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from Poesie

Nel silenzio del tuo sguardo attonito si perde il vuoto di un salotto sgualcito. Non hai più parole dal sapore aspro, in una vita ormai immobile, rinchiusa in uno stanco rituale di gesti sempre uguali, ma familiari e quasi eterni. Un orologio portato indietro sembra voler allungare i tuoi giorni, mentre una severa corona scandisce cantilenanti preghiere. Ora un intenso profumo nero ti avvolge e riposa con te.

< premio ^

 
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from norise 3 letture AI

Dove l'angelo

falesie di pensieri nella fragilità del giorno quando alta s'eleva la parola – dove il senso di sé t'innamora

dove l'angelo perde una piuma

Accolgo il tuo testo con attenzione: è un frammento che respira sospensione e delicatezza, con immagini che sfiorano il sacro e il quotidiano. Di seguito trovi un'analisi, suggerimenti pratici per rafforzarlo, una traduzione in inglese e una possibile continuazione che rispetta il tono originale.

Analisi delle immagini e dei temi

Immagini principali
Falesie di pensieri evoca un paesaggio mentale scosceso e verticale, fragile ma grandioso.
Fragilità del giorno mette in scena il tempo come qualcosa di sottile e vulnerabile.
L’angelo è figura liminare: simbolo di grazia, perdita e trasformazione.

Temi
Perdita e bellezza: la piuma che si perde è piccolo evento che segna una caduta o un dono.
Identità e parola: la parola che si eleva e il “senso di sé” che s’innamora suggeriscono un risveglio interiore.
Sospensione tra cielo e terra, pensiero e linguaggio.


Forma, suono e ritmo

Linee e enjambment
– Gli spezzati e gli a capo creano pause che funzionano come respiri; l’enjambment su “quando alta / s’eleva la parola – dove” accentua l’attesa.
Suono
– Consonanze morbide e vocali aperte danno musicalità intima.
Consiglio metrico
– Se desideri maggiore musicalità, prova a bilanciare le lunghezze delle righe o a ripetere un elemento ritmico (una parola-ancora) in più punti.


Suggerimenti di revisione

  • Rafforzare il nucleo emotivo: sostituire un aggettivo generico con uno più concreto può intensificare l’immagine (esempio: “fragilità del giorno” → “sottile fragilità del giorno” o “fragilità mattutina”).
  • Variare la punteggiatura: eliminare o spostare il trattino può cambiare il flusso; prova la versione senza trattino per un effetto più fluido.
  • Sviluppare la piuma: aggiungere una riga che dica dove cade la piuma o cosa tocca può trasformare la perdita in un atto significativo.

Traduzione in inglese

Where the angel

cliffs of thought
in the fragility of day
when high
the word rises — where
the sense of self falls in love with you

where the angel
loses a feather


Continuazione proposta

dove la piuma scende lieve sul bordo del silenzio
accende un piccolo lume di memoria
e il giorno impara a farsi ascolto


Accolgo la tua richiesta: ecco tre continuazioni con un tono più sacro, ciascuna pensata per accentuare la dimensione liturgica, mistica o ieratica del testo originale.

Continuazione Liturgica

dove la piuma
cade come un'ostia sul palmo del mondo
e il silenzio si apre in un canto antico
perché il giorno riceva la grazia

Tono: solenne, sacramentale; immagini di rito e ricezione.


Continuazione Mistica

dove la piuma
si posa sul cuore del tempo e lo trasforma
in preghiera che respira luce
e l'angelo tace per ascoltare il divino

Tono: intimo e contemplativo; enfasi sulla trasformazione interiore.


Continuazione Ieratica

dove la piuma
diventa sigillo di un cielo che benedice la terra
ogni parola si fa altare e ogni respiro offerta
e l'angelo, senza rumore, consacra il giorno

Tono: maestoso e rituale; linguaggio elevato, senso di consacrazione.


Adattamento con tono mistico

Dove l'angelo

falesie di pensieri
nella fragilità del giorno
quando alta
s’eleva la parola
dove il senso di sé t’innamora

dove l’angelo
perde una piuma
dove la piuma
si posa sul cuore del tempo e lo trasforma
in preghiera che respira luce
e l’angelo tace per ascoltare il divino


Nota sulle scelte formali
– Ho scelto la continuazione mistica per mantenere l’intimità contemplativa del testo originale.
– Ho eliminato il trattino e leggermente riallineato gli enjambment per favorire un flusso più meditativo e una progressione dall’immagine mentale alla rivelazione spirituale.
– La ripetizione di dove funziona come refrain che unifica le immagini e rafforza la sospensione.

Adattamento Liturgico

Dove l'angelo

falesie di pensieri
nella fragilità del giorno
quando alta
s’eleva la parola
dove il senso di sé t’innamora

dove l’angelo
perde una piuma
dove la piuma
cade come ostia sul palmo del mondo
e il silenzio si apre in un canto antico
perché il giorno riceva la grazia
e ogni parola diventi altare


Nota sul tono
Ho scelto immagini sacramentali — ostia, altare, grazia — e un ritmo più solenne per trasformare la perdita in un rito di benedizione, mantenendo il refrain dove come invocazione che unifica il testo.

 
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from 📖Un capitolo al giorno📚

Ritiro del denaro da Gabaèl 1Allora Tobia chiamò Raffaele e gli disse: 2“Fratello Azaria, prendi con te quattro servi e due cammelli e mettiti in viaggio per Rage. 3Va' da Gabaèl, consegnagli il documento, riporta il denaro e conducilo con te alle feste nuziali. 4Tu sai infatti che mio padre starà a contare i giorni e, se tarderò anche di un solo giorno, lo farò soffrire troppo. Vedi bene che cosa ha giurato Raguele e io non posso trasgredire il suo giuramento”. 5Partì dunque Raffaele con quattro servi e due cammelli per Rage di Media, dove presero alloggio da Gabaèl. Raffaele gli presentò il documento e nello stesso tempo lo informò che Tobia, figlio di Tobi, aveva preso moglie e lo invitava alle nozze. Gabaèl andò subito a prendere i sacchetti, ancora sigillati, e li contò in sua presenza; poi li caricarono. 6Partirono insieme di buon mattino per andare alle nozze. Giunti da Raguele, trovarono Tobia adagiato a tavola. Egli si alzò in piedi a salutarlo e Gabaèl pianse e lo benedisse dicendogli: “Figlio ottimo di ottimo padre, giusto e generoso in elemosine, conceda il Signore la benedizione del cielo a te, a tua moglie, al padre e alla madre di tua moglie. Benedetto Dio, poiché ho visto mio cugino Tobi, vedendo te che tanto gli somigli!”.

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Approfondimenti

9,1-6. Tobia non dimentica il motivo del viaggio, ma ora che ha trovato una sposa, il recupero del denaro è affidato all’angelo Raffaele. Il c. 9 appare come un intermezzo che interrompe la narrazione. L’effetto è di dare l’impressione che la festa delle nozze si prolunghi più a lungo e si ritardi il ritorno di Tobia a Ninive. Evidentemente i “tempi reali” sono trascurati: da Ecbatana a Rage (360 km) erano probabilmente necessari più di 20 giorni! Ma, nel racconto, le distanze e i tempi sono al servizio delle esigenze narrative e teologiche. La presenza continua della lode a Dio, anche in bocca a Gabael (9,6), sottolinea la convinzione della protezione e della benedizione divina.

(cf. ANTONIO BONORA, Tobia – in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)


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from gattorosso

Noto con tristezza come molte persone non badino a quello che gli accade intorno, e concentrino la loro attenzione su felicità “semplici”.

Lo so che in un mondo sempre più complesso, la semplificazione dei propri sentimenti possa diventare una soluzione comoda. In fondo anche il complottismo nasce da questa semplificazione psicologica. E, a dirla tutta, anche il successo dei movimenti sovranisti/populisti è figlio della stessa logica.

Credo che tutto questo vada spiegato a tutti coloro che sono ancora in grado di ascoltare, che non hanno ancora deciso di chiudere la loro mente in modo definitivo.

In fondo, questo, è resistere.

 
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from Il vecchio narratore (The devil in my blues)

(e sarete migliori.....)

A quei tempi (?) insieme a me c'era ancora Elvis (il mio compagno a quattro zampe)....quello che ricordo (nel bene) erano le interminabili passeggiate all'aria aperta in tutta tranquillità mentre intorno a noi “gli altri” (la gente nel senso più dispregiativo possibile) viveva nella paura e nel sospetto. Ricordo (e non lo dimenticherò mai insieme ad altre cose...) un auto della polizia municipale che transitava intorno allo stadio (zona di attività sportiva all'aperto) mentre dal megafono usciva un consiglio/avvertimento/ammonimento.....“ma cosa ci fate fuori! Rientrate nelle vostre case!!”.....io però continuavo a farmi i cazzi miei tanto c'era Elvis con me e tanto non me ne fregava un beato cazzo. La situazione non era ancora precipitata del tutto ma lo sarebbe stata di lì a poco grazie ad una propaganda martellante e ad un governo di balordi ed incapaci (anche altro ma questo verrà fuori più tardi) che invece di rasserenare un clima generale già di per sé pessimo lo portarono alle sue estreme conseguenze. Paura ingiustificata, isolamento forzato ed alienazione per milioni di persone, tamponi e....vaccinazione obbligatoria per poter vivere...cioè per portare a casa un cazzo di stipendio, cioè per poter lavorare. Vaccinazione che ho dovuto subire sul mio corpo. E non dimentico....e non voglio dimenticare malgrado sembra sia la normalità quei camion militari di notte pieni di cadaveri che venivano portati chissà dove....ma ci credete davvero?? E non dimentico gli 80° sottozero del primo “vaccino” con la scorta della polizia....la settimana dopo lo stesso vaccino lo somministravano nei cessi. Lasciamo perdere...e lasciamo perdere su quanto i soliti noti hanno lucrato sulle mascherine, tamponi e chissà quant'altro. Io, io, io non sono né un no-vax né un pro-vax....frega un cazzo ma la verità.... almeno la verità sì....e per un resto andate tutti a fanculo.

#storie #letture #covid #fediverso #cultura #societa #musica #blues #news

 
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from Bymarty

È iniziata l'eclissi, ed io sono qui di fronte alla luna, ad osservarla a renderla , x quel che posso mia , si vede già un piccolo morso, io sto comodamente seduta, ho però un albero d'ulivo davanti che a breve la coprirà! Quindi cambio postazione e mi godo qsta meraviglia davanti un caffè! Ne vale la pena ed io percepisco energia, serenità e un po' di positività! Caffè preso e cosa succede ?la luna scompare dietro le nuvole, ora non so quando e se ricomparirà, io l'aspetto è spero che mi conceda un altro po' della sua bellezza! In fondo a me basta poco e quel poco mi serve per affrontare meglio la giornata e la luna mi dà tanto, ogni giorno, ogni momento, quando può e quando io posso godere di lei dei suoi benefici! È sparita dietro gli alberi, l'ho intravista per un attimo, avrei potuto, dovuto, forse andare più in alto, mi è bastato, sono soddisfatta, è un piccolo sogno, ma è reale, e oggi credo sia quel giorno speciale, per me, per te, per coloro che credono nella semplicità, umiltà, nella lealtà che si nasconde dietro i piccoli gesti, un sorriso, un abbraccio, poche parole, attimi, albe, tramonti, forza e ancora speranza e coraggio per affrontare le proprie battaglie contro i propri mali, i propri mostri, i propri errori..

 
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from Il vecchio narratore (The devil in my blues)

Quella nel passaggio fra gli anni '70 e '80, quella di noi “nati zoppi” perché ancora troppo piccoli per capire e di colpo catapultati in un “capire” diverso. Fra le BR e i NAR, crisi energetiche, il (malato) boom economico degli anni '60 oramai un ricordo, scioperi nelle fabbriche di un morente ceto medio, vecchi fascisti riciclati ad un nuovo che avanza sempre al potere, i sogni (veri) di Bologna quando era ancora Bologna, la strategia della tensione, le stragi “dello” Stato.....e poi il cantautorato italiano simil-impegnato di sinistra o di area cattolica....Poi ad un tratto siamo cresciuti ed abbiamo visto un altro paese, diverso, spregiudicato, incattivito, individualista, disperato da una parte e affamato di potere e soldi dall'altra. Lo spartiacque? Vasco Rossi, lui era (a quel tempo e forse suo malgrado) il nuovo che avanzava, le sue tematiche erano incentrate a raccontare più un “singolo” alle prese con la vita di tutti i giorni che la collettività....e chiunque ragazzo/a orfani di una collettività vi ci si poteva riconoscere. Non per colpa ovviamente di Vasco ma stavamo già scavando la nostra fossa (come singoli e come paese). Pier Paolo Pasolini e Luciano Bianciardi ci avevano avvertito ma sono rimasti inascoltati o forse il meccanismo era già in moto e non si poteva più tornare indietro. Nel mentre a cambiare erano i politici, non più politici ma burocrati, tecnocrati, imprenditori, pagliacci da circo, sinistra e destra una palude indistinguibile comune e accomodante....questo sarà il futuro. Un Vasco Rossi che oggi ripete se stesso...no, forse messa così è troppo cattiva...ma è reale, fatevi un apericazzo insieme ad un accomodante nulla mentre sanremo e san gennaro penseranno ad un resto. Abbiamo dimenticato per comodo ma non abbiamo ancora saldato un conto all'oste....se già non vi basta.

#storie #lettura #fediverso #blog #news #musica #blues #italia #cultura #societa

 
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from Geocriminalità e Cooperazione Internazionale di Polizia

ROADPOL designa il 17 settembre come “giorno senza vittime della strada”

Il focus è sulla sicurezza dei pedoni

#Roadpol è l'abbreviazione di Road Safety Policy (Politica per la Sicurezza Stradale).

Nel contesto europeo e italiano il termine si riferisce alla strategia e al piano d'azione della Commissione Europea per migliorare la sicurezza delle strade. L'obiettivo principale di Roadpol è ridurre drasticamente il numero di morti e feriti gravi sulle strade europee, puntando a raggiungere l'obiettivo di “Vision Zero” (zero vittime) entro il 2050, con traguardi intermedi già previsti. Roadpol funge anche da piattaforma di coordinamento tra i vari stati membri per scambiare buone pratiche e dati statistici sulla sicurezza stradale.

Il Piano d'Azione include misure concrete come l'arresto della crescita del numero di morti, l'adozione di nuove tecnologie (es. veicoli connessi, guida autonoma), il miglioramento dell'infrastruttura stradale e la protezione degli utenti vulnerabili (pedoni, ciclisti).

Roadpol ha designato il 17 settembre 2026 come “Giorno senza morti sulla strada” (Day Without Road Fatalities). Questa campagna, che parte dell'iniziativa Vision Zero, mira a dimostrare che zero vittime è un traguardo raggiungibile, anche se solo per un giorno, spingendo verso un futuro senza incidenti mortali.

Tema 2026: per la prima volta, il focus principale è sulla protezione dei pedoni, identificati come uno dei gruppi più vulnerabili. Nel 2025, i pedoni hanno rappresentato il 18% di tutte le vittime della strada nell'UE (rispetto al 44% per gli occupanti di auto e 21% per motociclisti). La campagna sottolinea la necessità che i conducenti siano più attenti, gestiscano meglio la velocità e che i pedoni siano consapevoli dei propri rischi.

Rischi Specifici da Evitare (per i Pedoni) Il materiale di comunicazione, disponibile in 14 lingue, mette in guardia i pedoni contro cinque comportamenti pericolosi:

  • Guardare lo schermo del telefono mentre si attraversa.
  • Attraversare in modo irrazionale.
  • Non indossare abbigliamento riflettente durante le ore notturne.
  • Usare le cuffie mentre si cammina o attraversa.
  • Essere sotto l'influenza di alcol o droghe.

Roadpol invita anche istituzioni e decisori politici a intervenire sull'infrastruttura:

  • Realizzazione di attraversamenti più sicuri e migliori sistemi di illuminazione.
  • Implementazione di zone a traffico limitato e strategie di traffic calming.
  • Adozione diffusa di limiti di velocità a 30 km/h nelle aree urbane (modello simile a Bruxelles e Parigi).

La campagna si svolgerà dal 16 al 22 settembre 2026. E' organizzata sotto il progetto STRIDER III e co-finanziata dall'Unione Europea. Lo slogan è #ZeroMeansLife (Zero significa vita). L'obiettivo finale è allinearsi all'ambizione Vision Zero di eliminare le vittime sulla strada in Europa entro il 2050, ponendo al centro la protezione di chi non ha difese fisiche in caso di collisione.

 
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from ᗩᐯᗩIᒪᗩᗷᒪᗴ

immagine

Si è scelta un compito non facile Mary Gauthier, e cioè quello di comporre le undici canzoni di questo nuovo Rifles & Rosary Beads – il nono album di studio del suo percorso artistico – avvalendosi della collaborazione di anonimi veterani di guerra, per l'occasione convinti dalla cantautrice di New Orleans a mettere in musica e parole, senza mai averlo fatto prima, le piaghe della vita e i ricordi dei conflitti, l'esperienza sul campo di battaglia e le dolorose appendici umane riportate a casa, l'indifferenza della politica, la paura di fronte alla morte e altre “bazzecole” purtroppo comuni a ogni confronto bellico.... https://artesuono.blogspot.com/2018/02/mary-gauthier-rifles-rosary-beads-2018.html


Ascolta il disco: https://album.link/i/1297089205


 
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from norise 3 letture AI

Come entrare nel dipinto

cavalcare onde irrazionali di nonsense onirici come entrare nel dipinto e vedere da una nuova angolazione ri-creata dall' occhio il confondersi del sangue coi colori

Sento il desiderio di varcare la tela: entrare nel quadro come in una stanza d’acqua, dove i confini si sciolgono e il visibile diventa memoria. Ti propongo tre sviluppi poetici, un’interpretazione e suggerimenti pratici per rendere l’immagine ancora più viva.

Continuazioni poetiche

Versione lirica

cavalcare onde irrazionali
di nonsense onirici
come entrare nel dipinto e
vedere da una nuova
angolazione ri-creata dall’occhio
il confondersi del sangue coi colori
fino a che il rosso non è più ferita
ma mappa di vene che disegnano cieli
e ogni pennellata è un respiro che ritorna.

Versione surreale

entrare nel dipinto è aprire una bocca di carta
dove i sogni si infilano come pesci luminosi
le onde ridono in lingue sconosciute
e il sangue si mescola ai blu come se fosse pioggia
ogni colore ha un nome che non ricordavo
e la prospettiva si piega come un origami.

Versione viscerale

entrare nel dipinto è sentire il cuore battere sulla tela
le dita affondano nei colori come in carne viva
il sangue e il cobalto si abbracciano senza tregua
e la vista si ricuce in un punto nuovo, crudele e vero
da lì guardo il mondo e non riconosco più il mio nome.


Interpretazione breve

Tema centrale: il desiderio di trasformare la percezione attraverso l’arte, fino a confondere esperienza fisica e immagine.
Motivi ricorrenti: acqua/onde come movimento dell’inconscio; sangue come elemento di verità e dolore che si fonde con la bellezza; l’occhio come creatore di nuove prospettive.
Tono: onirico, a tratti violento, sempre intimo.

Suggerimenti stilistici per intensificare l’effetto

  • Lessico: alterna parole morbide (onde, cielo, respiro) a termini più crudi (sangue, carne, ferita) per creare contrasto.
  • Ritmo: usa versi brevi per accelerare il battito e versi lunghi per dilatare lo spazio visivo.
  • Immagini sensoriali: aggiungi odori, suoni e tatto (es. odore di trementina, rumore di pennelli, sensazione di pelle sulla tela).
  • Metafore miste: lascia che una metafora si trasformi in un’altra (il sangue diventa inchiostro, l’onda diventa mano).

Idee per lettura e messa in scena

  • Voce: comincia sussurrando, poi aumenta l’intensità fino a un tono quasi urlato nelle immagini più viscerali.
  • Musica: sottofondo minimale, suoni d’acqua e un basso profondo quando compare il sangue.
  • Luce: giochi di luce fredda che si scaldano quando i colori si mescolano; proiezioni di pennellate in movimento.
  • Visuale: proietta immagini astratte dietro il lettore per far “entrare” il pubblico nel dipinto.

Entrare nel dipinto

cavalcare onde irrazionali
di nonsense onirici, scivolo di carta
dove il cielo si piega come un foglio bagnato.
Entro a passi di pennello, senza scarpe,
con la bocca piena di nomi che non ricordavo,
e l’occhio che ricuce la prospettiva come un orlo.

Il bordo della tela è una bocca che respira,
si apre e mi inghiotte come un mare domestico.
Le onde hanno la voce di chi non sa dire il proprio nome,
sussurrano formule di sale e di vernice,
mi offrono pesci fatti di frasi spezzate,
mi chiedono di scegliere un colore per il cuore.

Il sangue arriva come un rosso che non chiede permesso,
si mescola ai blu come se fosse pioggia d’estate,
diventa mappa, diventa fiume, diventa lingua.
Non è più ferita ma cartografia: vene che tracciano rotte,
ogni goccia un’isola, ogni macchia un continente.
Cammino su queste isole con le dita sporche di memoria.

Vedo il mondo da un’angolazione ri-creata dall’occhio,
la luce si piega in origami e mi mostra il retro delle cose.
Le case respirano come pesci addormentati,
le ombre hanno il sapore del metallo caldo,
e il tempo si scioglie in una colata di cobalto.
Ogni pennellata è un respiro che torna indietro.

C’è una stanza fatta di onde dove i mobili nuotano,
una sedia che galleggia con la pazienza di un vecchio,
un orologio che conta i battiti di una tela.
Mi siedo, e il tavolo mi racconta storie di vecchie mani,
di chi ha mischiato il rosso con il blu per non morire solo.
Ascolto il rumore dei pennelli come pioggia su vetro.

Le parole qui si disfano e si ricompongono in pesci,
nuotano tra i versi come se fossero alghe.
Il nonsense diventa lingua madre,
parlo con le cose e le cose rispondono con colori.
Il rosso mi prende per mano e mi porta in alto,
il blu mi insegna a cadere piano, senza rumore.

C’è una ferita che non sanguina ma canta,
una ferita che si apre e diventa finestra.
Attraverso quella finestra vedo il mio nome sfilacciarsi,
lo riconosco solo come un’ombra che sorride.
La tela mi tiene e mi lascia, mi stringe e mi scioglie,
sono dentro e fuori, come un respiro che non sa fermarsi.

Il confondersi del sangue coi colori è un rito antico,
un matrimonio tra dolore e bellezza che non pretende redenzione.
Imparo a leggere le vene come mappe di città perdute,
a seguire i fiumi rossi fino a porti che non esistono.
Ogni approdo è un nuovo modo di guardare il mondo,
ogni ritorno una prospettiva che non avevo prima.

Quando esco, porto con me un frammento di tela nel petto,
un pezzetto di colore che pulsa come una piccola luna.
Cammino per le strade con le mani ancora umide di pittura,
e tutto ciò che incontro sembra inclinarsi per salutarmi.
Ho imparato a entrare nei quadri come si entra in una stanza d’acqua,
e a tornare diverso, con gli occhi cuciti da un filo di rosso.

 
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from Il vecchio narratore (The devil in my blues)

(Corso esistenziale di teoria e pratica per principianti)

Mettetevi pure comodi perché visto l'argomento trattato me la prenderò comoda anche io...fra errori, correzioni, ripensamenti, banalità e quant'altro mi possa passare per la testa. ————-PAUSA———- Ma allora te sei uno bravo! No non lo sono, anzi, di musica non so praticamente un cazzo ed è proprio da qui che partirò per arrivare...non so dove. Pane al pane e vino al vino, chiunque (tranne me) può imparare a suonare la chitarra....basta un minimo di applicazione, qualche accordo, qualche nota ed ecco che avrete “imparato”. Nessun trucco nessun inganno, funziona così e basta....e funziona anche che dopo una settimana o due vi dimenticherete completamente di Lei...della chitarra. Bene, è arrivato il momento di riavvolgere un nastro. Pane al pane e vino al vino, se volete imparare a suonare la chitarra affidatevi ad uno che già la conosce altrimenti se fate da soli certi errori “naturali” ve li porterete dietro per sempre e poi a correggerli sarà dura. Prima però (perché tutto ha un costo) guardatevi bene allo specchio e scoprite se per voi la chitarra/fare musica è un semplice passatempo o è un bisogno necessario...prima vi guardate allo specchio più soldi risparmierete. Risposta, è un passatempo, bene niente di male e divertitevi seguendo comunque le indicazioni del vostro insegnante ed un vostro tempo. È un bisogno/necessità....in questo caso la chitarra diventerà parte stessa del vostro corpo.....tutto quello che studierete ed imparerete (sempre tramite il vostro “maestro”) sarà un “arricchimento” ma non sarà ancora né lo diventerà musica, narrazione....A questo dovrete pensarci voi dimenticando tutto quello che avrete appreso a tavolino...il che vuol dire, sperimentare, cercare, sbagliare mille e mille volte, riprovare, tentennare, mollare, riprendere da dove avevate lasciato e ri-sbagliare di nuovo e di nuovo ancora....E nel mentre studiate la teoria (ascoltate di tutto fino allo sfinimento) e la tecnica necessaria che il vostro insegnante si sarà prodigato nel trasmettervi....perché è e vi sarà necessaria. Errore da evitare, non ascoltate quelli più bravi di voi (in rete a migliaia) perché hanno si tecnica ma non hanno narrazione....ascoltate solo voi stessi e correggete gli errori fino al punto in cui direte....è così che deve suonare ed in nessun altro modo!. Ultimo argomento....quello che fate (suonate fuori dalla vostra stanza il prima possibile....imparerete tre volte tanto) non piace? Fregatevene e tirate dritto per la vostra strada, deve piacere a voi, suonate per un bisogno/necessità o lo avete già dimenticato? Qui c'è la vostra narrazione ed è tale perché voi e la vostra chitarra siete lì e non ad un apericazzo del cazzo. Può bastare, avete capito.

#musica #lezioni #chitarra #fediverso #blog #news #blues #letture #diavolo

 
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from NetTalk

Anatomia clinica del burnout digitale

La crisi invisibile della Creator Economy

Avete sempre sognato la bella vita dello YouTuber o del creator di successo? Viaggi gratuiti, sponsorizzazioni a cinque cifre, una pioggia costante di like e una community pronta ad acclamarvi sotto ogni post. Beh, la realtà dietro la fotocamera è drammaticamente diversa. Perché è importante parlarne

La creator economy ha ormai superato la fase del lavoro dei sogni, rivelandosi una delle professioni a più alto rischio psicopatologico dell'era post-industriale. Dietro i sorrisi patinati dei feed si nasconde un'esposizione cronica ad architetture algoritmiche oppressive e una sovrapposizione violenta tra la vita privata e la propria “persona” commerciale. Questa pressione continua sta producendo quadri clinici sempre più frequenti di esaurimento acuto, disturbi d'ansia ed episodi depressivi, con incidenze nettamente superiori a quelle riscontrate nella popolazione generale.

A complicare questo scenario umano già fragile interviene poi la progressiva normalizzazione e “memeificazione” dei trattamenti psicofarmacologici sulle piattaforme digitali. Il disagio psicosociale viene così trasformato da sintomo clinico a valuta reputazionale ed estetica, introducendo vettori di coercizione sociale al consumo farmaceutico prima del tutto sconosciuti. Non ci credete?

Il modello di business delle principali piattaforme (YouTube, TikTok, Twitch, OnlyFans) si fonda su un'architettura di rinforzo intermittente mutuata dalle dinamiche del gioco d'azzardo patologico. Il creatore di contenuti è costretto a operare all'interno di un ciclo di produzione continuo per preservare la propria copertura algoritmica, esponendosi a un circuito di riscontro del pubblico privo di interruzioni. Quando la vulnerabilità psichica e il declino dell'equilibrio emotivo diventano la materia prima per alimentare l'emotività e la salute mentale scivola da dimensione personale a requisito produttivo.

È in questo vuoto che si inserisce la figura del “patient influencer”: persone che, vedendo crollare la fiducia verso la medicina tradizionale, decidono di raccontare sui social la propria malattia e le terapie psicofarmacologiche a cui si sottopongono.

Il loro obiettivo primario è spesso nobile, abbattere il tabù della salute mentale e far sentire i follower meno soli, ma la linea tra la semplice condivisione e la “sponsorizzazione indiretta” di un farmaco si fa estremamente sottile. Il problema è che mentre medici e psichiatri devono seguire regole etiche e deontologiche rigidissime, sui social si muove tutto in una zona grigia, dove consigli su dosaggi o psicofarmaci rischiano di passare con la stessa leggerezza di una recensione di prodotti di bellezza. Snoccioliamo un po' di dati

Più del 60%: dei creator a tempo pieno presenta sintomi clinici significativi di burnout, esaurimento emotivo e depersonalizzazione. 1 su 10: riporta pensieri suicidi direttamente correlati alle pressioni dell'attività di content creation, un tasso quasi doppio rispetto alla popolazione adulta generale. +400%: l'incremento di video condivisi con l'hashtag #ssri (gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina) su TikTok nell'arco del triennio 2022-2025 (superando 1,3 miliardi di visualizzazioni complessive sul tema degli antidepressivi). 52%: la quota di creator su piattaforme per adulti (es. OnlyFans) che denuncia stati di burnout acuto, a cui si aggiunge un 37% che valuta attivamente l'abbandono della professione per danni al benessere psicofisico. Più del 30%: l'oscillazione media del reddito mensile, unita a carichi di lavoro che superano frequentemente le 50 ore settimanali in totale assenza di tutele previdenziali, ferie retribuite o copertine sanitarie. 51% vs 14%: il grado di fiducia che gli utenti ripongono nei “patient leader” rispetto agli influencer lifestyle tradizionali, un gap monetizzato da agenzie di marketing che gestiscono network di oltre 100.000 micro-opinion leader sanitari.

L'analisi

Dietro la patina promozionale o l'apparente liberazione dei video di “sfogo”, la letteratura cyberpsicologica e l'analisi aneddotica rilevano una scissione del Sé invalidante. La minaccia di penalizzazione da parte dell'algoritmo induce la sindrome “publish or die”, trasformando la paura di perdere rilevanza in un'ansia anticipatoria patologica e in un ritardo sistemico del riposo fisiologico.

Nel segmento dei contenuti per adulti, l'impatto psicopatologico si inasprisce: l'emotional labor erotizzato e l'intorpidimento affettivo trasformano la sessualità da dimensione intima a performance quantificabile. Ciò aumenta l'incidenza di dismorfismo corporeo, depersonalizzazione e sintomi assimilabili al disturbo da stress post-traumatico (PTSD), dovuti all'erosione continua dei confini personali e al rischio cronico di doxxing, harassment o stigmatizzazione sociale.

Il contesto

Questa crisi è il risultato della convergenza tra l'evoluzione tecnologica delle piattaforme e l'assenza di tutele contrattuali nel settore del lavoro digitale. Nati inizialmente come spazi hobbistici, i portali video hanno gradualmente introdotto sofisticati algoritmi di raccomandazione basati su metriche di ritenzione (watch-time, Click-Through Rate, frequenza di pubblicazione).

La saturazione del mercato ha innalzato l'asticella produttiva: il creator si è trasformato da amatore a micro-impresa solitaria che accentra su di sé compiti creativi, tecnici, contabili e di gestione della community. In assenza di ammortizzatori sociali, l'iper-lavoro cronico si è strutturato come norma, favorendo il crollo dei fattori protettivi neuropsichici e l'insorgenza sommersa di patologie da stress.

I dubbi

È fondamentale riconoscere il valore sociologico positivo legato al crollo dei tabù: la scelta di molti creator di condividere apertamente la propria diagnosi e il percorso terapeutico ha ridotto lo stigma sociale attorno alla malattia mentale, spingendo parte del pubblico a rivolgersi a professionisti qualificati.

Tuttavia, la fruizione superficiale veicolata dai format brevi rischia di scambiare la testimonianza clinica con l'autodiagnosi e l'emulazione. Quando farmaci ad azione centrale vengono recensiti come beni di consumo o esibiti quali marker identitari (alimentando sotto-culture estetizzanti come la “sad girl culture”), il percorso di cura viene privato della sua complessità clinica e ridotto a una tendenza commerciale accessibile senza adeguata supervisione specialistica.

Una visione più ampia

La sofferenza del singolo creator e la distorsione informativa rispecchiano una criticità strutturale della regolamentazione globale sui media digitali. Negli Stati Uniti, la pubblicità diretta al consumatore (DTC) delle aziende farmaceutiche ha trovato nelle piattaforme social un canale privo di reali barriere etiche.

Mentre un medico ha l'obbligo deontologico e legale di dichiarare qualsiasi conflitto d'interesse tramite registri pubblici (come gli Open Payments Data), i patient influencer operano in una zona grigia dove la demarcazione tra supporto tra pari e posizionamento di prodotto retribuito resta opaca. Il capitalismo affettivo sfrutta questo vuoto legislativo per monetizzare la sofferenza emotiva, trasformando il malessere psicologico in domanda di mercato.

In conclusione

La professione del content creator richiede il riconoscimento formale del rischio psicosociale, l'adozione di tutele lavorative e la strutturazione di protocolli individuali di tutela emotiva. La salute mentale non può adattarsi alle metriche della virale reattività algoritmica o della promozione commerciale. I social media rimangono efficaci spazi di condivisione dell'esperienza umana, ma non possono in alcun modo sostituire l'inquadramento diagnostico e la gestione terapeutica da parte di uno specialista in psichiatria e psicoterapia. Per approfondire

Per arginare il fenomeno e promuovere una corretta medical media literacy, la letteratura clinica e le raccomandazioni ordinistiche indicano sei linee d'azione comunitarie e individuali:

Definizione di confini operativi: Stabilire orari tassativi di disconnessione ed evitare il monitoraggio compulsivo delle metriche di analytics fuori dalle finestre programmate. Scissione protettiva dell'identità: Strutturare una chiara separazione tra la “persona” pubblica e il Sé privato, prevenendo il crollo identitario in occasione di attacchi di massa o shitstorm. Supervisione clinica competente e sex-positive: Garantire l'accesso a psicoterapeuti e psichiatri formati sulle dinamiche specifiche della creator economy e del sex work digitale, esenti da giudizi morali. Decostruzione delle dipendenze parasociali: Riconoscere i confini affettivi nei confronti della community per evitare forme reciproche di ricatto o dipendenza emotiva. Trasparenza etica nella comunicazione sanitaria: Imporre il divieto di dispensare consigli posologici informali e garantire la chiara dichiarazione di eventuali partnership commerciali nell'ambito del health marketing. Responsabilizzazione delle piattaforme: Sollecitare l'introduzione di risorse native di supporto psicologico, strumenti efficaci di contrasto al cyberbullismo e la revisione degli algoritmi che premiano il lavoro esaustivo a ciclo continuo.

La salute mentale è diventata il nuovo contenuto da monetizzare o parlarne sui social sta davvero aiutando a rompere i tabù? Cosa ne pensate della deriva dei 'patient influencer' e della diffusione degli psicofarmaci tra i più giovani? Il dibattito è aperto: lasciate un commento qui sotto!

 
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from differxdiario

autistici/inventati: quando colpire l’infrastruttura significa colpire la #libertàdigitale

ripeto anche su questo blog diario quello che ho scritto in mille altre sedi fin qui:

slowforward e differx [quest’ultimo ospitato da piattaforma A/I] danno la loro assoluta solidarietà e pieno sostegno al collettivo Autistici/Inventati

https://slowforward.net/2026/08/27/autistici-inventati-quando-colpire-linfrastruttura-significa-colpire-la-liberta-digitale/

🚨 Il momento di agire è adesso Oggi è toccato ad Autistici/Inventati. Domani potrebbe toccare a qualsiasi realtà che offre servizi indipendenti fuori dal controllo delle Big Tech. Se vogliamo un'Europa digitalmente sovrana, dobbiamo costruirla insieme.

  • Sostieni i servizi liberi.
  • Usa infrastrutture europee.
  • Abbandona, quando puoi, i circuiti controllati dagli USA.
  • Aiuta chi ogni giorno costruisce alternative concrete.

https://cavallette.noblogs.org/2026/08/10076

la storia di A/I: https://cavallette.noblogs.org/2026/08/10083/2

#autisticiinventati

 
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from norise 3 letture AI

Se avranno voce

ed è pleonastico il tuo dire i tempi son cambiati e alle piante seccano i timidi germogli

i pesci son gonfi di plastica e i cieli di cenere e i mari piangono coi miei occhi

lasciare parlino i fatti se voce avranno in una -lesta?– inversione di tendenza

Riflessione sul testo

Grazie per aver condiviso questa poesia. Ha immagini forti e una voce che mescola dolore e speranza, con un contrasto efficace tra il paesaggio naturale che muore e la richiesta che siano i fatti a parlare. L’uso di elenchi brevi e frammentati crea un ritmo sospeso che funziona bene.


Temi e immagini principali

  • Decadenza ambientale: piante che seccano, pesci gonfi di plastica, cieli di cenere, mari che piangono.
  • Voce e azione: il desiderio che la realtà (i fatti) prenda la parola se avrà voce.
  • Speranza cauta: la possibilità di una “inversione di tendenza” ma con tono incerto e quasi supplichevole.

Piccoli suggerimenti stilistici

  • Coerenza verbale: scegli se mantenere il condizionale ipotetico (“Se avranno voce”) o trasformarlo in una dichiarazione più netta per aumentare l’urgenza.
  • Ridurre pleonasmi: la frase “ed è pleonastico il tuo dire” è potente ma può risultare didascalica; valuterei di renderla più evocativa.
  • Immagini sensoriali: hai già ottime immagini visive; aggiungere un dettaglio tattile o sonoro può intensificare l’impatto (es. il sapore del sale, il rumore di un’onda).
  • Chiarezza finale: l’ultima riga è ambigua in modo interessante; sostituire “-lesta?-” con un avverbio scelto può dare più forza (es. “repentina”, “insperata”, “lenta ma vera”).

Versione alternativa mantenendo il tono originale

Se avranno voce
ed è pleonastico il tuo dire
i tempi son cambiati e
alle piante seccano
i timidi germogli

i pesci son gonfi di plastica e
i cieli di cenere
e i mari piangono coi miei occhi

lasciare parlino i fatti
se voce avranno
in una repentina inversione di tendenza


Lettura e ritmo consigliati

  • Pausa dopo ogni verso breve per lasciare che l’immagine si depositi.
  • Accentuare la ripetizione di “voce” quando ricorre, per farne il motivo centrale.
  • Chiudere con un crescendo sulla parola che scegli per l’inversione, pronunciandola più lentamente per dare peso alla speranza.

Ecco una versione più lirica che amplifica le immagini e il respiro del testo.

Versione lirica

Se avranno voce
— e il tuo dire suona già pleonastico —
i tempi si sono fatti ombra:
alle piante si spezzano i germogli timidi,
come piccoli segreti che non trovano più la luce.

I pesci galleggiano gonfi di plastica,
i cieli si disfano in cenere,
i mari raccolgono il mio pianto e lo restituiscono in onde.

Lascia che parlino i fatti,
se avranno voce,
che la parola venga dal corpo del mondo:
in una lenta, possibile inversione di tendenza.

Variante più musicale

Se avranno voce,
e il tuo dire è eco già inutile,
i tempi mutano e le piante perdono i loro sogni;
i germogli, timidi, si ritirano come note non suonate.

Pesci di plastica nuotano in silenzio,
cieli di cenere sospendono il respiro,
i mari piangono con i miei occhi, con la mia voce.

Lascia parlare i fatti,
se avranno voce,
che il mondo intoni un ritorno lieve, improvviso, vero.

 
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