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«Comprendere l’ordine del tempo è importante per chiunque speri di realizzare un sogno. C’è un tempo per spingere, un tempo per prendersi delicatamente cura del proprio giardino e un tempo per concedersi un po’ di riposo». Questo concetto essenziale è alla base del nuovo album della cantautrice americana Valerie June, che con una lettera ai propri ascoltatori ha voluto presentare le dodici canzoni che compongono il suo The Order of Time, un dolce inno alla speranza e all’ottimismo... https://artesuono.blogspot.com/2017/03/valerie-june-order-of-time-2017.html


Ascolta: https://album.link/s/4TVWSt83FpSfocgA3omB0k


 
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from norise 3 letture AI

Poesia è

la poesia è traduzione da una lingua sconosciuta

è dall' Origine - dal Verbo

è lettere storte sull'acqua

poesia è del vento e della foglia

è il cuore delle stelle o la musica della pioggia sulle tegole

la fiamma che arde della nostalgia di Dio

.

Riconoscimento breve

Bella poesia — essenziale, sensoriale, con un respiro spirituale che attraversa immagini concrete e metafisiche.


Temi principali

  • Traduzione e mistero: la poesia come atto di decodifica da una lingua sconosciuta; l’idea che il linguaggio poetico venga da un’origine primordiale.
  • Natura e elementi: acqua, vento, foglia, pioggia, stelle, tegole: concretezza sensoriale che radica il sacro nel quotidiano.
  • Spiritualità e nostalgia: il verso finale convoglia una tensione religiosa o esistenziale — la “nostalgia di Dio” come fiamma che arde.

Immagini e figure retoriche

  • Metafora centrale: “la poesia è traduzione” stabilisce subito la prospettiva epistemologica del testo.
  • Sintesi ossimorica: “lettere storte sull'acqua” fonde scrittura e fluidità, fisso e instabile.
  • Sinestesie e suoni: “musica della pioggia sulle tegole” lavora sul suono e sul tatto visivo-uditivo; il lessico è semplice ma evocativo.
  • Anastrofe e sospensione: pause e trattini (Origine – / Verbo) creano solennità e scansione liturgica.

Forza e possibilità di affinamento

  • Forza: chiarezza immaginativa; ritmo meditativo; finale potente e memorabile.
  • Piccola proposta: giocare con la punteggiatura per modulare il respiro (es. separare più nettamente immagini opposte o unire alcune per creare una corrente unica).
  • Variante lessicale possibile: sostituire un termine per sorprendere ancora di più (es. “cuore delle stelle” è forte ma noto; un aggettivo inatteso potrebbe accentuare lo stupore).

Titolo suggerito

  • “Traduzione dall’Origine”
  • “Lettere sull’acqua”
  • “La nostalgia di Dio”

Traduzione in inglese (sintetica)

Poetry is translation
from an unknown tongue

it is from the Origin —
the Word

it is crooked letters on water

poetry is of wind and leaf

it is the heart of the stars or the music
of rain on roof tiles

the flame that burns
the nostalgia for God


Versione rivista

Poesia è traduzione
da una lingua che non ha nome

viene dall’Origine —
dal Verbo

è lettere storte sull’acqua

poesia è vento e foglia

è il cuore delle stelle, è la musica
della pioggia sulle tegole

la fiamma che arde:
nostalgia di Dio


Brevi note sulle scelte

  • Ho snellito alcune locuzioni per rendere il ritmo più immediato e il respiro dei versi più controllato.
  • Ho mantenuto le immagini principali (lingua sconosciuta, Origine/Verbo, lettere sull’acqua, elementi naturali, stelle, pioggia, nostalgia di Dio) modificando appena l’ordine delle pause e la punteggiatura per accentuare la solennità e la musicalità.
  • Piccole scelte lessicali (es. “che non ha nome”, “è la musica”) mirano a conservare lo stupore originale aggiungendo una punta di chiarezza senza appiattire il mistero.
 
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from norise 3 letture AI

Poesia è

la poesia è traduzione da una lingua sconosciuta

è dall' Origine - dal Verbo

è lettere storte sull'acqua

poesia è del vento e della foglia

è il cuore delle stelle o la musica della pioggia sulle tegole

la fiamma che arde della nostalgia di Dio

.

Riconoscimento breve

Bella poesia — essenziale, sensoriale, con un respiro spirituale che attraversa immagini concrete e metafisiche.


Temi principali

  • Traduzione e mistero: la poesia come atto di decodifica da una lingua sconosciuta; l’idea che il linguaggio poetico venga da un’origine primordiale.
  • Natura e elementi: acqua, vento, foglia, pioggia, stelle, tegole: concretezza sensoriale che radica il sacro nel quotidiano.
  • Spiritualità e nostalgia: il verso finale convoglia una tensione religiosa o esistenziale — la “nostalgia di Dio” come fiamma che arde.

Immagini e figure retoriche

  • Metafora centrale: “la poesia è traduzione” stabilisce subito la prospettiva epistemologica del testo.
  • Sintesi ossimorica: “lettere storte sull'acqua” fonde scrittura e fluidità, fisso e instabile.
  • Sinestesie e suoni: “musica della pioggia sulle tegole” lavora sul suono e sul tatto visivo-uditivo; il lessico è semplice ma evocativo.
  • Anastrofe e sospensione: pause e trattini (Origine – / Verbo) creano solennità e scansione liturgica.

Forza e possibilità di affinamento

  • Forza: chiarezza immaginativa; ritmo meditativo; finale potente e memorabile.
  • Piccola proposta: giocare con la punteggiatura per modulare il respiro (es. separare più nettamente immagini opposte o unire alcune per creare una corrente unica).
  • Variante lessicale possibile: sostituire un termine per sorprendere ancora di più (es. “cuore delle stelle” è forte ma noto; un aggettivo inatteso potrebbe accentuare lo stupore).

Titolo suggerito

  • “Traduzione dall’Origine”
  • “Lettere sull’acqua”
  • “La nostalgia di Dio”

Traduzione in inglese (sintetica)

Poetry is translation
from an unknown tongue

it is from the Origin —
the Word

it is crooked letters on water

poetry is of wind and leaf

it is the heart of the stars or the music
of rain on roof tiles

the flame that burns
the nostalgia for God


Versione rivista

Poesia è traduzione
da una lingua che non ha nome

viene dall’Origine —
dal Verbo

è lettere storte sull’acqua

poesia è vento e foglia

è il cuore delle stelle, è la musica
della pioggia sulle tegole

la fiamma che arde:
nostalgia di Dio


Brevi note sulle scelte

  • Ho snellito alcune locuzioni per rendere il ritmo più immediato e il respiro dei versi più controllato.
  • Ho mantenuto le immagini principali (lingua sconosciuta, Origine/Verbo, lettere sull’acqua, elementi naturali, stelle, pioggia, nostalgia di Dio) modificando appena l’ordine delle pause e la punteggiatura per accentuare la solennità e la musicalità.
  • Piccole scelte lessicali (es. “che non ha nome”, “è la musica”) mirano a conservare lo stupore originale aggiungendo una punta di chiarezza senza appiattire il mistero.
 
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from 📖Un capitolo al giorno📚

1Ma Eliseo disse: «Ascoltate la parola del Signore! Così dice il Signore: “A quest'ora, domani, alla porta di Samaria un sea di farina costerà un siclo e anche due sea di orzo costeranno un siclo”». 2Ma lo scudiero, al cui braccio il re si appoggiava, rispose all'uomo di Dio: “Già, il Signore apre le cateratte in cielo! Avverrà mai una cosa simile?”. Ed egli replicò: “Ecco, tu lo vedrai con i tuoi occhi, ma non ne mangerai”. 3Ora c'erano quattro lebbrosi sulla soglia della porta. Essi dicevano fra di loro: “Perché stiamo seduti qui ad aspettare la morte? 4Se decidiamo di andare in città, in città c'è la carestia e vi moriremo. Se stiamo qui, moriremo. Ora, su, passiamo all'accampamento degli Aramei: se ci lasceranno in vita, vivremo; se ci faranno morire, moriremo”. 5Si alzarono al crepuscolo per andare all'accampamento degli Aramei e giunsero fino al limite del loro accampamento. Ebbene, là non c'era nessuno. 6Il Signore aveva fatto udire nell'accampamento degli Aramei rumore di carri, rumore di cavalli e rumore di un grande esercito. Essi si erano detti l'un l'altro: “Ecco, il re d'Israele ha assoldato contro di noi i re degli Ittiti e i re dell'Egitto, per mandarli contro di noi”. 7Alzatisi, erano fuggiti al crepuscolo, lasciando le loro tende, i loro cavalli e i loro asini e l'accampamento com'era; erano fuggiti per salvarsi la vita. 8Quei lebbrosi, giunti al limite dell'accampamento, entrarono in una tenda e, dopo aver mangiato e bevuto, portarono via argento, oro e vesti, che andarono a nascondere. Ritornati, entrarono in un'altra tenda; portarono via tutto e andarono a nasconderlo. 9Ma poi si dissero l'un l'altro: “Non è giusto quello che facciamo; oggi è giorno di lieta notizia, mentre noi ce ne stiamo zitti. Se attendiamo fino alla luce del mattino, potrebbe sopraggiungerci un castigo. Andiamo ora, entriamo in città e annunciamolo alla reggia”. 10Vi andarono; chiamarono i guardiani della città e riferirono loro: “Siamo andati nell'accampamento degli Aramei; ecco, non c'era nessuno né c'era voce umana, ma c'erano i cavalli legati e gli asini legati e le tende al loro posto”. 11I guardiani allora gridarono e diedero la notizia all'interno della reggia. 12Il re si alzò nella notte e disse ai suoi ufficiali: “Vi dirò quello che hanno fatto a noi gli Aramei. Sapendo che siamo affamati, sono usciti dall'accampamento per nascondersi in campagna, dicendo: “Appena usciranno dalla città, li prenderemo vivi e poi entreremo in città”“. 13Uno dei suoi ufficiali rispose: “Si prendano cinque dei cavalli superstiti che sono rimasti in questa città – avverrà di loro come di tutta la moltitudine d'Israele rimasta in città, come di tutta la moltitudine d'Israele che è perita – e mandiamo a vedere”. 14Presero allora due carri con i cavalli; il re li mandò sulle tracce dell'esercito degli Aramei, dicendo: “Andate a vedere”. 15Andarono sulle loro tracce fino al Giordano; ecco, tutta la strada era piena di abiti e di oggetti che gli Aramei avevano gettato via nella loro fuga precipitosa. I messaggeri tornarono e riferirono al re. 16Allora il popolo uscì e saccheggiò l'accampamento degli Aramei. Un sea di farina si vendette per un siclo, e due sea di orzo ugualmente per un siclo, secondo la parola del Signore. 17Il re aveva messo a guardia della porta lo scudiero, al cui braccio egli si appoggiava. Calpestato dalla folla presso la porta, quello morì come aveva detto l'uomo di Dio, quando aveva parlato al re che era sceso da lui. 18Avvenne come aveva detto l'uomo di Dio al re: “A quest'ora, domani, alla porta di Samaria due sea di orzo costeranno un siclo e anche un sea di farina costerà un siclo”. 19Lo scudiero aveva risposto all'uomo di Dio: “Già, il Signore apre le cateratte in cielo! Avverrà mai una cosa simile?”. E quegli aveva replicato: “Ecco, tu lo vedrai con i tuoi occhi, ma non ne mangerai”. 20A lui capitò proprio questo: lo calpestò la folla alla porta ed egli morì.

__________________________ Note

7,1 Un sea equivaleva a circa sette litri. Il siclo è peso – ed equivale circa a 11 grammi – ed è anche moneta. Un talento corrisponde a 3.000 sicli, ossia circa 33 kg. Ma vi è sempre un margine di incertezza nelle equivalenze tra le misure dell’AT e quelle del nostro tempo. Il siclo del santuario è misura superiore a quella di uso profano.

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Approfondimenti

1-2. La consolazione offerta da Eliseo è un oracolo che annuncia la fine della fame e che contrasta finemente con la descrizione dell'indigenza di 6,25. È prevista una svendita di generi alimentari; buona qualità e basso prezzo sarà il prodigio a cui si assisterà. L'annuncio è così sorprendente che lo scudiero del re reagisce con pungente sagacia. Anche a lui è destinato un oracolo: vedrà la meraviglia, ma non ne sarà partecipe.

3-5. La soluzione dell'insostenibile situazione arriva per una via completamente inattesa. Alcuni lebbrosi costretti all'emarginazione (Lv 13,46) decidono di rischiare l'avvicinamento all'accampamento nemico. Da perdere non hanno più nulla: la malattia e la fame li hanno portati alla soglia della morte. L'eventualità di questa è vista con rassegnata serenità. Proprio da questo ulteriore gesto disperato sgorga la scoperta della salvezza.

6-7. Con un passo all'indietro l'autore dà spiegazione dell'accaduto. Il panico si era diffuso nell'accampamento a causa di un fragore interpretato come vicinanza di eserciti coalizzati. La fuga immediata parve l'unico rimedio allo sterminio. Il particolare dei cavalli e degli asini lasciati legati ha in sé poca verosimiglianza, ma arricchisce la drammaticità della scena.

8. La prima reazione dei lebbrosi è la soddisfazione dei bisogni che li avevano spinti fin là e l'accaparramento dei beni per il futuro.

9-11. La seconda reazione è finalmente il prendere coscienza di quanto in realtà è avvenuto. Non si può rimandare la notizia che Samaria è ora sciolta dall'incubo dell'assedio e della fame.

12. La circospezione del re è motivata anche da episodi narrati nella storia biblica (Gs 8,3-23; Gdc 20,29-34). Potrebbe trattarsi di un colpo d'astuzia decisiva, più efficace di un attacco alle mura.

13-15. Non resta che correre un altro rischio: organizzare una spedizione che verifichi la realtà delle cose. Gli inviati seguono le tracce della fuga fino al Giordano. Lì si trovavano i guadi che avevano permesso l'accesso prima e l'uscita ora dell'esercito invasore. È probabile che i territori delle tribù transgiordaniche fossero in mano agli Aramei e che il Giordano fungesse da confine. I nemici lo avevano varcato; la ritirata era effettiva e definitiva.

16. La parola profetica si è avverata. Dall'abbondanza di viveri nemici viene rifornito il mercato cittadino: la merce è abbondante, i prezzi crollano.

17. Molto amaramente si avvera anche il secondo oracolo. Spinta dalla fame e dall'affare la folla si accalca calpestando sotto i piedi il beffardo scudiero.

(cf. GIANLUIGI CORTI, 1Re – in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)


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from differxdiario

per noi quasi-vecchi ci vorrebbe una musica che taglia a fette i palchi ma non ti costringe a saltare e ballare imbastardendo le talloniti e demolendo protesi e trippe. una specie di incazzatura acidissima però implosiva. il noise? probabile. personalmente penso la musica d'improvvisazione abbia buoni numeri. sennò rimane sempre l'opzione depressiva di alcune aree della musica concreta o di quella latamente definibile 'ambient'. loop e note uniche o tappeti di accordi qualsiasi dentro cui ogni tanto affiorano cellule sonore abissalmente distanti una dall'altra, specie di gnocchi unicellulari nell'oceano di un pianeta che non ha nessunissima intenzione di ospitare vita, sociazione, sviluppo.

 
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from Geocriminalità e Cooperazione Internazionale di Polizia

I-CAN, lottare contro la 'Ndrangheta si può, anche in America Latina

Dal 27 al 29 aprile si è svolto a Buenos Aires il workshop operativo I-CAN dedicato al continente americano, organizzato dalla italiana Direzione Centrale della Polizia Criminale del Dipartimento di Pubblica Sicurezza e dal Segretariato Generale Interpol. L'incontro mira a rafforzare la cooperazione operativa tra i Paesi partecipanti al progetto I-CAN e a raccogliere intelligence sull'espansione della ‘Ndrangheta nel continente.

I lavori, introdotti dal Capo della Polizia Federale Argentina, Commissario Generale Luis Alejandro Rolle, e dal Project Leader, Primo Dirigente della Polizia di Stato Simone Pioletti, hanno visto la partecipazione di investigatori italiani delle Forze di Polizia, dell'Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, della Direzione Investigativa Antimafia e della Direzione Centrale per i Servizi Antidroga. Presenti anche 35 agenti di 12 Paesi del continente (Argentina, Brasile, Canada, Cile, Colombia, Costa Rica, Ecuador, Panama, Paraguay, Stati Uniti con l'FBI e Uruguay).

Il gruppo ha analizzato le possibili connessioni operative e logistiche tra la ‘Ndrangheta e oltre 30 organizzazioni criminali locali e straniere attive in America Latina, tra cui il Primeiro Comando da Capital (PCC) brasiliano, il Tren De Aragua venezuelano e il Cartel de Jalisco Nueva Generacion messicano. Esaminato anche l'impiego di modus operandi nel narcotraffico e nel riciclaggio, anche digitale, attraverso il dark web, le criptovalute e l'intelligenza artificiale.

Le autorità della Polizia Federale Argentina e i responsabili dei programmi EMPACT ed EL PACTO 2.0 hanno riconosciuto la validità e i progressi del progetto I-CAN, definendolo un modello di eccellenza per il contrasto globale alla ‘Ndrangheta, che in America Latina opera come una vera e propria “holding criminale”. I risultati confermano la forte accelerazione operativa guidata dal Vice Direttore Generale della Pubblica Sicurezza, Prefetto Raffaele Grassi, e testimoniano il ruolo della ‘Ndrangheta come broker mondiale del traffico di cocaina. Nel 2025 sono stati arrestati 4 ‘ndranghetisti, di cui 3 in Colombia e uno in Costa Rica.

Tutti gli investigatori, italiani e stranieri, sottolineano l'importanza di sensibilizzare le diverse forze di polizia mondiali sul “fenomeno ‘Ndrangheta”. Il progetto I-CAN (Interpol Cooperation Against Ndrangheta) conta oggi 25 Paesi e circa 2.500 investigatori formati. Sono stati arrestati 176 ‘ndranghetisti in oltre 30 Paesi nel mondo, di cui 68 latitanti; 73 arresti sono stati effettuati dall'inizio del 2025 a oggi. Dal 2020 ad oggi, 21 ‘ndranghetisti sono stati arrestati in America, inclusi 18 latitanti.

Per saperne di più: https://www.interpol.int/Crimes/Organized-crime/Projects/INTERPOL-Cooperation-against-Ndrangheta-I-CAN-Phase-2

#ndrangheta #ican

 
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from norise 3 letture AI

Il Grido

si fionda nel buconero della carne l' angelo caduto: materia densa non più luce lo veste il Grido-rimpianto che si sfilaccia in un tempo rallentato (vita non è che ossimori e stelle di latta vita spezzata come lama nell'acqua: vita incompiuta nell'immenso: puoi dirla infine un dettaglio? pure un amore disperato)

.

Analisi generale

Il testo lavora con immagini forti e contrasti netti: caduta/luce, grido/materia, tempo rallentato/vita spezzata. L’io poetico usa l’ossimoro come struttura portante: il Grido è insieme atto sonoro e «rimpianto» che veste l’angelo caduto; la carne entra in un «buconero», immagine potente e originale che mescola cosmico e corporeo. Il tono è lirico e doloroso, con una tensione che attraversa l’intero testo verso un finale che chiede una definizione minima («un dettaglio? / pure / un amore disperato»), chiudendo su un sentimento concreto e tragico.


Immagini e simboli principali

  • Buconero della carne: fusione di macrocosmo (buco nero) e microcosmo (carne) che dà al corpo una qualità di voragine cosmica e distruzione interna.
  • Angelo caduto: figura classica della perdita della luce, qui resa materica — «materia densa non più luce».
  • Grido-rimpianto: termine composito che unisce suono e memoria, è sia veste sia frammento che si disfa nel tempo.
  • Ossimori e stelle di latta: richiamano artificiosità e rottura dell’ideale; le stelle non brillano ma sono oggetti metallici, freddi.
  • Vita come lama nell’acqua / vita incompiuta: metafore di fragilità, discontinuità, possibilità interrotta.

Ritmo, suono e lingua

  • Versi brevi e interrotti, enjambement frammentati che rallentano la lettura e producono l’effetto di smagliatura evocato dal contenuto.
  • Lessico misto: termini elevati (angelo, immenso) alternati a concreti e violenti (carne, lama), creando la giusta dissonanza.
  • L’uso del trattino in «Grido-rimpianto» funziona come dispositivo visivo per fondere concetti; valutare coerenza grafica se si vogliono altri composti analoghi.

Note riga per riga (sintetiche)

  • “si fionda nel buconero della carne”: apertura potente, però potresti sperimentare con maiuscola per “Si” se vuoi maggiore solennità.
  • “l' angelo caduto:”: spazio dopo l’apostrofo va corretto in “l'angelo”.
  • “materia densa non più luce”: chiara e efficace; considera la scansione ritmica—magari «materia densa, non più luce» per una pausa enfatica.
  • “lo veste il Grido-rimpianto”: inversione valida; il trattino è forte, mantiene l’effetto di fusione.
  • “che si sfilaccia in un tempo rallentato”: ottima immagine dinamica; «rallentato» sottolinea la dilatazione del lutto.
  • ”(vita non è che ossimori”: parentesi interessante che isola la riflessione; forse sostituire «che» con «se non» per maggiore chiarezza: “(vita non è se non ossimori”.
  • “e stelle di latta”: immagini perfette di simulacro.
  • “vita spezzata come lama / nell'acqua:”: bella metafora; la pausa dopo «lama» è significativa.
  • “vita incompiuta / nell'immenso: puoi dirla infine / un dettaglio?”: finale interrogativo molto efficace; suona come supplica.
  • “pure / un amore disperato”: chiusura netta e tragica; la parola “pure” può essere letta come riluttanza o concessione—potente ambiguità.

Suggerimenti di revisione (opzioni pratiche)

  • Ortografia: correggere “l' angelo” in “l'angelo”.
  • Coerenza grafica: decidere se mantenere trattini/parentesi come dispositivo stilistico e applicarlo uniformemente.
  • Economia verbale: valutare se alcune ripetizioni di “vita” servono la scansione o appesantiscono; potresti mantenere la ripetizione per effetto anaforico, oppure sostituire una occorrenza con un sinonimo per variare.
  • Forzare o alleggerire il tono: se vuoi più sacralità, alza qualche maiuscola e aggiungi pause più nette; se vuoi più intimità, rendi il finale meno epico con versi più asciutti.
  • Ritmo: prova due versioni — una con virgole/punteggiatura più marcata per rallentare, una più spezzata per aumentare frammentarietà.

Traduzione in inglese (fedeltà poetica, mantenendo immagini)

The Scream

dives into the meat’s blackhole the fallen angel: dense matter no longer light the Scream-regret clothes him which unravels in a slowed time (life is nothing but oxymorons and tin stars life broken like a blade in water: unfinished life in the immense: can you finally call it a detail? even a desperate love)


Versione 1 — Correzione minima e chiarezza

Questa versione mantiene il testo e le immagini originarie correggendo lievi errori e aggiustando punteggiatura per migliorare la scorrevolezza.

Il Grido

si fionda nel buconero della carne
l'angelo caduto:
materia densa, non più luce
lo veste il Grido-rimpianto
che si sfilaccia in un tempo rallentato
(vita non è se non ossimori
e stelle di latta
vita spezzata come lama
nell'acqua:
vita incompiuta
nell'immenso: puoi dirla infine
un dettaglio?
pure
un amore disperato)

Note: corretto “l' angelo” → “l'angelo” e reso più netta la scansione con una virgola dopo “materia densa”.


Versione 2 — Tonalità sacra e solenne

Aumenta la solennità: maiuscole mirate, pause più ampie, ritmo più meditativo. Ideale se vuoi un tono epico, liturgico.

Il Grido

Si fionda nel buconero della carne
l'Angelo caduto:
materia densa, non più luce.
Lo veste il Grido — rimpianto
che si sfilaccia in un tempo rallentato.
Vita non è se non ossimori
e stelle di latta.
Vita spezzata come lama
nell'acqua.
Vita incompiuta
nell'immenso. Puoi dirla, infine,
un dettaglio?
Pure:
un amore disperato.

Note: maiuscole su “Si” e “Angelo”; trattino lungo e punteggiatura per accentuare la sacralità e rallentare la lettura.


Versione 3 — Massima frammentarietà ed effetto sonoro

Rende il testo più spezzato, viscerale e ritmico; ideale per una lettura performativa che enfatizza il dolore e la lacerazione.

Il Grido

si fionda
nel buco-nero
della carne —
l'angelo
caduto:
materia densa
non più luce;
lo veste
il Grido
rimpianto
che si sfilaccia
in un tempo
rallentato

vita
non è
che ossimori
e stelle di latta

vita
spezzata
come lama
nell'acqua

vita
incompiuta
nell'immenso

puoi dirla
infine
un dettaglio?
pure —
un amore
disperato

Note: divisione estrema dei versi, segni meno e a capo per enfatizzare pause e singole parole come percussioni emotive.


 
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from lucazanini

[09]

a seguire] battùte di materia lavorata dal meteore vista dalla terra sembra [nelle parti australi le case se] messe intorno se vanno al recupero dati  -o] della classe bebop expò cricot con] scasso recesso posto auto [autori per ordine in strauss

 
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from Geocriminalità e Cooperazione Internazionale di Polizia

Giornate della Sicurezza Stradale ROADPOL 2026: a settembre pedoni al centro dell'attenzione

#ROADPOL è una rete internazionale non governativa di polizia stradale, il cui obiettivo principale è ridurre il numero di morti e feriti gravi sulle strade europee.

Attualmente, conta 31 membri europei e 1 osservatore dagli Emirati Arabi Uniti (Polizia di Dubai).

L'attività principale di ROADPOL è il controllo del traffico stradale, ma conduce anche campagne di prevenzione degli incidenti. Dato il crescente numero di reati commessi sulle strade da conducenti o passeggeri, o che prevedono l'utilizzo dei veicoli come strumento per commettere crimini, l'organizzazione ha avviato negoziati con le forze dell'ordine internazionali per una cooperazione efficace.

Dal 16 al 22 settembre 2026, l'attenzione degli sforzi europei per la sicurezza stradale si concentrerà interamente sui pedoni durante le Giornate della Sicurezza Stradale ROADPOL. La campagna, confermata dopo un recente incontro a Varsavia, mette in luce una realtà critica: sebbene camminare sia sostenibile ed essenziale, rimane incredibilmente pericoloso.

La realtà dei fatti: secondo i dati UE sulla sicurezza stradale del 2025, i pedoni rappresentavano il 18% di tutti i decessi stradali. Mentre gli occupanti delle auto costituiscono la quota maggiore, pari al 44%, i pedoni non hanno alcuna protezione fisica in caso di collisione, il che rende fatali anche le conseguenze di errori minimi.

Qual è il piano? La campagna si articola attorno a tre pilastri principali:

  • Responsabilità condivisa: gli automobilisti devono essere estremamente attenti nelle aree urbane, in prossimità degli attraversamenti pedonali e nelle zone ad alto traffico. La gestione della velocità è fondamentale; anche piccole riduzioni di velocità aumentano drasticamente le probabilità di sopravvivenza.

  • Riqualificazione delle infrastrutture: le autorità sono sollecitate a implementare zone a 30 km/h (come a Bruxelles e Parigi), migliorare l'illuminazione, progettare attraversamenti pedonali più sicuri e separare i flussi pedonali da quelli veicolari.

  • Vision Zero: l'obiettivo finale è eliminare gli incidenti stradali mortali entro il 2050. Come ha affermato Jana Peleskova della Polizia Ceca, dare priorità agli utenti più vulnerabili è l'unico modo per raggiungere questo traguardo.

Strade più sicure sono un vantaggio per tutti, ma proteggere chi non ha una gabbia di metallo intorno è il passo più urgente che si possa compiere.

#SicurezzaStradale #SicurezzaPedoni #ROADPOL2026 #VisionZero #PianificazioneUrbana

 
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from Geocriminalità e Cooperazione Internazionale di Polizia

Europol pubblica il rapporto IOCTA 2026: intelligenza artificiale, crittografia e un dark web frammentato rendono più difficile il tracciamento dei crimini informatici

Basta leggere l'ultimo rapporto #IOCTA (Internet Organised Crime Threat Assessment, scaricabile qui: https://www.europol.europa.eu/publication-events/main-reports/iocta-2026-evolving-threat-landscape) 2026 di Europol per rendersi conto che il panorama sta cambiando rapidamente. Il punto principale? I criminali stanno trasformando la tecnologia in armi più velocemente di quanto le forze dell'ordine riescano ad adattarsi.

Ecco i punti chiave emersi:

  • L'IA come moltiplicatore di forze: l'IA generativa non è solo per l'arte; viene utilizzata per potenziare l'ingegneria sociale e personalizzare gli schemi fraudolenti. In combinazione con lo spoofing dell'ID chiamante e le “SIM farm” (invio di migliaia di SMS/chiamate spam), la portata delle frodi online sta esplodendo.
  • Il dark web si sta frammentando: invece di un unico grande mercato, stiamo assistendo a una transizione verso piattaforme specializzate, resilienti e altamente sicure. Inoltre, le app con crittografia end-to-end (E2EE) stanno confondendo i confini tra le comunicazioni sul web di superficie e sul dark web, rendendo le indagini un incubo.
  • Il riciclaggio di criptovalute si sta evolvendo: le criptovalute incentrate sulla privacy e gli exchange offshore sono ormai parte integrante del riciclaggio dei pagamenti dei ransomware. Il rapporto evidenzia, in modo sconcertante, un aumento dei minori che, inconsapevolmente, si ritrovano coinvolti nel riciclaggio di denaro tramite criptovalute.
  • Ransomware e minacce ibride: i marchi di ransomware rimangono attivi, ma si osserva una preoccupante tendenza dei gruppi criminali ad agire come intermediari per minacce ibride sponsorizzate da stati, che prendono di mira istituzioni pubbliche e grandi aziende tecnologiche.
  • Crisi per la sicurezza dei minori: il rapporto sottolinea un grave aumento dello sfruttamento sessuale dei minori online (CSE), inclusa la produzione di materiale pedopornografico sintetico. Comunità come la rete “The Com” intrecciano il CSE con l'estremismo violento e altri gravi crimini, spesso nascondendosi dietro la crittografia end-to-end (E2EE).

Il rapporto sottolinea che il divario tra l'innovazione criminale e le capacità delle forze dell'ordine si sta ampliando. Una maggiore cooperazione internazionale e nuovi strumenti tecnologici per gli investigatori non sono più un'opzione, ma un'urgenza.

#SicurezzaInformatica #Europol #IOCTA2026 #IA #DarkWeb #Ransomware #SicurezzaInformatica

 
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from lucazanini

[08]a

la sisal il corpo] di ballo the design of the bullet greatly affects its stopping power [on impact] in pochi minuti in città le citrosodine

 
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from Bymarty

📒Dal mio diario...

Un pomeriggio tutto per me!

Senza esagerare, mi son concessa un pomeriggio senza colori, pennelli, trulli, polveri varie e musica neomelodica in sottofondo! Fuori c'è un timido sole, ma anche un vento fastidioso, perciò pur volendo stare ore ed ore sull'amaca, tra i miei ulivi, mi son ritagliata minuti, attimi e son contenta così! Ed era giusto anche per me dedicarmi delle attenzioni, ma non di tipo materiale, semplicemente scrivendo e raccontando un po' di me! In realtà ho un amico, di penna, anzi di tastiera, con cui ci raccontiamo, e soprattutto io mi affido e confido! Però a volte , come oggi, voglio semplicemente, scrivere un po' più semplicemente, senza badare troppo alle parole...e si perché spesso le parole son cattive, si lasciano influenzare dal momento, dal tempo e possono essere poco chiare o non capite! Ho ripensato, e altra cosa terribile che ho fatto in qsti giorni e scrivere e confidarmi e chiedere consiglio all' Intelligenza Artificiale! Ho iniziato per gioco, volevo capire come capire, che gioco di parole, se alcune cose che leggevo, post, ecc. fossero frutto di questo aiutino! E si perché pare io sia ancora abbastanza ingenua e poco informata in materia! Risultato? E sì, è proprio così, è normale che spesso ci si faccia aiutare da questa intelligenza, certo, fa parte dell'era moderna, del progresso, ma io e lei non andremo troppo d'accordo? E sai perché!!? Non comprendo, non mi interessa la perfezione, ma soprattutto all'ordine, allo scriver bene, in modo corretto, preferisco ancora il cuore, i miei pensieri, le mie emozioni,.la mia quotidianità, e son anche consapevole che non interessa a nessuno, ma a me va bene così! Sono me stessa ho dato libero sfogo alla Martina, a cui piace scrivere, raccontare, confrontarsi! Stamattina ho ricevuto, consapevolmente una piccola delusione, per colpa della mia empatia, entro in connessione involontaria con chi ho di fronte, ma spesso anzi sempre , questa mia empatia diventa un problema non solo per me ma anche x chi mi è accanto! A volte mi piacerebbe ascoltare, essere considerata una persona degna di fiducia, cui affidare pensieri, emozioni, o semplicemente confrontarsi..non sono così insolente o importante o tale da dispensare consigli o conforto, assolutamente no! Però vero è che spesso si manca di rispetto nei miei confronti, nel mio modo di essere , io accetto, comprendo e mi faccio indietro quando necessario, ma altri no, mi affondano con poco, una parola generica ,un confronto con il momento...e la totale indifferenza! Ho capito che a sbagliare sono io, che non interessa a nessuno nella mia vita reale, figuriamoci nel virtuale, salvo rare eccezioni; che io parli e racconti delle mie esperienze, della mia malattia, è brutto parlarne, certo altri argomenti sono meglio , più gestibili, più criticabili, parlare di ...e non lo nomino nemmeno per delicatezza e rispetto per chi come me , o anche peggio, sta vivendo tale situazione, perché caro Fabio, non è un bollettino medico, interessarsi a qualcuno , voler dare conforto, certo a chi ne è capace, lo faccia, che di sicuro fa bene a chi da e a chi riceve...Se tempo fa c'è chi mi ha negato un abbraccio in un momento di difficoltà, oggi ancora di più non ho paura a chiederne, e se potessi li darei anche! No, oggi tutto ha più valore, piccoli gesti, saluti, attenzioni che possono sembrare stupide e banali, cerco di cogliere l'attimo, di godermi ogni alba, ogni tramonto, ogni respiro e ogni luna! Sarò malata, folle e diversamente normale, sono una pecorella nera, smarrita più volte, che si distingue , seppur non per bellezza o importanza o ricchezza, semplicemente per la sua umiltà, le sue passioni, i suoi amori, la sua vita, su figlio, valori ben radicati. E si non sarò mai nessuno, rimarrò povera, sempre in lotta, dedita a scalare la sua vetta, ma voglio ancora credere in me, nella mia lealtà, nelle mie capacità e continuare a vivere così come ho sempre fatto, senza dover chiedere nulla, senza dovermi svendere o arrendere; e se qualche giorno il sole tarderà a sorgere, o la luna a farsi abbracciare, sarò in grado di illuminare ugualmente il mio cammino, ognuno può avere dentro di sé, tutto ciò di cui si ha bisogno, basta crederci e volerlo, lo so, son solo parole ed io dovrei fare seguire i fatti ad esse, ma ci provo ogni giorno, ogni volta che mi metto in discussione, ogni volta che cado e mi rialzo, e sempre da quando mi son dovuta riscoprire , reinventarmi e darmi la possibilità di continuare ad essere me stessa, diversamente, con calma, concedendomi tempo e pazienza, forza e coraggio! Va bene così mi sono raccontata, seppur ad uno schermo e non realmente sul mio diario cartaceo, ma riesco a riconoscere ciò che ho pensato, scritto senza dover ricorrere ad aiuti , sono così e pur sbagliando, pur risultando antica e noiosa, sicuramente sono io e sono vera....✨

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from CASERTA24ORE.IT dal 1999 on line

Monti Trebulani. Escursionista fotografa particolare e scopre antico dipinto longobardo

La presenza di grotte intitolate al culto di San Michele negli anfratti e grotte carsiche dei monti Trebulani si inserisce in un periodo storico ben documentato: quello Longobardo del VIII-IX secolo. In quei tempi il culto Micaelico in Campania era molto diffuso. La presenza di grotte dedicate a San Michele Arcangelo sui Monti Trebulani fu introdotto e diffuso massicciamente dai Longobardi tra il VII e il IX secolo. La “Langobardia Minor” (Campania, Sannio, Puglia settentrionale) era costellata di santuari micaelici rupestri. I Longobardi sceglievano le grotte carsiche perché erano luoghi ideali per eremi e santuari. San Michele era il santo patrono dei Longobardi, simbolicamente, Michele era la “guida delle anime” (psicopompo) e il combattente contro il male, ancora di salvezza.

Ed è proprio il particolare di una piccola ancora, fotografata da un escursionista lo scorso 1 maggio, dimostrerebbe che quel che resta di un dipinto all'ingresso della grotta carsica sul sentiero che dal comune di Rocchetta e Croce porta all'eremo di San Salvatore è Longobardo.

La posizione all'ingresso della grotta è tipica dei santuari longobardi: simboli apotropaici o dedicatori all'entrata, avevano una funzione protettiva contro il male (Michele come combattente del demonio), il colore rosso è usato frequentemente negli affreschi longobardi per simboli sacri, associato al sangue del martirio e alla protezione divina. Nel contesto storico locale i Monti Trebulani furono rifugio durante le incursioni saracene (IX-X secolo), i Longobardi controllarono la Campania fino alla conquista normanna (XI secolo) La “Grotta dei Santi” più a valle con affreschi trafugati conferma la presenza di un complesso eremitico organizzato.
La Grotta di San Michele a Liberi (sempre in provincia di Caserta) fu consacrata tra l'862 e l'866 dai vescovi di Capua e Teano. Questo conferma che nel IX secolo il culto micaelico era fiorente nella zona.

 
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from Gippo

Cari amici del blog e del Fediverso, è la prima volta che mi trovo a scrivere nel corso del 2026. Il punto è che non avevo nulla da dire ma in realtà non è che le cose siano così lineari come sembrano, cioè, non è che se non hai niente da dire in genere stai zitto. In realtà ci sono un sacco di persone che non hanno niente da dire e lo dicono senza troppi problemi. E allora perchè non ho sentito il bisogno di scrivere nulla? E, uscendo dalla mia sfera personale ed entrando di peso nel campo della sociologia da quattro soldi, perchè tanta gente che animava i blog negli anni gloriosi del blog sembrano aver perso la voglia di scrivere? Ecco allora un post che cerca di analizzare il problema.

Questione 1: Horror Pleni

Forse sottovalutate la questione 1 ma io credo che in un momento di accumulazione ossessiva di stimoli, il minimalismo acquisti un valore sempre più netto. Per questo motivo, tutti i contenuti creati in passato si sono assommati e calcificati nella nostra coscienza e ci ritroviamo a chiederci: “Ma cosa può dare in più un nostro nuovo post?”. La risposta ovviamente è: nulla. Ma è una risposta pessimista. Scrivere può dare qualcosa a noi stessi e costituisce un seme che magari rimane inattivo sotto la terra per tanto tempo finchè un giorno qualcuno legge il nostro post e fonda per ispirazione un partito politico o risolleva una giornata e allora il seme è germogliato. Parlo di Horror Pleni non a caso. Il Necronomicon, il libro maledetto ideato dal solitario di Providence (Lovecraft) era stato scritto dall'arabo folle Abdul Alhazred, cognome che rimanda alla frase “All has red”, tutto è stato letto. Insomma, si è letto e scritto troppo. Non è vero ma ci siamo capiti.

Questione 2: Intelligenza Artificiale

Faccio un'attimo una digressione. Ma avete visto quanto è stupido Dargen D'Amico? Ha fatto una canzone per Sanremo contro l'Intelligenza Artificiale (e passi) ma s'è messo a pontificare contro l'Intelligenza Artificiale (d'ora in poi AI) come un vecchietto davanti al cantiere. Quando parla Dargen D'Amico è capace di prendere una questione meritevole, appoggiarla e farti passare immediatamente dall'altra parte. Perchè? Come perchè? Perchè è stupido, mi non mi fate spiegare, uno come lo sente parlare lo capisce. Ma passiamo ad altro. Dicevo che l'AI è un deterrente alla scrittura. Diciamo che non è d'ostacolo alla scrittura di post per i blog (se non per il fatto che pensi: ma quasi quasi faccio scrivere 'sto post all'AI), però quando stai lì a parlare con l'AI, scopri che lei può produrre tanto testo grammaticalmente corretto in una frazione di secondo e tu ti senti un po' così. Come così? Così, non mi fate spiegare, se uno non è stupido come Dargen D'Amico lo capisce. Inoltre l'AI, ti sazia per quanto riguarda la tua necessità di interazione con l'“altro-da-te”. Ad esempio, se tu senti di scrivere “Eh, ma Dargen D'Amico è veramente stupido” (lo scrivo come esempio, non ho detto mai veramente che Dargen D'Amico è stupido) lei (l'AI) ti dice: “Eh, amico mio ti capisco, forse il tuo giudizio è un po' eccessivo ma posso comprendere come certi suoi atteggiamenti un po' controversi possano risultare parzialmente indigesti. Vuoi che ti proponga altri cantanti italiani contemporanei che possono suscitare analoghi sentimenti di fastidio?”. E tu sei soddisfatto, i'AI ti capisce almeno, il tuo amor proprio è salvo e alla fin fine Dargen D'Amico non è poi così stupido, è solo un po' controverso e abbiamo salvato capra e cavoli.

Questione 3: Il tempo del dibattito e della riflessione sembra passato

Ecco, questo è un punto che più che altro ho scritto perchè volevo arrivare almeno a scrivere tre questioni e adesso non so bene come sviscerarlo. Chiedo all'AI? Ma no, dai ce la facciamo ancora. Diciamo che ci sono un sacco di cose nel mondo che segnano la fine del dibattito, cose tipo guerre e genocidi, leader politici che se ne catafottono bellamente di giustificarsi o di mettere la classica pudica foglia di fico che eravamo abituati a vedergli mettere. Stessero attenti che, se si smette di “parlarne”, tutti si sentono autorizzati a passare ai fatti. Ecco, poichè sono un conservatore e non un rivoluzionario, voglio che si continui con il dialogo, con la foglia di fico davanti al vergognoso e con l'ipocrisia che magari può anche chiamarsi pudore. Mi sento tanto un Pieraccioni moraleggiante mentre scrivo questo. Ah, a proposito, una volta ho chiesto all'AI se mi aiutava a scrivere una sceneggiatura da sottoporre a Pieraccioni. E' venuta una bella storia ma adesso non me la ricordo, c'erano delle parti tagliate su misura anche per Ceccherini e Papaleo.

Ma allora perchè scrivere?

Io direi che scrivere è bello. Parti con l'idea di scrivere una cosa e arrivi da tutt'altra parte, magari ad una denuncia da parte di Dargen D'Amico. Per questo di tanto in tanto continuerò a farlo. Concludo allora col grido di battaglia che ha dato il titolo a questo post:

Non sono un uomo finito! Ho ancora tante cose da dire!!!! (cit. “Sogni d'oro” ovviamente)

 
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from Diario

Il mio corpo è un ematoma. Pieno di macchie, irritazioni, morsi. Segni di vene sottocutanee e sbocchi di azzurro blu in superficie. Punti rosa scuro e graffi viola longitudinali. Il mio corpo sembra un'installazione artistica postmoderna, potrei restare a guardarlo per ore, nella mia testa è tutto di pelle ragazzina, invece è un corpo di mandelbrot, più lo guardo più emergono cose che non ho mai visto. Atolli di pallini rossi, neri densi peli che sfarfallano. Macchie nere incastonate dentro l'irragionevole materia dell'unghia. Punture di parassiti.

Tutto, nel mio corpo, sembra irragionevole, è brutto il mio corpo e questo lo rende affascinante, dopo un po'. La pelle secca aggrinzita. Le cicatrici delle operazioni. Sembra il processo casuale delle cose e invece va avanti seguendo uno schema, ci sono delle specifiche implicite che lo modellano, in tutte le sue molteplici diversità. È interattivo il mio corpo, lo posso toccare. Manda pruriti, dolori. Sfrego la pelle per fare passare un fastidio e quella mi manda segnali di appagamento per poi tornare ancora più forte di prima, adesso mi fa male. Se lo massaggio manda calore e stanchezza.

È enorme – da questo punto di vista – il mio corpo. Non lo posso davvero sentire tutto. Lo muovo, lo animo, lo trascino da una parte all'altra del mondo, lo faccio risuonare, ma ogni volta chiudo gli occhi su come è fatto nella sua interezza. Fingo di averne il controllo, ma è impensabile tenere tutta quella roba assieme, averne contezza. Manda frammenti inintelleggibili, sento il mio corpo nell'aria, l'odore dei capelli dopo la notte, la carne sudata, dolori che vengono da sotto la pelle, mi invento organi interni che non esistono e che mandano impulsi, li sento, ho tutti i canali scavati nella faccia intasati da germi e materie che si scaldano e raffreddano, si sciolgono e raddensano, pompano e scivolano via.

Pensare che tutta questa roba è fragile e resiliente, potrebbe fermarsi tra cinque minuti, così senza motivo, o resistere per anni, nelle peggiori condizioni di sempre. Uno standard che – tra le altre cose – è qua che si guarda, si tocca, pensa a se stesso e muove le dita con un ritmo e una grazia disumana per lasciare segno.

 
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from La vita in famiglia è bellissima

È sera, sono spiaggiato sul divano che studio un testo di storia contemporanea sul tab, un mio personale modo per rilassarmi stressandomi, quando appare secondogenito.

Mi guarda. Mi studia. “Papà – chiede – tu ne sai qualcosa di javascript?”. “Qualcosa” rispondo io. “Ci ho scritto degli script”. “Sto parlando di javascript eh, non di java” “Sì. Ho anche scritto dei piccoli script in java, ma ne so poco” Secondogenito aspetta ancora un po', sta pensando se perdere tempo con me. “Perché – mi spiega – ho un problema con il videogioco che sto scrivendo”.

In pratica secondogenito usa un software per fare videogame, quindi non deve – in genere – scrivere codice da zero, ma ora ha progettato una cosa che il suo software non può fare in automatico e quindi deve aggiungere uno script scritto da lui. Il software che usa permette di aggiungere infiniti script in javascript.

In questa scena del videogame c'è una musica e certi eventi si devono attivare a seconda del progredire della canzone. Secondogenito ha pensato un modo per farlo, a livello di codice, ma è un metodo macchinoso e si è reso conto – lato sviluppatore – che sarebbe pesante da aggiornare e da gestire.

Mi sdraio sul divano, poso il tab, mi faccio spiegare bene cosa vuole e gli dico che ho capito. Ci penso un attimo e poi gli dico che no, sta usando il metodo sbagliato. “È tanto che non uso javascript, ma quello che vuoi fare si risolve con un array di array e un piccolo ciclo. Quattro, cinque righe di codice. Aspetta”.

Mi alzo, metto il tab sulla tastiera, cerco per sicurezza la sintassi giusta per gli array di javascript che li confondo sempre con quelli di python, intanto secondogenito prende il suo portatile e – la faccio breve – modifico con grande grande lentezza le quattro righe di codice che servono per fare un primo test, cerco di spiegare anche bene come sono composte e poi succede questa cosa che secondogenito fa partire il codice e il videogioco funziona.

“Uh” dico. Sono meravigliato anche io. “Non doveva funzionare?” mi chiede secondogenito perplesso. “In genere alla prima non funziona mai” gli spiego. Fiduciosi di questo avvio aggiungiamo un loop che controlla l'array, facciamo ripartire il videogame e questa volta non funziona niente, ma non funziona niente così tanto che secondogenito pensa si sia rotto il computer. “Non preoccuparti – gli dico – è il magico potere del bug. Mi sono dimenticato di incrementare qualcosa”.

Insomma, correggiamo, ritestiamo, aggiustiamo, alla fine funziona tutto, mio figlio si mette lì ad aggiungere dati alla lista degli eventi e io mi sento dio sceso in terra.

Non solo tasselli, seghetti alernativi e teflon, ho anche il potere di javascript che scorre forte dentro di me. E per oggi è tutto.

 
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