norise

FELICE SERINO

ALTRE PROSPETTIVE

1

Nell'essenza del sogno

come nuvole pigre i pensieri veleggiavano verso isole di spleen nell'essenza del sogno

e lei tenerezza in sorrisi di rose ad aprirti il cuore nel passare -un arco nel cielo

(riveduta 13.2.26)

2

Parole

fanno eco in una valle di silenzi parole non udite che in sogno scaturite dalla notte del sangue alla prim'alba del mondo

16.2.26

3

L'amico barman 2

aveva fatto il barman sulle navi da crociera anni di mare e di volti sconosciuti poi la terraferma lo aveva ripreso insieme all’età che avanzava

bastava un pomeriggio qualunque e ci si ritrovava seduti in un bar per un bicchiere condiviso lui che raccontava storie di mare e io che lo ascoltavo

quando lo accompagnavo a casa mi prendeva sottobraccio e sulle strisce diventava un’altra persona: si metteva a inveire contro le auto come se il mondo intero dovesse rallentare per lui e agitava il bastone in aria come fosse ancora sul ponte a impartire ordini al vento - io ridevo sotto i baffi ma c’era in lui una dignità ferita

poi arrivò la malattia entrambi capimmo subito che quella sarebbe stata l’ultima volta che andavo a trovarlo lui piangeva in silenzio con la fragilità di un bambino

(variante estesa con supporto IA)

22.2.26

4

Il guardiano del faro

sembra toccare il cielo
attraverso la grande vetrata

gli fa visita il gabbiano
unico amico:
al crepuscolo – alla stessa ora nel becco l’argentea preda

l’uomo del faro non è
lo stravedere che il ragazzo aveva sognato
tra spume d’onde e uccelli marini.
altro è questo solitario che legge nel profondo

senza amici con cui chiacchierare:
una ferita — la perdita della compagna morta qualche anno prima al parto

la sua Nina

ora gli pare di vederla
tra le ombre della sera quando
si accendono le stelle

(variante con supporto IA)

5

Il nostromo

narrava dei suoi viaggi
— il mare a cullarne le memorie —
i porti toccati e lasciati:
Oslo Amsterdam taverne dove non mancavano
scazzottate come nei film.

quando il cielo era tempesta
e l'onda alzava creste come mura
negli occhi gli si leggeva -raccontando-
che bastava un niente a morire

avvolti dal fumo
della sua pipa di schiuma
noi ragazzi ne eravamo rapiti —
ci passavano nello sguardo velieri lontani

Jim il nostromo — egli era
per il borgo natio:
occhi di cielo e cuore
grande come il mare

così rimase — figura di vento

(variante con supporto IA)

6

Le torri di babele

spese folli in armamenti lo spreco e la fame (non è scena da film la bambina che corre sotto le bombe) la corsa dell'ego all'onnipotenza - l'uomo impazzisce e non impara mai le torri di babele sono erette su sabbia

24.2.26

7

La musa

egli s'inabissa nel profondo emerge con fonemi che hanno luce di sangue non sa che a sceglierli non è lui ma la musa che li desta

26.2.26

8

Proiezioni

proiezioni del pensiero ci guidano
vaghiamo lenti tra realtà e sogno
noi isole – luce e memoria
onde che cantano i nostri nomi
anelli d'una catena siamo mani che cercano oltre il mare

(riveduta con supporto IA)

9

Agreste

il puledro si rotola beato nell'erba alta il sole a picco incendia finestre il vecchio seduto sull'uscio manda volute di fumo nell'aria ferma le cose sembrano librarsi in un silenzio sospeso

1.3.26

10

Crans-Montana

il rogo dei giovani corpi achille lauro veggente nella sua “perdutamente” -un colpo al cuore- per l'incuria l'ingordigia si paga un prezzo altissimo quando imparerà l'uomo dai propri errori le madri piangono i figli incatenate a un destino crudele -inchiniamoci al loro dolore

3.3.26

11

Come nei sogni

un taglio il sangue sul foglio per il filo della carta comunione con la mano che scrive: come in sequenza onirica corpi che si attraversano e restano ombre sotto la pagina

6.3.26

12

Sospensione lucente

creiamo — senza volerlo —
un mondo fatto di piccole cose — il ronzio che segna il tempo — la luce che non pesa

sento che creando viviamo
di infinito: un filo sottile che ci tiene in questa sospensione lucente

10.3.26

13

Stanze

le notti intrise di sogni
quando il nonsense veleggia lento
sulle ondivaghe acque dell'inconscio – mare di specchi -

segui come smarrito una cattedrale di stanze
una successione si dipana come un rosario di porte e tu ti perdi e ti ritrovi ti dissolvi in un caleidoscopio di memorie

ogni porta spalanca un teatro di meraviglie:
e la realtà si piega fino a farsi sogno dentro il sogno

(riveduta con supporto IA)

11.3.26

14

L'angelo ti addita

dove finisce il mare dove il cielo – questo lambiccarsi - nella notte dell'anima l'angelo ti addita il sentiero che per fame dell'io non vedi

mentre gira sul suo perno il mondo giunga il tuo sguardo alle molecole celesti sognando l'otto orizzontale

14.3.26

15

Un giorno senza tempo

quando stavo per “andarmene” sentii tirarmi per i piedi io nel sogno io sogno criptato

un giorno senza tempo nella meridiana di sole

ero tra gli angeli e i morti con le mani piene di ombre
che non sapevano più come chiamarsi

e il cielo mi restituiva il nome a pezzi

(riveduta con supporto IA)

15.3.26

16

Sarà l'ora

dal cuore degli operatori di pace si libra la colomba: nel sangue serba il grido inesausto dei cristi agli angoli delle strade sputati da impronunciabili epiteti

ma verrà l’ora in cui l’oro dei potenti diventerà ruggine e i regimi crolleranno sotto lo sguardo attento dei giusti

24.3.26

17

Nell’ultimo sangue

ora nell’ultimo sangue
c’è il vuoto delle braccia
ma ti immagino sull’amaca
i capelli sparsi come foglie
gli uccelli che ti raccontano il giorno

(variante con supporto IA)

18

Nel sangue versato

nel sangue versato -a testimonianza- annegherà il male

non sarà sua l'ultima parola

si ritirerà l'artiglio che aveva lasciato ferite sulla carne del cielo

1.4.26

19

Oziare

le mani in mano i piedi in mano perché no? un dito a esplorare tra le dita (l'ozio è padre dei vizi) gingillarti così o al parco su una panchina il piccione che ti lascia un ricordo sulla giacca dici li mortacci mentre alzi gli occhi al cielo scongiurando la terza guerra mondiale

6.4.26

20

Cosa aspettarsi

cosa aspettarsi ancora se tutto è passato al tritacarne del già visto già vissuto tra pensieri azzurri e acque amare

fatta tabula rasa il tempo gira all'indietro gli anni ci cadono addosso

lasciamo gli scheletri nell'armadio che il silenzio li consumi

6.4.26

21

Per sempre

(ad un aspirante suicida)

volevi liberarti dal carcere di carne saltando nel vuoto

non puoi uscire da te: sei “per sempre”

un giorno libero dai lacci

11.4.26

22

Ondivagare

l'ondivagare del sogno – farfalla di fumo - si disfa in cenere di luce

14.4.26

23

Dove sta andando il mondo

dopo un bicchiere di troppo ti viene da piangere e ti chiudi in bagno per non farti vedere -ma dove sta andando il mondo le migliaia di morti ammazzati quintali di cibo nei rifiuti e bocche imploranti per fame nascono nuovi erodi si atrofizza la palpebra del sole

14.4.26

24

Sei altro

meglio l’attesa a dipanare e ritessere le ore
che l’appagamento senza brama:
il libro fresco di stampa tra le mani ora in un vortice di luce le parole
strappate all’anima si fanno ali vagano leggere — non più tue ma del mondo
e tu resti altrove — come un nome perduto

25

memore della bella accoglienza me la trovo sul davanzale ogni mattina per “condividere” la colazione

è d’un piumaggio lucido e vellutato l’ho chiamata “Nerina”

sempre puntuale precisa come un cronometro

quell’aria di libertà le invidio nei suoi volteggi quando con un fischio s’accomiata

(riveduta 24-25.4.26)

26

L'estro

quest'allumare d'anima ch'è poesia questo adagiarti sulla spalliera d'aria dell'estro -musa o angelo che ti detta dalla volta delle stelle

29.4.26

27

Ostia di luce

il sole rosso ingoia l'orizzonte ostia di luce

30.4.26

28

Un altro me

in questo scorcio di tempo che mi resta spio la mia figura nello specchio e sempre meno mi riconosco

intanto un altro me mi spia: il mio doppenganger

2.5.26

29

Il cielo era una pagina

il cielo era una pagina una mano d'aria tracciava lettere di luce -forse un nome tra le nuvole- le parole non restavano duravano il tempo di un respiro - ma in quel breve tratto lasciavano un segno

3.5.26

30

L'Aleph

cerchiamo noi stessi nel segreto dello specchio a tu per tu col Sé

fatti per unificarci col Tutto: l'Aleph

5.5.26

Guardare oltre

And death shall have no dominion. Dylan Thomas

guardare lungo: oltre la naturale dissoluzione

un’alba rosata ti pettina i pensieri carezza i progetti del giorno

nulla può la morte se tendi alla bellezza

21.1.24

* Luca Rossi su Fb Una poesia che tende al trascendente. Dal tono delicato per una lettura lenta che porta ad una riflessione profonda. Ho provato come un senso di tranquillità nel leggerla. Sapere che il dopo lo si può già considerare da adesso, nelle giuste proporzioni che ci indica la poesia. Il poeta si fa curatore di anime perché nulla vada perduto se si guarda alla bellezza. Che si tratti della bellezza del cuore (degli affetti quindi) , dell’anima, del corpo o altro, poco importa , perché la vera bellezza li racchiude tutti. Si anche la bellezza del corpo che non deve essere esorcizzata perché si rischierebbe di non vedere una parte del Creato. Tutto convive se viene considerato nel giusto modo. Tutto ci induce a credere. Serino, con il suo scrivere, ce lo comunica e ci chiede di comprenderlo, cioè di prendere-con-noi tutto questo. Un incoraggiamento a vivere adesso per vivere ancora quando tutto sarà passato, in una direzione in cui egli ha già saputo vedere.

FELICE SERINO

POESIE

NELL'INCONOSCIBILE

2025

1

Nicotina & smog

scovolino caffè riti del dopopranzo la sigaretta ci stava ora non più son trascorsi cinquanta di anni e passa ho salvato il salvabile sebbene i miei polmoni respirino smog in una città invivibile

11.9.25

2

Nel dizionario del cuore

(Quando lo stato ipnagogico è materia di creatività)

“per tutto il giorno le mie poesie hanno luce” dicevo in dormiveglia neanche si trattasse di lampade votive in realtà mai che mi fossi elevato grazie a Dio e tantomeno l'invidia dimora nel dizionario del cuore

13.9.25

3

Infanzia

lo scambio delle figurine lo scolapasta-elmo ad emulare i tuoi eroi mitologici ricordi Ivo quella volta che t'allontanasti e disperati ti cercavano?

i tuoi sette anni ebbero la spinta negli echi del sangue: la vita ti preparava resilienza del cuore

14.9.25

4

Altra dimensione

nel sonno la mente lavora tra nonsense e lampi confusi vocii figure daliniane fuori dal corpo in astrale

17.9.25

5

Vecchio

non ti diranno vecchio decrepito se hai ancora fame di conoscenza se riesci ancora ad infilarti le mutande se non usi bastone né corrimano se non strappi un sorriso in caso prendessi fischi per fiaschi non ti diranno vecchio se non ti sbrodoli a tavola se non chiedi “per favore aiutami a infilare i calzini”

26.9.25

6

Fantasia (esercizio poetico)

(in bocca ancora il sapore del caffè) ... eri uscito fuori dal corpo pescavi sogni di ragno nell'intreccio di parole astruse tra lingue di fuoco le pagine del libro erano luce ed ali il gridìo dei gabbiani lasciava strie di sangue nel cielo ai tuoi piedi rotolava la testa del tuo nemico su su per il naso veleggiava la barchetta di carta dei naufragi

30.9.25

7

Nascita

come appena emerso
da un naufragio di sangue alla luce ferita

rosa del tuo fiato madre che mi accogli

(Poesia del 2011 riveduta 1.10.25)

8

E sparirà il mondo

umani non più saremo e il mondo sparirà così com'è – i pesci voleranno e gli uccelli danzeranno l'albero capovolto aprirà le sue radici nel cielo - grande gioia avrà chi ingiustizia qui soffre e all'io non da peso

9.10.25

9

Nell'inconoscibile (sogno)

l'anima nuda e sola anela a una terra vergine dove uccelli ti cantino sulla testa e tu librandoti nell'inconoscibile ripassi versi di rilke

14.10.25

10

Alla regina della casa (pregi e limiti)

mi ha dato i giorni stabiliti per il cambio di calzini e intimo lei ha uno sviluppato spirito organizzativo ha una memoria da elefante ricorda tanti numeri di telefono le date di nascite e morti di personaggi famosi e le ricorrenze e le scadenze- sperimenta nuove ricette- chiama per aprire un tappo o una scatoletta

14.10.25

11

Resilienza (11 settembre)

qualcosa continuava a muoversi:
una voce lontana – il rumore di passi che ritornano –
una luce fievole che non voleva spegnersi – cadeva – ma a ogni caduta imparava a rialzarsi

16.10.25

(Chiusura ispirata alla mia poesia “Io ero là”)

12

Un déjà vu . dal luogo sale un profumo antico alito di terra e di sale e lo spirito si china – lento - a raccogliere la luce del tempo . a lui sembra d’esservi già stato
-ombra che ritorna con passo lieve- o forse lo ha sognato — un cerchio
che si richiude sul bordo del mare . lì l’albero vetusto rimane memoria che sostiene il cielo - fu ombra del padre e ora trattiene
solo in parte l’ampia veduta . il mare – lo stesso che bagnò i suoi verdi anni sospira sotto l’orizzonte – distante e chiaro –
il vissuto dissolto in un lento oblio come un sogno abita ancora il cuore . (Rielaborata con supporto AI) . 20.10.25

13

Impressioni

chi appende la vita al chiodo dello scoramento chi legge nei fondi del caffè il mare è poco mosso il glicine fiorisce il piccione lascia la firma sul tuo davanzale

22.10.25

14

Come nella prima luce

è oltre l'immaginario quel che saremo dopo noi

qualcuno risvegliato dal coma l'ha visto e vissuto:

immerso era nella luce come nella prima luce

25.10.25

15

Disparità

il mondo ha denti aguzzi il bambino muore per fame

mi brucia il denaro nelle tasche

25.10.25

16

IO ERO LÀ
(nell’eco dell’11 settembre)

mi assentavo come se fossi aria
catatonia appesa allo schermo
autodifesa che impara a non sentire

ero là – tra pagine di vite scagliate presenza che si frange contro un cielo spezzato

e poi — nella quiete che resta —
cadevo – lento – dentro il giorno che non torna

(Rielaborata con supporto AI 20.10.25)

17

La pietà

è detta la “banalità del male” ma quelli di là che godono della felicità come ci “vedono” – fratelli che si scannano -ah Padre Padre che non sei mai stanco dell'uomo della cui bontà è intrisa la cattedrale del cuore - c'inondi ora e sempre la Tua divina pietà

1.11.25

18

Se il pensiero

se il pensiero resta sotto la soglia della fine
lui ce lo serra dentro – buon custode —
sennò ci spaccheremmo come vetri

(Versi ripresi da una mia poesia con supporto AI)

2.11.25

19

Afflati

la scrittura è genesi
fonemi in luce
accensioni di sangue
voli

-orifiamme
afflati d'angeli-

(Rielaborata con supporto AI)

2.11.25

20

Oltre i limiti

oltre i limiti terreni sarai quel che senti dal profondo – ma in modo espanso

l'anima leggera come nuvola avrà respiro di neonato a nuova vita

10.11.25

21

Nascita

come un'esplosione uno sbocciare della rosa fra cristalli dell'inverno:

miracolo la nascita abbraccio del Vivente

11.11.25

22

Isole i sogni

“isole i sogni”: nonsense in dormiveglia

che m'ispira: isola il sogno dalle brutture del mondo

12.11.25

23

Spiove luce

sulle strade spiove luce di stelle gonfie di vento

il tuo peso greve di limiti trasforma i passi in sogni
che già si piegano a memoria

siamo frecce lanciate oltre l'ora tracciando archi di possibile:
ma il futuro è vero o solo forma?

o il tempo che ci è dato è maya
e ci tiene sospesi in un eterno presente?

16.11.25

(revisione con supporto AI)

24

Nonsense (quelli che restano impressi)

annoto s'un'agenda i nonsense nei dormiveglia all'alba e nella siesta o quando si appesantiscono gli occhi davanti alla tivù

ogni tanto mi piace rileggerli mentre ondivaga la mente spazia fra mondi ultraterreni

17.11.25

26

Pietra di sole

la luce – avendo fatto il suo giro – posa l'ultimo spicchio sulla pietra

tu resti più leggero
con in tasca un frammento di sole
che porta il tempo come una promessa

(Rielaborata con supporto AI)

20.11.25

27

Astrale

chiuso il ciclo il corpo -trasfigurato- si guarderà dall'alto consegnato alla terra

(avrà un posto secondo i suoi meriti)

21.11.25

28

ALZHEIMER

i suoi giorni cadono lenti come foglie d'autunno in un giro di vento – deliri sottili si allungano sulle pareti
e giocano con l'ombra dell'aria

lei cerca la biancaluna alla finestra
la sfiora con la nostalgia delle dita – quando arriva l'alba riaffiora un barlume:
un io spezzato – due volti nello specchio
che non sanno più la via di casa

22.11.25

(rielaborata con supporto AI)

29

Preesistere

e tu che ascolti il nome che ogni cosa porta come segreto sai che il tempo non consuma ma consegna al silenzio la forma che poi ritorna a farsi mare nei palmi delle mani

24.11.25

(Rielaborata con supporto AI)

30

Il tempo è fermo

“Il tempo è un'illusione” Albert Einstein

sono dell'uomo le convenzioni: tu passi - il tempo è fermo

albe e notti s'alternano il sole compie il suo giro

fermo è il tempo o sogno: davanti all'eternità è apparenza

28.11.25

FELICE SERINO

POESIE

29

La donna

bella per le armoniose forme Iddio la pensò perché l'uomo non fosse solo “chi dice donna...” è detto ma di lei si dirà “benedetta” quando nel grembo porta una vita

3.6.25

30

Antinomia è la morte

staccati dalla primaria essenza -ungarettiane foglie- ne siamo ombre esangui sin dalla ferita della creazione

antinomia è la morte

7.6.25

31

In attesa

chi ti vedesse – ombra di te per niente in carne

porti le tue quattr'ossa in questo girare in tondo negli anfratti del possibile

una voce aspetti da tanto – in attesa di te ti chiami

11.6.25

32

Distrofico

mi è nemica la luce – giammai quella noetica – celeste

ah quando verrà quel giorno che l'anima mia si sveglierà nel sole *

  • verso da Dino Campana

12.6.25

33 Sogno a catena

esci dal sogno e ti trovi nel tuo letto sì – ma sei entrato in un altro sogno allora ti alzi che è l'alba e vedi tuo fratello morto da poco lo tocchi lui si volta e non parla -la notte è lunga e questa catena del sogno non è finita ché ti ritrovi in un'altra sequenza a dirti ho sognato ma realtà ancora non è

13.6.25

34 Anelito

bagnarmi nella iridescente noetica luce

16.6.25

35

Dell'infinito di noi

fatti di sensi? d'intelletto? o della “materia dei sogni”?

siamo ben altro

di noi ci attende l'inconcepibile

il cuore lo sente

22.6.25

36

Cogito ergo sum

faccio mio il “cogito ergo sum” penso e sono sogno e sono creo e sono

in questo ondivago esistere il creare è la bellezza che mi salva

26.6.25

37

Siamo

siamo sulla soglia dei voli nella rarefatta aria della vertigine del dovequando

siamo non siamo pensiero siamo

27.6.25

38

Disperi che l'angelo (crisi esistenziale anni 60)

la vocina suggerisce “dai una mano di bianco” tu fai l'indiano ti crogioli ti acciambelli come un gatto guardi dall' oblò del cuore le tue scelleratezze disperi che dal tuo fondo l'angelo venga a sollevarti

30.6.25

39

Altri tempi

altri tempi quando avevi tutti i capelli e ti dmenavi davanti al juke-box quando bastava uno sguardo del papà o quando i genitori a una nota davano ragione al(la) prof quando andavano in voga il “ciao” e la “topolino” e si scendeva in piazza la sera per “vedere la televisione” quando il giorno lo si apriva col segno della croce

2.7.25

40

Richiami

angeli del Signore incarniamo una vita in esilio dopo la caduta

ad accoglierci il maremondo con i suoi richiami acuti di sirene

4.7.25

41

Nirvana

aleggiare su note come cullato da onde

-Shostakovic il dio dei waltz divini-

restare in uno stato di nirvana che avvolge

5.7.25

42

Prospettive

certezze? no sempre un ricercare la vita è così un libro da scrivere giorno dopo giorno lasciarsi accadere saggio chi sa di non sapere e chi sa di sapere non sa se è nato prima l'uovo

7.7.25

43

Fantasia

un pensiero resta impigliato in una spina di Cristo irrorata dal sangue in arabeschi sul volto

-che rammenta il famoso dipinto di giotto

17.7.25

44 Dissolvenza

domani come in sogno vedrai dall'alto i resti che furono te: tutto

si dissolve: arrivi all'essenza lo scheletro la trasparenza

19.7.25

45 L'albero

forse sarà a sopravvivermi l'albero vetusto che bambino mi vide e oggi uomo

sovrappensiero lo contemplo mentre lamento l'inverno nelle ossa

27.7.25

46

Sole rosso

il sole rosso si china e bacia il mare poi va a morire

28.7.25

47

Sono

dubito in me uno slontanare solitudine che si lacera all'infinito scrivo per difendermi mi aggrappo a nonsensi questione di vita o di morte m'ispirano pareidolie sogni daliniani e pindarici voli -quindi sono

6.8.25

48

Cerchi l'ombra

meriggio: la trovi più sulla destra guardando il mare ti sposti col lettino leggi di lì a poco le righe nere s'accavallano solca l'ala d'un gabbiano l'aria imbalsamata sei lontano dai rumori del mondo

12-17.8.25

49

Preservaci

preservaci Signore dall'aver bisogno degli altri preservaci dalla demenza dalla bava sul cuscino dalla macchia di sugo sulla camicia preservaci: ché i figli siano il bastone oggi c'è poco da sperare dalla voce acuta nell'orecchio preservaci pure da qualche sgradito vaffa dal bisogno di chiedere “per favore mi allacci le scarpe?”

20.8.25

50

Dio

energia creante all'infinito absconditus per divino suo disegno

vortice d'astri - Pantocrator

22.8.25

51

Ti so dolce presenza

(a Carlo Acutis, presto Santo) .

ti so dolce presenza -tu che visitavi i giardini del cielo- ti so dentro di me come un amico o un figlio . oh fa che mi penetri nelle ossa quella purezza del tuo giorno breve

(ripresa da una poesia datata)

23.8.25

52

La compagna

acqua e fango gli portano via dagli occhi la sua Nina -smarrisce la vita il suo perno

sola compagna la cagna gli legge lo sconforto con uno sguardo quasi umano

26.8.25

53

L'ateo

egli non ha dubbi e mi dispiace per lui appenderà al chiodo il suo “di là non c'è niente” la hack si nutriva di buchi neri sgarbi corteggia barocco e rococò vivendo lo spettro della morte

3.9.25

54

Perso lo smalto

mi nutro di visioni -lo stravedere dei vecchi- scrivo più sciocchezze di una volta ho perso lo smalto e in più la musa mi volta la faccia un nuovo libro di là da venire chissà una scorsa alle poesie datate ed è come non riconoscersi allo specchio

6.9.25

55

Sognare uova (divertissement)

sogni una enormità di uova le estrai dalle confezioni e le metti in bell'ordine chi dice porta male sognarle pareri discordi se credi a queste sciocchezze non vivi più il mondo è già di per sé una cloaca (!)

(l'angelo ti suggerisce questa è da rivedere poesia poesiola)

9.9.25

Cogito ergo sum

faccio mio il cogito ergo sum penso e sono sogno e sono creo e sono

in questo ondivago esistere il creare è la bellezza che mi salva

26.6.25

. Da larecherche.it

Arcangelo Galante Un testo molto breve, nel quale l’autore rielabora in chiave personale la celebre formula cartesiana, ampliandola: non solo il pensiero, ma anche il sogno e la creazione diventano prova e sostanza dell’essere. Il verso finale concentra il senso dell’intera poesia: nell’incertezza dell’esistenza, è l’atto creativo a dare valore e salvezza, trasformando l’essere in bellezza. Infinite grazie per le condivisioni salienti, interessanti, didascaliche e perfino spiritualmente riflessive: un collage di emozioni e pensieri variopinti che aiutano il lettore a conoscere e approfondire maggiormente il pathos tuo. .

Angelo Naclerio Penso anch’io che la bellezza a proprio segreto modo salvi chi abbia capacità e coraggio di riconoscerla e di affidarsi a lei. Grazie buona domenica

Fotografie

affacciato sui ricordi da finestra che abbaglia:

vi si sfoglia il quaderno degli anni

ti risucchiano a imbuto gli io i tuoi fantasmi

.

Arcangelo Galante su larecherche.it

Poesia intensa e concentrata, che in pochi versi riesce a restituire il potere ambivalente della memoria. L’immagine della finestra che abbaglia rende bene il contrasto tra luce e dolore del ricordo; il “quaderno degli anni” richiama la memoria come archivio di vita, mentre il vortice finale, con i fantasmi che risucchiano, trasmette la forza inquieta e talvolta opprimente del passato che ritorna. Lettura apprezzata e condivisa.

Già il sole s'asconde

già il sole s'asconde e le ombre si apprestano ad un'atavica danza

un ripudiato sé “morto” in me da tempo m'irride

-lo trafiggo con strali di luce-preghiera

16.5.25

:

Arcangelo Galante su larecherche.it

Un’interessante testo, che racchiude in pochi versi un contrasto forte tra buio e luce, tra un sé interiore ripudiato e la forza rigenerante della preghiera. Le immagini del tramonto e delle ombre che danzano creano un’atmosfera antica, quasi rituale, in cui l’autore affronta il proprio lato oscuro. La chiusa, con gli “strali di luce-preghiera”, è intensa e salvifica: la spiritualità diviene arma e speranza, capace di vincere l’ombra interiore. Lettura molto apprezzata e condivisa, nel suo peculiare contenuto.

Agli occhi del cielo

agli occhi del cielo padrone dei tuoi beni sarà la ruggine

quando avranno rovesciato i tuoi forzieri gli angeli della morte

e tu non avrai più nome

allora la tua casa vuota sarà preda della gramigna e di avvoltoi affamati

mentre a essere elevato sarà il plebeo che condivideva il pasto coi cani .

Giordano Genghini nel gruppo “Amiche e amici in Facebook” Come sempre sublime è questa tua lirica, Felice, e basterebbe la tua costante rinuncia (fonte di stima e lode da parte mia) ad accompagnare i tuoi versi con immagini a rappresentarne un chiaro indizio, e a testimoniare l'importanza che tu attribuisci alla poesia in quanto tale.. Ricca di riferimenti evangelici -ma anche tratti, forse – dall'antico mondo dell'Occidente – pur se tali riferimenti evangelici sono espressi creativamente e non esplicitamente (come avviene talora invece in Mario Luzi, per intenderci), questa tua lirica tocca, in modo mirabile e commovente – ma anche, per certi aspetti non privo di escatologici richiami che ricordano, ad esempio, il “Dies irae” o la sua rielaborazione nel “Requiem” di Mozart, il tuo testo poetico torna a porre a te stesso, e a noi tutti, l'interrogativo che spesso poni: è possibile che chi vive egoisticamente e solo per accumulare ricchezza non sia mai, in qualche modo, oltre questa vita, punito o comunque posposto al “plebeo / che condivideva il pasto coi cani”? La tua risposta è chiara. Spetta ad ognuno di noi dare la nostra, a ciò stimolati dal tuo testo che, pur essendo stilisticamente bellissimo, non mira certamente soprattutto ad essere apprezzato per questo suo pregio... .

Lidia Mandracchia La sorte di tanti espressa in modo così delicato e musicale da commuovere. Leggendo i tuoi versi e calandosi nella loro profondità si aprono mille interrogativi ai quali non si può dare risposta ,ma che ci invitano a riflettere intensamente. Grazie Felice, per questo tuo nuovo dono!

FELICE SERINO

POESIE

IN ONDIVAGHI SPAZI 2

29

Seguendo una scia

parole e parole -

vagheggi seguendo una scia d'ispirazione questa dove ti porta

sei come quel tronco in balia della corrente

30

Gli ultimi giorni di A.

povero fratello mio imbottito di morfina e ossigeno ad obnubilare il cervello ora vedi nei tuoi deliri acque che ti sommergono abissi che ti attraggono e fiamme che ti lambiscono e vorresti scappare ti strappi tubicini e flebo legato gridi verso un cielo denso di silenzi entro una infinita notte

(una luce breve si posa sul tuo viso di pietra)

(povero fratello mio non ti ha baciato nuova primavera)

31

Gli scomparsi

nel primo pomeriggio ti lasci dondolare sul filo di un dolce intontimento hai quasi la sensazione possa apparirti un tuo caro da un altrove in una luce spalmata intuita anche se gli scomparsi non sono a comando ci celano sono presenti magari nascosti tra le pieghe del divano

32

Su binari sconnessi

nei corridoi della mente scorre il sangue della verità anche se non lo riconosciamo o non vogliamo “vederlo”

il coltello nello zainetto scolastico la dice lunga su una giovinezza sviata e la famiglia? sorpassata va su binari sconnessi

o è 'allargata' in modo innaturale

33

Ritrovarsi

nascere in un altrove questo il morire -ferve la mente

“tutto si crea nulla si distrugge” sembra ti legga nel pensiero mentre poggi la testa nell'incavo della spalla

un volo mi si ferma negli occhi - penso agli anni andati: i tuoi non hanno sciupato questa luminosità del viso

certo lo sai anche tu: sognando lontananze ci ritroveremo

in un dove che non sappiamo

34

Ipnagogica

il mio doppio con le braccia d'aria s'inabissa nei fondali d'inconscio

35

Le tue ceneri

(ad A.)

una nube si specchia nel lago in pareidolie bizzarre le tue ceneri disperse nel roseto

anche tu a precedermi – io nel vortice degli anni

36

La lotta

all'alba continua l'eterna lotta dell'angelo

folgorato dagli strali lucenti “quello” si ritira ma per poco

per rimontare più agguerrito bava alla velenosa bocca

37

Sognare uno svolìo

arte e poesia tendono a cicatrizzare ferite

si bea il cuore di bellezza

sogna in fondo agli specchi uno svolìo di ali

(ispirata a “L'oisseau blu” 1909, di Maeterlinck: “...gli uccelli azzurri del sogno si nutrono di raggi di luna...”)

38

Una ridda la mente

una ridda la mente crocifissa al blasfemo

sarebbe forse un cadere in demenza meno devastante che questo abbuiarsi del sangue

mostro che come un gioco m'intrappola in un giro vizioso *

ah la non voluta offesa ricada su di me Signore ch'io resti trafitto sulla punta delle stelle

e il sangue ricami le parole: “Ti amo!”

  • affetto da DOC: disturbo ossessivo compulsivo

39

Epifanie

rifrangersi dei rinsanguati echi del divenire

40

Riconciliazione

Verbo fatto bambino nato in una mangiatoia Ti darai in pasto “questo è il mio corpo” sarai appeso ad una croce

Tu compassionevole ci vuoi simili a Te un dì trasfigurati noi nati da uno sputo nella polvere

o felice colpa!

41

La ripulsa

fioca luce emana la tua aura se il cuore non risponde a impulsi di perdono

per legge di contrappasso la tua ripulsa è un boomerang

42

Quel motivo

mi venisse almeno in sogno quel motivo che mi sfugge a ogni ora del giorno e che mi prende il cuore in una lacerante nostalgia

che sia di debussy o di vivaldi o chissà chi?

il non ricordare mi fa mutilato nell'anima

fantastico - un altr'anno se ne va - nell'ora meridiana me ne sto s'una panchina ancora calda di sole seguendo pareidolie in bianche nuvole

43

I difetti

usa le posate in modo non ortodosso infila la manica da sopra la spalla odia gli ombrelli e le filastrocche farsi fare la barba (acconsentirebbe da mani femminili!) deve dare la destra a chi gli cammina a fianco detesta la verbosità vuol sempre dire la sua e interrompe chi sta parlando (ma non pretende l'ultima parola) si accende per questioni di lana caprina fa ogni tanto 6-7 starnuti a raffica è affetto da DOC (disturbo ossessivo compulsivo)

44

Irriverente la mente

irriverente la mente del vegliardo scivola su osceni pensieri

impiccato all'albero più alto il puro ideale

che nutriva il fanciullo a specchio di cielo

45

Fotografie

affacciato sui ricordi da finestra che abbaglia:

vi si sfoglia il quaderno degli anni

ti risucchiano a imbuto gli io i tuoi fantasmi

46

Placebo

poi uscito dal dormiveglia alcune note ti affiorano alla mente che ti lasciano uno stato di grazia tutta la mattina

poco importa se si è trattato di autosuggestione o effetto placebo

47

Lo spartito (a Piergiorgio Frassati)

tendi l'orecchio

ascolta lo spartito che il Signore suona per te solo

48

Invocazione alla Vergine

stargate – Tu orifiamma - misericorde – Mater dulcissima - Avvocata

infinite voci per la Tua grazia

fluenti nell'infinito mare delle beatitudini

49

Corpo di luce

uscire da te stesso è un ritrovarti

non più guardare un orizzonte che “il guardo esclude”

la mente un'espansione dei sensi

là dove si perpetua la bellezza

avrai un corpo di luce

e potrai volare

28.1.25

50

Scomosciuti

le volte -rare- che l'incrocio il suo garbo è una mano che mi carezza il cuore

e il sorriso da 'gioconda' nel dare il buongiorno è balsamo – stato di grazia

rare le volte e si resta sconosciuti

come un'apparizione: è forse l'angelo che me la fa incontrare

rari gl'incontri che vanno a molcere questo scorcio d'anni

29.1.25

51

Sogno impossibile

un mare incantevole luccicante – piatto . la sensazione di voler trasferire quella visione fuori dal sogno . intatta – viva – con sottofondo incluso . poi riavermi da quella illusione . 30.1.25

52

L'inconoscibile

chi ci dice che non siamo feti nel grembo dell'universo

“tutta la natura geme delle doglie del parto”

lì nel tumulto del sangue si agitano le nostre emozioni

chi ci dice che non è il nostro Sé a sognarci

noi “materia” del possibile

5.2.25

53

Il nostro sì

noi “siamo” – a prescindere dal corpo di terra

che limita il volo sognato con ali di luce

essere vita non vuoto:

il nostro sì

9.2.25

54

In ondivaghi spazi

(visione)

in ondivaghi spazi lasciano tracce nella carne del cielo ali d'angeli

17.2.25

55

Lui mi conosce

Lui mi conosce più di quanto io non mi conosca

chi non ha scheletri non è di questo mondo

17.2.25

56

Poesia che nasci

ti levi dal letto di tenebra monco alfabeto e annaspi nella luce

veleggia la tua barchetta di carta tra perigliosi flutti

sognando un'itaca lontana

19.2.25

57

Ove bellezza ti levi

solare sangue vortica sul perno dell'esistere ove bellezza ti levi a scalzare la morte

21.2.25

58

Doppio celeste

l'uomo celeste l'uomo terreno:

l'essere sdoppiato – la sua ombra proiettata

nell'apparire

23.2.25


FELICE SERINO

POESIE

QUALCOSA PUO' ANCORA ACCADERE 2

030 Untitled

il corpo quest'opera d'arte che governeremo fino alla polvere le gambe incrociate o a percorrere una vita in salita le braccia spalancate come Cristo se mani non abbiamo che piene di niente quel pizzico di follia ch'è da tutti dietro lo schermo della mente la bocca che sputa sentenze gli occhi lucenti di voli e vele per un infinito sogno di terre lontane

16-3-24

031 Nell'ultima ora (preghiera)

Ti riconosco nel bambino ch'elemosina all'angolo a cui dono una moneta ed un sorriso

Ti riconosco nel carcerato pentito che vede il sole a scacchi lontano dagli occhi e dagli affetti

Tu Taumaturgo Tu stargate Signore Gesù Cristo Guaritore di anime

ora che s'approssima l'ora Ti prego ricordati di me:

generato dal Tuo seme celeste consegno nelle Tue mani benedette la mia pochezza che ai Tuoi occhi splende

19.3.24

032 Sarò foglia

giungendo alla Tua soglia sarò foglia dondolante nel vento

19.3.24

033 Stanotte

stanotte in bagno scivolo sul mio vomito un'imprecazione colorita è scontata da previsioni una giornata radiosa mi ripagherà lo spero mi frulla qualche verso bizzarro le cose rimandate la barba d' una settimana

fa chiaro mi alzo e una leccatina avverto al calcagno della cagna che dal “piano” di sotto fa capolino

21.3.24

034 Resurrezione

lasciarsi sorprendere dal divino - aspersi da acqua e sangue si è vita nascosta nel Risorto

rotolare di massi dagli antri del cuore

fino ad aprirsi alla luce

1.4.24

035 Forse con gli anni

forse con gli anni non ricorderemo più i volti in seppia custoditi nel baule né i souvenir portati dai nonni dall'africa

ma avremo negli occhi il sangue dei papaveri su distese a perdita d'occhio quando ragazzini si emulava sandokan in scorribande spericolate pei vicoli

e viva ci resterà di quell'età l'ammicco d'una luna a prime cotte

sotto un mutevole cielo lasciammo aruspici emettere sentenze

3-5.4.24

036 Cavalli di nuvole

“scusi mi può aiutare? che c'è scritto qui non vedo bene”

riconoscente a chi si prodiga più del dovuto -si vede che ispiro tenerezza apparendo proprio 'vecchio' ai suoi occhi

volano mesi anni: attraversano il cielo come cavalli di nuvole che si scompongono a un soffio di brezza

10.4.24

037 Parole in dormiveglia

sfiorandomi la spalla un angelo all'orecchio mi sussurra lieve:

“superato lo scoglio spunta luce a oriente”

11.4.24

038 Poesia

ti avviti con lucido delirio nella ridda di parole - tra sprazzi di coscienza e sogno insegui gibigiane echi

ecco sfrondarti forbici-di-luce: la pagina è tuo lenzuolo quando in amplessi cerebrali muori-rinasci

la tua anima-di-carta ricrea armonie in cuore a spirali più alte

(prima stesura 1995, riveduta 17.4.24)

039 Altre dimensioni

lessi non ricordo dove -ti parrà strano- che anche i morti sognano

in diverse dimensioni oniriche sognano di loro stessi e di noi -noi morti-vivi

17.4.24

040 Archetipi

(come quando a sera non t'accorgi cadere nelle braccia di morfeo così vorresti il tuo distacco ultimo)

il momento imprecisato è punto vagante nell'aria da cui si diramano linee imprevedibili del sogno che luce ridonano agli archetipi e vita autonoma hanno nel sangue

(prima stesura 2004, riveduta 22.4.24.)

041 L'ultima morte

ogni fine sgomenta pur nella natura delle cose

dopo tante piccole morti -ti dici- benvenuta sia l'ultima: poi non vi sarà necessità di sorta né

dovrai chiedere: avrai sempre piena la faretra di frecce d'amore

23.4.24

042 Metamorfosi

sbattevo contro le porte della notte

mi affila oggi un vento di passione: che dirà la “cicatrice” se non bene del sé “rivalutato”

ora che mi vendemmia il tempo

25.4.24

043 Madre celeste

irrorasti i piedi della croce di lacrime salvifiche

Madre col tuo manto copri di pietà
i derelitti

Tu dei viventi avvocata Tu incoronata

2.5.24

044 Dissonanze

(della cervicale)
da qualche anno dormo su un lato non quello del cuore evito gli aerei precipizi della stanza capovolta . (degli acufeni) capita sovente che ad agitare i miei sonni siano folletti nella testa che schiamazzano a più non posso dilatano l'oscena notte . 4.5.24

045 Tra ondivaghe ombre

nel sogno è l'essere bilocato allucinati pensieri assumono forma e volto si destano dal loro sonno i morti

tra ondivaghe ombre ti specchi nel tuo doppelganger

9.5.24

046 Era una favola il mare

consapevole di trovarti nel sogno chiederti se riuscirai ad uscirne tuttavia volendoci restare ancora un poco

ché era una favola il mare su creste d'onde guizzavano pesci dalle squame luccicanti nel sole

calavano gabbiani a frotte

16.5.24

047 L'origine

in profondità celesti plasmati dal cuore del Suo sogno

in una piena di luce

19.5.24

048 Cielo indaco

deriva del sangue - . si staccano dal tramonto voli di sogni infranti . 20.5.24

049 D'un sogno

il ricevimento la torta a tre piani – ci potevi annegare in quel mare di panna -

“dateci sotto – let's go”: così suggeriva melliflua lei

la primadonna – gambe accavallate ben tornide – sembrava uscita dalla copertina di playboy

23.5.24

050 Divagazioni 2

notti agitate insonni – verrà pure il “sonno del giusto”

nonsense sfarfallano fra le coltri

la giornata si allunga l'albero rinverdisce

25-27.5.24

051 Il compianto

il caro trapassato vede non visto i commensali e il posto vuoto

vede gli scheletri usciti dall'armadio

-lo spirito è tra loro inavvertito

il compianto è sulla bocca dei congiunti in decorrenza del “compleanno”

-senza il brindisi

3-5.6.24

052 Coniunctio

e allora avremo dissolto insieme allo schermo di apparenze nomi e forme

con lo scenario della storia e i fiumi di sangue e di parole

anche il sale delle nostre lacrime

(poesia anni 90, riveduta 9.6.24)

053 Vasi comunicanti

hai aperto la camera e ti sei visto nel tuo letto -sdoppiato

ti sorprendi? dovresti intuirlo che ondivago sogno e reale son vasi comunicanti

e allora: quale la realtà ti chiedi se è sogno nel sogno o che – trovandoti uscito da te

9-15.6.24

054 Naufrago d'anni

accogli da naufrago d'anni il canapo che ti porge l'angelo

ai sussulti del cuore s'innerva la deriva del sangue che alluma

23.6.24

055 Dove andremo

(“Solo Tu hai parole di vita eterna”)

di sé l'io ci ha vestiti da che ci staccammo da Lui scegliendo l'albero della conoscenza

da allora ci convoglia a imbuto un tempo fugace al varco è un vuoto affamato

“da chi andremo”

26.6.24

056 Febbre creativa

inesauribile febbre di Dio febbre creativa di universi-mondi

febbre per l'uomo di cui Lui non è mai stanco

2.7.24

057 Ma Rainey

(omaggio alla indimenticabile 'mother of the blues')

Ma – un fremere viscerale lei il blues il ritmo la vertigine

Ma è l'ansimare dell'onda la bocca del mare gli abissi profondi è il sudore e il sangue delle piantagioni di cotone è il senzatetto è occhi secchi

Ma è il vuoto del braccio tranciato

portato via col pianto del vento

3.7.24

Ma Rainey, pseudonimo di Gertrude Rainey (nata Gertrude Pridgett; Columbus, 26 aprile 1886 – Columbus, 22 dicembre 1939),

058 Irrazionale

l'uzzolo di annotare dei versi balenati tra veglia e sonno cosa volevano dire ti chiedi lascia che parli il cuore tendi l'orecchio quando lo senti sussultare cogline i suoni di un altrove la poesia al più è irrazionale ti sorprende alle spalle

9.7.24


FELICE SERINO

POESIE

PERCORSI 2024 2

28

A SOPHIA

guagliunce' forse ti resta ancora l'intercalare delle mie parti

ti chiamavano 'a scugnizza poi sei cresciuta

t'immagino percorrere i vicoli di pozzuoli l'incedere provocante del tuo corpo acerbo slanciato verso il cielo

e ch'aggia fa' se ho anche gli occhi della mente e ancora la vivezza dei sensi

29

ISPIRAZIONE

fare spazio all'urgenza assecondare l'onda del sangue

passare al crivello le emozioni

librarsi dell'anima in un azzurro macchiato di rondini

30

FANTASTICANDO

ci si è evoluti dall'uomo-scimmia o homo erectus?

Dio si diletta con la creazione delle specie più strane

noi mortali a chiederci se sia nato prima l'uovo

31

IO SONO LE MIE EMOZIONI (visione)

-stanotte ti verrò a trovare- mi ha detto

-eccomi: sono con soma o senza le mie emozioni – grumo di passioni il cuore staccato da terra

-mi dici dov'è il tuo pungiglione?

32

SE TENDI OLTRE L'ORIZZONTE

riserva novità la mattina se tendi oltre l'orizzonte lo sguardo assuefatto ai naufragi

33

POESIA

luce inquieta aleggia nei precordi

muore rinasce la parola sui crinali del sogno dove la musa è assisa

poesia è fanciulla che si specchia nella cattedrale del cuore

34 Nuove prospettive

cumuli-nembi - le tue pareidolie

specchi nel lago celeste la tua pena fatta pane che spezzi

col becco vi fa cerchi il cormorano

vagheggia la mente - t'intoni col respiro degli alberi

la vita ha nuove prospettive

10-15.8.23

35 Lontananze

tra smagliature del giorno scruto il cielo – sogno lontananze

nuove prospettive? tra pro e contro di pulsioni inverse

la vita imbroglia le carte

risillaba palpiti voci

16.8.23

36 Di spalle (ad A.)

di spalle ti sento avvinghiata come un ragno

avverto la tua gradevolezza come l'albero “quella” del venticello tra le foglie

stavo entrando in un sogno “voluto” poi svanito

19.8.23

37 Sillabe

conti sillabe sulle dita settembre il mare ancora invita il mormorio della risacca t'ispira? occhi chiusi “anneghi nel tempo” *

  • Cardarelli

20.8.23

38 Il lampo

arrampicarti sugli specchi se vuota è la stanza della mente e lampo non ti è propizio

allumare d'anima a dar colore a una vita scialba

30.8.23

39 La colomba

chi più chi meno si sconta il proprio “purgatorio” qui come hitler e i satrapi l'inferno un'ala di colomba taglierà l'aria quando il tempo sarà compiuto per accoglierci il seno dell'Altissimo

4.9.23

40 Volti

(ti chiedi se agli altri non appari come te riflesso nello specchio)

volti e volti a ondeggiare in sequenza da film volti che s'eclissano

un ovale come se ne vedono solo una volta in sogno: l'ideale: frutto d'immaginazione? sia pure

in cadenza d'inganni scorre la vita fiume alla sua foce

8.9.23

41 Respiri di cielo

sono assetato di luce

non so penetrare il Suo profondo

ché di terra sono e inerme

mi si sciolgono le ore come cera

pure mi vivono dentro respiri di cielo

9.9.23

42 Padre nostro

Padre nostro che sei nei cieli

quanto sangue già versato il Tuo d'uomo-dio nei ghetti quello del nero che da secoli ancora grida

Padre nostro che sei nei cieli quanto ancora da versare dei nuovi Falcone e Romero a fare i martiri della storia

Padre nostro che ci guardi dal cielo Ti rendiamo grazie noi che baciamo il Tuo sangue salvifico

12.9.23

43 Bomba d'acqua

la sorprese giù in cantina dov'era discesa a sistemare gettare roba inutile pulire -il cellulare restò a quella data

oggi inebetito lui si aggira per i viali si chiederà “Dio perché” avendo perso la luce degli occhi

vedovo affranto percorre i margini del tempo parla con la sua ombra sul muro

14.9.23

44 Bomba d'acqua 2

la cantina era una cabina di veliero sommerso dove zigzagavano i pesci del sogno

sogno non era: lei era dell'acqua: un solo abbraccio

15.9.23

45 Divagando

la sventola attira gli sguardi degli avventori seduti al dehor pensi alla “bambola” di buscaglione

il solito giro pomeridiano -breve ormai per l'età- pensi: è buona decenza tenere in salute fido la prostata i denti che ballano

21.9.23

46 Questa frenesia di vita

sempre cerchi il tuo centro mai soddisfatto ripieghi sul digitale a tua immagine (il cellulare protendimento del tuo braccio)

usi e sei usato in questa frenesia di vita vissuta alla giornata in una gioia feroce:

sei trottola che gira all'impazzata

24.9.23

47 In dormiveglia all'alba

in dormiveglia all'alba mi sorprendono pensieri dove chiama il sangue lacerato sono dalle funi tra spirito e carne

ah infine dormire nell'abbraccio delle stelle indulgenti: azzurrità a cui da sempre anelo

26.9.23

48 Parusia

alla fine dei tempi si rivelerà l'arcano il Santo Spirito ti aprirà le braccia

non da sangue Lo riconoscerai

con la luce non col fango sarai ri-creato

30.9.23

49 Dell'intelligenza artificiale

l'amica guardandomi in foto “in gran forma!” mi dice e voglio crederci oltre gli ottanta un vortice d'anni penso chissà fra un secolo come sarà questo mondo in mano a chi verrà se s'userà per umani fini l'intelligenza artificiale se vita sarà ancora “vita” e il sentimento manipolato vieppiù svilito ?

4.10.23

50 Il rifugio

sono il cormorano incatramato - non son capace che d'un amore piccolo legato come sono alla terra

così per il dolore fardello da portare se il cuore è squassato e la carne soltanto urlo animale

ah un rifugio anelo come grembo di madre

9.10.23

51 La vita leggera

ti dici: va' dove ti porta il cuore con la vela della passione verso terre viste solo in sogno

lungo la coda dell'occhio nuvole vaghe

a dire la vita leggera

11.10.23

52 Segmenti

loro -vien detto- ci vedono di là - saprò io rinonoscerti?

o saremo un unico fondersi di luce cosmica?

divago – mi arrabatto tra le righe

un moscerino attraversa la luminosità del monitor segnando in diagonale segmenti tortuosi

come i pensieri della mente

15.10.23

53 Borderline

avvolto in un mantello di vento a vivere contromano senza nervi di ricambio

puoi sentire la vita deragliare su binari del sangue

22.10.23

54 Alle origini

ci verrà resettata questa vita? e le emozioni e i sogni?

sentiremo in altro modo – forse -

torneremo alle origini come quando eravamo non duplicati non infangati: veri

come la prima luce

24.10.23

55 Un volgere d'anni

mi sveglia il canto del gallo non trovo la tua mano ti sei appena alzata

c'incalza tiranno il tempo in questo volgere d'anni

benché non t'abbia sciupato questa luminosità del viso

quanti da aspettare ancora inverni a gelare le ossa

30.10.23

56 Distese

t'innamori della parola colomba che sorvola distese dell'anima

3.11.23

57 I frutti

dal modo in cui vivi ti costruisci il tuo “altrove”

a cospirare il bene donato -l'angelo che in te si svela

sarà tempo di vendemmia

9.11.23

58 Vita parallela

storci la bocca a chi afferma di là non c'è niente – consapevole di una vita parallela

non sai come sia ma vuoi pensarla un infinito mare di luce dove vivere una giovinezza eterna

dove la Parola ti accoglie all'ombra delle sue ali

dove la Sapienza si fa conoscere

12.11.23

59 Nascere

sempre in bilico sul ciglio d'ondivago esistere

si è imparentati con la morte nel solco d'un continuo nascere

14.11.23

60 Storiella

lo vedeva sempre all'angolo della strada suonare l'ocarina un giorno d'istinto lo abbracciò gli disse suona per me

bel moro lineamenti latini -scintilla fu o desiderio? – gli aprì la sua casa e dopo un buon bagno finirono a letto

qualche mese dopo la storia finì lui uccel di bosco amava la libertà

(storiella dal sapore d'una favola ... ma a volte lo è la realtà)

17.11.23