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    <title>μετανοειτε</title>
    <link>https://noblogo.org/metanoeite/</link>
    <description>Blog di migrazione, dal vecchio blogspot (che abbandono per motivi etici), e che probabilmente diventerà una raccolta dei contenuti che ho sparsi per il web</description>
    <pubDate>Thu, 16 Apr 2026 16:58:18 +0000</pubDate>
    <item>
      <title>La speranza nella crisi. Crisi petrolifera e transizione comunitaria.</title>
      <link>https://noblogo.org/metanoeite/la-speranza-nella-crisi</link>
      <description>&lt;![CDATA[È ormai diventato un luogo comune che le crisi possano essere occasioni di grande cambiamento, occasioni per uscire dalla nostra zona di confort (e questo vale sia per i singoli che per le società). Al di là della tragedia umanitaria e dell&#39;oltraggio al diritto internazionale compiuto dalle &#34;democrazie&#34;, quali preziose opportunità di cambiamento si celano dietro l&#39;attuale, spaventosa crisi in Medio Oriente? Possiamo accogliere questa crisi, tragedia per il business as usual, come un volano che ci fornisca l&#39;energia (spirituale) per realizzare una società radicalmente nuova e realmente sostenibile?&#xA;&#xA;Cosa sta accadendo&#xA;&#xA;Relativamente ai recenti sviluppi della situazione in medio oriente, scrive l&#39;economista Gabriele Guzzi in un un post di ieri:&#xA;&#xA;  Non credo che ci rendiamo conto di quello che sta accadendo:&#xA;    la più grave crisi energetica di sempre si sta avvicinando.&#xA;    Se la guerra in Iran proseguisse ancora, non solo ci sarebbe una forte ripercussione sull&#39;offerta mondiale - come già sta avvenendo - ma ci sarebbero effetti a cascata su tutti i mercati di approvvigionamento.&#xA;    La possibile risposta delle élite europee - del tutto inadatte ad affrontare questi tempi - sarebbe austerità energetica e controllo sociale: una specie di mix perverso tra austerità e lockdown.&#xA;    È proprio vero che viviamo nel disvelamento dell&#39;Eurosuicidio: tutto si sta mostrando, tutto sta venendo alla luce. Ma in questo tempo di smascheramento si producono morti e feriti.&#xA;    Dovremo ragionare sempre più seriamente su costruire reti autonome, anche per i beni di prima necessità, senza rinunciare a cambiare i rapporti di forza, cioè a provare a fare veramente politica.&#xA;    È il tempo delle scelte, sia a livello personale che collettivo: o la guerra o un cambiamento radicale.&#xA;    Non facciamoci ingannare dagli stregoni della separazione, e continuiamo ad alimentare un fuoco di verità e di comunità. Qui c&#39;è il futuro dell&#39;umanità.&#xA;    Gabriele Guzzi&#xA;&#xA;!--more--&#xA;Ora, forse molti non se ne rendono conto, ma dal novecento in poi la nostra organizzazione socioeconomica si basa sul petrolio a basso costo, dal quale produce gran parte dei nostri prodotti di uso quotidiano (dalle aspirine alla plastica, dai rossetti a capi d’abbigliamento) e che ci permette di localizzare la produzione, progettando in America, producendo in Asia, confezionando in Africa e vendendo in Europa. Anche l&#39;elettricità che consumiamo, i mezzi di trasporto che usiamo quotidianamente sono fortemente dipendenti dal petrolio. Quindi la crisi del petrolio conduce direttamente alla crisi dell&#39;industria, dei trasporti, della socialità, dell&#39;energia. Questo non significa che il petrolio sparirà, ma che sarà sempre meno accessibile, o che comunque costerà molto di più di quanto costa ora, indipendentemente da una qualsiasi proclamazione o manovra che potranno escogitare i nostri governi. Qualcuno ha detto che la nostra società è drogata di petrolio, e stiamo per entrare in un regime di astinenza forzata. &#xA;Cosa ci aspetta quindi? Se una persona fortemente dipendente da sostanze rimane in privazione ed entra in crisi da astinenza, ha di fronte a sé una scelta: fare letteralmente di tutto (violenze, truffe, prostituzione) per procurarsi le sostanze da cui dipende, oppure entrare in un regime di disintossicazione, che potrà essere difficile ma che porterà senza dubbio ad un futuro più libero e sereno. Anche per la nostra società possiamo individuare due modelli, che dipendono dal mondo in cui scegliamo di rispondere a questa crisi. Le alternative che si prospettano vanno in direzioni opposte:&#xA;&#xA;Futuro alla Mad Max: l&#39;energia sarà nelle mani di gruppi sempre più ristretto di persone che, grazie a questo privilegio, potranno alimentare il sistema della guerra e del controllo totalitario sviluppato per tenere sottomessa la stragrande maggioranza della popolazione.&#xA;Futuro Pianeta Verde: i popoli si auto-organizzano in modo da salvaguardare la civiltà, ridistribuendo equamente l&#39;energia, adattandosi a un futuro più &#34;verde&#34;, con meno energia a disposizione, ma con più saggezza (maturità dell&#39;umanità)&#xA;&#xA;È ovvio che il sistema &#34;Trump&#34; sta spingendo nella prima direzione, bullizzando il resto del mondo per appropriarsi dei giacimenti petroliferi di Sudamerica e Medio Oriente, ed è altrettanto ovvio che le masse occidentali non sono psicologicamente pronte a impegnarsi con decisione per perseguire una via di umanizzazione e trasformazione sistemica.&#xA;&#xA;Esistono però da decenni minoranze attive che, rendendosi conto che la civiltà del petrolio stava per finire, si sono impegnati a creare, sperimentare e condividere gli strumenti per una transizione &#34;sana&#34; verso un mondo a meno energia e a maggiore felicità.&#xA;Oltre agli ecovillaggi, ai gruppi per il cambiamento degli stili di vita, o a quelli che volti alla decrescita, alla permacultura, le Comunità Laudato Sì, vorrei portare l&#39;attenzione sulle esperienze legate alle Transition Town (città in transizione) che rispondono &#34;chirurgicamente&#34; a uno scenario di crisi petrolifera globale che era stato previsto da decenni e che ora si sta dispiegando davanti ai nostri occhi.&#xA;&#xA;Il movimento delle città in transizione&#xA;&#xA;La premessa di base sulla quale si fondano le pratiche di transizione è questa:&#xA;&#xA;  La società industrializzata è caratterizzata da un bassissimo livello di resilienza. Viviamo tutti un costante stato di dipendenza da sistemi e organizzazioni dei quali non abbiamo alcun controllo. Nelle nostre città consumiamo gas, cibo, prodotti che percorrono migliaia di chilometri per raggiungerci, con catene di produzione e distribuzione estremamente lunghe, complesse e delicate. Il tutto è reso possibile dall’abbondanza di petrolio a basso prezzo che rende semplice avere energia ovunque e spostare enormi quantità di merci da una parte all’altra del pianeta.&#xA;    È facile scorgere l’estrema fragilità di questo assetto, basta chiudere il rubinetto del carburante e la nostra intera civiltà si paralizza. Questa non è resilienza.&#xA;    https://transitionitalia.it/cose-la-transizione-2/&#xA;&#xA;https://jessicaperlstein.com/products/the-fifth-sacred-thing-international?pos=1&amp;sid=685317ed0&amp;ss=r&#xA;small[Jessica Perlstein, The Fifth Sacred Thing]/small&#xA;&#xA;Le Transition Towns (Città in Transizione) sono quindi comunità locali che, partendo dall&#39;iniziativa dei cittadini, si preparano a ridurre la dipendenza dal petrolio e contrastare il cambiamento climatico. Nato nel 2005-2006 da Rob Hopkins nel Regno Unito, il movimento promuove dal basso resilienza, sostenibilità e buone pratiche come orti urbani, energie rinnovabili e mercati locali, fino ad arrivare a modelli di organizzazione municipale. &#xA;&#xA;Ecco alcuni dettagli chiave sul movimento:&#xA;&#xA;Origini: Il modello è nato a Kinsale (Irlanda) e Totnes (Inghilterra) tra il 2005 e il 2006 grazie al permacultore Rob Hopkins.&#xA;Obiettivi: Preparare le comunità al picco del petrolio e al riscaldamento globale, costruendo economie locali più solide, resilienti e autosufficienti.&#xA;Metodo: Si basa sulla &#34;transizione&#34;, un processo dal basso che incoraggia i cittadini a proporre soluzioni pratiche per ridurre sprechi e rifiuti.&#xA;Azioni concrete: Progetti comuni includono l&#39;orticoltura urbana, la promozione della mobilità sostenibile, l&#39;efficienza energetica e la creazione di monete locali al fine di mantenere la ricchezza sul territorio.&#xA;Rete: Il movimento è internazionale, con il sito Transition Network che connette comunità e offre risorse. In Italia, la rete è coordinata da Transition Italia. &#xA;&#xA;Il cuore del movimento è la capacità di immaginare un futuro sostenibile e agire localmente attraverso la collaborazione e la riprogettazione degli stili di vita.&#xA;&#xA;  [! info] video presentazione di Cristiano Bottone&#xA;  iframe width=&#34;560&#34; height=&#34;315&#34; src=&#34;https://www.youtube.com/embed/40Zgh17fIyo?si=ncrzghDGMeiwmatU&#34; title=&#34;YouTube video player&#34; frameborder=&#34;0&#34; allow=&#34;accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share&#34; referrerpolicy=&#34;strict-origin-when-cross-origin&#34; allowfullscreen/iframe&#xA;    https://www.youtube.com/watch?v=40Zgh17fIyo&#xA;&#xA;  In cosa consiste questa metodologia?&#xA;  «Attualmente è denominata “Local Transformation Toolkit” ed è stata sperimentata attraverso un progetto di 4 anni chiamato “Municipalities in Transition” che ha visto applicazioni pilota in Italia (Valsamoggia, Roma V Municipio, Santorso), Spagna, Ungheria, Portogallo e Brasile. Si tratta di dotare la comunità di tutto ciò che serve a formare un centro permanente di sviluppo, coordinamento e valutazione delle attività di transizione che possa operare e prendere decisioni al di fuori dei normali processi di competizione politica e pressione di mercato, focalizzandosi completamente sul senso delle azioni da intraprendere. &#xA;  Cristiano Bottone&#xA;    https://www.terranuova.it/news/stili-di-vita/transition-towns-idee-e-strumenti-per-mettere-in-pratica-la-transizione&#xA;&#xA;Segnaliamo inoltre che proprio il mese scorso, il Parlamento scozzese ha approvato il Community Wealth Building Bill, una legge che impone un modello alternativo di sviluppo economico per favorire lo sviluppo delle comunità locali&#xA;https://valori.it/scozia-legge-sviluppo-comunita-locali/&#xA;&#xA;Non si tratta quindi di apportare dei cambiamenti cosmetici alla società, o togliere per 20 giorni le accise sulla benzina, oppure riempire il territorio di mega impianti industriali atti a produrre energia più o meno verde ma, come ha affermato la relatrice ONU Francesca Albanese, è necessario fare i conti con il colonialismo intrinseco nella nostra società, e da questa partorirne una nuova, basata su altri valori, fondata sull&#39;amore. Sono questi valori, elevati ma antichi, che possono e devono guidarci nella foschia di guerra nella quale siamo immersi. &#xA;&#xA;Risorse:&#xA;&#xA;Nuove energie per la pace, di Rebecca Solnit, pubblicato su Internazionale del 27 marzo 2026. https://www.3x1t.org/cloud/index.php/s/TdGD8fzyoioJgHb&#xA;Grazie al gruppo di Radio Eustachio per la segnalazione nella puntata Guerra fossile, pace rinnovabile?. &#xA;Puntata di Report Consumatori difettosi_ del 2010: https://www.rai.it/programmi/report/inchieste/Consumatori-difettosi-47e31576-b217-4eff-ac16-3857d8433e20.html&#xA;Intervista a Rob Hopkins del 2021: https://www.youtube.com/watch?v=SP94zAmXzJg&#xA;Intervista a Cristiano Bottone https://www.terranuova.it/news/stili-di-vita/transition-towns-idee-e-strumenti-per-mettere-in-pratica-la-transizione&#xA;Bibliografia essenziale https://transitionitalia.it/cose-la-transizione-2/libri/&#xA;&#xA;#società #economia #crisi  #transizione #conversione #regno]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p><em>È ormai diventato un luogo comune che le crisi possano essere occasioni di grande cambiamento, occasioni per uscire dalla nostra zona di confort (e questo vale sia per i singoli che per le società). Al di là della tragedia umanitaria e dell&#39;oltraggio al diritto internazionale compiuto dalle “democrazie”, quali preziose opportunità di cambiamento si celano dietro l&#39;attuale, spaventosa crisi in Medio Oriente? Possiamo accogliere questa crisi, tragedia per il</em> business as usual, <em>come un volano che ci fornisca l&#39;energia (spirituale) per realizzare una società radicalmente nuova e realmente sostenibile?</em></p>

<h2 id="cosa-sta-accadendo">Cosa sta accadendo</h2>

<p>Relativamente ai recenti sviluppi della situazione in medio oriente, scrive l&#39;economista Gabriele Guzzi in un un <a href="https://www.facebook.com/gabri.guzzi/posts/pfbid023TAmuZfUsciBsNv54B1yWWpyUepVM6qt5YviFA8CcCBqzvhhEbjTnSRJFAu7pG7ql" rel="nofollow">post</a> di ieri:</p>

<blockquote><p>Non credo che ci rendiamo conto di quello che sta accadendo:</p>

<p>la più grave crisi energetica di sempre si sta avvicinando.</p>

<p>Se la guerra in Iran proseguisse ancora, non solo ci sarebbe una forte ripercussione sull&#39;offerta mondiale – come già sta avvenendo – ma ci sarebbero effetti a cascata su tutti i mercati di approvvigionamento.</p>

<p>La possibile risposta delle élite europee – del tutto inadatte ad affrontare questi tempi – sarebbe austerità energetica e controllo sociale: una specie di mix perverso tra austerità e lockdown.</p>

<p>È proprio vero che viviamo nel disvelamento dell&#39;Eurosuicidio: tutto si sta mostrando, tutto sta venendo alla luce. Ma in questo tempo di smascheramento si producono morti e feriti.</p>

<p>Dovremo ragionare sempre più seriamente su costruire reti autonome, anche per i beni di prima necessità, senza rinunciare a cambiare i rapporti di forza, cioè a provare a fare veramente politica.</p>

<p>È il tempo delle scelte, sia a livello personale che collettivo: o la guerra o un cambiamento radicale.</p>

<p>Non facciamoci ingannare dagli stregoni della separazione, e continuiamo ad alimentare un fuoco di verità e di comunità. Qui c&#39;è il futuro dell&#39;umanità.</p>

<p><em>Gabriele Guzzi</em></p></blockquote>



<p>Ora, forse molti non se ne rendono conto, ma dal novecento in poi la nostra organizzazione socioeconomica si basa sul petrolio a basso costo, dal quale produce gran parte dei nostri prodotti di uso quotidiano (dalle aspirine alla plastica, dai rossetti a capi d’abbigliamento) e che ci permette di localizzare la produzione, progettando in America, producendo in Asia, confezionando in Africa e vendendo in Europa. Anche l&#39;elettricità che consumiamo, i mezzi di trasporto che usiamo quotidianamente sono fortemente dipendenti dal petrolio. Quindi la crisi del petrolio conduce direttamente alla crisi dell&#39;industria, dei trasporti, della socialità, dell&#39;energia. Questo non significa che il petrolio sparirà, ma che sarà sempre meno accessibile, o che comunque costerà molto di più di quanto costa ora, indipendentemente da una qualsiasi proclamazione o manovra che potranno escogitare i nostri governi. Qualcuno ha detto che la nostra società è <em>drogata</em> di petrolio, e stiamo per entrare in un regime di astinenza forzata.
<strong>Cosa ci aspetta quindi?</strong> Se una persona fortemente dipendente da sostanze rimane in privazione ed entra in crisi da astinenza, ha di fronte a sé una scelta: fare letteralmente di tutto (violenze, truffe, prostituzione) per procurarsi le sostanze da cui dipende, oppure entrare in un regime di disintossicazione, che potrà essere difficile ma che porterà senza dubbio ad un futuro più libero e sereno. Anche per la nostra società possiamo individuare due modelli, che dipendono dal mondo in cui scegliamo di rispondere a questa crisi. Le alternative che si prospettano vanno in direzioni opposte:</p>
<ul><li>Futuro alla <strong>Mad Max</strong>: l&#39;energia sarà nelle mani di gruppi sempre più ristretto di persone che, grazie a questo privilegio, potranno alimentare il sistema della guerra e del controllo totalitario sviluppato per tenere sottomessa la stragrande maggioranza della popolazione.</li>
<li>Futuro <strong>Pianeta Verde</strong>: i popoli si auto-organizzano in modo da salvaguardare la civiltà, ridistribuendo equamente l&#39;energia, adattandosi a un futuro più “verde”, con meno energia a disposizione, ma con più saggezza (maturità dell&#39;umanità)</li></ul>

<p>È ovvio che il sistema “Trump” sta spingendo nella prima direzione, bullizzando il resto del mondo per appropriarsi dei giacimenti petroliferi di Sudamerica e Medio Oriente, ed è altrettanto ovvio che le masse occidentali non sono psicologicamente pronte a impegnarsi con decisione per perseguire una via di umanizzazione e trasformazione sistemica.</p>

<p>Esistono però da decenni minoranze attive che, rendendosi conto che la civiltà del petrolio stava per finire, si sono impegnati a creare, sperimentare e condividere gli strumenti per una transizione “sana” verso un mondo a meno energia e a maggiore felicità.
Oltre agli <strong>ecovillaggi</strong>, ai gruppi per il <strong>cambiamento degli stili di vita</strong>, o a quelli che volti alla <strong>decrescita</strong>, alla <strong>permacultura</strong>, le <strong>Comunità Laudato Sì</strong>, vorrei portare l&#39;attenzione sulle esperienze legate alle <strong>Transition Town</strong> (città in transizione) che rispondono “chirurgicamente” a uno scenario di crisi petrolifera globale che era stato previsto da decenni e che ora si sta dispiegando davanti ai nostri occhi.</p>

<h2 id="il-movimento-delle-città-in-transizione">Il movimento delle città in transizione</h2>

<p>La premessa di base sulla quale si fondano le pratiche di transizione è questa:</p>

<blockquote><p>La società industrializzata è caratterizzata da un bassissimo livello di resilienza. Viviamo tutti un costante stato di dipendenza da sistemi e organizzazioni dei quali non abbiamo alcun controllo. Nelle nostre città consumiamo gas, cibo, prodotti che percorrono migliaia di chilometri per raggiungerci, con catene di produzione e distribuzione estremamente lunghe, complesse e delicate. Il tutto è reso possibile dall’abbondanza di petrolio a basso prezzo che rende semplice avere energia ovunque e spostare enormi quantità di merci da una parte all’altra del pianeta.</p>

<p>È facile scorgere l’estrema fragilità di questo assetto, basta chiudere il rubinetto del carburante e la nostra intera civiltà si paralizza. Questa non è resilienza.</p>

<p><a href="https://transitionitalia.it/cose-la-transizione-2/" rel="nofollow">https://transitionitalia.it/cose-la-transizione-2/</a></p></blockquote>

<p><img src="https://jessicaperlstein.com/cdn/shop/files/5thsacredthing_10x20_web.jpg" alt="https://jessicaperlstein.com/products/the-fifth-sacred-thing-international?_pos=1&amp;_sid=685317ed0&amp;_ss=r">
<small>[Jessica Perlstein, The Fifth Sacred Thing]</small></p>

<p><strong>Le Transition Towns (Città in Transizione) sono quindi comunità locali che, partendo dall&#39;iniziativa dei cittadini, si preparano a ridurre la dipendenza dal petrolio e contrastare il cambiamento climatico</strong>. Nato nel 2005-2006 da Rob Hopkins nel Regno Unito, il movimento promuove dal basso resilienza, sostenibilità e buone pratiche come orti urbani, energie rinnovabili e mercati locali, fino ad arrivare a modelli di organizzazione municipale. </p>

<p>Ecco alcuni dettagli chiave sul movimento:</p>
<ul><li><strong>Origini:</strong> Il modello è nato a Kinsale (Irlanda) e Totnes (Inghilterra) tra il 2005 e il 2006 grazie al permacultore Rob Hopkins.</li>
<li><strong>Obiettivi:</strong> Preparare le comunità al picco del petrolio e al riscaldamento globale, costruendo economie locali più solide, resilienti e autosufficienti.</li>
<li><strong>Metodo:</strong> Si basa sulla “transizione”, un processo dal basso che incoraggia i cittadini a proporre soluzioni pratiche per ridurre sprechi e rifiuti.</li>
<li><strong>Azioni concrete:</strong> Progetti comuni includono l&#39;orticoltura urbana, la promozione della mobilità sostenibile, l&#39;efficienza energetica e la creazione di monete locali al fine di mantenere la ricchezza sul territorio.</li>
<li><strong>Rete:</strong> Il movimento è internazionale, con il sito <a href="https://transitionnetwork.org/it/about/" rel="nofollow">Transition Network</a> che connette comunità e offre risorse. In Italia, la rete è coordinata da <a href="https://www.italiachecambia.org/mappa/transition-italia/" rel="nofollow">Transition Italia</a>. </li></ul>

<p><strong>Il cuore del movimento è la capacità di immaginare un futuro sostenibile e agire localmente attraverso la collaborazione e la riprogettazione degli stili di vita.</strong></p>

<blockquote><p>[! info] video presentazione di Cristiano Bottone
<iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/40Zgh17fIyo?si=ncrzghDGMeiwmatU" title="YouTube video player" frameborder="0" allowfullscreen=""></iframe></p>

<p><a href="https://www.youtube.com/watch?v=40Zgh17fIyo" rel="nofollow">https://www.youtube.com/watch?v=40Zgh17fIyo</a></p>

<p><strong>In cosa consiste questa metodologia?</strong>
«Attualmente è denominata “Local Transformation Toolkit” ed è stata sperimentata attraverso un progetto di 4 anni chiamato “Municipalities in Transition” che ha visto applicazioni pilota in Italia (Valsamoggia, Roma V Municipio, Santorso), Spagna, Ungheria, Portogallo e Brasile. Si tratta di dotare la comunità di tutto ciò che serve a formare un centro permanente di sviluppo, coordinamento e valutazione delle attività di transizione che possa operare e prendere decisioni al di fuori dei normali processi di competizione politica e pressione di mercato, focalizzandosi completamente sul senso delle azioni da intraprendere.
<em>Cristiano Bottone</em></p>

<p><a href="https://www.terranuova.it/news/stili-di-vita/transition-towns-idee-e-strumenti-per-mettere-in-pratica-la-transizione" rel="nofollow">https://www.terranuova.it/news/stili-di-vita/transition-towns-idee-e-strumenti-per-mettere-in-pratica-la-transizione</a></p></blockquote>

<p>Segnaliamo inoltre che proprio il mese scorso, il Parlamento scozzese ha approvato il Community Wealth Building Bill, una legge che impone un modello alternativo di sviluppo economico per favorire lo sviluppo delle comunità locali
<a href="https://valori.it/scozia-legge-sviluppo-comunita-locali/" rel="nofollow">https://valori.it/scozia-legge-sviluppo-comunita-locali/</a></p>

<p>Non si tratta quindi di apportare dei cambiamenti cosmetici alla società, o togliere per 20 giorni le accise sulla benzina, oppure riempire il territorio di mega impianti industriali atti a produrre energia più o meno verde ma, come ha affermato la relatrice ONU Francesca Albanese, <strong>è necessario fare i conti con il colonialismo intrinseco nella nostra società, e da questa partorirne una nuova, basata su altri valori, fondata sull&#39;amore</strong>. Sono questi valori, elevati ma antichi, che possono e devono guidarci nella foschia di guerra nella quale siamo immersi.</p>

<h2 id="risorse">Risorse:</h2>
<ul><li><em>Nuove energie per la pace</em>, di Rebecca Solnit, pubblicato su <em>Internazionale</em> del 27 marzo 2026. <a href="https://www.3x1t.org/cloud/index.php/s/TdGD8fzyoioJgHb" rel="nofollow">https://www.3x1t.org/cloud/index.php/s/TdGD8fzyoioJgHb</a>
Grazie al gruppo di <strong>Radio Eustachio</strong> per la segnalazione nella puntata <a href="https://eustachio.indivia.net/blog/?puntata=guerra-fossile-pace-rinnovabile" rel="nofollow">Guerra fossile, pace rinnovabile?</a>.</li>
<li>Puntata di Report <em>Consumatori difettosi</em> del 2010: <a href="https://www.rai.it/programmi/report/inchieste/Consumatori-difettosi-47e31576-b217-4eff-ac16-3857d8433e20.html" rel="nofollow">https://www.rai.it/programmi/report/inchieste/Consumatori-difettosi-47e31576-b217-4eff-ac16-3857d8433e20.html</a></li>
<li>Intervista a Rob Hopkins del 2021: <a href="https://www.youtube.com/watch?v=SP94zAmXzJg" rel="nofollow">https://www.youtube.com/watch?v=SP94zAmXzJg</a></li>
<li>Intervista a Cristiano Bottone <a href="https://www.terranuova.it/news/stili-di-vita/transition-towns-idee-e-strumenti-per-mettere-in-pratica-la-transizione" rel="nofollow">https://www.terranuova.it/news/stili-di-vita/transition-towns-idee-e-strumenti-per-mettere-in-pratica-la-transizione</a></li>
<li>Bibliografia essenziale <a href="https://transitionitalia.it/cose-la-transizione-2/libri/" rel="nofollow">https://transitionitalia.it/cose-la-transizione-2/libri/</a></li></ul>

<p><a href="/metanoeite/tag:societ%C3%A0" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">società</span></a> <a href="/metanoeite/tag:economia" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">economia</span></a> <a href="/metanoeite/tag:crisi" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">crisi</span></a>  <a href="/metanoeite/tag:transizione" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">transizione</span></a> <a href="/metanoeite/tag:conversione" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">conversione</span></a> <a href="/metanoeite/tag:regno" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">regno</span></a></p>
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      <guid>https://noblogo.org/metanoeite/la-speranza-nella-crisi</guid>
      <pubDate>Wed, 01 Apr 2026 15:02:57 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title> Amo ergo sum </title>
      <link>https://noblogo.org/metanoeite/amo-ergo-sum</link>
      <description>&lt;![CDATA[Anni fa realizzai che l&#39;#amore, lungi da essere solamente qualcosa che riguarda i rapporti tra gli esseri umani, è una forza cosmica che ordina e guida la vita dell&#39;universo. &#xA;Ora, sto cercando di sviluppare questa intuizione, a danzare al ritmo di questa forza, volare seguendo le sue correnti. &#xA;Intuisco che esista una scienza del volo per le anime di fuoco, una sapienza che ci libera dall&#39;oppressione di questo mondo allo sfascio. &#xA;Scopriamola insieme.&#xA;---------------------------------------&#xA;&#xA;Amo quindi sono&#xA;di Kathleen Raine&#xA;&#xA;Poiché amo&#xA;    Il sole spande i suoi raggi d&#39;oro vivo,&#xA;    Versa il suo oro e il suo argento sul mare.&#xA;&#xA;Poiché amo&#xA;    La terra avvolge nel sul suo fuso astrale&#xA;    La sua danza che produce estasi.&#xA;!--more--&#xA;Poiché amo&#xA;    Le nuvole viaggiano trasportate dai venti attraverso ampi cieli, &#xA;    Cieli ampi e belli, blu e profondi.&#xA;&#xA;Poiché amo&#xA;    Il vento soffia vele bianche, &#xA;    Il vento soffia sui fiori, soffia dolce il vento.&#xA;&#xA;Poiché amo&#xA;    Le felci crescono verdi, e verde è l&#39;erba, e verdi sono&#xA;    Gli alberi trasparenti alla luce del sole.&#xA;&#xA;Poiché amo&#xA;     Le allodole si sollevano dall&#39;erba&#xA;     E tutte le foglie sono piene di uccelli che cantano.&#xA;&#xA;Poiché amo&#xA;    L’aria estiva freme con mille ali,&#xA;    Miriadi di occhi ingioiellati ardono alla luce.&#xA;&#xA;Poiché amo&#xA;    Le conchiglie iridescenti sulla sabbia&#xA;    Assumono forme sottili e intricate come pensiero.&#xA;&#xA;Poiché amo&#xA;    C&#39;è una via invisibile che attraversa il cielo,&#xA;    Gli uccelli viaggiano su quella via, il sole e la luna&#xA;    E tutte le stelle percorrono quel cammino la notte.&#xA;&#xA;Poiché amo&#xA;    C&#39;è un fiume che scorre lungo tutta la notte.&#xA;&#xA;Poiché amo&#xA;    Per tutta la notte il fiume scorre nel mio sonno,&#xA;    Diecimila esseri viventi dormono tra le mie braccia,&#xA;    E la veglia dormiente e il flusso sono in riposo.&#xA;&#xA;small“Amo Ergo Sum” di Kathleen Raine (qui nella versione originale in inglese) è stata pubblicata The Year One (London: Hamish Hamilton, 1952) e riproposta in in The Collected Poems of Kathleen Raine (Ipswich: Golgonooza Press, 2000)./small&#xA;&#xA;\ smallquesta intuizione non è solo mia, è patrimonio culturale universale, sebbene estraneo alla mentalità materialista oggi dominante in occidente. Vorrei tracciare (a breve, se riesco) una lista di affermazioni, che riflettono questa consapevolezza comune/small&#xA;&#xA;#amore #mistica #poesia #vita]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Anni fa realizzai che l&#39;<a href="/metanoeite/tag:amore" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">amore</span></a>, lungi da essere solamente qualcosa che riguarda i rapporti tra gli esseri umani, è una <strong>forza cosmica</strong> che ordina e guida la vita dell&#39;universo.
Ora, sto cercando di sviluppare questa intuizione*, a danzare al ritmo di questa forza, volare seguendo le sue correnti.
Intuisco che esista una scienza del volo per le anime di fuoco, una sapienza che ci libera dall&#39;oppressione di questo mondo allo sfascio.
Scopriamola insieme.</p>

<hr>

<h1 id="amo-quindi-sono">Amo quindi sono</h1>

<p><em>di Kathleen Raine</em></p>

<p>Poiché amo
    Il sole spande i suoi raggi d&#39;oro vivo,
    Versa il suo oro e il suo argento sul mare.</p>

<p>Poiché amo
    La terra avvolge nel sul suo fuso astrale
    La sua danza che produce estasi.

Poiché amo
    Le nuvole viaggiano trasportate dai venti attraverso ampi cieli,
    Cieli ampi e belli, blu e profondi.</p>

<p>Poiché amo
    Il vento soffia vele bianche,
    Il vento soffia sui fiori, soffia dolce il vento.</p>

<p>Poiché amo
    Le felci crescono verdi, e verde è l&#39;erba, e verdi sono
    Gli alberi trasparenti alla luce del sole.</p>

<p>Poiché amo
     Le allodole si sollevano dall&#39;erba
     E tutte le foglie sono piene di uccelli che cantano.</p>

<p>Poiché amo
    L’aria estiva freme con mille ali,
    Miriadi di occhi ingioiellati ardono alla luce.</p>

<p>Poiché amo
    Le conchiglie iridescenti sulla sabbia
    Assumono forme sottili e intricate come pensiero.</p>

<p>Poiché amo
    C&#39;è una via invisibile che attraversa il cielo,
    Gli uccelli viaggiano su quella via, il sole e la luna
    E tutte le stelle percorrono quel cammino la notte.</p>

<p>Poiché amo
    C&#39;è un fiume che scorre lungo tutta la notte.</p>

<p>Poiché amo
    Per tutta la notte il fiume scorre nel mio sonno,
    Diecimila esseri viventi dormono tra le mie braccia,
    E la veglia dormiente e il flusso sono in riposo.</p>

<p><small>“Amo Ergo Sum” di <a href="http://www.nuoviargomenti.net/poesie/kathleen-raine-la-musica-del-mondo-cambia/" rel="nofollow">Kathleen Raine</a> (qui nella <a href="https://web.archive.org/web/20250421115715/https://www.wisdomportal.com/Technology/Raine-AmoErgoSum.html" rel="nofollow">versione originale in inglese</a>) è stata pubblicata The Year One (London: Hamish Hamilton, 1952) e riproposta in in The Collected Poems of Kathleen Raine (Ipswich: Golgonooza Press, 2000).</small></p>

<p>* <small>questa intuizione non è solo mia, è patrimonio culturale universale, sebbene estraneo alla mentalità materialista oggi dominante in occidente. Vorrei tracciare (a breve, se riesco) una lista di affermazioni, che riflettono questa consapevolezza comune</small></p>

<p><a href="/metanoeite/tag:amore" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">amore</span></a> <a href="/metanoeite/tag:mistica" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">mistica</span></a> <a href="/metanoeite/tag:poesia" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">poesia</span></a> <a href="/metanoeite/tag:vita" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">vita</span></a></p>
]]></content:encoded>
      <guid>https://noblogo.org/metanoeite/amo-ergo-sum</guid>
      <pubDate>Mon, 05 Jan 2026 03:38:12 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Ma che cosa significa veramente entrare nel Regno dei Cieli?</title>
      <link>https://noblogo.org/metanoeite/ma-che-cosa-significa-veramente-entrare-nel-regno</link>
      <description>&lt;![CDATA[#riflessione su #VitoMancuso dopo la pubblicazione del suo testo #GesùeCristo&#xA;&#xA;Dopo aver seguito alcuni interventi di Mancuso sul suo libro, e averne iniziato la lettura, riflettendo sul modo in cui intende il rapporto tra Gesù e Cristo, mi sembra sia importante osservare che le entità non sono separate.&#xA;Se da una parte riconosco che le scritture possono indicare che la missione di Gesù, per come si auto-percepiva, era quella di &#34;riunire le pecorelle disperse della casa di Israele&#34;, dall&#39;altra mi sembra che il modo in cui voleva avesse in sé qualcosa di fuori dall&#39;ordinario.&#xA;&#xA;Gesù insegna il Padre Nostro&#xA;&#xA;!--more--&#xA;&#xA;A mio avviso la chiamata all&#39;avvento del Regno non serviva solo ad avvisare che stava per arrivare il Giudizio (questa mi pare sia la tesi di Vito Mancuso), ma prima ancora aveva lo scopo di condurre le persone in una nuova vita già nel qui e ora (non nel futuro prossimo). Una nuova vita che Gesù stava già vivendo, e che quindi era già presente nel mondo al suo tempo. Più specificatamente, Gesù voleva portarli in una nuova dimensione dello Spirito, quella del Regno appunto, dove i rapporti di forza materiale venivano annullati, e la realtà, la vita vissuta, veniva vista con occhi nuovi, non quelli della società (del mondo, della storia), ma quelli in cui Dio era già regnante, guida e giudice tra i Suoi figli, tra coloro che erano già entrati nella Sua corte morendo alla loro vecchia vita, al loro vecchio modo di intendere il mondo e alle forze che lo sostenevano.&#xA;&#xA;Questo aspetto dell&#39;annuncio evangelico viene esplicitato nel Nuovo Testamento in in due momenti specifici: quando Gesù parla a Nicodemo di Rinascere dall&#39;alto Gv 3,1:8, e nell&#39;invito del vangelo a &#34;convertirsi&#34; (Mc 1,15), che rende il greco mετανοεῖτε (metanoeite), cambiate la vostra mente.&#xA;&#xA;Un altro punto dove parla di questa metanoia è, mi pare, Mc 16, 15-16:&#xA;&#xA;  Gesù disse loro: «Andate in tutto il mondo e predicate il vangelo ad ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, ma chi non crederà sarà condannato&#xA;&#xA;La mia interpretazione di questo passo è: andate, proponete la conversione, l&#39;abbandono della mentalità del mondo per accogliere quella del Regno. Chi accetterà il vostro messaggio, cioè la nuova mentalità proposta da Gesù, sarà battezzato dalla venuta dello Spirito Santo, e dunque sarà salvo. Ma invece chi non crederà sarà condannato a rimanere in cattività, rinchiuso nella sua vita mortale, terrena.&#xA;&#xA;  [!question] Questione&#xA;Come riproporre in vangelo in forma ragionevole? Come dimostrare alle persone di oggi, materialiste, disilluse, diffidenti, che la proposta di Gesù è attuale e tutt&#39;altro che superata? &#xA;  Mi sembra che ci siano in modi, anche se c&#39;è da studiare. Per esempio rivedere la verità del vangelo alla luce delle conoscenze attuali. Rispiegarla. Ad esempio paradiso e inferno possono essere viste non tanto come realtà che sperimenteremo in futuro, ma realtà che possiamo sperimentare, anzi, sperimentiamo nella nostra vita. Realtà che non sono sperimentabili da tutti per il fatto che molti vivono in maniera inconsapevole, stanno male, magari cercano di trovare dei lenitivi che non toccano la causa spirituale del malessere. Certi stati paradisiaci possiamo averli sperimentati tutti, molti di noi. Mentre nella vita terrena (quella che viviamo fino al momento della morte fisica) paradisi e inferni generalmente si alternano, e possiamo anche dimenticarcene, quando saremo nell&#39;aldilà il tono generale del nostro spirito sarà forse stabile. Quindi l&#39;unica maniera in cui siamo sicuri che andremo in paradiso, sarebbe vivere un autentico paradiso in questa vita. Ho scritto autentico perché la strategia di costruirsi &#34;paradisi artificiali&#34; che ottundono l&#39;anima per dimenticare il dolore ovviamente non funzionerà dopo la nostra morte.&#xA;&#xA;Le parabole, in particolare, servono in genere a Gesù per mostrare come è fatto il Regno, per mezzo di metafore, che servono appunto da modelli secondo i quali conformare la propria mente per trasformarla nella mente nuova.&#xA;&#xA;Quindi il Regno di Dio viene quando un certo numero di persone accoglie il messaggio del Regno, e supera la mentalità del mondo per accoglierlo. Bisogna diventare &#34;folli di Dio&#34; per essere salvi.&#xA;&#xA;Quindi non credo che la speranza di Gesù fosse stata delusa nella sua morte, perché questo messaggio del Regno era già stato reso lievito per la società, come dimostra il successivo sviluppo del cristianesimo, che ha rivestito la parola di Gesù di altri concetti per metterla a disposizione di tutto il mondo.&#xA;&#xA;E&#39; un tipo di pensieri che spero di riuscire ad approfondire, perché ha direttamente a che fare con ciò di cui possiamo fare esperienza diretta noi come uomini e donne, con la possibilità cioè di percepire i poteri del mondo come morti in contrapposizione alla vita cosmica che è viva, di una vita beata, raggiungibile se seguendo la via tracciata dal Maestro. &#xA;&#xA;\  smallquesto possiamo dirlo se accettiamo che dopo la morte avvenga un giudizio definitivo, valido una volta per tutte/small&#xA;&#xA;regno]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p><a href="/metanoeite/tag:riflessione" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">riflessione</span></a> su <a href="/metanoeite/tag:VitoMancuso" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">VitoMancuso</span></a> dopo la pubblicazione del suo testo <a href="/metanoeite/tag:Ges%C3%B9eCristo" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">GesùeCristo</span></a></p>

<p>Dopo aver seguito alcuni interventi di Mancuso sul suo libro, e averne iniziato la lettura, riflettendo sul modo in cui intende il rapporto tra Gesù e Cristo, mi sembra sia importante osservare che le entità non sono separate.
Se da una parte riconosco che le scritture possono indicare che la missione di Gesù, per come si auto-percepiva, era quella di “riunire le pecorelle disperse della casa di Israele”, dall&#39;altra mi sembra che il <em>modo</em> in cui voleva avesse in sé qualcosa di fuori dall&#39;ordinario.</p>

<p><img src="https://i.postimg.cc/t4BKf9sB/gesu-insegna-padre-nostro.jpg" alt="Gesù insegna il Padre Nostro"></p>



<p>A mio avviso la chiamata all&#39;avvento del Regno non serviva solo ad avvisare che stava per arrivare il Giudizio (questa mi pare sia la tesi di Vito Mancuso), ma prima ancora aveva lo scopo di condurre le persone in una <em>nuova vita</em> già nel qui e ora (non nel futuro prossimo). Una <em>nuova vita</em> che Gesù stava già vivendo, e che quindi era già presente nel mondo al suo tempo. Più specificatamente, Gesù voleva portarli in una nuova dimensione dello Spirito, quella del Regno appunto, dove i rapporti di forza materiale venivano annullati, e la realtà, la vita vissuta, veniva vista con occhi nuovi, non quelli della società (del mondo, della storia), ma quelli in cui Dio era già regnante, guida e giudice tra i Suoi figli, tra coloro che erano già entrati nella Sua corte morendo alla loro vecchia vita, al loro vecchio modo di intendere il mondo e alle forze che lo sostenevano.</p>

<p>Questo aspetto dell&#39;annuncio evangelico viene esplicitato nel Nuovo Testamento in in due momenti specifici: quando Gesù parla a Nicodemo di <em>Rinascere dall&#39;alto</em> Gv 3,1:8, e nell&#39;invito del vangelo a “convertirsi” (Mc 1,15), che rende il greco mετανοεῖτε (metanoeite), cambiate la vostra mente.</p>

<p>Un altro punto dove parla di questa metanoia è, mi pare, Mc 16, 15-16:</p>

<blockquote><p>Gesù disse loro: «Andate in tutto il mondo e predicate il vangelo ad ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, ma chi non crederà sarà condannato</p></blockquote>

<p>La mia interpretazione di questo passo è: andate, proponete la conversione, l&#39;abbandono della mentalità del mondo per accogliere quella del Regno. Chi accetterà il vostro messaggio, cioè la nuova mentalità proposta da Gesù, sarà battezzato dalla venuta dello Spirito Santo, e dunque sarà salvo. Ma invece chi non crederà sarà condannato a rimanere in cattività, rinchiuso nella sua vita mortale, terrena.</p>

<blockquote><p>[!question] Questione
Come riproporre in vangelo in forma ragionevole? Come dimostrare alle persone di oggi, materialiste, disilluse, diffidenti, che la proposta di Gesù è attuale e tutt&#39;altro che superata?
Mi sembra che ci siano in modi, anche se c&#39;è da studiare. Per esempio rivedere la verità del vangelo alla luce delle conoscenze attuali. Rispiegarla. Ad esempio paradiso e inferno possono essere viste non tanto come realtà che sperimenteremo in futuro, ma realtà che possiamo sperimentare, anzi, sperimentiamo nella nostra vita. Realtà che non sono sperimentabili da tutti per il fatto che <strong>molti vivono in maniera inconsapevole</strong>, stanno male, magari cercano di trovare dei lenitivi che non toccano la causa spirituale del malessere. Certi stati <em>paradisiaci</em> possiamo averli sperimentati tutti, molti di noi. Mentre nella vita terrena (quella che viviamo fino al momento della morte fisica) paradisi e inferni generalmente si alternano, e possiamo anche dimenticarcene, quando saremo nell&#39;aldilà il tono generale del nostro spirito sarà forse* stabile. Quindi l&#39;unica maniera in cui siamo sicuri che andremo in paradiso, sarebbe vivere un autentico paradiso in questa vita. Ho scritto autentico perché la strategia di costruirsi “paradisi artificiali” che ottundono l&#39;anima per dimenticare il dolore ovviamente non funzionerà dopo la nostra morte.</p></blockquote>

<p>Le parabole, in particolare, servono in genere a Gesù per <em>mostrare</em> come è fatto il Regno, per mezzo di metafore, che servono appunto da <em>modelli</em> secondo i quali conformare la propria mente per trasformarla nella mente nuova.</p>

<p>Quindi il Regno di Dio viene quando un certo numero di persone accoglie il messaggio del Regno, e supera la mentalità del mondo per accoglierlo. Bisogna diventare “folli di Dio” per essere salvi.</p>

<p>Quindi non credo che la speranza di Gesù fosse stata delusa nella sua morte, perché questo messaggio del Regno era già stato reso lievito per la società, come dimostra il successivo sviluppo del cristianesimo, che ha rivestito la parola di Gesù di altri concetti per metterla a disposizione di tutto il mondo.</p>

<p>E&#39; un tipo di pensieri che spero di riuscire ad approfondire, perché ha direttamente a che fare con ciò di cui possiamo fare esperienza diretta noi come uomini e donne, con la possibilità cioè di percepire i poteri del mondo come <em>morti</em> in contrapposizione alla vita cosmica che è <em>viva</em>, di una vita beata, raggiungibile se seguendo la via tracciata dal Maestro.</p>

<p>*  <small>questo possiamo dirlo se accettiamo che dopo la morte avvenga un giudizio definitivo, valido una volta per tutte</small></p>

<p><a href="/metanoeite/tag:regno" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">regno</span></a></p>
]]></content:encoded>
      <guid>https://noblogo.org/metanoeite/ma-che-cosa-significa-veramente-entrare-nel-regno</guid>
      <pubDate>Mon, 24 Nov 2025 01:58:27 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Alcuni appunti su una nuova evangelizzazione</title>
      <link>https://noblogo.org/metanoeite/alcuni-appunti-sul-perche-la-chiesa-sta-perdendo-la-capacita-di-portare-avanti</link>
      <description>&lt;![CDATA[ovvero, sul perché la chiesa perde la capacità di portare avanti la sua missione.&#xA;&#xA;Riflessioni scaturite dalla stimolante intervista a Vito Mancuso pubblicata sul settimanale La Lettura del 9/11/2025 in riferimento al nuovo libro, in uscita in questi giorni.&#xA;&#xA;[&#xA;div class=captionGesù e Cristo/div](https://www.garzanti.it/libri/vito-mancuso-gesu-e-cristo-9788811016441/)&#xA;&#xA;Lo scopo della Chiesa è di supportare la venuta del Regno di Dio&#xA;Per questo la Chiesa, oltre che della Parola si è dotata di struttura e organizzazione, che in prima battuta riteneva fosse essa stessa la struttura del Regno, ma si è rivelata insufficiente a partire dalla modernità.&#xA;&#xA;Oggi la situazione è tale che in occidente la proposta cattolica non è più capace di soddisfare le esigenze spirituali della popolazione.&#xA;Antropologicamente parlando, con lo sviluppo di una cultura razionalista, la logica del sacrificio e del sacramento come atto &#34;magico&#34; di unione con il divino non convince più le masse.&#xA;!--more--&#xA;Quindi se l&#39;asticella della richiesta spirituale si è alzata con l&#39;evoluzione della società umana, e la capacità di offrire supporto spirituale non si è alzata allo stesso ritmo (osserviamo lo schema sottostante) allora è normale che le persone cerchino altrove risposte alle loro esigenze.&#xA;&#xA;-----------&#xA;&#xA;prima&#xA;samp- - - - - -  -  - -  /samp proposta cristiana&#xA;samp  /\  /\   /\        /samp gruppi sociali&#xA;&#xA;adesso&#xA; samp- - -  -  - - /\\-- -  /\\- - - - /samp&#xA;samp   /\  /\    /   \  /   \  /\ /samp&#xA;&#xA;futuro auspicato&#xA; samp -  -  - - -- - - - - -  - - - -   /sampnuova proposta cristiana?&#xA; samp - - - - -  - /\\-- -  /\\- - - -  /samp   supporto alle esigenze di sacralità &#xA; samp  /\  /\    /    \ /    \  /\    /samp  gruppi sociali&#xA;&#xA;-----------&#xA;&#xA;Abbiamo così persone che cercano risposte nelle filosofie e religioni orientali, oppure in ideologie politiche, in un tecnomessianesimo, oppure in un nichilismo che deriva dalla perdita di fiducia in ogni possibilità di miglioramento della condizione umana. La reazione della chiesa a questo processo sociale è stata la nuova evangelizzazione.&#xA;&#xA;La questione oggi potrebbe essere: quali potrebbero essere i tratti per una &#34;dottrina&#34; cristiana che possa nel contempo essere ritenuta ragionevole per gli uomini e anche salvifica spiritualmente?&#xA;Per essere ragionevole dovrebbe essere capace di dare frutti buoni, e magari essere capace di limitare i frutti cattivi. Quando diciamo buoni intendiamo sia dal punto di vista intellettivo che morale.&#xA;&#xA;La capacità del cristianesimo di essere religione unificante si è persa. &#xA;&#xA;Prima la chiesa aveva la capacità di guidare, offrire standard e obiettivi sociali.&#xA;Adesso questi modi, standard e obiettivi sono stati introiettati dalla società, ma sono anche messi in discussione, in parte rigettati da parte della popolazione&#xA;&#xA;Inoltre è palese che la necessità di certi elementi della chiesa di mantenere un luogo di leadeship fa in modo che solo le persone che li ritengono leader credibili, possano far affidamento su di loro. Ma queste persone sono spesso quelle che non hanno raggiungo il grado di maturità tale da riconoscere i problemi insiti nelle posizioni di fede alle quali aderiscono. Si formano cioè enclave chiuse dove non viene messa in discussione la dottrina ma vi è un diffuso sospetto per ogni influenza esterna, vista come minaccia a un traballante status quo. &#xA;Osserviamo che&#xA;Questo fenomeno avviene anche in altre religioni, forse queste osservazioni valgono per tutte, e non solo per la religione cristiana.&#xA;Questi gruppi sono facilmente manipolabili da parte di forze politiche o economiche.&#xA;&#xA;La questione diviene dunque: come si possono traghettare questi gruppi meno progrediti (uso il termine progrediti, ma senza voler ritenerli inferiori, anzi) verso una fede più matura, offrendo nel contempo ai gruppi che si sono emancipati un supporto spirituale, armonizzando nel contempo i due livelli?&#xA;&#xA;Mi pare che la proposta di Mancuso sia ricevibile come un contributo in questo senso alla missione della Chiesa, oltre che un contributo alla spiritualità di ogni singolo, perplesso, cercatore della Realtà.&#xA;&#xA;Oggi non è che mancano le idee per un rinnovamento della spiritualità in occidente, mancano le strutture in grado di armonizzarle e organizzarle, e così i popoli vagano nelle tenebre come pecore senza pastore.&#xA;&#xA;#chiesa #spiritualità #Cristo #teologia #VitoMancuso #nuovateologia #neocristianesimo #nuovaevangelizzazione]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>ovvero, sul perché la chiesa perde la capacità di portare avanti la sua missione.</p>

<p>Riflessioni scaturite dalla stimolante <a href="https://cloud.3x1t.org/index.php/s/kxy9aF6btRiAoqb" rel="nofollow">intervista a Vito Mancuso</a> pubblicata sul settimanale <em>La Lettura</em> del 9/11/2025 in riferimento al nuovo libro, in uscita in questi giorni.</p>

<p><a href="https://www.garzanti.it/libri/vito-mancuso-gesu-e-cristo-9788811016441/" rel="nofollow"><img src="https://i.postimg.cc/BnTV3DDp/mancuso-gesu-cristo.png" alt="">
<div class="caption">Gesù e Cristo</div></a></p>

<p>Lo scopo della Chiesa è di supportare la venuta del <strong>Regno di Dio</strong>
Per questo la Chiesa, oltre che della <em>Parola</em> si è dotata di <em>struttura e organizzazione</em>, che in prima battuta riteneva fosse essa stessa la struttura del Regno, ma si è rivelata insufficiente a partire dalla modernità.</p>

<p>Oggi la situazione è tale che in occidente la proposta cattolica non è più capace di soddisfare le esigenze spirituali della popolazione.
Antropologicamente parlando, con lo sviluppo di una cultura razionalista, la logica del sacrificio e del sacramento come atto “magico” di unione con il divino non convince più le masse.

Quindi se l&#39;asticella della richiesta spirituale si è alzata con l&#39;evoluzione della società umana, e la capacità di offrire supporto spirituale non si è alzata allo stesso ritmo (osserviamo lo schema sottostante) allora è normale che le persone cerchino altrove risposte alle loro esigenze.</p>

<hr>

<p>prima
<samp>– – – – – –  –  – –  </samp> proposta cristiana
<samp>  /\  /\   /\        </samp> gruppi sociali</p>

<p>adesso
 <samp>– – –  –  – – /\— –  /\– – – – </samp>
<samp>   /\  /\    /   \  /   \  /\ </samp></p>

<p>futuro auspicato
 <samp> –  –  – – — – – – – –  – – – –   </samp>nuova proposta cristiana?
 <samp> – – – – –  – /\— –  /\– – – –  </samp>   supporto alle esigenze di sacralità
 <samp>  /\  /\    /    \ /    \  /\    </samp>  gruppi sociali</p>

<hr>

<p>Abbiamo così persone che cercano risposte nelle filosofie e religioni orientali, oppure in ideologie politiche, in un tecnomessianesimo, oppure in un nichilismo che deriva dalla perdita di fiducia in ogni possibilità di miglioramento della condizione umana. La reazione della chiesa a questo processo sociale è stata la <strong>nuova evangelizzazione</strong>.</p>

<p>La questione oggi potrebbe essere: quali potrebbero essere i tratti per una “dottrina” cristiana che possa nel contempo essere ritenuta <em>ragionevole</em> per gli uomini e anche <em>salvifica</em> spiritualmente?
Per essere ragionevole dovrebbe essere capace di dare frutti buoni, e magari essere capace di limitare i frutti cattivi. Quando diciamo buoni intendiamo sia dal punto di vista intellettivo che morale.</p>

<p>La <strong>capacità del cristianesimo di essere religione unificante</strong> si è persa.</p>

<p>Prima la chiesa aveva la capacità di guidare, offrire standard e obiettivi sociali.
Adesso questi modi, standard e obiettivi sono stati introiettati dalla società, ma sono anche messi in discussione, in parte rigettati da parte della popolazione</p>

<p>Inoltre è palese che la necessità di certi elementi della chiesa di mantenere un luogo di leadeship fa in modo che solo le persone che li ritengono leader credibili, possano far affidamento su di loro. Ma queste persone sono spesso quelle che non hanno raggiungo il grado di maturità tale da riconoscere i problemi insiti nelle posizioni di fede alle quali aderiscono. Si formano cioè <em>enclave</em> chiuse dove non viene messa in discussione la dottrina ma vi è un diffuso sospetto per ogni influenza esterna, vista come minaccia a un traballante status quo.
Osserviamo che
– Questo fenomeno avviene anche in altre religioni, forse queste osservazioni valgono per tutte, e non solo per la religione cristiana.
– Questi gruppi sono facilmente manipolabili da parte di forze politiche o economiche.</p>

<p>La questione diviene dunque: come si possono traghettare questi gruppi meno <em>progrediti</em> (uso il termine progrediti, ma senza voler ritenerli inferiori, anzi) verso una fede più matura, offrendo nel contempo ai gruppi che si sono emancipati un supporto spirituale, armonizzando nel contempo i due livelli?</p>

<p>Mi pare che la proposta di Mancuso sia ricevibile come un contributo in questo senso alla missione della Chiesa, oltre che un contributo alla spiritualità di ogni singolo, perplesso, cercatore della Realtà.</p>

<p>Oggi non è che mancano le idee per un rinnovamento della spiritualità in occidente, mancano le strutture in grado di armonizzarle e organizzarle, e così i popoli vagano nelle tenebre <em>come pecore senza pastore</em>.</p>

<p><a href="/metanoeite/tag:chiesa" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">chiesa</span></a> <a href="/metanoeite/tag:spiritualit%C3%A0" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">spiritualità</span></a> <a href="/metanoeite/tag:Cristo" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">Cristo</span></a> <a href="/metanoeite/tag:teologia" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">teologia</span></a> <a href="/metanoeite/tag:VitoMancuso" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">VitoMancuso</span></a> <a href="/metanoeite/tag:nuovateologia" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">nuovateologia</span></a> <a href="/metanoeite/tag:neocristianesimo" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">neocristianesimo</span></a> <a href="/metanoeite/tag:nuovaevangelizzazione" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">nuovaevangelizzazione</span></a></p>
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      <pubDate>Tue, 11 Nov 2025 15:43:59 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Filosofia Perenne</title>
      <link>https://noblogo.org/metanoeite/filosofia-perenne</link>
      <description>&lt;![CDATA[di Ken Wilber&#xA;traduzione dallo spagnolo di  @guaspito con il supporto di chatGPT&#xA;download pdf&#xA;&#xA;Dopo aver letto Lo spettro della coscienza di Wilber ho trovato questa illuminante sintesi di alcuni concetti che egli propone, che condivido a beneficio di ogni ricercatore. Il titolo del blog fa riferimento proprio a considerazioni come queste, che indicano la possibilità e la necessità di una nuova prospettiva sulla realtà.&#xA;&#xA;#filosofia #psicologia #mistica #statidicoscienza #religioni #scienza #spiritualità #metanoeite&#xA;&#xA;L&#39;uroboro in forma di simbolo dell&#39;infinito|200&#xA;&#xA;La Filosofia Perenne è quella visione del mondo condivisa dalla maggior parte dei principali maestri spirituali, filosofi, pensatori e perfino scienziati di tutto il mondo. Viene chiamata “perenne” o “universale” perché appare implicitamente in tutte le culture del pianeta e in tutte le epoche. La ritroviamo tanto in India, Messico, Cina, Giappone e Mesopotamia, quanto in Egitto, Tibet, Germania o Grecia. E ovunque essa si manifesti, presenta sempre gli stessi tratti fondamentali: un accordo universale su ciò che è essenziale.&#xA;&#xA;Per noi, uomini contemporanei, che siamo praticamente incapaci di metterci d’accordo su qualsiasi cosa, ciò risulta difficile da credere. Come ha riassunto Alan Watts: “Siamo appena consapevoli dell’eccezionale singolarità della nostra stessa posizione, e perciò ci risulta assai difficile ammettere il fatto evidente che sia esistito un consenso filosofico unico, di ampiezza universale, sostenuto da molti (uomini e donne) che hanno condiviso le stesse esperienze e trasmesso essenzialmente gli stessi insegnamenti, oggi come seimila anni fa, dal Nuovo Messico nel lontano Occidente fino al Giappone nel lontano Oriente.”&#xA;!--more--&#xA;Questo è davvero notevole. Credo che queste verità di natura universale costituiscano fondamentalmente l’eredità dell’esperienza universale dell’intera umanità, che in ogni tempo e luogo è giunta a un accordo su alcune verità profonde riguardanti la condizione umana e su come accedere al Trascendente. Questa è una maniera per descrivere ciò che è la Philosophia perennis.&#xA;&#xA;TKW: Dici che la Filosofia Perenne è essenzialmente la stessa in culture molto diverse. Ma oggi si sostiene che siano il linguaggio e la cultura a modellare tutto il nostro sapere. Se questo fosse vero, e dato che le diverse culture e linguaggi sono molto differenti tra loro, sarebbe possibile che emergesse una qualche verità universale o collettiva sulla condizione umana? Da questo punto di vista non esisterebbe una condizione umana, in quanto tale, ma solo una storia umana; e quella storia sarebbe molto diversa in ogni caso. Cosa pensi di tutta questa nozione di relatività culturale?&#xA;&#xA;KW: C&#39;è molta verità in ciò. Esiste, senza dubbio, una diversità di culture che possiedono un diverso “sapere locale”, e lo studio di queste differenze è un’attività molto interessante. Ma sebbene la relatività culturale sia reale, essa non rappresenta tutta la verità.&#xA;&#xA;Accanto alle evidenti differenze culturali, come possono essere il tipo di alimentazione, le strutture linguistiche o le usanze di accoppiamento, esistono anche molti altri fenomeni dell’esistenza umana che sono, in larga misura, universali o collettivi. Il corpo umano, per esempio, possiede duecento otto ossa, un cuore e due reni, sia che si tratti di un abitante di New York che di uno del Mozambico, e tanto oggi quanto migliaia di anni fa. Queste caratteristiche universali sono ciò che viene chiamato “strutture profonde”, perché sono essenzialmente le stesse ovunque.&#xA;&#xA;Tuttavia, le diverse culture utilizzano queste strutture profonde in modi molto differenti: come i cinesi che fasciavano i piedi delle loro donne, o i popoli Ubangi che allungavano le loro labbra, oppure attraverso l’uso di tatuaggi, di abiti, nei giochi, nel sesso e nel parto, tutte pratiche che variano considerevolmente da una cultura all’altra. Tutte queste variabili vengono chiamate “strutture superficiali”, perché sono locali anziché universali.&#xA;&#xA;Lo stesso avviene anche nell’ambito della mente umana. La mente umana possiede strutture superficiali che variano tra le diverse culture, e strutture profonde che restano essenzialmente identiche indipendentemente dalla cultura considerata. Ovunque la si trovi, la mente umana ha la capacità di formare immagini, simboli, concetti e regole. Le immagini e i simboli particolari possono variare da una cultura all’altra, ma la capacità di creare tali strutture mentali e linguistiche – e le strutture stesse – è sostanzialmente la stessa ovunque. Così come il corpo umano produce capelli, la mente umana produce simboli. Le strutture mentali superficiali variano ampiamente tra loro, ma le strutture mentali profonde sono, al contrario, straordinariamente simili.&#xA;&#xA;Ebbene, allo stesso modo in cui il corpo umano produce universalmente capelli e la mente produce universalmente idee, anche lo spirito umano genera universalmente intuizioni sul Divino. E queste intuizioni e barlumi costituiscono il nucleo delle grandi tradizioni spirituali di tutto il mondo. Ancora una volta, sebbene le strutture superficiali delle grandi tradizioni sapienziali siano, ovviamente, molto diverse tra loro, le loro strutture profonde sono invece molto simili, e talvolta identiche.&#xA;&#xA;La Filosofia Perenne si occupa fondamentalmente delle strutture profonde dell’incontro umano con il Divino. Perché quelle verità sulle quali induisti, cristiani, buddisti, taoisti e sufi si trovano in completo accordo, tendono a riguardare qualcosa di profondamente importante, qualcosa che ci parla di verità universali e di significati ultimi, qualcosa che tocca l’essenza fondamentale della condizione umana.&#xA;&#xA;TKW: A prima vista, è difficile vedere su cosa potrebbero essere d’accordo il buddismo e il cristianesimo. Quali sono, dunque, i principi fondamentali della Filosofia Perenne? Potresti elencare i suoi temi principali? Quante sono queste verità profonde e questi punti fondamentali di accordo?&#xA;&#xA;KW: Sono molti, ma consideriamo i sette che ritengo più importanti:&#xA;&#xA;Lo Spirito esiste.&#xA;    &#xA;Lo Spirito è dentro di noi.&#xA;    &#xA;Nonostante ciò, la maggior parte di noi vive in un mondo di ignoranza, separazione e dualità, in uno stato di caduta illusoria, e non si accorge di quello Spirito interiore.&#xA;    &#xA;Esiste una via d’uscita da questo stato di caduta, di errore o di illusione; esiste un Cammino che conduce alla liberazione.&#xA;    &#xA;Se percorriamo questo Cammino fino in fondo, arriveremo a una Rinascita, a una Liberazione Suprema.&#xA;    &#xA;Questa esperienza segna la fine dell’ignoranza fondamentale e della sofferenza.&#xA;    &#xA;La fine della sofferenza conduce a un’azione sociale amorevole e compassionevole verso tutti gli esseri senzienti.&#xA;    &#xA;&#xA;TKW: Hai detto molte cose! Procediamo passo dopo passo. Dici che lo Spirito esiste.&#xA;&#xA;KW: Lo Spirito esiste, Dio esiste, esiste una Realtà Suprema, sia che la si chiami Brahman, Dharmakaya, Yahweh, Aton, Kether, Tao, Allah, Shiva: “Molti sono i nomi che riceve l’Uno”.&#xA;&#xA;TKW: Ma come fai a sapere che lo Spirito esiste? I mistici dicono che esiste, ma su cosa basano questa affermazione?&#xA;&#xA;KW: Sull’esperienza diretta. Le loro affermazioni non si basano su mere credenze, idee, teorie o dogmi, bensì sull’esperienza diretta, sull’esperienza spirituale reale.  &#xA;Questa è la differenza tra i veri mistici e i religiosi dogmatici.&#xA;&#xA;TKW: Ma cosa dire del fatto che si sostiene che l’esperienza mistica non sia una conoscenza valida perché è ineffabile e dunque incomunicabile?&#xA;&#xA;KW: Certamente, l’esperienza mistica è ineffabile e non può essere tradotta completamente in parole, ma lo stesso vale per qualsiasi altra esperienza, che si tratti di un tramonto, del gusto di una fetta di torta o dell’armonia di una fuga di Bach.  &#xA;In ognuno di questi casi, dobbiamo aver vissuto l’esperienza reale per sapere di cosa si tratta. Ma questo non significa che il tramonto, la torta o la musica non esistano o che siano esperienze non valide. Inoltre, anche se l’esperienza mistica è in gran parte ineffabile, può comunque essere comunicata o trasmessa. Ad esempio, così come la danza può essere insegnata anche se non può essere descritta compiutamente a parole, è possibile anche apprendere una determinata pratica spirituale sotto la guida di un maestro spirituale.&#xA;&#xA;TKW: Ma quell’esperienza mistica che al mistico sembra così vera potrebbe essere semplicemente sbagliata. I mistici possono affermare di fondersi con Dio, ma ciò non garantisce affatto che ciò che affermano sia ciò che accade realmente. Nessuna conoscenza è assolutamente certa.&#xA;&#xA;KW: Sono d’accordo che l’esperienza mistica non sia più certa di qualsiasi altra esperienza diretta. Ma questo argomento, lungi dal minare le affermazioni dei mistici, le eleva in realtà allo stesso livello che io, personalmente, accetto pienamente. In altre parole, lo stesso argomento che si può usare contro la conoscenza mistica può essere applicato a qualsiasi altra forma di conoscenza basata sull’esperienza evidente, inclusa l’esperienza empirica.  &#xA;Credo di stare guardando la luna, ma potrei sbagliarmi; i fisici credono nell’esistenza degli elettroni, ma potrebbero sbagliarsi; i critici ritengono che Amleto sia stato scritto da un personaggio storico di nome Shakespeare, ma potrebbero essere in errore, e così via.  &#xA;Come possiamo essere sicuri della veridicità delle nostre affermazioni?  &#xA;Attraverso ulteriori esperienze.&#xA;&#xA;Ebbene, questo è esattamente ciò che i mistici hanno fatto storicamente nel corso di decenni, secoli e millenni: verificare e affinare le proprie esperienze, un primato di costanza storica che fa impallidire persino la scienza moderna. Il fatto è che questo argomento, invece di screditare le affermazioni dei mistici, conferisce loro — a mio avviso — in modo estremamente adeguato, lo statuto di autentici esperti e conoscitori della loro disciplina, e di conseguenza, gli unici realmente qualificati per formulare affermazioni in materia.&#xA;&#xA;TKW: Molto bene. Ma spesso ho sentito dire che la visione mistica potrebbe in realtà trattarsi di una patologia schizofrenica. Come risponderesti a questa accusa?&#xA;&#xA;KW: Non credo che qualcuno metta in dubbio che certi mistici presentino tratti schizofrenici, o che ci siano schizofrenici che vivono intuizioni mistiche. Ma non conosco alcuna autorità in materia che creda che le esperienze mistiche siano fondamentalmente e primariamente allucinazioni schizofreniche.  &#xA;È chiaro che conosco anche molte persone non qualificate che la pensano in questo modo, e sarebbe difficile convincerle del contrario nello spazio limitato di questa intervista. Dirò soltanto che le pratiche spirituali e contemplative utilizzate dai mistici – come la preghiera contemplativa o la meditazione – possono essere molto potenti, ma non abbastanza da attrarre un gran numero di uomini e donne normali, sani e adulti e, nel giro di pochi anni, trasformarli in schizofrenici deliranti.  &#xA;Il Maestro Zen Hakuin trasmise il suo insegnamento a ottantatré discepoli che si incaricarono di rivitalizzare e organizzare lo Zen giapponese. Ottantatré schizofrenici allucinati non riuscirebbero nemmeno a mettersi d’accordo per andare in bagno... Che ne sarebbe stato dello Zen giapponese se fosse stato così?&#xA;&#xA;TKW: (Risate) Un&#39;ultima obiezione: non è forse possibile che la nozione di &#34;essere uno con lo Spirito&#34; non sia altro che un meccanismo di difesa regressivo per proteggere una persona dal panico davanti alla morte e all’impermanenza?&#xA;&#xA;KW: Se “l’unità con lo Spirito” fosse semplicemente qualcosa in cui si crede, e quindi un’idea o una speranza, allora certamente potrebbe far parte della “proiezione d’immortalità” di una persona, cioè di un sistema di difesa progettato – come ho cercato di spiegare nei miei libri Dopo l’Eden e Un Dio socievole – per proteggersi in modo magico o regressivo dalla morte, sotto la promessa di un prolungamento o una continuazione della vita.  &#xA;Ma l’esperienza di unità atemporale con lo Spirito non è un’idea né un desiderio; è una percezione diretta. E possiamo considerare questa esperienza diretta solo in tre modi diversi:  &#xA;– affermare che si tratti di un’allucinazione, a cui ho appena risposto;  &#xA;– sostenere che sia un errore, cosa che ho pure già confutato;  &#xA;– oppure accettarla per ciò che dice di essere: un’esperienza diretta del nostro Sé Spirituale.&#xA;&#xA;TKW: Da quello che dici, il misticismo genuino, a differenza della religione dogmatica, è scientifico, perché si basa sull’evidenza e sulla verifica sperimentale diretta. È così?&#xA;&#xA;KW: Esattamente. I mistici ti chiedono di non credere in nulla in modo cieco, e ti offrono una serie di esperimenti da verificare nella tua stessa coscienza.  &#xA;Il laboratorio del mistico è la propria mente, e l’esperimento è la meditazione.  &#xA;Tu stesso puoi verificare e confrontare i risultati della tua esperienza con quelli di altri che abbiano svolto lo stesso esperimento.  &#xA;Da questo insieme di conoscenze sperimentali, validate in modo consensuale, si giunge a certe leggi dello spirito, o a certe “verità profonde”, se preferisci chiamarle così.&#xA;&#xA;TKW: E questo ci riporta di nuovo alla filosofia perenne, alla filosofia mistica e ai suoi sette grandi principi. Il secondo principio era: lo spirito è dentro di te.&#xA;&#xA;KW: Lo spirito è dentro di te, c&#39;è un intero universo dentro di te. Il messaggio sorprendente dei mistici è che, al centro stesso del tuo essere, tu vivi la divinità.  &#xA;Strettamente parlando, Dio non è né dentro né fuori – poiché lo Spirito trascende ogni dualità – ma lo si scopre cercando profondamente dentro, fino a quando quel “dentro” finisce per diventare un “al di là”.  &#xA;Il Chandogya Upanishad ci offre la formulazione più nota di questa verità immortale quando dice:&#xA;&#xA;  “Nell’essenza stessa del tuo essere non percepisci la Verità, ma in realtà essa è lì.  &#xA;  In ciò che è l’essenza sottile del tuo essere, tutto ciò che esiste È.  &#xA;  Quell’essenza invisibile è lo Spirito dell’intero universo.  &#xA;  Quella è la Verità, quello è l’Essere. E tu? Tu sei quello.”&#xA;&#xA;Tat Tvam Asi – Tu sei Quello.  &#xA;È superfluo dire che il “tu” che è “Quello”, il tu che è Dio, non è la tua identità individuale e separata, l’ego, questa o quella personalità, il Signor o la Signora Tal dei Tali.  &#xA;Anzi, il sé individuale o ego è precisamente ciò che ci impedisce di prendere coscienza della nostra Identità Suprema.  &#xA;Quel “tu”, al contrario, è la nostra essenza più profonda, o se preferisci, il nostro aspetto più elevato: l’essenza sottile – come la descrive l’Upanishad – che trascende il nostro ego mortale e partecipa direttamente al Divino.  &#xA;Nel giudaismo viene chiamato Ruach, lo spirito divino e la supraindividualità che si trova in ognuno di noi, e che si distingue dal nefesh, l’ego individuale.  &#xA;Nel cristianesimo, invece, è il pneuma, lo spirito che dimora in noi e che è della stessa natura di Dio, e non la psiche o anima individuale che, nel migliore dei casi, può solo adorare Dio.  &#xA;Come ha detto Coomaraswamy, la distinzione tra lo spirito immortale ed eterno di una persona e la sua anima individuale e mortale (cioè l’ego) è un principio fondamentale della filosofia perenne.&#xA;&#xA;TKW: San Paolo disse: “Vivo, ma non sono più io che vivo, è Cristo che vive in me.” Stai dicendo che San Paolo ha scoperto la sua vera Identità, che era uno con Cristo, e che Cristo ha sostituito il suo vecchio piccolo ego, la sua anima o psiche individuale?&#xA;&#xA;KW: Esattamente. Il tuo Ruach, o fondamento, è la Realtà Suprema, non il tuo nefesh, il tuo ego.  &#xA;Se credi che il tuo ego individuale sia Dio, allora sei chiaramente nei guai. In effetti, soffriresti di una psicosi, una schizofrenia paranoide.  &#xA;Non è certo questo ciò che intendevano i più grandi filosofi e saggi del mondo.&#xA;&#xA;TKW: Ma allora, perché non c’è più gente consapevole di questo? Se lo spirito è davvero dentro di noi, perché non è evidente a tutti?&#xA;&#xA;KW: Ottima domanda. E questo ci porta al terzo punto.  &#xA;Se davvero sono uno con Dio, perché non me ne rendo conto?  &#xA;Qualcosa mi separa dallo Spirito. Perché questa Caduta? Dov’è stato l’errore?&#xA;&#xA;Le diverse tradizioni danno risposte differenti a questa questione, ma tutte fondamentalmente convergono su un punto:&#xA;&#xA;  “Non riesco a percepire la mia Vera Identità, la mia unione con lo Spirito, perché la mia coscienza è ottenebrata e ostruita da una certa attività; anche se riceve nomi diversi, si tratta semplicemente dell’attività di contrarre e concentrare la coscienza sul mio io individuale, sul mio ego personale.  &#xA;  La mia coscienza non è aperta, rilassata e centrata su Dio, ma chiusa, contratta e centrata su me stesso.  &#xA;  Ed è proprio l’identificazione con quella contrazione in me stesso e la conseguente esclusione di tutto il resto che mi impedisce di trovare o scoprire la mia identità originaria, la mia vera identità con il Tutto.”&#xA;&#xA;La mia natura individuale – “l’uomo naturale” – è caduta e vive nell’errore, separata e alienata dallo Spirito e dal resto del mondo.  &#xA;Sono separato e isolato dal mondo “là fuori”, un mondo che percepisco come completamente esterno, estraneo e ostile al mio essere.  &#xA;Quanto al mio essere interiore, di certo non sembra essere uno con il Tutto, con tutto ciò che esiste, uno con lo Spirito Infinito, ma al contrario, resta chiuso e imprigionato tra le mura limitanti di questo corpo mortale.&#xA;&#xA;TKW: Questa situazione viene solitamente chiamata “dualismo”, giusto?&#xA;&#xA;KW: Esattamente. Mi divido in un “soggetto” separato dal mondo degli “oggetti” situati là fuori e, a partire da questo dualismo originario, continuo a dividere il mondo in ogni tipo di opposti in conflitto: piacere e dolore, bene e male, verità e menzogna, ecc.  &#xA;Secondo la filosofia perenne, la coscienza dominata dal dualismo soggetto-oggetto non può percepire la realtà così com’è, la realtà nella sua totalità, la realtà come Identità Suprema.  &#xA;In altre parole: l’errore è la contrazione di sé stessi, la sensazione di un’identità separata, l’ego.  &#xA;L’errore non sta in qualcosa che fa il piccolo io, ma in qualcosa che è.&#xA;&#xA;E c’è di più: quell’essere contratto, quel soggetto isolato “qui dentro”, non riconoscendo la propria vera identità con il Tutto, sperimenta una forte sensazione di mancanza, di privazione, di frammentazione.  &#xA;In altre parole: la sensazione di essere separato, di essere un individuo separato, dà origine alla sofferenza, dà origine alla “Caduta”.  &#xA;La sofferenza non è qualcosa che accade a causa della separazione: è qualcosa di intrinseco a quella condizione.  &#xA;“Peccato”, “sofferenza” e “io” non sono altro che nomi diversi per uno stesso processo, che consiste nella contrazione e frammentazione della coscienza.&#xA;&#xA;Per questo è impossibile salvare l’ego dalla sofferenza.  &#xA;Come disse Gautama il Buddha: per porre fine alla sofferenza, devi abbandonare il piccolo io, l’ego; perché entrambi nascono e muoiono nello stesso momento.&#xA;&#xA;TKW: Quindi questo mondo dualistico è il mondo della Caduta e del peccato originale, è la contrazione dell’essere, l’auto-contrazione presente in ognuno di noi. E stai dicendo che non sono solo i mistici orientali, ma anche quelli occidentali a definire il peccato e l’Inferno come qualcosa di inerente allo stato di identità separata?&#xA;&#xA;KW: Al sé separato e alla sua avidità, al suo desiderio e alla sua fuga priva d’amore.  &#xA;Sì, senza dubbio.  &#xA;È vero che l’Oriente – e in particolare il buddismo e l’induismo – mette molto l’accento sull’identificare l’Inferno (o Samsara) con l’ego separato e individualista.  &#xA;Ma anche negli scritti dei mistici cattolici, dei gnostici, dei quaccheri, dei cabalisti e dei mistici islamici troviamo gli stessi temi.  &#xA;A tal proposito, il mio scritto preferito è di William Law, uno straordinario mistico cristiano inglese del XVIII secolo. Te lo leggo:&#xA;&#xA;  “Ecco la verità riassunta.  &#xA;  Ogni peccato, ogni morte, ogni condanna e ogni inferno non sono altro che il regno del sé, dell’ego.  &#xA;  Le varie attività del narcisismo, dell’amor proprio e dell’egoismo separano l’anima da Dio e la conducono alla morte e all’inferno eterno”.&#xA;&#xA;Oppure le parole del sufi Abi l-Khayr:&#xA;&#xA;  “Non c’è Inferno se non nell’individualità, non c’è Paradiso se non nell’altruismo”.&#xA;&#xA;Troviamo lo stesso tipo di affermazioni anche nei mistici cristiani, come dimostra la dichiarazione della Theologia Germanica secondo cui&#xA;&#xA;  “L’unica cosa che brucia all’Inferno è l’ego”.&#xA;&#xA;TKW: Sì, capisco. Quindi la trascendenza del “piccolo io” porta alla scoperta del “grande Io”.&#xA;&#xA;KW: Proprio così.  &#xA;In sanscrito, questo “piccolo io” o anima individuale si chiama ahamkara, che significa “nodo” o “contrazione”; ed è proprio questo ahamkara, questa contrazione dualistica ed egocentrica della coscienza, a costituire la radice stessa dello stato di Caduta.&#xA;&#xA;Arriviamo così al quarto grande principio della filosofia perenne: esiste un modo per superare la Caduta, un modo per cambiare questo stato di cose, un modo per sciogliere il nodo dell’illusione e dell’errore fondamentale.&#xA;&#xA;TKW: Buttare via l’ego individualista.&#xA;&#xA;KW (ride): Esattamente.  &#xA;Arrendersi o morire a quella sensazione di essere un’identità separata, al piccolo io, alla contrazione su sé stessi.  &#xA;Se vogliamo scoprire la nostra identità con il Tutto, dobbiamo abbandonare l’identificazione errata con l’ego isolato.  &#xA;Ma questa Caduta può essere immediatamente dissolta comprendendo che, in realtà, non è mai avvenuta, perché esiste solo Dio e, di conseguenza, il sé separato non è mai stato altro che un’illusione.&#xA;&#xA;Tuttavia, per la maggior parte di noi, questa condizione deve essere superata gradualmente, passo dopo passo.  &#xA;In altre parole, il quarto principio della filosofia perenne afferma che esiste una Via e che, se la seguiamo fino in fondo, ci condurrà dallo stato di caduta allo stato di illuminazione, dal Samsara al Nirvana, dall’Inferno al Cielo.&#xA;&#xA;TKW: La meditazione è quel Cammino?&#xA;&#xA;KW: Bene. Potremmo dire che esistono diversi “cammini” che costituiscono ciò che io chiamo genericamente “il Cammino”, e ancora una volta si tratta di strutture superficiali differenti che condividono però la stessa struttura profonda.  &#xA;Nell&#39;induismo, ad esempio, si dice che ci sono cinque grandi cammini o yoga. Yoga significa semplicemente “unione”, l’unione dell’anima con la Divinità.  &#xA;La parola inglese yoke, lo spagnolo yugo, l’ittita yugan, il latino jugum, il greco zugon e molte altre derivano dalla stessa radice.&#xA;&#xA;In questo senso, quando Cristo dice: “Il mio giogo è leggero”,  &#xA;sta intendendo dire: “Il mio yoga è facile”.&#xA;&#xA;Ma forse possiamo semplificare tutto dicendo che tutti questi cammini, siano essi induisti o provenienti da qualsiasi altra tradizione di saggezza, si dividono in due grandi vie.&#xA;&#xA;A tal proposito mi viene in mente una citazione per illustrare questo punto. È di Swami Ramdas:&#xA;&#xA;  “Ci sono due cammini: uno consiste nell’espandere il tuo ego fino all’infinito, l’altro nel ridurlo al nulla”;  &#xA;  il primo è una via della conoscenza, mentre il secondo è una via devozionale.&#xA;&#xA;Un Jnani (saggio indù) dice: “Io sono Dio, la Verità universale”.  &#xA;Un Devoto, invece, dice: “Io non sono nulla, oh Dio! Tu sei tutto”.  &#xA;In entrambi i casi scompare la sensazione di identità separata.&#xA;&#xA;La chiave della questione è che, in qualunque dei due casi, l’individuo che percorre il Cammino trascende o muore al piccolo io, e riscopre, o fa risorgere, la propria Identità Suprema con lo Spirito universale.  &#xA;E questo ci porta al quinto grande principio della filosofia perenne: quello della Rinascita, della Resurrezione o dell’Illuminazione.  &#xA;Il piccolo io deve morire affinché, dentro di noi, possa risorgere il grande Io.&#xA;&#xA;Le varie tradizioni descrivono questa morte e rinascita con nomi molto diversi.  &#xA;Così, ad esempio, nel cristianesimo si parla di Adamo – che i mistici chiamano l’“Uomo Vecchio” o “Uomo Esteriore”, colui che ha aperto le porte dell’Inferno – e di Gesù – l’“Uomo Nuovo” o “Uomo Interiore”, colui che apre le porte del Paradiso.  &#xA;Secondo i mistici, la morte e resurrezione di Gesù rappresentano l’archetipo della morte dell’io separato e la rinascita a un destino nuovo ed eterno nel flusso della coscienza, ovvero l’Essere Divino o Crístico e la sua Ascensione.  &#xA;Come disse Sant’Agostino:&#xA;&#xA;  “Dio si è fatto uomo affinché l’uomo potesse farsi Dio”.&#xA;&#xA;Nel cristianesimo, questo processo di ritorno dalla condizione “umana” alla condizione “Divina”, dalla persona esterna alla persona interna, si chiama Metanoia, una parola che significa sia “pentimento” che “trasformazione”.  &#xA;In questo caso, ci pentiamo del piccolo io (l’ego individualista) e ci trasformiamo nell’Essere (o in Cristo), così che, come affermava San Paolo,&#xA;&#xA;  “Non sono più io che vivo, ma è Cristo che vive in me”.&#xA;&#xA;Allo stesso modo, l’Islam chiama tawbah (che significa “pentimento”) e anche galb (che significa “trasformazione”) questa morte e resurrezione, che Al-Bistami riassume così:&#xA;&#xA;  “Dimenticare sé stessi è ricordare Dio”.&#xA;&#xA;Sia nell’induismo che nel buddhismo, questa morte e rinascita viene sempre descritta come la morte dell’anima individuale (jivatman) e il risveglio alla vera natura della persona, che gli induisti descrivono metaforicamente come Totalità dell’Essere (Brahman) e i buddhisti come Apertura Pura (Shunyata).  &#xA;Il momento in cui avviene questa rottura o rinascita si chiama illuminazione o liberazione (Moksha o Kaivalya).  &#xA;Il Lankavatara Sutra descrive l’esperienza dell’illuminazione come&#xA;&#xA;  “una trasformazione completa nella stessa essenza della coscienza”.&#xA;&#xA;Questa “trasformazione” consiste semplicemente nel disattivare la tendenza abituale a creare un io separato e sostanziale dove, in realtà, esiste solo una coscienza chiara, aperta e vasta.  &#xA;Il Zen chiama Satori o Kensho questa trasformazione o Metanoia.&#xA;&#xA;“Ken” significa vera natura e “sho” significa “vedere direttamente”.&#xA;&#xA;Vedere direttamente la nostra vera natura è diventare un Essere pienamente autorealizzato.  &#xA;E come disse il Maestro Eckhart:&#xA;&#xA;  “In questa trasformazione ho scoperto che Dio e io siamo la stessa cosa.”&#xA;&#xA;TKW: L&#39;illuminazione si sperimenta realmente come una morte vera o si tratta solo di una metafora?&#xA;&#xA;KW: In realtà, si tratta della morte dell’ego individualista.  &#xA;I racconti di questa esperienza — che possono essere molto drammatici, ma anche estremamente semplici e per nulla spettacolari — affermano chiaramente che, all’improvviso, ti svegli e scopri che, tra le altre cose, e per quanto possa sembrare strano, il tuo vero essere è tutto ciò che hai osservato fino a quel momento, che letteralmente sei uno con tutto ciò che è manifestato, uno con l’universo.  &#xA;E che, in verità, non è che diventi uno con Dio e con il Tutto, ma che prendi coscienza del fatto che da sempre sei stato quella unità, senza essertene mai accorto prima.  &#xA;Ma accanto a questa percezione, insieme alla scoperta dell’Essere che tutto permea, si sperimenta anche una sensazione molto concreta: quella che il tuo piccolo ego è morto. Che è morto veramente.&#xA;&#xA;Il Zen chiama il Satori “la Grande Morte”.  &#xA;Eckhart era altrettanto categorico: “L’anima – diceva – deve donare se stessa”.  &#xA;Coomaraswamy affermava: “Solo quando il nostro ego muore, comprendiamo finalmente che non c’è nulla con cui possiamo identificarci, e solo allora possiamo trasformarci realmente in ciò che già siamo”.&#xA;&#xA;TKW: Trascendendo il piccolo ego, si scopre l’eternità?&#xA;&#xA;KW (Lunga pausa): Sì, a condizione però di non intendere l’eternità come un tempo che non finisce mai, bensì come un momento senza tempo, il presente eterno, l’adesso atemporale.  &#xA;L’ESSERE non risiede per sempre nel tempo, ma nel presente senza tempo, che è anteriore al tempo, alla storia, al cambiamento, alla successione.  &#xA;Lo Spirito, l’Essere, è presente nel senso di Pura Presenza, non nel senso di essere immerso in un “ora” infinito — che è un concetto piuttosto inquietante.&#xA;&#xA;In ogni caso, il sesto grande principio fondamentale della filosofia perenne afferma che l’illuminazione, o liberazione, pone fine alla sofferenza.  &#xA;Ciò che causa la sofferenza è l’attaccamento e il desiderio della nostra identità separata;  &#xA;e ciò che pone fine alla sofferenza è il cammino meditativo che trascende il piccolo io, il desiderio e l’attaccamento.  &#xA;La sofferenza è intrinseca a quel nodo o contrazione chiamato ego, e l’unico modo per superarla è trascendere l’ego.&#xA;&#xA;Non significa che dopo l’illuminazione — o dopo la pratica spirituale in generale — non si provino più dolore, angoscia, paura o ferite.  &#xA;Si provano ancora, sì.  &#xA;Ma ciò che cambia è che queste emozioni non minacciano più la tua esistenza, e quindi smettono di costituire un problema per te.  &#xA;Non ti identifichi più con esse, non le drammatizzi più, non hanno più energia, non ti sembrano più minacciose.  &#xA;Da un lato, non c’è più alcun ego frammentato che possa sentirsi minacciato;  &#xA;dall’altro, nulla può minacciare quel grande Io dell’Essere originario e autentico, poiché, essendo il Tutto, non esiste nulla di esterno che possa fargli del male.&#xA;&#xA;Questa consapevolezza produce un profondo rilassamento e una distensione del cuore.  &#xA;Per quanto dolore possa sperimentare l’individuo, il suo vero Sé non si sente minacciato.  &#xA;La sofferenza può sorgere e può svanire, ma ora la persona è saldamente radicata e sicura nella “pace che supera ogni comprensione”.  &#xA;Il saggio sperimenta la sofferenza, ma questa non lo “ferisce”.  &#xA;E poiché è consapevole della sofferenza, è spinto dalla compassione e dal desiderio di aiutare chi soffre e crede nella realtà della sofferenza.&#xA;&#xA;TKW: Il che ci porta al settimo punto, la motivazione dell’illuminato.&#xA;&#xA;KW: Sì. Si dice che la vera illuminazione sfoci in un’azione sociale ispirata dalla misericordia e dalla compassione, in un tentativo di aiutare tutti gli esseri umani a raggiungere la Liberazione Suprema.  &#xA;L’attività illuminata non è altro che un servizio disinteressato.  &#xA;Poiché siamo tutti uno nello stesso Essere, allora, servendo gli altri, sto servendo il mio stesso Sé.]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>di Ken Wilber</em></strong>
<em>traduzione dallo spagnolo di  @guaspito con il supporto di chatGPT</em>
<a href="https://cloud.3x1t.org/index.php/s/YK9zapBos47HC4c" rel="nofollow">download pdf</a></p>

<p>Dopo aver letto <em>Lo spettro della coscienza</em> di Wilber ho trovato questa illuminante sintesi di alcuni concetti che egli propone, che condivido a beneficio di ogni ricercatore. Il titolo del blog fa riferimento proprio a considerazioni come queste, che indicano la possibilità e la necessità di una nuova prospettiva sulla realtà.</p>

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<p><img src="https://i.postimg.cc/g0LF12BK/uroboro-1.png" alt="L&#39;uroboro in forma di simbolo dell&#39;infinito|200"></p>

<p>La <strong>Filosofia Perenne</strong> è quella visione del mondo condivisa dalla maggior parte dei principali maestri spirituali, filosofi, pensatori e perfino scienziati di tutto il mondo. Viene chiamata “perenne” o “universale” perché appare implicitamente in tutte le culture del pianeta e in tutte le epoche. La ritroviamo tanto in India, Messico, Cina, Giappone e Mesopotamia, quanto in Egitto, Tibet, Germania o Grecia. E ovunque essa si manifesti, presenta sempre gli stessi tratti fondamentali: un accordo universale su ciò che è essenziale.</p>

<p>Per noi, uomini contemporanei, che siamo praticamente incapaci di metterci d’accordo su qualsiasi cosa, ciò risulta difficile da credere. Come ha riassunto Alan Watts: “Siamo appena consapevoli dell’eccezionale singolarità della nostra stessa posizione, e perciò ci risulta assai difficile ammettere il fatto evidente che sia esistito un consenso filosofico unico, di ampiezza universale, sostenuto da molti (uomini e donne) che hanno condiviso le stesse esperienze e trasmesso essenzialmente gli stessi insegnamenti, oggi come seimila anni fa, dal Nuovo Messico nel lontano Occidente fino al Giappone nel lontano Oriente.”

Questo è davvero notevole. Credo che queste verità di natura universale costituiscano fondamentalmente l’eredità dell’esperienza universale dell’intera umanità, che in ogni tempo e luogo è giunta a <strong>un accordo su alcune verità profonde</strong> riguardanti la condizione umana e su come accedere al Trascendente. Questa è una maniera per descrivere ciò che è la <em>Philosophia perennis</em>.</p>

<p><strong>TKW</strong>: Dici che la Filosofia Perenne è essenzialmente la stessa in culture molto diverse. Ma oggi si sostiene che siano il linguaggio e la cultura a modellare tutto il nostro sapere. Se questo fosse vero, e dato che le diverse culture e linguaggi sono molto differenti tra loro, sarebbe possibile che emergesse una qualche verità universale o collettiva sulla condizione umana? Da questo punto di vista non esisterebbe una condizione umana, in quanto tale, ma solo una storia umana; e quella storia sarebbe molto diversa in ogni caso. Cosa pensi di tutta questa nozione di relatività culturale?</p>

<p><strong>KW</strong>: C&#39;è molta verità in ciò. Esiste, senza dubbio, una diversità di culture che possiedono un diverso “sapere locale”, e lo studio di queste differenze è un’attività molto interessante. Ma sebbene la relatività culturale sia reale, essa non rappresenta tutta la verità.</p>

<p>Accanto alle evidenti differenze culturali, come possono essere il tipo di alimentazione, le strutture linguistiche o le usanze di accoppiamento, esistono anche molti altri fenomeni dell’esistenza umana che sono, in larga misura, universali o collettivi. Il corpo umano, per esempio, possiede duecento otto ossa, un cuore e due reni, sia che si tratti di un abitante di New York che di uno del Mozambico, e tanto oggi quanto migliaia di anni fa. Queste caratteristiche universali sono ciò che viene chiamato “strutture profonde”, perché sono essenzialmente le stesse ovunque.</p>

<p>Tuttavia, le diverse culture utilizzano queste strutture profonde in modi molto differenti: come i cinesi che fasciavano i piedi delle loro donne, o i popoli Ubangi che allungavano le loro labbra, oppure attraverso l’uso di tatuaggi, di abiti, nei giochi, nel sesso e nel parto, tutte pratiche che variano considerevolmente da una cultura all’altra. Tutte queste variabili vengono chiamate “strutture superficiali”, perché sono locali anziché universali.</p>

<p>Lo stesso avviene anche nell’ambito della mente umana. <strong>La mente umana</strong> possiede strutture superficiali che variano tra le diverse culture, e strutture profonde che restano essenzialmente identiche indipendentemente dalla cultura considerata. Ovunque la si trovi, la mente umana ha la capacità di formare immagini, simboli, concetti e regole. Le immagini e i simboli particolari possono variare da una cultura all’altra, ma la capacità di creare tali strutture mentali e linguistiche – e le strutture stesse – è sostanzialmente la stessa ovunque. Così come il corpo umano produce capelli, la mente umana produce simboli. Le strutture mentali superficiali variano ampiamente tra loro, ma le strutture mentali profonde sono, al contrario, straordinariamente simili.</p>

<p>Ebbene, allo stesso modo in cui il corpo umano produce universalmente capelli e la mente produce universalmente idee, anche lo spirito umano genera universalmente intuizioni sul Divino. E queste intuizioni e barlumi costituiscono il nucleo delle grandi tradizioni spirituali di tutto il mondo. Ancora una volta, sebbene le strutture superficiali delle grandi tradizioni sapienziali siano, ovviamente, molto diverse tra loro, le loro strutture profonde sono invece molto simili, e talvolta identiche.</p>

<p>La Filosofia Perenne si occupa fondamentalmente delle strutture profonde dell’incontro umano con il Divino. Perché quelle verità sulle quali induisti, cristiani, buddisti, taoisti e sufi si trovano in completo accordo, tendono a riguardare qualcosa di profondamente importante, qualcosa che ci parla di verità universali e di significati ultimi, qualcosa che tocca l’essenza fondamentale della condizione umana.</p>

<p><strong>TKW</strong>: A prima vista, è difficile vedere su cosa potrebbero essere d’accordo il buddismo e il cristianesimo. Quali sono, dunque, i principi fondamentali della Filosofia Perenne? Potresti elencare i suoi temi principali? Quante sono queste verità profonde e questi punti fondamentali di accordo?</p>

<p><strong>KW</strong>: Sono molti, ma consideriamo i sette che ritengo più importanti:</p>
<ol><li><p>Lo Spirito esiste.</p></li>

<li><p>Lo Spirito è dentro di noi.</p></li>

<li><p>Nonostante ciò, la maggior parte di noi vive in un mondo di ignoranza, separazione e dualità, in uno stato di caduta illusoria, e non si accorge di quello Spirito interiore.</p></li>

<li><p>Esiste una via d’uscita da questo stato di caduta, di errore o di illusione; esiste un Cammino che conduce alla liberazione.</p></li>

<li><p>Se percorriamo questo Cammino fino in fondo, arriveremo a una Rinascita, a una Liberazione Suprema.</p></li>

<li><p>Questa esperienza segna la fine dell’ignoranza fondamentale e della sofferenza.</p></li>

<li><p>La fine della sofferenza conduce a un’azione sociale amorevole e compassionevole verso tutti gli esseri senzienti.</p></li></ol>

<p><strong>TKW</strong>: Hai detto molte cose! Procediamo passo dopo passo. Dici che lo Spirito esiste.</p>

<p><strong>KW</strong>: Lo Spirito esiste, Dio esiste, esiste una Realtà Suprema, sia che la si chiami Brahman, Dharmakaya, Yahweh, Aton, Kether, Tao, Allah, Shiva: “Molti sono i nomi che riceve l’Uno”.</p>

<p><strong>TKW</strong>: Ma come fai a sapere che lo Spirito esiste? I mistici dicono che esiste, ma su cosa basano questa affermazione?</p>

<p><strong>KW</strong>: Sull’esperienza diretta. Le loro affermazioni non si basano su mere credenze, idee, teorie o dogmi, bensì sull’esperienza diretta, sull’esperienza spirituale reale.<br>
Questa è la differenza tra i veri mistici e i religiosi dogmatici.</p>

<p><strong>TKW</strong>: Ma cosa dire del fatto che si sostiene che l’esperienza mistica non sia una conoscenza valida perché è ineffabile e dunque incomunicabile?</p>

<p><strong>KW</strong>: Certamente, l’esperienza mistica è ineffabile e non può essere tradotta completamente in parole, ma lo stesso vale per qualsiasi altra esperienza, che si tratti di un tramonto, del gusto di una fetta di torta o dell’armonia di una fuga di Bach.<br>
In ognuno di questi casi, dobbiamo aver vissuto l’esperienza reale per sapere di cosa si tratta. Ma questo non significa che il tramonto, la torta o la musica non esistano o che siano esperienze non valide. Inoltre, anche se l’esperienza mistica è in gran parte ineffabile, può comunque essere comunicata o trasmessa. Ad esempio, così come la danza può essere insegnata anche se non può essere descritta compiutamente a parole, è possibile anche apprendere una determinata pratica spirituale sotto la guida di un maestro spirituale.</p>

<p><strong>TKW</strong>: Ma quell’esperienza mistica che al mistico sembra così vera potrebbe essere semplicemente sbagliata. I mistici possono affermare di fondersi con Dio, ma ciò non garantisce affatto che ciò che affermano sia ciò che accade realmente. Nessuna conoscenza è assolutamente certa.</p>

<p><strong>KW</strong>: Sono d’accordo che l’esperienza mistica non sia più certa di qualsiasi altra esperienza diretta. Ma questo argomento, lungi dal minare le affermazioni dei mistici, le eleva in realtà allo stesso livello che io, personalmente, accetto pienamente. In altre parole, lo stesso argomento che si può usare contro la conoscenza mistica può essere applicato a qualsiasi altra forma di conoscenza basata sull’esperienza evidente, inclusa l’esperienza empirica.<br>
Credo di stare guardando la luna, ma potrei sbagliarmi; i fisici credono nell’esistenza degli elettroni, ma potrebbero sbagliarsi; i critici ritengono che <em>Amleto</em> sia stato scritto da un personaggio storico di nome Shakespeare, ma potrebbero essere in errore, e così via.<br>
Come possiamo essere sicuri della veridicità delle nostre affermazioni?<br>
Attraverso ulteriori esperienze.</p>

<p>Ebbene, questo è esattamente ciò che i mistici hanno fatto storicamente nel corso di decenni, secoli e millenni: verificare e affinare le proprie esperienze, un primato di costanza storica che fa impallidire persino la scienza moderna. Il fatto è che questo argomento, invece di screditare le affermazioni dei mistici, conferisce loro — a mio avviso — in modo estremamente adeguato, lo statuto di autentici esperti e conoscitori della loro disciplina, e di conseguenza, gli unici realmente qualificati per formulare affermazioni in materia.</p>

<p><strong>TKW</strong>: Molto bene. Ma spesso ho sentito dire che la visione mistica potrebbe in realtà trattarsi di una patologia schizofrenica. Come risponderesti a questa accusa?</p>

<p><strong>KW</strong>: Non credo che qualcuno metta in dubbio che certi mistici presentino tratti schizofrenici, o che ci siano schizofrenici che vivono intuizioni mistiche. Ma non conosco alcuna autorità in materia che creda che le esperienze mistiche siano fondamentalmente e primariamente allucinazioni schizofreniche.<br>
È chiaro che conosco anche molte persone non qualificate che la pensano in questo modo, e sarebbe difficile convincerle del contrario nello spazio limitato di questa intervista. Dirò soltanto che le pratiche spirituali e contemplative utilizzate dai mistici – come la preghiera contemplativa o la meditazione – possono essere molto potenti, ma non abbastanza da attrarre un gran numero di uomini e donne normali, sani e adulti e, nel giro di pochi anni, trasformarli in schizofrenici deliranti.<br>
Il Maestro Zen Hakuin trasmise il suo insegnamento a ottantatré discepoli che si incaricarono di rivitalizzare e organizzare lo Zen giapponese. Ottantatré schizofrenici allucinati non riuscirebbero nemmeno a mettersi d’accordo per andare in bagno... Che ne sarebbe stato dello Zen giapponese se fosse stato così?</p>

<p><strong>TKW</strong>: (Risate) Un&#39;ultima obiezione: non è forse possibile che la nozione di “essere uno con lo Spirito” non sia altro che un meccanismo di difesa regressivo per proteggere una persona dal panico davanti alla morte e all’impermanenza?</p>

<p><strong>KW</strong>: Se “l’unità con lo Spirito” fosse semplicemente qualcosa in cui si crede, e quindi un’idea o una speranza, allora certamente potrebbe far parte della “proiezione d’immortalità” di una persona, cioè di un sistema di difesa progettato – come ho cercato di spiegare nei miei libri <em>Dopo l’Eden</em> e <em>Un Dio socievole</em> – per proteggersi in modo magico o regressivo dalla morte, sotto la promessa di un prolungamento o una continuazione della vita.<br>
Ma l’esperienza di unità atemporale con lo Spirito non è un’idea né un desiderio; è una percezione diretta. E possiamo considerare questa esperienza diretta solo in tre modi diversi:<br>
– affermare che si tratti di un’allucinazione, a cui ho appena risposto;<br>
– sostenere che sia un errore, cosa che ho pure già confutato;<br>
– oppure accettarla per ciò che dice di essere: un’esperienza diretta del nostro Sé Spirituale.</p>

<p><strong>TKW</strong>: Da quello che dici, il misticismo genuino, a differenza della religione dogmatica, è scientifico, perché si basa sull’evidenza e sulla verifica sperimentale diretta. È così?</p>

<p><strong>KW</strong>: Esattamente. I mistici ti chiedono di non credere in nulla in modo cieco, e ti offrono una serie di esperimenti da verificare nella tua stessa coscienza.<br>
Il laboratorio del mistico è la propria mente, e l’esperimento è la meditazione.<br>
Tu stesso puoi verificare e confrontare i risultati della tua esperienza con quelli di altri che abbiano svolto lo stesso esperimento.<br>
Da questo insieme di conoscenze sperimentali, validate in modo consensuale, si giunge a certe leggi dello spirito, o a certe “verità profonde”, se preferisci chiamarle così.</p>

<p><strong>TKW</strong>: E questo ci riporta di nuovo alla filosofia perenne, alla filosofia mistica e ai suoi sette grandi principi. Il secondo principio era: lo spirito è dentro di te.</p>

<p><strong>KW</strong>: Lo spirito è dentro di te, c&#39;è un intero universo dentro di te. Il messaggio sorprendente dei mistici è che, al centro stesso del tuo essere, tu vivi la divinità.<br>
Strettamente parlando, Dio non è né dentro né fuori – poiché lo Spirito trascende ogni dualità – ma lo si scopre cercando profondamente dentro, fino a quando quel “dentro” finisce per diventare un “al di là”.<br>
Il <em>Chandogya Upanishad</em> ci offre la formulazione più nota di questa verità immortale quando dice:</p>

<blockquote><p>“Nell’essenza stessa del tuo essere non percepisci la Verità, ma in realtà essa è lì.<br>
In ciò che è l’essenza sottile del tuo essere, tutto ciò che esiste È.<br>
Quell’essenza invisibile è lo Spirito dell’intero universo.<br>
Quella è la Verità, quello è l’Essere. E tu? Tu sei quello.”</p></blockquote>

<p><em>Tat Tvam Asi</em> – Tu sei Quello.<br>
È superfluo dire che il “tu” che è “Quello”, il tu che è Dio, non è la tua identità individuale e separata, l’ego, questa o quella personalità, il Signor o la Signora Tal dei Tali.<br>
Anzi, il sé individuale o ego è precisamente ciò che ci impedisce di prendere coscienza della nostra Identità Suprema.<br>
Quel “tu”, al contrario, è la nostra essenza più profonda, o se preferisci, il nostro aspetto più elevato: l’essenza sottile – come la descrive l’Upanishad – che trascende il nostro ego mortale e partecipa direttamente al Divino.<br>
Nel giudaismo viene chiamato <em>Ruach</em>, lo spirito divino e la supraindividualità che si trova in ognuno di noi, e che si distingue dal <em>nefesh</em>, l’ego individuale.<br>
Nel cristianesimo, invece, è il <em>pneuma</em>, lo spirito che dimora in noi e che è della stessa natura di Dio, e non la <em>psiche</em> o anima individuale che, nel migliore dei casi, può solo adorare Dio.<br>
Come ha detto Coomaraswamy, la distinzione tra lo spirito immortale ed eterno di una persona e la sua anima individuale e mortale (cioè l’ego) è un principio fondamentale della filosofia perenne.</p>

<p><strong>TKW</strong>: San Paolo disse: “Vivo, ma non sono più io che vivo, è Cristo che vive in me.” Stai dicendo che San Paolo ha scoperto la sua vera Identità, che era uno con Cristo, e che Cristo ha sostituito il suo vecchio piccolo ego, la sua anima o psiche individuale?</p>

<p><strong>KW</strong>: Esattamente. Il tuo <em>Ruach</em>, o fondamento, è la Realtà Suprema, non il tuo <em>nefesh</em>, il tuo ego.<br>
Se credi che il tuo ego individuale sia Dio, allora sei chiaramente nei guai. In effetti, soffriresti di una psicosi, una schizofrenia paranoide.<br>
Non è certo questo ciò che intendevano i più grandi filosofi e saggi del mondo.</p>

<p><strong>TKW</strong>: Ma allora, perché non c’è più gente consapevole di questo? Se lo spirito è davvero dentro di noi, perché non è evidente a tutti?</p>

<p><strong>KW</strong>: Ottima domanda. E questo ci porta al terzo punto.<br>
Se davvero sono uno con Dio, perché non me ne rendo conto?<br>
Qualcosa mi separa dallo Spirito. Perché questa Caduta? Dov’è stato l’errore?</p>

<p>Le diverse tradizioni danno risposte differenti a questa questione, ma tutte fondamentalmente convergono su un punto:</p>

<blockquote><p>“Non riesco a percepire la mia Vera Identità, la mia unione con lo Spirito, perché la mia coscienza è ottenebrata e ostruita da una certa attività; anche se riceve nomi diversi, si tratta semplicemente dell’attività di contrarre e concentrare la coscienza sul mio io individuale, sul mio ego personale.<br>
La mia coscienza non è aperta, rilassata e centrata su Dio, ma chiusa, contratta e centrata su me stesso.<br>
Ed è proprio l’identificazione con quella contrazione in me stesso e la conseguente esclusione di tutto il resto che mi impedisce di trovare o scoprire la mia identità originaria, la mia vera identità con il Tutto.”</p></blockquote>

<p>La mia natura individuale – “l’uomo naturale” – è caduta e vive nell’errore, separata e alienata dallo Spirito e dal resto del mondo.<br>
Sono separato e isolato dal mondo “là fuori”, un mondo che percepisco come completamente esterno, estraneo e ostile al mio essere.<br>
Quanto al mio essere interiore, di certo non sembra essere uno con il Tutto, con tutto ciò che esiste, uno con lo Spirito Infinito, ma al contrario, resta chiuso e imprigionato tra le mura limitanti di questo corpo mortale.</p>

<p><strong>TKW</strong>: Questa situazione viene solitamente chiamata “dualismo”, giusto?</p>

<p><strong>KW</strong>: Esattamente. Mi divido in un “soggetto” separato dal mondo degli “oggetti” situati là fuori e, a partire da questo dualismo originario, continuo a dividere il mondo in ogni tipo di opposti in conflitto: piacere e dolore, bene e male, verità e menzogna, ecc.<br>
Secondo la filosofia perenne, la coscienza dominata dal dualismo soggetto-oggetto non può percepire la realtà così com’è, la realtà nella sua totalità, la realtà come Identità Suprema.<br>
In altre parole: l’errore è la contrazione di sé stessi, la sensazione di un’identità separata, l’ego.<br>
L’errore non sta in qualcosa che fa il piccolo io, ma in qualcosa che <em>è</em>.</p>

<p>E c’è di più: quell’essere contratto, quel soggetto isolato “qui dentro”, non riconoscendo la propria vera identità con il Tutto, sperimenta una forte sensazione di mancanza, di privazione, di frammentazione.<br>
In altre parole: la sensazione di essere separato, di essere un individuo separato, dà origine alla sofferenza, dà origine alla “Caduta”.<br>
La sofferenza non è qualcosa che accade <em>a causa</em> della separazione: è qualcosa di <em>intrinseco</em> a quella condizione.<br>
“Peccato”, “sofferenza” e “io” non sono altro che nomi diversi per uno stesso processo, che consiste nella contrazione e frammentazione della coscienza.</p>

<p>Per questo è impossibile salvare l’ego dalla sofferenza.<br>
Come disse Gautama il Buddha: per porre fine alla sofferenza, devi abbandonare il piccolo io, l’ego; perché entrambi nascono e muoiono nello stesso momento.</p>

<p><strong>TKW</strong>: Quindi questo mondo dualistico è il mondo della Caduta e del peccato originale, è la contrazione dell’essere, l’auto-contrazione presente in ognuno di noi. E stai dicendo che non sono solo i mistici orientali, ma anche quelli occidentali a definire il peccato e l’Inferno come qualcosa di inerente allo stato di identità separata?</p>

<p><strong>KW</strong>: Al sé separato e alla sua avidità, al suo desiderio e alla sua fuga priva d’amore.<br>
Sì, senza dubbio.<br>
È vero che l’Oriente – e in particolare il buddismo e l’induismo – mette molto l’accento sull’identificare l’Inferno (o <em>Samsara</em>) con l’ego separato e individualista.<br>
Ma anche negli scritti dei mistici cattolici, dei gnostici, dei quaccheri, dei cabalisti e dei mistici islamici troviamo gli stessi temi.<br>
A tal proposito, il mio scritto preferito è di William Law, uno straordinario mistico cristiano inglese del XVIII secolo. Te lo leggo:</p>

<blockquote><p>“Ecco la verità riassunta.<br>
Ogni peccato, ogni morte, ogni condanna e ogni inferno non sono altro che il regno del sé, dell’ego.<br>
Le varie attività del narcisismo, dell’amor proprio e dell’egoismo separano l’anima da Dio e la conducono alla morte e all’inferno eterno”.</p></blockquote>

<p>Oppure le parole del sufi Abi l-Khayr:</p>

<blockquote><p>“Non c’è Inferno se non nell’individualità, non c’è Paradiso se non nell’altruismo”.</p></blockquote>

<p>Troviamo lo stesso tipo di affermazioni anche nei mistici cristiani, come dimostra la dichiarazione della <em>Theologia Germanica</em> secondo cui</p>

<blockquote><p>“L’unica cosa che brucia all’Inferno è l’ego”.</p></blockquote>

<p><strong>TKW</strong>: Sì, capisco. Quindi la trascendenza del “piccolo io” porta alla scoperta del “grande Io”.</p>

<p><strong>KW</strong>: Proprio così.<br>
In sanscrito, questo “piccolo io” o anima individuale si chiama <em>ahamkara</em>, che significa “nodo” o “contrazione”; ed è proprio questo <em>ahamkara</em>, questa contrazione dualistica ed egocentrica della coscienza, a costituire la radice stessa dello stato di Caduta.</p>

<p>Arriviamo così al quarto grande principio della filosofia perenne: esiste un modo per superare la Caduta, un modo per cambiare questo stato di cose, un modo per sciogliere il nodo dell’illusione e dell’errore fondamentale.</p>

<p><strong>TKW</strong>: Buttare via l’ego individualista.</p>

<p><strong>KW</strong> <em>(ride)</em>: Esattamente.<br>
Arrendersi o morire a quella sensazione di essere un’identità separata, al piccolo io, alla contrazione su sé stessi.<br>
Se vogliamo scoprire la nostra identità con il Tutto, dobbiamo abbandonare l’identificazione errata con l’ego isolato.<br>
Ma questa Caduta può essere immediatamente dissolta comprendendo che, in realtà, non è mai avvenuta, perché esiste solo Dio e, di conseguenza, il sé separato non è mai stato altro che un’illusione.</p>

<p>Tuttavia, per la maggior parte di noi, questa condizione deve essere superata gradualmente, passo dopo passo.<br>
In altre parole, il quarto principio della filosofia perenne afferma che esiste una Via e che, se la seguiamo fino in fondo, ci condurrà dallo stato di caduta allo stato di illuminazione, dal <em>Samsara</em> al <em>Nirvana</em>, dall’Inferno al Cielo.</p>

<p><strong>TKW</strong>: La meditazione è quel Cammino?</p>

<p><strong>KW</strong>: Bene. Potremmo dire che esistono diversi “cammini” che costituiscono ciò che io chiamo genericamente “il Cammino”, e ancora una volta si tratta di strutture superficiali differenti che condividono però la stessa struttura profonda.<br>
Nell&#39;induismo, ad esempio, si dice che ci sono cinque grandi cammini o yoga. <em>Yoga</em> significa semplicemente “unione”, l’unione dell’anima con la Divinità.<br>
La parola inglese <em>yoke</em>, lo spagnolo <em>yugo</em>, l’ittita <em>yugan</em>, il latino <em>jugum</em>, il greco <em>zugon</em> e molte altre derivano dalla stessa radice.</p>

<p>In questo senso, quando Cristo dice: “Il mio giogo è leggero”,<br>
sta intendendo dire: “Il mio yoga è facile”.</p>

<p>Ma forse possiamo semplificare tutto dicendo che tutti questi cammini, siano essi induisti o provenienti da qualsiasi altra tradizione di saggezza, si dividono in due grandi vie.</p>

<p>A tal proposito mi viene in mente una citazione per illustrare questo punto. È di Swami Ramdas:</p>

<blockquote><p>“Ci sono due cammini: uno consiste nell’espandere il tuo ego fino all’infinito, l’altro nel ridurlo al nulla”;<br>
il primo è una via della conoscenza, mentre il secondo è una via devozionale.</p></blockquote>

<p>Un <em>Jnani</em> (saggio indù) dice: “Io sono Dio, la Verità universale”.<br>
Un Devoto, invece, dice: “Io non sono nulla, oh Dio! Tu sei tutto”.<br>
In entrambi i casi scompare la sensazione di identità separata.</p>

<p>La chiave della questione è che, in qualunque dei due casi, l’individuo che percorre il Cammino trascende o muore al piccolo io, e riscopre, o fa risorgere, la propria Identità Suprema con lo Spirito universale.<br>
E questo ci porta al quinto grande principio della filosofia perenne: quello della Rinascita, della Resurrezione o dell’Illuminazione.<br>
Il piccolo io deve morire affinché, dentro di noi, possa risorgere il grande Io.</p>

<p>Le varie tradizioni descrivono questa morte e rinascita con nomi molto diversi.<br>
Così, ad esempio, nel cristianesimo si parla di Adamo – che i mistici chiamano l’“Uomo Vecchio” o “Uomo Esteriore”, colui che ha aperto le porte dell’Inferno – e di Gesù – l’“Uomo Nuovo” o “Uomo Interiore”, colui che apre le porte del Paradiso.<br>
Secondo i mistici, la morte e resurrezione di Gesù rappresentano l’archetipo della morte dell’io separato e la rinascita a un destino nuovo ed eterno nel flusso della coscienza, ovvero l’Essere Divino o Crístico e la sua Ascensione.<br>
Come disse Sant’Agostino:</p>

<blockquote><p>“Dio si è fatto uomo affinché l’uomo potesse farsi Dio”.</p></blockquote>

<p>Nel cristianesimo, questo processo di ritorno dalla condizione “umana” alla condizione “Divina”, dalla persona esterna alla persona interna, si chiama <em>Metanoia</em>, una parola che significa sia “pentimento” che “trasformazione”.<br>
In questo caso, ci pentiamo del piccolo io (l’ego individualista) e ci trasformiamo nell’Essere (o in Cristo), così che, come affermava San Paolo,</p>

<blockquote><p>“Non sono più io che vivo, ma è Cristo che vive in me”.</p></blockquote>

<p>Allo stesso modo, l’Islam chiama <em>tawbah</em> (che significa “pentimento”) e anche <em>galb</em> (che significa “trasformazione”) questa morte e resurrezione, che Al-Bistami riassume così:</p>

<blockquote><p>“Dimenticare sé stessi è ricordare Dio”.</p></blockquote>

<p>Sia nell’induismo che nel buddhismo, questa morte e rinascita viene sempre descritta come la morte dell’anima individuale (<em>jivatman</em>) e il risveglio alla vera natura della persona, che gli induisti descrivono metaforicamente come Totalità dell’Essere (<em>Brahman</em>) e i buddhisti come Apertura Pura (<em>Shunyata</em>).<br>
Il momento in cui avviene questa rottura o rinascita si chiama illuminazione o liberazione (<em>Moksha</em> o <em>Kaivalya</em>).<br>
Il <em>Lankavatara Sutra</em> descrive l’esperienza dell’illuminazione come</p>

<blockquote><p>“una trasformazione completa nella stessa essenza della coscienza”.</p></blockquote>

<p>Questa “trasformazione” consiste semplicemente nel disattivare la tendenza abituale a creare un io separato e sostanziale dove, in realtà, esiste solo una coscienza chiara, aperta e vasta.<br>
Il <em>Zen</em> chiama <em>Satori</em> o <em>Kensho</em> questa trasformazione o <em>Metanoia</em>.</p>

<p>“<em>Ken</em>” significa vera natura e “<em>sho</em>” significa “vedere direttamente”.</p>

<p>Vedere direttamente la nostra vera natura è diventare un Essere pienamente autorealizzato.<br>
E come disse il Maestro Eckhart:</p>

<blockquote><p>“In questa trasformazione ho scoperto che Dio e io siamo la stessa cosa.”</p></blockquote>

<p><strong>TKW</strong>: L&#39;illuminazione si sperimenta realmente come una morte vera o si tratta solo di una metafora?</p>

<p><strong>KW</strong>: In realtà, si tratta della morte dell’ego individualista.<br>
I racconti di questa esperienza — che possono essere molto drammatici, ma anche estremamente semplici e per nulla spettacolari — affermano chiaramente che, all’improvviso, ti svegli e scopri che, tra le altre cose, e per quanto possa sembrare strano, il tuo vero essere è tutto ciò che hai osservato fino a quel momento, che letteralmente <em>sei</em> uno con tutto ciò che è manifestato, uno con l’universo.<br>
E che, in verità, non è che diventi uno con Dio e con il Tutto, ma che prendi coscienza del fatto che <em>da sempre</em> sei stato quella unità, senza essertene mai accorto prima.<br>
Ma accanto a questa percezione, insieme alla scoperta dell’Essere che tutto permea, si sperimenta anche una sensazione molto concreta: quella che il tuo piccolo ego è morto. Che è morto veramente.</p>

<p>Il <em>Zen</em> chiama il <em>Satori</em> “la Grande Morte”.<br>
Eckhart era altrettanto categorico: “L’anima – diceva – deve donare se stessa”.<br>
Coomaraswamy affermava: “Solo quando il nostro ego muore, comprendiamo finalmente che non c’è nulla con cui possiamo identificarci, e solo allora possiamo trasformarci realmente in ciò che già siamo”.</p>

<p><strong>TKW</strong>: Trascendendo il piccolo ego, si scopre l’eternità?</p>

<p><strong>KW</strong> <em>(Lunga pausa)</em>: Sì, a condizione però di non intendere l’eternità come un tempo che non finisce mai, bensì come un momento <em>senza tempo</em>, il presente eterno, l’adesso atemporale.<br>
L’ESSERE non risiede per sempre <em>nel tempo</em>, ma nel presente <em>senza tempo</em>, che è anteriore al tempo, alla storia, al cambiamento, alla successione.<br>
Lo Spirito, l’Essere, è presente nel senso di <em>Pura Presenza</em>, non nel senso di essere immerso in un “ora” infinito — che è un concetto piuttosto inquietante.</p>

<p>In ogni caso, il sesto grande principio fondamentale della filosofia perenne afferma che l’illuminazione, o liberazione, pone fine alla sofferenza.<br>
Ciò che causa la sofferenza è l’attaccamento e il desiderio della nostra identità separata;<br>
e ciò che pone fine alla sofferenza è il cammino meditativo che trascende il piccolo io, il desiderio e l’attaccamento.<br>
La sofferenza è intrinseca a quel nodo o contrazione chiamato ego, e l’unico modo per superarla è trascendere l’ego.</p>

<p>Non significa che dopo l’illuminazione — o dopo la pratica spirituale in generale — non si provino più dolore, angoscia, paura o ferite.<br>
Si provano ancora, sì.<br>
Ma ciò che cambia è che queste emozioni non minacciano più la tua esistenza, e quindi smettono di costituire un problema per te.<br>
Non ti identifichi più con esse, non le drammatizzi più, non hanno più energia, non ti sembrano più minacciose.<br>
Da un lato, non c’è più alcun ego frammentato che possa sentirsi minacciato;<br>
dall’altro, nulla può minacciare quel grande Io dell’Essere originario e autentico, poiché, essendo il Tutto, non esiste nulla di esterno che possa fargli del male.</p>

<p>Questa consapevolezza produce un profondo rilassamento e una distensione del cuore.<br>
Per quanto dolore possa sperimentare l’individuo, il suo vero Sé non si sente minacciato.<br>
La sofferenza può sorgere e può svanire, ma ora la persona è saldamente radicata e sicura nella “pace che supera ogni comprensione”.<br>
Il saggio sperimenta la sofferenza, ma questa non lo “ferisce”.<br>
E poiché è consapevole della sofferenza, è spinto dalla compassione e dal desiderio di aiutare chi soffre e crede nella realtà della sofferenza.</p>

<p><strong>TKW</strong>: Il che ci porta al settimo punto, la motivazione dell’illuminato.</p>

<p><strong>KW</strong>: Sì. Si dice che la vera illuminazione sfoci in un’azione sociale ispirata dalla misericordia e dalla compassione, in un tentativo di aiutare tutti gli esseri umani a raggiungere la Liberazione Suprema.<br>
L’attività illuminata non è altro che un servizio disinteressato.<br>
Poiché siamo tutti uno nello stesso Essere, allora, servendo gli altri, sto servendo il mio stesso Sé.</p>
]]></content:encoded>
      <guid>https://noblogo.org/metanoeite/filosofia-perenne</guid>
      <pubDate>Wed, 06 Aug 2025 18:19:32 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Mappa della caccia alle streghe</title>
      <link>https://noblogo.org/metanoeite/mappa-della-caccia-alle-streghe</link>
      <description>&lt;![CDATA[Nella giornata della violenza sulle donne mi è capitato sotto mano il libro di Vanna De Angelis, sui processi alle streghe in Europa (alcuni dei quali a Reggio Emilia, Modena e nella Val di Non). &#xA;Mi è parso bello fare una mappa che contiene i luoghi e i momenti di questi processi, inserendo l&#39;esito, spesso mortale, che ha colpito queste donne (e a volte uomini e fanciulli) invisi al &#34;sistema&#34;. &#xA;È interessante usare la mappa per permettere alle persone di collocare nel proprio spazio questi eventi, magari trovare quelli che sono avvenuti vicino a casa propria.&#xA;Leggendo questi atti ufficiali dopo vari secoli dalla loro stesura, possiamo vedere con chiarezza quanto il potere può essere (o è quasi sempre) espressione di cecità e miseria umana.&#xA;&#xA;div class = centerVisualizza la mappa interattiva a schermo intero/div&#xA;&#xA;Approfitto della visibilità che potrà avere questo post per suggerire la lettura del libro Il calice e la spada della sociologa Riane Eisler, che propone una teoria molto affascinante sul ruolo primario della disparità di genere per sostenere il sistema bellico, e la possibilità concreta di restaurare un ordine perduto, vivo in noi a livello inconscio, ristabilendo rapporti equi tra le persone e la natura.&#xA;&#xA;#mappe #streghe #matriarcato #cultura #saggezza #società]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Nella giornata della violenza sulle donne mi è capitato sotto mano il libro di <strong>Vanna De Angelis</strong>, sui processi alle streghe in Europa (alcuni dei quali a Reggio Emilia, Modena e nella Val di Non).
Mi è parso bello fare una mappa che contiene i luoghi e i momenti di questi processi, inserendo l&#39;esito, spesso mortale, che ha colpito queste donne (e a volte uomini e fanciulli) invisi al “sistema”.
È interessante usare la mappa per permettere alle persone di collocare nel proprio spazio questi eventi, magari trovare quelli che sono avvenuti vicino a casa propria.
Leggendo questi atti ufficiali dopo vari secoli dalla loro stesura, possiamo vedere con chiarezza quanto il potere può essere (o è quasi sempre) espressione di cecità e miseria umana.</p>

<p><a href="https://umap.openstreetmap.fr/it/map/la-caccia-alle-streghe_528957" rel="nofollow"><img src="https://i.postimg.cc/qvNyj8Zm/caccia-alle-streghe.png" alt=""></a>
<a href="https://umap.openstreetmap.fr/it/map/la-caccia-alle-streghe_528957" rel="nofollow"><div class="center">Visualizza la mappa interattiva a schermo intero</div></a></p>

<p>Approfitto della visibilità che potrà avere questo post per suggerire la lettura del libro <strong>Il calice e la spada</strong> della sociologa <strong>Riane Eisler</strong>, che propone una teoria molto affascinante sul ruolo primario della disparità di genere per sostenere il sistema bellico, e la possibilità concreta di restaurare un ordine perduto, vivo in noi a livello inconscio, ristabilendo rapporti equi tra le persone e la natura.</p>

<p><a href="/metanoeite/tag:mappe" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">mappe</span></a> <a href="/metanoeite/tag:streghe" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">streghe</span></a> <a href="/metanoeite/tag:matriarcato" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">matriarcato</span></a> <a href="/metanoeite/tag:cultura" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">cultura</span></a> <a href="/metanoeite/tag:saggezza" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">saggezza</span></a> <a href="/metanoeite/tag:societ%C3%A0" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">società</span></a></p>
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      <guid>https://noblogo.org/metanoeite/mappa-della-caccia-alle-streghe</guid>
      <pubDate>Thu, 26 Nov 2020 19:39:05 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Unità di scienza e fede: 3 diagrammi</title>
      <link>https://noblogo.org/metanoeite/unita-di-scienza-e-fede-3-diagrammi</link>
      <description>&lt;![CDATA[Un mio incontro del mese scorso, proprio un attimo prima che il coronavirus bloccasse tutto!&#xA;E&#39; stato difficile da preparare, ma una grande soddisfazione.&#xA;&#xA;I temi sono talmente tanti che voglio riproporlo in versione espansa (2 o 3 serate). In più gli interventi dei convenuti, mi hanno aiutato a focalizzare certe questioni da inserire (es. sul rapporto tra il Dio dei mistici e quelLo delle religioni).&#xA;&#xA;Qui le diapositive, più sotto il link al sito dove c&#39;è anche la registrazione della conferenza (purtroppo l&#39;audio è &#34;approssimativo&#34;) e i riferimenti bibliografici.&#xA;&#xA;Mandatemi un mess per domande o osservazioni!&#xA;&#xA;div class = center.Armonia di scienza e spiritualità: 3 diagrammi per la consapevolezza from Christian Lovato/div&#xA;&#xA;View on Slideshare/div&#xA;&#xA;qui il sito di approfondimento]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Un mio incontro del mese scorso, proprio un attimo prima che il coronavirus bloccasse tutto!
E&#39; stato difficile da preparare, ma una grande soddisfazione.</p>

<p>I temi sono talmente tanti che voglio riproporlo in versione espansa (2 o 3 serate). In più gli interventi dei convenuti, mi hanno aiutato a focalizzare certe questioni da inserire (es. sul rapporto tra il Dio dei mistici e quelLo delle religioni).</p>

<p>Qui le diapositive, più sotto il link al sito dove c&#39;è anche la registrazione della conferenza (purtroppo l&#39;audio è “approssimativo”) e i riferimenti bibliografici.</p>

<p>Mandatemi un mess per domande o osservazioni!</p>

<p><a href="https://www.slideshare.net/slideshow/armonia-di-scienza-e-spiritualit-3-diagrammi-per-la-consapevolezza/229593779" rel="nofollow"><img src="https://i.postimg.cc/qMJMYdGH/Presentazione-3-diagrammi.jpg" alt=""></a>
<div class="center">.<a href="https://www.slideshare.net/slideshow/armonia-di-scienza-e-spiritualit-3-diagrammi-per-la-consapevolezza/229593779" rel="nofollow">Armonia di scienza e spiritualità: 3 diagrammi per la consapevolezza</a> from <a href="https://www.slideshare.net/chr_lovato" rel="nofollow">Christian Lovato</a></div></p>

<p>View on <a href="https://www.slideshare.net/slideshow/armonia-di-scienza-e-spiritualit-3-diagrammi-per-la-consapevolezza/229593779" rel="nofollow">Slideshare</a></div></p>

<p>qui il <a href="https://sites.google.com/site/therisingunity/science/3-diagrammi" rel="nofollow">sito di approfondimento</a></p>
]]></content:encoded>
      <guid>https://noblogo.org/metanoeite/unita-di-scienza-e-fede-3-diagrammi</guid>
      <pubDate>Mon, 23 Mar 2020 00:33:55 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Inno alla nutria</title>
      <link>https://noblogo.org/metanoeite/inno-alla-nutria</link>
      <description>&lt;![CDATA[Ecco una chicca che ho custodito gelosamente negli anni, e che finalmente vede la libertà. L&#39;unico e inimitabile inno alla nutria, proveniente da una attività di ascolto profondo dello Spirito della Grande Nutria che vive e prolifica nelle terre basse.&#xA;&#xA;Bionic Myocastor|100&#xA;div class=&#34;center&#34; Bionic MyoCastor, adattamento dal Bionic Beaver)/div&#xA;&#xA;Ecco l&#39;inno, che non va recitato, bensì declamato. Avrei piacere di metterlo in musica, ma aspettiamo la situazione giusta. &#xA; &#xA; &#xA;&#xA;Inno alla nutria&#xA;&#xA;O nutria, o castorino, &#xA;che vieni dal basso Sudamerica,&#xA;dalla Patagonia.&#xA;Là ti cacciava il caimano &#xA;e in quelle terre lontane &#xA;vivevi in pace [con l&#39;essere umano.]&#xA;!--more--&#xA;L&#39;uomo bianco di là ti ghermì,&#xA;e ti rapì via, &#xA;affascinato dal tuo morbido pelo. &#xA;I tuoi figli portava in tutto il mondo,&#xA;mica è colpa tua!&#xA;&#xA;E qui, ora, che fai; &#xA;o nutria, o castorino? &#xA;Tutto quel che fanno&#xA;le semplici creature di Dio:&#xA;mangi quel che trovi,&#xA;fai la tua casetta,&#xA;– prolifichi –&#xA;&#xA;fai come farebbero gli uomini&#xA;(né più ne meno)&#xA;meglio lo fai, &#xA;in pace con l&#39;ambiente!&#xA;Quale tra le altre bestie &#xA;potrebbe fartene una colpa?&#xA;&#xA;O tu, estremo monito all&#39;agricoltore&#xA;avido e dissennato,&#xA;pallido zombi della Monsanto&#xA;che inquina, terre e acque&#xA;dall&#39;alto suo trattore.&#xA;&#xA;L&#39;uomo ha divelto, &#xA;sterminato ogni selvaticità &#xA;da questa grande pianura.&#xA;Tutto è a misura di macchina,&#xA;e quando non rimane&#xA;più natura da inquadrare &#xA;... ecco!&#xA; &#xA;&#xA;Dio manda un animaletto,&#xA;che costringe l&#39;uomo padano&#xA;a riveder le sue azioni, &#xA;le sue strategie...&#xA;E se fosse saggio, &#xA;a rivedere sé stesso!&#xA;&#xA;Tu, tromba dell&#39;apocalisse&#xA;che avvisa tutti quanti:&#xA;quanto potrete resistere,&#xA;lontano dalla natura?&#xA;... imparate da me, &#xA;che sono piccola, e pura.&#xA;&#xA;E infine, se noi fossimo indiani&#xA;in questa sterminata pianura,&#xA;tu potresti essere il bisonte&#xA;di piccola statura.&#xA;&#xA;Christian Lovato&#xA;&#xA;-------&#xA;&#xA;Altro materiale che incarna lo spirito della Grande Nutria&#xA;&#xA;La triologia di Nutriaman&#xA;The Invasion - A Coypumentary]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Ecco una chicca che ho custodito gelosamente negli anni, e che finalmente vede la libertà. L&#39;unico e inimitabile inno alla nutria, proveniente da una attività di <a href="https://www.sorgenteinteriore.com/sciamanesimo/" rel="nofollow">ascolto profondo</a> dello <strong>Spirito della Grande Nutria</strong> che vive e prolifica nelle terre basse.</p>

<p><img src="https://i.postimg.cc/Nff0KwSr/Bionic-Myo-Castor-svg.png" alt="Bionic Myocastor|100">
<div class="center"> <strong>Bionic MyoCastor</strong>, adattamento dal <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Ubuntu_version_history#Ubuntu_18.04_LTS_(Bionic_Beaver)" rel="nofollow">Bionic Beaver</a></div></p>

<p>Ecco l&#39;inno, che <strong>non va recitato, bensì <em>declamato</em></strong>. Avrei piacere di metterlo in musica, ma aspettiamo la situazione giusta.</p>

<h1 id="inno-alla-nutria">Inno alla nutria</h1>

<p><strong>O nutria, o castorino,</strong>
che vieni dal basso Sudamerica,
dalla Patagonia.
Là ti cacciava il caimano
e in quelle terre lontane
vivevi in pace [con l&#39;essere umano.]

L&#39;uomo bianco di là ti ghermì,
e ti rapì via,
affascinato dal tuo morbido pelo.
I tuoi figli portava in tutto il mondo,
mica è colpa tua!</p>

<p><strong>E qui, ora, che fai;</strong>
o nutria, o castorino?
Tutto quel che fanno
le semplici creature di Dio:
mangi quel che trovi,
fai la tua casetta,
– prolifichi –</p>

<p>fai come farebbero gli uomini
(né più ne meno)
meglio lo fai,
in pace con l&#39;ambiente!
Quale tra le altre bestie
potrebbe fartene una colpa?</p>

<p><strong>O tu,</strong> estremo monito all&#39;agricoltore
avido e dissennato,
pallido zombi della Monsanto
che inquina, terre e acque
dall&#39;alto suo trattore.</p>

<p>L&#39;uomo ha divelto,
sterminato ogni selvaticità
da questa grande pianura.
Tutto è a misura di macchina,
e quando non rimane
più natura da inquadrare
... <strong>ecco!</strong></p>

<p>Dio manda un animaletto,
che costringe l&#39;uomo padano
a riveder le sue azioni,
le sue strategie...
E se fosse saggio,
a rivedere sé stesso!</p>

<p><strong>Tu, tromba dell&#39;apocalisse</strong>
che avvisa tutti quanti:
quanto potrete resistere,
lontano dalla natura?
... imparate da me,
che sono piccola, e pura.</p>

<p>E infine, se noi fossimo indiani
in questa sterminata pianura,
tu potresti essere il bisonte
di piccola statura.</p>

<p><em>Christian Lovato</em></p>

<hr>

<p>Altro materiale che incarna lo spirito della Grande Nutria</p>
<ul><li>La triologia di <a href="https://www.taiantpictures.com/nutriaman" rel="nofollow">Nutriaman</a></li>
<li><a href="https://theinvasioncoypumentary.wordpress.com/" rel="nofollow">The Invasion – A Coypumentary</a></li></ul>
]]></content:encoded>
      <guid>https://noblogo.org/metanoeite/inno-alla-nutria</guid>
      <pubDate>Mon, 25 Nov 2019 00:07:16 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Maria Montessori e il Sistema tecnico</title>
      <link>https://noblogo.org/metanoeite/maria-montessori-e-il-sistema-tecnico</link>
      <description>&lt;![CDATA[Dalle discussioni con gli eccellenti amici, con il gruppo di Exit, e dalla lettura di Maria Montessori, emerge la necessità di confrontarsi coscientemente e radicalmente con il sistema tecnico. &#xA;A tal proposito, cito un testo interessante, tratto dal libro Educazione e Pace (pagg. 10-11):&#xA;&#xA;Maria Montessori su uno sfondo elettronico|150&#xA;&#xA;-----&#xA;&#xA; Manca nella società odierna la preparazione adeguata dell&#39;uomo allo stato presente della vita civile, l&#39;«organizzazione morale» delle masse.&#xA; Nell&#39;umanità gli uomini sono educati a considerare se stessi come individui isolati, aventi i loro interessi immediati da soddisfare, in concorrenza con altri individui. Sarebbe necessaria una «organizzazione» poderosa per comprendere ed organizzare gli avvenimenti sociali, per proporsi e perseguire fini collettivi, e così ordinare il progresso della civiltà.&#xA;!--more--&#xA; Esiste invece oggi solo una «organizzazione delle cose», non degli uomini; solo l&#39;ambiente è organizzato. I progressi tecnici hanno messo in moto una specie di «meccanismo» formidabile, che si trascina dietro gli individui, attratti come polvere da una calamita. E ciò si dica degli operai come degli intellettuali. Tutti vivono isolati l&#39;uno dall&#39;altro nei loro interessi, tutti cercano niente di più che il mestiere che assicuri la vita materiale, tutti sono attratti ed assorbiti dagli ingranaggi di un mondo meccanizzato e burocratizzato. È evidente che i «meccanismi» non possono sospingere l&#39;umanità verso il progresso, perché il progresso dipende dall&#39;uomo. E un momento deve arrivare in cui l&#39;umanità domina il progresso e ne assume la direttiva.&#xA;  Questo momento è già arrivato. O le masse si organizzano e s&#39;impadroniscono del mondo meccanico, o il mondo meccanico distrugge l&#39;umanità.&#xA;  Questo formidabile passo e questo concorso universale dell&#39;umanità al progresso realizzato richiedono per sostenersi che l&#39;umanità si organizzi. È urgente che l&#39;umanità intera intervenga e ponga riparo a un difetto che mette in pericolo l&#39;esistenza della civiltà. Bisogna organizzare l&#39;umanità perché la frontiera pronta a cedere e per cui entra il nemico, — cioè la guerra — non è quella materiale delle nazioni, ma la impreparazione dell&#39;uomo e l&#39;isolamento dell&#39;individuo. Bisogna «svolgere la vita spirituale dell&#39;uomo», e organizzare poi l&#39;umanità per la Pace.&#xA;&#xA;Maria Montessori&#xA;------&#xA;&#xA;Il sistema tecnologico sta cambiando molto velocemente l&#39;ambiente attorno a noi... quanto di questo cambiamento sarà gestito, e quanto invece ci travolgera? Dipende da noi, dalla nostra capacità di essere coscienti, e dalla nostra capacità di organizzarci. Comunitariamente, mi verrebbe da dire.&#xA;&#xA;Alcuni video su tecnologia e futuro, tanto per avere delle prospettive tra lo stupefacente e l&#39;inquietante:&#xA;&#xA;Singularity: il punto di non ritorno dell&#39;evoluzione umana&#xA;&#xA;La Fine del Lavoro come lo Conosciamo&#xA;&#xA;#montessori #tecnologia #sistema #pace #sociologia]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Dalle discussioni con gli eccellenti amici, con il gruppo di <a href="https://www.3x1t.org/" rel="nofollow">Exit</a>, e dalla lettura di Maria Montessori, emerge la necessità di confrontarsi coscientemente e radicalmente con il sistema tecnico.
A tal proposito, cito un testo interessante, tratto dal libro <strong>Educazione e Pace</strong> (pagg. 10-11):</p>

<p><img src="https://i.postimg.cc/QMc1x3KC/maria-montessori.jpg" alt="Maria Montessori su uno sfondo elettronico|150"></p>

<hr>

<p> Manca nella società odierna la preparazione adeguata dell&#39;uomo allo stato presente della vita civile, l&#39;«organizzazione morale» delle masse.
 Nell&#39;umanità gli uomini sono educati a considerare se stessi come individui isolati, aventi i loro interessi immediati da soddisfare, in concorrenza con altri individui. Sarebbe necessaria una «organizzazione» poderosa per comprendere ed organizzare gli avvenimenti sociali, per proporsi e perseguire fini collettivi, e così ordinare il progresso della civiltà.

 Esiste invece oggi solo una «organizzazione delle cose», non degli uomini; solo l&#39;ambiente è organizzato. I progressi tecnici hanno messo in moto una specie di «meccanismo» formidabile, che si trascina dietro gli individui, attratti come polvere da una calamita. E ciò si dica degli operai come degli intellettuali. Tutti vivono isolati l&#39;uno dall&#39;altro nei loro interessi, tutti cercano niente di più che il mestiere che assicuri la vita materiale, tutti sono attratti ed assorbiti dagli ingranaggi di un mondo meccanizzato e burocratizzato. È evidente che i «meccanismi» non possono sospingere l&#39;umanità verso il progresso, perché il progresso dipende dall&#39;uomo. E un momento deve arrivare in cui l&#39;umanità domina il progresso e ne assume la direttiva.
  Questo momento è già arrivato. O le masse si organizzano e s&#39;impadroniscono del mondo meccanico, o il mondo meccanico distrugge l&#39;umanità.
  Questo formidabile passo e questo concorso universale dell&#39;umanità al progresso realizzato richiedono per sostenersi che l&#39;umanità si organizzi. È urgente che l&#39;umanità intera intervenga e ponga riparo a un difetto che mette in pericolo l&#39;esistenza della civiltà. Bisogna organizzare l&#39;umanità perché la frontiera pronta a cedere e per cui entra il nemico, — cioè la guerra — non è quella materiale delle nazioni, ma la impreparazione dell&#39;uomo e l&#39;isolamento dell&#39;individuo. Bisogna «svolgere la vita spirituale dell&#39;uomo», e organizzare poi l&#39;umanità per la Pace.</p>

<p><em>Maria Montessori</em></p>

<hr>

<p>Il sistema tecnologico sta cambiando molto velocemente l&#39;ambiente attorno a noi... quanto di questo cambiamento sarà gestito, e quanto invece ci travolgera? Dipende da noi, dalla nostra capacità di <a href="https://www.youtube.com/watch?v=yoWWs3MW3IM" rel="nofollow">essere coscienti</a>, e dalla nostra capacità di organizzarci. Comunitariamente, mi verrebbe da dire.</p>

<p>Alcuni video su tecnologia e futuro, tanto per avere delle prospettive tra lo stupefacente e l&#39;inquietante:</p>

<p><a href="https://www.youtube.com/watch?v=iSeeEfQpaEg" rel="nofollow">Singularity: il punto di non ritorno dell&#39;evoluzione umana</a></p>

<p><a href="https://www.youtube.com/watch?v=br0Ptwt2ZwI" rel="nofollow">La Fine del Lavoro come lo Conosciamo</a></p>

<p><a href="/metanoeite/tag:montessori" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">montessori</span></a> <a href="/metanoeite/tag:tecnologia" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">tecnologia</span></a> <a href="/metanoeite/tag:sistema" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">sistema</span></a> <a href="/metanoeite/tag:pace" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">pace</span></a> <a href="/metanoeite/tag:sociologia" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">sociologia</span></a></p>
]]></content:encoded>
      <guid>https://noblogo.org/metanoeite/maria-montessori-e-il-sistema-tecnico</guid>
      <pubDate>Thu, 20 Jun 2019 22:47:24 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Citazioni sull&#39;unità di scienza e spiritualità</title>
      <link>https://noblogo.org/metanoeite/citazioni-sullunita-di-scienza-e-spiritualita</link>
      <description>&lt;![CDATA[&#xA;&#xA;div class = centerWilliam Henry Bragg, premio Nobel per la fisica 1915/div&#xA;&#xA;  «Dalla religione deriva lo scopo di un uomo; dalla scienza, il suo potere per realizzarlo. A volte le persone chiedono se la religione e la scienza si oppongano l&#39;una all&#39;altra o meno. Si oppongono: nel senso che il pollice e le dita delle mie mani sono opposti l&#39;uno all&#39;altro. Si tratta di un&#39;opposizione per mezzo della quale tutto può essere realizzato.&#xA;&#xA;  From religion comes a man&#39;s purpose; from science his power to achieve it. Sometimes people ask if religion and science are not opposed to one another. They are: in the sense that the thumb and fingers of my hands are opposed to one another. It is an opposition by means of which anything can be grasped. &#xA;(W.H. Bragg The World of Sound (1921), pp. 195-196)&#xA;&#xA;(grazie a Mimma)&#xA;&#xA;L&#39;idea è di aggiornare questo post col tempo... Einstein, Newton e altri :)&#xA;&#xA;#scienza #spiritualità #tecnica #religione]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p><img src="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/2/26/Wh-bragg.jpg/250px-Wh-bragg.jpg" alt=""></p>

<p><em><div class="center">William Henry Bragg, premio Nobel per la fisica 1915</div></em></p>

<blockquote><p>«Dalla religione deriva lo scopo di un uomo; dalla scienza, il suo potere per realizzarlo. A volte le persone chiedono se la religione e la scienza si oppongano l&#39;una all&#39;altra o meno. Si oppongono: nel senso che il pollice e le dita delle mie mani sono opposti l&#39;uno all&#39;altro. Si tratta di un&#39;opposizione per mezzo della quale tutto può essere realizzato.</p>

<p>From religion comes a man&#39;s purpose; from science his power to achieve it. Sometimes people ask if religion and science are not opposed to one another. They are: in the sense that the thumb and fingers of my hands are opposed to one another. It is an opposition by means of which anything can be grasped.
(W.H. Bragg <em>The World of Sound</em> (1921), pp. 195-196)</p></blockquote>

<p>(grazie a <a href="https://www.facebook.com/mimmade" rel="nofollow">Mimma</a>)</p>

<p><em>L&#39;idea è di aggiornare questo post col tempo... Einstein, Newton e altri :)</em></p>

<p><a href="/metanoeite/tag:scienza" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">scienza</span></a> <a href="/metanoeite/tag:spiritualit%C3%A0" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">spiritualità</span></a> <a href="/metanoeite/tag:tecnica" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">tecnica</span></a> <a href="/metanoeite/tag:religione" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">religione</span></a></p>
]]></content:encoded>
      <guid>https://noblogo.org/metanoeite/citazioni-sullunita-di-scienza-e-spiritualita</guid>
      <pubDate>Tue, 17 Jul 2018 19:19:54 +0000</pubDate>
    </item>
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