GIUDICI – Capitolo 19

Il delitto di Gàbaa e la guerra contro Beniamino (19,1-21,25) 1In quel tempo, quando non c'era un re in Israele, un levita, che dimorava all'estremità delle montagne di Èfraim, si prese per concubina una donna di Betlemme di Giuda. 2Ma questa sua concubina provò avversione verso di lui e lo abbandonò per tornare alla casa di suo padre, a Betlemme di Giuda, e vi rimase per un certo tempo, per quattro mesi. 3Suo marito si mosse e andò da lei, per parlare al suo cuore e farla tornare. Aveva preso con sé il suo servo e due asini. Ella lo condusse in casa di suo padre; quando il padre della giovane lo vide, gli andò incontro con gioia. 4Il padre della giovane, suo suocero, lo trattenne ed egli rimase con lui tre giorni; mangiarono e bevvero e passarono la notte in quel luogo. 5Il quarto giorno si alzarono di buon'ora e il levita si disponeva a partire. Il padre della giovane disse al genero: “Prendi un boccone di pane per ristorarti; poi ve ne andrete”. 6Così sedettero tutti e due insieme, mangiarono e bevvero. Poi il padre della giovane disse al marito: “Accetta di passare qui la notte e il tuo cuore gioisca”. 7Quell'uomo si alzò per andarsene; ma il suocero fece tanta insistenza che accettò di passare la notte in quel luogo. 8Il quinto giorno egli si alzò di buon'ora per andarsene e il padre della giovane gli disse: “Ristòrati prima”. Così indugiarono fino al declinare del giorno e mangiarono insieme. 9Quando quell'uomo si alzò per andarsene con la sua concubina e con il suo servo, il suocero, il padre della giovane, gli disse: “Ecco, il giorno ora volge a sera: state qui questa notte. Ormai il giorno sta per finire: passa la notte qui e riconfòrtati. Domani vi metterete in viaggio di buon'ora e andrai alla tua tenda”. 10Ma quell'uomo non volle passare la notte in quel luogo; si alzò, partì e giunse di fronte a Gebus, cioè Gerusalemme, con i suoi due asini sellati, la sua concubina e il servo.

11Quando furono vicino a Gebus, il giorno era molto avanzato e il servo disse al suo padrone: “Vieni, deviamo il cammino verso questa città dei Gebusei e passiamo lì la notte”. 12Il padrone gli rispose: “Non entreremo in una città di stranieri, i cui abitanti non sono Israeliti, ma andremo oltre, fino a Gàbaa”. 13E disse al suo servo: “Vieni, raggiungiamo uno di quei luoghi e passeremo la notte a Gàbaa o a Rama”. 14Così passarono oltre e continuarono il viaggio; il sole tramontava quando si trovarono nei pressi di Gàbaa, che appartiene a Beniamino. 15Deviarono in quella direzione per passare la notte a Gàbaa. Il levita entrò e si fermò sulla piazza della città; ma nessuno li accolse in casa per la notte. 16Quand'ecco un vecchio, che tornava la sera dal lavoro nei campi – era un uomo delle montagne di Èfraim, che abitava come forestiero a Gàbaa, mentre la gente del luogo era beniaminita –, 17alzàti gli occhi, vide quel viandante sulla piazza della città. Il vecchio gli disse: “Dove vai e da dove vieni?”. 18Quegli rispose: “Andiamo da Betlemme di Giuda fino all'estremità delle montagne di Èfraim. Io sono di là ed ero andato a Betlemme di Giuda; ora mi reco alla casa del Signore, ma nessuno mi accoglie sotto il suo tetto. 19Eppure abbiamo paglia e foraggio per i nostri asini e anche pane e vino per me, per la tua serva e per il giovane che è con i tuoi servi: non ci manca nulla”. 20Il vecchio gli disse: “La pace sia con te! Prendo a mio carico quanto ti occorre; non devi passare la notte sulla piazza”. 21Così lo condusse in casa sua e diede foraggio agli asini; i viandanti si lavarono i piedi, poi mangiarono e bevvero. 22Mentre si stavano riconfortando, alcuni uomini della città, gente iniqua, circondarono la casa, bussando fortemente alla porta, e dissero al vecchio padrone di casa: “Fa' uscire quell'uomo che è entrato in casa tua, perché vogliamo abusare di lui”. 23Il padrone di casa uscì e disse loro: “No, fratelli miei, non comportatevi male; dal momento che quest'uomo è venuto in casa mia, non dovete commettere quest'infamia! 24Ecco mia figlia, che è vergine, e la sua concubina: io ve le condurrò fuori, violentatele e fate loro quello che vi pare, ma non commettete contro quell'uomo una simile infamia”. 25Ma quegli uomini non vollero ascoltarlo. Allora il levita afferrò la sua concubina e la portò fuori da loro. Essi la presero e la violentarono tutta la notte fino al mattino; la lasciarono andare allo spuntar dell'alba. 26Quella donna sul far del mattino venne a cadere all'ingresso della casa dell'uomo presso il quale stava il suo padrone, e là restò finché fu giorno chiaro. 27Il suo padrone si alzò alla mattina, aprì la porta della casa e uscì per continuare il suo viaggio, ed ecco che la donna, la sua concubina, giaceva distesa all'ingresso della casa, con le mani sulla soglia. 28Le disse: “Àlzati, dobbiamo partire!”. Ma non ebbe risposta. Allora il marito la caricò sull'asino e partì per tornare alla sua abitazione. 29Come giunse a casa, si munì di un coltello, afferrò la sua concubina e la tagliò, membro per membro, in dodici pezzi; poi li spedì per tutto il territorio d'Israele. 30Agli uomini che inviava ordinò: “Così direte a ogni uomo d'Israele: “È forse mai accaduta una cosa simile da quando gli Israeliti sono usciti dalla terra d'Egitto fino ad oggi? Pensateci, consultatevi e decidete!”“. Quanti vedevano, dicevano: “Non è mai accaduta e non si è mai vista una cosa simile, da quando gli Israeliti sono usciti dalla terra d'Egitto fino ad oggi!”.

__________________________ Note

19,10 Gebus: è Gerusalemme, chiamata così dagli Israeliti perché abitata dai Gebusei (vedi 1,21).

19,15 a Gàbaa o a Rama: sono rispettivamente a sei e a nove chilometri da Gerusalemme, lungo la strada da Gerusalemme a Betel e Sichem. La prima è chiamata anche Gàbaa di Beniamino o Gàbaa di Saul (oggi Tell el-Ful).

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Approfondimenti

19,1-21,25. Questa seconda appendice al libro dei Giudici parla di eventi che risalgono al primo periodo della conquista, anche se l'attuale forma del racconto è dovuta a una mano postesilica.

Lo svolgersi dell'azione è, almeno all'inizio, lineare. Un levita di Efraim di ritorno da Betlemme dove era andato a riprendersi la concubina fuggita (19,1-9) fa tappa a Gabaa di Beniamino, 6 chilometri a nord di Gerusalemme, dove è ospitato da un anziano Efraimita (vv. 10-21) e durante la notte in una tragedia allucinante la concubina del levita muore (vv. 22-28), e questi reagisce con un gesto di estrema provocazione (vv. 28-30), tale da coinvolgere tutto Israele.

Il c. 20 presenta (vv. 1-13) un'assemblea degli Israeliti a Mizpa, importante centro politico e cultuale premonarchico, 13 chilometri a nord di Gerusalemme. Si decide di punire Beniamino. La guerra intertribale decima la tribù colpevole (vv. 14-18).

Il c. 21 è dedicato interamente alla ricostruzione della tribù di Beniamino e, con essa, dell'unità e integrità d'Israele. Gli Israeliti «si pentono» d'aver distrutto Beniamino e, nell'assemblea di Betel, decidono misure adatte a ridare consistenza alla tribù punita (vv. 1-7) a spese, si fa per dire, delle vergini di Iabes (vv. 8-14) e poi delle danzatrici di Silo (vv. 15-25). Diversamente dalla prima appendice, il centro dell'attenzione qui è la confederazione delle dodici tribù e l'argomento principale la solidarietà che lega gli Israeliti tra loro nel bene e nel male.

19,1-30. Sul piano letterario è uno dei capitoli più belli dell'Antico Testamento, in cui scene e dialoghi improntati a familiarità e serenità (vv. 4-9.16-21) si contrappongono a quadri d'orrore, con abili variazioni del ritmo narrativo. Un motivo centrale è quello dell'ospitalità, concessa generosamente, o negata e violata nella sua sacralità.

1. Cfr. 17,6; 18,1 e 21,25. Nonostante queste formule redazionali, poste in punti chiave, i racconti non sono primariamente in funzione monarchica.

2. «lo abbandonò». Il TM ha «si prostituì», il che pone meglio in risalto l'iniziativa del marito che, ancora innamorato, perdona la donna infedele e va a ricercarla (cfr. Os 2-3). Le concubine erano legalmente ammesse.

9. «andrai alla tua tenda» è espressione idiomatica, che ricorda il periodo della vita nomadica. Significa semplicemente «tornerai a casa».

10. Gebus, come nome di Gerusalemme, qui (anche al v. 11) e in 1Cr 11,4s.

13. Gabaa e Rama si trovano sulla strada che da Gerusalemme porta al nord. Gabaa è la città di Saul. Rama è – secondo la tradizione (cfr. Ger 31,15) – il luogo dove morì Rachele (Gn capitolo 35). Si trova un po' più a nord di Gabaa.

22. «gente iniqua», lett. «figli di Belial». Belial è un appellativo del diavolo.

23. «cattiva azione», in ebr. nᵉbalâ da nabal, «stolto» col senso molto accentuato di «cosa infamante», «infamia», «vergogna» (cfr. Dt 32,6.21). Il racconto richiama qui la pagina di Sodoma (Gn 19).

24-25. Le iniziative dell'anziano Efraimita e del levita sono considerate lecite. Abramo non aveva esitato a fare altrettanto (e in casi meno gravi) con Sara (Gn 12 e 20). Giaele (Gdc 4,17ss.) fece lo stesso di sua iniziativa, e così farà Giuditta.

29-30. Cfr. 1Sam 11,7, dove si parla di Saul che però squarta un paio di buoi.

(cf. VINCENZO GATTI, Giudici – in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)


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