Geocriminalità e Cooperazione Internazionale di Polizia

Un blog di un cultore della materia. Comprendere dove nel mondo, perché e con quali dinamiche spaziali si sviluppa la criminalità organizzata

INDICI DI CRIMINALITà 2025. L'EUROPA è RESILIENTE, LA CRIMINALITà è STABILE, MA VI SONO CAMBIAMENTI SIGNIFICATIVI

La Global Initiative è un'organizzazione indipendente della società civile, con sede a Ginevra, Svizzera, con un segretariato distribuito in tutto il mondo e un comitato consultivo di alto livello. I membri della sua rete includono eminenti professionisti delle forze dell'ordine, della governance e dello sviluppo che si dedicano alla ricerca di strategie e risposte nuove e innovative alla criminalità organizzata. Produce ogni anno il “Global Organized Crime Index”, fornendo un giudizio basato su “indicatori” sui livelli di criminalità dei cinque continenti nonché sulla rispettiva resilienza al crimine.

Secondo il Global Organized Crime Index 2025, i livelli di criminalità organizzata sono rimasti stabili in tutta Europa, mentre sono aumentati nella maggior parte delle altre regioni. L'Europa si classifica al secondo posto per criminalità dopo l'Oceania. Tuttavia, questa stabilità complessiva nasconde cambiamenti significativi all'interno dei mercati criminali e tra gli attori criminali. Il punteggio di criminalità in Europa si attesta a 4,74, con un punteggio di resilienza di 6,28, il più alto a livello globale. Nonostante le prestazioni superiori dell'Europa in tutti i 12 indicatori di resilienza, l'attività criminale continua a espandersi ed evolversi, sottolineando l'urgenza di aggiornare le strategie di resilienza per affrontare le minacce emergenti. La criminalità finanziaria rimane il mercato criminale più diffuso in Europa per il secondo anno consecutivo. Questi reati comprendono frodi sempre più sofisticate condotte principalmente online, tra cui frodi sugli investimenti, compromissione delle e-mail aziendali, truffe sentimentali, appropriazione indebita ed evasione fiscale. I reati finanziari trascendono i confini regionali e sono sostanzialmente facilitati dalla corruzione. L'Europa rimane un importante hub globale per i reati informatici, classificandosi al secondo posto a livello continentale. Queste vanno dagli attacchi ransomware e dalla distribuzione di malware alle frodi con criptovalute, che spesso prendono di mira istituzioni governative, grandi aziende e infrastrutture critiche. Gli attori criminali informatici ibridi e tradizionali sono sempre più allineati, con gruppi sponsorizzati dallo Stato che spesso si spacciano per criminali informatici indipendenti. I mercati della droga continuano a rappresentare sfide significative. La cocaina e le droghe sintetiche hanno registrato i maggiori aumenti dal 2023. La cocaina rappresenta la principale fonte di reddito per numerosi gruppi criminali organizzati europei, con il continente che funge da destinazione, via di transito e mercato di consumo. La produzione di droghe sintetiche è sempre più dispersa, in particolare nell'Europa centrale e orientale, che ha registrato la crescita più significativa dal 2021. Il consumo di eroina è in calo, mentre la cannabis rimane la sostanza illecita più consumata. La tratta di esseri umani e il contrabbando rimangono minacce pervasive. Le reti di contrabbando sono saldamente radicate lungo la rotta dei Balcani occidentali, con molte nazioni europee che fungono da destinazioni finali dove le persone trafficate affrontano lavori forzati o sfruttamento sessuale. La presenza di attori criminali è cresciuta costantemente dal 2021. Gli attori stranieri rappresentano la preoccupazione più significativa, registrando l'aumento maggiore dal 2021. Questi gruppi sono sempre più diversificati, multietnici e interconnessi. Gli attori del settore privato svolgono un ruolo sostanziale nel riciclaggio di denaro, mentre gli attori integrati nello Stato, sebbene meno diffusi che altrove, facilitano l'attività criminale in determinati contesti.

L'indice di criminalità dell'Italia secondo il Global Index

I punti di forza della resilienza dell'Europa includono la cooperazione internazionale, politiche e legislazioni nazionali solide e l' integrità territoriale. Al contrario, la trasparenza e la responsabilità del governo si posizionano costantemente agli ultimi posti tra gli indicatori di resilienza, così come la capacità di contrasto al riciclaggio di denaro e di regolamentazione economica. Sebbene l'Europa dimostri una resilienza complessivamente relativamente forte, alcuni mercati e attori criminali continuano a espandersi. Questi risultati evidenziano la necessità critica di meccanismi di risposta più efficaci e personalizzati, man mano che la criminalità organizzata si adatta in tutto il continente.

Per saperne di più: https://globalinitiative.net/wp-content/uploads/2026/02/Global-Organized-Crime-Index_Continental-Overview_Europe.pdf

#globalindex2025


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ProtectEU: le misure della Commissione Europea contro terrorismo ed estremismo violento

“L'Unione europea è uno dei luoghi più sicuri al mondo”, dichiara Magnus Brunner, Commissario per gli Affari interni e la migrazione. Per mantenere questa posizione, la Commissione europea ha adottato una serie di iniziative contro il terrorismo e l'estremismo violento, che fanno parte della più ampia strategia “ProtectEU”.

Magnus Brunner

Sebbene il pericolo rimanga significativo, “la natura delle minacce si è evoluta”, spiega Henna Virkkunen, Vicepresidente esecutiva per la Sovranità tecnologica, la sicurezza e la democrazia, a seguito di una riunione della Commissione europea. “Dieci anni fa, abbiamo assistito a devastanti attacchi terroristici a Bruxelles e Parigi. La minaccia del terrorismo non è sconosciuta nemmeno al resto d'Europa”, ricorda Virkkunen. Oggi, tuttavia, il mondo digitale, in particolare “l'uso improprio delle tecnologie digitali”, sta rimodellando l'attività terroristica. Minacce che vanno dai “social media e dall'intelligenza artificiale alle armi e ai droni stampati in 3D” prendono di mira in modo sproporzionato i minori: “La radicalizzazione dei giovani è in aumento e i giovani sono sempre più soggetti ad attacchi online”.

Henna Virkkunen

Brunner avverte: “I terroristi non combattono lealmente; sfruttano ogni debolezza che trovano. La cosa più preoccupante è che prendono di mira i nostri figli”. Utilizzano piattaforme di gioco, messaggistica criptata e social media per il reclutamento, con una statistica allarmante: “quasi un presunto terrorista su tre nell'UE ha meno di 20 anni”.

Nel 2026, Bruxelles valuterà le revisioni della normativa sui contenuti terroristici online e si impegna a un'applicazione rigorosa del Digital Services Act. È stata inoltre rafforzata la cooperazione con le piattaforme per “accelerare la rimozione dei contenuti terroristici”, trasformando il Protocollo di crisi in un “Quadro europeo per la risposta alle crisi online” per intervenire “prima che una crisi emerga completamente”. Ulteriori preoccupazioni includono “nuovi sviluppi geopolitici e il coinvolgimento di attori statali e non statali”.

Gli attacchi di Hamas del 7 ottobre 2023 e il conflitto di Gaza hanno alimentato “odio e incitamento alla violenza”, sfruttati da jihadisti e da estremisti di estrema destra e di estrema sinistra, aumentando il rischio di “attacchi”. Lo Stato Islamico “rimane una delle principali minacce esterne per l'UE”, secondo la Commissione Europea, in particolare data l'instabilità siriana e il “futuro incerto dei combattenti terroristi stranieri” detenuti nella Siria nord-orientale.

Il fondamento della strategia è “rafforzare la consapevolezza situazionale e la diagnosi precoce”, rafforzando la capacità unica di analisi dell'intelligence e le risorse di intelligence da fonte aperta (OSINT) di Europol.

Sono previsti investimenti in “tecnologie emergenti, tra cui intelligenza artificiale, criptovalute, droni e armi stampate in 3D” e nella prevenzione, identificata come la “strategia a lungo termine più efficace”: 5 milioni di euro finanzieranno progetti che promuovono “l'emancipazione dei giovani, la resilienza digitale e la coesione comunitaria”.

Dal punto di vista operativo, l'UE mira a istituire una “procedura post-hit” all'interno del Sistema d'Informazione Schengen, valuta l'estensione della raccolta dei dati dei passeggeri a “voli privati, trasporti marittimi e terrestri” e stanzia 30 milioni di euro per proteggere le infrastrutture critiche e gli spazi pubblici.

Infine, controlli finanziari più rigorosi includono un “futuro sistema europeo di recupero dei dati finanziari” e una tabella di marcia per un “accesso legittimo ed efficace ai dati”, garantendo “indagini e azioni penali più rapide e coordinate”.

Immagine creata con l'intelligenza artificiale di Google Gemini

Anche la cooperazione esterna di Europol ed Eurojust in materia di antiterrorismo con i paesi terzi è stata intensificata, con Europol che rafforza i partenariati con alleati fidati per ottenere dati su individui che rappresentano minacce terroristiche. Bruxelles propone inoltre di approfondire la cooperazione con i paesi dell'allargamento e i partner del Mediterraneo, in parte attraverso l'attuazione del Piano d'azione congiunto per prevenire e contrastare il terrorismo e l'estremismo violento con i Balcani occidentali e l'espansione delle attività del Knowledge Hub in queste regioni. Ciò è in linea con il Consiglio dell'UE, che oggi ha adottato le riforme del regime di sanzioni dell'UE per la lotta al terrorismo (l'“Elenco dei terroristi dell'UE”).

#ProtectEU

Per saperne di più: https://home-affairs.ec.europa.eu/news/commission-presents-protecteu-internal-security-strategy-2025-04-01_en


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Riciclavano per Camorra e 'Ndrangheta: una operazione internazionale smantella rete criminale transfrontaliera

Una rete criminale internazionale coinvolta nel riciclaggio dei profitti derivanti dalla cocaina per gruppi criminali organizzati italiani, tra cui #Camorra e '#Ndrangheta, è stata smantellata a seguito di un'indagine finanziaria transfrontaliera. Guidata dalla Gendarmeria Nazionale francese in collaborazione con i #Carabinieri italiani, la #Fedpol svizzera e con il supporto delle autorità di Belgio, Bulgaria, Germania ed Ecuador, sotto il coordinamento di #Europol ed #Eurojust, l'operazione ha tracciato flussi finanziari illeciti attraverso società fittizie, false fatture e investimenti in beni di lusso.

Un cittadino montenegrino, designato come obiettivo di alto valore da Europol e ricercato in diverse giurisdizioni europee, è stato arrestato a Cannes, in Francia, insieme ad altri sette sospettati durante perquisizioni coordinate in Francia, Italia, Belgio e Svizzera il 23 febbraio 2026. La rete, collegata al traffico di cocaina su larga scala dal Sud America ai porti europei, utilizzava criptovalute, veicoli di lusso con compartimenti occultati e una struttura societaria multinazionale. I beni sequestrati includono immobili di lusso per un valore di oltre 5 milioni di euro e diverse entità societarie.

Europol ha supportato le indagini dal 2023, fornendo analisi finanziarie avanzate, comunicazioni sicure e interventi sul campo. Nel 2024 è stata istituita una Squadra Investigativa Congiunta (#SIC / #JIT) tra Francia, Italia e Svizzera, successivamente ampliata per includere ulteriori paesi partner. Il finanziamento operativo è stato fornito dalla rete @ON, gestita dalla Direzione Investigativa Antimafia (#DIA) italiana.

#trafficodicocainadalSudAmericaaiportieuropei #reteatON #GendarmeriaNazionalefrancese


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La Direzione Investigativa Antimafia nell'ambito del ciclo EMPACT dell'Unione Europea

Il ciclo EMPACT, attivo dal 2012, coinvolge circa 60 Paesi tra Stati membri, partner terzi e agenzie internazionali, attraverso un ampio ventaglio di azioni operative coordinate a livello europeo. In tale contesto, la partecipazione della DIA (Direzione Investigativa Antimafia) conferma il ruolo dell'Italia nella costruzione di una strategia comune orientata al contrasto efficace della criminalità organizzata transnazionale e al rafforzamento della sicurezza dell'Unione europea.

Nel quadro di EMPACT 2026+, la partecipazione della DIA — in coordinamento operativo con la Polizia di Stato, l'Arma dei Carabinieri e la Guardia di Finanza — si inserisce in una più ampia strategia europea di contrasto alla criminalità organizzata transnazionale, confermando il ruolo dell'Italia quale attore qualificato nella definizione e nell'attuazione di un approccio condiviso, volto al rafforzamento della cooperazione multilivello e al consolidamento della sicurezza dell'Unione europea.

Per il biennio 2026-2027, l'Italia parteciperà a 26 azioni operative sotto il coordinamento dello SCIP (Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia) del Dipartimento di Pubblica Sicurezza del Ministero dell'Interno, assumendo altresì il ruolo di co-driver del progetto, evoluzione della precedente priorità HRCN (High Risk Criminal Network). Tale impegno ribadisce la determinazione del nostro Paese nel contrasto alle reti criminali strutturate e transnazionali.

La Direzione Investigativa Antimafia ha preso parte al Kick-off Meeting (riunione di avvio) della priorità MTCNI (Most Threatening Criminal Networks and Individuals), svoltosi presso il quartier generale di Europol all'Aia il 16 e 17 febbraio 2026. L'incontro ha definito le linee d'azione dell'Unione europea per il quadriennio 2026-2029 nel contrasto alle organizzazioni criminali di maggiore pericolosità e impatto transnazionale, contribuendo — attraverso Europol — alla definizione delle direttrici strategiche del ciclo EMPACT 2026-2029.

La DIA ha partecipato ai lavori in ragione del significativo coinvolgimento nelle Azioni Operative del nuovo ciclo EMPACT 2026+, ricoprendo anche il ruolo di Co-Action Leader dell'Azione Operativa 3.1 “Prevention & Administrative Approach”, dedicata al rafforzamento dell'approccio amministrativo nella prevenzione e nel contrasto alle infiltrazioni della criminalità organizzata nell'economia legale.

La priorità si fonda su un modello multidisciplinare che integra cooperazione internazionale di polizia, analisi strategica, strumenti investigativi e misure di natura preventiva e amministrativa, con l'obiettivo di incidere in modo strutturale sulle reti criminali più complesse, operanti nello spazio europeo.

Nel corso dell'incontro è stato riconosciuto il valore dell' esperienza italiana nel settore della prevenzione amministrativa antimafia. Il modello nazionale — fondato sul monitoraggio delle imprese, sulle verifiche preventive e sull'applicazione della normativa in materia di documentazione antimafia — costituisce un sistema integrato finalizzato a tutelare l'economia legale e a rafforzare la resilienza dei contesti economici di fronte ai tentativi di infiltrazione criminale.

#EMPACT #DIA #ARMADEICARABINIERI #GUARDIADIFINANZA #POLIZIADISTATO #SCIP


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Duro colpo allo 'ndranghetista Siderno Group da Carabinieri del ROS ed FBI statunitense

Sette soggetti sono stati fermati con l'accusa di associazione di tipo mafioso, danneggiamento ed estorsione aggravati dal metodo mafioso, a seguito di una vasta operazione condotta dal Raggruppamento Operativo Speciale dei #Carabinieri (#ROS), con il supporto del Comando Provinciale di Reggio Calabria. L'operazione, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria e svoltasi il 17 febbraio, si è avvalsa della cooperazione internazionale con l' #FBI americana.

L'attività investigativa ha visto la stretta collaborazione tra le forze dell'ordine italiane e l'FBI, culminando nell'esecuzione di un fermo di indiziato di delitto disposto dalla Procura della Repubblica – DDA di Reggio Calabria. I sette fermati sono ritenuti affiliati alla cosca di Siderno e sono accusati, a vario titolo, di associazione mafiosa, danneggiamento ed estorsione, tutti aggravati dal metodo mafioso. Contestualmente, è stato disposto il sequestro delle quote sociali di un'impresa edile riconducibile a uno degli indagati.

L'indagine si inserisce in un articolato sistema di attività investigative sviluppate negli anni dalla Procura di Reggio Calabria e condotte dal ROS, con l'obiettivo di ricostruire gli assetti della ' #Ndrangheta, analizzarne i meccanismi operativi e individuarne le ramificazioni sul territorio nazionale e internazionale. Le investigazioni, avviate nell'ambito di numerosi procedimenti penali, hanno confermato la centralità del Locale di 'Ndrangheta di Siderno nelle dinamiche criminali locali e, soprattutto, internazionali, con particolare attenzione ai legami con Stati Uniti e Canada.

Le indagini hanno riguardato il cosiddetto Siderno Group of Organized Crime, definito dalla magistratura canadese come un'organizzazione criminale di stampo mafioso con ramificazioni in Canada, USA e Australia. La maggior parte degli affiliati è originaria di Siderno, in provincia di Reggio Calabria, e di centri limitrofi quali Gioiosa Jonica, Mammola, Sinopoli, Fiumara, Marina di Gioiosa e Sant'Ilario dello Jonio. Le strutture criminali operanti fuori dalla Calabria agiscono con relativa autonomia, mantenendo tuttavia una dipendenza organizzativa dai Locali calabresi e dall'organo di vertice denominato “Provincia”.

Le indagini, condotte dal ROS tra il 2019 e il 2025, hanno beneficiato di una prolungata e proficua cooperazione internazionale con l'FBI, che ha consentito di ricostruire le relazioni criminali tra il Locale di Siderno e le sue proiezioni estere, in particolare negli Stati Uniti e in Canada, confermandone l'esistenza, l'operatività e la centralità nelle dinamiche criminali internazionali.

Nel corso delle indagini sono stati raccolti numerosi elementi a comprova dell'esistenza della 'Ndrina di Contrada Mirto, sub-articolazione del Locale di Siderno. È emersa inoltre la posizione dominante della cosca C., ramo “Scelti”, guidata da C.A. (classe 1980), il quale avrebbe assunto la leadership a causa della latitanza in Canada del padre F. (classe 1956) e della detenzione dello zio G. (classe 1947).

Di particolare rilievo sono gli elementi acquisiti in relazione agli Stati Uniti. Le indagini hanno interessato A.F., residente negli USA, ritenuto membro della struttura organizzativa della cosca C. e responsabile della proiezione della stessa ad Albany, nello Stato di New York. A.F. è accusato di svolgere un ruolo di raccordo stabile tra il Locale di Siderno e le articolazioni di Albany e del Canada, garantendo un collegamento continuativo tra le varie componenti dell'organizzazione, fornendo supporto materiale e morale ai latitanti in Canada e curando i rapporti tra la 'Ndrangheta e altre organizzazioni criminali operanti tra Italia e Stati Uniti.

Il fermo di indiziato di delitto non è stato convalidato dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Locri, che ha tuttavia emesso, nei confronti di tutti gli indagati, un'ordinanza di custodia cautelare in carcere. Il procedimento si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari: tutti i soggetti coinvolti devono pertanto essere considerati presunti innocenti fino a sentenza definitiva.

L'operazione condotta dal ROS, con il supporto del Comando Provinciale di Reggio Calabria e in sinergia con l'FBI, rappresenta un significativo avanzamento nella lotta alla criminalità organizzata di stampo mafioso. Le indagini hanno permesso di ricostruire le dinamiche interne alla cosca C. di Siderno e di mettere in luce i legami tra le articolazioni calabresi e le proiezioni internazionali, in particolare negli Stati Uniti e in Canada. Gli sviluppi della fase processuale forniranno ulteriori elementi di valutazione, nella consapevolezza che il contrasto alla mafia richiede un impegno costante e una cooperazione sempre più efficace tra le forze dell'ordine dei diversi Paesi.


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IL PROGRAMMA GLOBALE DELLE NAZIONI UNITE PER SMANTELLARE LE RETI CRIMINALI TRANSNAZIONALI

Il crimine organizzato è globale e adattivo; per contrastarlo efficacemente serve una risposta altrettanto strategica, cooperativa e orientata all'intelligence, che vada oltre i singoli sequestri per smantellare i modelli di business criminali.

Il GPCD è un programma globale dell'UNODC, istituito nel 2022, che mira a disgregare le reti criminali transnazionali attraverso azioni di giustizia penale strategiche, cooperative e mirate, andando “oltre il sequestro” per colpire i modelli di business e gli attori chiave del crimine organizzato. L'UNODC (United Nations Office on Drugs and Crime) è l'Ufficio delle Nazioni Unite per il controllo della droga e la prevenzione del crimine. L'agenzia ha sede a Vienna, conta circa 1.500 dipendenti in tutto il mondo e opera attraverso 21 succursali e due uffici intermediari (a Bruxelles e New York).

Gli Obiettivi Principali del Programma sono quelli di promuovere azioni di intelligence-led per identificare opzioni di smantellamento ad alto impatto; rafforzare le capacità investigative nel rispetto dei diritti umani; facilitare la cooperazione internazionale tra giurisdizioni multiple; proteggere operatori di giustizia, vittime e testimoni; sostenere l'internazionalizzazione di indagini e procedimenti.

Nel 2025 sono stati 84 gli Stati Membri ONU coinvolti, mediante una stretta collaborazione con numerose reti di cooperazione giudiziaria e di polizia

Tra i Risultati Operativi annoverati nel 2025, l'Operation Azure II, che ha portato a 161 sequestri di droghe sintetiche (292,57 kg), 42 arresti, 3 consegne controllate in 14 paesi, nonché il sequestro record di 1.929 kg di cannabis e oltre 150.000 pillole di Tapentadol.

Sono inoltre stati costituiti 2 Nuove Joint Investigation Teams : Guinea Bissau-Senegal-Gambia e Bolivia-Perù Liberia

Lo scorso anno è stata lanciata la Rete JUST (Justices United Against Synthetic Trafficking), una piattaforma globale per magistrati su droghe sintetiche, con primo meeting a Bangkok ed un nuovo corso di aggiornamento e-learning. Sono state diramate 4 linee guida per la cooperazione prosecutorial in America Latina (protezione magistrati, crimini ambientali, corruzione, indagini transfrontaliere) e rilasciati 2 report strategici: – Reti criminali nel traffico di cocaina Sud America-Balcani-Europa; – Farmaci contaminati e integrità della catena di fornitura farmaceutica (con OMS). si sono altresì tenuti 7 incontri di esperti su temi come traffico di eroina, metanfetamine, armi, prodotti medici e beni culturali

Con riguardo alle Iniziative Regionali si segnala: – America Latina e Caraibi: – Rafforzamento della cooperazione tra pubblici ministeri contro minacce “policriminali”; – Applicazione pratica del Protocollo AIAMP per la protezione dei magistrati in un processo a Rio de Janeiro; – Creazione di una JIT (Squadra Investigativa Comune) Bolivia-Perù per crimini ambientali Africa – Liberia: primo programma nazionale di e-learning per 450 agenti; aumento del 25% del personale qualificato – Benin: sviluppo di un “Ethics Workbook” per integrità nelle indagini – Senegal: creazione di un Dipartimento di Intelligence dedicato e formazione di “campioni nazionali” su etica – Asia: Consolidamento della rete CASC (Central Asian Countries) con oltre 45 casi facilitati nel 2025; Focus su cybercrime, recupero asset e tratta di persone – Medio Oriente e Nord Africa: Primo progetto GPCD sul traffico di beni culturali in Egitto e Libano: oltre 150 professionisti formati, con risultati operativi tangibili

I temi trasversali trattati vedono: – Diritti umani e genere: integrazione sistematica nelle indagini sul crimine organizzato; - Protezione dei beni culturali: approccio innovativo di smantellamento delle reti di traffico; – Prodotti medici falsificati: report congiunto UNODC-OMS su vulnerabilità della catena farmaceutica

tra i partner del Programma GPCD compaiono anche i carabinieri italiani del Comando Tutela Patrimonio Culturale

Il programma è sostenuto da donatori tra cui UE, USA, Regno Unito, Giappone, Italia e Francia, e collabora con partner come INTERPOL, Eurojust, OMS, UNESCO e reti giudiziarie regionali.

Il GPCD intende: – Intensificare le azioni congiunte e le partnership, – Scalare interventi basati su risultati operativi concreti, – Rafforzare l'integrazione con altri programmi UNODC sulla gestione delle frontiere.

Per saperne di più: https://www.unodc.org/documents/gpcd/Resources/20260210_GPCD_2025_Annual_Report_r.pdf

#GPCD #UNODC


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I CARABINIERI IN PRIMA LINEA NELLA COOPERAZIONE INTERNAZIONALE NELL'AREA PRIORITARIA DEI REATI AMBIENTALI

La cooperazione internazionale si conferma un fattore imprescindibile per garantire risultati concreti nella lotta ai crimini ambientali, che per loro natura superano facilmente i confini nazionali. I Carabinieri Forestali svolgono un ruolo di primo piano nella cooperazione internazionale per il contrasto ai reati ambientali, con un riconoscimento crescente a livello europeo e globale.

Il ​kick-off del ciclo EMPACT 2026-2029 ​si è svolto il ​5 febbraio 2026 a ​L'Aia, nei Paesi Bassi, presso la sede centrale di Europol.​ Questo evento ha segnato l'inizio ufficiale del nuovo ciclo quadriennale, in linea con l'adozione da parte del Consiglio dell'Unione europea delle priorità in materia di criminalità per il periodo 2026-2029.

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L'Italia ​ha presentato la sua ​leadership strategica ​nell'area prioritaria dei ​reati ambientali, con i ​Carabinieri Forestali ​designati come co-driver per questa linea d'azione. ​L'Arma dei Carabinieri è riconosciuta come la più grande forza di polizia specializzata in ambito ambientale a livello europeo e sarà responsabile del coordinamento delle azioni operative insieme a Europol, guidando direttamente tre specifiche iniziative di contrasto in sinergia con le forze di polizia di Spagna, Francia, Portogallo e Slovacchia.

L'evento ha sottolineato ​la cooperazione transfrontaliera, con la partecipazione degli Stati membri dell'UE, delle agenzie dell'UE (Europol, Eurojust, CEPOL), dei partner internazionali (Interpol, UNODC) e delle ONG (ad esempio, WWF-Traffic). ​

Sono state confermate le ​sette priorità in materia di criminalità ​per il ciclo 2026–2029: – Distruggere le reti e gli individui criminali più pericolosi – Affrontare i crimini online (attacchi informatici, sfruttamento sessuale dei minori online, frode online) – Lotta al traffico di droga – Lotta al traffico di migranti e alla tratta di esseri umani – Contrastare i reati con armi da fuoco ed esplosivi – Interruzione delle reti di criminalità ambientale – Lotta ai crimini economici e finanziari (frode IVA, crimini contro la proprietà intellettuale) ​

Il lancio ha anche posto le basi per lo sviluppo di ​piani d'azione operativi (OAP), con coordinatori e driver nazionali incaricati di organizzare operazioni congiunte durante tutto il ciclo.

Per saperne di più https://www.europol.europa.eu/crime-areas-and-statistics/empact

#armadeicarabinieri #carabinieriforestale #carabinieriforestali #europol #cicloEMPACT


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Euro contraffatti in banconote e monete arrivavano a pacchi dalla Cina

Un'operazione internazionale coordinata da Europol, condotta da Austria, Portogallo e Spagna, e che ha visto coinvolte le forze di polizia anche di Bulgaria, Croazia, Repubblica Ceca, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Paesi Bassi, Polonia, Romania, Serbia, Turchia, Regno Unito e Stati Uniti, ha portato al sequestro di circa 1,2 miliardi di euro in contanti falsi e monete contraffatte.
L'operazione si è svolta tra giugno e novembre 2025 e ha portato al blocco di 379 pacchi contenenti denaro falso.

Più del 90% del denaro sequestrato proveniva dalla Cina, con particolare rilevanza per i sequestri in Romania, dove sono state scoperte oltre 223.000 banconote contraffatte. In questo contesto sono state identificate e bloccate diverse reti criminali che distribuivano denaro falso tramite servizi postali. Europol collabora con la Banca Centrale Europea e le autorità cinesi per affrontare il problema alla fonte


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L'Italia attua il pacchetto UE sulle prove elettroniche: nuove norme per le prove digitali transfrontaliere nei procedimenti penali

Le prove digitali, note anche come digital evidence, sono informazioni probanti memorizzate o trasmesse in formato digitale, utilizzabili in un processo civile o penale per dimostrare fatti rilevanti. Queste prove includono documenti informatici, messaggi istantanei, e-mail, registrazioni audio/video, fotografie, pagine web, contenuti di social network e dati generati da sistemi informatici o di intelligenza artificiale. L'Italia ha appena recepito due importanti regolamenti UE (Regolamento 2023/1543 e Direttiva 2023/1544) attraverso i Decreti Legislativi 215 e 216, pubblicati a gennaio 2026. Si tratta di un'evoluzione significativa per la raccolta di prove digitali attraverso i confini dell'UE. I paesi dell'UE possono ora richiedere direttamente prove digitali ai fornitori di servizi di altri Stati membri tramite ordini standardizzati, con l'Italia che designa autorità e procedure specifiche sia per l'emissione che per l'esecuzione di tali richieste

Cosa cambia dunque ? Le aziende che offrono servizi nell'UE devono ora designare un rappresentante legale o una sede in uno Stato membro dell'UE. Saranno tenuti a rispondere agli ordini europei di produzione (EPO) e agli ordini europei di conservazione per le prove elettroniche. I fornitori di servizi finanziari sono esenti da questi obblighi. Il Ministero dell'Interno italiano terrà un registro dei rappresentanti designati.

Per le forze dell'ordine e i pubblici ministeri: comunicazione diretta con i fornitori di servizi in altri paesi dell'UE senza i tradizionali trattati di mutua assistenza giudiziaria. Diverse autorità possono emettere ordini a seconda del tipo di dati: Dati dell'abbonato: Procura della Repubblica o polizia (in caso di emergenza). Dati e contenuti sul traffico: richiesto un giudice istruttore. Nuova procedura “fast-track” per i casi urgenti (al di fuori delle emergenze).

Gli ordini di conservazione possono ora essere emessi dai pubblici ministeri per tutti i tipi di dati.

Le scadenze principali fissate dalla normativa

  • 18 febbraio 2026: i fornitori di servizi devono designare i rappresentanti.
  • 18 agosto 2026: entra in vigore la normativa completa.

Il Sistema per l'acquisizione di prove digitali oltre i confini dell'UE nelle indagini penali, in sostituzione dei metodi tradizionali più lenti è progettato per tenere il passo con la moderna criminalità digitale, mantenendo al contempo il controllo giudiziario.

Il sistema include garanzie per i conflitti con le leggi di paesi terzi e stabilisce procedure chiare per l'impugnazione degli ordini.


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Latitante di ‘ndrangheta arrestato in una operazione congiunta da Carabinieri, la Polizia Cantonale di Zurigo e la Polizia federale elvetica

La Polizia Cantonale di Zurigo in collaborazione con la Polizia Federale elvetica, su indicazione del Raggruppamento Operativo Speciale Carabinieri (ROS), ha arrestato il latitante Bruno Vitale, considerato appartenente alla cosca di ndrangheta Gallace di Guardavalle (Catanzaro).

L’attività si inserisce nell’ambito dell’indagine “Ostro-Amaranto” dei Carabinieri del ROS, attraverso la quale è stata ricostruita, a livello di gravità indiziaria, l’operatività della locale di ‘ndrangheta di Guardavalle, attiva nel Soveratese e con ramificazione nel Centro-Nord Italia.

L’indagine, conclusa a gennaio dello scorso anno, ha visto l’esecuzione di misura cautelare emessa dal GIP del Tribunale di Catanzaro, su richiesta della locale DDA (Direzione Distrettuale Antimafia), nei confronti di 44 persone ritenute responsabili di associazione di tipo mafioso, concorso esterno in associazione di tipo mafioso, voto di scambio politico mafioso, procurata inosservanza di pena, tentata estorsione, trasferimento fraudolento di valori, detenzione, porto in luogo pubblico e traffico, pure internazionale, di armi, anche da guerra, nonché di materiale esplodente, aggravati dal metodo mafioso.

La cattura del latitante costituisce il culmine di un’ attività di ricerca posta in essere dai Carabinieri del ROS. Sotto la direzione e il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, con il supporto dell’Unità I-CAN (Interpol Cooperation Against Ndrangheta) e in stretta collaborazione con i Reparti Investigativi della Polizia Federale Svizzera, nonché con quelli della Polizia Cantonale di Svitto e di Zurigo diretti e coordinati dall’Ufficio Federale di Giustizia Svizzero e Ministero Pubblico della Confederazione Elvetica, mediante attività tecniche e servizi di osservazione e pedinamento, anche transfrontaliero, si è localizzato il ricercato all’interno di un’abitazione di Wetzikon, cittadina del cantone di Zurigo.

Vitale è stato momentaneamente ristretto presso un carcere elvetico in attesa di essere estradato in Italia, dovrà rispondere non solo delle accuse di partecipazione all’associazione mafiosa e possesso di armi contestategli nell’operazione “Ostro-Amaranto”, ma anche di reati concernenti il traffico internazionale di sostanze stupefacenti contestategli con la misura cautelare dell’operazione “Kleopatra” a cui era sfuggito lo scorso maggio.

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