Un giornale multilingue: ““The Immigrant Journal”; la voce multilingue degli stranieri in Terra di Lavoro (2005-2007)
Tra il 2005 e il 2007, nella provincia di Caserta, nasceva un esperimento giornalistico unico nel suo genere nel panorama editoriale locale e nazionale: “The Immigrant Journal”, un inserto settimanale multilingue dedicato alla crescente comunità di immigrati che popolava le campagne e i centri urbani del casertano e del nord napoletano.
Il Contesto e l'idea. Alla luce delle nuove disposizioni legislative italiane in materia di immigrazione, tra cui il decreto sui flussi e le normative sulla regolarizzazione, si sentiva l'esigenza di colmare un vuoto informativo. Molti stranieri, infatti, faticavano ad orientarsi tra le complessità burocratiche, i diritti sanitari e le opportunità lavorative in Italia, spesso a causa della barriera linguistica.
Fu così che il giornalista pubblicista Gianluca Parisi, con la collaborazione di Carlo Pascarella e la redazione di Caserta24ore.it, ideò questo supplemento domenicale. L'obiettivo era chiaro: fornire informazioni utili, notizie dai paesi d'origine e favorire l'integrazione attraverso una comunicazione diretta e accessibile.Un Giornale per tutti: Il formato multilingue fu la caratteristica distintiva di “The Immigrant Journal” cioè la sua struttura linguistica. Le stesse notizie e gli stessi articoli venivano proposti in diverse lingue, permettendo a ciascuna comunità di leggere nella propria lingua madre. Tra le lingue utilizzate figuravano: albanese, arabo, bulgaro, polacco, romeno, russo, serbo-croato, ucraino, francese (per le comunità africane, es. Senegal). Questa scelta editoriale rendeva il giornale uno strumento di inclusione reale, abbattendo le barriere che spesso isolano le comunità straniere.
I Temi Trattati L'inserto, che usciva come supplemento al quotidiano “Il Giornale di Caserta”, affrontava temi di stretta attualità e utilità pratica:
Sanità e Diritti. Ampio spazio era dedicato alle cure sanitarie, spiegando come accedere ai servizi medici anche per gli immigrati irregolari, come evidenziato dall'articolo “Cure sanitarie anche per immigrati senza permesso di soggiorno”. Lavoro e Burocrazia. Venivano pubblicati aggiornamenti sui decreti flussi, sulle quote di ingresso e sulle procedure per i permessi di soggiorno. Cronaca dai Paesi d'Origine: Per mantenere vivo il legame con le terre natie, il giornale riportava notizie di politica e cronaca da paesi come l'Ucraina, la Polonia, l'Albania e il Marocco. Integrazione Locale: Non mancavano articoli sulla vita nella provincia di Caserta, segnalando eventi e iniziative sul territorio. La Fine di un'Esperienza Nonostante l'indubbia utilità sociale e l'innovazione del formato, l'esperienza cartacea de “Il Giornale per gli immigrati” cessò le pubblicazioni intorno al 2007. Le ragioni di questa chiusura non sono esplicitamente dettagliate nelle fonti disponibili, ma lasciano intravedere le difficoltà nel sostenere economicamente un progetto editoriale di nicchia in quel periodo storico. Tuttavia, l'iniziativa rimane una testimonianza importante dell'impegno del giornalismo locale casertano verso i temi dell'immigrazione e dell'integrazione, anticipando di anni molte delle sensibilità che oggi sono al centro del dibattito pubblico.
La traccia storica di questo progetto rimane viva negli archivi digitali di Caserta24ore e nelle pagine ingiallite di quelle domeniche del 2006.









La paella è valenciana. Lo è soprattutto dal 1957 quando in seguito a un’alluvione il fiume Turia fu deviato fuori dalle mura dalla città, alimentando le risaie nelle campagne circostanti.
L’origine però è dell’antica Roma quando l’esercito romano veniva fornito del rancio nelle patelle (in spagnolo paellera) un contenitore di ferro largo e basso sul quale il cibo poteva essere riscaldato a lungo. Furono poi gli aragonesi fino al 1700 a diffondere nel Regno di Napoli la paella. Esistono varie forma di paella, quella marinara arricchita con frutti di mare e crostacei, quella di terra dove al posto del pesce si adoperano le lumache e quella tradizionale fatta con gli avanzi di carne di pollo. La paella è un piatto povero, non lo dobbiamo dimenticare. Un viaggio in Spagna da parte di una classe di studenti del Convitto Celletti di Formia è stata l'occasione per proporre ai propri professori dell'alberghiero la ricetta originale della paella.
In realtà l'iniziativa è stata del convittore Loris Chavez di origini argentine, che non frequenta l'alberghiero, ma l'istituto Nautico di Gaeta. Loris ha interpretato la ricetta insieme ai compagni di stanza. Ricordiamo che gli studenti delle scuole superiori del territorio di Formia e di Gaeta possono usufruire dei servizi convittuali pubblici del Ministero della Pubblica Istruzione previo pagamento di una retta. In pratica alloggiano durante la settimana scolastica nel convitto e il fine settimana tornano alle famiglia. 