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from Spectator Novus

τότε ἀνατελεῖ σοι καρδίας ἀπάθεια καὶ νοῦν ἀστεροειδῆ ὄψει ἐν προσευχῇ.

“E allora sorgerà per te l'apatia del cuore e nella preghiera vedrai la mente come una stella.” Evagrius Ponticus, Περὶ διαφόρων πονηρῶν λογισμῶν, 43.

Evagrio Pontico è il punto di massima prossimità del cristianesimo al buddhismo. I demòni di cui parla altro non sono che i किलेस, e la preghiera è la tecnologia del sé che libera la mente dalla loro azione. La mente-asteroide non è troppo diversa dal तथागतगर्भ.

#buddhismo

 
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from Freax

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from matteofortini

Il 25 Giugno si è tenuto il primo appuntamento dei Cantieri della PA Digitale – Smart City, organizzati da ForumPA.

Raccolgo qui alcuni spunti sia dal mio punto di vista di Assessore del Comune di Cento, sicuramente molto parziale, rispetto a tutto il lavoro complessivo svolto dalla nostra Amministrazione, sia come civic hacker.

L'inizio

Il primo confronto con l'emergenza è stato nella terza domenica del Carnevale di Cento, 23 Febbraio 2020: abbiamo dovuto decidere al mattino se annullare la sfilata, con qualche migliaio di persone che già stavano riempiendo il centro storico. In questo caso si incrociavano diversi elementi, fra cui ricordo:

  • la possibilità di contagi, visto l'assembramento
  • l'ordine pubblico, visto il probabile panico che una evacuazione generale avrebbe potuto causare
  • la competenza nelle decisioni, siccome era atteso in giornata un decreto del Presidente della Regione Emilia-Romagna
  • la notizia che gli altri carnevali si stavano per svolgere regolarmente, come anche, ad esempio, le partite di campionato di calcio

La decisione concordata è stata quella di svolgere comunque la manifestazione, riducendo il più possibile i tempi non strettamente necessari.

La risposta

Il problema della velocità del cambiamento delle condizioni al contorno

Rispondere all'emergenza è stato reso molto difficile dalla velocità con cui sono cambiate continuamente regole sia nella fase “peggiorativa” che in quella “migliorativa”. Nel primo caso, si rischiava di impostare interventi che successivamente sarebbero diventati proibiti, nel secondo si lavorava per facilitare la ripresa delle attività permesse in modi inconsueti, per poi magari essere anticipati dallo sblocco totale delle stesse.

Società civile

Come sempre, la società civile, in particolare il volontariato, ha risposto rapidamente ed efficacemente alle necessità più urgenti.

Ricordo ad esempio:

  • la consegna di spesa e dispositivi di protezione a domicilio da parte del gruppo ANA-Protezione Civile
  • la consegna di farmaci a domicilio da parte di CRI
  • la “spesa solidale” a cura di un gruppo di volontari, in collaborazione con le Caritas parrocchiali e il Comune: raccolta di beni alimentari nei supermercati, che poi venivano consegnati a chi ne avesse bisogno
  • la “spesa sospesa” a cura dell'associazione Cento Insieme, che raccoglie molte delle associazioni di volontariato: autotassazione per un fondo da destinare a pagare, in parte o in tutto, la spesa a chi è in difficoltà
  • le visiere realizzate con stampanti 3D e taglio laser per gli operatori sanitari dal gruppo di maker locale “100Makers”
  • le valvole adattabili alle maschere da snorkeling realizzate da laboratori e aziende locali
  • le attività per bambini proposte da tante associazioni e raccolte dalla Fondazione Teatro Borgatti per “intratteniCento” nel canale YouTube del Comune
  • la raccolta fondi “Arte in causa” dell'incubatore VZ19 per l'acquisto di un ecocardiografo palmare da donare all'ospedale di Cento

Amministrazione

La risposta dell'Amministrazione, oltre al supporto a quanto realizzato dalla società civile, si è concentrata nei temi che seguono.

COC

Il Centro Operativo Comunale, già attivo per il periodo del Carnevale, è stato potenziato e allargato.

Raccolta fondi

Il Comune ha promosso una raccolta fondi per gli operatori sanitari che ha raccolto circa € 30.000 da parte dei cittadini, più € 30.000 di contributo dalla locale Cassa di Risparmio di Cento. Le prime spese sono state dedicate all'acquisto di un tunnel di sanificazione per gli automezzi dell'Amministrazione e dei volontari convenzionati, utilizzabile a pagamento anche da privati. Sono state inoltre acquistate macchine sanificatrici per ambienti, donate a varie realtà del territorio che si occupano di anziani, persone con disabilità, accoglienza alla vita.

Bilancio

  • Difficoltà nel capire l'impatto sul bilancio comunale di risparmi per mancate erogazioni di servizi e maggiori spese per l'emergenza. L'ideale sarebbe stato una sorta di rendiconto nel mese di maggio nel quale verificare l'equilibrio del bilancio
  • Partecipazione a tutte le verifiche da parte di IFEL e altri enti per valutare l'impatto previsto e le potenziali necessità di aiuti da parte di Stato e Regione
  • Abbiamo aderito per € 1.500.000 alla possibilità di rimandare le rate in scadenza dei mutui, rateizzandole nei prossimi 10 anni a tasso zero. Questa cifra è disponibile per attività di supporto a cittadini e imprese, per superare l'emergenza e rilanciare l'economia.

Smart working

  • Gli uffici hanno subito lavorato per la riorganizzazione introducendo la possibilità dello smart working appena il Governo l'ha incoraggiato con i propri decreti, rendendolo più semplice e togliendo i limiti di ricorso allo strumento
  • I sistemi informativi hanno supportato il cambiamento, forti dell'application server già in uso da anni nel Comune, che già permetteva una uniformità nell'accesso al proprio spazio di lavoro da tutte le postazioni e dai propri dispositivi
  • si è aderito alla possibilità di finanziamento della Regione Emilia-Romagna per i progetti di smart working, ottenendo un contributo di € 52.500 su un progetto di € 70.000.

Comunicazione

  • Creazione di un'area tematica per il COVID, nella quale ritrovare tutte le informazioni aggiornate
  • Rivisitazione della sezione notizie del sito istituzionale per mantenere il più possibile in primo piano tutte le novità, divise per argomento
  • Cura dei social network per l'invio di comunicazioni veloci e puntuali

Da segnalare in questo punto la posizione in prima linea assunta dal nostro Sindaco, che come molti altri ha utilizzato diffusamente la possibilità di pubblicare video periodici sui social con gli aggiornamenti almeno quotidiani. Questo metodo è stato estremamente apprezzato e ha raggiunto un numero molto consistente di cittadini. Attenzione è stata posta all'aggiornamento parallelo di tutte le fonti istituzionali “tecniche” (sito, pagine social del Comune), in modo da evitare polarizzazioni eccessive sulla persona del primo cittadino. Allo stesso tempo si è cercato di fare attenzione all'accessibilità, sottotitolando il maggior numero di interventi possibile.

Servizi sociali

  • attenzione per le persone fragili, con telefonate per verificare come stessero e anche per solo fare due chiacchiere
  • “Filo di doni”, in collaborazione con le associazioni di volontariato, per uno scambio di doni a distanza fra persone inserite nel “progetto fragilità”, che nello stesso tempo creava piccoli eventi nei quartieri e nei cortili dei palazzi, ammirabili da finestre e balconi, per mantenere vivo il tessuto sociale
  • definizione delle modalità di concessione, organizzazione, stampa e consegna dei buoni pasto del Governo, con attenzione alla privacy e all'equità
  • incremento di € 100.000 delle disponibilità per i servizi sociali per fare fronte a nuove situazioni che sono state portate a conoscenza dei servizi a seguito del lockdown e alle esigenze riguardo alle politiche per l'abitare. Sono stati inoltre bloccati gli sfratti

Scuole, giovani, famiglie

  • incontri in remoto con i ragazzi del Consiglio Comunale delle Ragazze e dei Ragazzi
  • incontri in remoto e attività col Tavolo Adolescenti
  • numero di telefono di ascolto presso il Centro per le Famiglie
  • azzeramento delle rette di nidi e scuole dell'infanzia comunali per il periodo di chiusura
  • azzeramento delle rette dei centri diurni per il periodo di chiusura
  • contributo di € 100.000 alle scuole paritarie convenzionate, per ottenere anche per i loro utenti l'annullamento delle rette per il periodo di chiusura

Cultura

  • La mostra “Emozione Barocca – Il Guercino a Cento”, chiusa forzatamente per l'emergenza, ha aggiunto la possibilità di una visita virtuale, entrando a far parte del progetto “La cultura non si ferma” del MIBACT
  • Il progetto “intratteniCento”, coordinato dalla Fondazione Teatro Borgatti, oltre a coinvolgere le associazioni di volontariato, ha anche condiviso video di produzioni dialettali e per bambini
  • sono stati contattati i rappresentanti delle associazioni beneficiarie del bando per le attività culturali del Comune di Cento, in modo da verificare l'impatto e la reazione all'emergenza dei loro progetti e la possibilità di riorientare alcune delle attività

Imprese

  • stanziamento di 350.000€ per finanziare a fondo perduto con 600€ ciascuna un potenziale gruppo di quasi 600 attività costrette a chiudere per il periodo del lockdown
  • contributo per la tariffa rifiuti per gli esercizi che hanno più costi, come quelli che producono e distribuiscono alimenti
  • consegna di mascherine ai farmacisti, quindi distribuzione di mascherine per la popolazione attraverso gli esercizi commerciali
  • incontri frequenti con le associazioni di categoria per permettere il prima possibile la riapertura in sicurezza, con disponibilità di ampliamento dei dehor per l'aumento o il ristoro dei posti a sedere a distanza regolamentare.
  • sperimentazione di una ulteriore zona a traffico limitato, andando incontro alla richiesta pervenuta dalle attività presenti

Amministrare durante l'emergenza

Il problema della funzionalità della parte “politica” della Pubblica Amministrazione non è stato subito trattato dai decreti che via via si susseguivano. Mentre veniva permesso e incoraggiato il lavoro agile e l'uso delle connessioni digitali, lo stesso non veniva fatto per le riunioni politiche, nel nostro caso giunte, consigli, commissioni consiliari. Per inciso, non era neppure chiaro se gli spostamenti di consiglieri e assessori potessero essere giustificati da “motivate ragioni lavorative”, non trattandosi di rapporti di lavoro. Il DL 73 del 17 Marzo 2020 ha disposto che

i consigli dei comuni, delle province e delle città metropolitane e le giunte comunali, che non abbiano regolamentato modalità di svolgimento delle sedute in videoconferenza, possono riunirsi secondo tali modalità, nel rispetto di criteri di trasparenza e tracciabilità previamente fissati dal presidente del consiglio, ove previsto, o dal sindaco Grazie a questo, si è potuto riprendere a pieno ritmo il lavoro degli organi di indirizzo politico, anche se ciascuno ha dovuto gestire internamente:

  • gli atti con i quali permettere e normare il funzionamento delle assemblee, per quanto riguardava, ad esempio, l'identificazione dei partecipanti e le modalità di espressione del voto
  • la piattaforma su cui incontrarsi, tenendo conto delle necessità di sicurezza e privacy
  • la distinzione fra riunioni segrete, come quelle di giunta, aperte al pubblico, come le commissioni, pubbliche, come i consigli

Definiti questi dettagli, è stato molto utile potersi incontrare, dialogare e deliberare nonostante l'impossibilità di ritrovarsi di persona, con alcuni elementi di accessibilità innovativi, come la possibilità per alcuni di partecipare nonostante avessero alcuni problemi di mobilità, che avrebbero pregiudicato la loro partecipazione agli incontri in presenza.

Il progetto covid19italia.help

Il gruppo di volontari e le organizzazioni con i quali abbiamo realizzato terremotocentroitalia.info, lanciato insieme a Matteo Tempestini e supportato da ActionAid, ha colto la scintilla di una proposta di Maurizio Napolitano, realizzando una nuova piattaforma, covid19italia.help, volta anche questa a raccogliere e condividere segnalazioni e informazioni utili e verificate sull'emergenza. Per la prima volta ci siamo confrontati con un evento di portata nazionale e abbiamo anche varcato i confini italiani, con due spinoff, uno in Portogallo (pt.covid19people.help) e uno in Grecia (www.covid19greece.help).

Il futuro

I temi più importanti, su cui ci si sta concentrando in questo momento, sono:

  • la scuola, sia come organizzazione della ripresa, sia per quanto riguarda la possibilità concessa ai sindaci di fungere da commissari straordinari per l'edilizia scolastica, sia per l'attività in corso da parte di Lepida per la Regione Emilia-Romagna di connessione di tutti i plessi scolastici
  • il mondo del lavoro e delle imprese, cercando di venire incontro alle difficoltà sia con finanziamenti, sia con semplificazioni ed esoneri di tributi, come ad esempio quello relativo all'occupazione di suolo pubblico per i dehor
  • la cultura e lo spettacolo, organizzando eventi diffusi e all'aperto, per evitare assembramenti e rivitalizzare il territorio
 
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from Gippo

Ricordo che mi ero tuffato nel Fediverse qualche mese fa dopo aver letto un post di Kein Pfusch aka Uriel Fanelli. Ne ho riletto uno recentemente in cui dice che non è necessario mettersi a fare concorrenza ai social network principali inseguendo i numeri, anzi, piccolo è bello. E' un'opinone che allo stesso tempo mi lascia perplesso e suscita in me una serie di domande che possono ricondursi e riassumersi tutte in questa: A cosa servono i social network?

Io credo che i social network servono per interagire, talvolta in forma narcisistica o morbosa, talvolta più costruttiva, con una platea di persone affini che abbiano voglia di trattare in modo molto superficiale certi argomenti. Scrivo “molto superficiale” perché ho ben presente il ruolo passato dei forum, i quali sono stati (ahimé, il loro declino è inesorabile a causa dei vari discord + chat di messaggistica varie) lo strumento migliore per approfondire in modo interattivo e quasi professionale certe questioni senza per questo rinunciare anche alla chiacchiera scanzonata (come ben sanno i frequentatori delle sezioni Off-topic).

Però riconosco che il giudizio di superficialità che riservo ai social network non è del tutto colpa loro ma dello spazio che è stato lasciato loro. Mi spiego meglio: a metà del 2020 ormai tutto quello che poteva essere scritto sugli argomenti 'statici' (la storia mondiale, le zucchine, come riparare la bicicletta, come allungare il pene ecc.) è già stato messo su server, pixel nero su pixel bianco, sparso su blog, wiki, forum, siti dedicati, portali Supereva e via discorrendo. Solo il resto, cioè quello che non è statico, cioè il calciomercato, il gossip sui vip, le esternazioni dei politici, l'attualità propinata dall'agenda massonica può essere oggetto di strumenti nuovi o alternativi. Però gli argomenti sopra descritti sono cadùchi, effimeri, leggeri e poco importanti per la loro stessa natura. Una volta che impari come coltivare le zucchine o allungare il pene, beh, quello è per sempre. Se Salvini e Renzi oggi dicono qualcosa non è detto che domani non ne dicano un'altra di segno opposto. Se il Milan vuole comprare Messi, magari domani si scopre che non è vero.

Questo, a lungo andare, dà al social network un senso di inutilità che si estende, oltre che alle altre forme comunicative di internet «socializzate» tipo i blog e i portali di informazione, anche alle persone con cui interagiamo. Cioè, hanno l'effetto opposto: anzichè avvicinarci, ci allontanano per inedia. Ad esempio, mi sono reso conto che, col passare del tempo, anch'io trovo le persone sempre più noiose e meno interessanti. E che il mio problema coi social è proprio questo: è completamente scomparso il senso di curiosità nei confronti degli altri, quello che provavo agli albori di internet, quando leggevo avidamente i post di una ragazza adolescente e mi sembrava di stare lì a spiare il suo diario segreto, con quel misto di scoperta e senso del proibito. Il blog invece è diverso: qui non è importante l'interazione con gli altri ma solo l'espressione personale. In effetti potrebbe essere una forma alternativa di narcisismo allo stato puro ma, pur se è questo il caso, la trovo comunque più accettabile.

Mi rendo conto che la mia non è solo una riflessione sui social network, sui blog, su internet, quanto piuttosto sul rapporto problematico con l'altro-da-sè. Però, come dicono negli editoriali di Donna Moderna? La tecnologia è uno strumento e gli strumenti non sono buoni o cattivi, conta solo come li si utilizza e il coltello può uccidere un uomo o tagliare il pane e bla, bla, bla gne-gne-gne. Quando ero un adolescente, mi ero ripromesso di seguire mai un consiglio che potesse figurare negli editoriali pieni di buonsenso femminile (ossimoro) di Donna Moderna però dai, questa considerazione secondo me è un po' giusta. Ce n'è una di segno opposto che dice che è il media che fa il messaggio. Ma ormai siamo abituati alle considerazioni di segno opposto che sono entrambe valide e vere.

E i terribili colossi del social mainstream? E i big data? Lo ammetto: non mi interessa più di tanto fare battaglie come una singola molecola di sodio in acqua Lete. I loro social sono invivibili e spero che muoiano al più presto con le chat di messaggistica, che siano le loro o quelle di qualcun altro. Ma temo una cosa: il problema alla fin fine potrebbe essere proprio l'essere umano. Personalmente proverò a recuperare il rapporto con il mio prossimo, chissà...

Detto questo, un breve aggiornamento sullo sviluppo della mia visual novel: non ho scritto un cazzo. Anche qui c'è un problema a monte, una questione sospesa che non si vuole sbloccare nella mia vita privata e professionale. Forse le cose cambieranno dal prossimo post.

 
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from Ogura Hyakunin Isshu

Settimo waka degli Hyakunin Isshu (Cento Persone, Una Poesia Ciascuno)

La piana del cielo (Ama no Hara). L'immagine è tratta da Fate/Stay Night Unlimited Blade Works, Episodio 18.

Questa volta abbiamo una Poesia di Abe no Nakamaro 安倍仲麿 / 阿倍仲麻呂 (698-770).

Il tema, secondo me, è il dolore di lasciare la propria terra. Quando guardo la luna qui in Belgio, a volte penso “come sarà, vista dalla mia Italia?” Qui, Abe no Nakamaro sembra chiedersi la stessa cosa, il giorno prima di lasciare casa per un lungo viaggio e periglioso.

天の原 Ama no hara Guardando lontano ふりさけ見れば furisake mireba per la Piana del Cielo 春日なる Kasuga naru vi è Kasuga 三笠の山に Mikasa no yama ni Sul monte di Mikasa 出でし月かも ideshi tsuki kamo sarà la stessa luna?

Mikasa, spiega Antonio Frecentese, è un monte vicino a Nara, capitale dell'Impero e città natale del Poeta; e Kasuga è un Santuario ai piedi di quel monte. Certo tutti luoghi importanti per Nakamaro.

Ancora Fate/Stay Night Unlimited Blade Works, stavolta è Archer nell'Episodio 14.

Anche la traduzione è di Antonio Frecentese.

La musica invece è un mio piccolo Grundgestalt; ancora una volta uso il Poema come input. Arpa, contrabbasso, batteria e percussioni sono gli strumenti che ho scelto. Il risultato si puo' ascoltare su

Vedi anche il mio #noblogo qui.


Una playlist con i miei Grundgestalt ispirati agli Hyakunin Isshu è su

Creato tra il 24 e il 26 giugno 2020.

© Eidon (Eidon@tutanota.com). All rights reserved. desrever sgnorw llA

Fate/Stay Night Unlimited Blade Works, Episodio 18. Ho composto l'immagine a partire da una sequenza di fotogrammi dell'Episodio

 
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from Il blog di Giuseppe

Altro!

Altro che Tumblr, Webnode, WordPress e siti del genere: finalmente ho un mio spazio, senza pubblicità e contenuti sgradevoli! È proprio una bella liberazione: essere su una piattaforma come questa, da un punto di vista pratico ed ideològico, rappresenta una rivincita, uno schiaffo allo strapotere dei siti commerciali, che non fanno altro che profilare gli utenti, rendendoli nulla più che “merce”. Non è questo quello che voglio: mi ribello a queste logiche e a questo sistema. Non accetto più di sottostare a certe logiche, sia in fatto di blog che di social network: io decido cosa pubblicare, chi può vedere o meno quello che scrivo. Adesso guardo ad altro, al nuovo: non voglio più fare parte di questo assurdo teatro, a questa vetrina dell'apparenza ad ogni costo. Non serve assolutamente A NULLA! Altro, è tempo di fare cose nuove! Basta con queste situazioni malgestite, al fare finta di nulla. Basta con il rimanere su Facebook perché “ci sono tutti”, o a partecipare ad un sito o una piattaforma perché c'è l'amico, il conoscente o il parente. Basta pensare a cosa pensano gli altri di me.

Altro. È tempo di cambiamento. Sono giunti tempi nuovi: ho raggiunto questa consapevolezza, e non intendo più piegarmi a certi meccanismi.

Altro. Altro. Altro. Solo questo conta: fare ciò che mi contraddistingue dagli altri, ciò che rispecchia me stesso e le mie idee. Senza cercare chissà che riscontro o apprezzamento.

Altro. Adesso posso.

 
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from Il blog di Giuseppe

Primo post.

È proprio bello trovare tante alternative open source su internet, attente alla privacy e non alla profilazione degli utenti, al solo scopo di creare profitto alle spalle degli utenti. Dovrebbe essere solo un piacere scrivere, o comunque comunicare, senza particolari preoccupazioni. Spero proprio di aver trovato la soluzione migliore per me.

Sono convinto di sì. Adesso è necessario camminare. Posso essere me stesso. Andare avanti con le mie idee. Dimostrare a me stesso che merito di più, rispetto a quanto ho avuto finora. Basta circondarmi di persone “tossiche”, che hanno solo saputo sfruttare la mia bontà per scopi personali. Sono stanco. Mi sono fatto molto male. Sto ancora in parte patendo le conseguenze di come certe persone mi hanno trattato. Ma oggi mi dico che è tempo di finirla, di dare una svolta alla mia vita. Ho avuto il coraggio di fare delle scelte coraggiose, in passato. Che sto portando avanti con tenacia, e che mi auguro di poter continuare per molto tempo. È arrivato il momento di dire a me stesso: “chiudi con il tuo passato e fai pace con esso!”. Sì, fare pace con il passato.

Per molto tempo mi sono dato la colpa di quello che non è andato bene nella mia vita, ho sofferto molto per non aver portato a termine i miei obiettivi, che avevo pianificato più di dieci anni fa. Ho interrotto certe esperienze, mi sono allontanato da certe persone e ne ho incontrate altre. Non è stato un bene, questo. Ora lo so. Ma all'epoca non lo sapevo.

Bene. Non è facile per me, fare i conti con il tempo che è passato. È un continuo riportare fuori sentimenti che credevo fossero superati, morti come tante altre situazioni e persone che si sono succedute nella mia esistenza. Ma oggi posso farlo. Ho raggiunto la giusta considerazione, la comprensione di cosa è accaduto e delle responsabilitá che ci sono state.

Gli errori si pagano. Ma è giunto il tempo di ricominciare.

 
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from Andrea RedS-EM (New Faces)

LA RESISTENZA IMMATERIALE

Continuo la bozza della #teoria partita dal post precedente.

Parto descrivendo a grandi linee quali sono secondo me i compiti che dovrebbe svolgere la classe operaia informatica.

La resistenza che si occupa del campo #immateriale dovrebbe innanzitutto mettere a disposizione le proprie conoscenze per il #BeneComune. La comunità #neorurale dovrebbe mettere a disposizione di queste persone cibo, una casa e la garanzia di vivere una vita dignitosa ma questo non significa poter #consumare illimitatamente in base al proprio capriccio, significa poter vivere #liberi in una #comunità di #pari che svolgono ognuno i propri compiti, garantendo a se stessi e agli altri membri della comunità l'accesso #libero ai frutti del proprio lavoro. Questo è il punto di partenza per pensare di avere una parte della resistenza che si occupa a tempo pieno del campo immateriale della lotta.

Trovare questo tipo di soluzione non è facile per moltissimi di noi. Nel caso la #consapevolezza dei propri mezzi si presenti nel singolo operaio o operaia informatica in tempi in cui sia impossibile cambiare il proprio stile di vita, la #militanza può essere fatta nella materia più consona alle proprie esigenze. Oppure se la vita in una comunità neorurale non sia consona alle esigenze della persona o i propri mezzi permettano l'indipendenza economica allora la militanza può essere svolta nel luogo che si ritiene più opportuno. Il campo immateriale è tutto intorno a noi, annulla lo #spazio e diminuisce il #tempo. La militanza informatica può essere svolta in modalità e luoghi differenti.

Una volta dato vita alla militanza per la resistenza sul campo immateriale, la classe operaia informatica dovrebbe creare delle #PiattaformeCooperative da mettere a disposizione della comunità neorurale. Il cooperativismo di piattaforma da alle persone la possibilità di vivere in comunità di dimensioni diverse con scopi diversi e di autodeterminarsi. Sia il singolo che il gruppo potrebbero far parte della cooperativa e avere le stesse possibilità di gestione. Le piattaforme cooperative devono servire sia come #organizzazione del lavoro, sia come strutture che consentano il #coordinamento e lo #scambio.

Alla base di tutto questo ci sono ovviamente i #dati o i #bigdata se preferite.

La classe operaia informatica dovrebbe lottare sul campo immateriale della #gestione dati a favore della la classe lavoratrice neorurale. Il conflitto sociale non è più tra capitale e lavoro ma tra #informazioni e #lavoro. La creazione di strutture immateriali comuni come le piattaforme cooperative sarebbero uno degli strumenti necessari per combattere questa lotta. Chi possiede i dati possiede il controllo sul lavoro. Una volta che la #classe operaia informatica possiede questo strumento e la capacità di elaborarlo, possiamo dire che il conflitto con il #sistema #capitalista è ristabilito in parità.

Senza questo il conflitto nel mondo materiale è destinato a fallire.

Il possesso dei dati sono alla base della società che verrà. Il capitalismo del controllo descritto da Shoshana Zuboff nel suo libro omonimo, dimostra come il #possesso dei dati e l'#elaborazione di questi saranno lo #strumento con cui il sistema schiaccerà la #libertà personale dei #molti come fine per il bene di #pochi. Dotare la resistenza di questo strumento è fondamentale. I dati e la loro elaborazione permetterebbero alla #resistenza che si occupa del mondo materiale di progredire a grande #velocità, ottimizzando il proprio lavoro e #coordinandosi a distanza con le altre #comunità in tempi molto rapidi. Si potrebbe partecipare all'utilizzo del mercato in maniera #paritaria ai capitalisti, solo che l'utilizzo di questo strumento non avrebbe lo stesso fine egoistico dei capitalisti.

L'utilizzo di cooperative di piattaforma permetterebbe uno #sviluppo diverso delle comunità che ne entrano a far parte. In un sistema di mercato capitalista ogni singola #azienda se la deve cavare da sola vincendo la #concorrenza di tutte le altre singole aziende, mors tua vita mea è la base di questo tipo di sviluppo e di mercato. In un #mercato fatto di cooperative di piattaforma formate da comunità che si basano sui principi di #condivisione e #MutuoAppoggio, ogni singola azienda non entrerebbe in un mercato pieno di #nemici da sconfiggere ma entrerebbe in un mercato pieno di #alleati con cui scambiare informazioni e #svilupparsi più rapidamente per il bene di tutti. Inoltre un #federalismo delle cooperative di piattaforma potrebbe essere anche un modo per utilizzare le risorse economiche in maniera comunitaria (la parte di questa teoria sul tema economico uscirà in un prossimo post quindi ora non approfondisco questo aspetto).

Il conclusione il lavoro che dovrebbe svolgere la classe operaia informatica in questa resistenza 2.0 sarebbe quello di costruire le strutture immateriali che la classe contadina neorurale necessità per il proprio progresso e coordinamento con le altre comunità, in più la difesa, lo stoccaggio e l'elaborazione dei big data a favore della resistenza che cosi si troverebbe ad affrontare il conflitto con il sistema ad armi pari.

Andrea, New Faces, RedS.

 
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from plr

Español (English below):

A inicios de junio se publicó en la Revista Española de Documentación Científica un nuevo artículo: “Actualidad en estudios LibQUAL+®: paradigmas de la biblioteca informativa y social-creadora y cuestión de género como reflejos de la realidad social”. Es uno de los papers que más trabajo tienen detrás. Consiste en 3 estudios Libqual a bibliotecas universitarias de España, Chile y Argentina, con el objetivo de analizar la satisfacción de las personas usuarias sobre los servicios prestados.

Además de analizar los resultados por dimensiones del estándar Libqual (valor afectivo del servicio, la biblioteca como espacio y el control de la información), se lleva a cabo un análisis comparando la satisfacción por géneros.

Aquí está el resumen en español:

Los objetivos del artículo son cuatro: analizar las principales diferencias en torno a las dimensiones mejor valoradas de tres estudios sobre satisfacción de personas usuarias basados en LibQUAL+® llevados a cabo en bibliotecas universitarias de España, Argentina y Chile; analizar las diferencias atendiendo a la variable de género (hombres y mujeres); determinar si las diferencias en cuanto a género son estadísticamente significativas; y discutir y reflexionar sobre los resultados hallados en el ámbito concreto de las bibliotecas como reflejo de la realidad social en general. Los resultados permiten concluir que en España las personas usuarias están menos satisfechas con la dimensión de la biblioteca como espacio, mientras que en Latinoamérica se percibe menor grado de satisfacción también con el control de la información. El mayor grado de satisfacción en todos los estudios se da en el valor afectivo del servicio.

Las mujeres en España muestran menor satisfacción y mayor exigencia que los hombres en el valor afectivo del servicio. Además, se hallaron diferencias estadísticamente significativas en el análisis de las medias por género. En la discusión se ponen en relación los resultados hallados con la literatura existente, definiendo los paradigmas posibles de la biblioteca informativa frente al de la social-creadora y la percepción de la satisfacción por géneros según el contexto social en que se hallan las bibliotecas. La limitación principal del artículo es que se basa en tres estudios concretos; y su principal valor y originalidad, que puede considerarse como punto de partida para futuras investigaciones sobre la cuestión de género en lo que a bibliotecas y los servicios que ofrecen se refiere.

English:

I published a new paper on the journal Revista Española de Documentación Científica: “Current Topics in Libqual+® Studies: The Paradigms of the Informative and the Social-Maker Library and the Gender Issue as Reflections of the Social Reality”. It based on 3 Libqual studies analyzing the users satisfaction of university libraries from Spain, Chile and Argentina.

The analysis is focused on the Libqual dimensions (Service Affect, Library as Place, and Information Control), and in a comparative analysis of the satisfaction by gender.

Here is the abstract in English:

The purposes of this article are four: to analyze the main differences between the best valued dimensions of three studies on users satisfaction based on LibQUAL+® and carried out in university libraries of Spain, Argentina and Chile: to analyze the differences of the gender issue (men and women); to determine whether the differences on gender are statistically significant; and to discuss about the results in the specific field of libraries, as a reflection of the social reality in general. The results show that, in Spain, users are less satisfied with the dimension of the library as a space while in Latin America there is a lower degree of satisfaction about the control of information. The highest degree of satisfaction is found, in all the three studies, in the dimension related with the affective value of the service.

Women in Spain show less satisfaction and a higher demand than men in the affective value of service. In addition, statistically significant differences were found in the analysis of the averages by gender. The results are discussed considering the reviewed literature and two paradigms are defined for libraries: the informative and the social-maker libraries, considering the satisfaction rates by gender as a reflection of the social reality. The main limitation of the article is that it is based on three specific studies. On the other hand, its main value and originality is that it can be considered as a starting point for further research on the gender issue in the field of libraries and their services.

 
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from au'ap

di un albero i suoi rami esplode gemme o cortecce senza trincee, formiche nere più dell'ombra senza elmetti, a strappare un foglio sul cielo di qualcuno un altro albero – arido che crepa il cielo

 
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