quel tempo far√≤ per loro un‚Äôalleanza con gli animali selvatici e gli uccelli del cielo e i rettili del suolo; arco e spada e guerra eliminer√≤ dal paese, e li far√≤ riposare tranquilli. 21Ti far√≤ mia sposa per sempre, ti far√≤ mia sposa nella giustizia e nel diritto, nell‚Äôamore e nella benevolenza, 22ti far√≤ mia sposa nella fedelt√† e tu conoscerai il Signore. 23E avverr√†, in quel giorno ‚Äď oracolo del Signore ‚Äď io risponder√≤ al cielo ed esso risponder√† alla terra; 24la terra risponder√† al grano, al vino nuovo e all‚Äôolio e questi risponderanno a Izre√®l. 25Io li seminer√≤ di nuovo per me nel paese e amer√≤ Non-amata, e a Non-popolo-mio dir√≤: ‚ÄúPopolo mio‚ÄĚ, ed egli mi dir√†: ‚ÄúDio mio‚Ä̬Ľ.

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Approfondimenti

Il capitolo 2 per la forma e il contenuto è un gioiello della letteratura profetica, contiene tre brani che formano un ponte tra i cc. 1 e 3:

  1. il grande giorno di Izreel (vv. 1-3),
  2. la rottura e processo contro Israele (vv. 4-17)
  3. la nuova alleanza (vv. 18-25). I destinatari degli oracoli non sono noti e la cronologia non è soddisfacente.

I vv.1-3 sembrano un'aggiunta posteriore fatta in Giuda dopo la caduta di Samaria o nel periodo postesilico e gli altri due brani sembrano appartenere non all'inizio dell'attività di Osea, ma a un periodo già avanzato della sua missione.

La salvezza futura 2,1-3 Oracolo salvifico messo in bocca al profeta, che per stile e contenuto non ha paralleli in Osea. Si suppone che il popolo sia poco numeroso, Israele e Giuda siano divisi, senza capo e senza sicurezza. Perciò si promette la moltiplicazione della popolazione, la restaurazione di Israele come popolo eletto (v. 1) e la riunificazione di Giuda e Israele (v. 2). Il v. 3 sintetizza le promesse prece-denti. L'oracolo, che ha dei rapporti con gli oracoli autentici di Osea, starebbe meglio dopo il passo 3,5.

v. 1. ¬ęIsraeliti¬Ľ: sono i membri delle due case di Giuda e Israele; ¬ęla sabbia del mare¬Ľ √® una classica iperbole che indica il forte incremento demografico della popolazione (Gn 32,13; 22,17), che richiama le promesse fatte ai patriarchi (cfr. Gn 15,5; 22,17; 32,13); ¬ęfigli del Dio vivente¬Ľ: espressione originale (cfr. Dt 14,1; Gs 3,10; Sal 42,3; 84,3), che afferma l'unicit√† di Dio contro gli idoli e perci√≤ la sicurezza della futura restaurazione; il popolo di Israele √® considerato come figlio adottivo di Dio (cfr. Es 4,23).

v. 2. La riunificazione dei due regni √® un tratto caratteristico della visione futura (cfr. Os 3,5; Is 11,13; Ger 3,18; Ez 37,15-22). Il popolo si sceglie un unico capo, che non viene chiamato re e probabilmente non √® di discendenza davidico-messianica (cfr. Nm 14,4; 1Sam 15,17); ¬ęsaliranno dal proprio territorio¬Ľ significa che cresceranno fino a sommergere il paese o espandersi fuori del paese (cfr. Gn 40,10; 41,22; Dt 29,22); per√≤ la frase ebraica pu√≤ essere tradotta anche con: ¬ęriacquisteranno il potere nel paese¬Ľ, in una lotta decisiva contro coloro che l'hanno occupato (probabile allusione all'occupazione assira del 733 a.C.). ¬ęil grande giorno di Izreel¬Ľ si riferisce al ¬ęgiorno di JHWH¬Ľ detto grande (Sof 1,14; Ger 36,7; Gl 2,11; 3,4; Ml 3,23); ¬ęIzreel¬Ľ √® qui un nome salvifico, indicante, secondo la sua etimologia, ¬ęDio semina¬Ľ. Il ¬ęgiorno di Izreel¬Ľ √® il momento in cui si compiono le meravigliose promesse contenute nei vv. 1ss.

v. 3. A conclusione dei vv. precedenti il profeta esorta a praticare il vicendevole amore in seno al nuovo Israele nel contesto della rinnovata alleanza divina. I nomi minacciosi dei figli di Osea sono cambiati in nomi salvifici. Il quadro della salvezza descritto in questa pericope è affascinante. Sono fusi insieme i grandi temi della vitalità demografica di Israele, della nuova alleanza presentata sotto l'immagine della adozione filiale, della unificazione dei due stati divisi sotto l'autorità di un solo capo, quello del possesso definitivo e incontrastato del paese e dei rapporti fraterni esistenti tra tutti i membri del popolo. Non senza fondamento Rm 9,24s. e 1Pt 2,10 scoprono in questa grandiosa profezia l'annuncio della misericordia di Dio che si estende anche ai popoli pagani.

La sposa infedele 2,4-15 Serie di sentenze profetiche contenenti accuse (vv. 4.10), minacce (vv. 5.6.8.11-15) e invettive (v. 7) raccolte nella forma del genere letterario del dibattito giudizario, in una procedura di divorzio (r√ģb). Il processo comprende tre atti:

  1. accusa con dichiarazione di ripudio, invito a non prostituirsi e minaccia di castigo per la sposa infedele e i figli (vv. 4-6);
  2. denuncia delle colpe, annuncio del castigo; nel dolore nasce la resipiscenza (vv. 7-10);
  3. è ripreso il tema del castigo; JHWH toglierà i beni materiali e il popolo sarà oggetto di disprezzo e derisione (vv. 11-15).

In questo allegorico processo compaiono il marito e la moglie, i loro figli e gli illeciti amanti della moglie. Il marito √® JHWH (vv. 2.7), la moglie rappresenta il popolo d'Israele, che nel v. 3 √® identificato con i figli che svolgono un ruolo fluido nel contesto: ora sono individui opposti alla nazione (v. 2), ora sono identificati con la stessa nazione colpevole (v. 4); gli amanti sono i ¬ęBaal¬Ľ della religione cananea (vv. 7.10.13). JHWH che parla in prima persona, dispiega il ruolo di accusatore, testimone, paciere, giudice ed esecutore della pena. Della prostituta si citano pensieri, riflessioni, ignoranze e confusioni (vv. 7b.9b.10a.14a). L'allegoria si sviluppa su tre piani, quello personale di Osea, quello di Dio, quello della terra e del contesto cananeo.

v. 4. ¬ęAccusate¬Ľ: come introduzione all'atto giudiziario Dio invita i figli a intentare la causa contro la loro madre, cio√® contro la comunit√† di Israele, che induce al peccato i suoi membri. Gomer, che si suppone abbia abbandonato il marito Osea, √® simbolo dell'Israele infedele; ¬ęnon √® pi√Ļ mia moglie¬Ľ: formula di divorzio pronunciata da JHWH; ¬ęi segni delle sue prostituzioni e i segni del suo adulterio¬Ľ sono varie specie di tatuaggi o di amuleti, portati in onore dei Baal durante le feste idolatriche (cfr. Gn 38,15). Il comando di Dio lascia intendere che egli desidera riavere come moglie la prostituta.

v. 5. Infamante minaccia rivolta a Israele sotto il simbolo della sposa e quello di una regione. Il denudamento era un trattamento infamante applicato ai prigionieri di guerra e alle donne indegne (cfr. Is 47,2s.; Ger 13,22; Ez 16,37s.). Secondo l'uso orientale il marito doveva procurare i vestiti alla moglie (cfr. Es 21,10), ma in caso di divorzio per colpa della moglie, egli poteva toglierle gli abiti e abbandonarla. Il paese, nel quale scorre latte e miele (cfr. Nm 13,20.23s.; 14,6-9), diventerà una landa deserta (Ger 6,8; 9,11). Sullo sfondo della minaccia appare il culto cananeo, secondo il quale il paese era considerato come una donna che doveva essere fertilizzata dalla pioggia inviata dai Baal. La siccità inviata da JHWH dimostra l'inutilità della religione cananea.

v. 6. Ora JHWH parla dei figli in terza persona; essi sono coinvolti nella colpa della madre che li ha governati, per cui non sono pi√Ļ oggetto dell'amore divino.

v. 7. La colpa della madre, che personifica il paese e il popolo, √® l'ostinazione nella pratica dell'idolatria; gli ¬ęamanti¬Ľ sono le locali divinit√† cananee della fecondit√† (cfr. 8,9; Ger 22,20.22; 30,14; Ez 16,32-36). Da esse, si credeva, provenissero il nutrimento (pane-acqua), la stoffa per i vestiti (lana-lino) e altri prodotti che fanno felice la vita (olio-vino).

v. 8. Il ¬ęPerci√≤¬Ľ introduce la seconda minaccia di castigo (cfr. ancora i vv. 11.16), che ha un duplice effetto: distaccare Israele dai suoi amanti e impedire che costoro la ritrovino. Queste misure prese dal Signore, sono una diretta risposta alla condotta di Israele (cfr. v. 5) e hanno come scopo non la pena di morte, ma la soppressione del peccato della donna. Il castigo mira al miglioramento del popolo, ci√≤ che √® un tratto caratteristico del profeta Osea (cfr. 2,16; 3,4s.).

v. 9. Spinta dal tornaconto, dato l'intervento divino annunciato nel v. 5, la sposa infedele pensa di ristabilire il primitivo rapporto con JHWH, il quale cerca solamente la riconciliazione.

v. 10. Inizia la descrizione del piano divino teso a condurre Israele alla conversione e alla salvezza. La causa del peccato della donna è la mancanza di una vera scienza, cioè l'ignoranza dell'esclusiva potenza creatrice di JHWH, che concede la tradizionale prosperità al paese (grano, vino, olio) e anche i metalli preziosi per fabbricare le statue dei Baal (8,4; 13,2) e le offerte destinate al loro culto.

v. 11. Parallelo al v. 7, introdotto da un secondo ¬ęperci√≤¬Ľ, che annuncia la decisione di JHwH di sottrarre al popolo i beni di consumo, inviando la siccit√†.

v. 12. Le ¬ęvergogne¬Ľ significano l'onta che deriva dal fatto di non poter pi√Ļ presentare le offerte ai Baal, essendo state sottratte da JHWH.

v. 13. Cessano tutte le feste inficiate di pratiche superstiziose e immorali (cfr. Es 23,12; 34,21).

v. 14. La vite e il fico, che saranno distrutti, sono simbolo della prosperit√† desiderata dall'agricoltore ebreo (cfr. 1Re 5,5; Mic 4,4; Zc 3,10); ¬ęil dono¬Ľ √® il salario pagato dagli amanti alla prostituta (cfr. Dt 23,19).

v. 15. ¬ęi giorni dei Baal¬Ľ sono le feste celebrate in onore degli idoli; per metonimia indicano tutto il tempo in cui si √® praticata l'apostasia dal vero Dio; ¬ędimenticare JHWH¬Ľ √® il contrario di conoscerlo e significa tradire il legame che JHwH ha stabilito con il popolo nella storia della salvezza (14,4ss.). ¬ęOracolo del Signore¬Ľ conferma il senso della minaccia e del castigo dei vv. 11-15 (cfr. 2,18.23; 11,1).

Il brano ha una notevole importanza teologica. Per la prima volta Osea usa il genere letterario del processo giudiziario che sarà poi ripreso anche da altri profeti (4,1-5; Is 3,13-15; 5,3s.; Mic 1,2-7; 3,5-8; 6,1-8; Ger 2,9; 25,31). Il rapporto di alleanza tra JHWH e Israele è presentato come un rapporto sponsale fondato sul matrimonio. Dio è lo sposo e Israele la sua sposa. In questo modo il profeta inaugura un fecondo linguaggio nella rivelazione divina. L'infedeltà della sposa è considerata come una prostituzione che porta con sé il divorzio. La conseguenza dell'apostasia comporta inevitabilmente la distruzione del paese e del popolo; però il Signore non si comporta secondo il rigido diritto israelitico (cfr. Dt 22), perché egli è un Dio che ama, per cui la pena è medicinale, tende alla resipiscenza e alla conversione della prostituta. E da Dio che provengono i beni della terra e tutto ciò di cui l'uomo ha bisogno per la sua esistenza felice sulla terra.

La nuova alleanza 2,16-25 Brano stupendo in cui sono raccolti diversi oracoli salvifici tenuti insieme dallo stesso tema. Si nota la presenza di tre formule escatologiche ¬ęin quel giorno¬Ľ (vv. 18.20.23), confermate due volte dall'espressione ¬ęoracolo del Signore¬Ľ (vv. 18.23). Le promesse sono fatte in seconda persona, mentre gli annunci sono in terza persona. Si riscontra un passaggio continuo da un soggetto metaforico a un altro: la fine di ogni rapporto con i Baal (vv. 18s.), il fidanzamento e il nuovo matrimonio (vv. 16a.21s.), la pace con la natura e la salvezza dai nemici (v. 20), la rinnovata fertilit√† (vv. 17.23s.) e il cambiamento dei nomi simbolici del giudizio (v. 25).

v. 16. ¬ęPerci√≤¬Ľ introduce il motivo della salvezza; ¬ęla attirer√≤ a me¬Ľ: lett.: ¬ęla sedurr√≤¬Ľ; questo termine √® usato in rapporto alla seduzione di una vergine (Es 22,15) o per indicare le arti di una prostituta che vuole carpire i segreti all'amante (Gdc 14,15). Il termine √® utilizzato anche per designare la dolce e irresistibile violenza che Dio impiega per indurre Geremia a fare il profeta (Ger 20,7). Qui il verbo indica con un audace antropomorfismo gli inviti, le promesse, le tenerezze che Dio adopera per vincere la resistenza e persuadere la sposa infedele; ¬ęil deserto¬Ľ √® considerato in modo idealizzato come il luogo del primo incontro del popolo con Dio dopo l'esodo dall'Egitto, e il tempo dell'assoluta fedelt√† al Signore; ¬ęcondurre nel deserto¬Ľ significa iniziare una nuova storia d'amore (cfr. Is 43,16-21); ¬ęparlare al cuore¬Ľ √® un altro termine del linguaggio amoroso e significa: corteggiare una donna per conquistarla (Gn 34,3; Gdc 19,3; Rt 2,19).

v. 17. I vigneti, simbolo di tutti i beni, vengono restituiti alla sposa, che viene riportata in Canaan; ¬ęvalle di Acor¬Ľ, cio√® della disgrazia, √® una gola che immette presso Gerico negli altipiani interni della Palestina (Gs 7,24.26; 15,7); ¬ęcanter√†¬Ľ: lett.: ¬ęrisponder√†¬Ľ, cio√® la sposa corrisponder√† con docilit√† e fedelt√† agli sforzi amorosi di Dio come al tempo che va dall'uscita dall'Egitto fino all'entrata in Canaan, periodo denominato ¬ęgiorni della sua giovinezza¬Ľ.

vv. 18-19. Cambio dei titoli sponsali basati su un gioco di parole che annunciano la ristabilita unione matrimoniale tra JHWH e Israele; ¬ęin quel giorno¬Ľ: formula solenne e imprecisata, che annuncia un evento straordinario; ¬ęMarito¬Ľ, termine che oppone a ¬ępadrone¬Ľ (ba'al) dato alle divinit√† cananee, √® un nome che indica un rapporto personale, intimo ed esclusivo col vero Dio. Il nome ba'al, che di per s√© significa proprietario, padrone, sposo, quando veniva dato a JHWH, puzzava di sincretismo. I nomi dei Baal usati nei riti religiosi in onore degli dei cananei, scompariranno dalla bocca e dal cuore di Israele. Dio stesso, che parla direttamente alla sposa, far√† il necessario per abolire il culto idolatrico e ristabilire un rapporto sponsale autentico ed esclusivo col suo popolo.

v. 20. Nel giorno dello sposalizio viene cambiato anche l'ambiente. Come mediatore del serenit√† all'interno del paese con la pacificazione dice la mali che assalgono l'uomo o nuocciono alla cultura dei campi e con l'eliminazione della guerra condotta dai nemici esterni. La tranquillit√† e la pace rassomigliano molto alla situazione del paradiso terrestre (cfr. Gn 3). Questo nuovo stato di cose viene chiamato ¬ęalleanza¬Ľ stabilita direttamente da Dio. I motivi derivano dalle tradizioni concernenti le benedizioni e le maledizioni connesse con l'alleanza che Dio stabilisce con Israele (cfr. Lv 26,6; 22,25; Ez 34,25-28). Ci√≤ che √® speciale in questo testo √® che la pace non √® la ricompensa data all'obbedienza di Israele, richiesta in Lv 26, ma √® un dono gratuito della grazia divina e un segno dell'alleanza voluta solamente dal Signore.

vv. 21-22. Cambia ora la situazione allegorica. Si tratta della promessa del matrimonio che comprende tre elementi: lo scopo del matrimonio, il prezzo da dare per la sposa e il compimento del fine del matrimonio; ¬ęTi far√≤ mia sposa¬Ľ: lett. il verbo ebraico 'rŇõ significa condurre a domicilio una ragazza nubile come sposa dopo aver pagato il prezzo al padre di lei (cfr. Dt 20,7; 2Sam 3,14). Si tratta di un nuovo matrimonio di Dio con Israele purificato da tutte le sue colpe, ma esso viene considerato come il primo matrimonio. L'unione con una prostituta o un'adultera diventa uno sposalizio con una vergine. Questa unione √® perpetua, perch√© dipende unicamente dalla fedelt√† divina. Il prezzo da pagare al padre della sposa diventa un dono concesso direttamente alla sposa. I cinque termini ¬ęgiustizia, diritto, benevolenza, amore, fedelt√†¬Ľ rappresentano degli atteggiamenti divini, che hanno un riflesso sulla condotta della sposa: la ¬ęgiustizia¬Ľ √® l'aiuto salvifico che Dio d√† ad Israele (Gdc 5,11; Mic 6,5; Ger 23,6); il ¬ędiritto¬Ľ comprende le azioni dirette a mantenere le prerogative di una persona; la ¬ębenevolenza¬Ľ (in ebr. hesed) √® il contegno favorevole all'altro nel contesto dell'alleanza; l¬ęamore¬Ľ (in ebr. ¬ęcompassione¬Ľ, raham√ģm) √® la tenerezza verso l'altro, mentre la ¬ęfedelt√†¬Ľ √® la stabilit√† con la quale Dio agisce con Israele. Questi atteggiamenti divini sintetizzano anche le disposizioni interiori che caratterizzano la sposa nel contesto dell'alleanza (cfr. 4,1; 10,4.12). La giustizia e il diritto praticati dalla sposa elimineranno tutte le ingiustizie e i soprusi dalla vita sociale e la benevolenza, l'amore e la fedelt√† saranno la degna risposta all'affetto illimitato di Dio per essa. Questa risposta √® riassunta col verbo ¬ęconoscere¬Ľ che significa riconoscere l'amore divino, impegnarsi nell'osservanza delle esigenze dell'alleanza ed assumere un atteggiamento umile e devoto di fronte a Dio (4,1; 5,4; 6,3; Is 11,2; 58,2; Prv 2,5).

vv. 23-25. Nuova promessa che completa le precedenti: per volontà divina la natura sarà al servizio di Israele, che ritornerà ad essere il popolo dell'alleanza.

vv. 23-24. Si suppone un appello rivolto a Dio (cfr. 1Sam 7,9; 1Re 18,37; Mic 3,4; Sal 3,4), il quale risponde mettendo in moto una catena di reazioni che passano attraverso tutti gli strati del ciclo della fertilit√†: Dio-cielo(pioggia)-terra(suolo)-grano, vino, olio-popolo. Il Dio di Israele √® la fonte della fertilit√†; il ciclo delle stagioni e la maturazione delle messi sono proiettate nelle relazioni dell'alleanza; ¬ęIzreel¬Ľ (= Dio semina) √® il nome del nuovo popolo, rinato come da un novello seme. Cos√¨ √® mutato il senso del nome dato al primo figlio (1,4s.).

v. 25. Gli altri due nomi dei figli di Osea perdono il loro ¬ęnon¬Ľ e diventano annuncio della nuova alleanza fondata su un rapporto personale e inscindibile tra JHWH e Israele. La formula ¬ęMio Dio¬Ľ contiene l'espressione della lode, della confessione, del ringraziamento e della fiducia.

(cf. STEFANO VIRGULIN, Osea ‚Äď in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)


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