SALMO – 30 (29)

INNO DI RINGRAZIAMENTO PER LA SALVEZZA RICEVUTA 1 Salmo. Canto per la dedicazione del tempio. Di Davide.

2 Ti esalterò, Signore, perché mi hai risollevato, non hai permesso ai miei nemici di gioire su di me.

3 Signore, mio Dio, a te ho gridato e mi hai guarito.

4 Signore, hai fatto risalire la mia vita dagli inferi, mi hai fatto rivivere perché non scendessi nella fossa.

5 Cantate inni al Signore, o suoi fedeli, della sua santitĂ  celebrate il ricordo,

6 perché la sua collera dura un istante, la sua bontà per tutta la vita. Alla sera ospite è il pianto e al mattino la gioia.

7 Ho detto, nella mia sicurezza: “Mai potrò vacillare!”.

8 Nella tua bontĂ , o Signore, mi avevi posto sul mio monte sicuro; il tuo volto hai nascosto e lo spavento mi ha preso.

9 A te grido, Signore, al Signore chiedo pietĂ :

10 “Quale guadagno dalla mia morte, dalla mia discesa nella fossa? Potrà ringraziarti la polvere e proclamare la tua fedeltà?

11 Ascolta, Signore, abbi pietà di me, Signore, vieni in mio aiuto!“.

12 Hai mutato il mio lamento in danza, mi hai tolto l'abito di sacco, mi hai rivestito di gioia,

13 perché ti canti il mio cuore, senza tacere; Signore, mio Dio, ti renderò grazie per sempre.

_________________ Note

30,1 L’orante esprime la gioia per la guarigione da una malattia che lo aveva condotto alle soglie della morte. Il titolo del salmo suppone che esso venisse cantato in epoca maccabaica (III-II sec.) in ricordo della dedicazione del tempio (v. 1) di Gerusalemme, avvenuta nel 164 a.C. (1Mac 4,52-61; 2Mac 10,1-8).

30,10 fossa e polvere: designano il regno dei morti, gli inferi (vedi anche v. 4).

30,12 L’abito di sacco (o di stoffa ruvida) veniva indossato nei giorni di lutto e di digiuno.

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Approfondimenti

Ringraziamento per la guarigione Salmo di ringraziamento (+ motivi innici e sapienziali)

Il salmo è una lirica originale per la simbologia e le emozioni che riesce a suscitare. Strutturalmente si fonda sul polarismo delle antitesi, come per es.: «risalire e scendere» (v. 4), «collera per un istante e bontà per tutta la vita» (v. 6a), «sera-mattino» e «pianto-gioia» (v. 6b), «lamento-danza» e «veste di sacco-abito di gioia» (v. 12). La simbologia è quella delle antitesi, dello spazio e del tempo. Il ritmo è movimentato, quasi come quello di danza; infatti si alternano nel TM distici di 4 + 4 accenti a distici di 3 + 3 accenti. Il salmo al tempo di Cristo veniva cantato nella festa della Dedicazione del tempio.

Divisione:

v. 2. «Ti esalterò, Signore...»: meglio: «Ti voglio esaltare». Esprime la forte volontà di ringraziare il Signore. L'espressione è caratteristica degli “Inni” (Es 15,2; Is 25,1; Sal 145,1). Probabilmente il salmista è nel tempio per il suo ringraziamento dopo la guarigione.

v. 4. «mi hai fatto risalire dagli inferi»: per la gravità della malattia il salmista già si sentiva disceso nel regno delle ombre e la guarigione equivale a una «risurrezione», cfr. 28,1; 88,5; 143,7.

v. 8. «hai nascosto il tuo volto»: l'espressione «nascondere il volto» è il contrario di «farlo risplendere» che significa favore e grazia di Dio (cfr. Sal 4,7; 80,4.8.20).

v. 10. «Quale vantaggio...»: ripensando alla sua malattia, con un ragionamento di tipo apologetico ed economico, il salmista tenta di persuadere il Signore che è stato meglio per lui guarirlo che lasciarlo morire, perché solo da un suo fedele vivo egli può ricevere la lode; i morti infatti non lo possono fare. Tale argomentazione suppone la concezione tradizionale del regno dei morti come regno delle ombre evanescenti, di silenzio e di assenza. Tale concezione è superata nell'epoca maccabaica (cfr. Dn 12,1-3; 2Mac 7).

v. 12. «veste di sacco»: si indossava nelle liturgie di dolore ed espiazione, cfr. Sal 35,13; 69,12; Gn 37,34; Is 15,3; Lam 2,10s.

v. 13. «perché io...»: alla lett. «il mio fegato» (cfr. Sal 15,9). Significa la parte intima della persona. Si tratta perciò di un cantico di lode che nasce dall'intimo. Così l'orante esprime la ragione per cui ritiene che Dio lo abbia guarito: cantare dall'intimo “senza posa... per sempre” le lodi del Signore.

(cf. VINCENZO SCIPPA, Salmi – in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)


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