ESTER – Capitolo 6

RIVINCITA DEGLI EBREI (6,1-10,31)

Mardocheo è premiato da Artaserse TESTO GRECO 1Quella notte il Signore tolse il sonno al re, che perciò disse al suo precettore di portargli il libro delle memorie, le cronache, e di dargliene lettura. 2Egli vi trovò scritto, riguardo a Mardocheo, che egli aveva riferito al re che due eunuchi del re, nel fare la guardia, avevano cercato di aggredire Artaserse. 3Disse allora il re: “Quale onore o favore abbiamo fatto a Mardocheo?”. I servi del re risposero: “Non hai fatto nulla per lui”. 4Mentre il re veniva informato circa la benevolenza di Mardocheo, ecco Aman nel cortile della reggia. Allora il re disse: “Chi c'è nel cortile?”. Aman era venuto per dire al re di fare impiccare Mardocheo al palo che egli aveva preparato per lui. 5I servi del re dissero: “Ecco, Aman è nel cortile della reggia”. E il re replicò: “Chiamatelo!”. 6Allora il re disse ad Aman: “Che cosa dovrò fare per l'uomo che io voglio onorare?”. Aman disse in cuor suo: “Chi il re vuole onorare se non me?”. 7E rispose al re: “Per l'uomo che il re vuole onorare, 8i servi del re portino una veste di lino che viene indossata dal re e un cavallo che il re suole cavalcare: 9siano dati a uno degli amici del re, fra i nobili, e questi ne rivesta l'uomo che il re ama; poi lo faccia salire sul cavallo e si annunci nella piazza della città: “Così sarà per ogni uomo che il re intende onorare”“. 10Il re disse ad Aman: “Come hai detto, così fai a Mardocheo, il Giudeo, che si trova nel cortile della reggia, e non trascurare nulla di quello che hai detto”. 11Aman prese la veste e il cavallo, rivestì Mardocheo e lo fece salire sul cavallo, passò per la piazza della città annunciando: “Così sarà per ogni uomo che il re intende onorare”. 12Mardocheo ritornò nel cortile della reggia, e Aman tornò a casa sua afflitto e con il capo coperto. 13Poi Aman raccontò a Zosara, sua moglie, e ai suoi amici quello che era accaduto. Allora gli amici e la moglie si rivolsero a lui con queste parole: “Se Mardocheo è della stirpe dei Giudei, comincia ad abbassarti davanti a lui, cadendo ai suoi piedi: tu non potrai resistergli, perché il Dio vivente è con lui”. 14Essi stavano ancora parlando, quando giunsero gli eunuchi e in fretta portarono Aman al banchetto che Ester aveva preparato.

TESTO EBRAICO 1Quella notte il re non poteva prendere sonno. Allora ordinò che gli si portasse il libro delle memorie, le cronache, e ne fu fatta la lettura alla presenza del re. 2Vi si trovò scritto che Mardocheo aveva riferito a proposito di Bigtan e Teres, i due eunuchi del re tra i custodi della soglia, che avevano cercato di mettere le mani sulla persona del re Assuero. 3Allora il re chiese: “Che cosa si è fatto per dare a Mardocheo onore e grandezza in premio di questo?”. I giovani che servivano il re risposero: “Non si è fatto nulla per lui”. 4Il re disse: “Chi c'è nell'atrio?”. Appunto Aman era venuto nell'atrio esterno della reggia per dire al re di impiccare Mardocheo al palo che egli aveva preparato per lui. 5I giovani servi del re gli risposero: “Ecco, c'è Aman nell'atrio”. Il re disse: “Entri!”. 6Aman entrò e il re gli disse: “Che cosa si deve fare a un uomo che il re voglia onorare?”. Aman pensò: “Chi, se non me, il re desidera onorare?”. 7Aman rispose al re: “Per l'uomo che il re vuole onorare, 8si prenda la veste regale che suole indossare il re e il cavallo che suole cavalcare il re e sulla sua testa sia posta una corona regale; 9si consegnino la veste e il cavallo a uno dei più nobili prìncipi del re, si rivesta di quella veste l'uomo che il re vuole onorare, gli si faccia percorrere a cavallo le vie della città e si gridi davanti a lui: “Così si fa all'uomo che il re vuole onorare”“. 10Allora il re disse ad Aman: “Presto, prendi la veste e il cavallo, come hai detto, e fa' così a Mardocheo, il Giudeo, che si trova alla porta del re; non tralasciare nulla di tutto quello che hai detto”. 11Aman prese la veste e il cavallo, rivestì della veste Mardocheo, gli fece percorrere a cavallo le vie della città e gridava davanti a lui: “Così si fa all'uomo che il re vuole onorare”. 12Poi Mardocheo tornò alla porta del re, ma Aman andò subito a casa, afflitto e con il capo velato. 13Aman raccontò a sua moglie Zeres e a tutti i suoi amici quello che gli era accaduto. I suoi consiglieri e sua moglie Zeres gli dissero: “Se Mardocheo, di fronte al quale tu hai cominciato a decadere, è della stirpe dei Giudei, tu non potrai nulla contro di lui, anzi soccomberai del tutto davanti a lui”. 14Essi stavano ancora parlando con lui, quando giunsero gli eunuchi del re, i quali si affrettarono a condurre Aman al banchetto che Ester aveva preparato.

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Approfondimenti

Un raffinato narratore ci mostra in pochi versetti il nemico dei Giudei passare dall'esultanza del giorno precedente (cfr. 5,9) all'abbattimento (cfr. 6,12). Nessuna spiegazione è fornita per l'insonnia del re (a differenza del greco che l'attribuisce a Dio stesso) che, per occupare il tempo, si fa leggere le cronache del regno. Ancora una casualità: l'attenzione è portata su un avvenimento già noto al lettore (cfr. 2,21-23) che non ha ricevuto adeguata risposta da parte del re. In effetti le fonti antiche ci presentano i re persiani come assai munifici nel ricompensare i servigi resi loro. (Si osservi anche in questo caso come il testo grecoanticipi già la ricompensa di Mardocheo).

Vi è però un altro che ha dormito poco in quella notte: di primo mattino (questo è da supporre, se Aman è praticamente solo nell'atrio delle udienze, v. 4) Aman si reca dal re. La scena del dialogo tra Assuero e Aman (vv. 6-10) è totalmente giocata sull'ironia narrativa che oppone gli interlocutori: il re non si preoccupa affatto che Aman sia lì di buon mattino (ma il narratore ci informa che questi è lì perché ha fretta di realizzare il suo piano, v. 4); Aman crede di interpretare il pensiero del re (finora tra i due non vi è stato alcun contrasto di vedute) e propone una modalità spettacolare per onorare la persona prescelta dal re (cfr. le notevoli affinità con gli onori prestati a Giuseppe in Gn 41,42-43). Onore e pubblicità vanno insieme nella mentalità di Aman: e il lettore, che ha potuto sorprendere il suo pensiero nel v. 6, comprende con quale eccitazione egli proponga la ricompensa, al punto che nel rispondere si discosta dallo stile abituale di corte (che vorrebbe che si inizi con frasi del tipo Se così piace al re», ecc.) e nel testo ebraico inizia addirittura con un anacoluto, come se proseguisse la riflessione in cui il lettore lo ha sorpreso. L'eccitazione sfuma in un batter d'occhio: il re ha ricevuto il consiglio voluto, lo approva e ordina al suo visir di eseguirlo. Aman non sapeva chi era l'«uomo che il re voleva onorare» ma neppure Assuero sa chi è Mardocheo per Aman. Egli è il Giudeo (il re sembra ignorare di aver emanato un decreto contro questo popolo; ma l'autore non si preoccupa di tale dettaglio, anche perché non è la prima dimenticanza del re nel racconto) e ora «il nemico dei Giudei» (3,10) lo deve onorare. Non va dimenticato che Mardocheo si era rifiutato di porgere il saluto ad Aman perché «era un Giude» (3,4), ora tuttavia Aman esegue integralmente l'ordine del re. Il narratore non caratterizza i suoi personaggi, ma questa scena risulta decisiva: Mardocheo ha messo a repentaglio la sua vita per mantenere intatta la propria identità; Aman si abbassa fino rendere onore a colui di cui aveva già predisposto la morte.

Come mostrano i vv. 13-14, non è soltanto pusillanimità da parte di Aman o codardia: le relazioni tra i Giudei e gli Amaleciti non sono casuali, ma riflettono una profezia e un impegno divini (cfr. Es 17,16; Nm 24,20; Dt 25,17-19; 1Sam 15). Questo motiva l'affermazione dei saggi (così l'ebraico) consiglieri di Aman (v. 13): la decadenza di Aman non è l'esito di un casuale concatenamento degli eventi, ma deriva invece dall'identità di Mardocheo, dal suo essere «della stirpe dei Giudei».

A questo punto una serie fortuita di eventi (l'insonnia del re, la lettura delle cronache, l'arrivo di Aman) ha infranto il proposito di Aman di uccidere Mardocheo: non sembra forzato tuttavia ritenere che forse il narratore, attraverso una simile concatenazione fortuita, voglia invece illustrare la provvidenza divina che, nascostamente, ma efficacemente, accompagna il cammino del suo popolo. Rimane però ancora in vigore l'editto emanato dal re contro i Giudei: la vita di Mardocheo per il momento è salva, ma nulla è cambiato, perché egli torna «alla porta del re» (v. 12). Quanto ha vissuto è soltanto un'effimera illusione o è invece l'inizio di un nuovo corso degli eventi?

(cf. FLAVIO DALLA VECCHIA, Giuditta – in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)


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