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    <title>siena &amp;mdash; [sguardi]</title>
    <link>https://noblogo.org/rassegna-stampa/tag:siena</link>
    <description>Rassegna stampa didattica</description>
    <pubDate>Sat, 02 May 2026 02:12:48 +0000</pubDate>
    <item>
      <title>Mail e biglietto d’addio. Ecco che cosa sappiamo sulla morte di David Rossi</title>
      <link>https://noblogo.org/rassegna-stampa/mail-e-biglietto-daddio-ecco-che-cosa-sappiamo-sulla-morte-di-david-rossi</link>
      <description>&lt;![CDATA[La perizia sul pc: «Date alterate dopo la riconsegna alla famiglia»&#xA;&#xA;Corriere della Sera, 17 gennaio 2022 | di Claudio Bozza e Antonella Mollica&#xA;&#xA;Sono passati quasi nove anni da quel 6 marzo 2013 in cui David Rossi, il capo comunicazione del Monte dei Paschi di Siena, perse la vita precipitando dalla finestra del suo ufficio al terzo piano di Rocca Salimbeni. Nove anni in cui si sono affastellate inchieste — due a distanza di anni che sono arrivate alle conclusioni che si trattò di un suicidio —, consulenze tecniche e ricostruzioni di ogni genere che però non sono state sufficienti a tacitare dubbi e soprattutto l’ipotesi del complotto omicida.!--more--&#xA;&#xA;Oggi, dopo l’istituzione di una commissione parlamentare d’inchiesta promossa da Fratelli d’Italia, la vicenda torna quotidianamente alla ribalta, diventando anche terreno di scontro politico e con una forte eco mediatica. Sia da destra che da sinistra, per motivi diversi, nessuno si lascia sfuggire l’occasione di intervenire.&#xA;Da un lato si moltiplicano gli attacchi contro le toghe e verso la gestione della banca che fu storicamente legata alla sinistra; dall’altro lato c’è chi, come Matteo Renzi punta il dito contro Antonino Nastasi, uno dei magistrati che lo accusano di finanziamento illecito ai partiti nell’inchiesta sulla Fondazione Open. Il pm è lo stesso che ha condotto l’inchiesta sul Monte dei Paschi e ha seguito le indagini sulla morte di Rossi.&#xA;&#xA;Antonella Tognazzi, la vedova di David Rossi, e Carolina Orlandi, figlia della donna, sono sempre più spesso protagoniste nelle cronache, convinte che «qualcuno voleva David morto perché custodiva segreti inconfessabili», che «le prove sono state inquinate» e che quella sera «David è stato buttato dalla finestra». Al loro fianco c’è Carmelo Miceli, avvocato ma anche deputato del Pd, abile a tenere alta l’attenzione sul caso. Come nella vicenda delle mail inviate due giorni prima di morire da Rossi all’allora amministratore delegato di Mps Fabrizio Viola: «Stasera mi suicidio sul serio, aiutatemi!!!», aveva scritto alle 10.13 del 4 marzo. In quei giorni l’ad è in vacanza a Dubai, ma questo non impedisce un lungo scambio di mail tra i due. Alle 13.09 Rossi riscrive: «Ti posso mandare una mail sul tema di stamani. È urgente, domani potrebbe essere già tardi». Viola, che alla prima richiesta di aiuto non risulta aver mai risposto («Non l’ho vista», ha detto agli atti), a questo secondo messaggio replica: «Mandami la mail».&#xA;&#xA;«Quelle mail — è la notizia diffusa e rilanciata — sono state create dopo la morte». Nell’hard disk del pc portatile di Rossi che la famiglia consegna alla polizia postale di Genova nel giugno 2019, in effetti, vengono trovate due versioni della mail: la prima con data di creazione 7 marzo alle 11.41 e consegna il 4 marzo alle 9.12, nella cartella «recoverable item-deletion»; la seconda creata sempre il 7 marzo e consegnata il 4 marzo che risulta tra la posta inviata.&#xA;&#xA;La relazione della polizia postale di Genova, risalente al giugno 2020, spiega che «l’evidente anomalia che contraddistingue quelle mail è costituita dal fatto che entrambe le mail hanno data di creazione posteriore alla data di ricevimento», ma subito dopo si aggiunge anche che «a complicare le cose c’è il fatto che il file che le contiene risulta creato il 29 luglio 2014, quando il portatile era nella disponibilità della famiglia di Rossi». E in una seconda annotazione, sempre della polizia postale, si ribadisce che «tutti i dispositivi consegnati sono stati alterati nel loro contenuto dopo la riconsegna alla famiglia, per cui la loro analisi risente di questa circostanza e ne risulta in alcuni casi viziata». A spegnere l’incendio, nei giorni scorsi, e a mettere un punto sulla questione è stato lo stesso fratello di David Rossi, Ranieri: «Dire che quella mail è stata creata il 7 marzo e sostenere che il 4 marzo non esisteva mi sembra eccessivo. Quella mail è stata letta il 4 marzo. Viola dice di non averla vista ma l’hanno letta comunque la segretaria e il capo segreteria».&#xA;&#xA;Anche dei biglietti d’addio ritrovati nel cestino dell’ufficio la sera della morte di Rossi si continua a parlare. Il colonnello Pasquale Aglieco, all’epoca comandante provinciale dei carabinieri, davanti alla commissione d’inchiesta ha affermato che la sera della tragedia uno dei pm intervenuti (Nastasi, appunto) avrebbe inquinato la «scena del crimine» maneggiando oggetti, ricomponendo i biglietti strappati e rispondendo a una chiamata di Daniela Santanché, ai tempi deputata di Forza Italia e imprenditrice, arrivata sul cellulare di Rossi. Ma i tabulati telefonici (e lo stesso iPhone 5 di Rossi) hanno smentito questa ricostruzione, dal momento che non risulta risposta a quella chiamata. Saranno adesso gli esami del Ros, chiesti dalla commissione parlamentare, a dare eventuali ulteriori indicazioni, ammesso che si possano trovare nuovi elementi a distanza di tanti anni. Eppure Santanchè, oggi senatrice di Fratelli d’Italia, nel 2017 aveva confermato questa versione; salvo poi, dopo il racconto di Aglieco, ribaltarla dicendo in un’intervista al Corriere che qualcuno rispose, senza però interloquire.&#xA;Pure il contenuto dei biglietti d’addio è stato più volte utilizzato per sollevare dubbi su quanto accaduto quella sera. «Ciao Toni, amore, l’ultima che ho fatto è troppo grossa per poterla sopportare... Hai ragione, sono fuori di testa da settimane...», le ultime parole vergate da David Rossi prima di strappare i biglietti.&#xA;&#xA;«Lui non mi chiamava Toni né amore», ha sempre ripetuto Antonella Tognazzi, ma dalla rubrica telefonica del cellulare del marito agli atti dell’inchiesta lei è registrata proprio come «Toni».&#xA;&#xA;Mentre tutta l’agenda politica è impegnata sul fronte Quirinale, l’attività della commissione parlamentare è ora sospesa. Giuseppe Mussari ha dribblato l’audizione di giovedì scorso presentando un certificato medico all’ultimo minuto. Ed è slittato a data da destinarsi anche l’incontro tra i deputati-commissari e il pm Antonino Nastasi, finora rimasto nel massimo riserbo.&#xA;&#xA;Tag&#xA;Siena]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p><em>La perizia sul pc: «Date alterate dopo la riconsegna alla famiglia»</em></p>

<p><em>Corriere della Sera</em>, 17 gennaio 2022 | di Claudio Bozza e Antonella Mollica</p>

<p>Sono passati quasi nove anni da quel <strong>6 marzo 2013 in cui David Rossi, il capo comunicazione del Monte dei Paschi di Siena, perse la vita precipitando dalla finestra del suo ufficio al terzo piano di Rocca Salimbeni</strong>. Nove anni in cui si sono affastellate inchieste — due a distanza di anni che <strong>sono arrivate alle conclusioni che si trattò di un suicidio</strong> —, consulenze tecniche e ricostruzioni di ogni genere che però non sono state sufficienti a tacitare dubbi e soprattutto l’ipotesi del complotto omicida.</p>

<p>Oggi, dopo l’istituzione di una commissione parlamentare d’inchiesta promossa da Fratelli d’Italia, la vicenda torna quotidianamente alla ribalta, diventando anche terreno di scontro politico e con una forte eco mediatica. Sia da destra che da sinistra, per motivi diversi, nessuno si lascia sfuggire l’occasione di intervenire.
Da un lato si moltiplicano gli attacchi contro le toghe e verso la gestione della banca che fu storicamente legata alla sinistra; dall’altro lato c’è chi, come Matteo Renzi punta il dito contro <strong>Antonino Nastasi</strong>, uno dei magistrati che lo accusano di finanziamento illecito ai partiti nell’inchiesta sulla Fondazione Open. Il pm è lo stesso che ha condotto l’inchiesta sul Monte dei Paschi e ha seguito le indagini sulla morte di Rossi.</p>

<p>Antonella Tognazzi, la vedova di David Rossi, e Carolina Orlandi, figlia della donna, sono sempre più spesso protagoniste nelle cronache, convinte che «qualcuno voleva David morto perché custodiva segreti inconfessabili», che «le prove sono state inquinate» e che quella sera «David è stato buttato dalla finestra». Al loro fianco c’è Carmelo Miceli, avvocato ma anche deputato del Pd, abile a tenere alta l’attenzione sul caso. Come nella <strong>vicenda delle mail inviate due giorni prima di morire da Rossi all’allora amministratore delegato di Mps Fabrizio Viola: «Stasera mi suicidio sul serio, aiutatemi!!!», aveva scritto alle 10.13 del 4 marzo</strong>. In quei giorni l’ad è in vacanza a Dubai, ma questo non impedisce un lungo scambio di mail tra i due. Alle 13.09 Rossi riscrive: «Ti posso mandare una mail sul tema di stamani. È urgente, domani potrebbe essere già tardi». Viola, che alla prima richiesta di aiuto non risulta aver mai risposto («Non l’ho vista», ha detto agli atti), a questo secondo messaggio replica: «Mandami la mail».</p>

<p><strong>«Quelle mail — è la notizia diffusa e rilanciata — sono state create dopo la morte»</strong>. Nell’hard disk del pc portatile di Rossi che la famiglia consegna alla polizia postale di Genova nel giugno 2019, in effetti, vengono trovate due versioni della mail: la prima con data di creazione 7 marzo alle 11.41 e consegna il 4 marzo alle 9.12, nella cartella «recoverable item-deletion»; la seconda creata sempre il 7 marzo e consegnata il 4 marzo che risulta tra la posta inviata.</p>

<p>La relazione della polizia postale di Genova, risalente al giugno 2020, spiega che «l’evidente anomalia che contraddistingue quelle mail è costituita dal fatto che entrambe le mail hanno data di creazione posteriore alla data di ricevimento», ma subito dopo si aggiunge anche che «a complicare le cose c’è il fatto che il file che le contiene risulta creato il 29 luglio 2014, quando il portatile era nella disponibilità della famiglia di Rossi». E in una seconda annotazione, sempre della polizia postale, si ribadisce che «tutti i dispositivi consegnati sono stati alterati nel loro contenuto dopo la riconsegna alla famiglia, per cui la loro analisi risente di questa circostanza e ne risulta in alcuni casi viziata». A spegnere l’incendio, nei giorni scorsi, e a mettere un punto sulla questione è stato lo stesso fratello di David Rossi, Ranieri: «Dire che quella mail è stata creata il 7 marzo e sostenere che il 4 marzo non esisteva mi sembra eccessivo. <strong>Quella mail è stata letta il 4 marzo. Viola dice di non averla vista ma l’hanno letta comunque la segretaria e il capo segreteria».</strong></p>

<p>Anche dei biglietti d’addio ritrovati nel cestino dell’ufficio la sera della morte di Rossi si continua a parlare. Il colonnello Pasquale Aglieco, all’epoca comandante provinciale dei carabinieri, davanti alla commissione d’inchiesta ha affermato che <strong>la sera della tragedia uno dei pm intervenuti (Nastasi, appunto) avrebbe inquinato la «scena del crimine» maneggiando oggetti, ricomponendo i biglietti strappati e rispondendo a una chiamata di Daniela Santanché</strong>, ai tempi deputata di Forza Italia e imprenditrice, arrivata sul cellulare di Rossi. Ma i tabulati telefonici (e lo stesso iPhone 5 di Rossi) hanno smentito questa ricostruzione, dal momento che non risulta risposta a quella chiamata. Saranno adesso gli esami del Ros, chiesti dalla commissione parlamentare, a dare eventuali ulteriori indicazioni, ammesso che si possano trovare nuovi elementi a distanza di tanti anni. Eppure Santanchè, oggi senatrice di Fratelli d’Italia, nel 2017 aveva confermato questa versione; salvo poi, dopo il racconto di Aglieco, ribaltarla dicendo in un’intervista al Corriere che qualcuno rispose, senza però interloquire.
Pure il contenuto dei biglietti d’addio è stato più volte utilizzato per sollevare dubbi su quanto accaduto quella sera. <strong>«Ciao Toni, amore, l’ultima che ho fatto è troppo grossa per poterla sopportare... Hai ragione, sono fuori di testa da settimane...», le ultime parole vergate da David Rossi prima di strappare i biglietti.</strong></p>

<p><strong>«Lui non mi chiamava Toni né amore», ha sempre ripetuto Antonella Tognazzi, ma dalla rubrica telefonica del cellulare del marito agli atti dell’inchiesta lei è registrata proprio come «Toni».</strong></p>

<p>Mentre tutta l’agenda politica è impegnata sul fronte Quirinale, l’attività della commissione parlamentare è ora sospesa. Giuseppe Mussari ha dribblato l’audizione di giovedì scorso presentando un certificato medico all’ultimo minuto. Ed è slittato a data da destinarsi anche l’incontro tra i deputati-commissari e il pm Antonino Nastasi, finora rimasto nel massimo riserbo.</p>

<h1 id="tag">Tag</h1>

<p><a href="/rassegna-stampa/tag:Siena" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">Siena</span></a></p>
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      <pubDate>Mon, 17 Jan 2022 18:19:51 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Inchiesta ’Hidden partner’. Il pm chiede altri sei mesi</title>
      <link>https://noblogo.org/rassegna-stampa/inchiesta-hidden-partner-il-pm-chiede-altri-sei-mesi</link>
      <description>&lt;![CDATA[di Laura Valdesi&#xA;&#xA;Bisognerà (probabilmente) attendere ancora sei mesi per conoscere quali sono le conclusioni della procura di Siena su una delle vicende più delicate degli ultimi anni, quella che vede al centro le attività del magnate kazako Igor Bidilo che aveva l’80% delle quote della società ’Sielna’.&#xA;&#xA;L’inchiesta, iniziata nel 2018 e che nella primavera scorsa aveva portato ad emettere anche misure interdittive, non è invece conclusa. Il pm Siro De Flammineis, infatti, ha chiesto al gip Ilaria Cornetti una proroga di sei mesi evidenziando a supporto l’attesa delle risultanze di attività di polizia giudiziaria, in particolare di rogatorie di carattere internazionale. Senza aggiungere nulla di più che lasci intuire magari ulteriori clamorosi sviluppi.!--more--&#xA;&#xA;Scadeva martedì il termine per depositare eventuali memorie da parte degli indagati per opporsi appunto all’allungamento di un semestre dell’indagine dove non sono mancati i colpi di scena. E che potrebbe riservarne anche altri visto che durante le perquisizioni della guardia di finanza sono stati raccolti documenti, poi analizzati nel massimo riserbo. Come del resto accaduto anche nella fase iniziale. La proroga di sei mesi non sarebbe ancora stata accordata.&#xA;&#xA;Il procuratore Salvatore Vitello, qualche giorno fa su La Nazione, aveva elogiato l’inchiesta guidata da De Flammineis &#34;che ha dedicato risorse importanti alle indagini con una trentina di rogatorie internazionali – le sue parole – rapporti con la procura generale russa, acquisizioni di documenti che riempiono una stanza, intercettazioni ambientali impegnative. Cose che hanno consentito di avere uno spaccato di questa città&#34;.&#xA;&#xA;Di qui un braccio di ferro con l’agguerrito pool difensivo che ha incassato negli ultimi mesi risposte importanti dal tribunale. Perché proprio il 7 settembre scorso il ricorso presentato dalla procura era stato dichiarato inammissibile per otto delle dieci società finite al centro dell’indagine ’Hidden partner’. Il 5 maggio il pm aveva chiesto a vario titolo misure interdittive e sequestri per tutte e 10. Oltre due mesi dopo il gip Cornetti aveva depositato la decisione con la quale stabiliva che potevano proseguire l’attività, compreso il Potenza Calcio. Ma la procura aveva fatto appello nei confronti di otto di esse – Potenza calcio appunto, Lavori &amp; Valori, Taica, Ristorante Il Campo, Cm investimenti e Soluzioni (fuse in Opera service), La Cascina e Mediterranea – ma non nei confronti di Sielna e di Axia Service. Come detto al termine dell’udienza il tribunale aveva detto no alla procura chiudendo la partita a favore delle difese.&#xA;&#xA;La Nazione, 19 novembre 2021&#xA;&#xA;Per capire meglio:&#xA;RaiNews&#xA;La legge per tutti&#xA;&#xA;Tag&#xA;Siena]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>di Laura Valdesi</p>

<p>Bisognerà (probabilmente) attendere ancora sei mesi per conoscere quali sono le conclusioni della procura di Siena su una delle vicende più delicate degli ultimi anni, quella che vede al centro <strong>le attività del magnate kazako Igor Bidilo che aveva l’80% delle quote della società ’Sielna’</strong>.</p>

<p>L’inchiesta, iniziata nel 2018 e che nella primavera scorsa aveva portato ad emettere anche misure interdittive, non è invece conclusa. <strong>Il pm Siro De Flammineis, infatti, ha chiesto al gip Ilaria Cornetti una proroga di sei mesi evidenziando a supporto l’attesa delle risultanze di attività di polizia giudiziaria, in particolare di rogatorie di carattere internazionale</strong>. Senza aggiungere nulla di più che lasci intuire magari ulteriori clamorosi sviluppi.</p>

<p>Scadeva martedì il termine per depositare eventuali memorie da parte degli indagati per opporsi appunto all’allungamento di un semestre dell’indagine dove non sono mancati i colpi di scena. E che potrebbe riservarne anche altri visto che durante le perquisizioni della guardia di finanza sono stati raccolti documenti, poi analizzati nel massimo riserbo. Come del resto accaduto anche nella fase iniziale. La proroga di sei mesi non sarebbe ancora stata accordata.</p>

<p>Il procuratore Salvatore Vitello, qualche giorno fa su La Nazione, aveva elogiato l’inchiesta guidata da De Flammineis “che ha dedicato risorse importanti alle indagini con una trentina di rogatorie internazionali – le sue parole – rapporti con la procura generale russa, acquisizioni di documenti che riempiono una stanza, intercettazioni ambientali impegnative. Cose che hanno consentito di avere uno spaccato di questa città”.</p>

<p>Di qui un braccio di ferro con l’agguerrito pool difensivo che ha incassato negli ultimi mesi risposte importanti dal tribunale. Perché proprio il 7 settembre scorso il ricorso presentato dalla procura era stato dichiarato inammissibile per otto delle dieci società finite al centro dell’indagine ’Hidden partner’. Il 5 maggio il pm aveva chiesto a vario titolo misure interdittive e sequestri per tutte e 10. Oltre due mesi dopo il gip Cornetti aveva depositato la decisione con la quale stabiliva che potevano proseguire l’attività, compreso il Potenza Calcio. Ma la procura aveva fatto appello nei confronti di otto di esse – Potenza calcio appunto, Lavori &amp; Valori, Taica, Ristorante Il Campo, Cm investimenti e Soluzioni (fuse in Opera service), La Cascina e Mediterranea – ma non nei confronti di Sielna e di Axia Service. Come detto al termine dell’udienza il tribunale aveva detto no alla procura chiudendo la partita a favore delle difese.</p>

<p><em>La Nazione</em>, 19 novembre 2021</p>

<p>Per capire meglio:
<a href="https://www.rainews.it/tgr/toscana/articoli/2021/03/tos-inchiesta-riciclaggio-caffe-storici-siena-firenze-e03c0a25-41c0-4731-bb2b-f14afb3e818d.html" rel="nofollow">RaiNews</a>
<a href="https://www.laleggepertutti.it/252916_riciclaggio-cose-e-cosa-si-rischia" rel="nofollow">La legge per tutti</a></p>

<h1 id="tag">Tag</h1>

<p><a href="/rassegna-stampa/tag:Siena" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">Siena</span></a></p>
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      <pubDate>Tue, 23 Nov 2021 18:57:54 +0000</pubDate>
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      <title>Tag</title>
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      <pubDate>Sun, 21 Nov 2021 08:00:14 +0000</pubDate>
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