📖Un capitolo al giorno📚

DIARIO DI LETTURA DAL 25 DICEMBRE 2022

Ozia re 1Tutto il popolo di Giuda prese Ozia, che aveva sedici anni, e lo fece re al posto di suo padre Amasia. 2Egli ricostruì Elat, riannettendola a Giuda, dopo che il re si era addormentato con i suoi padri. 3Ozia aveva sedici anni quando divenne re; regnò a Gerusalemme cinquantadue anni. Sua madre era di Gerusalemme e si chiamava Iecolia. 4Egli fece ciò che è retto agli occhi del Signore, come aveva fatto Amasia, suo padre. 5Egli cercò Dio finché visse Zaccaria, che l'aveva istruito nella visione di Dio, e finché egli cercò il Signore, Dio lo fece prosperare. 6Uscito in guerra contro i Filistei, smantellò le mura di Gat, di Iabne e di Asdod; costruì piazzeforti nel territorio di Asdod e in quello dei Filistei. 7Dio lo aiutò contro i Filistei, contro gli Arabi che risiedevano a Gur-Baal e contro i Meuniti. 8Gli Ammoniti pagavano un tributo a Ozia, la cui fama giunse sino alla frontiera egiziana, perché egli era divenuto molto potente. 9Ozia costruì torri a Gerusalemme, alla porta dell'Angolo e alla porta della Valle e sul Cantone, e le fortificò. 10Costruì anche torri nella steppa e scavò molte cisterne perché possedeva numeroso bestiame nella Sefela e nell'altopiano; aveva contadini e vignaioli sui monti e sulle colline, perché egli amava l'agricoltura. 11Ozia possedeva un esercito di combattenti abili alla guerra, divisi in schiere secondo il numero del loro censimento compiuto dallo scriba Ieièl e dall'ispettore Maasia, agli ordini di Anania, uno dei comandanti del re. 12Tutti i capifamiglia di quei soldati valorosi ammontavano a duemilaseicento. 13Da loro dipendeva un esercito di trecentosettemilacinquecento combattenti di grande valore, a difesa del re contro il nemico. 14A loro, cioè a tutto l'esercito, Ozia fornì scudi e lance, elmi, corazze, archi e pietre per le fionde. 15A Gerusalemme aveva fatto costruire macchine, inventate da un esperto, che collocò sulle torri e sugli angoli, per scagliare frecce e grandi pietre. La fama di Ozia giunse in regioni lontane; fu infatti straordinario l'aiuto che ricevette e così divenne potente.

Peccato e punizione del re Ozia 16Ma in seguito a tanta potenza il suo cuore si insuperbì, fino a rovinarsi. Difatti prevaricò nei confronti del Signore, suo Dio. Penetrò nell'aula del tempio del Signore, per bruciare incenso sull'altare. 17Dietro a lui entrò il sacerdote Azaria con ottanta sacerdoti del Signore, uomini virtuosi. 18Questi si opposero al re Ozia, dicendogli: “Non tocca a te, Ozia, offrire l'incenso al Signore, ma ai sacerdoti figli di Aronne, che sono stati consacrati per offrire l'incenso. Esci dal santuario, perché hai prevaricato. Non hai diritto alla gloria che viene dal Signore Dio”. 19Ozia, che teneva in mano il braciere per offrire l'incenso, si adirò. Mentre sfogava la sua collera contro i sacerdoti, gli spuntò la lebbra sulla fronte davanti ai sacerdoti nel tempio del Signore, presso l'altare dell'incenso. 20Azaria, sommo sacerdote, e tutti i sacerdoti si voltarono verso di lui, che apparve con la lebbra sulla fronte. Lo fecero uscire in fretta di là; anch'egli si precipitò per uscire, poiché il Signore l'aveva colpito. 21Il re Ozia rimase lebbroso fino al giorno della sua morte. Egli abitò in una casa d'isolamento, come lebbroso, escluso dal tempio del Signore. Suo figlio Iotam era a capo della reggia e governava il popolo della terra. 22Le altre gesta di Ozia, dalle prime alle ultime, le ha descritte il profeta Isaia, figlio di Amoz. 23Ozia si addormentò con i suoi padri e lo seppellirono con i suoi padri nel campo presso le tombe dei re, perché si diceva: “È un lebbroso”. Al suo posto divenne re suo figlio Iotam.

__________________________ Note

26,1 Ozia: è chiamato Azaria in 2Re 15,1-7.

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Approfondimenti

La fonte su Ozia (o Azaria, 781-740) è 2Re 14,21-22; 15,1-7, da cui il Cronista prende le informazioni di carattere generale e il giudizio complessivo sul re. Ad essa aggiunge la figura del profeta che fa da precettore al re e i vv. 6-20 sulle imprese militari di Ozia, probabilmente mutuati da un'altra fonte.

5. Zaccaria è personaggio altrimenti sconosciuto, che svolge un ruolo analogo a quello di Ioiada nei confronti del nonno di Ozia.

6-8. I successi militari di Ozia avvengono tutti a ovest e a sud-est di Giuda. Non avvengono a scapito del regno del Nord, dove regnava allora il potente Geroboamo II.

9-15. Intensa attività edilizia di Ozia, sovvenzionata dai tributi versati dalla popolazione e grande prosperità economica che il re trasforma in potenza militare, fonte dell'orgoglio che lo porterà alla rovina.

16-21. Per il Cronista la perversione del re e la terribile punizione sono conseguenti alla sua superbia e alla sua infedeltà, oltreché all'aver usurpato le funzioni sacerdotali. La lebbra (Lv 13,45) è segno tipico della maledizione di Dio.

21-23. Con i vv. 21ss. l'autore si ricongiunge a 2Re 15,5.6-7.

(cf. VINCENZO GATTI, 2Cronache – in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)


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Amasia re 1Quando divenne re, Amasia aveva venticinque anni; regnò ventinove anni a Gerusalemme. Sua madre era di Gerusalemme e si chiamava Ioaddàn. 2Egli fece ciò che è retto agli occhi del Signore, ma non con cuore perfetto. 3Quando il regno fu saldo nelle sue mani, giustiziò i suoi ufficiali che avevano ucciso il re, suo padre. 4Ma non fece morire i loro figli, secondo quanto è scritto nel libro della legge di Mosè, ove il Signore prescrive: “Non moriranno i padri per una colpa dei figli, né moriranno i figli per una colpa dei padri. Ognuno morirà per il proprio peccato”.

Vittoria contro gli Edomiti 5Amasia riunì quelli di Giuda e li distribuì, secondo i casati, sotto comandanti di migliaia e sotto comandanti di centinaia, per tutto Giuda e Beniamino. Fece un censimento dai vent'anni in su e trovò che c'erano trecentomila uomini scelti, abili alla guerra, armati di lancia e di scudo. 6Egli assoldò da Israele centomila soldati valorosi per cento talenti d'argento. 7Gli si presentò un uomo di Dio, che gli disse: “O re, non si unisca a te l'esercito d'Israele, perché il Signore non è con Israele, né con alcuno dei figli di Èfraim. 8Altrimenti va', fa' pure, raffòrzati per la battaglia; Dio ti farà stramazzare davanti al nemico, poiché Dio ha la forza per aiutare e per abbattere”. 9Amasia rispose all'uomo di Dio: “Che ne sarà dei cento talenti che ho dato per la schiera d'Israele?”. L'uomo di Dio rispose: “Il Signore può darti molto più di questo”. 10Amasia congedò la schiera venuta a lui da Èfraim perché se ne tornasse a casa; ma la loro ira si accese contro Giuda e tornarono a casa loro pieni d'ira. 11Amasia, fattosi animo, andò a capo del suo popolo nella valle del Sale, ove sconfisse diecimila figli di Seir. 12Quelli di Giuda ne catturarono diecimila vivi e, condottili sulla cima della roccia, li precipitarono giù; si sfracellarono tutti. 13I componenti della schiera, che Amasia aveva congedato perché non andassero con lui alla guerra, assalirono le città di Giuda, da Samaria a Bet-Oron, uccidendo in esse tremila persone e facendo un immenso bottino.

Guerra contro il regno del nord e sconfitta 14Tornato dalla strage compiuta sugli Edomiti, Amasia fece portare le divinità dei figli di Seir e le costituì suoi dèi; si prostrò davanti a loro e offrì loro incenso. 15Perciò l'ira del Signore si accese contro Amasia; gli mandò un profeta che gli disse: “Perché ti sei rivolto a dèi che non sono stati capaci di liberare il loro popolo dalla tua mano?”. 16Mentre questi gli parlava, il re lo interruppe: “Forse ti abbiamo costituito consigliere del re? Non insistere! Perché vuoi farti uccidere?”. Il profeta non insistette, ma disse: “Vedo che Dio ha deciso di distruggerti, perché hai fatto questo e non hai dato retta al mio consiglio”. 17Consigliatosi, Amasia, re di Giuda, mandò a dire a Ioas, figlio di Ioacàz, figlio di Ieu, re d'Israele: “Vieni, affrontiamoci!”. 18Ioas, re d'Israele, fece rispondere ad Amasia, re di Giuda: “Il cardo del Libano mandò a dire al cedro del Libano: Da' in moglie tua figlia a mio figlio. Ma passò una bestia selvatica del Libano e calpestò il cardo. 19Tu ripeti: Ecco, ho sconfitto Edom! E il tuo cuore ti ha esaltato gloriandosi. Ma stattene nella tua casa! Perché ti precipiti in una disfatta? Potresti soccombere tu e Giuda con te”. 20Ma Amasia non lo ascoltò. Era volontà di Dio che fossero consegnati nelle mani del nemico, perché si erano rivolti agli dèi di Edom. 21Allora Ioas, re d'Israele, si mosse; si affrontarono, lui e Amasia, re di Giuda, a Bet-Semes, che appartiene a Giuda. 22Giuda fu sconfitto di fronte a Israele e ognuno fuggì nella propria tenda. 23Ioas, re d'Israele, fece prigioniero Amasia, re di Giuda, figlio di Ioas, figlio di Ioacàz, a Bet-Semes. Condottolo a Gerusalemme, aprì una breccia nelle mura di Gerusalemme, dalla porta di Èfraim fino alla porta dell'Angolo, per quattrocento cubiti. 24Prese tutto l'oro, l'argento e tutti gli oggetti trovati nel tempio di Dio, che erano affidati a Obed-Edom, i tesori della reggia e gli ostaggi e tornò a Samaria. 25Amasia, figlio di Ioas, re di Giuda, visse quindici anni dopo la morte di Ioas, figlio di Ioacàz, re d'Israele. 26Le altre gesta di Amasia, dalle prime alle ultime, non sono forse descritte nel libro dei re di Giuda e d'Israele? 27Dopo che Amasia si fu allontanato dal Signore, si ordì contro di lui una congiura a Gerusalemme. Egli fuggì a Lachis, ma lo fecero inseguire fino a Lachis, dove l'uccisero. 28Lo caricarono su cavalli e lo seppellirono con i suoi padri nella città di Giuda.

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Approfondimenti

Per Amazia (796-781) la fonte è 2Re 14,1-20, con aggiunte e omissioni che ubbidiscono alle tesi dell'autore, il quale di questo re ci presenta: le vendette iniziali (vv. 1-4), la campagna vittoriosa contro gli Edomiti (vv. 5-13), la sconfitta subita da parte di Ioas d'Israele (vv. 14-26) e la fine cruenta (vv. 27-28).

1-4. Cfr. 2Re 14,2-6. Il Cronista omette il sincronismo con i re d'Israele.

5-13. Le notizie sulla guerra contro gli Edomiti sono proprie del Cronista, che estende a dodici versetti la breve notizia eziologica di 2Re 14,7. Il brano ripropone motivi tipici del Cronista: il censimento militare (cfr. 17,14-19), l'intervento del profeta anonimo (cfr. 19,1-3); il richiamo alla potenza divina che sola è in grado di vincere il nemico (cfr. 14,10; 20,7).

14-16. Sono del Cronista, che spiega le sventure che toccheranno al re, stabilendo il solito rapporto di causa ed effetto tra l'infedeltà del sovrano e l'ira punitrice di Dio.

17-28. Raccontano la sconfitta e morte di Amazia, seguendo 2Re 14,8-14.17-20, con lievi varianti.

(cf. VINCENZO GATTI, 2Cronache – in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)


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Restaurazione del tempio 1Quando divenne re, Ioas aveva sette anni; regnò quarant'anni a Gerusalemme. Sua madre, di Bersabea, si chiamava Sibìa. 2Ioas fece ciò che è retto agli occhi del Signore finché visse il sacerdote Ioiadà. 3Ioiadà gli diede due mogli ed egli generò figli e figlie. 4In seguito, Ioas decise di restaurare il tempio del Signore. 5Radunò i sacerdoti e i leviti e disse loro: “Andate nelle città di Giuda e raccogliete ogni anno da tutto Israele denaro per restaurare il tempio del vostro Dio. Cercate di sollecitare il lavoro”. Ma i leviti non mostrarono nessuna fretta. 6Allora il re convocò Ioiadà, il capo, e gli disse: “Perché non hai richiesto ai leviti che portassero da Giuda e da Gerusalemme la tassa prescritta da Mosè, servo del Signore, e fissata dall'assemblea d'Israele per la tenda della Testimonianza? 7L'empia Atalia, infatti, e i suoi adepti hanno dilapidato il tempio di Dio; hanno adoperato per i Baal perfino tutte le cose consacrate del tempio del Signore”. 8Per ordine del re fecero una cassa, che posero alla porta del tempio del Signore, all'esterno. 9Quindi fecero un proclama in Giuda e a Gerusalemme, perché si portasse al Signore la tassa imposta da Mosè, servo di Dio, a Israele nel deserto. 10Tutti i comandanti e tutto il popolo si rallegrarono e portarono il denaro, che misero nella cassa fino a riempirla. 11Quando la cassa veniva portata per l'ispezione regale affidata ai leviti ed essi vedevano che c'era molto denaro, allora veniva lo scriba del re e l'ispettore del sommo sacerdote, vuotavano la cassa, quindi la prendevano e la ricollocavano al suo posto. Facevano così ogni giorno e così misero insieme molto denaro. 12Il re e Ioiadà lo diedero agli esecutori dei lavori addetti al tempio del Signore ed essi impegnarono scalpellini e falegnami per il restauro del tempio del Signore; anche lavoratori del ferro e del bronzo si misero al lavoro per riparare il tempio del Signore. 13Gli esecutori dei lavori si misero all'opera e nelle loro mani le riparazioni progredirono; essi riportarono il tempio di Dio in buono stato e lo consolidarono. 14Quando ebbero finito, portarono davanti al re e a Ioiadà il resto del denaro e con esso fecero arredi per il tempio del Signore: vasi per il servizio e per gli olocausti, coppe e altri oggetti d'oro e d'argento. Finché visse Ioiadà, si offrirono sempre olocausti nel tempio del Signore. 15Ioiadà, divenuto vecchio e sazio di anni, morì a centotrenta anni. 16Lo seppellirono nella Città di Davide con i re, perché aveva agito bene in Israele per il servizio del Signore e per il suo tempio.

Fine ingloriosa del re Ioas 17Dopo la morte di Ioiadà, i comandanti di Giuda andarono a prostrarsi davanti al re, che allora diede loro ascolto. 18Costoro trascurarono il tempio del Signore, Dio dei loro padri, per venerare i pali sacri e gli idoli. Per questa loro colpa l'ira di Dio fu su Giuda e su Gerusalemme. 19Il Signore mandò loro profeti perché li facessero ritornare a lui. Questi testimoniavano contro di loro, ma non furono ascoltati. 20Allora lo spirito di Dio investì Zaccaria, figlio del sacerdote Ioiadà, che si alzò in mezzo al popolo e disse: “Dice Dio: “Perché trasgredite i comandi del Signore? Per questo non avete successo; poiché avete abbandonato il Signore, anch'egli vi abbandona”“. 21Ma congiurarono contro di lui e per ordine del re lo lapidarono nel cortile del tempio del Signore. 22Il re Ioas non si ricordò del favore fattogli da Ioiadà, padre di Zaccaria, ma ne uccise il figlio, che morendo disse: “Il Signore veda e ne chieda conto!”. 23All'inizio dell'anno successivo salì contro Ioas l'esercito degli Aramei. Essi vennero in Giuda e a Gerusalemme, sterminarono fra il popolo tutti i comandanti e inviarono l'intero bottino al re di Damasco. 24L'esercito degli Aramei era venuto con pochi uomini, ma il Signore mise nelle loro mani un grande esercito, perché essi avevano abbandonato il Signore, Dio dei loro padri. Essi fecero giustizia di Ioas. 25Quando furono partiti, lasciandolo gravemente malato, i suoi ministri ordirono una congiura contro di lui, perché aveva versato il sangue del figlio del sacerdote Ioiadà, e lo uccisero nel suo letto. Così egli morì e lo seppellirono nella Città di Davide, ma non nei sepolcri dei re. 26Questi furono i congiurati contro di lui: Zabad, figlio di Simeàt, l'Ammonita, e Iozabàd, figlio di Simrìt, il Moabita. 27Quanto riguarda i suoi figli, la quantità dei tributi da lui riscossi, il restauro del tempio di Dio, sono cose descritte nella memoria del libro dei Re. Al suo posto divenne re suo figlio Amasia.

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Approfondimenti

1-3. I versetti informano sui rapporti familiari di Ioas.

4-16. Il brano si ispira a 2Re 12,5-17 con qualche sottolineatura tipica: vi partecipa tutta la popolazione (vv. 5.9.10) e i leviti vi svolgono un ruolo di primo piano (vv. 5.6). La parte preponderante attribuita dal Cronista al sommo sacerdote Ioiada durante il regno di Ioas trova conferma e ulteriore sottolineatura in questi due versetti, che sono propri del nostro autore. Due sono stati i meriti principali di Ioiada: l'aver riabilitato la dinastia davidica e l'aver ripristinato il culto del tempio nel suo splendore. La sua attività sia in campo politico che religioso anticipa in qualche modo la figura del sommo sacerdote del tardo giudaismo.

17-27. La prima parte del brano, sull'idolatria del re (v. 17-22), non trova riscontro in 2Re. La seconda sull'invasione aramea e la morte di Ioas (vv. 23-27) si rifà a 2Re 12,18-22, con alcune modifiche.

17-22. Intendono preparare e spiegare l'invasione degli Aramei, considerata un castigo di Dio per l'idolatria del re e l'assassinio del figlio di Ioiada. Lo Zaccaria del versetto 20 è quello di cui si parla in Lc 11,51, detto «figlio di Barachia» in Mt 23,35 per assimilazione con Is 8,2.

23-27. Alcuni particolari sull'invasione degli Aramei e sulla morte di Ioas non si trovano nella fonte. Per il Cronista Gerusalemme viene occupata dai nemici e i capi del popolo e i consiglieri del re uccisi e lo stesso re è colpito da sofferenze indicibili, muore vittima di una congiura. Il libro dei re di cui si fa menzione nel v. 27 non è il nostro 1-2Re canonico, ma un'opera citata altre volte come il libro dei re di Israele e di Giuda (1Cr 9,1; 2Cr 16,11), che a noi resta sconosciuta.

(cf. VINCENZO GATTI, 2Cronache – in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)


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Ioas incoronato re 1Nell'anno settimo Ioiadà, sentendosi sicuro, mandò a prendere i comandanti delle centinaia, cioè Azaria, figlio di Ierocàm, Ismaele, figlio di Giovanni, Azaria, figlio di Obed, Maasia, figlio di Adaià, ed Elisafàt, figlio di Zicrì, e concluse un'alleanza con loro. 2Percorsero Giuda e radunarono i leviti da tutte le città di Giuda e i capi dei casati d'Israele; essi vennero a Gerusalemme. 3Tutta l'assemblea concluse un'alleanza con il re nel tempio di Dio. Ioiadà disse loro: “Ecco il figlio del re. Deve regnare come ha promesso il Signore ai figli di Davide. 4Questo è ciò che dovrete fare: la terza parte di voi che inizia il servizio di sabato, sacerdoti e leviti, farà la guardia alle porte; 5un altro terzo starà nella reggia e un terzo alla porta di Iesod, mentre tutto il popolo starà nei cortili del tempio del Signore. 6Nessuno entri nel tempio del Signore, se non i sacerdoti e i leviti di servizio: costoro vi entreranno, perché sono santi; tutto il popolo osserverà l'ordine del Signore. 7I leviti circonderanno il re, ognuno con l'arma in pugno, e chiunque tenti di entrare nel tempio sia messo a morte. Saranno con il re in tutti i suoi movimenti”. 8I leviti e tutti quelli di Giuda fecero quanto aveva comandato il sacerdote Ioiadà. Ognuno prese i suoi uomini, quelli che entravano in servizio il sabato e quelli che smontavano il sabato, perché il sacerdote Ioiadà non aveva licenziato le classi uscenti. 9Il sacerdote Ioiadà consegnò ai comandanti di centinaia lance, scudi grandi e piccoli, già appartenenti al re Davide, che erano nel tempio di Dio. 10Dispose tutto il popolo, ognuno con l'arma in pugno, dall'angolo destro del tempio fino all'angolo sinistro, lungo l'altare e l'edificio, in modo da circondare il re. 11Fecero uscire il figlio del re e gli consegnarono il diadema e il mandato; lo proclamarono re. Ioiadà e i suoi figli lo unsero e acclamarono: “Viva il re!”.

Morte di Atalia 12Quando sentì le grida del popolo che acclamando correva verso il re, Atalia si presentò al popolo nel tempio del Signore. 13Guardò, ed ecco che il re stava presso la colonna all'ingresso, i comandanti e i trombettieri circondavano il re, mentre tutto il popolo della terra era in festa e suonava le trombe. I cantori, con gli strumenti musicali, intonavano i canti di lode. Atalia si stracciò le vesti e gridò: “Congiura, congiura!”. 14Il sacerdote Ioiadà fece uscire i comandanti delle centinaia, preposti all'esercito, e disse: “Conducetela fuori in mezzo alle file e chiunque la segue venga ucciso di spada”. Il sacerdote infatti aveva detto: “Non uccidetela nel tempio del Signore”. 15Le misero addosso le mani e lei raggiunse la reggia attraverso l'ingresso della porta dei Cavalli e là essi l'uccisero.

Patto tra il re e il popolo 16Ioiadà concluse un'alleanza tra sé, il popolo tutto e il re, affinché fosse il popolo del Signore. 17Tutto il popolo entrò nel tempio di Baal e lo demolì, ne fece a pezzi gli altari e le immagini e ammazzò Mattàn, sacerdote di Baal, davanti agli altari. 18Ioiadà affidò la sorveglianza del tempio ai sacerdoti e ai leviti, che Davide aveva diviso in classi per il tempio, perché offrissero olocausti al Signore, come sta scritto nella legge di Mosè, fra gioia e canti, secondo le disposizioni di Davide. 19Stabilì i portieri alle porte del tempio, perché non vi entrasse nessun impuro per qualsiasi motivo. 20Prese i comandanti di centinaia, i notabili e quanti avevano autorità fra il popolo, come anche tutto il popolo della terra, e fece scendere il re dal tempio del Signore. Attraverso la porta superiore lo condussero nella reggia e lo fecero sedere sul trono regale. 21Tutto il popolo della terra era in festa e la città rimase tranquilla: Atalia era stata uccisa con la spada.

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Approfondimenti

1-11. La congiura è esposta sulla falsariga di 2Re 11,4-12. Gli interventi del Cronista sulla fonte mirano tutti a sottolineare la portata dell'avvenimento. Egli sottolinea anche l'osservanza delle norme di purità rituale da parte dei sacerdoti e dei leviti impegnati in questa impresa, eliminando le presenze pagane e laiche di cui parla la fonte (cfr. v. 6), in ottemperanza alle direttive di Ez 44,9 e Nm 18,14.18.

12-15. La drammaticità e tensione della scena risultano stemperate da un'aggiunta del tutto a sproposito del Cronista (v. 13b), che si premura di rilevare, anche in un simile momento, tratti tipici delle liturgie da lui tanto amate.

23,16-24,27. Del regno di Ioas (835-796) il Cronista racconta il ruolo ricoperto dal sacerdote Ioiada fin dall'inizio per quanto concerne la riforma religiosa (23,16-24,3); quindi espone l'attività svolta dal re per restaurare il tempio, ancora sostenuto da Ioiada (vv. 24,4-16); e quanto è successo dopo la morte del sacerdote, fino alla fine del re (vv. 17-27).

**23,16-24,3. Il Cronista segue la fonte, 2Re 11,17-20; 12,1-4, con divergenze minime. Il sacerdote Ioiada gioca un ruolo di primo piano nella vita del re Ioas, del quale garantisce una condotta secondo la volontà di JHWH.

16-21. La scomparsa di Atalia consente la lotta al baalismo e un rinnovato impegno di fedeltà a JHWH. I vv. 18-19 attestano ancora una volta la predilezione del Cronista per il culto, la legge e Davide.

(cf. VINCENZO GATTI, 2Cronache – in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)


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Acazia re 1Gli abitanti di Gerusalemme proclamarono re al suo posto Acazia, il minore dei figli, perché tutti quelli più anziani erano stati uccisi dalla banda che era penetrata con gli Arabi nell'accampamento. Così divenne re Acazia, figlio di Ioram, re di Giuda. 2Quando divenne re, Acazia aveva quarantadue anni; regnò un anno a Gerusalemme. Sua madre si chiamava Atalia ed era figlia di Omri. 3Anch'egli seguì la via della casa di Acab, perché sua madre lo consigliava ad agire da malvagio. 4Fece ciò che è male agli occhi del Signore, come la casa di Acab, perché dopo la morte di suo padre, costoro, per sua rovina, erano i suoi consiglieri. 5Su loro consiglio egli andò alla guerra con Ioram, figlio di Acab, re d'Israele, contro Cazaèl, re di Aram, a Ramot di Gàlaad; ma gli Aramei ferirono Ioram, 6che tornò a curarsi a Izreèl per le ferite ricevute a Rama, mentre combatteva contro Cazaèl, re di Aram. Acazia, figlio di Ioram, re di Giuda, scese a visitare Ioram, figlio di Acab, a Izreèl, perché era malato. 7Fu volontà di Dio che Acazia, per sua rovina, andasse da Ioram. Difatti, quando giunse, uscì con Ioram incontro a Ieu, figlio di Nimsì, che il Signore aveva unto perché distruggesse la casa di Acab. 8Mentre faceva giustizia della casa di Acab, Ieu trovò i comandanti di Giuda e i nipoti di Acazia, suoi servi, e li uccise. 9Egli fece ricercare Acazia e lo catturarono mentre era nascosto a Samaria; lo condussero da Ieu, che lo uccise. Ma lo seppellirono, perché dicevano: “È figlio di Giòsafat, che ha ricercato il Signore con tutto il cuore”.

Interregno della regina Atalia Nella casa di Acazia nessuno era in grado di regnare. 10Atalia, madre di Acazia, visto che era morto suo figlio, si accinse a sterminare tutta la discendenza regale della casa di Giuda. 11Ma Iosabàt, figlia del re, prese Ioas, figlio di Acazia, sottraendolo ai figli del re destinati alla morte, e lo portò assieme alla sua nutrice nella camera dei letti; così Iosabàt, figlia del re Ioram e moglie del sacerdote Ioiadà – era anche sorella di Acazia –, nascose Ioas ad Atalia, che perciò non lo mise a morte. 12Rimase nascosto presso di lei nel tempio di Dio per sei anni; intanto Atalia regnava sul paese.

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Approfondimenti

1-9b. Del breve regno di Acazia (842) il Cronista fornisce un riassunto stringato, prendendo e riducendo da 2Re 8,25-29; 9,14-29, che interpreta alla sua solita maniera. Lo schema è lineare: nei vv. 1-4 si ha la presentazione del re, con la menzione della madre Atalia, «che lo consigliava ad agire da empio» (v. 3); segue la notizia piuttosto confusa della spedizione contro Damasco, organizzata insieme a Ioram d'Israele (vv. 5-7); e quella della morte del re, dopo un solo anno di regno (vv. 8-9), che introduce l'ingresso in scena aperta di Atalia.

22,9c-23,15. Atalia (841-835), pagana, idolatra e usurpatrice del trono di Giuda, suscita più di ogni altro personaggio le ostilità del Cronista, che nel dipingerne il ritratto attinge a 2Re 11,1-20, ma con interventi di commento espressivi della sua reazione di disgusto. I sei anni del regno di Atalia s'inaugurano con l'eccidio per garantirsi il trono, al quale sfugge però Ioas, il futuro re legittimo (vv. 22, 10-12); segue il racconto della drammatica congiura del clero che riesce a incoronare re Ioas (23,1-11) e il racconto altrettanto drammatico della reazione di Atalia a questa nomina e della sua morte violenta (23,12-15).

22,10-12. La spietatezza di Atalia non è sufficiente ad eliminare Ioas, figlio di Acazia, legittimo erede al trono di Davide. Cfr. 2Re 11,1-3.

(cf. VINCENZO GATTI, 2Cronache – in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)


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Ioram re 1Giòsafat si addormentò con i suoi padri, fu sepolto con loro nella Città di Davide e al suo posto divenne re suo figlio Ioram. 2I suoi fratelli, figli di Giòsafat, erano Azaria, Iechièl, Zaccaria, Azariàu, Michele e Sefatia; tutti costoro erano figli di Giòsafat, re d'Israele. 3Il padre aveva dato loro ricchi doni: argento, oro e oggetti preziosi insieme con fortezze in Giuda; il regno però l'aveva assegnato a Ioram, perché era il primogenito. 4Ioram prese in possesso il regno di suo padre e, quando si fu rafforzato, uccise di spada tutti i suoi fratelli e, con loro, anche alcuni capi d'Israele. 5Quando divenne re, Ioram aveva trentadue anni; regnò a Gerusalemme otto anni. 6Seguì la via dei re d'Israele, come aveva fatto la casa di Acab, perché sua moglie era figlia di Acab. Fece ciò che è male agli occhi del Signore. 7Ma il Signore non volle distruggere la casa di Davide, a causa dell'alleanza che aveva concluso con Davide e secondo la promessa fattagli di lasciare sempre una lampada per lui e per i suoi figli. 8Nei suoi giorni Edom si ribellò al dominio di Giuda e si elesse un re. 9Allora Ioram con i suoi comandanti sconfinò con tutti i carri. Egli si mosse di notte e sconfisse gli Edomiti che l'avevano accerchiato, insieme con i comandanti dei carri. 10Tuttavia Edom si è sottratto al dominio di Giuda fino ad oggi. In quel tempo anche Libna si ribellò al suo dominio, perché Ioram aveva abbandonato il Signore, Dio dei suoi padri. 11Egli inoltre eresse alture sui monti di Giuda, fece prostituire gli abitanti di Gerusalemme e fece traviare Giuda. 12Gli giunse da parte del profeta Elia uno scritto che diceva: “Dice il Signore, Dio di Davide, tuo padre: “Poiché non hai seguito la via di Giòsafat, tuo padre, né la via di Asa, re di Giuda, 13ma hai seguito la via dei re d'Israele, hai fatto prostituire Giuda e gli abitanti di Gerusalemme, come ha fatto la casa di Acab, e inoltre hai ucciso i tuoi fratelli, della famiglia di tuo padre, uomini migliori di te, 14ecco, il Signore sta per colpire con un grave disastro il tuo popolo, i tuoi figli, le tue mogli e tutti i tuoi beni. 15Tu soffrirai gravi malattie, una malattia intestinale tale che per essa le tue viscere ti usciranno nel giro di due anni”“. 16Il Signore risvegliò contro Ioram l'ostilità dei Filistei e degli Arabi che abitano al confine con gli Etiopi. 17Costoro attaccarono Giuda, vi penetrarono, portando via tutti i beni trovati nella reggia e persino i suoi figli e le sue mogli. Non gli rimase nessun figlio, se non Ioacàz, il più piccolo. 18Dopo tutto questo, il Signore lo colpì con una malattia intestinale inguaribile. 19Andò avanti per più di un anno; verso la fine del secondo anno, gli uscirono le viscere per la gravità della malattia e così morì fra dolori atroci. E per lui il popolo non fece fuochi d'aromi, come gli aromi bruciati per i suoi padri. 20Quando divenne re, egli aveva trentadue anni; regnò a Gerusalemme otto anni. Se ne andò senza lasciare rimpianti; lo seppellirono nella Città di Davide, ma non nei sepolcri dei re.

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Approfondimenti

Diversamente dal periodo di Giosafat, il regno di Ioram (848-842), è dominato dall'empietà, che comporta disastri militari e una tragica morte del re. Il libro dei Re dedica a Ioram pochi versetti, 2 Re 8, 16-24, che il Cronista amplia aggiungendo notizie da altre fonti a formare un quadro complessivo che ubbidisce alla sua tesi teologica: Ioram elimina in maniera cruenta gli altri pretendenti al trono, compresi «tutti i suoi fratelli» (vv. 2-4), commette una serie impressionante di empietà a causa delle quali subisce alcune sconfitte militari (vv. 5-10); è oggetto dei rimproveri da parte del profeta Elia, che gli predice il castigo divino (vv. 11-15). Dopo altre sconfitte militari, il re è colpito infine da una «malattia intestinale inguaribile» che lo porta a una morte ignominiosa (vv. 16-20).

I cc. 21-23 scorrono all'ombra di una presenza tenebrosa in Gerusalemme: la figura drammatica e perversa di Atalia, figlia di Omri (849-837), alla quale il Cronista dedicherà le pagine di 22,10-23,15.

2-4. Lo sterminio dei fratelli è nello stile di Atalia, che potrebbe averlo suggerito e organizzato, come pare insinuare il v. 6. Questi versetti sono propri del Cronista. 5-7. L'autore si riallaccia alla fonte, 2Re 8,17-19.

8-11. Ricalcano 2Re 8,20-22, a parte la nota storica del v. 11.

12-15. Di Elia il Cronista ignora totalmente l'ampio ciclo esposto nel libro dei Re. Sorprende quindi questa sua comparsa improvvisa e la menzione di un suo scritto, il cui contenuto sintetizza il comportamento dei grandi profeti verso i re infedeli. Lo stile della missiva fa pensare a una composizione del Cronista stesso, anziché a un documento storico.

16-19. La fine prematura e vergognosa di Ioram risponde alla logica retribuzionistica del nostro autore.

20. Secondo 2Re 8,24, Ioram è sepolto invece con i suoi padri. Evidentemente, al Cronista non è bastata la punizione di una morte terribile. Stranamente, nel caso di Ioram viene omessa la formula che accompagna abitualmente la morte del re (cfr. 2Re 8,22-23).

(cf. VINCENZO GATTI, 2Cronache – in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)


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Vittorie sui Moabiti 1In seguito i Moabiti e gli Ammoniti, aiutati dai Meuniti, mossero guerra a Giòsafat. 2Fu annunciato a Giòsafat: “Una grande moltitudine è venuta contro di te da oltre il mare, da Edom. Ecco sono a Casesòn-Tamar, cioè a Engàddi”. 3Nella paura, Giòsafat si decise a cercare il Signore e indisse un digiuno per tutto Giuda. 4Quelli di Giuda si radunarono per chiedere aiuto al Signore; vennero da tutte le città di Giuda per chiedere aiuto al Signore. 5Giòsafat, stando in piedi in mezzo all'assemblea di Giuda e di Gerusalemme nel tempio del Signore, di fronte al nuovo cortile, 6disse: “Signore, Dio dei nostri padri, non sei forse tu il Dio che è in cielo? Tu dòmini su tutti i regni delle nazioni. Nelle tue mani sono la forza e la potenza; nessuno può opporsi a te. 7Non hai scacciato tu, nostro Dio, gli abitanti di questa terra di fronte al tuo popolo Israele e non l'hai data per sempre alla discendenza del tuo amico Abramo? 8Essi l'hanno abitata e vi hanno costruito un santuario al tuo nome dicendo: 9“Se ci piomberà addosso una sciagura, una spada punitrice, una peste o una carestia, noi ci presenteremo al tuo cospetto in questo tempio, poiché il tuo nome è in questo tempio, e grideremo a te dalla nostra sciagura e tu ci ascolterai e ci aiuterai”. 10Ora, ecco gli Ammoniti, i Moabiti e quelli della montagna di Seir, nelle cui terre non hai permesso agli Israeliti di entrare, quando venivano dalla terra d'Egitto, e perciò si sono tenuti lontani da quelli e non li hanno distrutti, 11ecco, ora ci ricompensano venendoci a scacciare dall'eredità che tu hai acquistato per noi. 12Dio nostro, non vorrai renderci giustizia nei loro riguardi, poiché noi non abbiamo la forza di opporci a una moltitudine così grande piombataci addosso? Non sappiamo che cosa fare; perciò i nostri occhi sono rivolti a te”. 13Tutti gli abitanti di Giuda stavano in piedi davanti al Signore, con i loro bambini, le loro mogli e i loro figli. 14Allora lo spirito del Signore, in mezzo all'assemblea, fu su Iacazièl, figlio di Zaccaria, figlio di Benaià, figlio di Ieièl, figlio di Mattania, levita dei figli di Asaf. 15Egli disse: “Porgete l'orecchio, voi tutti di Giuda, abitanti di Gerusalemme e tu, re Giòsafat. Vi dice il Signore: “Non temete e non spaventatevi davanti a questa moltitudine immensa, perché la guerra non riguarda voi, ma Dio. 16Domani, scendete contro di loro; ecco, saliranno per la salita di Sis. Voi li sorprenderete al termine della valle, di fronte al deserto di Ieruèl. 17Non toccherà a voi combattere in tale momento; fermatevi bene ordinati e vedrete la salvezza che il Signore opererà per voi, o Giuda e Gerusalemme. Non temete e non abbattetevi. Domani uscite loro incontro; il Signore sarà con voi”“. 18Giòsafat s'inginocchiò con la faccia a terra; tutto Giuda e gli abitanti di Gerusalemme caddero davanti al Signore, per prostrarsi davanti a lui. 19I leviti, tra i figli dei Keatiti e i figli dei Coriti, si alzarono a lodare il Signore, Dio d'Israele, a piena voce. 20La mattina dopo si alzarono presto e partirono per il deserto di Tekòa. Mentre si muovevano, Giòsafat si fermò e disse: “Ascoltatemi, Giuda e abitanti di Gerusalemme! Credete nel Signore, vostro Dio, e sarete saldi; credete nei suoi profeti e riuscirete”. 21Quindi, consigliatosi con il popolo, mise i cantori del Signore e i salmisti, vestiti con paramenti sacri, schierati davanti agli uomini in armi, perché lodassero il Signore dicendo: “Rendete grazie al Signore, perché il suo amore è per sempre”. 22Appena cominciarono i loro canti di esultanza e di lode, il Signore tese un agguato contro gli Ammoniti, i Moabiti e quelli della montagna di Seir, venuti contro Giuda, e furono sconfitti. 23Gli Ammoniti e i Moabiti insorsero contro gli abitanti della montagna di Seir per votarli allo sterminio e distruggerli. Quando ebbero finito con gli abitanti della montagna di Seir, contribuirono a distruggersi a vicenda. 24Quando quelli di Giuda raggiunsero la collina da dove si vedeva il deserto, si voltarono verso la moltitudine, ed ecco: non c'erano che cadaveri gettati per terra, senza alcun superstite. 25Giòsafat e la sua gente andarono a raccogliere la loro preda. Vi trovarono in abbondanza bestiame, ricchezze, vesti e oggetti preziosi. Ne presero più di quanto ne potessero portare. Passarono tre giorni a raccogliere il bottino, perché esso era molto abbondante. 26Il quarto giorno si radunarono nella valle di Beracà; poiché là benedissero il Signore, chiamarono quel luogo valle di Beracà, come è ancora oggi. 27Quindi tutto Giuda e tutti quelli di Gerusalemme, con Giòsafat alla testa, partirono per tornare a Gerusalemme, pieni di gioia perché il Signore li aveva riempiti di letizia a danno dei loro nemici. 28Entrarono in Gerusalemme diretti al tempio del Signore, fra suoni di arpe, di cetre e di trombe. 29Quando si seppe che il Signore aveva combattuto contro i nemici d'Israele, il terrore di Dio si diffuse su tutti i regni del mondo. 30Il regno di Giòsafat rimase tranquillo; Dio gli aveva concesso tregua su tutte le frontiere.

Fine del regno di Giòsafat 31Giòsafat regnò su Giuda. Aveva trentacinque anni quando divenne re; regnò venticinque anni a Gerusalemme. Sua madre si chiamava Azubà, figlia di Silchì. 32Seguì la via di Asa, suo padre, non si allontanò da essa, facendo ciò che è retto agli occhi del Signore. 33Ma non scomparvero le alture; il popolo non aveva ancora diretto il cuore verso il Dio dei suoi padri. 34Le altre gesta di Giòsafat, dalle prime alle ultime, ecco, sono descritte negli atti di Ieu, figlio di Anàni, inseriti nel libro dei re d'Israele. 35In seguito Giòsafat, re di Giuda, si alleò con Acazia, re d'Israele, che agiva con malvagità. 36Egli si associò a lui per costruire navi capaci di raggiungere Tarsis. Allestirono le navi a Esion-Ghèber. 37Ma Elièzer, figlio di Dodavàu, di Maresà, profetizzò contro Giòsafat dicendo: “Poiché ti sei alleato con Acazia, il Signore ha aperto una breccia nei tuoi lavori”. Le navi si sfasciarono e non poterono partire per Tarsis.

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Approfondimenti

1-30. Questo capitolo, sulla strepitosa e miracolosa vittoria riportata da Giosafat contro invasori provenienti da Moab, non ha paralleli nel libro dei Re. La guerra d'Israele è sempre guerra santa, e quindi anche ed eminentemente azione sacra, quasi una liturgia: alla notizia degli invasori, il re supplica Dio e il popolo digiuna (vv. 1-13), mentre il profeta rivolge il suo messaggio di incoraggiamento (vv. 14-19), e il popolo infine, guidato dal suo re, muove contro il nemico come in processione liturgica (vv. 20-21). La vittoria è certa e mirabile (vv. 22-26) ed è seguita dal corteo trionfale verso la città (vv. 27-30). Più che di una pagina di guerra, si tratta di un'esposizione teologica dell'atteggiamento che la comunità deve assumere di fronte a Dio in caso di pericolo: supplica, penitenza, lode, fiducia, esaltazione di JHWH. La salvezza viene da lui, non da iniziative umane, di carattere politico e militare.

6-12. La preghiera del re riprende motivi teologici ricorrenti nella teologia veterotestamentaria. L'inizio richiama la preghiera di Salomone nel giorno della dedicazione del tempio, 6,14ss. Temi tipici di questa preghiera sono presenti anche al v. 9, cfr. 2Cr 6,24-35; 7,12-16).

14. Per far conoscere la sua volontà JHWH sceglie un levita cantore, ossia un esponente della classe alla quale vanno le preferenze del Cronista, anziché un sacerdote o un profeta.

19. Manca la menzione dei Ghersoniti, leviti cantori discendenti da Gherson (cfr. 1Cr 6,1-32). I Keatiti non sono menzionati altrove come cantori, mentre i Korachiti, o “Coriti”, discendenti anch'essi da Keat attraverso Core (cfr. 1Cr 6,7), erano una specie di corporazione di cantori elevati al ruolo di leviti, (cfr. 1Cr 26,1).

21. La liturgia della guerra santa ha qui il suo momento culminante. Anche la Regola della Guerra di Qumran prevede che gli schieramenti in battaglia quando muovono contro il nemico devono essere preceduti da «sette sacerdoti dei figli di Aronne, rivestiti con abiti di lino bianco...» (1QM 7,1-15). Il ritornello cantato è il Sal 136,1.

23-25. Altro elemento costitutivo della guerra santa è «lo sterminio», il ḥērem, che può essere totale o parziale.

31-37. Nei vv. 31-34 il Cronista si riaggancia alla fonte, 1 Re 22,41-45, il che lo induce a ripetersi. Aggiunge, come d'abitudine, la menzione della fonte profetica da lui utilizzata (v. 34). I vv. 35-37 si scostano significativamente da 1Re 22,49-50. Mentre il libro dei Re menziona una possibile alleanza di Giosafat con Acazia dopo la distruzione della flotta, il Cronista parla prima dell'alleanza e poi dell'annientamento della flotta. Anche qui la sua tesi è chiara: la disfatta di Ezion-Gheber è una punizione che Giosafat ha meritato per essersi alleato con il re d'Israele.

(cf. VINCENZO GATTI, 2Cronache – in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)


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Riforme religiose e civili 1Giòsafat, re di Giuda, tornò in pace a casa a Gerusalemme. 2Il veggente Ieu, figlio di Anàni, gli andò incontro e disse a Giòsafat: “Si aiuta forse un malvagio? E tu ami coloro che odiano il Signore? Per questo lo sdegno del Signore è contro di te. 3Tuttavia in te si sono trovate cose buone, perché hai bruciato i pali sacri nel territorio e hai rivolto il tuo cuore a cercare Dio”. 4Giòsafat rimase a Gerusalemme; poi si recò di nuovo fra il suo popolo, da Bersabea alle montagne di Èfraim, riportandolo al Signore, Dio dei loro padri. 5Egli stabilì giudici nel territorio, in tutte le fortezze di Giuda, città per città. 6Ai giudici egli raccomandò: “Guardate a quello che fate, perché non giudicate per gli uomini, ma per il Signore, il quale sarà con voi quando pronuncerete la sentenza. 7Ora il terrore del Signore sia con voi; nell'agire badate che nel Signore, nostro Dio, non c'è nessuna iniquità: egli non ha preferenze personali né accetta doni”. 8Anche a Gerusalemme Giòsafat costituì alcuni leviti, sacerdoti e capifamiglia d'Israele, per il giudizio del Signore e le liti degli abitanti di Gerusalemme. 9Egli comandò loro: “Voi agirete nel timore del Signore, con fedeltà e con cuore integro. 10Su ogni causa che vi verrà presentata da parte dei vostri fratelli che abitano nelle loro città – si tratti di omicidio o di una questione che riguarda una legge o un comandamento o statuti o decreti – istruiteli, in modo che non si mettano in condizione di colpa davanti al Signore e il suo sdegno non si riversi su di voi e sui vostri fratelli. Agite così e non diventerete colpevoli. 11Ecco, Amaria, sommo sacerdote, sarà vostro capo in tutte le cose del Signore, mentre Zebadia, figlio di Ismaele, capo della casa di Giuda, in tutte le cose del re; in qualità di scribi sono a vostra disposizione i leviti. Coraggio, mettetevi al lavoro. E il Signore sia con chi è buono”.

__________________________ Note

9,3 pali sacri: simboli della dea Asera (vedi 15,16; 1Re 15,9-24).

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Approfondimenti

1-3. Per essersi alleato con Acab, Giosafat merita i rimproveri di Ieu, il profeta che tempo prima aveva esercitato il ministero nel regno del Nord, contro Baasa, cfr. 1Re 16,1.7; sarà menzionato ancora in 20,34.

4-11. Il re evita il castigo divino perché si converte e si dedica con zelo alla riforma religiosa e amministrativa del regno. Questo brano è proprio del Cronista, che presenta la riforma di Giosafat pensando alla situazione del proprio tempo.

4-7. L'aspetto più importante della riforma è la restaurazione, nelle città del regno, di una specie di tribunale di prima istanza, la cui istituzione risale allo stesso Davide (1Cr 26,29) e che in seguito però era caduto in disuso.

8-11. La riforma giudiziaria è fatta anche nella capitale, con l'istituzione di un tribunale di seconda istanza. Sorprende, al v. 11, la distinzione tra affari religiosi e civili, che risente dell'influsso della teologia di Ezechiele.

(cf. VINCENZO GATTI, 2Cronache – in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)


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Alleanza con il regno del nord contro gli Aramei 1Giòsafat, che aveva ricchezza e gloria in abbondanza, si imparentò con Acab. 2Dopo alcuni anni scese da Acab a Samaria; Acab uccise per lui e per la gente del suo seguito pecore e buoi in quantità e lo persuase ad attaccare con lui Ramot di Gàlaad. 3Acab, re d'Israele, disse a Giòsafat, re di Giuda: “Verresti con me contro Ramot di Gàlaad?”. Gli rispose: “Conta su di me come su te stesso, sul mio popolo come sul tuo; sarò con te in battaglia”.

I profeti di corte annunciano la vittoria 4Giòsafat disse al re d'Israele: “Consulta, per favore, oggi stesso la parola del Signore”. 5Il re d'Israele radunò i profeti, quattrocento persone, e domandò loro: “Dobbiamo andare contro Ramot di Gàlaad o devo rinunciare?”. Risposero: “Attacca; Dio la metterà in mano al re”. 6Giòsafat disse: “Non c'è qui ancora un profeta del Signore da consultare?”. 7Il re d'Israele rispose a Giòsafat: “C'è ancora un uomo, per consultare tramite lui il Signore, ma io lo detesto perché non mi profetizza il bene, ma sempre il male: è Michea, figlio di Imla”. Giòsafat disse: “Il re non parli così”. 8Il re d'Israele, chiamato un cortigiano, gli ordinò: “Convoca subito Michea, figlio di Imla!”. 9Il re d'Israele e Giòsafat, re di Giuda, sedevano ognuno sul suo trono, vestiti dei loro mantelli, nello spiazzo all'ingresso della porta di Samaria; tutti i profeti profetizzavano davanti a loro. 10Sedecìa, figlio di Chenaanà, che si era fatto corna di ferro, affermava: “Così dice il Signore: “Con queste cozzerai contro gli Aramei sino a finirli”“. 11Tutti i profeti profetizzavano allo stesso modo: “Assali Ramot di Gàlaad, avrai successo. Il Signore la metterà in mano al re”.

Il profeta Michea annuncia la sconfitta 12Il messaggero, che era andato a chiamare Michea, gli disse: “Ecco, le parole dei profeti concordano sul successo del re; ora la tua parola sia come quella degli altri: preannuncia il successo”. 13Michea rispose: “Per la vita del Signore, annuncerò quanto il mio Dio mi dirà”. 14Si presentò al re, che gli domandò: “Michea, dobbiamo andare in guerra contro Ramot di Gàlaad o rinunciare?”. Gli rispose: “Attaccàtela, avrete successo; i suoi abitanti saranno messi nelle vostre mani”. 15Il re gli disse: “Quante volte ti devo scongiurare di non dirmi altro se non la verità nel nome del Signore?”. 16Egli disse: “Vedo tutti gli Israeliti vagare sui monti come pecore che non hanno pastore. Il Signore dice: “Questi non hanno padrone; ognuno torni a casa sua in pace!“”. 17Il re d'Israele disse a Giòsafat: “Non te l'avevo detto che costui non mi profetizza il bene, ma solo il male?”. 18Michea disse: “Perciò, ascoltate la parola del Signore. Io ho visto il Signore seduto sul trono; tutto l'esercito del cielo stava alla sua destra e alla sua sinistra. 19Il Signore domandò: “Chi ingannerà Acab, re d'Israele, perché salga contro Ramot di Gàlaad e vi perisca?”. Chi rispose in un modo e chi in un altro. 20Si fece avanti uno spirito che, presentatosi al Signore, disse: “Lo ingannerò io”. “Come?”, gli domandò il Signore. 21Rispose: “Andrò e diventerò spirito di menzogna sulla bocca di tutti i suoi profeti”. Gli disse: “Lo ingannerai; certo riuscirai: va' e fa' così”. 22Ecco, dunque, il Signore ha messo uno spirito di menzogna sulla bocca di questi tuoi profeti, ma il Signore a tuo riguardo parla di sciagura”. 23Allora Sedecìa, figlio di Chenaanà, si avvicinò e percosse Michea sulla guancia dicendo: “Per quale via lo spirito del Signore è passato da me per parlare a te?”. 24Michea rispose: “Ecco, lo vedrai nel giorno in cui passerai di stanza in stanza per nasconderti”. 25Il re d'Israele disse: “Prendete Michea e conducetelo da Amon, governatore della città, e da Ioas, figlio del re. 26Direte loro: “Così dice il re: Mettete costui in prigione e nutritelo con il minimo di pane e di acqua finché tornerò in pace”“. 27Michea disse: “Se davvero tornerai in pace, il Signore non ha parlato per mezzo mio”. E aggiunse: “Popoli tutti, ascoltate!”.

Morte del re alleato 28Il re d'Israele marciò, insieme con Giòsafat, re di Giuda, contro Ramot di Gàlaad. 29Il re d'Israele disse a Giòsafat: “Io per combattere mi travestirò. Tu resta con i tuoi abiti”. Il re d'Israele si travestì ed entrarono in battaglia. 30Il re di Aram aveva ordinato ai comandanti dei suoi carri: “Non combattete contro nessuno, piccolo o grande, ma unicamente contro il re d'Israele”. 31Appena videro Giòsafat, i comandanti dei carri dissero: “Quello è il re d'Israele!”. Lo circondarono per combattere. Giòsafat lanciò un grido e il Signore gli venne in aiuto e Dio li allontanò dalla sua persona. 32I comandanti dei carri si accorsero che non era il re d'Israele e si allontanarono da lui. 33Ma un uomo tese a caso l'arco e colpì il re d'Israele fra le maglie dell'armatura e la corazza. Il re disse al suo cocchiere: “Gira, portami fuori dalla mischia, perché sono ferito”. 34La battaglia infuriò in quel giorno; il re d'Israele stette sul carro di fronte agli Aramei sino alla sera e morì al tramonto del sole.

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Approfondimenti

Il Cronista si riavvicina alla sua fonte principale e ci informa sulla sfortunata spedizione di Giosafat, alleatosi con Acab contro gli Aramei, seguendo passo passo 1Re 22,1-37, senza rinunciare peraltro a modifiche minori della fonte.

1-4. Alleanza con Acab e dichiarazione di guerra a Ben-Adad. Al v. 1 si allude al matrimonio politico fra Atalia, figlia di Acab re d'Israele, e Ioram, figlio di Giosafat (cfr. 2Re 8,18).

5-12. I profeti di corte, da buoni “cortigiani”, sono tutti d'accordo nell'annunciare l'esito positivo della campagna militare.

13-28. Michea invece, vero profeta di JHWH, annuncia la sconfitta, contraddicendo i profeti di Acab. Al Cronista piace che il re Giosatat, il re davidico, insista nel voler consultare questo profeta di JHWH. È un altro modo per sottolineare l'ortodossia del re di Giuda, contrastandola con la posizione di Acab.

29-34. Narrando la morte di Acab il Cronista omette i dettagli di 1Re 22,36-38, che riguardano il regno del Nord. Giosafat invece (v. 31) si salva con l'aiuto di JHWH.

(cf. VINCENZO GATTI, 2Cronache – in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)


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Giòsafat re 1Al suo posto divenne re suo figlio Giòsafat, che si fortificò contro Israele. 2Egli mise guarnigioni militari in tutte le fortezze di Giuda; nominò governatori per il territorio di Giuda e per le città di Èfraim occupate dal padre Asa. 3Il Signore fu con Giòsafat, perché egli camminò sulle vie seguite prima da suo padre e non ricercò i Baal, 4ma piuttosto ricercò il Dio di suo padre e ne seguì i comandi, senza imitare Israele. 5Il Signore consolidò il regno nelle mani di Giòsafat e tutto Giuda gli portava offerte. Egli ebbe ricchezze e gloria in quantità. 6Il suo cuore divenne forte nel seguire il Signore; eliminò anche le alture e i pali sacri da Giuda. 7Nell'anno terzo del suo regno mandò i suoi ufficiali Ben-Càil, Abdia, Zaccaria, Netanèl e Michea a insegnare nelle città di Giuda. 8Con essi c'erano i leviti Semaià, Natania, Zebadia, Asaèl, Semiramòt, Giònata, Adonia e Tobia e i sacerdoti Elisamà e Ioram. 9Insegnarono in Giuda; avevano con sé il libro della legge del Signore e percorsero tutte le città di Giuda, istruendo il popolo. 10Il terrore del Signore si diffuse per tutti i regni che circondavano Giuda e così essi non fecero guerra a Giòsafat. 11Da parte dei Filistei si portavano a Giòsafat tributi e argento in dono; anche gli Arabi gli portavano bestiame minuto: settemilasettecento arieti e settemilasettecento capri. 12Giòsafat cresceva sempre più in potenza. Egli costruì in Giuda castelli e città di approvvigionamento. 13Disponeva di molta manodopera nelle città di Giuda. A Gerusalemme risiedevano i suoi guerrieri, soldati valorosi. 14Ecco il loro censimento secondo i casati. Per Giuda, erano comandanti di migliaia Adna il comandante, e con lui trecentomila soldati valorosi; 15alle sue dipendenze c'era il comandante Giovanni e con lui duecentoottantamila soldati; 16alle sue dipendenze c'era Amasia, figlio di Zicrì, votato al Signore, e con lui duecentomila soldati valorosi. 17Per Beniamino, Eliadà, soldato valoroso, e con lui duecentomila armati di arco e di scudo. 18Alle sue dipendenze c'era Iozabàd e con lui centoottantamila armati per la guerra. 19Tutti costoro erano al servizio del re, oltre quelli che il re aveva stabiliti nelle fortezze in tutto Giuda.

__________________________ Note

17,9 avevano con sé il libro della legge del Signore: l’espressione si trova ancora in 34,14, ma non è chiaro quale sia il contenuto di questo libro della legge (vedi anche Esd 7,14).

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Approfondimenti

17,1-20,37. Al quarto di secolo del regno di Giosafat (870-848) il libro dei Re riserva un lungo capitolo (1Re 22,1-51), in cui il profilo di questo sovrano risulta piuttosto sbiadito. A questa figura di riformatore il Cronista dedica maggiore attenzione. In quattro capitoli egli presenta non senza vivacità la serie dei successi e degli insuccessi del sovrano, che spiega secondo il suo schema teologico. Anzitutto, il nostro autore descrive la potenza e il fervore religioso del re, che JHWH benedice e le nazioni esaltano (c. 17); poi, l'errore dell'alleanza con Acab, re d'Israele, con la guerra e la sconfitta che ne conseguono (c. 18), che suscitano la reazione di condanna di un profeta (19,2-3); mentre le sue iniziative di riforma religiosa (19,4-11) gli garantiscono l'appoggio di Dio e la vittoria nello scontro coi nemici (20,1-30). Un altro gesto di infedeltà (una nuova alleanza con il re d'Israele) è motivo di una nuova condanna (20,31-37).

17,1-19. Con Giosafat ha inizio un periodo di notevoli turbamenti sociali e politici nella storia dei due regni. È un periodo centrale anche per la vicenda dello jahvismo. Il regno del Nord vede nascere e svilupparsi le associazioni profetiche; soprattutto vede entrare in scena, tra i profeti non scrittori, la figura di Elia, ardente difensore dello jahvismo e nemico acerrimo della tirannica dinastia di Omri (cfr. 1 Re 17-20). Anche il regno del Sud si vede coinvolto in questi sommovimenti, che trovano però un'eco lontana nel Cronista, interessato piuttosto a proporre le proprie tesi. Egli descrive la prosperità che ha caratterizzato i primi anni del regno di Giosafat (vv. 1-6), insiste quindi sul suo zelo religioso (vv. 7-9), sul rispetto di cui gode all'esterno (vv. 10-11) e sulla sua potenza militare (vv. 12-19). Il capitolo non ha riscontro nel libro dei Re, a parte il v. 1a = 1Re 15,24.

7-9. Il Cronista riporta un esempio concreto dello zelo riformatore di Giosafat: l'istituzione di una specie di commissione mista, formata da ufficiali del re, leviti e sacerdoti, incaricata dell'insegnamento della legge nel regno di Giuda.

10-11. Un altro aspetto della prosperità di Giosafat è il prestigio di cui gode il sovrano presso i popoli vicini.

12-19. L'esercito di Giosafat. I nomi degli ufficiali e i dettagli delle informazioni farebbero pensare a un documento d'archivio, che il Cronista ha potuto utilizzare come fonte.

(cf. VINCENZO GATTI, 2Cronache – in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)


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