📖Un capitolo al giorno📚

DIARIO DI LETTURA DAL 25 DICEMBRE 2022

I RE DI GIUDA (10,1-36,23)

Scissione del regno a Sichem 1Roboamo andò a Sichem, perché tutti gli Israeliti erano convenuti a Sichem per proclamarlo re. 2Quando lo seppe, Geroboamo, figlio di Nebat, che era in Egitto, dove era fuggito per paura del re Salomone, tornò dall'Egitto. 3Lo mandarono a chiamare e Geroboamo venne con tutto Israele e parlarono a Roboamo dicendo: 4“Tuo padre ha reso duro il nostro giogo; ora tu alleggerisci la dura servitù di tuo padre e il giogo pesante che egli ci ha imposto, e noi ti serviremo”. 5Rispose loro: “Tornate da me fra tre giorni”. Il popolo se ne andò. 6Il re Roboamo si consigliò con gli anziani che erano stati al servizio di Salomone, suo padre, durante la sua vita, domandando: “Che cosa mi consigliate di rispondere a questo popolo?”. 7Gli dissero: “Se oggi ti mostrerai benevolo verso questo popolo, se l'accontenterai e se dirai loro parole buone, essi ti saranno servi per sempre”. 8Ma egli trascurò il consiglio che gli anziani gli avevano dato e si consultò con i giovani che erano cresciuti con lui ed erano al suo servizio. 9Domandò loro: “Voi che cosa mi consigliate di rispondere a questo popolo, che mi ha chiesto di alleggerire il giogo imposto loro da mio padre?”. 10I giovani che erano cresciuti con lui gli dissero: “Per rispondere al popolo che si è rivolto a te dicendo: “Tuo padre ha reso pesante il nostro giogo, tu alleggeriscilo!”, di' loro così: “Il mio mignolo è più grosso dei fianchi di mio padre. 11Ora, mio padre vi caricò di un giogo pesante, io renderò ancora più grave il vostro giogo; mio padre vi castigò con fruste, io con flagelli”“. 12Geroboamo e tutto il popolo si presentarono a Roboamo il terzo giorno, come il re aveva ordinato dicendo: “Tornate da me il terzo giorno”. 13Il re rispose loro duramente. Il re Roboamo respinse il consiglio degli anziani; 14egli disse loro, secondo il consiglio dei giovani: “Mio padre ha reso pesante il vostro giogo, io lo renderò ancora più grave; mio padre vi castigò con fruste, io con flagelli”. 15Il re non ascoltò il popolo, poiché era disposizione divina che il Signore attuasse la parola che aveva rivolta a Geroboamo, figlio di Nebat, per mezzo di Achia di Silo. 16Tutto Israele, visto che il re non li ascoltava, diede al re questa risposta: “Che parte abbiamo con Davide? Noi non abbiamo eredità con il figlio di Iesse! Ognuno alle proprie tende, Israele! Ora pensa alla tua casa, Davide”. Tutto Israele se ne andò alle sue tende. 17Sugli Israeliti che abitavano nelle città di Giuda regnò Roboamo. 18Il re Roboamo mandò Adoràm, che era sovrintendente al lavoro coatto, ma gli Israeliti lo lapidarono ed egli morì. Allora il re Roboamo salì in fretta sul carro per fuggire a Gerusalemme. 19Israele si ribellò alla casa di Davide fino ad oggi.

__________________________ Note

10,1-36,23 La quarta sezione dei libri delle Cronache contiene la storia dei re di Giuda dalla divisione dei due regni, avvenuta subito dopo la morte di Salomone, sino alla fine dell’esilio, segnata dall’editto di Ciro. Vengono ignorati i re del nord, cioè d’Israele. D’ora innanzi i rapporti con i testi paralleli nei libri dei Re sono più sporadici. Ampio spazio viene dato allo scisma al tempo di Roboamo (cc. 10-12) e a tre re zelanti: Giòsafat (cc. 17-20), Ezechia (cc. 29-32) e Giosia (cc. 34-35), impegnati nelle riforme religiose.

10,1 Sichem: dall’epoca di Giosuè è il luogo di riunione delle tribù d’Israele (Gs 24).

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Approfondimenti

10,1-36,23. Con il c. 10 inizia la quarta parte dell'opera del Cronista, dedicata alla storia dei successori di Salomone sul trono di Giuda, fino all'editto di Ciro che consentì agli esiliati in Babilonia di tornare in patria. Notoriamente, a differenza di 1-2 Re, il Cronista limita la sua esposizione ai sovrani del regno del Sud. Egli passa in rassegna diciannove re della dinastia davidica, ignorando quasi del tutto i re del Nord, che sono chiamati in causa soltanto se e quando interferiscono con il regno di Giuda e ai quali il Cronista non lesina espressioni di recriminazione e condanna. Per il Cronista solo la dinastia davidica, che ha in Gerusalemme il suo tempio legittimo, è autentica. Il vero Israele è Giuda e gli unici re legittimi sono i diciannove successori di Salomone sul trono di Davide. Tra essi, l'attenzione va soprattutto a quelli che meglio hanno saputo difendere la fede jahvistica e il culto gerosolimitano: Giosafat, Ezechia e Giosia. A questi tre re riformatori il Cronista dedica quasi tanto spazio quanto concede a tutti gli altri messi insieme. Se a Salomone sono consacrati 202 versetti, Giosafat ne conta 102, Ezechia 117, Giosia 60, mentre ai sedici sovrani restanti sono dedicati in tutto 330 versetti.

Un'attenzione particolare è prestata anche al ruolo dei profeti e al loro appello alla penitenza e alla fiducia in JHWH. Per il Cronista, nonostante l'esperienza negativa della storia, l'uomo resta capace di conversione, di osservanza della direttiva divina e di ubbidienza a JHWH. Egli esprime questo messaggio, in definitiva positivo e incoraggiante, mettendolo sulla bocca dei vari profeti, che introduce sulla scena nei momenti importanti e cruciali della storia della dinastia davidica. La fonte principale del Cronista per questa sezione finale della sua opera resta 1-2 Re, ma in questa parte egli attinge anche ad altre fonti a noi sconosciute più di quanto non abbia fatto fin qui.

La sezione si apre con i cc. 10-12, sullo scisma delle dieci tribù del Nord e sul regno di Roboamo. Dopo aver trattato della secessione del regno del Nord (c. 10), il Cronista presenta il regno di Roboamo (c. 11) e quindi narra l'invasione egiziana che vi ha posto fine (c. 12).

10,1-19. Il Cronista utilizza come fonte 1Re 12,1-20, con alcuni ritocchi di carattere letterario. Le divergenze più notevoli sul piano storico si notano nei vv. 1-3.12 e la variante di maggior rilievo è la seguente: secondo 1Re 12 la responsabilità della secessione ricade su Roboamo e la sua inettitudine e leggerezza nel respingere le giuste rivendicazioni economico-politiche delle tribù del Nord, e Geroboamo entra in scena a scisma avvenuto (1Re 12,20); per il Cronista invece – che omette questo versetto di 1Re – Geroboamo ricopre un ruolo più rilevante nello scisma, tale da sminuire le colpe di Roboamo.

1-2. «tutti gli Israeliti», «tutto Israele» indica qui le dieci tribù del Nord, distinte dal regno di Giuda di cui Roboamo era già re. Sulla fuga di Geroboamo in Egitto cfr. 1Re 11,26-40.

19. «Israele si ribellò alla casa di Davide» è affermazione tendenziosa del Cronista, che ignora i torti di Roboamo, le sue angherie e il suo rifiuto sdegnoso delle giuste richieste dei sudditi.

(cf. VINCENZO GATTI, 2Cronache – in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)


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Visita della regina di Saba 1 La regina di Saba, sentita la fama di Salomone, venne a Gerusalemme per metterlo alla prova con enigmi. Arrivò con un corteo molto numeroso, con cammelli carichi di aromi, d'oro in quantità e di pietre preziose. Si presentò a Salomone e gli parlò di tutto quello che aveva nel suo cuore. 2Salomone le chiarì tutto quanto ella gli diceva; non ci fu parola tanto nascosta a Salomone che egli non potesse spiegarle. 3La regina di Saba, quando vide la sapienza di Salomone, la reggia che egli aveva costruito, 4i cibi della sua tavola, il modo ordinato di sedere dei suoi servi, il servizio dei suoi domestici e le loro vesti, i suoi coppieri e le loro vesti, gli olocausti che egli offriva nel tempio del Signore, rimase senza respiro. 5Quindi disse al re: “Era vero, dunque, quanto avevo sentito nel mio paese sul tuo conto e sulla tua sapienza! 6Io non credevo a quanto si diceva, finché non sono giunta qui e i miei occhi non hanno visto; ebbene non mi era stata riferita neppure una metà della grandezza della tua sapienza! Tu superi la fama che ne ho udita. 7Beati i tuoi uomini e beati questi tuoi servi, che stanno sempre alla tua presenza e ascoltano la tua sapienza! 8Sia benedetto il Signore, tuo Dio, che si è compiaciuto di te così da collocarti sul suo trono come re per il Signore tuo Dio. Poiché il tuo Dio ama Israele e intende renderlo stabile per sempre, ti ha posto su di loro come re per esercitare il diritto e la giustizia”. 9Ella diede al re centoventi talenti d'oro, aromi in gran quantità e pietre preziose. Non ci furono mai tanti aromi come quelli che la regina di Saba diede al re Salomone. 10Inoltre gli uomini di Curam e quelli di Salomone, che portavano oro da Ofir, recarono legno di sandalo e pietre preziose. 11Con il legname di sandalo il re fece le scale per il tempio del Signore e per la reggia, cetre e arpe per i cantori; strumenti simili non erano mai stati visti nella terra di Giuda. 12Il re Salomone diede alla regina di Saba quanto lei desiderava e aveva domandato, oltre l'equivalente di quanto aveva portato al re. Quindi ella si mise in viaggio e tornò nel suo paese con i suoi servi.

Ricchezza e sapienza del re 13Il peso dell'oro che giungeva a Salomone ogni anno era di seicentosessantasei talenti d'oro, 14senza contare quanto ne proveniva dai mercanti e dai commercianti; tutti i re dell'Arabia e i governatori della regione portavano a Salomone oro e argento. 15Il re Salomone fece duecento scudi grandi d'oro battuto, per ognuno dei quali adoperò seicento sicli d'oro battuto, 16e trecento scudi piccoli d'oro battuto, per ognuno dei quali adoperò trecento sicli d'oro. Il re li collocò nel palazzo della Foresta del Libano. 17Inoltre, il re fece un grande trono d'avorio, che rivestì d'oro puro. 18Il trono aveva sei gradini e uno sgabello d'oro. Vi erano braccioli da una parte e dall'altra del sedile e due leoni che stavano a fianco dei braccioli. 19Dodici leoni si ergevano di qua e di là, sui sei gradini; una cosa simile non si era mai fatta in nessun regno. 20Tutti i vasi per le bevande del re Salomone erano d'oro, tutti gli arredi del palazzo della Foresta del Libano erano d'oro fino; nessuno era in argento, perché ai giorni di Salomone non valeva nulla. 21Difatti le navi del re andavano a Tarsis, guidate dai marinai di Curam; ogni tre anni le navi di Tarsis arrivavano portando oro, argento, zanne d'elefante, scimmie e pavoni. 22Il re Salomone fu più grande, per ricchezza e sapienza, di tutti i re della terra. 23Tutti i re della terra cercavano il volto di Salomone, per ascoltare la sapienza che Dio aveva messo nel suo cuore. 24Ognuno gli portava, ogni anno, il proprio tributo, oggetti d'argento e oggetti d'oro, vesti, armi, aromi, cavalli e muli. 25Salomone aveva quattromila stalle per i suoi cavalli e i suoi carri e dodicimila cavalli da sella, distribuiti nelle città per i carri e presso il re a Gerusalemme. 26Egli dominava su tutti i re, dal Fiume alla regione dei Filistei e al confine con l'Egitto. 27Il re fece sì che a Gerusalemme l'argento abbondasse come le pietre e rese il legname di cedro tanto comune quanto i sicomòri che crescono nella Sefela. 28Da Musri e da tutti i paesi si importavano cavalli per Salomone.

Morte di Salomone 29Le altre gesta di Salomone, dalle prime alle ultime, non sono forse descritte negli atti del profeta Natan, nella profezia di Achia di Silo e nelle visioni del veggente Iedo riguardo a Geroboamo, figlio di Nebat? 30Salomone regnò a Gerusalemme su tutto Israele quarant'anni. 31Salomone si addormentò con i suoi padri e lo seppellirono nella Città di Davide, suo padre; al suo posto divenne re suo figlio Roboamo.

__________________________ Note

9,1 Saba: corrisponde probabilmente al moderno Yemen.

9,29-31 La fine del regno di Salomone (vedi 1Re 11,41-43) non è offuscata dalle colpe da lui commesse e ricordate in altri testi biblici. L’autore cita anche alcune fonti, per noi sconosciute, di cui si è servito (v. 29).

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Approfondimenti

Il c. 9, l'ultimo dedicato dal Cronista al regno di Salomone, riferisce anzitutto sulla visita della regina di Saba (vv. 1-10), contiene poi un sommario sulle ricchezze favolose del monarca (vv. 11-18) e riproduce infine la notizia della sua morte (vv. 29-31). Il Cronista segue quasi alla lettera 1Re 10,1-29.

1-10. Il racconto è pittoresco, ma nasconde una realtà più prosaica. La regina mira a frenare le interferenze di Salomone nel suo traffico di spezie con l'Oriente e riesce a concludere un accordo che è nell'interesse delle due parti.

10-11. Interrompono palesemente il filo della narrazione e si ricollegano meglio a 2Cr 8,17-18, dove si menziona la flotta del re di Tiro e di Salomone.

13-31. Cfr. 1Re 10,14-18. La magnificenza di Salomone è esaltata con l'elenco delle sue ricchezze da favola, accumulate a forza di imposte non di rado esose, nonché grazie alle sue iniziative commerciali e industriali.

25-28. Il brano ripete 2Cr 1,14-17 = 1Re 10,26-29, con modifiche di lieve entità. Al v. 28 l'autore generalizza: «tutti i paesi» (in 2Cr 1,16 si parla solo di Kue).

29-31. Fanno da conclusione ai capitoli dedicati al regno di Salomone, riprendendo alla lettera 1Re 11,41-43, ma con l'omissione di 1Re 11,1-40, contenente un giudizio severissimo sulla vita sessuale e cultuale del monarca, oltreché la dichiarazione che la futura divisione del regno fu conseguente alle sue incapacità di sovrano. Il Cronista non vuole gettare ombre nemmeno su Salomone, che ha cercato di dipingere in tutto e per tutto sul modello di Davide e che ha presentato dedito con ogni energia all'edificazione del tempio. L'autore sottolinea anche i buoni rapporti avuti dal sovrano con i profeti Natan (1Cr 17,1-15; cfr. 1Re 1,11-12), Achia (2Cr 10,15; 1Re 15,29-39) e Iddo, che non è menzionato altrove e che la tradizione ha identificato con il profeta anonimo di 1Re 13. È probabile che la menzione di questi tre profeti sia anche un'implicita allusione da parte del Cronista alle sezioni di 1Re, da lui utilizzate come fonte.

(cf. VINCENZO GATTI, 2Cronache – in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)


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Sommario sull’attività del re 1Passati i vent'anni durante i quali aveva costruito il tempio del Signore e la reggia, 2Salomone ricostruì le città che Curam gli aveva dato e vi stabilì gli Israeliti. 3Salomone andò a Camat di Soba e la occupò. 4Egli ricostruì Tadmor nel deserto e tutte le città dei magazzini, che aveva costruito in Camat. 5Riedificò Bet-Oron superiore e Bet-Oron inferiore, fortezze con mura, battenti e catenacci. 6Lo stesso fece con Baalàt, con tutte le città dei magazzini che gli appartenevano e con tutte le città per i carri e per i cavalli e costruì a Gerusalemme, nel Libano e in tutto il territorio del suo dominio tutto ciò che gli piacque. 7Quanti rimanevano degli Ittiti, degli Amorrei, dei Perizziti, degli Evei e dei Gebusei, che non erano Israeliti, 8e cioè i loro discendenti rimasti dopo di loro nella terra, coloro che gli Israeliti non avevano distrutto, Salomone li arruolò per il lavoro coatto, come accade ancora oggi. 9Ma degli Israeliti Salomone non fece schiavo nessuno per i suoi lavori, perché essi erano guerrieri, comandanti dei suoi scudieri, comandanti dei suoi carri e dei suoi cavalieri. 10I comandanti dei prefetti del re Salomone erano duecentocinquanta e dirigevano il popolo. 11Salomone trasferì la figlia del faraone dalla Città di Davide alla casa che le aveva fatto costruire, perché pensava: “Non deve abitare una mia donna nella casa di Davide, re d'Israele, perché è santo ogni luogo in cui ha sostato l'arca del Signore”. 12In quel tempo Salomone offrì olocausti al Signore sull'altare del Signore, che aveva fatto costruire di fronte al vestibolo. 13Secondo il rituale quotidiano offriva olocausti conformemente al comando di Mosè, nei sabati, nei noviluni e nelle tre feste dell'anno, cioè nella festa degli Azzimi, nella festa delle Settimane e nella festa delle Capanne. 14Secondo le disposizioni di Davide, suo padre, stabilì le classi dei sacerdoti per il loro servizio. Anche per i leviti dispose che nel loro ufficio lodassero Dio e assistessero i sacerdoti ogni giorno; ai portieri nelle loro classi assegnò le singole porte, perché così aveva comandato Davide, uomo di Dio. 15Non si allontanarono in nulla dalle disposizioni del re Davide riguardo ai sacerdoti e ai leviti; lo stesso avvenne riguardo ai tesori. 16Così fu realizzata tutta l'opera di Salomone, da quando si gettarono le fondamenta del tempio del Signore fino al compimento definitivo del tempio del Signore. 17Allora Salomone andò a Esion-Ghèber e a Elat, sulla riva del mare, nel territorio di Edom. 18Curam per mezzo dei suoi marinai gli mandò alcune navi e uomini esperti del mare. Costoro, insieme con i marinai di Salomone, andarono a Ofir e di là presero quattrocentocinquanta talenti d'oro e li portarono al re Salomone.

__________________________ Note

8,4 Tadmor: è l’antico nome di Palmira, nel deserto siriano.

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Approfondimenti

Il c. 8 presenta l'attività di Salomone in campo commerciale, urbanistico e familiare. Il re ricostruisce le città restituite da Tiro (vv. 1-2), edifica nuovi centri urbani (vv. 3-6), organizza la mano d'opera nel paese (vv. 7-10), introduce la regina nel suo palazzo (v. 11), regola gli ordinamenti cultuali secondo il volere del padre (vv. 12-16) e promuove il traffico marittimo con il paese di Ofir (vv. 17-18). Il brano corre parallelo a 1Re 9,10-28, con alcune modifiche intese a esaltare Salomone soprattutto come uomo di Dio e fedele esecutore delle disposizioni di Davide. Il successo del re in ogni settore di attività è prova concreta della benedizione divina.

2. Il testo parallelo di 1Re 9,11-13 sostiene esattamente il contrario: in cambio del legname e dell'oro fornito da Chiram (Chiuram), Salomone offrì venti città della Galilea. In 1Re peraltro il testo non è chiaro, giacché Chiram, a quanto pare, non gradisce le città e le restituisce a Salomone. Può darsi che il Cronista riporti i fatti con maggiore coerenza: Salomone offrì a Chiram in pegno le venti città del nord, che il re di Tiro accettò a malincuore e restituì dopo che Salomone ebbe pagato il pegno. Questi poi le “ricostruì” con una serie di interventi edilizi intesi a renderle adatte a ospitare gli Israeliti che vi avrebbe trasferito.

3. Camat di Zoba, cfr. 1Cr 18,3ss. Questa campagna militare di Salomone non è menzionata in 1 Re.

4. Palmira, nel deserto siriano, importante nodo carovaniero per il commercio tra il Mediterraneo e le regioni dell'Eufrate, che Salomone poté occupare grazie a una precedente operazione militare di Davide, che gli aveva aperto la strada abbattendo Damasco, cfr. 1Cr 18,6, mentre l'avanzata dell'impero assiro, in declino dopo la morte di Tiglat-Pilezer I, non era ancora iniziata.

7-10. Cfr. 1Re 9,20-23. Il Cronista aggiunge una annotazione: la situazione creata da Salomone relativamente ai lavori servili perdura «fino ad oggi» (v. 8).

11. Cfr. 1Re 9,24, dal quale però il Cronista si discosta notevolmente. Egli non ha mai parlato della figlia del faraone, che suppone nota da 1Re 3,1; 7,8; 9,16. A lui preme spiegare ai suoi contemporanei la sconvenienza di un matrimonio con una pagana, un fatto che se nel sec. X poteva avere una sua importanza politica, nel sec. IV invece rappresentava un'offesa al sentimento religioso del giudaismo postesilico.

12-16. I versetti amplificano 1Re 9,25, aggiungendo dettagli sul culto e sul personale liturgico. Tutto – secondo il Cronista – deve svolgersi secondo il rituale previsto dal codice Sacerdotale (Lv 23; Nm 28-29) e le norme davidiche (cfr. 1Cr 23-26).

17-18. Cfr. 1 Re 9,26-28. Per il Cronista il re in persona “va” ad Ezion-Gheber. E più verosimile che Salomone abbia incaricato altri di effettuare questi viaggi.

(cf. VINCENZO GATTI, 2Cronache – in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)


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Dedicazione del tempio 1Appena Salomone ebbe finito di pregare, cadde dal cielo il fuoco, che consumò l'olocausto e le altre vittime, mentre la gloria del Signore riempiva il tempio. 2I sacerdoti non potevano entrare nel tempio del Signore, perché la gloria del Signore lo riempiva. 3Tutti gli Israeliti, quando videro scendere il fuoco e la gloria del Signore sul tempio, si prostrarono con la faccia a terra sul pavimento, adorarono e celebrarono il Signore perché è buono, perché il suo amore è per sempre. 4Il re e tutto il popolo offrirono un sacrificio davanti al Signore. 5Il re Salomone offrì in sacrificio ventiduemila giovenchi e centoventimila pecore; così il re e tutto il popolo dedicarono il tempio di Dio. 6I sacerdoti attendevano al servizio e così pure i leviti, con tutti gli strumenti musicali che il re Davide aveva fatto per celebrare il Signore, perché il suo amore è per sempre, quando salmodiava per mezzo loro. I sacerdoti suonavano le trombe di fronte ai leviti, mentre tutti gli Israeliti stavano in piedi. 7Salomone consacrò il centro del cortile che era di fronte al tempio del Signore; infatti lì offrì gli olocausti e il grasso dei sacrifici di comunione, perché l'altare di bronzo, eretto da Salomone, non poteva contenere l'olocausto, l'offerta e i grassi. 8In quel tempo Salomone celebrò la festa per sette giorni: tutto Israele, dall'ingresso di Camat al torrente di Egitto, un'assemblea grandissima, era con lui. 9Nel giorno ottavo ci fu una riunione solenne, essendo durata la dedicazione dell'altare sette giorni e sette giorni anche la festa. 10Il ventitré del settimo mese Salomone congedò il popolo, perché tornasse alle sue tende contento e con la gioia nel cuore per il bene concesso dal Signore a Davide, a Salomone e a Israele, suo popolo.

Apparizione del Signore 11Salomone terminò il tempio del Signore e la reggia; attuò quanto aveva deciso di fare nel tempio del Signore e nella propria reggia. 12Il Signore apparve di notte a Salomone e gli disse: «Ho ascoltato la tua preghiera; mi sono scelto questo luogo come casa ove sacrificare. 13Se chiuderò il cielo e non ci sarà più pioggia, se comanderò alle cavallette di divorare la campagna e se invierò la peste in mezzo al mio popolo, 14se il mio popolo, sul quale è stato invocato il mio nome, si umilierà, pregherà e ricercherà il mio volto, e si convertirà dalle sue vie malvagie, ascolterò dal cielo e perdonerò il suo peccato e risanerò la sua terra. 15Ora i miei occhi saranno aperti e i miei orecchi attenti alla preghiera fatta in questo luogo. 16Ora io mi sono scelto e ho consacrato questa casa perché il mio nome vi resti sempre; i miei occhi e il mio cuore saranno là tutti i giorni. 17Quanto a te, se camminerai davanti a me come ha camminato Davide, tuo padre, facendo quanto ti ho comandato, e osserverai le mie leggi e le mie norme, 18io stabilirò il trono del tuo regno come ho promesso a Davide, tuo padre, dicendo: “Non ti sarà tolto un discendente che regni in Israele”. 19Ma se voi devierete e abbandonerete le leggi e le norme che io vi ho proposto, se andrete a servire altri dèi e a prostrarvi davanti a loro, 20vi sterminerò dalla terra che vi ho dato, ripudierò questo tempio che ho consacrato al mio nome, lo renderò la favola e lo zimbello di tutti i popoli. 21Questo tempio sarà una rovina; chiunque vi passerà accanto resterà sbigottito e si domanderà: “Perché il Signore ha agito così con questa terra e con questo tempio?”. 22Si risponderà: “Perché hanno abbandonato il Signore, Dio dei loro padri, che li aveva fatti uscire dalla terra d'Egitto, e si sono legati a dèi stranieri, prostrandosi davanti a loro e servendoli. Per questo egli ha fatto venire su di loro tutta questa sciagura”».

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Approfondimenti

1-10. Dio mostra di gradire la dedicazione del tempio facendo cadere fuoco dal cielo (vv. 1-3). La menzione del fuoco sceso a consumare l'olocausto introduce una serie di informazioni sui sacrifici e le cerimonie della festività (vv. 4-10).

1-3. «cadde dal cielo il fuoco», come nel caso dei sacrifici offerti da Aronne (Lv 9,24), da Gedeone, (Gdc 6,21), e dallo stesso Davide, (1Cr 21,26); cfr. anche 1Re 18,38. Questi versetti sono una composizione propria del Cronista, che omette a questo punto un altro discorso di Salomone, cfr. 1Re 8,54-61. Si ripete quanto era già stato detto in 5,13-14 (cfr. anche Es 40,34-38, sulla consacrazione del tabernacolo).

4-7. I versetti interrompono il filo del racconto e possono essere considerati un'aggiunta seriore, presa da 1Re 8,62-64. Non ha senso infatti a questo punto la menzione di altri sacrifici offerti dal popolo, dopo che il fuoco era già sceso a consumare «l'olocausto e le altre vittime» (v. 1).

8-9. La festa durata sette giorni doveva concludersi con un ottavo giorno di «riunione solenne», come vuole la tradizione del codice Sacerdotale (cfr. Lv 23,36; Nm 29,35-38). L'assemblea dell'ottavo giorno è ignorata da 1Re 8,66.

10. Salomone congeda il popolo «Il ventitré del settimo mese». Alla festa della Dedicazione, svoltasi dall'ottavo al quattordicesimo giorno del settimo mese, era seguita la festività dei Tabernacoli, dal quindicesimo al ventunesimo giorno. Il giorno ventidue aveva avuto luogo la solenne assemblea e il ventitré il popolo era stato congedato. Il Cronista è più attento di 1-2 Re (cfr. 1Re 8,65-66) alla celebrazione delle festività.

11-22. Cfr. 1Re 9,1-9. JHWH appare di nuovo a Salomone, riprende alcuni motivi toccati dalla preghiera di Salomone e promette di esaudire le suppliche del sovrano.

12-16. Sono composizione propria del Cronista, che però ben si armonizza con lo spirito e il filo del discorso della fonte.

20. Le espressioni di minaccia sono più marcate e violente di quelle della fonte, 1Re 9,7.

(cf. VINCENZO GATTI, 2Cronache – in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)


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1Allora Salomone disse: “Il Signore ha deciso di abitare nella nube oscura. 2Ti ho costruito una casa eccelsa, un luogo per la tua dimora in eterno”.

Discorso al popolo 3Il re si voltò e benedisse tutta l'assemblea d'Israele, mentre tutta l'assemblea d'Israele stava in piedi, 4e disse: “Benedetto il Signore, Dio d'Israele, che ha adempiuto con le sue mani quanto con la bocca ha detto a Davide, mio padre: 5“Da quando feci uscire il mio popolo dalla terra d'Egitto, io non ho scelto una città fra tutte le tribù d'Israele per costruire una casa, perché vi dimorasse il mio nome, e non ho scelto nessuno perché fosse condottiero del mio popolo Israele; 6ma ho scelto Gerusalemme perché vi dimori il mio nome e ho scelto Davide perché governi il mio popolo Israele”. 7Davide, mio padre, aveva deciso di costruire una casa al nome del Signore, Dio d'Israele, 8ma il Signore disse a Davide, mio padre: “Poiché hai deciso di costruire una casa al mio nome, hai fatto bene a deciderlo; 9solo che non costruirai tu la casa, ma tuo figlio, che uscirà dai tuoi fianchi, lui costruirà una casa al mio nome”. 10Il Signore ha attuato la parola che aveva pronunciato: sono succeduto infatti a Davide, mio padre, e siedo sul trono d'Israele, come aveva preannunciato il Signore, e ho costruito la casa al nome del Signore, Dio d'Israele. 11Vi ho collocato l'arca, dove c'è l'alleanza che il Signore aveva concluso con gli Israeliti”.

Preghiera al Signore 12Egli si pose poi davanti all'altare del Signore, di fronte a tutta l'assemblea d'Israele, e stese le mani. 13Salomone, infatti, aveva eretto una tribuna di bronzo e l'aveva collocata in mezzo al grande cortile; era lunga cinque cubiti, larga cinque e alta tre. Egli vi salì e si inginocchiò di fronte a tutta l'assemblea d'Israele. Stese le mani verso il cielo 14e disse: “Signore, Dio d'Israele, non c'è un Dio come te in cielo e sulla terra. Tu mantieni l'alleanza e la fedeltà verso i tuoi servi che camminano davanti a te con tutto il loro cuore. 15Tu hai mantenuto nei riguardi del tuo servo Davide, mio padre, quanto gli avevi promesso; quanto avevi detto con la bocca l'hai adempiuto con la tua mano, come appare oggi. 16Ora, Signore, Dio d'Israele, mantieni nei riguardi del tuo servo Davide, mio padre, quanto gli hai promesso, dicendo: “Non ti mancherà mai un discendente che stia davanti a me e sieda sul trono d'Israele, purché i tuoi figli veglino sulla loro condotta camminando secondo la mia legge, come hai camminato tu davanti a me”. 17Ora, Signore, Dio d'Israele, si adempia la tua parola, che hai rivolto al tuo servo Davide! 18Ma è proprio vero che Dio abita con gli uomini sulla terra? Ecco, i cieli e i cieli dei cieli non possono contenerti, tanto meno questa casa che io ho costruito! 19Volgiti alla preghiera del tuo servo e alla sua supplica, Signore, mio Dio, per ascoltare il grido e la preghiera che il tuo servo innalza davanti a te! 20Siano aperti i tuoi occhi giorno e notte verso questa casa, verso il luogo dove hai promesso di porre il tuo nome, per ascoltare la preghiera che il tuo servo innalza in questo luogo. 21Ascolta le suppliche del tuo servo e del tuo popolo Israele, quando pregheranno in questo luogo. Ascoltali dal luogo della tua dimora, dal cielo; ascolta e perdona! 22Se uno pecca contro il suo prossimo e, perché gli è imposto un giuramento imprecatorio, viene a giurare davanti al tuo altare in questo tempio, 23tu ascoltalo dal cielo, intervieni e fa' giustizia con i tuoi servi; condanna il malvagio, facendogli ricadere sul capo la sua condotta, e dichiara giusto l'innocente, rendendogli quanto merita la sua giustizia. 24Quando il tuo popolo Israele sarà sconfitto di fronte al nemico perché ha peccato contro di te, ma si converte e loda il tuo nome, prega e supplica davanti a te in questo tempio, 25tu ascolta dal cielo, perdona il peccato del tuo popolo Israele e fallo tornare sul suolo che hai dato a loro e ai loro padri. 26Quando si chiuderà il cielo e non ci sarà pioggia perché hanno peccato contro di te, ma ti pregano in questo luogo, lodano il tuo nome e si convertono dal loro peccato perché tu li hai umiliati, 27tu ascolta nel cielo, perdona il peccato dei tuoi servi e del tuo popolo Israele, ai quali indicherai la strada buona su cui camminare, e concedi la pioggia alla terra che hai dato in eredità al tuo popolo. 28Quando nella terra ci sarà fame o peste, carbonchio o ruggine, invasione di locuste o di bruchi, quando il suo nemico lo assedierà nel territorio delle sue città o quando vi sarà piaga o infermità d'ogni genere, 29ogni preghiera e ogni supplica di un solo individuo o di tutto il tuo popolo Israele, di chiunque abbia patito piaga e dolore e stenda le mani verso questo tempio, 30tu ascoltala dal cielo, luogo della tua dimora, perdona e da' a ciascuno secondo la sua condotta, tu che conosci il suo cuore, poiché solo tu conosci il cuore degli uomini, 31perché ti temano e camminino nelle tue vie tutti i giorni della loro vita sul suolo che hai dato ai nostri padri. 32Anche lo straniero, che non è del tuo popolo Israele, se viene da una terra lontana a causa del tuo grande nome, della tua mano potente e del tuo braccio teso, se egli viene a pregare in questo tempio, 33tu ascolta dal cielo, luogo della tua dimora, e fa' tutto quello per cui ti avrà invocato lo straniero, perché tutti i popoli della terra conoscano il tuo nome, ti temano come il tuo popolo Israele e sappiano che il tuo nome è stato invocato su questo tempio che io ho costruito. 34Quando il tuo popolo uscirà in guerra contro i suoi nemici, seguendo la via sulla quale l'avrai mandato, e ti pregheranno rivolti verso questa città che tu hai scelto e verso il tempio che ho costruito al tuo nome, 35ascolta dal cielo la loro preghiera e la loro supplica e rendi loro giustizia. 36Quando peccheranno contro di te, poiché non c'è nessuno che non pecchi, e tu, adirato contro di loro, li consegnerai a un nemico e i loro conquistatori li deporteranno in una terra lontana o vicina, 37se nella terra in cui saranno deportati, rientrando in se stessi, torneranno a te, supplicandoti nella terra della loro prigionia, dicendo: “Abbiamo peccato, siamo colpevoli, siamo stati malvagi”, 38se torneranno a te con tutto il loro cuore e con tutta la loro anima nella terra della loro prigionia dove li avranno deportati, e supplicheranno rivolti verso la loro terra che tu hai dato ai loro padri, verso la città che tu hai scelto e verso il tempio che io ho costruito al tuo nome, 39tu ascolta dal cielo, luogo della tua dimora, la loro preghiera e la loro supplica e rendi loro giustizia. Perdona al tuo popolo che ha peccato contro di te. 40Ora, mio Dio, i tuoi occhi siano aperti e le tue orecchie attente alla preghiera innalzata in questo luogo. 41Ora sorgi, Signore Dio, verso il luogo del tuo riposo, tu e l'arca della tua potenza. I tuoi sacerdoti, Signore Dio, si rivestano di salvezza e i tuoi fedeli gioiscano nella prosperità. 42Signore Dio, non respingere il volto del tuo consacrato; ricòrdati i favori fatti a Davide, tuo servo”.

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Approfondimenti

Tutto il capitolo segue da vicino 1Re 8,12-53, che la redazione deuteronomistica e le aggiunte postesiliche avevano reso molto congeniale con le prospettive del Cronista. Le modifiche, le poche aggiunte e omissioni, sono anch'esse indicative del tempo e della mentalità dell'autore, che tra l'altro accenna solo all'uscita dall'Egitto e non menziona l'alleanza del Sinai e per il quale anche l'elezione di Gerusalemme e la scelta di Davide (vv. 5.6.41-42) appaiono in funzione del santuario, unico legittimo luogo di culto. Il capitolo contiene il discorso di Salomone al popolo (vv. 3-11) e quindi la sua elevata preghiera a JHWH in stile deuteronomistico (vv. 12-42).

13. Il versetto è proprio del Cronista e interrompe il filo della narrazione. Può darsi che tramandi il ricordo di un dato storico. Al Cronista in ogni caso preme sottolineare che il re non usurpa funzioni sacerdotali. In effetti, all'epoca di Davide e di Salomone il re godeva di privilegi sacerdotali, che Ezechiele (46,2) aveva contestato.

14-39. La preghiera sviluppa la teologia dell'alleanza e il tema della fedeltà, due motivi centrali nella visione teologica dell'Antico Testamento. Alla base di entrambi i motivi c'è l'idea del Dio unico e incomparabile, sovrano universale, non legato a dimore costruite da uomini (v. 18).

41-42. i versetti conclusivi, vv. 41-42, sono propri del Cronista che omette 1Re 8,53 i cui si fa riferimento a Mosè e all’esodo, e riprende con poche varianti Sal 132,8-11.

(cf. VINCENZO GATTI, 2Cronache – in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)


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Trasporto dell’arca nel tempio 1Fu così terminato tutto il lavoro che Salomone aveva fatto per il tempio del Signore. Salomone fece portare le offerte consacrate da Davide, suo padre, cioè l'argento, l'oro e tutti gli utensili; le depositò nei tesori del tempio di Dio. 2Salomone allora convocò in assemblea a Gerusalemme gli anziani d'Israele e tutti i capitribù, i prìncipi dei casati degli Israeliti, per far salire l'arca dell'alleanza del Signore dalla Città di Davide, cioè da Sion. 3Si radunarono presso il re tutti gli Israeliti nel settimo mese, durante la festa. 4Quando furono giunti tutti gli anziani d'Israele, i leviti sollevarono l'arca 5e fecero salire l'arca, con la tenda del convegno e con tutti gli oggetti sacri che erano nella tenda; li facevano salire i sacerdoti leviti. 6Il re Salomone e tutta la comunità d'Israele, convenuta presso di lui, immolavano davanti all'arca pecore e giovenchi, che non si potevano contare né si potevano calcolare per la quantità. 7I sacerdoti introdussero l'arca dell'alleanza del Signore al suo posto nel sacrario del tempio, nel Santo dei Santi, sotto le ali dei cherubini. 8Difatti i cherubini stendevano le ali sul luogo dell'arca; i cherubini, cioè, coprivano l'arca e le sue stanghe dall'alto. 9Le stanghe sporgevano e le punte delle stanghe si vedevano dall'arca di fronte al sacrario, ma non si vedevano di fuori. Vi è rimasta fino ad oggi. 10Nell'arca non c'era nulla se non le due tavole, che vi aveva posto Mosè sull'Oreb, dove il Signore concluse l'alleanza con gli Israeliti quando uscirono dall'Egitto. 11Appena i sacerdoti furono usciti dal santuario – tutti i sacerdoti presenti infatti si erano santificati senza badare alle classi – 12mentre tutti i leviti cantori, cioè Asaf, Eman, Iedutùn e i loro figli e fratelli, vestiti di bisso, con cimbali, arpe e cetre stavano in piedi a oriente dell'altare e mentre presso di loro centoventi sacerdoti suonavano le trombe, 13avvenne che, quando i suonatori e i cantori fecero udire all'unisono la voce per lodare e celebrare il Signore e il suono delle trombe, dei cimbali e degli altri strumenti si levò per lodare il Signore perché è buono, perché il suo amore è per sempre, allora il tempio, il tempio del Signore, si riempì di una nube, 14e i sacerdoti non poterono rimanervi per compiere il servizio a causa della nube, perché la gloria del Signore riempiva il tempio di Dio.

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Approfondimenti

I cc. 5-7 narrano nel complesso la dedicazione del tempio di Gerusalemme. Dopo il trasferimento dell'arca nella capitale (c. 5) si ha la cerimonia della dedicazione, introdotta da un discorso di Salomone e dalla sua preghiera a JHWH (c. 6). Della festa della consacrazione del tempio si parla quindi al c. 7.

Il c. 5 introduce al grande evento. Seguendo da vicino il racconto di 1Re 8,1-13, esso narra il trasporto dell'arca da Sion al tempio (vv. 2-10) e la rivelazione della Gloria di JHWH, che prende possesso del santuario in maniera visibile (v. 11-14).

2-3. Da Sion, dove era stata collocata sull'aia di Ornan, l'arca è trasferita solennemente a Gerusalemme, dove Salomone convoca in assemblea tutti i capi del popolo (v. 2) e il popolo stesso (v. 3). La data scelta per la dedicazione è la festa delle Capanne, che si celebrava al settimo mese, corrispondente a settembre-ottobre.

4. Secondo 1Re 8,3 il trasporto dell'arca venne effettuato dai sacerdoti e dai leviti. Il Cronista invece, conformemente a quanto era stato detto in 1Cr 15,2, attribuisce questo onore ai soli leviti, che con l'arca fanno il loro ingresso nel tempio in forma pienamente legittimata.

5. Questa legittimazione dev'essere stata ottenuta non senza contrasti e resistenze, come forse lascia intravvedere il v. 5, che parla di «sacerdoti e leviti», una glossa di mano sacerdotale che è passata da Cr a 1Re 8,3. Assieme all'arca venne prelevata dai leviti tutta quanta la tenda mosaica di Gabaon, che cessò quindi di esistere come centro nazionale del culto.

7. L'ingresso nel «Santo dei santi» era interdetto ai leviti sotto pena di morte, cfr. Nm 4,20. Toccò quindi ai sacerdoti introdurre l'arca nella cella.

9. «così è fino ad oggi» è un anacronismo dovuto al fatto che l'autore sta trascrivendo di sana pianta la sua fonte. Al suo tempo il santuario non custodiva più l'arca dell'alleanza, che non è mai menzionata nei testi postesilici. L'autore dunque deve aver utilizzato un testo di 1-2 Re anteriore alla distruzione del tempio salomonico (586 a.C.), a meno che l'espressione sia letta nel senso di “per sempre”, cosa non impossibile.

11-14. Cfr. 1Re 8,10. La nube, segno della Gloria di JHWH, riempie il tempio. I vv. 11b-13a sono assenti nella fonte e vanno attribuiti alla mano del Cronista. Essi insistono sul ruolo dei leviti e dei musicisti, ma ad essere coinvolto in questa scena grandiosa è tutto l'ordine sacerdotale e levitico. Lo stile è pesante e contorto. Le parole cantate sono una forma di ritornello ricorrente in diversi salmi, cfr. Sal 100,5; 106,1; 107,1; 136,1s.; cfr. anche 1Cr 16,41s.; Esd 3,11.

(cf. VINCENZO GATTI, 2Cronache – in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)


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Arredi del tempio 1Salomone fece l'altare di bronzo lungo venti cubiti, largo venti e alto dieci. 2Fece il Mare, un bacino di metallo fuso di dieci cubiti da un orlo all'altro, perfettamente rotondo; la sua altezza era di cinque cubiti e una corda di trenta cubiti lo poteva cingere intorno. 3C'erano sotto l'orlo, tutt'intorno, figure dalla sembianza di buoi, dieci per ogni cubito, che formavano un giro all'intorno; le figure di buoi erano disposte in due file ed erano state colate insieme con il Mare. 4Questo poggiava su dodici buoi; tre guardavano verso settentrione, tre verso occidente, tre verso meridione e tre verso oriente. Il Mare poggiava su di essi e tutte le loro parti posteriori erano rivolte verso l'interno. 5Il suo spessore era di un palmo; il suo orlo, fatto come l'orlo di un calice, era a forma di giglio. La sua capacità era di tremila bat. 6Fece poi dieci bacini per la purificazione, ponendone cinque a destra e cinque a sinistra; in essi si lavava quanto veniva usato per l'olocausto. Il Mare serviva alle abluzioni dei sacerdoti. 7Fece dieci candelabri d'oro, secondo la forma prescritta, e li pose nell'aula: cinque a destra e cinque a sinistra. 8Fece dieci mense e le collocò nell'aula, cinque a destra e cinque a sinistra. Fece inoltre dieci vasi d'oro per l'aspersione. 9Fece il cortile dei sacerdoti, il gran cortile e le sue porte, i cui battenti rivestì di bronzo. 10Pose il Mare dal lato destro, a oriente, rivolto verso meridione. 11Curam fece i recipienti, le palette e i vasi per l'aspersione. Terminò di fare il lavoro che aveva eseguito per il re Salomone quanto al tempio di Dio: 12le due colonne, i globi dei capitelli che erano sopra le colonne, i due reticoli per coprire i due globi dei capitelli che erano sopra le colonne, 13le quattrocento melagrane per i due reticoli, due file di melagrane per ciascun reticolo, per coprire i due globi dei capitelli che erano sulle colonne, 14i dieci carrelli e i dieci bacini sui carrelli, 15l'unico Mare e i dodici buoi sotto di esso, 16i recipienti, le palette, i vasi per l'aspersione e tutti quegli utensili che Curam-Abì aveva fatto al re Salomone per il tempio del Signore. Tutto era di bronzo splendente. 17Il re li fece fondere nel circondario del Giordano, in suolo argilloso, fra Succot e Seredà. 18Salomone fece fare tutti quegli utensili in quantità molto grande, tanto che non si poteva calcolare il peso del bronzo. 19Salomone fece tutti gli utensili del tempio di Dio, l'altare d'oro, le mense su cui si ponevano i pani dell'offerta, 20i candelabri e le lampade d'oro purissimo, da accendersi, come era prescritto, di fronte al sacrario, 21i fiori, le lampade, gli smoccolatoi d'oro, di quello più raffinato, 22i coltelli, i vasi per l'aspersione, i mortai e i bracieri d'oro purissimo, e, quanto alle porte del tempio, i battenti interni verso il Santo dei Santi e i battenti del tempio, cioè dell'aula, in oro.

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Approfondimenti

Il brano corre parallelo a 1Re 7,23-26.38-51. Fatta eccezione per i vv. 2a.3a e 6-9, gli altri versetti ripropongono la fonte con varianti minori.

1. L'altare di bronzo è l'altare degli olocausti. Della sua costruzione non si parla in 1Re 7,23, ma è presupposto in 1Re 8,22.64 e 2Re 16,4.

2. «la vasca di metallo» in ebr. è «il mare di metallo», una grande riserva d'acqua lustrale, alla quale era attribuito anche un significato cosmico con risonanze pagane.

6. Per i dieci recipienti, cfr. 1Re 7,27-39, dove si parla anche con ampiezza delle rispettive basi, cfr. v. 14.

7. Cfr. 1Re 7,49. Es 25,31-40 e 37,17-24 precisano la forma del candelabro mosaico, a sette braccia.

8. Già 1Cr 28,16 parla di varie tavole usate per gli oggetti del culto, da non confondere con le tavole d'oro destinate ai pani della proposizione, cfr. 1Re 7,48; 1Cr 28,16.

9. Cfr. 1Re 6,36 (che però distingue solo tra “cortile interno” e “gran cortile”); 7,12; Ez 45,19. Anche qui è riflessa la situazione del secondo tempio, al quale si riferisce la terminologia usata a partire da Ezechiele (42,13).

11-18. Elencano in sommario gli utensili fabbricati da Curam e gli altri lavori da lui eseguiti. Il v. 17 indica la località in cui questi oggetti destinati al tempio vennero fusi, cfr. 1Re 7,40-45.

(cf. VINCENZO GATTI, 2Cronache – in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)


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Costruzione del tempio 1Salomone cominciò a costruire il tempio del Signore a Gerusalemme sul monte Mòria, dove il Signore era apparso a Davide, suo padre, nel luogo preparato da Davide sull'aia di Ornan il Gebuseo. 2Incominciò a costruire nel secondo mese dell'anno quarto del suo regno. 3Queste sono le misure delle fondamenta poste da Salomone per edificare il tempio di Dio: lunghezza, in cubiti dell'antica misura, sessanta cubiti; larghezza venti cubiti. 4Il vestibolo, che era di fronte nel senso della larghezza del tempio, era di venti cubiti; la sua altezza era di centoventi cubiti. Egli ricoprì l'interno d'oro puro. 5Ricoprì con legno di cipresso la sala maggiore e la rivestì d'oro fino; sopra vi scolpì palme e catenelle. 6Rivestì la sala con pietre preziose per ornamento. L'oro era oro di Parvàim. 7Rivestì d'oro la sala, cioè le travi, le soglie, le pareti e le porte; sulle pareti scolpì cherubini. 8Costruì il Santo dei Santi, lungo, nel senso della larghezza del tempio, venti cubiti e largo venti cubiti. Lo rivestì d'oro fino, impiegandone seicento talenti. 9Il peso dei chiodi era di cinquanta sicli d'oro; anche i piani di sopra rivestì d'oro. 10Nel Santo dei Santi eresse due cherubini, lavoro di scultura, e li rivestì d'oro. 11Le ali dei cherubini erano lunghe venti cubiti. Un'ala del primo cherubino, lunga cinque cubiti, toccava la parete della sala; l'altra, lunga cinque cubiti, toccava l'ala del secondo cherubino. 12Un'ala del secondo cherubino, di cinque cubiti, toccava la parete della sala; l'altra, di cinque cubiti, toccava l'ala del primo cherubino. 13Queste ali dei cherubini, spiegate, misuravano venti cubiti; essi erano raffigurati ritti, voltati verso l'interno. 14Fece il velo di stoffa di violetto, di porpora, di crèmisi e di bisso; sopra vi fece ricamare cherubini. 15Di fronte al tempio eresse due colonne, alte trentacinque cubiti; il capitello sulla cima di ciascuna era di cinque cubiti. 16Fece delle catenelle come nel sacrario e le pose sulla cima delle colonne. Fece anche cento melagrane e le collocò in forma di catenelle. 17Eresse le colonne di fronte all'aula, una a destra e una a sinistra; quella a destra la chiamò Iachin e quella a sinistra Boaz.

__________________________ Note

3,1 Il monte Mòria rimanda a Gen 22,2. Soltanto qui il monte del tempio viene chiamato con questo nome.

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Approfondimenti

I due capitoli 3,1-4,22 sono dedicati all'edificazione del tempio (c. 3) e all'approntamento del suo mobilio (c. 4). Dopo aver ricordato l'inizio della costruzione (3,1-2), il Cronista riporta le dimensioni del santuario (v. 3) e quindi si dilunga sulle sue varie parti: il vestibolo (v. 4), il Santo (vv. 5-7), la sacra cella (vv. 8-14), le due colonne nell'atrio del tempio (vv. 15-17). Il c. 4 prosegue descrivendo l'altare (v. 1), il mare di bronzo (vv. 2-5), i vari utensili (bacini, v. 6; candelabri, v. 7; tavole, v. 8; altri oggetti, vv. 9-11). Dopo aver riassunto l'elenco delle suppellettili (vv. 12-18), il Cronista si premura di specificare quali erano gli oggetti in oro puro (vv. 19-22). La fonte del Cronista è 1Re 6-7, ma esposta in modo più ordinato e con omissioni rilevanti (ad esempio, la descrizione degli annessi del tempio e della reggia, cfr. 1 Re 7, 1-12). Il nostro autore invece insiste più della fonte sugli oggetti d'oro, aumentandone la quantità. Non c'è dubbio che alcuni ritocchi apportati alla fonte siano dettati dalla necessità di armonizzare i dati relativi al tempio di Salomone con quelli riguardanti il santuario del postesilio.

1-2. Cfr. 1Re 6,1. La menzione del monte Moria, cfr. 1Cr 21,22-22,6, è esclusiva del Cronista. In Gn 22,2-14 il Moria è il monte dove Abramo avrebbe dovuto immolare Isacco. Il nome col quale Abramo chiama il monte, «JHWH sarà visto» (Gn 22,14b), può essere considerato un chiaro indizio dell'identificazione del Moria con il monte del tempio, identificazione che doveva essere corrente al tempo del Cronista. L'omissione dei 480 anni, di 1Re 6,1, conferma la tendenza del nostro autore a tralasciare tutto ciò che si riferisce a Mosè e all'esodo, che per lui costituiscono una fase salvifica meno centrale dell'alleanza con Abramo e con Davide.

3-17. La descrizione che segue non è certo opera di un architetto o di un geometra. Mancano dati che sarebbero indispensabili per ricostruire la pianta dell'edificio, i termini tecnici sono frequenti ma non omogenei e talune volte sono stati trascritti in modo errato. Aggiunte e glosse, introdotte per sottolineare lo splendore della costruzione, complicano ulteriormente la lettura del brano.

3. Le «misure... poste da Salomone» sono espresse in cubiti antichi, superiori di qualche centimetro a quelli in uso al tempo del Cronista, cfr. Ez 40,5; 43,13. Non sappiamo però se presso gli Ebrei fosse in uso il cubito egizio (antico, cm 45,8; moderno, cm 52,5), o quello babilonese (rispettivamente cm 49,5 e 55,5).

4. La cifra dell'altezza del vestibolo, «centoventi cubiti», è variamente interpretata. Manca nella fonte e si pensa debba essere ridotta a «venti».

5-7. Il «vano maggiore» è il «Santo», la seconda parte del tempio detta anche «aula» o «navata». Parvaim (v. 6) è località sconosciuta. Alcuni pensano che il termine sia una traslitterazione di Ofir.

9. I «piani di sopra» sono verosimilmente quelli ricordati in 1Re 6,5s.

14. La «cortina» richiama la tenda dell'esodo (Es 26,31; cfr. Mt 27,51 e Lc 23,45). Era una tenda riccamente lavorata che separava la cella del «Santo dei santi» dal vano maggiore.

15-17. Descrizione delle due celebri colonne erette dinanzi al vestibolo del tempio di Salomone, eliminate poi nel secondo tempio e in quello di Erode. Le due colonne si ergevano ai lati dell'ingresso. La descrizione è particolarmente ridotta rispetto a 1Re 7,15-22 e non è molto chiara. La presentazione del tempio non s'ispira al punto di vista architettonico, né a quello storico-archeologico. L'ottica è religiosa; lo spazio sacro è visto come area ben definita e isolata dalle zone profane che la circondano, un centro permanente di sacralità, vitale per Israele perché garantisce la comunione con Dio.

(cf. VINCENZO GATTI, 2Cronache – in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)


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1Salomone ingaggiò settantamila uomini addetti a portare pesi, ottantamila scalpellini per lavorare sulle montagne e tremilaseicento sorveglianti. 2Salomone mandò a dire a Curam, re di Tiro: “Come hai fatto con mio padre Davide, al quale avevi spedito legno di cedro per la costruzione della sua dimora, fa' anche con me. 3Ecco, ho deciso di costruire un tempio al nome del Signore, mio Dio, per consacrarlo a lui, così che io possa bruciare incenso aromatico davanti a lui, esporre sempre i pani dell'offerta e presentare olocausti mattina e sera, nei sabati, nei noviluni e nelle feste del Signore, nostro Dio. Per Israele questo è un obbligo perenne. 4Il tempio che io intendo costruire deve essere grande, perché il nostro Dio è più grande di tutti gli dèi. 5Ma chi avrà la capacità di costruirgli un tempio, quando i cieli e i cieli dei cieli non bastano per contenerlo? E chi sono io perché gli costruisca un tempio, anche solo per bruciare incenso alla sua presenza? 6Ora mandami un uomo esperto nel lavorare l'oro, l'argento, il bronzo, il ferro, filati di porpora, di crèmisi e di violetto, e che sappia eseguire intagli di ogni genere; egli lavorerà con gli altri artigiani che io ho in Giuda e a Gerusalemme, preparàti da mio padre Davide. 7Mandami legno di cedro, di cipresso e di sandalo dal Libano. Io so, infatti, che i tuoi uomini sono abili nel tagliare gli alberi del Libano. Ora i miei uomini si uniranno ai tuoi 8per prepararmi legno in grande quantità, perché il tempio che intendo costruire deve essere grande e stupendo. 9Ecco, a quanti abbatteranno e taglieranno gli alberi io darò grano per vettovagliamento; ai tuoi uomini darò ventimila kor di grano, ventimila kor d'orzo, ventimila bat di vino e ventimila bat d'olio”. 10Curam, re di Tiro, mandò per iscritto a Salomone questo messaggio: “Per l'amore che il Signore porta al suo popolo, ti ha costituito re su di esso”. 11Quindi Curam diceva: “Sia benedetto il Signore, Dio d'Israele, che ha fatto il cielo e la terra, che ha concesso al re Davide un figlio saggio, pieno di senno e d'intelligenza, il quale costruirà un tempio al Signore e una reggia per sé. 12Ora ti mando un uomo esperto, pieno di saggezza, Curam-Abì, 13figlio di una donna della tribù di Dan e di un padre di Tiro. Egli sa lavorare l'oro, l'argento, il bronzo, il ferro, le pietre, il legno, i filati di porpora, di violetto, di bisso e di crèmisi; sa eseguire ogni intaglio ed eseguire ogni opera d'arte che gli venga sottoposta. Egli lavorerà con i tuoi artigiani e con gli artigiani del mio signore Davide, tuo padre. 14Ora il mio signore mandi ai suoi uomini il grano, l'orzo, l'olio e il vino promessi. 15Noi taglieremo nel Libano il legname, quanto te ne occorrerà, e te lo porteremo per mare a mo' di zattere fino a Giaffa, e tu lo farai salire a Gerusalemme”. 16Salomone censì tutti i forestieri che erano nella terra d'Israele: un nuovo censimento dopo quello effettuato da suo padre Davide. Ne furono trovati centocinquantatremilaseicento. 17Ne prese settantamila come addetti a portare pesi, ottantamila come scalpellini per lavorare sulle montagne e tremilaseicento come sorveglianti per far lavorare quella gente.

__________________________ Note

2,9 misura di capacità per i liquidi, corrispondente a 450 litri; il bat era un decimo del kor. Vedi nota a Es 30,24.

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Approfondimenti

2,1. I dati si ritrovano in forma completa al v. 17.

2-17. Il capitolo narra gli ultimi preparativi effettuati per la costruzione del tempio. Salomone chiede al re di Tiro operai e materiale prezioso (vv. 2-9). Chiram risponde positivamente (vv. 10-15). Si indicano quindi le cifre degli operai ingaggiati da Salomone in Palestina (vv. 16-17). La descrizione riprende 1Re 5,15-22.27s.32, con la tendenza a mettere in speciale risalto le iniziative di Salomone e a sminuire il ruolo ricoperto dal re di Tiro.

2b-9. L'ambasciata di Salomone al re di Tiro è riferita dal Cronista con una libertà insolita nei confronti della fonte. È difficile dire fino a che punto il nostro autore, parlando degli artigiani, proietti indietro all'epoca di Salomone le corporazioni del suo tempo.

10-15. La risposta del re di Tiro corre parallela alla domanda di Salomone. Chiram parla del Dio d'Israele usando la terminologia caratteristica degli Ebrei. Tanto le generalità dell'artista quanto quelle di sua madre non concordano con i dati di 1Re 7,13s. Giaffa è l'unico porto di rilievo lungo la costa mediterranea palestinese. Dista da Gerusalemme circa 55 chilometri. Scene di trasporti di legname via mare sono riportate non di rado anche sui rilievi assiri.

16-17. Cfr. 1Cr 22,2. Il v. 17 è un doppione del v. 1. Probabilmente si tratta di una glossa. Gli «stranieri» del v. 16 sono i non Israeliti residenti nel paese, ossia le popolazioni cananee sopravvissute allo sterminio da parte degli Ebrei.

(cf. VINCENZO GATTI, 2Cronache – in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)


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REGNO DI SALOMONE (1,1-9,31)

Inaugurazione del regno a Gàbaon 1Salomone, figlio di Davide, si affermò nel regno. Il Signore, suo Dio, era con lui e lo rese molto grande. 2Salomone mandò ordini a tutto Israele, ai comandanti di migliaia e di centinaia, ai magistrati, a tutti i prìncipi di tutto Israele e ai capi di casato. 3Poi Salomone e tutta l'assemblea con lui si recarono all'altura di Gàbaon, perché là si trovava la tenda del convegno di Dio, eretta da Mosè, servo del Signore, nel deserto. 4Ma Davide aveva fatto salire l'arca di Dio da Kiriat-Iearìm nel luogo che aveva preparato per essa, perché egli aveva innalzato per essa una tenda a Gerusalemme. 5L'altare di bronzo, opera di Besalèl, figlio di Urì, figlio di Cur, era là, davanti alla Dimora del Signore. Salomone e l'assemblea vi andarono per consultare il Signore. 6Ivi Salomone salì all'altare di bronzo davanti al Signore, presso la tenda del convegno e vi offrì sopra mille olocausti. 7In quella notte Dio apparve a Salomone e gli disse: “Chiedimi ciò che vuoi che io ti conceda”. 8Salomone disse a Dio: “Tu hai trattato Davide, mio padre, con grande amore e mi hai fatto regnare al suo posto. 9Ora, Signore Dio, si avveri la tua promessa fatta a Davide, mio padre, perché mi hai costituito re su un popolo numeroso come la polvere della terra. 10Ora concedimi saggezza e scienza, perché io possa guidare questo popolo; perché chi governerebbe mai questo tuo grande popolo?“. 11Dio disse a Salomone: “Poiché questo ti sta a cuore e poiché non hai domandato né ricchezza né beni né gloria né la vita dei tuoi avversari e neppure una lunga vita, ma hai domandato per te saggezza e scienza per governare il mio popolo, su cui ti ho costituito re, 12saggezza e scienza ti saranno concesse. Inoltre io ti darò ricchezza, beni e gloria, quali non ebbero mai i re prima di te e non avranno mai quelli dopo di te”. 13Salomone poi dall'altura che si trovava a Gàbaon tornò a Gerusalemme, lontano dalla tenda del convegno, e regnò su Israele.

Ricchezze del re 14Salomone radunò carri e cavalli; aveva millequattrocento carri e dodicimila cavalli da sella, distribuiti nelle città per i carri e presso il re a Gerusalemme. 15Il re fece sì che a Gerusalemme l'argento e l'oro abbondassero come le pietre, e rese il legname di cedro tanto comune quanto i sicomòri che crescono nella Sefela. 16I cavalli di Salomone provenivano da Musri e da Kue; i mercanti del re li compravano in Kue. 17Essi facevano venire e importavano da Musri un carro per seicento sicli d'argento, un cavallo per centocinquanta. In tal modo ne importavano per fornirli a tutti i re degli Ittiti e ai re di Aram.

Preparativi per la costruzione del tempio 18Salomone decise di costruire una casa al nome del Signore e una reggia per sé.

__________________________ Note

1,1 La sezione dedicata al figlio di Davide è simmetrica alla precedente, dedicata al padre. Rispetto al testo parallelo di 1Re 1-11, qui non si trovano aspetti superflui o negativi, nel profilo di un re ideale; tutto l’accento è posto sull’opera religiosa di Salomone.

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Approfondimenti

1,1-9,31. Alla figura di Salomone il Cronista dedica un quarto del secondo libro delle Cronache (cc. 1-9). Dopo aver menzionato l'inaugurazione del regno a Gabaon (c. 1), l'agiografo si dilunga a descrivere la costruzione del tempio (cc. 2-7), iniziando dai preparativi (c. 2), per proseguire con la presentazione della edificazione stessa del santuario, per giunta già fornito di tutto l'occorrente per il culto (cc. 3-4). Anche la dedicazione del tempio è raccontata con abbondanza di particolari (c. 5-7). Infine, il Cronista traccia un quadro complessivo del governo di Salomone, descrivendo le iniziative commerciali ed edilizie del re (c. 8) e quindi esaltandone la sapienza e la ricchezza (c. 9). La fonte utilizzata in questi capitoli è costituita esclusivamente da 1 Re 1-11, che il Cronista segue da vici-no, introducendo però variazioni notevoli. Come per Davide, anche nel caso di Salomone omette gli aspetti disdicevoli e negativi del personaggio: gli intrighi che hanno preceduto l'accessione al trono (1Re 1-2), le sregolatezze della sua condotta (1Re 11,1-13), gli errori e i fallimenti in politica interna ed estera (1Re 11,14-40) e quanto gli appare non utile a delineare un profilo del monarca che risponda ai suoi canoni (ad esempio: il giudizio di Salomone sul bambino, 1Re 3,16-27). Non mancano nemmeno le aggiunte, anche in questo caso tipiche del Cronista, che sottolinea l'attività cultuale di Salomone (cfr. 1,2-6; 6,40-42; 7,1-3). Il quadro che ne risulta è fortemente idealizzato, con l'accento posto marcatamente sull'iniziativa in campo religioso e liturgico e segnatamente sulla costruzione del tempio, nella quale il giovane Salomone profonde tutta la sua enorme sapienza e ricchezza.

1,1-2,1. Capitolo introduttivo all'attività di Salomone, che il Cronista riprende da 1Re 3,4-15 e 1Re 10,26-29. Salomone offre sacrifici a JHWH in Gabaon (vv. 1-6) e quindi è favorito da una visione divina (vv. 7-13). Dopo la descrizione della proverbiale ricchezza del re (vv. 14-17), il Cronista sottolinea quello che gli preme maggiormente, ossia il proposito di Salomone di edificare il tempio (2, 1), introducendo così l'argomento dei capitoli successivi.

1. A consolidare il trono non è stata certo la forza e abilità politica del giovane sovrano (cfr. 1Re 1,11-27.41-53; 2,13-35.28-35.36-46), ma la volontà di Dio che «era con lui», cfr. 1 Cr 29, 25.

2-6. Il tempio non esiste ancora, ma la cerimonia inaugurale del regno di Salomone deve aver luogo in un centro religioso di rilevanza nazionale. A Gabaon Salomone si recava regolarmente, cfr. 1Re 3,3-4; il Cronista trasforma l'episodio in una occasione unica e solenne, assegnandogli un carattere pubblico e ufficiale e fornendo anche una spiegazione degli olocausti offerti da Salomone: a Gabaon c'erano la tenda del convegno e l'altare di bronzo fatti costruire da Mosè dietro istruzione di JHWH. Con la costruzione del tempio in Gerusalemme, il luogo di culto sul colle di Gabaon sarebbe sparito. Al Cronista preme anche ricollegare il culto del tempio con le istituzioni mosaiche.

7-12. La visione è narrata più ampiamente in 1Re 3,5-15. Il Cronista elimina il sogno ricordato in 1Re 3,5-15, e nella preghiera di Salomone omette, tra le altre cose, la menzione della giovinezza e inesperienza del sovrano (1Re 3,7ss.).

14-17. Sulla ricchezza di Salomone. Il brano coincide alla lettera con la fonte, dove però i versetti si leggono alla fine della vita del re, 1Re 10,26-29. Verosimilmente, il Cronista coglie un nesso tra la visione divina appena riferita e la ricchezza di Salomone.

18. Il Cronista non parlerà esplicitamente della costruzione dei palazzi reali di Salomone (cfr. 1Re 7,1-12), pur presupponendone l'esistenza (cfr. 2,11; 7,11; 9,11). La sua attenzione è rivolta esclusivamente al tempio.

(cf. VINCENZO GATTI, 2Cronache – in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)


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