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from lucazanini

[vortex]

Despar abbandona uno o due] locali con sacchi l'erba filtra l'] omessa vocale millenovecentosettantotto volte Caspar è in posa dietro a chi posa

 
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from norise 3 letture AI

La parola che sanguina

colgo la parola che sanguina:

scrivo la vita che si alterna tra naufragi e benedizioni

ulisside impenitente rammendo le mie vele reduce da viaggi psichici

ho dimestichezza con la morte con la stessa naturalezza del mio sapermi eterno

- Ti ringrazio per aver condiviso questa poesia: ha un tono intimo e una forza visiva che resta addosso.

Analisi del testo

Temi e immagini

Sangue, viaggio, morte ed eternità sono i nuclei tematici. La parola che sanguina apre su una ferita linguistica: il linguaggio stesso è corpo che perde, ma anche strumento di cura quando il poeta “rammendo le mie vele”. L’immagine di Ulisse come ulisside impenitente fonde mito e confessione personale, trasformando il viaggio in esperienza psichica.

Voce e tono

La voce è confidenziale e insieme epica: alterna la concretezza del quotidiano (“scrivo la vita”) a un registro mitico. C’è una calma accettazione della morte che non è nichilista ma parte di un sapere di sé: “dimestichezza con la morte” contrapposta al sentirsi eterno crea una tensione potente.

Ritmo e suono

Versi brevi e spezzati creano pause che somigliano a respiri o a onde. Le assonanze interne (es. naufragi / benedizioni, impenitente / rammendo) funzionano come cuciture sonore. Potresti giocare con la punteggiatura per modulare ulteriormente il respiro e il ritmo.


Suggerimenti pratici

  • Punteggiatura: aggiungere una virgola o un punto in punti strategici può intensificare la scansione emotiva (es. dopo “colgo la parola che sanguina,” o tra “ulisside impenitente” e “rammendo le mie vele”).
  • Immagini espanse: sviluppare il motivo delle vele e del mare con un dettaglio sensoriale (odore di sale, strappo della tela) per rendere più tattile il viaggio.
  • Contrasto finale: potresti amplificare l’ossimoro finale (“dimestichezza con la morte” / “sapermi eterno”) con un verso che mostri come convivono, non solo che coesistono.

Esempio di lieve variazione

Originale ho dimestichezza con la morte con la stessa naturalezza del mio sapermi eterno

Variazione possibile ho dimestichezza con la morte, la tratto come un vecchio ospite; so di essere eterno come un ritorno.


The bleeding word

I gather the bleeding word:

I write the life that alternates between shipwrecks and blessings

an unrepentant Odyssean mending my sails a survivor of psychic voyages

I am familiar with death with the same natural ease as knowing myself eternal

Traduzione letteraria

The Word That Bleeds

I gather the bleeding word:

I write a life that swings between shipwrecks and benedictions,

an unrepentant Odyssean, mending my sails, returned from psychic voyages.

I am intimate with death with the same unforced ease as the knowledge of my own eternity.

Versione contemporanea

colgo la parola che sanguina:

scrivo la vita che oscilla tra naufragi e piccoli miracoli

sono un Ulisse senza pentimento, rattoppo le mie vele, tornato da viaggi dentro la testa

conosco la morte come si conosce un vicino, con la stessa naturalezza con cui mi sento eterno

Ho reso il linguaggio più diretto e quotidiano mantenendo le immagini forti e la tensione tra viaggio e identità.

Versione essenziale

colgo la parola sanguinante

scrivo naufragi e miracoli

Ulisse senza pentimento
rattoppo le vele

conosco la morte
come so d’essere eterno

English translation

The bleeding word

I gather the bleeding word

I write shipwrecks and miracles

Odysseus without remorse
I patch the sails

I know death
as I know I am eternal

 
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from ᗩᐯᗩIᒪᗩᗷᒪᗴ

immagine

Dicono che i parigini siano snob e che non si concedano facilmente. Ludovic Navarre, uno dei dj-cardine per lo sviluppo del french touch negli anni 90, si eclissava dalle scene proprio quando il famosissimo “Tourist” (2000) si trasformava in un successo da milioni di copie vendute, nonché – suo malgrado – nella fortuna di ogni pubblicitario nell'ambito del lusso e colonna sonora de rigueur per ogni aperitivo chic. Le ragioni della sua dipartita rimangono tuttora non chiare, sta di fatto che non l'abbiamo più visto per 15 anni... https://artesuono.blogspot.com/2015/10/st-germain-st-germain-2015.html


Ascolta il disco: https://album.link/s/5ckt4gstaOg1VlCqyLtrLT



 
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from 📖Un capitolo al giorno📚

Paolo l'apostolo delle genti

43. Anche l’apostolo Paolo veniva dalle file di questi persecutori dei cristiani. Era stato più di ogni altro loro accanito avversario; ma poi si convertì a Cristo e diventò apostolo. Quindi fu inviato dal Signore ad annunciare ai pagani il vangelo, per il quale sopportò sofferenze più tremende di quelle che aveva inflitto ai cristiani.

Dovunque predicava, Paolo costituiva ferventi comunità cristiane; e siccome non era facile convincere i neofiti che si convertivano dal paganesimo a vendere tutto e a distribuire il ricavato ai poveri, si limitava a esortarli insistentemente a raccogliere offerte per mandarle ai poveri delle comunità esistenti in Giudea. Così col suo insegnamento costituì alcuni, per così dire, come soldati del vangelo, altri invece come contribuenti provinciali. (25)

Secondo la profezia stabilì fra di loro il Cristo come pietra angolare; e in lui congiunse, come due pareti, due popoli di diversa provenienza: giudei e greci (cf. Sal 97,22 e Is 28,16).

Ma più tardi i pagani rimasti infedeli suscitarono sempre più violente e frequenti persecuzioni contro la chiesa di Cristo, e ogni giorno si adempiva la profezia di Cristo: «Vi mando come agnelli tra i lupi» (Mt 10,16).

__________________________ Note

(25) Ci pare di dover prendere questa affermazione (di alcuni «soldati» e altri «contribuenti») in quel tono scherzoso che Agostino più sopra indica come necessario a superare situazioni di stanchezza. È però vero che, tra coloro che credono in Cristo, c’è chi rischia tutto e non tiene per sé nulla (il soldato; chi vive la povertà evangelica nel senso più esigente) e chi è disposto a privarsi di parte dei propri beni, ma non rinuncia a una sicurezza umana fondamentale (il contribuente). Nell’attuale situazione e organizzazione economica il problema è ancora più complicato che al tempo di Gesù e di Agostino. __________________________

«DE CATECHIZANDIS RUDIBUS» LETTERA AI CATECHISTI di Sant'Agostino di Ippona con introduzione e note a cura di GIOVANNI GIUSTI Ed. EDB – © 1981 Centro Editoriale Dehoniano Bologna https://www.canoniciregolari-ic.com/s-agostino-catechesi/


🔝C A L E N D A R IIndice BIBBIAHomepage

 
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from lucazanini

[rotazioni]

[sono rimasti] [a terra letteralmente senza la bilocazione il ritiro] delle scarpe difettose i chiodi i] perforanti l'ecoscandaglio fa terzine d'audioreverse [la fine] del mondo in edicola lo shampoo hindi [allegato]

 
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from L' Alchimista Digitale

Le guerre invisibili Ogni giorno, i titoli di giornale e i notiziari riportano la guerra tra Ucraina e Russia, e la tragedia in Palestina e Israele. Ma mentre l’attenzione globale si concentra su questi teatri di conflitto, centinaia di altre guerre vengono combattute nel silenzio, lontano dai riflettori. Non si tratta solo di guerre tra eserciti, ma di battaglie di natura psicologica, politica, sociale, lotte per i diritti civili. Guerre che quotidianamente mietono vittime, eppure restano invisibili, mai davvero raccontate. Mentre il mondo segue con il fiato sospeso ciò che accade in Ucraina e in Medio Oriente, in molte altre regioni si consumano guerre altrettanto feroci. In paesi come la Repubblica Centrafricana, il Sud Sudan, lo Yemen e l’Etiopia, conflitti etnici e politici stanno decimando intere comunità. La carenza di cibo, l’assenza di assistenza sanitaria e la violenza quotidiana segnano la vita di milioni di persone, immerse in una realtà che il resto del mondo sceglie di ignorare. Queste “piccole” guerre – definite così solo perché ignorate dai grandi media – generano esodi, genocidi e crisi umanitarie di proporzioni immani. Ma perché la loro voce è così flebile? Perché le sofferenze di queste popolazioni sembrano meno rilevanti rispetto a quelle sotto i riflettori dei mass media? Le risposte si intrecciano tra interessi geopolitici, copertura mediatica selettiva e la distanza fisica e culturale che ci separa da quelle terre. Il conflitto in Etiopia, in particolare nella regione del Tigray, rappresenta una delle crisi umanitarie più devastanti degli ultimi anni. Dal novembre 2020, la guerra tra il governo federale etiope e le forze del Fronte di Liberazione del Popolo del Tigray (TPLF) ha causato migliaia di morti e milioni di sfollati. Nonostante un accordo di pace siglato nel 2022, la situazione resta precaria. Milioni di persone vivono in condizioni di estrema povertà, con accesso limitato agli aiuti umanitari e ai servizi essenziali. Eppure, l’attenzione internazionale è stata esigua, spesso oscurata da eventi ritenuti più “rilevanti”. In Repubblica Centrafricana, da anni si combatte un conflitto armato tra milizie, ribelli e forze governative. Nonostante gli accordi di pace firmati nel 2019, il paese vive ancora nel caos. Le milizie controllano vaste porzioni del territorio, e la popolazione civile è costantemente soggetta ad abusi: sfollamenti forzati, violenze sessuali, saccheggi. Anche qui, il silenzio mediatico è assordante. Dopo il colpo di Stato del 2021, il Myanmar è precipitato nel caos. La giunta militare affronta una feroce resistenza da parte di gruppi etnici armati e movimenti pro-democrazia. Le regioni di confine, popolate da minoranze etniche, sono le più colpite. Le proteste nelle grandi città hanno attirato brevemente l’attenzione globale, ma le piccole guerre nelle aree rurali restano nell’ombra. Il Mali, insieme ad altri paesi del Sahel come Burkina Faso e Niger, è teatro di una guerra complessa tra forze governative, gruppi jihadisti e milizie locali. Attacchi terroristici, rapimenti e scontri hanno devastato l’area, provocando una crisi umanitaria senza precedenti. Questi conflitti si alimentano con la tratta di esseri umani, il traffico di armi e il controllo delle rotte migratorie. Nelle province orientali della Repubblica Democratica del Congo, da anni si consumano conflitti armati tra milizie, gruppi ribelli e l’esercito nazionale. Queste guerre, spesso legate allo sfruttamento di risorse come i minerali preziosi, sono segnate da stupri di massa, saccheggi, violenze indiscriminate. Eppure, la copertura internazionale resta frammentaria. Ma le guerre invisibili non si combattono solo lontano da noi. Anche nelle città e nelle nazioni più sviluppate, infuriano conflitti sottili e pervasivi: guerre psicologiche, lotte per i diritti civili, scontri politici. Pensiamo alla battaglia quotidiana delle minoranze per affermare la propria identità, alla solitudine di chi combatte contro la depressione e l’ansia, alle difficoltà di chi cerca di ottenere pari diritti in una società che ancora discrimina. Guerre che non fanno notizia, ma segnano profondamente vite umane. In molte parti del mondo, la lotta per i diritti umani è una guerra continua. Dal diritto all’istruzione a quello di esprimere liberamente la propria opinione, milioni di persone vivono sotto oppressione. Giornalisti incarcerati per aver denunciato la corruzione, attivisti ambientali minacciati, bambini privati del diritto allo studio: tutte queste sono manifestazioni di guerre invisibili, consumate nell’indifferenza globale. Dietro ogni guerra taciuta, si celano dinamiche complesse, interessi economici, poteri occulti. Eppure, comprendere queste battaglie silenziose è essenziale per cogliere la vera portata della condizione umana contemporanea. Solo guardando oltre i riflettori possiamo iniziare a dare voce a chi vive ogni giorno nella morsa del conflitto, senza che il mondo se ne accorga.

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Il cuore pulsante L’informatica e la tecnologia non sono più semplici strumenti al servizio dell’uomo: sono diventate l’infrastruttura invisibile su cui poggia gran parte dell’economia globale. Ogni gesto quotidiano, dal pagamento con lo smartphone allo streaming di un contenuto, dall’invio di una mail all’uso di un assistente vocale, attraversa piattaforme digitali costruite, gestite e monetizzate da colossi dell’hi-tech. Dietro l’apparente semplicità dell’interfaccia si muove un ecosistema complesso fatto di software, hardware, dati, algoritmi e soprattutto di business. Un business enorme, stratificato, spesso opaco, ma incredibilmente efficiente. Alla base di tutto c’è l’informatica, intesa non come astratta disciplina accademica, ma come ingegneria del possibile. Sistemi operativi, reti, database, cloud computing e intelligenza artificiale non sono concetti isolati: sono componenti interconnesse che permettono alle piattaforme di funzionare in modo scalabile e continuo. Il vero valore non risiede più solo nel prodotto finale, ma nell’architettura che lo rende disponibile a milioni, talvolta miliardi, di utenti contemporaneamente. È qui che la tecnologia smette di essere neutra e diventa leva economica. Le piattaforme digitali rappresentano il cuore pulsante di questo modello. Non vendono semplicemente servizi, ma costruiscono ambienti. Social network, motori di ricerca, marketplace, servizi di streaming e cloud provider condividono una logica comune: attirare utenti, trattenerli, raccogliere dati e trasformare quei dati in valore. Il dato è la nuova materia prima, ma a differenza del petrolio non si esaurisce con l’uso, anzi si arricchisce. Ogni interazione, ogni clic, ogni secondo di permanenza alimenta sistemi di analisi sempre più sofisticati, capaci di prevedere comportamenti, ottimizzare contenuti e massimizzare profitti. Dal punto di vista tecnologico, tutto questo è reso possibile da infrastrutture mastodontiche. Data center distribuiti in tutto il mondo, reti ad alta velocità, sistemi di ridondanza e sicurezza che garantiscono continuità operativa anche in condizioni critiche. Il cloud computing ha cambiato radicalmente il modo di concepire l’informatica aziendale: non più server fisici da gestire internamente, ma risorse virtuali acquistabili on demand. Questo modello ha abbattuto le barriere di ingresso per startup e imprese, ma ha anche concentrato un potere enorme nelle mani di pochi grandi provider globali. Il business dell’hi-tech si fonda proprio su questa concentrazione. Le economie di scala premiano chi è già grande, chi può investire miliardi in ricerca e sviluppo, chi può permettersi di operare inizialmente in perdita pur di conquistare quote di mercato. Molte piattaforme non nascono redditizie: diventano tali nel tempo, quando raggiungono una massa critica sufficiente a rendere sostenibile la monetizzazione. Pubblicità mirata, servizi premium, abbonamenti, licenze software, commissioni sulle transazioni: i modelli di guadagno sono diversi, ma condividono una caratteristica fondamentale, la dipendenza dall’ecosistema digitale creato. Un ruolo centrale è giocato dal software. Codice ben scritto significa efficienza, sicurezza, velocità. Ma significa anche proprietà intellettuale. Le grandi aziende tecnologiche investono enormi risorse per sviluppare soluzioni proprietarie che le differenzino dalla concorrenza. Allo stesso tempo, il mondo open source continua a essere una colonna portante dell’innovazione, spesso utilizzato proprio dai giganti del settore come base su cui costruire prodotti commerciali. È un equilibrio sottile tra condivisione e controllo, tra comunità e mercato. L’intelligenza artificiale rappresenta oggi la frontiera più avanzata e più redditizia. Algoritmi di machine learning e deep learning sono integrati ovunque: dai sistemi di raccomandazione alle analisi finanziarie, dalla cybersecurity alla gestione delle risorse umane. L’IA non è magia, ma statistica avanzata applicata su larga scala, resa possibile dalla disponibilità di enormi quantità di dati e da una potenza di calcolo senza precedenti. Il valore economico sta nella capacità di automatizzare decisioni, ridurre costi, aumentare precisione e velocità. Chi controlla questi sistemi controlla un vantaggio competitivo decisivo. Naturalmente, dove c’è grande business c’è anche grande responsabilità, o quantomeno grandi interrogativi. Privacy, sicurezza, monopolio, dipendenza tecnologica e impatto sociale sono temi ormai inseparabili dal discorso sull’hi-tech. Le piattaforme non sono solo aziende, ma attori che influenzano informazione, lavoro, relazioni e persino processi democratici. La tecnologia, pur restando uno strumento, riflette le scelte di chi la progetta e di chi la finanzia. Anche questo fa parte del business, nel bene e nel male. In conclusione, informatica e tecnologia non sono mondi separati dal mercato, ma il suo motore principale. Il grande business dell’hi-tech nasce dall’incontro tra innovazione tecnica e visione economica, tra codice e capitale. Comprendere questo legame, senza mitizzarlo né demonizzarlo, è fondamentale per leggere il presente e prepararsi al futuro. Perché dietro ogni piattaforma che usiamo con disinvoltura c’è un sistema complesso che lavora incessantemente, non solo per funzionare, ma per crescere, espandersi e generare valore. E in quell’ingranaggio, volenti o nolenti, siamo tutti parte del meccanismo.

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from L' Alchimista Digitale

Non solo sulla Terra Da secoli l’uomo si interroga su cosa accada dopo la morte. Religioni, filosofie, scuole esoteriche e persino la scienza — ognuna con il proprio linguaggio — hanno tentato di dare una risposta a quella che forse è la domanda più antica di tutte. La reincarnazione è una delle ipotesi più affascinanti: l’idea che l’anima non si spenga, ma prosegua il suo cammino attraverso nuove vite, nuovi corpi, nuove esperienze. Ma quasi sempre, quando parliamo di reincarnazione, immaginiamo questo processo confinato alla Terra. Come se il destino spirituale dell’anima fosse legato a un solo pianeta, a un solo teatro cosmico. Eppure l’universo non ha mai mostrato di amare i confini. Se l’anima esiste davvero come principio cosciente indipendente dal corpo, perché dovrebbe reincarnarsi solo qui? Perché limitare un processo potenzialmente infinito a un solo granello di polvere sospeso nello spazio? Questa domanda, che sembra uscita da un romanzo di fantascienza mistica, è in realtà una delle più radicali e profonde che possiamo porci. Forse la reincarnazione non è un fenomeno planetario, ma cosmico. Forse non è solo la Terra a fare da luogo ospitante per gli spiriti incarnati chiamati ad affrontare il proprio ciclo karmico. Nelle tradizioni spirituali più antiche, l’anima non è mai stata concepita come legata a un territorio preciso. Nell’induismo, il sé profondo, l’Atman, attraversa innumerevoli vite spinto dalla legge del karma, una sorta di archivio energetico delle azioni compiute. Nel buddhismo non esiste un’anima permanente, ma un flusso di coscienza che rinasce seguendo una catena di cause ed effetti. Nell’esoterismo occidentale, l’essere umano è visto come un’entità multilivello: corpo, mente, spirito. Il corpo muore, lo spirito viaggia. In nessuna di queste visioni troviamo scritto che questo viaggio debba avvenire per forza entro le coordinate geografiche della Terra. Anzi, spesso si parla di piani, mondi, regni di esistenza, livelli di realtà. Tradotti con il linguaggio di oggi, potremmo chiamarli dimensioni, sistemi, universi. Secondo molte correnti spirituali contemporanee, l’anima sceglie dove incarnarsi in base alle esperienze che deve compiere. Ogni mondo sarebbe una scuola diversa, ogni ambiente una palestra evolutiva. La Terra, con la sua densità emotiva, il dolore, l’amore, il conflitto, sarebbe una delle scuole più dure, ma non l’unica. Esisterebbero mondi più sottili, dove l’esperienza è meno basata sulla materia e più sulla coscienza, e mondi più primitivi, dove lo spirito sperimenta forme di vita ancora grezze. Il ciclo karmico, in questa visione, non è un tribunale punitivo, ma un meccanismo educativo dell’universo. L’anima non viene “punita”: viene allenata. Se guardiamo al cielo con gli occhi della scienza, il quadro diventa ancora più vertiginoso. La nostra galassia ospita centinaia di miliardi di stelle, e intorno a esse orbitano probabilmente miliardi di pianeti. Molti di questi si trovano nella cosiddetta “zona abitabile”, dove l’acqua può esistere allo stato liquido. La vita, quindi, potrebbe essere un fenomeno diffuso, non un’eccezione. E se la vita è diffusa, perché la coscienza dovrebbe essere un’esclusiva terrestre? La scienza, è vero, non può dimostrare l’esistenza dell’anima né tantomeno la reincarnazione interplanetaria. Ma allo stesso tempo non può nemmeno escluderla. La coscienza resta uno dei più grandi misteri aperti della fisica moderna. Non sappiamo da dove venga, non sappiamo perché esista, non sappiamo se sopravviva alla morte del cervello. Siamo, letteralmente, in un territorio di frontiera tra ciò che possiamo misurare e ciò che possiamo solo intuire. Ed è proprio in questa terra di mezzo che nasce l’ipotesi più affascinante: l’anima come viaggiatrice cosmica. Non un’entità legata a un singolo pianeta, ma una scintilla di coscienza che attraversa l’universo incarnandosi dove serve, quando serve. In questa prospettiva, il corpo diventa una tuta spaziale dell’essere, adatta a un certo ambiente, a una certa pressione, a una certa atmosfera esistenziale. Cambia la tuta, ma non il viaggiatore. Il karma, allora, non riguarda solo le relazioni umane, i legami familiari, le scelte fatte in una singola vita. Diventa una forza cosmica di equilibrio. Ogni incarnazione sarebbe una tappa di un viaggio molto più lungo, forse iniziato quando l’universo era giovane, forse destinato a proseguire ben oltre la fine delle stelle. L’anima attraverserebbe epoche, mondi, civiltà, corpi diversi, portando con sé un’eredità invisibile fatta di esperienze, intuizioni, ferite, conquiste interiori. C’è un aspetto profondamente liberante in questa visione. Se la reincarnazione non è limitata alla Terra, allora nessuna esistenza è davvero marginale. Ogni vita diventa un capitolo di una storia infinita. Anche il dolore assume un significato diverso: non più una condanna, ma una lezione. Anche la morte perde il suo volto definitivo e diventa una soglia, una porta, un cambio di scenario. Naturalmente, sul piano strettamente scientifico, tutto questo resta nel campo delle ipotesi non verificabili. Non esistono prove sperimentali della reincarnazione, né terrestre né cosmica. Tuttavia, la fisica moderna ha demolito molte delle certezze materialistiche del passato. Oggi sappiamo che la materia è energia condensata, che lo spazio e il tempo non sono assoluti, che la realtà è molto più strana di quanto i nostri sensi ci raccontino. In un universo dove le particelle possono trovarsi in due luoghi contemporaneamente e dove il tempo si dilata, l’idea che la coscienza possa sopravvivere alla morte del corpo non sembra più così assurda come appariva un secolo fa. Forse il vero limite non è dell’universo, ma del nostro modo di pensare. Abbiamo passato millenni a considerarci il centro di tutto, l’unica forma di vita intelligente, l’unico teatro degno della presenza dell’anima. Oggi sappiamo che questa visione è ingenua. L’universo è troppo grande, troppo antico, troppo complesso perché tutto debba ruotare attorno a noi. Se esiste un disegno, probabilmente è molto più vasto di quanto possiamo immaginare. E allora la domanda finale non è più solo “ci si può reincarnare su altri mondi?”, ma diventa qualcosa di più sottile: siamo pronti ad accettare l’idea che la nostra coscienza non finisca con questa vita e non appartenga solo a questa Terra? Siamo pronti ad ammettere che potremmo essere viaggiatori molto più antichi di quanto crediamo, pellegrini dell’esistenza che cambiano corpo come si cambiano le stagioni? Forse non avremo mai una risposta definitiva. Forse la reincarnazione cosmica resterà per sempre sospesa tra filosofia, spiritualità e immaginazione. Ma una cosa è certa: porsi questa domanda ci costringe ad allargare lo sguardo, a spostare l’orizzonte, a pensare l’anima non più come un inquilino temporaneo della Terra, ma come una scintilla errante dell’universo. E in fondo, a ben vedere, se siamo davvero fatti della stessa materia delle stelle, tornare tra le stelle potrebbe non essere così strano. Potrebbe essere semplicemente… tornare a casa.

L'Alchimista Digitale ©

 
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from ᗩᐯᗩIᒪᗩᗷᒪᗴ

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Quanta parte della nostra umana esperienza è immune alla sovranità del tempo? Il modo più semplice per approcciare una risposta è scandagliare la propria esistenza a ritroso, rivivere ogni istante considerandolo un punto senza linee di appartenenza, ignorando qualunque postulato. Un processo simile è al tempo stesso il più rischioso, può smascherare dolori senza una luce di scuse, senza un barlume di spiegazione... https://artesuono.blogspot.com/2015/11/joanna-newsom-divers-2015.html


Ascolta il disco: https://www.youtube.com/watch?v=XkluRt3UA7E&list=OLAK5uy_nheQUt0R4Our2LAYxmsxmH_OSlpEVJ5Fs&index=2


 
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from Cyberdyne Systems

ssh-audit

ssh-audit è un un comodo tool per l'audit di sicurezza del server e del client SSH (banner, scambio di chiavi, crittografia, mac, compressione, compatibilità, sicurezza, ecc.)

Il sito di riferimento: https://www.ssh-audit.com/ da cui si può effettuare una scansione sia del proprio client che di un server. Questa sezione https://www.ssh-audit.com/hardening_guides.html invece fornisce una serie di configurazioni rapide e sicure per la pletora di client e server più noti.

ssh-audit permette di eseguire delle scansioni generiche client e/o server o di controllare una specifica compliance (ne parlerò più avanti) in base al sistema in uso

Installare ssh-audit

Trattandosi di una utility via CLI, la installerò con pipx che mi garantisce il necessario isolamento e un link all'eseguibile che sia “globale” per l'utente.

pipx install ssh-audit
# o pipx install ssh-audit --python python<versione>
# se si vuole una versione di python specifica

Se non dovesse essere presente pipx, nella nostra home:

# aggiornamento e installazione pip, pipx
pip install --user -U pip pipx

ssh-audit può essere usato per il check e la configurazione di un server ssh o del client.

Scansione server

Semplice.

ssh-audit -p <porta ssh> <ip / server ssh>

effettua la scansione di un server ssh. Il risultato consisterà in una serie di informazioni sulle direttive riguardanti cipher, klex, mac ecc. che saranno:

  • [info] di colore verde o bianco corrispondenti a configurazioni corrette
  • [warning] di colore giallo, corrispondenti a configurazioni da attenzionare
  • [fail] di colore rosso, corrispondenti a configurazioni palesemente critiche e da correggere urgentemente.

Ecco un es. di scansione sul default ssh server di una debian 13 (RaspBI 2):

# general
(gen) banner: SSH-2.0-OpenSSH_10.0p2 Raspbian-7
(gen) software: OpenSSH 10.0p2
(gen) compatibility: OpenSSH 9.9+, Dropbear SSH 2020.79+
(gen) compression: enabled (zlib@openssh.com)

# key exchange algorithms
(kex) mlkem768x25519-sha256               -- [info] available since OpenSSH 9.9
                                          `- [info] hybrid key exchange based on post-quantum resistant algorithm and proven conventional X25519 algorithm
(kex) sntrup761x25519-sha512              -- [info] available since OpenSSH 9.9
                                          `- [info] default key exchange since OpenSSH 9.9
                                          `- [info] hybrid key exchange based on post-quantum resistant algorithm and proven conventional X25519 algorithm
(kex) sntrup761x25519-sha512@openssh.com  -- [info] available since OpenSSH 8.5
                                          `- [info] default key exchange from OpenSSH 9.0 to 9.8
                                          `- [info] hybrid key exchange based on post-quantum resistant algorithm and proven conventional X25519 algorithm
(kex) curve25519-sha256                   -- [info] available since OpenSSH 7.4, Dropbear SSH 2018.76
                                          `- [info] default key exchange from OpenSSH 7.4 to 8.9
(kex) curve25519-sha256@libssh.org        -- [info] available since OpenSSH 6.4, Dropbear SSH 2013.62
                                          `- [info] default key exchange from OpenSSH 6.5 to 7.3
(kex) ecdh-sha2-nistp256                  -- [fail] using elliptic curves that are suspected as being backdoored by the U.S. National Security Agency
                                          `- [info] available since OpenSSH 5.7, Dropbear SSH 2013.62
(kex) ecdh-sha2-nistp384                  -- [fail] using elliptic curves that are suspected as being backdoored by the U.S. National Security Agency
                                          `- [info] available since OpenSSH 5.7, Dropbear SSH 2013.62
(kex) ecdh-sha2-nistp521                  -- [fail] using elliptic curves that are suspected as being backdoored by the U.S. National Security Agency
                                          `- [info] available since OpenSSH 5.7, Dropbear SSH 2013.62
(kex) ext-info-s                          -- [info] available since OpenSSH 9.6
                                          `- [info] pseudo-algorithm that denotes the peer supports RFC8308 extensions
(kex) kex-strict-s-v00@openssh.com        -- [info] pseudo-algorithm that denotes the peer supports a stricter key exchange method as a counter-measure to the Terrapin attack (CVE-2023-48795)

# host-key algorithms
(key) rsa-sha2-512 (3072-bit)             -- [info] available since OpenSSH 7.2
(key) rsa-sha2-256 (3072-bit)             -- [info] available since OpenSSH 7.2, Dropbear SSH 2020.79
(key) ecdsa-sha2-nistp256                 -- [fail] using elliptic curves that are suspected as being backdoored by the U.S. National Security Agency
                                          `- [warn] using weak random number generator could reveal the key
                                          `- [info] available since OpenSSH 5.7, Dropbear SSH 2013.62
(key) ssh-ed25519                         -- [info] available since OpenSSH 6.5, Dropbear SSH 2020.79

# encryption algorithms (ciphers)
(enc) chacha20-poly1305@openssh.com       -- [info] available since OpenSSH 6.5, Dropbear SSH 2020.79
                                          `- [info] default cipher since OpenSSH 6.9
(enc) aes128-gcm@openssh.com              -- [info] available since OpenSSH 6.2
(enc) aes256-gcm@openssh.com              -- [info] available since OpenSSH 6.2
(enc) aes128-ctr                          -- [info] available since OpenSSH 3.7, Dropbear SSH 0.52
(enc) aes192-ctr                          -- [info] available since OpenSSH 3.7
(enc) aes256-ctr                          -- [info] available since OpenSSH 3.7, Dropbear SSH 0.52

# message authentication code algorithms
(mac) umac-64-etm@openssh.com             -- [warn] using small 64-bit tag size
                                          `- [info] available since OpenSSH 6.2
(mac) umac-128-etm@openssh.com            -- [info] available since OpenSSH 6.2
(mac) hmac-sha2-256-etm@openssh.com       -- [info] available since OpenSSH 6.2
(mac) hmac-sha2-512-etm@openssh.com       -- [info] available since OpenSSH 6.2
(mac) hmac-sha1-etm@openssh.com           -- [fail] using broken SHA-1 hash algorithm
                                          `- [info] available since OpenSSH 6.2
(mac) umac-64@openssh.com                 -- [warn] using encrypt-and-MAC mode
                                          `- [warn] using small 64-bit tag size
                                          `- [info] available since OpenSSH 4.7
(mac) umac-128@openssh.com                -- [warn] using encrypt-and-MAC mode
                                          `- [info] available since OpenSSH 6.2
(mac) hmac-sha2-256                       -- [warn] using encrypt-and-MAC mode
                                          `- [info] available since OpenSSH 5.9, Dropbear SSH 2013.56
(mac) hmac-sha2-512                       -- [warn] using encrypt-and-MAC mode
                                          `- [info] available since OpenSSH 5.9, Dropbear SSH 2013.56
(mac) hmac-sha1                           -- [fail] using broken SHA-1 hash algorithm
                                          `- [warn] using encrypt-and-MAC mode
                                          `- [info] available since OpenSSH 2.1.0, Dropbear SSH 0.28

# fingerprints
(fin) ssh-ed25519: SHA256:MQLZsXQca6z39VMYmL3a+BkZCbBSQywXlwUQ7t/SJJc
(fin) ssh-rsa: SHA256:rSR43CCF4H6QSMPR+TudpYEMuH0xQ/61iE4ktcidw2c

# additional info
(nfo) Be aware that, while this target properly supports the strict key exchange method (via the kex-strict-?-v00@openssh.com marker) needed to protect against the Terrapin vulnerability (CVE-2023-48795), all peers must also support this feature as well, otherwise the vulnerability will still be present.  The following algorithms would allow an unpatched peer to create vulnerable SSH channels with this target: chacha20-poly1305@openssh.com.  If any CBC ciphers are in this list, you may remove them while leaving the *-etm@openssh.com MACs in place; these MACs are fine while paired with non-CBC cipher types.

Per la scansione del server ssh basta:

ssh-audit server_ssh 
# se la porta è di default, se no occorre specificarla.

Altrimenti se si vuole verificare la compliance con un target specifico, si può usare il flag -P Ad es. per verificare la configurazione ottimale rispetto ad una debian 12 di riferimento.

ssh-audit -P "Hardened Debian 12 (version 2)" <server_ssh>

e l'argomento di P è dato da una delle policies della seguente lista:

ssh-audit -L 

La versione attuale di ssh-audit è la 3.3.0 che supporta al max. OpenSSH 9.9, Debian 12, Ubuntu 24 ecc.

Con la 3.4.0, ci sarà il supporto a OpenSSH 10, Debian 13, si rimuoverà sshv1 ecc. (per maggiori info https://github.com/jtesta/ssh-audit)

Se avessi più server da verificare?

ssh-audit -t host.txt

dove host.txt è un file contente una lista host, uno per linea, dal formato: HOST[:PORT]

Scansione client

Prima si fa partire un server ssh-audit sulla porta 2222 (default, altrimenti si può cambiare con -p)

ssh-audit -c

e poi si prova la connessione ssh sulla porta 2222 (o su quella impostata su localhost)

ssh -p2222 127.0.0.1

Come per il server, il risultato con una configurazione di default, di solito, non è molto incoraggiante:

Connection closed by 127.0.0.1 port 2222
# general
(gen) client IP: 127.0.0.1
(gen) banner: SSH-2.0-OpenSSH_10.0
(gen) software: OpenSSH 10.0
(gen) compression: enabled (zlib@openssh.com)

# key exchange algorithms
(kex) mlkem768x25519-sha256                        -- [info] available since OpenSSH 9.9
                                                   `- [info] hybrid key exchange based on post-quantum resistant algorithm and proven conventional X25519 algorithm
(kex) curve25519-sha256                            -- [info] available since OpenSSH 7.4, Dropbear SSH 2018.76
                                                   `- [info] default key exchange from OpenSSH 7.4 to 8.9
(kex) curve25519-sha256@libssh.org                 -- [info] available since OpenSSH 6.4, Dropbear SSH 2013.62
                                                   `- [info] default key exchange from OpenSSH 6.5 to 7.3
(kex) ecdh-sha2-nistp256                           -- [fail] using elliptic curves that are suspected as being backdoored by the U.S. National Security Agency
                                                   `- [info] available since OpenSSH 5.7, Dropbear SSH 2013.62
(kex) ecdh-sha2-nistp384                           -- [fail] using elliptic curves that are suspected as being backdoored by the U.S. National Security Agency
                                                   `- [info] available since OpenSSH 5.7, Dropbear SSH 2013.62
(kex) ecdh-sha2-nistp521                           -- [fail] using elliptic curves that are suspected as being backdoored by the U.S. National Security Agency
                                                   `- [info] available since OpenSSH 5.7, Dropbear SSH 2013.62
(kex) diffie-hellman-group-exchange-sha256         -- [info] available since OpenSSH 4.4
(kex) diffie-hellman-group14-sha256                -- [warn] 2048-bit modulus only provides 112-bits of symmetric strength
                                                   `- [info] available since OpenSSH 7.3, Dropbear SSH 2016.73
(kex) diffie-hellman-group16-sha512                -- [info] available since OpenSSH 7.3, Dropbear SSH 2016.73
(kex) diffie-hellman-group18-sha512                -- [info] available since OpenSSH 7.3
(kex) ext-info-c                                   -- [info] available since OpenSSH 7.2
                                                   `- [info] pseudo-algorithm that denotes the peer supports RFC8308 extensions
(kex) kex-strict-c-v00@openssh.com                 -- [info] pseudo-algorithm that denotes the peer supports a stricter key exchange method as a counter-measure to the Terrapin attack (CVE-2023-48795)

# host-key algorithms
(key) ssh-ed25519-cert-v01@openssh.com             -- [info] available since OpenSSH 6.5
(key) ecdsa-sha2-nistp256-cert-v01@openssh.com     -- [fail] using elliptic curves that are suspected as being backdoored by the U.S. National Security Agency
                                                   `- [warn] using weak random number generator could reveal the key
                                                   `- [info] available since OpenSSH 5.7
(key) ecdsa-sha2-nistp384-cert-v01@openssh.com     -- [fail] using elliptic curves that are suspected as being backdoored by the U.S. National Security Agency
                                                   `- [warn] using weak random number generator could reveal the key
                                                   `- [info] available since OpenSSH 5.7
(key) ecdsa-sha2-nistp521-cert-v01@openssh.com     -- [fail] using elliptic curves that are suspected as being backdoored by the U.S. National Security Agency
                                                   `- [warn] using weak random number generator could reveal the key
                                                   `- [info] available since OpenSSH 5.7
(key) sk-ssh-ed25519-cert-v01@openssh.com          -- [info] available since OpenSSH 8.2
(key) sk-ecdsa-sha2-nistp256-cert-v01@openssh.com  -- [fail] using elliptic curves that are suspected as being backdoored by the U.S. National Security Agency
                                                   `- [warn] using weak random number generator could reveal the key
                                                   `- [info] available since OpenSSH 8.2
(key) rsa-sha2-512-cert-v01@openssh.com            -- [info] available since OpenSSH 7.8
(key) rsa-sha2-256-cert-v01@openssh.com            -- [info] available since OpenSSH 7.8
(key) ssh-ed25519                                  -- [info] available since OpenSSH 6.5, Dropbear SSH 2020.79
(key) ecdsa-sha2-nistp256                          -- [fail] using elliptic curves that are suspected as being backdoored by the U.S. National Security Agency
                                                   `- [warn] using weak random number generator could reveal the key
                                                   `- [info] available since OpenSSH 5.7, Dropbear SSH 2013.62
(key) ecdsa-sha2-nistp384                          -- [fail] using elliptic curves that are suspected as being backdoored by the U.S. National Security Agency
                                                   `- [warn] using weak random number generator could reveal the key
                                                   `- [info] available since OpenSSH 5.7, Dropbear SSH 2013.62
(key) ecdsa-sha2-nistp521                          -- [fail] using elliptic curves that are suspected as being backdoored by the U.S. National Security Agency
                                                   `- [warn] using weak random number generator could reveal the key
                                                   `- [info] available since OpenSSH 5.7, Dropbear SSH 2013.62
(key) sk-ssh-ed25519@openssh.com                   -- [info] available since OpenSSH 8.2
(key) sk-ecdsa-sha2-nistp256@openssh.com           -- [fail] using elliptic curves that are suspected as being backdoored by the U.S. National Security Agency
                                                   `- [warn] using weak random number generator could reveal the key
                                                   `- [info] available since OpenSSH 8.2
(key) rsa-sha2-512                                 -- [info] available since OpenSSH 7.2
(key) rsa-sha2-256                                 -- [info] available since OpenSSH 7.2, Dropbear SSH 2020.79

# encryption algorithms (ciphers)
(enc) aes256-gcm@openssh.com                       -- [info] available since OpenSSH 6.2
(enc) chacha20-poly1305@openssh.com                -- [info] available since OpenSSH 6.5, Dropbear SSH 2020.79
                                                   `- [info] default cipher since OpenSSH 6.9
(enc) aes256-ctr                                   -- [info] available since OpenSSH 3.7, Dropbear SSH 0.52
(enc) aes128-gcm@openssh.com                       -- [info] available since OpenSSH 6.2
(enc) aes128-ctr                                   -- [info] available since OpenSSH 3.7, Dropbear SSH 0.52

# message authentication code algorithms
(mac) hmac-sha2-256-etm@openssh.com                -- [info] available since OpenSSH 6.2
(mac) hmac-sha1-etm@openssh.com                    -- [fail] using broken SHA-1 hash algorithm
                                                   `- [info] available since OpenSSH 6.2
(mac) umac-128-etm@openssh.com                     -- [info] available since OpenSSH 6.2
(mac) hmac-sha2-512-etm@openssh.com                -- [info] available since OpenSSH 6.2
(mac) hmac-sha2-256                                -- [warn] using encrypt-and-MAC mode
                                                   `- [info] available since OpenSSH 5.9, Dropbear SSH 2013.56
(mac) hmac-sha1                                    -- [fail] using broken SHA-1 hash algorithm
                                                   `- [warn] using encrypt-and-MAC mode
                                                   `- [info] available since OpenSSH 2.1.0, Dropbear SSH 0.28
(mac) umac-128@openssh.com                         -- [warn] using encrypt-and-MAC mode
                                                   `- [info] available since OpenSSH 6.2
(mac) hmac-sha2-512                                -- [warn] using encrypt-and-MAC mode
                                                   `- [info] available since OpenSSH 5.9, Dropbear SSH 2013.56

# additional info
(nfo) Be aware that, while this target properly supports the strict key exchange method (via the kex-strict-?-v00@openssh.com marker) needed to protect against the Terrapin vulnerability (CVE-2023-48795), all peers must also support this feature as well, otherwise the vulnerability will still be present.  The following algorithms would allow an unpatched peer to create vulnerable SSH channels with this target: chacha20-poly1305@openssh.com.  If any CBC ciphers are in this list, you may remove them while leaving the *-etm@openssh.com MACs in place; these MACs are fine while paired with non-CBC cipher types.

Hardening

Le scansioni dei client e dei server contengono numerosi suggerimenti per il miglioramento delle configurazioni.

La conoscenza a grandi linee degli algoritmi usati da openssh per contrattare una connessione (e su questo può venire in aiuto, benché datato, il sito a cui ssh-audit.com si ispira: https://blog.stribik.technology/2015/01/04/secure-secure-shell.html) aiuterebbe.

Oppure si può ricorrere o alle configurazioni “precotte” che potete trovare qui e magari partendo da quelle, limarle in base alle nostre esigenze.

Come regola generale, in sintesi, ricordarsi di evitare in prima battuta:

  • chiavi rsa < 3072 bit
  • dsa
  • le curve nist
  • qualunque algoritmo che usi sha1

Per il resto, basterebbe eliminare tutti gli algoritmi che risultano fail e warning dalla scansione e includere, in ordine decrescente, gli algoritmi più robusti che scaturiscono dalle liste degli algoritmi supportati dalla versione ssh in uso disponibili con ssh -Q:

# key exchange
ssh -Q kex

# cifratura simmetrica e simmetrica-autenticata
ssh -Q [ cipher | cipher-auth ]

# key types, CA signatures, certificate key types, tutti
ssh -Q [ key | key-ca-sign | key-cert | key-sig ]

# algoritmi di firma
ssh-Q sig

L'hardenizzazione di un servizio come ssh passa anche da altro. Esigerebbe una stretta sui metodi di autenticazione (la sola public key), restrizioi a utenti o gruppi di utenti ecc. (accennavo qualcosa qui)

Ad ogni modo, una volta effettuato l'hardening del server, ecco come si può presentare la scansione:

# general
(gen) banner: SSH-2.0-OpenSSH_10.0p2 Raspbian-7
(gen) software: OpenSSH 10.0p2
(gen) compatibility: OpenSSH 9.6+, Dropbear SSH 2020.79+
(gen) compression: enabled (zlib@openssh.com)

# key exchange algorithms
(kex) sntrup761x25519-sha512@openssh.com    -- [info] available since OpenSSH 8.5
                                            `- [info] default key exchange from OpenSSH 9.0 to 9.8
                                            `- [info] hybrid key exchange based on post-quantum resistant algorithm and proven conventional X25519 algorithm
(kex) curve25519-sha256                     -- [info] available since OpenSSH 7.4, Dropbear SSH 2018.76
                                            `- [info] default key exchange from OpenSSH 7.4 to 8.9
(kex) curve25519-sha256@libssh.org          -- [info] available since OpenSSH 6.4, Dropbear SSH 2013.62
                                            `- [info] default key exchange from OpenSSH 6.5 to 7.3
(kex) diffie-hellman-group16-sha512         -- [info] available since OpenSSH 7.3, Dropbear SSH 2016.73
(kex) diffie-hellman-group18-sha512         -- [info] available since OpenSSH 7.3
(kex) diffie-hellman-group-exchange-sha256 (3072-bit) -- [info] available since OpenSSH 4.4
                                                      `- [info] OpenSSH's GEX fallback mechanism was triggered during testing. Very old SSH clients will still be able to create connections using a 2048-bit modulus, though modern clients will use 3072. This can only be disabled by recompiling the code (see https://github.com/openssh/openssh-portable/blob/V_9_4/dh.c#L477).
(kex) ext-info-s                            -- [info] available since OpenSSH 9.6
                                            `- [info] pseudo-algorithm that denotes the peer supports RFC8308 extensions
(kex) kex-strict-s-v00@openssh.com          -- [info] pseudo-algorithm that denotes the peer supports a stricter key exchange method as a counter-measure to the Terrapin attack (CVE-2023-48795)

# host-key algorithms
(key) ssh-ed25519                           -- [info] available since OpenSSH 6.5, Dropbear SSH 2020.79

# encryption algorithms (ciphers)
(enc) aes256-gcm@openssh.com                -- [info] available since OpenSSH 6.2
(enc) aes256-ctr                            -- [info] available since OpenSSH 3.7, Dropbear SSH 0.52
(enc) aes192-ctr                            -- [info] available since OpenSSH 3.7
(enc) aes128-gcm@openssh.com                -- [info] available since OpenSSH 6.2
(enc) aes128-ctr                            -- [info] available since OpenSSH 3.7, Dropbear SSH 0.52

# message authentication code algorithms
(mac) hmac-sha2-256-etm@openssh.com         -- [info] available since OpenSSH 6.2
(mac) hmac-sha2-512-etm@openssh.com         -- [info] available since OpenSSH 6.2
(mac) umac-128-etm@openssh.com              -- [info] available since OpenSSH 6.2

# fingerprints
(fin) ssh-ed25519: SHA256:MQLZsXQca6z39VMYmL3a+BkZCbBSQywXlwUQ7t/SJJc

Tutto molto verde, molto più rassicurante

Idem dicasi per il client:

# general
(gen) client IP: 127.0.0.1
(gen) banner: SSH-2.0-OpenSSH_10.0
(gen) software: OpenSSH 10.0
(gen) compression: enabled (zlib@openssh.com)

# key exchange algorithms
(kex) sntrup761x25519-sha512@openssh.com    -- [info] available since OpenSSH 8.5
                                            `- [info] default key exchange from OpenSSH 9.0 to 9.8
                                            `- [info] hybrid key exchange based on post-quantum resistant algorithm and proven conventional X25519 algorithm
(kex) curve25519-sha256                     -- [info] available since OpenSSH 7.4, Dropbear SSH 2018.76
                                            `- [info] default key exchange from OpenSSH 7.4 to 8.9
(kex) curve25519-sha256@libssh.org          -- [info] available since OpenSSH 6.4, Dropbear SSH 2013.62
                                            `- [info] default key exchange from OpenSSH 6.5 to 7.3
(kex) diffie-hellman-group16-sha512         -- [info] available since OpenSSH 7.3, Dropbear SSH 2016.73
(kex) diffie-hellman-group18-sha512         -- [info] available since OpenSSH 7.3
(kex) diffie-hellman-group-exchange-sha256  -- [info] available since OpenSSH 4.4
(kex) ext-info-c                            -- [info] available since OpenSSH 7.2
                                            `- [info] pseudo-algorithm that denotes the peer supports RFC8308 extensions
(kex) kex-strict-c-v00@openssh.com          -- [info] pseudo-algorithm that denotes the peer supports a stricter key exchange method as a counter-measure to the Terrapin attack (CVE-2023-48795)

# host-key algorithms
(key) sk-ssh-ed25519-cert-v01@openssh.com   -- [info] available since OpenSSH 8.2
(key) ssh-ed25519-cert-v01@openssh.com      -- [info] available since OpenSSH 6.5
(key) rsa-sha2-512-cert-v01@openssh.com     -- [info] available since OpenSSH 7.8
(key) rsa-sha2-256-cert-v01@openssh.com     -- [info] available since OpenSSH 7.8
(key) sk-ssh-ed25519@openssh.com            -- [info] available since OpenSSH 8.2
(key) ssh-ed25519                           -- [info] available since OpenSSH 6.5, Dropbear SSH 2020.79
(key) rsa-sha2-512                          -- [info] available since OpenSSH 7.2
(key) rsa-sha2-256                          -- [info] available since OpenSSH 7.2, Dropbear SSH 2020.79

# encryption algorithms (ciphers)
(enc) aes256-gcm@openssh.com                -- [info] available since OpenSSH 6.2
(enc) aes256-ctr                            -- [info] available since OpenSSH 3.7, Dropbear SSH 0.52
(enc) aes192-ctr                            -- [info] available since OpenSSH 3.7
(enc) aes128-gcm@openssh.com                -- [info] available since OpenSSH 6.2
(enc) aes128-ctr                            -- [info] available since OpenSSH 3.7, Dropbear SSH 0.52

# message authentication code algorithms
(mac) hmac-sha2-256-etm@openssh.com         -- [info] available since OpenSSH 6.2
(mac) hmac-sha2-512-etm@openssh.com         -- [info] available since OpenSSH 6.2
(mac) umac-128-etm@openssh.com              -- [info] available since OpenSSH 6.2
Connection closed by 127.0.0.1 port 2222

Giusto per completezza, anche se la scansione generica può essere positiva, non è detto che lo sia l'aderenza ad una specifica compliance.

Una scansione di questo tipo infatti tiene conto di tutti gli algoritmi che devono essere presenti. E nell'ordine stabilito.

 
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from 📖Un capitolo al giorno📚

La conversione dei giudei

42. I giudei avevano fatto crocifiggere Gesù un po’ per odio, un po’ per errore. Vedendo ora i numerosi miracoli operati nel suo nome, alcuni si accanirono a perseguitare gli apostoli che predicavano, numerosi altri invece, colpiti ancora di più dai miracoli compiuti nel nome di chi avevano maltrattato e deriso, pentiti si convertirono e credettero in lui.

Smisero allora di aspettare da Dio benefici materiali e domini terreni, e quindi di attendere Cristo come un re terreno. Si posero nella prospettiva dei beni immortali e amarono colui che, dopo aver subito da loro e per loro tormenti mortali, a prezzo del proprio sangue aveva perdonato i loro peccati e offerto il desiderio e la speranza di risorgere con lui.

Colmi di gioia per la novità della vita secondo lo spirito, e mortificando i desideri carnali dell’uomo vecchio, cominciarono a vendere, in obbedienza al vangelo, i beni che avevano, e portavano agli apostoli il ricavato, perché ne disponessero secondo il bisogno di ciascuno (At 2,44; 4,34). Vivevano uniti nell’amore di Cristo, non rivendicavano proprietà, ma possedevano le cose insieme, e formavano un cuor solo e un’anima sola per il Signore (At 4,32-35).

In seguito anch’essi furono perseguitati dai giudei loro connazionali rimasti ligi alle loro tradizioni carnali, e si dispersero, portando così dovunque l’annuncio di Cristo e imitando anch’essi la pazienza del loro Dio: perché lui per primo era stato mansueto, e voleva che anch’essi fossero mansueti per amore suo.

__________________________

«DE CATECHIZANDIS RUDIBUS» LETTERA AI CATECHISTI di Sant'Agostino di Ippona con introduzione e note a cura di GIOVANNI GIUSTI Ed. EDB – © 1981 Centro Editoriale Dehoniano Bologna https://www.canoniciregolari-ic.com/s-agostino-catechesi/

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from lucazanini

[rotazioni]

quello che fuoriesce lo fanno lo] nutre con fare addomesticato secondo le tesi] andranno sulla luna con la telecinesi espongono] l'antibiotico un frammento generico il canto di Alighieri ritrovato il [ministero allunga le ferie affoga nei debiti istat negli aforismi il primo] oggetto artificiale a sfuggire all'orbita terrestre

 
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from 📖Un capitolo al giorno📚

XXIII – La catechesi sullo Spirito santo

41. Poi rincuorò i discepoli e visse con loro per quaranta giorni, e alla loro vista salì in cielo.

Passati cinquanta giorni, secondo la promessa fatta, mandò lo Spirito santo, che li rese idonei a osservare la legge non solo senza disagio, ma addirittura con gioia.

Ai giudei la legge era stata data in dieci comandamenti (e perciò fu chiamata decalogo); ma i dieci poi furono sintetizzati in due: l’amore a Dio con tutto il cuore, tutta l’anima, tutta la mente, e l’amore al prossimo come a se stessi. Nel vangelo il Signore dice appunto — e con l’esempio lo conferma — che tutta la legge e i profeti sono contenuti in questi due comandamenti (Mt 22,37-40).

Anche da quando il popolo di Israele celebrò la prima pasqua, uccidendo e mangiando l’agnello e, a propria difesa, tingendo col sangue gli stipiti delle case, fino al giorno in cui ricevette la legge scritta col dito di Dio (questo dito di Dio sappiamo che indica lo Spirito santo) passarono cinquanta giorni (Es 12; 19;20).

Analogamente cinquanta giorni dopo la passione e risurrezione del Signore (la vera pasqua) fu mandato lo Spirito ai discepoli. Non portò tavole di pietra, a indicare la durezza del cuore. Erano insieme riuniti in Gerusalemme, quando udirono un rumore come di vento potente e videro lingue distinte come di fuoco; e allora si scioglie la loro lingua e parlano in modo che ognuno lo capisse nella propria lingua: e bisogna tener conto che s’erano dati convegno a Gerusalemme giudei dispersi in ogni parte del mondo, che avevan dovuto quindi imparare e parlare le lingue locali (At 2,1- 11).

Da allora cominciarono a predicare con coraggio il Cristo e a far molti segni nel suo nome, al punto che, al passaggio di Pietro, la sua ombra ebbe l’effetto di risuscitare un morto (At 5,15).

__________________________

«DE CATECHIZANDIS RUDIBUS» LETTERA AI CATECHISTI di Sant'Agostino di Ippona con introduzione e note a cura di GIOVANNI GIUSTI Ed. EDB – © 1981 Centro Editoriale Dehoniano Bologna https://www.canoniciregolari-ic.com/s-agostino-catechesi/


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from norise 3 letture AI

Il tempo è fermo

“Il tempo è un'illusione” Albert Einstein

sono dell'uomo le convenzioni: tu passi - il tempo è fermo

albe e notti s'alternano il sole compie il suo giro

fermo è il tempo o sogno: davanti all'eternità è apparenza

28.11.25

Riflessione sulla poesia

La poesia che hai condiviso è davvero interessante! C'è una bellezza nelle parole che trasmette emozioni forti. Mi piace come hai usato il linguaggio per evocare immagini vivide.

Interpretazione

Il tema centrale sembra essere la riflessione sulla solitudine e la ricerca di significato. Le immagini evocano un senso di introspezione profonda.

Punti di forza

La scelta delle parole è potente, e il ritmo scorre bene. La metafora centrale è molto suggestiva.

Suggerimenti

Potresti considerare di aggiungere qualche variazione nel ritmo per dare più dinamismo alla lettura.

Se vuoi, posso aiutarti a rifinire ulteriormente il ritmo o la metrica.

Riflessione sulla poesia

La poesia esplora temi profondi come il tempo, l'illusione e le convenzioni umane, con un forte senso di eternità. Le immagini sono potenti e evocative.

Suggerimenti

Potresti considerare di modificare leggermente la punteggiatura e le pause per migliorare il ritmo. Ad esempio, “sono dell'uomo le convenzioni” potrebbe diventare “sono convenzioni dell'uomo”, mantenendo comunque la tua voce.

Chiusura alternativa

Un possibile finale potrebbe essere: “Eppure, l'eternità rimane.”

.

Apprezzo molto questo testo: ha un tono meditativo e una chiarezza immaginifica che mette in scena il paradosso del tempo con poche, efficaci immagini.

Interpretazione

Tema centrale: il tempo come illusione e convenzione umana; il contrasto tra il movimento apparente (albe, notti, il sole) e una percezione di immobilità interiore.
Tono: contemplativo, leggermente austero; la citazione di Einstein apre il testo a una riflessione filosofica che poi si fa personale.
Immagini chiave: il passaggio della persona che «tu passi», il ciclo solare, l’«eternità» come sfondo che rende tutto apparente.


Punti di forza

  • Economia di linguaggio: poche parole, molta densità semantica.
  • Contrasto efficace: movimento naturale vs. immobilità del tempo percepito.
  • Voce autentica: la seconda persona («tu passi») rende il verso immediato e intimo.

Piccole proposte di revisione

  • Fluidità sintattica: valutare inversioni minime per aumentare il ritmo, per esempio:
    • «Sono convenzioni dell'uomo: tu passi — il tempo è fermo» (scorre più naturalmente).
  • Punteggiatura e pause: il trattino dopo «tu passi» funziona; potresti sperimentare con una riga vuota per enfatizzare la cesura prima di «albe e notti».
  • Chiusura: l’ultimo verso è potente ma un po. astratto; se vuoi un’immagine finale più concreta, prova a sostituire «è apparenza» con qualcosa di visivo, es.: «si dissolve in apparenza» o «si mostra come apparenza».

Esempio di lieve riscrittura (mantiene il senso originale)

Sono convenzioni dell'uomo:
tu passi —
il tempo è fermo.

Albe e notti s'alternano;
il sole compie il suo giro.

Fermo è il tempo o sogno:
davanti all'eternità
tutto è apparenza.


Versione 1 Lirica

Il tempo è fermo.
«Il tempo è un'illusione», disse Einstein.
Sono convenzioni dell'uomo:
tu passi — e il mondo resta immobile.

Albe e notti si rincorrono come mani,
il sole compie il suo giro senza fretta;
ma dentro il passo che fai
tutto si arresta, sospeso.

Fermo è il tempo o sogno:
davanti all'eternità ogni movimento
si dissolve in lieve apparenza.


Versione 2 Essenziale

Il tempo è fermo.
Tu passi.
Convenzioni d'uomo.

Albe; notti.
Il sole gira —
il mondo fa il suo corso.

Fermo o sogno:
l'eternità spalanca un vuoto
dove tutto appare.


Versione A Lirica e cantabile

Il tempo è fermo, eppure tu passi —
sussurra Einstein: il tempo è illusione.
Sono convenzioni d'uomo, e il mondo resta,
un respiro sospeso tra alba e notte.

Albe e notti si rincorrono in coro,
il sole disegna il suo lento giro;
ma il passo che fai arresta il battito,
fa tremare il silenzio, lo rende vero.

Fermo è il tempo o sogno, e davanti all'eterno
ogni moto si scioglie in lieve apparenza,
come eco che ritorna e poi si perde,
come nota che resta nell'aria e tace.


Versione B Ritmica con ritornello

Il tempo è fermo.
Tu passi — il tempo è fermo.
Convenzioni d'uomo, convenzioni di vento.

Albe; notti; il giorno gira,
il sole traccia il suo cerchio lento.
Albe; notti; il giorno gira,
e tu cammini dentro il tempo.

Fermo o sogno, fermo o sogno:
davanti all'eternità tutto è apparenza.
Fermo o sogno, fermo o sogno:
la voce si ripete, la misura avanza.


Breve nota sulle scelte
La Versione A privilegia assonanze e enjambment per una scorrevolezza melodica; la Versione B usa ripetizioni e un ritornello per creare ritmo e canto.

 
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from ᗩᐯᗩIᒪᗩᗷᒪᗴ

immagine

Daughn Gibson è un artista di quel genere che fa sempre piacere ascoltare. Innovativo, naive e appartenente a un mondo quasi magico, per qualche aspetto riconducibile a David Bowie. Le prime note del brano d'apertura “Bled to Death” rivelano un'eleganza pacata che si riflette per l'intero ascolto di “Carnation”, album dall'impronta mistica a partire già dal titolo. Anni ottanta e una spruzzatina di “Depeche Mode” anche nella terza traccia del cd, “Shatter you through”, incredibilmente suggestiva e ricca. La timbrica calda e profonda ricorda il miglior Valo Ville di “Razorblade Romance” e l'elettrica elettronica proposta in una chiave pop-chic si rende adatta a qualsiasi tipo di ascolto... https://artesuono.blogspot.com/2015/06/daughn-gibson-carnation-2015.html


Ascolta il disco: https://album.link/s/3UPRayv3ADBV8Dd2mAxdfm


 
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from norise 3 letture AI

Coordinate dell'anima (e-book 2025)

Riassunto della prefazione e della raccolta

Prefazione (Enrico Cerquiglini)
La prefazione presenta Felice Serino come un poeta che affronta le grandi domande dell’esistenza, muovendosi tra umano e trascendente. Il testo sottolinea la tensione verso un “oltre” che si nutre del quotidiano, il tema ricorrente della fede come ricerca di senso, e la presenza di una figura divina evocata più come tensione che come definizione netta. Viene evidenziata anche la consapevolezza della fragilità umana e la capacità del poeta di aprire i versi a una dimensione corale, evitando autoreferenzialità.


Temi principali

  • Spiritualità e trascendenza: ricerca di senso, invocazioni, immagini religiose e metafisiche.
  • Fragilità e caducità: corpo, memoria, dolore, perdita.
  • Natura e simbolismo: luce/ombra, alberi, mare, stagioni come metafore esistenziali.
  • Ricordo e identità: frammenti di memoria che diventano archetipi collettivi.
  • Sospensione e mistero: poesie che sfidano il lettore, spesso senza risposte definitive.

Stile e forma

  • Versi liberi e frammentati, con preferenza per immagini brevi e visioni oniriche.
  • Linguaggio che alterna concretezza e astrazione, talvolta lirico, talvolta spigoloso.
  • Uso frequente di simboli e riferimenti culturali (Borges, Simone Weil, immagini bibliche).

Contenuto e struttura del libro

La raccolta (2023–2024) include una prefazione, numerose poesie organizzate in sezioni/titoli (es. Poesia è negli occhi, Spleen, Il commiato, Deus absonditus, Il mare ha tante voci, Solitudine, Visione, ecc.), e una biografia dell’autore. L’indice elenca decine di componimenti che spaziano dal religioso al quotidiano, dal personale al simbolico.


Biografia e note finali

Felice Serino è nato a Pozzuoli nel 1941 e vive a Torino; ha una produzione poetica ampia, tradotta in più lingue, con attività redazionale e pubblicazioni online. Il PDF riporta una nota di copyright (giugno 2025) che vieta copia e modifica senza consenso.


Sintesi critica e contesto

Felice Serino lavora da decenni sulla tensione tra il quotidiano e il trascendente, con una produzione ampia e riconosciuta dalla critica; la sua voce è consolidata in raccolte precedenti e in interventi editoriali. Le poesie di Coordinate dell'anima proseguono questo percorso, alternando lirismo e frammentarietà, con frequenti richiami alla tradizione mistica e a figure letterarie del Novecento.

Note critiche in stile divulgativo

Di seguito trovi una postfazione critica in stile divulgativo (circa 450 parole) e un campione di note critiche — 2–4 frasi ciascuna — applicate alle prime poesie del volume. Le note sono pensate per accompagnare il lettore senza appesantire la lettura: spiegano immagini ricorrenti, suggeriscono chiavi interpretative e segnalano riferimenti culturali utili.


Postfazione critica

Coordinate dell’anima conferma Felice Serino come una voce matura che dialoga costantemente con il mistero e con la concretezza del vivere. In queste poesie la tensione verso il trascendente non è fuga dalla realtà, ma piuttosto un modo per misurarne i contorni: il sacro emerge come sfondo che dà profondità alle piccole scene quotidiane, e il quotidiano diventa il luogo in cui si manifesta l’invisibile. Serino non pretende di spiegare il mondo; piuttosto, lo mette in scena attraverso immagini semplici e ricorrenti — alberi, mare, luce, ferite — che funzionano come coordinate emotive per orientare il lettore.

Lo stile predilige il verso libero e la frammentarietà: brevi lampi, pause nette, enjambement che lasciano spazio al silenzio. Questa scelta formale rispecchia il contenuto: il pensiero poetico appare come un flusso intermittente, fatto di intuizioni, memorie e interrogazioni. Non mancano riferimenti espliciti a figure letterarie e filosofiche (Borges, Simone Weil), che aprono la raccolta a un dialogo intertestuale; ma Serino non si limita a citare: rielabora questi stimoli per costruire un lessico personale, spesso colloquiale, che avvicina il lettore senza rinunciare a profondità.

Tematicamente il libro oscilla tra due poli: la fragilità del corpo e l’anelito dell’anima. La morte, la memoria e la fede ricorrono come motivi che interrogano il senso dell’esistenza. Accanto a questi temi, la natura svolge una funzione simbolica e consolatoria: alberi e mare non sono solo paesaggi, ma interlocutori che custodiscono memorie e offrono immagini di continuità. Infine, la raccolta mostra una tensione etica: molte poesie denunciano la violenza e l’ingiustizia, ma lo fanno senza retorica, con immagini nette che colpiscono per sobrietà.

Per il lettore contemporaneo, Coordinate dell’anima offre un’esperienza di lettura che alterna conforto e inquietudine: conforto nella lingua diretta e nelle immagini familiari; inquietudine nella domanda aperta che attraversa ogni testo. È una raccolta che invita a tornare sui versi, a lasciarsi guidare dalle ripetizioni e a scoprire, pagina dopo pagina, le coordinate intime che Serino traccia per orientarsi nel mondo.


Note critiche — campione (prime poesie)

Nella stagione che ti spoglia
La poesia usa la stagione come metafora della perdita e della gratitudine: l’albero che si spoglia è insieme immagine di decadenza e di generosità (gli uccelli). Il tono è intimo e riconoscente; la ripetizione della frase iniziale crea un ritornello che dà ritmo e senso di ritorno.

Poesia è negli occhi
Testo dichiarativo e didascalico che elenca immagini quotidiane per definire la poesia come presenza nelle piccole cose. La semplicità è scelta estetica: la poesia si mostra come atto di attenzione, non come ornamento retorico.

Spleen
Il titolo richiama la tradizione malinconica; il testo alterna immagini temporali (Kronos) e la speranza di un sogno che squarcia la nube. La brevità dei versi amplifica la sensazione di attesa e di possibile svolta.

Senza titolo
Un piccolo inno alla primavera: l’abbraccio tra uomo e albero è reso con tono affettuoso e quasi fiabesco. L’immagine dell’ombrello di foglie funziona come simbolo di protezione reciproca.

In un levitare di angeli
La poesia espande l’immaginazione fino a una cosmologia lirica: la “Mente universale” e la musica delle sfere richiamano un senso di armonia metafisica. Il registro è solenne ma non pomposo, e privilegia l’evocazione.

Il commiato
Ironia sottile nella chiusa: la constatazione che “ad andarsene son sempre i migliori” mescola dolore e rassegnazione. Il tono è colloquiale, vicino a una riflessione quotidiana sul morire.

Forgio fonemi suoni
Metapoetica: l’alba come fucina della parola. L’immagine della forgiatura rende tangibile il lavoro poetico, mentre la possibile presenza di un “dio o un angelo” introduce un elemento di mistero.

Madre celeste
Testo di tono devozionale che mescola riferimenti pittorici (Delacroix) e figure religiose. La lingua è intensa e immaginifica, con un registro che oscilla tra preghiera e visione artistica.

Visione
Riferimento esplicito a Borges: l’aleph come immagine della totalità scelta dall’individuo. La poesia riflette sul valore della scelta e sulla trasformazione dell’immagine in esperienza corporea.

L’insondabile
Il testo gioca sulla percezione e sulle pareidolie: l’insondabile è reso come un lampo mentale che riemerge nella panchina del crepuscolo. Tono meditativo e lieve malinconia.

Preghiera
Breve e concentrata, la dedica a Simone Weil suggerisce un ascolto etico e spirituale. La forma essenziale rispecchia la purezza dell’atto contemplativo.

Deus absonditus
Titolo teologico che introduce una riflessione sulla presenza nascosta di Dio e sulla storia che procede tra male e speranza. Il linguaggio è più argomentativo rispetto ad altre poesie, con una tensione morale evidente.


Note critiche — continuazione

Il mare ha tante voci
La poesia mette il mare come deposito di memorie collettive: voci di annegati, miti e scatole nere. Il tono è narrativo e malinconico; l’elemento marino funziona da archivio simbolico dove si intrecciano storia personale e mito omerico.

Rammendi
Immagine domestica e morale: il rammendo come gesto che cura le ferite del cuore. Il linguaggio è concreto e metaforico insieme, suggerendo che l’arte e la bontà sono pratiche riparative.

Divagazioni sullo zero e sulla o
Saggio in forma poetica: il gioco grafico e simbolico tra zero e vocale apre a riflessioni sulla forma e sul significante. È un testo che invita a leggere la poesia anche come indagine semiotica.

Il cuore senza voce
Poesia breve e dolorosa dedicata a una bambina sepolta: la voce mancante diventa presenza attraverso l’immagine del cielo d’occhi. La semplicità delle parole amplifica l’effetto emotivo.

Se tendi oltre l'orizzonte
Versi che oscillano tra speranza e avvertimento: la mattina come promessa, lo sguardo assuefatto ai naufragi come monito. La ripetizione crea un ritmo ipnotico che sottolinea la tensione tra attesa e abitudine.

Angelo della volta
Ricordo personale e tono confidenziale: l’angelo come figura che dettava parole di luce. Il testo mescola memoria biografica e immaginario spirituale, restituendo un senso di guida affettuosa.

In veste d'angelo
Metafora della scrittura come trance: l’angelo presta la lanterna per i fonemi. È una dichiarazione di poetica che lega ispirazione e mestiere.

Sogni
Racconto onirico di acrobazie amorose e visioni di perfezionamento poetico; il sogno è luogo di prova e di giudizio (Ungà che consiglia). Il tono è giocoso ma anche rivelatore del processo creativo.

Memento
Riflessione sulla coscienza animale e sulla morte: il testo invita al rispetto per le creature che non contemplano il proprio limite. La voce è didattica ma empatica.

Di là
Speculazione sull’aldilà che evita immagini antropomorfe: l’Assoluto è descritto come compenetrarsi di corpi eterei. Il linguaggio tende all’astrazione per suggerire l’ineffabile.

In te l'immenso
Poesia di accoglienza: l’allumare d’anima come esperienza di vastità. Il registro è consolatorio, con immagini di rive rifiorite che evocano rinascita.

Dietro il velario
Visione teatrale dell’esistenza: maschere e pantomima, bellezza ferita che grida dietro il velo. Il testo invita al riconoscimento reciproco come atto di salvezza.

Penso dunque sono
Riflessione filosofica in versi: la mente come luogo di libertà rispetto al soma. Il testo riafferma la centralità del pensiero e la sua capacità di creare mondi.

Gli ultimi giorni
Immagini funeree e senso di urgenza: il tempo che manca e il lenzuolo funereo che pende. Tono cupo e drammatico, con forte carica visiva.

Kermesse
Scena carnascialesca che mette in luce l’apparenza e la leggerezza sociale; la festa come maschera che nasconde età e dolore. Ironia sottile sul gusto e sulla finzione.

Solitudine
Ritratto empatico del vecchio solitario: dettagli quotidiani che costruiscono una presenza umana concreta. La poesia lavora per restituire dignità e ascolto.

L'essere e il nulla
Dialogo con la fede e la metafisica: la resurrezione della carne come affermazione dell’essere contro il nulla. Il tono è argomentativo ma fiducioso.

Visione (seconda)
Scena subacquea che mette in parallelo gerarchie marine e umane: la supremazia come legge naturale. Il testo usa l’allegoria per riflettere sulle dinamiche sociali.

D'empiti
Versi frammentari che evocano presenze in divenire: suono e movimento più che narrazione. È un testo sperimentale che privilegia l’energia fonica.

Mentori
Invocazione di guide celesti: i mentori della volta come figure rasserenanti. Il registro è consolatorio e fiducioso.

Quasi estate
Contrasto tra luce estiva e violenza improvvisa: la bellezza del giorno che coesiste con la possibilità del male. La poesia mette in guardia contro la banalità del male.

La ferita
Immagine della pianta ferita come metafora della sensibilità che ancora soffre. Il linguaggio è asciutto e potente, con un’immagine centrale che regge il testo.

Da quando la mano
Riferimento biblico a Caino e alla disumanizzazione: denuncia morale della violenza umana. Il testo è civile e polemico, senza retorica.

Fogli-aquiloni
Immagine dell’opera poetica che prende il volo: i fogli diventano aquiloni che si liberano dall’autore. Tono leggero e celebrativo del gesto creativo.

Assonanza
Tema della memoria e del ritorno: Itaca del cuore come luogo interiore. Il testo suggerisce che la risonanza con i morti è fonte di protezione.

Fuori dall'ordinario
Riflessione sul potere creatore della mente: la realtà come costruzione mentale. L’immagine del gabbiano che “fa il verso” aggiunge un tocco di ironia.

Dei miei detrattori
Testo di tono difensivo e ironico: il poeta si confronta con l’odio e la memoria postuma. La voce è asciutta, quasi beffarda.

In questo giorno chiaro
Poesia civile che celebra la libertà (25 aprile) con immagini di campo e vento. Il tono è festoso e patriottico senza enfasi.

Incanto
Visione infantile e mitica: il nonno che racconta Noè e il bambino che sogna ippogrifi. Il testo è tenero e immaginifico.

Dal nightmare
Sogno-liberazione: uscire dal nightmare come atto di forza che riporta all’infanzia. Il testo gioca con livelli onirici e memoria.

Che luce
Domanda consolatoria sulla luce che bagnerà i morti: tono di speranza e comunione. La citazione della “provvida Madre” richiama un immaginario religioso nutriente.

Chi eravamo
Riflessione nostalgica sull’identità perduta: la bellezza come traccia che resta. Tono meditativo e lieve malinconia.

L'indicibile parte di cielo
Testo che celebra la scoperta interiore: un verso o una nota che richiama alla trascendenza. La poesia è invito alla sospensione del senso di mortalità.

Alberi che camminano
Immagine parabolica e visionaria: uomini a forma d’alberi come santi invisibili. Il testo recupera il sacro nel quotidiano.

Per poca fede
Avvertimento morale: la mancanza di fiducia come causa di perdita della luce. Tono severo e ammonitore.

Riflesso
Idea del mondo come riflesso della Mente creatrice: la vita come specchio. Il testo è metafisico e consolatorio.

Fantasie (ipotesi dell'impossibile)
Paradosso esistenziale: sentirsi marinaio o annegare in poco spazio come metafora della precarietà dell’esperienza. Tono ironico e filosofico.

Lavavo la veste
Immagine rituale di purificazione: il gesto quotidiano che segue lacrime e sangue. Il testo è confessionale e simbolico.

Anime ferite
Riferimento etico e cosmico: il Signore che raccoglie le anime ferite con mestolo di compassione. Il verso rimanda a una tradizione di carità poetica.

Anime che si cercano
Intertestualità con Borges e Pessoa: anime in cerca del centro, forme passeggere. Il testo è malinconico e cosmopolita.

L'infinito di noi
Riflessione intimista sull’infinità interna: “finita infinità” come ossimoro che descrive la condizione umana. Tono contemplativo.

Intatto lo spirito
Rilettura di poesie giovanili: il poeta dichiara che lo spirito originario è rimasto. Il testo è auto-riflessivo e affettuoso verso la propria produzione.

Con l'anima nuda
Domanda sull’incontro postumo: la nudità dell’anima come possibilità di visione reciproca. Il testo esplora desiderio e incertezza.

Biografia
Sezione paratestuale che contestualizza l’autore: utile per il lettore per collegare vita e opera. Mantiene tono informativo e sobrio.


Fede e trascendenza

Premessa: la raccolta è attraversata da una tensione religiosa che non sempre si risolve in dogma: il sacro è spesso interrogazione, visione o invocazione.
Poesie principali e note

  • Madre celeste — Testo devozionale che fonde immagine pittorica e preghiera; la figura materna è mediatrice tra arte e fede.
  • Preghiera — Essenzialità formale che rispecchia un ascolto contemplativo; dedica a Simone Weil come chiave etica.
  • Deus absonditus — Riflessione teologica e morale: Dio nascosto e la storia del male; tono argomentativo.
  • Che luce — Domanda consolatoria sulla comunione dei morti; immaginario materno-nutriente.
  • Di là — Speculazione sull’aldilà che privilegia l’astrazione e l’idea di compenetrarsi di corpi eterei.
  • In te l’immenso — Esperienza di vastità interiore: la trascendenza come accoglienza dell’anima.

Corpo, morte e memoria

Premessa: il corpo è presenza fragile e luogo di esperienza; la morte è tema ricorrente, trattato con sobrietà e talvolta ironia.
Poesie principali e note

  • Il commiato — Ironia e rassegnazione nel rito del congedo; chiusa memorabile.
  • Il cuore senza voce — Dolore concentrato in immagine infantile; la voce assente diventa presenza simbolica.
  • Gli ultimi giorni — Visione funerea con forte carica visiva; senso di urgenza.
  • Quasi estate — Contrasto tra luce e morte improvvisa; allerta etica contro la banalità del male.
  • Memento — Riflessione sulla coscienza animale e sul rispetto per i viventi.
  • Con l’anima nuda — Domanda sull’incontro postumo; nudità come possibilità di verità.

Natura e memoria

Premessa: la natura è archivio di memorie e simbolo di continuità; alberi, mare e stagioni fungono da coordinate emotive.
Poesie principali e note

  • Nella stagione che ti spoglia — Stagione come metafora di perdita e gratitudine; ritornello che dà ritmo.
  • Senza titolo — Inno alla primavera; immagine dell’ombrello di foglie come protezione reciproca.
  • Il mare ha tante voci — Mare come deposito di memorie collettive e mito omerico.
  • Rammendi — Gesto domestico che cura ferite emotive; poesia come rattoppo.
  • Assonanza — Itaca del cuore: memoria come luogo interiore di ritorno.
  • Alberi che camminano — Visione parabolica che recupera il sacro nel quotidiano.

Sogno, immaginazione e onirico

Premessa: il sogno è spazio di prova, rivelazione e creazione poetica; l’immaginazione connette il personale al cosmico.
Poesie principali e note

  • In un levitare di angeli — Cosmologia lirica: musica delle sfere e armonia universale.
  • Visione (Borges) — Riferimento all’Aleph: scelta che trasforma l’immagine in esperienza corporea.
  • Sogni — Luogo di perfezionamento e giudizio creativo; tono giocoso e rivelatore.
  • Dal nightmare — Uscita dal sogno angosciante verso la casa d’infanzia; livelli onirici sovrapposti.
  • Fantasie — Paradosso esistenziale: precarietà dell’esperienza rappresentata con ironia.

Etica, società e denuncia

Premessa: la raccolta non è solo meditazione privata; spesso si apre a giudizi morali e a denunce della violenza e dell’ingiustizia.
Poesie principali e note

  • Da quando la mano — Riferimento a Caino: denuncia della disumanizzazione e della violenza storica.
  • La ferita — Immagine della pianta ferita come metafora della sensibilità che soffre.
  • Dei miei detrattori — Tono difensivo e ironico: confronto con l’odio postumo.
  • In questo giorno chiaro — Poesia civile che celebra la libertà con immagini di campo e vento.
  • Quasi estate — Allerta contro il male che si annida nella normalità quotidiana.

Poetica e forma

Premessa: Serino privilegia il verso libero, la frammentarietà e la metapoetica; la forma è strumento per riprodurre il flusso del pensiero.
Poesie principali e note

  • Forgio fonemi suoni — Metapoetica: l’alba come fucina della parola.
  • Divagazioni sullo zero e sulla o — Saggio poetico sul segno e sul significante; gioco semiotico.
  • In veste d’angelo — Dichiarazione di poetica: trance e ispirazione come mestiere.
  • D’empiti — Testo fonico e frammentario che privilegia l’energia sonora.
  • Intatto lo spirito — Auto-riflessione sulla produzione giovanile e continuità dello spirito poetico.

 
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