DE CATECHIZANDIS RUDIBUS – 28

Il racconto della creazione

28. Di questo riposo parla la Scrittura. Dice che all’inizio del mondo, quando Dio fece il cielo e la terra, per sei giorni operò, e il settimo giorno riposò (cf. Gn 1; 2,1-3). (15) Essendo onnipotente, poteva far tutto in un istante. Certo fatica non ne aveva fatta quando «disse, e le cose furono fatte; comandò, e furono create» (Sai 148,5); e quindi non poteva aver bisogno di riposo. Volle solo indicare che dopo le sei età di questo mondo, il settimo giorno riposerà coi suoi santi; o meglio, saranno loro stessi a riposare in lui, dopo averlo servito con le buone opere, le opere che lui compie in loro, lui che chiama, e comanda, e perdona le colpe passate rendendo giusto chi prima era empio. Così, come nel momento che essi operano il bene si dice che è lui a operare il bene, così quando essi riposano si dice che è lui a riposare in essi. Dio non ha certo bisogno di riposo perché non prova la fatica. Tutto ha fatto con la sua parola; e la Parola è il Cristo, in cui hanno riposo nel silenzio santo gli angeli e tutti i puri spiriti del cielo.

Caduto per la colpa, l’uomo ha perduto il riposo che aveva nella divinità del Verbo, ma poi lo ha riacquistato nella sua umanità. (16)

Per questo, quando ha ritenuto maturi i tempi, Dio s’è fatto uomo ed è nato da una donna. Non poteva essere contaminato dalla carne, colui che avrebbe purificato la carne.

Lo Spirito rivelò agli antichi santi che sarebbe venuto, ed essi profetarono: e così si salvarono credendo nella sua venuta futura, come noi ci salviamo credendo che è venuto. Lo ha fatto perché amassimo Dio che ci ha amati a tal punto da mandare il suo unico Figlio, vestito della nostra carne mortale, a morire a causa dei peccatori e per i peccatori. Fin dall’inizio dei tempi la profondità e sublimità di questo mistero non cessa di essere prefigurata ed annunciata.

__________________________ Note

(15) Vediamo come, nel parlare della creazione, Agostino non pone molto l’accento sul significato «materiale» del racconto biblico, ma vi ricerca subito il significato profondo, religioso.

(16) Prima della colpa l’uomo era in pace con Dio (quindi anche col Verbo non ancora fatto carne). Dopo la colpa la pace fu riacquistata attraverso il sacrificio del Verbo che s’è fatto uomo. __________________________

«DE CATECHIZANDIS RUDIBUS» LETTERA AI CATECHISTI di Sant'Agostino di Ippona con introduzione e note a cura di GIOVANNI GIUSTI Ed. EDB – © 1981 Centro Editoriale Dehoniano Bologna https://www.canoniciregolari-ic.com/s-agostino-catechesi/


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