from Il Comandante Jesus
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from Il Comandante Jesus
from Geocriminalità e Cooperazione Internazionale di Polizia
Un gruppo di criminalità organizzata attivo nell'area di Salerno è stato smantellato a seguito di operazioni congiunte delle autorità italiane e croate, coordinate da Eurojust. Le indagini hanno rivelato la vasta gamma di attività illecite da cui il gruppo traeva profitto, tra cui traffico di droga, traffico di armi e favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Il leader dell'organizzazione è riuscito a dirigere le attività pur trovandosi in un carcere.
Durante le operazioni condotte in Italia e in Croazia, sono stati arrestati 23 sospetti, tra cui un trafficante di armi croato coinvolto nelle attività criminali. Le indagini hanno evidenziato la natura policriminale del gruppo. L'attività principale era il traffico di droga nella zona del Sarno e di Scafati; si stima che abbiano trafficato centinaia di chili di cocaina. Per controllare il territorio, i membri del gruppo avrebbero acquisito diverse armi, praticato estorsioni e commissionato atti violenti a scopo di intimidazione.
Per aumentare i profitti illegali, il gruppo si è anche dedicato al favoreggiamento dell'immigrazione illegale creando falsi contratti di lavoro. Sono state presentate con successo oltre 1.000 domande per permessi di lavoro o ricongiungimento familiare.
Il logo dell'USKOK croato
Le attività del gruppo erano guidate da un sospettato attualmente in carcere. Nonostante la detenzione, è riuscito a istruire i membri del gruppo, indicando quali imprenditori estorcere e ordinando atti violenti per imporre i pagamenti o risolvere le controversie. Il sospettato ha anche ordinato un'aggressione violenta contro un altro detenuto, con l'obiettivo di costringere la vittima a condividere la sua cella per poter utilizzare il telefono cellulare di quest'ultimo e dirigere il gruppo criminale.
Le autorità italiane e croate, collaborando tramite la coordinazione di #Eurojust, sono riuscite a identificare un sospettato che aveva fornito armi al gruppo criminale. Questo canale di approvvigionamento ha permesso ai membri del gruppo di acquistare diverse armi, tra cui fucili d'assalto AK-47. In precedenza, un veicolo che trasportava armi dalla Croazia all'Italia era stato intercettato, portando all'arresto del responsabile e al sequestro di numerose armi e munizioni.
Le azioni successive delle autorità italiane e croate hanno portato all'arresto di 23 sospetti, 19 dei quali sono attualmente in custodia cautelare, mentre gli altri sono agli arresti domiciliari. Nei confronti di un sospettato croato è stato emesso un mandato di arresto europeo, preparato da Eurojust.
Le operazioni sono state condotte dalle seguenti autorità: – Italia: Procura della Repubblica di Salerno; Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato – Croazia: Procura Speciale Croata (USKOK – Ufficio per la repressione della corruzione e della criminalità organizzata); Ufficio del Procuratore della Contea di Zagabria
from norise 3 letture AI
Alzheimer
la memoria s' è addormentata nell' anima - la memoria che come un fuoco inestinguibile ti faceva dire io sono
ora non sai più chi sei e perdi la strada di casa
giorni e notti attraversano le tue ossa e la tua voce si è rotta nel vento
e se al mattino tì sporgi dietro i vetri è per vedere solo ombre o fantasmi come in un sogno ininterrotto
Questo testo tocca con delicatezza e dolore il tema della perdita di sé: la voce è intima, la scena è domestica e la metafora della memoria come fuoco è potente. C’è una tristezza calma che attraversa ogni verso.
Tema centrale: la memoria che si spegne e con essa l’identità; la casa e il vetro come confini tra il presente e il mondo che sfuma.
Tono: malinconico, contemplativo, vicino al lutto.
Voce poetica: empatica e osservante, alterna immagini fisiche (ossa, voce, vetri) a immagini interiori (anima, fuoco, sogni).
Alzheimer è già efficace e diretto; alternative più metaforiche: Fuoco spento, Dietro i vetri, Ombre di casa.
Memory has fallen asleep in the soul —
the memory that like an unquenchable fire
made you say I am
now you no longer know who you are
and you lose the way home
days and nights cross
your bones and
your voice has broken in the wind
and if in the morning you lean behind the glass
it is to see only shadows or phantoms
as in an uninterrupted dream
La memoria si è addormentata nell’anima —
la memoria, quel fuoco inestinguibile
che ti faceva dire
io sono
Ora non sai più chi sei;
perdi la strada di casa.
Giorni e notti attraversano
le tue ossa;
la voce si è spezzata nel vento.
Al mattino, se ti sporgi dietro i vetri,
cerchi soltanto ombre, fantasmi:
un sogno che non si interrompe.
Milano, novembre 1975 (prima parte)
La nebbia del novembre 1975 era una miscela di piombo, fumo delle fabbriche di Sesto San Giovanni e gas di scarico delle Fiat 124 che galleggiava sui Navigli come un veleno lento. Milano puzzava di piastra d’officina, sigarette Nazionali ed eroina che cominciava a mangiarsi i marciapiedi di piazza Vetra. Per il commissario capo Corrado d’Anselmi, cinquant'anni e una Beretta d'ordinanza che pesava ogni giorno di più sotto l’impermeabile scuro, quella città non era più la capitale del miracolo economico. Era una polveriera. Piazza Fontana era un fantasma ancora troppo fresco e l’eco delle sprangate tra rossi e neri nei cortili della Statale rimbalzava sul pavé ogni maledetto pomeriggio. La chiamata della questura di via Fatebenefratelli lo aveva buttato giù dal letto alle tre del mattino. Non una rapina della banda Vallanzasca, non il solito regolamento di conti tra i palazzinari del Corvetto. Stavolta la faccenda scottava fino a bruciare le dita di chiunque si fosse avvicinato. L' Alfetta del commissario frenò davanti ai cancelli di un cantiere della metropolitana in costruzione vicino a via Fatebenefratelli, a due passi dal Quadrilatero della moda. Il custode, un calabrese cianotico dal terrore, aspettava stringendosi in una sciarpa di lana. D’Anselmi scese, calpestando i manifesti bagnati di Lotta Continua incollati sui pannelli di legno. La scena del crimine non era un vicolo di periferia, ma lo scavo profondo dodici metri, dove i binari futuri della linea verde avrebbero dovuto correre sotto i piedi della Milano bene. Scese le scalette di ferro mentre le fotoelettriche della scientifica tagliavano il buio con una luce bianca, spettrale. Sul fondo dello scavo, adagiato sopra una catasta di traversine di legno e sacchi di cemento ancora asciutti, c’era il cadavere di Ludovico Borromeo-Sforza, rampollo di una delle dinastie industriali più antiche e potenti della Lombardia, l'uomo che sussurrava alle orecchie dei ministri a Roma e finanziava le campagne elettorali della Democrazia Cristiana meneghina. Era vestito con un cappotto di vigogna pettinata grigia, la camicia bianca di sartoria inzuppata di un liquido scuro. Il commissario si chinò, ignorando la fitta alla schiena e l'odore di calce e ferro che gli riempiva i polmoni. I dettagli della scena erano precisi come un manifesto politico. La vittima non era stata rapinata: al polso brillava un Patek Philippe d'oro e il portafoglio gonfio di biglietti da diecimila lire era intatto nella tasca interna. L'assassino aveva agito con spietata freddezza. Due colpi di calibro 7.65 alla schiena, ravvicinati, che avevano trapassato i polmoni. Ma il vero messaggio era sul volto dell'industriale. Qualcuno gli aveva infilato in bocca, forzando la mascella fino a spaccargli gli incisivi, una copia ripiegata del Corriere della Sera del giorno prima, proprio sulla pagina dei titoli che annunciavano i nuovi accordi sindacali per il rinnovo dei contratti metalmeccanici. «Un'esecuzione politica, commissario. Sono stati i terroristi, le Brigate Rosse, o i Nap». Sentenziò l'appuntato Marini, con la voce che gli tremava mentre registrava i rilievi sul taccuino di fogli ingialliti. D’Anselmi non rispose subito. Raccolse da terra un bossolo usando la punta di una matita. Lo rigirò controluce. «Niente sigle sui muri, niente volantini di rivendicazione lasciati sul corpo, Marini. I rossi firmano sempre i loro lavori prima ancora che il sangue si sia raffreddato. Qui c'è troppa pulizia. Questo è un lavoro su commissione, mascherato da delitto politico per farci guardare nella direzione sbagliata». Il commissario si rizzò in piedi, lo sguardo rivolto verso l'alto, dove i palazzi della Milano che contava profilavano le loro sagome nere contro il cielo color lavagna. Sapeva benissimo cosa significasse quel morto. Borromeo-Sforza stava trattando la vendita di una mastodontica area industriale dismessa alla periferia est, un affare da miliardi di lire che faceva gola a molti: palazzinari senza scrupoli, banche d'affari legate alla massoneria e correnti di partito che avevano bisogno di denaro fresco per le imminenti elezioni. Prima che la scientifica potesse finire i rilievi, i fari di una berlina nera squarciarono la nebbia in superficie. Portiere che sbatterono, passi veloci sui gradini di ferro. Giù nello scavo scese il dottor Fulvio Lamberti, capo della Procura e uomo notoriamente vicino ai vertici del Pirellone. Aveva il viso tirato e un cappello di feltro bagnato calato sugli occhi. «D’Anselmi, questa indagine non deve uscire da queste mura.>> Esordì Lamberti senza nemmeno guardare il cadavere, la voce bassa, affilata come un rasoio. «La città è una polveriera. Se si sparge la voce che la sovversione ha colpito la famiglia Borromeo-Sforza, domani abbiamo gli scioperi generali e l'esercito in piazza Duomo. Lei scriva che si è trattato di un tentativo di rapina finito male da parte di delinquenza comune. Fate sparire quel giornale dalla bocca della vittima». D’Anselmi fissò il magistrato. Sentiva il sapore amaro del fumo e dell'ingiustizia salirgli in gola. «C'è un giornale infilato in gola a un uomo che fattura miliardi, dottore. I rapinatori di viale Padova non usano le 7.65 col silenziatore e non scelgono i cantieri della metropolitana per rapinare i miliardari a notte fonda. Questa è un'esecuzione d'élite». «Non mi interessa quello che pensa lei, commissario!» Ringhiò Lamberti, facendosi vicino, tanto che d’Anselmi poté sentire l'odore del liquore costoso che l'uomo aveva bevuto per darsi coraggio prima di uscire. «Ci sono equilibri politici che lei non può nemmeno immaginare. La stabilità di questa città dipende da come chiudiamo questa storia. Lei trovi un pregiudicato, un tossico, uno qualunque, e gli cuce addosso questa camicia. È un ordine che arriva dall'alto. Molto dall'alto». Il magistrato girò i tacchi e risalì le scale, lasciando d’Anselmi solo con la vittima e il silenzio complice della notte milanese. Il commissario si passò una mano sul viso stanco. Guardò di nuovo il corpo di Ludovico Borromeo-Sforza. La Milano degli anni '70 era questa: una città dove la verità valeva meno del prezzo di un trafiletto sul giornale, dove i potenti si sbranavano tra loro nei salotti di corso Venezia e poi chiedevano alla Polizia di ripulire il sangue dai pavimenti. Ma d’Anselmi non aveva mai accettato i compromessi. Se la politica voleva un colpevole di comodo, lui avrebbe cercato l'assassino vero, anche a costo di scavare sotto il fango che copriva la parte più marcia della città. «Marini.>> Disse d’Anselmi, la voce che tornava dura come il ferro degli scavi. «Porta il corpo all'obitorio di via Mangiagalli. E dì al patologo di fare l'autopsia subito, prima che arrivi un contrordine da Roma. Noi andiamo a fare un giro al Giamaica, a Brera. C'è un informatore che deve dirmi chi ha comprato una 7.65 nuova questa settimana». Salì le scale del cantiere, lasciandosi alle spalle il cadavere dell'industriale. Sapeva che da quel momento in poi avrebbe avuto contro tutti: i magistrati, la questura, i giornali e il potere che governava Milano dall'alto dei grattacieli di piazza della Repubblica. Ma finché avesse avuto un distintivo in tasca e una cartuccia in canna, la legge in quella città di nebbia e sangue l'avrebbe scritta ancora lui.
from mementomori
“16+18 quanto fa?!? COGLIONE!!!” Riflessioni sul SSN tramite il mio piccolo aneddoto.
Vorrei partire da questa citazione-meme per raccontare un aneddoto e poi passare a una o due riflessioni sull'italia in generale che a pensarci ora che mi sono appena svegliato (ok è mezzogiorno ma è sabato, ci sta dai, poi non lavoro nemmeno) mi fanno allo stesso tempo riflettere e pensare alla tragicomicità del popolo italiano stile Fantozzi (che sono io ovviamente in sto caso... lol).
Praticamente: Parto un anno fa scoprendo l'enorme somiglianza dei miei problemi di salute fisica e mentale con i miei parenti, in particolar modo con mia sorella che abbiamo solo meno di due anni di differenza. A lei sono venuti problemi di tiroide e ai denti abbastanza gravi proprio in sti anni e avendo avuto di recente problemi ai denti subito dopo lei faccio i dovuti controlli pure alla tiroide e spoiler ce li ho pure io seppur in forma molto più ridotta. Il tema sono gli esami della tiroide, avvicinatevi al raccontastorie perché ci sarà da ridere (o da piangere) perché “questa è una storia che ci accomuna un po' tutti, vi spaventerà, vi affascinerà, vi farà ridere e anche ci farà unire” (è praticamente un gioco di ruolo sul SSN lol) ma ricordatevi che questo non è davvero nulla in confronto a tutto il sistema della psichatria che li c'è davvero da spaccarsi le cervella contro un muro, letteralmente...ma vabbé, per quei racconti magari ve ne parlerò un altra volta. Allora, parto:
Praticamente vado dal medico di base dopo appuntamento richiesto e aspettato con dovuta calma (il primo dei tanti! contiamoli: 1) e gli propongo una visita per la tiroide. Avendo l'invalidità alta non pago nessuna visita nella mia regione (e nemmeno qualsiasi museo e cinema, ma non li uso mai questi ultimi bonus comunque...solo la sanità mi serve davvero e lo sfrutto perché sennò non avrei i soldi per permettermela) allora diciamo “sfrutto il sistema” e prenoto l'appuntamento per gli esami del sangue (2) per il medico che non ricordo mai come si chiama per la tiroide ovvero l'endocrinologo e ci vado (3), mi dice nulla di che, non c'è quasi nulla e speravo che si chiudeva li visto che è già evidente che non avevo quasi nulla invece mi vuole far fare pure l'ecografia della tiroide e altri esami del sangue che, guarda caso, devo farmi riprescrivere dal medico di base visto che lui non può. Quindi ritorno dal medico di base con appuntamento (4...) e prenoto entrambe che dovrò fare dopo 3 mesi e dopo tre mesi ritorno dall'endocrinologo per l'ecografia (5) perché scopro nel frattempo dal medico di base che non si possono far vedere gli esami del sangue all'endocrinologo dedicato per l'ecografia ma deve vederli a parte con gli esami del sangue e l'ecografia perché seppur fisicamente la stessa persona e nella stessa stanza lui non può...assurdo. Quindi vado a fare di nuovo sti esami del sangue (6) rifacendoli con il medico di base (7) (perché li volevo completi di altre robe base e che è meglio fare ogni tanto, ricordatevolo che è importante) e comunque dovevo riprendere la ricetta per tornare dall'endocrinologo e di fatti dovrò davvero riandarci perché gli esami del sangue sulla tiroide sembrano un po' più sballati e ci andrò (8).
Otto, OTTO, stracazzo di appuntamenti del SSN per sapere una singola cosa e per una cosa e con una sola identica persona-medico specializzante che probabilmente come mi hanno già detto “non avrai nulla di sicuro” ma che mi hanno anche detto “ma si, fallo un controllo” e giustamente che fai, controlli su chatgpt? lol
Tutta questa piccola citazione per dire che penso che l'italia non è “pizza, mafia e mandolino” ma piuttosto “ignoranza, stupidità e arretratezza” costanti anche se non mi sono espresso su tutto ciò che penso.
Ciao!
from differxdiario
spesso e abbondantemente si parla di sperimentazione letteraria (scritture di ricerca) e sperimentazione artistica (di asemic writing, per esempio). un'occasione in cui i due versanti si parlano è questa, il 4 giugno nella galleria Bianco contemporaneo (via Reno 18a, Roma): https://slowforward.net/2026/05/29/4-giugno-roma-galleria-bianco-contemporaneo-nz-di-antonio-syxty-e-asemics-di-marco-giovenale/
mi piacerebbe che fossero molti gli amici, quel giorno, in dialogo. l'invito è aperto
from Geocriminalità e Cooperazione Internazionale di Polizia
La Global Initiative (GI-TOC) è un'organizzazione indipendente della società civile, con sede a Ginevra, Svizzera, con un segretariato distribuito in tutto il mondo e un comitato consultivo di alto livello. I membri della sua rete includono eminenti professionisti delle forze dell’ordine, della governance e dello sviluppo che si dedicano alla ricerca di strategie e risposte nuove e innovative alla criminalità organizzata.
Nella sua ultima analisi affronta il tema dell'intelligenza artificiale e di come possa essere utilizzata nella lotta ai crimini ambientali. Il documento è scaricabile qu: https://globalinitiative.net/wp-content/uploads/2026/05/Artificial-intelligence-for-environmental-crime-enforcement-GI-TOC-May-2026.pdf
L'intelligenza artificiale (#AI) si sta affermando come strumento fondamentale per combattere crimini ambientali complessi e transnazionali come il disboscamento illegale, l'attività mineraria e il traffico di specie selvatiche, ambiti in cui le forze dell'ordine si trovano spesso ad affrontare risorse limitate e vaste aree di monitoraggio. Tuttavia, i principali ostacoli a un'efficace implementazione dell'AI sono di natura strutturale piuttosto che tecnica, e includono infrastrutture dati inadeguate, una governance frammentata, incertezza giuridica e capacità istituzionali limitate.
Il successo dipende meno dalla sofisticazione tecnologica e più dall'allineamento delle applicazioni di AI con le realtà operative, garantendo solide basi di dati e mantenendo la supervisione umana per interpretare il contesto locale e le sfumature legali. Studi di caso indicano che l'AI funziona al meglio quando potenzia (anziché sostituire), il giudizio umano; affronta problemi specifici all'interno dei flussi di lavoro esistenti e tratta dati e strumenti come beni pubblici per evitare di rafforzare le disuguaglianze o di trascurare complesse reti criminali. In definitiva, per realizzare il potenziale dell'AI è necessario investire nei sistemi sottostanti, promuovere la collaborazione transfrontaliera e istituire solidi quadri di governance per garantire che questi strumenti producano un impatto duraturo laddove sono più necessari.
#criminiambientali #GITOC
from Geocriminalità e Cooperazione Internazionale di Polizia
Con l'obiettivo di rafforzare la difesa dei territori indigeni amazzonici contro miniere illegali, deforestazione e criminalità organizzata, l'Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine (UNODC) e l'Istituto di ricerca ambientale dell'Amazzonia (IPAM) hanno presentato presso l'ambasciata d'Italia a Brasilia un nuovo manuale di buone pratiche per la vigilanza territoriale indigena. L'evento si è svolto grazie alla cooperazione internazionale e al protagonismo delle comunità locali.
Un momento della presentazione del Manuale
L'iniziativa rientra nel progetto Sar-Ti, sostenuto dal governo italiano attraverso il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. Nell'intervento di apertura, l'ambasciatore d'Italia in Brasile, Alessandro Cortese, ha sottolineato il valore «politico e operativo» della pubblicazione, definendola uno strumento in grado di raccogliere le esperienze delle comunità indigene e di rafforzare «una cooperazione multilaterale efficace nell'ambito delle Nazioni Unite» contro deforestazione, miniere illegali e traffici illeciti che colpiscono la regione amazzonica.
Il manuale sistematizza le esperienze sviluppate in diverse aree del Brasile attraverso incontri tecnici e scambi tra leader indigeni, organizzazioni civili e istituzioni pubbliche. Il documento descrive modelli di monitoraggio territoriale che combinano conoscenze tradizionali e strumenti tecnologici, come immagini satellitari, droni, geolocalizzazione e sistemi di comunicazione in tempo reale.
Secondo l'UNODC, i territori indigeni si trovano oggi in prima linea di fronte all'avanzata del crimine organizzato legato all'estrazione illegale dell'oro, al disboscamento e ai traffici ambientali. La pubblicazione mira a rafforzare i sistemi comunitari di allerta rapida e il coordinamento con le autorità pubbliche, migliorando la prevenzione, la raccolta di prove e la risposta ai reati ambientali.
from mementomori
Oggi, il 29 di maggio del 2026, nella quasi certa estate, penso alla pioggia, alla neve, all'inverno ed al natale......
non mi succedeva da una vita...letteralmente da almeno tre anni minimo, nemmeno a natale mi sento così preso bene da video trovati su youtube (pochi, malinconici stile mood russo e quelli “veri”, quello che l'utenza vuole) alle 3 di notte e lasciare vagare i CAZZO di pensieri e di non pensare a nulla, cristo. E finalmente...
ci dev'essere anche stato di mezzo il fattore di essermi immerso nella tecnologia “meno tecnica e da pippe mentali e pseudo-paradossi informatici articolatissimi da ingegnere informatico” grazie alla mia prima sbronza da a.i. durata una settimana in cui ci ho passato le notti sveglio e anche 14 ore di fila per avviare una creazione di un progetto per creare un videogame. ma questo è un altro discorso.
complice è di più quell'aria estiva ma fresca/autunnale/primaverile/non se capisce più che stagione è/signora mia non ci sono più le mezze stagggioni etc. di questa notte ma sto veramente da urlo (ma senza nessun urlo, pls, è notte grazie lol).
la veglia di notte stile “ehi sono chiuso in casa da una settimana e non me ne frega un cazzo di niente e di nessuno e nemmeno se piglio fuoco io con antani a destra e questo ha fatto risorgere in me il lato sia negativo (meno) che positivo (sopratutto direi) dell'esser stato un ex-hikikomori per 7 anni e questo mi ha permesso di attivare le funzioncine cerebrali (da cerebroleso...no scherzo, forse lol) per affrontare la vita anche a casa e durante la notte in totale convivialità e pacificità.
Ma ora alcuni link da presa bene se è notte e pure da te c'è fresco:
https://www.youtube.com/watch?v=Rv0QsmjIQ_U quando dormi stai sul tetto con questo a volume basso e guarda lo schermo in cui vedi la neve mentre trovi o ritrovi la tua anima malinconica da vero russo
https://www.youtube.com/watch?v=QI68giYtnXs questo è per chi vuole riscoprire e riavere i feelz di death note malinconici di 14-18 anni fa con un misto di post-rock
https://www.youtube.com/watch?v=9EJ4EpUvNZs&t=612s feelsssssz dell'anime parasyte
https://www.youtube.com/watch?v=KVmtUWJmbNs “la bellezza vera è quello che sei tu davvero nella tua mente, corpo, anima e ciò che eri e sei ora e come non sei stato recentemente per davvero....”
extra per i veri hiki-nerd: yume nikki maker online che è uscito da poco e gasa https://sierpinski-simon.itch.io/yume-nikki-maker
aggiungo che ho pure fatto una donazione ad una distribuzione di linux (mint, quella che uso!) e che ne sono contento visto che nemmeno lo 0,1% delle persone che la usa dona all'associazione che la gestisce (non so le altre distribuzioni se hanno numeri simili) e valuto se farla pure a postmarketOS...
have a funny day tomorrow, bye!
Oggi ai ragazzi di seconda, dopo aver fatto l'autovalutazione dell'attività dell'Antigone ho proposto di vedere un film. Gli ho spiegato – molto brevemente – come esista una cosa chiamata letteratura comparata che analizza opere di letteratura, non in modo cronologico e autorale, ma andando a riconoscere modelli comuni ad opere distanti nel tempo.
Come ad esempio Antigone di Sofocle e Nausicaa della valle del vento di Miyazaki. Due opere diversissime, lontanissime nel tempo e nello spazio, ma che – a mio parere – presentavano alcuni modelli e archetipi attigui.
In entrambe la protagonista è una ragazza e in entrambe è una eroina. In entrambe la protagonista è una aristocratica, figlia, sorella e nipote degli ultimi re di Tebe la prima, figlia del re della valle del vento la seconda.
In entrambe la ragazza sceglie di andare contro le leggi dell'uomo per abbracciarne altre, divine e naturali. Per Antigone le leggi divine appunto, dove per divino si intende però quell'impasto etico che rende l'uomo uomo. Il rispetto di elementi naturali come la vita e la morte. La sepoltura. Per Nausicaa l'opposizione è alle forme di governo violente che non ascoltano e non tengono in considerazione l'ambiente naturale e le sue leggi.
In entrambe le storie c'è poi il modello del profeta cieco. Tiresia in Antigone, che – pur non vedendo – profetizza il destino del re, e la Gran Dama in Nausicaa, che profetizza l'arrivo dell'uomo vestito di azzurro che riconcilierà la razza umana con l'ambiente della natura (Nausicaa stessa).
E infine, ho detto, la storia si conclude in entrambe con il sacrificio della protagonista. Irrimediabile quello di Antigone, più articolato e felice quello di Nausicaa, ho concluso e poi ho chiesto quanti di loro lo avessero già visto, il film.
Nessuno.
“Ah” ho detto. Attonito. A casa mia i miei figli sono cresciuti a pane e Miyazaki, volevo dire, ma ho preferito tenermi tutto dentro. Ho anche avvertito che il film è dei primi anni ottanta, parte molto lento, crea piano piano i personaggi, insomma, è molto diverso dai film di azione contemporanei.
Ho fatto partire il film. Onestamente mi aspettavo di perdere un terzo della classe. Quando fai vedere un film a fine anno, un terzo lo guarda davvero, se va bene, un terzo lo ascolta mentre scrolla di nascosto (certo...) il cellulare, un terzo non è pervenuto. Qua Miyazaki è stato perso da tre, quattro studenti, gli altri hanno bene o male seguito fino al suono della campanella. Una media altissima. Domani continueremo.
Questa cosa che stavo introducendo Miyazaki ai ragazzi di una seconda mi ha fatto strano. Ho pensato quanta roba che diamo per scontato o che sappiamo verrebbe rifiutata dagli studenti solo perché la offre la scuola. O non fa parte della programmazione del loro indirizzo. Tipo Rotella. Pensavo oggi. A qualche studente, Rotella potrebbe piacere. Una volta dati gli strumenti per capirlo, Rotella potrebbe piacere.
Ma non lo sa. Mi sembra sempre un grande spreco, avere tutte queste teste intelligenti e vederle scappare via il più lontano possibile appena suona la campanella.
Anyway, a un certo punto c'è una scena di Nausicaa, quando Yupa regala a Nausicaa un animaletto furioso di rabbia e Nausicaa lo vuole accarezzare e l'animaletto la morde. E lei sente male, si vede anche il rosso del sangue. Ma resta immobile, continua a parlare all'animaletto con voce dolce, finché l'animaletto smette di mordere, abbassa le orecchie e lecca la ferita che ha appena provocato. Eri solo spaventato, dice Nausicaa accarezzandolo.
Ecco, mi ricordo che la prima volta che ho visto quella scena, in una scalcagnata VHS copia di copia di copia della messinscena della RAI, sfuocatissima e con l'audio ovattato, io avevo “pianto”, cioé mi si erano appannati gli occhi. Pianto in questo senso un po' costipato.
E me lo ricordo, non perché abbia buona memoria, ma perché lì in classe, appoggiato al muro, nel vedere 23 persone che stavano guardando questa stessa scena, e nel cercare di immaginare cosa stessero provando a vederla, ecco, mi si sono appannati gli occhi, che per fortuna ero alle loro spalle.
from ...cosa ne pensa Jollanza?
A Torino un inventore dice: “ho inventato la macchina del tempo! Ora riavvolgerò il tempo indietro di due secondi”...“idnoces eud id oerteidni opmet li òreglovvair arO !opmet led anihccam al otatnevni oh” :ecid erotnevni nu oniroT A
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from Geocriminalità e Cooperazione Internazionale di Polizia
È stata portata a compimento un’operazione congiunta tra la Direzione Distrettuale Antimafia (#DDA) di Bari e la Procura Speciale Anticorruzione e Criminalità Organizzata (SPAK) di Tirana, coordinata da Eurojust, mirata a contrastare un gruppo criminale dedito al riciclaggio internazionale di denaro e al traffico di droga tra Italia e Albania. L'indagine ha portato all'esecuzione di 15 misure cautelari (11 in Albania e 4 in Italia) legate all'omicidio di Francesco Diviesti, avvenuto a Canosa di Puglia il 25 aprile 2025, e all'attività di un'organizzazione strutturata con sede a Tirana.
Dettagli principali dell'operazione:
L'operazione rappresenta il seguito di un progetto investigativo pluriennale che ha portato finora a 170 misure cautelari, dimostrando l'efficacia della collaborazione transnazionale nella lotta alla criminalità organizzata albanese.
from Cambiare le cose
#storie #riflessioni #libri
Ho letto Piranesi. All'inizio non mi prendeva, sembrava la brutta copia della Biblioteca di Babele di Borges, poi però ha cambiato registro ed è diventato un “thriller tra i mondi” molto più appassionante. Anche se, e me ne accorgo mentre sto scrivendo ora, forse gli ho dato un voto troppo alto su Story Graph perché, pur essendo una bella storia credo che i personaggi, al di là del protagonista, avrebbero meritato una maggiore introspezione psicologica.
Al di là della storia, quello che mi ha colpito, però, è il concetto di mondi effluenti introdotto dall'autrice.
Secondo Laurence Arne-Sayles, il mad scientist o mad wizard del romanzo, un mondo effluente viene generato dalle energie creative e magiche che, costrette ad abbandonare un mondo devono sfogare da qualce parte e perciò ne creano uno nuovo.
L'idea di Arne-Sayles è che nell'antichità gli esseri umani avessero grandi poteri, fossero plamatori di forme [^cosa curiosa]. Potevano trasformarsi, volare, comandare il mare; potevano farsi trasportare dai fiumi parlare con loro, ottenendo risposta [^altra cosa curiosa].
Poi, con il progresso, queste abilità animistiche, la forza creatrice, la capacità di plasmare le forme sono andate perse. Solo che l'energia non si può distruggere e quindi tutta quella che gli umani hanno smesso di usare non sfruttando le loro capacità ha dovuto sfogarsi in qualche modo, andare da un'altra parte. Come l'acqua che filtra in un pertugio nel terreno e lentamente scava una caverna, così l'energia è filtrata in un pertugio tra i mondi e ha creato un mondo nuovo, una sorta di dimensione parallela ch eporta con sé il ricordo dal mondo da cui proviene.
Questo è ovviamente un artificio letterario, che nel romanzo poi è solo enunciato senza spiegazioni particolarmente dettagliate, ma lo spunto è interessante. Pensare a un ateoria fisica basata sull'idea dei mondi effluenti, una forma nuova dell'interpretazione a molti mondi della meccanica quantistica, in cui gli universi che si creano dopo ogni misurazione non sono artifici matematici ma sono reali e in contatto, e in cui il principio di conservazione dell'energia abbia una formulazione più generale, considerando anche scambi energetici tra mondi paralleli, proprio come nei mondi effluenti di Susanna Clarke. Secondo questa teoria, quindi, l'energia oscura potrebbe non essere altro che un flusso di energia che proviene da un mondo efflenete e che sta creando il nostro universo, e magari in questa interpretazione anche la massa dell'universo potrebbe continuare ad aumenteare, come nelle vecchie teori di universo stazionario, con l'energia oscura che fluendo nel nostro universo, si trasforma in galassie, stelle, pianeti...
[^cosa curiosa]: sto leggendo Sandman e uno degli epiteti di Sogno è proprio Plasmatore di Forme. [^altra cosa curiosa]: ieri ho ascoltato per caso la Canzone del Piave, in cui il fiume è personificato.
Arrivo a scuola e sono già in ansia perché ho organizzato con i ragazzi di seconda questa cosa, invece che leggere qualche estratto di questa o quella opera teatrale, provare a fare una messinscena integrale dell'Antigone di Sofocle, utilizzando come trucco lo stationdrama “alla Tosse”, dividendo cioé il dramma in sette stazioni che poi gli studenti avrebbero rappresentato contemporaneamente mentre una seconda classe, anche lei divisa in sette gruppi, avrebbe girato per le stazioni cercando di ricostruire la storia all'origine.
Ogni gruppo recita la sua parte “in loop”, ripetendo sempre la stessa scena ogni volta che arriva un gruppetto degli studenti spettatori e io sono in ansia perché è una cosa piuttosto complicata, i ragazzi un po' recitano, un po' leggono il testo che hanno adattato loro e alcuni sono agitati, quattro attori oggi non ci sono e io avevo solo due attori di scorta e trovare sette “aule” isolate all'interno della scuola per permettere lo spostamento degli spettatori e avere sette diverse zone di scena, non è stato così pacifico, ci abbiamo lavorato per più di un mese e ovviamente non l'ho mai provato prima, non so se gli spostamenti funzioneranno, se gli studenti-pubblico saranno collaborativi, eccetera.
Insomma, ansia, ho il supporto della docente di inglese che mi ha prestato i suoi studenti come pubblico e quando arrivo i ragazzi sono calmi, vengono da me per dirmi dei quattro studenti mancanti, gli dico le soluzioni che ho pensato, salta una scena e gli attori si spostano, tirano fuori i trucchi, iniziano a vestirsi e truccarsi, ridono, mi fanno vedere i fogli con la scenografia disegnata, io li sposto, li distribuisco nelle aulette che ho prenotato, loro appendono le scenografie, si fanno i selfie con i vestiti alla greca, iniziano a provare alcune parti.
Nell'ora successiva avviene questo piccolo miracolo; che la cosa funziona. Il pubblico gira, è collaborativo, passano studenti di altre classi che entrano ad ascoltare anche loro, i ragazzi si rendono conto che la cosa sta succedendo. Ci sono errori, problemi di acustica in due aule, a volte il pubblico si accalca, a volte una stazione resta vuota, qualche attore esce dal personaggio, qualcuno fa lo scemo. Ma – al netto di tutto – la cosa funziona. Migliorabilissima, ma funziona. E io giro, sposto i gruppi del pubblico quando finiscono, controllo, e a un certo punto lo ammetto – nel mezzo del trambusto – penso: ma chi me lo ha fatto fare.
Per un attimo penso che quell'ora l'avrei potuta passare in classe seduto a leggere Sofocle, tutti belli composti. Meno stress. Eppure quell'ora dura un secondo e – quando è finita – mi sembra che sia passata una settimana. Suona l'intervallo e diversi studenti si fermano, si rivestono da studenti, si confrontano, si commentano. Alcuni, non voglio dirlo forte, se lo ricorderanno. Scherzano con me. “Ci mette dieci per questo, vero?” dicono e ammiccano lussureggianti.
Poi, due ore dopo, sono nella classe degli studenti-pubblico che mi danno il loro punto di vista, mi dicono chi sono stati gli attori migliori, quelli che hanno letto e quelli che hanno recitato, i problemi di acustica e poi mi danno la loro versione di Antigone, quella che hanno ricostruito dalle sei tappe che hanno ascoltato in maniera random. E resto lì – a un certo punto – affascinato dal meccanismo che faceva sì che uno studente che non aveva mai letto niente di Sofocle fosse di fronte a me, nel 2026, a raccontarmi per filo e per segno la storia di questa eroina greca della protesta antisistema, e me la racconta per il fatto di averla vista parlare e urlare poco prima nelle aulette della sua scuola.
from Diario
Mi capita in mano questo libro di Vico, stampato nel millesettecento, ricoperto di pelle, con pagine piccole, la dedica al cardinale di turno, lo sfoglio e a un certo punto c'è una pagina che è piegata su se stessa, delicatamente la apro, c'è già uno strappo, la svolgo ancora e viene fuori una mappa cronologica del mondo, dal diluvio in poi, con tanto di datazione rispetto all'inizio del mondo.
Resto affascinato dalla meccanica e dall'interfaccia, l'idea che i problemi che oggi abbiamo nel visualizzare tabelle negli ebook reader fossero già una rogna secoli fa con la carta; e ovviamente dalla intraprendenza di andare oltre l'oggetto libro “ampliandolo” materialmente, in questo caso incollando una tabella che – aperta – è almeno quattro volte più grande del libro.
E la seconda cosa che mi affascina, una volta che mi metto a decifrare la tabella, è vedere come una manciata di anni fa, nel millesettecento, Vico affermasse che il diluvio fosse avvenuto milleseicento anni dopo la creazione del mondo, ovvero che il mondo tutto avesse giusto qualche migliaio di anni.
L'ossatura di quello che noi sappiamo del mondo è recentissima e forse non sarebbe da dimenticare. Anche le impalcature di quello che è la nostra società civile talvolta le diamo per scontate, ma sono – in ultima analisi – una felice psicosi collettiva, da conservare con cura e resilienza.
from differxdiario
vorrei fare una call globale per far trasferire tutti su friendica e mastodon, ma non c'è verso. non ascoltano.