ESD – Capitolo 7

RITORNO DI ESDRA (7,1-10,44)

Presentazione di Esdra 1Dopo questi avvenimenti, sotto il regno di Artaserse, re di Persia, Esdra, figlio di Seraià, figlio di Azaria, figlio di Chelkia, 2figlio di Sallum, figlio di Sadoc, figlio di Achitùb, 3figlio di Amaria, figlio di Azaria, figlio di Meraiòt, 4figlio di Zerachia, figlio di Uzzì, figlio di Bukkì, 5figlio di Abisùa, figlio di Fineès, figlio di Eleàzaro, figlio di Aronne, sommo sacerdote, 6Esdra dunque partì da Babilonia. Egli era uno scriba esperto nella legge di Mosè, data dal Signore, Dio d'Israele. Poiché la mano del Signore, suo Dio, era su di lui, il re aveva esaudito ogni sua richiesta. 7Partirono per Gerusalemme alcuni Israeliti, sacerdoti, leviti, cantori, portieri e oblati, nel settimo anno del re Artaserse. 8Egli arrivò a Gerusalemme nel quinto mese: era l'anno settimo del re. 9Egli aveva fissato la partenza da Babilonia per il primo giorno del primo mese, e il primo del quinto mese arrivò a Gerusalemme, poiché la mano benevola del suo Dio era su di lui. 10Infatti Esdra si era dedicato con tutto il cuore a studiare la legge del Signore e a praticarla e a insegnare in Israele le leggi e le norme.

Autorizzazione da parte del re 11Questa è la copia del documento che il re Artaserse consegnò a Esdra, sacerdote, scriba ed esperto nei comandamenti del Signore e nelle leggi date a Israele: 12“Artaserse, re dei re, al sacerdote Esdra, scriba della legge del Dio del cielo, salute perfetta. Ora, 13io ordino che, nel mio regno, chiunque del popolo d'Israele, dei suoi sacerdoti e dei leviti vuole venire a Gerusalemme, venga pure con te; 14infatti da parte del re e dei suoi sette consiglieri tu sei inviato a fare inchiesta in Giudea e a Gerusalemme riguardo alla legge del tuo Dio che è nelle tue mani, 15e a portare l'argento e l'oro che il re e i suoi consiglieri inviano come offerta spontanea al Dio d'Israele che abita a Gerusalemme, 16e tutto l'argento e l'oro che troverai in tutta la provincia di Babilonia, insieme con le offerte spontanee che il popolo e i sacerdoti offriranno per il tempio del loro Dio a Gerusalemme. 17Perciò con questo argento ti prenderai cura di acquistare tori, arieti, agnelli, con le loro oblazioni e le loro libagioni, e li offrirai sull'altare del tempio del vostro Dio che è a Gerusalemme. 18Con il resto dell'argento e dell'oro farete quello che sembrerà bene fare a te e ai tuoi fratelli, secondo la volontà del vostro Dio. 19I vasi, che ti sono stati dati per il culto del tempio del tuo Dio, rendili al Dio di Gerusalemme. 20Il resto di quanto occorre per il tempio del tuo Dio, e che spetta a te procurare, lo procurerai a spese del tesoro del re. 21Io, il re Artaserse, ordino a tutti i tesorieri dell'Oltrefiume: Tutto ciò che Esdra, sacerdote e scriba della legge del Dio del cielo, vi domanderà, sia fatto integralmente, 22fino a cento talenti d'argento, cento kor di grano, cento bat di vino, cento bat di olio e sale a volontà. 23Quanto è prescritto dal Dio del cielo sia fatto con diligenza per il tempio del Dio del cielo, perché non venga l'ira sul regno del re e dei suoi figli. 24E vi comunichiamo che nessuno può imporre tasse, tributi o imposte a tutti i sacerdoti, leviti, cantori, portieri, oblati e inservienti di questo tempio. 25Quanto a te, Esdra, secondo la sapienza del tuo Dio, che tu possiedi, stabilisci magistrati e giudici che giudichino tutto il popolo dell'Oltrefiume, cioè tutti coloro che conoscono le leggi del tuo Dio, e voi dovrete istruire chi non le conosce. 26Contro chiunque non osserverà la legge del tuo Dio e la legge del re, si faccia con sollecitudine un processo e lo si punisca con la morte o una pena corporale o un'ammenda in denaro o il carcere”.

Preparativi e viaggio 27Benedetto il Signore, Dio dei padri nostri, che ha disposto così il cuore del re a glorificare il tempio del Signore che è a Gerusalemme 28e si è volto verso di me con amore di fronte al re, ai suoi consiglieri e a tutti i comandanti del re. Allora io mi sono sentito incoraggiato, perché la mano del Signore, mio Dio, era su di me e ho radunato alcuni capi da Israele, perché salissero con me.

__________________________ Note

7,1 Una lunga genealogia collega il sacerdote Esdra ad Aronne. Viene inoltre evidenziato il suo ruolo di studioso della legge: un segnale di quel lento passaggio nel giudaismo che, dopo la fine del secondo tempio, vedrà la fine del culto e la sopravvivenza della legge.

7,1 Esdra: non citato nella Bibbia al di fuori di quest’opera (Esd-Ne), avrà un ruolo preponderante nella tradizione rabbinica e cristiana. Attorno al suo nome fiorirà una ricca letteratura apocrifa.

7,7 Per Artaserse vedi nota a 4,7. Esdra dovette operare sotto il regno di Artaserse II (404-358).

7,12-26 La lettera è in lingua aramaica, come la sezione 4,8-6,18.

7,14 riguardo alla legge del tuo Dio che è nelle tue mani: non sappiamo se la legge in mano a Esdra sia qualche raccolta legislativa contenuta nelle tradizioni conservate dalla scuola sacerdotale o deuteronomistica, oppure, come ritengono alcuni, se si tratti già del Pentateuco attuale.

7,22 Il bat (equivalente all’efa) corrisponde a circa 45 litri ed è un decimo del kor. Vedi nota a Es 30,24.

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Approfondimenti

Con questo capitolo ha inizio la seconda parte del libro di Esdra, interamente dedicata a questa personalità, che la tradizione giudaica considera un secondo Mosè. Inoltre, si deve soprattutto a lui se Israele è divenuto il “Popolo del Libro”. Questa sezione riproduce per lo più uno scritto dello stesso Esdra, come appare dall'uso della prima persona nei racconti diretti.

1-5. Secondo l'uso biblico, la funzione della genealogia è quella di introdurre solennemente un personaggio importante. Più sovente essa prepara la nascita del protagonista (cfr. Gn 5,1-32; 11,10-32; Mt 1,1-17), ma può anche essere data, come nel caso nostro, nel momento in cui inizia la sua missione (cfr. Es 6,14-27; Gdt 8,1; Lc 3,23-38). Come sempre, la genealogia è molto schematica. Per un periodo di circa otto secoli vengono infatti date solo sedici generazioni. La serie evidenzia le figure terminali – Aronne ed Esdra – e quella centrale di Azaria (v. 3), che fu sommo sacerdote al tempo di Salomone (1Re 4,2), il costruttore del primo tempio. Tramite un altro Azaria (v. 1), Esdra discendeva da quel Chelkia che era sommo sacerdote al tempo del re Giosia (621 a.C.), allorché, durante i restauri del tempio, fu rinvenuto il libro della legge (cfr. 2Re 22,3-10).

6-10. Esdra è qualificato come «scriba», ed era probabilmente l'esperto e il segretario per gli affari giudaici alla corte persiana, e questo spiega il favore di cui godeva presso il re. Ma qui il titolo ha già il significato tecnico di studioso della legge, accentuato, nel nostro caso, dall'aggettivo «abile», lett. «rapido» (cfr. Sal 45,2), che indica velocità nella penetrazione dei testi e agilità di movimento al loro interno. La legge di Mosè in cui Esdra era versato doveva consistere soprattutto nei testi e nelle tradizioni raccolte nel Pentateuco. Secondo l'apocrifo 4Esdra, la cui parte centrale è giudaica e fu composta nel I sec. d.C., Esdra con alcuni collaboratori trascrisse sotto ispirazione divina l'intero canone biblico e una raccolta di libri esoterici (14,23-48). Esdra ottenne facilmente dal re l'autorizzazione a organizzare una carovana di correligionari disposti a ritornare in patria, e ciò perché il Signore aveva ispirato il cuore del re a onorare la sua casa a Gerusalemme e gli conciliò nell'impresa, ciò che era affare assai arduo, tutta la corte e i funzionari più potenti (vv. 6.27-28). Ma questa benevolenza divina, manifestatasi anche proteggendolo nel corso del lungo viaggio da Babilonia a Gerusalemme, aveva una motivazione nel suo intenso amore per lo studio e la pratica della legge, ciò che aveva fatto di lui la persona più adatta per «insegnare in Israele la legge e il diritto» (v. 10).

12. La lettera di Artaserse, come le altre inserite nel libro, è in aramaico, la lingua della corrispondenza ufficiale. Dal documento risulta chiaramente che la missione di Esdra era di far conoscere la legge del suo Dio a tutti i Giudei della provincia d'Oltrefiume, legge a cui viene riconosciuto il valorᵉe di legge di stato. Sull'osservanza della legge e l'amministrazione della giustizia avrebbero vegliato magistrati (šōpṭîn) e giudici (dayyānîm) nominati dallo stesso Esdra «secondo la sapienza del suo Dio» (v. 25), espressione equivalente alla torah di Mosè (v. 6) o di JHWH (vv. 10.12.14.21.25b.26).

15-24. Per onorare il tempio del Dio di Esdra adorato a Gerusalemme e ottenerne la protezione (vv. 23.27), il re e gli altri cortigiani consegnarono al sapiente scriba grosse quantità di argento, oro e utensili preziosi, a cui si aggiunsero le offerte raccolte tra i Giudei della provincia di Babilonia (vv. 15-19); ci fu anche l'autorizzazione del re a prelevare dai tesorieri della provincia d'Oltrefiume altro denaro, vettovaglie e sale che fossero stati necessari (vv. 21-22). La serie dei doni e dei favori culmina con l'esenzione da qualsiasi tributo, imposta o pedaggio concessa ai sacerdoti e al personale cultuale (v. 24).

25-26. La legge del Dio di Esdra viene proclamata per i Giudei del distretto di Gerusalemme legge del re. Ogni Giudeo doveva essere istruito in essa e la sua violazione poteva essere punita con la morte, col bando, con multe oppure con carcere (v. 26). Per alcuni esempi di delitti da punirsi con la pena capitale, si veda Es 22,19; Lv 20,2; Dt 13,6-10 (idolatria); Lv 20,10; Dt 22,22-24 (adulterio).

27-28. Da qui sino a tutto il c. 9, è Esdra che parla, e il primo suono della sua voce è un'azione di grazie al Signore per quanto aveva operato nel cuore del re e dei suoi cortigiani (cfr. Prv 21,1). Egli ha sentito che la mano di Dio è davvero con lui e può quindi allestire, rinfrancato e pieno di fiducia, la spedizione per Gerusalemme.

(cf. CESARE COLAFEMMINA, Esdra – Neemia – in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)


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