Cooperazione Internazionale di Polizia

Un blog di un cultore della materia. La cooperazione di polizia da una prospettiva italiana

A conclusione della 91ma Assemblea Generale dell' #INTERPOL di Vienna (dove 100 anni fa fu creato quello che viene definito “corpo di polizia mondiale”), il Presidente Ahmed Naser AL-RAISI ed il Segretrio Generale Jürgen STOCK hanno rilasciato la “Dichiarazione di Vienna”, sull'impegno dell'Organizzazione nella lotta alla criminalità organizzata.

Logo dell'INTERPOL

La Dichiarazione di Vienna definisce le cinque azioni prioritarie (traduzione non ufficiale, il testo ufficiale è scaricabile qui https://www.interpol.int/content/download/20615/file/GA%20-%20Declaration_27-11_EN.pdf ): 1. La lotta alla criminalità organizzata transnazionale deve diventare una priorità globale per la sicurezza nazionale. I gruppi criminali organizzati, che operano oltre i confini, stanno minando le società, le comunità e le loro economie. Le forze dell’ordine in molti paesi non riescono a far fronte al fatto che i criminali acquistano influenza politica, lanciare attacchi informatici da diversi continenti o operare a livello transnazionale. Questo crimine transnazionale epidemico deve essere trattato al più alto livello governativo come una priorità globale. Il mondo ha bisogno di lavorare insieme per risolvere questa crisi di sicurezza. 2. Costruire una maggiore cooperazione per contrastare le attività criminali. I paesi non possono più fare affidamento solo sugli scambi bilaterali o regionali. Condivisione delle informazioni attraverso i confini sono fondamentali e devono essere la norma, non l’eccezione, se vogliamo sconfiggere il significativo aumento della criminalità organizzata. 3. Maggiore condivisione delle informazioni. I decisori responsabili della polizia, della giustizia e della sicurezza nazionale devono allineare gli sforzi nella costruzione una risposta globale rimuovendo gli ostacoli ad una maggiore condivisione delle informazioni. 4. Potenziamento della polizia in prima linea. Ogni agente di polizia è un anello della catena che protegge le proprie comunità così come la comunità mondiale. Ogni agente di polizia, compresi quelli in prima linea e quelli che proteggono i nostri confini, devono farlo avendo accesso alle informazioni di cui hanno bisogno dai database globali per interrompere l'attività criminale e offrire un migliore supporto tecnologico, formazione e informazione sulla lotta alla criminalità globale. 5. Maggiori investimenti in innovazione e tecnologia. Gli investimenti delle forze dell’ordine globali in tecnologia e innovazione vengono superati dai criminali. È necessario un aumento significativo degli investimenti nella ricerca, nello sviluppo e nel rafforzamento delle capacità garantire che la polizia di tutto il mondo disponga degli strumenti per sconfiggere la criminalità organizzata transnazionale.


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Tra gli eventi della 91ma Assemblea Generale dell' #INTERPOL di Vienna (dove 100 anni fa fu creato quello che viene definito “corpo di polizia mondiale”), l'accesso di Palau come 196esimo Paese membro dell'Organizzazione.

Palau, ufficialmente Repubblica di Palau, è uno Stato insulare nell'oceano Pacifico, situato a circa 500 km a est delle Filippine. Ha ottenuto l'indipendenza dagli Stati Uniti d'America nel 1994. La richiesta di Palau è stata approvata con una maggioranza di oltre due terzi dei voti.

Palau istituirà quindi il suo Ufficio centrale nazionale (BCN). Le BCN sono organismi nazionali preposti all'applicazione della legge e operano in conformità con la legislazione nazionale. Costituiscono l'unico punto di contatto di quel paese con la sede del Segretariato generale dell'INTERPOL a Lione, in Francia, nonché con le BCN di altri paesi.

Cosa comporta l' adesione all'INTERPOL

L’adesione all’INTERPOL significa che le forze dell’ordine nazionali possono condividere e ricevere istantaneamente informazioni di polizia vitali da tutto il mondo in una serie di aree criminali tra cui la tratta di esseri umani, il traffico di droga, la criminalità informatica, la criminalità automobilistica e il terrorismo.

Palau beneficerà inoltre delle capacità di polizia fornite dal Segretariato generale, quali formazione, analisi, squadre di specialisti e supporto da parte del Centro di comando e coordinamento.

Attraverso I-24/7, la rete di comunicazione globale sicura della polizia dell'INTERPOL, i paesi possono inviare messaggi e anche accedere a più database globali, inclusi quelli su persone ricercate, veicoli a motore rubati, documenti di viaggio rubati e smarriti, impronte digitali, DNA e riconoscimento facciale.

Naturalmente l’INTERPOL rispetta la sovranità di ciascun paese membro. I paesi membri mantengono la piena proprietà dei dati che condividono con INTERPOL e decidono con quali altri paesi i loro dati vengono condivisi.


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Anche le Forze di polizia italiane per le giornate coordinate di azione comune dell'EMPACT nell'Europa sudorientale (EMPACT JAD SEE)

Hanno partecipato anche le Forze di polizia italiane alle giornate coordinate di azione comune dell'EMPACT nell'Europa sudorientale (EMPACT JAD SEE). Complessivamente 26 paesi europei (vedi l'elenco nella nota a pie' di pagina), con il sostegno di #Europol, #Eurojust, #Frontex, #INTERPOL hanno preso parte ad attività operative coordinate su larga scala tra il 13 e il 18 novembre 2023 per contrastare il traffico di armi da fuoco, il traffico di stupefacenti, il traffico di migranti e la tratta di esseri umani e le reti criminali.

Sulla base di un approccio guidato dall'intelligence si sono unite forze di polizia, dogane, agenzie per l'immigrazione e agenzie di controllo delle frontiere con il coordinamento della Spagna e di Europol, che ha curato lo scambio di informazioni operative tra le parti coinvolte, da un centro di coordinamento internazionale istituito a Skopje, nella Macedonia del Nord.

Questa giornate d'azione comune #EMPACT hanno incluso controlli intensificati alle frontiere esterne dell' #UE e operazioni speciali nei paesi interessati. Ciò ha comportato sforzi congiunti da parte di oltre 22 000 funzionari delle autorità partecipanti.

Sono stati inoltre inviati: da Europol esperti sul campo per fornire supporto analitico in tempo reale, dai Paesi Bassi due squadre con speciali apparecchiature di scansione ai valichi di frontiera in Grecia e Montenegro, da Frontex esperti e attrezzature alle frontiere esterne.

Di particolare interesse appare il pattugliamento cibernetico, istituito durante la fase operativa del JAD SEE 2023, concentratosi sul monitoraggio e sulle attività investigative su diversi siti web, forum e marketplace sul clear e dark web, nonché su applicazioni di messaggistica e reti di social media. Le attività operative sono state finalizzate all'individuazione del traffico illecito di armi da fuoco e alla raccolta di ulteriori informazioni sugli obiettivi individuati.

Durante le attività di pattugliamento informatico, gli investigatori hanno identificato 120 obiettivi (account e/o individui) legati al traffico di armi da fuoco, 94 dei quali su un'applicazione di messaggistica, 11 su marketplace e 10 su altri siti web chiari e 5 sul dark web.

Paesi partecipanti

Stati membri dell'UE: Austria, Bulgaria, Croazia, Francia, Germania, Grecia, Ungheria, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Romania, Slovenia, Spagna e Svezia.

Paesi extra UE: Albania, Bosnia-Erzegovina, Kosovo*, Moldavia, Montenegro, Macedonia del Nord, Serbia, Turchia, Ucraina e Regno Unito.

Written with StackEdit.


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Unione europea, legislazione sulla intelligenza artificiale e ricaduta sulle polizie europee.

Creato con Image Editor di Bing Microsoft

Di cosa si tratta

La legislazione sull'intelligenza artificiale nell'Unione Europea è un argomento di grande rilevanza. Attualmente, l'UE sta lavorando per regolamentare l'uso dell'intelligenza artificiale attraverso una serie di iniziative e leggi.

La legge sull'intelligenza artificiale dell'UE (AI Act), è stata approvata dal Parlamento Europeo il 14 giugno 2023. L’approvazione definitiva da parte dell’Unione Europea è attesa per fine anno per entrare in vigore tra il 2024 e il 2025. I membri del Parlamento europeo dovranno infatti discutere i dettagli con il Consiglio dell'Unione europea e con la Commissione europea, prima che il progetto normativo approvato diventi legislazione, che rappresenterà per altro la prima legge al mondo a regolamentare l'intelligenza artificiale.

Cosa prevede l’AI Act

L'AI Act definisce i livelli di rischio associati all'impatto dei diversi sistemi di intelligenza artificiale sulla vita delle persone e suoi loro diritti fondamentali, dal lavoro alla salute fino alla sicurezza.

I sistemi di intelligenza artificiale sono considerati a rischio inaccettabile e di conseguenza vietati, quando costituiscono una minaccia per le persone, ossia una “chiara minaccia per la sicurezza, i mezzi di sussistenza e i diritti delle persone”, come ad esempio l’assegnazione di un ‘punteggio sociale’ da parte dei governi nonché la “manipolazione comportamentale cognitiva di persone o gruppi vulnerabili specifici, la classificazione sociale e sistemi di identificazione biometrica in tempo reale e a distanza, come il riconoscimento facciale”.

Il progetto legislativo e le deroghe per le Forze dell’Ordine

È di questi giorni la notizia che in vista di una riunione politica cruciale per la legge sull'IA la presidenza spagnola del Consiglio dell'UE ha chiesto agli Stati membri flessibilità nel delicato settore dell'applicazione della legge.

Infatti, il mandato del Consiglio prevede diverse deroghe per l'utilizzo di strumenti di IA da parte delle autorità di contrasto. La presidenza spagnola osserva di essere riuscita a «mantenerli quasi tutti». Tra queste, la maggiore flessibilità del testo per le forze di polizia per quanto riguarda l'obbligo di sorveglianza umana, la segnalazione dei sistemi rischiosi, il monitoraggio post-commercializzazione e le misure di riservatezza per evitare la divulgazione di dati operativi sensibili. La presidenza vuole anche che le forze dell'ordine siano in grado di utilizzare il riconoscimento delle emozioni e il software di categorizzazione biometrica senza informare i soggetti.

Il Parlamento europeo a sua volta ha ottenuto che le forze di polizia registrino i sistemi ad alto rischio nella banca dati dell'UE, ma in una sezione non pubblica. Il termine ultimo per i sistemi IT su larga scala per conformarsi agli obblighi della legge sull'IA è stato fissato per il 2030. La Francia ha spinto per un'ampia esenzione per la sicurezza nazionale nella legge sull'IA.

:fa-hand-o-down: Per conoscere la posizione del Parlamento Europeo: https://www.europarl.europa.eu/news/it/headlines/society/20201015STO89417/regolamento-sull-intelligenza-artificiale-cosa-vuole-il-parlamento-europeo https://www.europarl.europa.eu/news/it/headlines/society/20230601STO93804/normativa-sull-ia-la-prima-regolamentazione-sull-intelligenza-artificiale … e quella della Presidenza Spagnola del Consiglio https://www.euractiv.com/section/artificial-intelligence/news/spanish-presidency-envisages-landing-zones-on-law-enforcement-in-ai-rulebook/


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Il progetto SIRIUS di EUROJUST e EUROPOL per l'accesso alle prove elettroniche

Qualche giorno fa abbiamo parlato di OSINT (Intelligence da Fonti Aperte) e dell’utilizzo che ne farà #EUROPOL nella identificazione dei crimini di guerra commessi dalla Russia nel corso dell’invasione di parte del territorio ucraino (rileggi qui). Ebbene, si è parlato anche delle potenzialità dell’ #OSINT nella conferenza #SIRIUS, tenutasi il 21 e 22 novembre scorsi presso la sede centrale di Europol all’Aja ed anche online. La conferenza ha riunito le autorità giudiziarie e Forze di Polizia non solo dei 27 stati Membri dell’ #UE, nonché rappresentanti ed esperti del settore pubblico e privato, per creare e promuovere una rete internazionale di competenze nel campo delle prove elettroniche. Si è trattato della quinta conferenza annuale di SIRIUS.

Più della metà di tutte le indagini penali oggi include una richiesta transfrontaliera di accesso a prove elettroniche detenute da prestatori di servizi. Ciò può includere il contenuto di SMS, e-mail o app di messaggistica o dati che identificano il particolare utente di un servizio e la sua posizione. In un ambiente online in rapida evoluzione, gli investigatori e i pubblici ministeri devono fronteggiare la complessità e un elevato volume delle informazioni.

Il progetto SIRIUS, che è co-attuato da #Eurojust (Agenzia dell'Unione Europea per la Cooperazione Giudiziaria in Materia Penale) ed Europol, è un punto di riferimento centrale nell'UE per la condivisione delle conoscenze sull'accesso transfrontaliero alle prove elettroniche. Offre una varietà di servizi, come linee guida, corsi di formazione e strumenti, per facilitare l'accesso ai dati detenuti dai fornitori di servizi. Questi servizi sono a disposizione delle forze dell'ordine e delle autorità giudiziarie tramite una piattaforma e un'applicazione. A tutt'oggi, SIRIUS serve una comunità di autorità competenti di 45 paesi, che rappresentano tutti gli Stati membri dell'UE e un numero crescente di paesi terzi, nonché la Procura europea (EPPO). Inoltre, SIRIUS facilita anche le opportunità di condividere esperienze con i colleghi, sia online che di persona.

Il progetto SIRIUS funge da punto di riferimento per l'ottenimento di dati elettronici da SP con sede in altre giurisdizioni. SIRIUS fornisce una piattaforma riservata per la condivisione di conoscenze e migliori pratiche sia per le forze dell'ordine che per le comunità giudiziarie. Il progetto SIRIUS mantiene un archivio aggiornato dei dati di contatto di oltre 1000 aziende; Le autorità competenti sono quindi in grado di recuperare più indirizzi in un'unica operazione per gestire in modo più efficiente volumi di informazioni complessi e di grandi dimensioni.

È possibile accedere ai prodotti e ai servizi SIRIUS tramite la piattaforma di esperti di Europol (#EPE). Le sue risorse sono a disposizione delle Forze di Polizia e giudiziarie di tutti gli Stati membri dell'UE, nonché dei paesi terzi che hanno un accordo operativo con Europol o con Eurojust. La comunità SIRIUS sull'EPE rappresenta tutti i 27 Stati membri, promuovendo la cooperazione e il sostegno all'interno dell'Unione europea.

Ogni anno, il progetto SIRIUS pubblica il SIRIUS EU Digital Evidence Situation Report, un rapporto disponibile al pubblico che raccoglie i punti di vista delle autorità giudiziarie, delle forze dell'ordine e dei prestatori di servizi (SP) sui metodi e le sfide della raccolta di dati elettronici a livello transfrontaliero ai fini delle indagini e delle azioni penali. Il report riferito al 2022 può essere scaricato qui: https://www.eurojust.europa.eu/publication/sirius-eu-digital-evidence-situation-report-2022

Per saperne di più su Eurojust: https://www.eurojust.europa.eu


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Il Consiglio d'Europa contro lo sfruttamento e gli abusi sessuali sui minori online

In precedenti interventi abbiamo parlato dell'impegno delle Istituzioni dell'Unione Europea nella lotta contro lo sfruttamento e agli abusi sessuali sui minori online, segnalando le attività di #EUROPOL (vedi qui) e di #CEPOL (vedi qui).

Oggi vi vogliamo parlare di quanto messo in campo dal Consiglio d'Europa (#COE).

Seppure spesso vi sia confusione tra #UE e Consiglio d'Europa, in realtà questa è una organizzazione internazionale del tutto indipendente dagli organi dell'Unione, fondata il 5 maggio 1949, e che ha come obiettivo principale la promozione dei diritti umani, la democrazia e lo Stato di diritto in Europa. La sua sede si trova a Strasburgo, in Francia. Tra i fondatori del Consiglio d'Europa ci sono la Francia, il Regno Unito, l'Italia. Attualmente conta 46 Stati membri (vedi nota a pie' pagina). Attraverso la sua azione, contribuisce a garantire la protezione dei diritti fondamentali dei cittadini europei e a promuovere la cooperazione tra gli Stati membri.

Il progetto del Consiglio d'Europa per porre fine allo sfruttamento e agli abusi sessuali sui minori online (EndOCSEA@Europe+) ha lanciato il suo nuovo pacchetto di formazione per le forze dell'ordine, i giudici e i pubblici ministeri per migliorare le loro capacità operative nell'affrontare l' #OCSEA, una sigla che per l'appunto indica tale tipo di sfruttamento. Si tratta di una attività che prosegue progetti similari, e che – iniziata a settembre di quest'anno – è previsto termini il 31 agosto 2025, ed è mirata sopratutto a contrastare il fenomeno in Georgia, Montenegro e Repubblica di Moldova.

Ricordiamo che in ambito dell'intero territorio europeo a tutela dei minori operano la Convenzione del Consiglio d’Europa sulla protezione dei bambini contro lo sfruttamento e gli abusi sessuali (Convenzione di Lanzarote) e collegata a questa, per l'aspetto dell'adescamento e degli abusi online, la Convenzione del Consiglio d’Europa sulla criminalità informatica (Convenzione di Budapest).

Gli Stati Membri del Consiglio d'Europa sono: Albania, Andorra, Armenia, Austria, Azerbaigian, Belgio, Bosnia Erzegovina, Bulgaria, Croazia, Cipro, Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Georgia, Germania, Grecia, Ungheria, Islanda, Irlanda, Italia, Lettonia, Liechtenstein, Lituania, Lussemburgo, Malta, Repubblica di Moldavia, Monaco, Montenegro, Olanda, Macedonia del Nord, Norvegia, Polonia. Portogallo, Romania, San Marino, Serbia, Repubblica Slovacca, Slovenia, Spagna, Svezia, Svizzera, Turchia, Ucraina, Regno Unito


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CEPOL, la sua Cybercrime Academy e l'impegno nella lotta contro lo sfruttamento e gli abusi sessuali sui minori.

Vi abbiamo già parlato qui di #CEPOL, l'Agenzia dell' #UE per la formazione delle forze dell'ordine, così come dell'impegno di #EUROPOL e delle polizie europee nella lotta al commercio di materiale pedopornografico (leggi qui).

Su questo ultimo argomento CEPOL offre opportunità di formazione ai funzionari ed agli ufficiali delle forze dell’ordine dell’UE, per aiutarli a migliorare le proprie conoscenze e competenze. CEPOL inoltre contribuisce allo sviluppo di una rete di funzionari delle forze dell’ordine specializzati, che continuerà a cooperare a livello transfrontaliero.

Lo sfruttamento sessuale dei minori online è in continua evoluzione, grazie ai progressi tecnologici.

La CEPOL Cybercrime Academy (#CCA) , inaugurata nel 2019, ha come priorità principale la progettazione e l'erogazione di programmi di formazione specificamente rivolti ai funzionari delle forze dell'ordine che combattono i crimini informatici, compresi lo sfruttamento e l'abuso sessuale online dei minori: – Corso Sfruttamento sessuale minorile (#CSE) su Internet – Operazioni sotto copertura , – Corso Sfruttamento sessuale minorile – Identificazione delle vittime e – Strategie per rintracciare autori di reati sessuali su minori e attività online .

Inoltre la piattaforma di formazione delle forze dell'ordine di CEPOL , #LEEd , offre agli utenti registrati una serie di webinar registrati pertinenti che coprono diversi argomenti sullo sfruttamento sessuale minorile.


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Le forze di polizia europee contro il commercio di materiale pedopornografico

Anche l’ #Italia partecipa con #EUROPOL ed #INTERPOL alla task force di Europol per l'identificazione delle vittime (#VIDTF, che sta per Victim Identification Taskforce) raffigurate in materiale pedopornografico ed alla contestuale scoperta degli autori dei reati connessi. Qualche giorno fa è stata data notizia che si è conclusa la 13a edizione dell’attività, che ha consentito di salvaguardare tre minori, sottratti al mercato del materiale pedopornografico e arrestare due autori di reati. La task force ha messo in campo 33 specialisti provenienti da 26 paesi.

È dal 2014 che Europol riunisce esperti di identificazione delle vittime provenienti da tutto il mondo per concentrarsi sui casi irrisolti di abusi sessuali su minori. Durante tutto il periodo oltre 695 bambini sono stati salvaguardati e 228 soggetti sono stati arrestati a seguito di operazioni basate sull’attività VIDTF. Essendo la più grande operazione ricorrente del suo genere al mondo, il VIDTF ha inoltre ispirato una serie di iniziative simili a livello nazionale e regionale.

Da ultimo, con l'operazione MOZAIK 2023 (a guida della polizia nazionale slovena) sono stati colpiti soggetti che utilizzavano forum online e applicazioni di messaggistica per condividere e distribuire materiale pedopornografico. Tra il 6 e il 17 novembre i paesi dei Balcani occidentali – Bosnia-Erzegovina, Macedonia del Nord, Montenegro e Serbia – Slovenia, Croazia e Ungheria hanno attuato una serie di misure esecutive.

Nei Balcani occidentali è stata istituita una rete di esperti, con l'obiettivo di rafforzare la cooperazione transfrontaliera nella lotta contro gli abusi sessuali sui minori, ed avviata una campagna di prevenzione denominata “Dì no!”, che include un video di 10 minuti che ritrae due adolescenti, un ragazzo e una ragazza, che vengono sfruttati online da un'organizzazione criminale a scopo di lucro e da un individuo autore di reati sessuali online alla ricerca di ulteriore materiale sessuale. Il video include consigli su come tali crimini possono essere segnalati alle forze dell'ordine e su come evitare di rimanere vittima.

Il video in italiano è disponibile al seguente link https://www.youtube.com/watch?v=f4PXcAjRgto&feature=youtu.be .


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EUROGENDFOR PASSAGGIO DI CONSEGNE DA ARMA DEI CARABINIERI A GUARDIA CIVIL SPAGNOLA

Si è tenuta nei giorni scorsi a Roma presso la sede del Ministero degli Esteri e della Cooperazione Internazionale, la riunione del Comitato Interministeriale di alto livello (#CIMIN) che ha funzioni di controllo politico e indirizzo strategico sulla Forza di Gendarmeria Europea (#EuroGendFor) e di coordinamento politico-militare tra i Paesi membri.

Nella circostanza è avvenuto il passaggio di consegne del CIMIN tra la presidenza italiana uscente e la Guardia Civil spagnola (immagine sopra). Il CIMIN è presieduto con turno annuale da uno Stato membro Il ministro Tajani ha sottolineato come “la Forza di Gendarmeria Europea è uno strumento essenziale di gestione delle crisi e fornisce capacità indispensabili, specialmente nell’ambito delle missioni civili dell’Unione Europea. Un esempio concreto ne è stato il dispiegamento nel quadro di Eulex Kosovo, a guida italiana. Altrettanto strategico è il contributo di EuroGendFor alla missione UE in Libia, a contrasto del traffico di migranti”, ricordando inoltre che “l’Italia attribuisce grande importanza al fronte Sud. Nord Africa, Corno d’Africa e Sahel richiedono un nostro concreto impegno per lo sviluppo del Continente, e il sostegno alla stabilità di quei Paesi, fornito anche attraverso EuroGendFor, è cruciale”.

Sono intervenuti anche il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone: “l’importanza di EuroGendFor nella gestione delle crisi è stata recentemente rimarcata dalla menzione nel Civilian Compact dell’Unione Europea che individua in essa uno degli strumenti per rendere le missioni civili della UE sempre più efficaci, strutturate, flessibili e solide”, ed il Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Generale di Corpo d’Armata Teo Luzi, che ha segnalato come: “la presenza di EuroGendFor sia oggi rafforzata, grazie a una rilevanza sempre crescente nelle missioni dell’Unione Europea, specialmente nei Balcani occidentali (Bosnia e Kosovo) dove schiera il contingente più numeroso”. EuroGendFor – il cui Quartier Generale è in Italia, a Vicenza – è composta da Forze di Polizia a ordinamento militare degli Stati membri dell’Unione Europea, ed è uno strumento di gestione delle crisi a disposizione delle Organizzazioni internazionali, quali #UE, #ONU, #OSCE, #NATO.

Le missioni di polizia nella gestione delle crisi internazionali sono uno strumento essenziale per la prevenzione dei conflitti e il rafforzamento della stabilità internazionale. Il valore aggiunto che EUROGENDFOR può fornire alla gestione delle crisi internazionali, in termini di potenziale da offrire, è duplice: uno strumento appropriato per agire in un ambiente non favorevole, in particolare durante le missioni di sostituzione, e una capacità di dispiegamento rapido. EUROGENDFOR include l’ #ArmadeiCarabinieri, la Guardia Civil spagnola, la Gendarmeria Nazionale francese, la Guarda Nacional Republicana portoghese, la Marechaussée olandese, la Gendarmeria Militare Polacca e la Gendarmeria romena, oltre alla Lituania in qualità di partner ed alla Turchia ed alla Repubblica di Moldova quali osservatori.

Per saperne di più https://servizi.carabinieri.it/arma/arma-all'estero/eurogendfor

Sulla cooperazione tra forze di polizia a status militare vedi anche https://noblogo.org/cooperazione-internazionale-di-polizia/la-fiep-associazione-che-raggruppa-le-forze-di-gendarmeria-ed-a-statuto


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I prodotti a base di cannabis in Europa, le preoccupazioni per i rischi per la salute ed il rafforzamento di organizzazioni criminali.

Tra ottobre e novembre una operazione congiunta di Guardia di Finanza italiana e Mossos d’Esquadra della Catalunya ed una analisi di OEDT ed Europol hanno richiamato l’attenzione sul trafficio illecito di prodotti a base di cannabis in Europa. Della prima abbiamo parlato qui, mentre della seconda vi diamo una sintesi di seguito.

Alcune delle conclusioni di una nuova analisi dal titolo EU Drug Market: Cannabis (Mercato della droga nell'UE: la cannabis), pubblicata dall'OEDT (l’Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze che ha sede a Lisbona in Portogallo) e da Europol sottolineano che: – i prodotti a base di cannabis (hascisc, marijuana, ma come leggeremo sotto anche altri) stanno diventando sempre più potenti e diversificati, – la collaborazione tra gruppi criminali sta creando nuovi rischi per la sicurezza in Europa.

Il mercato illecito della cannabis

Con un valore stimato di almeno 11,4 miliardi di euro all'anno, il mercato della cannabis è il più grande mercato di droga in Europa. Le ultime stime mostrano che circa 22,6 milioni di adulti nell'UE (dai 15 ai 64 anni) hanno fatto uso di cannabis nell'ultimo anno. Nel 2021, le quantità sequestrate di foglie di cannabis e resina di cannabis nell'UE hanno raggiunto i livelli più alti dell'ultimo decennio, rispettivamente a 256 tonnellate e 816 tonnellate. Inoltre, sono state intercettate oltre 4,3 milioni di piante di cannabis. La maggior parte delle foglie di cannabis presenti nell'UE sembra essere coltivata localmente. La regione dei Balcani occidentali rimane una fonte, anche se meno che in passato. Alcuni prodotti a base di cannabis, tra cui le foglie di cannabis, sono ora contrabbandati nell'UE dal Nord America. Per quanto riguarda la resina di cannabis, il Marocco è ancora il più grande fornitore di Europa, ma ci sono segnali che la produzione di resina all'interno dell'UE potrebbe essere in aumento. Gli ultimi dati rivelano un aumento significativo della potenza dei prodotti a base di cannabis. Tra il 2011 e il 2021 la potenza media delle foglie di cannabis nell'UE è aumentata di circa il 57 %, mentre la potenza media della resina di cannabis è aumentata di quasi il 200 % nello stesso periodo. Ciò naturalmente solleva ulteriori preoccupazioni per la salute dei consumatori.

Prodotti di consumo a base di cannabis: sempre più potenti e diversificati

I prodotti a base di cannabis in Europa sono sempre più diversificati e includono una gamma di cannabinoidi naturali, semi-sintetici e sintetici disponibili in molte forme diverse. Questi includono olio, una varietà di altri estratti ad alta potenza noti come “concentrati”, prodotti per lo svapo e commestibili. Alcuni di questi prodotti rappresentano un rischio elevato per la salute degli utenti a causa della loro potenza, spesso superiore al 90% di delta-9-THC. Altri possono contenere pericolosi cannabinoidi sintetici. Inoltre, negli ultimi anni sono emersi diversi cannabinoidi semi-sintetici (ad esempio delta-8-THC, HHC), sottolineando la necessità di un attento monitoraggio.

Un mercato attraente per le forme gravi di criminalità organizzata

Il commercio di cannabis in Europa coinvolge un'ampia gamma di reti, che comprendono criminali sia dell'UE che di paesi terzi. Queste reti sono altamente cooperative (vedi recente operazione di Gdf e Mossos d'Esquadra), in particolare a livello di commercio all'ingrosso, condividendo risorse, costruendo partnership e fornendo servizi dalla produzione alla distribuzione. Alcune reti criminali fungono da fornitori di servizi per i trafficanti di cannabis. Ne sono un esempio le reti specializzate nella fornitura di imbarcazioni ai trafficanti di resina di cannabis, mentre altre forniscono droni ed elicotteri aerei. Anche i metodi utilizzati per contrabbandare cannabis si sono diversificati, evidenziando quanto possano essere adattabili e opportunisti i criminali. Oltre ai mezzi di trasporto tradizionali, ad esempio, nel corso delle indagini sono state recentemente sequestrate navi semisommergibili senza equipaggio. Questo boom del commercio di cannabis non è privo di ripercussioni: anche la corruzione legata al mercato della cannabis contribuisce a minare lo Stato di diritto, la sicurezza e la governance.

Per saperne di più

https://www.emcdda.europa.eu/publications/eu-drug-markets/cannabis_en

#GuardiadiFinanza #MossosdEsquadra #OEDT #Europol #cannabis


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