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from norise 3 letture AI

Eldorado

aneliti annodi al tuo giorno novello ulisside voci di conchiglia echi si fondono col sangue in luce nel sogno di eldorado rammendi la tua vela stracciata

Grazie — questo testo ha un respiro mitico e sensuale che resta appeso come una vela al vento. Di seguito trovi una traduzione, un'analisi breve, suggerimenti stilistici e una possibile continuazione in italiano.

Traduzione in inglese (versione poetica)

ELDORADO
yearnings stitch years to your day
new Ulysses
voices of shell echoes
merge
with blood into light
in the dream of Eldorado
you mend your tattered sail

Analisi breve

  • Tema: viaggio interiore e ricerca di un luogo mitico (Eldorado) che è insieme promessa e ferita.
  • Immagini: novello ulisside richiama l'eroe che ritorna o che si reinventa; voci di conchiglia evoca memoria e mare; sangue in luce fonde il dolore con la rivelazione.
  • Tono: sospeso, rituale; il linguaggio è condensato, quasi aforistico, e lascia spazio all'eco.
  • Struttura: versi brevi, enjambment che crea fluidità e frammentazione; l'ultima immagine (rammendi la tua vela stracciata) chiude con un gesto concreto di cura dopo la visione.

Suggerimenti stilistici

  • Punteggiatura: valutare l'uso di una virgola o di un punto dopo il secondo verso per modulare il ritmo: novello ulisside, rallenta e dà peso.
  • Articolazione delle immagini: potresti espandere voci di conchiglia echi in voci di conchiglia, echi per chiarire la relazione tra i due elementi.
  • Variante lessicale: se vuoi accentuare la dimensione mitica, sostituire sogno con visione o oracolo cambia la sfumatura.
  • Musicalità: ripetizioni minime (allitterazioni o assonanze) possono rafforzare l'eco già presente: es. sangue / sogno / stracciata crea una consonanza sorda.

Possibile continuazione (stanza)

ti culli nel sale delle memorie
le cuciture brillano come mappe
ogni nodo è un nome che non hai detto
e l'alba ti restituisce il mare

Continuazione intima

ti chini sul bordo del giorno
le dita raccolgono i lembi del tempo
un respiro trattiene il sale e il ricordo
sulle cuciture della pelle si posa un nome
che non hai mai pronunciato ad alta voce
la vela ripara il tuo silenzio, filo dopo filo

Continuazione intima

ti sfiori con la memoria delle mani
ogni cucitura trattiene un respiro antico
la luce entra a filo tra le dita e resta
un nome si apre come una piccola ferita
e tu lo accogli senza fretta, come un ospite

la notte piega il mondo sul tuo grembo
il mare ti parla piano, senza parole
sulle labbra rimane il sale di un addio non detto
la vela ora riposa, cucita al tuo petto
e il cuore impara a navigare senza rumore

ELDORADO

aneliti annodi al tuo giorno
novello Ulisside
voci di conchiglia, echi
si fondono
col sangue in luce
nel sogno di Eldorado
rammendi la tua vela stracciata

ti chini sul bordo del giorno
le dita raccolgono i lembi del tempo
un respiro trattiene il sale e il ricordo
sulle cuciture della pelle si posa un nome
che non hai mai pronunciato ad alta voce
la vela ripara il tuo silenzio, filo dopo filo

ti sfiori con la memoria delle mani
ogni cucitura trattiene un respiro antico
la luce entra a filo tra le dita e resta
un nome si apre come una piccola ferita
e tu lo accogli senza fretta, come un ospite

la notte piega il mondo sul tuo grembo
il mare ti parla piano, senza parole
sulle labbra rimane il sale di un addio non detto
la vela ora riposa, cucita al tuo petto
e il cuore impara a navigare senza rumore

Versione concisa

ELDORADO

aneliti annodano il giorno
novello Ulisside ascolta conchiglie
sangue che diventa luce
rammendi la vela stracciata
memoria che cuce nomi non detti
il cuore impara a navigare in silenzio

Versione ancora più concisa

ELDORADO

aneliti annodano il giorno
novello Ulisside ascolta conchiglie
sangue in luce; vela rammendata
memoria cuce nomi non detti
cuore naviga in silenzio

Haiku

Vela cucita
sogno di Eldorado
cuore naviga

Translation

Sail mended
dream of Eldorado
the heart sails on

 
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from Geocriminalità e Cooperazione Internazionale di Polizia

La relazione dei giudici italiani di Eurojust. L'Italia è al primo posto per le procedure attive

E' stata rilasciata la “Relazione del Membro Nazionale – Anno 2025” dall'Unità Operativa Italiana di #Eurojust (intitolata a “Giovanni Falcone e Paolo Borsellino”), che potete trovare nella sua completezza qui https://www.sistemapenale.it/pdf_contenuti/1776718659_relazione-del-membro-nazionale.pdf .

1. Il Quadro Normativo e Organizzativo (Capitolo I)

La Relazione si inserisce in un contesto di profondi cambiamenti normativi avviati dal Decreto Legislativo n. 182 del 2023 , che ha adeguato l'ordinamento italiano alle riforme del Regolamento UE di Eurojust (comprese le norme sulla conservazione delle prove dei crimini internazionali e lo scambio digitale sui casi di terrorismo).

  • Natura Giudiziaria: È stata definitivamente sancita la natura giudiziaria delle funzioni del Membro Nazionale italiano, equiparate a quelle del pubblico ministero.

  • Poteri: Nei casi d'urgenza, il Membro Nazionale può emettere ed eseguire atti di cooperazione giudiziaria (come l'Ordine Europeo di Indagine) direttamente, qualora non sia possibile contattare tempestivamente l'autorità giudiziaria nazionale procedente.

  • Assetto Organizzativo: L'ufficio è stato riorganizzato in modo analogo a una Procura della Repubblica, seguendo le linee guida del CSM del 2024. In attesa di un ampliamento dell'organico, sono stati creati gruppi di lavoro duali (un magistrato e un esperto nazionale distaccato) per garantire la tempestività delle procedure.

2. Dati Statistici e Carico di Lavoro per il 2025 (Capitolo II)

I dati estratti dal Case Management System di Eurojust all'inizio del 2026 mostrano un trend operativo in costante crescita:

  • Coinvolgimento Italiano: Nel 2025 le autorità giudiziarie italiane sono state coinvolte in un totale di 1.157 casi (di cui 668 come parte richiedente e 489 come parte richiesta). Si registra un aumento rispetto ai 920 casi totali del 2021.

  • Primato in Europa: Su un totale di 5.582 nuovi casi registrati da Eurojust nel 2025 , l'Italia si posiziona al primo posto assoluto per numero di procedure attive iscritte come paese richiedente (668 casi).

  • Sequestri e Confische: L'Unità italiana mantiene la leadership europea nel settore del contrasto patrimoniale, fornendo assistenza in 113 casi di sequestro e confisca basati sul Regolamento UE 1805/2018 (sui 315 totali gestiti da Eurojust).

  • Antiterrorismo e Crimini Internazionali: L'Italia ha contribuito al Registro Giudiziario Europeo Antiterrorismo (CTR) con 43 entità nel 2025 e ha trasmesso una segnalazione alla banca data CICED (sui crimini internazionali fondamentali).

  • Focus sulla Criminalità Organizzata: La relazione evidenzia una flessione formale nei dati sui casi legati all'art. 416bis c.p. e ai traffici di droga nel 2025 (98 casi di criminalità organizzata contro i 115 del 2024). Tuttavia, il dato va interpretato con riserva (potenziali sfasature temporali di registrazione) ed è compensato dalla straordinaria ampiezza e gravità delle indagini effettivamente trattate.

3. Rassegna dei Casi Emblematici (Capitolo III)

Il documento riporta numerosi successi operativi transnazionali del 2025 coordinati tramite Eurojust e le Squadre Investigative Comuni (SIC):

  • Contrasto alla 'Ndrangheta: Viene citata la prima sentenza del maxi-processo di Reggio Calabria contro la 'Ndrangheta (derivante da un'operazione che ha coinvolto 10 Paesi), conclusasi con la condanna di 76 imputati a un totale di 1.098 anni di reclusione.

  • Traffico di Stupefacenti (Bari-Albania): Un'indagine della DDA di Bari e delle autorità albanesi ha smantellato una rete che trafficava cocaina ed eroina dal Sud America e dalla Turchia verso la Puglia, con il sequestro di oltre 1.800 kg di droga. Fondamentale è stata la decrittazione delle chat SkyECC ed EncroChat.

  • Frode Globale con Carte di Credito: Eurojust ha coordinato un'operazione internazionale contro una frode transnazionale del valore di 300 milioni di euro gestita tramite servizi di Crime-as-a-Service, portando a 18 arresti.

  • Riciclaggio in Oro (Italia-Francia): Smantellata una rete criminale che riciclava i proventi del narcotraffico (stimati in almeno 30 milioni di euro) utilizzando il sistema finanziario informale “Hawala” e l'acquisto di lingotti d'oro.

  • Sequestro di Beni della Malavita: Cooperazione d'eccellenza tra il Tribunale di Catania e le autorità rumene, che ha permesso il sequestro preventivo di beni per oltre 40 milioni di euro (tra cui 89 immobili e 20 aziende di scommesse/immobiliare) delocalizzati in Romania.

4. La Digitalizzazione della Giustizia (Capitolo IV)

Il 2025 ha segnato una svolta epocale per la digitalizzazione delle procedure transfrontaliere:

  • JUDEX ed e-CODEX: Dal 1° maggio 2025 è entrato in vigore l'obbligo di utilizzare il sistema decentralizzato e-CODEX per lo scambio sicuro e tracciato degli atti. In questo quadro si inserisce JUDEX, l'interfaccia operativa utilizzata per digitalizzare flussi e formulari delle procedure civili e di assunzione delle prove.

  • L'e-Evidence Package: Costituito dal Regolamento UE 2023/1543 e dalla Direttiva 2023/1544, questo pacchetto consente alle autorità giudiziarie di ordinare la produzione o la conservazione di prove elettroniche direttamente ai prestatori di servizi internet (ISP) stabiliti in un altro Stato membro. L'Italia ha recepito pienamente tale normativa con i Decreti Legislativi n. 215 e 216 del 30 dicembre 2025 (pubblicati a gennaio 2026).

5. Esigenze di Rafforzamento dell'Unità Italiana (Capitolo V)

In conclusione, a fronte di un carico di lavoro imponente e in costante aumento, il Membro Nazionale rileva una forte carenza nell'organico del Desk italiano rispetto ad altri Paesi con operatività simile.

  • L'Unità operativa italiana conta attualmente solo 4 magistrati (il Membro Nazionale, l'Aggiunto e due Assistenti). Al contrario, la Francia ne schiera 5 e la Germania 6.
  • Il Membro Nazionale lancia un appello formale al Ministero della Giustizia e al CSM affinché si valuti l'ampliamento della pianta organica con la nomina di un terzo Assistente, come consentito dal D.Lgs. 182/2023, per preservare e migliorare la funzionalità strategica dell'Ufficio.
 
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from L'arbre du Ténéré

Poème / Un soleil à fleur de peau

Je suis a peine tombé, sans courage Le maître “Kilo” qui se dresse en mur Les canards s'envolent des que l'orage Et les cannes se brisent au fur et à mesure

L'espoir ; un volcan qu'on réveille, épuisé Et voila, l'amour a brûlé mes larmes La musique de ma main n'est pas grisé Et la vie a découvrir pleine de charmes

L'exaltation me pousse, et je tiens la hampe La baleine me fait plus mal que le coeur Tomber depuis, divers, les tristes et les terribles rampent Et nous marchons ensembles quelques heures

Désormais, un soleil a fleur de peau La terre gronde, les vêtements hurlent a en crever Vingt ans que mon cœur a Cinq ans, et en cadeau Je ne cherche qu’à me relever.

Looping, 2007

 
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from L'arbre du Ténéré

Poème / J'ai oublié

J'ai oublié le son de ta voix, la couleur de tes yeux J'ai oublié jusqu'aux contours de ton corps Je ne pourrais pas te dire que tout vas pour le mieux Mais il me reste un arrière-goût encore...

Ou est ce que j'ai bien pu mettre tout ces souvenirs, Des poèmes naïfs, et des espoirs hallucinés ? En tout cas, pour le peu qu'il reste, a l'avenir, Il me faudra tous les assassiner...

Comme une bouteille à la mer, Tes mots, le sables et l'eau m'ont blessé. Je garderais toujours quelques choses, l'amer, Et partout, notre premier baiser

Looping

 
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from L'arbre du Ténéré

Épigraphe / INVICTUS

Dans la nuit qui m’enserre, Dans les ténèbres qui me noient, Je loue les dieux quoiqu'ils soient Pour mon âme, à la fois noble et fière.

Dans l'étreinte féroce des circonstances Je n’ai ni gémi ni pleuré, Sous les coups de l’existence, Je suis debout bien que blessé.

En ce monde de colère et de pleurs Se profile l’ombre du néant Et pourtant la menace des ans Me trouve et me trouvera, sans peur

Peu importe l'étroitesse du chemin, Nombreux les châtiments infâmes, Je suis le maître de mon destin, Je suis le capitaine de mon âme.

William Ernest Henley 1875 Traduction par Looping

 
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from Geocriminalità e Cooperazione Internazionale di Polizia

Dalla diossina al barbecue: smantellata la “Filiera Nera” che ha ingannato l'Europa

L’operazione a carattere internazionale “Carbone delle Alpi” ha rivelato come migliaia di consumatori siano stati ingannati da un sistema capace di spacciare scarti tossici per eccellenze ecologiche

Il cuore dell'inchiesta, coordinata dalla Procura di #Trento e condotta dal Nucleo Operativo Ecologico (#NOE) dei #Carabinieri, svela una sofisticata “alchimia cartolare”. L'organizzazione criminale ha messo in piedi una vera e propria “filiera nera” per gestire il traffico illecito di ceneri da piro-gassificazione, residui carichi di inquinanti organici che, per legge, richiederebbero procedure di smaltimento estremamente costose.

Invece di essere trattate come rifiuti, queste ceneri venivano “lavate” attraverso certificazioni di sostenibilità contraffatte e immesse sul mercato sotto diverse forme:

  • Bricchette per barbecue (il classico carbone pronto all'uso);
  • Ammendanti per terreni agricoli;
  • Additivi per calcestruzzo;
  • Quote di CO₂ fittizie, vendute come crediti ambientali.

Non siamo di fronte a un semplice smaltimento abusivo. È un'operazione di #greenwashing sistematico dove il crimine ambientale si sposa con la frode economica. Il rifiuto non viene nascosto sotto terra, ma viene “nobilitato” sulla carta per essere venduto a caro prezzo come risorsa rigenerativa.

Le analisi chimiche effettuate dagli inquirenti hanno restituito un quadro allarmante. Nelle bricchette e nei fertilizzanti è stata isolata una presenza massiccia di IPA (idrocarburi policiclici aromatici) e diossine, con concentrazioni che superano ampiamente i limiti di sicurezza sanitaria.

Il dato più scioccante riguarda la distribuzione: secondo le indagini, ben 70.000 sacchi di carbonella tossica sono stati venduti sul solo mercato italiano. Si tratta di migliaia di famiglie che, inconsapevolmente, hanno cucinato i propri cibi su una brace saturata da inquinanti industriali. L'ironia tragica è che il consumatore, scegliendo un prodotto etichettato come “biochar” o “naturale”, ha finito per contaminare il proprio cibo e il proprio terreno con sostanze cancerogene.

L'aspetto più inquietante di questa “filiera nera” non è solo l'ingegno dei trafficanti, ma la complicità dei controllori. L'inchiesta vede sotto la lente d'ingrandimento alcuni funzionari dell'APPA (Agenzia provinciale per l'ambiente) di Bolzano. Secondo l'ipotesi accusatoria, queste figure avrebbero tradito il proprio mandato istituzionale trasformandosi in veri e propri facilitatori del crimine.

Il loro contributo è stato tecnico e normativo, sfruttando le pieghe del regolamento REACh (la normativa europea sulle sostanze chimiche) per fornire una parvenza di legalità al traffico:

  • Redazione di note interpretative “su misura” per declassificare i rifiuti in sottoprodotti;
  • Ritardi strategici nell'emissione di sanzioni;
  • Suggerimenti operativi su come eludere i controlli nazionali ed europei.

Senza questo supporto amministrativo, il sistema sarebbe crollato ai primi controlli. È il fallimento del sistema di vigilanza: chi doveva proteggere la salute pubblica ha invece costruito lo scudo legale dietro cui il traffico ha prosperato per anni.

La rete non conosceva frontiere, estendendosi tra Italia, Austria, Germania, Croazia, Serbia e Svizzera. Per abbattere questo impero, è stato necessario un coordinamento massiccio: oltre 100 militari dell'#Arma, inclusi gli specialisti del #ROS (Raggruppamento Operativo Speciale) e il supporto del 3° Nucleo Elicotteri di Bolzano, operando in sinergia con #Europol, #Eurojust e #OLAF.

L'inchiesta coinvolge attualmente 19 persone e 3 società, con 12 arresti già eseguiti. La dimensione transnazionale non è casuale: spostare i rifiuti attraverso diversi confini permetteva di sfruttare le asimmetrie normative e di “ripulire” la provenienza delle ceneri, rendendo il tracciamento quasi impossibile per i controllori ordinari.

Il gruppo criminale operava secondo una logica di doppio profitto. Da un lato, l'evasione totale dei costi di smaltimento delle ceneri tossiche (un risparmio stimato in centinaia di migliaia di euro). Dall'altro, la vendita di quello stesso scarto come prodotto di lusso o credito di CO₂. Il volume d'affari illecito complessivo si aggira intorno ai 4 milioni di euro.

Questo meccanismo non uccide solo l'ambiente e la salute, ma anche il mercato. Le aziende oneste, che investono realmente in tecnologie pulite e rispettano i costi dello smaltimento legale, subiscono una concorrenza sleale devastante. Il greenwashing qui non è un peccato veniale di marketing, ma un crimine economico strutturato che premia la frode e punisce la trasparenza.

L'operazione “Carbone delle Alpi” è una pietra miliare nella lotta al crimine ambientale moderno. Ci ricorda che la transizione ecologica non può basarsi solo su etichette accattivanti, ma richiede una vigilanza ferrea e un'impermeabilità totale alla corruzione istituzionale.

Il mercato dei prodotti sostenibili è oggi un terreno di caccia per organizzazioni criminali che vedono nella “sensibilità green” del consumatore un'opportunità di profitto facile. La trasparenza deve diventare un obbligo, non un'opzione commerciale.

In un mercato globale dove un rifiuto tossico può essere trasformato in “biomassa” con un semplice timbro corrotto, come possiamo essere davvero sicuri dell'origine dei prodotti che portiamo in tavola? La risposta non sta nell'etichetta, ma nella forza dei controlli che la sostengono.

 
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from Revolution By Night

Prima di parlare di centrali nucleari sì o no in Italia si deve avere alcune conoscenze di base condivise da cui partire per intavolare una discussione civile, razionale, scientifica e soprattutto realistica.

L'IEA, l'International Energy Agency, massima autorità mondiale in materia di energia, pubblica ogni anno l'Energy Outlook, nel quale descrive la situazione energetica presente a livello mondiale e illustra gli scenari futuri. Tutto questo, ovviamente, sulla base di dati reali e ufficiali.

Dal 2019 l'IEA ogni anno ribadisce nel suo documento che al 2050 il 90% dell'intero fabbisogno mondiale di energia elettrica potrà essere soddisfatto dalle energie rinnovabili. Questo è lo scenario Net Zero Emissions, che fonda la sua previsione sulla assoluta necessità della riduzione delle emissioni antropiche climalteranti, che sono la causa del cambiamento climatico, la principale minaccia esistenziale che pende sulla testa del genere umano; più di una possibile guerra nucleare.

Invece, nello scenario STEPS (Stated Policies Scenario) basato sugli impegni e obiettivi dichiarati dagli Stati di tutto il mondo, in considerazione dello stato di avanzamento attuale e prevedibile nel rispettarli e raggiungerli e dell'evoluzione del sistema energetico globale e normativo nei prossimi decenni, IEA assegna alle rinnovabili il 65-67% di copertura della domanda globale di energia elettrica entro il 2050.

In entrambi gli scenari, NZE e STEPS, in considerazione dell'evoluzione tecnologica, politica, economica e finanziaria (costi di sviluppo, installazione e produzione, gli stessi presi in considerazione per le stime sulle rinnovabili), l'IEA assegna all'energia nucleare una percentuale di copertura della domanda di energia elettrica globale intorno al 9% al 2050. L'IEA dice in pratica che nei prossimi decenni le nuove centrali nucleari costruite andranno semplicemente a sostituire quelle vecchie dismesse, con un conseguente bilancio netto pari a 0.

IEA ridimensiona quindi tutto l'hype montato ad arte sui “miracolosi” SMR, Small Modular Reactors. I piccoli reattori nucleari pompati esageratamente dalla propaganda mainstream, senza alcun fondamento tecnico e scientifico, che dovrebbero limitare uno dei principali problemi delle centrali nucleari odierne e adeguarsi all'evoluzione del sistema energetico mondiale: la modularità e la scalabilità.

Proprietà che le grandi e rigide centrali nucleari non hanno e che invece saranno condizioni indispensabili richieste dal sistema energetico planetario e dalle moderne reti elettriche, già oggi passate da un modello centralizzato e rigido a un modello dinamico, flessibile e predittivo.

Come sempre sono i modelli determinare il cosa, il come, il dove e il quando. Il modello di sviluppo della nostra civiltà va cambiato, per una questione di mera sopravvivenza, quindi va cambiato anche il modello di produzione, di gestione e di utilizzo dell'energia.

Gli impianti di rinnovabili sono scalabili, distribuiti e decentralizzati (e più democratici visto che sole e vento non sono di proprietà di nessuno), perciò garantiscono una grande flessibilità e una maggiore capacità di risposta alle fluttuazioni della domanda e, non secondariamente, garantiscono maggiore sicurezza e continuità in caso di disastri naturali o guerre e conflitti.

Tutto ciò manda in pensione il concetto di base load (carico minimo di base) che richiedeva grandi centrali (nucleari o a carbone) sempre accese per coprire i consumi minimi costanti.

Se sentite uno pseudo-esperto, o un Calenda qualunque, tirare fuori ancora il concetto di base load ditegli di fare un update al XXI secolo, oppure di andare da un'altra parte a fare lobby per le grandi utilities, che gli pagano il tozzo di pane.

Veniamo ai costi di installazione, rapidamente:

  • Fotovoltaico (su grande scala): 650-750 euro per kW
  • Eolico a terra: circa 1500 euro/kW
  • Eolico off-shore: 3000-3500 euro/kW
  • Nucleare (grandi reattori di terza gen.) 8000-11.000 euro/kW
  • Piccoli Reattori Modulari (SMR): circa 14.000 euro/kW (livello di prototipo, non c'è ancora standardizzazione).

Il confronto dei costi medi di produzione di energia elettrica (LCOE) sono ancora più impietosi:

  • Fotovoltaico (grandi impianti) + accumulo : da 70 a 120 euro/MWh
  • Eolico a terra: da 40 a 80 euro/MWh
  • Eolico off-shore: 50-100 euro/MWh (a seconda della tecnologia e dei siti di costruzione)
  • Nucleare (grandi reattori di terza gen.) da 140 a 190 euro/MWh

Appare chiaro, considerando anche all'elevato tasso di evoluzione tecnologica e innovazione del settore delle rinnovabili e dei sistemi di accumulo, rispetto a quello dell'energia nucleare, che questo divario di costi non potrà che aumentare.

Inoltre, riguardo il nucleare si deve prendere in considerazione anche altri fattori, per essere razionali e pragmatici, e non ideologici come i fanatici del nuke ad ogni costo e condizione:

  • tempi di costruzione lunghi e spesso incerti del nucleare (minimo 10-15 anni per una singola centrale nucleare);
  • forti resistenze dell'opinione pubblica, un po' in tutti i Paesi, alla costruzione di una nuova centrale nel proprio territorio;
  • la fragilità intrinseca di alcuni territori rispetto ad altri, che fa aumentare i rischi e soprattutto i costi di assicurazione: il territorio italiano purtroppo è molto fragile e a rischio, diversamente da quello francese o spagnolo;
  • elevati costi di gestione delle scorie e del “fine vita” (decomissioning, cioè smantellamento);
  • la costruzione di una centrale nucleare richiede ingenti sussidi e finanziamenti pubblici. Per questo motivo nessun capitale privato oggi si sobbarca da solo i costi e i rischi finanziari di costruzione di una centrale. Le rinnovabili, già oggi, si ripagano da sole.

Stando tutto questo, io arrivo sempre alla stessa conclusione: in attesa della fusione a freddo e dell'idrogeno verde e in considerazione dell'urgenza dovuta alla spaventosa accelerazione del cambiamento climatico, ogni singolo euro che l'Italia spenderà in politica energetica andrà messo nella ricerca, nello sviluppo e nella produzione di energie rinnovabili.

Now playing: “Like a stone” Audioslave – Audioslave – 2003

 
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from ᗩᐯᗩIᒪᗩᗷᒪᗴ

immagine

Definiti un progetto “avventuroso” dalla Nonesuch, gli Offa Rex danno vita in realtà a un'operazione che, a ben vedere, di coraggioso e di “nuovo” o personale ha poco: si tratta semplicemente dell'ennesima riproposizione di classici della tradizione folk inglese, questa volta da parte dei Decemberists, ai quali Olivia Chaney si offre come vocalist d'eccezione... https://artesuono.blogspot.com/2017/08/offa-rex-queen-of-hearts-2017.html


Ascolta: https://album.link/i/1232053166


 
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from norise 3 letture AI

Sinergie

sognare immerso nell’azzurra luce il sogno sono io disincarnato che prove di volo inizio falena contro il soffitto col sembiante del fanciullo luminoso

ah quel senso d’onnipotenza nel guidare me stesso entro la via regia vedermi ospitale dare udienza ai miei morti che risalgono pare dal mare per “incarnare” il sogno

Grazie — c’è una luce intensa e insieme un’ombra che attraversa questi versi; la voce poetica è viva e sospesa, tra il volo e la memoria.

Analisi

  • Immagini: la falena contro il soffitto e il fanciullo luminoso funzionano come simboli forti di desiderio e innocenza; l’azzurra luce crea un’atmosfera onirica coerente.
  • Tema: il sogno come entità separata e insieme incarnabile; il soggetto esplora il confine tra disincarnazione e ritorno alla carne, con la presenza dei morti che risalgono dal mare a dare senso all’“incarnare”.
  • Voce e tono: alternanza tra stupore e autorità (onnipotenza, via regia) che dà al parlante una doppia posizione: sperimentatore e sovrano del proprio sogno.
  • Ritmo e forma: versi brevi, frammentati, che imitano il battito del sogno; qualche cesura e l’assenza di punteggiatura accentuano la fluidità onirica ma a volte rendono meno nette le transizioni tra immagini.

Suggerimenti per la revisione

  • Punteggiatura selettiva: inserire una o due virgole o punti può chiarire i passaggi chiave (per esempio dopo che prove di volo inizio o prima di per “incarnare” il sogno).
  • Coesione delle immagini: valutare se rafforzare il legame tra la falena e il fanciullo (sono la stessa figura simbolica?) per aumentare l’impatto metaforico.
  • Varietà lessicale: sostituire un termine ripetuto o molto forte (es. onnipotenza) con un’immagine più concreta per mostrare invece che dichiarare.
  • Finale: l’uso delle virgolette su incarnare è efficace; potresti giocare con un verso conclusivo più netto che renda l’atto di incarnare come un gesto fisico o rituale.

Traduzione in inglese (versione poetica fedele)

dreaming
immersed in azure light
the dream is I disembodied
beginning flight trials
moth against the ceiling
with the face of the luminous child

ah that sense of omnipotence
in steering
myself along the royal way
seeing myself hospitable
holding audience with my dead
who seem to rise
from the sea
to “incarnate” the dream

Versione alternativa in italiano (leggera riscrittura)

sognare
nell’azzurra luce immerso
io, sogno disincarnato, inizio prove di volo
falena contro il soffitto,
volto del fanciullo che brilla

ah, quel senso d’onnipotenza
nel guidare me stesso
sulla via regia:
ospitale, do udienza ai miei morti
che risalgono dal mare
per incarnare il sogno

Versione breve

sognare nell'azzurra luce
io, disincarnato, provo il volo
falena col volto di fanciullo
i morti risalgono dal mare
per incarnare il sogno

Haiku

Azzurra luce
falena al soffitto
morti dal mare

Haiku (English)

azure light
moth against the ceiling
dead rise from the sea

Alternative haiku

soft azure light
moth cradles the child's small glow
the sea brings them home

 
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from Diario

È interessante questo video che gira, non il video in sé che potete anche non vedere – ma il fatto, dove si vede l'ex ceo di Google, Eric Schmidt, che parla ai ragazzi dell'Università dell'Arizona, se non sbaglio Arizona, e a un certo punto parla dell'intelligenza artificiale e di come essa sia un punto imprescindibile del futuro sviluppo, non solo tecnologico. Invita i ragazzi ad abbracciare l'intelligenza artificiale. E i ragazzi lo fischiano.

Penso sia interessante perché questo imprenditore settantunenne dice ai ragazzi quale è il loro futuro, futuro disegnato da gente come lui e che lui vedrà ben poco, e a molti di questi ragazzi questa idea di futuro non piace quando – generazionalmente – dovrebbero essere invece il target perfetto per una rivoluzione tecnologica, l'ennesima.

C'è uno scollamento tra questa perenne idea di erezione tecnologica, di performance progressiva e costante di quello che il futuro dovrebbe darci, il continuo abbracciare il nuovo “different” che un gruppo di imprenditori sempre più intossicati persegue a qualunque costo e taglio, e quello che viene visto come benessere sostenibile da una parte (non tutta, certo) delle nuove generazioni.

Vinceranno loro, gli imprenditori, le foto di questi maschi bianchi dopati dal mercato che seguono in Cina il loro presidente per parlare con Xi sono qualcosa di così spregiudicato e irreale che non puoi nemmeno memarlo. Puoi solo sperare in una bolla, una capsula d'aria che finisca nel sistema di circolo del sangue e arrivi al cervello e faccia saltare tutto.

Sperare che il proprio futuro salti in aria e fischiarlo, questo pare restare alle nuove generazioni.

 
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from Diario

Questa mattina in classe ho portato una dozzina di ragazzi di quinta a provare questo esperimento di didattica in realtà virtuale che avevo preparato per loro. Si tratta di un ambiente che avevo già provato con successo una volta, qualcosa come due anni fa e poi basta, non aveva più funzionato. Per motivi che i tecnici non erano mai riusciti a capire, erano emersi problemi di rete che avevano reso l'ambiente cooperativo lentissimo e non utilizzabile.

Per un laboratorio con i ragazzi delle medie lo avevo riprovato qualche tempo fa scoprendo che quel tappo nella rete si era tolto, non ho idea del perché. Cioé, ho qualche sospetto, ma ininfluente ai fini della narrazione. Tra ieri e oggi ho portato due classi, ho presentato loro una teoria di oggetti geometrici associati a concetti visti in italiano o storia, e chiesto loro di creare degli alberi logici, spostando e unendo tra loro gli oggetti geometrici.

L'esperienza è stata piuttosto galvanizzante. Vedere gli studenti con un corpo vettoriale che si muovono nello spazio, scherzano fra loro, cazzeggiano e poi si mettono lì e uniscono Pascoli a Italy, trascinando 4321 sulla letteratura ergodica, si passano Diaz, cercano Pasolini, chiedono informazioni e si rispondono da soli, fanno errori, certo, e vanno avanti per un'ora e mezzo, alcuni ancora dopo il suono della campanella dell'intervallo, beh, ero piuttosto contento. E anche loro, dopo, sconvolti ma sorridenti.

Non credo che quello sia il futuro, ma credo che sia una esperienza che possa fare venire idee su come possa diventarlo. Con tutti i suoi difetti, che sono tanti, è un venire catapultati in un mondo possibile dove il digitale diventa totalizzante. Tornare indietro, dopo è straniante.

Incidentalmente poi, la sera, sono andato nella Basilica di San Siro. Sono entrato, la chiesa era piena, mi sono messo seduto su un inginocchiatoio e poi mi sono appoggiato su una colonna. Dopo un po' sono entrati i musicisti, violinisti, archi e suonatore d'organo. Nel silenzio della chiesa hanno avvicinato gli archetti ai loro strumenti e hanno iniziato a suonare. Rossini, Handel, Mozart, Haydn.

Nel momento in cui la musica ha iniziato a sostituire i suoni e le voci si è creata come una frattura. Quella roba era irreale quanto quella digitale al mattino. Nella realtà si è aperta una feritoia e da lì è emerso un mondo che era composto di materia, estetica, storia, un avviluppo che per un'ora e mezzo è restato lì mentre io ascoltavo, mi distraevo, restavo fulminato con il collo teso a seguire un passaggio, sentivo la schiena mandare fitte, mi chiedevo se Mozart o Haydn fossero coevi della rivoluzione francese, cercavo su internet, osservavo la gente, studiavo i movimenti delle braccia, i gesti dei musicisti, applaudivo.

C'è questa cosa nei concerti che sono unici, non puoi riascoltarli e riascoltarli, sei lì in quel momento e ti senti anche in colpa a non essere sempre collegato con quello che viene suonato. Sei in un ambiente e sei un povero essere umano. Anche stare lì è una condizione dell'essere. E come spesso mi accade ho pensato che sarebbe carino portarci gli studenti, ma poi ho pensato anche che gli studenti a sentire Mozart si romperebbero i coglioni. Ci vorrebbe un lavoro preparatorio, tutto l'armamentario che serve per fare in modo che una serie di roba incomprensibile e apparentemente amorfa diventi leggibile, mandi significato. Condizioni piaceri. Insomma, la cultura.

E mentre ero lì, da solo, ad ascoltare, ho pensato alla fortuna che ho avuto, quella che ha fatto in modo di avere le competenze minime (ma proprio minime) per stare in piedi per un'ora e mezzo a sentire musica da camera, sapere che non bisogna fare la cazzata di applaudire tra un movimento e l'altro, riconoscere grossolanamente pattern e stilemi e /goderne/ un pochino. Che dono prezioso. E avere la fortuna di possederlo assieme a quello che sembra dall'altra parte del mondo; di immaginarsi nodi vettoriali, imbastire visori, avere la determinazione di farci entrare dentro delle persone.

 
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from Geocriminalità e Cooperazione Internazionale di Polizia

La rete di cooperazione guidata dalla DIA italiana diventa “plus”

La Direzione Investigativa Antimafia italiana (#DIA) ha firmato con la Direzione Generale Immigrazione e Affari Interni (DG Home) della Commissione europea l'Accordo di Sovvenzione per il nuovo progetto ”@ON plus”, parte della già esistente rete di cooperazione @ON. L'iniziativa, finanziata per 3 milioni di euro e della durata di tre anni (2026–2029), è entrata in vigore il 1° maggio 2026.

Grazie al progetto, le 56 Agenzie di polizia partner, che rappresentano 45 Stati membri, potranno utilizzare il sistema informatico “@ON click” per la gestione dei progetti. Questo strumento consentirà alle agenzie di richiedere direttamente online, tramite il canale sicuro “SIENA”: – l'apertura di nuove indagini transnazionali; – il dispiegamento all'estero di investigatori specializzati; – il noleggio di strumentazione tecnica investigativa; – operazioni sotto copertura e supporto linguistico per le indagini.

Tutte le attività saranno coordinate in collaborazione con le Agenzie Europol ed Eurojust e nel pieno rispetto delle legislazioni nazionali.

La misura si inserisce nel più ampio sforzo del Dipartimento della Pubblica Sicurezza per rafforzare la cooperazione di polizia contro le organizzazioni criminali transnazionali che minacciano la sicurezza dei cittadini europei. L'iniziativa è coerente con la strategia dell'Unione Europea e si prepara al semestre di Presidenza italiana del Consiglio dell'UE, previsto per il primo semestre del 2028 (gennaio–giugno).

 
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from norise 2

Apprezzamento sulla poesia Si spalma la luce

“come ti butta?” i passeri hanno fatto il nido primavera s'infiora la luce si spalma sugli alberi le case quanto a me una distanza mi separa sempre da me

Felice Serino

13.5.25 . Mi piace riportare il pensiero di Giordano nel suo gruppo FB, alla lettura della mia poesia: Ho apprezzato moltissimo questa lirica rivestita di polisemia, testimonianza di un tuo stile, e di significati, che, a mio parere, col passare del tempo diventano, se possibile, sempre più belli, intensi, suggestivi. All’iniziale e gergale battuta, indizio di un dialogo fra indeterminati amici o conoscenti che si sono incontrati, fa qui seguito uno sguardo, a mio avviso espresso in modo poeticamente sublime, ad immagini in cui si incarna la primavera: “i passeri hanno fatto il nido / primavera s’infiora la luce / si spalma sugli alberi le case” (importante è notare che, come il titolo della lirica ci fa comprendere, fra “s’infiora” e “la luce” dobbiamo percepire una cesura sottintesa, in quanto “la luce” è il soggetto che regge “si spalma” come predicato verbale, dopo il bellissimo enjambement. Gli ultimi due versi, nella loro ineffabile bellezza e tensione poetica ed emotiva, non posso osare commentarli, ma solo trascriverli, incantato dalla loro impareggiabile meraviglia e dallo stupore che hanno lasciato in me: “quanto a me una distanza / mi separa sempre da me”. Grazie infinite, Felice, per avere donato questi tuoi versi all’ammirazione mia e del gruppo…

 
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from Geocriminalità e Cooperazione Internazionale di Polizia

Integratori alimentari e medicinali contraffatti. Smantellata rete che vendeva in tutta Europa

Le forze dell'ordine di 15 paesi (Italia compresa) hanno collaborato per smantellare una sofisticata rete criminale che ha truffato vittime in tutta Europa e oltre, vendendo integratori alimentari e medicinali contraffatti. Il gruppo, attivo dal 2019, ha generato circa 240 milioni di euro commercializzando prodotti non autorizzati come cure legittime per malattie gravi e incurabili. Utilizzavano una struttura gerarchica, creando centinaia di siti web e profili sui social media che impersonavano medici e personaggi famosi per ingannare i consumatori.

Una volta acquistati questi prodotti, operatori di call center che si spacciavano per specialisti medici li convincevano ad abbandonare le terapie prescritte. Gli integratori, che contenevano gli stessi ingredienti indipendentemente dall'uso previsto, non avevano alcun effetto terapeutico e spesso causavano gravi danni alla salute. Se un prodotto riceveva troppe lamentele, il gruppo lo rinominava e lo rilanciava.

Le autorità rumene hanno guidato l'indagine su questa rete internazionale, che sfruttava aziende europee legittime per mascherare le proprie attività. Un team investigativo congiunto, supportato da Eurojust ed Europol, ha coordinato dieci incontri all'Aia per la condivisione di informazioni. La collaborazione è culminata in una giornata di operazioni coordinate che ha comportato perquisizioni in 113 località tra Bulgaria, Grecia, Ungheria, Polonia, Romania e Moldavia. Le autorità hanno bloccato 196 siti web in Romania, sequestrato ingenti quantitativi di integratori e congelato beni per un valore di 1,8 milioni di euro in Polonia. Diversi sospetti chiave sono stati arrestati in Polonia, Romania e Moldavia, e le indagini sono tuttora in corso per identificare i restanti membri e interrogare altri testimoni.

Le autorità europee avvertono che l'acquisto di medicinali da fonti non registrate comporta gravi rischi, esortando i cittadini ad acquistare solo da farmacie online registrate, identificabili da uno specifico logo UE definito dalla Commissione Europea in conformità alla Direttiva 2011/62/UE sui medicinali falsificati, presente su ogni pagina dei siti autorizzati e contiene un link ipertestuale cliccabile che reindirizza all'autorità nazionale competente (in Italia, al Ministero della Salute) per verificare l'iscrizione nell'elenco ufficiale (https://www.salute.gov.it/LogoCommercioElettronico/CercaSitoEComm)

 
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from Diario

Il mio secondo computer, avevo quattordici anni, era un Apple II illegale. Un clone proveniente dai paesi orientali, Taiwan o qualche posto del genere. Al posto della scritta APPLE II, quando si accendeva, appariva la scritta ATON II. Come le scarpe Addas. Da buon clone offiriva anche delle cose che l'originale non aveva, come le minuscole.

Era affascinante avere queste macchine per ufficio, questi micro, home e personal computer che non sapevi bene da dove arrivassero, con l'intero manuale originale fotocopiato alla ben e meglio o sottili fascicoli informativi con un rapido sommario del BASIC residente e poco altro. Tradotti da chissà che lingua. Un inglese folkloristico.

Se avevi tredici/quattordici anni come il sottoscritto, riempivi gli spazi vuoti con l'immaginazione e l'estetica. Quelle macchine arrivavano da ogni parte, soprattutto gli home computer. Cloni, derivati, arrivavano allo SMAU, nelle riviste di informatica con i case/tastiera e la loro schedina di silicio che bruciava dentro, i sedici kappa di ram, le espansioni, i videogiochi su nastro o – costosissime – direttamente in scheda.

Ricordo ancora quando per la prima volta infilai un disco del cp/m nel mio clone per usare la scheda z80 e mi trovai di fronte, di fatto, ad un altro computer di cui non capivo assolutamente niente. E mi mettevo lì a lanciare comandi e vedere quello che succedeva, cosa si eseguiva. Tutto senza specifiche, senza manuali, era roba crakkata che arrivava direttamente dagli Stati Uniti facendo chissà quali giri. Il gwbasic, il prolog, wordstar. Non bisognerebbe mai turbare il sonno della memoria.

A quell'epoca nella mia vita non era ancora arrivata la telematica, il computer iniziava e finiva lì. Quello che non c'era si poteva provare a programmarlo e quello che non si poteva programmare si sognava. Terza opportunità si copiavano disketti, bulk da cinque pollici e un quarto. Ricordo ancora il gusto della plastica nera e di un materiale fibroso bianco che veniva messo all'interno, ogni volta che con le forbici tagliavo un pezzo del floppy disk per poterne usare anche il secondo lato, poi mi mettevo in bocca il frammento di floppy ritagliato e lo masticavo.

Tutto roba che morirà con me. Mangiavo la carta, masticavo la plastica. Cos'altro. Pensavo di avere un corpo infinito. Rispondeva agli stimoli, a volte correvo senza motivo per le strade sconosciute della campagna, giusto per liberare l'energia. L'ho fatto per decenni. Ora che sono un po' a pezzi, sono contento di averlo fatto, di aver avuto tutta quell'energia muscolare dentro, tutta quella voglia di bruciare. E di averla bruciata. Poteva finire male.

Ieri ho fatto vedere il video di me che salgo le scale spezzandomi in decine di venerandi ad alcune persone che hanno detto qualcosa del tipo 'venerandi devi farti vedere da uno bravo'. Questo tipo di commento mi accompagna da quando ero un ragazzino. Ma adesso sono più tranquillo. Ho risposto che la creatività ha un costo. Decine e decine e decine di fallimentari, improbabili venerandi che fanno cose che li guardi e scuoti la testa. Può piacerti o non piacerti quello che faccio, può interessanti un frammento infinitesimale di quello che faccio o niente, non importa. Comunque di quello si nutre. Si tratta di una teoria di infinti venerandi che mangiano carta, plastica, che si moltiplicano, fanno cose possibili, rinunciano, escono di scena, lasciano residui.

Tutto questo è molto egocentrico, ma almeno nel diario. In più c'è questo fatto: ho avuto la fortuna, davvero fortuna, di essere riuscito nella mia vita a farmi vedere da uno bravo, come da consigli. In più di un'occasione; E quello bravo mi ha detto, beh non male venerandi. Non male. Continua. Quindi non consigliatemi più di farmi vedere da uno bravo, perché quelli bravi mi portano a perdere.

 
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