📖Un capitolo al giorno📚

DIARIO DI LETTURA DAL 25 DICEMBRE 2022

Vittorie sui Filistei 1Chiram, re di Tiro, inviò messaggeri a Davide con legno di cedro, muratori e carpentieri per costruirgli una casa. 2Davide seppe allora che il Signore lo confermava re d'Israele e che il suo regno era molto esaltato per amore d'Israele, suo popolo. 3Davide prese altre mogli a Gerusalemme e generò altri figli e figlie. 4I nomi di quelli che gli furono generati a Gerusalemme sono: Sammùa, Sobab, Natan, Salomone, 5Ibcar, Elisùa, Elifèlet, 6Noga, Nefeg, Iafìa, 7Elisamà, Beeliadà ed Elifèlet. 8Quando i Filistei seppero che Davide era stato unto re di tutto Israele, salirono tutti per dargli la caccia. Appena Davide ne fu informato, uscì loro incontro. 9Vennero i Filistei e invasero la valle dei Refaìm. 10Davide consultò Dio, chiedendo: “Devo andare contro i Filistei? Li metterai nelle mie mani?”. Il Signore gli rispose: “Va' pure; li metterò nelle tue mani”. 11Quelli vennero a Baal-Perasìm, dove Davide li sconfisse. Davide disse: “Dio ha aperto per mio mezzo una breccia tra i miei nemici, come una breccia aperta dalle acque”. Per questo chiamò quel luogo Baal-Perasìm. 12I Filistei vi abbandonarono i loro idoli e Davide ordinò: “Brucino tra le fiamme!”. 13I Filistei tornarono di nuovo a invadere la valle. 14Davide consultò ancora Dio, che gli rispose: “Non seguirli; aggirali e raggiungili dalla parte di Becaìm. 15Quando sentirai un rumore di passi sulla cima di Becaìm, allora uscirai a combattere, perché Dio uscirà davanti a te, per colpire l'accampamento dei Filistei”. 16Davide fece come Dio gli aveva ordinato e colpì l'accampamento dei Filistei da Gàbaon fino a Ghezer. 17La fama di Davide si diffuse in tutti i paesi, mentre il Signore lo rendeva terribile fra tutte le genti.

=●=●=●=●=●=●=●=●=●=●=●=

Approfondimenti

1-17. In questo capitolo il Cronista interrompe il racconto dell'arca, per narrare tre episodi della vita di Davide: l'ambasciata del re Tiro (vv. 1-2), i figli avuti da Davide in Gerusalemme (vv. 3-7) e le vittorie sui Filistei (vv. 8-17), tutti episodi avvenuti prima del trasporto dell'arca a Gerusalemme. Il Cronista non segue l'ordine cronologico. La fonte è 2Sam 5,11-25, con ritocchi letterari, storici e teologici. È un'altra pagina di glorificazione di Davide, sostenuto da JHWH in tutte le sue imprese.

1-2. L'ambasciata di Chiram è descritta come in 2Sam 5,11. È un gesto di omaggio da parte del re di Tiro, ma fa pensare anche all'interesse di Davide a consolidare l'atteggiamento di neutralità del suo nemico più pericoloso, con l'offerta di opportunità commerciali.

3-7. Cfr. 2Sam 5,13-16; 1Cr 3,5-6. L'aumento dell'harem e della prole è espressione dell'accresciuta potenza della monarchia. Agli undici nomi di 2Sam il Cronista aggiunge Elipelet (v. 5), e Noga (v. 6). L'omissione di Ebron, citato in 2Sam 5,13, è dovuta al metodo di eliminazione del Cronista, che ne ha già parlato in 11,1-3. L'importanza di queste alleanze matrimoniali è data dal legame diplomatico che esse stabiliscono con i capi dei popoli vicini. Il Cronista non menziona le concubine del sovrano (cfr. invece 2Sam 5,13).

8-12. Prima vittoria dei Filistei, cfr. 2Sam 5,17.22, con alcune varianti. La più importante di queste si ha al v. 12 = 2Sam 5,17ss., dove il Cronista, fedele alla legge di Dt 7,5.25; 12,3; ecc., alla notizia dell'abbandono da parte dei Filistei dei propri idoli aggiunge quella del comando di Davide di bruciarli 13-16. Cfr. 2Sam 5,22-25.

17. Versetto proprio del Cronista, particolarmente espressivo delle sue tesi. Il governo divino, di cui Davide è simbolo e personificazione, è destinato per sé a tutte le nazioni. È giusto e inevitabile il richiamo di alcuni studiosi al Sal 2 e all'ideologia che esso esprime: tutte le nazioni sono invitate a sottomettersi a Dio nella persona del suo «figlio». Questo aspetto dell'idea teocratica, il motivo della “filiazione divina” del re, trova la sua espressione rigorosa, più sviluppata e solenne, nella concezione egizia del faraone che salendo al trono diventa figlio di Dio. Ma essa ha una sua consistenza anche in Israele (si vedano i salmi regali, in specie il Sal 2,7b: «Tu sei mio figlio, io oggi ti ho generato»); nel Cronista e nella sua visione teocratica assume forse fisionomia più concreta.

(cf. VINCENZO GATTI, 1Cronache – in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)


🔝C A L E N D A R IIndice BIBBIAHomepage

Tentativo di trasportare l’arca 1Davide si consigliò con i comandanti di migliaia e di centinaia e con tutti i condottieri. 2A tutta l'assemblea d'Israele Davide disse: “Se vi sembra bene e se il Signore, nostro Dio, lo consente, comunichiamo ai nostri fratelli rimasti in tutti i territori d'Israele, ai sacerdoti e ai leviti nelle città dei loro pascoli, di radunarsi presso di noi. 3Così riporteremo l'arca del nostro Dio qui presso di noi, perché non ce ne siamo più curati dal tempo di Saul”. 4Tutti i partecipanti all'assemblea approvarono che si facesse così, perché la proposta parve giusta agli occhi di tutto il popolo. 5Davide convocò tutto Israele, da Sicor d'Egitto fino all'ingresso di Camat, per trasportare l'arca di Dio da Kiriat-Iearìm. 6Davide con tutto Israele salì a Baalà, verso Kiriat-Iearìm, che apparteneva a Giuda, per far salire di là l'arca di Dio, sulla quale si proclama il nome del Signore, che siede sui cherubini. 7Dalla casa di Abinadàb trasportarono l'arca di Dio su un carro nuovo; Uzzà e Achio conducevano il carro. 8Davide e tutto Israele danzavano davanti a Dio con tutte le forze, con canti e con cetre, arpe, tamburelli, cimbali e trombe. 9Giunti all'aia di Chidon, Uzzà stese la mano per trattenere l'arca, perché i buoi vacillavano. 10L'ira del Signore si accese contro Uzzà e lo colpì perché aveva steso la mano sull'arca, e morì sul posto, davanti a Dio. 11Davide si rattristò, perché il Signore aveva aperto una breccia contro Uzzà; quel luogo fu chiamato Peres-Uzzà fino ad oggi. 12Davide in quel giorno ebbe timore di Dio e disse: “Come potrei condurre presso di me l'arca di Dio?”. 13Così Davide non portò l'arca presso di sé nella Città di Davide, ma la fece dirottare nella casa di Obed-Edom di Gat. 14L'arca di Dio rimase tre mesi in casa di Obed-Edom e il Signore benedisse la casa di Obed-Edom e quanto gli apparteneva.

=●=●=●=●=●=●=●=●=●=●=●=

Approfondimenti

1-14. Tra questo brano e il parallelo di 2Sam 6,1-11, le differenze più notevoli sono due. Anzitutto, questa esplosione di entusiasmo religioso è posta prima di ogni altro episodio di carattere civile e militare relativo all'amministrazione davidica. In secondo luogo, il Cronista insiste sulla partecipazione plebiscitaria e dà vita a una specie di assemblea democratica (qahal, tradotto dai LXX con ekklesia), nella quale Davide propone il recupero dell'arca per farne il simbolo di un nuovo stile di unione politico-religiosa fra le dodici tribù. Nell'opera del Cronista la qahal, — è tipica del Cronista la locuzione (kol haq)qahal, (cfr. ad esempio 1Cr 28,8; 29,1.10.20; 2Cr 29,28.31s.; 30,2.4.17.23.24.25) – è ormai divenuta il modello dell'assemblea plenaria della comunità cultuale giudaica, quand'essa, nei momenti più significanti della storia salvifica, è convocata dal re o dai capi postesilici.

1-3. L'introduzione è del Cronista, che menzionerà inviti analoghi a proposito di Ezechia (2Cr 30) e di Giosia (2Cr 34,33; 35,18). Vi sono espresse due idee alle quali il Cronista tiene in modo particolare: l'unità dei fedeli attorno al santuario di Gerusalemme, la necessità di invocare JHWH da questo santuario, dove si trova l'arca. L'invito al v. 2 è solenne: «A tutta l'assemblea d'Israele Davide disse..».

5. Le indicazioni geografiche date qui presuppongono che le conquiste di Davide si stendessero molto al di là del territorio occupato dalle dodici tribù.

9-14. L'incidente è destinato a porre in risalto la santità dell'arca, che è segno visibile della presenza di JHWH, tanto che quando essa si muove è JHWH che si muove (1Re 8,11; cfr. anche Es 30,34s.; Nm 10,33-36) e, quando viene catturata, la “gloria” di JHWH è bandita da Israele (1Sam 4,22). L'episodio costringe Davide a interrompere per alcuni mesi le iniziative teocratiche. Il Cronista inserisce a questo punto quanto aveva omesso da 2Sam 5,11-25. Il brano è di importanza capitale sul piano teologico, e chiarisce una differenza fondamentale tra la visione teocratica del Cronista e le ideologie teocratiche delle religioni: pur essendo il re ideale, voluto da JHWH, Davide resta uomo e tra il Dio santo e l'uomo l'abisso è e rimane incolmabile: «...Davide ebbe paura di Dio...: Come potrei condurre presso di me la sua arca?».

(cf. VINCENZO GATTI, 1Cronache – in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)


🔝C A L E N D A R IIndice BIBBIAHomepage

Primi seguaci di Davide 1Questi sono gli uomini che raggiunsero Davide a Siklag, quando ancora fuggiva di fronte a Saul, figlio di Kis. Essi erano i prodi che l'aiutarono in guerra. 2Erano armati d'arco e sapevano tirare frecce e sassi con la destra e con la sinistra; erano della tribù di Beniamino, fratelli di Saul: 3Achièzer, il capo, e Ioas, figli di Semaà, di Gàbaa, Iezièl e Pelet, figli di Azmàvet, Beracà e Ieu di Anatòt, 4Ismaia di Gàbaon, prode fra i Trenta e sopra i Trenta, 5Geremia, Iacazièl, Giovanni e Iozabàd di Ghederà, 6Eleuzài, Ierimòt, Bealia, Semaria, Sefatia di Carif, 7Elkanà, Issia, Azarèl, Ioèzer, Iasobàm, Coriti, 8Ioelà e Zebadia, figli di Ierocàm, di Ghedor. 9Dei Gaditi alcuni uomini passarono a Davide nella fortezza del deserto; erano uomini valorosi, guerrieri pronti a combattere, abili nell'uso dello scudo e della lancia, sembravano leoni ed erano agili come gazzelle sui monti: 10Ezer era il capo, Abdia il secondo, Eliàb il terzo, 11Mismannà il quarto, Geremia il quinto, 12Attài il sesto, Elièl il settimo, 13Giovanni l'ottavo, Elzabàd il nono, 14Geremia il decimo, Macbannài l'undicesimo. 15Costoro erano discendenti di Gad, capi dell'esercito; il più piccolo ne comandava cento e il più grande mille. 16Questi attraversarono il Giordano nel primo mese dell'anno, mentre era in piena su tutte le rive, e misero in fuga tutti gli abitanti della valle a oriente e a occidente. 17Alcuni dei figli di Beniamino e di Giuda andarono da Davide fino alla sua fortezza. 18Davide uscì loro incontro e presa la parola disse loro: “Se siete venuti da me con intenzioni pacifiche per aiutarmi, sono disposto a unirmi a voi; ma se venite per tradirmi e consegnarmi ai miei avversari, mentre non c'è violenza nelle mie mani, il Dio dei nostri padri veda e punisca”. 19Allora lo spirito invase Amasài, capo dei Trenta: “Per te, Davide, e con te, figlio di Iesse. Pace, pace a te, e pace a chi ti aiuta, perché il tuo Dio ti aiuta”. Davide li accolse e li costituì capi di schiere. 20Anche da Manasse alcuni passarono a Davide, mentre insieme con i Filistei marciava in guerra contro Saul. Egli però non li aiutò perché, essendosi consultati, i prìncipi dei Filistei lo rimandarono dicendo: “A danno delle nostre teste, egli passerebbe a Saul, suo signore”. 21Mentre era diretto a Siklag, passarono dalla sua parte i manassiti Adnach, Iozabàd, Iediaèl, Michele, Iozabàd, Eliu e Silletài, capi di migliaia nella tribù di Manasse. 22Essi aiutarono Davide contro i razziatori, perché erano tutti valorosi, e divennero comandanti dell'esercito. 23In verità ogni giorno alcuni passavano dalla parte di Davide per aiutarlo e così il suo divenne un accampamento enorme.

L’esercito del nuovo re 24Ecco le cifre dei capi armati che passarono a Davide a Ebron per trasferire il regno da Saul a lui, secondo l'ordine del Signore. 25Dei figli di Giuda, che portavano scudo e lancia: seimilaottocento armati. 26Dei figli di Simeone, uomini valorosi in guerra: settemilacento. 27Dei figli di Levi: quattromilaseicento, 28inoltre Ioiadà, condottiero della famiglia di Aronne, e con lui tremilasettecento, 29e Sadoc, giovane molto valoroso, e il casato con i ventidue comandanti. 30Dei figli di Beniamino, fratelli di Saul: tremila, perché in massima parte essi rimasero al servizio della casa di Saul. 31Dei figli di Èfraim: ventimilaottocento uomini valorosi, celebri nei loro casati. 32Di metà della tribù di Manàsse: diciottomila, che furono designati per nome, per andare a proclamare re Davide. 33Dei figli di Ìssacar, che conoscevano bene i vari tempi, in modo da sapere che cosa dovesse fare Israele: duecento capi e tutti i loro fratelli alle loro dipendenze. 34Di Zàbulon: cinquantamila, arruolati nell'esercito, pronti per la battaglia con tutte le armi da guerra, disposti ad aiutare senza doppiezza. 35Di Nèftali: mille comandanti e con loro trentasettemila dotati di scudo e di lancia. 36Dei Daniti: ventottomilaseicento, armati per la guerra. 37Di Aser: quarantamila guerrieri, arruolati nell'esercito e armati per la guerra. 38Dalla Transgiordania, ossia dei Rubeniti, dei Gaditi e di metà della tribù di Manasse: centoventimila con tutte le armi da guerra. 39Tutti costoro, guerrieri pronti a marciare, con cuore leale si recarono a Ebron per proclamare Davide re su tutto Israele; anche tutto il resto d'Israele era concorde nel proclamare re Davide. 40Rimasero là con Davide tre giorni, mangiando e bevendo quanto i fratelli avevano preparato per loro. 41Anche i loro vicini e perfino da Ìssacar, da Zàbulon e da Nèftali avevano portato cibarie con asini, cammelli, muli e buoi: farina, schiacciate di fichi, uva passa, vino, olio, buoi e pecore in gran quantità, perché c'era gioia in Israele.

=●=●=●=●=●=●=●=●=●=●=●=

Approfondimenti

1-23. Il brano è del Cronista. Esso contiene informazioni sugli uomini che seguirono Davide prima della sua ascesa al trono. Si tratta di seguaci di Davide provenienti dalla tribù di Beniamino (vv. 1-8), di Gad (vv. 9-16), ancora di Beniamino e Giuda (vv. 17-19) e di Manasse (vv. 20-23). Sono dunque esponenti delle tribù transgiordaniche, o di quelle collegate a Saul (Beniamino). La tradizione storica attribuisce a queste tribù tendenze separatiste. Il Cronista invece le presenta solidali con Davide. Perché la lista è stata ignorata dal redattore dei libri di Samuele? Alcuni studiosi pensano che il brano sia stato introdotto nelle Cronache in un secondo momento.

1-8. Gli ausiliari beniaminiti. Davide aveva ricevuto dal re filisteo di Gat, presso il quale si era rifugiato, la città di Ziklag, 18 chilometri a nord di Bersabea, cfr. 1 Sam 17, 1-12; 27, 6. In un primo tempo la città era parte della tribù di Giuda, in seguito era diventata simeonita, cfr. Gs 15, 31; 1 Cr 4, 30. Caduta quindi nelle mani dei Filistei, ora tornava definitivamente a Giuda. Elencando i partigiani di Davide della tribù di Beniamino, il Cronista intende mostrare il crescente prestigio del suo eroe di fronte a Saul, egli stesso beniaminita.

9-16. Gli ausiliari di Gad. Gli undici guerrieri elencati si unirono a Davide prima che questi passasse ai Filistei. Davide si teneva ancora nascosto nella fortezza di Adullam (1Sam 22,1), 20 chilometri circa a sud-ovest di Betlemme. Erano guerrieri eccezionali, abili nell'uso dello scudo maggiore, cfr. 1Sam 17,7; 1Re 10,6 e della lancia, 12,25; 2Cr 11,12; 14,7; 25,15. Il loro comparire incuteva lo stesso terrore che suscitava la comparsa del leone, Dt 33,20; 2Sam 1,23; Am 6,8. Un esempio del loro valore, v. 16, è la traversata del Giordano nonostante il pericolo di piene primaverili (il primo mese dell'anno, il mese di Nisan, che corrisponde al nostro marzo-aprile, cfr. Ne 2,1; Est 3,7).

17-19. Per la sua vivacità, l'episodio contrasta con gli altri del capitolo, e si ricollega al brano precedente per il richiamo della parola “fortezza”, vv. 9.17. Gli ausiliari vengono da Giuda, ma non si fa l'elenco dei loro nomi. Il timore di Davide è giustificato, avendo egli già fatto esperienza del tradimento, cfr. 1Sam 23,7-28. Nella redazione del v. 19 il Cronista non si rifà a qualche lista, ma a un minuscolo brano epico, che pone in bocca ad Amasai, capo dei Trenta.

20-23. Ausiliari della tribù di Manasse. Si noti che Ma-nasse è l'antenato dei Samaritani scismatici. I nuovi alleati raggiungono Davide allorquando questi, a motivo dell'ospitalità avuta dal re di Gat, è tenuto ad aiutare i Filistei in guerra contro Saul. I capi filistei diffidano tuttavia di lui, v. 20; cfr. 1Sam 28,1-2; 29,3ss., che deve tornare al suo quartier generale di Ziklag, dove lo raggiungono i sette uomini di Manasse. Il loro aiuto risultò determinante nella spedizione punitiva di Davide contro i razziatori amaleciti che in sua assenza avevano devastato l'accampamento, 1Sam 30,1-25.

24-41. Alla presentazione degli eroi segue l'elenco dei guerrieri di ogni tribù che hanno proclamato re Davi-de. Non sono indicati i nomi delle varie tribù, ma il numero dei guerrieri e i loro capi. Il brano è del Cronista, che si ispira a Nm 1-3 e 26. All'autore preme presentare il consenso di «tutto Israele» al re voluto da JHWH. Con l'aggiunta di Levi, il numero delle tribù sale a tredici. Le cifre che indicano la totalità dei soldati sono iperboliche.

25-26. Il numero dei rappresentanti di Giuda e di Simeone è relativamente ridotto, il che si può spiegare tenendo presente che le due tribù avevano già riconosciuto da sette anni la regalità di Davide. La cerimonia di Ebron è stata soprattutto un riconoscimento di Davide come re da parte delle tribù settentrionali.

27-30. Il numero scarso dei Beniaminiti è spiegato dal Cronista, v. 30. Il v. 27 ci informa sulla presenza, oltre che dei leviti, dei sommi sacerdoti Ioiada, capo degli aro-nidi, e di Zadok, capo degli zadokiti, 5,34, del ramo di Eleazaro, che al tempo di Salomone sostituirà nel sommo sacerdozio il discendente di Itamar, Ebiatar, 1Re 2,26 s.

33. Già il Targum pensava che si trattasse della speciale sapienza degli astrologi, i quali sono in grado di indicare i giorni e le ore adatte per dare avvio a un'impresa importante.

34. «senza doppiezza» è in ebraico «con cuore indiviso», là dove il cuore è sede dei sentimenti e delle intenzioni.

39. Il Cronista ribadisce: non solo i rappresentanti delle tribù venute a Ebron, ma «anche il resto di Israele era concorde nel proclamare re Davide».

40-41. Le celebrazioni per la festa d'intronizzazione durano tre giorni e sono caratterizzate anche da sontuosi banchetti. Lo stesso accadeva in situazioni analoghe, cfr. 29,22; 2Cr 30,21; e in occasione dei pellegrinaggi annuali alla città santa. I «fratelli» sono i membri della tribù di Giuda. Il quadro descritto può essere interpretato come simbolo del banchetto escatologico nel regno messianico, in specie tenendo presente l'ultima espressione del v. 41: «c'era allegria in Israele». Al Cronista non è estraneo il tema della “gioia” legato alla celebrazione delle festività liturgiche (cfr. ad esempio, 2Cr 23,13.21; 29,36; ecc.). Per lui l'allegrezza è parte costitutiva del popolo di Dio, un tratto che emerge tanto più, se contrapposto all'aridità con cui il nostro autore procede di solito, coi suoi elenchi e anche nelle sue descrizioni. Ma si veda anche il brano che segue immediatamente.

(cf. VINCENZO GATTI, 1Cronache – in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)


🔝C A L E N D A R IIndice BIBBIAHomepage

Davide re conquista Gerusalemme 1Tutti gli Israeliti si raccolsero intorno a Davide a Ebron e gli dissero: “Ecco, noi siamo tue ossa e tua carne. 2Già prima, quando regnava Saul, tu conducevi e riconducevi Israele. Il Signore, tuo Dio, ti ha detto: “Tu pascerai il mio popolo Israele; tu sarai capo del mio popolo Israele”“. 3Vennero dunque tutti gli anziani d'Israele dal re a Ebron, Davide concluse con loro un'alleanza a Ebron davanti al Signore, ed essi unsero Davide re d'Israele, secondo la parola pronunciata dal Signore per mezzo di Samuele. 4Davide con tutto Israele andò a Gerusalemme, cioè Gebus, dove c'erano i Gebusei, abitanti della regione. 5Gli abitanti di Gebus dissero a Davide: “Tu qui non entrerai”. Ma Davide espugnò la rocca di Sion, cioè la Città di Davide. 6Davide aveva detto: “Chi colpirà per primo i Gebusei diventerà capo e principe”. Salì per primo Ioab, figlio di Seruià, che divenne così capo. 7Davide si stabilì nella rocca, che perciò fu chiamata Città di Davide. 8Egli fortificò la città tutt'intorno, dal Millo per tutto il suo perimetro; Ioab restaurò il resto della città. 9Davide andava crescendo sempre più in potenza e il Signore degli eserciti era con lui.

Elenco dei prodi di Davide 10Questi sono i capi dei prodi di Davide, che si erano affermati con il valore nel suo regno e che, insieme con tutto Israele, lo avevano costituito re, secondo la parola del Signore nei riguardi d'Israele. 11Ecco l'elenco dei prodi di Davide: Iasobàm, figlio di un Acmonita, capo dei Tre. Egli, impugnando la lancia contro trecento uomini, li trafisse in un solo scontro. 12Dopo di lui veniva Eleàzaro, figlio di Dodo, l'Acochita; era uno dei tre prodi. 13Egli fu con Davide a Pas-Dammìm. I Filistei vi si erano riuniti per combattere; c'era un campo pieno d'orzo e il popolo fuggì dinanzi ai Filistei. 14Egli allora si appostò in mezzo al campo, lo difese e sconfisse i Filistei, e il Signore operò una grande salvezza. 15Tre dei Trenta capi scesero sulla roccia presso Davide, nella caverna di Adullàm; il campo dei Filistei era posto nella valle dei Refaìm. 16Davide era allora nel rifugio e c'era una postazione di Filistei a Betlemme. 17Davide ebbe un desiderio e disse: “Se qualcuno mi desse da bere l'acqua del pozzo che è vicino alla porta di Betlemme!”. 18I tre irruppero nel campo filisteo, attinsero l'acqua dal pozzo di Betlemme, vicino alla porta, la presero e la presentarono a Davide, il quale però non ne volle bere, ma la sparse in onore del Signore, 19dicendo: “Non sia mai, mio Dio, che io faccia una cosa simile! Dovrei bere il sangue di quegli uomini insieme con la loro vita? Difatti l'hanno portata a rischio della propria vita”. Non la volle bere. Tali gesta compirono quei tre prodi. 20Abisài, fratello di Ioab, fu il capo dei Trenta. Egli impugnando la lancia contro trecento uomini li trafisse; si fece un nome fra i Trenta. 21Fu stimato doppiamente fra i Trenta e divenne loro comandante, ma non giunse alla pari dei Tre. 22Poi veniva Benaià, figlio di Ioiadà, uomo valoroso, di molte prodezze, originario di Kabseèl. Egli uccise i due figli di Arièl, di Moab; inoltre, sceso in una cisterna in un giorno di neve, vi abbatté un leone. 23Uccise anche un Egiziano, alto cinque cubiti, il quale aveva in mano una lancia come un cilindro da tessitore; gli andò incontro con un bastone, strappò di mano all'Egiziano la lancia e lo uccise con la sua stessa lancia. 24Questo fece Benaià, figlio di Ioiadà, e si fece un nome fra i trenta prodi. 25Fu glorioso fra i Trenta, ma non giunse alla pari dei Tre. Davide lo mise a capo del suo corpo di guardia. 26Ecco i prodi valorosi: Asaèl, fratello di Ioab, Elcanàn, figlio di Dodo, di Betlemme, 27Sammòt di Carod, Cheles di Pelet, 28Ira, figlio di Ikkes, di Tekòa, Abièzer di Anatòt, 29Sibbecài di Cusa, Ilài di Acòach, 30Marài di Netofà, Cheled, figlio di Baanà, di Netofà, 31Itài, figlio di Ribài, di Gàbaa dei figli di Beniamino, Benaià di Piratòn, 32Curài di Nacalè-Gaas, Abièl di Arbàt, 33Azmàvet di Bacurìm, Eliacbà di Saalbòn, 34Iasen di Gun, Giònata, figlio di Saghè, di Arar, 35Achiam, figlio di Sacar, di Arar, Elifèlet, figlio di Ur, 36Chefer di Mecherà, Achia di Pelon, 37Chesrò di Carmel, Naarài, figlio di Ezbài, 38Gioele, fratello di Natan, Mibcar, figlio di Agrì, 39Selek l'Ammonita, Nacrài di Beeròt, scudiero di Ioab, figlio di Seruià, 40Ira di Ieter, Gareb di Ieter, 41Uria l'Ittita, Zabad, figlio di Aclài, 42Adinà, figlio di Siza il Rubenita, capo dei Rubeniti, e con lui altri trenta, 43Canan, figlio di Maacà, Giòsafat di Meten, 44Ozia di Astaròt, Sama e Ieièl, figli di Cotam di Aroèr, 45Iediaèl, figlio di Simrì, e Ioca, suo fratello, di Tisì, 46Elièl di Macavìm, Ieribài e Osea, figli di Elnàam, Itma il Moabita, 47Elièl, Obed e Iaasièl di Soba. __________________________ Note

11,1 La storia ha uno svolgimento lineare. Passando a narrare gli eventi riportati in 2Sam 5,1-10, dopo aver omesso le notizie riportate in 2Sam 1-4, si dà l’impressione che Davide sia subito divenuto re di tutto Israele (vv. 1-3).

=●=●=●=●=●=●=●=●=●=●=●=

Approfondimenti

1-9. Eliminati Saul e la sua dinastia, sullo sfondo cupo della loro vicenda è posta in risalto, in un quadro sintetico e idealizzato, la figura di Davide. Il Cronista sottolinea i tratti dell'eroe che ha riunito le tribù d'Israele attorno a JHWH.

1-3. Un solo re, un popolo etnicamente puro saldamente compatto attorno a lui, una capitale unica, sono i tre elementi irrinunciabili per la visione teocratica del Cronista. Per porli adeguatamente in risalto, il nostro autore omette il cordoglio di Davide per la morte del rivale (2Sam 1, 1-27), l'elezione di Davide da parte della tribù di Giuda (2,1-3,1), la lotta del sovrano contro Is-Baal, durata sette anni (3,2-4,12), e inoltre trasforma la polemica assemblea di Ebron (2Sam 5,1), in un pacifico riconoscimento acclamatorio della regalità di Davide da parte di tutte le tribù d'Israele, conglobando nell'unzione di Ebron le due precedenti consacrazioni (1Sam 16,13; 2Sam 2,4). Davide figura così come il primo vero re di tutto Israele, contrariamente a 1Sam 10,20-24, che attribuisce tale prerogativa a Saul. Le parole dei vv. 1 e 2 non sono messe in bocca agli anziani, come avviene in 2Sam 5, ma sono pronunciate da tutto Israele.

4-9. Conquista di Gerusalemme. Perché la teocrazia non sia priva della sua capitale, con un anacronismo voluto, subito dopo l'elezione il Cronista inserisce la presa di Gerusalemme. Il re teocratico conquista la città non solo «con i suoi uomini» (come in 2Sam 5,6), ma «con tutto Israele», v. 4 (vedi 1Cr 11,1). La nota esplicativa a «Gebus» ricorre anche in Gs 18,28 e Gdc 19,10. «Gebus» non è l'antico nome della città, come si potrebbe pensare, bensì una arbitraria designazione derivata da «Gebusei», termine col quale erano indicati gli abitanti del centro urbano al tempo di Davide. Gerusalemme (Urusalim) è nome antico, attestato già nel sec. XX a.C. Il brano riproduce 2Sam 5,6-10, con l'omissione di dettagli sfavorevoli a Davide (cfr. 2Sam 5,6).

10-47. Il brano contiene il catalogo dei soldati di Davide. Ma il Cronista non intende tanto informarci sull'armata del re, quanto piuttosto sostenere come questi prodi, mettendosi al servizio di Davide, si fossero inseriti nel piano salvifico di JHWH, che da sempre ha designato Davide a re di tutto Israele. È il senso del v. 10, che introduce il brano. Un primo gruppo di prodi è presentato nei vv. 11-25; una seconda lista si ha nei vv. 26-46.

11-14. Di questi prodi, i più famosi sono “il gruppo dei tre”, vv. 11-14 = 2Sam 23,8-12; il nome del terzo, Samma, cfr. 2Sam 23,9c-11b, è caduto nel testo delle Cronache, per homoioteleuton. Di conseguenza, le imprese di Samma, figlio di Aghe, vengono attribuite ad Eleazaro, figlio di Dodo.

15-19. Il racconto si riferisce a un atto di eroismo compiuto da tre anonimi del “gruppo dei trenta”, 2Sam 23,13-17.

20-25. Cfr. 2Sam 23,18-23. Abisai e Benaia, inferiori al “gruppo dei tre”, si distaccano però dai “trenta”. Per Abisai, amico di Davide, cfr. 18,12; 19,11s.; 1Sam 26,6-7; 2Sam 20. Per Benaia, cfr. 15,21. La descrizione della sua lotta contro l'Egiziano si ispira al racconto di Davide e Golia, 1Sam 17,4-10.40-51; 2Sam 21,19; 1Cr 21,19.

26-47. Nei vv. 26-41a si ha un elenco di prodi senza rapporto diretto con i brani precedenti. Nella lista parallela di 2Sam 23,24-39 i nomi sono trenta, anziché trentuno. Non di rado la grafia dei nomi è diversa nei due testi. Incerte e discusse sono anche le indicazioni geografiche. Nelle Cronache l'elenco è preceduto da una breve sovrascritta: «Ecco i prodi valorosi». 2Sam 23,39 si ferma ad Uria l'Hittita, marito di Betsabea. Il Cronista completa la lista con un catalogo suo proprio, comprendente sedici nomi di provenienza ignota (vv. 41b-47).

(cf. VINCENZO GATTI, 1Cronache – in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)


🔝C A L E N D A R IIndice BIBBIAHomepage

REGNO DI DAVIDE (10,1-29,30)

Fine di Saul 1I Filistei attaccarono Israele, ma gli uomini d'Israele fuggirono davanti ai Filistei e caddero trafitti da loro sul monte Gèlboe. 2I Filistei inseguirono molto da vicino Saul e i suoi figli, e colpirono a morte Giònata, Abinadàb e Malchisùa, figli di Saul. 3La battaglia si concentrò intorno a Saul: gli arcieri lo presero di mira con gli archi ed egli fu ferito gravemente dagli arcieri. 4Allora Saul disse al suo scudiero: “Sfodera la spada e trafiggimi, prima che vengano quegli incirconcisi a schernirmi”. Ma lo scudiero non volle, perché era troppo spaventato. Allora Saul prese la spada e vi si gettò sopra. 5Quando lo scudiero vide che Saul era morto, si gettò anche lui sulla spada e morì. 6Così morì Saul con i suoi tre figli; tutta la sua famiglia morì insieme. 7Quando tutti gli Israeliti della valle videro che i loro erano in fuga e che erano morti Saul e i suoi figli, abbandonarono le loro città e fuggirono. Vennero i Filistei e vi si stabilirono. 8Il giorno dopo, i Filistei vennero a spogliare i cadaveri e trovarono Saul e i suoi figli caduti sul monte Gèlboe. 9Lo spogliarono, presero la testa e le armi e mandarono a dare il felice annuncio in giro nella terra dei Filistei, ai loro idoli e al popolo. 10Deposero le sue armi nel tempio del loro dio e appesero il suo teschio nel tempio di Dagon. 11Tutti gli abitanti di Iabes di Gàlaad vennero a sapere tutto quello che i Filistei avevano fatto a Saul. 12Tutti i loro guerrieri andarono a prendere il corpo di Saul e i corpi dei suoi figli e li portarono a Iabes; seppellirono le loro ossa sotto la quercia a Iabes e fecero digiuno per sette giorni. 13Così Saul morì a causa della sua infedeltà al Signore, perché non ne aveva ascoltato la parola e perché aveva evocato uno spirito per consultarlo. 14Non aveva consultato il Signore; per questo il Signore lo fece morire e trasferì il regno a Davide, figlio di Iesse.

__________________________ Note

10,1 La sezione dedicata al re Davide costituisce la parte preponderante dei libri delle Cronache; l’opera di Salomone sarà solo un’esecuzione dei progetti di Davide. Questi è il re ideale, colui che favorì il culto: perciò vengono tralasciati gli episodi poco edificanti della sua vita, riportati nei libri di Samuele. Rispetto al racconto di 1Sam 31,1-13, la descrizione della morte di Saul è in parte diversa: la gloria di Davide emerge dal confronto con la fine ingloriosa di un re indegno.

10,2 Filistei inseguirono: riguardo alle vicende di Saul, vedi 1Sam 9-31.

10,14 trasferì il regno a Davide: per le vicende di Davide vedi 1Sam 16–1Re 2.

=●=●=●=●=●=●=●=●=●=●=●=

Approfondimenti

10,1-29,30. Dei complessivi 65 capitoli che costituiscono i due libri delle Cronache, 20 sono dedicati a tracciare il quadro ideale di Israele sotto il regno di Davide. Sono la parte centrale dell'opera. Per il Cronista il periodo trascorso da Israele sotto Davide è e resta l'età aurea del popolo di JHWH, l'epoca ideale di Israele, e in quanto tale criterio di misura della realtà presente e futura del popolo eletto. È l'epoca nella quale le promesse fatte da JHWH ai padri hanno visto la realizzazione piena e l'attesa messianica è giunta a compimento. Per questo Davide è la figura centrale di tutta l'opera. Egli è considerato termine di confronto di tutti gli altri re. La sezione (1Cr 10-29) può essere suddivisa nel seguente modo:

*a una introduzione sulla successione di Davide a Saul, deceduto per le sue colpe, c. 10, * segue la presentazione di Davide re in Gerusalemme su tutto Israele, finalmente unificato e convocato in assemblea attorno a lui, cc. 11-12. * Si ha quindi il racconto del trasferimento dell'arca nella città di Davide, cc. 13-16, * cui segue l'importante vaticinio di Natan, c. 17, * e un ragguaglio sulle imprese militari davidiche condotte per consolidare il regno, cc. 18-20. * I cc. 22-29 sono dedicati più specificamente all'attività di Davide, presentato come fondatore delle istituzioni cultuali d'Israele e organizzatore del personale liturgico-militare della nazione. * Si parla dell'acquisto dell'area per la costruzione del tempio, c. 21, * e quindi dei preparativi per il tempio stesso e dell'organizzazione religiosa, militare e civile d'Israele, cc. 22-27. * Infine, si ha la descrizione dell'ultima solenne assemblea convocata da Davide in Gerusalemme, con la presentazione del successore, Salomone, la consegna del progetto del tempio, il ringraziamento di Davide e l'intronizzazione di suo figlio, 23,1-29,25. * Chiude la sezione un breve sguardo retrospettivo sul regno davidico, 29,26-30.

Ne risulta un mosaico non del tutto omogeneo, ma di ampio respiro e che non manca di ispirazione. Il Cronista fa appello a tutte le sue capacità di scrittore e di teologo per proporre l'immagine di una comunità perfetta, la comunità dell'Israele davidico. Questo obiettivo sospinge l'autore a ridisegnare il profilo del re Davide e a tracciare le linee della regalità davidica sul modello della stessa regalità divina. Come JHWH è re dei cieli e delle loro armate ben disposte, del mondo e di quanto esso contiene, come egli esercita la sua regalità ordinando e separando (cfr. Gn 1), così Davide è re del popolo di Dio, fondatore e ordinatore delle classi in Israele, creatore e iniziatore del culto divino. L'accostamento è ardito e semplificatore, ma niente affatto nuovo sul piano della storia delle grandi religioni (si pensi alla figura del faraone nella religione egizia), ed è pienamente rispondente alla visione teocratica del Cronista, una visione schematica, lineare, e a suo modo – come s'è detto – ispirata e grandiosa.

1-14. Davide succede a Saul Di questo re vengono menzionati esclusivamente i misfatti e la tragica fine, dovuta all'inosservanza della parola di JHWH, v. 13, cfr. 1Sam 13,8; 15,19, e al fatto di aver consultato la negromante, 1Sam 28,9, anziché lo stesso JHWH. Dio lo na colpito, v. 14, servendosi, per eseguire il suo giudizio, della mano stessa di Saul, come racconta 1Sam 31,4. In tal modo è stata aperta la via a Davide, il vero destinatario del trono regale, 5,2. La fine di Saul è raccontata in termini sostanzialmente corrispondenti a 1Sam 31,1-13.

1. L'inizio è brusco. L'autore non risale alle cause della guerra mossa dai Filistei agli Israeliti, perché le considera note o non importanti per il progetto generale della sua opera.

6-7. Sottolineano la fine della casa di Saul, che non avrà più alcuna importanza, cfr. 9,40-44. Non si parla dell'esposizione del cadavere decapitato, inscenata dai nemici, né della sua cremazione ad opera degli amici, 1Sam 31,10ss., considerata un castigo riservato a criminali e adulteri (Lv 20,14; 21,9 ecc.). Al tempo del Cronista l'incinerazione era soprattutto un uso funerario pagano. Da questo passo il Cronista riprende il nome di un dio, Dagon, ma non della dea Astarte, che era un simbolo sessuale. Di fatto, non tutti i discendenti di Saul sono stati eliminati. Sono rimasti in vita Is-Baal e Merib-Baal, senza però prospettive di salire al trono.

13-14. I versetti non hanno rispondenza nel testo parallelo di Samuele, ma l'idea si ritrova in 1Sam 28,16-18. La morte di Saul è vista in chiave meramente teologica, come giudizio di Dio, meritato per i peccati di disubbidienza e di negromanzia. Gli agenti umani, i Filistei o l'arciere, sono del tutto ignorati.

(cf. VINCENZO GATTI, 1Cronache – in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)


🔝C A L E N D A R IIndice BIBBIAHomepage

Abitanti di Gerusalemme 1Tutti gli Israeliti furono registrati per genealogie e iscritti nel libro dei re d'Israele e di Giuda; per le loro colpe furono deportati a Babilonia. 2I primi abitanti che si erano ristabiliti nelle loro proprietà, nelle loro città, erano Israeliti, sacerdoti, leviti e oblati. 3A Gerusalemme abitavano figli di Giuda, di Beniamino, di Èfraim e di Manasse. 4Utài, figlio di Ammiùd, figlio di Omri, figlio di Imrì, figlio di Banì dei figli di Peres, figlio di Giuda. 5Tra i Siloniti: Asaià il primogenito e i suoi figli. 6Tra i figli di Zerach: Ieuèl. Con i loro fratelli erano seicentonovanta in tutto. 7Tra i figli di Beniamino: Sallu, figlio di Mesullàm, figlio di Odavia, figlio di Assenuà, 8Ibnia, figlio di Ierocàm, Ela, figlio di Uzzì, figlio di Micrì, e Mesullàm, figlio di Sefatia, figlio di Reuèl, figlio di Ibnia. 9I loro fratelli, secondo le loro genealogie, erano novecentocinquantasei; tutti costoro erano capi di casato. 10Tra i sacerdoti: Iedaià, Ioiarìb, Iachin 11e Azaria, figlio di Chelkia, figlio di Mesullàm, figlio di Sadoc, figlio di Meraiòt, figlio di Achitùb, capo del tempio di Dio, 12Adaià, figlio di Ierocàm, figlio di Pascur, figlio di Malchia, e Masài, figlio di Adièl, figlio di Iaczerà, figlio di Mesullàm, figlio di Mesillemìt, figlio di Immer. 13I loro fratelli, capi dei loro casati, erano millesettecentosessanta, uomini abili in ogni lavoro per il servizio del tempio di Dio. 14Dei leviti: Semaià, figlio di Cassub, figlio di Azrikàm, figlio di Casabia dei figli di Merarì, 15Bakbakkàr, Cheres, Galal, Mattania, figlio di Mica, figlio di Zikrì, figlio di Asaf, 16Abdia, figlio di Semaià, figlio di Galal, figlio di Iedutùn, e Berechia, figlio di Asa, figlio di Elkanà, che abitava nei villaggi dei Netofatiti. 17Dei portieri: Sallum, Akkub, Talmon, Achimàn e i loro fratelli. Sallum era il capo 18e sta fino ad oggi alla porta del re a oriente. Costoro erano i portieri degli accampamenti dei figli di Levi. 19Sallum, figlio di Cori, figlio di Ebiasàf, figlio di Core, e i suoi fratelli, i Coriti, del suo casato, attendevano al servizio liturgico; erano custodi della soglia della tenda e i loro padri custodivano l'ingresso nell'accampamento del Signore. 20Fineès, figlio di Eleàzaro, era un tempo il loro capo, il Signore sia con lui! 21Zaccaria, figlio di Meselemia, custodiva la porta della tenda del convegno. 22Tutti costoro, scelti come custodi della soglia, erano duecentododici; erano iscritti nelle genealogie secondo i loro villaggi. Li avevano stabiliti nell'ufficio per la loro fedeltà Davide e il veggente Samuele. 23Essi e i loro figli avevano la responsabilità delle porte nel tempio del Signore, cioè nella casa della tenda. 24C'erano portieri ai quattro lati: oriente, occidente, settentrione e meridione. 25I loro fratelli, che abitavano nei loro villaggi, di tanto in tanto dovevano andare con loro per sette giorni. 26Poiché erano sempre in funzione, quei quattro portieri maggiori, che erano leviti, controllavano le stanze e i tesori del tempio di Dio. 27Alloggiavano nelle adiacenze del tempio di Dio, perché a loro incombeva la sua custodia e la sua apertura ogni mattina. 28Di essi alcuni controllavano gli oggetti per il culto, che contavano quando li portavano dentro e quando li riportavano fuori. 29Alcuni erano incaricati degli arredi, di tutti gli oggetti del santuario, della farina, del vino, dell'olio, dell'incenso e degli aromi. 30Alcuni tra i figli dei sacerdoti preparavano le sostanze aromatiche per i profumi. 31Il levita Mattitia, primogenito di Sallum il Corita, per la sua fedeltà era incaricato di ciò che si preparava nei tegami. 32Tra i figli dei Keatiti, alcuni loro fratelli badavano ai pani dell'offerta da disporre ogni sabato. 33Questi erano i cantori, capi di casato levitici; vivevano liberi da altri compiti nelle stanze del tempio, perché giorno e notte erano in attività. 34Questi erano i capi delle famiglie levitiche, secondo le loro genealogie; essi abitavano a Gerusalemme.

Supplementi: discendenti di Saul 35A Gàbaon abitavano il padre di Gàbaon, Ieièl, la cui moglie si chiamava Maacà, 36suo figlio primogenito Abdon, poi Sur, Kis, Baal, Ner, Nadab, 37Ghedor, Achio, Zaccaria e Miklòt. 38Miklòt generò Simeàm. Anche costoro, come già i loro fratelli, abitavano a Gerusalemme assieme a loro. 39Ner generò Kis; Kis generò Saul; Saul generò Giònata, Malchisùa, Abinadàb e Is-Baal. 40Figlio di Giònata fu Merib-Baal; Merib-Baal generò Mica. 41Figli di Mica: Piton, Melec e Tacrea. 42Acaz generò Iara; Iara generò Alèmet, Azmàvet e Zimrì; Zimrì generò Mosa. 43Mosa generò Bineà, di cui fu figlio Refaià, di cui fu figlio Elasà, di cui fu figlio Asel. 44Asel ebbe sei figli, che si chiamavano Azrikàm, Bocru, Ismaele, Searia, Abdia e Canan; questi erano figli di Asel.

=●=●=●=●=●=●=●=●=●=●=●=

Approfondimenti

1-34. Mentre nei cc. 1-8 le genealogie riguardavano tutto Israele, questo capitolo è dedicato alla popolazione di Gerusalemme. A una introduzione (vv. 1-3) segue la presentazione di vari gruppi discendenti di Giuda (vv. 4-6) e di Beniamino (vv. 7-9), oltre che di sacerdoti (vv. 10-13), leviti (vv. 14-16) e portieri (vv. 17-27). Segue una integrazione sul servizio dei leviti (vv. 28-34). Il capitolo e questa prima parte del libro si chiudono con la ripetizione della genealogia di Saul (vv. 35-44).

1. Le fonti alle quali rimanda spesso il Cronista sono numerose. Quasi una ventina sono i riferimenti a documenti extrabiblici. Il Libro dei re d'Israele e di Giuda (non fa parte del testo ebraico) è citato qui e in 2Cr 20,34. Per il Libro dei re d'Israele e di Giuda, cfr. 2Cr 27,7; 35,27; 36,8.

2-16. Cfr. Ne 11,3-19. Il rapporto tra le due liste è molto discusso. È un elenco di rimpatriati dopo l'esilio, suddiviso secondo quattro categorie: «Israeliti» da un lato, che qui è nome tecnico indicante i laici eredi della promessa (cfr. Esd 10,25), la classe o casta consacrata al servizio di JHWH dall'altro, costituita da sacerdoti, leviti ed oblati. Il linguaggio è quello dei documenti sacerdotali.

2. Gli «oblati», in ebraico nᵉtinim (da ntn, «dare»), sono servitori del tempio di rango inferiore, discendenti forse dagli antichi Gabaoniti e anche da prigionieri di guerra prima dell'esilio. Di essi si parla anche nei libri di Esdra e Neemia.

4-16. Il brano riporta diversi gruppi di abitanti in Gerusalemme. Vengono riferiti i nomi dei capi e talune volte il numero complessivo degli appartenenti alle varie stirpi. Si tratta fondamentalmente di famiglie levitiche.

17-27. Lista dei portieri. L'elenco è più ampio del testo parallelo di Ne 11,3-19. L'istituzione dei portieri è antica, risale al tempo di Samuele e addirittura al periodo del deserto (vv. 19.22.23). Personale addetto alla custodia delle porte del tempio si trova anche nel mondo pagano. Dei portieri del tempio di Gerusalemme si parla diffusamente in 26,1-19. Il brano vuole mettere in evidenza l'importanza dell'ufficio dei portinai, descrivendone la remota origine (vv. 18b-23), e la molteplicità delle mansioni (vv. 24-32). Al v. 18b è fortemente sottolineata la loro appartenenza alla categoria dei leviti (cfr. Ne 12,25).

20. Per il sommo sacerdote Finees, cfr. 5,30; Nm 3,32; 25,11ss.

24-25. Le porte che immettevano sul piazzale del tempio erano quattro, in rapporto ai punti cardinali, una per ogni casato.

28-34. Il brano contiene un elenco di altre incombenze dei portieri incaricati degli utensili del culto (v. 28), delle offerte (v. 29), degli aromi (v. 30), dei pani dell'offerta (vv. 31-32) e del canto (v. 33). Per il servizio notturno dei cantori cfr. Sal 134.

35-44. Si ripete la genealogia di Saul. Il brano è un duplicato di 8,28-38. Qui serve a chiudere la prima parte del libro e a introdurre al capitolo che segue, sulla tragica fine di Saul. L'autore intende contrapporre alla fedeltà dei leviti l'infedeltà del primo re d'Israele. I primi sono stati premiati con il perpetuarsi della loro progenie, il secondo è stato amaramente punito, e della sua rovina si parlerà nel capitolo seguente.

(cf. VINCENZO GATTI, 1Cronache – in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)


🔝C A L E N D A R IIndice BIBBIAHomepage

Supplementi: i Beniaminiti 1Beniamino generò Bela suo primogenito, Asbel secondo, Achiràm terzo, 2Noca quarto e Rafa quinto. 3Bela ebbe come figli Addar, Ghera, padre di Ecud, 4Abisùa, Naamàn, Acòach, 5Ghera, Sepufàn e Curam. 6Questi furono i figli di Ecud, che erano capi di casato fra gli abitanti di Gheba e che furono deportati a Manàcat: 7Naamàn, Achia e Ghera, che li deportò e generò Uzzà e Achicùd. 8Sacaràim ebbe figli nel territorio di Moab, dopo aver ripudiato le mogli Cusìm e Baarà. 9Da Codes, sua moglie, generò Iobab, Sibìa, Mesa, Malcam, 10Ieus, Sachìa e Mirma. Questi furono i suoi figli, capi di casato. 11Da Cusìm generò Abitùb ed Elpàal. 12Figli di Elpàal: Eber, Misam e Semed, che costruì Ono e Lod con le sue dipendenze. 13Berià e Sema, che furono capi di casato fra gli abitanti di Àialon, misero in fuga gli abitanti di Gat. 14Loro fratelli: Sasak e Ieremòt. 15Zebadia, Arad, Eder, 16Michele, Ispa e Ioca erano figli di Berià. 17Zebadia, Mesullàm, Chizkì, Cheber, 18Ismerài, Izlia e Iobab erano figli di Elpàal. 19Iakim, Zikrì, Zabdì, 20Elienài, Silletài, Elièl, 21Adaià, Beraià e Simrat erano figli di Simei. 22Ispan, Eber, Elièl, 23Abdon, Zikrì, Canan, 24Anania, Elam, Antotia, 25Ifdia e Penuèl erano figli di Sasak. 26Samserài, Secaria, Atalia, 27Iaaresia, Elia e Zikrì erano figli di Ierocàm. 28Questi erano capi di casato, secondo le loro genealogie; essi abitavano a Gerusalemme.

Discendenti di Saul 29A Gàbaon abitava il padre di Gàbaon, la cui moglie si chiamava Maacà. 30Suo figlio primogenito era Abdon, poi Sur, Kis, Baal, Ner, Nadab, 31Ghedor, Achio, Zeker e Miklòt. 32Miklòt generò Simeà. Anche costoro, come già i loro fratelli, abitavano a Gerusalemme assieme a loro. 33Ner generò Kis; Kis generò Saul; Saul generò Giònata, Malchisùa, Abinadàb e Is-Baal. 34Figlio di Giònata fu Merib-Baal; Merib-Baal generò Mica. 35Figli di Mica: Piton, Melec, Tarea e Acaz. 36Acaz generò Ioaddà; Ioaddà generò Alèmet, Azmàvet e Zimrì; Zimrì generò Mosa. 37Mosa generò Bineà, di cui fu figlio Rafa, di cui fu figlio Elasà, di cui fu figlio Asel. 38Asel ebbe sei figli, che si chiamavano Azrikàm, Bocru, Ismaele, Searia, Abdia e Canan; tutti questi erano figli di Asel. 39Figli di Esek, suo fratello: Ulam suo primogenito, Ieus secondo, Elifèlet terzo. 40I figli di Ulam erano uomini valorosi e tiratori di arco. Ebbero numerosi figli e nipoti: centocinquanta. Tutti questi erano discendenti di Beniamino.

=●=●=●=●=●=●=●=●=●=●=●=

Approfondimenti

1-32. Questa prima parte del c. 8, oltre a fornire genealogie su diversi gruppi di Beniaminiti (vv. 1-5), ne indica anche le residenze: Gheba (vv. 6-7), Moab (vv. 8-10), Ono e Lidda (vv. 11-12), Aialon e Gat (vv. 13-14), Gerusalemme (vv. 15-28) e Gabaon (vv. 29-32). Il brano presenta non poche difficoltà nei confronti della precedente sezione 7,6-11 e di Gn 46,21 e Nm 26,38-41. Il testo è anche frammentario. Il Cronista sembra riprendere le liste beniaminite non più in funzione del quadro delle tribù d'Israele, ma in funzione di Gerusalemme che appartiene originariamente a Beniamino (Gs 18,28) e nella quale Davide preparerà l'edificazione del tempio di JHWH, centro della nuova Gerusalemme secondo Ez 40.

1-7. I versetti intendono porre in evidenza la genealogia di Eud, il giudice che liberò Beniamino dalla schiavitù di Moab (cfr. Gdc 3,15-30). Il dramma di Gheba (Gabaa) è ampiamente descritto in Gdc 19-21.

8-12. Beniaminiti in Moab, Ono e Lidda. Ono e Lidda furono popolate dopo l'esilio da Beniaminiti, cfr. Ne 6,7.35; 11,35; Esd 2,33.

13-28. Beniaminiti ad Aialon, Gat e Gerusalemme. Gerusalemme come città di confine tra Giuda e Beniamino è stata sempre proprietà di entrambe le tribù.

29-32. Beniaminiti a Gabaon e a Gerusalemme. Gabaon sarà menzionata spesso dal Cronista: 1Cr 9,35; 14,6; 16,39; 21,29; 2Cr 1,3.13; Ne 3,7; 7,25. La città fu sede della confederazione evea al tempo dell'occupazione della Palestina, Gs 9,3.17, ecc. Il Cronista intende sottolineare forse il legame tra le due città sacre: Gabaon, dove risiedette la Dimora prima di Davide, 21,29, e Gerusalemme, dove fu trasferita insieme all'altare.

33-40. Cfr. 1Sam 9,1; 14,49-51 = 1Cr 9,39-43. Così come sono, i testi non vanno d'accordo tra loro. La genealogia di Saul, comprendente una dozzina di nomi, è messa in risalto perché Saul è precursore di Davide, ma mentre le relazioni di Davide sono riportate al primo posto, quelle di Saul sono relegate all'ultimo. La genealogia è ripetuta con varianti minime in 9,39-44.

(cf. VINCENZO GATTI, 1Cronache – in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)


🔝C A L E N D A R IIndice BIBBIAHomepage

Discendenza della tribù di Ìssacar 1Figli di Ìssacar: Tola, Pua, Iasub, Simron: quattro. 2Figli di Tola: Uzzì, Refaià, Ierièl, Iacmài, Ibsam, Samuele, capi dei casati di Tola, uomini valorosi nelle loro genealogie; al tempo di Davide il loro numero era di ventiduemilaseicento. 3Figli di Uzzì: Izrachia. Figli di Izrachia: Michele, Abdia, Gioele, Issia: in tutto cinque capi. 4Suddivisi secondo le loro genealogie e i loro casati, avevano trentaseimila uomini nelle loro schiere armate per la guerra, poiché abbondavano di mogli e di figli. 5I loro fratelli, appartenenti a tutte le famiglie di Ìssacar, uomini valorosi, secondo il loro censimento erano ottantasettemila in tutto.

Discendenza della tribù di Beniamino 6Figli di Beniamino: Bela, Becher e Iediaèl, tre. 7Figli di Bela: Esbon, Uzzì, Uzzièl, Ierimòt, Irì, cinque capi dei loro casati, uomini valorosi; secondo il loro censimento erano ventiduemilatrentaquattro. 8Figli di Becher: Zemirà, Ioas, Elièzer, Elioenài, Omri, Ieremòt, Abia, Anatòt e Alèmet; tutti costoro erano figli di Becher. 9Il loro censimento, eseguito secondo le loro genealogie in base ai capi dei loro casati, indicò ventimiladuecento uomini valorosi. 10Figli di Iediaèl: Bilan. Figli di Bilan: Ieus, Beniamino, Eud, Chenaanà, Zetan, Tarsis e Achisacàr. 11Tutti questi erano figli di Iediaèl, capi dei loro casati, uomini valorosi, in numero di diciassettemiladuecento, pronti per una spedizione militare e per combattere. 12Suppìm e Cuppìm, figli di Ir; Cusìm, figlio di Acher.

Discendenza della tribù di Nèftali 13Figli di Nèftali: Iacasièl, Gunì, Ieser e Sallum, figli di Bila.

Discendenza della tribù di Manasse 14Figli di Manasse: Asrièl, partorito dalla concubina aramea che partorì anche Machir, padre di Gàlaad. 15Machir prese una moglie per Cuppìm e Suppìm; sua sorella si chiamava Maacà. Il secondo figlio si chiamava Selofcàd; Selofcàd aveva solo figlie. 16Maacà, moglie di Machir, partorì un figlio che chiamò Peres, mentre suo fratello si chiamava Seres; suoi figli erano Ulam e Rekem. 17Figlio di Ulam: Bedan. Questi furono i figli di Gàlaad, figlio di Machir, figlio di Manasse. 18La sua sorella Ammolèket partorì Isod, Abièzer e Macla. 19Figli di Semidà furono Achiàn, Sichem, Lichì e Aniàm.

Discendenza della tribù di Èfraim 20Figli di Èfraim: Sutèlach, di cui fu figlio Bered, di cui fu figlio Tacat, di cui fu figlio Eladà, di cui fu figlio Tacat, 21di cui fu figlio Zabad, di cui furono figli Sutèlach, Ezer ed Elad, uccisi dagli uomini di Gat, indigeni della regione, perché erano scesi a razziarne il bestiame. 22Il loro padre Èfraim li pianse per molti giorni e i suoi fratelli vennero per consolarlo. 23Quindi si unì alla moglie, che rimase incinta e partorì un figlio che il padre chiamò Berià, perché nato con la sventura in casa. 24Figlia di Èfraim fu Seerà, la quale edificò Bet-Oron inferiore e superiore, e Uzzen-Seerà. 25Suo figlio fu anche Refach, di cui fu figlio Resef, di cui fu figlio Telach, di cui fu figlio Tacan, 26di cui fu figlio Ladan, di cui fu figlio Ammiùd, di cui fu figlio Elisamà, 27di cui fu figlio Nun, di cui fu figlio Giosuè. 28Loro proprietà e loro residenza furono Betel con le sue dipendenze, a oriente Naaràn, a occidente Ghezer con le sue dipendenze, Sichem con le sue dipendenze fino ad Aià con le sue dipendenze. 29Appartenevano ai figli di Manasse: Bet-Sean con le sue dipendenze, Taanac con le sue dipendenze, Meghiddo con le sue dipendenze, Dor con le sue dipendenze. In queste località abitavano i figli di Giuseppe, figlio d'Israele.

Discendenza della tribù di Aser 30Figli di Aser: Imna, Isva, Isvì, Berià e la loro sorella Serach. 31Figli di Berià: Cheber e Malchièl, padre di Birzàit. 32Cheber generò Iaflet, Semer, Cotam e Suà loro sorella. 33Figli di Iaflet: Pasac, Bimal e Asvat; questi furono i figli di Iaflet. 34Figli di Semer, suo fratello: Roga, Cubba e Aram. 35Figli di Elem, suo fratello: Sofach, Imna, Seles e Amal. 36Figli di Sofach: Suach, Carnefer, Sual, Berì, Imra, 37Beser, Od, Sammà, Silsa, Itran e Beerà. 38Figli di Ieter: Iefunnè, Pispa e Ara. 39Figli di Ullà: Arach, Cannièl e Risià. 40Tutti costoro furono figli di Aser, capi di casato, uomini scelti e valorosi, capi tra i prìncipi. Nel loro censimento, eseguito in base alla capacità militare, risultò il numero ventiseimila.

=●=●=●=●=●=●=●=●=●=●=●=

Approfondimenti

1-40. Dopo Giuda, Simeone e le tribù della Transgiordania Ruben, Gad e metà Manasse, dopo Levi, posta al centro fra le tribù transgiordaniche e quelle della Palestina, quasi a indicare il suo carattere particolare, il Cronista in questo capitolo presenta le genealogie delle tribù del Nord: Issacar (v. 1-5), Beniamino (vv. 6-11), Dan (v. 12), Neftali (v. 13), Manasse (vv. 14-19), Efraim-Giosuè (vv. 20-29), Aser (vv. 30-40). Manca la genealogia della tribù di Zabulon. Le notizie contenute nel capitolo sono frammentarie e piuttosto sommarie. I dati utilizzati qui dal Cronista sono presi ancora da Gn e Nm, ma anche da fonti ignote. Per giunta, il testo è talune volte lacunoso e corrotto.

1-5. Per il v. 1 cfr. Nm 26,23-25 = Gn 46,13. Le cifre presentano una forma di aumento proporzionale.

6-12a. Qui si ci aspetterebbe la genealogia di Zabulon. Questa lista differisce notevolmente dalle indicazioni di Gn 46,21 e Nm 26,38. Il versetto 12b sembra essere un frammento della genealogia di Dan. Cusim è collegato a Dan in Gn 46,23. Di fatto il territorio della tribù di Dan confinava con Beniamino, prima che una parte della tribù emigrasse verso il nord (cfr. Gdc 18).

13. Cfr. Gn 46,24; Nm 26,48-50.

14-19. Cfr. Nm 26,29-31; Gs 17,2. Secondo Nm 26,31, Asriel è pronipote di Manasse: Manasse, Machir, Galaad, Asriel.

20-29. La genealogia è interrotta dalle notizie storiche dei vv. 21b-24. I sette nomi della prima parte, vv. 20-21a, ricorrono anche in Nm 26,35s. e in Gn 46,20 (LXX). L'impresa sventurata dei due fratelli di Sutelach, Ezer e Elead (v. 21), fu occasione per la nascita di un altro figlio, Beria, (v. 23), la cui figlia Seera edificò Bet-Oron superiore e inferiore.

28-29. Si tratta di un breve elenco delle città abitate dai discendenti di Giuseppe, Efraim e Manasse occidentale. È più completo Gs 16,1-8; 17,1-11.

30-40. La genealogia segue Gn 46,17. Per il v. 40, cfr. Nm 1,41; 26,47.

(cf. VINCENZO GATTI, 1Cronache – in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)


🔝C A L E N D A R IIndice BIBBIAHomepage

1Figli di Levi: Ghersom, Keat e Merarì. 2Questi sono i nomi dei figli di Ghersom: Libnì e Simei. 3Figli di Keat: Amram, Isar, Ebron e Uzzièl. 4Figli di Merarì: Maclì e Musì. Queste sono le famiglie di Levi secondo i loro casati. 5Ghersom ebbe per figlio Libnì, di cui fu figlio Iacat, di cui fu figlio Zimmà, 6di cui fu figlio Iòach, di cui fu figlio Iddo, di cui fu figlio Zerach, di cui fu figlio Ieotrài. 7Figli di Keat: Amminadàb, di cui fu figlio Core, di cui fu figlio Assir, 8di cui fu figlio Elkanà, di cui fu figlio Abiasàf, di cui fu figlio Assir, 9di cui fu figlio Tacat, di cui fu figlio Urièl, di cui fu figlio Ozia, di cui fu figlio Saul. 10Figli di Elkanà: Amasài e Achimòt, 11di cui fu figlio Elkanà, di cui fu figlio Sufài, di cui fu figlio Nacat, 12di cui fu figlio Eliàb, di cui fu figlio Ierocàm, di cui fu figlio Elkanà. 13Figli di Samuele: Gioele primogenito e Abia secondo. 14Figli di Merarì: Maclì, di cui fu figlio Libnì, di cui fu figlio Simei, di cui fu figlio Uzzà, 15di cui fu figlio Simeà, di cui fu figlio Agghia, di cui fu figlio Asaià.

Supplementi: i cantori 16Ecco coloro ai quali Davide affidò la direzione del canto nel tempio del Signore, dopo che vi ebbe sede l'arca. 17Essi esercitarono l'ufficio di cantori davanti alla Dimora della tenda del convegno, finché Salomone non costruì il tempio del Signore a Gerusalemme. Nel servizio si attenevano alla regola fissata per loro. 18Questi furono gli incaricati e questi i loro figli. Tra i Keatiti: Eman il cantore, figlio di Gioele, figlio di Samuele, 19figlio di Elkanà, figlio di Ierocàm, figlio di Elièl, figlio di Tòach, 20figlio di Suf, figlio di Elkanà, figlio di Macat, figlio di Amasài, 21figlio di Elkanà, figlio di Gioele, figlio di Azaria, figlio di Sofonia, 22figlio di Tacat, figlio di Assir, figlio di Abiasàf, figlio di Core, 23figlio di Isar, figlio di Keat, figlio di Levi, figlio d'Israele. 24Suo fratello era Asaf, che stava alla sua destra: Asaf, figlio di Berechia, figlio di Simeà, 25figlio di Michele, figlio di Baasea, figlio di Malchia, 26figlio di Etnì, figlio di Zerach, figlio di Adaià, 27figlio di Etan, figlio di Zimmà, figlio di Simei, 28figlio di Iacat, figlio di Ghersom, figlio di Levi. 29I figli di Merarì, loro fratelli, che stavano alla sinistra, erano Etan, figlio di Kisì, figlio di Abdì, figlio di Malluc, 30figlio di Casabia, figlio di Amasia, figlio di Chelkia, 31figlio di Amsì, figlio di Banì, figlio di Semer, 32figlio di Maclì, figlio di Musì, figlio di Merarì, figlio di Levi.

Supplementi: i leviti e le loro città 33I loro fratelli leviti erano addetti a ogni servizio della Dimora nel tempio di Dio. 34Aronne e i suoi figli bruciavano le offerte sull'altare dell'olocausto e sull'altare dell'incenso, curavano tutto il servizio nel Santo dei Santi e compivano il rito espiatorio per Israele, secondo quanto aveva comandato Mosè, servo di Dio. 35Questi sono i figli di Aronne: Eleàzaro, di cui fu figlio Fineès, di cui fu figlio Abisùa, 36di cui fu figlio Bukkì, di cui fu figlio Uzzì, di cui fu figlio Zerachia, 37di cui fu figlio Meraiòt, di cui fu figlio Amaria, di cui fu figlio Achitùb, 38di cui fu figlio Sadoc, di cui fu figlio Achimàas. 39Queste sono le loro residenze, secondo i loro attendamenti nei rispettivi territori. Ai figli di Aronne della famiglia dei Keatiti, che furono sorteggiati per primi, 40fu assegnata Ebron, nel territorio di Giuda, con i suoi pascoli vicini, 41ma i terreni della città e i suoi villaggi furono assegnati a Caleb, figlio di Iefunnè. 42Ai figli di Aronne furono assegnate come città di asilo Ebron, Libna con i suoi pascoli, Iattir, Estemòa con i suoi pascoli, 43Chilez con i suoi pascoli, Debir con i suoi pascoli, 44Asan con i suoi pascoli, Bet-Semes con i suoi pascoli 45e, nella tribù di Beniamino, Gheba con i suoi pascoli, Alèmet con i suoi pascoli, Anatòt con i suoi pascoli. Totale: tredici città con i loro pascoli. 46Agli altri figli di Keat, secondo le loro famiglie, furono assegnate in sorte dieci città prese dalla tribù di Èfraim, dalla tribù di Dan e dalla metà della tribù di Manasse. 47Ai figli di Ghersom, secondo le loro famiglie, furono assegnate tredici città prese dalla tribù di Ìssacar, dalla tribù di Aser, dalla tribù di Nèftali e dalla tribù di Manasse in Basan. 48Ai figli di Merarì, secondo le loro famiglie, furono assegnate in sorte dodici città prese dalla tribù di Ruben, dalla tribù di Gad e dalla tribù di Zàbulon. 49Gli Israeliti assegnarono ai leviti queste città con i loro pascoli. 50Queste città prese dalle tribù dei figli di Giuda, dei figli di Simeone e dei figli di Beniamino, le assegnarono in sorte dando loro il relativo nome. 51Alle famiglie dei figli di Keat furono assegnate in sorte città appartenenti alla tribù di Èfraim. 52Assegnarono loro come città di asilo Sichem con i suoi pascoli, sulle montagne di Èfraim, Ghezer con i suoi pascoli, 53Iokmeàm con i suoi pascoli, Bet-Oron con i suoi pascoli, 54Àialon con i suoi pascoli, Gat-Rimmon con i suoi pascoli 55e, dalla metà della tribù di Manasse, Aner con i suoi pascoli, Bileàm con i suoi pascoli. Queste città erano per la famiglia degli altri figli di Keat. 56Ai figli di Ghersom, secondo le loro famiglie, assegnarono in sorte dalla metà della tribù di Manasse: Golan in Basan con i suoi pascoli e Astaròt con i suoi pascoli; 57dalla tribù di Ìssacar: Kedes con i suoi pascoli, Daberàt con i suoi pascoli, 58Ramot con i suoi pascoli e Anem con i suoi pascoli; 59dalla tribù di Aser: Masal con i suoi pascoli, Abdon con i suoi pascoli, 60Cukok con i suoi pascoli e Recob con i suoi pascoli; 61dalla tribù di Nèftali: Kedes di Galilea con i suoi pascoli, Cammon con i suoi pascoli e Kiriatàim con i suoi pascoli. 62Agli altri figli di Merarì dalla tribù di Zàbulon furono assegnate: Rimmon con i suoi pascoli e Tabor con i suoi pascoli; 63oltre il Giordano di Gerico, a oriente del Giordano, dalla tribù di Ruben: Beser nel deserto con i suoi pascoli, Iaas con i suoi pascoli, 64Kedemòt con i suoi pascoli, Mefàat con i suoi pascoli; 65dalla tribù di Gad: Ramot in Gàlaad con i suoi pascoli, Macanàim con i suoi pascoli, 66Chesbon con i suoi pascoli e Iazer con i suoi pascoli.

__________________________ Note

6,16 L’istituzione dei cantori è fatta risalire a Davide. Tre di loro compaiono anche nel titolo di alcuni salmi: Eman (v. 18), Asaf (v. 24), Etan (v. 29).

=●=●=●=●=●=●=●=●=●=●=●=

Approfondimenti

1-15. Tutti i leviti vengono ricondotti ai tre figli di Levi: Gherson, Keat e Merari. Per questa genealogia il Cronista abbandona Nm 26, che non serve allo scopo, per seguire Nm 3,17-29, combinando con esso i dati di Es 6,16ss. e utilizzando altre fonti a noi sconosciute.

10-12. Lista degli antenati di Samuele discendenti da Keat attraverso l'Elkana del v. 8 (cfr. 1Sam 1,1), con alcune varianti.

16-32. Tra i ministri del tempio di sangue levitico non vi sono solo i sacerdoti e i leviti, ma anche i cantori. Il canto sacro ricopre un ruolo di grande importanza nella mente del Cronista. Esso è espressione collettiva delle disposizioni del cuore umano alla preghiera e alla confessione di lode.

16-17. L'istituzione è fatta risalire a Davide ed è considerata elemento importante del culto della comunità.

18-23. La linea di Eman riprende in forma ascendente gli anelli della catena elencati in 6,7-3, con una costruzione mnemonica che solo in parte rispecchia la realtà storica.

24-28. Anche questa lista ha carattere sistematico. Corrisponde in parte a quella della discendenza di Gherson attraverso Libni (vv. 5s.). Asaf è autore di dodici salmi, secondo i loro antichi titoli.

29-32. Genealogia di Etan, inferiore per dignità agli altri due.

33-38. In questi versetti sono fornite precisazioni sul ruolo ricoperto dai leviti e dai sacerdoti. Inoltre si ripete la successione dei sacerdoti da Aronne a Davide, cfr. 5,30-34.

33-34. Nota storica sull'attività dei leviti in genere e dei sacerdoti in particolare, che intende introdurre la lista dei figli di Aronne. Erano addetti al tempio per svolgere i servizi più umili anche coloro di cui parla Esd 2,43-54; Ne 7,46-56. L'attività dei sacerdoti consisteva nell'offerta dei sacrifici e nel servizio nel Santo dei Santi, che riguardava non solo le funzioni che si svolgevano nella cella del tempio (Nm 4, 19), bensì tutto ciò che aveva un qualche rapporto con gli oggetti del culto. Per il sacrificio espiatorio cfr. Lv 9,7; 16,6; Ez 45,17, ecc. Nel “grande giorno dell'espiazione” (Lv 16) officiava esclusivamente il sommo sacerdote, (cfr. Lv 4,16-20; 9,15ss.).

35-38. La lista dei sommi sacerdoti corrisponde a quella di 5,30ss.

39-66. La sezione corrisponde sostanzialmente a Gs 21,5-39. Nella suddivisione della terra promessa, com'è noto alla tribù di Levi non fu riservata alcuna zona geografica specifica, essendo lo stesso JHWH l'eredità di questa tribù. I sacerdoti e i leviti vivevano dispersi fra gli altri Israeliti. Ma nella visione teologica di Ezechiele (Ez 45,5) il profeta prevede un territorio anche per i leviti. Per le città rifugio e i pascoli, cfr. Nm 35,14s.

(cf. VINCENZO GATTI, 1Cronache – in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)


🔝C A L E N D A R IIndice BIBBIAHomepage

Discendenza della tribù di Ruben 1 Figli di Ruben, primogenito d'Israele. Egli era il primogenito, ma, poiché aveva profanato il letto del padre, la primogenitura fu assegnata ai figli di Giuseppe, figlio d'Israele. Ma questa primogenitura non fu registrata. 2Giuda infatti prevalse sui fratelli e un suo discendente divenne capo; tuttavia la primogenitura appartiene a Giuseppe. 3Figli di Ruben, primogenito d'Israele: Enoc, Pallu, Chesron e Carmì. 4Figli di Gioele: Semaià, di cui fu figlio Gog, di cui fu figlio Simei, 5di cui fu figlio Mica, di cui fu figlio Reaià, di cui fu figlio Baal, 6di cui fu figlio Beerà, che fu deportato nella deportazione di Tiglat-Pilèser, re d'Assiria; egli era il capo dei Rubeniti. 7Suoi fratelli, secondo le loro famiglie, come sono iscritti nelle genealogie, furono: il primo Ieièl, quindi Zaccaria 8e Bela, figlio di Azaz, figlio di Sema, figlio di Gioele, che dimorava ad Aroèr e si estendeva fino al Nebo e a Baal-Meon. 9A oriente raggiungevano il limite del deserto che va dal fiume Eufrate in qua, perché le loro greggi erano numerose nel territorio di Gàlaad. 10Al tempo di Saul mossero guerra agli Agareni; caduti questi nelle loro mani, essi si stabilirono nelle loro tende su tutta la parte orientale di Gàlaad.

Discendenza della tribù di Gad 11I figli di Gad, di fronte a loro, dimoravano nella regione di Basan fino a Salca. 12Gioele, il primo, Safam, secondo, quindi Ianài e Safat in Basan. 13Loro fratelli, secondo i loro casati, furono Michele, Mesullàm, Seba, Iorài, Iacan, Zia ed Eber: sette. 14Costoro erano figli di Abicàil, figlio di Curì, figlio di Iaròach, figlio di Gàlaad, figlio di Michele, figlio di Iesisài, figlio di Iacdo, figlio di Buz. 15Achì, figlio di Abdièl, figlio di Gunì, era il capo del loro casato. 16Dimoravano in Gàlaad e in Basan e nelle loro dipendenze e in tutti i pascoli di Saron fino ai loro estremi confini. 17Tutti costoro furono registrati negli elenchi genealogici di Iotam, re di Giuda, e al tempo di Geroboamo, re d'Israele.

Supplementi 18I figli di Ruben, i Gaditi e metà della tribù di Manasse, gente valorosa, armata di scudo e di spada, tiratori di arco ed esperti della guerra, potevano uscire in campo in numero di quarantaquattromilasettecentosessanta. 19Essi attaccarono gli Agareni, Ietur, Nafis e Nodab. 20Erano stati soccorsi contro costoro, perché durante l'assalto si erano rivolti a Dio, che li aiutò per la loro fiducia in lui e così gli Agareni e tutti i loro alleati furono consegnati nelle loro mani. 21Essi razziarono il bestiame degli Agareni: cinquantamila cammelli, duecentocinquantamila pecore, duemila asini e centomila persone, 22poiché numerosi furono i feriti a morte, dato che la guerra era voluta da Dio. I vincitori si stabilirono nei territori dei vinti fino alla deportazione. 23I figli di metà della tribù di Manasse abitavano nella regione che si estende da Basan a Baal-Ermon, a Senir e al monte Ermon; essi erano numerosi. 24Questi sono i capi dei loro casati: Efer, Isì, Elièl, Azrièl, Geremia, Odavia e Iacdièl, uomini valorosi e famosi, capi dei loro casati. 25Ma furono infedeli al Dio dei loro padri, prostituendosi agli dèi delle popolazioni della terra, che Dio aveva distrutte davanti a loro. 26Il Dio d'Israele eccitò lo spirito di Pul, re d'Assiria, cioè lo spirito di Tiglat-Pilèser, re d'Assiria, che deportò i Rubeniti, i Gaditi e metà della tribù di Manasse; li condusse a Chelach e presso il Cabor, ad Ara e al fiume di Gozan, ove rimangono ancora oggi.

Discendenza della tribù di Levi 27Figli di Levi: Gherson, Keat e Merarì. 28Figli di Keat: Amram, Isar, Ebron e Uzzièl. 29Figli di Amram: Aronne, Mosè e Maria. Figli di Aronne: Nadab, Abiu, Eleàzaro e Itamàr. 30Eleàzaro generò Fineès; Fineès generò Abisùa; 31Abisùa generò Bukkì; Bukkì generò Uzzì; 32Uzzì generò Zerachia; Zerachia generò Meraiòt; 33Meraiòt generò Amaria; Amaria generò Achitùb; 34Achitùb generò Sadoc; Sadoc generò Achimàas; 35Achimàas generò Azaria; Azaria generò Giovanni; 36Giovanni generò Azaria, che fu sacerdote nel tempio costruito da Salomone a Gerusalemme. 37Azaria generò Amaria; Amaria generò Achitùb; 38Achitùb generò Sadoc; Sadoc generò Sallum; 39Sallum generò Chelkia; Chelkia generò Azaria; 40Azaria generò Seraià; Seraià generò Iosadàk. 41Iosadàk partì quando il Signore, per mezzo di Nabucodònosor, fece deportare Giuda e Gerusalemme.

__________________________ Note

5,6 deportazione di Tiglat-Pilèser: questa deportazione operata dal re assiro risale al 732.

5,26 Pul: è un altro nome di Tiglat-Pilèser. Vengono fuse in un unico evento la deportazione del 732 (vedi 5,6) e quella del 721.

=●=●=●=●=●=●=●=●=●=●=●=

Approfondimenti

1-10. Il Cronista spiega perché ha iniziato l'opera con la genealogia di Giuda, e non con quella di Ruben, il primogenito, o con quella dei figli di Giuseppe, che avevano sostituito Ruben. A causa dell'incesto con la concubina del padre (cfr. Gn 35,22), Ruben aveva perso il diritto di primogenitura (Gn 49,4) passato ai figli di Giuseppe, le cui prerogative si fondano sul fatto che egli era il preferito dal padre e che nella persona dei due figli, Efraim e Manasse, aveva ricevuto una doppia porzione (cfr. Gn 48,5.22; 49,26). Ma per quanto concerne il diritto di primogenitura, resta decisiva la scelta di JHWH per Davide, discendente della tribù di Giuda. Inoltre, l'apostasia del regno del Nord aveva reso nullo il privilegio di Giuseppe.

3. Cfr. Gn 46,9; Es 6,44; Nm 26,3-7.

4-10. Prosegue la genealogia dei figli di Ruben. Se le otto generazioni elencate sono complete, Gioele – per il resto sconosciuto – visse al tempo di Davide e l'ultima generazione, quella di Beera, subì la deportazione durante l'invasione assira del 734. I confini indicati nei vv. 8b-10 si riferiscono all'intera tribù di Ruben, cfr. Gs 13,15ss.; Nm 32,3.38.

11-22. Stranamente, questa genealogia non si rifà a Nm 26 (Gn 46), che altrove costituisce il testo base del Cronista, A meno che il testo attuale non sia corrotto, il che spiegherebbe anche la sua situazione frammentaria. 12-15. Per i figli di Gad, cfr. Gn 46,16; Nm 26.

16-17. Qui sono indicati piuttosto dei tardi discendenti di Gad. I versetti sono lacunosi e senza legame con i precedenti. Nei vv. 16-17 l'ubicazione dei Gaditi corrisponde solo vagamente a quella di Dt 3,13; Gs 13,27. Il v. 17 ci informa che i dati sono presi da un censimento effettuato durante il regno di lotam in Giuda e di Geroboamo II in Israele.

18-22. Notizie su una campagna vittoriosa condotta da Ruben, Gad e metà della tribù di Manasse. Al v. 19, Agareni, Ietur e Nafis sono tribù ismaelite, cfr. Gn 25,15. La vittoria è dovuta al soccorso di Dio, come ricorda spesso il Cronista, cfr. ad esempio 2Cr 14,10. Sulla potenza di Gad, cfr. Dt 33,20s. Le cifre del bottino sono intenzionalmente moltiplicate, in base a un criterio che ci sfugge, per indicare l'importanza dell'intervento divino e la grandezza della vittoria ottenuta grazie a JHWH. La deportazione di cui si parla qui è quella di Tiglat-Pilezer.

23-26. La lista è mutila e i capifamiglia menzionati non sono individuabili.

25-26. La tragica fine delle tribù transgiordaniche è dovuta alla loro infedeltà, che l'autore esprime in termini di prostituzione, con una metafora ricorrente nella Scrittura per indicare la violazione dei rapporti di amore che legano Israele a JHWH. La deportazione è voluta da JHWH, come affermano i profeti, cfr. Is 7,20; Ger 45,1; 2Re 17,7-8. Per la notizia, cfr. 2Re 15,29; 17,3-6; 18,11.

5,27-6,66. Nelle versioni dei LXX, Vulgata e Siriaca, inizia qui il c. 6. L'ampio brano contiene liste di sacerdoti e leviti. Ad un elenco di sommi sacerdoti da Aronne alla fine dell'esilio (5,27-41), seguono alcune genealogie di leviti (6,1-15), un elenco di cantori del tempo di Davide (6,16-32) e altre liste genealogiche (6,33-38). Si ha quindi l'elenco delle città abitate dagli arronniti e dagli altri leviti (6,39-66). Come fonti, il Cronista si rifà al Pentateuco, ai primi libri storici, nonché ad altri documenti disparati, senza armonizzarli. Oltre che a Giuda, il Cronista attribuisce grande importanza alla tribù di Levi, che è incaricata del culto nel tempio di Gerusalemme. Al nostro autore preme dimostrare la legittimità del sacerdozio zadokita e dell'ordinamento levitico operante al suo tempo.

27-41. Della tribù di Levi non viene fornita una genealogia diretta. Genealogie levitiche si riscontrano più volte nella Bibbia, cfr. Gn 46,11; Es 6,16-25; Nm 26,57-60; ecc. Il Cronista presenta piuttosto il quadro di numerosi gruppi o clan levitici, introducendoli con la lista dei sommi sacerdoti in una doppia serie di generazioni: prima del tempio, vv. 30-36, dopo il tempio, vv. 37-41. I vv. 27-29, (cfr. Es 6,16-21), ricollegano tutti i leviti, sacerdoti compresi, ai tre figli di Levi in base alla tradizione sacerdotale (Nm 3-4). L'elenco non è completo e omette vari sommi sacerdoti menzionati altrove.

30-36. I dodici sacerdoti prima della costruzione del tempio. Dall'esodo all'edificazione del tempio sono trascorsi 480 anni (1Re 6,1) quaranta per ciascun sacerdote. Crea particolari difficoltà la presenza di Zadok nella lista, (cfr. 1Re 4,4; 2Sam 15,24-29; 8,17; 10,25; 17,15; 19,2; 1Re 2,35), oltreché la ripetizione del binomio Amaria-Achitob (vv. 33.34.37).

37-41. Seconda parte della genealogia sacerdotale. Anch'essa, come le antiche genealogie del Tetrateuco, è costruita artificiosamente. Lo scopo è di esprimere la continuità della linea zadokita.

(cf. VINCENZO GATTI, 1Cronache – in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)


🔝C A L E N D A R IIndice BIBBIAHomepage