SALMO – 20 (19)
IN PREGHIERA PER IL RE, IL CONSACRATO DEL SIGNORE 1 Al maestro del coro. Salmo. Di Davide.
2 Ti risponda il Signore nel giorno dell'angoscia, ti protegga il nome del Dio di Giacobbe.
3 Ti mandi l'aiuto dal suo santuario e dall'alto di Sion ti sostenga.
4 Si ricordi di tutte le tue offerte e gradisca i tuoi olocausti.
5 Ti conceda ciò che il tuo cuore desidera, adempia ogni tuo progetto.
6 Esulteremo per la tua vittoria, nel nome del nostro Dio alzeremo i nostri vessilli: adempia il Signore tutte le tue richieste.
7 Ora so che il Signore dà vittoria al suo consacrato; gli risponde dal suo cielo santo con la forza vittoriosa della sua destra.
8 Chi fa affidamento sui carri, chi sui cavalli: noi invochiamo il nome del Signore, nostro Dio.
9 Quelli si piegano e cadono, ma noi restiamo in piedi e siamo saldi.
10 Da' al re la vittoria, Signore; rispondici, quando t'invochiamo.
_________________ Note
20,1 Tutta l’assemblea d’Israele è radunata per l’offerta di un sacrificio al Signore ed esprime il suo augurio e la sua vicinanza al sovrano, attraverso la voce di solisti e di cori che si alternano nella preghiera e nelle acclamazioni.
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Approfondimenti
Proteggi e salva il re, o Signore _Salmo regale _
Il salmo è una preghiera rivolta al Signore alla vigilia di una spedizione militare, perché conceda la vittoria al re. Il contesto del salmo è bellico. Risale all'epoca monarchica, ma dimostra di aver subito diverse attualizzazioni. Allo stato attuale si presenta come una liturgia sacrificale (v. 4) per il tempo di guerra o per i momenti più difficili della nazione eletta. Mentre Dio (protagonista indiscusso) e il re restano nello sfondo, sulla scena c'è l'assemblea orante d'Israele da cui si distaccano a volte coro (popolo o esercito) e solisti. Sono presenti vari generi letterari: la supplica, l'augurio, l'oracolo. Il salmo è molto legato per temi e lessico al Sal 18. Nel TM accanto al metro di 3 + 3 accenti, c'è quello di 4 + 4 nei vv. 2 e 8. La simbologia è liturgica (vv. 3.7), antropomorfica e della guerra santa. Dio è nominato sempre in terza persona, ma è presente quasi in tutti i versetti, direttamente o indirettamente. Il verbo “rispondere” (‘nh) si trova nel TM nei vv. 2.7.10. Il salmo si divide nettamente in due parti con una cesura al v. 6c. La prima parte presenta otto richieste in quattro parallelismi sinonimi (vv. 1-5), mentre nel v. 6ab con un altro parallelismo si pregusta la gioia della vittoria, conseguenza dell'esaudimento del Signore. Alle richieste della prima parte corrisponde la certezza della seconda, a eccezione del v. 10 che ritorna alle petizioni.
Divisione:
*I parte (vv. 2-6b): preghiera d'intercessione; * v. 6c: acclamazione dell'assemblea; * II parte (vv. 7-10): * v. 7: oracolo d'esaudimento; * vv. 8-9: commento all'oracolo; * v. 10: acclamazione e petizioni finali dell'assemblea.
v. 2. «il nome del Dio di Giacobbe»: il «nome» corrisponde alla stessa persona del Signore. È ricordato anche nei vv. 6.8.
v. 3. «santuario e dall'alto di Sion»: l'aiuto di Dio ha come centro d'irradiazione il suo santuario terrestre in Gerusalemme, strettamente unito a quello celeste (v. 7).
v. 4. «i tuoi sacrifici... i tuoi olocausti»: le due specie di sacrifici indicano la totalità dei sacrifici (figura della sineddoche). Si nomina prima il sacrificio vegetale (minḥâ), la cui parte bruciata detta “memoriale” (’azkārâ) ricordava il fedele a Dio impegnandolo a ricordarsi di lui (Lv 2); si accenna poi al sacrificio dell'olocausto (‘ôlâ) che comportava la totale combustione della vittima (Lv 1; 22,17-25). «gradisca»: è un termine liturgico. Il verbo dšn al qal significa “ingrassare” e al piel, come qui “dichiarare grasso, gradevole”. È un verbo con valenza antropomorfica per significare l'accettazione.
v. 6. «adempia il Signore..»: è la risposta acclamante dell'assemblea che prega per il suo re.
v. 7. La seconda parte del salmo si apre con la risposta di Dio tramite il sacerdote (o profeta cultuale) che pronuncia un oracolo. «Ora so che...»: è una professione di fede esprimente certezza assoluta nella salvezza di Dio, come dimostra il verbo successivo “salvare”. Si tratta qui della salvezza intesa come vittoria militare. «consacrato»: lett.: “unto” (Messia), cfr. Sal 2,2; 18,51. «con la forza vittoriosa della sua destra»: cfr. Sal 89,22; Gb 40,14. È un antropomorfismo. «La forza vittoriosa» (alla lett. «cose potenti» = gᵉburôt) ricorda sia l'onnipotenza di Dio (Is 63,13), sia le sue azioni salvifiche nella storia (Dt 3,24; Sal 71,16; 106,2; 145,4.12; 150,2). «dal suo cielo santo»: è la sede del santuario celeste di Dio, collegata al santuario terrestre in Sion, cfr. Sal 29.
vv. 8-9. Con una riflessione a carattere sapienziale, rispecchiando il modello della “guerra santa”, ben noto ai profeti (cfr. Is 31,1; Mic 5,9; Zc 10,5), si ribadisce che la vittoria non proviene da un forte esercito, ma dall'intervento di Dio che soccorre chi confida in lui. Anche Davide così vinse Golia (1Sam 17,45-47).
v. 10. «Salva il re...»: l'acclamazione sintetizza il contenuto del salmo; è un'invocazione liturgica a favore del re. Corrisponde a «Viva il re» citato in 1Re 1,34.39; 2Cr 23,11, acclamazione adoperata specialmente per il rito d'incoronazione. Dato il contesto bellico l'espressione ha valore di «dai la vittoria al re!».
(cf. VINCENZO SCIPPA, Salmi – in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)