📖Un capitolo al giorno📚

DIARIO DI LETTURA DAL 25 DICEMBRE 2022

EPISODI CONCLUSIVI (22,1-24,33)

Ritorno delle tribù a est del Giordano 1In quel tempo Giosuè convocò quelli di Ruben e di Gad e la metà della tribù di Manasse 2e disse loro: “Voi avete adempiuto quanto Mosè, servo del Signore, vi aveva ordinato e avete ascoltato la mia voce, in tutto quello che io vi ho comandato. 3Non avete abbandonato i vostri fratelli durante questo lungo tempo fino ad oggi e avete osservato scrupolosamente il comandamento del Signore, vostro Dio. 4Ora che il Signore, vostro Dio, ha dato tranquillità ai vostri fratelli, come aveva loro promesso, tornate e andatevene alle vostre tende, nella terra di vostra proprietà, che Mosè, servo del Signore, vi ha assegnato a oriente del Giordano. 5Tuttavia abbiate gran cura di eseguire il comandamento e la legge che Mosè, servo del Signore, vi ha dato: amare il Signore, vostro Dio, camminare in tutte le sue vie, osservare i suoi comandamenti, aderire a lui e servirlo con tutto il vostro cuore e con tutta la vostra anima”. 6Poi Giosuè li benedisse e li congedò ed essi tornarono alle loro tende. 7Mosè aveva dato a metà della tribù di Manasse un possesso in Basan e Giosuè diede all'altra metà un possesso tra i loro fratelli, al di qua del Giordano, a occidente. Anche costoro Giosuè rimandò alle loro tende e li benedisse. 8Disse loro: “Tornate alle vostre tende con grandi ricchezze, con bestiame molto numeroso, con argento, oro, bronzo, ferro e una grande quantità di vesti; dividete con i vostri fratelli il bottino, tolto ai vostri nemici”. 9I figli di Ruben e di Gad e la metà della tribù di Manasse tornarono. Lasciarono gli Israeliti a Silo, nella terra di Canaan, per andare nel territorio di Gàlaad, la terra di loro proprietà, che avevano ricevuto in possesso, secondo il comando del Signore, per mezzo di Mosè. 10Giunti a Ghelilòt del Giordano, nella terra di Canaan, i Rubeniti e i Gaditi e la metà della tribù di Manasse vi costruirono un altare, presso il Giordano: un altare grande, ben visibile. 11Gli Israeliti udirono che si diceva: “Ecco, Rubeniti, Gaditi e metà della tribù di Manasse hanno costruito un altare di fronte alla terra di Canaan, a Ghelilòt del Giordano, dalla parte degli Israeliti”. 12Quando gli Israeliti vennero a saperlo, riunirono tutta la loro comunità a Silo per muover loro guerra. 13Gli Israeliti inviarono Fineès, figlio del sacerdote Eleàzaro, nel territorio di Gàlaad, ai Rubeniti, ai Gaditi e alla metà della tribù di Manasse, 14e con lui dieci capi, un capo per ciascun casato di tutte le tribù d'Israele: tutti erano capi di un casato fra i gruppi di migliaia d'Israele. 15Quando giunsero da quelli di Ruben, di Gad e di metà della tribù di Manasse nel territorio di Gàlaad, dissero loro: 16“Così dice tutta la comunità del Signore: “Che cos'è questa infedeltà che avete commesso contro il Dio d'Israele, smettendo oggi di seguire il Signore, con la costruzione di un altare per ribellarvi oggi al Signore? 17Non ci basta forse la colpa di Peor, dalla quale non ci siamo ancora purificati oggi e che ha attirato quel flagello sulla comunità del Signore? 18Voi oggi avete smesso di seguire il Signore! Poiché oggi vi siete ribellati al Signore, domani egli si adirerà contro tutta la comunità d'Israele. 19Se la terra del vostro possesso è impura, ebbene, passate pure nella terra che è possesso del Signore, dove sta la Dimora del Signore, e stabilitevi in mezzo a noi; ma non ribellatevi al Signore e non rendeteci complici di ribellione, costruendovi un altare oltre l'altare del Signore nostro Dio. 20Quando Acan figlio di Zerach commise un'infrazione contro lo sterminio, l'ira del Signore non venne forse su tutta la comunità d'Israele, sebbene fosse un individuo solo? Non morì forse per la sua colpa?“”. 21Allora quelli di Ruben, di Gad e la metà della tribù di Manasse risposero così ai capi delle migliaia d'Israele: 22“Dio degli dèi è il Signore! Dio degli dèi è il Signore! Egli lo sa, ma lo sappia anche Israele. Se abbiamo agito con ribellione o con infedeltà verso il Signore, egli non ci salvi oggi stesso! 23Se abbiamo costruito un altare per smettere di seguire il Signore, per offrirvi olocausti od oblazioni e per farvi sacrifici di comunione, il Signore stesso ce ne chieda conto! 24Non è così! L'abbiamo fatto perché siamo preoccupati che in avvenire i vostri figli potrebbero dire ai nostri: “Che avete in comune voi con il Signore, Dio d'Israele? 25Il Signore ha posto il Giordano come confine tra noi e voi, figli di Ruben e di Gad; voi non avete parte alcuna con il Signore!“. Così i vostri figli farebbero desistere i nostri figli dal temere il Signore. 26Perciò ci siamo detti: Costruiamo questo altare, non per olocausti o per sacrifici, 27ma perché sia testimonianza fra noi e voi e fra i nostri discendenti dopo di noi, che vogliamo compiere il nostro servizio al Signore davanti a lui, con i nostri olocausti, con le nostre vittime e con i nostri sacrifici di comunione. Così i vostri figli non potranno un domani dire ai nostri: “Voi non avete parte con il Signore”. 28Ci siamo detti: Se in avvenire essi diranno questo a noi o ai nostri discendenti, risponderemo: “Guardate la forma dell'altare del Signore, che i nostri padri hanno costruito, non per olocausti o per sacrifici, ma perché fosse testimonianza fra noi e voi”. 29Lontano da noi l'idea di ribellarci al Signore e di smettere oggi di seguirlo, costruendo un altare per olocausti, offerte e sacrifici, oltre l'altare del Signore, nostro Dio, che è davanti alla sua Dimora!“. 30Quando il sacerdote Fineès, i capi della comunità e i comandanti delle migliaia d'Israele che l'accompagnavano, udirono le parole degli uomini di Ruben, di Gad e di Manasse, esse parvero buone ai loro occhi. 31Fineès, figlio del sacerdote Eleàzaro, disse a quelli di Ruben, di Gad e di Manasse: “Oggi sappiamo che il Signore è in mezzo a noi, poiché non avete commesso questa infedeltà verso il Signore. Avete così liberato gli Israeliti dalla mano del Signore”. 32Fineès, figlio del sacerdote Eleàzaro, e i capi lasciarono quelli di Ruben e di Gad e tornarono dal territorio di Gàlaad alla terra di Canaan presso gli Israeliti, ai quali riferirono l'accaduto. 33La cosa parve buona agli occhi degli Israeliti, i quali benedissero Dio e non parlarono più di muover guerra contro quelli di Ruben e di Gad, per devastare il territorio che essi abitavano. 34Quelli di Ruben e di Gad chiamarono quell'altare Testimonianza, perché dissero: “È una testimonianza fra noi che il Signore è Dio”.

__________________________ Note

22,1-34 Il ritorno delle tribù situate a est del Giordano alle sedi originarie conclude la collaborazione che – secondo il redattore deuteronomista – esse avevano dato fin dall’inizio per la conquista di Canaan (vedi 1,12-18). Il contrasto sorto per il fatto che esse avevano costruito un altare grande, ben visibile (v. 10), alle sponde del Giordano, forse suppone malintesi di natura cultuale fra tribù orientali e occidentali.

22,19 Se la terra del vostro possesso è impura: il motivo di fondo del contendere è se la terra a est del Giordano faccia veramente parte della terra santa (Zc 2,16).

=●=●=●=●=●=●=●=●=●=●=●=

Approfondimenti

22,1-24,33. Questi ultimi capitoli rappresentano una specie di appendice all'attività di Giosuè, analogamente a quanto avviene nei capitoli finali del Deuteronomio in riferimento a a Mosè. Qui peraltro la mano del redattore Deuteronomista è molto più presente che nei capitoli precedenti. Dopo aver licenziato le tribù di Ruben, Gad e metà Manasse, che tornano nei loro territori in Transgiordania (c. 22), Giosuè – sull'esempio di Mosè – pronuncia un suo discorso di congedo, il suo testamento per i figli d'Israele, contenente le ultime raccomandazioni e direttive (c. 23). Infine, a Sichem raduna per l'ultima volta tutte le tribù per il rinnovamento solenne dell'alleanza (24,1-28). I vv. 29-33 contengono informazioni sulla morte e sepoltura di Giosuè, e anche – in una tipica aggiunta del codice sacerdotale – sulla morte e sepoltura di Eleazaro.

Al di là del fatto raccontato, il tema del capitolo 22 riguarda un argomento ricorrente e di grande importanza nella storia d'Israele (tuttora di attualità): il Giordano come confine politico e teologico della terra promessa. I cc. 1-3 lo toccavano implicitamente, mettendo in rilievo l'attraversamento del fiume come momento centrale nella vicenda d'Israele dall'esodo alla terra, la fase di ingresso e penetrazione nel paese. Esso riemerse all'atto della ripartizione della Palestina fra le dodici tribù. Qui è ripreso in forma quasi tematica. In che senso il Giordano è confine sacro della terra promessa? Che dire delle tribù abitanti al di là del fiume? La risposta, messa sulla bocca di Giosuè, riafferma che l'assegnazione alle due tribù e mezza di territori transgiordanici è stata fatta da Mosè in persona, per ordine di JHWH. Essa quindi conserva tutto il suo valore giuridico e teologico. Anche i figli di Ruben, i figli di Gad e i figli di metà Manasse vivono in territorio consacrato, godono della “tranquillità” garantita dal Signore al suo popolo e devono sentirsi obbligati, come tutte le altre tribù, all'osservanza delle leggi emanate da Mosè. Dopo le parole di congedo di Giosuè (v. 1-6), le due tribù e mezza prendono la via del ritorno (vv. 9-11), e in prossimità del Giordano costruiscono un altare che è visto come segno di apostasia dalle altre tribù, le quali reagiscono vivacemente. Attorno a questo incidente è sviluppato il tema della sacralità o meno del territorio transgiordanico e quindi dell'appartenenza a Israele di Ruben, Gad e metà Manasse (vv. 12-34).

1-5. Il brano è intriso di espressioni deuteronomiche e deuteronomistiche. Si noti l'insistenza sulla «osservanza» del «comando» o dei «comandi» e della «legge», sulla «ubbidienza» alla «voce» di JHWH. Si noti anche la menzione dell'«oggi», della «fedeltà», del dovere di «amare» JHWH «camminando per le sue vie». Il tema della «tranquillità» (v. 4) si riferisce al possesso pacifico della terra, come abbiamo detto (cfr. commento a Gs 21,40-45).

7-9. Questi versetti riprendono Nm 31-32.

10-11. Sulla base del testo non è possibile precisare se questo altare fu costruito in Cisgiordania o in Transgiordania. La nostra traduzione interpreta: «di fronte al paese di Canaan», ossia dall'altra parte del Giordano. Ciò che importa del resto è che qui si presuppone il fatto che Silo rivendicava di essere l'unico centro di culto per tutte le tribù, con una specie di anticipazione del motivo della centralizzazione del culto voluta più tardi da Giosia (cfr. Dt 12,1ss.; 13,12s.). Perciò la costruzione dell'altare è considerata un gesto di ribellione, di infedeltà e di apostasia. Ma dietro all'episodio, come s'è detto, c'è la questione teologica più ampia, dell'appartenenza alla comunità d'Israele, un'appartenenza concepita in termini fortemente sacrali: si tratta dell'appartenenza alla comunità destinataria della salvezza (esodo), dell'alleanza (Sinai), del possesso della terra (il problema del Giordano). Sono visibili qui i primi tratti di una semplificazione geografica e storica in funzione teologica, che saranno sviluppati non solo nell'Antico Testamento, ma anche in alcuni autori del Nuovo.

12. Prima di entrare in guerra, le altre tribù d'Israele decidono saggiamente di discutere la questione, inviando ai gruppi transgiordanici una commissione composta dai capifamiglia e presieduta dal sacerdote Finees, figlio di Eleazaro e nipote di Aronne. Tutto questo dà modo all'autore di impostare dialogicamente il problema che gli preme.

16-20. Il discorso degli inviati si sviluppa in tre momenti. All'accusa iniziale di infedeltà sottolineata col ricorso all'esempio di Peor (vv. 16-18), segue un'esortazione esplicita a non ribellarsi a JHWH (v. 19). Il breve discorso si chiude con il richiamo all'esempio di Acan (Gs 7). L'idea centrale è la solidarietà che lega tra loro tutte le tribù d'Israele nel bene e nel male. Gli interrogativi ricorrenti danno incisività alle argomentazioni degli ambasciatori. Dominano le voci «infedeltà», «iniquità», «ribellione», «colpa, «ira del Signore».

21-29. Replicando, gli interpellati si dilungano a controbattere l'accusa di ribellione e infedeltà. L'altare non vuole essere un segno di distacco o una alternativa a Silo. Intende essere simbolo di unione ed espressione di fedeltà a JHWH. La ripetizione insistente del nome di JHWH intende sottolineare le buone intenzioni delle tribù accusate.

30-34. La reazione dei delegati è sintetizzata nella frase di Finees: «fra di noi JHWH è Dio». Nessun peccato di infedeltà è stato commesso. Esso avrebbe reso colpevole l'intera comunità d'Israele ed avrebbe avuto come conseguenza l'allontanamento della presenza e della protezione di JHWH.

(cf. VINCENZO GATTI, Giosuè – in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)


🔝C A L E N D A R IIndice BIBBIAHomepage

Le città levitiche 1I capifamiglia dei leviti si presentarono al sacerdote Eleàzaro, a Giosuè figlio di Nun e ai capifamiglia delle tribù degli Israeliti 2e dissero loro a Silo, nella terra di Canaan: “Il Signore ha comandato, per mezzo di Mosè, che ci fossero date città da abitare, con i loro pascoli per il nostro bestiame”. 3Allora gli Israeliti, secondo il comando del Signore, diedero ai leviti le seguenti città, con i loro pascoli, prendendole dalla loro eredità.

4Si tirò a sorte per i casati dei Keatiti. Ai leviti, figli del sacerdote Aronne, toccarono in sorte tredici città della tribù di Giuda, della tribù di Simeone e della tribù di Beniamino. 5Al resto dei Keatiti toccarono in sorte dieci città dei casati della tribù di Èfraim, della tribù di Dan e di metà della tribù di Manasse. 6Ai figli di Gherson toccarono in sorte tredici città dei casati della tribù di Ìssacar, della tribù di Aser, della tribù di Nèftali e di metà della tribù di Manasse in Basan. 7Ai figli di Merarì, secondo i loro casati, toccarono dodici città della tribù di Ruben, della tribù di Gad e della tribù di Zàbulon. 8Gli Israeliti dunque assegnarono per sorteggio ai leviti queste città, con i loro pascoli, come il Signore aveva comandato per mezzo di Mosè. 9Della tribù dei figli di Giuda e della tribù dei figli di Simeone assegnarono le città qui nominate.

10Esse toccarono ai leviti, figli d'Aronne, dei casati dei Keatiti, perché il primo sorteggio fu per loro. 11Furono dunque date loro Kiriat-Arbà, padre di Anak, ossia Ebron, sulle montagne di Giuda, con i suoi pascoli tutt'intorno; 12ma diedero in possesso a Caleb, figlio di Iefunnè, i campi di questa città e i villaggi circostanti. 13Diedero dunque ai figli del sacerdote Aronne Ebron, città di asilo per l'omicida, con i suoi pascoli, Libna e i suoi pascoli, 14Iattir e i suoi pascoli, Estemòa e i suoi pascoli, 15Colon e i suoi pascoli, Debir e i suoi pascoli, 16Ain e i suoi pascoli, Iutta e i suoi pascoli, Bet-Semes e i suoi pascoli: nove città di queste tribù. 17Della tribù di Beniamino, Gàbaon e i suoi pascoli, Gheba e i suoi pascoli, 18Anatòt e i suoi pascoli, Almon e i suoi pascoli: quattro città. 19Totale delle città dei sacerdoti figli d'Aronne: tredici città e i loro pascoli.

20Ai casati dei Keatiti, cioè al resto dei leviti, figli di Keat, toccarono città della tribù di Èfraim. 21Fu loro data, come città di asilo per l'omicida, Sichem e i suoi pascoli sulle montagne di Èfraim; poi Ghezer e i suoi pascoli, 22Kibsàim e i suoi pascoli, Bet-Oron e i suoi pascoli: quattro città. 23Della tribù di Dan: Eltekè e i suoi pascoli, Ghibbetòn e i suoi pascoli, 24Àialon e i suoi pascoli, Gat-Rimmon e i suoi pascoli: quattro città. 25Di metà della tribù di Manasse: Taanac e i suoi pascoli, Ibleàm e i suoi pascoli: due città. 26Totale: dieci città con i loro pascoli, che toccarono ai casati degli altri figli di Keat.

27Ai figli di Gherson, che erano tra i casati dei leviti, furono date, di metà della tribù di Manasse, come città di asilo per l'omicida, Golan in Basan e i suoi pascoli, Astaròt con i suoi pascoli: due città; 28della tribù d'Ìssacar, Kisiòn e i suoi pascoli, Daberàt e i suoi pascoli, 29Iarmut e i suoi pascoli, En-Gannìm e i suoi pascoli: quattro città; 30della tribù di Aser, Misal e i suoi pascoli, Abdon e i suoi pascoli, 31Chelkat e i suoi pascoli, Recob e i suoi pascoli: quattro città; 32della tribù di Nèftali, come città di asilo per l'omicida, Kedes in Galilea e i suoi pascoli, Cammòt-Dor e i suoi pascoli, Kartan con i suoi pascoli: tre città. 33Totale delle città dei Ghersoniti, secondo i loro casati: tredici città e i loro pascoli.

34Ai casati dei figli di Merarì, cioè al resto dei leviti, furono date, della tribù di Zàbulon, Iokneàm e i suoi pascoli, Karta e i suoi pascoli, 35Dimna e i suoi pascoli, Naalàl e i suoi pascoli: quattro città; 36della tribù di Ruben, come città di asilo per l'omicida, Beser e i suoi pascoli, Iaas e i suoi pascoli, 37Kedemòt e i suoi pascoli, Mefàat e i suoi pascoli: quattro città; 38della tribù di Gad, come città di asilo per l'omicida, Ramot in Gàlaad e i suoi pascoli, Macanàim e i suoi pascoli, 39Chesbon e i suoi pascoli, Iazer e i suoi pascoli: in tutto quattro città. 40Totale delle città date in sorte ai figli di Merarì, secondo i loro casati, cioè il resto dei casati dei leviti: dodici città.

41Totale delle città dei leviti in mezzo ai possessi degli Israeliti: quarantotto città e i loro pascoli. 42Ciascuna di queste città comprendeva la città e il suo pascolo intorno: così di tutte queste città. 43Il Signore assegnò dunque a Israele tutta la terra che aveva giurato ai padri di dar loro, e gli Israeliti ne presero possesso e vi si stabilirono. 44Il Signore diede loro tranquillità all'intorno, come aveva giurato ai loro padri; nessuno tra tutti i loro nemici poté resistere loro: il Signore consegnò nelle loro mani tutti quei nemici. 45Non una parola cadde di tutte le promesse che il Signore aveva fatto alla casa d'Israele: tutto si è compiuto.

__________________________ Note

21,43 Il Signore assegnò dunque: troviamo qui la conclusione generale dei cc. 13-21 e anche il tema teologico di tutto il libro, già preannunciato in 1,6. La conquista della terra è compimento delle promesse che Dio aveva fatte ai padri; essa è legata al raggiungimento della tranquillità di Israele. E tuttavia, nell’esperienza storica dell’Israele biblico, questa tranquillità sarà un bene più atteso che goduto, sempre invocato nella preghiera a Dio (Nm 6,24-26; Sal 122,6-9).

=●=●=●=●=●=●=●=●=●=●=●=

Approfondimenti

L'elenco delle città assegnate alle famiglie della tribù di Levi sembra basarsi su un documento antico, senz'altro preesilico, sebbene risultino evidenti gli indizi di rifacimenti seriori, verosimilmente postesilici. Il quadro della situazione concernente i leviti è in ogni caso piuttosto ideale, poiché di fatto dopo la centralizzazione del culto l'attività dei leviti fuori Gerusalemme era molto ridotta.

Il capitolo presenta la messa in atto di quanto era stato detto in Nm 35,1-8. Ivi JHWH aveva disposto che ai leviti, privi di un territorio proprio, fossero assegnate città fra le altre tribù. Qui si parla dell'assegnazione alla tribù di Levi di 48 città, quattro per ciascuna tribù, di modo che essa sia presente in tutto il territorio d'Israele. Come s'è detto, si tratta di una distribuzione più simbolica che reale. Ma ancor più irreale e schematizzato risulta il quadro relativo ai leviti e alla loro posizione all'interno di Israele in Ez 48, dove il profeta, dopo aver descritto il nuovo tempio, delinea i tratti della nuova terra restaurata, sacrificando ancor più la realtà alla sua limpida geometria e teologia. In questa nostra pagina si può intravvedere l'inizio di tale costruzione simbolica. Sul piano storico, resta vero che i leviti sono stati per secoli custodi dei santuari sparsi in tutto il territorio d'Israele. Nell'elenco del nostro capitolo mancano peraltro nomi di santuari di grande rilevanza, come Silo, Nod, Rama, Kiriat-Iearim.

Il capitolo è articolato nel seguente modo:

  • dopo una introduzione, che si riaggancia a Nm 35, 1ss. (vv. 1-3),
  • vengono presentati i tre clan che prendevano il nome dai tre figli di Levi, Keat, Gherson, Merari (vv. 4-9).
  • Seguono le liste delle città (e dei pascoli intorno) assegnate rispettivamente:
  • ai figli di Keat discendenti di Aronne (vv. 10-19),
  • ai Keatiti non discendenti di Aronne (vv. 20-26),
  • ai Ghersoniti (vv. 27-33)
  • e ai discendenti di Merari (vv. 34-40).
  • I vv. 41-45 fanno da conclusione.

10-19. Mosè e Aronne erano discendenti di Keat. Ai discendenti di Aronne toccarono tredici città. Agli altri discendenti di Keat furono assegnate dieci città. Il clan dei Keatiti dunque, essendo il più numeroso, ebbe in tutto ventitré città, sparse per lo più nei territori di Giuda (Simeone) e Beniamino.

27-33. Le tredici città dei figli di Gherson erano sparse nelle zone di Manasse, Issacar, Aser e Neftali.

34-40. La maggior parte delle dodici città assegnate ai figli di Merari si trovava in Transgiordania. Alcune delle città qui menzionate figuravano già nelle liste precedenti.

41-45. La conclusione è palesemente teologica. Da un lato si sottolinea (vv. 41-42) la presenza dei leviti fra tutte le tribù d'Israele, in maniera uniforme. Si conclude così questo capitolo. Dall'altro, a conclusione di tutta l'attività di conquista e spartizione del paese, svolta sotto Mosè e Giosuè (vv. 43-45), si afferma che la conquista della terra e la distribuzione di essa corrispondono a un preciso progetto di JHWH e alle promesse da lui fatte ai padri, che trovano ora il loro compimento. A posteriori, e dal punto di vista dell'estensore, si tratta in sostanza di legittimare la situazione effettiva in cui venne a trovarsi Israele nel periodo monarchico.

I vv. 43-45 meritano una particolare attenzione, nella loro densità teologica e vivacità di espressione. Essi sottolineano da un lato la fedeltà di JHWH alla sua parola (la cui potenza risuona anche nel ricorrente “tutto”, “tutti”: «Di tutte le belle promesse che JHWH aveva fatto alla casa d'Israele, non una andò a vuoto: tutto giunse a compimento»). Dall'altro mettono bene in risalto gli effetti di questa parola, che – donando la terra e distribuendola equamente tra le tribù d'Israele – concede «tranquillità», ossia riposo e pace. Il verbo usato qui è nwḥ, «riposare». Nella forma hifil esso signitica «procurare riposo», «procurare pace», ed in questa forma è usato in modo tipico, oltre che nel nostro brano, in altri numerosi passi di marcata impronta deuteronomistica, là dove, sempre parlando della conquista della terra promessa, si afferma che JHWH, concedendo la terra, ha «procurato pace» a Israele (cfr., ad esempio, Dt 3,20; 12,10; 25,19; Gs 1,13.15; 22,4; 23,1). Questo include in un primo momento la vittoria sui nemici. Dopo che la terra è diventata possesso d'Israele, questo secondo aspetto balza in primo piano nella formulazione teologica deuteronomistica (cfr. 2Sam 7,1.11; 1Re 5,18, ecc.). Il fatto che JHWH procuri tranquillità di fronte ai nemici implica non soltanto una situazione salvifica in senso politico e sociale, ma anche una condizione di felicità completa, tale da abbracciare tutta la vita. L'idea sarà usata quindi anche con valenza escatologica (cfr. Is 14,3), nel senso di «prosperità» e «riposo indisturbato».

(cf. VINCENZO GATTI, Giosuè – in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)


🔝C A L E N D A R IIndice BIBBIAHomepage

Le città di rifugio 1Il Signore disse a Giosuè: 2“Di' agli Israeliti: Sceglietevi le città di asilo, come vi avevo ordinato per mezzo di Mosè, 3perché l'omicida che avrà ucciso qualcuno per errore o per inavvertenza, vi si possa rifugiare. Vi serviranno di rifugio contro il vendicatore del sangue. 4Se qualcuno cerca asilo in una di queste città, fermatosi all'ingresso della porta della città, esporrà il suo caso agli anziani di quella città. Se costoro lo accoglieranno presso di sé dentro la città, gli assegneranno una dimora ed egli si stabilirà in mezzo a loro. 5Se il vendicatore del sangue lo insegue, essi non abbandoneranno nelle sue mani l'omicida, perché ha ucciso il prossimo per inavvertenza e senza averlo prima odiato. 6L'omicida abiterà in quella città finché comparirà in giudizio davanti alla comunità. Alla morte del sommo sacerdote in carica in quel tempo, l'omicida potrà tornarsene e rientrare nella sua città e nella sua casa, nella città da dove era fuggito”. 7Allora consacrarono Kedes in Galilea sulle montagne di Nèftali, Sichem sulle montagne di Èfraim e Kiriat-Arbà, ossia Ebron, sulle montagne di Giuda. 8Oltre il Giordano, a oriente di Gerico, stabilirono Beser, sull'altopiano desertico, nella tribù di Ruben, Ramot in Gàlaad, nella tribù di Gad, e Golan in Basan, nella tribù di Manasse. 9Queste furono le città stabilite per tutti gli Israeliti e per lo straniero dimorante in mezzo a loro, perché chiunque avesse ucciso qualcuno per errore potesse rifugiarvisi e non morisse per mano del vendicatore del sangue, prima d'essere comparso davanti alla comunità.

=●=●=●=●=●=●=●=●=●=●=●=

Approfondimenti

La parte più antica del materiale contenuto in questo capitolo (vv. 7-9) ha i suoi paralleli in Dt 19,1-13; Nm 35,9-34. L'istituzione di luoghi di asilo era comune a molti popoli antichi. Qui tre delle città menzionate (Kades, Sichem ed Ebron) sono in rapporto con santuari. Il diritto di asilo in questi luoghi mirava a regolare casi di omicidio involontario, prima della creazione dei tribunali locali competenti in materia. L'omicida era esposto alla vendetta del “vindice di sangue” (gō’ēl, vedi Rt 2,20), il parente più prossimo dell'ucciso. Ma se l'omicidio era involontario, all'uccisore era data la possibilità di trovare scampo in questi luoghi, dove poteva continuare a vivere, senza che il vendicatore potesse raggiungerlo. Il giudizio sulla colpevolezza o innocenza spettava al consiglio degli anziani della città rifugio. Il diritto e dovere della vendetta del sangue era considerato sacrosanto, come lo è ancor oggi in alcune tribù arabe.

(cf. VINCENZO GATTI, Giosuè – in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)


🔝C A L E N D A R IIndice BIBBIAHomepage

1La seconda parte sorteggiata toccò a Simeone, alla tribù dei figli di Simeone secondo i loro casati. La loro eredità è in mezzo a quella dei figli di Giuda. 2Ebbero nel loro territorio: Bersabea, Seba, Moladà, 3Casar-Sual, Bala, Esem, 4Eltolàd, Betul, Corma, 5Siklag, Bet-Marcabòt, Casar-Susa, 6Bet-Lebaòt e Saruchèn: tredici città e i loro villaggi; 7En, Rimmon, Eter e Asan: quattro città e i loro villaggi; 8tutti i villaggi che stanno intorno a queste città, fino a Baalàt-Beer, Ramat-Negheb. Questa è l'eredità della tribù dei figli di Simeone, secondo i loro casati. 9L'eredità dei figli di Simeone fu presa dalla parte dei figli di Giuda, perché la parte dei figli di Giuda era troppo grande per loro; perciò i figli di Simeone ebbero la loro eredità in mezzo all'eredità di quelli.

10La terza parte sorteggiata toccò ai figli di Zàbulon, secondo i loro casati. Il confine del loro territorio si estendeva fino a Sarid. 11Questo confine saliva a occidente verso Maralà e giungeva a Dabbeset e poi toccava il torrente che è di fronte a Iokneàm. 12Da Sarid girava a oriente, dove sorge il sole, sino al confine di Chislot-Tabor; poi continuava verso Daberàt e saliva a Rafia. 13Di là passava verso oriente, dove sorge il sole, per Gat-Chefer, per Et-Kasìn, usciva verso Rimmon, girando fino a Nea. 14Poi il confine piegava dal lato di settentrione verso Cannatòn e faceva capo alla valle d'Iftach-El. 15Esso includeva inoltre Kattat, Naalàl, Simron, Idalà e Betlemme: dodici città e i loro villaggi. 16Questa fu l'eredità dei figli di Zàbulon, secondo i loro casati: queste città e i loro villaggi.

17La quarta parte sorteggiata toccò a Ìssacar, ai figli d'Ìssacar, secondo i loro casati. 18Il loro territorio comprendeva: Izreèl, Chesullòt, Sunem, 19Cafaràim, Sion, Anacaràt, 20Rabbit, Kisiòn, Abes, 21Remet, En-Gannìm, En-Caddà e Bet-Passes. 22Poi il confine giungeva a Tabor, Sacasìm, Bet-Semes e faceva capo al Giordano: sedici città e i loro villaggi. 23Questa fu l'eredità della tribù dei figli d'Ìssacar, secondo i loro casati: queste città e i loro villaggi.

24La quinta parte sorteggiata toccò ai figli di Aser, secondo i loro casati. 25Il loro territorio comprendeva: Chelkat, Calì, Beten, Acsaf, 26Alammèlec, Amad, Misal. Il loro confine giungeva, verso occidente, al Carmelo e a Sicor-Libnat. 27Poi piegava dal lato dove sorge il sole verso Bet-Dagon, toccava Zàbulon e la valle di Iftach-El a settentrione, Bet-Emek e Neièl, e si prolungava verso Cabul a sinistra 28e verso Ebron, Recob, Cammon e Kana fino a Sidone la Grande. 29Poi il confine piegava verso Rama fino alla fortezza di Tiro, girava verso Cosa e faceva capo al mare, incluse Mecallèb, Aczib, 30Acco, Afek e Recob: ventidue città e i loro villaggi. 31Questa fu l'eredità della tribù dei figli di Aser, secondo i loro casati: queste città e i loro villaggi.

32La sesta parte sorteggiata toccò ai figli di Nèftali, secondo i loro casati. 33Il loro confine si estendeva da Chelef e dalla Quercia di Saanannìm ad Adamì-Nekeb e Iabneèl fino a Lakkum e faceva capo al Giordano; 34poi il confine piegava a occidente verso Aznot-Tabor e di là continuava verso Cukok, giungeva a Zàbulon dal lato di mezzogiorno, ad Aser dal lato di ponente e a Giuda del Giordano dal lato di levante. 35Le fortezze erano Siddìm, Ser, Cammat, Rakkat, Chinneret, 36Adamà, Rama, Asor, 37Kedes, Edrei, En-Asor, 38Iron, Migdal-El, Corem, Bet-Anat e Bet-Semes: diciannove città e i loro villaggi. 39Questa fu l'eredità della tribù dei figli di Nèftali, secondo i loro casati: queste città e i loro villaggi.

40La settima parte sorteggiata toccò alla tribù dei figli di Dan, secondo i loro casati. 41Il confine della loro eredità comprendeva Sorea, Estaòl, Ir-Semes, 42Saalabbìn, Àialon, Itla, 43Elon, Timna, Ekron, 44Eltekè, Ghibbetòn, Baalàt, 45Ieud, Bene-Berak, Gat-Rimmon, 46Me-Iarkon e Rakkon con il territorio di fronte a Giaffa. 47Ma il territorio dei figli di Dan si estese più lontano, perché i figli di Dan andarono a combattere contro Lesem; la presero e la passarono a fil di spada, ne presero possesso, vi si stabilirono e la chiamarono Dan, dal nome di Dan loro capostipite. 48Questa fu l'eredità della tribù dei figli di Dan, secondo i loro casati: queste città e i loro villaggi.

49Quando gli Israeliti ebbero finito di distribuire in eredità la terra secondo i suoi confini, diedero a Giosuè, figlio di Nun, una proprietà in mezzo a loro. 50Secondo l'ordine del Signore, gli diedero la città che egli chiese: Timnat-Serach, sulle montagne di Èfraim. Egli costruì la città e vi stabilì la sua dimora. 51Tali sono le eredità che il sacerdote Eleàzaro, Giosuè, figlio di Nun, e i capifamiglia delle tribù degli Israeliti distribuirono a sorte a Silo, davanti al Signore, all'ingresso della tenda del convegno. Così portarono a termine la divisione della terra.

__________________________ Note

19,1 toccò a Simeone: come la tribù di Beniamino, anche quella di Simeone era poco numerosa, quindi, più che un territorio, le vengono assegnate alcune città. Tali città erano nel territorio della tribù di Giuda (19,2). In realtà, la tribù di Simeone si assimilò ben presto alla tribù di Giuda.

19,15 Betlemme: è quella di Zàbulon, diversa dalla Betlemme di Giuda, dove secondo i vangeli nacque Gesù.

19,40-48 I Daniti possedevano all’inizio un territorio a ovest di Beniamino, con a nord Èfraim e a sud Giuda. Per la pressione degli Amorrei (v. Gdc 1,34-35) e poi dei Filistei (Gdc cc. 13-16), i Daniti furono tuttavia costretti a emigrare (v. 47).

=●=●=●=●=●=●=●=●=●=●=●=

Approfondimenti

1-9. Anche la tribù di Simeone era poco numerosa. Più che un vero e proprio territorio, ad essa furono assegnate alcune località appartenenti al territorio della tribù di Giuda. La lista non è esauriente. Alcune delle città menzionate qui ricorrono anche nell'elenco delle città di Giuda in 15,26-32 (cfr. anche 1Cr 4,28-33). Al tempo di Saul parecchie di queste località appartenevano in effetti a Giuda. Simeone finirà con lo scomparire, assorbito totalmente dalla tribù di Giuda. Il suo nome è assente nelle benedizioni di Dt 33.

10-16. Nemmeno la frontiera di Zabulon è descritta con precisione. Insieme a Issacar, Aser e Neftali (19,17-39), Zabulon occupava il territorio della Galilea.

17-23. Se ne descrivono le frontiere solo verso il nord (dove confina con Zabulon, v. 22) e se ne elencano i centri abitati.

24-31. Il territorio della tribù si estendeva lungo la costa del Mediterraneo, a nord del Carmelo, in una zona di rara bellezza e molto fertile, e si inoltrava all'interno in una fascia di circa 20 chilometri.

32-39. Occupava la parte orientale e montagnosa della Galilea, a nord del lago di Genesaret. L'autore indica le tribù confinanti (vv. 33ss.), dimenticando però di dire che a sud Neftali confinava anche con Issacar.

40-51. In un primo tempo la tribù occupava parte del territorio fra Giuda, Beniamino ed Efraim. In seguito la maggioranza dei suoi membri si spostarono all'estremo nord della Palestina (Gdc 1, 34-35; 18).

49-51. Concludono i cc. 13-19, sulla distribuzione dei territori alle tribù. Nulla si dice altrove dell'ordine di JHWH (v. 50) di assegnare a Giosuè una città. Timnat-Se-rach è il luogo dove Giosuè sarà sepolto (24; 30), sui monti di Efraim, nella parte centrale della Palestina.

(cf. VINCENZO GATTI, Giosuè – in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)


🔝C A L E N D A R IIndice BIBBIAHomepage

Divisione della terra tra le altre sette tribù (18,1-19,51) 1Tutta la comunità degli Israeliti si radunò a Silo, e qui eresse la tenda del convegno. La terra era stata sottomessa a loro. 2Rimanevano tra gli Israeliti sette tribù che non avevano avuto la loro parte. 3Disse allora Giosuè agli Israeliti: “Fino a quando trascurerete di andare a occupare la terra, che il Signore, Dio dei vostri padri, vi ha dato? 4Sceglietevi tre uomini per tribù e io li invierò. Essi andranno subito a ispezionare la terra, ne tracceranno un piano per la divisione in eredità e torneranno da me. 5Essi se la divideranno in sette parti: Giuda rimarrà sul suo territorio nel meridione e quelli della casa di Giuseppe rimarranno sul loro territorio al settentrione. 6Voi traccerete una mappa scritta della terra in sette parti e me la porterete qui e io getterò per voi la sorte qui, dinanzi al Signore, Dio nostro. 7Tuttavia non vi è parte per i leviti in mezzo a voi, perché il sacerdozio del Signore è la loro eredità, e Gad, Ruben e metà della tribù di Manasse hanno già ricevuto la loro eredità oltre il Giordano, a oriente, come ha concesso loro Mosè, servo del Signore”. 8Quegli uomini si misero in cammino; Giosuè comandò a coloro che andarono a tracciare una mappa scritta della terra: “Andate a perlustrare la regione, tracciatene una mappa e tornate da me e qui io getterò per voi la sorte davanti al Signore, a Silo”. 9Gli uomini andarono, ispezionarono la regione, ne tracciarono una mappa scritta secondo le città, dividendola in sette parti, e ritornarono da Giosuè all'accampamento, a Silo. 10Allora Giosuè gettò per loro la sorte a Silo, dinanzi al Signore, e lì Giosuè spartì la terra tra gli Israeliti, secondo le loro ripartizioni.

11Fu tirata a sorte la parte della tribù dei figli di Beniamino, secondo i loro casati; il territorio che toccò loro aveva i confini tra i figli di Giuda e i figli di Giuseppe. 12Dal lato settentrionale, il loro confine partiva dal Giordano, saliva il pendio settentrionale di Gerico, saliva per la montagna verso occidente e faceva capo al deserto di Bet-Aven. 13Di là passava per Luz, sul versante meridionale di Luz, cioè Betel, e scendeva ad Atròt-Addar, presso il monte che è a mezzogiorno di Bet-Oron inferiore. 14Poi il confine piegava e, al lato occidentale, girava a mezzogiorno, dal monte posto di fronte a Bet-Oron, a mezzogiorno, e faceva capo a Kiriat-Baal, cioè Kiriat-Iearìm, città dei figli di Giuda. Questo era il lato occidentale. 15Il lato meridionale cominciava all'estremità di Kiriat-Iearìm. Il confine piegava verso occidente, fino alla fonte delle acque di Neftòach, 16poi scendeva fino al crinale del monte di fronte alla valle di Ben-Innòm, nella valle dei Refaìm, a settentrione, e scendeva per la valle di Ben-Innòm, sul pendio meridionale dei Gebusei, fino a En-Roghel. 17Si estendeva quindi verso il settentrione e giungeva a En-Semes; di là si dirigeva verso Ghelilòt, che è di fronte alla salita di Adummìm, e scendeva al sasso di Boan, figlio di Ruben, 18poi passava per il pendio settentrionale di fronte all'Araba e scendeva all'Araba. 19Il confine passava quindi per il pendio settentrionale di Bet-Cogla e faceva capo al golfo settentrionale del Mar Morto, alla foce meridionale del Giordano. Questo era il confine meridionale. 20Il Giordano serviva di confine dal lato orientale. Questa era l'eredità dei figli di Beniamino, secondo i loro casati, con i suoi confini da tutti i lati. 21Le città della tribù dei figli di Beniamino, secondo i loro casati, erano: Gerico, Bet-Cogla, Emek-Kesis, 22Bet-Araba, Semaràim, Betel, 23Avvìm, Para, Ofra, 24Chefar-Ammonài, Ofni e Gheba: dodici città e i loro villaggi; 25Gàbaon, Rama, Beeròt, 26Mispa, Chefirà, Mosa, 27Rekem, Irpeèl, Taralà, 28Sela-Elef, la città gebusea, cioè Gerusalemme, Gàbaa, Kiriat-Iearìm: quattordici città e i loro villaggi. Questa era l'eredità dei figli di Beniamino, secondo i loro casati.

__________________________ Note

18,1 Silo: circa venti chilometri a sud di Sichem, nella zona centrale della terra di Canaan, dove probabilmente era ancora l’arca dell’alleanza all’epoca di questo racconto.

=●=●=●=●=●=●=●=●=●=●=●=

Approfondimenti

1-10. Introduzione alla spartizione. Il brano intende impostare l'assegnazione dei territori alle rimanenti tribù secondo lo schema già usato per la spartizione di cui s'è parlato sinora. Alla comunità convocata a Silo, Giosuè propone il progetto di una conquista e la spartizione del territorio fra le tribù non ancora assediate. Si riepilogano i dati precedenti, osservando che Giuda, la casa di Giuseppe, i leviti (alla loro maniera), Gad, Ruben e (l'altra) metà di Manasse, sono già sistemati. Anche per le restanti sette tribù l'assegnazione dei territori è fatta tirando a sorte (vv. 8-10).

1. Silo (situata 17 chilometri a nord di Betel e 20 chilometri circa a sud di Sichem) è in una posizione più centrale di Galgala, dove si trovava l'accampamento militare all'inizio della conquista. Non è stato detto sinora, né si dice qui, quando e come sia avvenuto lo spostamento. Di Silo come luogo della «tenda del convegno» e quindi dell'arca dell'alleanza, si parlerà anche in Gs 19,51; 21,2; 22, 9.12; Gdc 18, 31. Da lì avrà origine l'attività di Samuele (1Sam 1,3). Silo resterà uno dei santuari più importanti d'Israele.

8-10. La spartizione della regione viene fatta tenendo conto delle concrete possibilità di vita delle varie zone, visitate e descritte dai tre osservatori.

11-28. Il brano presenta i confini del territorio di Beniamino (vv.1-20), seguiti da un elenco di città di questa tribù (vv. 21-28).

11-20. La tribù di Beniamino venne a trovarsi tra Efraim al nord e Giuda al sud. Qui se ne indicano i confini settentrionali (vv. 12-13, cfr. 16,1-3), occidentali (v. 14), meridionali (vv. 5-19) e orientali (v. 20).

21-28. Tra le città elencate, alcune fanno parte del territorio di Efraim. Nel complesso, Beniamino era una tribù minore, con un territorio più modesto delle altre tribù.

(cf. VINCENZO GATTI, Giosuè – in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)


🔝C A L E N D A R IIndice BIBBIAHomepage

1 Questo è il territorio toccato in sorte alla tribù di Manasse, perché egli era il primogenito di Giuseppe. Quanto a Machir, primogenito di Manasse e padre di Gàlaad, poiché era guerriero, aveva ottenuto Gàlaad e Basan. 2Fu dunque assegnata una parte agli altri figli di Manasse secondo i loro casati: ai figli di Abièzer, di Chelek, di Asrièl, di Sichem, di Chefer, di Semidà. Questi erano i figli maschi di Manasse, figlio di Giuseppe, secondo i loro casati. 3Selofcàd, figlio di Chefer, figlio di Gàlaad, figlio di Machir, figlio di Manasse, non ebbe figli maschi, ma ebbe figlie, delle quali ecco i nomi: Macla, Noa, Cogla, Milca e Tirsa. 4Queste si presentarono al sacerdote Eleàzaro, a Giosuè, figlio di Nun, e ai capi dicendo: “Il Signore ha comandato a Mosè di darci un'eredità in mezzo ai nostri fratelli”. Giosuè diede loro un'eredità in mezzo ai fratelli del padre loro, secondo l'ordine del Signore. 5Toccarono così dieci parti a Manasse, oltre il territorio di Gàlaad e di Basan che è a oriente del Giordano, 6poiché le figlie di Manasse ebbero un'eredità in mezzo ai figli di lui. La terra di Gàlaad fu per gli altri figli di Manasse. 7Il confine di Manasse cominciava da Aser, Micmetàt, situata di fronte a Sichem, poi il confine girava a destra verso Iasib alla fonte di Tappùach. 8A Manasse apparteneva il territorio di Tappùach, mentre Tappùach, al confine di Manasse, era dei figli di Èfraim. 9Quindi il confine scendeva al torrente Kana. A meridione del torrente vi erano le città di Èfraim, oltre quelle città che erano in mezzo alle città di Manasse. Il territorio di Manasse era a settentrione del torrente e faceva capo al mare. 10Il territorio a meridione era di Èfraim, a settentrione era di Manasse e suo confine era il mare. Con Aser erano confinanti a settentrione e con Ìssacar a oriente. 11Inoltre in Ìssacar e in Aser appartenevano a Manasse: Bet-Sean e i suoi villaggi, Ibleàm e i suoi villaggi, gli abitanti di Dor e i suoi villaggi, gli abitanti di Endor e i suoi villaggi, gli abitanti di Taanac e i suoi villaggi, gli abitanti di Meghiddo e i suoi villaggi, un terzo della regione collinosa. 12Non poterono però i figli di Manasse impossessarsi di queste città e il Cananeo continuò ad abitare in questa regione. 13Poi, quando gli Israeliti divennero forti, costrinsero il Cananeo al lavoro coatto, ma non lo spodestarono del tutto.

14I figli di Giuseppe dissero a Giosuè: “Perché mi hai dato in eredità un solo lotto e una sola parte, mentre io sono un popolo numeroso, che il Signore ha così benedetto?”. 15Rispose loro Giosuè: “Se sei un popolo numeroso, sali alla foresta e disboscala per te nel territorio dei Perizziti e dei Refaìm, dato che la zona montuosa di Èfraim è troppo stretta per voi”. 16Replicarono allora i figli di Giuseppe: “La zona montuosa non ci basta; inoltre tutti i Cananei che abitano nel territorio pianeggiante hanno carri di ferro, tanto in Bet-Sean e nei suoi villaggi quanto nella pianura di Izreèl”. 17Allora Giosuè disse alla casa di Giuseppe, cioè a Èfraim e a Manasse: “Tu sei un popolo numeroso e possiedi una grande forza; la tua non sarà una porzione soltanto, 18perché le montagne saranno tue. È una foresta, ma tu la disboscherai e sarà tua da un estremo all'altro; spodesterai infatti il Cananeo, benché abbia carri di ferro e sia forte”.

__________________________ Note

17,15 sali alla foresta e disboscala: la parte centrale della terra di Canaan era allora zona boscosa e disabitata.

=●=●=●=●=●=●=●=●=●=●=●=

Approfondimenti

1-13. Dopo una genealogia della tribù (vv. 1-6), se ne presentano i confini (vv. 7-13).

1-6. La genealogia è ripresa da Nm 26,28-34; 27,1-11.

12-13. In questa osservazione si sente l'eco di Gdc 1,27s.

14-18. L'episodio coinvolge tutte e due le tribù, di Efraim e Manasse. Può darsi che in esso siano accostate due versioni diverse di una medesima tradizione. La più antica (vv. 16-18) si riferisce al dissodamento fatto dalla casa di Giuseppe della zona montagnosa e boscosa di Efraim. La seconda (vv. 14-15) sembra alludere all'insediamento in una zona della Transgiordania di una parte della tribù di Manasse. Il brano così com'è ora è in ogni caso indicativo della condizione degli Israeliti in Palestina nel periodo premonarchico, quando parte del territorio, soprattutto sui monti, doveva ancora essere disboscato e occupato.

(cf. VINCENZO GATTI, Giosuè – in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)


🔝C A L E N D A R IIndice BIBBIAHomepage

La porzione delle tribù di Èfraim e Manasse (16,1 -17,18) 1Il territorio toccato in sorte ai figli di Giuseppe si estendeva dal Giordano di Gerico verso le acque di Gerico a oriente, seguendo il deserto che per la montagna sale da Gerico a Betel. 2Il confine continuava poi da Betel a Luz e correva lungo il confine degli Architi ad Ataròt; 3scendeva a occidente verso il confine degli Iafletiti, fino al confine di Bet-Oron inferiore e fino a Ghezer, e faceva capo al mare. 4I figli di Giuseppe, Manasse ed Èfraim, ebbero così la loro eredità.

5Questi erano i confini dei figli di Èfraim, secondo i loro casati. Il confine della loro eredità era a oriente Atròt-Addar, fino a Bet-Oron superiore; 6continuava fino al mare, dal lato occidentale, verso Micmetàt a settentrione, girava a oriente verso Taanat-Silo e le passava davanti a oriente di Ianòach. 7Poi da Ianòach scendeva ad Ataròt e a Naarà, toccava Gerico e faceva capo al Giordano. 8Da Tappùach il confine andava verso occidente fino al torrente Kana e terminava al mare. Tale era l'eredità della tribù dei figli di Èfraim, secondo i loro casati, 9incluse le città riservate ai figli di Èfraim in mezzo all'eredità dei figli di Manasse, tutte le città e i loro villaggi. 10Essi non scacciarono i Cananei che abitavano a Ghezer; i Cananei hanno abitato in mezzo ad Èfraim fino ad oggi, ma sono costretti al lavoro coatto da schiavi.

=●=●=●=●=●=●=●=●=●=●=●=

Approfondimenti

Il capitolo parla in un primo momento della parte toccata alla tribù di Giuseppe globalmente (vv. 1-4), per passare poi specificamente a Efraim (vv. 5-10).

3. Gli Iafletiti abitavano probabilmente nel territorio di Bet-Oron Superiore e Bet-Oron Inferiore. Sembra trattarsi di una popolazione cananea non sottomessa.

(cf. VINCENZO GATTI, Giosuè – in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)


🔝C A L E N D A R IIndice BIBBIAHomepage

La porzione della tribù di Giuda 1Il territorio toccato in sorte alla tribù dei figli di Giuda, secondo i loro casati, si estendeva fino ai confini di Edom, dal deserto di Sin verso il Negheb, all'estremo meridione. 2Il loro confine a mezzogiorno cominciava dalla parte estrema del Mar Morto, dalla punta rivolta verso mezzogiorno, 3poi procedeva a meridione della salita di Akrabbìm, passava per Sin e risaliva a meridione di Kades-Barnea; passava poi da Chesron, saliva ad Addar e girava verso Karkà; 4passava poi da Asmon e raggiungeva il torrente d'Egitto e faceva capo al mare. Questo era il loro confine meridionale. 5A oriente il confine era costituito dal Mar Morto fino alla foce del Giordano. Dal lato settentrionale il confine partiva dalla lingua di mare presso la foce del Giordano, 6saliva a Bet-Cogla e passava a settentrione di Bet-Araba e saliva al sasso di Boan, figlio di Ruben. 7Poi il confine saliva a Debir, per la valle di Acor e, a settentrione, girava verso Gàlgala, che è di fronte alla salita di Adummìm, a mezzogiorno del torrente; passava poi alle acque di En-Semes e faceva capo a En-Roghel. 8Saliva poi la valle di Ben-Innòm sul versante meridionale dei Gebusei, cioè di Gerusalemme; poi il confine saliva sulla vetta della montagna che domina la valle di Innòm a occidente ed è all'estremità della valle dei Refaìm, a settentrione. 9Poi il confine piegava dalla vetta della montagna verso la fonte delle acque di Neftòach e usciva al monte Efron; piegava poi verso Baalà, che è Kiriat-Iearìm. 10Indi il confine girava da Baalà, a occidente, verso il monte Seir, passava sul pendio settentrionale del monte Iearìm, cioè Chesalòn, scendeva a Bet-Semes e passava per Timna. 11Poi il confine raggiungeva il pendio settentrionale di Ekron, quindi piegava verso Siccaròn, passava per il monte Baalà, raggiungeva Iabneèl e terminava al mare. 12Il confine occidentale era il Mare Grande. Questo era nel complesso il territorio dei figli di Giuda, secondo i loro casati.

13A Caleb, figlio di Iefunnè, fu data una parte in mezzo ai figli di Giuda, secondo l'ordine del Signore a Giosuè: fu data Kiriat-Arbà, padre di Anak, cioè Ebron. 14Caleb scacciò di là i tre figli di Anak: Sesài, Achimàn e Talmài, nati da Anak. 15Di là passò ad assalire gli abitanti di Debir, che prima si chiamava Kiriat-Sefer. 16Disse allora Caleb: “A chi colpirà Kiriat-Sefer e la prenderà, io darò in moglie mia figlia Acsa”. 17La prese Otnièl, figlio di Kenaz, fratello di Caleb; a lui diede in moglie sua figlia Acsa. 18Ora, mentre andava dal marito, ella lo convinse a chiedere a suo padre un campo. Scese dall'asino e Caleb le disse: “Che hai?”. 19Ella rispose: “Concedimi un favore; poiché tu mi hai dato una terra arida, dammi anche qualche fonte d'acqua”. Egli le donò la sorgente superiore e la sorgente inferiore. 20Questa fu l'eredità della tribù dei figli di Giuda, secondo i loro casati.

21Le città poste all'estremità della tribù dei figli di Giuda, lungo il confine di Edom, nel Negheb, erano: Kabseèl, Eder, Iagur, 22Kina, Dimonà, Adadà, 23Kedes, Asor-Itnàn, 24Zif, Telem, Bealòt, 25Asor-Adattà, Keriòt-Chesron, cioè Asor, 26Amam, Sema, Moladà, 27Casar-Gaddà, Chesmon, Bet-Pelet, 28Casar-Sual, Betsabea e le sue dipendenze, 29Baalà, Iim, Esem, 30Eltolàd, Chesil, Corma, 31Siklag, Madmannà, Sansannà, 32Lebaòt, Silchìm, En-Rimmon: in tutto ventinove città e i loro villaggi.

33Nella Sefela: Estaòl, Sorea, Asna, 34Zanòach, En-Gannìm, Tappùach, Enam, 35Iarmut, Adullàm, Soco, Azekà, 36Saaràim, Aditàim, Ghederà e Ghederotàim: quattordici città e i loro villaggi; 37Senan, Adasà, Migdal-Gad, 38Dileàn, Mispa, Iokteèl, 39Lachis, Boskat, Eglon, 40Cabbon, Lacmas, Chitlis, 41Ghederòt, Bet-Dagon, Naamà e Makkedà: sedici città e i loro villaggi; 42Libna, Eter, Asan, 43Iftach, Asna, Nesib, 44Keila, Aczib e Maresà: nove città e i loro villaggi; 45Ekron, le città del suo distretto e i suoi villaggi; 46da Ekron fino al mare, tutte le città vicine ad Asdod e i loro villaggi; 47Asdod, le città del suo distretto e i suoi villaggi; Gaza, le città del suo distretto e i suoi villaggi fino al torrente d'Egitto e al Mare Grande, che serve da confine.

48Sulle montagne: Samir, Iattir, Soco, 49Danna, Kiriat-Sannà, cioè Debir, 50Anab, Estemòa, Anìm, 51Gosen, Colòn e Ghilo: undici città e i loro villaggi. 52Arab, Duma, Esan, 53Ianum, Bet-Tappùach, Afekà, 54Cumta, Kiriat-Arbà, cioè Ebron, e Sior: nove città e i loro villaggi. 55Maon, Carmel, Zif, Iutta, 56Izreèl, Iokdeàm, Zanòach, 57Kain, Gàbaa e Timna: dieci città e i loro villaggi. 58Calcul, Bet-Sur, Ghedor, 59Maaràt, Bet-Anòt e Eltekòn: sei città e i loro villaggi. Tekòa, Èfrata, cioè Betlemme, Peor, Etam, Culon, Tatam, Sores, Carem, Gallìm, Beter, Manàcat: undici città e i loro villaggi. 60Kiriat-Baal, cioè Kiriat-Iearìm, e Rabbà: due città e i loro villaggi.

61Nel deserto: Bet-Araba, Middin, Secacà, 62Nibsan, la città del sale e Engàddi: sei città e i loro villaggi.

63Quanto ai Gebusei che abitavano in Gerusalemme, i figli di Giuda non riuscirono a scacciarli; così i Gebusei abitano a Gerusalemme insieme con i figli di Giuda ancora oggi.

__________________________ Note

15,1-63 Il confine della tribù di Giuda è indicato con cura, specialmente nel lato settentrionale. La lista delle città, particolarmente folta a motivo dell’importanza della tribù, ricolloca gli agglomerati urbani in quattro zone: il Negheb, la Sefela, la zona montagnosa, la zona desertica.

15,4 torrente d’Egitto: torrente che si getta nel Mediterraneo a sud di Gaza, e che costituisce il confine tradizionale tra Canaan ed Egitto.

=●=●=●=●=●=●=●=●=●=●=●=

Approfondimenti

La benedizione di Giacobbe (Gn 49,8-12) promette a Giuda una posizione di preminenza e un territorio più ampio delle altre tribù. Qui di tale territorio vengono indicati i confini occidentali (v. 1) e meridionali (vv. 2-4), orientali (v. 5) e settentrionali (vv. 5b-12). I vv. 13-19 raccontano un episodio in cui sono coinvolti Caleb e Otniel, mentre i vv. 20-62 contengono una lista molto lunga delle città assegnate a Giuda. Il v. 63 è una nota su Gerusalemme.

13-20. L'episodio va aggiunto a quanto è stato detto su Caleb in 14,6-14. Esso è ripetuto in Gdc 1,12-15.

21-63. L'elenco è suddiviso in quattro gruppi: le città del Negheb (vv. 21-32); le città della Sefela (v. 33-47); le città della zona montagnosa (vv. 48-60); le città della zona desertica (vv. 61-62). Per il v. 63 cfr. 2Sam 5,6-9; Gdc 1,7.21.

(cf. VINCENZO GATTI, Giosuè – in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)


🔝C A L E N D A R IIndice BIBBIAHomepage

_Le tribù a occidente del Giordano e la parte di Caleb (14,1-15)_ 1Questo è invece quanto ebbero in eredità gli Israeliti nella terra di Canaan: lo assegnarono loro in eredità il sacerdote Eleàzaro e Giosuè, figlio di Nun, e i capifamiglia delle tribù degli Israeliti. 2L'eredità fu stabilita mediante sorteggio, come aveva comandato il Signore per mezzo di Mosè, per le nove tribù e per la mezza tribù; 3infatti Mosè aveva assegnato l'eredità delle due tribù e della mezza tribù a oriente del Giordano e ai leviti non aveva dato alcuna eredità in mezzo a loro. 4Poiché i figli di Giuseppe formano due tribù, Manasse ed Èfraim, non si diede parte alcuna ai leviti nella terra, tranne le città dove abitare e i loro pascoli per le loro greggi e gli armenti. 5Come aveva comandato il Signore a Mosè, così fecero gli Israeliti e si divisero la terra. 6Vennero allora da Giosuè a Gàlgala i figli di Giuda, e Caleb, figlio di Iefunnè, il Kenizzita, gli disse: «Tu conosci la parola che ha detto il Signore a Mosè, uomo di Dio, riguardo a me e a te a Kades-Barnea. 7Avevo quarant'anni quando Mosè, servo del Signore, mi inviò da Kades-Barnea a esplorare la terra e io gli riferii con sincerità di cuore. 8I compagni che vennero con me scoraggiarono il popolo, io invece seguii fedelmente il Signore, mio Dio. 9Mosè in quel giorno giurò: “La terra che il tuo piede ha calcato sarà in eredità a te e ai tuoi figli, per sempre, perché hai seguito fedelmente il Signore, mio Dio”. 10Ora ecco, il Signore mi ha conservato in vita, come aveva detto: sono cioè quarantacinque anni da quando disse questa parola a Mosè, mentre Israele camminava nel deserto, e oggi ecco che ho ottantacinque anni; 11io sono ancora oggi come quando Mosè mi inviò: come il mio vigore allora, così il mio vigore ora, sia per la battaglia sia per ogni altro lavoro. 12Ora concedimi questi monti, di cui il Signore ha parlato in quel giorno, poiché tu hai saputo allora che vi sono gli Anakiti e città grandi e fortificate; spero che il Signore sia con me e io le conquisterò secondo quanto ha detto il Signore!». 13Giosuè lo benedisse e assegnò Ebron in eredità a Caleb, figlio di Iefunnè. 14Per questo Caleb, figlio di Iefunnè, il Kenizzita, ebbe in eredità Ebron fino ad oggi, perché aveva seguito fedelmente il Signore, Dio d'Israele. 15Ebron si chiamava prima Kiriat-Arbà: costui era stato l'uomo più grande tra gli Anakiti. E la terra visse tranquilla, senza guerra. __________________________ Note

14,1-15 Il territorio a occidente del Giordano viene assegnato da Eleàzaro e Giosuè. Eleàzaro è figlio di Aronne e succede al padre nel sacerdozio (Nm 20,25-28).

14,2 Il sorteggio con cui viene assegnato il territorio è azione sacra, in quanto comando del Signore.

=●=●=●=●=●=●=●=●=●=●=●=

Approfondimenti

1-5. Si ripete che ai leviti non era stato riservato alcun territorio specifico. Per mantenere il numero dodici in funzione della divisione, si sdoppia la tribù di Giuseppe (cfr. Gn 48). Il sacerdote Eleazaro, figlio e successore di Aronne (Es 6,25; Nm 3,32; 20,28), è menzionato prima di Giosuè, sorprendentemente. Il sorteggio è considerato azione sacra (cfr. Nm 34,13).

6-14. Secondo Nm 13,6; Gs 15,17; Gdc 1,10-15, Caleb apparteneva agli Edomiti, discendenti di Esaù, e venne in seguito incorporato a Giuda. Qui si allude ai fatti di Nm 13-15. Nel suo discorso, Caleb insiste davanti a Giosuè sulla parte di rilievo giocata nell'esplorazione del paese, e pronuncia più volte, significativamente, i nomi di JHWH e di Mosè. Torna qui (v. 9) e più avanti (vv. 13s.) il termine «eredità», nella specifica accezione deuteronomica e deuteronomistica di terra, che Israele e le sue tribù possiedono in base al dono di JHWH, con un diritto di proprietà fondato esclusivamente sulla promessa divina (cfr. Dt 4,21.38; 12,9; 15,4; 19,10; vedi Gdc 18,1).

12. «questi monti» si riferisce alla regione montagnosa di Ebron. Però, secondo 10,36-37, era già stata conquistata da tutto Israele, e non dal clan di Caleb.

14. ’Arba‘ è il numero «quattro», sicché Kiriat-Arba potrebbe voler dire «la città dei quattro quartieri». Ma per il TM Arba è il nome di un gigante anakita (cfr. Gs 11,21), mentre secondo la versione greca dei LXX il termine ebraico andrebbe tradotto con «metropoli».

(cf. VINCENZO GATTI, Giosuè – in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)


🔝C A L E N D A R IIndice BIBBIAHomepage

RIPARTIZIONE DELLA TERRA PROMESSA (13,1-21,45)

Territori ancora da conquistare e tribù a oriente del Giordano 1Giosuè era ormai vecchio e avanti negli anni, e il Signore gli disse: «Tu sei vecchio e avanti negli anni, mentre rimane molto territorio da occupare. 2Queste sono le terre rimaste: tutti i distretti dei Filistei e tutto il territorio dei Ghesuriti, 3dal Sicor, di fronte all'Egitto, fino al territorio di Ekron, a settentrione, zona considerata cananea; i cinque principati dei Filistei – Gaza, Asdod, Àscalon, Gat ed Ekron – e gli Avviti 4nel meridione; tutto il territorio dei Cananei, da Ara, che è di quelli di Sidone, fino ad Afek, fino al confine degli Amorrei; 5il territorio di quelli di Biblo e tutto il Libano orientale, da Baal-Gad ai piedi del monte Ermon fino all'ingresso di Camat. 6Io stesso scaccerò davanti agli Israeliti tutti gli abitanti delle montagne dal Libano a Misrefot-Màim, e tutti quelli di Sidone. Tu dovrai solo tirare a sorte l'eredità per Israele, come ti ho comandato. 7Ora dunque, distribuisci questa terra in eredità alle nove tribù e a metà della tribù di Manasse».

8Insieme con l'altra metà di Manasse, i Rubeniti e i Gaditi avevano ricevuto la loro parte di eredità, che Mosè aveva assegnato loro al di là del Giordano, a oriente, come aveva concesso loro Mosè, servo del Signore: 9da Aroèr, che è sulla riva del torrente Arnon, e dalla città in fondovalle, tutta la pianura di Màdaba fino a Dibon; 10tutte le città di Sicon, re degli Amorrei, che regnava a Chesbon, fino al confine degli Ammoniti; 11Gàlaad, il territorio dei Ghesuriti e dei Maacatiti, tutto il monte Ermon e tutto Basan fino a Salca; 12in Basan tutto il regno di Og, che regnava ad Astaròt e a Edrei, uno degli ultimi figli dei Refaìm, che Mosè aveva debellato e spodestato. 13Tuttavia gli Israeliti non avevano scacciato i Ghesuriti e i Maacatiti; infatti le popolazioni di Ghesur e Maacà vivono in mezzo a Israele ancora oggi. 14Soltanto alla tribù di Levi non aveva assegnato un'eredità: i sacrifici consumati dal fuoco per il Signore, Dio d'Israele, sono la sua eredità, come aveva detto loro. 15Mosè aveva assegnato alla tribù dei figli di Ruben una parte secondo i loro casati, 16ed essi ebbero il territorio da Aroèr, che è sulla riva del torrente Arnon, e dalla città in fondovalle, tutta la pianura presso Màdaba, 17Chesbon e tutte le sue città che sono nella pianura, Dibon, Bamòt-Baal, Bet-Baal-Meon, 18Iaas, Kedemòt, Mefàat, 19Kiriatàim, Sibma e Seret-Hassacàr sulle montagne che dominano la valle, 20Bet-Peor, le pendici del Pisga, Bet-Iesimòt, 21tutte le città della pianura, tutto il regno di Sicon, re degli Amorrei, che regnava a Chesbon e che Mosè aveva sconfitto insieme con i capi dei Madianiti, vassalli di Sicon, che abitavano nella regione: Evì, Rekem, Sur, Cur e Reba. 22Quanto a Balaam, figlio di Beor, l'indovino, gli Israeliti lo uccisero di spada insieme a quelli che avevano trafitto. 23Il territorio dei Rubeniti comprende poi il Giordano e il territorio limitrofo. Questa è l'eredità dei Rubeniti secondo i loro casati: le città con i loro villaggi. 24Mosè poi aveva dato una parte alla tribù di Gad, ai figli di Gad, secondo i loro casati, 25ed essi ebbero il territorio di Iazer e tutte le città di Gàlaad e metà del territorio degli Ammoniti fino ad Aroèr, che è di fronte a Rabbà, 26e da Chesbon fino a Ramat-Mispe e Betonìm e da Macanàim fino al territorio di Lodebàr; 27nella valle: Bet-Aram e Bet-Nimra, Succot e Safon, il resto del regno di Sicon, re di Chesbon. Il Giordano ne era il confine sino all'estremità del mare di Chinneret oltre il Giordano, a oriente. 28Questa è l'eredità dei figli di Gad secondo i loro casati: le città con i loro villaggi. 29Mosè aveva assegnato a metà della tribù dei figli di Manasse, secondo i loro casati, 30il seguente territorio che appartenne a loro: da Macanàim, tutto il Basan, tutto il regno di Og, re di Basan, e tutti i villaggi di Iair, che sono in Basan: sessanta città. 31La metà di Gàlaad, Astaròt ed Edrei, città del regno di Og in Basan, furono date ai figli di Machir, figlio di Manasse, cioè alla metà dei figli di Machir, secondo i loro casati. 32Questo è quanto distribuì Mosè nelle steppe di Moab, oltre il Giordano di Gerico, a oriente. 33Alla tribù di Levi, però, Mosè non aveva assegnato alcuna eredità: il Signore, Dio d'Israele, è la loro eredità, come aveva detto loro. __________________________ Note

13,1 Il materiale di questa seconda parte del libro è di molteplice provenienza. Comprende una lista dei confini delle tribù che è anteriore alla monarchia e una lista delle città che le componevano durante la monarchia, una raccolta di episodi che servono a giustificare il possesso di un determinato territorio da parte di un gruppo e, infine, altro materiale di provenienza sacerdotale. Viene fondato il diritto d’Israele sui beni immobili, in quanto popolo e in quanto nuclei familiari.

13,2 Queste sono le terre rimaste: si tratta, a sud-ovest, delle cinque città dei Filistei e a nord del territorio della Fenicia.

13,14 Soltanto alla tribù di Levi: più volte si ripete che la tribù di Levi non ha territorio proprio (13,33; 14,3-4; 18,7). I sacerdoti, in quanto dediti al culto di Dio, vivranno delle vittime del culto (Dt 12,12), delle decime (Nm 18,21), dell’aiuto dei fedeli (Dt 14,27.29). Essi, inoltre, ricevono determinate città con i rispettivi pascoli (Gs 21).

=●=●=●=●=●=●=●=●=●=●=●=

Approfondimenti

13,1-21,45. La seconda parte di Giosuè si presenta come una serie di elenchi – aridi e per di più non sempre chiari – di confini, località e popolazioni, introdotti, conclusi o inframmezzati da discorsi fatti da JHWH o da Giosuè. Per meglio comprendere la situazione letteraria e il contenuto teologico di questi capitoli è bene tener presente alcuni dati sul materiale utilizzato dall'autore, e sulla prospettiva teologica in base alla quale questi ha lavorato.

  • 1) L'autore fa uso qui di due documenti indipendenti: una descrizione di confini, risalente al periodo premonarchico e fondata su confini che sono in parte reali e in parte ideali, riferita quasi esclusivamente alla Cisgiordania; un elenco di città e popolazioni, databile all'epoca di Giosia, con una certa completezza per quanto concerne le tribù del sud, ma con lacune gravi per quelle del nord e del centro.

  • 2) L'attività del redattore è palese, oltre che nel lavoro di elaborazione e fusione degli elenchi, nei discorsi messi in bocca a JHWH e a Giosuè. Essi sono espressione di una importante concezione teologica. La terra promessa viene distribuita ad Israele con criteri di assoluta imparzialità – ossia tirando a sorte (gôrāl, in greco kleros, cfr. Gdc 1,3) – alle tribù, ai clan e alle famiglie, perché sia trasmessa come eredità, di generazione in generazione, come dono di JHWH.

Un primo dato di rilievo è questo: il destinatario del dono di JHWH è tutto Israele, nel presente e nel futuro.

Un secondo dato è il seguente: come in Ez 40ss. (anche se la schematizzazione in Giosuè non è così geometrica e rigorosa) la terra è considerata qui lo spazio sacro distribuito da JHWH al popolo, perché vi trascorra la propria esistenza in familiarità con lui e con i fratelli, come comunità separata, consacrata in modo particolare a JHWH.

In questa prospettiva, i cc. 12-21 del libro di Giosuè possono essere visti come l'inizio della teologia della terra santa (della città consacrata, del tempio), una teologia che avrà sviluppi e articolazioni non solo nel profeta Ezechiele, ma anche – tra l'altro – nei due libri delle Cronache per quanto concerne l'Antico Testamento, e nel l'Apocalisse per il Nuovo Testamento (cfr. Dt 11,10-17).

13,1-7. Formalmente, si tratta di un discorso fatto da JHWH a Giosuè. Tra le zone qui menzionate, alcune non saranno mai conquistate da Israele, mentre altre saranno conquistate e poi perdute. Ma qui vale l'affermazione di principio: JHWH ha dato a Israele tutto il paese. Fanno la loro comparsa i Filistei (da cui il nome della Palestina), i più importanti rivali di Israele, che sotto Davide saranno sottomessi (peraltro non completamente). Provenienti, a quanto pare, dall'Asia Minore, attraverso Creta (la Caftor di Gn 10,14) e appartenenti ai “popoli del mare”, cercarono di stabilirsi in Siria e in Egitto verso la fine del sec. XIII, finché riuscirono a insediarsi nella Palestina orientale, la Sefela. Erano organizzati in una pentapoli (Gaza, Asdod, Ascalon, Gat ed Accaron). Le regioni menzionate nei vv. 4-6, nella zona nord della Palestina, non sono mai state territorio nazionale degli Israeliti. Erano regni vassalli nel periodo di Davide e di Salomone.

8-33. Come è già emerso più volte, la tribù di Ruben, quella di Gad e metà della tribù di Manasse avevano avuto il loro territorio da Mosè, nella Transgiordania. Questo brano ricorda le vittorie di Mosè su Sicon e Og (cfr. 12,2-5), rifacendosi a quanto è già stato detto in Nm e Dt. A ciò s'aggiungono altre due notizie: quella riguardante i leviti, destinati a vivere del culto (vv. 14.33, cfr. anche 14,3-4) e quella che concerne i Ghesuriti e i Maacatiti (v. 13). Coi primi Davide stipulerà un'alleanza di carattere matrimoniale (2Sam 3,3); i secondi diventeranno suoi vassalli (2Sam 10,6ss.).

15-23. Per le località menzionate in questo brano, cfr. Nm 21-24.

24-28. Cfr. Gn 49,19; Dt 33,20s.; 1Cr 5,18. A differenza di Ruben, che finì con l'essere assorbito per mancanza di spirito bellicoso, i Gaditi raggiunsero una notevole espansione in Transgiordania.

29-31. Anche del destino di questa semitribù s'era già parlato, cfr. Nm 32,41; Dt 3,13.15.

(cf. VINCENZO GATTI, Giosuè – in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)


🔝C A L E N D A R IIndice BIBBIAHomepage