GIOSUE â Capitolo 13
RIPARTIZIONE DELLA TERRA PROMESSA (13,1-21,45)
Territori ancora da conquistare e tribĂš a oriente del Giordano 1Giosuè era ormai vecchio e avanti negli anni, e il Signore gli disse: ÂŤTu sei vecchio e avanti negli anni, mentre rimane molto territorio da occupare. 2Queste sono le terre rimaste: tutti i distretti dei Filistei e tutto il territorio dei Ghesuriti, 3dal Sicor, di fronte all'Egitto, fino al territorio di Ekron, a settentrione, zona considerata cananea; i cinque principati dei Filistei â Gaza, Asdod, Ăscalon, Gat ed Ekron â e gli Avviti 4nel meridione; tutto il territorio dei Cananei, da Ara, che è di quelli di Sidone, fino ad Afek, fino al confine degli Amorrei; 5il territorio di quelli di Biblo e tutto il Libano orientale, da Baal-Gad ai piedi del monte Ermon fino all'ingresso di Camat. 6Io stesso scaccerò davanti agli Israeliti tutti gli abitanti delle montagne dal Libano a Misrefot-MĂ im, e tutti quelli di Sidone. Tu dovrai solo tirare a sorte l'ereditĂ per Israele, come ti ho comandato. 7Ora dunque, distribuisci questa terra in ereditĂ alle nove tribĂš e a metĂ della tribĂš di ManasseÂť.
8Insieme con l'altra metà di Manasse, i Rubeniti e i Gaditi avevano ricevuto la loro parte di eredità , che Mosè aveva assegnato loro al di là del Giordano, a oriente, come aveva concesso loro Mosè, servo del Signore: 9da Aroèr, che è sulla riva del torrente Arnon, e dalla città in fondovalle, tutta la pianura di Mà daba fino a Dibon; 10tutte le città di Sicon, re degli Amorrei, che regnava a Chesbon, fino al confine degli Ammoniti; 11Gà laad, il territorio dei Ghesuriti e dei Maacatiti, tutto il monte Ermon e tutto Basan fino a Salca; 12in Basan tutto il regno di Og, che regnava ad Astaròt e a Edrei, uno degli ultimi figli dei RefaÏm, che Mosè aveva debellato e spodestato. 13Tuttavia gli Israeliti non avevano scacciato i Ghesuriti e i Maacatiti; infatti le popolazioni di Ghesur e Maacà vivono in mezzo a Israele ancora oggi. 14Soltanto alla tribÚ di Levi non aveva assegnato un'eredità : i sacrifici consumati dal fuoco per il Signore, Dio d'Israele, sono la sua eredità , come aveva detto loro. 15Mosè aveva assegnato alla tribÚ dei figli di Ruben una parte secondo i loro casati, 16ed essi ebbero il territorio da Aroèr, che è sulla riva del torrente Arnon, e dalla città in fondovalle, tutta la pianura presso Mà daba, 17Chesbon e tutte le sue città che sono nella pianura, Dibon, Bamòt-Baal, Bet-Baal-Meon, 18Iaas, Kedemòt, Mefà at, 19Kiriatà im, Sibma e Seret-Hassacà r sulle montagne che dominano la valle, 20Bet-Peor, le pendici del Pisga, Bet-Iesimòt, 21tutte le città della pianura, tutto il regno di Sicon, re degli Amorrei, che regnava a Chesbon e che Mosè aveva sconfitto insieme con i capi dei Madianiti, vassalli di Sicon, che abitavano nella regione: EvÏ, Rekem, Sur, Cur e Reba. 22Quanto a Balaam, figlio di Beor, l'indovino, gli Israeliti lo uccisero di spada insieme a quelli che avevano trafitto. 23Il territorio dei Rubeniti comprende poi il Giordano e il territorio limitrofo. Questa è l'eredità dei Rubeniti secondo i loro casati: le città con i loro villaggi. 24Mosè poi aveva dato una parte alla tribÚ di Gad, ai figli di Gad, secondo i loro casati, 25ed essi ebbero il territorio di Iazer e tutte le città di Gà laad e metà del territorio degli Ammoniti fino ad Aroèr, che è di fronte a Rabbà , 26e da Chesbon fino a Ramat-Mispe e BetonÏm e da Macanà im fino al territorio di Lodebà r; 27nella valle: Bet-Aram e Bet-Nimra, Succot e Safon, il resto del regno di Sicon, re di Chesbon. Il Giordano ne era il confine sino all'estremità del mare di Chinneret oltre il Giordano, a oriente. 28Questa è l'eredità dei figli di Gad secondo i loro casati: le città con i loro villaggi. 29Mosè aveva assegnato a metà della tribÚ dei figli di Manasse, secondo i loro casati, 30il seguente territorio che appartenne a loro: da Macanà im, tutto il Basan, tutto il regno di Og, re di Basan, e tutti i villaggi di Iair, che sono in Basan: sessanta città . 31La metà di Gà laad, Astaròt ed Edrei, città del regno di Og in Basan, furono date ai figli di Machir, figlio di Manasse, cioè alla metà dei figli di Machir, secondo i loro casati. 32Questo è quanto distribuÏ Mosè nelle steppe di Moab, oltre il Giordano di Gerico, a oriente. 33Alla tribÚ di Levi, però, Mosè non aveva assegnato alcuna eredità : il Signore, Dio d'Israele, è la loro eredità , come aveva detto loro. __________________________ Note
13,1 Il materiale di questa seconda parte del libro è di molteplice provenienza. Comprende una lista dei confini delle tribĂš che è anteriore alla monarchia e una lista delle cittĂ che le componevano durante la monarchia, una raccolta di episodi che servono a giustificare il possesso di un determinato territorio da parte di un gruppo e, infine, altro materiale di provenienza sacerdotale. Viene fondato il diritto dâIsraele sui beni immobili, in quanto popolo e in quanto nuclei familiari.
13,2 Queste sono le terre rimaste: si tratta, a sud-ovest, delle cinque cittĂ dei Filistei e a nord del territorio della Fenicia.
13,14 Soltanto alla tribĂš di Levi: piĂš volte si ripete che la tribĂš di Levi non ha territorio proprio (13,33; 14,3-4; 18,7). I sacerdoti, in quanto dediti al culto di Dio, vivranno delle vittime del culto (Dt 12,12), delle decime (Nm 18,21), dellâaiuto dei fedeli (Dt 14,27.29). Essi, inoltre, ricevono determinate cittĂ con i rispettivi pascoli (Gs 21).
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Approfondimenti
13,1-21,45. La seconda parte di Giosuè si presenta come una serie di elenchi â aridi e per di piĂš non sempre chiari â di confini, localitĂ e popolazioni, introdotti, conclusi o inframmezzati da discorsi fatti da JHWH o da Giosuè. Per meglio comprendere la situazione letteraria e il contenuto teologico di questi capitoli è bene tener presente alcuni dati sul materiale utilizzato dall'autore, e sulla prospettiva teologica in base alla quale questi ha lavorato.
1) L'autore fa uso qui di due documenti indipendenti: una descrizione di confini, risalente al periodo premonarchico e fondata su confini che sono in parte reali e in parte ideali, riferita quasi esclusivamente alla Cisgiordania; un elenco di cittĂ e popolazioni, databile all'epoca di Giosia, con una certa completezza per quanto concerne le tribĂš del sud, ma con lacune gravi per quelle del nord e del centro.
2) L'attivitĂ del redattore è palese, oltre che nel lavoro di elaborazione e fusione degli elenchi, nei discorsi messi in bocca a JHWH e a Giosuè. Essi sono espressione di una importante concezione teologica. La terra promessa viene distribuita ad Israele con criteri di assoluta imparzialitĂ â ossia tirando a sorte (gĂ´rÄl, in greco kleros, cfr. Gdc 1,3) â alle tribĂš, ai clan e alle famiglie, perchĂŠ sia trasmessa come ereditĂ , di generazione in generazione, come dono di JHWH.
Un primo dato di rilievo è questo: il destinatario del dono di JHWH è tutto Israele, nel presente e nel futuro.
Un secondo dato è il seguente: come in Ez 40ss. (anche se la schematizzazione in Giosuè non è cosÏ geometrica e rigorosa) la terra è considerata qui lo spazio sacro distribuito da JHWH al popolo, perchÊ vi trascorra la propria esistenza in familiarità con lui e con i fratelli, come comunità separata, consacrata in modo particolare a JHWH.
In questa prospettiva, i cc. 12-21 del libro di Giosuè possono essere visti come l'inizio della teologia della terra santa (della cittĂ consacrata, del tempio), una teologia che avrĂ sviluppi e articolazioni non solo nel profeta Ezechiele, ma anche â tra l'altro â nei due libri delle Cronache per quanto concerne l'Antico Testamento, e nel l'Apocalisse per il Nuovo Testamento (cfr. Dt 11,10-17).
13,1-7. Formalmente, si tratta di un discorso fatto da JHWH a Giosuè. Tra le zone qui menzionate, alcune non saranno mai conquistate da Israele, mentre altre saranno conquistate e poi perdute. Ma qui vale l'affermazione di principio: JHWH ha dato a Israele tutto il paese. Fanno la loro comparsa i Filistei (da cui il nome della Palestina), i piĂš importanti rivali di Israele, che sotto Davide saranno sottomessi (peraltro non completamente). Provenienti, a quanto pare, dall'Asia Minore, attraverso Creta (la Caftor di Gn 10,14) e appartenenti ai âpopoli del mareâ, cercarono di stabilirsi in Siria e in Egitto verso la fine del sec. XIII, finchĂŠ riuscirono a insediarsi nella Palestina orientale, la Sefela. Erano organizzati in una pentapoli (Gaza, Asdod, Ascalon, Gat ed Accaron). Le regioni menzionate nei vv. 4-6, nella zona nord della Palestina, non sono mai state territorio nazionale degli Israeliti. Erano regni vassalli nel periodo di Davide e di Salomone.
8-33. Come è già emerso piÚ volte, la tribÚ di Ruben, quella di Gad e metà della tribÚ di Manasse avevano avuto il loro territorio da Mosè, nella Transgiordania. Questo brano ricorda le vittorie di Mosè su Sicon e Og (cfr. 12,2-5), rifacendosi a quanto è già stato detto in Nm e Dt. A ciò s'aggiungono altre due notizie: quella riguardante i leviti, destinati a vivere del culto (vv. 14.33, cfr. anche 14,3-4) e quella che concerne i Ghesuriti e i Maacatiti (v. 13). Coi primi Davide stipulerà un'alleanza di carattere matrimoniale (2Sam 3,3); i secondi diventeranno suoi vassalli (2Sam 10,6ss.).
15-23. Per le localitĂ menzionate in questo brano, cfr. Nm 21-24.
24-28. Cfr. Gn 49,19; Dt 33,20s.; 1Cr 5,18. A differenza di Ruben, che finĂŹ con l'essere assorbito per mancanza di spirito bellicoso, i Gaditi raggiunsero una notevole espansione in Transgiordania.
29-31. Anche del destino di questa semitribĂš s'era giĂ parlato, cfr. Nm 32,41; Dt 3,13.15.
(cf. VINCENZO GATTI, Giosuè â in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)
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