Cooperazione Internazionale di Polizia

Un blog di un cultore della materia. La cooperazione di polizia da una prospettiva italiana

Proseguono le attività addestrative dei carabinieri a favore di polizie di Stati esteri. È terminata la Sessione nell'ambito della “Missione Bilaterale di Addestramento delle Forze di Polizia somale e gibutiane” (MIADIT SOMALIA 17): la missione è il risultato di un accordo di cooperazione trilaterale tra lo Stato italiano e quelli somalo e gibutiano, ed è volta a favorire la stabilità e la sicurezza della Somalia e dell’intera regione del Corno d’Africa.

In particolare sono terminati i corsi di specialità rivolti ai poliziotti e ai gendarmi gibutiani, per “Infermieri per quadrupedi”, di “Tecniche di polizia per personale femminile” e “Lotta al traffico di rifiuti”.

Le attività formative sono state svolte da istruttori dell’ #ArmadeiCarabinieri presso le Accademie di Polizia a Gibuti e della Gendarmeria ad Artà.

Il corso per Infermieri per quadrupedi ha formato il personale che si occuperà della gestione delle emergenze sanitarie nel settore dei cinofili. Gli ufficiali veterinari dell'Arma hanno trattato materie teoriche sull'anatomia, fisiologia, gestione del cane e relative malattie, riservando una parte pratica sulle metodologie chirurgiche e sull'interpretazione della diagnostica per immagini.

Il corso di Tecniche di polizia per personale femminile, è stato invece tenuto dalle istruttrici della #MIADIT e frequentato dalle allieve della polizia locale. Si è basato sul tema dei diritti umani, sulla violenza di genere, sulle tecniche di controllo, perquisizione e ammanettamento e al servizio di osservazione, controllo e pedinamento.

Con il corso di Lotta al traffico di rifiuti, a favore degli allievi gendarmi, si sono affrontati i temi dell' “ambiente”, della tutela della salute e sulle conseguenze di una non corretta gestione dei rifiuti, approfondendo i principali scenari internazionali in ambito di traffici illeciti di rifiuti.

Per saperne di più

https://www.carabinieri.it/arma/arma-all'estero/proiezione-internazionale

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Logo CEPOL

CEPOL è un’agenzia dell’Unione europea che si dedica allo sviluppo, all’attuazione e al coordinamento della formazione rivolta ai funzionari di quelle che vengono definite “autorità di contrasto” (al crimine transnazionale, ndr).

Dal 1° luglio 2016, data che segna il suo nuovo mandato giuridico (vedi la nota 1 a pie' di pagina), la denominazione ufficiale di CEPOL è infatti «Agenzia dell’Unione europea per la formazione delle autorità di contrasto».

La sede centrale di #CEPOL è ubicata a Budapest (Ungheria).

CEPOL favorisce la cooperazione e la condivisione di conoscenze tra i funzionari delle Forze di Polizia degli Stati membri dell’UE e di paesi terzi, su questioni derivanti dalle priorità dell’UE nel settore della sicurezza, in particolare la criminalità organizzata e le forme gravi di criminalità.

CEPOL riunisce una rete di istituti di formazione negli Stati membri dell’UE, sostenendoli attraverso l’erogazione della formazione sulle priorità in materia di sicurezza, sulla cooperazione nell’attività di contrasto e sullo scambio di informazioni. CEPOL lavora anche con gli organismi dell’UE, gli enti internazionali e i paesi terzi al fine di garantire che le minacce alla sicurezza più gravi siano affrontate con una risposta collettiva.

L’attuale offerta di CEPOL comprende attività formative residenziali, apprendimento online (cioè webinar, moduli online, corsi online, ecc.), programmi di scambio, piani formativi comuni, ricerca e scienza.

Unità nazionale CEPOL

Per l’Italia, l’Unità Nazionale CEPOL (CNU) è stata costituita all’interno della Scuola di Perfezionamento per le Forze di Polizia.

Logo della Scuola

La CNU :

  • rappresenta l’Italia alle riunioni gestionali ed organizzative presso CEPOL;
  • assicura la cooperazione tra CEPOL e le Agenzie delle Forze dell’ordine nazionali, i rispettivi istituti di formazione, le università ed i centri di ricerca nazionali con accordi di partenariato vigenti;
  • organizza attività didattiche CEPOL sul territorio nazionale con la collaborazione dell’Agenzia stessa, delle Organizzazioni europee ed internazionali e degli Stati membri (corsi, conferenze, seminari, visite studio, riunioni);
  • favorisce la più ampia partecipazione, sia in qualità di docente che di frequentatore, del personale delle forze di polizia alle attività didattiche dell’Agenzia, sia residenziali che online;
  • gestisce la partecipazione del personale delle Forze di polizia al programma di scambio europeo con gli stati membri ed i paesi partner dell’UE ed alla piattaforma di formazione online LEEd (Law Enforcement Education);
  • sviluppa le necessarie attività di studio, ricerca e proposta in relazione all’evoluzione dell’Agenzia stessa, sul piano dell’organizzazione generale, dei contenuti della formazione e dei metodi di insegnamento;
  • diffonde sul territorio nazionale i risultati innovativi, nella loro dimensione europea, delle attività complessive di CEPOL;
  • contribuisce all’attività di comunicazione nazionale e dell’Agenzia, anche promuovendone le rispettive iniziative;
  • partecipa alle attività della rete delle Accademie partner di FRONTEX, dell’Associazione delle Accademie Europee di Polizia (AEPC) e di altri progetti internazionali.

Nota (1) Regolamento (UE) 2015/2219 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 novembre 2015

#ScuoladiPerfezionamentoperleForzediPolizia

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Carabinieri CITES

Il commercio di specie selvatiche. L'attività dei carabinieri forestali in ambito europeo ed internazionale.

La Convenzione sul commercio internazionale delle specie di flora e fauna selvatiche minacciate di estinzione (CITES) in vigore dal 1975 (in Italia dal 1980 ed attualmente applicata da oltre 180 Stati), protegge oltre 40.900 specie minacciate di estinzione – circa 6.610 specie di animali e 34.310 specie di piante – dall'eccessivo sfruttamento, regolamentando il commercio internazionale. Questo commercio è vario e va da animali vivi e piante ai prodotti da essi derivati. Ciò include prodotti alimentari, pelletteria, legname, esemplari morti, parti (come l'avorio) o derivati (come medicinali a base di animali o piante). La #CITES mira a garantire che il commercio internazionale di animali e piante selvatiche non minacci la loro sopravvivenza.

L'azione dell'Unione Europea

CITES

L'UE è un'importante regione di destinazione, transito e origine per molte delle specie protette dalla CITES. I “regolamenti dell'UE sul commercio di specie selvatiche” sono un insieme di leggi dell'UE attuate in modo uniforme in tutti i paesi dell'UE, per far rispettare le disposizioni della CITES. L'UE ha adottato norme rigorose per garantire che i prodotti della fauna selvatica entrino nel mercato dell'UE solo se sono di origine legale e sostenibile. L'applicazione dei regolamenti rimane di competenza di ciascun paese dell'UE.

Regolamento di base

Il regolamento [CE] n. 338/97 del Consiglio, relativo alla protezione di specie della flora e della fauna selvatiche mediante il controllo del loro commercio, stabilisce le disposizioni generali per l'importazione, l'esportazione e la riesportazione, nonché per il commercio interno dell'UE di esemplari di specie.

L' attività dei carabinieri forestali

Sequestro

L’ #ArmadeiCarabinieri è la forza di polizia deputata ai controlli sul commercio di specie protette e al contrasto del traffico di specie tutelate (cosiddetto Enforcement) sull’intero territorio nazionale, e lo fa attraverso 50 uffici CITES che rilasciano mediamente circa 80.000 certificati l'anno, riguardanti animali riprodotti in cattività, ma anche zanne ed oggetti in avorio di elefante, articoli in pelle di rettile, tessuti e pellicce pregiati, piante ornamentali, legname e prodotti derivati dal legno, e sono quotidianamente impegnati in attività di verifica, indagini di polizia giudiziaria ed intelligence.

Il crimine ambientale

Va sottolineato che Il crimine ambientale è altamente redditizio, e che le sanzioni sono molto più basse ed è più difficile da individuare. Questi fattori lo rendono molto attraente. Il coinvolgimento nel traffico illegale di rifiuti e di specie animali e vegetali in via di estinzione è attuato quindi anche da gruppi della criminalità organizzata.

Per saperne di più

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GdF e Mossos d'Esquadra contro il traffico di droga

Risale a metà ottobre scorso un’operazione congiunta della Guardia di finanza italiana e dei Mossos d’Esquadra (la Polizia della Cataluña iberica) sotto la supervisione di #Europol, contro il traffico internazionale di stupefacenti, riciclaggio, esercizio abusivo del credito e frode fiscale.

Fase dell'operazione in Catalona

In Italia (ove l’attività ha preso il nome convenzionale di Madera) le attività investigative hanno condotto all'individuazione dei canali di approvvigionamento e della rete di spaccio di hashish e marijuana per circa 30 tonnellate, ricostruendo traffici per 42 milioni di euro e un giro di contante di 26 milioni di euro in poco più di un anno e portando alla cattura, richiesta dalla Procura Distrettuale Antimafia di Milano e disposta dal GIP del Tribunale, di 50 soggetti.

In Cataluña la parallela attività è stata denominata Magenta. Sono state eseguite 20 misure di custodia cautelare emesse dalla magistratura iberica. È l'indagine più ampia e di ripercussione che i Mossos d'Esquadra abbiano condotto in ambito internazionale. A livello catalano, i Mosso hanno perquisito abitazioni delle località dell'area metropolitana di Sant Esteve Sesrovires (Baix Llobregat Nord) e Piera (Anoia).

Una piantagione scoperta

Le indagini delle due forze di polizia sono servite a scoprire due reti criminali distinte ma interconnesse, una dedita al traffico di droga e l'altra destinata ad attività di riciclaggio e frode fiscale.

Sostanze sequestrate

Per questo ultimo aspetto in particolare, l'indagine si è focalizzata sulla ricostruzione delle modalità di pagamento utilizzate dai narcotrafficanti, i quali, per saldare gli acquisti delle partite di droga, si avvalevano di “servizi bancari” abusivi gestiti da soggetti di etnia cinese, che fungevano da veri e propri “centri di raccolta” del denaro da trasferire in Spagna con un “un meccanismo di rimessa informale di denaro denominato fei’chi en, simile alla hawala islamica”. I commercianti cinesi ricevevano contante che trasferivano in modo anonimo dietro il pagamento di una commissione.

Gli imprenditori cinesi “ricevevano contante da trasferire in Spagna, in modo anonimo, veloce e non tracciabile, dietro pagamento di una commissione variabile dall’1,5% al 2%. Il metodo di pagamento dello stupefacente si basava sulla compensazione senza trasferimento fisico di valuta, secondo partite di credito debito bilanciate tra connazionali cinesi inseriti in un circuito criminale transnazionale e che offrono analogo servizio all’estero”. Il trucco era semplice: “per l’accettazione del controvalore nominale della somma versata in Italia veniva utilizzato un codice di riconoscimento, tipo token, solitamente rappresentato dal seriale di una banconota di piccolo taglio, consegnata dal corriere al collaterale spagnolo”. Solo in caso di coincidenza tra il seriale della banconota e il numero comunicato dal punto di raccolta in Italia, la compensazione poteva considerarsi andata a buon fine. Inoltre “il denaro consegnato dai trafficanti di droga negli esercizi commerciali cinesi – nell’ordine delle decine di milioni di euro – veniva subito dopo 'venduto' a una diversa associazione criminale composta da imprenditori italiani operanti nel settore dell’acciaio e della plastica, dediti a sistematiche frodi Iva con l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, con bonifici all’estero verso Cina, Svizzera e Hong Kong”.

#GuardiadiFinanza #MossosdEsquadra

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Carabinieri in Israele tra diplomazia e cooperazione.

Gli Stati Uniti hanno chiesto all’Italia di inviare due carabinieri in Israele per lavorare nell’ufficio del Coordinatore della sicurezza per Israele e l’Autorità palestinese a Gerusalemme.

La richiesta è stata accettata dal Ministero della Difesa italiano.

Due ufficiali dei carabinieri sono in partenza dall'Italia con destinazione il Medio Oriente per essere impiegati nello scenario della guerra tra Palestina e Israele, senza svolgere alcun ruolo operativo. A rivelarlo è il comandante generale dei Carabinieri, Teo Luzi, durante un'intervista rilasciata alla trasmissione POST del Tg2 RAI.

Il loro compito, ha spiegato il generale sarà quello di “dialogo tra i vertici della polizia palestinese e quelli israeliani, sotto il coordinamento dell'amministrazione americana”. I prescelti, così come spiegato dal Generale Luzi sono “colonnelli che hanno esperienza di area, che hanno già un quadro relazionale con le autorità di polizia israeliane e palestinesi. Hanno partecipato all'addestramento sul posto della polizia palestinese, che noi facciamo da 8 anni con soddisfazione”.

Il logo della Missione MIADIT in Palestina

I carabinieri hanno infatti una lunga esperienza nella missione Miadit 16, di addestramento della polizia palestinese di stanza a Gerico.

Nel 2012 il Ministero degli affari esteri italiano si accordò con l'omologo ministero dell'Autorità Nazionale Palestinese al fine di ricevere il supporto dell’ #ArmadeiCarabinieri per addestrare le Forze di sicurezza interna. Venne istituita la Missione Addestrativa Italiana in Palestina (#MIADIT), presso Gerico. La prima edizione della missione si svolse nel periodo aprile – giugno 2014. I compiti della missione sonostati : – l’addestramento delle Forze di Sicurezza del Ministero dell’Interno della Palestina consistente nell’addestramento al tiro, nell’apprendimento delle tecniche di polizia, della gestione dell’ordine pubblico, delle tecniche investigative, nella protezione del patrimonio culturale; -promuovere un approccio sistemico verso i territori palestinesi, in sinergia con gli sforzi e le iniziative poste in essere dagli altri stakeholders presenti in Palestina; – concorrere alla creazione delle condizioni per la stabilizzazione dei territori palestinesi; – incrementare la presenza e l’influenza nazionale nell’area, sul piano bilaterale e delle principali organizzazioni internazionali di riferimento. Sintesi delle funzioni dei carabinieri nelle missioni all'estero

La missione era articolata su due cicli annuali di 12 settimane ciascuno: al febbraio 2022, erano stati addestrati un totale di 3800 uomini delle forze di polizia palestinesi. Il 14 ottobre scorso il Ministro della Difesa italiano ha disposto il ritiro Carabinieri impegnati nella Missione Miadit in Palestina “a causa del deterioramento della situazione sul terreno”. > Written with StackEdit.


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Fase della cattura/1

Arrestato in Turchia grazie all'attività di intelligence della Polizia italiana un “Signore della droga” albanese

Si tratta di un ben noto “Signore della Droga” albanese, ed è stato localizzato ed arrestato ad Instambul in Turchia a seguito di una serrata attività di intelligence svolta dalla Polizia di Stato italiana (Servizio centrale operativo e sua Sezione Investigativa di Firenze) sotto la regia di Interpol e Servizio per la cooperazione internazionale di Polizia del Dipartimento della Pubblica sicurezza.

Fase della cattura/2

Il 40enne Dritan Rexhepi, di origini albanesi, era considerato dalla Giustizia italiana latitante, poiché colpito da ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP presso il Tribunale di Firenze su richiesta della Procura Distrettuale Antimafia di Firenze, nell’ambito dell’operazione LOS BLANCOS effettuata dalla Squadra Mobile, e condannato in primo grado a 20 anni di reclusione, per i reati di associazione a delinquere finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti. Era ricercato ambito Interpol ed inseguito da un avviso rosso.

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Arrestato a suo tempo in Italia e condannato a 16 anni dal Tribunale di Firenze, nel 2011 era evaso dal carcere di Voghera (Pavia). Successivamente arrestato in Belgio per aver commesso diverse rapine era evaso anche dal carcere belga. Nel 2014 è stato nuovamente catturato in Ecuador per traffico internazionale di stupefacenti e, durante il suo periodo di detenzione nel carcere di Guayaquil, era riuscito, con l’utilizzo di chat criptate, a costituire un cartello di narcotraffico albanese dedito alla produzione, trasporto e distribuzione di quantitativi di cocaina, prodotti in Colombia e distribuiti poi in Europa. Era stato condannato a 13 anni di reclusione, si era reso nuovamente irreperibile nel 2021

È uno dei più importanti criminali albanesi, noto in tutto il mondo tanto da essere inserito nella lista dei più ricercati di Scotland Yard a causa dei suoi stretti legami con l'Inghilterra. È ritenuto infatti il leader del cartello criminale denominato “ “Kompania Bello” dedito alla produzione, trasporto e distribuzione di ingenti quantitativi di cocaina, prodotti in Colombia, trasferiti in Europa e distribuiti con il marchio esclusivo “BELLO”.

Funzionari turchi hanno affermato che l'uomo soprannominato il “re della cocaina” è entrato nel paese tramite l'aeroporto di Istanbul con un passaporto colombiano registrato a nome di “Benjamin Omar Perez Garcia”.

Interessante notare che l’operazione si è compiuta dopo breve tempo da un vertice Italia-Turchia in materia di sicurezza (3° tavolo tecnico), ad Ankara tra il vice direttore generale della Pubblica Sicurezza - vice capo della Polizia preposto al coordinamento delle Forze di polizia, Stefano Gambacurta, e il capo della Polizia nazionale turca Erol Ayyildiz.

Nella circostanza la delegazione italiana era composta da rappresentanti del Dipartimento della Pubblica sicurezza, dell'Arma dei carabinieri e della Guardia di finanza, nonché dagli Esperti per la sicurezza e per l'Immigrazione presenti in quella area geografica, ed ha incontrato i vertici delle strutture di law enforcement turche, analizzando i risultati conseguiti nei settori dell'antiterrorismo, della lotta alla criminalità organizzata, dell'attività antidroga, del contrasto all'immigrazione irregolare e al traffico di esseri umani.

#PoliziadiStato #Serviziocentraleoperativo #Interpol #ServizioperlacooperazioneinternazionalediPolizia #DipartimentodellaPubblicasicurezza

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operazione internazionale contro il terrorismo di destra

Europol e Eurojust coordinano attività contro l'estremismo di destra. In Italia due arresti

#Eurojust ed #Europol hanno sostenuto le autorità competenti di Belgio, Croazia, Germania, Lituania, Romania e Italia in un'operazione internazionale contro il terrorismo di destra. Nel corso di una giornata di azione congiunta, 5 sospetti sono stati arrestati e altri 7 interrogati in diversi paesi. Inoltre, sono stati sequestrati supporti dati e armi. I sospetti sono ritenuti appartenere ad un'organizzazione di destra che utilizzava una piattaforma online per attività legate al terrorismo, tra cui la diffusione di propaganda estremista violenta, il reclutamento attivo di nuovi membri e la condivisione di manuali di armi stampate in 3D. Eurojust Il caso è stato aperto da Eurojust e dal Centro europeo antiterrorismo (#ECTC) di Europol nel luglio 2023, su richiesta delle autorità belghe. Europol ha riunito gli investigatori coinvolti in tutta Europa per stabilire una strategia comune e prepararsi all'ultima giornata di azione e per uno scambio di informazioni. Il giorno dell'azione è stata istituita una sala di comando operativa congiunta presso la sede di Europol per coordinare le diverse azioni che si sono svolte simultaneamente in tutti i paesi coinvolti mentre esperti di Europol sono stati inviati in Belgio, Italia, Lituania e Croazia per facilitare lo scambio di informazioni in tempo reale tra tutti i paesi coinvolti. Europol In Italia sono stati i poliziotti del Centro operativo sicurezza cibernetica della Polizia postale e della Digos di Torino, diretti dalla Direzione centrale della polizia di prevenzione e dal Servizio polizia postale, a partecipare all'operazione, che nel nostro Paese ha coinvolto due minorenni di Torino e Salerno.
Il gruppo pubblicava su chat private manuali per l’attacco ed il sabotaggio delle infrastrutture critiche oltre a istruzioni per la fabbricazione di armi ed esplosivi ed era pronto a commettere in ogni momento atti violenti contro ebrei, musulmani e chiunque fosse considerato di “razza inferiore”.

I due minorenni italiani, denunciati dai poliziotti, erano particolarmente attivi nella pubblicazione di frasi d’odio xenofobe e antisemite ed erano fuoriusciti dal gruppo europeo per aderire a un altro gruppo Telegram con posizioni più teorico-ideologiche e meno militanti sul piano operativo.
Ai due sono stati sequestrati computer e telefoni cellulari oltre ad alcune armi softair, un pugnale con simboli nazisti e riproduzioni di distintivi delle forze di Polizia.

#CentrooperativosicurezzaciberneticadellaPoliziapostale #Digos #Direzionecentraledellapoliziadiprevenzione #Serviziopoliziapostale

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lavoratori agricoli Logo EMPACT Nell'ambito del Progetto EMPACT (European Multidisciplinary Platform Against Criminal Threats, che opera un approccio integrato alla sicurezza interna dell'UE, comprendente – tra le altre – misure di cooperazione di polizia) nello scorso mese di settembre sono state attuate giornate d'azione coordinate a livello europeo contro la tratta di esseri umani a scopo di sfruttamento del lavoro nel settore agricolo. sfruttamnto del lavoro agricolo L'operazione è stata guidata dalla Francia e ha coinvolto 17 paesi, Italia compresa quale co-leader. Nel corso della settimana di attività è stato rilevato un uguale modus operandi da parte degli sfruttatori del lavoro in agricoltura: dalle violazioni delle leggi sui salari minimi o sull'orario di lavoro, ai disallineamenti tra i pagamenti e l'orario di lavoro effettivo dei dipendenti, all'impiego di minori e a pratiche come la servitù per debiti o la trattenuta di documenti di identità o di viaggio. carabinieri tutela lavoro Di particolare rilievo i falsi annunci di lavoro, utilizzati dai criminali per sfruttare le persone vulnerabili in cerca di lavoro, ovvero persone in situazioni economiche precarie che cercano di migliorare la propria situazione finanziaria. Gli annunci che offrono opportunità all'estero per isolare ulteriormente le vittime, mediante proposte di lavoro allettanti, spesso di aziende false, o la falsa rappresentazione delle condizioni di lavoro per attirare le vittime.

  • Paesi partecipanti: Francia (leader dell'azione), Spagna (coleader), Italia (coleader), Romania (coleader), Belgio, Bulgaria, Cipro, Grecia, Irlanda, Lettonia, Paesi Bassi, Portogallo, Svezia, Albania, Moldavia, Regno Unito, Ucraina.

#EMPACT

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Operazione OPSON. Le polizie europee contro le frodi alimentari nelle aree doganali, nei mercati fisici e online (piattaforme di e-commerce) e lungo tutta la filiera alimentare.

La dodicesima annuale Operazione #OPSON si è svolta sotto il coordinamento di #EUROPOL tra dicembre 2022 e aprile 2023, con il coinvolgimento di 25 paesi (18 Stati membri dell'UE e 7 paesi europei), con il sostegno di OLAF (Ufficio europeo per la lotta antifrode), DG SANTE (direzione generale della Salute e della sicurezza alimentare) e DG AGRI (direzione generale dell'Agricoltura e dello sviluppo rurale) entrambe della Commissione europea, e dall'EUIPO (Ufficio dell'Unione europea per la proprietà intellettuale).

reimmissione sul mercato di prodotti scaduti e re-etichettati

Nel corso delle attività è stato rilevata la reimmissione sul mercato di alimenti scaduti mediante la loro rietichettatura. Le organizzazioni criminali si rivolgono alle aziende di smaltimento dei rifiuti e acquistano alimenti che avrebbero dovuto essere distrutti, quindi cancellano le date di scadenza delle etichette e ne stampano di nuove per sostituirle. In questo modo il cibo – così fraudolentemente reimmesso sul mercato – presenta pericolosi rischi per la salute, come è accaduto in un caso che riguardava il pesce in scatola. in ordine di quantità sono stati sequestrati i seguenti prodotti illeciti: bevande alcoliche; cereali e prodotti derivati; frutta/verdura/legumi; prodotti dolci e zuccherati; carne e prodotti a base di carne; frutti di mare; latticini ed infine integratori alimentari/additivi.

carabinieri dei NAS

Lo scambio di informazioni attraverso Europol ha portato all'individuazione di un'azienda che riciclava alimenti avariati o scaduti in Francia, Germania, Italia, Lituania e Spagna. L'organizzazione criminale, guidata da un cittadino lituano, conduceva operazioni illegali in questi quattro paesi, tra cui la rietichettatura illegale e il traffico di alimenti avariati e scaduti. La prima fase delle attività operative in Italia e Lituania ha portato a 27 arresti. L'indagine, condotta dall'Ufficio di polizia criminale lituano (Lietuvos kriminalinės policijos biuras), ha portato a 24 arresti, mentre il caso parallelo in Italia ha portato all'arresto di altre tre persone.

Comando carabinieri per la tutela agroalimentare

Anche l'uso improprio delle denominazioni di alimenti protetti è stato al centro delle attività operative. Nel Regno Unito, le autorità hanno effettuato controlli sui prodotti a denominazione alimentare protetti negli esercizi di ristorazione, come i ristoranti, e nei singoli dettaglianti. I controlli hanno individuato casi di non conformità con prodotti, come la feta, il Parmigiano Reggiano e il Grana Padano, e carni come il Prosciutto di Parma e prodotti di origine britannica come la carne bovina gallese, i pasticci della Cornovaglia e il crescione. I controlli hanno identificato anche una mancanza di comprensione delle normative che disciplinano l'uso delle denominazioni alimentari protette. il logo di EUROPOL La coalizione coordinata di Europol per i reati contro la proprietà intellettuale è cofinanziata da EUIPO per combattere i reati contro la proprietà intellettuale.

#Armadeicarabinieri

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#PoliziadiStato e #FBI contro le connessioni delle due sponde di #CosaNostra. Sotto la lente degli investigatori una famiglia mafiosa di New York e suoi referenti italiani attivi in Sicilia.
17 arresti per mafia tra Palermo e New York

Le indagini congiunte si erano avviate nell’aprile 2021: con riguardo al versante siciliano hanno preso in esame l’attività del mandamento mafioso di Partinico (Palermo), legato al boss Vito Vitale, già vicino ai corleonesi di Totò Riina, nonché l’esistenza di solidi rapporti a New York, dove gli aderenti dell'organizzazione operavano col metodo estorsivo adottato dalla mafia palermitana.
Oltreoceano i collegamenti erano con la storica famiglia mafiosa newyorkese dei Gambino, già protagonista dell'inchiesta Pizza Connection condotta da Giovanni Falcone negli anni '80.
Complessivamente le misure restrittive adottate dalla Autorità Giudiziaria palermitana hanno riguardato 17 persone (7 a Palermo e 10 a New York) per i reati di associazione mafiosa, estorsione, turbativa d'asta e incendi aggravati dal metodo mafioso.
In occasione dell’esecuzione congiunta degli arresti, avvenuta in simultanea a New York e Palermo, sono stati impiegati reciprocamente investigatori italiani e statunitensi, intervenuti in qualità di osservatori sugli opposti scenari operativi.

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