GIOSUE – Capitolo 11
Conquista della parte settentrionale della terra di Canaan (11,1-15) 1Quando Iabin, re di Asor, seppe queste cose, ne informò Iobab, il re di Madon, il re di Simron, il re di Acsaf 2 e i re che erano a settentrione, sulle montagne, nell'Araba a meridione di Chinaròt, nella Sefela e sulle colline di Dor a occidente. 3I Cananei erano a oriente e a occidente, gli Amorrei, gli Ittiti, i Perizziti, i Gebusei erano sulle montagne e gli Evei erano ai piedi dell'Ermon, nella regione di Mispa. 4Allora essi uscirono con tutti i loro eserciti: erano una truppa numerosa come la sabbia sulla riva del mare, con numerosissimi cavalli e carri. 5Tutti questi re si allearono e vennero ad accamparsi insieme presso le acque di Merom, per combattere contro Israele. 6Allora il Signore disse a Giosuè: «Non temerli, perché domani a quest'ora io li consegnerò tutti trafitti davanti a Israele. Taglierai i garretti ai loro cavalli e appiccherai il fuoco ai loro carri». 7Giosuè con tutti i suoi guerrieri andò contro di loro presso le acque di Merom, a sorpresa, e piombò su di loro. 8Il Signore li consegnò nelle mani d'Israele, che li batté e li inseguì fino a Sidone la Grande, fino a Misrefot-Màim e fino alla valle di Mispa a oriente. Li sconfissero fino a non lasciar loro neppure un superstite. 9Giosuè fece loro come gli aveva detto il Signore: tagliò i garretti ai loro cavalli e appiccò il fuoco ai loro carri. 10In quello stesso tempo Giosuè tornò indietro, conquistò Asor e passò a fil di spada il suo re, perché prima Asor era stata la capitale di tutti quei regni. 11Passò a fil di spada ogni essere vivente che vi era, votandolo allo sterminio; non risparmiò nessun vivente e appiccò il fuoco ad Asor. 12Giosuè prese tutti quei re e le loro città, passandoli a fil di spada; li votò allo sterminio, come aveva comandato Mosè, servo del Signore. 13Tuttavia Israele non incendiò nessuna delle città costruite su colline, a parte Asor, incendiata da Giosuè. 14Gli Israeliti presero tutto il bottino di queste città e il bestiame; passarono però a fil di spada tutti gli uomini fino a distruggerli: non risparmiarono alcun vivente. 15Come aveva comandato il Signore a Mosè, suo servo, così Mosè aveva comandato a Giosuè e così Giosuè fece, non trascurando alcuna parola di quanto il Signore aveva comandato a Mosè.
Ricapitolazione di tutte le conquiste (11,16-23) 16Giosuè si impadronì di tutta questa terra: la zona montuosa, tutto il Negheb, tutta la regione di Gosen, la Sefela, l'Araba, le montagne d'Israele e il loro bassopiano. 17Dal monte Calak, che sale verso Seir, fino a Baal-Gad nella valle del Libano ai piedi del monte Ermon: catturò tutti i loro re, li vinse e li uccise. 18Per molto tempo Giosuè fece guerra a tutti questi re. 19Non ci fu alcuna città che facesse pace con gli Israeliti, eccetto gli Evei che abitavano Gàbaon: le presero tutte con le armi, 20perché veniva dal Signore che il loro cuore si ostinasse a dichiarare guerra a Israele, per votarle allo sterminio senza pietà e così distruggerle, come il Signore aveva comandato a Mosè. 21In quel tempo Giosuè andò a eliminare gli Anakiti dalla zona montuosa: da Ebron, da Debir, da Anab, da tutti i monti di Giuda e di Israele. Giosuè li votò allo sterminio con le loro città. 22Non rimasero Anakiti nella terra degli Israeliti. Ne rimasero alcuni solo a Gaza, a Gat e ad Asdod. 23Giosuè prese tutto il territorio, come il Signore aveva ordinato a Mosè. Giosuè lo assegnò in eredità a Israele, secondo le loro divisioni in tribù. E la terra visse tranquilla, senza guerra. __________________________ Note
11,5 presso le acque di Merom: presso la sorgente da cui dipendeva la città dello stesso nome, a sud-ovest di Asor.
11,10 Asor: antichissima città situata a nord del lago di Genèsaret, conquistata da Giosuè forse con astuzia (vv. 6-7.9). Fu la sola città data alle fiamme.
11,17 Seir: è il territorio degli Edomiti a sud-est del Mar Morto.
11,20 perché veniva dal Signore che il loro cuore si ostinasse: si tenta di spiegare le guerre di sterminio; Dio vuole dare a Israele la terra che gli ha promesso e, per questo, rende duro il cuore dei Cananei che fanno guerra agli Israeliti.
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Approfondimenti
Dopo aver descritto le conquiste d'Israele nella Palestina meridionale, procedendo con gli stessi criteri l'autore ci tratteggia l'occupazione del nord. La successione degli avvenimenti è la stessa: coalizioni di re contro Israele; sconfitta da parte delle truppe di Giosuè; applicazione del ḥērem; ricapitolazione dei dati. Le indicazioni geografiche e topografiche, numerose, hanno una loro coerenza. Si riferiscono tutte a località e zone situate tra la parte superiore del Giordano (dal lago Hule fino a sud del lago di Genesaret) a est, e la costa del Mediterraneo a ovest, tra Misrefot-Maim (= Acquecalde, 30 chilometri circa a nord del Carmelo) e Dor (20 chilometri circa a sud del Carmelo). Ma – come si è già osservato nel capitolo precedente – è impossibile che tali territori siano stati conquistati tutti da Israele già all'inizio della sua penetrazione nella terra di Canaan, per di più nel corso di una unica campagna militare. Il redattore fa uso di tradizioni antecedenti, nelle quali inserisce la figura di Giosuè come motivo unificante, e in più aggiunge suoi interventi specifici, intesi chiaramente a presentare questa campagna del nord in parallelo con la campagna condotta a termine al sud.
1. Azor significa «recinto». Era una città importante e un punto strategico cruciale per la Galilea e la Cisgiordania in generale. Fu fortificata da Salomone (1Re 9,15) e conquistata da Tiglat-Pilezer III (2Re 15,29). Si trovava circa 6 chilometri a sud-ovest del lago di Hule. L'archeologia sembra confermare che la città subì una distruzione nel sec. XIII.
4-5. Per la prima volta nella sua storia, Israele si trova a combattere contro «cavalli e carri», che erano stati introdotti in Palestina dagli Hittiti. «popolo numeroso come la sabbia del mare» è espressione stereotipa. La locuzione le «acque di Merom» potrebbe riferirsi allo stesso lago di Hule. In ogni caso, si tratta di una zona abbondante di acque, necessarie in grande quantità oltre che per i soldati, anche per i cavalli.
6-9. Entrano in gioco i motivi tipici della guerra santa. JHWH assicura Giosuè della vittoria e indica anche le modalità di essa. Tutto avviene come previsto.
10-15. Espressioni ben note e ricorrenti. Il ḥērem questa volta è eseguito in misura contenuta, se si eccettua il caso della città di Azor. L'elenco delle città conquistate si ha in 12,9-24.
16-23. Le formule generalizzanti sono ancor più frequenti in questo brano, chiaramente volto a dimostrare una precisa tesi teologica. È stato per specifica volontà di JHWH e grazie a lui che Israele ha occupato la Palestina, distruggendone gli abitanti in maniera sistematica, data la loro ostinazione «nella guerra contro Israele». In effetti l'occupazione del paese da parte di Israele è stata un processo lento, faticoso, e non sempre violento e intollerante, avendo assunto anche forme di assimilazione e mescolanza pacifica. Nel tracciare i confini di tutta la Palestina, qui l'autore riferisce la situazione geografica del periodo di Salomone.
21-22. Gli Anakiti (anakîm = popolo dal lungo collo) sono una specie di giganti menzionati più volte nella Bibbia (Nm 13,22.28.33; Dt 9,2, ecc.). Gs 14,14 riferisce sulla loro fine una tradizione differente (lo sterminio è attribuito a Caleb; cfr. anche Gs 15,13-14; Gdc 1,20).
23. Il versetto anticipa il contenuto del capitolo seguente, riepilogandolo a mo' di sovrascritta.
(cf. VINCENZO GATTI, Giosuè – in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)