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DIARIO DI LETTURA DAL 25 DICEMBRE 2022

Le città di rifugio 1Il Signore disse a Giosuè: 2“Di' agli Israeliti: Sceglietevi le città di asilo, come vi avevo ordinato per mezzo di Mosè, 3perché l'omicida che avrà ucciso qualcuno per errore o per inavvertenza, vi si possa rifugiare. Vi serviranno di rifugio contro il vendicatore del sangue. 4Se qualcuno cerca asilo in una di queste città, fermatosi all'ingresso della porta della città, esporrà il suo caso agli anziani di quella città. Se costoro lo accoglieranno presso di sé dentro la città, gli assegneranno una dimora ed egli si stabilirà in mezzo a loro. 5Se il vendicatore del sangue lo insegue, essi non abbandoneranno nelle sue mani l'omicida, perché ha ucciso il prossimo per inavvertenza e senza averlo prima odiato. 6L'omicida abiterà in quella città finché comparirà in giudizio davanti alla comunità. Alla morte del sommo sacerdote in carica in quel tempo, l'omicida potrà tornarsene e rientrare nella sua città e nella sua casa, nella città da dove era fuggito”. 7Allora consacrarono Kedes in Galilea sulle montagne di Nèftali, Sichem sulle montagne di Èfraim e Kiriat-Arbà, ossia Ebron, sulle montagne di Giuda. 8Oltre il Giordano, a oriente di Gerico, stabilirono Beser, sull'altopiano desertico, nella tribù di Ruben, Ramot in Gàlaad, nella tribù di Gad, e Golan in Basan, nella tribù di Manasse. 9Queste furono le città stabilite per tutti gli Israeliti e per lo straniero dimorante in mezzo a loro, perché chiunque avesse ucciso qualcuno per errore potesse rifugiarvisi e non morisse per mano del vendicatore del sangue, prima d'essere comparso davanti alla comunità.

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Approfondimenti

La parte più antica del materiale contenuto in questo capitolo (vv. 7-9) ha i suoi paralleli in Dt 19,1-13; Nm 35,9-34. L'istituzione di luoghi di asilo era comune a molti popoli antichi. Qui tre delle città menzionate (Kades, Sichem ed Ebron) sono in rapporto con santuari. Il diritto di asilo in questi luoghi mirava a regolare casi di omicidio involontario, prima della creazione dei tribunali locali competenti in materia. L'omicida era esposto alla vendetta del “vindice di sangue” (gō’ēl, vedi Rt 2,20), il parente più prossimo dell'ucciso. Ma se l'omicidio era involontario, all'uccisore era data la possibilità di trovare scampo in questi luoghi, dove poteva continuare a vivere, senza che il vendicatore potesse raggiungerlo. Il giudizio sulla colpevolezza o innocenza spettava al consiglio degli anziani della città rifugio. Il diritto e dovere della vendetta del sangue era considerato sacrosanto, come lo è ancor oggi in alcune tribù arabe.

(cf. VINCENZO GATTI, Giosuè – in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)


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1La seconda parte sorteggiata toccò a Simeone, alla tribù dei figli di Simeone secondo i loro casati. La loro eredità è in mezzo a quella dei figli di Giuda. 2Ebbero nel loro territorio: Bersabea, Seba, Moladà, 3Casar-Sual, Bala, Esem, 4Eltolàd, Betul, Corma, 5Siklag, Bet-Marcabòt, Casar-Susa, 6Bet-Lebaòt e Saruchèn: tredici città e i loro villaggi; 7En, Rimmon, Eter e Asan: quattro città e i loro villaggi; 8tutti i villaggi che stanno intorno a queste città, fino a Baalàt-Beer, Ramat-Negheb. Questa è l'eredità della tribù dei figli di Simeone, secondo i loro casati. 9L'eredità dei figli di Simeone fu presa dalla parte dei figli di Giuda, perché la parte dei figli di Giuda era troppo grande per loro; perciò i figli di Simeone ebbero la loro eredità in mezzo all'eredità di quelli.

10La terza parte sorteggiata toccò ai figli di Zàbulon, secondo i loro casati. Il confine del loro territorio si estendeva fino a Sarid. 11Questo confine saliva a occidente verso Maralà e giungeva a Dabbeset e poi toccava il torrente che è di fronte a Iokneàm. 12Da Sarid girava a oriente, dove sorge il sole, sino al confine di Chislot-Tabor; poi continuava verso Daberàt e saliva a Rafia. 13Di là passava verso oriente, dove sorge il sole, per Gat-Chefer, per Et-Kasìn, usciva verso Rimmon, girando fino a Nea. 14Poi il confine piegava dal lato di settentrione verso Cannatòn e faceva capo alla valle d'Iftach-El. 15Esso includeva inoltre Kattat, Naalàl, Simron, Idalà e Betlemme: dodici città e i loro villaggi. 16Questa fu l'eredità dei figli di Zàbulon, secondo i loro casati: queste città e i loro villaggi.

17La quarta parte sorteggiata toccò a Ìssacar, ai figli d'Ìssacar, secondo i loro casati. 18Il loro territorio comprendeva: Izreèl, Chesullòt, Sunem, 19Cafaràim, Sion, Anacaràt, 20Rabbit, Kisiòn, Abes, 21Remet, En-Gannìm, En-Caddà e Bet-Passes. 22Poi il confine giungeva a Tabor, Sacasìm, Bet-Semes e faceva capo al Giordano: sedici città e i loro villaggi. 23Questa fu l'eredità della tribù dei figli d'Ìssacar, secondo i loro casati: queste città e i loro villaggi.

24La quinta parte sorteggiata toccò ai figli di Aser, secondo i loro casati. 25Il loro territorio comprendeva: Chelkat, Calì, Beten, Acsaf, 26Alammèlec, Amad, Misal. Il loro confine giungeva, verso occidente, al Carmelo e a Sicor-Libnat. 27Poi piegava dal lato dove sorge il sole verso Bet-Dagon, toccava Zàbulon e la valle di Iftach-El a settentrione, Bet-Emek e Neièl, e si prolungava verso Cabul a sinistra 28e verso Ebron, Recob, Cammon e Kana fino a Sidone la Grande. 29Poi il confine piegava verso Rama fino alla fortezza di Tiro, girava verso Cosa e faceva capo al mare, incluse Mecallèb, Aczib, 30Acco, Afek e Recob: ventidue città e i loro villaggi. 31Questa fu l'eredità della tribù dei figli di Aser, secondo i loro casati: queste città e i loro villaggi.

32La sesta parte sorteggiata toccò ai figli di Nèftali, secondo i loro casati. 33Il loro confine si estendeva da Chelef e dalla Quercia di Saanannìm ad Adamì-Nekeb e Iabneèl fino a Lakkum e faceva capo al Giordano; 34poi il confine piegava a occidente verso Aznot-Tabor e di là continuava verso Cukok, giungeva a Zàbulon dal lato di mezzogiorno, ad Aser dal lato di ponente e a Giuda del Giordano dal lato di levante. 35Le fortezze erano Siddìm, Ser, Cammat, Rakkat, Chinneret, 36Adamà, Rama, Asor, 37Kedes, Edrei, En-Asor, 38Iron, Migdal-El, Corem, Bet-Anat e Bet-Semes: diciannove città e i loro villaggi. 39Questa fu l'eredità della tribù dei figli di Nèftali, secondo i loro casati: queste città e i loro villaggi.

40La settima parte sorteggiata toccò alla tribù dei figli di Dan, secondo i loro casati. 41Il confine della loro eredità comprendeva Sorea, Estaòl, Ir-Semes, 42Saalabbìn, Àialon, Itla, 43Elon, Timna, Ekron, 44Eltekè, Ghibbetòn, Baalàt, 45Ieud, Bene-Berak, Gat-Rimmon, 46Me-Iarkon e Rakkon con il territorio di fronte a Giaffa. 47Ma il territorio dei figli di Dan si estese più lontano, perché i figli di Dan andarono a combattere contro Lesem; la presero e la passarono a fil di spada, ne presero possesso, vi si stabilirono e la chiamarono Dan, dal nome di Dan loro capostipite. 48Questa fu l'eredità della tribù dei figli di Dan, secondo i loro casati: queste città e i loro villaggi.

49Quando gli Israeliti ebbero finito di distribuire in eredità la terra secondo i suoi confini, diedero a Giosuè, figlio di Nun, una proprietà in mezzo a loro. 50Secondo l'ordine del Signore, gli diedero la città che egli chiese: Timnat-Serach, sulle montagne di Èfraim. Egli costruì la città e vi stabilì la sua dimora. 51Tali sono le eredità che il sacerdote Eleàzaro, Giosuè, figlio di Nun, e i capifamiglia delle tribù degli Israeliti distribuirono a sorte a Silo, davanti al Signore, all'ingresso della tenda del convegno. Così portarono a termine la divisione della terra.

__________________________ Note

19,1 toccò a Simeone: come la tribù di Beniamino, anche quella di Simeone era poco numerosa, quindi, più che un territorio, le vengono assegnate alcune città. Tali città erano nel territorio della tribù di Giuda (19,2). In realtà, la tribù di Simeone si assimilò ben presto alla tribù di Giuda.

19,15 Betlemme: è quella di Zàbulon, diversa dalla Betlemme di Giuda, dove secondo i vangeli nacque Gesù.

19,40-48 I Daniti possedevano all’inizio un territorio a ovest di Beniamino, con a nord Èfraim e a sud Giuda. Per la pressione degli Amorrei (v. Gdc 1,34-35) e poi dei Filistei (Gdc cc. 13-16), i Daniti furono tuttavia costretti a emigrare (v. 47).

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Approfondimenti

1-9. Anche la tribù di Simeone era poco numerosa. Più che un vero e proprio territorio, ad essa furono assegnate alcune località appartenenti al territorio della tribù di Giuda. La lista non è esauriente. Alcune delle città menzionate qui ricorrono anche nell'elenco delle città di Giuda in 15,26-32 (cfr. anche 1Cr 4,28-33). Al tempo di Saul parecchie di queste località appartenevano in effetti a Giuda. Simeone finirà con lo scomparire, assorbito totalmente dalla tribù di Giuda. Il suo nome è assente nelle benedizioni di Dt 33.

10-16. Nemmeno la frontiera di Zabulon è descritta con precisione. Insieme a Issacar, Aser e Neftali (19,17-39), Zabulon occupava il territorio della Galilea.

17-23. Se ne descrivono le frontiere solo verso il nord (dove confina con Zabulon, v. 22) e se ne elencano i centri abitati.

24-31. Il territorio della tribù si estendeva lungo la costa del Mediterraneo, a nord del Carmelo, in una zona di rara bellezza e molto fertile, e si inoltrava all'interno in una fascia di circa 20 chilometri.

32-39. Occupava la parte orientale e montagnosa della Galilea, a nord del lago di Genesaret. L'autore indica le tribù confinanti (vv. 33ss.), dimenticando però di dire che a sud Neftali confinava anche con Issacar.

40-51. In un primo tempo la tribù occupava parte del territorio fra Giuda, Beniamino ed Efraim. In seguito la maggioranza dei suoi membri si spostarono all'estremo nord della Palestina (Gdc 1, 34-35; 18).

49-51. Concludono i cc. 13-19, sulla distribuzione dei territori alle tribù. Nulla si dice altrove dell'ordine di JHWH (v. 50) di assegnare a Giosuè una città. Timnat-Se-rach è il luogo dove Giosuè sarà sepolto (24; 30), sui monti di Efraim, nella parte centrale della Palestina.

(cf. VINCENZO GATTI, Giosuè – in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)


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Divisione della terra tra le altre sette tribù (18,1-19,51) 1Tutta la comunità degli Israeliti si radunò a Silo, e qui eresse la tenda del convegno. La terra era stata sottomessa a loro. 2Rimanevano tra gli Israeliti sette tribù che non avevano avuto la loro parte. 3Disse allora Giosuè agli Israeliti: “Fino a quando trascurerete di andare a occupare la terra, che il Signore, Dio dei vostri padri, vi ha dato? 4Sceglietevi tre uomini per tribù e io li invierò. Essi andranno subito a ispezionare la terra, ne tracceranno un piano per la divisione in eredità e torneranno da me. 5Essi se la divideranno in sette parti: Giuda rimarrà sul suo territorio nel meridione e quelli della casa di Giuseppe rimarranno sul loro territorio al settentrione. 6Voi traccerete una mappa scritta della terra in sette parti e me la porterete qui e io getterò per voi la sorte qui, dinanzi al Signore, Dio nostro. 7Tuttavia non vi è parte per i leviti in mezzo a voi, perché il sacerdozio del Signore è la loro eredità, e Gad, Ruben e metà della tribù di Manasse hanno già ricevuto la loro eredità oltre il Giordano, a oriente, come ha concesso loro Mosè, servo del Signore”. 8Quegli uomini si misero in cammino; Giosuè comandò a coloro che andarono a tracciare una mappa scritta della terra: “Andate a perlustrare la regione, tracciatene una mappa e tornate da me e qui io getterò per voi la sorte davanti al Signore, a Silo”. 9Gli uomini andarono, ispezionarono la regione, ne tracciarono una mappa scritta secondo le città, dividendola in sette parti, e ritornarono da Giosuè all'accampamento, a Silo. 10Allora Giosuè gettò per loro la sorte a Silo, dinanzi al Signore, e lì Giosuè spartì la terra tra gli Israeliti, secondo le loro ripartizioni.

11Fu tirata a sorte la parte della tribù dei figli di Beniamino, secondo i loro casati; il territorio che toccò loro aveva i confini tra i figli di Giuda e i figli di Giuseppe. 12Dal lato settentrionale, il loro confine partiva dal Giordano, saliva il pendio settentrionale di Gerico, saliva per la montagna verso occidente e faceva capo al deserto di Bet-Aven. 13Di là passava per Luz, sul versante meridionale di Luz, cioè Betel, e scendeva ad Atròt-Addar, presso il monte che è a mezzogiorno di Bet-Oron inferiore. 14Poi il confine piegava e, al lato occidentale, girava a mezzogiorno, dal monte posto di fronte a Bet-Oron, a mezzogiorno, e faceva capo a Kiriat-Baal, cioè Kiriat-Iearìm, città dei figli di Giuda. Questo era il lato occidentale. 15Il lato meridionale cominciava all'estremità di Kiriat-Iearìm. Il confine piegava verso occidente, fino alla fonte delle acque di Neftòach, 16poi scendeva fino al crinale del monte di fronte alla valle di Ben-Innòm, nella valle dei Refaìm, a settentrione, e scendeva per la valle di Ben-Innòm, sul pendio meridionale dei Gebusei, fino a En-Roghel. 17Si estendeva quindi verso il settentrione e giungeva a En-Semes; di là si dirigeva verso Ghelilòt, che è di fronte alla salita di Adummìm, e scendeva al sasso di Boan, figlio di Ruben, 18poi passava per il pendio settentrionale di fronte all'Araba e scendeva all'Araba. 19Il confine passava quindi per il pendio settentrionale di Bet-Cogla e faceva capo al golfo settentrionale del Mar Morto, alla foce meridionale del Giordano. Questo era il confine meridionale. 20Il Giordano serviva di confine dal lato orientale. Questa era l'eredità dei figli di Beniamino, secondo i loro casati, con i suoi confini da tutti i lati. 21Le città della tribù dei figli di Beniamino, secondo i loro casati, erano: Gerico, Bet-Cogla, Emek-Kesis, 22Bet-Araba, Semaràim, Betel, 23Avvìm, Para, Ofra, 24Chefar-Ammonài, Ofni e Gheba: dodici città e i loro villaggi; 25Gàbaon, Rama, Beeròt, 26Mispa, Chefirà, Mosa, 27Rekem, Irpeèl, Taralà, 28Sela-Elef, la città gebusea, cioè Gerusalemme, Gàbaa, Kiriat-Iearìm: quattordici città e i loro villaggi. Questa era l'eredità dei figli di Beniamino, secondo i loro casati.

__________________________ Note

18,1 Silo: circa venti chilometri a sud di Sichem, nella zona centrale della terra di Canaan, dove probabilmente era ancora l’arca dell’alleanza all’epoca di questo racconto.

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Approfondimenti

1-10. Introduzione alla spartizione. Il brano intende impostare l'assegnazione dei territori alle rimanenti tribù secondo lo schema già usato per la spartizione di cui s'è parlato sinora. Alla comunità convocata a Silo, Giosuè propone il progetto di una conquista e la spartizione del territorio fra le tribù non ancora assediate. Si riepilogano i dati precedenti, osservando che Giuda, la casa di Giuseppe, i leviti (alla loro maniera), Gad, Ruben e (l'altra) metà di Manasse, sono già sistemati. Anche per le restanti sette tribù l'assegnazione dei territori è fatta tirando a sorte (vv. 8-10).

1. Silo (situata 17 chilometri a nord di Betel e 20 chilometri circa a sud di Sichem) è in una posizione più centrale di Galgala, dove si trovava l'accampamento militare all'inizio della conquista. Non è stato detto sinora, né si dice qui, quando e come sia avvenuto lo spostamento. Di Silo come luogo della «tenda del convegno» e quindi dell'arca dell'alleanza, si parlerà anche in Gs 19,51; 21,2; 22, 9.12; Gdc 18, 31. Da lì avrà origine l'attività di Samuele (1Sam 1,3). Silo resterà uno dei santuari più importanti d'Israele.

8-10. La spartizione della regione viene fatta tenendo conto delle concrete possibilità di vita delle varie zone, visitate e descritte dai tre osservatori.

11-28. Il brano presenta i confini del territorio di Beniamino (vv.1-20), seguiti da un elenco di città di questa tribù (vv. 21-28).

11-20. La tribù di Beniamino venne a trovarsi tra Efraim al nord e Giuda al sud. Qui se ne indicano i confini settentrionali (vv. 12-13, cfr. 16,1-3), occidentali (v. 14), meridionali (vv. 5-19) e orientali (v. 20).

21-28. Tra le città elencate, alcune fanno parte del territorio di Efraim. Nel complesso, Beniamino era una tribù minore, con un territorio più modesto delle altre tribù.

(cf. VINCENZO GATTI, Giosuè – in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)


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1 Questo è il territorio toccato in sorte alla tribù di Manasse, perché egli era il primogenito di Giuseppe. Quanto a Machir, primogenito di Manasse e padre di Gàlaad, poiché era guerriero, aveva ottenuto Gàlaad e Basan. 2Fu dunque assegnata una parte agli altri figli di Manasse secondo i loro casati: ai figli di Abièzer, di Chelek, di Asrièl, di Sichem, di Chefer, di Semidà. Questi erano i figli maschi di Manasse, figlio di Giuseppe, secondo i loro casati. 3Selofcàd, figlio di Chefer, figlio di Gàlaad, figlio di Machir, figlio di Manasse, non ebbe figli maschi, ma ebbe figlie, delle quali ecco i nomi: Macla, Noa, Cogla, Milca e Tirsa. 4Queste si presentarono al sacerdote Eleàzaro, a Giosuè, figlio di Nun, e ai capi dicendo: “Il Signore ha comandato a Mosè di darci un'eredità in mezzo ai nostri fratelli”. Giosuè diede loro un'eredità in mezzo ai fratelli del padre loro, secondo l'ordine del Signore. 5Toccarono così dieci parti a Manasse, oltre il territorio di Gàlaad e di Basan che è a oriente del Giordano, 6poiché le figlie di Manasse ebbero un'eredità in mezzo ai figli di lui. La terra di Gàlaad fu per gli altri figli di Manasse. 7Il confine di Manasse cominciava da Aser, Micmetàt, situata di fronte a Sichem, poi il confine girava a destra verso Iasib alla fonte di Tappùach. 8A Manasse apparteneva il territorio di Tappùach, mentre Tappùach, al confine di Manasse, era dei figli di Èfraim. 9Quindi il confine scendeva al torrente Kana. A meridione del torrente vi erano le città di Èfraim, oltre quelle città che erano in mezzo alle città di Manasse. Il territorio di Manasse era a settentrione del torrente e faceva capo al mare. 10Il territorio a meridione era di Èfraim, a settentrione era di Manasse e suo confine era il mare. Con Aser erano confinanti a settentrione e con Ìssacar a oriente. 11Inoltre in Ìssacar e in Aser appartenevano a Manasse: Bet-Sean e i suoi villaggi, Ibleàm e i suoi villaggi, gli abitanti di Dor e i suoi villaggi, gli abitanti di Endor e i suoi villaggi, gli abitanti di Taanac e i suoi villaggi, gli abitanti di Meghiddo e i suoi villaggi, un terzo della regione collinosa. 12Non poterono però i figli di Manasse impossessarsi di queste città e il Cananeo continuò ad abitare in questa regione. 13Poi, quando gli Israeliti divennero forti, costrinsero il Cananeo al lavoro coatto, ma non lo spodestarono del tutto.

14I figli di Giuseppe dissero a Giosuè: “Perché mi hai dato in eredità un solo lotto e una sola parte, mentre io sono un popolo numeroso, che il Signore ha così benedetto?”. 15Rispose loro Giosuè: “Se sei un popolo numeroso, sali alla foresta e disboscala per te nel territorio dei Perizziti e dei Refaìm, dato che la zona montuosa di Èfraim è troppo stretta per voi”. 16Replicarono allora i figli di Giuseppe: “La zona montuosa non ci basta; inoltre tutti i Cananei che abitano nel territorio pianeggiante hanno carri di ferro, tanto in Bet-Sean e nei suoi villaggi quanto nella pianura di Izreèl”. 17Allora Giosuè disse alla casa di Giuseppe, cioè a Èfraim e a Manasse: “Tu sei un popolo numeroso e possiedi una grande forza; la tua non sarà una porzione soltanto, 18perché le montagne saranno tue. È una foresta, ma tu la disboscherai e sarà tua da un estremo all'altro; spodesterai infatti il Cananeo, benché abbia carri di ferro e sia forte”.

__________________________ Note

17,15 sali alla foresta e disboscala: la parte centrale della terra di Canaan era allora zona boscosa e disabitata.

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Approfondimenti

1-13. Dopo una genealogia della tribù (vv. 1-6), se ne presentano i confini (vv. 7-13).

1-6. La genealogia è ripresa da Nm 26,28-34; 27,1-11.

12-13. In questa osservazione si sente l'eco di Gdc 1,27s.

14-18. L'episodio coinvolge tutte e due le tribù, di Efraim e Manasse. Può darsi che in esso siano accostate due versioni diverse di una medesima tradizione. La più antica (vv. 16-18) si riferisce al dissodamento fatto dalla casa di Giuseppe della zona montagnosa e boscosa di Efraim. La seconda (vv. 14-15) sembra alludere all'insediamento in una zona della Transgiordania di una parte della tribù di Manasse. Il brano così com'è ora è in ogni caso indicativo della condizione degli Israeliti in Palestina nel periodo premonarchico, quando parte del territorio, soprattutto sui monti, doveva ancora essere disboscato e occupato.

(cf. VINCENZO GATTI, Giosuè – in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)


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La porzione delle tribù di Èfraim e Manasse (16,1 -17,18) 1Il territorio toccato in sorte ai figli di Giuseppe si estendeva dal Giordano di Gerico verso le acque di Gerico a oriente, seguendo il deserto che per la montagna sale da Gerico a Betel. 2Il confine continuava poi da Betel a Luz e correva lungo il confine degli Architi ad Ataròt; 3scendeva a occidente verso il confine degli Iafletiti, fino al confine di Bet-Oron inferiore e fino a Ghezer, e faceva capo al mare. 4I figli di Giuseppe, Manasse ed Èfraim, ebbero così la loro eredità.

5Questi erano i confini dei figli di Èfraim, secondo i loro casati. Il confine della loro eredità era a oriente Atròt-Addar, fino a Bet-Oron superiore; 6continuava fino al mare, dal lato occidentale, verso Micmetàt a settentrione, girava a oriente verso Taanat-Silo e le passava davanti a oriente di Ianòach. 7Poi da Ianòach scendeva ad Ataròt e a Naarà, toccava Gerico e faceva capo al Giordano. 8Da Tappùach il confine andava verso occidente fino al torrente Kana e terminava al mare. Tale era l'eredità della tribù dei figli di Èfraim, secondo i loro casati, 9incluse le città riservate ai figli di Èfraim in mezzo all'eredità dei figli di Manasse, tutte le città e i loro villaggi. 10Essi non scacciarono i Cananei che abitavano a Ghezer; i Cananei hanno abitato in mezzo ad Èfraim fino ad oggi, ma sono costretti al lavoro coatto da schiavi.

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Approfondimenti

Il capitolo parla in un primo momento della parte toccata alla tribù di Giuseppe globalmente (vv. 1-4), per passare poi specificamente a Efraim (vv. 5-10).

3. Gli Iafletiti abitavano probabilmente nel territorio di Bet-Oron Superiore e Bet-Oron Inferiore. Sembra trattarsi di una popolazione cananea non sottomessa.

(cf. VINCENZO GATTI, Giosuè – in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)


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La porzione della tribù di Giuda 1Il territorio toccato in sorte alla tribù dei figli di Giuda, secondo i loro casati, si estendeva fino ai confini di Edom, dal deserto di Sin verso il Negheb, all'estremo meridione. 2Il loro confine a mezzogiorno cominciava dalla parte estrema del Mar Morto, dalla punta rivolta verso mezzogiorno, 3poi procedeva a meridione della salita di Akrabbìm, passava per Sin e risaliva a meridione di Kades-Barnea; passava poi da Chesron, saliva ad Addar e girava verso Karkà; 4passava poi da Asmon e raggiungeva il torrente d'Egitto e faceva capo al mare. Questo era il loro confine meridionale. 5A oriente il confine era costituito dal Mar Morto fino alla foce del Giordano. Dal lato settentrionale il confine partiva dalla lingua di mare presso la foce del Giordano, 6saliva a Bet-Cogla e passava a settentrione di Bet-Araba e saliva al sasso di Boan, figlio di Ruben. 7Poi il confine saliva a Debir, per la valle di Acor e, a settentrione, girava verso Gàlgala, che è di fronte alla salita di Adummìm, a mezzogiorno del torrente; passava poi alle acque di En-Semes e faceva capo a En-Roghel. 8Saliva poi la valle di Ben-Innòm sul versante meridionale dei Gebusei, cioè di Gerusalemme; poi il confine saliva sulla vetta della montagna che domina la valle di Innòm a occidente ed è all'estremità della valle dei Refaìm, a settentrione. 9Poi il confine piegava dalla vetta della montagna verso la fonte delle acque di Neftòach e usciva al monte Efron; piegava poi verso Baalà, che è Kiriat-Iearìm. 10Indi il confine girava da Baalà, a occidente, verso il monte Seir, passava sul pendio settentrionale del monte Iearìm, cioè Chesalòn, scendeva a Bet-Semes e passava per Timna. 11Poi il confine raggiungeva il pendio settentrionale di Ekron, quindi piegava verso Siccaròn, passava per il monte Baalà, raggiungeva Iabneèl e terminava al mare. 12Il confine occidentale era il Mare Grande. Questo era nel complesso il territorio dei figli di Giuda, secondo i loro casati.

13A Caleb, figlio di Iefunnè, fu data una parte in mezzo ai figli di Giuda, secondo l'ordine del Signore a Giosuè: fu data Kiriat-Arbà, padre di Anak, cioè Ebron. 14Caleb scacciò di là i tre figli di Anak: Sesài, Achimàn e Talmài, nati da Anak. 15Di là passò ad assalire gli abitanti di Debir, che prima si chiamava Kiriat-Sefer. 16Disse allora Caleb: “A chi colpirà Kiriat-Sefer e la prenderà, io darò in moglie mia figlia Acsa”. 17La prese Otnièl, figlio di Kenaz, fratello di Caleb; a lui diede in moglie sua figlia Acsa. 18Ora, mentre andava dal marito, ella lo convinse a chiedere a suo padre un campo. Scese dall'asino e Caleb le disse: “Che hai?”. 19Ella rispose: “Concedimi un favore; poiché tu mi hai dato una terra arida, dammi anche qualche fonte d'acqua”. Egli le donò la sorgente superiore e la sorgente inferiore. 20Questa fu l'eredità della tribù dei figli di Giuda, secondo i loro casati.

21Le città poste all'estremità della tribù dei figli di Giuda, lungo il confine di Edom, nel Negheb, erano: Kabseèl, Eder, Iagur, 22Kina, Dimonà, Adadà, 23Kedes, Asor-Itnàn, 24Zif, Telem, Bealòt, 25Asor-Adattà, Keriòt-Chesron, cioè Asor, 26Amam, Sema, Moladà, 27Casar-Gaddà, Chesmon, Bet-Pelet, 28Casar-Sual, Betsabea e le sue dipendenze, 29Baalà, Iim, Esem, 30Eltolàd, Chesil, Corma, 31Siklag, Madmannà, Sansannà, 32Lebaòt, Silchìm, En-Rimmon: in tutto ventinove città e i loro villaggi.

33Nella Sefela: Estaòl, Sorea, Asna, 34Zanòach, En-Gannìm, Tappùach, Enam, 35Iarmut, Adullàm, Soco, Azekà, 36Saaràim, Aditàim, Ghederà e Ghederotàim: quattordici città e i loro villaggi; 37Senan, Adasà, Migdal-Gad, 38Dileàn, Mispa, Iokteèl, 39Lachis, Boskat, Eglon, 40Cabbon, Lacmas, Chitlis, 41Ghederòt, Bet-Dagon, Naamà e Makkedà: sedici città e i loro villaggi; 42Libna, Eter, Asan, 43Iftach, Asna, Nesib, 44Keila, Aczib e Maresà: nove città e i loro villaggi; 45Ekron, le città del suo distretto e i suoi villaggi; 46da Ekron fino al mare, tutte le città vicine ad Asdod e i loro villaggi; 47Asdod, le città del suo distretto e i suoi villaggi; Gaza, le città del suo distretto e i suoi villaggi fino al torrente d'Egitto e al Mare Grande, che serve da confine.

48Sulle montagne: Samir, Iattir, Soco, 49Danna, Kiriat-Sannà, cioè Debir, 50Anab, Estemòa, Anìm, 51Gosen, Colòn e Ghilo: undici città e i loro villaggi. 52Arab, Duma, Esan, 53Ianum, Bet-Tappùach, Afekà, 54Cumta, Kiriat-Arbà, cioè Ebron, e Sior: nove città e i loro villaggi. 55Maon, Carmel, Zif, Iutta, 56Izreèl, Iokdeàm, Zanòach, 57Kain, Gàbaa e Timna: dieci città e i loro villaggi. 58Calcul, Bet-Sur, Ghedor, 59Maaràt, Bet-Anòt e Eltekòn: sei città e i loro villaggi. Tekòa, Èfrata, cioè Betlemme, Peor, Etam, Culon, Tatam, Sores, Carem, Gallìm, Beter, Manàcat: undici città e i loro villaggi. 60Kiriat-Baal, cioè Kiriat-Iearìm, e Rabbà: due città e i loro villaggi.

61Nel deserto: Bet-Araba, Middin, Secacà, 62Nibsan, la città del sale e Engàddi: sei città e i loro villaggi.

63Quanto ai Gebusei che abitavano in Gerusalemme, i figli di Giuda non riuscirono a scacciarli; così i Gebusei abitano a Gerusalemme insieme con i figli di Giuda ancora oggi.

__________________________ Note

15,1-63 Il confine della tribù di Giuda è indicato con cura, specialmente nel lato settentrionale. La lista delle città, particolarmente folta a motivo dell’importanza della tribù, ricolloca gli agglomerati urbani in quattro zone: il Negheb, la Sefela, la zona montagnosa, la zona desertica.

15,4 torrente d’Egitto: torrente che si getta nel Mediterraneo a sud di Gaza, e che costituisce il confine tradizionale tra Canaan ed Egitto.

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Approfondimenti

La benedizione di Giacobbe (Gn 49,8-12) promette a Giuda una posizione di preminenza e un territorio più ampio delle altre tribù. Qui di tale territorio vengono indicati i confini occidentali (v. 1) e meridionali (vv. 2-4), orientali (v. 5) e settentrionali (vv. 5b-12). I vv. 13-19 raccontano un episodio in cui sono coinvolti Caleb e Otniel, mentre i vv. 20-62 contengono una lista molto lunga delle città assegnate a Giuda. Il v. 63 è una nota su Gerusalemme.

13-20. L'episodio va aggiunto a quanto è stato detto su Caleb in 14,6-14. Esso è ripetuto in Gdc 1,12-15.

21-63. L'elenco è suddiviso in quattro gruppi: le città del Negheb (vv. 21-32); le città della Sefela (v. 33-47); le città della zona montagnosa (vv. 48-60); le città della zona desertica (vv. 61-62). Per il v. 63 cfr. 2Sam 5,6-9; Gdc 1,7.21.

(cf. VINCENZO GATTI, Giosuè – in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)


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_Le tribù a occidente del Giordano e la parte di Caleb (14,1-15)_ 1Questo è invece quanto ebbero in eredità gli Israeliti nella terra di Canaan: lo assegnarono loro in eredità il sacerdote Eleàzaro e Giosuè, figlio di Nun, e i capifamiglia delle tribù degli Israeliti. 2L'eredità fu stabilita mediante sorteggio, come aveva comandato il Signore per mezzo di Mosè, per le nove tribù e per la mezza tribù; 3infatti Mosè aveva assegnato l'eredità delle due tribù e della mezza tribù a oriente del Giordano e ai leviti non aveva dato alcuna eredità in mezzo a loro. 4Poiché i figli di Giuseppe formano due tribù, Manasse ed Èfraim, non si diede parte alcuna ai leviti nella terra, tranne le città dove abitare e i loro pascoli per le loro greggi e gli armenti. 5Come aveva comandato il Signore a Mosè, così fecero gli Israeliti e si divisero la terra. 6Vennero allora da Giosuè a Gàlgala i figli di Giuda, e Caleb, figlio di Iefunnè, il Kenizzita, gli disse: «Tu conosci la parola che ha detto il Signore a Mosè, uomo di Dio, riguardo a me e a te a Kades-Barnea. 7Avevo quarant'anni quando Mosè, servo del Signore, mi inviò da Kades-Barnea a esplorare la terra e io gli riferii con sincerità di cuore. 8I compagni che vennero con me scoraggiarono il popolo, io invece seguii fedelmente il Signore, mio Dio. 9Mosè in quel giorno giurò: “La terra che il tuo piede ha calcato sarà in eredità a te e ai tuoi figli, per sempre, perché hai seguito fedelmente il Signore, mio Dio”. 10Ora ecco, il Signore mi ha conservato in vita, come aveva detto: sono cioè quarantacinque anni da quando disse questa parola a Mosè, mentre Israele camminava nel deserto, e oggi ecco che ho ottantacinque anni; 11io sono ancora oggi come quando Mosè mi inviò: come il mio vigore allora, così il mio vigore ora, sia per la battaglia sia per ogni altro lavoro. 12Ora concedimi questi monti, di cui il Signore ha parlato in quel giorno, poiché tu hai saputo allora che vi sono gli Anakiti e città grandi e fortificate; spero che il Signore sia con me e io le conquisterò secondo quanto ha detto il Signore!». 13Giosuè lo benedisse e assegnò Ebron in eredità a Caleb, figlio di Iefunnè. 14Per questo Caleb, figlio di Iefunnè, il Kenizzita, ebbe in eredità Ebron fino ad oggi, perché aveva seguito fedelmente il Signore, Dio d'Israele. 15Ebron si chiamava prima Kiriat-Arbà: costui era stato l'uomo più grande tra gli Anakiti. E la terra visse tranquilla, senza guerra. __________________________ Note

14,1-15 Il territorio a occidente del Giordano viene assegnato da Eleàzaro e Giosuè. Eleàzaro è figlio di Aronne e succede al padre nel sacerdozio (Nm 20,25-28).

14,2 Il sorteggio con cui viene assegnato il territorio è azione sacra, in quanto comando del Signore.

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Approfondimenti

1-5. Si ripete che ai leviti non era stato riservato alcun territorio specifico. Per mantenere il numero dodici in funzione della divisione, si sdoppia la tribù di Giuseppe (cfr. Gn 48). Il sacerdote Eleazaro, figlio e successore di Aronne (Es 6,25; Nm 3,32; 20,28), è menzionato prima di Giosuè, sorprendentemente. Il sorteggio è considerato azione sacra (cfr. Nm 34,13).

6-14. Secondo Nm 13,6; Gs 15,17; Gdc 1,10-15, Caleb apparteneva agli Edomiti, discendenti di Esaù, e venne in seguito incorporato a Giuda. Qui si allude ai fatti di Nm 13-15. Nel suo discorso, Caleb insiste davanti a Giosuè sulla parte di rilievo giocata nell'esplorazione del paese, e pronuncia più volte, significativamente, i nomi di JHWH e di Mosè. Torna qui (v. 9) e più avanti (vv. 13s.) il termine «eredità», nella specifica accezione deuteronomica e deuteronomistica di terra, che Israele e le sue tribù possiedono in base al dono di JHWH, con un diritto di proprietà fondato esclusivamente sulla promessa divina (cfr. Dt 4,21.38; 12,9; 15,4; 19,10; vedi Gdc 18,1).

12. «questi monti» si riferisce alla regione montagnosa di Ebron. Però, secondo 10,36-37, era già stata conquistata da tutto Israele, e non dal clan di Caleb.

14. ’Arba‘ è il numero «quattro», sicché Kiriat-Arba potrebbe voler dire «la città dei quattro quartieri». Ma per il TM Arba è il nome di un gigante anakita (cfr. Gs 11,21), mentre secondo la versione greca dei LXX il termine ebraico andrebbe tradotto con «metropoli».

(cf. VINCENZO GATTI, Giosuè – in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)


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RIPARTIZIONE DELLA TERRA PROMESSA (13,1-21,45)

Territori ancora da conquistare e tribù a oriente del Giordano 1Giosuè era ormai vecchio e avanti negli anni, e il Signore gli disse: «Tu sei vecchio e avanti negli anni, mentre rimane molto territorio da occupare. 2Queste sono le terre rimaste: tutti i distretti dei Filistei e tutto il territorio dei Ghesuriti, 3dal Sicor, di fronte all'Egitto, fino al territorio di Ekron, a settentrione, zona considerata cananea; i cinque principati dei Filistei – Gaza, Asdod, Àscalon, Gat ed Ekron – e gli Avviti 4nel meridione; tutto il territorio dei Cananei, da Ara, che è di quelli di Sidone, fino ad Afek, fino al confine degli Amorrei; 5il territorio di quelli di Biblo e tutto il Libano orientale, da Baal-Gad ai piedi del monte Ermon fino all'ingresso di Camat. 6Io stesso scaccerò davanti agli Israeliti tutti gli abitanti delle montagne dal Libano a Misrefot-Màim, e tutti quelli di Sidone. Tu dovrai solo tirare a sorte l'eredità per Israele, come ti ho comandato. 7Ora dunque, distribuisci questa terra in eredità alle nove tribù e a metà della tribù di Manasse».

8Insieme con l'altra metà di Manasse, i Rubeniti e i Gaditi avevano ricevuto la loro parte di eredità, che Mosè aveva assegnato loro al di là del Giordano, a oriente, come aveva concesso loro Mosè, servo del Signore: 9da Aroèr, che è sulla riva del torrente Arnon, e dalla città in fondovalle, tutta la pianura di Màdaba fino a Dibon; 10tutte le città di Sicon, re degli Amorrei, che regnava a Chesbon, fino al confine degli Ammoniti; 11Gàlaad, il territorio dei Ghesuriti e dei Maacatiti, tutto il monte Ermon e tutto Basan fino a Salca; 12in Basan tutto il regno di Og, che regnava ad Astaròt e a Edrei, uno degli ultimi figli dei Refaìm, che Mosè aveva debellato e spodestato. 13Tuttavia gli Israeliti non avevano scacciato i Ghesuriti e i Maacatiti; infatti le popolazioni di Ghesur e Maacà vivono in mezzo a Israele ancora oggi. 14Soltanto alla tribù di Levi non aveva assegnato un'eredità: i sacrifici consumati dal fuoco per il Signore, Dio d'Israele, sono la sua eredità, come aveva detto loro. 15Mosè aveva assegnato alla tribù dei figli di Ruben una parte secondo i loro casati, 16ed essi ebbero il territorio da Aroèr, che è sulla riva del torrente Arnon, e dalla città in fondovalle, tutta la pianura presso Màdaba, 17Chesbon e tutte le sue città che sono nella pianura, Dibon, Bamòt-Baal, Bet-Baal-Meon, 18Iaas, Kedemòt, Mefàat, 19Kiriatàim, Sibma e Seret-Hassacàr sulle montagne che dominano la valle, 20Bet-Peor, le pendici del Pisga, Bet-Iesimòt, 21tutte le città della pianura, tutto il regno di Sicon, re degli Amorrei, che regnava a Chesbon e che Mosè aveva sconfitto insieme con i capi dei Madianiti, vassalli di Sicon, che abitavano nella regione: Evì, Rekem, Sur, Cur e Reba. 22Quanto a Balaam, figlio di Beor, l'indovino, gli Israeliti lo uccisero di spada insieme a quelli che avevano trafitto. 23Il territorio dei Rubeniti comprende poi il Giordano e il territorio limitrofo. Questa è l'eredità dei Rubeniti secondo i loro casati: le città con i loro villaggi. 24Mosè poi aveva dato una parte alla tribù di Gad, ai figli di Gad, secondo i loro casati, 25ed essi ebbero il territorio di Iazer e tutte le città di Gàlaad e metà del territorio degli Ammoniti fino ad Aroèr, che è di fronte a Rabbà, 26e da Chesbon fino a Ramat-Mispe e Betonìm e da Macanàim fino al territorio di Lodebàr; 27nella valle: Bet-Aram e Bet-Nimra, Succot e Safon, il resto del regno di Sicon, re di Chesbon. Il Giordano ne era il confine sino all'estremità del mare di Chinneret oltre il Giordano, a oriente. 28Questa è l'eredità dei figli di Gad secondo i loro casati: le città con i loro villaggi. 29Mosè aveva assegnato a metà della tribù dei figli di Manasse, secondo i loro casati, 30il seguente territorio che appartenne a loro: da Macanàim, tutto il Basan, tutto il regno di Og, re di Basan, e tutti i villaggi di Iair, che sono in Basan: sessanta città. 31La metà di Gàlaad, Astaròt ed Edrei, città del regno di Og in Basan, furono date ai figli di Machir, figlio di Manasse, cioè alla metà dei figli di Machir, secondo i loro casati. 32Questo è quanto distribuì Mosè nelle steppe di Moab, oltre il Giordano di Gerico, a oriente. 33Alla tribù di Levi, però, Mosè non aveva assegnato alcuna eredità: il Signore, Dio d'Israele, è la loro eredità, come aveva detto loro. __________________________ Note

13,1 Il materiale di questa seconda parte del libro è di molteplice provenienza. Comprende una lista dei confini delle tribù che è anteriore alla monarchia e una lista delle città che le componevano durante la monarchia, una raccolta di episodi che servono a giustificare il possesso di un determinato territorio da parte di un gruppo e, infine, altro materiale di provenienza sacerdotale. Viene fondato il diritto d’Israele sui beni immobili, in quanto popolo e in quanto nuclei familiari.

13,2 Queste sono le terre rimaste: si tratta, a sud-ovest, delle cinque città dei Filistei e a nord del territorio della Fenicia.

13,14 Soltanto alla tribù di Levi: più volte si ripete che la tribù di Levi non ha territorio proprio (13,33; 14,3-4; 18,7). I sacerdoti, in quanto dediti al culto di Dio, vivranno delle vittime del culto (Dt 12,12), delle decime (Nm 18,21), dell’aiuto dei fedeli (Dt 14,27.29). Essi, inoltre, ricevono determinate città con i rispettivi pascoli (Gs 21).

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Approfondimenti

13,1-21,45. La seconda parte di Giosuè si presenta come una serie di elenchi – aridi e per di più non sempre chiari – di confini, località e popolazioni, introdotti, conclusi o inframmezzati da discorsi fatti da JHWH o da Giosuè. Per meglio comprendere la situazione letteraria e il contenuto teologico di questi capitoli è bene tener presente alcuni dati sul materiale utilizzato dall'autore, e sulla prospettiva teologica in base alla quale questi ha lavorato.

  • 1) L'autore fa uso qui di due documenti indipendenti: una descrizione di confini, risalente al periodo premonarchico e fondata su confini che sono in parte reali e in parte ideali, riferita quasi esclusivamente alla Cisgiordania; un elenco di città e popolazioni, databile all'epoca di Giosia, con una certa completezza per quanto concerne le tribù del sud, ma con lacune gravi per quelle del nord e del centro.

  • 2) L'attività del redattore è palese, oltre che nel lavoro di elaborazione e fusione degli elenchi, nei discorsi messi in bocca a JHWH e a Giosuè. Essi sono espressione di una importante concezione teologica. La terra promessa viene distribuita ad Israele con criteri di assoluta imparzialità – ossia tirando a sorte (gôrāl, in greco kleros, cfr. Gdc 1,3) – alle tribù, ai clan e alle famiglie, perché sia trasmessa come eredità, di generazione in generazione, come dono di JHWH.

Un primo dato di rilievo è questo: il destinatario del dono di JHWH è tutto Israele, nel presente e nel futuro.

Un secondo dato è il seguente: come in Ez 40ss. (anche se la schematizzazione in Giosuè non è così geometrica e rigorosa) la terra è considerata qui lo spazio sacro distribuito da JHWH al popolo, perché vi trascorra la propria esistenza in familiarità con lui e con i fratelli, come comunità separata, consacrata in modo particolare a JHWH.

In questa prospettiva, i cc. 12-21 del libro di Giosuè possono essere visti come l'inizio della teologia della terra santa (della città consacrata, del tempio), una teologia che avrà sviluppi e articolazioni non solo nel profeta Ezechiele, ma anche – tra l'altro – nei due libri delle Cronache per quanto concerne l'Antico Testamento, e nel l'Apocalisse per il Nuovo Testamento (cfr. Dt 11,10-17).

13,1-7. Formalmente, si tratta di un discorso fatto da JHWH a Giosuè. Tra le zone qui menzionate, alcune non saranno mai conquistate da Israele, mentre altre saranno conquistate e poi perdute. Ma qui vale l'affermazione di principio: JHWH ha dato a Israele tutto il paese. Fanno la loro comparsa i Filistei (da cui il nome della Palestina), i più importanti rivali di Israele, che sotto Davide saranno sottomessi (peraltro non completamente). Provenienti, a quanto pare, dall'Asia Minore, attraverso Creta (la Caftor di Gn 10,14) e appartenenti ai “popoli del mare”, cercarono di stabilirsi in Siria e in Egitto verso la fine del sec. XIII, finché riuscirono a insediarsi nella Palestina orientale, la Sefela. Erano organizzati in una pentapoli (Gaza, Asdod, Ascalon, Gat ed Accaron). Le regioni menzionate nei vv. 4-6, nella zona nord della Palestina, non sono mai state territorio nazionale degli Israeliti. Erano regni vassalli nel periodo di Davide e di Salomone.

8-33. Come è già emerso più volte, la tribù di Ruben, quella di Gad e metà della tribù di Manasse avevano avuto il loro territorio da Mosè, nella Transgiordania. Questo brano ricorda le vittorie di Mosè su Sicon e Og (cfr. 12,2-5), rifacendosi a quanto è già stato detto in Nm e Dt. A ciò s'aggiungono altre due notizie: quella riguardante i leviti, destinati a vivere del culto (vv. 14.33, cfr. anche 14,3-4) e quella che concerne i Ghesuriti e i Maacatiti (v. 13). Coi primi Davide stipulerà un'alleanza di carattere matrimoniale (2Sam 3,3); i secondi diventeranno suoi vassalli (2Sam 10,6ss.).

15-23. Per le località menzionate in questo brano, cfr. Nm 21-24.

24-28. Cfr. Gn 49,19; Dt 33,20s.; 1Cr 5,18. A differenza di Ruben, che finì con l'essere assorbito per mancanza di spirito bellicoso, i Gaditi raggiunsero una notevole espansione in Transgiordania.

29-31. Anche del destino di questa semitribù s'era già parlato, cfr. Nm 32,41; Dt 3,13.15.

(cf. VINCENZO GATTI, Giosuè – in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)


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I re vinti (12,1-24) 1Questi sono i re della regione al di là del Giordano, a oriente, che gli Israeliti sconfissero e del cui territorio entrarono in possesso, dal torrente Arnon al monte Ermon, con tutta l'Araba orientale: 2Sicon, re degli Amorrei che risiedeva a Chesbon; egli dominava, partendo da Aroèr, situata sul margine della valle del torrente Arnon, il fondovalle del torrente, la metà di Gàlaad fino al torrente Iabbok, confine degli Ammoniti, 3e l'Araba fino alla riva orientale del mare di Chinaròt e fino alla riva orientale del mare dell'Araba, cioè il Mar Morto, in direzione di Bet-Iesimòt e più a meridione, fin sotto le pendici del Pisga. 4Og, re di Basan, uno degli ultimi figli dei Refaìm, che risiedeva ad Astaròt e a Edrei; 5egli dominava il monte Ermon e Salca e tutto Basan fino al confine dei Ghesuriti e dei Maacatiti, inoltre metà di Gàlaad sino al confine di Sicon re di Chesbon. 6Mosè, servo del Signore, e gli Israeliti li avevano sconfitti, e Mosè, servo del Signore, ne diede il possesso a quelli di Ruben, a quelli di Gad e a metà della tribù di Manasse. 7Questi sono i re del territorio a occidente del Giordano, che Giosuè e gli Israeliti sconfissero, da Baal-Gad nella valle del Libano fino al monte Calak, che sale verso Seir, e le cui terre Giosuè diede in proprietà alle tribù d'Israele, secondo le loro divisioni in tribù, 8nella zona montuosa, nella Sefela, nell'Araba, sulle pendici, nel deserto e nel Negheb, dov'erano gli Ittiti, gli Amorrei, i Cananei, i Perizziti, gli Evei e i Gebusei: 9il re di Gerico, uno; il re di Ai, che è presso Betel, uno; 10il re di Gerusalemme, uno; il re di Ebron, uno; 11il re di Iarmut, uno; il re di Lachis, uno; 12il re di Eglon, uno; il re di Ghezer, uno; 13il re di Debir, uno; il re di Gheder, uno; 14il re di Corma, uno; il re di Arad, uno; 15il re di Libna, uno; il re di Adullàm, uno; 16il re di Makkedà, uno; il re di Betel, uno; 17il re di Tappùach, uno; il re di Chefer, uno; 18il re di Afek, uno; il re di Saron, uno; 19il re di Madon, uno; il re di Azor, uno; 20il re di Simron-Meron, uno; il re di Acsaf, uno; 21il re di Taanac, uno; il re di Meghiddo, uno; 22il re di Kedes, uno; il re di Iokneàm del Carmelo, uno; 23il re di Dor, sulla collina di Dor, uno; il re delle popolazioni di Gàlgala, uno; 24il re di Tirsa, uno. In tutto trentuno re. __________________________ Note

12,1-24 Due furono i re vinti a est del Giordano: Sicon, che aveva il territorio tra i fiumi Arnon e Iabbok, e Og, che regnava dal fiume Iabbok al monte Ermon. Trentuno quelli vinti a ovest del Giordano, una lista più lunga di quella che si ricava da tutta la narrazione precedente.

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Approfondimenti

Il capitolo vuole essere una specie di bilancio delle conquiste ottenute non solo sotto Giosuè, ma già anche al tempo di Mosè (per la Transgiordania). L'elenco dei re vinti e dei rispettivi territori conquistati da Israele inizia dalla Transgiordania (vv. 1-6); in un secondo momento si ha la lista dei re sconfitti della Cisgiordania (vv. 7-24).

*1-6. «Sicon, re degli Amorrei» (v. 2) e «Og, re di Basan» (v. 4): è un binomio ricorrente per indicare le popolazioni nemiche d'Israele nella Transgiordania (cfr. Nm 21,21.23). Chesbon, oggi un ammasso di rovine, era situata a 12 chilometri a nord di Madaba e distava 25 chilometri dall'imboccatura del Giordano nel Mar Morto. Il regno di Chesbon comprendeva tutta la fertile piana del Galaad, fino al fiume Iabbok, che lo divideva come confine naturale dal regno di Og. Aroer era la sua città principale. Quanto al regno di Og, se ne menzionano le due città principali: Astarot (l'odierna Tell-Astator), che si trova a circa 20 chilometri a nord-est di Dera, corrispondente all'altra città, Edrei. Si noti la menzione dell'Ermon (v. 1), un prolungamento a sud della catena del Libano, le cui cime maestose (fino a 2800 metri d'altezza) sono esaltate dai Salmi (42,7; 89,13; 133,3). Era stato Mosè a vincere i re di queste zone (Nm 21,23-24; Dt 2,30), assegnando i loro territori alle tribù di Ruben, Gad e metà Manasse.

7-24. La lista dei re della Cisgiordania è antica ed amplia i dati fornitici sinora da Gs. I confini sono fissati partendo dal nord (Baal-Gad) e scendendo verso il sud, con l'indicazione anche delle tre zone principali, la Montagna, la Sefela e il Negheb. Tra i nomi che compaiono qui per la prima volta, meritano particolare attenzione Betel (v. 16), Meghiddo (v. 21) e Tirza (v. 24).

(cf. VINCENZO GATTI, Giosuè – in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)


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Conquista della parte settentrionale della terra di Canaan (11,1-15) 1Quando Iabin, re di Asor, seppe queste cose, ne informò Iobab, il re di Madon, il re di Simron, il re di Acsaf 2 e i re che erano a settentrione, sulle montagne, nell'Araba a meridione di Chinaròt, nella Sefela e sulle colline di Dor a occidente. 3I Cananei erano a oriente e a occidente, gli Amorrei, gli Ittiti, i Perizziti, i Gebusei erano sulle montagne e gli Evei erano ai piedi dell'Ermon, nella regione di Mispa. 4Allora essi uscirono con tutti i loro eserciti: erano una truppa numerosa come la sabbia sulla riva del mare, con numerosissimi cavalli e carri. 5Tutti questi re si allearono e vennero ad accamparsi insieme presso le acque di Merom, per combattere contro Israele. 6Allora il Signore disse a Giosuè: «Non temerli, perché domani a quest'ora io li consegnerò tutti trafitti davanti a Israele. Taglierai i garretti ai loro cavalli e appiccherai il fuoco ai loro carri». 7Giosuè con tutti i suoi guerrieri andò contro di loro presso le acque di Merom, a sorpresa, e piombò su di loro. 8Il Signore li consegnò nelle mani d'Israele, che li batté e li inseguì fino a Sidone la Grande, fino a Misrefot-Màim e fino alla valle di Mispa a oriente. Li sconfissero fino a non lasciar loro neppure un superstite. 9Giosuè fece loro come gli aveva detto il Signore: tagliò i garretti ai loro cavalli e appiccò il fuoco ai loro carri. 10In quello stesso tempo Giosuè tornò indietro, conquistò Asor e passò a fil di spada il suo re, perché prima Asor era stata la capitale di tutti quei regni. 11Passò a fil di spada ogni essere vivente che vi era, votandolo allo sterminio; non risparmiò nessun vivente e appiccò il fuoco ad Asor. 12Giosuè prese tutti quei re e le loro città, passandoli a fil di spada; li votò allo sterminio, come aveva comandato Mosè, servo del Signore. 13Tuttavia Israele non incendiò nessuna delle città costruite su colline, a parte Asor, incendiata da Giosuè. 14Gli Israeliti presero tutto il bottino di queste città e il bestiame; passarono però a fil di spada tutti gli uomini fino a distruggerli: non risparmiarono alcun vivente. 15Come aveva comandato il Signore a Mosè, suo servo, così Mosè aveva comandato a Giosuè e così Giosuè fece, non trascurando alcuna parola di quanto il Signore aveva comandato a Mosè.

Ricapitolazione di tutte le conquiste (11,16-23) 16Giosuè si impadronì di tutta questa terra: la zona montuosa, tutto il Negheb, tutta la regione di Gosen, la Sefela, l'Araba, le montagne d'Israele e il loro bassopiano. 17Dal monte Calak, che sale verso Seir, fino a Baal-Gad nella valle del Libano ai piedi del monte Ermon: catturò tutti i loro re, li vinse e li uccise. 18Per molto tempo Giosuè fece guerra a tutti questi re. 19Non ci fu alcuna città che facesse pace con gli Israeliti, eccetto gli Evei che abitavano Gàbaon: le presero tutte con le armi, 20perché veniva dal Signore che il loro cuore si ostinasse a dichiarare guerra a Israele, per votarle allo sterminio senza pietà e così distruggerle, come il Signore aveva comandato a Mosè. 21In quel tempo Giosuè andò a eliminare gli Anakiti dalla zona montuosa: da Ebron, da Debir, da Anab, da tutti i monti di Giuda e di Israele. Giosuè li votò allo sterminio con le loro città. 22Non rimasero Anakiti nella terra degli Israeliti. Ne rimasero alcuni solo a Gaza, a Gat e ad Asdod. 23Giosuè prese tutto il territorio, come il Signore aveva ordinato a Mosè. Giosuè lo assegnò in eredità a Israele, secondo le loro divisioni in tribù. E la terra visse tranquilla, senza guerra. __________________________ Note

11,5 presso le acque di Merom: presso la sorgente da cui dipendeva la città dello stesso nome, a sud-ovest di Asor.

11,10 Asor: antichissima città situata a nord del lago di Genèsaret, conquistata da Giosuè forse con astuzia (vv. 6-7.9). Fu la sola città data alle fiamme.

11,17 Seir: è il territorio degli Edomiti a sud-est del Mar Morto.

11,20 perché veniva dal Signore che il loro cuore si ostinasse: si tenta di spiegare le guerre di sterminio; Dio vuole dare a Israele la terra che gli ha promesso e, per questo, rende duro il cuore dei Cananei che fanno guerra agli Israeliti.

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Approfondimenti

Dopo aver descritto le conquiste d'Israele nella Palestina meridionale, procedendo con gli stessi criteri l'autore ci tratteggia l'occupazione del nord. La successione degli avvenimenti è la stessa: coalizioni di re contro Israele; sconfitta da parte delle truppe di Giosuè; applicazione del ḥērem; ricapitolazione dei dati. Le indicazioni geografiche e topografiche, numerose, hanno una loro coerenza. Si riferiscono tutte a località e zone situate tra la parte superiore del Giordano (dal lago Hule fino a sud del lago di Genesaret) a est, e la costa del Mediterraneo a ovest, tra Misrefot-Maim (= Acquecalde, 30 chilometri circa a nord del Carmelo) e Dor (20 chilometri circa a sud del Carmelo). Ma – come si è già osservato nel capitolo precedente – è impossibile che tali territori siano stati conquistati tutti da Israele già all'inizio della sua penetrazione nella terra di Canaan, per di più nel corso di una unica campagna militare. Il redattore fa uso di tradizioni antecedenti, nelle quali inserisce la figura di Giosuè come motivo unificante, e in più aggiunge suoi interventi specifici, intesi chiaramente a presentare questa campagna del nord in parallelo con la campagna condotta a termine al sud.

1. Azor significa «recinto». Era una città importante e un punto strategico cruciale per la Galilea e la Cisgiordania in generale. Fu fortificata da Salomone (1Re 9,15) e conquistata da Tiglat-Pilezer III (2Re 15,29). Si trovava circa 6 chilometri a sud-ovest del lago di Hule. L'archeologia sembra confermare che la città subì una distruzione nel sec. XIII.

4-5. Per la prima volta nella sua storia, Israele si trova a combattere contro «cavalli e carri», che erano stati introdotti in Palestina dagli Hittiti. «popolo numeroso come la sabbia del mare» è espressione stereotipa. La locuzione le «acque di Merom» potrebbe riferirsi allo stesso lago di Hule. In ogni caso, si tratta di una zona abbondante di acque, necessarie in grande quantità oltre che per i soldati, anche per i cavalli.

6-9. Entrano in gioco i motivi tipici della guerra santa. JHWH assicura Giosuè della vittoria e indica anche le modalità di essa. Tutto avviene come previsto.

10-15. Espressioni ben note e ricorrenti. Il ḥērem questa volta è eseguito in misura contenuta, se si eccettua il caso della città di Azor. L'elenco delle città conquistate si ha in 12,9-24.

16-23. Le formule generalizzanti sono ancor più frequenti in questo brano, chiaramente volto a dimostrare una precisa tesi teologica. È stato per specifica volontà di JHWH e grazie a lui che Israele ha occupato la Palestina, distruggendone gli abitanti in maniera sistematica, data la loro ostinazione «nella guerra contro Israele». In effetti l'occupazione del paese da parte di Israele è stata un processo lento, faticoso, e non sempre violento e intollerante, avendo assunto anche forme di assimilazione e mescolanza pacifica. Nel tracciare i confini di tutta la Palestina, qui l'autore riferisce la situazione geografica del periodo di Salomone.

21-22. Gli Anakiti (anakîm = popolo dal lungo collo) sono una specie di giganti menzionati più volte nella Bibbia (Nm 13,22.28.33; Dt 9,2, ecc.). Gs 14,14 riferisce sulla loro fine una tradizione differente (lo sterminio è attribuito a Caleb; cfr. anche Gs 15,13-14; Gdc 1,20).

23. Il versetto anticipa il contenuto del capitolo seguente, riepilogandolo a mo' di sovrascritta.

(cf. VINCENZO GATTI, Giosuè – in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)


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