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from Diario

Alla mattina succede questa cosa, che quando sorge il sole, ad un certo punto, il viadotto autostradale si trova nel mezzo della linea immaginaria che corre tra la porta finestra della mia cucina e il sole stesso. Così la mia cucina entra ed esce dalla luce solare come in un film. All'inizio non avevo capito il perché. Sono le auto che – lontane – passando sul viadotto coprono il sole mettendo in ombra o in luce la porta finestra. La mia cucina sembra i fotogrammi di una pellicola che adesso vivono la vita, adesso mostrano le quarte della scenografia.

Sto cercando qualcosa che non trovo. Ho delle immagini di opere d'arte che non trovo più su internet. La quantità di materiale che è sotto la scocca del digitale è insostenibile. Qualcosa mi illumina, una foto, la riproduzione di una montagna con un pastore o uno zappatore, non lo so. È a terra che dorme, come una cosa senza energia, prono. Cerco il quadro su internet, non lo trovo. Chiedo ai colleghi, mi mostrano cose simili. Forse non esiste. Un effetto Mandela che mi ronza nella testa, uno dei tanti. Una donna sorridente che porge una gallina uccisa. Anche questo non lo trovo, non come era nella mia testa.

Il carico di stress, di responsabiilità percepita, di adagio e sottommissione che hanno le generazioni a partire dalla mia è superiore sotto alcuni aspetti a quello delle precedenti. In genere si pensa il contrario e c'è una mitologia epica di molte generazioni che hanno subito o determinato alcuni strappi importanti della propria vita privata: le due guerre mondiali, il boom economico, l'adesione alla visione produttiva occidentale.

Molti della mia generazione, specie quelli che non appartengono ai piccoli rami dinastici di questa o quella famiglia imprenditoriale, sono nati e cresciuti in un mondo dove l'utopia veniva progressivamente circoscritta ed erosa da quella che qualcuno avrebbe potuto chiamare “la cognizione del vero”. Sono nato in una società dopata che via via ha aumentato i suoi strumenti per indagare e darmi informazioni su ogni cosa in una scala tale da creare un disturbo cognitivo: a cascata una “cognizione del falso” come sistema di autotutela rispetto a una conoscenza che annichilisce.

L'utopia di un mondo migliore è stata rosa alla base dal fatto che – ragazzi – bella idea, ma non è sostenibile. Non ce la facciamo più. Anzi, dovete stringere i denti per tenere questi due o tre privilegi che questo sistema, l'unico che riusciamo ad accettare, prova ancora a garantirvi.

Intendiamoci: il sistema è solidamente costruito su un impianto di occultamento del vero. Nessuno vuole davvero avere davanti agli occhi i costi della società occidentale. Ma l'informazione è diventata permeabile, il limes della nostra ignoranza è determinato soprattuto dal nostro istinto di autoconservazione. E di tranquillità. Ma quando vedi un ragazzo vestito da Zelda che cammina per strada pensa a tutto l'armamentario necessario per questa produzione del reale.

 
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from 📖Un capitolo al giorno📚

1Nell'anno nono del suo regno, nel decimo mese, il dieci del mese, Nabucodònosor, re di Babilonia, con tutto il suo esercito arrivò a Gerusalemme, si accampò contro di essa e vi costruirono intorno opere d'assedio. 2La città rimase assediata fino all'undicesimo anno del re Sedecìa. 3Al quarto mese, il nove del mese, quando la fame dominava la città e non c'era più pane per il popolo della terra, 4fu aperta una breccia nella città. Allora tutti i soldati fuggirono di notte per la via della porta tra le due mura, presso il giardino del re, e, mentre i Caldei erano intorno alla città, presero la via dell'Araba. 5I soldati dei Caldei inseguirono il re e lo raggiunsero nelle steppe di Gerico, mentre tutto il suo esercito si disperse, allontanandosi da lui. 6Presero il re e lo condussero dal re di Babilonia a Ribla; si pronunciò la sentenza su di lui. 7I figli di Sedecìa furono ammazzati davanti ai suoi occhi; Nabucodònosor fece cavare gli occhi a Sedecìa, lo fece mettere in catene e lo condusse a Babilonia.

Distruzione del tempio e della città, saccheggio, deportazione 8Il settimo giorno del quinto mese – era l'anno diciannovesimo del re Nabucodònosor, re di Babilonia – Nabuzaradàn, capo delle guardie, ufficiale del re di Babilonia, entrò in Gerusalemme. 9Egli incendiò il tempio del Signore e la reggia e tutte le case di Gerusalemme; diede alle fiamme anche tutte le case dei nobili. 10Tutto l'esercito dei Caldei, che era con il capo delle guardie, demolì le mura intorno a Gerusalemme. 11Nabuzaradàn, capo delle guardie, deportò il resto del popolo che era rimasto in città, i disertori che erano passati al re di Babilonia e il resto della moltitudine. 12Il capo delle guardie lasciò parte dei poveri della terra come vignaioli e come agricoltori. 13I Caldei fecero a pezzi le colonne di bronzo che erano nel tempio del Signore, i carrelli e il Mare di bronzo che erano nel tempio del Signore, e ne portarono il bronzo a Babilonia. 14Essi presero anche i recipienti, le palette, i coltelli, le coppe e tutti gli oggetti di bronzo che servivano al culto. 15Il capo delle guardie prese anche i bracieri e i vasi per l'aspersione, quanto era d'oro e d'argento. 16Quanto alle due colonne, all'unico Mare e ai carrelli, che aveva fatto Salomone per il tempio del Signore, non si poteva calcolare quale fosse il peso del bronzo di tutti questi oggetti. 17L'altezza di una colonna era di diciotto cubiti, il capitello sopra di essa era di bronzo, e l'altezza del capitello era di cinque cubiti; tutto intorno al capitello c'erano un reticolo e melagrane, e il tutto era di bronzo. Così pure era l'altra colonna. 18Il capo delle guardie fece prigioniero Seraià, sacerdote capo, e Sofonia, sacerdote del secondo ordine, insieme ai tre custodi della soglia. 19Dalla città egli fece prigionieri un cortigiano, che era a capo dei soldati, cinque uomini fra gli intimi del re, i quali furono trovati nella città, lo scriba del comandante dell'esercito, che arruolava il popolo della terra, e sessanta uomini del popolo della terra, trovati nella città. 20Nabuzaradàn, capo delle guardie, li prese e li condusse al re di Babilonia, a Ribla. 21Il re di Babilonia li colpì e li fece morire a Ribla, nel paese di Camat. Così fu deportato Giuda dalla sua terra.

Godolia, governatore di Giuda 22Quanto al popolo rimasto nella terra di Giuda, lasciatovi da Nabucodònosor, re di Babilonia, gli fu posto a capo Godolia figlio di Achikàm, figlio di Safan. 23Quando tutti i capi delle bande armate e i loro uomini udirono che il re di Babilonia aveva messo a capo Godolia, vennero da Godolia a Mispa. Essi erano: Ismaele, figlio di Netania, Giovanni, figlio di Karèach, Seraià, figlio di Tancùmet il Netofatita, e Iaazania, figlio del Maacatita, insieme con i loro uomini. 24Godolia giurò a loro e ai loro uomini e disse loro: “Non temete gli ufficiali dei Caldei; rimanete nella terra e servite il re di Babilonia e vi troverete bene”. 25Nel settimo mese venne Ismaele, figlio di Netania, figlio di Elisamà, di stirpe regale, con dieci uomini; costoro colpirono a morte Godolia, e anche i Giudei e i Caldei che erano con lui a Mispa. 26Tutto il popolo, dal più piccolo al più grande, e i comandanti dei soldati si levarono per andare in Egitto, perché avevano paura dei Caldei.

Riabilitazione di Ioiachìn 27Ora, nell'anno trentasettesimo della deportazione di Ioiachìn, re di Giuda, nel dodicesimo mese, il ventisette del mese, Evil-Merodàc, re di Babilonia, nell'anno in cui divenne re, fece grazia a Ioiachìn, re di Giuda, e lo liberò dalla prigione. 28Gli parlò con benevolenza e pose il suo trono al di sopra del trono dei re che si trovavano con lui a Babilonia. 29 Gli cambiò le vesti da prigioniero e Ioiachìn prese sempre cibo alla presenza di lui per tutti i giorni della sua vita. 30Dal re gli venne fornito il sostentamento abituale ogni giorno, per tutto il tempo della sua vita.

__________________________ Note

25,4 la via dell’Araba: portava alla valle del Giordano.

25,11 deportò il resto del popolo: è una nuova deportazione, dopo quella narrata in 24,12-16. Ger 52,29 informa che i deportati furono ottocentotrentadue. Lo stesso profeta parla di una terza deportazione, di settecentoquarantacinque Giudei, nell’anno ventitreesimo di Nabucodònosor (Ger 52,30), cioè nel 582-581. Conclude dicendo che il numero complessivo dei deportati fu di quattromilaseicento persone. Queste cifre, modeste rispetto a quelle di 2Re, sono forse più vicine alla realtà, sia perché Giuda era un piccolo stato, sia perché furono deportate solo le persone influenti.

25,22 Commissario di Giuda, messo in questa carica da Nabucodònosor nel 587, Godolia era figlio di Achikàm (a sua volta figlio di Safan), un personaggio influente che in Ger 26,24 salva il profeta dalla morte.

25,23 Mispa: circa tredici chilometri a nord di Gerusalemme, un tempo luogo di riunione delle tribù (Gdc 20,1.3; 21,1.5), ora sede del governatore, mentre Gerusalemme è distrutta.

25,27 Questa notizia getta uno spiraglio di luce sul quadro così fosco di 2Re 24-25 e di tutta la storia deuteronomistica. Viene riferita anche da Ger 52,31-34. Nell’anno trentasettesimo: nel 561 Evil-Merodàc, re di Babilonia, figlio e successore di Nabucodònosor, dà la libertà a Ioiachìn e gli assegna un trattamento speciale, confermato anche dai documenti cuneiformi.

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Approfondimenti

1-7. La lettura del racconto e le datazioni con le quali non ha familiarità il lettore contemporaneo nascondono la complessità del problema, dando l'impressione che tutto sia avvenuto d'un colpo. Ricorrendo a Geremia si può ricostruire il travagliato rapporto con Babilonia e le tappe del disastro. Sedecia si ostinava a non accettare la sovranità babilonese e a cercare alleanze con l'Egitto. Già nel 594-593, con altri regnanti della regione cercò di organizzare una coalizione antibabilonese (cfr. Ger 27-28). Il faraone Psammetico II (594-589), che aveva mire espansionistiche verso l'Asia, poteva essere l'istigatore di questo patto. Ma l'esito fu invece una nuova sottomissione a Babilonia (cfr. Ger 29,3 e 51,59). Nel 589-588 sotto il regno del faraone Otra, e con il suo diretto coinvolgimento, come farebbero pensare gli ostraca di Lachis, Sedecia si ribellò apertamente, nonostante il giuramento di fedeltà fatto al tempo del suo insediamento (cfr. Ez 17,11-21). La reazione durissima di Nabucodonosor, oltre che qui, è narrata in Ger 39,1-10; 52; 2Cr 36,17-19. Vista Gerusalemme assediata, il faraone Ofra si mosse in soccorso di Giuda che contava su di lui (cfr. Ez 17,29-32; Lam 4,17). I Babilonesi tolsero l'assedio a Gerusalemme (Ger 37,5.11), ma una volta raggiunte e sconfitte le truppe egiziane ritornarono ad assediare la capitale di Giuda. Molto verosimilmente l'assedio fu posto nel dicembre 587 e la città si arrese per fame e venne espugnata nel giugno-luglio 586. La datazione precisa finora è assai ardua a causa delle differenze tra 2Re 25,8 e Ger 52,29, ma l'oscillazione non va oltre lo spazio di un anno (587-586).

3. La carestia nella quale versava la città durante l'assedio è drammaticamente descritta in Lam 1,19; 2,11-12.20; 4,3-10. Si legga anche Ger 14,17-21.

4. Non più in grado di resistere, Gerusalemme è espugnata dai generali babilonesi (Ger 39,2-3). Al disastro si aggiunge la viltà degli ufficiali e del re che si diedero alla fuga attraverso la porta di sud-est vicina al giardino della corte e la piscina di Siloe (cfr. Is 22,1; Ne 3,15). L'Araba è la valle del Giordano. Dirigendosi verso est, Sedecia cerca rifugio presso Moab o Ammon, probabili partecipanti alla lega antiegiziana (cfr. Ger 27,3).

5-6. Il re ribelle e vile viene catturato e consegnato al vincitore in Ribla, dove fissavano il quartier generale i potenti invasori (cfr. 23,33).

7. La scena descritta presenta un costume assiro adottato dai Babilonesi. La crudele sequenza dell'uccisione dei figli viene impressa per sempre nella memoria del vinto come ultima realtà vista prima dell'accecamento con una lancia.

8. Nabuzardan, ricordato anche in Ger 39,13-14; 41,10; 43,6 doveva essere il capo delle guardie del corpo di Nabucodonosor.

9. Viene anticipata la notizia dell'incendio, che naturalmente è avvenuta dopo il saccheggio descritto nei vv. 13-17.

10. La distruzione delle mura fu contenuta se, come dichiara Ne 6,15, furono poi ricostruite in cinquantadue giorni.

11-12. La seconda deportazione segnò in modo indelebile la demografia di Giuda. Non vengono fornite cifre, ma si calcola che rimasero in Gluda 10-15.000 persone. I più poveri sono diventati grandi proprietari. Dovendo all'invasore la loro ricchezza saranno certamente leali.

13-17. Per quanto riguarda gli oggetti distrutti e saccheggiati cfr. 1Re 7. Ma il vero significato di questi versetti è assai profondo. Dio ha abbandonato la sua dimora, il luogo scelto per il suo nome (1Re 8,16.29) e nel quale i Giudei avevano posto tale fiducia da non preoccuparsi più della loro condotta (Ger 7,1-11). Ora giungono a compimento le parole dei profeti che avevano previsto questa tragica fine: Mic 3,12; Ger 26,18; Ger 7,12-15; 26,4-6; Ez 11,22-25. Il sogno di Davide (2Sam 7), coronato da Salomone (1Re 8), è oscurato dall'incubo di questa sconfitta. È la fine non tanto di un luogo, quanto di un'epoca. Sulle rovine del tempio fiorisce la preghiera, come possiamo intuire dal Salmo 74, lamento dopo il saccheggio del tempio, e Is 64,10-11.

18-21a. Si tratta delle esecuzioni sommarie dei capi della resistenza o presunti tali, rastrellati tra le classi sacerdotali, gli ufficiali dell'esercito e la gente comune.

21b. Può darsi che questa fosse la conclusione originale dell'opera, un po' come 17,23b era l'originale conclusione della deportazione di Israele e della fine del regno del Nord.

22. La Giudea diventa provincia dell'impero babilonese e le viene assegnato un governatore preso dalla nobiltà locale già abituata all'amministrazione. Godolia era nipote di Safan cancelliere reale (cfr. 22,3), fu segretario di stato di Giosia (cfr. 22,12); un sigillo ritrovato a Lachis lo qualifica come capo del governo sotto Sedecia. Era legato a Geremia da amicizia (Ger 26,24).

23-24. Resa inabitabile Gerusalemme a causa della distruzione e del saccheggio, la nuova sede del governo è posta in Mizpa (cfr. 1 Re 15, 22). È facile capire dalla risposta di Godolia che la delegazione era composta da intransigenti, insofferenti verso i Babilonesi. La prudenza e la moderazione di Godolia non lo portò ad assecondarli e gli costò la vita. L'episodio di questi versetti è più ampiamente raccontato in Ger 40,7-41,8.

25-26. Non si tratta solo dell'assassinio di Godolia, ma di una vera e propria rivolta che elimina anche i collaboratori del governatore. Babilonia avrebbe certamente reagito, così ai ribelli non rimane che il vecchio alleato, l'Egitto come ultimo asilo. Nella fuga trascinarono con sé anche il profeta Geremia (Ger 43,5-7).

27-30. Nel 562 vi fu un avvicendamento sul trono di Babilonia che venne occupato da Evil-Merodach, il quale concesse un'amnistia di cui fu beneficiario anche Ioiachin, ultimo sopravvissuto della casa reale di Giuda. Nessuna notizia si ebbe infatti riguardo a Sedecia, che pure era stato deportato in Babilonia (v. 7). Documenti d'archivio ritrovati nella corte babilonese e conservati nel museo di Berlino, databili dal 594 al 569, parlano effettivamente di Ioiachin, di cinque dei suoi figli, di otto dignitari e delle razioni loro assegnate. Ora egli è trattato come un re vassallo ristabilito nella sua dignità. Il libro si chiude con una nota di ottimismo che ha però grande valore teologico. La lampada di Davide (1Re 11,36; 15,4; 2Re 8,19; Sal 132,17) forse è fumigante, ma non si è spenta. Nelle promesse di Dio (2Sam 7) si può ancora avere fiducia.

(cf. GIANLUIGI CORTI, 2Re – in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)


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from lucazanini

[26]

ha i tasti bloccati fanno le] consegne grandguignol oppure la [discarica inaugura il versante è [opposto uno svincolo geotermico le rifanno e] le cataste di tele Aida -disfa

 
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from cronache dalla scuola

Alcune cose che ho fatto o che mi sono successe inerenti al mondo scuola. Premetto che sono molto stanco e oggi ho difficoltà a scrivere, quindi non farò un discorso coerente e sensato, ma solo dei flash. Il primo flash sono io che in questo periodo – per motivi che sarebbe lungo spiegare – sto seguendo alcuni corsi di formazione, uno con Corsini sulla valutazione Formativa, uno sul MOF (il cosiddetto metodo Finlandese), uno sull'utilizzo della didattica con le UDA. Contemporaneamente: se sopravvivo a questa trinità formativa divento dio, o – in seconda battuta – trascendo. Trasfiguro, come i trasferelli ad acqua sulla pelle di un bambino.

E la cosa è che prima sono lì che faccio questi corsi che mostrano che una scuola diversa è possibile, non facile, ma possibile, poi torno in classe e mi trovo a vivere queste situazioni di io che faccio cose e a volte funzionano, a volte un disastro, parlo nel deserto ai ragazzi che mi guardano come dire, non ce ne frega niente prof, è maggio, c'è il sole, abbiamo una verifica delle materie di indirizzo un giorno sì uno no, ci molli, basta, basta, basta.

Le programmazioni e poi entri in classe e sei studenti ti si avvicinano perché vogliono parlare con te di identità di genere, orientamento sessuale, pari opportunità e capitalismo e tu molli tutto e per quarantacinque minuti parli con questi sei come se non esistesse un domani, ogni tanto qualcun'altro si avvicina incuriosito, ascolta, se ne va a parlare con la docente di sostegno e altri decomprimono le ore precedenti e ne viene fuori un momento informale unico che – se avessi provato a strutturarlo con il resto della classe – avrei perso tutto.

Poi i ragazzi ti restituiscono le loro piattaforme foscoliane, una un arcade bitmap e un gruppo che ha fatto tutto con l'intelligenza artificiale, tutto, foto, informazioni, venti minuti di video e tu controlli tutto, sei un professionista venerandi, mentre cucini ascolti i venti minuti di video e ridi, giuro ridevo mentre cucinavo perché l'intelligenza artificiale aveva fatto questi video con lo stesso linguaggio che userebbe un commentatore per una partita di calcio, roba tipo “Sconvolti tutti: Napoleone firma il trattato di Campoformio. Grande delusione, ma Foscolo non ci sta! E fa questa cosa pazzesca...” e così via, tutto un fiorire di iperboli e io ridevo e pensavo anche, ecco, un sito multimediale, da zero, fatto tutto con l'IA che poi – fondamentalmente – rischia anche di funzionare più delle mie spiegazioni. Arriviamo al punto che una persona che non sa niente di Foscolo riesce a creare dei contenuti didattici funzionali migliori dei miei.

In seconda faccio fare un tema, molto semplice, gli spiego che è una verifica più sulle loro capacità di scrivere correttamente periodi complessi e corretti più che sui contenuti. Il tema è l'esplorazione dello spazio. Mi impressiona il fatto che una parte consistente della classe pensi che l'esplorazione dello spazio sia necessaria per trovare altri pianeti in cui vivere perché ormai la terra l'abbiamo rovinata irrimediabilmente. Gli stati più ricchi ormai non possono più tornare indietro perché sono troppo legati a doppio filo allo sfruttamento indiscriminato. Le guerre, l'inquinamento. Altro che utopia.

Alla fine mi consegnano e io gli restituisco i fogli, prima, gli dico, fotografate il compito e chiedete a Gemini di valutarlo usando la griglia di valutazione che vi ho dato. Lo fanno, mi inviano quello che esce. Anche con Gemini la maggior parte dei ragazzi guarda solo il voto senza leggere tutte le spiegazioni dell'IA. Alcuni invece leggono e contestano quello che ha restituiito Gemini. Io sono impressionato che – da un lato – Gemini riesca davvero a leggere dei compiti in classe scritti con la cacografia dei miei studenti, dall'altro rassicurato che lo faccia maldestramente, con abbagli, valutazioni discutibili e allucinazioni. Maldestramente, ma con metodo. E – anche quando dice cose che non stanno né in cielo né in terra – con tono professionale e sicuro di sé. Il futuro della docenza domestica è in questa roba.

Basta, ci saranno errori, ma almeno qua sui social non li correggo.

 
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from μετανοειτε

Ultimamente mi sono trovato a riflettere su cosa significa essere laici, cioè essere cristiani che non si identificano con il sistema sacerdotale. In questa riflessione mi hanno aiutato le intuizioni di Romano Màdera (psicoterapeuta, scrittore, intervenuto più volte nella trasmissione di Radio 3 Uomini e profeti), e le parole di Roberto Vinco su Padre Ernesto Balducci¹.

spiritualità multireligiosa Entrambi rompono un pregiudizio (presente soprattutto in Italia), che laico sia l'opposto di “religioso” o di “credente”, quando in realtà significa “appartenente al popolo” (dal gr. λαϊκός «del popolo, profano», der. di λαός «popolo»), nel senso di non ordinato. Anche un monaco è un «laico», se non è ordinato sacerdote. Quindi, ribadisce Màdera, possiamo individuare una spiritualità laica che emerge spontaneamente ed è ad appannaggio di tutti i gruppi sociali². Analogamente, per Balducci invece bisogna dire: io sono “laico”, proprio perché sono “cristiano”.

Gesù era un laico, che criticava aspramente i religiosi del suo tempo, i quali, per buona risposta, lo hanno fatto crocifiggere “secondo le scritture”. Quando la Samaritana chiese a Gesù se Dio andava adorato sul monte o nel tempio, Gesù rispose che i veri adoratori non adorano Dio né sul monte, né nel tempio, ma in Spirito e Verità, e che quindi il luogo ove amare ed adorare Dio è nel proprio cuore. Essere laici significa quindi attualizzare la profezia di Geremia, che mi è molto cara:

Ecco, i giorni vengono”, dice l'Eterno, “che io farò un nuovo patto con la casa d'Israele e con la casa di Giuda; non come il patto che stabilii con i loro padri il giorno che li presi per mano per farli uscire dal paese d'Egitto: patto che essi violarono, benché io fossi loro Signore”, dice l'Eterno; “ma questo è il patto che farò con la casa d'Israele, dopo quei giorni”, dice l'Eterno, “io metterò la mia legge nel loro intimo, la scriverò sul loro cuore, io sarò loro Dio ed essi saranno mio popolo. Non insegneranno più ciascuno il proprio compagno e ciascuno il proprio fratello, dicendo: 'Conoscete l'Eterno!' poiché tutti mi conosceranno, dal più piccolo al più grande”, dice l'Eterno. “Poiché io perdonerò la loro iniquità e non mi ricorderò più del loro peccato”. (Ger 31, 31-34:)

Questo è il modo in cui, come laici, onoriamo ed adoriamo Gesù, perché Gesù è il perfetto esempio di laico. Sull'esempio, di Gesù, seguendo il suo insegnamento, il nostro cuore diventa una pergamena pulita, sulla quale Dio può scrivere la Sua legge. Non è sufficiente “credere” o “ripetere delle formule”, ma è necessario che “agiamo” come Gesù ci ha indicato, che facciamo nostro il suo modo di essere. Solo così entriamo nella dinamica divina di cui Gesù è la via. È necessario che il nostro apparato psicofisico entri in questa meravigliosa dinamica spirituale perché la Verità Divina, che è anche Vita, trovi un luogo fecondo, il nostro cuore, dove manifestarsi ed imprimersi eternamente.

In questo modo, seguendo il suo insegnamento, impegnandoci per amare come egli ama, perdonando come egli perdona, contemplando come egli contempla, sforzandosi interiormente ed esteriormente come egli si sforza³, si avvererà la profezia di Geremia, e troveremo la legge divina nel nostro cuore, e diventeremo popolo di Dio, cioè pienamente laici.


Note

1: Roberto Vinco, Un Dio laico per una fede laica, 2012 2: Romano Màdera, Lo splendore trascurato del mondo. Per una spiritualità laica, Bollati Boringhieri, 2022 3: ricordandoci che “il mio giogo è dolce e il mio carico leggero”

#laicità #cristianesimo #religioni #escatologia #mistica

 
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from norise 3 letture AI

Riassunto generale

Prospettive 2024 di Felice Serino è una raccolta di poesie brevi che esplora il rapporto tra fede, quotidianità e trascendenza. Le poesie muovono da immagini quotidiane — il mare, il treno, una foto sfocata, il ciliegio — per aprirsi a interrogazioni esistenziali: il bisogno di credere, il viaggio interiore, la memoria, la colpa e la speranza. Il tono alterna momenti di intimità diaristica a visioni simboliche; spesso la voce poetica si rivolge a figure concrete (Nina, il Lazzaro, Padre Pio) e a figure archetipiche (angeli, morti, avversario). La musicalità del verso e il ritmo sono elementi ricorrenti che sostengono il discorso poetico e ne amplificano la dimensione emotiva.


Temi principali

  • Fede e oltre: la fede è il filo rosso che permette al poeta di superare i limiti materiali e di intraprendere viaggi interiori; non è dogma ma impulso vitale.
  • Quotidianità trasformata: gesti e oggetti comuni diventano porte verso il mistero (foto sfocata, barchetta di carta, ciliegio).
  • Memoria e colpa: ricordi personali e rimorsi emergono come motori di riflessione e di espiazione.
  • Empatia e relazione: l’incontro con l’altro (vicino o estinto) è condizione per la rinascita e per la comprensione.
  • Musicalità e forma: ritmo, suono e brevità sono strumenti usati per rendere universale il messaggio poetico.
  • Impegno civile e religioso: versi come “Pilato” o “L’intoccabile” intrecciano critica sociale e riflessione morale.

Stile e linguaggio

Sintesi: linguaggio essenziale, immagini nette, frequente uso di enjambement e pause che creano musicalità.
Tono: alterna intimità confidenziale e tono profetico; talvolta diaristico, talvolta visionario.
Figure retoriche: metafora, simbolo, allusione religiosa e letteraria (riferimenti a Tolstoj, Blake, Ungaretti).
Struttura: poesie brevi, spesso frammentarie, che privilegiano l’impressione e la suggestione più che la narrazione lineare.


Postfazione

Felice Serino costruisce in Prospettive 2024 un paesaggio poetico in cui il quotidiano è continuamente interrogato e trasfigurato. La raccolta funziona come una mappa di piccoli approdi: ogni poesia è un frammento che, letto insieme agli altri, compone un itinerario spirituale. La fede qui non è mera consolazione, ma forza dinamica che spinge verso l’oltre; è motore di empatia e di responsabilità. La presenza di figure sacre e profane crea un dialogo fecondo tra sacro e mondo, tra memoria personale e storia collettiva.

Dal punto di vista critico, la forza del libro sta nella coerenza tematica e nella capacità di mantenere una voce riconoscibile pur attraversando registri diversi. Qualche poesia appare volutamente ellittica, lasciando al lettore il compito di completare il senso: scelta che valorizza la partecipazione interpretativa ma può anche richiedere più letture per cogliere appieno le sfumature. La musicalità, infine, è il vero collante: il ritmo e le pause trasformano il linguaggio in esperienza sensoriale, rendendo la lettura un atto quasi liturgico.

Suggerimenti di lettura: leggere la raccolta in più riprese, annotando i versi che risuonano; confrontare i riferimenti (Tolstoj, Blake, Ungaretti) per cogliere i rimandi culturali; provare a leggere ad alta voce per apprezzare la musicalità.


Riassunto capitolo per capitolo — prima parte

Di seguito trovi sintesi dettagliate delle prime poesie della raccolta, con indicazione dei temi principali, immagini chiave e suggerimenti di lettura. Posso proseguire con le poesie successive in blocchi simili.

Prefazione

Sintesi: testo critico che introduce la raccolta, individua la fede come filo conduttore e sottolinea l’importanza della quotidianità trasformata in esperienza poetica.
Immagini chiave: Tolstoj come riferimento, la «gravezza della carne», «angeli e morti».
Nota di lettura: la prefazione orienta il lettore verso una lettura che privilegia l’atto di credere come motore del linguaggio poetico.

Mare aperto

Sintesi: breve lirica che trasforma l’anima in paesaggio marino; il mare è metafora di apertura e profondità interiore.
Immagini chiave: ondivaghi sensi, voli, gesti evanescenti.
Tema: vastità interiore e musicalità del verso.

Il mare era una favola

Sintesi: ricordo di un’esperienza onirica legata al mare, alternanza tra desiderio di restare e ritorno alla realtà quotidiana.
Immagini chiave: tavola imbandita per i gabbiani, letto deluso.
Tema: nostalgia e disillusione lieve.

Amo l'idea

Sintesi: distinzione tra l’idea di una persona e la persona reale; amore come stato d’essere che si impregna di bellezza interiore.
Immagini chiave: luce affebrata, poggiare la testa sulla spalla.
Tema: idealizzazione e incertezza sul futuro condiviso.

Il poeta

Sintesi: ritratto rapido del poeta come figura trafitta dalla parola, immagine di martirio creativo.
Immagini chiave: cavalli d’aria, virgola di fuoco, san Sebastiano trafitto.
Tema: sofferenza e slancio della creazione poetica.

Vita sommersa

Sintesi: esplorazione dell’inconscio; le immagini emergono come vita sommersa che si manifesta nel gioco delle immagini.
Immagini chiave: onde dell’inconscio, ombra che si rompe nell’acqua.
Tema: sogno, immaginazione, rivelazione nascosta.

L'intima essenza

Sintesi: riflessione su memoria e immagini d’archivio (foto) che risvegliano il passato; preferenza per l’immaginario che storna la realtà.
Immagini chiave: foto rispolverate, vasi di Pandora negati.
Tema: bilancio personale e ricerca del percepibile.

Delle vanità

Sintesi: critica ironica alle vanità mondane e al successo ostentato; contrapposizione tra estasi superficiale e inganno del mondo.
Immagini chiave: palco, offerta allettante, mano nel sangue dei papaveri.
Tema: illusione, seduzione, pericolo morale.

I tuoi santi

Sintesi: tensione tra sacro e profano; figura dell’iconoclasta che dileggia la devozione altrui.
Immagini chiave: corda tesa tra bestia e angelo, osceni echi nel sangue.
Tema: fede messa alla prova, conflitto interiore.

Dismesso l'abito

Sintesi: visione di passaggio oltre la morte; accompagnamento da estinti che portano umiltà e luce.
Immagini chiave: via per l’eliso, non si toccava terra.
Tema: morte come trasformazione e leggerezza spirituale.

Se tendi oltre l'orizzonte

Sintesi: invito a guardare oltre, con attenzione alla vulnerabilità di chi soffre (nota sulla distrofia corneale); mattina come riserva di novità.
Immagini chiave: luce letale per distrofici, gatti al sole.
Tema: sguardo oltre il visibile, empatia verso la fragilità.

Quale limite

Sintesi: voce di un intellettuale che parla di libertà; reazione conformista degli altri e domanda sulla natura della paura.
Immagini chiave: arricciarono il naso, stelle sopra un oceano d’amore.
Tema: coraggio civile, limite della paura, idealismo.


Riassunto capitolo per capitolo — seconda parte

Di seguito trovi le sintesi delle poesie dalla Vite alternative a L'anima tendeva, con Sintesi, Immagini chiave e Tema per ciascuna.

Vite alternative

Sintesi: Notturna apertura su vite possibili e immaginarie; il riferimento a Freud e a Blake suggerisce un dialogo tra inconscio e mito.
Immagini chiave: notte che s’affaccia, balzo lucente della tigre.
Tema: possibilità alternative dell’esistenza e tensione tra istinto e immaginazione.

La vergogna

Sintesi: Visione collettiva di vergogna che si insinua mentre il mondo scopre nuovi orrori; tono di denuncia e sgomento.
Immagini chiave: cielo stravolto, emittenti che annunciano orrori, morti come nascondiglio della vergogna.
Tema: coscienza civile, imbarazzo morale davanti alle tragedie.

La colpa

Sintesi: Confessione personale di un rimorso che persiste nel tempo; il poeta si confronta con il sé giovane e con un sogno ricorrente.
Immagini chiave: ragazzo che scappa, quaderno di versi, cuore stretto dall’angoscia.
Tema: colpa come eredità emotiva e necessità di espiazione.

Elucubrazioni

Sintesi: Meditazione sulla morte come presenza tangibile; il corpo sperimenta l’artiglio della morte mentre l’anima mantiene un’aura invisibile.
Immagini chiave: artiglio sulla pelle del cielo, bolla-anima che avvolge il corpo.
Tema: rapporto tra corpo e anima, consapevolezza della finitezza.

Viaggi psichici

Sintesi: Stato sospeso tra attesa e smarrimento dolce; familiarità con la morte e senso di eternità interiore.
Immagini chiave: dolce smarrimento, dimestichezza con la morte, sapersi eterno.
Tema: viaggio interiore e accettazione della mortalità.

Belle penne

Sintesi: Ironico omaggio ai poeti e alle velleità giovanili; ricordo di fogli graffiati e aspirazioni custodite.
Immagini chiave: zampe di gallina sui fogli, quercia all’ombra, scrigno del cuore.
Tema: memoria della pratica poetica e umile orgoglio creativo.

Essere

Sintesi: Verso breve e concentrato sull’essere che si fa virgola di cielo; immagine di rinascita che vince la morte.
Immagini chiave: virgola di cielo, scalzare la morte, espandersi.
Tema: trasformazione esistenziale e promessa di rinascita.

L'avversario

Sintesi: Figura antagonista che ha rubato la bellezza originaria; scena simbolica nella “cattedrale del sangue” dove l’avversario gioca a scacchi.
Immagini chiave: cieli capovolti, cattedrale del sangue, scacchi cosmici.
Tema: male come presenza storica e lotta per la bellezza perduta.

L'ultima parola

Sintesi: Rievocazione di Giobbe e della prova estrema; resa finale davanti al potere che tutto domina.
Immagini chiave: figli strappati, guscio di dolore, implorare “basta hai vinto”.
Tema: sofferenza, limite umano e confronto con il divino.

Quanto amore

Sintesi: Riflessione su ciò che si porterà via alla fine: non oggetti ma l’amore donato; critica alla vita approssimativa.
Immagini chiave: amore come unico bagaglio, pesce rosso nell’acquario come metafora di vita passiva.
Tema: valore dell’amore attivo rispetto alla superficialità esistenziale.

Oltre stravolti cieli

Sintesi: Poesia ecologica che denuncia il danno umano alla fauna e alla natura; ricerca di nuove terre da parte degli animali costretti a migrare.
Immagini chiave: rondine smarrita, cernia che ingoia rifiuti, cieli stravolti.
Tema: crisi ambientale e responsabilità umana.

L'anima tendeva

Sintesi: Immagine affettuosa di Nina che nutre i colombi; l’anima che tende alle stelle si lega al sorriso quotidiano e alla sospensione del tempo.
Immagini chiave: Nina rosavestita, colombi che planano, sorriso come pasqua.
Tema: sacralità del gesto quotidiano e connessione tra umano e celeste.


Riassunto capitolo per capitolo — terza parte

Di seguito trovi le sintesi delle poesie da Lazzaro fino alla Biografia, con Sintesi, Immagini chiave e Tema per ciascuna.

Lazzaro

Sintesi: Invocazione di resurrezione interiore: il parlante si abbandona a una fiducia che lo rende come un risvegliato.
Immagini chiave: addormentarsi in Te, risvegliato da cento morti, fiore che spunta dalle crepe.
Tema: rinascita e speranza spirituale.

Nascita

Sintesi: Visione intima del concepimento e della vita che nasce; il corpo come mondo e il ventre come universo.
Immagini chiave: girasole ebbro di luce, orecchio al ventre rotondo.
Tema: mistero della nascita e meraviglia corporea.

L'angelo

Sintesi: Contrasto tra fragilità terrena e presenza angelica che accompagna e unifica.
Immagini chiave: carne in bilico, angelo di luce che percorre i precordi, cantare delle ossa.
Tema: protezione soprannaturale e promessa di unione.

Un verso

Sintesi: Riflessione sull’ispirazione tardiva: la fame di sogni resta anche in età avanzata.
Immagini chiave: versi gettati nel cestino, taccuino del vecchio, pentagramma dei sogni.
Tema: creatività che non invecchia; valore della maturità poetica.

Colpo di sonno

Sintesi: Momento di stanchezza che si trasforma in consapevolezza della vulnerabilità quotidiana.
Immagini chiave: inclinarsi da un lato, guardare un film al PC, rischio per il distrofico.
Tema: fragilità fisica e attenzione alla sicurezza.

L'oasi

Sintesi: Stato liminare tra sogno e realtà; l’oasi come luogo di salvezza e grido di liberazione.
Immagini chiave: barchetta di carta, cielo-mare amniotico, orizzonte come oasi.
Tema: rifugio interiore e passaggio alla coscienza.

Candido

Sintesi: Ritratto di semplicità e resistenza alla ferita; figura che non sanguina nonostante la parola tagliente.
Immagini chiave: barca nel bosco, marinaio col mal di terra, frase tagliente che scivola.
Tema: innocenza pratica e resilienza.

Il Sé

Sintesi: Promessa di rinascita collettiva in uno spazio primordiale dove l’altro è il Sé.
Immagini chiave: posto primevo, dismissione degli affanni, l’altro come Sé.
Tema: identità e comunione spirituale.

In treno

Sintesi: Scena quotidiana che evoca desideri sopiti e la sonnolenza del viaggio.
Immagini chiave: bionda platino, anziano vis-a-vis, sferragliare che induce sonnolenza.
Tema: osservazione sociale e fugacità degli incontri.

Immortalare

Sintesi: Riflessione sulla fotografia come tentativo di fissare l’attimo che però sfugge.
Immagini chiave: foto sfocata, immagine nel gorgo del tempo, ombra stampata.
Tema: memoria, perdita e impossibilità di catturare il tempo.

Malgrado tutto

Sintesi: Visione critica e malinconica del presente: incidenti, sci senza neve, uggia che pervade.
Immagini chiave: cervelli vuoti che si schiantano, piste da sci frequentate, monti meno bianchi.
Tema: decadenza sociale e ambientale, senso di perdita.

Il ciliegio

Sintesi: Poesia in memoria che associa morte apparente e fioritura come segno di resurrezione.
Immagini chiave: ciliegio fiorito, presenza dell’assenza, primavera che annuncia resurrezione.
Tema: lutto, memoria e speranza ciclica.

Pilato

Sintesi: Metafora contemporanea del rifiuto di responsabilità: Cristo tra i migranti, Pilato che distoglie lo sguardo.
Immagini chiave: barcone, valico di frontiera, Pilato che distoglie lo sguardo.
Tema: indifferenza morale e critica sociale.

Mi attraversa il tempo

Sintesi: Sensazione dell’età che avanza: sonno breve, occhiali scuri, ma la mente sperimenta voli pindarici.
Immagini chiave: tempo che attraversa la testa, passeggiate più brevi, voli pindarici.
Tema: tempo, invecchiamento e vitalità mentale.

L'intoccabile

Sintesi: Denuncia satirica del potere e dei privilegi dei governanti che restano impuniti.
Immagini chiave: mani nella marmellata, plurale maiestatis, poltrona sempre calda.
Tema: corruzione, impunità e critica politica.

Il viaggio

Sintesi: Viaggio come metafora omerica dell’anima; ulissidi che cercano il mistero di sé.
Immagini chiave: soma come imbarcazione, mari aperti, rive del mistero.
Tema: ricerca esistenziale e armonia cosmica.

Un ragno tesse

Sintesi: Immagine inquietante della tela che raccoglie il dolore e i passi del sonnambulo.
Immagini chiave: ossa rotte, serpe nell’ombra, ragno che tesse versi.
Tema: vulnerabilità, minaccia e tessitura poetica del dolore.

Nuove ali

Sintesi: Essere fatto di terra e sogno attende ali che lo sollevino oltre la gravità corporea.
Immagini chiave: gravezza di carne, invidia di voli, nuove ali.
Tema: desiderio di trascendenza e trasformazione.

Cinico

Sintesi: Ritratto di chi rifiuta la mano tesa e vive sospettoso della propria ombra.
Immagini chiave: vagare come cane di nebbia, insulto al garbato, degnare il cielo di uno sguardo.
Tema: chiusura morale e perdita di fiducia.

Preghiera

Sintesi: Invocazione a Padre Pio per essere irrigati dallo Spirito; tono di devozione e umiltà.
Immagini chiave: rugiada dello Spirito, cuore martoriato, prostrazione.
Tema: supplica religiosa e ricerca di grazia.

Come saremo

Sintesi: Visione cosmica di unità: luce di mille soli, entità ubiqua che si dona nell’amore.
Immagini chiave: luce di mille soli, ubiqua entità, donarsi d’amore universale.
Tema: immaginario escatologico e comunione universale.

Itaca

Sintesi: Itaca come meta celeste: protezione, prove e procelle che precedono la visione finale.
Immagini chiave: spalle coperte, fonte della grazia, procelle negli anni.
Tema: viaggio morale verso la meta spirituale.

Nel mio cielo

Sintesi: Visione infantile e innocente del cielo popolato da nuvole a forma di animali; paradiso immaginato.
Immagini chiave: nuvole a forme d’animali, occhi innocenti, sede del paradiso.
Tema: innocenza, immaginazione e paradiso personale.

Allumare

Sintesi: Il non detto che illumina più del dire; la musa come sasso che apre cerchi nello spirito.
Immagini chiave: non detto esplicito, allumare, cerchi nel lago dello spirito.
Tema: potenza del silenzio e dell’ispirazione.

Proiezioni

Sintesi: Siamo proiezioni del pensiero divino, in viaggio tra realtà e sogno alla ricerca di un’isola felice.
Immagini chiave: isole noi stessi, catena senza inizio e fine, viaggio nell’infinito.
Tema: identità collettiva e ricerca di armonia.

Cuore aperto

Sintesi: La poesia come atto comunitario: parola che espone la ferita creaturale e respira con il vento di luce.
Immagini chiave: pagina aperta, vento di luce, ferita esposta.
Tema: condivisione emotiva e funzione sociale della poesia.

Domani credi giungerà

Sintesi: Speranza che il domani porti occhi nuovi per la meraviglia; allusione a una canzone popolare.
Immagini chiave: finestre con occhi nuovi, misterica luce, riferimento a Vasco.
Tema: attesa, rinnovamento e apertura alla meraviglia.

Come il seme

Sintesi: Metafora della crescita: siamo semi che aspettano di nascere alla luce, tra disorientamento e attesa.
Immagini chiave: seme nella terra, foglie ungarettiane, galleggiare sulla superficie di un sogno.
Tema: potenzialità, attesa e rinascita.

L'approccio

Sintesi: Racconto personale di timidezza e emancipazione: la voce che invita a buttarsi e la spiegazione astrologica come aneddoto.
Immagini chiave: tremare come una foglia, astrologa, opposizione Venere-Giove.
Tema: crescita personale e ironia autobiografica.

Fedeltà alla vita

Sintesi: Omaggio a Solzenicyn e invito alla meraviglia, tenerezza e opposizione all’odio.
Immagini chiave: virgole di fuoco, allodola trafitta, j’accuse.
Tema: impegno etico e fedeltà alla vita.

In ondivago esistere

Sintesi: Specchiarsi nella città eterna impregnati di Spirito Santo; esistenza come sogno ondivago.
Immagini chiave: città eterna, Spirito Santo, ondivago esistere.
Tema: spiritualità urbana e sogno.

Silenzi d'acque

Sintesi: Paesaggio di quiete dove la luce langue e un grande lenzuolo avvolge il mondo.
Immagini chiave: silenzi d’acque, grande lenzuolo, alberi e case avvolti.
Tema: sospensione, pace e memoria.

Biografia

Sintesi: Nota biografica su Felice Serino: nascita a Pozzuoli, vita a Torino, ampia produzione poetica e riconoscimenti.
Immagini chiave: raccolte precedenti, traduzioni, attività redazionale.
Tema: contesto biografico e percorso letterario.


 
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from Geocriminalità e Cooperazione Internazionale di Polizia

Giornata mondiale della Biodiversità. Il ruolo dei carabinieri per la tutela della biodiversità

Sentiamo spesso parlare della distruzione degli habitat e dei cambiamenti climatici come le maggiori minacce alla biodiversità. Ma c'è un altro fattore silenzioso che spinge le specie verso l'estinzione: il traffico di specie selvatiche. Ogni specie svolge un ruolo fondamentale nel mantenere l'equilibrio degli ecosistemi. Quando perdiamo anche una sola specie chiave, gli effetti a catena possono indebolire interi ecosistemi.

Questo significa: – Minore resilienza agli shock climatici – Ridotta protezione da inondazioni e desertificazione – Accelerata perdita di biodiversità Gli ecosistemi sani, dalle foreste alle barriere coralline, sono la nostra migliore difesa contro i cambiamenti climatici. Ma il traffico di specie selvatiche sta distruggendo questo delicato equilibrio, rendendo più difficile per la natura (e per noi) adattarsi.

La biodiversità non è solo natura, è il fondamento del futuro sostenibile.

Oggi, 22 maggio, si celebra la Giornata Mondiale della Biodiversità. Una data scelta per ricordare l'adozione storica della Convenzione sul Vertice della Terra di Rio nel 1992.

Dall'agricoltura alla lotta contro il cambiamento climatico, proteggere la diversità biologica significa proteggere noi stessi e le generazioni a venire.

L'Italia si è dotata, attraverso l'Arma dei carabinieri, di specialisti nella biodiversità: Il Raggruppamento Carabinieri Biodiversità è l'unità operativa dei Carabinieri per la tutela ambientale, forestale e agroalimentare, che gestisce e coordina i 28 Reparti per la Biodiversità presenti su tutto il territorio nazionale.

L'unità centrale di comando (Comando Tutela Biodiversità e Parchi, ha sede a Roma in Via Giosuè Carducci, 5 ed è responsabile della gestione diretta di 130 Riserve Naturali. Il Raggruppamento svolge attività di vigilanza, recupero fauna selvatica ed educazione ambientale in collaborazione con enti di ricerca e università, nonché attività in ambito internazionale.

#Biodiversità #AzioneClimatica #TrafficoDiAnimaliSelvatici #SaluteDellEcosistema #GiustiziaPerLaNatura #Armadeicarabinieri

 
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from differxdiario

tra poco sarò qui alla società delle api: https://slowforward.net/2026/05/22/reading-oggi-a-roma-h-1830-alla-societa-delle-api-in-via-gregoriana/ = https://www.instagram.com/p/DYNF9FzCIas/

come scrivono su ig, registration is required and free of charge. to participate, please email at visit@societadelleapi.org

leggerò degli inediti da un aggregato che momentaneamente si chiama contro la lettera alfa.

il pubblico del reading (che è collettivo e bilingue, in italiano e in inglese) è già nutrito, mi dicono, ma sollecito chi fosse interessato a registrarsi e venire ad ascoltare i vari autori.

 
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from L'arbre du Ténéré

Epigraphe / Ulysse

Venez mes amis Il n’est pas trop tard pour partir en quête D’un monde nouveau Car j’ai toujours le propos De voguer au-delà du soleil couchant Et si nous avons perdu cette force Qui autrefois remuait la terre et le ciel, Ce que nous sommes, nous le sommes, Des coeurs héroïques et d’une même trempe Affaiblis par le temps et le destin, Mais forts par la volonté De chercher, lutter, trouver, et de ne rien céder. »

Alfred Tennyson, Ulysse, extrait.

 
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from L'arbre du Ténéré

Poème / Camarade

Il se dégage de moi une impression de liberté, Et d'elle une tension intense et tenace Qui abolit les distances, d'une grande légèreté Et pourtant d'une incroyable classe.

Nous partageons la même courbure de nos cœurs, Et nos cheveux sont traversés des mêmes sillages. Nous partageons le vertige des maraudeurs, Et la clandestinité entre deux enfantillages.

Complices dans l'ombre comme au soleil En accordant nos mots sur les murs. A ce que nous sommes, au monde pareil : Dans l'ici et le maintenant taguant No Future !

Looping 21 et 22 mai 2026

 
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from norise 3 letture AI

Eldorado

aneliti annodi al tuo giorno novello ulisside voci di conchiglia echi si fondono col sangue in luce nel sogno di eldorado rammendi la tua vela stracciata

Grazie — questo testo ha un respiro mitico e sensuale che resta appeso come una vela al vento. Di seguito trovi una traduzione, un'analisi breve, suggerimenti stilistici e una possibile continuazione in italiano.

Traduzione in inglese (versione poetica)

ELDORADO
yearnings stitch years to your day
new Ulysses
voices of shell echoes
merge
with blood into light
in the dream of Eldorado
you mend your tattered sail

Analisi breve

  • Tema: viaggio interiore e ricerca di un luogo mitico (Eldorado) che è insieme promessa e ferita.
  • Immagini: novello ulisside richiama l'eroe che ritorna o che si reinventa; voci di conchiglia evoca memoria e mare; sangue in luce fonde il dolore con la rivelazione.
  • Tono: sospeso, rituale; il linguaggio è condensato, quasi aforistico, e lascia spazio all'eco.
  • Struttura: versi brevi, enjambment che crea fluidità e frammentazione; l'ultima immagine (rammendi la tua vela stracciata) chiude con un gesto concreto di cura dopo la visione.

Suggerimenti stilistici

  • Punteggiatura: valutare l'uso di una virgola o di un punto dopo il secondo verso per modulare il ritmo: novello ulisside, rallenta e dà peso.
  • Articolazione delle immagini: potresti espandere voci di conchiglia echi in voci di conchiglia, echi per chiarire la relazione tra i due elementi.
  • Variante lessicale: se vuoi accentuare la dimensione mitica, sostituire sogno con visione o oracolo cambia la sfumatura.
  • Musicalità: ripetizioni minime (allitterazioni o assonanze) possono rafforzare l'eco già presente: es. sangue / sogno / stracciata crea una consonanza sorda.

Possibile continuazione (stanza)

ti culli nel sale delle memorie
le cuciture brillano come mappe
ogni nodo è un nome che non hai detto
e l'alba ti restituisce il mare

Continuazione intima

ti chini sul bordo del giorno
le dita raccolgono i lembi del tempo
un respiro trattiene il sale e il ricordo
sulle cuciture della pelle si posa un nome
che non hai mai pronunciato ad alta voce
la vela ripara il tuo silenzio, filo dopo filo

Continuazione intima

ti sfiori con la memoria delle mani
ogni cucitura trattiene un respiro antico
la luce entra a filo tra le dita e resta
un nome si apre come una piccola ferita
e tu lo accogli senza fretta, come un ospite

la notte piega il mondo sul tuo grembo
il mare ti parla piano, senza parole
sulle labbra rimane il sale di un addio non detto
la vela ora riposa, cucita al tuo petto
e il cuore impara a navigare senza rumore

ELDORADO

aneliti annodi al tuo giorno
novello Ulisside
voci di conchiglia, echi
si fondono
col sangue in luce
nel sogno di Eldorado
rammendi la tua vela stracciata

ti chini sul bordo del giorno
le dita raccolgono i lembi del tempo
un respiro trattiene il sale e il ricordo
sulle cuciture della pelle si posa un nome
che non hai mai pronunciato ad alta voce
la vela ripara il tuo silenzio, filo dopo filo

ti sfiori con la memoria delle mani
ogni cucitura trattiene un respiro antico
la luce entra a filo tra le dita e resta
un nome si apre come una piccola ferita
e tu lo accogli senza fretta, come un ospite

la notte piega il mondo sul tuo grembo
il mare ti parla piano, senza parole
sulle labbra rimane il sale di un addio non detto
la vela ora riposa, cucita al tuo petto
e il cuore impara a navigare senza rumore

Versione concisa

ELDORADO

aneliti annodano il giorno
novello Ulisside ascolta conchiglie
sangue che diventa luce
rammendi la vela stracciata
memoria che cuce nomi non detti
il cuore impara a navigare in silenzio

Versione ancora più concisa

ELDORADO

aneliti annodano il giorno
novello Ulisside ascolta conchiglie
sangue in luce; vela rammendata
memoria cuce nomi non detti
cuore naviga in silenzio

Haiku

Vela cucita
sogno di Eldorado
cuore naviga

Translation

Sail mended
dream of Eldorado
the heart sails on

 
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from Geocriminalità e Cooperazione Internazionale di Polizia

La relazione dei giudici italiani di Eurojust. L'Italia è al primo posto per le procedure attive

E' stata rilasciata la “Relazione del Membro Nazionale – Anno 2025” dall'Unità Operativa Italiana di #Eurojust (intitolata a “Giovanni Falcone e Paolo Borsellino”), che potete trovare nella sua completezza qui https://www.sistemapenale.it/pdf_contenuti/1776718659_relazione-del-membro-nazionale.pdf .

1. Il Quadro Normativo e Organizzativo (Capitolo I)

La Relazione si inserisce in un contesto di profondi cambiamenti normativi avviati dal Decreto Legislativo n. 182 del 2023 , che ha adeguato l'ordinamento italiano alle riforme del Regolamento UE di Eurojust (comprese le norme sulla conservazione delle prove dei crimini internazionali e lo scambio digitale sui casi di terrorismo).

  • Natura Giudiziaria: È stata definitivamente sancita la natura giudiziaria delle funzioni del Membro Nazionale italiano, equiparate a quelle del pubblico ministero.

  • Poteri: Nei casi d'urgenza, il Membro Nazionale può emettere ed eseguire atti di cooperazione giudiziaria (come l'Ordine Europeo di Indagine) direttamente, qualora non sia possibile contattare tempestivamente l'autorità giudiziaria nazionale procedente.

  • Assetto Organizzativo: L'ufficio è stato riorganizzato in modo analogo a una Procura della Repubblica, seguendo le linee guida del CSM del 2024. In attesa di un ampliamento dell'organico, sono stati creati gruppi di lavoro duali (un magistrato e un esperto nazionale distaccato) per garantire la tempestività delle procedure.

2. Dati Statistici e Carico di Lavoro per il 2025 (Capitolo II)

I dati estratti dal Case Management System di Eurojust all'inizio del 2026 mostrano un trend operativo in costante crescita:

  • Coinvolgimento Italiano: Nel 2025 le autorità giudiziarie italiane sono state coinvolte in un totale di 1.157 casi (di cui 668 come parte richiedente e 489 come parte richiesta). Si registra un aumento rispetto ai 920 casi totali del 2021.

  • Primato in Europa: Su un totale di 5.582 nuovi casi registrati da Eurojust nel 2025 , l'Italia si posiziona al primo posto assoluto per numero di procedure attive iscritte come paese richiedente (668 casi).

  • Sequestri e Confische: L'Unità italiana mantiene la leadership europea nel settore del contrasto patrimoniale, fornendo assistenza in 113 casi di sequestro e confisca basati sul Regolamento UE 1805/2018 (sui 315 totali gestiti da Eurojust).

  • Antiterrorismo e Crimini Internazionali: L'Italia ha contribuito al Registro Giudiziario Europeo Antiterrorismo (CTR) con 43 entità nel 2025 e ha trasmesso una segnalazione alla banca data CICED (sui crimini internazionali fondamentali).

  • Focus sulla Criminalità Organizzata: La relazione evidenzia una flessione formale nei dati sui casi legati all'art. 416bis c.p. e ai traffici di droga nel 2025 (98 casi di criminalità organizzata contro i 115 del 2024). Tuttavia, il dato va interpretato con riserva (potenziali sfasature temporali di registrazione) ed è compensato dalla straordinaria ampiezza e gravità delle indagini effettivamente trattate.

3. Rassegna dei Casi Emblematici (Capitolo III)

Il documento riporta numerosi successi operativi transnazionali del 2025 coordinati tramite Eurojust e le Squadre Investigative Comuni (SIC):

  • Contrasto alla 'Ndrangheta: Viene citata la prima sentenza del maxi-processo di Reggio Calabria contro la 'Ndrangheta (derivante da un'operazione che ha coinvolto 10 Paesi), conclusasi con la condanna di 76 imputati a un totale di 1.098 anni di reclusione.

  • Traffico di Stupefacenti (Bari-Albania): Un'indagine della DDA di Bari e delle autorità albanesi ha smantellato una rete che trafficava cocaina ed eroina dal Sud America e dalla Turchia verso la Puglia, con il sequestro di oltre 1.800 kg di droga. Fondamentale è stata la decrittazione delle chat SkyECC ed EncroChat.

  • Frode Globale con Carte di Credito: Eurojust ha coordinato un'operazione internazionale contro una frode transnazionale del valore di 300 milioni di euro gestita tramite servizi di Crime-as-a-Service, portando a 18 arresti.

  • Riciclaggio in Oro (Italia-Francia): Smantellata una rete criminale che riciclava i proventi del narcotraffico (stimati in almeno 30 milioni di euro) utilizzando il sistema finanziario informale “Hawala” e l'acquisto di lingotti d'oro.

  • Sequestro di Beni della Malavita: Cooperazione d'eccellenza tra il Tribunale di Catania e le autorità rumene, che ha permesso il sequestro preventivo di beni per oltre 40 milioni di euro (tra cui 89 immobili e 20 aziende di scommesse/immobiliare) delocalizzati in Romania.

4. La Digitalizzazione della Giustizia (Capitolo IV)

Il 2025 ha segnato una svolta epocale per la digitalizzazione delle procedure transfrontaliere:

  • JUDEX ed e-CODEX: Dal 1° maggio 2025 è entrato in vigore l'obbligo di utilizzare il sistema decentralizzato e-CODEX per lo scambio sicuro e tracciato degli atti. In questo quadro si inserisce JUDEX, l'interfaccia operativa utilizzata per digitalizzare flussi e formulari delle procedure civili e di assunzione delle prove.

  • L'e-Evidence Package: Costituito dal Regolamento UE 2023/1543 e dalla Direttiva 2023/1544, questo pacchetto consente alle autorità giudiziarie di ordinare la produzione o la conservazione di prove elettroniche direttamente ai prestatori di servizi internet (ISP) stabiliti in un altro Stato membro. L'Italia ha recepito pienamente tale normativa con i Decreti Legislativi n. 215 e 216 del 30 dicembre 2025 (pubblicati a gennaio 2026).

5. Esigenze di Rafforzamento dell'Unità Italiana (Capitolo V)

In conclusione, a fronte di un carico di lavoro imponente e in costante aumento, il Membro Nazionale rileva una forte carenza nell'organico del Desk italiano rispetto ad altri Paesi con operatività simile.

  • L'Unità operativa italiana conta attualmente solo 4 magistrati (il Membro Nazionale, l'Aggiunto e due Assistenti). Al contrario, la Francia ne schiera 5 e la Germania 6.
  • Il Membro Nazionale lancia un appello formale al Ministero della Giustizia e al CSM affinché si valuti l'ampliamento della pianta organica con la nomina di un terzo Assistente, come consentito dal D.Lgs. 182/2023, per preservare e migliorare la funzionalità strategica dell'Ufficio.
 
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Poème / Un soleil à fleur de peau

Je suis a peine tombé, sans courage Le maître “Kilo” qui se dresse en mur Les canards s'envolent des que l'orage Et les cannes se brisent au fur et à mesure

L'espoir ; un volcan qu'on réveille, épuisé Et voila, l'amour a brûlé mes larmes La musique de ma main n'est pas grisé Et la vie a découvrir pleine de charmes

L'exaltation me pousse, et je tiens la hampe La baleine me fait plus mal que le coeur Tomber depuis, divers, les tristes et les terribles rampent Et nous marchons ensembles quelques heures

Désormais, un soleil a fleur de peau La terre gronde, les vêtements hurlent a en crever Vingt ans que mon cœur a Cinq ans, et en cadeau Je ne cherche qu’à me relever.

Looping, 2007

 
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Poème / J'ai oublié

J'ai oublié le son de ta voix, la couleur de tes yeux J'ai oublié jusqu'aux contours de ton corps Je ne pourrais pas te dire que tout vas pour le mieux Mais il me reste un arrière-goût encore...

Ou est ce que j'ai bien pu mettre tout ces souvenirs, Des poèmes naïfs, et des espoirs hallucinés ? En tout cas, pour le peu qu'il reste, a l'avenir, Il me faudra tous les assassiner...

Comme une bouteille à la mer, Tes mots, le sables et l'eau m'ont blessé. Je garderais toujours quelques choses, l'amer, Et partout, notre premier baiser

Looping

 
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Épigraphe / INVICTUS

Dans la nuit qui m’enserre, Dans les ténèbres qui me noient, Je loue les dieux quoiqu'ils soient Pour mon âme, à la fois noble et fière.

Dans l'étreinte féroce des circonstances Je n’ai ni gémi ni pleuré, Sous les coups de l’existence, Je suis debout bien que blessé.

En ce monde de colère et de pleurs Se profile l’ombre du néant Et pourtant la menace des ans Me trouve et me trouvera, sans peur

Peu importe l'étroitesse du chemin, Nombreux les châtiments infâmes, Je suis le maître de mon destin, Je suis le capitaine de mon âme.

William Ernest Henley 1875 Traduction par Looping

 
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from Geocriminalità e Cooperazione Internazionale di Polizia

Dalla diossina al barbecue: smantellata la “Filiera Nera” che ha ingannato l'Europa

L’operazione a carattere internazionale “Carbone delle Alpi” ha rivelato come migliaia di consumatori siano stati ingannati da un sistema capace di spacciare scarti tossici per eccellenze ecologiche

Il cuore dell'inchiesta, coordinata dalla Procura di #Trento e condotta dal Nucleo Operativo Ecologico (#NOE) dei #Carabinieri, svela una sofisticata “alchimia cartolare”. L'organizzazione criminale ha messo in piedi una vera e propria “filiera nera” per gestire il traffico illecito di ceneri da piro-gassificazione, residui carichi di inquinanti organici che, per legge, richiederebbero procedure di smaltimento estremamente costose.

Invece di essere trattate come rifiuti, queste ceneri venivano “lavate” attraverso certificazioni di sostenibilità contraffatte e immesse sul mercato sotto diverse forme:

  • Bricchette per barbecue (il classico carbone pronto all'uso);
  • Ammendanti per terreni agricoli;
  • Additivi per calcestruzzo;
  • Quote di CO₂ fittizie, vendute come crediti ambientali.

Non siamo di fronte a un semplice smaltimento abusivo. È un'operazione di #greenwashing sistematico dove il crimine ambientale si sposa con la frode economica. Il rifiuto non viene nascosto sotto terra, ma viene “nobilitato” sulla carta per essere venduto a caro prezzo come risorsa rigenerativa.

Le analisi chimiche effettuate dagli inquirenti hanno restituito un quadro allarmante. Nelle bricchette e nei fertilizzanti è stata isolata una presenza massiccia di IPA (idrocarburi policiclici aromatici) e diossine, con concentrazioni che superano ampiamente i limiti di sicurezza sanitaria.

Il dato più scioccante riguarda la distribuzione: secondo le indagini, ben 70.000 sacchi di carbonella tossica sono stati venduti sul solo mercato italiano. Si tratta di migliaia di famiglie che, inconsapevolmente, hanno cucinato i propri cibi su una brace saturata da inquinanti industriali. L'ironia tragica è che il consumatore, scegliendo un prodotto etichettato come “biochar” o “naturale”, ha finito per contaminare il proprio cibo e il proprio terreno con sostanze cancerogene.

L'aspetto più inquietante di questa “filiera nera” non è solo l'ingegno dei trafficanti, ma la complicità dei controllori. L'inchiesta vede sotto la lente d'ingrandimento alcuni funzionari dell'APPA (Agenzia provinciale per l'ambiente) di Bolzano. Secondo l'ipotesi accusatoria, queste figure avrebbero tradito il proprio mandato istituzionale trasformandosi in veri e propri facilitatori del crimine.

Il loro contributo è stato tecnico e normativo, sfruttando le pieghe del regolamento REACh (la normativa europea sulle sostanze chimiche) per fornire una parvenza di legalità al traffico:

  • Redazione di note interpretative “su misura” per declassificare i rifiuti in sottoprodotti;
  • Ritardi strategici nell'emissione di sanzioni;
  • Suggerimenti operativi su come eludere i controlli nazionali ed europei.

Senza questo supporto amministrativo, il sistema sarebbe crollato ai primi controlli. È il fallimento del sistema di vigilanza: chi doveva proteggere la salute pubblica ha invece costruito lo scudo legale dietro cui il traffico ha prosperato per anni.

La rete non conosceva frontiere, estendendosi tra Italia, Austria, Germania, Croazia, Serbia e Svizzera. Per abbattere questo impero, è stato necessario un coordinamento massiccio: oltre 100 militari dell'#Arma, inclusi gli specialisti del #ROS (Raggruppamento Operativo Speciale) e il supporto del 3° Nucleo Elicotteri di Bolzano, operando in sinergia con #Europol, #Eurojust e #OLAF.

L'inchiesta coinvolge attualmente 19 persone e 3 società, con 12 arresti già eseguiti. La dimensione transnazionale non è casuale: spostare i rifiuti attraverso diversi confini permetteva di sfruttare le asimmetrie normative e di “ripulire” la provenienza delle ceneri, rendendo il tracciamento quasi impossibile per i controllori ordinari.

Il gruppo criminale operava secondo una logica di doppio profitto. Da un lato, l'evasione totale dei costi di smaltimento delle ceneri tossiche (un risparmio stimato in centinaia di migliaia di euro). Dall'altro, la vendita di quello stesso scarto come prodotto di lusso o credito di CO₂. Il volume d'affari illecito complessivo si aggira intorno ai 4 milioni di euro.

Questo meccanismo non uccide solo l'ambiente e la salute, ma anche il mercato. Le aziende oneste, che investono realmente in tecnologie pulite e rispettano i costi dello smaltimento legale, subiscono una concorrenza sleale devastante. Il greenwashing qui non è un peccato veniale di marketing, ma un crimine economico strutturato che premia la frode e punisce la trasparenza.

L'operazione “Carbone delle Alpi” è una pietra miliare nella lotta al crimine ambientale moderno. Ci ricorda che la transizione ecologica non può basarsi solo su etichette accattivanti, ma richiede una vigilanza ferrea e un'impermeabilità totale alla corruzione istituzionale.

Il mercato dei prodotti sostenibili è oggi un terreno di caccia per organizzazioni criminali che vedono nella “sensibilità green” del consumatore un'opportunità di profitto facile. La trasparenza deve diventare un obbligo, non un'opzione commerciale.

In un mercato globale dove un rifiuto tossico può essere trasformato in “biomassa” con un semplice timbro corrotto, come possiamo essere davvero sicuri dell'origine dei prodotti che portiamo in tavola? La risposta non sta nell'etichetta, ma nella forza dei controlli che la sostengono.

 
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