2SAMUELE – Capitolo 21

APPENDICI (21,1-24,25)

Carestia e sacrificio di sette membri della stirpe di Saul 1Al tempo di Davide ci fu una carestia per tre anni; Davide cercò il volto del Signore e il Signore gli disse: “Su Saul e sulla sua casa c'è sangue, perché egli ha fatto morire i Gabaoniti”. 2Allora il re chiamò i Gabaoniti e parlò loro. I Gabaoniti non erano Israeliti, ma un resto degli Amorrei, e gli Israeliti avevano fatto con loro un giuramento; Saul però, nel suo zelo per gli Israeliti e per quelli di Giuda, aveva cercato di colpirli. 3Davide disse ai Gabaoniti: “Che devo fare per voi? In che modo espierò, perché voi possiate benedire l'eredità del Signore?”. 4I Gabaoniti gli risposero: “Fra noi e Saul e la sua casa non è questione d'argento o d'oro, né ci riguarda l'uccidere qualcuno in Israele”. Il re disse: “Quello che voi direte io ve lo farò”. 5Quelli risposero al re: “Di quell'uomo che ci ha distrutti e aveva progettato di finirci, perché più non sopravvivessimo in tutto il territorio d'Israele, 6ci siano consegnati sette uomini tra i suoi figli e noi li impiccheremo davanti al Signore a Gàbaon, sul monte del Signore”. Il re disse: “Ve li consegnerò”. 7Il re risparmiò Merib-Baal, figlio di Giònata, figlio di Saul, per il giuramento del Signore che c'era tra loro, tra Davide e Giònata, figlio di Saul. 8Il re prese i due figli che Rispa, figlia di Aià, aveva partoriti a Saul, Armonì e Merib-Baal, e i cinque figli che Merab, figlia di Saul, aveva partoriti ad Adrièl di Mecolà, figlio di Barzillài. 9Li consegnò nelle mani dei Gabaoniti, che li impiccarono sul monte, davanti al Signore. Tutti e sette caddero insieme. Furono messi a morte nei primi giorni della mietitura, quando si cominciava a mietere l'orzo. 10Allora Rispa, figlia di Aià, prese il sacco e lo stese sulla roccia, dal principio della mietitura fino a quando dal cielo non cadde su di loro la pioggia. Essa non permise agli uccelli del cielo di posarsi su di loro di giorno e alle bestie selvatiche di accostarsi di notte. 11Fu riferito a Davide quello che Rispa, figlia di Aià, concubina di Saul, aveva fatto. 12Davide andò a prendere le ossa di Saul e quelle di Giònata, suo figlio, presso i signori di Iabes di Gàlaad, i quali le avevano sottratte furtivamente dalla piazza di Bet-Sean, dove i Filistei li avevano appesi quando avevano colpito Saul sul Gèlboe. 13Egli riportò le ossa di Saul e quelle di Giònata, suo figlio; poi si raccolsero anche le ossa di quelli che erano stati impiccati. 14Le ossa di Saul e di Giònata, suo figlio, furono sepolte nel territorio di Beniamino a Sela, nel sepolcro di Kis, padre di Saul. Fu fatto quanto il re aveva ordinato e, dopo questo, Dio si mostrò placato verso la terra.

Gesta eroiche contro i Filistei 15I Filistei mossero di nuovo guerra a Israele e Davide scese con i suoi servi a combattere contro i Filistei. Davide era stanco 16e Isbi-Benòb, uno dei discendenti di Rafa, con una lancia del peso di trecento sicli di bronzo e portando una spada nuova, manifestò il proposito di uccidere Davide; 17ma Abisài, figlio di Seruià, venne in aiuto al re, colpì il Filisteo e lo uccise. Allora gli uomini di Davide gli giurarono: “Tu non uscirai più con noi a combattere e non spegnerai la lampada d'Israele”. 18Dopo questo, ci fu un'altra battaglia con i Filistei, a Gob. Allora Sibbecài di Cusa uccise Saf, uno dei discendenti di Rafa. 19Ci fu un'altra battaglia con i Filistei, a Gob, ed Elcanàn, figlio di Iair, di Betlemme, uccise Golia di Gat: l'asta della sua lancia era come un cilindro da tessitori. 20Ci fu un'altra battaglia a Gat, dove c'era un uomo di grande statura, che aveva sei dita per mano e per piede, in tutto ventiquattro, e anche lui discendeva da Rafa. 21Egli sfidò Israele, ma Giònata, figlio di Simeà, fratello di Davide, lo uccise. 22Questi quattro discendevano da Rafa, a Gat. Essi caddero per mano di Davide e dei suoi uomini.

__________________________ Note

21,1 I capitoli 21-24 interrompono il filo principale della narrazione, che continua in 1Re 1. Si tratta di una interruzione sia letteraria che cronologica, perché gran parte del materiale narrativo, qui inserito a opera di un redattore deuteronomistico, si riferisce a eventi precedenti alla rivolta di Assalonne.

21,17 non spegnerai la lampada d’Israele: la lampada è il segno della vita che continua, significa la discendenza regale (vedi Sal 132,17).

21,19 Elcanàn…: si registra qui una tradizione circa la morte di Golia, diversa da quella tramandata in 1Sam 17,1-18,5.

=●=●=●=●=●=●=●=●=●=●=●=

Approfondimenti

21,1-24,25. La cronaca della successione al trono di Davide (2Sam 9-20; 1Re 1-2) è interrotta dall'inserzione di sei “appendici” di contenuto storico e poetico, incerte quanto a provenienza e datazione. Risalgono verosimilmente a un tempo molto antico, non molto diverso da quello del resto del libro, poiché sembrano rifarsi soprattutto a documenti e liste d'archivio (cataloghi di persone e cronache: cfr. 21,15-22; 8-39) oltre che a tradizioni orali. Non hanno un rapporto diretto con la narrazione precedente e non sono pochi i problemi che sorgono a ta le proposito (come valutare 21,1-14 rispetto a 5-13?). Non è l'unico caso nella Bibbia in cui l'autore (o redattore) aggiunge alla sua opera parti chiaramente eterogenee rispetto al piano generale (cfr. Gn 49; Dt 32-33; Gdc 17-18 e 19-21). Tuttavia le sei “appendici” si innestano bene su 1-2 Sam e mostrano una prospettiva teologica ben definita in funzione dell'interpretazione dell'opera e della definizione del ruolo di Davide nella storia salvifica (cfr. in particolare i cc. 22 e 24). Anche la successione delle “appendici” rivela una sensibilità tutt'altro che disprezzabile: esse sono disposte simmetricamente e concentricamente attorno alle due pericopi poetiche centrali (22,1-51 e 23,1-7) cosicché agli aneddoti di indole militare (21,15-22 e 23,8-39) che occupano le posizioni intermedie corrispondono, infine, i racconti storici (21,1-14 e 24,1-25). Il Cronista ha ripreso parte della seconda appendice (21,18-22 = 1Cr 20,4-8), la quinta e la sesta (23,8-39 = 1Cr 11,11-47 e 24,1-25 = 1Cr 21,1-30), mentre la terza (22,1-51) è riprodotta anche nel libro dei Salmi (Sal 18).

21,1-14. L'impressionante episodio dell'esecuzione di sette figli di Saul (v. 9) e della difesa dei loro cadaveri da parte di Rizpa (v. 10; cfr. 3, 7), prende le mosse da un'inspiegabile carestia che tormenta Israele. Il Signore rivela a Davide che essa è dovuta alla sua collera per un fatto di sangue commesso da Saul contro i Gabaoniti e mai vendicato (v. 1). Secondo la legge di Nm 35,33 (cfr. Gn 9,5-6) il crimine può essere espiato soltanto spargendo il sangue del reo (3,27.30; 7) o dei suoi familiari (cfr. il “principio della solidarietà”: 12,14). Davide non si rallegra del tragico destino dei sette giovani (contro la presunzione di Simei: 16,8), ma deve adeguarsi alla necessità di una riparazione cruenta anche per stornare la maledizione gettata dai Gabaoniti su Israele (v. 3). Tale disposizione interiore sembra confermata dal suo impegno nel seppellire dignitosamente le ossa dei giustiziati assieme a quelle di Saul e Gionata (cfr. 1Sam 31,13) nel sepolcro di famiglia (vv. 12-14). La menzione del figlio di Gionata Merib-Baal (v. 7) ci fa pensare che la vicenda (ammesso che sia accaduta davvero, e nei termini descritti) sia da correlare cronologicamente col c. 9. Resta irrisolta la questione suscitata da 9,3, che nega l'esistenza di altri eredi oltre a Merib-Baal.

1. «carestia»: se la pioggia è considerata una benedizione (Dt 11,14-15; Ger 5,24; Gl 2,23) nella carestia si vede invece un castigo divino (Lv 26,18-20; Dt 28,23-24; 1Re 17-18; 2Re 8,1; Gc 5,17-18). «cercò il volto del Signore»: non significa «consultare» Dio (verbo š’l: 1Sam 14,37; 23,2; 28,6; 30,8; 2Sam 2,1; cfr. 1Sam 14,41) bensì ricorrere a lui per avere il perdono (Os 5,15), essere disponibili a compiere la sua volontà (Sal 24,6; 27,7-8; 105,4) o supplicarlo affinché cessi una calamità (qui e 2Cr 7,14). La modalità della rivelazione di Dio a Davide non è precisata (rivelazione diretta o mediante un profeta?). «Su Saul... fatto di sangue»: testo completato secondo i LXX. TM ha lett. «A Saul e alla casa sangue».

2. «Gabaoniti»: questa popolazione era riuscita con un'astuzia a rimanere nel proprio territorio stringendo alleanza con Giosuè (Gs 9). Lo zelo per l'unità fra le tribù aveva indotto Saul a perseguitarli con i suoi metodi violenti (cfr. 1Sam 22,11-19). Questa gravissima violazione degli accordi intercorsi tra i Gabaoniti e Israele (cui è legata la fuga dei Beerotiti: cfr. 4,2-3) è la causa diretta della carestia.

3. «In che modo espierò»: i Gabaoniti hanno maledetto Israele a causa di Saul. Bisogna che tale maledizione si trasformi in una “benedizione” (cfr. Gdc 17,2). Gli altri modi per neutralizzare una maledizione sono l'eliminazione fisica di chi l'ha pronunciata (16,9; 1Re 2,8-9.44-46) oppure la distruzione del testo scritto che la contiene (Ger 36,23).

4-6. Secondo il tortuoso stile orientale i Gabaoniti esordiscono con una negazione, ma la formulano in modo tale da far capire a Davide l'obiettivo che intendono conseguire; solo quando Davide offre la sua disponibilità (e non può fare altrimenti, date le circostanze) essi espongono i termini della richiesta: «sette uomini». Il “sette” è un numero sacro e un simbolo di totalità (cfr. 6,13), dunque è la misura adeguata per saldare il “debito” con la casa di Saul «davanti al Signore». «li impiccheremo» (v. 6): il verbo yq‘ (hifil) appare solo qui e in Nm 25,4. Non è chiaro il genere di pena capitale cui si riferisce: impalamento, impiccagione o altro. Si potrebbe tradurre con un generico «li giustizieremo» (cfr. vv. 9.13). «Ve li consegnerò»: lett. «Io li darò». L'“io” enfatico richiama l'attenzione sul fatto che Davide intende riservarsi la scelta delle vittime tra tutti i «figli» (in senso lato) di Saul, risparmiando Merib-Baal (cfr. 19,25 ss.) in ossequio al giuramento fatto a Gionata (v. 7; cfr. 1Sam 20,15-16). Guai se dovesse disattenderlo: una nuova maledizione si abbatterebbe sulla casa di Davide. La traduzione più adeguata è perciò: «Sarò io stesso a consegnarveli».

9. «sul monte»: l'altura (bāmâ) di Gabaon era la più grande d'Israele (1Re 3,4). Fino al tempo di Salomone vi furono conservate la Dimora e l'altare dell'olocausto (1Cr 21,29). «quando si cominciava a mietere l'orzo»: evidentemente si tratta solo di un'indicazione cronologica (mese di maggio), dato che la carestia non consente il raccolto da ormai tre anni. Sta per iniziare la stagione più calda e arida: se alla scadenza naturale (ottobre-novembre) la pioggia tornerà a cadere, questo sarà il segno della ritrovata benevolenza celeste.

10-11. Rizpa difende tenacemente i cadaveri dagli uccelli e dalle fiere sino alla fine della siccità. I giustiziati vengono infatti privati della sepoltura in attesa del segno inequivocabile che la maledizione è stata annullata, in apparente contraddizione con la norma di Dt 21,22-23 (cfr. Gs 8,29). L'orrore dell'antichità per la privazione della sepoltura è ampiamente documentato: Antigone di Sofocle, Ghilgamesh (tav. XII,151-153), Palinuro (Eneide VI, 362-371), Afrodite (Iliade XXIII, 184-187: la dea custodisce la salma di Ettore dai cani “giorno e notte”). Cfr. anche 1Sam 44-46. «mantello di sacco» (v. 10): l'abito del lutto (cfr. 12,16-21) diventa un simbolo dell'audacia materna che difende i propri figli anche oltre la morte.

14. «come anche le ossa degli impiccati»: aggiunto con i LXX. «Zela»: non lontano da Gerusalemme (cfr. Gs 18,28). «fu fatto..»: si riferisce all'esecuzione, non alla sepoltura dei sette giovani. Infatti questo versetto conclude la pericope riprendendo il v. 1 a mo' d'inclusione: alla notizia della carestia corrisponde quella della sua cessazione e alla richiesta di una riparazione fa eco la conferma della sua attuazione.

15-22. La seconda appendice tramanda la memoria di alcuni episodi straordinari avvenuti durante le guerre contro i Filistei nei primi anni del regno di Davide (cfr. 5,17-25). Si tratta di quattro duelli, nel corso dei quali quattro “prodi” di Davide uccidono altrettanti Filistei, glganti «figli di Rafa» (= Refaim: commento a 1Sam 17,4). Il testo è purtroppo molto rovinato e richiede diverse correzioni. Tuttavia se ne riconoscono l'antichità (forse è un riassunto, incompleto e malamente trasmesso, di tradizioni orali) e la storicità. La dimensione religiosa è del tutto assente.

16. «cinto di una spada nuova»: la parola «spada», omessa da TM e LXX, è restituita con Vg. I LXX traducono «nuova» (ḥădāšâ) con «mazza».

  1. «Abisai»: nipote di Davide, è una figura ben nota al lettore (1Sam 26,6-9; 2Sam 2,18; 10,10; 16,9; 19,22; 20,6-7.10). 23,18-19 lo annovera tra i “prodi” di Davide. «non spegnerai la lampada d'Israele»: la vita di Davide
  2. luce, gioia, prosperità del popolo – è troppo preziosa per essere messa a repentaglio.

18. «Gob»: località sconosciuta, ubicata presumibilmente tra Gat e Gerusalemme (o Ebron, nel caso che Davide non l'avesse ancora conquistata: cfr. 5,6-12). «Sibbecai il Cusatita»: originario della zona di Betlemme (cfr. 1Cr 4,4), sarà uno dei dodici ufficiali superiori al servizio del re (1Cr 27,11). Forse appartiene anch'egli ai “prodi” (in 23,27 «Mebunnai» potrebbe essere una corruzione di «Sibbecai», a causa del facile scambio mem/samec e nun/kaf).

19. «Elcanan, figlio di Iair»: è lo stesso Elcanan, «figlio di Dodo» nominato in 23,24 tra i “prodi”? TM ha «Elcanan figlio di ya‘rê ’ōrᵉgîm (lett. dei boschi dei tessitori)». «Iair» è ricostruito col qere di 1Cr 20,5; ’ōrᵉgîm è evidentemente una dittografia della notizia sulla lancia «come un subbio di tessitori», che ci rimanda a 1Sam 17,7; «il fratello»: manca da TM, LXX e Vg. La parola è aggiunta con 1Cr 20,5 (da correggere quanto al nome del Filisteo, che rimane anonimo: «Lacmi» significa «il Betlemmita»). L'episodio non è da confondere con quello narrato da 1Sam 17.

20-22. Il quarto gigante «insulta Israele» come Golia (1Sam 17,10.26.45). Il particolare impressionante della sua polidattilia è ritenuto più essenziale del nome. Il suo uccisore è Gionata, nipote di Davide e fratello di quel Ionadab che fu cattivo consigliere di Amnon (13,3). Anche Gionata fa parte della schiera dei “prodi” (23,33).

(cf. ANGELO LANFRANCHI, 2Samuele – in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)


🔝C A L E N D A R IIndice BIBBIAHomepage