📖Un capitolo al giorno📚

DIARIO DI LETTURA DAL 25 DICEMBRE 2022

Organizzazione delle classi dei sacerdoti 1Classi dei figli di Aronne. Figli di Aronne: Nadab, Abiu, Eleàzaro e Itamàr. 2Nadab e Abiu morirono prima del padre e non lasciarono figli. Esercitarono il sacerdozio Eleàzaro e Itamàr. 3Davide, insieme con Sadoc dei figli di Eleàzaro e con Achimèlec dei figli di Itamàr, li divise in classi secondo il loro servizio. 4Poiché risultò che i figli di Eleàzaro, quanto alla somma dei maschi, erano più numerosi dei figli di Itamàr, furono così classificati: sedici capi di casato per i figli di Eleàzaro, otto per i figli di Itamàr. 5Li divisero a sorte, questi come quelli, perché c'erano prìncipi del santuario e prìncipi di Dio sia tra i figli di Eleàzaro che tra i figli di Itamàr. 6Lo scriba Semaià, figlio di Netanèl, dei figli di Levi, ne fece il catalogo alla presenza del re, dei prìncipi, del sacerdote Sadoc, di Achimèlec, figlio di Ebiatàr, dei capi dei casati sacerdotali e levitici; si registravano due casati per Eleàzaro e uno per Itamàr. 7La prima sorte toccò a Ioiarìb, la seconda a Iedaià, 8la terza a Carim, la quarta a Seorìm, 9la quinta a Malchia, la sesta a Miamìn, 10la settima ad Akkos, l'ottava ad Abia, 11la nona a Giosuè, la decima a Secania, 12l'undecima a Eliasìb, la dodicesima a Iakim, 13la tredicesima a Cuppà, la quattordicesima a Is-Baal, 14la quindicesima a Bilga, la sedicesima a Immer, 15la diciassettesima a Chezir, la diciottesima a Appisès, 16la diciannovesima a Petachia, la ventesima a Ezechiele, 17la ventunesima a Iachin, la ventiduesima a Gamul, 18la ventitreesima a Delaià, la ventiquattresima a Maazia. 19Queste furono le classi secondo il loro servizio, per entrare nel tempio del Signore secondo la regola stabilita dal loro antenato Aronne, come gli aveva ordinato il Signore, Dio d'Israele.

Supplementi: organizzazione dei leviti 20Quanto agli altri figli di Levi, per i figli di Amram c'era Subaèl; per i figli di Subaèl, Iecdia. 21Quanto a Recabia, il capo dei figli di Recabia era Issia. 22Per gli Isariti, Selomòt; per i figli di Selomòt, Iacat. 23Figli di Ebron: Ieria il capo, Amaria secondo, Iacazièl terzo, Iekamàm quarto. 24Figli di Uzzièl: Mica; per i figli di Mica, Samir; 25fratello di Mica era Issia; per i figli di Issia, Zaccaria. 26Figli di Merarì: Maclì e Musì, figli di Iaazia, suo figlio. 27Figli di Merarì nella linea di Iaazia, suo figlio: Soam, Zaccur e Ibrì. 28Per Maclì: Eleàzaro, che non ebbe figli, 29e Kis. Figlio di Kis era Ieracmeèl. 30Figli di Musì: Maclì, Eder e Ierimòt. Questi sono i figli dei leviti secondo i loro casati. 31Anch'essi, come i loro fratelli, figli di Aronne, furono sorteggiati alla presenza del re Davide, di Sadoc, di Achimèlec, dei capi dei casati sacerdotali e levitici: sia i casati del maggiore sia quelli di suo fratello minore.

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Approfondimenti

1-31. Le ventiquattro classi sacerdotali di cui parla il brano, rispecchiano un periodo posteriore ad Esdra e sembrano tradire una tensione tra le famiglie sacerdotali di Eleazaro e di Itamar, che si vantano di avere «principi del santuario e principi di Dio» (v. 5). Dopo alcune indicazioni di metodo (vv. 1-6) sono citati per nome i capi delle ventiquattro classi sacerdotali, con qualche cenno alle loro incombenze (vv. 7-19). Nei vv. 20-31 si riferiscono i nomi dei capi di alcune famiglie levitiche, con riferimenti generici alla divisione in classi. La lista va confrontata con 1Cr 9,10-12; Esd 2,36; Ne 11,10-14; 12,1-7.12-21. Ne risultano numerose varianti nella grafia dei nomi propri, dovute forse alla trasmissione orale. La suddivisione dell'ordine sacerdotale in 24 classi di servizio è nota anche nel Nuovo Testamento, dove si parla di Zaccaria, padre di Giovani Battista, appartenente alla classe di Abia (Lc 1,5). Anche la comunità di Qumran mostra un interesse notevole per la regolarità del servizio espletato dalle classi sacerdotali.

3. Il Cronista evita l'imbarazzante menzione di Ebiatar, cfr. 15,11; 27,34, perché era stato sostituito da Zadok. Ebiatar aveva tradito Davide e quindi era stato eliminato probabilmente per questo dal sacerdozio. Al suo posto il Cronista fa il nome di Achimelech, che dovrebbe essere il padre di Ebiatar, 1Sam 23,6, ma secondo 2Sam 8,17 è suo figlio, cfr. 1Cr 18,16. È il caso tipico in cui una lotta per il potere interna a vari casati è tradotta in termini di designazione divina.

20-31. Il brano qui è fuori posto; esso è parallelo a 23,12-24. Vi si parla però soltanto dei discendenti di Keat, vv. 20-25, e Merari, vv. 26-30, mentre la discendenza di Gherson, cfr. vv. 26-30, è caduta.

(cf. VINCENZO GATTI, 1Cronache – in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)


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Organizzazione dei leviti 1Davide, ormai vecchio e sazio di giorni, costituì re su Israele suo figlio Salomone. 2Egli radunò tutti i capi d'Israele, i sacerdoti e i leviti. 3Si contarono i leviti, dai trent'anni in su: censiti, uno per uno, risultarono trentottomila. 4Di costoro ventiquattromila dirigevano l'attività del tempio del Signore, seimila erano scribi e giudici, 5quattromila portieri, e quattromila lodavano il Signore con tutti gli strumenti inventati da Davide per lodarlo. 6Davide divise in classi i figli di Levi: Gherson, Keat e Merarì. 7Dei Ghersoniti: Ladan e Simei. 8Figli di Ladan: Iechièl, il capo, poi Zetam e Gioele; tre. 9Figli di Simei: Selomìt, Cazièl, Aran; tre. Costoro sono i capi dei casati di Ladan. 10Figli di Simei: Iacat, Ziza, Ieus, Berià; questi sono i quattro figli di Simei. 11Iacat era il capo e Ziza il secondo. Ieus e Berià non ebbero molti figli; perciò erano un solo casato, una sola classe. 12Figli di Keat: Amram, Isar, Ebron e Uzzièl; quattro. 13Figli di Amram: Aronne e Mosè. Aronne fu scelto per consacrare le cose santissime, egli e i suoi figli, per sempre, perché offrisse incenso davanti al Signore, lo servisse e benedicesse in suo nome per sempre. 14Riguardo a Mosè, uomo di Dio, i suoi figli furono annoverati nella tribù di Levi. 15Figli di Mosè: Ghersom ed Elièzer. 16Figli di Ghersom: Sebuèl, il capo. 17I figli di Elièzer furono Recabia, il capo. Elièzer non ebbe altri figli, mentre i figli di Recabia furono moltissimi. 18Figli di Isar: Selomìt, il capo. 19Figli di Ebron: Ieria il capo, Amaria secondo, Iacazièl terzo, Iekamàm quarto. 20Figli di Uzzièl: Mica il capo, Issia secondo. 21Figli di Merarì: Maclì e Musì. Figli di Maclì: Eleàzaro e Kis. 22Eleàzaro morì senza figli, avendo soltanto figlie; le sposarono i figli di Kis, loro fratelli. 23Figli di Musì: Maclì, Eder e Ieremòt; tre. 24Questi sono i figli di Levi secondo i loro casati, i capi di casato, secondo il censimento, contati nominalmente, uno per uno, incaricati dei lavori per il servizio del tempio del Signore, dai vent'anni in su. 25Infatti Davide aveva detto: “Il Signore, Dio d'Israele, ha concesso la tranquillità al suo popolo e si è stabilito a Gerusalemme per sempre. 26Anche i leviti non avranno più da trasportare la Dimora e tutti i suoi oggetti per il suo servizio”. 27Secondo le ultime disposizioni di Davide, il censimento dei figli di Levi si fece dai vent'anni in su. 28Perciò il loro posto era a fianco dei figli di Aronne per il servizio del tempio del Signore, relativamente ai cortili, alle stanze, alla purificazione di ogni cosa sacra e all'attività per il servizio del tempio di Dio, 29al pane dell'offerta, alla farina, all'offerta, alle focacce non lievitate, alle cose che dovevano essere preparate nella teglia e ben stemperate, e a tutte le misure di capacità e di lunghezza. 30Dovevano presentarsi ogni mattina e ogni sera per celebrare e lodare il Signore, 31come pure per tutti gli olocausti da offrire al Signore nei sabati, nei noviluni, nelle feste fisse, secondo un numero preciso prescritto dalle loro regole, stando sempre davanti al Signore. 32Dovevano provvedere anche al servizio della tenda del convegno e al servizio del santuario e stavano agli ordini dei figli di Aronne, loro fratelli, per il servizio del tempio del Signore.

__________________________ Note

23,1 La promozione del culto è sempre stata una delle prerogative dei re nell’antichità. L’organizzazione supposta nei cc. – risale forse all’epoca dell’autore del libro, ma dato il carattere conservatore del culto è ovvio che i diversi interventi dei re, posteriori a Davide, vengano attribuiti tutti al fondatore della monarchia.

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Approfondimenti

1-32. Con questo brano inizia un'ampia parentesi (cc. 23-27) che interrompe il filo della narrazione per presentare i quadri statistici dei leviti (c. 23), dei sacerdoti (c. 24), dei cantori e portieri (cc. 25-26), dei comandanti dell'esercito e degli altri funzionari regi (c. 27). Il filo narrativo di 23,1 riprenderà in 28,11-12. I cinque capitoli, pur non essendo del tutto omogenei, sembrano tuttavia formare una unità abbastanza organica sia sul piano del contenuto che su quello della forma. Tra gli studiosi, non pochi sostengono che siamo di fronte a un'aggiunta successiva all'opera del Cronista. E anche possibile che il Cronista stesso li abbia composti assemblando documenti di vario genere. Il quadro presentato è quello del tempo dell'agiografo. Facendo risalire a Davide la divisione delle classi levitiche, sacerdotali, ecc., nonché le varie funzioni levitiche e la ripartizione delle cariche e degli uffici del regno, il Cronista fa del suo eroe il fondatore del culto, oltreché il patrocinatore e garante dello sviluppo cultuale che ha avuto luogo lungo i secoli.

Il c. 23 è così suddiviso: a una introduzione (vv. 1-2) segue il censimento dei leviti (vv. 3-9), la loro divisione in classi (vv. 6-24) e l'elenco delle loro competenze e attribuzioni (vv. 25-32). Il carattere composito del capitolo e le sue incongruenze numerose emergono con chiarezza confrontandone i dati con 1Cr 6,1-15.16-32 e Ne 10-11.

1-2. Il passaggio di poteri da Davide a Salomone e l'assemblea in Gerusalemme avranno luogo solo in 28,1ss.

3-5. Elenco e divisione dei leviti. Qui l'età del servizio è trent'anni, come in Nm 4,3, mentre è ridotta a venti nei vv. 24-27. In Nm 8,24ss. è venticinque anni, ma è ancora venti in 2Cr 31,17; Esd 3,8, come per i non leviti in Nm 1,3. Può darsi che a imporre un progressivo abbassamento dell'età di entrata in servizio sia stata una crescente carenza di personale. I leviti sono suddivisi in quattro classi; della prima di esse si tratta in 23,6-29. Le cifre complessive dei vari gruppi sono palesemente esagerate. 23,6-24. I gruppi di leviti impegnati nel servizio del tempio sono suddivisi secondo le tre note famiglie di Gherson, vv. 7-11, Keat, vv. 12-20, e Merari, vv. 21-23.

7-8. Ladan, anziché Libni, primogenito di Gherson secondo Es 6,17; Nm 3,18; 1Čr 6,2.5. Ladan è ricordato solo qui e in 26,21s. La discendenza di Libni in epoca più recente veniva indicata col nome di Ladan, forse un suo lontano discendente.

14. Mosè, anche se detto solennemente «uomo di Dio», è oscurato dalla figura di Aronne. I figli di Mosè sono gerarchicamente inferiori a quelli di Aronne, in quanto semplici leviti e non sacerdoti. Il Cronista, si sa, preferisce i leviti ai sacerdoti, così come privilegia Davide nei confronti di Mosè.

25-32. Le mansioni dei leviti nel tempio. I leviti sono subordinati ai sacerdoti, in conformità alla tradizione sacerdotale, cfr. Nm 3,9; 14,15.27.33. L'autore del brano legittima la situazione della sua epoca in base a prescrizioni emanate da Davide per il futuro tempio, vv. 25ss., ma non dimentica che al tempo di Davide erano i leviti a garantire la sorveglianza della tenda del convegno, v. 32, cfr. Es 33,11.

(cf. VINCENZO GATTI, 1Cronache – in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)


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1Davide disse: “Questa è la casa del Signore Dio e questo è l'altare per gli olocausti d'Israele”.

Preparativi per la costruzione del tempio 2Davide ordinò di radunare i forestieri che erano nella terra d'Israele. Quindi diede incarico agli scalpellini perché squadrassero pietre per la costruzione del tempio di Dio. 3Davide preparò ferro in abbondanza per i chiodi dei battenti delle porte e per le spranghe e anche molto bronzo in quantità incalcolabile. 4Il legno di cedro non si contava, poiché quelli di Sidone e di Tiro avevano portato a Davide molto legno di cedro. 5Davide pensava: “Mio figlio Salomone è giovane e inesperto, mentre la costruzione da erigersi per il Signore deve essere straordinariamente grande, tale da suscitare fama e ammirazione in tutto il mondo; per questo ne farò i preparativi io”. Davide, prima di morire, fece preparativi imponenti. 6Poi chiamò Salomone, suo figlio, e gli comandò di costruire una casa al Signore, Dio d'Israele. 7Davide disse a Salomone: “Figlio mio, io avevo deciso di costruire una casa al nome del Signore, mio Dio. 8Ma mi fu rivolta questa parola del Signore: “Tu hai versato troppo sangue e hai fatto grandi guerre; per questo non costruirai una casa al mio nome, perché hai versato troppo sangue sulla terra davanti a me. 9Ecco, ti nascerà un figlio, che sarà uomo di pace; io gli concederò la tranquillità da parte di tutti i suoi nemici che lo circondano. Egli si chiamerà Salomone. Nei suoi giorni io concederò pace e tranquillità a Israele. 10Egli costruirà una casa al mio nome; egli sarà figlio per me e io sarò padre per lui. Stabilirò il trono del suo regno su Israele per sempre”. 11Ora, figlio mio, il Signore sia con te perché tu riesca a costruire una casa al Signore, tuo Dio, come ti ha promesso. 12Ebbene, il Signore ti conceda senno e intelligenza, ti ponga a capo d'Israele per osservare la legge del Signore, tuo Dio. 13Allora riuscirai, se cercherai di praticare le leggi e le norme che il Signore ha prescritto a Mosè per Israele. Sii forte e coraggioso; non temere e non abbatterti. 14Ecco, anche in mezzo alle angosce, ho preparato per la casa del Signore centomila talenti d'oro, un milione di talenti d'argento, bronzo e ferro in quantità incalcolabile. Inoltre ho preparato legname e pietre; tu ve ne aggiungerai ancora. 15Sono con te molti operai, scalpellini e lavoratori della pietra e del legno e ogni artigiano per ogni lavoro. 16L'oro, l'argento, il bronzo e il ferro non si calcolano; su, mettiti al lavoro e il Signore sia con te”. 17Davide comandò a tutti i capi d'Israele di aiutare Salomone, suo figlio. 18Disse: “Il Signore, vostro Dio, non è forse con voi e non vi ha concesso tranquillità all'intorno? Difatti ha già messo nelle mie mani gli abitanti della regione; la terra è assoggettata davanti al Signore e davanti al suo popolo. 19Ora perciò dedicatevi con il vostro cuore e con la vostra anima alla ricerca del Signore, vostro Dio. Su, costruite il santuario del Signore, vostro Dio, per introdurre l'arca dell'alleanza del Signore e gli oggetti consacrati a Dio nella casa che sarà eretta al nome del Signore”.

__________________________ Note

22,1-19 Da questo momento in avanti i racconti del libro delle Cronache non hanno paralleli nei libri di Samuele.

22,9 Egli si chiamerà Salomone. Nei suoi giorni io concederò pace: gioco di parole sul nome Salomone, che in ebraico ha la stessa radice del termine “pace”.

22,14 centomila talenti d’oro: cifre esorbitanti. Un talento pesava circa 33 chilogrammi; 3000 sicli formavano un talento. Vedi note a 1Re 9,28; 10,14.

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Approfondimenti

2-19. Questa pagina si ricollega al c. 17, sulle misure adottate da Davide per la costruzione del tempio. Nei vv. 2-5 si parla della provvista di legnami e metalli, quindi nei vv. 6-16 dell'incarico che Davide affida a Salomone di costruire il tempio. Infine, ai capi d'Israele è rivolto l'invito pressante ad assistere Salomone nell'impresa (vv. 17-19).

Questo capitolo e i capitoli che seguono, fino alla fine del primo libro (c. 29), sono esclusivi del Cronista ed esprimono la sua concezione particolare: il desiderio di glorificare Davide come vero ideatore del tempio e quasi suo costruttore, considerata l'ampiezza e accuratezza dei preparativi da lui condotti.

2. Gli stranieri (ebr. gerim) erano i Cananei rimasti in Palestina dopo l'occupazione da parte d'Israele, 2Cr 2,16s.; 8,7-10.

3. In Palestina l'età del ferro inizia verso il 1200 a.C. Nel periodo antico in genere il ferro resta un metallo raro e molto apprezzato. Anche per la prima parte dell'epoca dei re, secondo gli scavi archeologici, il metallo è presente in Palestina in quantità ridotta.

6-13. Il colloquio tra Davide e Salomone risponde alle ultime volontà di Davide riferite in 1Re 2,1-9, ma il Cronista conferisce al brano un'impronta personale. L'esortazione finale (v. 13) è compilata in uno stile accentuatamente deuteronomico (cfr. Dt 4,5.8.14; 11,32; 26,16; 31,6; ecc.). Anche l'invito all'osservanza degli «statuti e decreti» (huqqîm e mišpāṭîm) è tipica del linguaggio del Deuteronomio.

14-19. Le cifre anche in questo caso non sono verosimili. Il “talento” (v. 14) pesava circa 34 chilogrammi.

(cf. VINCENZO GATTI, 1Cronache – in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)


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Il peccato del censimento 1Satana insorse contro Israele e incitò Davide a censire Israele. 2Davide disse a Ioab e ai capi del popolo: “Andate, contate gli Israeliti da Bersabea a Dan; quindi portatemene il conto, così che io conosca il loro numero”. 3Ioab disse a Davide: “Il Signore aumenti il suo popolo cento volte più di quello che è! Ma, o re, mio signore, essi non sono tutti sudditi del mio signore? Perché il mio signore vuole questa inchiesta? Perché dovrebbe cadere tale colpa su Israele?”. 4Ma l'ordine del re prevalse su Ioab. Questi partì e percorse tutto Israele, quindi tornò a Gerusalemme. 5Ioab consegnò a Davide il totale del censimento del popolo: c'erano in tutto Israele un milione e centomila uomini in grado di maneggiare la spada; in Giuda risultarono quattrocentosettantamila uomini in grado di maneggiare la spada. 6Fra costoro Ioab non censì i leviti né la tribù di Beniamino, perché l'ordine del re gli appariva un abominio. 7Il fatto dispiacque agli occhi di Dio, che perciò colpì Israele. 8Davide disse a Dio: “Ho peccato molto facendo una cosa simile. Ti prego, togli la colpa del tuo servo, poiché io ho commesso una grande stoltezza”. 9Il Signore disse a Gad, veggente di Davide: 10“Va', riferisci a Davide: Così dice il Signore: “Io ti propongo tre cose: scegline una e quella ti farò”“. 11Gad venne dunque da Davide e gli riferì: “Dice il Signore: “Scegli 12fra tre anni di carestia, tre mesi di fuga di fronte al tuo nemico, sotto l'incubo della spada dei tuoi nemici, e tre giorni della spada del Signore, con la peste che si diffonde sulla terra e l'angelo del Signore che porta lo sterminio in tutto il territorio d'Israele”. Ora vedi che cosa io debba riferire a chi mi ha mandato”. 13Davide rispose a Gad: “Sono in grande angustia. Ebbene, che io cada nelle mani del Signore, perché la sua misericordia è grande, ma che io non cada nelle mani degli uomini”. 14Così il Signore mandò la peste in Israele; caddero settantamila Israeliti. 15Dio mandò un angelo a Gerusalemme per devastarla. Ma, nell'atto di devastare, il Signore guardò e si pentì di quel male. Egli disse all'angelo devastatore: “Ora basta! Ritira la mano”. L'angelo del Signore stava ritto presso l'aia di Ornan il Gebuseo. 16Davide, alzàti gli occhi, vide l'angelo del Signore ritto fra terra e cielo, con la spada sguainata in mano, tesa verso Gerusalemme. Allora Davide e gli anziani, coperti di sacco, si prostrarono con la faccia a terra. 17Davide disse a Dio: “Non sono forse stato io a ordinare il censimento del popolo? Io ho peccato e ho commesso il male; ma queste pecore che cosa hanno fatto? Signore, mio Dio, sì, la tua mano venga contro di me e contro la casa di mio padre, ma non colpisca il tuo popolo”.

Acquisto dell’area per il tempio 18L'angelo del Signore ordinò a Gad di riferire a Davide che salisse a innalzare un altare al Signore nell'aia di Ornan il Gebuseo. 19Davide salì, secondo la parola che Gad aveva pronunciato nel nome del Signore. 20Ornan si volse e vide l'angelo; i suoi quattro figli, che erano con lui, si nascosero. Ornan stava trebbiando il grano, 21quando gli si avvicinò Davide. Ornan guardò e, riconosciuto Davide, uscì dall'aia, prostrandosi con la faccia a terra davanti a Davide. 22Davide disse a Ornan: “Cedimi il terreno dell'aia, perché io vi costruisca un altare al Signore; cedimelo per tutto il suo valore, così che il flagello si allontani dal popolo”. 23Ornan disse a Davide: “Prenditelo; il re mio signore ne faccia quello che vuole. Vedi, io ti do anche i giovenchi per gli olocausti, le trebbie per la legna e il grano per l'offerta; tutto io ti offro”. 24Ma il re Davide disse a Ornan: “No! Lo voglio acquistare per tutto il suo valore; non presenterò al Signore una cosa che appartiene a te offrendo un olocausto gratuitamente”. 25E così Davide diede a Ornan seicento sicli d'oro per il terreno. 26Quindi Davide costruì in quel luogo un altare al Signore e offrì olocausti e sacrifici di comunione. Invocò il Signore, che gli rispose con il fuoco sceso dal cielo sull'altare dell'olocausto. 27Il Signore ordinò all'angelo e questi ripose la spada nel fodero. 28Allora, visto che il Signore l'aveva ascoltato sull'aia di Ornan il Gebuseo, Davide offrì là un sacrificio. 29La Dimora del Signore, eretta da Mosè nel deserto, e l'altare dell'olocausto in quel tempo stavano sull'altura che era a Gàbaon; 30ma Davide non osava recarsi là a consultare Dio, perché si era molto spaventato di fronte alla spada dell'angelo del Signore.

__________________________ Note

21,1 Satana: questo termine in origine era un nome comune e significava “avversario”. Nell’AT appare in Gb 1-2 e Zc 3,1 con l’articolo determinativo. Qui è senza articolo, come nome proprio.

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Approfondimenti

21,1-29,20. Inizia l'ultima parte del primo libro delle Cronache, cc. 21-29, che è di importanza capitale per il Cronista, perché tutta dedicata al tempio e alle sue istituzioni. In essa l'autore narra la scelta del luogo su cui doveva sorgere il tempio (c. 21), la preparazione per la sua edificazione (c. 22), l'istituzione delle classi e la designazione delle incombenze dei leviti (c. 23), dei sacerdoti (c. 24), dei cantori e dei musicisti (c. 25), di altri ufficiali levitici (c. 26), dei dirigenti militari e civili (c. 27). Infine, Davide proclama re il figlio Salomone (cc. 28-29). Quanto al c. 21, finora sul tema “Davide e il tempio” il Cronista aveva dovuto riferire solo note negative: la proibizione della costruzione del tempio (c. 17); le guerre (cc. 18-20) che avevano allontanato sempre più il re dal suo progetto. Ora finalmente può informare sugli aspetti positivi. Per questo si adatta a riportare tutta la storia di 2Sam 24, anche se essa è tale da gettare ombre sulla figura del re teocratico ideale. Ma il Cronista vi introduce modifiche di rilievo, rispondenti ai suoi interessi specifici. In 2 Sam il capitolo costituisce quasi un'appendice dell'opera e ha il carattere di un episodio cultuale in qualche modo isolato, mentre qui funge da preludio drammatico all'organizzazione del culto e del clero della comunità davidica.

1-4. Cfr. 2Sam 24,1-9. Il Cronista attribuisce a Satana quanto il narratore di 2Sam riferiva all'ira di Dio e alla sua iniziativa incomprensibile. Gli interventi di Dio possono essere attribuiti direttamente a lui, o ai suoi ufficiali. In Gb 1,6-12; 2,1.7 e Zc 3,1ss. Satana è il nome di un ministro della corte di Dio, incaricato di saggiare le virtù del giusto. In Nm 22, 22 è detto “messaggero”. Solo in Ap 12,9 si ha l'identificazione di Satana con il diavolo “che seduce l'intera terra abitata” e che viene identificato a sua volta con il serpente di Gn 3,14s.; (cfr. Sap 2,24; Gv 8,44) e con il capo degli angeli sconfitti (cfr. Lc 10,18) – in una battaglia contro Michele, secondo la letteratura apocalittica. Il nome di “Lucifero”, in 2Pt 1,19, ha un altro significato.

La Bibbia considera immorale e meritevole dell'ira di JHWH ogni progetto di censimento, inteso come una verifica diffidente delle promesse di JHWH di moltiplicare i figli di Abramo (Gn 12,2; 15,3, ecc.); oppure perché segnala la dimenticanza del fatto che JHWH soltanto è padrone del paese e a lui solo spetta contarne gli abitanti; o anche, in caso di guerra, perché considerato come un inventario sull'efficienza delle forze umane, che implica sfiducia nella potenza di JHWH.

5-6. Le cifre non corrispondono a quelle di 2Sam 24,9 e hanno un significato simbolico. Se prese alla lettera, comporterebbero una popolazione di oltre sette milioni di abitanti. La tribù di Levi è esclusa dal censimento, per il divieto di Nm 1,49. È esclusa anche la tribù di Beniamino, forse perché, trovandosi in essa la città di Gerusalemme, era particolarmente santificata. Ioab sa di compiere un atto abominevole, e quindi, prevedendo il castigo, non vuole macchiare le tribù più sante di Israele.

7-14. La punizione divina, cfr. 2Sam 4,10-14. Il racconto ricalca quello di 2Sam, ma la prospettiva risulta profondamente alterata. I vv. 7-8 anticipano quanto sarà narrato per esteso nei vv. 9-14. Al v. 12 il Cronista prepara l'apparizione dell'angelo parlando della «spada di JHWH», che poi identifica con la «spada dell'angelo» e con la peste, creando così un'antitesi suggestiva con «la spada dei nemici», che non è menzionata espressamente in 2Sam. Anche la figura dell'angelo sterminatore è messa in particolare rilievo.

15-16. La scena è tra le più impressionanti della Bibbia. Il peccato del re coinvolge l'intero popolo, rappresentato dagli anziani. La figura dell'angelo sterminatore (cfr. Es 12,12 e 2Re 19,35) assume qui aspetto e proporzioni ancora più drammatiche.

17. Il Cronista sottolinea la responsabilità personale di Davide, cfr. Ez 18. Il redattore di 1-2 Sam non avrebbe dissociato la sorte del popolo da quella della casa di Davide.

21,18-22,1. Narrano l'acquisto dall'aia di Ornan e l'erezione dell'altare, con qualche piccola ma caratteristica divergenza da 2Sam 24,18-25. Le varianti più significative riguardano l'offerta fatta da Ornan per gli olocausti e il prezzo pagato da Davide per il terreno su cui eresse l'altare. La conclusione del racconto è del Cronista, il quale continua a sottolineare, più della fonte, la santità del luogo acquistato da Davide. Il v. 1 del c. 22 fa eco volutamente a Gn 28,17.

(cf. VINCENZO GATTI, 1Cronache – in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)


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1All'inizio dell'anno successivo, al tempo in cui i re sono soliti andare in guerra, Ioab, alla testa di un forte esercito, devastò il territorio degli Ammoniti, quindi andò ad assediare Rabbà, mentre Davide rimaneva a Gerusalemme. Ioab occupò e distrusse Rabbà. 2Davide prese dalla testa di Milcom la corona e trovò che pesava un talento d'oro e aveva una pietra preziosa; essa fu posta sulla testa di Davide. Egli ricavò dalla città un bottino molto grande. 3Ne fece uscire gli abitanti e li impiegò alle seghe, ai picconi di ferro e alle asce. Allo stesso modo Davide trattò tutte le città degli Ammoniti. Poi Davide tornò a Gerusalemme con tutta la sua gente.

Vittorie sui Filistei 4Dopo questo, ci fu una battaglia con i Filistei, a Ghezer. Allora Sibbecài di Cusa uccise Sippài, dei discendenti dei Refaìm. I Filistei furono soggiogati. 5Ci fu un'altra battaglia con i Filistei ed Elcanàn, figlio di Iair, uccise Lacmì, fratello di Golia di Gat: l'asta della sua lancia era come un cilindro da tessitori. 6Ci fu un'altra battaglia a Gat, dove c'era un uomo di grande statura, con le dita a sei a sei, in tutto ventiquattro, e anche lui era discendente di Rafa. 7Egli sfidò Israele, ma Giònata, figlio di Simeà, fratello di Davide, lo uccise. 8Questi erano i discendenti di Rafa, a Gat. Essi caddero per mano di Davide e dei suoi uomini.

__________________________ Note

20,4 Confrontando la successione degli eventi in 2Sam si nota una lunga omissione riguardante il dramma familiare di Davide: manca tutta la parte relativa alla crisi politica provocata da Assalonne.

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Approfondimenti

1-3. Capitolazione degli Ammoniti, cfr. 2Sam 11,1-12,31. «All'inizio dell'anno successivo» (v. 1) ossia in primavera. Anche secondo gli annali degli imperatori assiri, la partenza per la guerra avveniva sempre in primavera.

4-8. Scontri bellici che il Cronista riferisce prendendo dalla sua fonte, 2Sam 21,18-22, perché utili a ribadire la tesi enunciata in 22,8 e 28,3.

(cf. VINCENZO GATTI, 1Cronache – in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)


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Vittorie sugli Ammoniti (19,1-20,3) 1Dopo questo, morì Nacas, re degli Ammoniti, e suo figlio divenne re al suo posto. 2Davide disse: “Manterrò fedeltà a Canun, figlio di Nacas, perché anche suo padre la mantenne a me”. Davide mandò messaggeri a consolarlo per suo padre. I ministri di Davide andarono nel territorio degli Ammoniti da Canun per consolarlo. 3Ma i capi degli Ammoniti dissero a Canun: “Forse Davide intende onorare tuo padre ai tuoi occhi, mandandoti dei consolatori? Questi suoi ministri non sono venuti forse da te per spiare la regione, per perlustrarla e per ispezionarla?”. 4Canun allora prese i ministri di Davide, li fece radere, fece tagliare le loro vesti a metà fino alle natiche, poi li rimandò. 5Alcuni vennero a riferire a Davide la sorte di quegli uomini. Il re mandò qualcuno a incontrarli, perché quegli uomini si vergognavano moltissimo. Il re fece dire loro: “Rimanete a Gerico finché vi sia cresciuta di nuovo la barba, poi tornerete”. 6Gli Ammoniti, vedendo che si erano resi nemici di Davide, mandarono, essi e Canun, mille talenti d'argento per assoldare carri e cavalieri da Aram Naharàim, da Aram Maacà e da Soba. 7Assoldarono trentaduemila carri e il re di Maacà con le sue truppe. Questi vennero e si accamparono di fronte a Màdaba; frattanto gli Ammoniti si erano radunati dalle loro città e si erano mossi per la guerra. 8Quando Davide sentì questo, mandò Ioab con tutto l'esercito dei prodi. 9Gli Ammoniti uscirono e si disposero a battaglia davanti alla città, mentre i re alleati stavano da parte, nella campagna. 10Ioab vide che il fronte della battaglia gli era davanti e alle spalle. Scelse allora un corpo tra i migliori d'Israele, li schierò contro gli Aramei 11e affidò il resto dell'esercito a suo fratello Abisài, ed essi si schierarono contro gli Ammoniti. 12Disse: “Se gli Aramei saranno più forti di me, tu mi verrai a salvare; se invece gli Ammoniti saranno più forti di te, io salverò te. 13Sii forte e dimostriamoci forti per il nostro popolo e per le città del nostro Dio. Il Signore faccia quello che a lui piacerà”. 14Poi Ioab con la gente che aveva con sé attaccò battaglia con gli Aramei, i quali fuggirono davanti a lui. 15Quando gli Ammoniti videro che gli Aramei erano fuggiti, fuggirono di fronte ad Abisài, fratello di Ioab, e rientrarono in città. Ioab allora venne a Gerusalemme. 16Gli Aramei, vedendo che erano stati sconfitti da Israele, mandarono a chiamare gli Aramei che erano al di là del Fiume; Sofac, comandante dell'esercito di Adadèzer, era alla loro testa. 17La cosa fu riferita a Davide, che radunò tutto Israele e attraversò il Giordano. Li raggiunse e si schierò davanti a loro; Davide si dispose alla battaglia di fronte agli Aramei, ed essi si scontrarono con lui. 18Ma gli Aramei fuggirono davanti a Israele: Davide uccise degli Aramei settemila cavalieri e quarantamila fanti; uccise anche Sofac, comandante dell'esercito. 19I vassalli di Adadèzer, quando si videro sconfitti da Israele, fecero la pace con Davide e gli rimasero sottoposti. Gli Aramei non vollero più venire a salvare gli Ammoniti.

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Approfondimenti

19,1-20,3. Dopo aver indicato l'occasione dello scontro (19,1-5), il Cronista descrive i preparativi alla guerra e le sconfitte subite dagli Ammoniti ad opera di Ioab (vv. 6-15) e di Davide (vv. 16-19), per presentare infine la loro capitolazione (20,1-3).

1-5. I versetti indicano l'occasione della guerra contro gli Ammoniti (cfr. 2Sam 10,1-5).

6-15. Preparativi per la guerra e sconfitta degli Ammoniti, cfr. 2Sam 10,6-14. Timorosi delle reazioni di Davide, gli Ammoniti s'affrettano ad assoldare truppe dai loro vicini, gli Aramei. Le cifre non possono essere vere e sono diverse da quelle della fonte.

16-19. Seconda sconfitta degli Aramei, cfr. 2Sam 10,15-19. Nemmeno qui le cifre concordano con quelle di 2Sam.

(cf. VINCENZO GATTI, 1Cronache – in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)


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Campagne militari 1In seguito Davide sconfisse i Filistei, li umiliò e prese Gat con le dipendenze dalle mani dei Filistei. 2Quindi sconfisse Moab, e i Moabiti divennero sudditi e tributari di Davide. 3Davide sconfisse anche Adadèzer, re di Soba, verso Camat, nella sua marcia verso il fiume Eufrate per stabilirvi il suo dominio. 4Davide gli prese mille carri, settemila cavalieri e ventimila fanti. Davide poi fece tagliare i garretti a tutti i cavalli, risparmiandone un centinaio. 5Gli Aramei di Damasco andarono in aiuto di Adadèzer, re di Soba, ma Davide uccise ventiduemila Aramei. 6Poi Davide pose guarnigioni nell'Aram di Damasco e gli Aramei divennero sudditi e tributari di Davide. Il Signore salvava Davide in ogni sua impresa. 7Davide prese ai servi di Adadèzer gli scudi d'oro e li portò a Gerusalemme. 8Da Tibcat e da Cun, città di Adadèzer, Davide asportò una grande quantità di bronzo, con cui Salomone costruì il Mare di bronzo, le colonne e i vari arredi di bronzo. 9Quando Tou, re di Camat, udì che Davide aveva sconfitto tutto l'esercito di Adadèzer, re di Soba, 10mandò al re Davide suo figlio Adoràm, per salutarlo e per benedirlo, perché aveva mosso guerra ad Adadèzer e l'aveva sconfitto; infatti Tou era sempre in guerra con Adadèzer. Adoràm gli portò vasi d'oro, d'argento e di bronzo. 11Il re Davide consacrò anche quelli al Signore, insieme con l'argento e l'oro che aveva tolto a tutti gli altri popoli, agli Edomiti, ai Moabiti, agli Ammoniti, ai Filistei e agli Amaleciti. 12Abisài, figlio di Seruià, sconfisse nella valle del Sale diciottomila Edomiti. 13Stabilì guarnigioni in Edom e tutti gli Edomiti divennero sudditi di Davide. Il Signore salvava Davide in ogni sua impresa. 14Davide regnò su tutto Israele e rese giustizia con retti giudizi a tutto il suo popolo. 15Ioab, figlio di Seruià, comandava l'esercito; Giòsafat, figlio di Achilùd, era archivista; 16Sadoc, figlio di Achitùb, e Abimèlec, figlio di Ebiatàr, erano sacerdoti; Savsa era scriba; 17Benaià, figlio di Ioiadà, era capo dei Cretei e dei Peletei e i figli di Davide erano i primi al fianco del re.

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Approfondimenti

18,1-20,8. L'argomento principale di questi tre capitoli sono le campagne condotte con successo da Davide contro i suoi nemici, per il consolidamento dell'impero. I capitoli formano una unità sia sul piano letterario che su quello contenutistico. Così può essere suddivisa l'ampia sezione:

  • 18,1-13, sguardo d'insieme sui successi militari di Davide;
  • 18,14-17, amministrazione di Davide;
  • 19,1-20,3, vittoria sugli Ammoniti e sugli Aramei loro alleati;
  • 20,4-8, battaglie contro i Filistei.

In questa sezione il Cronista sembra perseguire due obiettivi. Oltre a riportare la sua fonte, 2Sam 8-21, dalla quale attinge abbondantemente, omettendo però quanto non depone a favore del suo eroe, egli vuole soprattutto motivare perché JHWH non ha voluto che fosse Davide a costruirgli il tempio in Gerusalemme. Dovendo condurre numerose guerre, le sue mani insanguinate non erano adatte per l'operazione sacra della edificazione del santuario, cfr. 22,8; 28,3. Ma il Cronista noterà con soddisfazione che anche l'intera serie delle guerre apporta qualcosa di positivo al tema che gli sta a cuore, Davide e il tempio. Molta parte del bottino di guerra infatti servirà per la costruzione del santuario, cfr. 18,8b.11.

1-13. Dopo aver assoggettato i Filistei e i Moabiti (vv. 1-2), Davide combatte con successo contro il re degli Aramei, Adad-Ezer, e contro Edom (vv. 3-13). Il Cronista segue fedelmente 2Sam 8,1-14. Le lievi modifiche sono di carattere letterario.

1-2. Vittorie sui Filistei e su Moab, cfr. 2Sam 8,1-2. Gat (v. 1) era città di confine; al tempo di Salomone era governata da un re vassallo. Il Cronista non riferisce sulle punizioni inferte da Davide ai Moabiti, cfr. 2Sam 8,2, perché non depongono certo a favore del suo eroe.

3-13. Contro Adad-Ezer e contro Edom, cfr. 2Sam 8,3-12. Dopo aver sottomesso i Filistei e i Moabiti, Davide muove con successo anche contro il re degli Aramei e contro gli Edomiti. È probabile che i vv. 3-6 riportino lo stesso episodio di 19,16-19.

14-17. La breve annotazione sull'organizzazione del regno dipende da 2Sam 8,15-18, che è ritoccato in alcuni dettagli letterari e cultuali. Al c. 24 Davide sarà presentato come l'organizzatore del culto, che assegna i ministeri distribuendoli tra i leviti e i figli di Aronne. Perciò i suoi figli non possono essere sacerdoti.

(cf. VINCENZO GATTI, 1Cronache – in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)


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Profezia di Natan 1Davide, quando si fu stabilito nella sua casa, disse al profeta Natan: “Ecco, io abito in una casa di cedro, mentre l'arca dell'alleanza del Signore sta sotto i teli di una tenda”. 2Natan rispose a Davide: “Fa' quanto hai in cuor tuo, perché Dio è con te”. 3Ma quella stessa notte fu rivolta a Natan questa parola di Dio: 4“Va' e di' a Davide, mio servo: Così dice il Signore: “Non mi costruirai tu la casa per la mia dimora. 5Io infatti non ho abitato in una casa da quando ho fatto salire Israele fino ad oggi. Io passai da una tenda all'altra e da un padiglione all'altro. 6Durante tutto il tempo in cui ho camminato insieme con tutto Israele, ho forse mai detto ad alcuno dei giudici d'Israele, a cui avevo comandato di pascere il mio popolo: Perché non mi avete edificato una casa di cedro?“. 7Ora dunque dirai al mio servo Davide: Così dice il Signore degli eserciti: “Io ti ho preso dal pascolo, mentre seguivi il gregge, perché tu fossi capo del mio popolo Israele. 8Sono stato con te dovunque sei andato, ho distrutto tutti i tuoi nemici davanti a te e renderò il tuo nome come quello dei grandi che sono sulla terra. 9Fisserò un luogo per Israele, mio popolo, e ve lo pianterò perché vi abiti e non tremi più e i malfattori non lo rovinino come in passato, 10come dai giorni in cui avevo stabilito dei giudici sopra il mio popolo Israele. Umilierò tutti i tuoi nemici e ti annuncio: una casa costruirà a te il Signore. 11Quando i tuoi giorni saranno compiuti e te ne andrai con i tuoi padri, io susciterò un tuo discendente dopo di te, uno dei tuoi figli, e renderò stabile il suo regno. 12Egli mi edificherà una casa e io renderò stabile il suo trono per sempre. 13Io sarò per lui padre ed egli sarà per me figlio; non ritirerò da lui il mio amore, come l'ho ritirato dal tuo predecessore. 14Io lo farò stare saldo per sempre nella mia casa e nel mio regno; il suo trono sarà reso stabile per sempre”“. 15Natan parlò a Davide secondo tutte queste parole e secondo tutta questa visione.

Preghiera di Davide 16Allora il re Davide andò a presentarsi davanti al Signore e disse: “Chi sono io, Signore Dio, e che cos'è la mia casa, perché tu mi abbia condotto fin qui? 17E questo è parso poca cosa ai tuoi occhi, o Dio: tu hai parlato della casa del tuo servo per un lontano avvenire; mi hai fatto contemplare come una successione di uomini in ascesa, Signore Dio! 18Come può pretendere Davide di aggiungere qualcosa alla tua gloria? Tu conosci il tuo servo. 19Signore, per amore del tuo servo e secondo il tuo cuore, hai compiuto tutte queste grandi cose, per manifestare tutte le tue meraviglie. 20Signore, nessuno è come te e non vi è altro Dio fuori di te, proprio come abbiamo udito con i nostri orecchi. 21E chi è come il tuo popolo, come Israele, unica nazione sulla terra che Dio è venuto a riscattare come popolo per sé e per procurarsi un nome grande e stabile? Tu hai scacciato le nazioni davanti al tuo popolo, che tu hai riscattato dalla nazione d'Egitto. 22Hai reso il tuo popolo Israele popolo tuo per sempre, e tu, Signore, sei diventato Dio per loro. 23Ora, Signore, la parola che hai pronunciato sul tuo servo e sulla sua casa resti per sempre e fa' come hai detto. 24Il tuo nome sia saldo e sia magnificato per sempre così: “Il Signore degli eserciti, Dio d'Israele, è Dio per Israele!”. La casa di Davide, tuo servo, sia stabile davanti a te! 25Poiché tu, Dio mio, hai rivelato al tuo servo l'intenzione di costruirgli una casa, per questo il tuo servo ha trovato l'ardire di pregare alla tua presenza. 26Ora, Signore, tu sei Dio; hai fatto al tuo servo queste belle promesse. 27Dégnati dunque di benedire ora la casa del tuo servo, perché sia sempre dinanzi a te! Poiché quanto tu, Signore, benedici, è sempre benedetto”.

__________________________ Note

17,1 È il fondamento della visione teologica dei libri delle Cronache: la promessa fatta a Davide sostiene quell’ideale teocratico che dovette essere ancora una speranza per i primi lettori di questi libri.

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Approfondimenti

Il capitolo è suddiviso in due parti: la promessa a Davide di una dinastia (vv. 1-15) e la preghiera del re (vv. 16-27). Per il Cronista è Davide l'ideatore del tempio e del suo rituale. Perciò con grande abilità l'autore inserisce nella sua trama narrativa l'importante profezia di Natan, l'oracolo che si legge in 2Sam 7 (cfr. Sal 89), dove è predetta la stabilità della stirpe messianica (vv. 7-15) e si proibisce la costruzione del tempio progettata da Davide (vv. 1-6). Davide risponde all'oracolo con una preghiera di ringraziamento, vv. 16-27. Il Cronista segue molto da vicino la sua fonte, apportando lievi modifiche che risultano caratteristiche del suo modo di procedere.

1-15. Per bocca del profeta Natan JHWH annuncia a Davide che toccherà al suo successore edificargli il tempio. Allo stesso Davide però è assicurata una dinastia eterna. La profezia valorizza al massimo l'istituzione regale-teocratica e va considerata perciò il punto di partenza del messianismo dinastico, che garantisce stabilità perenne alla dinastia davidica destinata a produrre infine il re ideale. Per questo, essa costituisce il culmine della storia di Davide. Cfr. 2Sam 7.

1-6. Oracolo sul tempio, cfr. 2Sam 7,1-7.

7-15. Oracolo sulla discendenza davidica, cfr. 2Sam 7,8-16.

16-27. Cfr. 2Sam 7,18-29. Il re esalta la grandezza di JHWH e lo ringrazia (vv. 16-22), e quindi invoca stabilità per la sua discendenza (vv. 23-27). Il testo risulta qua e là difficile e corrotto. L'ultimo versetto della preghiera sottolinea con particolare vigore la fede nella validità delle promesse di JHWH. Viene dato risalto anche alla certezza nella stabilità della dinastia davidica: «perché sussista per sempre», «quanto tu benedici è sempre benedetto».

(cf. VINCENZO GATTI, 1Cronache – in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)


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1Introdussero dunque l'arca di Dio e la collocarono al centro della tenda che Davide aveva piantato per essa; offrirono olocausti e sacrifici di comunione davanti a Dio. 2Quando ebbe finito di offrire gli olocausti e i sacrifici di comunione, Davide benedisse il popolo nel nome del Signore. 3Distribuì a tutti gli Israeliti, uomini e donne, una pagnotta di pane, una porzione di carne arrostita e una schiacciata di uva passa.

Organizzazione del servizio levitico 4Egli stabilì che alcuni leviti stessero davanti all'arca del Signore come ministri, per celebrare, ringraziare e lodare il Signore, Dio d'Israele. 5Erano Asaf il capo, Zaccaria il suo secondo, Ieièl, Semiramòt, Iechièl, Mattitia, Eliàb, Benaià, Obed-Edom e Ieièl, che suonavano strumenti musicali, arpe e cetre; Asaf suonava i cimbali. 6I sacerdoti Benaià e Iacazièl con le trombe erano sempre davanti all'arca dell'alleanza di Dio. 7Proprio in quel giorno Davide per la prima volta affidò ad Asaf e ai suoi fratelli questa lode al Signore: 8“Rendete grazie al Signore e invocate il suo nome, proclamate fra i popoli le sue opere. 9A lui cantate, a lui inneggiate, meditate tutte le sue meraviglie. 10Gloriatevi del suo santo nome: gioisca il cuore di chi cerca il Signore. 11Cercate il Signore e la sua potenza, ricercate sempre il suo volto. 12Ricordate le meraviglie che ha compiuto, i suoi prodigi e i giudizi della sua bocca, 13voi, stirpe d'Israele, suo servo, figli di Giacobbe, suoi eletti. 14È lui il Signore, nostro Dio: su tutta la terra i suoi giudizi. 15Ricordate sempre la sua alleanza, parola data per mille generazioni, 16l'alleanza stabilita con Abramo e il suo giuramento a Isacco. 17L'ha stabilita per Giacobbe come decreto, per Israele come alleanza eterna, 18quando disse: “Ti darò il paese di Canaan come parte della vostra eredità”. 19Quando erano in piccolo numero, pochi e stranieri in quel luogo, 20e se ne andavano di nazione in nazione e da un regno a un altro popolo, 21non permise che alcuno li opprimesse e castigò i re per causa loro: 22“Non toccate i miei consacrati, non fate alcun male ai miei profeti”. 23Cantate al Signore, uomini di tutta la terra, annunciate di giorno in giorno la sua salvezza. 24In mezzo alle genti narrate la sua gloria, a tutti i popoli dite le sue meraviglie. 25Grande è il Signore e degno di ogni lode, terribile sopra tutti gli dèi. 26Tutti gli dèi dei popoli sono un nulla, il Signore invece ha fatto i cieli. 27Maestà e onore sono davanti a lui, forza e gioia nella sua dimora. 28Date al Signore, o famiglie dei popoli, date al Signore gloria e potenza, 29date al Signore la gloria del suo nome. Portate offerte ed entrate al suo cospetto, prostratevi al Signore nel suo atrio santo. 30Tremi davanti a lui tutta la terra. È stabile il mondo, non potrà vacillare! 31Gioiscano i cieli, esulti la terra, e dicano tra le genti: “Il Signore regna!”. 32Risuoni il mare e quanto racchiude, sia in festa la campagna e quanto contiene. 33Acclamino gli alberi della foresta davanti al Signore che viene a giudicare la terra. 34Rendete grazie al Signore perché è buono, perché il suo amore è per sempre. 35Dite: “Salvaci, Dio della nostra salvezza, radunaci e liberaci dalle genti, perché ringraziamo il tuo nome santo: lodarti sarà la nostra gloria. 36Benedetto il Signore, Dio d'Israele, da sempre e per sempre”“.

Tutto il popolo disse: “Amen, lode al Signore”. 37Quindi Davide lasciò Asaf e i suoi fratelli davanti all'arca dell'alleanza del Signore, perché officiassero continuamente davanti all'arca, secondo il rituale quotidiano; 38lasciò Obed-Edom, figlio di Iedutùn, e Cosa, insieme con sessantotto fratelli, come portieri. 39Egli incaricò della Dimora del Signore che era sull'altura di Gàbaon il sacerdote Sadoc e i suoi fratelli sacerdoti, 40perché offrissero olocausti al Signore sull'altare degli olocausti per sempre, al mattino e alla sera, e compissero quanto è scritto nella legge che il Signore aveva imposto a Israele. 41Con loro erano Eman, Iedutùn e tutti gli altri scelti e designati per nome perché lodassero il Signore, perché il suo amore è per sempre. 42Con loro avevano trombe e cimbali per suonare e altri strumenti per il canto divino. I figli di Iedutùn erano incaricati della porta. 43Poi tutto il popolo se ne andò, ciascuno a casa sua, e Davide tornò per benedire la sua famiglia.

__________________________ Note

16,8 Rendete grazie: la preghiera è costruita con citazioni di Salmi (Sal 105; 96; 106).

16,38 Iedutùn: sarebbe da identificare con Etan.

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Approfondimenti

1-3. Offerta di sacrifici, benedizione del popolo e distribuzione di cibo: il soggetto di tutte e tre queste azioni è il re, cfr. 2Sam 6,18s.

4-42. Prima della conclusione del racconto (16,43a = 2Sam 1,19b), si ha questa lunga inserzione, nella quale si parla:

  • a) del personale in servizio presso l'arca a Sion, 16,4-6.37-38;
  • b) dei canti che vi si eseguivano, 16, 7-36;
  • c) del personale che prestava servizio sull'altura di Gabaon, 16, 39-42.

Lo scopo della sezione è far risalire a Davide l'organizzazione del culto ufficiato presso l'arca, nucleo del tempio futuro, con persone, strumenti e canti relativi, e di giustificare il culto praticato sull'altura di Gabaon.

4-6. Gli otto individui menzionati dopo Zaccaria sono ricordati anche in 15,18s.

7-38. L'inno contenuto in 16,8-36a è un chiaro esempio della prassi liturgica di quel periodo. Esso risulta composto da brani di tre salmi: vv. 8-22 = Sal 105,1-15; vv. 23-33 = Sal 96,1-13; vv. 34-36 = Sal 106,1.47s. La rielaborazione e il rimpasto tuttavia danno come risultato una composizione abbastanza unitaria. Nella prima parte vengono esaltate le opere salvifiche di JHWH in favore d'Israele (vv. 8-22); nella seconda Israele a sua volta è invitato a proclamare con riconoscenza queste meraviglie alle genti, esortandole a piegarsi davanti a JHWH, Signore del mondo che giudicherà la terra (vv. 23-33); JHWH infatti è degno di ogni lode e ha il potere di esaudire il suo popolo (vv. 34ss.). Per una esegesi particolareggiata, si può vedere il commento ai singoli salmi utilizzati.

37-38. Il Cronista riprende il filo del discorso del v. 7. Quanto era stato disposto da Davide veniva eseguito regolarmente, «secondo il rituale quotidiano». Anche il v. 38 si riferisce al servizio prestato all'arca in Sion. Il testo non è del tutto chiaro.

39-42. I versetti parlano dell'ordinamento del culto della Dimora sull'altura di Gabaon, (cfr. 21,29; 2Cr 1,3s.), dove prestavano servizio Zadok e i suoi fratelli. Per l'olocausto quotidiano, v. 40, cfr. Es 29,38-42, Nm 28,3-8. Idutun sembra essere uguale a Eman del v. 41. È il padre di Obed-Edom e quindi dei portieri.

43. Cfr. 2Sam 6,19s. Il versetto riprende la narrazione interrotta in 16,3, e conclude il racconto del trasporto dell'arca a Sion.

(cf. VINCENZO GATTI, 1Cronache – in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)


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Trasporto dell’arca a Gerusalemme 1Egli si costruì edifici nella Città di Davide, preparò il posto per l'arca di Dio ed eresse per essa una tenda. 2Allora Davide disse: “Nessuno, se non i leviti, porti l'arca di Dio, perché Dio li ha scelti come portatori dell'arca e come suoi ministri per sempre”. 3Davide convocò tutto Israele a Gerusalemme, per far salire l'arca del Signore nel posto che le aveva preparato. 4Davide radunò i figli di Aronne e i leviti. 5Dei figli di Keat: Urièl, il comandante, con i centoventi fratelli; 6dei figli di Merarì: Asaià, il comandante, con i duecentoventi fratelli; 7dei figli di Ghersom: Gioele, il comandante, con i centotrenta fratelli; 8dei figli di Elisafàn: Semaià, il comandante, con i duecento fratelli; 9dei figli di Ebron: Elièl, il comandante, con gli ottanta fratelli; 10dei figli di Uzzièl: Amminadàb, il comandante, con i centodieci fratelli. 11Davide chiamò i sacerdoti Sadoc ed Ebiatàr e i leviti Urièl, Asaià, Gioele, Semaià, Elièl e Amminadàb 12e disse loro: “Voi siete i capi dei casati levitici. Santificatevi, voi e i vostri fratelli. Quindi fate salire l'arca del Signore, Dio d'Israele, nel posto che io le ho preparato. 13Poiché la prima volta voi non c'eravate, il Signore nostro Dio si irritò con noi, perché non l'abbiamo consultato secondo la regola”. 14I sacerdoti e i leviti si santificarono per far salire l'arca del Signore, Dio d'Israele. 15I figli dei leviti sollevarono l'arca di Dio sulle loro spalle per mezzo di stanghe, come aveva prescritto Mosè sulla parola del Signore. 16Davide disse ai capi dei leviti di tenere pronti i loro fratelli, i cantori con gli strumenti musicali, arpe, cetre e cimbali, perché, levando la loro voce, facessero udire i suoni di gioia. 17I leviti tennero pronti Eman, figlio di Gioele, Asaf, uno dei suoi fratelli, figlio di Berechia, e, tra i figli di Merarì, loro fratelli, Etan, figlio di Kusaià. 18Con loro c'erano i loro fratelli di secondo grado: Zaccaria, Ben, Iaazièl, Semiramòt, Iechièl, Unnì, Eliàb, Benaià, Maasia, Mattitia, Elifleu, Micneià, Obed-Edom e Ieièl portieri. 19I cantori Eman, Asaf ed Etan usavano cimbali di bronzo per il loro suono squillante. 20Zaccaria, Azièl, Semiramòt, Iechièl, Unnì, Eliàb, Maasia e Benaià suonavano arpe in acuto. 21Mattitia, Elifleu, Micneià, Obed-Edom, Ieièl, Azaria suonavano le cetre sull'ottava per dare il tono. 22Chenania, capo dei leviti, dirigeva l'esecuzione, perché era esperto. 23Berechia ed Elkanà facevano da portieri presso l'arca. 24I sacerdoti Sebania, Giòsafat, Netanèl, Amasài, Zaccaria, Benaià, Elièzer suonavano le trombe davanti all'arca di Dio; Obed-Edom e Iechia facevano da portieri presso l'arca. 25Davide, gli anziani d'Israele e i comandanti di migliaia procedettero con gioia a far salire l'arca dell'alleanza del Signore dalla casa di Obed-Edom. 26Poiché Dio assisteva i leviti che portavano l'arca dell'alleanza del Signore, si sacrificarono sette giovenchi e sette arieti. 27Davide indossava un manto di bisso, come pure tutti i leviti che portavano l'arca, i cantori e Chenania, che dirigeva l'esecuzione. Davide aveva inoltre un efod di lino. 28Tutto Israele faceva salire l'arca dell'alleanza del Signore con grida, con suoni di corno, con trombe e con cimbali, suonando arpe e cetre. 29Quando l'arca dell'alleanza del Signore entrò nella Città di Davide, Mical, figlia di Saul, guardando dalla finestra, vide il re Davide ballare e far festa e lo disprezzò in cuor suo.

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Approfondimenti

15,1-16,3. Il Cronista riprende il racconto del trasporto dell'arca, interrotto al c. 14, modificando la sua fonte 2Sam 6,12-20 e aggiungendo nuovo materiale. I cc. 15 e 16 sono paralleli a 2Sam 6,12b-20a; 15,25-29; 16,1-3.43. Invece 15,1-3.11-15; 16,4.5a.39-41 sono aggiunta del Cronista.

15,1-16. C'è la partecipazione di «tutto Israele» (kol Iśrā’ēl, v. 3), come ama sottolineare il Cronista. La «tenda» (v. 1) che Davide fa erigere per l'arca è un tabernacolo simile a quello mosaico (cfr. Es 35, 4-6).

4-10. Questa pericope fornisce l'elenco dei leviti, distinti – secondo il Cronista – dai figli di Aronne (v. 4), e suddivisi in base alle famiglie dei tre figli di Levi: Keat (v. 5), Merari (v. 6), e Gherson (v. 7). Sembra trattarsi di versetti aggiunti in un secondo momento.

11. Sono ripetuti alcuni nomi già ricorrenti nei vv. 5-10. Vengono menzionati prima i figli di Aronne, Zadok e Ebiatar, cfr. 12, 28s.

12-13. Per evitare il ripetersi di incidenti, non basta che i sacerdoti e i leviti siano presenti; è necessario che si santifichino, ossia si liberino da ogni impurità rituale, compiendo le abluzioni prescritte, consumando pasti sacri (Lv 22,2) e astenendosi dai rapporti sessuali.

14-15. Inizia qui il racconto del trasporto dell'arca, che prosegue nei vv. 25ss. La norma di Es 25,13; 37,4; Nm 4,10.12, prescrive che siano usate stanghe di legno di acacia rivestite d'oro.

16. È strano questo ordine di convocazione dato a questo punto, quando i leviti già hanno sollevato l'arca sulle spalle. Il versetto resta importante perché informa sulle modalità del canto praticato nel culto del secondo tempio.

17-24. Il brano presenta ripetizioni e anomalie. I tre cantori di primo grado (v. 17), Eman, Asaf e Etan, sono discendenti rispettivamente di Keat, Gherson e Merari, figli di Levi, cfr. 6,16-32. Nell'elenco dei cantori di secondo grado (v. 18) sorprende la menzione dei portieri alla fine del versetto. Anche questi versetti attestano ad ogni buon conto l'importanza della musica e della salmodia nel culto israelitico. È – assieme a quello della gioia – un altro elemento centrale di questi capitoli.

23-24. Si parla di quattro portieri, stranamente divisi dalla menzione dei sette sacerdoti che annunciano con il suono delle trombe l'avvicinarsi dell'arca, Nm 10,9s. Le trombe sono strumenti in argento che nel periodo postesilico venivano usate nella liturgia delle festività, da non confondersi col corno (šôpār).

**15,25-16,3. Cfr. 2Sam 6,12-19. Il racconto non ha più il tono di una festa popolare, come in 2Sam 6, ma è diventato il prototipo di una processione sacra, nella quale tutto è regolato secondo le prescrizioni della liturgia. I partecipanti sono, oltre che i sacerdoti e i leviti, gli anziani d'Israele e i capi di migliaia, ossia tutta la nazione nella sua rappresentanza religiosa, civile e militare, guidata dal re.

26. 2Sam 6,13 parla di un'offerta meno abbondante: un bue é un montone. Il Cronista ha forse riunito tutto in una sola offerta. Con questi sacrifici si ringrazia Dio che ha protetto i leviti portatori dell'arca, incombenza non scevra di pericoli (cfr. Nm 4,15.20).

27. Il brano 15,27-16,3 segue 2Sam 6,14-19, se si eccettuano alcuni dettagli.

29. Mical, figlia di Saul e moglie di Davide, fu punita per questo atteggiamento. Davide non ebbe rapporti con lei, ed essa rimase senza figli (2Sam 6,20-23). Con questa nota il Cronista intende mettere in evidenza il contrasto fra la casa di Davide e quella di Saul, cfr. c. 10. L'autore non descrive la danza di Davide, poco consona al ritratto del grande sovrano che egli intende dipingere.

(cf. VINCENZO GATTI, 1Cronache – in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)


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