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from Linux Italia Gaming

Riuscirò a tornare alla routine?

E finalmente rieccomi quà!!! E con l' occasione andiamo a vedere quali giochi ci vengono offerti gratuitamente.

Steam

    Will Glow the Wisp

    • Genere: Azione, Indie
    • Sviluppatore: PartTimeIndie
    • Editore: PartTimeIndie
    • Franchise: PartTimeIndie
    • Data di rilascio: 15 set 2017
    Prova il primo platform bullet hell senza piattaforme, ma sei pronto ad affrontare questa sfida? Il gioco mescola Super Meat Boy, Geometry Wars ed Enter the Gungeon, dando vita a un'esperienza indimenticabile e unica.

    Pagina ProtonDB

    Lo potete riscattare gratuitamente da questo link fino al giorno 11 Novembre, ore 19:00.

Epic Games Store

    Felix The Reaper

    • Genere: Avventura, Indie
    • Sviluppatore: Kong Orange
    • Editore: Daedalic Entertainment
    • Franchise: Daedalic Entertainment
    • Data di rilascio: 17 ott 2019
    Felix The Reaper è un avvincente gioco di avventura e puzzle in 3D che parla di danza, persone morenti e amore pericoloso. È stato pubblicato nell'ottobre 2019 ed è disponibile su PS4, XboxOne, Switch, PC e Mac. Il gioco è stato sviluppato dagli sviluppatori indipendenti Kong Orange e pubblicato da Daedalic Entertainment. Il giocatore veste i panni di Felix, il danzante messaggero della morte, che si è pericolosamente innamorato della Vita.

    Felix ha deciso di conquistare il cuore di Betty The Maiden. Si è innamorato guardandola dal finestrino del treno mentre andava al lavoro ogni giorno per anni. Lui lavora al Ministero della Morte, lei al Ministero della Vita. Quindi non si incontrano mai.

    Ha imparato a ballare da solo, perché è convinto che questo gli permetterà di conquistare Betty. Ed è diventato davvero bravo. Felix_pose 02.png

    Alla fine Felix ha capito che non basta saper ballare, se non si incontrano mai. E un giorno decide di diventare un Mietitore e di andare a lavorare nel mondo degli umani. È lì che la vita e la morte si scontrano. Quindi potrebbe finalmente chiedere a Betty di uscire per un ballo.

    Eccellere nel garantire che le persone muoiano nel modo in cui sono destinate a morire, perché questo è ciò che fanno i Mietitori, e Felix potrebbe finalmente incontrare Betty qui nel mondo degli umani.

    Pagina ProtonDB

    Lo potete riscattare gratuitamente da questo link fino al giorno 13 Novembre, ore 17:00.

 
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from cosechehoscritto

[gish]

Ma non posso sempre scrivere, eh Koch, sto giocando a Gish, tu sai cosa è Ghish? no non credo Koch è un gioco che mi sono comprato anni fa e che poi avevo mollato e oggi mi è venuta voglia di giocare ancora a Gish perché mi secca lasciare i giochi non finiti e una delle cause per le quali avevo mollato Gish era che mi si erano cancellate le partite salvate quando si era rotto l'hard disk e allora ricominciare non ne avevo voglia, era come se avessi perso tutta la storia vissuta nel mondo di Gish e invece ho ripreso, adesso sono al livello cinque che si svolge nell'inferno e cosa è Gish, beh la cosa rivoluzionaria di Gish è che il protagonista è una palla di grasso a cui hanno rubato la fidanzata antropomorfa, e per palla di grasso non intendo un tipo sovrappeso, intendo proprio dire una palla di grasso nero senza né mani né piedi, ha solo una bocca e gli occhi e delle piccole punte che gli possono nascere lungo il corpo, e quindi capisci bene che solo muoverlo è un casino Koch, solo fargli spostare un oggetto è un fottuto casino Koch, non ha mani, capisci, si muove rimbalzello come una palla di grasso e anche farlo saltare è un bel casino, hai mai visto una palla di grasso saltare koch? beh, posso assicurarti che le palle di grasso non sono nate per saltare, ce ne vuole per fargli fare anche dei saltini mediocri e altra cosa di questo gioco è che tutto segue le regole della forza di gravità, quindi le cose pesano, le corde basculano, i muri crollano e questo porta a cosa inaspettate del gioco anche perché, dovevo dirti anche questo, ci sono un fottuto numero di robe variabili e quindi le partite sono simili ma mai identiche, ogni tanto qualcosa cambia e la cosa che mi fa annodare lo stomaco e che se finisci tutti gli omini ti fa ricominciare dall'inizio del livello e quindi devi tornare in posti rognosi in cui speravi di non tornare mai più nella tua vita perché era uno di quei posti che quando li finisci ci metti una riga nera dicendo non so come cazzo ho fatto ma ci sono riuscito non ci tornerò mai, e invece in Gish ci torni se non riesci a finire tutto il livello e quindi diventi nervoso, non ti diverti ma impari molte cose della vita, perché la vita è così è una serie di merde che dici no, cazzo Koch, non farò mai più lo stesso errore, e invece rieccoti lì, stronzo come sempre a rifare le stesse cose, tipo tornare a giocare a Gish che non mi servirà mai un cazzo nella mia vita mentre potrei fare cose molto più intelligenti e sofisticate più adatte a un uomo della mia cultura e della mia intelligenza tipo finire di leggere il libro che sto leggendo, sai cosa sto leggendo? beh Koch sto leggendo un libro di Aldo Dieci, sai chi è Aldo Dieci? beh è la nuova versione di Aldo Nove, non ti viene già da ridere? beh Koch, smetti perché il libro è una merda, una cosa abominevole fatta da Castelvecchi con la quale, se esiste l'inferno ed è simile a quello che Gish mi ha mostrato essere, beh Castelvecchi con questa cosa abominevole se l'è guadagnato e aggiungo che 'abominevole' è un termine che non mi è congeniale, non lo uso quasi mai, ma in questo caso è necessario perché pagina dopo pagina mi chiedo perché, con tanta gente che merita di essere pubblicata con lavori dignitosi con il sudore della fronte, è stata sprecata carta e inchiostro per una cosa che mentre la leggi provi vergogna, non tanto per Castelvecchi che ormai starà con palla di grasso a saltare sui fiumi di lava, ma per gli scrittori che si sono prestati a una cosa del genere, Lagioia, io ho letto anche un romanzo di Lagioia e poi scopro che ha partorito una roba del genere, abominevole, senti Koch, sai che su Facebook avevo scritto a uno che la letteratura è sovrastimata, eccetera le solite cose e uno scrittore mi ha detto eh bravo, i giudizi sulla letteratura li danno sempre quelli che sono al di fuori della letteratura, come dire, caro veneracchio che cazzo parli di letteratura, lascia che ne parliamo noi che siamo dentro la letteratura, e io mi sono sentito fuori, mi sono girato e ho visto che ero fuori della letteratura e dentro questo posto, immaginiamo una specie di torre o un carcere, dentro questo carcere c'erano quelli che fanno la letteratura, da di dentro, e mi sono chiesto due o tre cose, la prima cosa che mi sono chiesto è stata, ma perché siamo qua a trascrivere tutto? Perché siamo qua a creare una spropositata base dati per modelli linguistici per poi – eh Koch – crepare e lasciare questa cosa irrisolta e indifesa in giro per il tempo che non abbiamo vissuto e che non viveremo mai? La letteratura sono come le partite non salvate di Gish. E poi, quelli che stanno dentro la letteratura lo sanno che fuori ci sono persone che leggono quello che scrivono e ne provano cose? e la terza cosa che ho pensato, e qui mi ricollego al discorso di Aldo Dieci, questi qua che a tavolino si mettono a fare letteratura, che campano con la letteratura passeggiano mai per la fiera del libro? questi che stanno dentro al carcere cosa pensano quando passeggiano per i corridoi della fiera del libro e osservano centinaia di case editrici sconosciute che pubblicano centinaia di libri di gente altrettanto sconosciuta? dalla loro torre in cui vedono la letteratura dal di dentro si rendono conto che fuori ci sono i morti che camminano, le manovalanze, gli zombies? Koch noi siamo zombies della letteratura, ci muoviamo come cretini e digrigniamo i denti con la bava alla bocca fuori della torre e da dentro la torre gli scrittori pagati fanno Aldo Dieci, fanno i giovani cannibali, fanno il grande successo del genere noir, fanno quello che dovrà essere messo nelle antologie fra dieci anni e che oggi lo leggono in dieci cristi dentro la torre, ecco cosa fanno e ogni tanto sparano agli zombies, dovessi rifare oggi un blog di scrittura sai come lo chiamerei? lo chiamerei “zombies” e parlerei di quelli che scrivono libri che non legge nessuno che gli editori li mettono a catalogo e ne fanno svanire i libri, dopo dieci anni di contratto scemano le copie vendute a niente non hanno niente, nessun diritto di autore, perché sono malati, come lo sei tu, come lo sono io, l'editore pensa, tanto questi sono malati, devono scrivere, non possono mica smettere e allora perché non sfruttare questa malattia che hanno, ma io avevo trovato il modo di fregare tutti Koch, sai cosa mi ero preso, mi ero preso in comodato uno Skyfonino, sai cosa era lo Skyfonino era un cellulare che potevi chattare con la gente su Skype, capisci cosa voglio dire, sei alle poste in coda e invece che tirare fuori il libro di Aldo Dieci, tac, prendi lo Skyfonino e chatti per ore e ore con Koch o con Platania e chattando non pensi a niente, non pensi alla letteratura, non ti metti a scrivere grandi capolavori della narrativa, chatti e basta e ti senti vivo e vai avanti a fare il tuo odore in giro per il mondo e infatti io sarei un uomo felice, ma ci sono dei problemi di abilitazione, non mi hanno ancora abilitato e quindi non posso chattare con nessuno e mi sto alienando, sto per schiantare il cellulare contro il muro perché quando tento di entrare in Skype dice che c'è un errore non meglio precisato e io sto male, fisicamente, vorrei che tutto fosse perfetto Koch, allora ti scrivo questa lettera per dirti alla fine che dopo un ora di gioco di Gish sento proprio il bisogno fisico di smetterla, di prendere un libro e di mettermi a leggere a tradurre qualcosa a fare qualcosa che mi faccia crollare nel letto con un sorriso dentro, un qualcosa, e a proposito mi sono di nuovo iscritto alla scuola di kung fu e

 
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from Bymarty

Amicizia...

È nata così tra noi, lui era il sole, io la luna... Uno sorgeva, sempre più forte, combattivo e splendente, lei spesso spariva, si perdeva e.. moriva. Un giorno, tutti i giorni era diventato il suo sole, la sua personale stella pronta ad illuminare la sua notte, tutte le notti! Ma io Luna, a volte triste e malinconica oscuravo il suo giorno, i suoi giorni! Trovarsi, ritrovarsi, incontrarsi, abbracciarsi col pensiero e le parole, non era che un breve attimo fuggente, a volte sfuggente, racchiuso tra un'alba, un tramonto ed un sogno. A volte io, proprio come la luna ho cercato, ho forzato, ho provato a rimanere presente, ancora un istante sospesa nel cielo, per ammirare la sua luce, per godere ancora un po' del suo calore! Agli inizi, quando c'era il sorgere dell'alba della nostra amicizia, lui, sole, mi aspettava, mi sosteneva, ascoltava i miei racconti e i miei silenzi, indugiando ancora un attimo sulla superfice di quel mare, che erano i nostri pensieri, nel quale ci rifugiavamo!Ma col tempo, col trascorrere del sorgere, del tramontare, del mio nascere per poi sparire.. ho scoperto che Amarsi, cercarsi e non trovarsi era sofferrenza, era malinconia. Ogni giorno, così come tutti i giorni, al sorgere di uno, l'altro scompariva, perché Lui era il mio sole, ma io non ero la sua luna....

 
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from cosechehoscritto

— il prossimo — buongiorno signor Tetsuo Hara, sono venerandi e... — dove devo fare il disegnino di Ken? — da nessuna parte, io... — hai pagato? — no, è questo il problema, io... — niente soldi, niente autografo — signor Tetsuo — eh — lo so — ok — non sono qua per l'autografo — ah — sono venuto a chiederle dei soldi — cosa? — come rimborso — rimborso per cosa? — per aver letto Ken il guerrierio da piccolo, e averlo anche visto in tv — e rimborso di cosa? — perché Ken il guerriero è una merda — ... — è uno dei fumetti più di merda che abbia mai letto — io... — ho anche venduto tutti gli Zero che avevo per pagare una multa — ... — alle bancarelle di piazza Banchi — non conosco — onesti, considerato il mestiere, ma non è questo il fatto: è che Ken mi ha sempre fatto pena, disegnato male, storie risibili, tonnellate di inchiostro e carta buttate via. E io ho perso ore a leggerlo — beh — quindi ora vorrei un rimborso, Tetsuo — capisco — per tutto il tempo perso per adeguarmi socialmente agli altri appassionati manga dei primi anni novanta — capisco. Ma io non sono Tetsuo — ah — io sono Kaneda — Kaneda! — Tetsuo! — Kanedaaaaaa! — Tetsuooooooo!

 
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from jemete

(ma che anni fa incredibilmente non esistevano)

La tecnologia del World Wide Web – e con essa la maggior parte dei siti web come li conosciamo oggi – è stata resa pubblica solo nel 1991. Addirittura fino al 1988 ogni uso commerciale della rete Internet era espressamente vietato. Facebook è nato nel 2004.

GUARDARE LA TV DURANTE LA NOTTE

In passato le trasmissioni televisive in Italia non erano H24 e dopo mezzanotte non c’era niente da vedere. Poi a partire dal dicembre 1991 la programmazione televisiva si è trasformata in un flusso continuo, di giorno e di notte.

PARTITE DI CALCIO QUASI OGNI GIORNO

Fino ai primi anni ’90 le partite di calcio della serie A si disputavano tutte in contemporanea e soltanto la domenica pomeriggio. Oggi si giocano in orari diversi di sabato, di domenica e di lunedì. Negli altri giorni della settimana possono capitare quelle delle Coppe Europee e della Coppa Italia.

VIAGGIARE ALL’ESTERO SENZA FARE IL CAMBIO VALUTA

Il 1° gennaio 2002 l'euro diventò la moneta degli Stati europei che aderivano all’unione monetaria. Prima di allora per viaggiare si dovevano cambiare le lire italiane in pesete (Spagna), in franchi (Francia), in marchi (Germania), in fiorini (Olanda), in dracme (Grecia), ecc. Meno poetico, ma forse più comodo.

NON FUMARE NEI LUOGHI PUBBLICI

Il divieto di fumare nei luoghi pubblici chiusi è entrato in vigore in Italia nel gennaio del 2005. Quando si andava a bere una birra in un bar, se ne usciva che sembrava di essere dei tranci di speck. Prima del 1975 addirittura si poteva fumare anche a scuola e negli ospedali.

ANDARE A FARE LA SPESA LA DOMENICA MATTINA

I supermercati in Italia hanno potuto aprire la domenica in modo generalizzato a partire dal 2011, a seguito della liberalizzazione degli orari di apertura stabilita dal Decreto Legge “Salva-Italia”. Fino ad allora le normative prevedevano limitazioni e l'obbligo di chiusura domenicale. La domenica mattina si andava a messa o a giocare a calcio, si andava al mare/in montagna oppure si restava a casa a spignattare.

 
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from GranOblio-Links

Pietro Favaro

Questa raccolta intende divulgare l'opera artistica del pittore Pietro Favaro. Molto del materiale qui caricato, insieme a quello che verrà aggiunto in futuro, è inedito e non attualmente disponibile online. Sarà progressivamente recuperato e fotografato. Si ringraziano per la loro disponibilità la figlia di Pietro Favaro, Renata, e il genero Mario. Se apprezzate questo progetto e desiderate contribuire affinché possa continuare ad esistere, considerate la possibilità di supportare il gruppo Devol: https://ko-fi.com/devol.


Biografia
Tutte le opere Arte sacra Ritratti Nature morte Paesaggi Disegni
Perchè di pixelfed

 
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from CASERTA24ORE.IT

Caserta. La IV edizione della notte bianca il 7 dicembre

Caserta accende la sua Notte Bianca – La città celebra la quarta edizione dedicata a Lello Menditto e ai grandi padri casertani.

Domenica 7 dicembre la Reggia e il centro urbano diventano un palcoscenico diffuso tra arte, musica e memoria collettiva L’organizzatore avv. Gian Piero Menditto: “Caserta comunità viva che sa illuminarsi di partecipazione e orgoglio!” Caserta si prepara a brillare ancora una volta domenica 7 dicembre 2025, quando la città darà vita alla quarta edizione della Notte Bianca di Caserta, un evento che, ormai parte della sua identità culturale, trasformerà vie, piazze e cortili in un grande teatro a cielo aperto dedicato alla creatività, alla partecipazione e alla memoria civile.

Ideata e diretta dall’avvocato Gian Piero Menditto, la manifestazione rappresenta un simbolo di coesione e rinascita urbana, capace di unire istituzioni, imprese e cittadini sotto il segno della cultura condivisa. L’edizione di quest’anno, dal forte valore simbolico, sarà dedicata alla memoria di Lello Menditto e a tutti gli illustri padri casertani che, con la loro opera, hanno contribuito al progresso morale e civile della città. Alla guida tecnica della macchina organizzativa torna l’ingegnere Salvatore Fusco, responsabile della sicurezza e della gestione logistica. La Live Show curerà invece la direzione artistica e il coordinamento generale, mentre la società A&M garantirà supporto tecnico e il reperimento di risorse aggiuntive.

La Lemon Hub sarà partner per la comunicazione strategica e la PPG seguirà la produzione tipografica, confermando una sinergia di competenze che ha reso la Notte Bianca uno degli appuntamenti più attesi dell’anno in Campania. Tra le novità più significative dell’edizione 2025 spicca l’ampliamento del percorso urbano: Piazza Mercato e Piazza Sant’Anna entreranno ufficialmente a far parte del circuito degli eventi, insieme al tradizionale asse di Corso Trieste, Piazza Vanvitelli e Via Mazzini. L’obiettivo è chiaro: rendere la Notte Bianca un’esperienza realmente corale, diffusa e inclusiva, capace di abbracciare l’intera comunità cittadina e i visitatori provenienti da tutta la regione.

Dal 10 novembre saranno resi noti il programma ufficiale, gli ospiti e l’elenco dei partner e sponsor, mentre la macchina organizzativa prosegue il suo lavoro per completare il quadro delle collaborazioni. In una fase di profonda trasformazione sociale e commerciale per il territorio, la Notte Bianca di Caserta si conferma come un progetto di rilancio urbano, culturale ed economico, nato per restituire alla città un senso di appartenenza e una visione condivisa del futuro. “Caserta – spiega Gian Piero Menditto – non è soltanto una cornice artistica di rara bellezza, ma una comunità viva che sa illuminarsi di partecipazione e orgoglio. Questa edizione è un atto d’amore verso la città e verso coloro che ne hanno fatto grande la storia.”

 
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from note


  1. Dedicazione a Cosimo II de' Medici e Scoperta dei Pianeti Medicei ——————————————————————————————————

Presentazione e dedica delle stelle scoperte al Serenissimo Cosimo II de' Medici.

Il testo si apre con una riflessione sui metodi per assicurare l'immortalità ai grandi uomini, passando dalle statue e le città fino ai “monumenti incorrotti delle lettere”. L'autore prosegue ricordando come l'ingegno umano, non pago, abbia pensato di “segnare i loro nomi sugli Orbi celesti” con “note sempiterme”, poiché la fama di questi eroi non si offuscherà “prima che lo splendore delle stesse stelle si spenga”. Viene quindi introdotta la scoperta di “quattro stelle” riservate al nome di Cosimo, non del comune gruppo delle fisse ma “dell'illustre schiera dei vaganti”, che ruotano attorno a Giove “con moti mirabili”. L'autore spiega le ragioni della dedica, legando le virtù del dedicatario all'influsso di Giove, pianeta che “occupava il cardine del cielo” alla sua nascita. Rivendica infine il diritto, in quanto primo scopritore, di battezzarle “STELLE MEDICEE”, augurandosi che acquisiscano “tanta dignità da questo nome, quanta ne hanno avuta le altre dagli altri Eroi”.


Caratteristiche topografiche e proprietà ottiche della Luna, con particolare riferimento alla distinzione tra regioni chiare e grandi macchie.


Il testo descrive le caratteristiche osservabili della superficie lunare, concentrandosi sulle differenze tra le regioni chiare e le grandi macchie. Nelle regioni chiare, si osserva una notevole “asperitatum inæqualitatumque” attraverso la “Lunæ clariorem plagam”, dove le macchie più scure appaiono vicino al confine tra luce e ombra. Queste aree presentano un aspetto mutevole, poiché le ombre si spostano con l'illuminazione variabile del Sole, al punto che “cum Luna in oppositione totum impleverit orbem, modico admodumque tenui discrimine cavitatum opacitas ab eminentiarum candore discrepet”. Al contrario, le grandi macchie mostrano una sostanziale immutabilità, con areole che “eundem semper faciunt aspectum, neque intenditur earum opacitas aut remittitur”, suggerendo una “veram partium dissimilaritatem” e non semplicemente un effetto d'ombra.

Viene poi affrontata e risolta una potenziale obiezione: se la superficie è così irregolare, perché il bordo della Luna, il suo “limbus”, appare “exacte rotunda et circinata nullisque tumoribus aut cavitatibus corrosa”? La spiegazione fornita è duplice. In primo luogo, non esiste una singola fila di montagne sul bordo, ma “permulti montium ordines cum suis lacunis et anfractibus circa extremum Lunæ ambitum coordinati”. In secondo luogo, la prospettiva dall'osservatore terrestre, il cui “oculus in eodem fere plano cum verticibus illarum locatur”, fa sì che queste irregolarità multiple si compongano in una linea apparentemente liscia, proprio come “in terra multorum ac frequentium montium iuga secundum planam superficiem disposita apparent, si prospiciens procul fuerit”.


Una spiegazione fisica della luminosità e delle asperità della superficie lunare.


Il testo propone una teoria sulla natura di un orbo di sostanza densa che circonda la Luna, ritenuto responsabile della diffusione e della riflessione della luce solare. Questo strato, più profondo ai margini, “ac præsertim luminosus existens, Lunæque peripheriam Soli expositam obtegere” e impedisce alla vista di percepire le irregolarità superficiali più estreme, come suggerito dal fatto che “maiores Lunæ maculæ nulla ex parte ad extremum usque ambitum protendi conspiciantur”. Successivamente, la trattazione si sposta sulla topografia lunare, affermando che “clariorem Lunæ superficiem tumoribus atque lacunis undiquaque conspersam” sia. Attraverso un calcolo geometrico basato sull'osservazione che alcuni vertici montuosi nella parte in ombra appaiono illuminati anche a grande distanza dal terminatore, l'autore dimostra che “sublimitas igitur AD in Luna... eminentior est milliaribus Italicis 4”, stabilendo così l'altezza di un picco lunare.


Sulla luce secondaria della Luna e le apparenze delle stelle fisse attraverso il cannocchiale.


Il testo tratta della reciprocità nell'illuminazione tra Terra e Luna, spiegando come la “luce secondaria” lunare derivi dalla riflessione della luce solare da parte dell'emisfero terrestre illuminato. La luminosità di questo chiarore varia in base alla posizione reciproca dei tre corpi: “vividisque radiis illustrati integram respicit, reflexumque ab ipsa lumen concipit” e “maius minusve a terrestri reflexione recipit lumen, prout maiorem aut minorem terrestris hemisphærii illuminati partem spectaverit”. Si afferma che “quibus temporibus maxime a Luna illustratur Tellus, iisdem minus vice versa a Terra illuminetur Luna, et e contra”. La seconda parte si concentra sull'osservazione delle stelle fisse col cannocchiale, notando che non appaiono ingrandite nella stessa proporzione degli altri oggetti. La ragione è che, a occhio nudo, le stelle non si mostrano secondo la loro “suam simplicem nudamque, ut ita dicam, magnitudinem”, ma sono circondate da raggi scintillanti che ne amplificano l'apparenza: “angulus enim visorius, non a primario Stellæ corpusculo, sed a late circumfuso splendore, terminatur”. Questo alone luminoso, visibile soprattutto di notte, può essere rimosso non solo dalla luce diurna o da una “tenuis nubecula”, ma anche dal cannocchiale stesso, che “prius enim adscititios accidentalesque a Stellis fulgores adimit, illarum inde globulos simplices auget”.


Osservazioni celesti attraverso il perspicillum: stelle fisse, pianeti e la natura della Via Lattea.


Il testo descrive le osservazioni astronomiche condotte con l'ausilio del “perspicillum”, evidenziando le differenze di aspetto tra pianeti e stelle fisse. I pianeti si presentano come “globulos suos exacte rotundos ac circinatos”, simili a piccole lune, mentre le stelle fisse, anche se viste attraverso lo strumento, appaiono come “fulgores quidam radios circumcirca vibrantes”. Viene riportata la scoperta di un numero inaspettato di stelle precedentemente invisibili, poiché “infra Stellas magnitudinis sextæ, adeo numerosum gregem aliarum, naturalem intuitum fugientium, per Perspicillum intueberis, ut vix credibile sit”. A supporto di questa affermazione, vengono forniti due esempi specifici: la costellazione di Orione, dove sono state annotate “plures quingentis” stelle, e le Pleiadi, con l'aggiunta di “plures quam quadraginta” stelle invisibili a occhio nudo. Un'ulteriore scoperta fondamentale riguarda la natura della Via Lattea, definita come “nihil aliud, quam innumerarum Stellarum coacervatim consitarum congeries”. Questo si estende anche alle cosiddette nebulose, rivelatesi “Stellularum mirum in modum consitarum greges”, come dimostrato dall'esempio della Nebulosa nella Testa di Orione, che contiene ventuno stelle.


Scoperta e osservazione dei satelliti di Giove


Osservazioni celesti e la scoperta di nuovi pianeti medicei.

Il testo tratta dell'osservazione di un ammasso stellare, “Secundus NEBULOSAM PRÆSEPE figura 12 nuncupatam continet; quæ non una tantum Stella est, sed congeries Stellularum plurium quam quadraginta”, per poi annunciare l'intenzione di “quatuor PLANETAS a primo mundi exordio ad nostra usque tempora nunquam conspectos, occasionem reperiendi atque observandi, aperiamus”. Viene sottolineata la necessità di uno strumento ottico di qualità: “Perspicillo exactissimo opus esse”. La narrazione si concentra quindi sulla scoperta, avvenuta “Die itaque septima Ianuarii, instantis anni millesimi sexcentesimi decimi”, quando “tres illi adstare Stellulas, exiguas quidem, veruntamen clarissimas, cognovi”. Le osservazioni successive, “die octava” e “die decima”, rivelano il mutare della posizione di queste stelle, “longe aliam constitutionem reperi”, portando l'autore a dubitare che fossero fisse e a sospettare un “motu proprio” di Giove, finché non conclude che una di esse era “sub Iove latitante”.


Resoconto delle osservazioni dei satelliti gioviani e delle loro posizioni relative.


Il testo descrive le osservazioni condotte tra il giorno non specificato, il 18, il 19 e il 20, concentrandosi sulle posizioni, le distanze e le magnitudini di corpi celesti in prossimità di Giove. Viene annotata la comparsa di una nuova stella “che prima, come ritengo, era unita alla precedente” e la sua successiva evoluzione in posizione. Le misurazioni delle distanze angolari sono minuziose, espresse in minuti primi e secondi d'arco, come nella configurazione del giorno 19 dove le stelle erano disposte “secondo una linea retta perfetta” con distanze specificate. Viene menzionata l'incertezza dell'osservatore riguardo al numero esatto di stelle visibili, come quando si dichiara “incerto se da occidente ci fossero due, o tre stelline”. Il sommario accenna anche alla variabilità nella luminosità percepita degli astri, notando che una stella inizialmente “piccolissima” in seguito divenne “quasi uguale per grandezza alle altre”.


Osservazioni astronomiche delle lune di Giove.


Il testo riporta osservazioni dettagliate delle posizioni e delle caratteristiche di satelliti vicini a Giove, effettuate in date e orari specifici. Vengono descritte le distanze angolari tra i corpi celesti, le loro dimensioni relative e l'allineamento. “Aderant ex oriente Stellulæ tres, æqualiter inter se et a Iove distantes” ovvero “Ad oriente aderavano tre stelline, ugualmente distanti tra loro e da Giove”. Si nota che “Orientalis Iovi proxima erat omnium minima; reliquæ vero aliquanto maiores, atque inter se proxime æquales”, cioè “Quella più vicina a Giove, a oriente, era la più piccola di tutte; le altre invece erano alquanto più grandi, e tra loro quasi uguali”. Viene inoltre segnalata una lieve deviazione dall'allineamento perfetto: “fuerunt vero secundum eandem rectam lineam... nisi quod trium occidentalium media paululum in austrum deflectebat”, ossia “erano infatti disposte secondo la stessa linea retta... se non che quella di mezzo delle tre occidentali deviava un poco verso sud”. Le misurazioni delle distanze, espresse in minuti e secondi d'arco, sono un tema minore costante, come “interstitia vero, secundum existimationem, 50 secundorum minutorum fuere” e “a Iove ad occidentaliorem pr. 7”.


Sulla disposizione e i movimenti dei satelliti gioviani.


Il testo riporta osservazioni dettagliate delle posizioni relative di Giove e dei suoi satelliti, con misurazioni precise delle distanze angolari in primi e secondi d'arco. Viene descritta la configurazione dei corpi celesti, spesso allineati “in eadem recta linea”, e si nota come “occidentalis Stella satis exigua” appaia. Le misurazioni indicano distanze variabili, come “orientalior Stella a Iove min. 6, occidentalis vero 8”. Viene inoltre registrato un cambiamento nel numero dei satelliti visibili, poiché in un'occasione si attesta che “hora septima, quatuor aderant Stellæ: inter quas Iuppiter mediam occupabat sedem”.

Riferimenti

Figura 43, Figura 44, Figura 45, Figura 46.


Rilevazioni delle posizioni e delle magnitudini dei satelliti gioviani.


Il testo riporta una serie di osservazioni astronomiche concentrate sui satelliti di Giove. Vengono descritte le loro posizioni reciproche e rispetto al pianeta, con misurazioni precise delle distanze in minuti primi. Le osservazioni, condotte in giorni successivi, registrano il numero di satelliti visibili, il loro allineamento e le relative magnitudini. Un tema minore è costituito dalle condizioni meteorologiche, che in un'occasione hanno ostacolato la visibilità: “Cælum fuit nubilosum”. Le descrizioni sono supportate da riferimenti a figure, come “figura 49” e “figura 50”. Le misurazioni indicano configurazioni variabili, con satelliti che appaiono “in eadem recta secundum Eclipticam extensa” o “medium Iovem intercipientes”. Viene inoltre annotata l'uguaglianza o la disparità nelle magnitudini, con corpi celesti descritti come “æquales omnes” o, al contrario, con una stella “exigua satis” e un'altra “satis magna”.


Osservazioni astronomiche delle lune di Giove in date successive.


Il testo riporta osservazioni dettagliate della posizione e della magnitudine di stelle vicine a Giove, verosimilmente i suoi satelliti, effettuate in giorni e orari specifici. Vengono descritte le configurazioni, con il numero di astri visibili, le loro distanze angolari dal pianeta e tra di loro, e le loro magnitudini relative. Per esempio, il 15 del mese si nota che “tre erano le stelle orientali, nessuna invece si scorgeva occidentale”, mentre il 17 si registra che “entrambe [le stelle] erano abbastanza esigue, specialmente l'orientale nella seconda osservazione”. Le misurazioni delle distanze sono minuziose, spesso espresse in primi e secondi d'arco, come la stella orientale che “dista[va] da esso min. 0, sec. 50”. Un tema minore è l'allineamento degli astri, rilevato il 16 quando “erano tutte della medesima, quasi, grandezza, abbastanza cospicue, e sulla stessa retta linea esattamente secondo l'andamento dello Zodiaco”.


Serie di osservazioni sui satelliti di Giove e le loro posizioni relative.


Il sommario descrive le osservazioni dei satelliti di Giove condotte in diverse notti, con particolare attenzione al loro numero, alla disposizione e alle distanze angolari dal pianeta. Viene rilevato che i satelliti appaiono spesso allineati “in eadem recta Eclipticæ parallela” e “ad unguem in eadem recta”. Le osservazioni includono notti con cielo sereno e altre, come il 20 e le tre notti successive al 21, in cui “cælum fuit nubibus obductum”. Vengono annotate le dimensioni relative dei corpi celesti, ad esempio una stella orientale era “aliquanto minor occidentali”. Un tema minore è l'evoluzione delle configurazioni nel tempo, come quando, nella notte del 26, inizialmente erano visibili solo due stelle, ma “hora 5, tres visæ sunt Stellæ”. Un ulteriore tema minore è l'introduzione di un nuovo metodo di osservazione “secundum Zodiaci longitudinem, facta relatione ad fixam quandam” a partire da quella stessa notte, per misurare il movimento.

 
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from Chi sei ele?

Ma come te lo spiego, come ti spiego come ci si sente a non poter festeggiare.

Come te lo spiego, come ci si sente a vedere tutti divertirsi e io chiuso in casa.

Come te lo spiego, a non poter usare la tua valvola di sfogo.

Come te la spiego quella sensazione di abbandono alla vita, che tanto per quanto insisto non và a migliorare ma solo a peggiorare.

A non avere ricordi di questa festa e non averla mai festeggiata.

La mia giovinezza se ne sta andando e io con essa

Buon Halloween

 
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from CASERTA24ORE.IT

Religioni. Lo schiaffo del Santo

Ci sono in Italia paesi dimenticati che non appaiono neanche sulle mappe geografiche, nonostante contino qualche migliaio di abitanti. È il caso di Petrulo, in provincia di Caserta, il cui nome compare solo su qualche vecchia cartina di un centinaio di anni fa. Petrulo deve la sua esistenza al santo patrono San Nicandro, vescovo e martire. I primi insediamenti risalgono alla fine dell'Impero Romano, quando la vicina colonia di Cales fu saccheggiata dai barbari. Gli abitanti si rifugiarono intorno al castrum preturi, una zona tufacea nei pressi del fiume Lanzi, che nasce dalla collina argillosa di “Laureta” (il cui nome deriva da “lavorare la creta”). Oggi il corso d'acqua ha un regime torrentizio ed è stato deviato durante il Fascismo; è un affluente del fiume Savone e un tempo sfociava tra il Garigliano e l'Agnena. La sua sorgente era di difficile accesso e le gallerie scavate ai margini nel tufo garantivano rifugio dalle incursioni dei predoni. Gli abitanti vissero nascosti per secoli, finché intorno al 1100 d.C. fu costruita la borgata di Petrulo da una piccola comunità di monaci basiliani, giunti dall'Oriente in fuga dalla persecuzione iconoclasta dell'VIII secolo. A Petrulo si trova il piccolo quartiere denominato Giudea, o Iurea nel dialetto locale, dove i monaci rafforzarono il culto per San Nicandro. L'integrazione della comunità monastica con gli abitanti del posto portò alla realizzazione della chiesa antica (oggi sconsacrata) di S. Nicandro, datata 1106. San Nicandro è considerato un santo miracoloso ma anche vendicativo, come dicono ancora oggi gli abitanti del luogo.

Si raccontano diversi aneddoti, probabilmente frutto della fantasia popolare, ma comunque degni di nota. Ad esempio, alla fine della Seconda Guerra Mondiale, durante una processione, ci fu un tentativo di rubare dell'oro dalla statua di San Nicandro. Il ladro fu visto affannarsi a nascondere un attrezzo che gli avrebbe consentito di prendere l'oro. Qualche anno dopo, l'uomo ebbe un figlio con una malformazione alla mano, che sembrava mozzata. Gli abitanti del posto attribuirono quella disgrazia a San Nicandro. Un altro racconto narra di un giovane che era solito bestemmiare santi e madonne pubblicamente e, in un'occasione, sfidò i fedeli che pregavano il santo. Il giorno seguente, il giovane si ritrovò con le dita di una mano disegnate sul volto: lo schiaffo di San Nicandro!

Ma chi era San Nicandro? Nella biblioteca della cattedrale ortodossa di San Tito a Heraklion, attuale capoluogo dell'isola di Creta, si trovano notizie su di lui. Nacque a Canea, antica capitale di Creta, intorno al 25 d.C. Da giovanissimo, apprese la notizia della passione e resurrezione di Gesù, aderì al Cristianesimo e fu nominato sacerdote da San Tito nella città di Agios Nikolaos. Per il suo zelo nel convertire gli abitanti alla fede cristiana, fu nominato vescovo intorno al 50 d.C. e inviato nell'odierna Turchia come primo vescovo di Myra. Alla morte di San Tito, continuò la sua opera in Licia, dove la comunità cristiana crebbe a tal punto da preoccupare i Romani. Così, al governatore Libanio giunse l'ordine di uccidere San Nicandro per dare un esempio e un monito ai cristiani. Insieme al santo fu ucciso anche un anziano sacerdote di nome Ermeo: furono legati a dei cavalli lanciati al galoppo e trascinati finché ebbero la pelle strappata e la terra bagnata dal sangue delle loro ferite. Furono poi appesi e colpiti con una tavola di legno e torturati prima col fuoco, poi con dei chiodi piantati nel petto e nel corpo. Furono gettati in un sepolcro e seppelliti, senza neanche verificare se fossero ancora vivi.

Il racconto della loro morte ebbe l'effetto contrario: divennero i due martiri di Licia. Alla fine del 1500, Papa Clemente VIII avviò una politica di riavvicinamento con le chiese cristiane di rito bizantino, in particolare con i monaci basiliani, che portarono a Roma notizie e reliquie dei martiri. Il Papa li fece santi il 4 novembre. Nel 1914, le reliquie di San Nicandro furono portate da Roma a Petrulo, dove il Santo è venerato oltre che il 4 novembre, anche la prima o la seconda domenica di agosto.

Il nome Nicandro è poco diffuso in Italia ed è associato ad altri santi a Venafro (provincia di Isernia), a San Nicandro Garganico in Puglia, a Tremensuoli (frazione di Minturno, Latina) e a Ravenna e L'Aquila, dove sorgono chiese dedicate. In Grecia, il culto del santo oggi non è venerato e il nome Nikandros è in disuso. (Foto: santino storico di San Nicandro)

 
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Capua: McDonald's apre le porte in cittá

Il noto marchio di fast food McDonald's ha inaugurato il suo nuovo ristorante a Capua, in via Porta Roma, sulla statale Appia. L'apertura di questo nuovo punto di ristoro è stata accolta con entusiasmo dai cittadini e dai viaggiatori che frequentano la zona. Il nuovo McDonald's offre una vasta gamma di piatti e prodotti di alta qualità, preparati con ingredienti freschi e selezionati. I clienti potranno gustare i classici menu McDonald's, come il famoso Big Mac e le patatine fritte, oltre a opzioni più salutari e innovative. La struttura è stata progettata per offrire un ambiente accogliente e moderno, con ampi spazi per mangiare e prendere il caffè. Il personale è cordiale e disponibile a soddisfare ogni richiesta dei clienti. Tuttavia, alcuni cittadini hanno espresso preoccupazioni riguardo al traffico nella zona, già molto intenso soprattutto nelle ore di punta. In particolare, l'ingresso a Capua alle 17:20 potrebbe diventare ancora più caotico con l'arrivo di clienti che si recano al nuovo McDonald's. Sarà importante che le autorità locali prendano misure per gestire il traffico e garantire la sicurezza dei pedoni e degli automobilisti. Nonostante queste preoccupazioni, l'apertura del nuovo McDonald's è vista come un'opportunità per la città di Capua di attirare nuovi visitatori e di offrire ai cittadini una scelta in più per mangiare fuori. Speriamo che il nuovo ristorante possa diventare un punto di riferimento per la comunità locale e che possa contribuire a migliorare l'offerta commerciale della città.

 
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Libri. Il racconto: La preghiera di guarigione di Caterina



Come ogni sabato pubblichiamo sulla rubrica libriamoci un racconto, quello di questa settimana riguarda una preghiera di guarigione risalente a tempi antichi

L'Orazione di Caterina

Non è facile estrarre il bene dal male! Il sofferente si affidava al guaritore, che invocava l'aiuto dello Spirito Santo. Il guaritore gli cingeva la testa e recitava una preghiera, e il male si allontanava, lasciando il sofferente in pace. Anche quando il male persisteva, il sofferente riusciva a sopportarlo con più forza. Questo antico rito di guarigione era stato recitato in Italia per secoli presso la corte di un vecchio castello di campagna, che somigliava al Maschio Angioino, abitato da ricchi spagnoli mandati a governare quelle terre.

La storia inizia il 12 ottobre 1710, quando l'ultimo degli spagnoli presenti al castello si apprestava a partire. Catalina, la donna incaricata di chiudere per ultima le porte del castello, era agitata. La lettiga trainata da muli, che l'avrebbe portata via, stava per arrivare e lei sembrava una gallina che non può fare l'uovo, tanto era ansiosa di completare l'ultimo compito. Una donna del posto, che aveva prestato servizio al castello e che Catalina aveva convocato con urgenza, tardava ad arrivare.

Il marito di questa donna era stato guarito da Catalina grazie a una preghiera. La donna aveva spesso chiesto a Catalina il testo della preghiera di guarigione, a volte con insistenza, ma Catalina aveva sempre rinviato la risposta e ora stava per partire. Ecco che la donna arrivò di gran fretta, salutando con un “Mi scusi, signora, sono al suo servizio”. Lei pensava che Catalina le avrebbe lasciato qualcosa di materiale, come un po' di grano, qualche moneta o utensili, ma Catalina aveva già messo tutto sotto chiave, segno che i suoi padroni avevano intenzione di ritornare. Sorreggendo con entrambe le mani un foglio piegato come una bolla papale, glielo consegnò dicendo: «Escucia! Chesta es tuja oración». Poi, parlando in napoletano per assicurarsi che capisse bene, disse: «Devi recitare questa preghiera ogni giorno, dal giorno di San Giovanni a Natale. Una volta che l'avrai imparata a memoria, dopo la messa della Natività, bruciala sul fuoco della mezzanotte e in quel momento sarai pronta a guarire i sofferenti dal male. Devi chiedere l'intercessione di Nostra Signora della Salute, pilastro della nostra fede. Cingi la fronte del sofferente prima di iniziare a pregare e toglila solo dopo che il sofferente abbia chiesto l'aiuto dello Spirito Santo». La donna rimase esterrefatta, immobile e silenziosa: quel foglio pesava come fosse ferro.

Nel frattempo, dalla via Latina era arrivata la lettiga; Catalina salì a bordo e partì senza aggiungere altro.

Negli anni successivi, la preghiera si diffuse ampiamente e sopravvisse in diverse forme nella memoria orale delle famiglie dei borghi pedemontani a nord di Napoli. Venne recitata per guarigioni, esorcismi, per augurare salute e vigore ai popoli o semplicemente per pregare. Fu recitata durante la Grande Guerra, per tenere lontana la peste e durante la Seconda Guerra Mondiale per scongiurare le rappresaglie tedesche. Principalmente, nei secoli, fu recitata per guarire dalle sofferenze e cacciare via il male.


Il 29 aprile 1990, un'anziana infermiera consegnò la preghiera a una sua giovane conoscente omonima, Caterina. Disse di impararla a memoria, proprio come secoli prima la donna spagnola aveva raccomandato. Nessuna copia scritta poteva essere utilizzata per guarire; era necessario chiedere l'aiuto della Madonna attraverso l'intercessione di un santo. L'infermiera raccomandò di fare molta attenzione al momento in cui il male fuoriusciva dal corpo del sofferente, per evitare di contaminare altre persone. Il guaritore, esorcizzando il male, avrebbe dovuto indirizzarlo con ferma intenzione verso una gramigna del bosco, che si sarebbe seccata.

Dopo qualche anno, l'anziana infermiera morì. La giovane Caterina non diede importanza a quel foglio e lo lasciò in un libro, in una vecchia libreria della casa dei suoi nonni.


In seguito, Caterina si trasferì all'estero per lavoro e si stabilì a Saragozza, in Spagna. Il 29 aprile 2018, mentre si attardava in chiesa dopo la messa di mezzogiorno, la sua attenzione fu attirata da un gruppo di credenti che stava recitando proprio quella preghiera a 'los santos patronos'. 

“¡Los que creemos en ti, bendecimos al Señor! Con usted ayuda Dios sálvame miserable pecador y siempre danos todo el vigor y la salud del cuerpo. Por sus sufrimientos, deja que el mal furioso se vaya o lo soportas con serenidad, en vista de su eterna salvación. El que sufre: 'Ayúdame a través del Espíritu Santo'. Amén”

Come un lampo illumina il buio di una stanza chiusa, nella memoria della donna apparve la copertina del libro dove aveva abbandonato, anni prima, la preghiera. A Natale, tornò in Italia, al suo paese natale. La stanza della casa di corte di fine Ottocento dei suoi nonni era stata abbandonata e saccheggiata, ridotta a un vero e proprio relitto del passato. Non c'era più nulla, solo vecchi libri sparsi a terra sul pavimento di cocciopesto, come se il tempo avesse cancellato ogni traccia di vita. Ma, miracolosamente, sullo scaffale della vecchia libreria tarlata, resisteva quel vecchio libro con all'interno la preghiera di Caterina, scritta a macchina.

“Benedici Tibi Benes Convertati viotiure et sereno molto mesta Diot salvamet seon miseri perto vior ognius date nobis et vobis salutem corporis o per exfelat corporis tui satis cum olà furiondo male patis per prevedentione eius filose provvedeste mei Spirito Santo Amen”.

Arrivò l'epoca delle pandemie, e poi il male si impadronì del mondo con le guerre. Caterina, nel frattempo, era diventata una guaritrice e si chiese se fosse possibile guarire il mondo dal male con la preghiera ricevuta in dono. Decise di organizzare una preghiera collettiva sui social, da recitare il 12 ottobre, giorno di Nostra Signora del Pilar, e il 29 aprile, giorno di Santa Caterina, compatrona d'Europa. Così, ogni anno, sempre più persone a queste date recitavano: “Noi credenti benediciamo il Signore. Con il Vostro aiuto, Dio salvi noi umili peccatori. Doni sempre a tutti ogni vigore e la salute del corpo, e per le sofferenze dei popoli vada via il male furibondo, oppure sopportiamolo senza patemi, in vista della salvezza eterna. Aiutateci per mezzo dello Spirito Santo. Amen”. 


Qualche considerazione sui riscontri storici 


La preghiera di guarigione è stata tramandata oralmente da madre in figlia nei paesi agricoli a nord di Napoli, nel casertano. Una delle ultime a farlo fu Fusco Maria Grazia, detta Caterina, nata a Giano Vetusto il 3 luglio 1924 e morta a Calvi Risorta il 17 dicembre 1997. Anche sua sorella, Fusco Giovanna, nata a Giano Vetusto il 12 maggio 1926 e morta a Calvi Risorta il 22 novembre 1990, contribuì a divulgare la preghiera. La versione in italiano è una variante dell'orazione adoperata da Caterina e oggi è a rischio di scomparsa.

Probabilmente la preghiera, che ha origini antiche risalenti ai tempi dei monaci basiliani, è stata fatta propria dalle popolazioni che la ricevevano in dono. Gli aragonesi l'hanno portata in Spagna, a Valencia e a Saragozza, combinandola con le orazioni e i riti di Nostra Signora del Pilar, che prevedono di cingere la fronte del sofferente. Pertanto, si deduce che non esiste un'orazione perfettamente simile in tutta Italia, poiché ogni persona, imparandola a memoria, ha aggiunto del proprio o per migliorarla o per errore.

I veneziani hanno fatto proprio il culto della Madonna della Salute adottando un'icona proveniente da Creta, la Mesopanditissa, venerata nella Basilica di Santa Maria della Salute. Tuttavia, l'icona più rappresentativa della Madonna è probabilmente quella tanto cara al pontefice Francesco, che si trova nella Basilica di Santa Maria Maggiore, dove è sepolto. In generale, le orazioni alla Madonna della Salute sono tipiche in tutta Italia e la preghiera di Caterina é una delle tante.



Il giovedì del libro! @libri@feddit.it @libri #UnoLibri letterina@poliversity.it

 
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from cronache dalla scuola

[1]

Sto spiegando frontalmente un pezzo della rivoluzione americana, parlo, mi agito, detto, indicando le slide che ho preparato cercando di rendere semplici e chiari le connessioni politico-economiche di quello di cui sto parlando, quando, a 35 minuti dall'inizio, sento una voce femminile che sussurra “bastaaa”. Mi giro e vedo il sorriso complice della studentessa e dico, ok, direi che ci possiamo un po' fermare.

Mi siedo al computer e cerco un video che spieghi come si caricavano i fucili nel 1700, giusto per sfruttare anche l'ultimo quarto d'ora di lezione, quando vedo un'ombra vicino a me. È uno studente.

“Senta – mi dice – volevo chiederle una cosa che non c'entra, ma che mi è venuta in mente mentre lei spiegava. Ma cosa succederebbe secondo lei se nel mondo si scoprisse che Dio non esiste?”. Lo guardo, mi giro verso lo schermo, guardo gli appunti. “Allora – dico – secondo me” e poi proseguiamo a parlare per venti minuti, oltre il suono della campanella, di Dio, dei Sumeri, di distopie, di Divinità native americane che colonizzano l'occidente, immaginando a un certo punto un mondo in cui mai nella sua storia avesse conosciuto il concetto di religiosità.

Alla fine io gli dico grazie e lui mi dice grazie e mi trovo così a scuotere la testa incredula guardando il vuoto.

[2]

In classe stiamo vedendo Otello di Welles, con le quarte, e io lo commento e un po' spiego Shakespeare, un po' la regia di Welles. Gli studenti dopo una mezz'ora di bianco e nero con il faccione di Welles rispondono con scarsissimo entusiasmo e crescente distrazione al capolavoro del nostro.

Al che interrompo e dico, va bene, pausa. Ora prendete i cellulari, ci dividiamo a gruppi e dovete fare un breve filmato con almeno un campo, controcampo, montaggo interno con carrello a precedere, primo piano e piano americano. Loro si risvegliano, si guardano attorno e chiedono, ok, ma dove?

Mi guardo attorno anche io. La classe è troppo piccola, nei corridoio, addio sorveglianza e poi facciamo casino e disturbiamo le frontali delle altre aule. Guardo la finestra. “Andiamo fuori” dico e prendiamo tutto e usciamo fuori dalla scuola, cerchiamo un posto vicino al parcheggio.

Nell'ora successiva io giro ridacchiando vedendoli divisi in gruppi girare il loro film, montarlo, accorrere a momenti di panico per la telecamera e delucidazioni su cosa sia un montaggio interno. Ridono, si rilassano e costruiscono qualcosa fuori dall'aula che resta là, in alto, a fissarci, con il suo occhio vitreo.

 
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from Chi sei ele?

Sintesi della settimana

“Bro mi sento come se 2 parti andassero in conflitto e a volte andassero in armonia, quella che mi preoccupa è la parte del me passato, nostalgico, espressivo, emotivo e forse, quello che veramente sono io. Sta morendo”

Questa frase per nulla confusa, scritta nel panico e con sicuramente tanti dubbi e dilemmi esistenziali è il perfetto riassunto di questa settimana, alla riscoperta di me stesso tra ricordi del passato (semicit a me stesso).

Quindi cosa ho concluso? Un emerito CAZ**, no aspe, qualcosa lo raggiunto.

Così come a giugno all'inizio mi dava fastidio che non venisse in mente nulla di particolare alla mente di una persona se gli dici di descrivermi, abbandonai l'idea di chiedere a ogni persona che conosco di descrivere cosa sono per loro (mi mangio le mani di non essermi scaricato la clip di LallaWaffle a giugno) e decisi di pensare a cosa vorrei che le persone mi ricordassero.

Bene, ora se dici di descrivermi dicono “Quello dell'UDS”, “L'attivista”, “Il COMUNISTA”. Ma dio santo, c'è sono onorato di essere chiamato “quello dell'UDS” ma Cristo ti sei perso giusto gli altri 5 anni della mia vita.

Per quanto ammetti che l'UDS è quello a cui mi sto impegnando di più in assoluto, io in verità ho cercato di fare nel tempo varie cose creative per esprimere il me interriore (che si rintanava in un anfratto spaventato del giudizio).

Io sono molto amante della musica, di quella che esprime un male interiore, in cui l'artista scarica il suo male in quella canzone e in un certo senso ti dice che non sei da solo anche se lo fa' anche per auto convincersi. Poi sono amante dell'animazione 2D, di quella molto amatoriale che trovi su YouTube e che è spesso un modo di sfogarsi dell'artista, infatti molto personale e interiore. Infine ho passato molta della mia vita su Twitter (non era ancora X) e su Discord e infatti l'unico motivo per cui il mio Nickname storico decisi di non cambiarlo è perché ormai mi conoscevano così lì. eletronico2.

Ma il mio nome d'arte “Ele” in verità (derivante da eletronico2) è il nome con cui mi hanno sempre chiamato i miei amici dell'epoca (2020). Ammetto che ero felice e non lo sapevo.

Ma quindi, il mio male interiore da dove nasce? Dal bisogno di esprimermi perché se guardi il mio profilo e vedi solo ciò che faccio nell'attivismo e non nella mia vita, allora è effettivamente un problema, perché non è solo privacy ma chiusura a guscio che mi sta soffocando.

Mi manca farmi una passeggiata con un Bubble Tea al corso della mia città, con un manga o un libro a leggere nel parco fino a quando non arriva l'ora di andarsene o che arrivano i miei amici. Mi manca portare anelli per ogni persona che ha dato un qualcosa nella mia vita e bombardarli di nozioni quotidiane e cazzate per avere compagnia. Mi mancano le serate in chiamata o in presenza, calme, in cui si parla di come ci aspettavamo di essere da grandi e quanto siamo andati lontani.

Ma tutto questo me lo sono tolto. Nessuno me l’hanno tolto, lo tolto io, soffocando quella parte di me in una gabbia in modo da non uscire mai e sviluppare una corazza di ferro. Perché era l'unico modo per non crollare in lacrime dallo stress e per le pugnalate prese.

Ma ora sono qui, che mi lamento di non riuscire ad aprire quella gabbia, di non essere mai me stesso al 100%, facendo conoscere a tutti la parte più logica e meno affettuosa, per paura delle pugnalate.

Come risolvere?

Semplice, sbloccati, apriti.

Col cazzo.

Non è così semplice, manco io non so da dove ripartire, quello che mi viene in mente per ora è l'aspetto esteriore, cosa di cui mi sono sempre lamentato, perché se all'inizio una maglietta nerd e dei annelli almeno mi facevano stare decentemente bene con me stesso. Ora non ho né l'uno né l'altro e sinceramente non voglio accontentarmi di una maglietta. Ma gli shop che amo inquinano, sfruttano e per etica morale non mi permetterei mai ad acquistare l'ha. Allora usato, non ho trovato un cazzo (ma qua mi rendo conto che sono io che non so farlo). Non so manco da dove partire per comprare i vestiti che mi piacciono, se chiedo “Dove hai comprato quel pantalone?” “Da Shein”, MANNAGGIA LA ..., quindi siamo sempre lì, ma un altro enorme problema è CON QUALI SOLDI.

Per questo l'ho sempre accantonato diventando però un problema. Mi serve un mano ma non riesco a chiederla, mi serve per il vestiario, per il calore umano che mi manca, nella fiducia perché non riesco a fidarmi più di nessuno, nell'esprimere me stesso.

Perché non so farlo.

 
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from Novità in libreria

Unisco in questo lungo post le novità uscite tra luglio e agosto. Dal prossimo post tornerò a prendere in esame settimana per settimana.

NARRATIVA:

  • ENRICO VIII. IL CUORE E LA CORONA di Alison Weir (Neri Pozza). La storia romanzata del sovrano della dinastia Tudor, ossessionato dalla discendenza. Per saperne di più: scheda libro.
  • LA STAGIONE CHE NON C'ERA di Elvira Mujčić (Guanda). Le vite dei due protagonisti si intrecciano sullo sfondo dell'incombente guerra di Jugoslavia, nel 1990: sogni e speranze si infrangono contro la violenza scatenata dal nazionalismo e dall'ossessione del passato. Per saperne di più: scheda libro.
  • DA SHIPPO: PASTI CALDI E GATTO OSPITALE di Yuta Takahashi (Feltrinelli). Un romanzo della serie del “caffè caldo”: una piccola taverna accogliente (con gatto) e i suoi avventori aiutano Tsumugi, cantautrice sfortunata, a ritrovare l'ispirazione. Per saperne di più: scheda libro.
  • LA FEMMINANZA di Antonella Mollicone (Nord). Lazio meridionale, 1920: in paese, la levatrice (e becchina) Peppina guida la Cerchia, un gruppo di donne che condividono vita e sapere antico, un rifugio per donne discriminate, giudicate e rifiutate: erbe e tisane, lavorazioni artigianali, ma anche storie e leggende. La figlia dei Maletazzi, i signori che abitano nel palazzo più grande del paese, potrà trovare conforto nella Cerchia, in nome della “femminanza”, ovvero un legame di solidarietà che va oltre alle convenzioni e alle classi sociali. Per saperne di più: scheda libro.
  • BELLAGIO di Monica Savaresi (SEM). Una storia che ruota attorno a uno storico hotel che rischia di essere demolito, a cavallo tra le due guerre. Segreti di famiglia, vicende oscure e un amore mai sopito che fa di tutto per superare le convenzioni sociali. Per saperne di più: scheda libro.
  • SCANDALO A HOLLYWOOD di Felicia Kingsley (Newton Compton). un nuovo libro della regina del cosiddetto Booktok, una scrittrice da milioni di copie vendute. La giornalista Sofia Cortez è costretta dalle avversità della vita a occuparsi di gossip, anziché di inchieste coraggiose. Il suo rivale Hayden West, invece, è il re del pettegolezzo frivolo, temuto da tutte le celebrità. La feroce competizione all'inseguimento di una notizia da scoop, però, rischia di travolgere le loro vite. Per saperne di più: scheda libro.

NOIR, GIALLI E THRILLER:

  • NOT QUITE DEAD YET di Holly Jackson (Rizzoli). Jet Mason è una ragazza di ventisette anni, ed è nella fase in cui si pensa continuamente al futuro. Nella notte di Halloween, però, viene aggredita da uno sconosciuto e, secondo i medici, il trauma cranico che ha riportato non le lascia che una settimana di vita. Tutto, quindi, assume un significato diverso, e prima di morire si prefigge un obiettivo: scoprire chi l'ha aggredita. Per saperne di più: scheda libro.
  • PROVA A UCCIDERMI di James Patterson e Marshall Karp (Tre60). Matthew Bannon, uno squattrinato pittore di New York, assiste a una sparatoria alla Grand Central Station, ed entra in possesso in modo del tutto fortuito di una fortuna in diamanti. Matthew pensa così di poter realizzare tutti i suoi progetti di vita, ma uno spietato sicario della mafia russa è sulle tracce di quei diamanti... Per saperne di più: scheda libro.
  • IL SALE DEI MORTI di Salvatore Falzone (Neri Pozza). La valle del sale accoglie una miniera abbandonata piena di rottami arrugginiti e calce: un marocchino del centro di accoglienza viene trovato morto accanto alla recinzione. Ernesto, il medico assegnato al centro, decide di cercare giustizia per quell'uomo, nonostante la morte di un immigrato non sia una priorità per le autorità. Per saperne di più: scheda libro.
  • Per Newton Compton ecco un po' di titoli:
    • AMNESIA di Francisco Lorenzo. La vita di Arturo ha preso una strana piega: i vicini lo accusano di furto, suo figlio di dieci anni aggredisce un suo compagno di scuola senza apparente motivo, e poi soffre di continue amnesie... cosa gli sta succedendo? È solo stress oppure c'è qualcosa di più profondo e pericoloso? Per saperne di più: scheda libro.
    • LA VITTIMA MANCANTE di Robert Bryndza. La detective privata londinese Kate Marshall indaga su un vecchio caso: una studentessa scomparsa nel 1988, forse vittima di un serial killer cannibale... il tempo stringe, le indagini si complicano passo dopo passo, le tracce si fanno più fievoli e riemerge un passato che Kate avrebbe voluto dimenticare. Per saperne di più: scheda libro.
    • C'È UN CADAVERE A BAKER STREET di Vicky Delany. Nella libreria Sherlock Holmes, in Baker Street, fervono i preparativi per il prestigioso firmacopie della giallista Renalta Van Markoff. Questa, però, muore dopo aver litigato con un arrabbiato fan dell'investigatore di Conan Doyle. La libraria Gemma e la sua migliore amica Jayne (che gestisce l'adiacente sala da tè della Signora Hudson), hanno una folta schiera di sospettati per l'assassinio della scrittrice. Per saperne di più: scheda libro.
  • IL SILENZIO DELLE RONDINI di Marco De Franchi (Longanesi). Il commissario Valentina Medici pare essere l'unica ad aver capito che dietro agli inspiegabili omicidi da parte di giovanissimi ragazzi c'è una trama oscura e spaventosa. Per saperne di più: scheda libro.
  • L'UOMO DAGLI OCCHI TRISTI di Piergiorgio Pulixi (Rizzoli). Alta Ogliastra, Sardegna. Alla deriva, nel lago, una barca con a bordo il cadavere di un ragazzo vestito da donna. Le ispettrici Mara Rais ed Eva Croce dovranno indagare velocemente e con discrezione, per non turbare gli equilibri politici ed evitare scandali. Per saperne di più: scheda libro.

FUMETTI E GRAPHIC NOVEL:

  • ARCHEO TALES. IL MITO DEL MINOTAURO di Emanuele Apostolidis, Francesco Bellu e Federico Gardin (Becco Giallo). Una nuova città in cui l'archeologia è proibita, un misterioso amuleto, un sotterraneo pieno di segreti... primo volume di una serie dedicata agli antichi miti per i lettori dai 7 anni. Per saperne di più: scheda libro.
  • SOCCI & PLATO. ALLA RICERCA DI PLATO di Philip Osbourne, illustrazioni di Roberta Procacci (Armando Curcio Editore). È il terzo volume di un gradevole e divertente fumetto, pensato per insegnare la filosofia anche ai più piccoli (età di lettura: dai 9 anni), i cui protagonisti sono il maestro Socrate e l'allievo Platone (ovvero Socci e Plato). Per saperne di più: scheda libro.
  • Da Alessandro Editore (Editoriale Cosmo), abbiamo due volumi mooolto interessanti:
    • TENEBRE. INTEGRALE di Christophe Bec e Iko (scheda libro). L'intera saga fantasy in un unico volume di lusso: un leggendario guerriero dall'armatura di ghiaccio è chiamato a difendere il mondo dalla devastazione dei draghi.
    • EUROPA VOL.1. LA LUNA DI GHIACCIO di Leo, Rodophe e Zoran Janjetov (scheda libro). In questo primo albo, una stazione spaziale studia il mare sotto la crosta ghiacciata di Europa, la quarta luna di Giove. Sulla stazione, però, accadono strane cose, e una squadra viene inviata dalla Terra per indagare...
  • JEEG ROBOT D'ACCIAIO di Go Nagai e Akira Oze (J-Pop). Il manga ispirato all'omonima serie animata di Go Nagai, uscita nel 1975. Una chicca per gli appassionati di robot delle serie animate. Per saperne di più: scheda libro.
  • NERO. LA CASA DORATA. VOL.8 di Emiliano Mammuccari, Matteo Mammuccari e Fabio Visintin (Sergio Bonelli). Nero ha a che fare con un demone antico e pieno di odio. Per sfuggire a quello che sembra essere un destino ineluttabile, dovrà confrontarsi con sapienti, streghe e santi decollati. Per saperne di più: scheda libro.

SAGGISTICA:

  • BASKEBALL GAME EVOLUTION di Arnaldo Taurisano (Àncora). Un libro che unisce la storia e l'evoluzione del basket con lezioni tecniche di tattica difensiva, dal punto di vista di un grande allenatore. Per saperne di più: scheda libro.
  • HIROSHIMA. IL GIORNO ZERO DELL'ESSERE UMANO a cura di Luisa Bienati (Marsilio). La raccolta degli interventi di Nihon Hidankyō, il movimento dei sopravvissuti alla bomba di Hiroshima, insignito del premio Nobel per la pace del 2024. Il titolo è una citazione del filosofo Günther Anders, fra i primi a capire che da quel 6 agosto 1945 tutto sarebbe cambiato. Per saperne di più: scheda libro.
  • ALPI ON THE ROAD di Denis Falconieri e Piero Pasini (EDT – Lonely Planet). 50 itinerari in automobile in giro per le Alpi: piccoli borghi, attività turistiche (sostenibili) e percorsi per tutti i gusti. Per saperne di più: scheda libro.
  • DOLOMITI. UN PAESAGGIO TUTELATO di Antonio G. Bortoluzzi (testi) e Manuel Cicchetti (fotografie) (Marsilio Arte). Un grosso volume fotografico sui paesaggi montani dolomitici e sulla vita che li popola. Fa parte di una serie di libri dedicata ai siti UNESCO della Regione Veneto. Per saperne di più: scheda libro.
  • QUANDO GLI ANTICHI GUARDAVANO LE STELLE di Maria Grazia Lopardi (Edizioni Arkeios). Un saggio tra storia e spiritualità: l'autrice invita infatti a guardare la volta stellata come lo facevano i popoli antichi, ovvero scorgendo il divino fra le stelle. I risultati di questo sguardo sono fra le vestigia dei monumenti delle antiche tradizioni di greci, egizi, celti, fino alle cattedrali medievali. Per saperne di più: scheda libro.
  • IL DIRITTO ALLA SALUTE di Silvio Garattini (San Paolo). Un pamphlet che invita la politica a prendere decisioni coraggiose per la salute dei cittadini, anche se tali scelte potranno sembrare impopolari o impegnative. Per saperne di più: scheda libro.
  • IL PREZZO DELLA PACE di Paolo Mieli (Rizzoli). Sottotitolo: Quando finisce una guerra. In questo saggio, il giornalista Paolo Mieli ripercorre i meccanismi che regolano gli eventi quando finisce una guerra, dall'antica Grecia alla seconda Guerra mondiale: spesso i conflitti non si risolvono del tutto, e le divisioni fra vincitori e vinti sono insanabili, anche se le armi tacciono. Per saperne di più: scheda libro.
  • IL CANTICO DELL'UMILTÀ di Giulio Busi (Mondadori). La vita breve ma intensa di San Francesco, basata sulle cronache dell'epoca e sulle testimonianze agiografiche, a firma di uno dei massimi biografi e storici, esperto di mistica ebraica e di spiritualità cristiana. Per saperne di più: scheda libro.
  • ALCHIMISTA DEI BOSCHI di Ferruccio (Fèro) Valentini (Ponte alle Grazie). Nelle Dolomiti di Brenta, Ferruccio Valentini, detto Fèro, vive in contatto con la natura della montagna da quando era ragazzino. Questo libro raccoglie tutta la sua esperienza sulle erbe spontanee e sulla vita libera della montagna. Per saperne di più: scheda libro.
  • CHATGPT E LE INTELLIGENZE ARTIFICIALI di Davide Picca e Alberto Romele (Fandango). Un saggio su ChatGPT (argomento che va molto di moda, ultimamente) e sulla storia delle varie intelligenze artificiali, con riflessioni sulle implicazioni filosofiche e sociali di tali strumenti. Per saperne di più: scheda libro.
  • PERCHÉ DIMENTICHIAMO di Sergio Della Sala (Feltrinelli). Un libro su come funzionano le “dimenticanze” e per quale motivo sono necessarie, all'interno dei meccanismi della mente umana, ai fini della sopravvivenza e della stessa intelligenza. Per saperne di più: scheda libro.
  • L'ANIMA PERDUTA DI ISRAELE di Tahar Ben Jelloun (La nave di Teseo). Pamphlet di denuncia nei riguardi del governo israeliano e di quei Paesi che, tacendo di fronte ai crimini di guerra, si rendono complici. Per saperne di più: scheda libro.
  • SE FOSSI STATO AL VOSTRO POSTO di Marco Malvaldi (Raffaello Cortina). La narrazione e la giustizia si mescolano alla matematica per analizzare il metodo di indagine deduttivo usato anche da Edgar Allan Poe: è possibile risalire al colpevole di un crimine attraverso un racconto “al contrario”, ovvero ricostruendo la storia a ritroso? Per saperne di più: scheda libro.
  • ANDREA CAMILLERI. UNA STORIA di Luca Crovi (Salani). La densa biografia di uno degli intellettuali e scrittori più amati della letteratura contemporanea, che non fu solo un giallista, ma un artista a tutto tondo. Per saperne di più: scheda libro.

RELIGIONE:

  • Per la Libreria Editrice Vaticana, due titoli di Adrien Candiard:
    • QUALCHE PAROLA PRIMA DELL'APOCALISSE (scheda libro): sottotitolo: Leggere il Vangelo in tempi di crisi. i nostri tempi sono caratterizzati da grandi cataclismi: Covid, terremoti, guerre. L'autore analizza i passi in cui Gesù predice la fine, invitando a non leggere la realtà con un falso millenarismo che travisa il messaggio evangelico.
    • LA GRAZIA È UN INCONTRO (scheda libro). Una provocatoria meditazione su un apparente paradosso: se Dio ci ama incondizionatamente e gratuitamente, perché ci chiede di esercitare la difficoltà di seguire i suoi precetti?
  • Sempre per la Libreria Editrice Vaticana: E PACE SIA! di papa Leone XIV. In questo volume sono raccolti i discorsi dei primi giorni di pontificato. Per saperne di più: scheda libro.
  • PICCOLA TEOLOGIA CRISTIANA DELL'EBRAISMO di Emanuele Giordana (Queriniana). Un libro sul dialogo interreligioso e un confronto (dal punto di vista cristiano) con la rivelazione ebraica. Per saperne di più: scheda libro.
  • BELLEZZA E STUPORE DELL'EVENTO LITURGICO di Gianni Cavagnoli (Centro Eucaristico). Una raccolta di studi e riflessioni dedicati da papa Francesco alla formazione liturgica. Per saperne di più: scheda libro.

INFANZIA E RAGAZZI:

  • Gribaudo pubblica due libri-bagno con lo spruzzino: IL PESCIOLINO (scheda libro) e L'ELEFANTINO: durante il bagnetto, si può riempire il “libro” con l'acqua e divertirsi a spruzzare tutto intorno, per la gioia dei genitori. Età di spruzzo: dai 6 mesi.
  • Per Buk Buk, una collana di quattro libri cartonati con le alette: CHI SI NASCONDE? con i vari habitat e ambienti dove gli animali giocano a nascondino (la foresta, la fattoria, il mare e la giungla). Per i lettori dai 24 mesi. Per saperne di più: scheda della collana.
  • AUTUNNO NEL BOSCO di Katharina Staar e Enrike Lippa (Emme Edizioni). Libro cartonato, con testi in rima, per scoprire cosa fanno gli animali del bosco quando si avvicina l'inverno. Età di lettura: dai 2 anni. Per saperne di più: scheda libro.
  • IMPARO CON I MAGNETI: GLI ANIMALI NOTTURNI (Gribaudo). Una scatola che contiene il libro con le informazioni sugli animali notturni, il tabellone magnetico (che contiene elementi che si illuminano al buio) e più di 60 magneti. Età di lettura: dai 3 anni. Per saperne di più: scheda libro.
  • NONNA MARGHERITA E LE GALLETTE CHICCHIRICHÌ di Fabiana Iacolucci, illustrazioni di Valentina Calvani (Il Ciliegio). Una nuova avventura per nonna Margherita: il Galletto Gerry deve trovare il coraggio di seguire i propri sogni. Contiene la ricetta per cucinare insieme le squisite gallette. Età di lettura: dai 3 anni. Per saperne di più: scheda libro.
  • Per Ape Junior due libretti cartonati per lettori dai 3 anni (testo di Robin Baines e illustrazioni di Mel Matthews): BATTI IL CINQUE, CUCCIOLO! (scheda libro) e BATTI IL CINQUE, LEONE! (scheda libro): i piccoli lettori possono contare con gli animali protagonisti e battere il cinque alla zampetta (sonora).
  • FORMAGGIO? NEANCHE UN ASSAGGIO di Nishani Reed, illustrazioni di Maria Neradova (Gallucci). Il topolino Tobia compie gli anni e tutti i suoi amici hanno pensato di regalargli il formaggio. C'è un problema: Tobia è allergico ai latticini! Età di lettura: dai 4 anni. Per saperne di più: scheda libro.
  • I PUFFI. STORIE DA 5 MINUTI (Fabbri Editore). 7 storie dei Puffi, personaggi che ormai possiamo considerare come parte dei classici per bambini. Età di lettura: dai 4 anni. Per saperne di più: scheda libro.
  • Ecco una collana della Fabbri editore, dal titolo L'ora della storia (età di lettura: dai 4 anni): libri scritti in stampatello maiuscolo, brevi e illustrati, molto utili come prime letture.
    • CHE FATICA ANDARE IN LETARGO di Sophie Moronval e Lucile Ahrweiller ([scheda libro]https://www.rizzolilibri.it/libri/che-fatica-andare-in-letargo-lora-della-storia/)): l'orso Timo non riesce a dormire per via dell'ululato del vento, ma i suoi amici del bosco lo aiuteranno.
    • L'ALBERO DEI MILLE FORMAGGI di Bertrand Crapez e Virginie Martins-B (scheda libro): la topolina Mina è alla ricerca dell'albero su cui cresce il formaggio. Riuscirà a trovarlo?
    • UN INCANTESIMO PER IL FRATELLINO di Valérie Cros e Coralie Vallageas (scheda libro): Violetta la streghetta cerca un incantesimo per far smettere di piangere il suo fratellino.
    • MI VOLETE ANCORA BENE? di Bérénice Hokorn e Éloïse Mutter (scheda libro): Enea ha due nuove sorelline, ma mamma e papà ora hanno tempo solo per loro. E se le facesse scomparire?
  • UN BARATTOLO DI SOGNI di Deborah Marcero (Terre di Mezzo). Dopo UN BARATTOLO DI STELLE e UN BARATTOLO DI EMOZIONI, un nuovo albo molto poetico dedicato al coniglietto Luis e ai suoi amici, che collezionano i loro sogni nei barattoli. Una tempesta, però, spazza via tutti i barattoli... e adesso? Un albo illustrato sulla speranza nel futuro e sulla capacità di ricominciare. Età di lettura: dai 4 anni. Per saperne di più: scheda libro.
  • FOGLIE di Stephen Hogtun (Emme Edizioni). Un albo illustrato molto delicato sul ciclo della vita: un albero adulto accompagna un alberello alla scoperta delle stagioni. Età di lettura: dai 5 anni. Per saperne di più: scheda libro.
  • FAVOLE DI MEZZANOTTE di Lyon (Magazzini Salani). 18 racconti da brividi, raccolti da Lyon, per non dormire la notte. E ogni racconto nasconde un segreto da scoprire... Età di lettura: dagli 8 anni. Per saperne di più: scheda libro.
  • Per Piemme – Il Battello a Vapore, una miniserie di Paul Martin dedicata ai piccoli amanti dei gialli: BENVENUTI A MICIOPOLI (scheda libro) e VIAGGIO INTORNO AL MONDO (scheda libro). La detective Agata Crispy, gattina investigatrice, deve indagare sulle molte cose strane che succedono nella città di Miciopoli e il lettore potrà aiutarla seguendo gli indizi sugli 8 diversi scenari.
  • PIER GIORGIO FRASSATI. UNA VITA DA PRIMA PAGINA di Marco Pappalardo, illustrazioni di Tommaso Spadaro (Paoline). Un libro per ragazzi sulla vita del giornalista recentemente proclamato santo. Età di lettura: dai 10 anni. Per saperne di più: scheda libro.
  • L'OSPEDALE DEI GIOCATTOLI di Laura Imai Messina (Salani). Una fiaba che racconta di un artigiano giocattolaio dalle mani tanto esperte da sembrare magiche. Nella sua bottega, infatti, il signor Fujita riporta alla vita giocattoli e pupazzi vecchi, e ognuno di loro ha una storia da raccontare. Età di lettura: dai 10 anni. Per saperne di più: scheda libro.
  • I SUMERI E GLI AKKADI (Armando Curcio). Un libro sui popoli mesopotamici dei Sumeri e degli Akkadi con illustrazioni e schede di approfondimento. Età di lettura: dagli 11 anni. Per saperne di più: scheda libro.
 
Continua...