D͏i͏-s͏p͏e͏n͏s͏a͏

divita

immagine 1. Cammina per 10-30 minuti ogni giorno e sorridi. 2. Siediti in silenzio per almeno 10 minuti al giorno. 3. Ascolta buona musica tutti i giorni, è vero cibo per la salute e il benessere psicofisico. 4. Quando ti alzi la mattina, ringrazia e stabilisci un intento preciso. 5. Vivi con le tre E: energia, entusiasmo ed empatia. 6. Gioca e divertiti di più rispetto all'anno scorso. 7. Leggi più libri rispetto allo scorso anno. 8. Guarda il cielo almeno una volta al giorno e realizza la maestosità del mondo che ti circonda. 9. Sogna di più mentre sei sveglio. 10. Cerca di far sorridere almeno tre persone ogni giorno. 11. Elimina il disordine dalla tua vita e lascia fluire nuova energia. 12. Non sprecare il tuo tempo prezioso in pettegolezzi, cose del passato, pensieri negativi o cose fuori dal tuo controllo. Non solo è inutile, ma anche deleterio. Meglio investire le tue energie in positivo nel presente. 13. Renditi conto che la vita è una scuola e sei qui per imparare. I problemi sono lezioni che vanno e vengono; quello che impari da questi è per la vita. 14. Sorridi e ridi di più. 15. Non perdere l'opportunità di abbracciare chi ami. 16. Metti da parte i giudizi inutili. 17. Non prenderti così sul serio; nessun altro lo fa. 18. Non devi vincere ogni discussione; accetta di non essere d'accordo e impara dagli altri. 19. Mettiti in pace con il tuo passato; in questo modo non rovinerai il tuo presente. 20. Non confrontare la tua vita con quella degli altri; non hai idea del percorso che hanno fatto nella vita. 21. Nessuno è responsabile della tua felicità tranne te stesso. 22. Ricorda che non hai il controllo di tutto ciò che ti accade, ma di ciò che ne fai sì. 23. Impara qualcosa di nuovo ogni giorno. 24. Quello che gli altri pensano di te non sono affari tuoi. 25. Apprezza il tuo corpo e goditelo. 26. Non importa quanto buona o cattiva sia la situazione, cambierà. 27. Il tuo lavoro non si prenderà cura di te quando sei malato; i tuoi amici lo faranno. Rimani in contatto con loro. 28. Butta via tutto ciò che non è utile, bello o divertente. 29. L'invidia è una perdita di tempo; hai già tutto ciò di cui hai bisogno. 30. Il meglio deve ancora venire. 31. Non importa come ti senti, alzati, vestiti e partecipa. 32. Cerca di sentire spesso i tuoi familiari dicendo che pensi a loro. 33. Ogni sera, prima di andare a letto, ringrazia per ciò che è stato ricevuto e realizzato. 34. Ricorda che sei troppo fortunato per essere stressato. 35. Buon viaggio. Hai solo una possibilità; ottenere il massimo da esso. 36. La vita è bella, goditela in ogni momento!

Rachel Viramontes #Divita

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immagine Lascia andare le persone che non sono pronte ad amarti. Questa è la cosa più difficile che dovrai fare nella tua vita e sarà anche la cosa più importante. Smettila di fare conversazioni difficili con persone che non vogliono cambiare.

Se sei cancellato, insultato, dimenticato o ignorato dalle persone a cui dai il tuo tempo, non fai un favore continuando a offrire la tua energia e la tua vita. La verità è che non sei per tutti e non tutti sono per te.

Questo è ciò che rende così speciale quando incontri persone con cui hai amicizia o amore corrisposto. Saprai quanto è prezioso perché hai provato ciò che non è.

Più tempo passi cercando di farti amare da qualcuno che non è capace, più tempo perdi privandoti della possibilità di questa connessione con qualcun altro.

Ci sono miliardi di persone su questo pianeta e molte di loro ti incontreranno al tuo livello di interesse e impegno.

Più resti coinvolto con persone che ti usano come cuscino, un’opzione di secondo piano o un terapista per la guarigione emotiva, più tempo ti allontani dalla comunità che desideri.

Forse se smetti di apparire, non sei ricercato. Forse se smetti di provare, la relazione finisce. Forse se smetti di inviare messaggi, il tuo telefono rimarrà buio per settimane.

Questo non significa che hai rovinato la relazione, significa che l’unica cosa che trattenevi era l’energia che solo tu davi per mantenerla.

Questo non è amore, è attaccamento. È voler dare una possibilità a chi non lo merita! Ti meriti molto, ci sono persone che non devono essere nella tua vita, ti accorgerai.

La cosa più preziosa che hai nella tua vita è il tuo tempo ed energia, poiché entrambi sono limitati. Quando dai il tuo tempo e la tua energia, definirai la tua esistenza.

Quando te ne accorgi, inizi a capire perché sei così ansioso quando passi del tempo con persone, in attività, luoghi o situazioni che non ti conviene e non devono starti vicino, ti viene rubato in energia.

Inizierai a renderti conto che la cosa più importante che puoi fare per te stesso e per tutti coloro che lo circondano è proteggere la tua energia più ferocemente di qualsiasi altra cosa.

Fai della tua vita un rifugio sicuro, in cui sono ammesse solo persone “compatibili” con te.

Non sei responsabile di salvare nessuno. Non sei responsabile di convincerli a migliorare. Non è il tuo lavoro esistere per le persone e dar loro la vita!

Perché se ti senti male, se ti senti in dovere, sarai la radice di tutti i tuoi problemi per la tua insistenza, temendo che non ti restituiscano i favori che hai concesso. È il tuo unico obbligo capire che sei il padrone del tuo destino e accettare l’amore che pensi di meritare.

Decidi che meriti una vera amicizia, un vero impegno e un amore completo con persone sane e prospere.

Quindi aspetta e vedi quanto tutto inizia a cambiare e cambierà, questo è certo, con persone positive e di buona energia, non perdere tempo con gente che non ne vale la pena, il cambiamento ti darà l’amore, la stima, la felicità e la protezione che meriti.

(Anthony Hopkins) #Divita

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immagine Godete dunque dei piaceri della vita: amate un uomo, una donna. Andate a vedere le Dolomiti. Baciatevi sotto la pioggia. Scrivete le vostre memorie. Leggete qualche testo di filosofìa o, ancor meglio, leggete o rileggete qualche famoso libro per bambini. Nuotate lasciandovi andare. Non mollate. Lottate. Perdonate. Cantate sotto la doccia. Fermatevi a guardare i ciliegi in fiore. Studiate la matematica. Imparate una lingua straniera. Indignatevi. Arrabbiatevi. Concedetevi qualche momento di malinconia e tristezza. Siate felici. Ammirate. Stupitevi. Pregate. Ciò che la vostra mano è in grado di fare, fatelo con tutta la vostra forza.

(Haim Shapira) #Divita

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immagine Noi avevamo una storia importante, una cultura musicale importante. Pensa agli anni Settanta, quelli erano anni tremendi, in cui i cantautori hanno raccontato con le loro canzoni la situazione pesante che si viveva, le bombe, la tensione. Oggi, mentre siamo a un passo dalla Bolivia come corruzione, mentre abbiamo la mafia, mentre abbiamo una disoccupazione incredibile per un paese che si pensa evoluto, non abbiamo più niente di tutto questo nelle canzoni, come se di colpo chi scrive canzoni non riuscisse a cogliere l’importanza di quel che ci circonda e si fosse concentrato solo sui sentimenti, evitando il contesto.

L’impoverimento del lessico è evidente. Quasi un voler rincorrere un giovanilismo a tutti i costi, per di più un giovanilismo finto. Uno si guarda un film, una bella storia, per dire, e dentro quella storia, quella ambientazione, se anche c’è una storia d’amore se ne appassiona, ma perché inserita in quel contesto lì. Vuoi scrivere oggi una canzone d’amore? Bene, è importante anche questo. Ma raccontala partendo dall’oggi. Concentrati su quello. Per altro i giovani ti sgamano subito se sei finto. Loro pretendono verità, e fanno bene.

Ai miei ultimi tour, quelli fatti negli ultimi anni, c’erano tanti ragazzi. Un tempo le prime file erano tutte di avvocati con le mogli, ma negli ultimi anni c’erano tantissimi giovani. Perché i giovani sono molto più attenti di quel che ci aspettiamo. Pretendono anche molto più coraggio di quanto non ci aspettiamo. Sono convinto che rischiare sia molto più remunerativo che starsene immobilizzati. Perché se sei coerente, credibile, se la gente di percepisce come un artista che gli dice la verità, tra te e il pubblico si instaura una sorta di patto. Un patto per il quale chi ti segue accetta che tu decida di correre rischi, facendo anche cambiamenti, e metta sul piatto anche l’idea di non apprezzare necessariamente i tuoi cambi di rotta, promettendoti però di non abbandonarti. Se invece sei falso, rassegnati, non ti segue nessuno.

L’impressione è che non si lavori sugli artisti, non si osi, appunto. C’è stata una omogeneizzazione, e non dovrei neanche dirlo, forse non devo proprio dirlo, che non è carino. Sembra tutto molto uguale, come poetica, come musiche. Non c’è ricerca, con la scusa dell’assenza di credibilità tutti si uniformano a uno standard assolutamente poco credibile. Non coraggioso. Io i nomi non li conosco, ma non posso pensare che non ci sia tra le tante interpreti qualcuna che sia come era una Loredana Bertè alla fine degli anni Settanta. Anche perché, andrebbe detto, sono passati anni e noi dovremmo essere andati avanti, non indietro. Io ho scritto Pensiero stupendo per Patti Pravo, pensando a lei. E lei era in grado di sostenere quella canzone, ma oggi quella canzone dovrebbe essere ancora più coraggiosa. Non più scandalosa o più spinta, ma proprio più contemporanea, provare a spostare nella contemporaneità quelle tematiche, invece si preferisce cantare di amore come se fossimo tutti ragazzini.

Noi dovremmo tutti essere felici di invecchiare. Lo facciamo a fatica, giorno dopo giorno. Dovrebbe essere una conquista, più che una pena. Invece ci si preclude la possibilità di mettere tutto questo al centro della canzone, e forse anche della vita. Niente corpi, niente rughe, ma neanche un po’ di sensualità. E in questo, tornando a quel che ci dicevamo prima, l’impoverimento del lessico ha un forte peso, perché anche le parole che si scelgono per raccontare le storie, i sentimenti, ne sono parte integrante. Il significante è parte del significato, è inutile nasconderci. di Ivano Fossati #Divita

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Parlare di performance agonistica e di gare nel Fitwalking ha in sé un errore di fondo. Innanzitutto perché il Fitwalking nasce ed é concepito come un’attività personale non agonistica, che ha una forte connotazione individuale.

Il Fitwalking è quindi certamente un’attività sportiva ma del mondo non agonistico, dove la ricerca del miglioramento é personale e non rivolta a superare qualcuno, vincere una gara o confrontare le singole prestazioni cronometriche; questo anche quando si partecipa in contesti normalmente considerati del mondo agonistico (vedi gare podistiche aperte ai camminatori).

Pertanto la velocità é una conquista che ognuno ricerca con spirito sportivo, come momento di crescita e di soddisfazione personale.

Inserire l’idea del Fitwalking in un ambito agonistico é un errore. La velocità di un fitwalker non é sempre il metro per misurarne la qualità, lo è in primis la tecnica che esalta la qualità del fitwalker e di conseguenza anche della sua performance.

Andare a 9, 10 o 11 Km/ora con un gesto ibrido o scorretto non può essere sinonimo di soddisfazione.

Una proiezione agonistica della disciplina richiederebbe un controllo dei giudici, cosa prevista nella marcia atletica, la specialità che per chi vuole cimentarsi in maniera competitiva, sbocco naturale nel mondo agonistico.

Ulteriore strumento per capire perché velocità e agonismo non sono componenti essenziali del Fitwalking é dato dalla sua natura di proposta motorio-sportiva per tutti, caratterizzata proprio dai suoi tre stili: life style, performer style, sport style.

Un'attività adatta a tutti non caratterizzata da una ricerca prestativa di riferimento. In ultimo quando si organizza un evento dedicato unicamente al Fitwalking non si parla mai di “gara” ma di “manifestazione” di Fitwalking.

Quando poi un fitwalker si cimenta in un evento running (come una maratona od una mezza maratona ecc…) partecipa a queste prove semplicemente a passo di Fitwalking, per il piacere personale di compiere il tragitto bene a buon passo ma senza alcuna velleità di classifica. Una sfida con sé stesso come giustamente dovrebbe essere per il mondo amatoriale.

Motivi che riteniamo più che convincenti per ben capire lo spirito del Fitwalking e far sì che tutti gli appassionati pratichino nell'idea di un confronto e una ricerca di soddisfazione individuale, senza sprofondare in quel triste modo di praticare che, piuttosto di creare serenità, porta tensione dal continuo confronto con il cronometro e la classifica. #Divita

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dispensa

Cos'è il Fitwalking

E’ la disciplina sportiva lanciata in Italia dai fratelli Damilano, indimenticabili olimpionici della marcia. E’ “l’arte del camminare”, si tratta di una camminata vigorosa e sportiva che rappresenta l’aspetto fitness del camminare. Ma il Fitwalking può diventare una filosofia di vita protesa verso il benessere fisico e mentale. Può essere propedeutico ad altre discipline sportive, in quanto non presenta controindicazioni, o può essere una attività sportiva autonoma.

Il Fitwalking non è un'attività agonistica, ma non va comunque dimenticato che si tratta di una vera attività fisica rivolta allo star bene fisicamente e mentalmente. Le manifestazioni sportive di cammino Fitwalking non hanno una classifica di tipo agonistico classico, ma sono animate dal concetto del ritmo e passo giusto.

Il Fitwalking aiuta a mantenere il fisico attivo e a combattere lo stress quotidiano senza compiere sforzi eccessivi e senza sovraccaricare le nostre strutture muscolari, articolari ed ossee. E' un'attività che apporta grandi vantaggi all'organismo permettendo di riscoprire lo star bene mentale e fisico, senza le controindicazioni che possono invece presentare alcuni sport. Aiuta a scaricare le tensioni mentali accumulate nella vita di tutti i giorni e vi farà scoprire il piacere di vivere in modo nuovo e diverso.

Il Fitwalking trova notevole riscontro nella pratica da parte del sesso femminile, dato che una delle sue caratteristiche è quella di tonificare e modificare l'aspetto di muscoli determinanti anche dal punto di vista estetico (glutei, cosce..). I benefici derivanti dalla pratica del Fitwalking a favore di muscoli e articolazioni permetteranno di farvi acquistare elasticità e mobilità rendendovi più agili e liberi da tensioni muscolari, pronti eventualmente anche per l'inizio di una nuova disciplina sportiva.

Il Fitwalking, con le sue caratteristiche allenanti, rappresenta infatti un ottimo punto di partenza per coloro che intendono avvicinarsi all'attività fisica partendo da una condizione di assoluta sedentarietà o riprendere a fare sport dopo molti anni di inattività, in maniera graduale costituisce la giusta base per affrontare attività più impegnative, senza il rischio di fastidiosi infortuni o di scoraggianti insuccessi. Per le sue caratteristiche si presta ottimamente ad essere uno strumento completo da integrare nel normale allenamento per qualsiasi tipo di sport e può essere praticato da atleti in ripresa dopo infortuni o durante l’infortunio stesso, per evitare di fermarsi completamente.

La pratica costante e crescente in termini di intensità e durata del Fitwalking, associata ad una corretta alimentazione, produce anche effetti positivi sulla perdita di peso corporeo garantendo tuttavia il mantenimento di un buon tono muscolare. Gli effetti prodotti dal Fitwalking e dall’alimentazione sana hanno benefici importanti anche e soprattutto nella prevenzione di malattie cardiovascolari rafforzando la capacità contrattile del cuore e migliorando i processi circolatori in tutto l’organismo. Fitwalking come stile di vita quindi, come attività quotidiana finalizzata allo star bene per trasformare positivamente le nostre abitudini.

A chi è rivolto?

Il fitwalking può essere praticato: Persona che ha bisogno di mantenere il suo fisico attivo, per combattere la vita sedentaria imposta dal proprio lavoro e di cercare di prevenire malattie cardiovascolari; chi desidera compensare, con un'attività alla portata di tutti le situazioni quotidiane di stress che possono provocare danni fisici e psicologici;

chi è soprappeso, con sessanta minuti di fitwalking si possono bruciare circa 300/400 calorie; con la corsa se ne possono consumare in maggiori quantità, ma sicuramente in modo più traumatico per le articolazioni e i tendini;

donne che cercano un'attività fisica capace di sviluppare e tonificare alcune parti anatomiche di rilevante importanza estetica (pettorali e glutei), senza arrivare a sforzi e fatica troppo elevati; coloro che praticano attività aerobiche specifiche, quali ad esempio il trekking, e desiderano mantenersi allenati anche nei periodi in cui si trovano nei loro luoghi di residenza;

da coloro che, dopo anni di inattività, intendono iniziare la pratica di un'attività sportiva di tipo aerobico (la corsa, la mountain bike, il ciclismo l’escursionismo e così via);

coloro che devono ricuperare dopo infortuni muscolari e/o articolari e che hanno piccoli problemi cardiaci o che sono reduci da lievi infarti, esistono a tale proposito diversi studi medici.  

I benefici

È un'attività dimagrante, rigenerante dal punto di vista fisico e psicologico e un ottimo antistress. È considerato una delle migliori attività motorie per la prevenzione di molte malattie, principalmente nei disturbi a carico dell'apparato cardio-circolatorio. favorisce l'acquisizione ed il mantenimento di un ottimo tono muscolare. Aiuta a combattere le dislipidemie (ossia le alterazioni dei tassi nel sangue del colesterolo e di altri grassi), l'osteoporosi, l'alta pressione del sangue ed il diabete. In molti casi aiuta a perdere il vizio del fumo. Sono molti i vantaggi anche dal punto di vista mentale: si scaricano più facilmente le tensioni della vita quotidiana e del lavoro, si riduce la depressione aumentando la resistenza agli stress.

Dove

Naturalmente il fitwalking si può praticare ovunque andando in ufficio, nella pausa pranzo o su un tapis roulant a casa propria, lungo le strade sterrate dei parchi, lungo le distese spiagge.  

Al ritmo giusto

Camminare è un'attività alla portata di tutti e che chiunque può svolgere secondo i propri tempi. Non cosa da poco, in una società che spesso ci costringe a stare al passo con ritmi di lavoro e di vita tremendamente serrati. Il fitwalking, invece, regala la sensazione di una grande libertà, proprio perché può essere praticato dove, come e quando lo si desidera; inoltre aiuta a mantenersi in forma e, di conseguenza, a sentirsi meglio. Tutti fattori che contribuiscono a migliorare l'umore, l'autostima e consentono il raggiungimento di un certo equilibrio psico-fisico. Sembra, infatti, che praticare quest'attività permetta di scaricare più facilmente le tensioni della vita quotidiana, aumenti la resistenza agli stress e riduca persino la depressione.

Una camminata al giorno

Gli effetti positivi più importanti sono quelli sulla salute se praticato con regolarità almeno 2/3 volte alla settimana da 30/40 minuti, il fitwalking aiuta a combattere le alterazioni dei tassi di colesterolo e di altri grassi. Aiuta anche a prevenire alcune malattie dell'apparato cardio-circolatorio, come l'ipertensione. E poi è utile per chi soffre di diabete, combatte l'osteoporosi ed è ottimo per chi deve riprendersi dopo un infortunio.

La tecnica

È semplice, poiché non è altro che una camminata fatta a passo più vigoroso, è un gesto semplice e naturale. Per farlo in maniera corretta bisogna seguire qualche piccola regola. Per esempio, è importante saper utilizzare e sfruttare al meglio la ciclicità del movimento, facendo attenzione alla distribuzione del peso sulle gambe e all'appoggio del piede sul terreno, che non deve essere a martello, ma seguire la successione tallone-pianta (tampone inchiostro). A questo punto basta associare la giusta impostazione di braccia e tronco: le braccia vanno piegate raggiungendo un'angolazione di circa 90° e devono oscillare avanti e indietro con un movimento che tende a spingere la mano verso un immaginario punto posto centralmente al petto. Il busto leggermente inclinato in avanti e rilassato, così come le spalle e il collo devono evitare ogni rigidità. Questa postura facilita la spinta e consente più veloci.

Il ritmo

Oltre alla tecnica anche il ritmo è importante. Cominciare gradualmente, procedendo con costanza e aumentando di volta in volta l'intensità del lavoro. Perché se si sottopone a uno sforzo esagerato, si va inevitabilmente incontro non solo a un affaticamento eccessivo, ma anche a lesioni e ci si preclude la possibilità di migliorare o peggio ancora, si rischia di abbandonare. E' fondamentale, quindi, non solo la gradualità ma anche l'alternanza di sollecitazioni intense a momenti di recupero, così l'organismo può metabolizzare gli stimoli a cui viene sottoposto e migliorare la propria resistenza. È possibile tenere sotto controllo il proprio allenamento con un cardio frequenzimetro, per verificare che le pulsazioni non aumentino troppo. A qualsiasi età, da soli o in compagnia, all'aperto o indoor, il fitwalking è una disciplina così flessibile e modulare suddivisa in tre categorie:

Life Style In questa famiglia si trovano coloro che guardano al fitwalking principalmente come momento di svago a contatto con la natura (vedi CULWALKING di SCOPRINATURA). Sono le persone che amano passeggiare, muoversi a piedi in luoghi e situazioni varie. Non hanno mire particolari sotto l’aspetto prestativo ma sono attratti dalla filosofia di vita legata al camminare.  

Performer Style Il performer style coinvolge invece gli appassionati del fitwalking che aggiungono alle motivazioni del life style un interesse per gli aspetti di fitness. Amano affinare al meglio la tecnica di cammino e praticare il fitwalking quale attività motoria di tipo allenante. Pur in presenza di uno spirito sportivo non sono agonisti ad ogni costo, ma ricercano il miglioramento delle proprie capacità fisiche, dell’efficienza di camminatori veloci e resistenti. Chi pratica il performer style è attento al lato del benessere fitness (forma fisica) dell’attività, con particolare rilevanza verso gli aspetti estetici e fisici (dimagrimento, tonicità muscolare, rilassatezza psicologica, efficienza fisica in genere). Pratica volentieri anche il fitwalking indoor (camminando sul tapis roulant) e ama misurare a volte il proprio grado di preparazione ed efficienza.  

Sport Style Lo Sport Style coinvolge soggetti sportivi. Appassionati che amano il confronto della performance fatta sia in allenamento sia in gara. Si preparano specificatamente, partecipano regolarmente ad eventi o affrontano sfide personali (tipo lunghe camminate con obiettivi di tempo) allenandosi quotidianamente. Sono persone che hanno trovato nel fitwalking un tipo di sport adatto al loro attuale livello fisico, senza dover rinunciare alla voglia di misurarsi con se stessi e con gli altri.

Il fitwalking rappresenta l'aspetto allenante del cammino. E’ l’arte del camminare bene, a passo sostenuto. Si tratta di un esercizio alla portata di tutti perché non è traumatico per le articolazioni quindi è adatto per esempio a chi a problemi alle ginocchia oppure a chi è in soprappeso. Se è vero che si tratta di cammino, è vero anche che per poter camminare bene e a passo svelto bisogna conoscere qualche aspetto tecnico: Giusto uso del piede  -   Azione tonica e dinamica delle gambe   –  Corretto lavoro delle braccia

L'uso del piede deve compiere una “rullata” completa. Si inizia con l’appoggio del tallone, facendo attenzione ad alzare bene la punta in modo che si formi un angolo ben definito tra il tallone appoggiato e il terreno. Si passa poi alla pianta dove inizia gradualmente la fase di spinta che si concluderà solo con l’appoggio e la spinta della punta del piede fino a tutte le dita. Quindi il piede si usa tutto.

Il tallone ha una doppia funzione. E’ lo stabilizzatore del passo, il suo appoggio aiuta ad evitare tutte quelle fastidiose distorsioni che spesso si prendono senza motivo, ed è un aiuto per il sangue che dalle gambe torna al cuore.

Il lavoro del piede e delle gambe la cui muscolatura è tutta coinvolta dalla fase di appoggio, quando è richiesto un maggior impegno del quadricipite, fino a quella di spinta che coinvolge in particolar modo il bicipite femorale, i polpacci e i glutei. Naturalmente questo movimento è fatto tenendo la gamba morbida, non rigida sul ginocchio, e per dare maggiore scioltezza al movimento basta aggiungere un buona mobilità del bacino. Il tutto produrrà un passo armonico, ampio e dinamico.

Il movimento delle braccia contribuisce attivamente a dare azione di spinta dei piedi e delle gambe, forza ritmo necessari per una azione armonica e corretta. Con le braccia piegate, tenerle a 90° ma si possono tenere anche leggermente distese lungo i fianchi, azione meno sportiva ma ugualmente efficace, e con le spalle rilassate, si effettuano oscillazioni energiche con il gomito che raggiunge quasi l’altezza delle scapole e le mani che giungono fino ad una linea immaginaria di fronte allo sterno.

Il fitwalking è un’attività allenante, la muscolatura infatti è ampiamente coinvolta, è modellante, si pratica all’aria aperta e non ha bisogno di un’ attrezzatura tecnica particolarmente dispendiosa. La sua completezza sta nel fatto che camminando, si può riflettere, pensare, concentrarsi su cose che durante il resto della giornata dobbiamo tralasciare, una valvola di sfogo.

Che cos'è

È  l’arte del camminare e fa parte del grande “pianeta WALK-IN”. E’ una forma di praticare il cammino che ne evidenzia tutte le potenzialità e va oltre il semplice camminare. Il termine inglese significa letteralmente “camminare per la forma fisica”; è il denominatore comune per tutte le attività di cammino che escono dalla normale locomozione quotidiana e diventano attività sportiva, per il tempo libero, per il divertimento, per il fitness, per la salute, per il benessere.  

“L’arte del fitwalking” sta proprio nella scoperta che non è sufficiente camminare per fare al meglio la passeggiata, il trekking, lo sport, il tour culturale e turistico o l’attività salutistica, ma è necessario camminare bene, ossia camminare osservando una corretta meccanica del movimento, acquisita conoscendo e praticando la tecnica del fitwalking. Il fitwalking è quindi anche una filosofia che accompagna la vita quotidiana, per renderla più viva, più equilibrata e ritmata. E’ un modo di vivere che permette di entrare nel quotidiano al passo giusto, al ritmo corretto, in equilibrio assoluto tra noi e ciò che ci circonda.

Se si pensa alla frenesia della vita di ogni giorno ben si capisce l’importanza di inserire nella nostra giornata un momento in cui tutto rallenta e dove il rapporto tra tempo e spazio prende una dimensione assolutamente diversa e si conquista un’efficienza fisica nuova e un senso di libertà assoluta. La libertà di muoversi dove si vuole ed alla velocità desiderata, di lasciare vagare i pensieri, di soffermarsi a scrutare l’orizzonte o di tirare dritto con passo deciso e sicuro.

Fare fitwalking con regolarità è un po’ come tornare indietro nel tempo, quando camminare era l’unica vera forma di locomozione che permettesse a tutti di muoversi per lunghi tragitti o di spostarsi per brevi tratti e compiere le normali azioni del vivere quotidiano. Un insieme così vasto di concetti e situazioni ha però bisogno di una sintesi che ne limiti i contorni in modo più chiaro. Il pianeta WALK-IN ha nel fitwalking una specifica situazione che si unisce, ma nello stesso tempo si distingue, dal normale camminare, dal farlo per turismo, per arte, per cultura, ambientalismo o amore per la natura. Ecco perché il fitwalking l suo interno si caratterizza in 3 categorie, o famiglie, che, per comodità, includono tutti i diversi modi di intendere il fitwalking, e nelle quali ognuno potrà individuare la più corrispondente alle sue mire ed esigenze di camminatore.

Le scarpe

Le scarpe rappresentato l'unico vero strumento  per la pratica del Fitwalking. chi inizia utilizza scarpe per correre spesso senza considerare caratteristiche e usura che rappresentano indubbiamente la soluzione ”meno peggio” rispetto a scarpe da palestra, considerando anche che scarpe specifiche da marcia sono quasi introvabili sul mercato, ma laddove si comincia a praticarlo con costanza, è consigliato utilizzare una scarpa con le caratteristiche corrette. È consigliabile una scarpa ben ammortizzata e stabile per sostenere l'arcata del piede e rendere la porzione mediale più rigida alla torsione. Esistono inoltre da qualche tempo sul mercato scarpe dedicate specificatamente al walking.  

Abbigliamento

Deve consentire una certa libertà di movimento. Come inizio, per le donne è sufficiente una t-shirt o canotta ed un paio di fuseaux in caso di basse temperature un’idea può essere di indossare sotto il fuseaux una calzamaglia tagliando la parte dei piedi. Per l’uomo una t-shirt in cotone traforato ed un paio di pantaloni sportivi comodi possono inizialmente andare bene. Il vestiario, sarà sempre comunque in relazione alla stagione: non troppo coperti d’estate ed in primavera, mentre d’inverno converrà vestirsi a strati (a cipolla) di modo che in relazione al clima ed alle giornate ci si potrà alleggerire o coprire meglio, per ripararsi dal vento e/o dal freddo .Esistono ormai in commercio tutta una serie di capi di abbigliamento sportivo in materiale tecnico molto utili e non eccessivamente costosi, freschi, che permettono una adeguata traspirazione.

I tessuti acrilici di nuova generazione, sono difatti studiati proprio per non trattenere il sudore a contatto con la pelle, per riscaldare quando la stagione lo richiede, pur essendo molto leggeri, oppure molto traspiranti per le stagioni calde.  I tessuti naturali, certamente molto buoni per la pelle, (cotone e lana ad esempio) sono ormai considerati poco adeguati in particolare quando si inizia a praticare il FW ad un discreto ritmo in quanto hanno la caratteristica di assorbire molto il sudore che rimane così costantemente a contatto con la pelle, finendo di asciugarsi anche addosso nelle lunghe uscite, o creando problemi in caso di eventuali cambi di clima durante l’uscita. Importante è poi coprire la testa con un cappellino, sopratutto per chi non è abituato ad effettuare attività in inverno per evitare problemi di sinusiti o emicranie e riparare l'atleta dal freddo. D’estate per ripararsi dal sole il cappellino deve essere preferibilmente di colori chiari, in tessuto leggero e non deve essere stretto. Per chi soffre il freddo alle mani d’inverno è possibile utilizzare anche i guanti.  

Calzini

Sono importanti. I modelli consigliati sono quelli da running in quanto di materiale leggero ed elastico, con cuciture non fastidiose nel movimento e provvisti di un leggero elastico centrale che evita la torsione del calzino, evitando l’insorgere di piccole vesciche.

Zainetti

Sconsigliamo l’utilizzo di marsupi ingombranti e dei  classici zainetti da passeggio o da trekking tradizionale, in quanto ingombranti e generalmente non permettono il corretto movimento. Si consiglia l’utilizzo di zainetti specifici che sono stretti, leggeri, di dimensioni ridotte e anche con il movimento restano a diretto contatto con la schiena  permettendo quindi il corretto movimento sia di braccia che di bacino. #Divita

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artesuono

Le fotografie testimoniano di una scelta umana esercitata in una determinata situazione. Una fotografia è il risultato della decisione presa dal fotografo, per il quale vale la pena registrare che questo particolare evento o questo particolare oggetto è stato visto.

Se tutto quel che esiste fosse di continuo fotografato, nessuna fotografia avrebbe più senso. Una fotografia non celebra né l’evento in sé né la facoltà di vedere in sé. Una fotografia è già un messaggio sull’evento che registra. L’urgenza di tale messaggio non è interamente dipendente dall’urgenza dell’evento, ma non può neppure esserne del tutto indipendente.

Nel più semplice dei casi il messaggio, decodificato, significa: Ho deciso che quel che sto vedendo merita di essere registrato. È altrettanto vero per le foto davvero memorabili e per le istantanee più banali. Quel che distingue le une dalle altre è in che misura la fotografia spiega il messaggio, in che misura la fotografia rende trasparente e comprensibile la decisione del fotografo.

E arriviamo così al paradosso scarsamente compreso della fotografia. La fotografia è la registrazione automatica di un dato evento tramite la mediazione della luce: essa tuttavia usa quel dato evento per spiegare perché lo si registra. La fotografia è il processo attraverso cui l’osservazione diventa consapevole di sé. Dobbiamo sbarazzarci della confusione prodotta dall’insistente confronto tra fotografia e belle arti.

Qualsiasi manuale di fotografia parla di composizione. Una buona fotografia è una fotografia composta bene. Eppure è vero solo se pensiamo che le immagini fotografiche imitino le immagini pittoriche. La pittura è arte del disporre: è dunque sensato pretendere che in ciò che viene disposto vi sia un qualche tipo di ordine. In un dipinto ogni rapporto tra le forme è in una certa misura adattabile alla finalità del pittore.

Ciò non vale per la fotografia. (A meno che non prendiamo in esame quelle assurde opere realizzate in studio nelle quali il fotografo, prima di scattare la foto, organizza nei minimi dettagli il proprio soggetto.) La composizione, nel senso profondo e creativo del termine, non può entrare nella fotografia. L’organizzazione formale di una fotografia non spiega nulla. Gli eventi rappresentati sono di per sé misteriosi o spiegabili in base alla conoscenza che lo spettatore ne ha prima di vedere la fotografia.

Che cosa dunque dà significato alla fotografia in quanto tale? Che cosa fa sì che il suo minuscolo messaggio — Ho deciso che quel che sto vedendo merita di essere registrato — diventi ampio e vibrante? Il vero contenuto di una fotografia è invisibile, poiché deriva da un gioco non con la forma, ma con il tempo. Si potrebbe affermare che la fotografia è prossima alla musica quanto lo è alla pittura.

Ho detto che una fotografia testimonia dell’esercizio di una scelta umana. la scelta non è tra il fotografare x oppure y: bensì tra il fotografare nel momento x oppure nel momento y. Gli oggetti inscritti in una qualsiasi fotografia (dalla più incisiva alla più scontata) hanno all’incirca il medesimo peso, la medesima sicurezza. Quel che varia è l’intensità con cui siamo resi consapevoli dei poli dell’assenza e della presenza. Tra questi due estremi la fotografia trova il suo preciso significato.

John Berger, «Capire una fotografia», ottobre 1968, in Capire una fotografia, Contrasto 2014, pagine 34–36 #Divita

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Dispensa

Lascia andare le persone che non sono pronte ad amarti. Questa è la cosa più difficile che dovrai fare nella tua vita e sarà anche la cosa più importante. Smettila di fare conversazioni difficili con persone che non vogliono cambiare.

Se sei cancellato, insultato, dimenticato o ignorato dalle persone a cui dai il tuo tempo, non fai un favore continuando a offrire la tua energia e la tua vita. La verità è che non sei per tutti e non tutti sono per te.

Questo è ciò che rende così speciale quando incontri persone con cui hai amicizia o amore corrisposto. Saprai quanto è prezioso perché hai provato ciò che non è.

Più tempo passi cercando di farti amare da qualcuno che non è capace, più tempo perdi privandoti della possibilità di questa connessione con qualcun altro.

Ci sono miliardi di persone su questo pianeta e molte di loro ti incontreranno al tuo livello di interesse e impegno.

Più resti coinvolto con persone che ti usano come cuscino, un’opzione di secondo piano o un terapista per la guarigione emotiva, più tempo ti allontani dalla comunità che desideri.

Forse se smetti di apparire, non sei ricercato. Forse se smetti di provare, la relazione finisce. Forse se smetti di inviare messaggi, il tuo telefono rimarrà buio per settimane.

Questo non significa che hai rovinato la relazione, significa che l’unica cosa che trattenevi era l’energia che solo tu davi per mantenerla.

Questo non è amore, è attaccamento. È voler dare una possibilità a chi non lo merita! Ti meriti molto, ci sono persone che non devono essere nella tua vita, ti accorgerai.

La cosa più preziosa che hai nella tua vita è il tuo tempo ed energia, poiché entrambi sono limitati. Quando dai il tuo tempo e la tua energia, definirai la tua esistenza.

Quando te ne accorgi, inizi a capire perché sei così ansioso quando passi del tempo con persone, in attività, luoghi o situazioni che non ti conviene e non devono starti vicino, ti viene rubato in energia.

Inizierai a renderti conto che la cosa più importante che puoi fare per te stesso e per tutti coloro che lo circondano è proteggere la tua energia più ferocemente di qualsiasi altra cosa.

Fai della tua vita un rifugio sicuro, in cui sono ammesse solo persone “compatibili” con te.

Non sei responsabile di salvare nessuno. Non sei responsabile di convincerli a migliorare. Non è il tuo lavoro esistere per le persone e dar loro la vita!

Perché se ti senti male, se ti senti in dovere, sarai la radice di tutti i tuoi problemi per la tua insistenza, temendo che non ti restituiscano i favori che hai concesso. È il tuo unico obbligo capire che sei il padrone del tuo destino e accettare l’amore che pensi di meritare.

Decidi che meriti una vera amicizia, un vero impegno e un amore completo con persone sane e prospere.

Quindi aspetta e vedi quanto tutto inizia a cambiare e cambierà, questo è certo, con persone positive e di buona energia, non perdere tempo con gente che non ne vale la pena, il cambiamento ti darà l’amore, la stima, la felicità e la protezione che meriti.

(Anthony Hopkins) #Divita

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Dispensa

Non è facile invecchiare con garbo. Bisogna accertarsi della nuova carne, di nuova pelle, di nuovi solchi, di nuovi nei. Bisogna lasciarla andare via, la giovinezza, senza mortificarla in una nuova età che non le appartiene, occorre far la pace con il respiro più corto, con la lentezza della rimessa in sesto dopo gli stravizi, con le giunture, con le arterie, coi capelli bianchi all’improvviso, che prendono il posto dei grilli per la testa. Bisogna farsi nuovi ed amarsi in una nuova era, reinventarsi, continuare ad essere curiosi, ridere e spazzolarsi i denti per farli brillare come minuscole cariche di polvere da sparo. Bisogna coltivare l’ironia, ricordarsi di sbagliare strada, scegliere con cura gli altri umani, allontanarsi dal sé, ritornarci, cantare, maledire i guru, canzonare i paurosi, stare nudi con fierezza. Invecchiare come si fosse vino, profumando e facendo godere il palato, senza abituarlo agli sbadigli. Bisogna camminare dritti, saper portare le catene, parlare in altre lingue, detestarsi con parsimonia. Non è facile invecchiare, ma l’alternativa sarebbe stata di morire ed io ho ancora tante cose da imparare.

Cecilia Resio #Divita

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