Transit

Ambiente

(204)

(MC1)

Le #OlimpiadiInvernali di Milano-Cortina dovevano essere “le più sostenibili di sempre”, un inno grandioso alla sobrietà ecologica e all’efficienza economica impeccabile. Peccato che alla prova dei fatti si rivelino incoerenti e ipocrite: un gigantesco, colossale esercizio di greenwashing pagato a rate dai contribuenti italiani, mentre i politici si riempiono la bocca fino a scoppiare con la parola “legacy” e i boschi secolari vengono abbattuti senza pietà per fare spazio a piste da bob che nessuno utilizzerà mai dopo lo spettacolo.

Prendete pure la famigerata pista di #Cortina, il simbolo perfetto e lampante di questa follia pura: partita con una stima iniziale di 47 milioni di euro, ora schizza vertiginosamente a 82 milioni con proiezioni che arrivano fino a 122 milioni, più un milione l’anno fisso solo per la gestione quotidiana.

Per costruirla si sacrificano senza rimorso 500 larici secolari in un bosco pregiato e protetto della conca ampezzana, alterando per sempre il paesaggio naturale in un’epoca in cui tutti fingono di piangere per il clima impazzito e la deforestazione galoppante (ma figuriamoci pure, per due settimane di slittate milionarie e vuote di senso si fa qualunque cosa, anche l’impensabile.)

E non si tratta solo di ambiente devastato: l’impronta di CO₂ complessiva è stimata in un milione di tonnellate, senza nemmeno un dato preciso e verificabile per singola opera infrastrutturale, e ben il 60% delle infrastrutture manca del tutto di una valutazione di impatto ambientale completa e adeguata, in palese e sfacciata contraddizione con il dossier di candidatura che prometteva trasparenza assoluta e rigore scientifico.

(MC2)

Sul fronte economico rappresenta un manuale completo del disastro pubblico annunciato: dalle stime iniziali di 1,36 miliardi si è arrivati a quasi 6 miliardi totali gonfiati all’inverosimile, con appalti opachi e nebulosi, indagini serrate della Procura di Milano su turbative d’asta e corruzione diffusa, e un decreto ad hoc subdolo che sottrae la Fondazione allo status di ente pubblico per rendere infinitamente più complicati i controlli necessari.

La favola consolatoria dei “fondi privati” è una bufala totale, con 2 miliardi di costi organizzativi di cui 400 milioni pubblici non previsti nei piani originali, e un deficit patrimoniale già oltre i 150 milioni accumulati a metà 2025. Lo Stato interverrà come sempre a tappare i buchi enormi, mentre le scuole in montagna chiudono i battenti e i servizi essenziali vengono tagliati senza scrupoli per “mancanza di fondi”.

L’eredità promessa per i territori è una collezione di cattedrali nel deserto inutili, proprio come la pista di Torino 2006 che marcisce abbandonata da anni. Invece di investire con intelligenza in ripristino post-Vaia o in progetti seri di riduzione emissioni, si buttano decine di milioni in un impianti iper-specialistici con un impatto climatico devastante e irreversibile in un’epoca di inverni sempre più miti e incerti. Prioritizziamo lo spettacolo globale effimero sulle vite reali e concrete dei cittadini.

È tempo di dire le cose come stanno prima che sia troppo tardi. Milano-Cortina resterà il simbolo della nostra incapacità di coniugare intelligenza e realismo, in una farsa ipocrita che rende felici solo albergatori e politici.

#Blog #OlimpiadiInvernali #MilanoCortina #Italia #Ambiente #Economia

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(Marmolada)

E' tutto già fuori scala, oltre i limiti. Non ci saranno più ghiacciai, chi vorrà sciare -per quanto possa non essere importante- dovrà salire oltre i tremila metri tra pochi anni, non decenni. Se non è un problema, quale lo è? No, non è il solito post allarmistico, pseudo ecologico e molto banale. E' solo una foto (qui) di dove siamo e una diapositiva di dove stiamo andando. Come tutto, a questo mondo, possiamo fregarcene. Tanto la natura farà come ha deciso. Chi perde siamo sempre noi, cosiddetti “umani”. E lo sci non ci piace nemmeno. (A&D)

#Blog #Transit #CambiamentiClimatici #ClimateChange #Ambiente

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Dieci righe 114

(Microplastiche)

(Questa notizia sulle microplastiche) non è brutta: è molto più di questo. E' la sintesi, tremenda e perfetta, che il punto di “non ritorno” è stato lasciato alle spalle. 430 milioni di tonnellate -sic- sparse su tutto il pianeta e, evidentemente, anche dentro di noi. Cose talmente piccole che è impossibile accorgersi di qualcosa. Mentre affoghiamo, letteralmente, nei prodotti che abbiamo creato, come in un film di fantascienza di “serie B”, silenziosi ed invisibili, questi vettori della nostra incapacità di capire i danni del progresso, ci avvelenano. Non è moralismo alla buona: è prendere coscienza di non avere ragionato, quasi nessuno, sul fatto che ogni azione ha una conseguenza. Ogni. Ed ora ci sbattiamo per trovare soluzioni ad azioni che sono irrisolvibili. Potremmo dare la chiosa a questo post dicendo che nemmeno aprire una finestra per “cambiare” l'aria servirà. Quello che entra è peggio di quello che vogliamo evitare. (A&D)

#Blog #DieciRighe #Ambiente #Microplastiche

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Dieci righe 106

Reati ambientali)

Nel rapporto di #Legambiente sui #reatiambientali (qui) ritroviamo un'immagine dell'#Italia che possiamo ben conoscere semplicemente girandola. Il cemento abusivo la fa da padrone ed in tempi di discussione sui finanziamenti del #PNRR si continua a infrangere la legge, ben consapevoli che perfino i cosiddetti professionisti spesso cercano la via più semplice. Quasi mai è quella dell'onestà. Nel mentre, che è una cosa storica, ci mangiamo il territorio, lo depauperiamo, lo cambiamo, lo soffochiamo. E dobbiamo sottolineare anche che, secondo la nostra modestissima opinione, anche gettare una “cicca” o una cartaccia per terra, abbandonare rifiuti dopo una festa tra amici nei parchi o sui sentieri sono reati ambientali. L' educazione è alla base di tutto e non ci sono lauree che tengano. Cosa semplice da capire e da attuare. (A&D)

#Blog #DieciRighe #Ambiente #Italia #Opinioni

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Dieci righe 15

No, niente post sulla guerra contro l'#Ucraina. Oggi li leggerete ovunque e con tutte le opinioni. Volevo andare completamente OT e pensare ai 17 sforamenti di polveri sottili che già abbiamo avuto qui a #Udine. Meno di centomila abitanti, ma con l'indotto di un centro regionale importante per il lavoro ed il commercio. Resta il fatto in sè. L'area più inquinata d'#Europa, la “Pianura Padana”, ormai si estende fino alla Slovenia e non si accenna a nessuna vera strategia per invertire la rotta. Andare a lavorare a piedi è un terno al lotto: consigliano le mascherine e di tenere le finestre chiuse. Non piove, non tira vento. Nessuno sembra voler cambiare le proprie abitudini. Non servono dati ed ammonimenti, non serve ragionare. L'unica cosa è continuare a mettere chiodi sulla bara dell'aria. (D.)

#Blog #Udine #FriuliVeneziaGiulia #Air #Aria #Smog #Ambiente #ClimateCrisis

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