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from Gippo

Oggi è un po' come quando dovevo fare 30-40 flessioni a tutti i costi e non avevo il tempo... la tentazione è di saltare l'appuntamento del venerdì col blog ma no, non lo salto! La tentazione è pure quella di infilarci dentro un vecchio post che magari avevo scritto 15 anni fa e che avevo conservato alla bisogna ma no, non ci casco! Perché ho preso l'impegno di aggiornare il blog per riabituarmi a scrivere, non per postare roba di un tanto tempo fa.

Perché scrivere? Perché questa continua, costante ricerca della costanza, dell'impegno, della fatica, della determinazione? Risposta: perché mi fa bene. Al momento è come una droga, prendo la dose che mi fa stare tranquillo, poi un giorno magari capisco come fare a meno della droga e qual è il segreto per vivere felici e soddisfatti. E allora di cosa posso parlare nel poco tempo che posso dedicare a questa attività? Del libro che sto leggendo.

Premessa. Ho trascorso ANNI leggendo, se andava bene, un libro all'anno. Ricordo una volta che, per non fare la parte di quello che non aveva letto manco un libro, mi lessi un romanzetto Harmony raccattato dalla soffitta di mamma. Poi con la pandemia mi sono scatenato. Complice un sito che mi “rifornisce” di molti ebook e del mio Kobo reader, ho letto un sacco di roba. Tutti saggi e manuali. Anche e soprattutto libri di autoaiuto. Mi sono dato questa spiegazione: fin quando le cose andavano abbastanza tranquillamente, non sentivo il bisogno di informarmi, di acquisire frecce alla mia faretra. Quando mi è venuto a mancare un po' il terreno da sotto i piedi ho sentito invece la necessità di trovare nuove armi, di potenziare la sezione Ricerca e Sviluppo, di trovare un vantaggio competitivo. Così leggo tanto da qualche mese. Per me in fondo è un segnale positivo. Ah, sapete perché ogni tanto leggo roba “da femmine”? E' un'abitudine di quando consultavo materiale relativo all'arte del rimorchio a seguito della lettura un libro prestatomi da un amico: “The Game – La bibbia dell'artista del rimorchio” di Neil Strauss. Anni fa, cose da giovani, eh! Il consiglio era di leggere cose “da femmine” per capire meglio le femmine e i loro miti tipo il principe azzurro, il bello e dannato, il cucciolo da salvare, il delinquente da redimere, lo scontroso che si scioglie... quegli stereotipi lì. Per i romanzi mi sono sempre piaciute le scrittrici donne. Ma per i saggi no. Beh, forse è il caso di concludere la premessa...

Che libro sto leggendo? Dico almeno il titolo: “Ufo e extraterrestri” di Roberto Pinotti.

 
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from Dedicato ad Azzurra

E ciò che ti fa sentire delle vibrazioni, che ti sveglia dal tuo torpore, che ti urta e non ti lascia tranquillo, che ti smuove dalle tue sicurezze. E' tutte le volte che incontri veramente qualcuno e non rimani indifferente. È quello con cui si scontra il tuo “io” che quasi sempre viene prima di tutto il resto. È quel richiamo ad uscire dal tuo mondo, per avere uno sguardo che riesce a vedere oltre te stesso. È quella tensione continua tra voler essere solo ed il bisogno che hai dell'altro.

Il rumore ci chiama alla vita.

 
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from Gippo

Scrivere di se stessi non è necessariamente un'opera di narcisismo. Diceva Sartre che l'inferno sono gli altri e chiosava Tozzi che gli altri siamo noi. Quindi scrivere di se stessi non è opera di narcisismo ma anche una forma di interesse e di condivisione verso gli altri. A me piace molto la forma del blog perché è una sorta di dialogo silenzioso con l'altro, mentre il social è un dialogo molto più esplicito e, talvolta, banale. Paradossalmente capita che nel social il gusto della battuta e della replica renda il tutto molto più vuoto e insignificante. Nel blog invece il dialogo, pur essendo silenzioso, risulta più intenso. Ho vari blog dai quali amo passare per vedere se sono aggiornati e devo dire che spesso non sono d'accordo con quello che scrivono. Non li commento e non ci metto sopra un mi piace ma amo lo stesso visitarli per leggerli: è proprio questa la forma di dialogo silenzioso a cui faccio riferimento. Mi rendo conto che a volte gli autori gradirebbero un piccolo riscontro ma vedo che trovano altrove le risorse interiori per andare avanti e tanto mi basta. Il fatto che scrivere di se stessi vuol dire scrivere anche degli altri non vuol dire che non ci si possa, effettivamente, chiudere troppo negli angusti recinti della propria persona. Ma scrivendo è molto difficile: difatti pur essendo un'attività che si svolge da soli, scrivere è sempre rivolto, potenzialmente, al mondo e alla massa sterminata di potenziali lettori. E' quasi solo per questo che, sin dagli inizi, ho giudicato internet come qualcosa di buono. E ho notato che i problemi sono cominciati ad arrivare quando le persone si sono cominciate a fissare sulle identità, sulle immagini, sui video, sui profili. In una parola: sull'apparenza superficiale. Ma all'inizio era commovente ed anche eccitante aprire l'animo assieme a tutte quelle persone e dare voce ai propri pensieri con gli altri. Oggi viviamo fra due estremi che nascondono entrambi una minaccia. Richiudersi in se stessi, come accennavo, porta alla morte spirituale perché, se non si accettano gli altri, non possiamo certo accettarci noi. Io sono un liberale da un punto di vista delle idee economiche ma se per liberale intendiamo persone che pensano esclusivamente ai cazzi loro, come ormai si vede fare sempre più spesso, allora non c'è più speranza. Non dobbiamo essere amici di tutti, accogliere tutti, pensare che sono tutti buoni ma non dobbiamo nemmeno esistere solo noi. Dall'altro lato abbiamo un'altro minaccioso estremo che sfocia nel fascismo, nel comunismo, nel collettivismo, nel conformismo, nel branco: perdere la nostra individualità, la nostra originalità, la nostra idea personale sul mondo per aderire pedissequamente ad un'altra idea già bella e pronta e dal sicuro consenso. Un'idea che, inutile dirlo, non può che essere di natura nazista. Scrivere allora è un antidoto, non sempre viene bene e a volte si spurgano ansie e rancori senza arrivare a nulla di buono, ma è una cosa quasi sempre positiva almeno fintanto che si è sinceri anche nel mostrare con umiltà i nostri aspetti meno piacevoli, senza ripetere slogan o scimmiottare pose, frasi, comportamenti visti altrove. Per questo mi sto impegnando a scrivere, anche se a volte è faticoso.

 
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from Gippo

Oggi la prospettiva di riempire di caratteri un nuovo post mi sembra terribile, ma vale la pena cominciare, non si sa mai dove si va a finire e magari viene fuori qualcosa di inaspettatamente buono. Tra le idee da scrivere che premono di più ce ne sono varie emergono fra tutte le altre:

  • Fare un post per rispondere alle grandi domande “Chi siamo? Da dove veniamo? Dove stiamo andando?”. Si tratterebbe di una lunga dissertazione che, attraverso filosofi, scrittori, biologi evoluzionisti e complottisti, arriverebbe ad una possibile, sorprendente conclusione. Non vedo molti riferimenti in giro su questo tema. Gran parte della dissertazione verterebbe sulla teoria dell'evoluzione.

  • Fare un post per spiegare la situazione economica in modo semplice e un po' pop. Ne ho già fatto in passato uno sul denaro, una specie di storia economica a fumetti basata sulle teorie di Carl Menger, precursore della scuola economica austrica e autore di uno snello volumetto intotolato “Denaro” (anzi “Geld”). Se non lo faccio è perché il discorso economico è molto inquinato dalla politica e dalla propaganda. “Inquinato” è un bell'aggettivo che ho preso da un post di Kein Pfusch e che spiega bene la questione.

  • Fare un post narrativo fantastico su quella volta che mi iscrissi a Facebook con vero nome e vera foto per ritrovare una mia ex compagna di classe particolarmente anonima e avviare con lei una relazione basata su intenzioni serie (pezzo scherzoso con battutacce a sfondo sessuale).

  • Fare un post su quella volta che vari anni fa, su Twitter, mi spacciai per un account ufficiale di un partito politico e da lì sfruttai quella piattaforma privilegiata per capire alcune questioni sui social network e la politica “dalla periferia”, interagendo con bot e profili palesemente “stipendiati”. Sarebbe un post interessante ma che mi condurrebbe a parlare del Covid e delle sue conseguenze in termini complottisti. (Per questo non credo che lo scriverò mai).

La preghiera nel mese di maggio

Allora, adesso parlo di qualcosa. Stavo per elencare tra i post quello del papa che ha organizzato un periodo di preghiera nel mese di maggio per opporsi al Coronavirus. Ne parlo un po' qui, sinteticamente, visto che il mese di maggio è alle porte. Qualcuno, spesso orgogliosamente laico quando non ateo o agnostico, come sempre solleva delle polemiche dicendo che è una visione vecchia e medievale quella di pregare Dio perché ci liberi dalle epidemie ma io non sono d'accordo. Cosa c'è di più umile del chiedere cose che ci stanno a cuore come i bambini? Dimentichiamo Gesù che chiedeva di essere esentato dalla crocifissione (“Padre, allontana da me questo calice”) proprio ad un passo dall'evento? E lui, oltretutto, aveva più certezze di noi, era più inserito a livello divino. Anzi, era ed è proprio Dio. Quindi trovo umano e giusto pregare per ottenere qualcosa di terreno attraverso un intervento soprannaturale. Abbiamo già delegato troppo a Matteo Bassetti. Nessuno ha detto durante la pandemia che morire non è la cosa più terribile, perché ci aspetta la vita eterna. Allora, usiamola un po' più di coerenza noi cattolici. Chiediamo l'intervento di Dio e continuiamo a parlare del Paradiso e dell'Inferno se non vogliamo che l'ultima parola l'abbia sempre Matteo Bassetti. Quanto a voi, sporchi atei, diventate coerentemente nichilisti e cominciate a girare nudi per strada. Amen.

 
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from Gippo

Da quando ho deciso di ricominciare a scrivere in modo regolare continuano a venirmi alla mente un sacco di post su argomenti interessanti. Credo sia il famoso fenomeno della neuroplasticità del cervello, cioè il cervello, vedendo che ci si cimenta insistentemente in una attività specifica, si ingegna per farla nel migliore dei modi ed è come se drizzasse le antenne per trovare elementi utili anche contro la nostra volontà. E' lo stesso meccanismo per cui, quando vuoi comprare il modello di un'auto, continui a vederlo in giro un po' ovunque. Oppure quando, incinta, avvisti solo donne col pancione. Così mi vengono alla mente un sacco di argomenti significativi di cui parlare anche laddove la volontà mi invita invece a scrivere di cose poco intriganti allo scopo sfuggire alla logica dell'attenzione a tutti i costi.

Per questo ho pensato potesse essere utile, come esercizio, stilare una bella lista di attività noiose che mi aiutino a coltivare attivamente la noia. No, non ho detto gioia. Andy Wharol ha espresso bei concetti su questo tema, tipo: “E' vero che mi piace la noia ma questo non vuol dire che non mi annoi”. Oppure ha notato come sia strano che la gente si annoi durante novanta minuti di film o di spettacoli ma non si annoi a guardare per ore davanti a una finestra quando piove. Al di la di Wharol, fare i conti con la noia, accettandola, è ormai una necessità per tutti noi. E' allora vitale che questa piccola lista venga onorata a tutti i costi, dandole priorità anche rispetto alle cose importanti, urgenti e, soprattutto, interessanti. Perché è davvero tutto troppo interessante e di questo passo va a finire che si farà all'unanimità l'abbonamento a Netflix e non devo essere io a spiegare perché si tratta di una cosa contro natura.

Quando ho provato a buttar giù questa lista però, mi sono accorto subito di un errore di fondo: tutte le attività noiose da me segnate coinvolgevano la vista di schermi luminosi. Cose tipo: videogiochi bellici basati sugli esagoni o lettura di articoli religiosi dal sito dell'Avvenire. L'idea di schermo luminoso mi ha quindi fatto venire alla mente quando al mattino, riaccendendo il cellulare spento la sera prima, mi stupisca sempre di quanto appaia brillante. Le luci colorate sono quel che viene definito in gergo un “supernatural stimuli”, uno stimolo soprannaturale, non nel senso che riguarda i fantasmi, ma nel significato è oltre la natura, in un certo senso anche “contro”, come gli abbonamenti in massa ai siti di streaming. Per questo motivo spero di riuscire ad annoiarmi trovando nuove vie ed evitando un rischio comune quando si ricerca attivamente la noia, ovvero abbandonarsi alle attività fintamente noiose, in realtà piacevolmente stimolanti, quindi rilassanti, quindi... sí, interessanti.

Concludendo, questo post spiega come le cose interessanti possano diventare noiose e come le noiose possano diventare interessanti. Non è un gran post, in effetti. Obiettivo raggiunto, quindi. Hint: le ripetizioni aiutano.

 
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from Gippo

Vi siete mai trovati in una situazione in cui la vostra strategia, che avete perseguito per molti anni, andrebbe sottoposta ad una obiettiva analisi basata sui risultati? E vi è mai capitato che, dopo aver compiuto questa spassionata disamina, appurate senza ombra di dubbio che la vostra strategia ha prodotto risultati fallimentari? A quel punto ci sono due strade davanti: – O continuate a perseguire la vostra strategia in modo ancor più estremo perché pensate che magari c'è un “effetto soglia” che ne ha impedito la realizzazione effettiva; – O cambiate strategia, cominciando coll'adottare quella diametralmente opposta.

Gli psicologi di Palo Alto, inutile dirlo, sono sostenitori della seconda strada, difatti è troppo facile abbandonarsi al “more of the same” autoconvincendosi con uno di quei trucchetti mentali che ci piacciono tanto. Si limitano tutt'al più a dire che non sempre è facile capire l'opposto di una strategia e dove essa è fallimentare. Ad esempio: non riuscite a dormire. Però continuate ad andare a dormire presto per avere più tempo per addormentarvi e non avere alcuna pressione a prender sonno alla svelta. Strategia opposta: andate a dormire tardi. E non vi addormentate lo stesso. Allora forse l'elemento critico della vostra strategia non era l'andare a dormire presto. Per questo dovete analizzare la vostra strategia nel dettaglio: magari l'aspetto più evidente era che andavate a letto con le galline ma in realtà c'era dietro un rituale che si basava su altri fattori, tipo la tisana presa prima di coricarsi o la serie televisiva seguita nelle ore precedenti l'agognato sonno o, molto più sottilmente, il fatto che andando a dormire presto davate consistenza e importanza al problema dell'insonnia. In quest'ultimo caso, la strategia opposta è dunque quella di diventare un fottuto maestro zen. Io (come il resto dell'umanità, credo) mi trovo nella situazione di capire esattamente il problema specifico che rende la mia strategia fallimentare. E per farlo dovrei cominciare a tentare delle strategie opposte ma non è facile: alcune di esse mi terrorizzano. Forse si può fare una strategia opposta pian piano, in modo kaizen. Il saggio, d'altronde, dice: “se hai fretta rallenta”. E frattanto la rana bolle. Ci penserò su.

 
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from I miei piccoli Grundgestalt

μουσική τέχνη” è un brano un po' diverso dai soliti; nasce come brano per una formazione metal, i Mathemorphosis. In realtà lo stile non è quello giusto, si tratta di progressive rock, con chiari accenni alla musica dei King Crimson e di Adrian Belew.

E' la classica formazione “hard”, con chitarre distorte, bassi, e batterie. Si chiude però con una chitarra acustica. Mi sono divertito molto a scriverlo, ma soprattutto a cantarlo. Ho fatto qualche piccolo esperimento... psichedelico ^_^

Il brano chiude il mio secondo album, ii, che si può ascoltare e scaricare su Bandcamp:

Davvero mi piacerebbe un giorno essere al basso e suonare i miei brani in una “vera” band. Chissà se la musica riuscirà a fare avverare il mio sogno!


μουσική τέχνη” è di Eidon ed è © Eidon (Eidon@tutanota.com). All rights reserved.

 
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from My Little Grundgestalts

eARTh is my latest work: a Grundgestalt generated by seeds that are random permutations of the strings “eARTh” and “mousiketekne”.

Genotypical selection led to the following strings:

collect.sh	\
		AheTR  AheTR TeRAh  ReTAh  TRAhe  \
		eTRhA  hTARe  RAhTe  eTARh  AehRT  heART hRTeA \
		\
		ketmeosknuie  ueitmkeoekns  kteoenkmueis  mskntukeeoei  teioukmeknse  uikmktnseeeo  motkuekieesn  uteskoniemek \
		\
		ehART  eRAhT  heATR  eTRAh  RThAe  eRThA  hReAT  ARhTe \
		\
		hRTeA  ThRAe  ARheT  eARhT  ehRTA  TeARh  RAheT  ehATR  hATeR  eRThA  ATheR  ATeRh  \
		ueitmkeoekns  kteoenkmueis  mskntukeeoei  teioukmeknse  uikmktnseeeo  motkuekieesn  uteskoniemek  \
		\
		AheTR  AheTR TeRAh  ReTAh  TRAhe  \
		eTRhA  hTARe  RAhTe  eTARh  AehRT  heART hRTeA \
		\
		ketmeosknuie  ueitmkeoekns  kteoenkmueis  mskntukeeoei  teioukmeknse  uikmktnseeeo  motkuekieesn  uteskoniemek 

The resulting midi file was elaborated with the Evanessence2 soundfonts and with samples of a 1958 Otto Rubner acoustic double bass.

The picture is a G'MIC elaboration of the string “eARTh,” rendered with the Chilanka and Ani font types.

Both music and picture have been created by Eidon and are © Eidon (Eidon@tutanota.com). All rights are reserved.

eARTh is part of my album “ii”, available as 24bit FLAC audio files on Bandcamp. It was created on April 10, 2021.

 
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from plr

English (Spanish below):

I have published a new paper about digital news on public libraries in the journal Profesional de la Información. Its doi is: https://doi.org/10.3145/epi.2021.ene.15. It has a 6 months embargo, so if you want to read a brief sketch of the paper, you can get in touch with me at: pedrolr[at]ugr[dot]com.

In this case, I analyze the news on public libraries in digital media in Spain during 2019. I establish thematic categories and analyze their impact and repercussion on Facebook.

This is the abstract in English:

A study of digital news on public libraries is presented through media mapping and a thematic and consumption analysis based on Facebook interactions. A total of 7,629 digital news items published in 2019 have been considered. The media mapping includes the evolution of the volume of news publications, the most prominent media outlets and journalists, and the sections in which most news items are published. For the thematic and consumption analysis, the top 250 news items with the highest number of Facebook interactions are considered, defining 15 thematic categories. The most published topics include: new libraries and spaces, collections, and libraries from a historical perspective. The topics that generate the most interactions are the value of libraries (social, human, and cultural capital), libraries from other countries, and new libraries and spaces. The value and originality of the current study lie in the measurement of the consumption of news and digital media through Facebook interactions. The methods used and results obtained also provide new knowledge for the disciplines of Communication and Media Studies by developing the idea of media mapping for its application to other topics and media in future work, as well as for Librarianship, particularly the information obtained on public libraries.

Spanish:

Noticias digitales sobre bibliotecas públicas: mapeo de medios y análisis temático y de consumo basado en las interacciones en Facebook

He publicado un nuevo artículo sobre las noticias digitales de bibliotecas públicas en la revista Profesional de la Información. Su doi es: https://doi.org/10.3145/epi.2021.ene.15. Tiene un embargo de 6 meses, así que si quieres leer un breve esbozo del trabajo, puedes ponerte en contacto conmigo en: pedrolr[at]ugr[dot]com.

En este caso, analizo noticias sobre bibliotecas públicas en medios digitales en España durante 2019. Establezco categorías temáticas y analizo su impacto y repercusión en Facebook.

Este es el resumen en español:

Se presenta un estudio de noticias digitales sobre bibliotecas públicas en España mediante un mapeo de medios y un análisis temático y de consumo basado en las interacciones en Facebook. Se han considerado 7.629 noticias publicadas en 2019. El mapeo de medios incluye la evolución del volumen de la publicación de noticias, los medios y periodistas más prominentes, y las secciones en las que más se publica. Para el análisis temático y de consumo se consideran las 250 noticias con mayores interacciones en Facebook definiendo 15 categorías temáticas. Los temas sobre los que más se publica son: nuevas bibliotecas y espacios, la colección y las bibliotecas desde la perspectiva de su historia. Los que más interacciones y consumo generan son: el valor de las bibliotecas (capital social, humano y cultural), bibliotecas de otros países y las nuevas bibliotecas y espacios. El valor y la originalidad del estudio consisten en considerar las interacciones en Facebook como medida del consumo de noticias y medios digitales. Los métodos y resultados alcanzados aportan además nuevo conocimiento para dos disciplinas: la comunicación y los medios de comunicación, por el desarrollo de la idea del mapeo de medios que puede aplicarse a otros temas y medios en futuros trabajos; y para la biblioteconomía y la documentación, por la información alcanzada sobre las bibliotecas públicas.

 
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from easyscripts

A big problem of Ubuntu-based distros for the normal desktop users are the software repository. Many software are not updated to the last version and this is a problem when a particular program like youtube-dl must be always updated to work properly.

To update it automatically you have to schedule the curl command available on the official github repository with cron. From a terminal windows, let run the crontab command.

sudo crontab -e

and add the following line at the end of the file.

35 9 * * 1 curl -L https://yt-dl.org/downloads/latest/youtube-dl -o /usr/local/bin/youtube-dl

The numbers before the curl command are needed to schedule the command. If you want to create your personal schedule easily, please use the Crontab Guru website. In my string above: 35 minutes 9 hours * every day of the month * every month 1 every monday

My schedule is set to download the offical program every Monday at 9.35 AM. Change the parameters as you wish to best fit your needs.

If youtube-dl returns a python error after the first update of youtube-dl with curl (it happened on Mint) you just have to create a symlink for python:

sudo ln -s /usr/bin/python3 /usr/local/bin/python

 
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from scriptfacili

Uno dei difetti principali di tutte le distribuzioni basate su Ubuntu (tra cui Mint) è che non hanno repository aggiornati frequentemente, quindi spesso alcuni software risultano non aggiornati. Questo è un problema quando tali software devono essere costantemente aggiornati per poter funzionare, come accade per youtube-dl, il noto software per scaricare video e audio da Youtube.

Per mantenerlo costantemente aggiornato, è sufficiente programmare l'esecuzione automatica del comando curl per download dell'eseguibile dal sito ufficiale tramite cron.

Da un terminale, apriamo la schedulazione di cron. Lanciandolo con sudo iniziale fa si che venga eseguito come root e quindi non abbia problemi di permessi e autorizzazioni e venga eseguito anche se l'utente non ha fatto il login.

sudo crontab -e

e aggiungiamo la riga seguente.

35 9 * * 1 curl -L https://yt-dl.org/downloads/latest/youtube-dl -o /usr/local/bin/youtube-dl

I numeri iniziali rappresentano quando eseguire l'attività. Potete ottenere la schedulazione che preferite tramite questo sito Crontab Guru Nel mio caso: 35 minuti 9 ore * qualsiasi giorno del mese * qualsiasi mese 1 ogni lunedì

quindi la mia schedulazione prevede il download dell'eseguibile officiale ogni lunedì alle 9.35. Ovviamente modificate i parametri come più vi fa comodo e in base agli orari di utilizzo del PC.

Qualora youtube-dl vi desse errore perché non trova python (mi è capitato su Mint) vi basterà creare un link simbolico per risolvere il problema:

sudo ln -s /usr/bin/python3 /usr/local/bin/python

 
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from Lukather Blog

Grazie al bel blog di Dummy-X https://www.selectallfromdual.com/blog/ ho scoperto l'esistenza di FreshRSS, un ottimo aggregatore di RSS OpenSource e liberamente installabile sul proprio servizio di hosting (o sul proprio serverino di casa).

Io, sempre grazie al suggerimento di Dummy-X, ho aperto un hosting gratuito su Altervista.org https://it.altervista.org/registrazione.php

Occhio a cliccare sul link “Vuoi il solo servizio di hosting?” perché non ci interessa WordPress... Alt description

Una volta registrati dobbiamo attendere l'email (servono max 48h, abbiate fede).

Nell'attesa iniziate a scaricarvi l'ultima release di FreshRSS da questo link https://freshrss.org/

Scompattatelo e mettetelo sul vostro spazio hosting tramite FTP utilizzando le credenziali che dovrebbe avervi inviato Altervista. Potrete scegliere di fare come me e mettere tutto direttamente nella root, in modo che collegandovi al vostro dominio, nel mio caso lukather.altervista.org, si apra subito FeedRSS, oppure scegliere di mettere tutto in una sottocartella, tipo DOMINIO/freshrss.

Una volta che tutti i file sono stati trasferiti dovrete navigare l'URL del vostro dominio dove avete deciso di mettere FreshRSS per far partire il wizard di installazione.

A questo punto avrete bisogno di alcuni dati per connettervi al DB:

Tipo DB – MySQL Host – localhost (FresRSS si connette al DB presente sull'hosting stesso, quindi locale) User e Pass – quelle che vi ha inviato Altervista.org, sono le stesse che utilizzate per accedere al pannello di controllo e all'FTP Nome DB – lo trovate nel pannello di controllo.

I dati li potete trovare cliccando su “gsetisci DB”) Alt description

Una volta terminato il processo di setup vi troverete nella home di FeedRSS, naturalmente vuoto, senza feed. Per aggiungerne uno vi basterà cliccare sul “+” in alto a sinistra... MA prima di fare questo dovrete aprire le connessioni server-to-server senza restrizioni. Come si fa?

Entrate sempre nel pannello di controllo di Altervista, cliccate in alto nella tab “risorse”, cercate la sezione dedicata a PHP e cliccate sul link “Modifica Impostazioni PHP”, una volta dentro questa pagina scorrete fino in fondo e selezionate “Collegamento esterno senza restrizioni” e poi cliccate su Salva. Alt description Alt description

Serve un pochino di tempo al server (scusate il gioco di parole :) ) per aggiornare le impostazione ma una volta terminato avrete tutta la libertà di aggiungere i vostri Feed RSS preferiti.

Io ho poi impostato un tema “scuro” e cambiato qualche opzione, vi suggerisco di fare un giro all'interno delle impostazione perché ci sono tantissime cose che potrete modificare.

Buona lettura!

 
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from I miei piccoli Grundgestalt

Come sempre mi lascio catturare dalle musiche e dai ritmi che mi fanno visita. Così è stato anche con questa Giga. Un calderone di temi sovrapposti, per dulcimer + flauto, fiddle, contrabbasso, batteria, e woodblock. Come vorrei vederla danzare, questa mia giga, da un gruppo di giovani in vesti medioevali...

...Sognare non costa niente.

Le foto le ho fatte nel bellissimo Belgio, a Leuven, Kessel-lo e Rotselaar. Immagini al di fuori del tempo, che mi sono sembrate idonee all'atmosfera di questo brano.

Le dissolvenze sono state realizzate con txt2srt.

Un grazie a Gustavino Bevilacqua per i suoi consigli musicali!

Composto tra il 23 febbraio ed il 2 marzo 2021. © Eidon (Eidon@tutanota.com). All rights reserved.

 
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from fafagiolo


Siamo nel Meridione, in un'importante città, che ho amato come Woody Allen ama New York. Ho smesso di farlo, prima che potesse trasformarsi in necrofilia, perché quella città è morta. Le case, i palazzi, i monumenti sono ancora in piedi, le ossa reggono ancora: è il suo cuore che non batte più, il tanto celebrato, sopravvalutato cuore dei suoi abitanti. Loro sono finiti da un pezzo; nulla più li distingue da una qualsiasi comunità arida, tenuta in piedi dall'odio e dalla necessità di addossare la propria inciviltà e i propri fallimenti a chi sta peggio: in qualche modo, qualcuno che sta peggio lo si trova sempre. Lasciamo stare questi morti viventi e passiamo ai morti veri, allo zio Peppino, “la buonanima”, come aggiungono i vecchi ogniqualvolta si parli di chi non c'è più.

Zio Peppino viveva, con la moglie, in una casa poggiata, letteralmente, sulle pareti di una chiesa abbandonata, in uno dei quartieri storicamente più esecrati di quella città; di quella casa parleremo tra poco, dobbiamo prima occuparci di come accedervi. C'era una specie di tunnel in salita, lastricato di mattoni il cui colore non penso sia stato mai identificato da essere vivente: era tutto buio, una sequenza di decine di gradini perché la casa iniziava praticamente dove iniziava la cupola della chiesa. In cima a questo tunnel, un neon singhiozzante illuminava a tratti la porta. Varcata quella, eccoci in casa: la casa era letteralmente in bianco e nero, la ricordo esattamente così; unico accenno di colore, il rosso dell'etichetta di una cola “sfiatata” (messa sistematicamente a sgasare, perché quelle bollicine in casa non erano gradite) in cucina. L'altra, unica bevanda disponibile, era lo zucchero con qualche goccio di caffè dentro. Quando eravamo ospiti, l'unica salvezza era nel rifiutare qualsiasi liquido ci venisse offerto.

Ora, prima di parlare dei singoli ambienti, sappiate che quell'abitazione non obbediva a geometrie euclidee, era un concetto escheriano: locali uno dentro l'altro, coi soffitti di diverse altezze. La cucina, che ha già fatto capolino in questa storia, era una grotta dalle pareti nude, non rifinite, rese verticali grossolanamente, probabilmente a picconate. Un mobiletto pensile, una specie di tavolino, un fornelletto a gas di quelli che chiamavamo “bibigas”, questo era l'arredamento; agli antipodi della coca sfiatata, poggiata sul tavolino, solo una tendina a nascondere lavabo e gabinetto. Di fronte alla cucina, salendo tre scalini, si trovava una specie di spazio trapezoidale, con una finestra fissa su una vista di cui, probabilmente, nessuno ha mai goduto. Poi tante piante, anch'esse in bianco e nero come tutto il resto della casa, e una Singer, perché la moglie dello zio Peppino faceva la sarta. Cucina/bagno e trapezio erano divisi da un quadrato di pavimento di due metri per due, oltrepassato il quale iniziava il dominio di zio Peppino.

Era un locale che faceva paura. L'unica luce arrivava dall'ingresso, la fine dello stanzone finiva nel nero, nell'abisso, non si vedevano le pareti. Il soffitto era altissimo, almeno dieci metri: non sto scherzando, ricordate la storia della casa appoggiata alla chiesa? Bene, il soffitto di quella stanza era probabilmente allineato alla cima della cupola. Un lampadario, impiccato a una catena di una lunghezza mai vista in un'abitazione comune, finiva quasi col toccare il tavolo, un grosso tavolo, da dieci posti almeno. Alla sinistra del tavolo, il letto matrimoniale e, a destra di questo, un mobiletto sovrastato da una folla di santi in cupole di vetro, da quelli piccini da una decina di centimetri a certi colossi, praticamente in scala 1:3. Tutto in bianco e nero, compreso lo zio.

Quando entravamo, generalmente i lottatori non erano ancora sul ring: zio Peppino stava agli antipodi del televisore, a capotavola: ci accoglieva, saluti di rito, solite chiacchiere di circostanza, poi si faceva l'ora del catch. Sì, era ancora catch, sarebbe diventato wrestling e conosciuto come tale solo anni dopo. Lo zio deve essere stato, indubbiamente, il primo spettatore di quegli incontri, trasmessi da oscure reti private. Divorava ogni incontro, conosceva i lottatori, ci spiegava le mosse e le tecniche, la distanza dal televisore si riduceva all'aumentare dell'intensità dello scontro: zio Peppino scalava di posto, una sedia alla volta, fino a finire con la faccia nel vetro, la sua cronaca sovrastava quella dei cronisti, non stava guardando un incontro, era lì, su quel ring, stava combattendo.

Divenne famoso nel parentado, contagiò tutti. Il sabato andavamo a vedere il catch da zio Peppino, nonostante il tunnel scavato tra i mattoni, la coca sfiatata e il caffè nello zucchero.

Il catch iniziò a diffondersi, passò su reti maggiori, si trasformò in wrestling e lo zio ancora lì, con la faccia appiccicata al televisore solo perché non poteva andare oltre, teletrasportandosi fisicamente. Poi morì lui, morì sua moglie; quella casa impossibile tornò nelle mani della curia.

Sono sicuro che non abbia messo una statua di Antonio Inoki tra le cupole di vetro, con san Gennaro e la Madonna, solo perché non sia mai riuscito a procurarsene una.

 
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from Ggf

$\sin x + \ln y + \operatorname{sgn} \, z$

$\nabla \partial x dx \dot x \ddot y$

$a^{2+2}$

$\sum_{k=1}^N k^2$ $\alpha \beta \gamma \delta \epsilon \zeta \eta \theta \iota \kappa \lambda \mu \nu \xi \omicron \pi \rho \sigma \tau \upsilon \phi \chi \psi \omega$

 
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