aggiornato il 12 Giugno 2026
Crediamo che sia interessante capire quanto l'idiozia sia presente sul fediverso italiano contro sociale.network e che ovviamente viene fatto anche contro mastodon.uno e probabilmente verso moltre altre istanze:

Essere trattato come un povero idiota fa parte dei rischi del mestiere dei leoni da tastiera, non a caso non è questo l'unico momento che si rende ridicolo contro istanze e pretende la defederazione (spoiler: ovviamente nessuno lo considera seriamente ma è utile a disseminare odio e screditare istanze)
Per chi vuole farsi due risate, ecco il documento integrale con la richiesta di defederare 4200 persone di sociale network sulla base di una singola critica: https://archive.is/clqSh#selection-713.103-713.324
C'è anche una dettagliata analisti di questi eventi sempre dalle solite persone anonime nascoste dietro la tastiera
In sette anni di vita di mastodon.uno abbiamo assistito oltre a questo a ogni genere di bassezza da parte di queste persone che si nascondono dietro una tastiera. Abbiamo visto istanze appoggiare a scatola chiusa questi linciaggi pubblici, non perché credessero davvero alle accuse, ma perché far cadere un “concorrente” fa sempre comodo.
Negli anni abbiamo visto nascere, e abbiamo imparato a riconoscere lo schema ricorrente delle campagne contro istanze “nemiche”: la solita caccia alle streghe, riproposta a intervalli regolari dai soliti protagonisti. In questo periodo ci sono arrivate tre segnalazioni che chiedevano il blocco di istanze italiane. Le analizziamo una per una, con i fatti alla mano.
Byoblu
Premettiamo, perché nessuno possa chiarir, quale fosse e quale sia il nostro giudizio su Byoblu di mastodon.uno:
https://mastodon.uno/@filippodb/103905548400141735
https://noblogo.org/unosocial/moderazione-fra-istanze-mastodon/edit#publish
Nel 2020, quando Byoblu aveva ancora un canale YouTube fra i più seguiti in talia, la sua istanza Mastodon contava circa 20.000 iscritti, mentre mastodon.uno ne aveva poco più di 1000. Fu bloccata da appena tre istanze anarchiche, di cui attualmente sono rimaste attive solo 2) e solo in ottobre da un paio di istanze meno ideologizzate, mastodon.uno e Sociale Network (su mastodon.uno, però, l'istanza era già stata silenziata interamente fin da agosto). Tutto qui. Nessun mistero, nessuna copertura, nessun favore: solo i fatti, nell'ordine in cui sono accaduti.
Mastodon Bida.im
L'amministratore dell'istanza Babka.social (una delle istanze suggerite dal sito ufficiale di Mastodon) ha defederato, da gennaio 2023, l'istanza italiana Bida per discorsi d'odio, antisemitismo, intolleranza religiosa e per un'amministrazione totalmente assente, che ha ignorato ogni segnalazione.
Aggiornamento: dal 2024 anche threads.net ha defederato mastodon.bida.im.
Aggiornamento 2026: Anche mastodon.art istanza storica con migliaia di utenti attivi sia aggiunge alla lunga lista di istanze che vloccnao bida, decidendo di averne abbastanza e defedera mastodon.bida.im isolandola la rende di fatto scollegata anche da oltre 3000 artisti del fediverso.

Riportiamo testualmente l'annuncio di Babka:
“Sospendiamo la federazione con mastodon.bida.im. Ciò è dovuto ai ripetuti post di antisemitismo sulla loro piattaforma. Inoltre, i loro amministratori non rispondono né alle segnalazioni né ai messaggi privati. Abbiamo l'obbligo di proteggere i nostri utenti e la nostra comunità dall'incitamento all'odio e quindi dobbiamo sospendere la federazione da questo caso.” — https://babka.social/@babka/109710237275146935
Babka è un'istanza dedicata agli utenti ebrei di tutto il mondo (non agli israeliani come tali), molto attiva nel fediverso. A quanto pare alcuni utenti di Bida l'hanno presa di mira insultando le religioni ebraiche, senza che alcun admin di Bida rispondesse alle segnalazioni di abuso: una dimostrazione lampante, per chiunque, di quanto quell'istanza fosse moderata (cioè, di fatto, non moderata). Solo dopo una settimana è arrivata una risposta. L'amministratore di Babka, a riguardo, ha scritto: “L'idea di aspettare una settimana o più per qualsiasi azione di moderazione mi sembra assurda. ... Permettere discorsi di odio e molestie per così tanto tempo è un problema.”
Ecco quanto accaduto, spiegato direttamente dall'admin di Babka (sotto la traduzione):

Le ragioni dell'intervento (e in effetti siamo stati noi a documentarlo) sono tre, e meritano di essere scandite con chiarezza, perché certi “difensori della libertà” tendono a saltarle a piè pari quando fa comodo:
Secondo quanto documentato dall'amministratore di Babka, utenti provenienti dall'istanza Bida hanno preso di mira la loro comunità con attacchi offensivi, arrivando a insultare la religione ebraica e a colpire direttamente utenti ebrei. Non si tratta di critica politica: si tratta di contenuti che sconfinano apertamente nell'antisemitismo, e chiamarli altrimenti è già di per sé un atto di disonestà intellettuale.
Più preoccupante ancora è l'assenza totale di moderazione: le segnalazioni di abuso sono rimaste senza risposta per circa una settimana. Su contenuti di questo tipo, un ritardo del genere non è “leggerezza amministrativa”: è tolleranza verso comportamenti di odio, punto.
L'amministratore di Babka è stato chiarissimo:
“L'idea di aspettare una settimana o più per qualsiasi azione di moderazione mi sembra assurda... permettere discorsi di odio e molestie per così tanto tempo è un problema.”
Riassumiamo i tre punti critici, perché a chi piace distorcere i fatti diamo volentieri la possibilità di leggerli per intero:
Su mastodon.bida.im erano presenti contenuti che andavano ben oltre la legittima critica politica, sfociando in retoriche antisemite. È un tema delicato, ma proprio per questo va trattato con responsabilità: confondere la critica a uno Stato con l'odio verso un popolo non è “sottigliezza”, è un errore grave, e chi lo commette sistematicamente non lo fa per ingenuità.
Un utente di Bida ha deliberatamente preso di mira utenti ebrei su Babka, dichiarando apertamente di “odiare tutte le religioni abramitiche”. Non un'opinione generica buttata lì: un attacco diretto e mirato.
In entrambi i casi, l'amministrazione di Bida non ha risposto in tempi adeguati alle segnalazioni, arrivando persino a far intendere che fosse normale attendere giorni o settimane per un intervento.
Tutto questo descrive una moderazione assente o inefficace, con conseguenze concrete sulla sicurezza delle comunità coinvolte. Non sorprende quindi che istanze storiche e rilevanti del fediverso, come Mastodon.art che ospita migliaia di artisti abbiano scelto di bloccare mastodon.bida.im. Una scelta che porta a un progressivo isolamento dell'istanza italiana, ma che riflette una semplice necessità: proteggere le proprie comunità da comportamenti tossici e mai gestiti.
Il fediverso non può funzionare senza moderazione responsabile. Ignorare molestie, discorsi d'odio e attacchi mirati non è “neutralità”: è complicità. E chi, pur sapendo questo, continua a trattare Bida come una vittima di “censura”, probabilmente sa benissimo quale sia la verità, e ha semplicemente scelto di ignorarla.
Sociale Network
E qui arriviamo al pezzo forte, quello che più di tutti meriterebbe di essere incorniciato e appeso nella bacheca del fediverso italiano: l'accusa firmata dai soliti noti, un tale account “diorama” pare disattivato da anni ma che nel passato chiedeva la defederazione di istanze italiane, mastodon.uno compresa, qua la ridicola richiesta ssi defederazione di Sociale Network — l'istanza di Carlo Gubitosa(!) — e dei suoi 4200 utenti.
https://archive.is/clqSh
Che l'utente abbia dato l'inpressione di un idiota è abbastanza palese, quindi non sorprende che sia sparito e se la sia presa pure con mastodon.uno reo di oscurare le stesse istanze da cui proviene.
Come procediamo (e perché non ci facciamo dettare le regole da nessuno)
Su mastodon.uno il blocco di un'istanza è immediato entro 24 ore, non sette giorni, quando si parla di spam, pedopornografia, estrema destra, razzismo, omofobia, antisemitismo. Su questo non discutiamo e non transigiamo.
E non lo diciamo noi, gli attestati di stima vengono da @iftas@mastodon.iftas.org per il lavoro che portiamo avanti ogni giorno nel contribuire a rendere il @fediverso@diggita.com un luogo più sano, sicuro e accogliente.

@iftas@mastodon.iftas.org/116533047201681311">Fonte
La qualità della moderazione di Mastodon.uno è possibile solo grazie all'impegno costante di un team di volontari che interviene in modo proattivo contro spam, abusi e reti coordinate di bot, contribuendo a proteggere l'intero ecosistema federato.
Ma quando si tratta di istanze italiane molto popolate, popolate spesso da persone iscritte in totale buona fede, agiamo con i piedi di piombo, perché punire migliaia di persone per le colpe (vere o presunte) di un'amministrazione richiede ben più di un post indignato e qualche screenshot scelto ad arte. Non siamo la “polizia morale” del fediverso e non intendiamo diventarlo: preferiamo analizzare i problemi insieme ai nostri moderatori e ai nostri utenti, piuttosto che agire su comando di chi grida più forte.
In casi come questo, prima di bloccare migliaia di persone, monitoriamo l'istanza e, se serve, blocchiamo i singoli utenti molesti; se il problema persiste, si passa al silenziamento, che impedisce ai contenuti dell'istanza problematica di arrivare a noi; la sospensione/blocco totale, che impedisce anche ai nostri contenuti di raggiungere l'istanza incriminata, resta l'extrema ratio.
Solo con Byoblu abbiamo portato a termine l'intero ciclo di moderazione, ed è stata la prima e finora unica istanza italiana bloccata da mastodon.uno. E ovviamente non manca chi ci accusa di non essere stati “abbastanza veloci” — come se la fretta fosse una virtù quando si tratta di decidere il destino di migliaia di account. In realtà l'intera istanza era già silenziata dopo poche settimane: a partire da agosto 2020 Byoblu era totalmente silenziata, e tra il 14 e il 17 ottobre 2020 è stata definitivamente defederata, in contemporanea con sociale.network.
Già nelle prime settimane molti account di Byoblu erano stati sospesi per evidenti motivi di disinformazione e complottismo: questa evidenza ci ha portato prima a silenziare e poi a bloccare l'istanza. La moderazione, insomma, ha agito in modo progressivo — prima sugli utenti più problematici, poi sull'istanza nel suo complesso — esattamente come dovrebbe funzionare un processo serio, e non come vorrebbero certi “giudici” del fediverso, che pretenderebbero sentenze sommarie pronunciate nel giro di un pomeriggio.
Procedura di contenimento e blocco di istanze
La prima cosa che abbiamo fatto con #byoblu, prima di qualsiasi decisione drastica, è stata pretendere il blocco delle istanze dell'ultra destra (Gab & co.) e moderare ogni tentativo, anche strisciante, di portare quella ideologia su Mastodon. Abbiamo avvisato Byoblu: se non avesse messo in regola la propria istanza secondo le nostre richieste, l'avremmo defederata immediatamente. Questo è stato il nostro vero “benvenuto a Byoblu“:

A seguito delle nostre pressioni, Byoblu ha aggiunto la regola: “È vietato postare link ad articoli senza fonti, o contenuti che espongano tesi palesemente prive di fondamento. Fare un minimo di fact-checking prima di postare.”

Regole aggiornate
Annuncio regole anti-disinformazione
Regole dall'istanza Byoblu
modificato successivamente in
https://web.archive.org/web/20201016160211/
Erano, ovviamente, garanzie minime obbligatorie per evitare la defederazione immediata. Nelle settimane successive nessun contenuto problematico ci è mai stato segnalato; nessuno degli admin delle tre istanze anarchiche che avevano già bloccato Byoblu si è fatto sentire per lamentarsi; e nemmeno l'account “IsolateBYOBLU” — impegnatissimo a far espellere Byoblu da Mastodon, e con cui abbiamo interagito fino al blocco del 17 ottobre ha mai segnalato un solo contenuto o un solo account molesto. Nonostante questa totale assenza di problematiche concrete, abbiamo comunque scelto di silenziare quasi subito byoblu dopo 4 mesi e poi dopo 5 mesi a staccarci del tutto da un'istanza legata a iniziative quantomeno opache.
Per la cronaca, alla fine solo cinque istanze italiane bloccarono Byoblu, mentre altre cinque scelsero di mantenere la federazione.
Ed eccoci al punto: non abbiamo agito contro Mastodon Bida e Sociale Network, nonostante le pressioni della solita “polizia morale”, perché le accuse erano poco documentate e, nel caso di Sociale Network, francamente ridicole fatte da chi ha fatto della diffamazione degli admin delle istanze italiane quasi una professione.
Prendiamo quindi, con questo articolo, le distanze più nette da queste campagne. Il nostro appello resta lo stesso di sempre: isolare chi diffama con accuse circostanziali e non documentate, costruite a colpi di cherry picking, e agisce da “polizia morale” per colpire intere comunità in nome di una manciata di clic indignati.
Un appello a chi si diverte a soffiare sul fuoco
C'è poi chi, con squallore invita ad abbandonare mastodon.uno affidandosi solo alla narrazione di chi vorrebbe vedere defederate istanze come sociale.network o mastodon.uno semplicemente perché esistono e sono critiche. E, puntuale come sempre, ogni risposta ufficiale — comprese quelle di debunking, come questa — viene bellamente ignorata: il confronto e la discussione non fanno parte del loro repertorio.
Si arriva persino a ventilare collaborazioni decennali con personaggi ambigui, sulla sola base di un “link di condivisione”:

Scambiare per “rapporto professionale” i classici bottoncini di condivisione su Facebook, Twitter e simili, piazzati in automatico in fondo agli articoli di un vecchio sito ormai chiuso, dice tutto quello che c'è da dire sul livello di disinformazione con cui il fediverso, ogni tanto, è costretto a fare i conti. Non crediamo serva aggiungere altro: certe figure parlano da sole.
Naturalmente non siamo infallibili
Il lavoro di amministrazione e moderazione resta delicato: non sempre è facile conciliare la tutela degli utenti dalle molestie provenienti da altre istanze con il rispetto della libertà di accesso ai contenuti, soprattutto quando gli amministratori di quelle istanze garantiscono la più totale impunità a chi attacca altre comunità.
Da un lato cerchiamo di rispettare la libertà degli utenti di accedere ai contenuti che preferiscono, anche quando questi contenuti non rispecchiano la filosofia della nostra istanza; dall'altro vogliamo tutelare il buon nome del nostro progetto, e non possiamo permettere che utenti rancorosi — per motivi ideologici o perché già allontanati in passato — facciano del fango sparso il loro unico obiettivo.
Lo dobbiamo al nostro lavoro volontario e a tutti gli utenti che hanno scelto mastodon.uno come spazio di socializzazione lontano dalle tossicità dei grandi social. Le polemiche, sui social, hanno sempre un perché: servono a creare quel coinvolgimento emotivo che attira nuovi utenti. Noi preferiamo non prestarci a questo gioco.
Per questo continueremo a mantenere un rapporto aperto e costruttivo con tutti gli altri amministratori di istanza, evitando però di dare credito a chi inneggia alla defederazione e all'abbandono delle istanze come unico orizzonte. Il fediverso non ha bisogno di crescere nella competizione e nell'odio, ma nella collaborazione.
Il nostro invito, a chi continua a trasformare vecchi e irrilevanti rancori in vere e proprie crociate, è semplice: fatelo altrove. Sarebbe davvero triste vedere ripetersi qui le stesse dinamiche tossiche dei social commerciali, per mano di chi dice di volersene allontanare.
Godiamoci il fediverso.