Il Colonnello e l'Agente

Un silenziosissimo led rosso si accese sul display del colonnello. Dapprima non la notò, essendo in piedi a qualche passo dalla scrivania, proprio dinanzi al muro digitale. Le mani sui fianchi, la tuta potenziata a inguainare un fisico scolpito da anni di duro allenamento mai venuto meno.

Dopo cinque lampeggi, un ovattato segnale sonoro si attivò per attirare la sua attenzione.

« Che c'è?»

L'interfono rispose con voce femminile.

« Signore, l'Agente è qui per il rapporto.»

« Lo faccia entrare. E non ci sono per nessuno.»

« Sissignore.»

Lo scatto della serratura magnetica diede seguito all'aprirsi della pesante porta blindata e all'entrata del volto sorridente di Calvin Ross.

« Colonnello...»

« Agente...»

Hilda Heidemann, Responsabile della Sicurezza della città-fortezza di Providence e Colonnello delle Forze Armate del Protettorato, alzò la mano facendogli cenno di avvicinarsi.

Lui colmò la distanza in pochi passi e le si mise a fianco, volgendo il fronte verso il muro digitale, assumendo la medesima posizione tenuta dalla militare.

Il display luminoso riportava una cartografia mondiale piena zeppa di dati che cambiavano in tempo reale. La cosa che attirava di più l'attenzione erano delle zone circolari completamente nere, dei cerchi oscuri che nascondevano il territorio sottostante.

« Il Buio ha guadagnato terreno?»

« No, Agente. Almeno non secondo gli ultimi aggiornamenti. Le variazioni si attestano nello zero virgola in più o in meno ogni giorno. Diciamo che dai rapporti congiunti dagli altri protettorati, siamo in una sorta di momentaneo equilibrio.»

« Novità dalla zona di Bouvetøya?»

Il colonnello non rispose, preferendo dirigersi alla scrivania e lasciando Calvin al muro digitale. Non sembrò adontarsi per la mancata risposta. Con un gesto molto semplice, appoggiò le mani sulla mappa del mondo in corrispondenza dell'Antartide e le allargò, ottenendo lo zoom su una particolare zona. Alcuni pannelli ausiliari apparvero subito dando una pletora di informazioni quali la situazione meteo, la temperatura, i venti, visibilità, pressione barometrica e un'altra decina di valori.

« Non troverai lì le risposte che cerchi, Agente. Ora, per favore, puoi fare meno il bambino e venire a fare il tuo rapporto? So che ti sei gustato una settimana di ospedale per un focolaio di polmonite. Era proprio necessario rischiare così tanto?»

Calvin prese posto in una delle due poltrone dinanzi al Colonnello e scosse la testa.

« Ne avrei fatto volentieri a meno, signore. Ma una serie di spiacevoli eventi mi ha messo nella condizioni di beccarmi un malanno.»

« Morire alla ventiseiesima missione per colpa di una polmoni sarebbe stata una ben magra fine, no?»

« Ventisette.»

« Prego?»

« Ventisette, signore. Questa è stata la mia ventisettesima missione riuscita.»

« Alla quale siete sopravvissuto, vorrete dire. Sul successo, è tutto da vedere. Avete trovato il Professore?»

« Si, signore.»

« Gli avete dato il messaggio?»

« Sì, signore.»

Hilda intrecciò le dita sul ventre e chinò il capo leggermente a destra, guardandolo attentamente.

« Agente, se avete intenzione di rispondere così a ogni domanda, faremo sicuramente tardi e io ho altri impegni.»

« Forse non importanti come sapere se la missione è andata o meno a buon fine, no?»

« Se non fosse per le ventisei missioni che avete portato a termine, la vostra arroganza non verrebbe tollerata.»

Calvin alzò le mani in segno di pace.

« Mi scusi, signore. Ma la missione è stata difficile, pericolosa e ho rischiato sul serio di lasciarci le penne, stavolta. E non per la polmonite.»

Hilda socchiuse gli occhi.

« Vada avanti.»

« Poco prima del lancio, l'aereo è esploso in aria e i rottami mi hanno danneggiato il paracadute. Sono arrivato a terra per miracolo, evitando un bagno letale nel mare gelido. Peccato che la caduta, per quanto frenata, mi abbia fatto svenire. Al risveglio mi sono ritrovato letteralmente impastoiato a una sedia, nudo e in balia del mio carceriere.»

Il sopracciglio destro del colonnello si incurvò deciso.

« Siete ancora vivo, però.»

« Ad essere sincero, mi chiedo ancora perché. Diciamo che la mia presentazione non è stata delle migliori. Essendo svenuto, ha potuto scovare tutto il necessaire che avevo con me nel caso si fosse resa necessaria una certa... Decisione nella comunicazione.»

« Le si è ritorto contro, mi pare di capire.»

Calvin allargò le mani.

« Solo inizialmente, colonnello. Appena sono riuscito a farmi togliere il bavaglio, le cose sono leggermente migliorate. Prima che mi liberasse e mi permettesse di rivestirmi è passata quasi un'ora. Dato che su certe domande mi mostravo piuttosto riservato, ha ritenuto opportuno farmi fare qualche giro all'esterno.»

« All'esterno. Nudo. Legato a una sedia.»

« Impastoiato, colonnello. Fossi stato legato, mi sarei liberato in qualche modo. Ma ci sa fare e mi ha immobilizzato senza scampo.»

« Da qui la polmonite?»

Calvin annuì.

« Ma il messaggio l'ho dato, come da missione, signore.»

« Sembra non abbia sortito effetto, comunque.»

Gli occhi di Hilda si volsero alla mappa, dove un pallino rosso lampeggiava sulle coste scozzesi.

« A quanto vedo, il Professore è ancora là.»

« Signore, gli dia tempo. È in esilio volontario da talmente tanto tempo che la sola idea di uscire dai suoi confini, non solo fisici ma mentali, è qualcosa di estremamente profondo.»

« Tempo non ne abbiamo, Calvin.»

Al sentirsi chiamare con il suo Vero Nome, l'uomo fissò il colonnello.

« Hilda, cosa ha fatto?»

Lei inspirò a fondo, andando a sostenere il suo sguardo.

« Ho inviato il Team 4 a prelevarlo.»

La mascella di Calvin si indurì, le mani strinsero convulsamente i braccioli.

« Quando sono partiti?»

« Saranno di ritorno domani con il Professore.»

« È stato un madornale errore.»

Seguì un pesante silenzio, mentre i due si fronteggiavano.

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Sommario
Pilot - Prologo
Il Colonnello e l'Agente
Missione Compiuta
Rendez vous
In volo
La Via de la Santa Muerte
Il Passaggio
La Foresta Nera
Mater Obscura
Nella Nebbia
Season Finale - Bouvetøya

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