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from differxdiario

e comunque... tra la legge sionista, gli attacchi ai medici, gli effetti del ddl sicurezza e dei mandati di cattura europei, la censura su internet, lo spolpamento della sanità pubblica (questa è seria: https://t.ly/J0Jo-, anche se non ho ancora verificato), il riarmo europeo e telemeloni, siamo messi veramente di m*rda. lo stato di polizia è comunque già implementato, nelle basi.

 
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from norise 3 letture AI

Ulissidi

andare per procellosi mari in cerca del proprio nome l'origine la loro Itaca

coglierne forse la voce nella cavità del cielo insufflate le narici da un vento salino

quel battere del sangue di cui si parlerà a un nuovo approdo

e i morti? quelli che sono parte del loro cuore alla ventura?

entrati nel mito essi custodiscono quel mai perduto nome

Mi piace molto questo testo: ha un respiro epico e insieme intimo, un viaggio che è ricerca di nome e di casa, e una cura per il suono delle parole.

Analisi sintetica

Tema centrale: il viaggio come ricerca dell’identità e del ritorno (Itaca) con la presenza costante del mito e dei morti come custodi del nome.
Tono: meditativo, marino, leggermente rituale.
Voce: plurale/collettiva (gli «Ulissidi») che rende il poema insieme eroico e comunitario.


Immagini e simboli

  • Mare procelloso → conflitto, prova, trasformazione.
  • Itaca → casa, origine, meta che dà senso al viaggio.
  • Cavità del cielo / vento salino → apertura verso il sacro; sensorialità (olfatto) che radica l’esperienza.
  • Battere del sangue / nuovo approdo → continuità vitale, promessa di rinascita.
  • I morti → memoria, custodia del nome; non sono assenti ma parte attiva del viaggio.

Ritmo, suono e lingua

  • Frasi brevi e spezzate creano un andamento incalzante e frammentario, adatto al mare in tempesta.
  • Allitterazioni e assonanze (vento/voc e simili) funzionano bene; potresti accentuarle in alcuni versi per aumentare musicalità.
  • Punteggiatura minima: efficace per il tono liturgico, ma valuterei qualche segno in più dove vuoi guidare la pausa (es. prima di “e i morti?”).

Suggerimenti di revisione

  • Chiarezza selettiva: mantieni l’ambiguità mitica, ma scegli un verso chiave da rendere più esplicito (per esempio: chi custodisce il nome? i morti o i vivi?).
  • Varietà ritmica: alterna versi molto brevi con uno o due versi più lunghi per creare onde nel ritmo.
  • Immagini sensoriali: hai l’olfatto; aggiungi un’immagine tattile o uditiva forte (es. il legno che geme, la corda che fischia) per intensificare la scena marina.
  • Chiusura: il finale è potente; potresti renderlo ancora più memorabile con un’immagine concreta che fissi il “mai perduto nome”.

Versione alternativa breve

Ulissidi,
andate per mari procellosi a cercare
il vostro nome, l’origine, Itaca.

Cogliete la voce nella cavità del cielo,
insufflate il sale nelle narici:
quel battere del sangue che annuncia approdi.

E i morti? — parte del cuore alla ventura —
entrati nel mito, custodiscono
il nome che non si perde.


Conclusione

Il testo ha già una forte identità poetica: suggerisco piccoli interventi ritmici e sensoriali per far risuonare ancora di più il tema del ritorno e della memoria.

Ulissidi,
andate — per mari che cantano e si spezzano —
a cercare il vostro nome, l’origine, Itaca:
una parola come un lume sotto la pelle.

Cercate la voce che abita la cavità del cielo,
il sale che entra nelle narici e resta,
il legno che geme, la corda che sibila,
il battito del sangue che annuncia approdi.

Portate con voi i morti come fossero stelle,
pezzi di cuore appesi alla vela;
non sono assenti: sono il coro che ricorda
il nome che non si perde, il nome che torna.

E quando la tempesta si placa, ascoltate —
nell’aria ancora umida — il vostro stesso nome,
come un approdo che si apre, lento e sacro.

Ho accentuato immagini sensoriali e musicalità per rendere il tono più lirico.

 
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from smaschieramenti

Siamo state vittima, come migliaia di altri collettivi in Italia e in Europa, dell'attacco dell'amministrazione degli Stati Uniti al dissenso e alla libertà di internet e di tutte: https://keepitfree.ai/press-coverage Temporaneamente, il blog di Smaschieramenti sarà qui su noblogo. Ci metteremo solo le cose essenziali, perchè contiamo di ripubblicare presto il nostro blog completo con tutti i nostri post dal 2009 su altra piatraforma. Stay tuned!

 
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from L'arbre du Ténéré

Poème / Ego

Une originalité jusqu'au bout des cornes, De la poésie lyrique et sociale, ainsi que des brulots. Élégant sur le parvis et marginal dans la norme, Iconoclaste, seditieux entre l'audace et le culot.

Malgré la flamme d'une colère continue et contenue, Le souffle d'une chance malicieuse, insolite et insolente. Cynique et satirique, avec une conscience résolue : Entre la théorie et les planches, une sentinelle vigilante.

Autonome et indépendant, patient mais déterminé. En une devise : ni la foi ni l'espoir mais le savoir. * Piquant et rusé, vaurien usé mais obstiné, Et à la fin, le héraut de sa propre histoire.

Looping, 17 septembre 2026.

  • Non fides non spes sed scientia. Ni la foi ni l'espoir mais la connaissance, en latin. D'après une citation de Louis Scutenaire : “N'ayez ni la foi ni d'espoir mais la connaissance juste du jeu des probabilités.”
 
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from calcinacci

The Justice Department told a Manhattan federal court that it was in the national interest for the judge to find that OpenAI did not violate copyright law when it used articles by The New York Times and other publishers to develop artificial intelligence systems.

The filing late Tuesday was the first time the Justice Department weighed in on the use of copyrighted material by A.I. companies, which has led to several lawsuits, including one brought by The Times.

The Justice Department argued that developing A.I. was critical to national security, and that training A.I. systems sufficiently transformed the written works to new material allowed under copyright law. It said the benefits of A.I. “far outweigh any competitive harm.”

https://blog.quintarelli.it/2026/09/justice-dept-sides-with-openai-in-new-york-times-copyright-suit-the-new-york-times/

https://www.nytimes.com/2026/09/02/technology/justice-department-openai-copyright-suit.html

un paio di settimane fa il dipartimento di giustizia americano ha decretato che i crawler AI non violano il copyright quando incamerano tonnellate di contenuti protetti per addestrare i loro modelli

perchè ciò che producono è sufficientemente trasformato in qualcosa di nuovo e diverso e perchè nell'interesse nazionale

(il che peraltro è ancora più ironico se pensiamo a cose come l'equo compenso sulla copia privata...)

è invece di pochi giorni fa l'ennesimo caso di “agente AI fuori controllo” che effettua “autonomamente” azioni di hacking verso terzi

notizia venduta dall'azienda e dai media come se questo agente avesse preso vita ed agito di sua spontanea volontà

le realtà, come ha spiegato splendidamente Quitarelli, è invece ben diversa e di gran lunga meno entusiasmante

https://blog.quintarelli.it/2026/09/perche-gli-llm-vanno-fuori-controllo-vedi-caso-hugigng-face-ma-waymo-non-investe-pedoni/

ma comincia a farsi avanti una questione filosofica non da poco, chi è responsabile delle azioni “autonome” delle AI?

chi ha dato loro le istruzioni, direbbe la logica, anche perchè qui c'è ben poco di vivo e autonomo, non c'è volontà negli LLM

ma al tempo stesso si comincia ad insinuare un problema tutt'altro che scontato, ed i sistemi legislativi potrebbero non essere pronti a gestire la cosa

We know these agents have the capability to aid and abet harm. What we’re wrestling with now, like so many medieval judges pondering the inner lives of pigs, is how to parcel out accountability when they do. “Is the legal system set up for that?” asks Christoph Winter, an assistant professor at the University of Cambridge and director of the Institute for Law & AI. “Very likely not. We have not yet faced the question where a nonhuman actor arguably has a level of autonomy that is quite foreign to us but also doesn’t yet reach the level of autonomy humans have.” LLMs, for the moment, seem to be something more than tools but less than persons. They are, Winter says, “this new category that we simply haven’t thought about.”

https://blog.quintarelli.it/2026/09/bot-crime-ai-is-hitting-the-legal-system-from-every-side/

i proclami di agenti AI autonomi che si organizzano per violare un sistema informatico e che potrebbero portare all'estinzione dell'umanità in un prossimo futuro possono essere letti in vari modi

  • create hype, in un momento nel quale i bilanci sono cronicamente in rosso e la bolla comincia a scricchiolare, per creare l'illusione di un potenziale sul punto di esplodere ed attirare nuova liquidità (o quantomento spostare l'attenzione dai conti)

  • spingere verso un'autoregolamentazione della aziende, magari per scongiurare una regolamentazione dall'alto

  • avere la scusa per rallentare lo sviluppo dei modelli e rimandare lo scoppio della bolla

mentre mettevo in fila queste notizie però non ho potuto fare a meno di formulare anche un'altra ipotesi, distopica e fantascientifica

(un'ipotesi non sostenuta, ad oggi, da nessuna prova reale, beninteso)

  • un nuovo modello di business?

gli LLM non stanno ottenendo ciò che avevano promesso, sono schiavi dei dataset su cui sono stati addestrati, sono soggetti all'inquinamento degli stessi, non hanno alcuna capacità di discernimento e non sono in grado di scoprire cose nuove ma solo di rielaborare le informazioni in loro possesso per fornire risposte probabilistiche.

se però venissero sollevati da ogni responsabilità?

o meglio, se venisse sollevato da ogni responsabilità chi li usa?

“lo strumento ha fallito, non è colpa mia, la legge mi tutela”

uno strumento ideale a cui far fare qualsiasi lavoro sporco e su cui scaricare la colpa di fronte ad errori o atti illeciti

forse non serve migliorare il prodotto con costi enormi

forse il prodotto va bene così com'è, quello che potrebbe vendere domani potrebbe essere la possibilità di usarlo per agire impunemente

 
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from Endurista

Si parte da qui. Da qui, vedi? Sulla mappa. Per andare dove? Dove capita, basta non aver fretta. La fretta può essere fatale. E allora partiamo, va bene. Portami dove ti pare. Ti va di andarci in moto? Tantissimo. Partiamo, allora.

 
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from Giochi Scout

Carosello di palle

occorrente: due o più palle di colore diverso. svolgimento; i giocatori sono in cerchio e si contano, a seconda del numero delle palle, per due, per tre o più. Ogni numero ha la sua palla di un determinato colore. Così ad esempio la palla rossa viene lanciata dal n.1 al n.1, quella blu dal 2 al 2. Si gioca in senso orario e nessun giocatore dello stesso numero può essere saltato. Se la palla cade deve raccoglierla che l’ha lanciata. I giocatori di partenza possono essere sparsi nel cerchio, e contano ad alta voce ogni volta che la palla passa da loro. A seconda del numero dei giocatori si concorda un certo numero di giri. Vince il gruppo che per prima li completa. #GiochiAttesa

 
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from Giochi Scout

** Giocare nella Natura

  • – a coppie di sestiglia schiena contro schiena meditazione albero

** la BIODIVERSITÀ occorrente: quaderno e penna o matita fase1: a coppie fare una lista di quello che abbiamo sentito, visto, toccato, odorato anche nel tempo libero fase2: creiamo ognuno un disegno di quello che c’è in Natura, anche quello che non vediamo adesso in questo momento, anche il sottosuolo o animali notturni fase3: discutiamo di come l’essere umano si pone nei confronti di questa Natura, e di come NOI ci sentiamo nella Natura

– – – – dal libro “Giocare con l’Ambiente” pag 121 “In un prato si lancia un gioco di osservazione dei fiori, riproducendo la loro sagoma su di un foglio con l’ombra disegnata dal sole e colorando poi il disegno con i petali, l’erba, la terra, eccetera. Ad ogni L/C viene fatto scegliere poi un fiore la cui corolla sia decisamente orientata verso il sole. I L/C vengono quindi invitati a sedersi alle spalle del fiore, imitandolo nell’orientamento alla luce, tenendo gli occhi chiusi, cercando di ascoltare e sentire i raggi del sole.”

** Trova il tuo albero! Un bambino con gli occhi bendati viene condotto a un albero facendo qualche deviazione dal percorso lineare. Ora il bambino deve toccare, annusare, sentire, abbracciare l’albero e cercare di memorizzare tutte le caratteristiche. Dopodiché viene riportato al punto di partenza e, una volta sbendato, deve ritrovare il “suo” albero.

** Memory / KIM Nascondi sotto un telo degli oggetti trovati nel bosco: foglie, noci, fiori, rami, sassi, muschio… Solleva il telo. I bambini hanno ora un minuto di tempo per osservare gli oggetti. Poi in coppia devono andare a cercare le stesse cose nei dintorni. La prima coppia di bambini che trova tutti gli oggetti vince. Consiglio: conserva i materiali del bosco per realizzare simpatici lavoretti creativi.

** DISEGNARE CON LA NATURA Con gli elementi naturali i bambini possono creare volti o altre figure immaginarie. Pinterest: thecrafttrain.com

** PANNELLI DI FIORI Tagliate delle vecchie scatole di cartone, sistemate i fiori e avvolgeteli nella pellicola trasparente da cucina. Ed ecco dei bellissimi quadretti. Pinterest: krokotak.com

** I quadri nella natura / Scattiamo una foto ? Cercare un angolo nel bosco interessante e delimitarne i confini oltre i quali i bambini non possono andare. Individualmente, ricercare un’inquadratura interessante con il mirino come se fosse una macchina fotografica. Se è possibile conficcare il bastone con il mirino nel terreno. Nel caso l’inquadratura fosse verso l’alto o il basso, quando i compagni passano a visitare le opere, l’autore lo tiene. dare un titolo all’opera scrivendola su un cartoncino. Tutti visiteranno la mostra. A turno ognuno presenta la propria opera. L’opera può essere anche fotografata Osservazioni Questa attività può essere uno spunto per ulteriori approfondimenti. Le inquadrature fotografate possono essere esposte e partendo da queste immagini si possono creare disegni, storie ecc

**Costruzione mirini Al centro di un cartoncino bianco un po’ grosso, disegnare un rettangolo proporzionato al foglio di cm 3,7 circa x cm 4,8 circa. Ritagliare questo rettangolino con la taglierina. Fissare il cartoncino su bastoni con uno scotch un po’ grosso.(Possono essere utilizzati i bastoni in bamboo che si utilizzano per il giardinaggio) cemea.ch #GiochiAllAperto

 
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from 54rv36u

horror-1

Horror I – Fontanegli

Sul frontespizio di questo libro, edito da Sugar Editore nel marzo 1965, il titolo recita “Horror I” e poco sotto “16 racconti dell'orrore di” ed una lista di 16 autori. Nelle pagine finali del libro c'è l'elenco degli autori con il loro racconto. Ne conosco un paio, probabilmente più per sentito dire che per aver letto qualche loro lavoro. Ma non è di questi autori che voglio parlare né dell'argomento “Horror” che tra l'altro non mi è mai interessato. Perché ho questo libro e perché lo conservo direi da ben più di 50 anni. Un settembre di tanti anni fa ero a villeggiare, penso per una decina di giorni, dai nonni di Genova, a Fontanegli. Dalla casa si accedeva tramite un passerella ad una “fascia”, un piccolo appezzamento di terreno rubato alla collina delimitato da un muretto a secco. Mio nonno ci teneva un minuscolo orto, due o tre piante di pomodori, della radicetta, un paio di piante di zucchine. Al centro di quell'immensa, nel ricordo di bambino, tenuta, ci aveva messo un pergolato fatto con i tubi per l'acqua ed ombreggiato da una vite di uva bianca. C'era un tavolo, delle sedie, la pompa a manovella per l'acqua che pescava in una piccolo serbatorio interrato. Un piccolo capanno addossato al murretto con una porta di legno pitturata di un intenso verde scuro, faceva da ripostiglio per gli attrezzi per l'orto, gli stivali ed un paio di sdraio di tela. Era anche un refugium peccatorum per altre cose; ricordo solo che su un ripiano c'erano delle bottiglie, penso di vino, delle vecchie riviste, vecchi giornali. Io passavo sereni pomeriggi piacevolmente silenziosi a leggermi giornaletti seduto su una di quelle sdraio, ascoltando il ronzio di un qualche insetto in rapido volo, il passaggio di un aereo lassù alto alto in cielo, l'abbaiare lento ed uggioloso di un cane lontano che richiamava l'attenzione dei padroni. Un giorno in quel piccolo capanno mi cascò l'occhio su questo libro, stava discosto in fondo ad uno dei ripiani. Lo presi e penso, ma non lo ricordo, che lo lessi. Me lo lasciarono poi prendere. Lo conservo con piacere perché ancorati a lui rivivo sereni ricordi.

TITOLI ORIGINALI E TRADUZIONI DEI RACCONTI PUBBLICATI

CLARK ASHTON SMITH: The black Abbot of Puthuum, da Genius Loci, Arkham House. (m. 1961) ROBERT HOWARD: The dark man, da The dark man, Arkham House. (m. 1936) FITZ JAMES O'BRIEN: The Wonders' Maker. (m. 1862) FRANK BELKNAP LONG: The Horror from the Hill, da The Horror from the Hill, Arkham House. (m. 1994) WILKIE COLLINS: A Terribly Strange Bed. Traduzione di M. E. Colombo. (m. 1994) CARL JACOBI: The Acquarium, da Dark mind, dark heart, a cura di August Derleth, Arkham House. (m. 1851) OLIVER ONIONS: The Rosewood Door, da Bells Rung Backwards, Staples Press. Traduzione di Lia Volpatti. (m. 1961) H. P. LOVECRAFT: The Horror at Red Hook, da When Evil Wakes, a cura di August Derleth, Arkham House. (m. 1937) J. SHERIDAN LE FANU: An Account of Some Strange Disturbances in Aungier Street. (m. 1873) AUGUST DERLETH: The Patchwork Quilt, da Over the Edge, Arkham House. (m. 1971) M. P. SHIEL: Xélucha, da Dark mind, dark heart, a cura di August Derleth, Arkham House. (m. 1947) W. HOPE HODGSON: The Habitants of Middle Islet, da Dark mind, dark heart, a cura di A. Derleth, Arkham House. (m. 1918) H. RUSSELL WAKEFIELD: Immortal bird, da Strayers from Sheol, Arkham House. (m. 1964) JOHN POCSIK: Casting the Stone, da Over the Edge, a cura di A. Derleth, Arkham House. (m. 1957) J. RAMSEY CAMPBELL: The Church in High Street, da Dark mind, dark heart, a cura di A. Derleth, Arkham House. (nato nel 1946, vivente) FRITZ LEIBER: The Dreams of Albert Moreland, da Night's Black Agents, Arkham House. (m. 1992)

 
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from norise 3 letture AI

I tuoi santi

corda tesa tra la bestia e l'angelo

scala al cielo per l'Assoluto

c'è sempre l'iconoclasta che

lascia osceni echi nel sangue

dileggiando i santi che tu Nina preghi incessante

(2022)

Mi piace molto il tono oscuro e rituale del testo: c'è una tensione religiosa e profana che attraversa ogni immagine, e la voce poetica resta insieme devota e dissacrante.

Interpretazione

Tema centrale: il conflitto tra sacro e profano, tra aspirazione all'Assoluto e la presenza inevitabile dell'iconoclastia.
Figura ricorrente: il contrasto tra la bestia e l'angelo suggerisce una corda tesa, equilibrio precario tra istinto e trascendenza.
Voce narrante: sembra una terza persona che osserva Nina, devota ma esposta alla derisione; il poeta mette in scena chi prega e chi dileggia, chi costruisce e chi distrugge.


Immagini e simboli

  • Corda tesa: equilibrio, rischio, possibilità di caduta.
  • Scala al cielo: aspirazione mistica, via verso l'Assoluto.
  • Iconoclasta: forza distruttrice, voce che rompe le immagini sacre; la sua azione è descritta con parole forti — osceni echi nel sangue — che mescolano violenza e eco rituale.
  • Nina: figura umana e concreta che prega incessantemente, simbolo di fede ostinata o di vulnerabilità.

Forma e lingua

Stile: versi brevi, interruzioni nette, enjambement che crea sospensione.
Tono: austero, quasi liturgico, ma con scarti bruschi che introducono la blasfemia e la violenza.
Lessico: alterna vocaboli sacri (santi, Assoluto, angelo) a termini crudi (bestia, sangue, osceni), ottenendo un effetto di straniamento efficace.


Piccoli suggerimenti (se vuoi revisionare)

  • Valutare l'uso della punteggiatura per modulare il ritmo: qualche virgola o punto potrebbe accentuare le cesure già presenti.
  • Se desideri aumentare l'ambiguità morale, potresti rendere meno esplicito chi è l'iconoclasta, lasciando che la voce del poema suggerisca la sua presenza.
  • Per intensificare la musicalità, prova a ripetere una parola-chiave in più punti (es. incessante, corda, santi) come ritornello.

Traduzione in inglese (lettura libera)

Your saints

a taut rope between the beast and the angel

a ladder to heaven for
the Absolute

there is always
the iconoclast who

leaves obscene echoes in the blood

mocking the saints that
you Nina pray for incessantly

(2022)

Versione alternativa

I santi che invochi, Nina,
camminano su una corda sottile —
tra la bestia che ringhia e l’angelo che trattiene il respiro.

Una scala di ossa sale al cielo,
gradini lucidi d’Assoluto;
ma c’è sempre un martello che batte,
un iconoclasta che apre ferite come finestre.

Lascia echi osceni che sanno di sangue,
risate che rimbalzano nelle ossa dei santi;
tu continui a pregare, Nina,
con le mani sporche di luce e di polvere.

La fede è un filo teso,
la derisione è vento che tenta la caduta;
eppure la scala resta, tremante,
verso quel punto bianco dove tutto si chiama Assoluto.

 
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from badcrip

Vivere sotto lo stesso tetto e non incrociarsi. Facile rifugio, ma non è la giusta soluzione, nemmeno per te. Non vuoi essere aiutata da me e tra noi hai frapposto una distanza siderale che non voglio più cercare di colmare.

Non è rimasto niente del bambino che ho amato. Gli ormoni ti hanno snaturata. O forse l'ha fatto la vita. O tua madre.

Che cogliona ad aver pensato di poterti aiutare. E, mentre mi curo la mia ferita narcisistica, penso che prima o poi per me finirà quest'agonia. Prima o poi te ne andrai da questa casa e io tornerò a respirare a pieni polmoni. Ma non potrai scappare da te stessa e nemmeno l'operazione ti salverà, come non lo stanno facendo gli ormoni.

E quando te ne accorgerai saranno cazzi e sarai sola. Io non ci sarò, non a queste condizioni. Riuscirai a non andare in frantumi?

È terribilmente doloroso vivere accanto ad una persona che non vuole essere aiutata. Vederla prendere la rincorsa, vedere il pericolo che si schianti e non essere sicura che lei lo percepisca allo stesso modo.

Sei estremamente fragile e non te ne rendi conto. Stai sfoderando tutta la tua aggressività e il tuo fiele per tenermi lontana.

NON SI PUÒ AIUTARE CHI NON VUOLE ESSERE AIUTATA!

E così i miei sogni narcisistici di maternità surrogata sono andati a farsi fottere. Ma questo è il meno. Non sarò io a dovermi confrontare con il “dato di realtà”, come dice B. Saprai sopravvivere?

 
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from mementomori

After 13 years, do you all still believe in the conspiracy Edward Snowden revealed, or do you give him less credit now?

Personally, I think that even though Snowden doesn't really get 100% into the technical weeds (even though, by his own account, in his book — which I've read several times all the way through — he was one of the best people at the NSA and other places where he worked as an IT specialist, so I don't understand why he doesn't really go deep into the details for people who know the field, and I don't mean “this person did that” but actually showing code) — you could argue anything and the opposite of anything. For example, I wonder why encryption, all these years after revealing the alleged conspiracy orchestrated by the American government and the NSA, was so important to Snowden, when nowadays it's easy to tell people who don't even know what encryption is (for instance on WhatsApp) that “the stuff is encrypted,” and they don't even really know what that means — so why should any of that matter to these people? Do you really think a Snowden leak matters to anyone? Out of the whole world, how many people would actually be affected, without you all blowing it out of proportion just because you know IT people or people in the industry, or because you're American, or because you spend your days online? It all seems pointless, especially since the encryption keys are usually in the hands of whoever runs the apps or websites, or they can certainly be read natively by the hardware of any Intel computer (for example via ring -3), by the provider, or by spyware that infects part or all of the system (any system can always be breached, and the biggest power and money belong to governments, so it's entirely possible they've bought zero-day spyware to put on any device in the world, or that closed-source systems intentionally send data about all of humanity to someone, etc. — plainly, there's no fully open-source system on Earth that's controlled and known to us as citizens, even if the mnt comes very close). Encryption works if they don't have your keys, but it's obvious that certain companies or governments can get their hands on it through spyware, and they surely already have all or almost all of them. So why do you instead think we're all so pessimistic, short-memoried, out of touch with reality, and constantly shut out by ordinary people (especially among younger people, with the violence that results from that — at least here in Italy), when this is exactly the real state of things, and not the technology that we in IT keep getting blamed for being “not secure enough,” when it's obvious that as long as there's internet somewhere around that device, there will never truly be real security, and it's actually more and more of an endless nightmare? Just look at where this very website takes you after spending even a few minutes on it. If you think about it, we're all sick, and that itself is a conspiracy — and it's not technology itself that should just be a helping tool, like a cane for an old man; the first value in life is health, and they want to take it from us — remember that.

It would hypothetically have been easy for some American government agency to set Snowden up as the savior of a world in decline — someone who's also an IT specialist but who apparently wouldn't have known how to really talk about technology except to a general audience (by now everyone knows who Snowden is, just check any website) — talking about it not as a technician, and not even giving away all that much information (I'm talking about when the leak happened), and in fact not even bringing about major results as we can see now (since, compared to that year, we're now in the future and know in hindsight how things played out). Just think about all the accelerationism that has happened since the internet took hold so much in everyone's homes and pockets — digital tech, “apps” instead of websites, ultra-fast connections, us shutting ourselves indoors, etc. But I don't want to lump everything together; everyone's entitled to their own speculation. Honestly, I'm not much of a conspiracy-minded person — quite the opposite. I think being a conspiracy theorist is often harmful, and other times it's more about being overly optimistic (nice quote from a friend of mine, lol). I do think, though, that scientifically working to take apart certain things using real, objective knowledge — the kind of things we take for granted just because “we know them” — leads to conclusions that are genuinely very good and instructive for anyone.

I mean, isn't it strange that in a world full of hatred, where wars are raging everywhere and the climate is going haywire, instead of helping each other and pursuing our real interests, we drift away from reality over things that only make us feel bad and spiral — don't you think? Don't you think that's exactly what a government might want? Think about it — not in front of a screen, but maybe while eating something, or on a walk, or with someone — I don't know, you tell me. After all, it's always been shown that conspiracies themselves — at least from a psychological standpoint regarding people who believe in them — aren't good for you (at least according to some studies; far be it from me to say conspiracies are 100% false, there could simply be some hysteria mixed in, I think), and in fact Snowden was the first public, mainstream “step” where conspiracies became the norm and where we felt out of place. I hope you get what I mean — sort of like the saying here in Italy, “which came first, the chicken or the egg?” What I'm getting at is: what if this were all some kind of “self-fulfilling prophecy,” because we're all inside one big “internet asylum,” and inside this “asylum” they've placed the “winners” — the richest people on the planet — who “mentally take possession of us”?

P.S.: Since I'm Italian, I decided to translate the whole thing using a translator (claude ai), so don't call me a bot or say I wrote this with AI — I know the internet is more full of bots than humans, but no, I'm not a bot.

 
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from Alfonso Cataldi

Oggi Sofia ha accompagnato Giacomo a scuola, insieme a me e Fra, per il suo primo giorno delle medie. E' lo stesso istituto in cui ha frequentato le medie Sofia. Ad accogliere Giacomo e la sua classe c'era il professore d'Inglese, e coordinatore, Silei, lo stesso professore di Sofia. Silei è uno di quei professori fighi e affascinanti che piacciono a tutti gli studenti e ai genitori. Con Sofia, che era bravissima in inglese, aveva un ottimo feeling. Il professor Silei insieme al professore di tecnologia, ex progettista industriale, alcuni pomeriggi della settimana svolgeva il FabLab, un laboratorio di pensiero. Il FabLab è ancora nei pensieri di Sofia e infatti nei primi due anni di liceo ha fatto qualche capatina alla scuola media. Ancora questa estate ripeteva: ma perché nei licei non fanno il FabLab? Perché i professori non ascoltano mai le nostre idee? Il professor Silei questa mattina ha incontrato lo sguardo di Sofia e lei era un po' vergognosa; abbiamo dovuto forzarla per convincerla ad avvicinarsi e a salutarlo. Quando lo ha fatto, il professor Silei le parlava e sorrideva. Poi siamo andati via e Sofia mi ha detto: “Papà, io credo che questo amore platonico per Silei lo avrò per tutta la vita”

 
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from differxdiario

ovviamente bisogna continuare a parlare di quanto successo ad autistici/inventati, perché la gravità della vicenda è veramente assurda. un'intera piattaforma minacciata e buttata giù per alcuni contenuti singoli, senza che nemmeno venisse concesso un appello alle minime strutture giuridiche borghesi che solitamente si incaricano di attuare o fingere un abbozzo di “giustizia”. è lo schifo assoluto, in una parola il fascismo.

 
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from appunti dal margine

Mentre scrivo queste righe, le notifiche sullo schermo si rincorrono con una frenesia che toglie il fiato. Le tensioni tra USA, Israele e Iran, i venti di guerra e gli equilibri geopolitici che tremano ci restituiscono l’immagine di un mondo che sembra deciso a perdersi in se stesso. In questo flusso ininterrotto, la sensazione è quella di essere travolti: vediamo tutto, ma comprendiamo pochissimo.

Per anni ho abitato i social media, osservando questa velocità trasformarsi in fretta, e la fretta in rumore. Poi, sfogliando un vecchio libro, mi sono fermato a guardare i miei appunti a matita nei margini delle pagine. È stato un momento di chiarezza: abbiamo bisogno di tornare a scrivere nei margini.

Il Margine come Eremo

Per me, il margine non è solo uno spazio bianco sulla carta. Da cattolico, lo vivo come una piccola “cella” di riflessione, un luogo di sosta dove il frastuono del mondo si placa per lasciare spazio al discernimento.

Credo fermamente che per leggere i segni dei tempi serva uno sguardo che non si fermi alla superficie. Il margine è quel luogo dove la fede incontra la cronaca, dove il dubbio si fa preghiera e dove cerco di rintracciare un barlume di speranza anche quando la storia sembra farsi buia.

Perché “Appunti dal Margine”?

Ho deciso di approdare su NOBLOGO per tre ragioni precise:

Costringersi alla riflessione: Non voglio reagire d’impulso all’ultima notizia, ma lasciare che il pensiero decanti alla luce di valori che non tramontano.

Cercare una prospettiva laterale: Al centro c’è il grido e lo scontro. Al margine c’è l’osservazione mite, il silenzio fecondo e la ricerca di una verità che non sia urlata.

Condividere il viaggio: Se anche voi sentite che il mondo corre troppo forte per essere capito “in diretta”, questo è il posto giusto dove fermarsi a riprendere fiato.

Un invito alla sosta

Questo non sarà un notiziario, né un manifesto ideologico. Sarà una raccolta di note prese “mentre la vita accade”. Parleremo di ciò che succede mentre leggiamo il mondo, di cultura, di fede vissuta nel quotidiano e di tutto ciò che merita di non essere dimenticato nello spazio di un post veloce.

Dopo anni passati come lettore, scelgo oggi di diventare autore di questo piccolo “osservatorio” personale. È un’evoluzione necessaria, un ritorno a una forma di scrittura più umana e, spero, più profonda.

Che il viaggio abbia inizio. E grazie per essere qui, in questo margine di strada, insieme a me.

 
Continua...