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chi non muore si...permette di vivere ancora [out] La verità è figlia del tempo [F. Bacon]

CUORE

La scienza ci insegna che finché batterà noi saremo in vita ma non spiega perché, a volte anche se non per tutti, inizierà a battere per due, per qualcuno che è fuori da noi pur sentendolo tanto dentro dal non veder confini.

B/M

Nelle conoscenze affettive quando proprio addirittura negli amori (quelli veri credo siano molto meno dei dichiarati) si dice che i litigi, i contrasti portino a conoscere l'altro “nel bene e nel male”.

Rifletto e dissento sull'uso della frasetta di circostanza che cambierei semmai in “nel bene e nel bene” perché il male nell'amore non esiste proprio. Non è contemplato.

Sia chiaro, non intendo che siano rose e fiorellini perché la vita “fuori” può essere grama, appunto però, quella fuori perché “dentro” sarà energia pura. Tornando al senso della frase il presunto male è rappresentato da ciò che non ci va a genio dell'altro ma proprio quello rende palese l'amore, il capire e plasmarsi in piena serenità. Non obbligo, scelta!

Scruti modi, carattere, movenze e nel mondo vero è ovvio esistano stonature ai tuoi occhi, passa il tempo e quelle stesse crepe pesano sempre meno perché riempite silentemente con il senso profondo dell'unione.

Sei lì per l'altro, non per te...ed è meraviglioso.

TEMPO

Un po' di sole, c'è, appare ora dopo acqua plumbea e scalda, scalda pelle e cuore. Dovremmo averlo tutti un po' di calore come premio della vita, almeno di quella onesta di chi male non fa per volere, magari a volte lo procura senza dolo. Basta non ripetere o reiterare gli errori.

Sole non per le sòle, quel variegato popolo di saltimbanchi che sguazza tra tombini cercando di farci cadere dentro innocenti sprovveduti: il sole per i decenti solo.

Licenze poetiche un po' sgangherate, frutto di membra inumidite dal cielo nero, ora però poso la penna virtuale e mi godo questo spicchio di raggio finché dura e penso che un mio sole quotidiano io l'ho.

Sei tu.

SONO SOLO PAROLE.

Da tempo, troppo tempo, leggo di un mondo immondo, di rifiuti umani che dettano legge, di guerre e prepotenze, di morti durante lavori che dovrebbero nobilitare l'uomo invece che accopparlo. Quando va bene non sono decessi ma cessi, gossip da tombino, flatulencer che scampano all'infamia invece d'esserne deglutit*, gente che per i quindici minuti di notorietà venderebbero la nonna Pina che finirebbe a far le lasagne per Belzebù. Parole, insalate di schifezze che non possono essere lasciate lì a macerare creando altro marciume, a quelle bisogna rispondere, urlare altre frasi. Belle, profumate, sgangherate come la risata d'un ubriaco felice perché in fondo dobbiamo fare in modo che le parole non “siano solo”...devono diventare fatti.

Urliamo per cambiare, per sognare, per tritare questa feccia che infesta il mondo: parole per vivere. Ancora.

PAURE

Spesso si parla della paura di morire, pensiero superficialmente condivisibile ma dopo una riflessione più attenta io credo si debba aver timore di vivere. Non nel senso lugubre del depresso, alludo al bivio che a volte può succedere, al “e se chi amo morirà prima di me?”

Ecco la vera paura, il lasciar andare è più difficile del lasciarsi andare: che sia luce o buio il dopo ci vedrà insensibili mentre se quel “dopo” dovremo subirlo per l'assenza di chi per noi è importante non so quanto dolore possa comportare.

Anzi, lo so e non vorrei riviverlo.

GOLPE

Nome evocativo di questo periodo complicato, confesso che ci penso nei momenti in cui il vomito mi coglie vedendo o sentendo potenziali galeotti che pontificano minchiate sul senso della vita, loro che respirano senz'anima e senza vergogna.

Però... però qui mi riferisco al nuovo brano di Giorgia, nome infelice per una cantante straordinaria che spero presto possa essere chiamata senza evocare personaggi impresentabili e nefasti. Al solito le note mi portano via e penso che sono venuto a prenderti o almeno questo mi piace pensare, a prenderti mentre eri altrove aspettando un qualcosa che improvvisamente è arrivato.

Quel qualcosa siamo noi.

https://youtu.be/OFgDOjWWjQs

RI-FLESSIONI

La ginnastica mentale, a guardare il mondo direi poco praticata, aiuta nel mantenimento neuronale e, credo, anche quello dell'anima o di come vogliamo chiamare il “se stesso”, l'io. Così a volte mi ritrovo a ragionare sulla vita, su come possa in alcuni momenti sopraffarci (le infami invasioni di questi ultimi tempi e quelle meno note) fino al non vedere vie d'uscita. Esistono? Sulla carta urlerei “si!” ma usando l'oggettività devo ammettere che forse così non è: cosa potrebbe fare un bimbo di Gaza, ucraino o di chissà quali altri posti per ribellarsi alle prepotenze del mondo? Direi dell'immondo in realtà.

Nulla, non può letteralmente fare nulla se non subire tracotanza crudele e ignobile menefreghismo.

La mia millantata convinzione dell'autodeterminazione, del “se vuoi puoi” cade nella miseria dei dittatori del mondo travestiti da “presidentidistocazzo” grazie a elettori ignoranti quando non veri infami egoisti.

E le ri-flessioni da gustoso allenamento diventano i insano arrovellìo di meningi spremute senza costrutto. Resta una cosa da fare: guardo i suoi occhi e vedo la vita.

Ci ripenserò.

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La persona giusta è quella che accarezza le tue cicatrici come ogni lembo della tua pelle.

ME PER TE.

La semplice ricetta di una coppia che funziona: nessun sacrificio, tutt'altro, il piacere di fare senza avere in cambio se non la felicità di un sorriso ricevuto. Segreto svelato. Nel termine stesso “coppia” c'è l'ingrediente: se ognuno vivrà il me-per-te ecco che nessuno patirà mancanze, al contrario il tutto sarà un volano autoalimentato.

Possono sembrare fesserie da rivista estiva ma sono convinto che accada con un vincolo fondamentale: succede solo con la persona giusta.

SERE VERE

Guardami, ora, guardami nel buio della notte così le ombre risaltano e se ancora vedi luce vuole dire che arriva da dentro.

Vale di più.