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from Il Cronomaestro

Ho il vizio di ascoltare le conversazioni dei viaggiatori che mi siedono intorno, quando sono sul treno. Non posso farci niente: spesso mi dimentico le cuffie, e le nuove abitudini che ho sviluppato per sopperire all'uso di Facebook non richiedono necessariamente l'ascolto di musica. Capita quindi che senta molto di ciò che viene detto dagli altri viaggiatori.

Potrei dire che la maggior parte delle conversazioni intrattenute, quando le teste non sono chine sul telefonino intente a seguire lo scroll infinito della app di Zuckerberg, ruotano tutte intorno all'ultima sparata del politico di turno, o sull'ennesimo video-bufala che i demistificatori chiariranno con troppo ritardo. Mi rendo conto, però, che andrei per le lunghe e finirei per deviare dalla riflessione che sento di dover fare, più per me che per chi legge.

Tra i tanti pretesti che sento usare per avviare o concludere una conversazione, ce n'è uno che vira su una gioia percepita. “Meno male che c'è Facebook, perché così mi ricorda quand'è il compleanno di Tizio, Caio o Sempronio”. Quando la sentivo dire, tempo fa, ci ridevo sopra. Non sono mai stato bravo con le date, mi davo come scusa il fatto che fossi costretto a impararne tante durante le lezioni di storia, e che in qualche modo avessi subito un sovraccarico. Mi ritrovavo anche io, dunque, in quella situazione, e mi sentivo tranquillo del fatto che ci fosse una applicazione che mi facesse ricordare, anche tre giorni prima, il compleanno di qualcuno fra i miei contatti.

Col tempo, però, le scuse sono venute meno. Nel corso degli anni, complice anche un lavoro da libero professionista dove gestire il proprio tempo diventa importantissimo, ho dovuto imparare nuovi modi di gestire il proprio tempo. Uso un metodo chiamato bullet journal, che prevede massima libertà espressiva e creatività usando quaderni puntinati, ma il web è pieno di altre soluzioni anche più comode. Non sono mai stato dell'idea che il lavoro debba essere di troppo intralcio alla vita, complice anche il modo in cui mio padre si ammazzava e si faceva ammazzare di lavoro, non conoscendo altro al di fuori di esso. Così, ho iniziato a segnarmi le date dei compleanni di chi avevo cura, come anche ricorrenze e appuntamenti con gli amici.

Ieri era il mio compleanno. Non sono il tipo che ha in giro a dirlo ai quattro venti, sebbene ieri abbia pubblicato un toot in cui lo annunciavo. A dirla tutta, lo dico solo se capita nella conversazione, se mi viene chiesto direttamente o se l'altra persona ha scambiato con me la sua data. Su Facebook, questa cosa è venuta meno, per via delle notifiche quotidiane prima, e della possibilità di combinare il proprio compleanno a una donazione per buone cause, dopo. Dal vivo, però, l'ho sempre chiesto nel momento in cui capitava l'occasione o il discorso.

In un post precedente pubblicato sulla versione WordPress di questo blog, avevo scritto che non sarei “mancato a nessuno”. In realtà ho scritto una verità parziale, perché non avevo raccontato altro di più. La verità è che quasi due ore dopo aver disattivato in maniera definitiva il mio account su Facebook, alcuni mi hanno chiesto in privato il motivo dietro quella scelta. Queste erano persone con le quali avevo raramente intavolato conversazioni, molto spesso intorno a temi leggeri, come l'ultimo disco metal, o le citazioni delle “Bizzarre Avventure di JoJo”, o addirittura l'ultimo libro letto. Sciocchezze, per qualcuno, ma con un mondo sempre più violento e un social sempre più polarizzato verso l'aggressione verbale, elogiante e accondiscendente verso figure fasciste e dedito alla gogna mediatica dei deprivati economici, psicologici e sociali, erano un sollievo non indifferente da provare.

Poi, molto dopo, sono arrivati loro due... ma c'è bisogno che racconti bene la cosa, senza entrare in troppi dettagli.

Per alcuni anni ho intessuto una relazione d'amicizia con un gruppo di persone. Queste persone venivano da diversi punti d'Italia e facevano, a modo loro, attivismo su argomenti non sempre ben percepiti dalla pubblica opinione. Fuori si mostravano determinati, ma dentro, nell'intimo che un gruppo segreto dà la parvenza di ottenere, confidavano e facevano confidare le proprie debolezze. Gente che lottava per affermarsi nel mondo del lavoro, ma anche persone con gravi problemi di salute, sia essa fisica, psichica, o entrambe.

Erano persone che, col passare del tempo, avevo iniziato timidamente a chiamare amiche. Molti sono stati i casi in cui sono stato loro amico e consigliere, e viceversa loro lo sono stati con me. Specialmente queste due persone. Una delle due, addirittura, si sperticava con post elogiativi, definendomi intelligente, capace di pensare e riflettere più degli altri. L'altra, invece, fu una piacevole sorpresa, perché il giorno in cui decisi di farmi curare in un CSM per depressione e ansia, venne a trovarmi due giorni dopo, senza preavviso – e dire che, a parole sue, si definiva una persona incapace di esprimere affetto.

Era da poco stato annunciato il matrimonio della persona sperticante elogi. Avevo smesso di chiacchierare un po' con tutti, perché mi ero impantanato con alcuni lavori in più per arrotondare. Scrivevo però su Facebook: status e status in cui mi sfogavo sulla gente di merda che incontravo sul lavoro, ai quali alcuni contatti rispondevano liquidando il tutto con un “Abbi pazienza, cerca di capirli, sono stanchi quanto te e ne hanno abbastanza”. Commenti che mi innervosivano, non perché cercassi “Mi piace” o condivisioni, bensì perché desideravo che, per una volta, venisse lenita la mia frustrazione.

Non ricordo esattamente in che modo, ma accadde che mi ritrovai nella chat collettiva per fare un regalo di matrimonio a quella persona. Così, di punto in bianco, perché convinti del semplice assunto che avrei partecipato non tanto al matrimonio, cosa che non accadrà, quanto alla colletta. Non una domanda su come mi sentissi, su cosa mi stesse accadendo in vita. Mi risposi dicendo che leggevano tutto su Facebook e, dato che i miei sfoghi avevano una punta d'ironia, pensarono che stessi bene, che fossi comunque in forma.

Se non ricordo male, Chris Cornell aveva comunque dato al pubblico un ottimo ultimo spettacolo. Al pubblico piaceva un Robin Williams che sapeva fare ridere, un eterno Peter Pan dalla battuta arguta pronta, come quando aveva parlato del fatto che aveva chiamato Zelda sua figlia, come la principessa della serie videoludica.

“Se sei ricco, se hai tutto, se sei intelligente, perché sei triste?”, scommetto avrebbero chiesto quel gruppetto.

Ad aggiungere sale sulla ferita, uno di loro aveva irritato un nido di vespe di nome “gruppo femminista”, il quale stava prendendo di mira lui e i suoi contatti, per segnalare tutti coloro che potevano essere legati a lui attraverso i famosi sei gradi di separazione. La cosa non mi fu mai spiegata pienamente, tutto rimase nell'aria, ma ciò mi costrinse a disattivare il profilo per evitare le sue rogne da libero pensante anti-ismi.

Oltre a questo, venni a sapere che la persona che si sperticava nei complimenti aveva invitato tutti, inclusa una persona che, in passato, mi aveva fatto passare per malato mentale e “primadonna del dramma” (cit.). Una cosa già capitata con un'altra persona, sempre in tema di matrimonio, e che la sperticante era a conoscenza, al punto che mi aveva promesso che non sarebbe accaduto.

Per non fare torto a nessuno, inevitabilmente, si farà sempre un torto a qualcuno.

Smisi di intervenire quasi subito, salutandoli ogni tanto quando emergevo dal mio lavoro. Per tutto quel tempo, non una domanda, non una richiesta di come stessi. Solo, volevano sincerarsi che avrei partecipato alla colletta. Rimandai, naturalmente. Non mi sentivo più ben accolto.

Due mesi dopo annunciai che mi sarei tolto definitivamente da Facebook. Il giorno dopo avevo già avviato la procedura di rimozione.

La sperticante e l'anaffettiva mi contattarono solo a chiusura già avvenuta. La prima mi chiese se fosse tutto OK, ma non le risposi subito. La seconda invece, molto più platealmente, apparve cinque minuti dopo, con la scusa che qualcuno gli avesse chiesto di chiedermi se stessi bene. La sperticante, in poche parole.

Risposi negando ci fosse qualcosa di brutto. Dopotutto era un periodo di forte demotivazione personale, sfibrato da tanto e troppo, ma mi sarei rimesso in piedi a discapito loro.

La sperticante mi disse, “Sai, sono stata un po' impegnat* col matrimonio, mannaggia, ma comunque sai che ci sono, quando vuoi chiacchierare sai dove trovarmi, sei una persona speciale e importante per me”.

L'anaffettiva si limitò a scrivere “Mah, quando vuoi, ci sono, eh”.

All'epoca derubricai la cosa come mere scuse. Adesso, però, non riesco a non vedere nelle loro parole una forma passiva di accusa verso il prossimo per una loro negligenza.

La prima è la più infima: sembra sostenere la colpa verso un agente esterno, ma qui parliamo di un agente controllato in buona misura da chi l'ha organizzato. Che poi emergano stress e situazioni nervose è fuori di dubbio e discussione, ma non capisco perché adoperare stress e nervoso per dimenticare il lato umano dell'amicizia. Un'amicizia che si è sempre espressa anche tramite lodi non richieste.

L'altra è una scusa che sento molto spesso ed è, a livello superficiale, piuttosto innocua: si attende quando l'altro vuole parlare, senza forzare la cosa. Nella situazione in cui ero, però, risultava più una ammissione di sconfitta, di incapacità di gestire la complessità di una persona o una situazione creatasi. Sembra uno scoramento, più che una attesa: sembra sottintendere che se la persona offesa non parla, la colpa resta della persona offesa, non di chi è scoraggiata.

In entrambi i casi, quelle scuse accusatorie mi avevano lastricato la via dell'abbandono da parte loro, della dimenticanza.

Così, ieri era il mio compleanno. Quasi tutte le mie nuove amicizie non lo sapevano e contrariamente al mio uso, decisi di dirlo, specificando che però non avevo organizzato nulla in merito. D'altronde, erano cinque anni che non festeggiavo – da quel tremendo dicembre del 2014 che mi ha costretto a rivedere tutto sulla carta.

I nuovi amici mi hanno chiesto di venire da loro, portare poche cose, e brindare. Tutti mi hanno fatto gli auguri. Una persona con la quale ho legato da pochissimo, circa un mese, mi ha fatto gli auguri per prima alla mezzanotte, perché si era ricordata di una conversazione avuta una settimana prima. Addirittura, qualcuno di #Bida mi ha mandato un messaggio privato e ha chiesto ad altri di farmi gli auguri. Un'altra mi ha promesso di festeggiare a breve.

Tutte persone con le quali ho legato da pochissimo, eppure calorosissime.

Quelle altre... evidentemente non esisteva più la mia data, cancellata assieme al profilo, come fosse la nullificazione della mia esistenza stessa. Se non lo ricordi, non è successo, né può succedere.

Così, ieri era il mio compleanno. E io esisto ora, oltre e all'infuori di loro, in una realtà reale, non iperreale.

Auguri a me.

 
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from Il Cronomaestro

Qui posterò i miei post sul blog principale, “Il Cronomaestro”, che è pubblicato sulla piattaforma Wordpress. Cercherò di pubblicare sia da una parte che dall'altra, per vedere dove mi trovo meglio.

Nel blog parlo di #tempo, ovvero quel tempo che ho ritrovato togliendomi da Facebook e da altri social, con la grandissima eccezione rappresentata da Mastodon. Il blog è nato dopo la lettura di “Cronofagia”, edito da D Editore, che consiglio moltissimo per capire come e quanto i social dettano le nostre abitudini e i nostri gusti, ma non solo. Ci saranno soprattutto riflessioni personali e, perché no, uno sfogo per le mie frustrazioni quotidiane.

Buona lettura a tutti!

 
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from Gaetano Mautone

Get Brexit Done! Cosa ci racconta il voto inglese?

Uno slogan semplice e d’impatto, che ha fatto breccia nell’immaginario degli elettori britannici e che ha permesso a Boris Johnson di incassare una delle più grandi vittorie nella storia dei Tories. Corbyn è sprofondato, le sue posizioni sono risultate troppo radicali per il fine palato dei moderati britannici, che si sono rifugiati nell’astensionismo, nei mille rivoli delle “alternative” ai due schieramenti tradizionali o più semplicemente hanno votato BoJo e quindi per la Brexit. Ormai è chiaro: l’Inghilterra vuole prendere il largo alla ricerca del suo Impero, da tempo sommerso dalle acque della Storia, ma di cui è rimasta vivida l’immagine e la nostalgia nel cuore dei suoi sudditi. Tuttavia è bene precisare una cosa con chiarezza: si tratta del desiderio dell’Inghilterra (England), non di tutto lo U.K.

Basta vedere la mappa dei seggi per capirlo: la Scozia ha votato contro Boris; l’Ulster è spaccata tra unionisti e indipendentisti; il Galles è nelle mani dei Laburisti, che controllano anche Londra e Liverpool. Si potrebbe dire che è un gran casino (such a mess!), ma probabilmente sarebbe più corretto dire che gli exit pool fotografano un sentimento molto chiaro: il desiderio di rivalsa e di protezione dell’entroterra inglese (e non della Gran Bretagna tout court) contro il cosmopolitismo delle grandi metropoli. E’ il ritorno sulla scena politica del forgotten man: lo stesso che pochi anni fa ha fatto vincere Trump in America, oggi fa vincere Johnson nel Regno Unito. La storia si ripete di nuovo, ma con modalità e per motivi differenti. Il voto inglese è ovviamente diverso da quello americano, ma alla base c’è la stessa voglia di riaffermare la propria identità nella speranza di ritrovare una nazione a misura d’uomo. In spregio ad un mondo globalizzato dove la libera circolazione di beni e capitali ha trasformato la possibilità di emigrare in una necessità e il diritto di lavorare in un privilegio. Se questo è il presupposto di partenza, allora si spiega perché il voto ai Conservatori sia stato così trasversale e abbia coinvolto zone storicamente operaie e popolari, un tempo roccaforte del Labour. Allo stesso modo si spiega perché la Scozia abbia votato in massa per lo Scottish National Party: vogliono un altro referendum sull’indipendenza, come nel 2016 e questo potrebbe avere molte conseguenze. Non bisogna dimenticare che l’idea della Brexit sia nata quell’anno, in risposta proprio a quella consultazione popolare che aveva visto i separatisti scozzesi perdere, ma di poco, a sufficienza per far scattare qualche campanello d’allarme. Nel 2016 l’Inghilterra si rese conto che dopo secoli la sua egemonia sull’isola di Britannia era messa in discussione e la responsabilità non poteva che ricadere sull’Europa. Basterebbe chiedere agli spagnoli, ma appare chiaro a tutti che l’UE incentiva i regionalismi (i fondi comunitari sono messi a diretta disposizione degli enti locali, scavalcando gli Stati) ed è questa consapevolezza che molto probabilmente ha contribuito a rafforzare l’idea che fosse giunto il momento di levare le tende e salpare verso l’ignoto. La Brexit è la più grande scommessa della storia recente del Regno Unito. Essa riguarda la stessa sopravvivenza dello U.K. come entità politica ed economica unitaria: tagliare il cordone con l’Europa servirà (forse) a mantenere sotto controllo le spinte nazionaliste interne, conservare la corona sulla testa della Regina, contenere e respingere l’ondata barbarica oltre il Vallo di Adriano. In altre parole, serve a mantenere lo status quo. Si punta a “rifondare” il Regno per incanalare le forze centrifughe interne verso l’esterno come è stato fatto per centinaia di anni in perfetto stile british: non è un caso che l’imperialismo sia nato proprio oltre La Manica. La creazione del più grande hub finanziario del mondo a Londra, nonché di veri e propri paradisi fiscali; il rafforzamento dell’Anglosfera (Canada, USA, UK) e dei rapporti bilaterali con Giappone e Cina; la (ri)creazione di rapporti privilegiati con le ex colonie sono tutte tappe della strategia geopolitica britannica nel post-Brexit. Questo non riporterà indietro i posti di lavoro (manifatturieri) con buona pace di moltissimi leavers, ma permetterà alla Gran Bretagna di sopravvivere e di rafforzarsi a livello internazionale, ritrovando quel ruolo da protagonista che l’Europa non le permetteva di ricoprire appieno. Questo è il piano, ora bisogna vedere se funzionerà. God Save the Queen (sempre che qualcosa non vada storto).

 
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from b1Z2V

now it is a year later and i am happier than ever i got away from my stalker. It was about time i had done something right to get away just in time before i was threatened or beaten up for absolutely nothing and left in a stall with a bloody nose and shaking with tears in my eyes. She was a real nut job saying that people hit her when they would never lay a hand on her. Then she tried to get me to stand there with my new friends while she would have spread lies about me with me standing right there. Then try and ask them well who do you believe? trying to get them all to trust her more so they would always believe in rumors about others that were hurtful and could've been about their families to other people. I am hoping she learns a valuable lesson about trying to hurt others in a spiteful way and learns to shut the fuck up and mind her buisness.

 
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from b1Z2V

sometimes i wonder why the hell i let my stalker get their own way. I mean she was stalking me without reason. I do not know why but i really did not want to be around her and it was impossible to feel comfortable with a stalker around.. She was crazy. First it started with going to the same school and trying to act popular [it was her doing it i had no interest whatsoever in being popular] then it became harder to get away as she had been watching me for 7 years she was obsessed with me she even tried dressing like me to confuse my friends. Posted on facebook with the same outfit as me saying everywhere and anywhere.. She was a STALKER. creepy as hell too. She just would not get the hint that i rejected her because we would not get along and that is why i did not want to be her friend. She just kept trying and trying over and over again it was so annoying.. I am not one to feel this way on a daily basis about people but she obviously was not going to stop on her own she even followed me to dances and stood around staring at me. She acts so innocent but really she isn't. She is a backstabber all because she hated my friend and hugged her just to roll her eyes. She did the same when she hugged me. I also remember when she shook my hand in the hallway and i had no interest in her talents and what she had to say because i know what kind of a person she was from the beginning. Snobby and a bully at it's course.. Every guy HAD to want her otherwise she would attack other girls verbally or indirectly behind their backs and start rumors about them because she was missing out on having a boyfriend. NONE of the guys liked her and i wish she was not such a bully about it she blamed me out of all people and got angry whenever i tried to be nice. When i ignored her she tried even harder to make my life a living hell... Turns out she was miserable at school and not me. I finally had to drop out and pretend it never happened to get away safely without her trying to find my house and hide around my neighborhood just to try and take pictures and expose me for stupid reasons. Most of what she said if not all of what she said had been a lie so no one would want to be around me and so that she could prove her dominance on other women by pretending to like the guys that they liked and acting like they were in love with her when all they were was a photo online that did not mean shit in person. She did not hang out with ANY of those guys because she was always alone.. I guess fate told it's way to the gate didn't it bully? No one even liked you. You did not even exist to me until i had to deliberately leave the places you purposely kept going to and all you ever fucking did was make fun of my teeth and the way i dressed. Looked better on me than it EVER would on you. Dumb b*tch would know where the truth was if it were to bang your eyeballs backwards like a cat in heat. You are nothing but pathetic for bullying my former friend for being overweight at least she looks healthy.. You followed us everywhere at recreational centers and would not BACK OFF either until finally we had to escape and find a way out without taking our lives like you had wanted us to. Grow up it is not all about you that is not what the world had in mind. It is about everybody else and how they're feeling don't you know the difference? Bullying is NEVER okay and i will always HATE the way you treated everyone. You were using the guys for information about me and got jealous whenever i would hang out with other people and not YOU. the world is not all about YOU and it never was pretty sure you're not a celebrity you just walk around with your nose in the air at school and think you're the boss of everybody. Pretty fucking sad when you think everybody wants you but they want to avoid you cause all you do is start shit with the girls that are already their friends because you are insecure snooty and VERY annoying. That is why you stalk girls that aren't interested in dating you right? Because it makes you feel superior? you are fucking inferior and i hope you never bother me again. There was something WRONG with you for stalking me and trying to get another to take her own life when she did nothing but want a boyfriend that would treat her well. YOU WILL NEVER HAVE THAT. you will find a guy that beats the fuck right out of you. No one will feel sorry for poor ''little princess'' that everyone hated. Ha ha i think that you will deserve every beating you get cause you say your mama beats you and it sounds like you disrespect her a whole lot. That is disgusting and despicable to say about a parent that does nothing but love you and try to give you a good life and you're nothing but spoiled and a moody fucking bitch you are a nuisance and try to make everyone feel less than you and try to blame it on me saying i am a stuck up bitch.. Pretty sure you called me racist too. I hang out with ANYBODY in school and did not care about the color of their skin. Because it does not matter who you are it's what you believe in.

 
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from Mastodon Italia

Una breve panoramica di alcune delle nostre ultime novità

mastodon italia 3.0

E' finalmente arrivato! Mastodon 3.0 è live! Il team ha lavorato duramente per fare in modo che questa versione sia una delle nostre più facili da usare ma con alcune nuove ed entusiasmanti funzionalità! Qui ce ne sono solo alcune:

Spostare gli account

Come richiesto ecco il sistema di migrazione degli account completamente rinnovato! Più facile che mai, e con la 3.0 arriva la possibilità di portare i tuoi seguaci con te come per magia! Punta il vecchio account a quello nuovo, e quello nuovo a quello vecchio, usando la nuova interfaccia, e i tuoi follower saranno trasferiti!

Spostare i seguaci su un altro account

Inoltre, il tuo vecchio account non apparirà più nelle ricerche e avrà funzionalità limitate (che, naturalmente, possono essere annullate riattivandolo). Questo processo è snello e semplice e ci auguriamo che renda ancora più facile che in passato il passaggio da un server all'altro!

Una ricerca più potente

La ricerca è ora più flessibile e più potente di prima. Ora è possibile effettuare la ricerca con una parola e avere l'elenco dei toot in cui la parola è presente fra quelli in cui l'utente ha interagito o ha scritto o in cui è stato citato. Ora si può utilizzare il “phrase matching” escludendo le parole da una ricerca inserendo un segno meno prima di un termine. Per esempio: se volevi cercare Cani ma non volevi includere i gatti, cerchi cani -gatti.

Gli hashtag più veloci

La 3.0 fornisce il supporto per i suggerimenti automatici per gli hashtag e mostra quante volte ogni tag è stato usato la settimana scorsa! Questo rende più facile vedere di cosa parla il fediverse e di quali tag sono più popolari durante la settimana!

Suggerimenti automatici di Hashtag

Ancora meglio, è possibile vedere hashtag di tendenza ora, rendendo facile seguire insieme gli eventi attuali e il mondo del fediverse. Le tendenze di Hashtag non sono cieche, ma vengono esaminate dal tuo amministratore per assicurarsi che non vengano truccate come vettori di abusi.

hashtag di tendenza

La linea temporale ha un nuovo sound

Pensavamo che il vecchio media player fosse piuttosto deludente, quindi abbiamo fatto qualcosa al riguardo! Vi presentiamo il nuovo e migliorato lettore audio per l'interfaccia utente web! Condividere l'audio su Mastodon è ora molto più facile da usare, con un'esperienza notevolmente migliorata rispetto al vecchio lettore.

Tutti i nuovi lettori audio per l'interfaccia utente web

Modifiche all'interfaccia utente

La modalità a colonna singola ora supporta lo scorrimento da qualsiasi punto della pagina! Questo rende la visualizzazione della timeline più facile che mai e rende mastodon ancora più amichevole da usare su computer portatili e touchscreen.

Modalità lenta! Entra nel pannello delle preferenze e attiva/disattiva questa modalità per disabilitare il livestreaming nella timeline. Vedrai quindi un link manuale per aggiornare il feed, con un contatore che ti fa sapere quanti nuovi toot ci sono per te da recuperare. Avere molti follower non significa che non sarai più in grado di tenere il passo: rimani nel loop con la modalità lenta!

 
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