Geocriminalità e Cooperazione Internazionale di Polizia

Un blog di un cultore della materia. Comprendere dove nel mondo, perché e con quali dinamiche spaziali si sviluppa la criminalità organizzata

Lecce. La Direzione Investigativa Antimafia (DIA) smantella rete criminale albanese-calabrese, radicata in numerose province del Meridione

L'operazione “Whisper”, condotta dalla Direzione Investigativa Antimafia (DIA) sotto la direzione della Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia ed Antiterrorismo (DDA) di Lecce, ha portato all'arresto di 23 persone coinvolte in due associazioni criminali operanti nelle province di Lecce e Brindisi, dedite al traffico internazionale di stupefacenti (cocaina, eroina, marijuana) con collegamenti in Albania e Calabria.

L'indagine, sviluppatasi dal 2022 al 2025, ha disarticolato reti che utilizzavano minori, donne e corrieri albanesi per il trasporto, sequestrando 58 kg di droghe, due laboratori di confezionamento e armi da fuoco.

Le organizzazioni, guidate da figure di spicco locali che talvolta dirigevano le attività dall'interno del carcere avvalendosi di familiari, gestivano ingenti flussi finanziari e utilizzavano metodi di comunicazione riservati e sistemi di videosorveglianza per eludere le autorità.

L'operazione, nata dalle risultanze di precedenti indagini, ha documentato transazioni per centinaia di migliaia di euro e ha smantellato una struttura criminale che riforniva il territorio salentino, proteggendo i propri interessi anche tramite il reinvestimento dei proventi illeciti.


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Unione Europea e crimini ambientali. Un approfondimento in una pubblicazione del CEPOL, l'Accademia europea dei Funzionari di Polizia

CEPOL ha recentemente rilasciato l'European Law Enforcement Research Bulletin – Thematic Edition on Environmental Crime (reperibile qui https://www.cepol.europa.eu/publications/thematic-edition-nr-1-european-law-enforcement-research-bulletin-environmental-crime). Come scrive Michael Faure nell’introduzione del Bulletin: “la legislazione ambientale in UE è stata a lungo problematica. Ma con la nuova Direttiva 2024/1203, l’Europa ha compiuto un passo rivoluzionario: ha introdotto reati autonomi (non legati solo a violazioni amministrative) e strumenti per un’applicazione efficace”.

L’inquinamento non è solo un problema ambientale: è un crimine organizzato, lucroso e in crescita esponenziale. Secondo l’ONU, i crimini ambientali sono tra i più diffusi al mondo, con profitti che finanziano altre attività illecite e danni irreversibili per ecosistemi, salute pubblica e sicurezza economica. Il nuovo European Law Enforcement Research Bulletin di CEPOL (Agenzia UE per la formazione delle forze di polizia) dedicato ai crimini ambientali svela dati allarmanti e soluzioni concrete. Ecco cosa emerge

Perché è così difficile fermare questi crimini?

  • Complessità normativa

Le leggi su rifiuti, traffico di specie protette o inquinamento industriale sono frammentate e spesso basate su riferimenti incrociati tra regolamenti UE, convenzioni internazionali (come la Basel Convention o CITES) e normative nazionali. Esempio: Un caso di traffico illecito di rifiuti tra Svezia, Danimarca e Germania (articolo di Pernille Marie Agerholm Moesborg) ha mostrato come la complessità delle procedure (es. Annex VII vs. prior written notification) possa portare all’assoluzione di colpevoli per errori formali nell’imputazione.

  • Bassi tassi di rilevamento

La maggior parte dei crimini ambientali rimane non rilevata. In Norvegia e Paesi Bassi, ad esempio, il traffico illegale di rettili (36% delle specie minacciate) prospera grazie a:

Lavaggio di specie (wild-caught spacciate per allevate in cattività). Mancanza di competenze nelle forze dell’ordine per identificare specie protette. Sanzioni irrisorie che non scoraggiano i trafficanti (articolo di Ragnhild Sollund e Daan van Uhm).

  • Tecnologie e organizzazione criminale

I trafficanti sfruttano Schengen e il mercato unico UE per spostare rifiuti o specie protette senza controlli. L’illegal dumping di rifiuti (es. scorie chimiche da droghe sintetiche nei Paesi Bassi) contamina suoli e falde acquifere, con costi enormi per la bonifica.

Le soluzioni: innovazione e cooperazione

  • Nuova Direttiva UE 2024/1203

Introduce 20 nuovi reati ambientali (vs. i 9 della direttiva 2008/99/EC), tra cui:

Ecocidio (danni irreversibili a ecosistemi). Traffico illegale di rifiuti (anche in quantità non trascurabili). Uso di sostanze che danneggiano lo strato di ozono.

  • Sanzioni minime armonizzate

Fino a 10 anni di reclusione per reati che causano morti. Multe fino al 5% del fatturato mondiale per le aziende.

Obbligo di raccogliere dati statistici (Art. 22) per monitorare l’efficacia delle misure.

  • Tecnologie all’avanguardia

Droni e LiDAR: La polizia slovacca utilizza UAV con termografia per rilevare rifiuti nascosti sotto strati di plastica (es. rifiuti urbani spacciati per “green-listed”). Satelliti e super-resolution imaging: Progetti come Emeritus (UE) impiegano intelligenza artificiale per analizzare immagini satellitari e identificare discariche abusive (articolo di Phillip William Screen). Sensori acquatici: Per tracciare inquinanti in fiumi e falde (es. PFAS nei casi Tata Steel e Chemours nei Paesi Bassi).

  • Cooperazione transnazionale

Empact (Piattaforma UE contro le minacce criminali) e Europol coordinano operazioni congiunte (es. Operation Madeira de Lei contro il traffico di fauna selvatica, con 350 azioni in 4 paesi). Reti specializzate: Come la Jaguar Network (EL PAcCTO) per combattere il traffico tra Europa e America Latina.

  • Formazione e capacity building

La nuova direttiva impone agli Stati membri di formare poliziotti, magistrati e ispettori ambientali (Art. 17-18).


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Direzione Investigativa Antimafia (DIA) ed Operazione URA: una collaborazione internazionale conduce all'arresto di un latitante in Albania

Nei giorni scorsi, nel quartiere di Shkozet a Durazzo (Albania), personale del Centro Operativo #DIA di Bari e dell’Ufficio Investigativo Nazionale (#BKH) della #S.P.A.K. di Tirana, nell’ambito della Squadra Investigativa Comune istituita tra la Direzione Distrettuale Antimafia di Bari e la Procura Speciale Anticorruzione e Criminalità Organizzata (SPAK), ha arrestato un latitante di nazionalità albanese, irreperibile dal 21 maggio 2025, nell'ambito dell'Operazione URA, condotta congiuntamente da Italia, Albania e Belgio.

Il 21 maggio 2025, la Direzione Investigativa Antimafia di Bari e le autorità albanesi, con il supporto di Interpol, dell'Ufficio dell'Esperto per la Sicurezza di Tirana e della Polizia albanese, avevano già eseguito, su disposizione della Direzione Distrettuale Antimafia di Bari e della Procura Speciale di Tirana, coordinate da Eurojust (L'Aia) e dalla Direzione Nazionale Antimafia ed Antiterrorismo di Roma, due ordinanze di custodia cautelare. Queste riguardavano complessivamente 52 persone, ritenute nell'ambito delle indagini preliminari in corso, responsabili di associazione finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti, riciclaggio e altri reati (la responsabilità penale sarà definitivamente accertata solo a conclusione del processo, attualmente in corso davanti al G.U.P. del Tribunale di Bari).

Contestualmente, sono stati eseguiti decreti di sequestro patrimoniale in Albania e in Italia, relativi a beni mobili e immobili per un valore di diversi milioni di euro.

A seguito dell'irreperibilità di alcuni soggetti coinvolti nell'Operazione Ura, è stata avviata un'attività investigativa capillare tra Sud e Nord Italia e in Albania. A Durazzo è stato individuato il latitante, ritenuto – fatto salvo l'accertamento definitivo – il principale promotore di un sodalizio criminale attivo tra Puglia, Albania e Olanda. L'arresto è avvenuto nel suo stesso quartiere, considerata una roccaforte del gruppo criminale Troplini-Doci.

Al momento dell'arresto, mentre gli agenti notificavano la “red notice Interpol” emessa tramite il Servizio Centrale per la Cooperazione Internazionale di Polizia, il latitante è stato trovato in possesso di una pistola automatica con colpo in canna e due caricatori, denaro contante in valuta albanese e documenti falsi, tra cui una carta d'identità e una patente italiana. Questo ritrovamento testimonia la sua elevata capacità di movimento e i solidi legami con l'Italia.

Al termine delle operazioni, il presunto responsabile è stato trasferito nella Casa Circondariale di Durazzo in attesa delle procedure estradizionali, già avviate tramite i canali diplomatici. Il procedimento è attualmente pendente davanti al G.U.P. del Tribunale di Bari (la colpevolezza dell'indagato dovrà essere accertata al termine del giudizio, nel pieno rispetto del contraddittorio con la difesa).


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Venezia ospita Forze di polizia estere per supportare i Carabinieri

Anche per l'estate 2026 Venezia ospiterà operatori di polizia provenienti da diversi Paesi europei che affiancheranno i Carabinieri nei servizi di controllo del territorio. Una iniziativa promossa nell'ambito degli accordi di cooperazione internazionale, che punta a garantire un'assistenza più efficace ai numerosi turisti stranieri presenti in città durante la stagione estiva.

Gli operatori delle forze di polizia estere svolgeranno il proprio servizio insieme ai militari dell'Arma, fornendo supporto linguistico e agevolando i rapporti con i cittadini dei rispettivi Paesi, oltre a facilitare eventuali contatti con le autorità diplomatiche e consolari. Un progetto consolidato da diversi anni, nato sulla base di intese bilaterali sottoscritte dal Ministero dell'Interno con gli omologhi dicasteri dei Paesi partner, che ha già dimostrato la propria efficacia nelle principali località turistiche caratterizzate da una significativa presenza di visitatori stranieri.

Dal 1° luglio e per i primi quindici giorni del mese, nel centro storico veneziano, sono in servizio pattuglie congiunte composte da Carabinieri e un appartenente alla Guardia Civil spagnola. Il calendario proseguirà dal 16 al 31 luglio con la presenza di un appartenente alla Gendarmeria Nazionale francese. Dal 1° al 15 agosto sarà invece la volta di un operatore della Guardia Nazionale Repubblicana del Portogallo, mentre dal 16 al 31 agosto saranno impiegati due agenti della Polizia Nazionale polacca, che svolgeranno analoghi servizi di pattugliamento insieme ai Carabinieri nel centro storico di Venezia.


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Cinque Terre (La Spezia), Gendarmi francesi in supporto ai Carabinieri

Sono iniziati il 1° luglio e proseguiranno per tutto il mese di luglio e agosto i servizi congiunti di vigilanza e controllo del territorio tra i Carabinieri italiani e i Gendarmi francesi a Monterosso al Mare, Vernazza e Corniglia nel cuore del Parco Nazionale delle Cinque Terre, in provincia della Spezia .

Si tratta di una zona molto frequentata nella stagione estiva da turisti francesi.

Le pattuglie miste operano nelle aree di maggiore afflusso, tra la stazione ferroviaria, il lungomare, il centro storico e i principali percorsi di accesso alle spiagge e ai sentieri escursionistici. Nel corso delle attività vengono effettuati controlli su persone e veicoli, verifiche finalizzate alla prevenzione dei reati predatori, del commercio abusivo e di comportamenti contrari alle norme di sicurezza. L’obiettivo è incrementare la percezione di sicurezza e favorire un rapporto diretto con cittadini e turisti, grazie anche alla presenza di operatori in grado di comunicare in più lingue. I servizi congiunti rappresentano uno strumento ormai consolidato della cooperazione tra le forze di polizia europee e consentono di fornire assistenza ai visitatori provenienti dall’estero, agevolando lo scambio di informazioni e rafforzando l’attività di prevenzione.


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New York. Su Nave Vespucci un incontro di carattere internazionale sulla protezione dei beni culturali nelle operazioni di pace

Proteggere il patrimonio culturale non significa soltanto salvare monumenti e opere d’arte, ma contribuire alla sicurezza, alla stabilità e alla ricostruzione delle comunità colpite dai conflitti. È questo il messaggio emerso dall’incontro “Cultural Heritage Protection in Peace Operations: Security Challenges and Criminal Threats”, organizzato dall’Arma dei Carabinieri a bordo della nave scuola della Marina Militare Amerigo Vespucci ormeggiata a New York. L’incontro si e’ svolto a margine dell’United Nations Chiefs of Police Summit (UNCOPS), momento di confronto multilaterale tra le 142 Delegazioni nazionali, con l’obiettivo di approfondire le principali sfide globali che incidono sulla sicurezza collettiva e sull’efficacia delle operazioni di pace cui ha preso parte lo stesso Comandante Generale dell'Arma, Generale Salvatore Luongo.

L’iniziativa, promossa insieme a Interpol e Unesco, ha riunito rappresentanti delle istituzioni internazionali e delle forze di polizia per discutere di un tema che negli ultimi anni ha assunto un peso crescente nell’agenda delle Nazioni Unite: la tutela del patrimonio culturale come componente delle operazioni di pace.

Al centro del confronto e’ stato il legame tra la distruzione dei beni culturali, il traffico illecito di reperti archeologici e opere d’arte, il finanziamento della criminalità organizzata e dei gruppi armati e la perdita dell’identità delle popolazioni colpite dalle guerre. Un fenomeno che interessa numerosi teatri di crisi, dove saccheggi e scavi clandestini continuano ad alimentare un mercato illegale di dimensioni globali.

Durante l’evento è stato richiamato il valore della Risoluzione 2347 del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, promossa da Francia e Italia e adottata nel 2017: il primo testo con cui le Nazioni Unite hanno riconosciuto formalmente che la protezione del patrimonio culturale contribuisce al mantenimento della pace e della sicurezza internazionale.

Particolare attenzione è stata dedicata al ruolo delle missioni di pace dell’ONU, chiamate sempre più spesso a confrontarsi anche con la salvaguardia dei siti culturali e con il contrasto ai traffici illeciti che prosperano nelle aree di conflitto.

L’incontro si inserisce nel programma dell’UNCOPS, il vertice biennale che riunisce a New York i vertici delle forze di polizia impegnate nelle operazioni di peacekeeping delle Nazioni Unite.

Per l’Italia rappresenta anche l’occasione per valorizzare l’esperienza maturata dall’Arma dei Carabinieri nella tutela del patrimonio culturale, considerata un modello di riferimento a livello internazionale e già messa a disposizione dell’ONU e dell’Unesco in numerose iniziative di cooperazione. Gia’ dieci anni fa l’Italia è stata tra i promotori dei “Caschi Blu della Cultura”, la task force nata dall’accordo tra il Ministero della Cultura e l’Arma dei Carabinieri, considerata un modello internazionale per gli interventi di emergenza sul patrimonio nei contesti di crisi.

#ArmadeiCarabinieri #CaschiBludellaCultura #UNCOPS


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Cannabis in Europa 2026: un mercato in evoluzione tra consumo, rischi e nuove normative

Un’analisi basata sull’European Drug Report 2026 dell’EUDA

La cannabis rimane la droga illecita più consumata in Europa, con dati che evidenziano una realtà in rapida trasformazione. Secondo l’European Drug Report 2026 pubblicato dall’Agenzia europea per le droghe (EUDA), circa 25 milioni di adulti (8,7% della popolazione tra i 15 e i 64 anni) hanno fatto uso di cannabis nell’ultimo anno. Ma non è solo una questione di numeri: il mercato si sta diversificando, le normative stanno cambiando e i rischi per la salute pubblica sono in aumento.

Il consumo di cannabis in Europa non è omogeneo, ma alcuni dati emergono con chiarezza:

  • 15,3% dei giovani tra i 15 e i 34 anni (15,4 milioni di persone) ha consumato cannabis nell’ultimo anno.

  • Tra i 15-24 anni, la percentuale sale al 18% (8,6 milioni), con il 9,6% (4,6 milioni) che ne ha fatto uso nell’ultimo mese.

  • Gli utenti quotidiani o quasi quotidiani (20+ giorni al mese) sono stimati in 4,5 milioni di adulti (1,6% della popolazione) e 2,3 milioni di giovani adulti (2,3%).

  • I maschi consumano circa il doppio delle femmine, un trend che si conferma in tutta Europa. Tuttavia, i dati nazionali mostrano tendenze miste: mentre alcuni paesi registrano un aumento, altri segnalano stabilità o addirittura una diminuzione.

Il mercato non è più limitato alla classica erba o resina: oggi si trovano estratti ad alto contenuto di THC, edibili, prodotti a base di CBD e cannabinoidi semi-sintetici come l’HHC (esanoidrocannabinolo). Questi ultimi, spesso derivati dalla canapa a basso contenuto di THC, destano particolare preoccupazione per la loro potenza e i potenziali effetti collaterali.

Inoltre, alcuni prodotti venduti illegalmente come cannabis possono essere adulterati con cannabinoidi sintetici, ancora più pericolosi. L’aumento della potenza media dei prodotti (il THC nella resina è passato dal 15% al 24,6% tra il 2014 e il 2024) è associato a:

  • Sintomi respiratori cronici (per chi fuma regolarmente).

  • Dipendenza e sintomi psicotici (soprattutto con un uso precoce o prolungato).

  • Peggiori risultati scolastici e maggior rischio di coinvolgimento con il sistema giudiziario.

La cannabis rappresenta un terzo delle ammissioni ai centri di trattamento per uso di droghe in Europa. Nel 2024, sono stati 104.000 i clienti in trattamento per problemi legati alla cannabis, di cui 62.000 primi accessi. Sorprendentemente, la cannabis è la droga principale per il 41% dei nuovi entranti in trattamento.

Un dato allarmante è il lungo intervallo tra il primo consumo e l’accesso al trattamento: in media 11 anni. Questo significa che molte persone vivono per anni con i rischi associati al consumo senza ricevere supporto.

In alcuni paesi, la cannabis è coinvolta in una percentuale significativa di accessi al pronto soccorso per intossicazione acuta:

  • In Spagna, nel 2023, la cannabis era presente nel 46% dei casi (3.700 su 8.000).

  • In Francia, nel 28% dei casi (6.300 su 24.300).

La Rete Euro-DEN Plus (che monitora gli ospedali sentinella) ha segnalato che, dopo la cocaina, la cannabis è la seconda sostanza più frequentemente rilevata nei casi di intossicazione, con un’età media di 28 anni e una predominanza maschile (74%).

Il mercato europeo della cannabis vale oltre 12 miliardi di euro all’anno, alimentando il crimine organizzato. Nonostante i sequestri rimangano elevati, nel 2024 si è registrato un calo del 42% nella resina sequestrata (321 tonnellate contro le 551 del 2023), soprattutto per la diminuzione dei sequestri in Spagna (da 371 a 206 tonnellate).

La produzione locale è in aumento: la Spagna da sola rappresenta il 75% delle piante di cannabis sequestrate nell’UE. Ma anche altri paesi, come Olanda e Polonia, hanno smantellato siti di coltivazione illegale, alcuni dei quali dedicati alla produzione di THC o cannabinoidi semi-sintetici.

Le reti criminali stanno diversificando metodi e rotte:

  • Utilizzo di droni e motoscafi (es. in Spagna, dove sono stati sequestrati droni con 210 kg di resina e motoscafi con 5,7 tonnellate).

  • Importazione da Canada, USA e Tailandia, con prodotti ad alta potenza e potenzialmente contaminati da pesticidi (tanto che l’EUDA ha emesso un’allerta a novembre 2025).

Alcuni paesi europei stanno sperimentando nuovi modelli normativi per la cannabis ricreativa, con approcci che variano dalla depenalizzazione alla regolamentazione controllata.

Questi modelli includono misure di prevenzione, vendita non profit e monitoraggio, ma la loro efficacia è ancora in fase di valutazione. Germania e Lussemburgo hanno già pubblicato rapporti interim, ma servono ulteriori dati per comprendere gli impatti a lungo termine.

L’analisi delle acque reflue è uno strumento sempre più utilizzato per monitorare il consumo di droghe. Nel 2025, su 63 città di 17 paesi UE (più Norvegia e Turchia):

  • 33% delle città ha registrato un aumento dei metaboliti del THC (THC-COOH).

  • 44% ha registrato una diminuzione.

Questo metodo fornisce una stima oggettiva del consumo, complementare ai dati dei sondaggi.

Il panorama della cannabis in Europa è in rapida evoluzione, con: – Un consumo diffuso, soprattutto tra i giovani. – Nuovi prodotti ad alta potenza che aumentano i rischi per la salute. – Un mercato redditizio per il crimine organizzato, con rotte e metodi di traffico in costante aggiornamento. – Normative in cambiamento, con alcuni paesi che sperimentano modelli di regolamentazione.

Fonti: European Drug Report 2026 (EUDA), dati aggiornati a giugno 2026 (https://www.euda.europa.eu/publications/european-drug-report/2026/drug-situation-in-europe-up-to-2026_en)


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L'Euda (Agenzia dell'Unione europea sulle droghe) ha rilasciato l'European Drug Report 2026 (https://www.euda.europa.eu/system/files/documents/2026-05/edr-2026-full-pdf.pdf).

Quadro generale

Il mercato delle droghe in Europa è diventato più mobile, frammentato e difficile da controllare. Non si tratta più solo di rotte tradizionali, ma di un sistema che sfrutta le infrastrutture legali (container commerciali, porti, corrieri) e la chimica per nascondere o trasformare le sostanze all'interno dell'UE.

Punti chiave

Nuove modalità di traffico: Le sostanze entrano spesso nascoste in carichi legali o vengono trasformate direttamente in Europa. Nel 2024 sono stati individuati 42 laboratori clandestini legati alla cocaina (recupero da carichi mascherati, taglio, confezionamento), soprattutto nei Paesi Bassi, ma anche in Italia, Spagna e Germania.

Sostanze emergenti: Oltre alle droghe tradizionali (cannabis, cocaina, eroina), crescono:

Sostanze sintetiche: Catinoni, oppioidi sintetici (come i nitazeni, spesso in farmaci falsi) e cannabinoidi semi-sintetici. Ketamina: Spesso dirottata dalla filiera farmaceutica legale (es. importata dall'India).

Farmaci falsi: Compressi che imitano medicinali noti ma contengono oppioidi ad alta potenza.

Prodotti per il vaping: Liquidi contenenti cannabinoidi sintetici o nuove sostanze psicoattive.

Dati sul consumo

La cannabis resta la sostanza più usata: circa 24,9 milioni di adulti (8,7% della popolazione) l'hanno consumata nell'ultimo anno. Nel 2025 sono state segnalate 50 nuove sostanze per la prima volta, portando il totale monitorato a oltre 1.050. Il rischio principale è l'incongruenza tra ciò che viene acquistato e ciò che è realmente contenuto nel prodotto (es. N-ethylnorpentedrone venduto come 3-MMC).

Situazione sanitaria

Nel 2024 sono stati stimati almeno 7.600 decessi legati alle droghe nell'UE, spesso causati da miscele di sostanze o oppioidi. La risposta dell'UE Il rapporto sottolinea che le risposte nazionali sono spesso troppo lente rispetto alla velocità del mercato. Si punta su:

Come contrastare

Sistemi di allerta rapida (Early Warning System, European Drug Alert System).

Maggiore controllo sui precursori chimici (sostanze usate per produrre droghe) e creazione di un archivio europeo.

Collaborazione tra controlli doganali, analisi delle acque reflue, drug checking e servizi sanitari.

Il tutto inserito nel nuovo EU Drugs Strategic Framework approvato nel marzo 2026.

In sintesi, l'Europa non affronta più solo un problema di importazione, ma una sfida tecnologica e chimica interna, dove la droga viene “assemblata” o trasformata proprio sul territorio europeo.


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Anche Europol impegnato nella Coppa del Mondo di Calcio

Europol sta supportando le attività di sicurezza relative alla Coppa del Mondo FIFA 2026. Ospitato in tre paesi e 16 città, il torneo vede la partecipazione di 48 squadre nazionali che si sfidano in 104 partite tra Stati Uniti, Messico e Canada.

Per contribuire alla sicurezza del torneo per tutti i partecipanti, gli spettatori e le parti interessate, #Europol ha dispiegato personale presso il Centro di cooperazione internazionale di polizia (#IPCC) in Virginia, Stati Uniti, fornendo al contempo ulteriore supporto operativo dalla sua sede centrale all'Aia, nei Paesi Bassi. Il coordinamento interno è guidato dal Centro operativo e di analisi (OAC) di Europol e rafforzato da specialisti del Centro europeo per la criminalità informatica (EC3), del Centro europeo antiterrorismo (ECTC) e del Centro europeo per la criminalità finanziaria ed economica (EFECC).

Le attività di Europol si concentrano sulla facilitazione dello scambio tempestivo di informazioni tra le forze dell'ordine partner e sul supporto alla prevenzione, all'individuazione e alla risposta alle minacce criminali che rientrano nel mandato di Europol. Grazie alla stretta collaborazione con partner nazionali e internazionali, Europol contribuisce a garantire un ambiente sicuro per tutta la durata del torneo.


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Sicurezza senza confini: debutta l'unità congiunta tra Carabinieri e Gendarmeria francese

In occasione del #G7 di Evian-les-Bains, è scesa in campo per la prima volta l' #Uofi, l'Unità Operativa congiunta italo-francese. Un traguardo che va oltre il valore simbolico e misura, sul terreno, l'eccellenza della cooperazione europea in materia di sicurezza.

Ecco i punti chiave di questo storico debutto: 🔹 Chi: 40 militari in totale, in perfetto schema paritario: 20 Carabinieri italiani e 20 Gendarmi francesi, tratti da reparti. Nel dettaglio, la componente francese comprende: – 10 gendarmi della regione di gendarmeria Alvernia-Rodano-Alpi; – 10 gendarmi della regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra. La componente italiana è invece formata da: – 10 carabinieri del reggimento Piemonte di Torino; – 10 carabinieri del battaglione Liguria di Genova. La distribuzione territoriale non è casuale. Coinvolge realtà direttamente legate all’area transfrontaliera e a territori in cui la collaborazione tra Francia e Italia è già, da tempo, una necessità pratica prima ancora che strategica. 🔹 Il battesimo: Il primo impiego operativo avviene in uno dei contesti più delicati, la protezione del summit del G7 in Francia. 🔹 Non solo grandi eventi: L'Uofi non sarà utilizzata solo per le massime occasioni. Opererà stabilmente per la sicurezza ordinaria e il controllo su entrambi i lati della frontiera franco-italiana. Formalizzata lo scorso maggio a Roma dai vertici delle due Istituzioni, questa unità è la prova concreta della solida fiducia reciproca che unisce le due Forze. Prima del debutto sul campo, un altro passaggio ufficiale si è svolto l’11 giugno in Francia, con la cerimonia di consegna dello scudetto dell’unità operativa franco-italiana a 12 ufficiali e sottufficiali delle due istituzioni.

#Carabinieri #Gendarmerie #G7 #Evian #Sicurezza #CooperazioneInternazionale #ItaliaFrancia


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