📖Un capitolo al giorno📚

DIARIO DI LETTURA DAL 25 DICEMBRE 2022

Invito alla celebrazione della Pasqua 1Ezechia mandò messaggeri per tutto Israele e Giuda e scrisse anche lettere a Èfraim e a Manasse per convocare tutti nel tempio del Signore a Gerusalemme, a celebrare la Pasqua per il Signore, Dio d'Israele. 2Il re, i capi e tutta l'assemblea di Gerusalemme decisero di celebrare la Pasqua nel secondo mese. 3Infatti non avevano potuto celebrarla nel tempo fissato, perché i sacerdoti non si erano santificati in numero sufficiente e il popolo non si era radunato a Gerusalemme. 4La proposta piacque al re e a tutta l'assemblea. 5Stabilirono di proclamare con bando in tutto Israele, da Bersabea a Dan, che tutti venissero a celebrare a Gerusalemme la Pasqua per il Signore, Dio d'Israele, perché molti non avevano osservato le norme prescritte. 6Partirono i corrieri, con lettere da parte del re e dei capi, per recarsi in tutto Israele e Giuda. Secondo l'ordine del re dicevano: “Israeliti, fate ritorno al Signore, Dio di Abramo, di Isacco e di Israele, ed egli ritornerà a quanti fra voi sono scampati dalla mano dei re d'Assiria. 7Non siate come i vostri padri e i vostri fratelli, infedeli al Signore, Dio dei loro padri, che perciò li ha abbandonati alla desolazione, come vedete. 8Ora non siate di dura cervice come i vostri padri, date la mano al Signore, venite nel santuario che egli ha consacrato per sempre. Servite il Signore, vostro Dio, e si allontanerà da voi l'ardore della sua ira. 9Difatti, se fate ritorno al Signore, i vostri fratelli e i vostri figli troveranno compassione presso coloro che li hanno deportati; ritorneranno in questa terra, poiché il Signore, vostro Dio, è misericordioso e pietoso e non distoglierà lo sguardo da voi, se voi farete ritorno a lui”. 10I corrieri passarono di città in città nel territorio di Èfraim e di Manasse fino a Zàbulon, ma la gente li derideva e si faceva beffe di loro. 11Solo alcuni di Aser, di Manasse e di Zàbulon si umiliarono e vennero a Gerusalemme. 12In Giuda invece si manifestò la mano di Dio e generò negli uomini un cuore concorde per eseguire il comando del re e dei capi, secondo la parola del Signore. 13Si riunì a Gerusalemme una grande folla per celebrare la festa degli Azzimi nel secondo mese; fu un'assemblea molto numerosa. 14Cominciarono a eliminare gli altari che si trovavano a Gerusalemme; eliminarono anche tutti gli altari dei profumi e li gettarono nel torrente Cedron.

Celebrazione della Pasqua 15Essi immolarono la Pasqua il quattordici del secondo mese; i sacerdoti e i leviti, pieni di vergogna, si santificarono e quindi portarono gli olocausti nel tempio del Signore. 16Occuparono il proprio posto, secondo le regole fissate per loro nella legge di Mosè, uomo di Dio. I sacerdoti facevano aspersioni con il sangue che ricevevano dalle mani dei leviti, 17perché molti dell'assemblea non si erano santificati. I leviti si occupavano dell'uccisione degli agnelli pasquali per quanti non erano puri, per consacrarli al Signore. 18In realtà la maggioranza della gente, fra cui molti provenienti da Èfraim, da Manasse, da Ìssacar e da Zàbulon, non si era purificata; mangiarono la Pasqua senza fare quanto è prescritto. Ezechia pregò per loro: “Il Signore che è buono liberi dalla colpa 19chiunque abbia il cuore disposto a cercare Dio, ossia il Signore Dio dei suoi padri, anche senza la purificazione necessaria per il santuario”. 20Il Signore esaudì Ezechia e risparmiò il popolo. 21Gli Israeliti che si trovavano a Gerusalemme celebrarono la festa degli Azzimi per sette giorni con grande gioia, mentre i sacerdoti e i leviti lodavano ogni giorno il Signore, suonando con tutte le forze per il Signore. 22Ezechia parlò al cuore di tutti i leviti, che avevano dimostrato grande avvedutezza nei riguardi del Signore; per sette giorni parteciparono al banchetto solenne, offrirono sacrifici di comunione e lodarono il Signore, Dio dei loro padri. 23Tutta l'assemblea decise di festeggiare altri sette giorni; così passarono ancora sette giorni di gioia. 24Difatti Ezechia, re di Giuda, aveva donato all'assemblea mille giovenchi e settemila pecore; anche i capi avevano donato all'assemblea mille giovenchi e diecimila pecore. I sacerdoti si santificarono in gran numero. 25Tutta l'assemblea di Giuda, i sacerdoti e i leviti, tutta l'assemblea venuta da Israele, i forestieri venuti dal territorio d'Israele e gli abitanti di Giuda furono pieni di gioia. 26Ci fu una gioia straordinaria a Gerusalemme, perché dal tempo di Salomone, figlio di Davide, re d'Israele, non c'era mai stata una cosa simile a Gerusalemme. 27I sacerdoti e i leviti si levarono a benedire il popolo; la loro voce fu ascoltata e la loro preghiera raggiunse la sua santa dimora nel cielo.

__________________________ Note

30,6 re d’Assiria: sono Tiglat-Pilèser III (745-727), Salmanàssar V (726-722) e Sargon II (721-705).

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Approfondimenti

Scatta la seconda fase della riforma religiosa di Ezechia, caratterizzata dalla presenza quasi ecumenica di «tutto Israele e Giuda» (v. 1), «una grande folla», «un'assemblea molto numerosa « (v. 13), in cui spiccano ovviamente «i leviti» (vv. 16.17 e soprattutto v. 22): dopo grandi preparativi (vv. 1-12) Ezechia celebra con ogni solennità la Pasqua (vv. 13-22) che dura due settimane (vv. 23-27) e si svolge in tutto e per tutto secondo le prescrizioni rituali. L'entusiasmo liturgico e levitico dell'autore trova qui i suoi accenti più ispirati.

1-12. I preparativi per la Pasqua assumono proporzioni ecumeniche e coinvolgono persino il regno del Nord (vv. 1.10), anche se al Nord pochi accolgono l'invito del re che è, nel nostro contesto, un invito implicito che il Cronista intende rivolgere ai Samaritani del suo tempo, come si desume chiaramente dalle espressioni poste sulla bocca di Ezechia nel suo discorso (vv. 6-9).

13-22. Al tempo di Ezechia la festa degli Azzimi era già unita a quella della Pasqua, come risulta da Dt 16,1-8, uno dei numerosi passi che codificano la centralizzazione del culto attorno al tempio di Gerusalemme.

18-19. Sono di grande importanza per correggere l'impressione legalistica che potremmo avere avuto sinora dell'autore: qui i valori umani ed ecumenici prevalgono sulla norma, l'atteggiamento interiore ha la meglio sulle esigenze del rito, Dio «che è buono» garantisce la priorità assoluta del «cuore disposto a cercarlo» nei confronti di ogni esigenza, per quanto giustificata, della norma.

22-27. Con fervore e compiacenza il Cronista dà gli ultimi tocchi al quadro di questa celebrazione, che alla fine (v. 27) vede ancora in primo piano i leviti, questa volta anche nell'atto di benedire il popolo, una funzione da sempre riservata ai soli sacerdoti. A meno che non si traduca, invece di «sacerdoti e leviti», «sacerdoti-leviti», un'espressione che nella letteratura deuteronomistica indica un tipo particolare di sacerdoti.

(cf. VINCENZO GATTI, 2Cronache – in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)


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Ezechia re purifica il tempio 1Ezechia divenne re a venticinque anni; regnò ventinove anni a Gerusalemme. Sua madre si chiamava Abia, figlia di Zaccaria. 2Fece ciò che è retto agli occhi del Signore, come aveva fatto Davide, suo padre. 3Nel primo anno del suo regno, nel primo mese, aprì le porte del tempio e le restaurò. 4Fece venire i sacerdoti e i leviti e, dopo averli radunati nella piazza d'oriente, 5disse loro: “Ascoltatemi, leviti! Ora santificatevi e poi santificate il tempio del Signore, Dio dei vostri padri, e portate fuori l'impurità dal santuario. 6I nostri padri sono stati infedeli e hanno commesso ciò che è male agli occhi del Signore, nostro Dio, che essi avevano abbandonato, distogliendo lo sguardo dalla dimora del Signore e voltandole le spalle. 7Hanno chiuso perfino le porte del vestibolo, spento le lampade, non hanno offerto più incenso né olocausti nel santuario al Dio d'Israele. 8Perciò l'ira del Signore si è riversata su Giuda e su Gerusalemme ed egli ha reso gli abitanti oggetto di terrore, di stupore e di scherno, come potete vedere con i vostri occhi. 9Ora ecco, i nostri padri sono caduti di spada; i nostri figli, le nostre figlie e le nostre mogli sono andati per questo in prigionia. 10Ora io ho deciso di concludere un'alleanza con il Signore, Dio d'Israele, perché si allontani da noi l'ardore della sua ira. 11Figli miei, non siate negligenti, perché il Signore ha scelto voi per stare alla sua presenza, per servirlo, per essere suoi ministri e per offrirgli incenso”. 12Si alzarono allora i seguenti leviti: Macat, figlio di Amasài, Gioele, figlio di Azaria, dei Keatiti; dei figli di Merarì: Kis, figlio di Abdì, e Azaria, figlio di Ieallelèl; dei Ghersoniti: Iòach, figlio di Zimmà, ed Eden, figlio di Iòach; 13dei figli di Elisafàn: Simrì e Ieièl; dei figli di Asaf: Zaccaria e Mattania; 14dei figli di Eman: Iechièl e Simei; dei figli di Iedutùn: Semaià e Uzzièl. 15Essi riunirono i fratelli e si santificarono; quindi entrarono, secondo il comando del re e le prescrizioni del Signore, per purificare il tempio del Signore. 16I sacerdoti entrarono nell'interno del tempio del Signore per purificarlo; portarono fuori, nel cortile del tempio del Signore, ogni impurità trovata nell'aula del Signore. I leviti l'ammucchiarono per portarla fuori nel torrente Cedron. 17Il primo giorno del primo mese cominciarono la purificazione; nel giorno ottavo del mese entrarono nel vestibolo del Signore e purificarono il tempio del Signore in otto giorni. Finirono il sedici del primo mese. 18Quindi entrarono negli appartamenti reali di Ezechia e gli dissero: “Abbiamo purificato tutto il tempio del Signore, l'altare degli olocausti con tutti gli utensili e la tavola dei pani dell'offerta con tutti gli utensili. 19Abbiamo rinnovato e consacrato tutti gli utensili che il re Acaz con empietà aveva messo da parte durante il suo regno. Ecco, stanno davanti all'altare del Signore”. 20Allora il re Ezechia, alzatosi, riunì i capi della città e salì al tempio del Signore. 21Portarono sette giovenchi, sette arieti, sette agnelli e sette capri per offrirli per la casa reale, per il santuario e per Giuda, in sacrificio per il peccato. Il re ordinò ai sacerdoti, figli di Aronne, di offrirli in olocausto sull'altare del Signore. 22Sgozzarono i giovenchi, quindi i sacerdoti ne raccolsero il sangue e lo sparsero sull'altare. Sgozzarono gli arieti e ne sparsero il sangue sull'altare. Sgozzarono gli agnelli e ne sparsero il sangue sull'altare. 23Quindi fecero avvicinare i capri per il sacrificio per il peccato, davanti al re e all'assemblea, che imposero loro le mani. 24I sacerdoti li sgozzarono e ne sparsero il sangue sull'altare, quale sacrificio per il peccato, in espiazione per tutto Israele, perché il re aveva ordinato l'olocausto e il sacrificio per il peccato per tutto Israele. 25Egli inoltre assegnò il loro posto ai leviti nel tempio del Signore, con cimbali, arpe e cetre, secondo le disposizioni di Davide, di Gad, veggente del re, e del profeta Natan, poiché si trattava di un comando del Signore, comunicato per mezzo dei suoi profeti. 26Quando i leviti ebbero preso posto con gli strumenti musicali di Davide e i sacerdoti con le loro trombe, 27Ezechia ordinò di offrire gli olocausti sull'altare. Quando iniziò l'olocausto, cominciarono anche i canti del Signore al suono delle trombe e con l'accompagnamento degli strumenti di Davide, re d'Israele. 28Tutta l'assemblea si prostrò, mentre si cantavano inni e si suonavano le trombe; tutto questo durò fino alla fine dell'olocausto. 29Terminato l'olocausto, il re e tutti i presenti si inginocchiarono e si prostrarono. 30Il re Ezechia e i suoi capi ordinarono ai leviti di lodare il Signore con le parole di Davide e del veggente Asaf; lo lodarono con entusiasmo, poi si inchinarono e si prostrarono. 31Allora Ezechia, presa la parola, disse: “Ora siete incaricati ufficialmente del servizio del Signore. Avvicinatevi e portate qui le vittime e i sacrifici di lode nel tempio del Signore”. L'assemblea portò le vittime e i sacrifici di lode, mentre quelli dal cuore generoso offrirono olocausti. 32Il numero degli olocausti offerti dall'assemblea fu di settanta giovenchi, cento arieti, duecento agnelli, tutti per l'olocausto in onore del Signore. 33Le offerte sacre furono di seicento giovenchi e tremila pecore. 34I sacerdoti erano troppo pochi e non bastavano a scorticare tutti gli olocausti, perciò i loro fratelli, i leviti, li aiutarono finché non terminò il lavoro e finché i sacerdoti non si furono santificati, poiché i leviti erano stati più zelanti dei sacerdoti nel santificarsi. 35Ci fu anche un abbondante olocausto del grasso dei sacrifici di comunione e delle libagioni connesse con l'olocausto. Così fu ristabilito il culto nel tempio del Signore. 36Ezechia con tutto il popolo gioì perché Dio aveva ben disposto il popolo; ogni cosa infatti era stata compiuta rapidamente.

__________________________ Note

29,24 per tutto Israele: durante il regno di Ezechia nel 722 (o 721) gli Assiri conquistarono Samaria e deportarono la popolazione, segnando così la fine del regno del nord. Per questo il vero Israele equivale ormai al regno di Giuda.

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Approfondimenti

29,1-32,33. A Ezechia (716-686), uno dei suoi grandi eroi positivi, il Cronista dedica quattro ampi capitoli, che solo in parte deve alla fonte canonica di 2Re 18-20. Peraltro, se per il libro dei Re gli avvenimenti di rilievo sono di carattere militare e politico, il Cronista esalta invece soprattutto l'attività cultuale di Ezechia, proponendo in successione: la purificazione del tempio e la riforma religiosa, c. 29; la celebrazione della Pasqua, c. 30; il riordinamento del culto, c. 31. Il c. 32 invece sarà dedicato all'invasione assira e alla malattia e morte del re.

29,1-36. La riforma religiosa intrapresa da Ezechia è vista dal Cronista in due iniziative: la purificazione del tempio (vv. 3-17) e il ripristino del culto (vv. 18-36). Se si eccettuano i primi due versetti del capitolo, che riprendono in sintesi 2Re 18,1-3, il resto va attribuito alla mano del Cronista. L'iniziativa di riforma di Ezechia e la sua promozione del movimento di restaurazione dell'ortodossia jahvistica sono viste dal Cronista, a posteriori, come una anticipazione della riforma giosiana, anch'essa avviata con la purificazione del tempio e la celebrazione della Pasqua.

1-2. Il giudizio complessivo su Ezechia corrisponde a quello di 2Re 18,2-3. Il Cronista omette anche questa volta la menzione del re d'Israele contemporaneo.

3. Siamo con ogni probabilità nel mese di Nisan dell'anno 715.

5-11. Nel discorso che il Cronista pone sulla bocca di Ezechia sono ripresi i temi classici della predicazione profetica: infedeltà, ira di JHWH, punizione, invito alla conversione.

12-17. Per la purificazione del tempio il re s'affida allo zelo dei sacerdoti e dei leviti.

18-36. Alla radicale purificazione del santuario può seguire ora la sua ridedicazione, accompagnata dai sacrifici (vv. 21-24). Essi sono presentati e offerti alla presenza di «tutto Israele» (due volte al v. 24), secondo i tipi e le modalità previste da Lv 4,4.15.29.33 e con l'accompagnamento musicale dei leviti, che l'autore non manca di menzionare con la solita compiacenza (vv. 25.34).

(cf. VINCENZO GATTI, 2Cronache – in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)


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Acaz re 1Quando Acaz divenne re, aveva vent'anni; regnò sedici anni a Gerusalemme. Non fece ciò che è retto agli occhi del Signore, come Davide, suo padre. 2Seguì le vie dei re d'Israele; fece perfino fondere statue per i Baal. 3Egli bruciò incenso nella valle di Ben-Innòm; fece passare i suoi figli per il fuoco, secondo gli abomini delle nazioni che il Signore aveva scacciato davanti agli Israeliti. 4Sacrificava e bruciava incenso sulle alture, sui colli e sotto ogni albero verde.

Sconfitte del re Acaz 5Ma il Signore, suo Dio, lo consegnò nelle mani del re degli Aramei, i quali lo vinsero e gli catturarono un gran numero di prigionieri, che condussero in Damasco. Fu consegnato anche nelle mani del re d'Israele, che gli inflisse una grande sconfitta. 6Pekach, figlio di Romelia, in un giorno uccise centoventimila uomini in Giuda, tutti uomini di valore, perché avevano abbandonato il Signore, Dio dei loro padri. 7Zicrì, un eroe di Èfraim, uccise Maasia, figlio del re, e Azrikàm, prefetto del palazzo, ed Elkanà, il secondo dopo il re. 8Gli Israeliti condussero in prigionia, tra i propri fratelli, duecentomila persone fra donne, figli e figlie; essi raccolsero anche una preda abbondante che portarono a Samaria. 9C'era là un profeta del Signore, di nome Oded. Costui uscì incontro all'esercito che giungeva a Samaria e disse: “Ecco, a causa dello sdegno contro Giuda, il Signore, Dio dei vostri padri, li ha consegnati nelle vostre mani; ma voi li avete massacrati con un furore tale che è giunto fino al cielo. 10Ora voi dite di soggiogare, come vostri schiavi e schiave, i figli di Giuda e di Gerusalemme. Ma non siete proprio voi colpevoli nei confronti del Signore, vostro Dio? 11Ora ascoltatemi e rimandate i prigionieri che avete catturato in mezzo ai vostri fratelli, perché l'ardore dell'ira del Signore è su di voi”. 12Alcuni capi tra gli Efraimiti, cioè Azaria, figlio di Giovanni, Berechia, figlio di Mesillemòt, Ezechia, figlio di Sallum, e Amasà, figlio di Cadlài, insorsero contro quanti tornavano dalla guerra, 13dicendo loro: “Non portate qui i prigionieri, perché su di noi pesa già una colpa nei confronti del Signore. Voi intendete aumentare i nostri peccati e le nostre colpe, mentre la nostra colpa è già grande e su Israele incombe un'ira ardente”. 14I soldati allora rilasciarono i prigionieri e la preda davanti ai capi e a tutta l'assemblea. 15Alcuni uomini, designati per nome, si presero cura dei prigionieri. Quanti erano nudi li rivestirono e li calzarono con capi di vestiario presi dal bottino, diedero loro da mangiare e da bere, li medicarono con unzioni; quindi, trasportando su asini gli inabili a marciare, li condussero a Gerico, città delle palme, presso i loro fratelli. Poi tornarono a Samaria. 16In quel tempo il re Acaz mandò a chiedere aiuto al re d'Assiria. 17Gli Edomiti erano venuti ancora una volta e avevano sconfitto Giuda e fatto prigionieri. 18Anche i Filistei si erano sparsi per le città della Sefela e del Negheb di Giuda, occupando Bet-Semes, Àialon, Ghederòt, Soco con le dipendenze, Timna con le dipendenze e Ghimzo con le dipendenze, e vi si erano insediati. 19Questo accadde perché il Signore aveva umiliato Giuda a causa di Acaz, re d'Israele, che aveva permesso ogni licenza in Giuda ed era stato infedele al Signore. 20Tiglat-Pilèser, re d'Assiria, venne contro di lui e lo oppresse anziché sostenerlo. 21Acaz spogliò il tempio del Signore, il palazzo del re e dei prìncipi e consegnò tutto all'Assiria, ma non ne ricevette alcun aiuto. 22Anche quando si trovava alle strette, continuava a essere infedele al Signore: così era il re Acaz. 23Sacrificò agli dèi di Damasco, che lo avevano sconfitto, dicendo: “Poiché gli dèi dei re di Aram portano a loro aiuto, io sacrificherò a essi e mi aiuteranno”. In realtà, essi provocarono la sua caduta e quella di tutto Israele. 24Acaz radunò gli arredi del tempio di Dio e li fece a pezzi; chiuse le porte del tempio di Dio, mentre eresse altari in tutti i crocicchi di Gerusalemme. 25In tutte le città di Giuda eresse alture per bruciare incenso ad altri dèi, provocando così lo sdegno del Signore, Dio dei suoi padri. 26Le altre gesta di lui e tutte le sue imprese, dalle prime alle ultime, sono descritte nel libro dei re di Giuda e d'Israele. 27Acaz si addormentò con i suoi padri e lo seppellirono in città, a Gerusalemme, ma non lo collocarono nei sepolcri dei re d'Israele. Al suo posto divenne re suo figlio Ezechia.

__________________________ Note

28,3 valle di Ben-Innòm: la valle della Geenna (vedi Ger 7,31; 19,6; 32,25).

28,20 Tiglat-Pilèser III: detto anche Pul, re assiro negli anni 745-727.

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Approfondimenti

La fonte del capitolo su Acaz (736-716) è costituita da 2Re 16,2-20, che il Cronista riformula alla sua maniera e secondo la propria teologia della storia. In generale, nel caso dell'empio Acaz l'autore tende a marcare le tinte negative del personaggio, fedele al suo schema che mal sopporta sfumature o contraddizioni. In effetti, dopo i regni di Ioram e Acazia, dominati dalla figura di Atalia, Acaz è per il Cronista il primo re di Giuda a meritare un giudizio totalmente negativo, il peggiore della dinastia davidica, tanto che «seguì le strade dei re d'Israele» (v. 2), il che per il nostro autore è il massimo della perversione.

Dopo le informazioni di carattere generale (vv. 1-4), il Cronista parla della catastrofe militare con cui finì la guerra siro-efraimitica (vv. 5-8); segue lo strano episodio dell'intervento del profeta Oded e della liberazione dei prigionieri di Giuda da parte dei Samaritani, con un peculiare rapporto di amicizia tra i due gruppi (vv. 9-15). Il Cronista riferisce poi sulla richiesta d'aiuto da parte di Acaz all'Assiria (vv. 16-21) e sull'apostasia definitiva del re da JHWH (vv. 22-25).

1-4. Cfr. 2Re 16,2-4 che il Cronista riprende quasi alla lettera. Le poche differenze sono per sottolineare la colpevolezza del re che «bruciò i suoi figli nel fuoco», invece di «suo figlio» di 2Re 16,3. È una generalizzazione. Il Cronista riconosce, vv. 7.27, che ad Acaz sono sopravvissuti almeno due figli.

5-15. Sulla guerra siro-efraimitica. Il Cronista non segue qui il libro canonico dei Re, ma sembra ispirarsi a una fonte proveniente dal regno del Nord.

6. Anche in questo caso le cifre non vanno prese alla lettera. La loro enormità sottolinea il senso teologico dell'episodio.

9-15. Il profeta Oded è altrimenti sconosciuto. Il peccato che, secondo Oded (v. 10b), grava sulla nazione, è lo scisma politico e religioso. Stranamente il nostro autore dedica righe positive ai Samaritani. È per dare maggiore risalto alla malvagità di Acaz?

16-21. Con «In quel tempo» (v. 16) l'autore riprende 2Re 16,6.7 e si ricollega perciò, sul piano cronologico, ai vv. 5 ss. Qui Acaz chiede l'aiuto assiro contro Idumei e Filistei, mentre in 2Re 16,7 lo cerca contro la lega siro-efraimitica, il che sembra più verosimile.

20-21. Il Cronista non riporta l'intervento cruciale del profeta Isaia in questo frangente (cfr. Is 7,14).

22-25. Il quadro è già abbastanza fosco nella fonte, 2Re 16,10-18, ma il Cronista, nel suo orrore e sdegno di jahvista integerrimo, riesce a calcare ulteriormente le tinte.

26-27. Sulla conclusione del regno di Acaz, cfr. 2Re 16,19-20. Il Cronista aggiunge che non fu sepolto nella tomba dei re d'Israele, come nel caso di Ioram (2Cr 21,20), Ioas (24,25) e Ozia (26,23).

(cf. VINCENZO GATTI, 2Cronache – in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)


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Iotam re 1Quando Iotam divenne re, aveva venticinque anni; regnò sedici anni a Gerusalemme. Sua madre si chiamava Ierusà, figlia di Sadoc. 2Egli fece ciò che è retto agli occhi del Signore, come aveva fatto Ozia, suo padre, ma non entrò nell'aula del tempio del Signore e il popolo continuava a pervertirsi. 3Egli restaurò la porta superiore del tempio; lavorò molto anche per le mura dell'Ofel. 4Ricostruì città sulle montagne di Giuda; costruì castelli e torri nelle zone boscose. 5Attaccò il re degli Ammoniti, vincendolo. Gli Ammoniti gli diedero in quell'anno cento talenti d'argento, diecimila kor di grano e altrettanti d'orzo. Altrettanto gli consegnarono gli Ammoniti anche il secondo e il terzo anno. 6Iotam divenne potente, perché aveva sempre tenuto una condotta fedele nei confronti del Signore, suo Dio. 7Le altre gesta di Iotam, tutte le sue guerre e la sua condotta, sono descritte nel libro dei re d'Israele e di Giuda. 8Quando divenne re, aveva venticinque anni; regnò sedici anni a Gerusalemme. 9Iotam si addormentò con i suoi padri, lo seppellirono nella Città di Davide e al suo posto divenne re suo figlio Acaz.

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Approfondimenti

A parte i vv. 3-6, che sono del Cronista, il materiale restante sul regno di Iotam (740-736) è attinto da 2Re 15,32-38. Alle informazioni di carattere generale (vv. 1-2) l'autore fa seguire le notizie sull'attività edilizia del re (vv. 3-4) e quelle sulla sua morte (vv. 7-9).

6. Il giudizio del Cronista su Iotam è incondizionatamente positivo. L'autore ama le semplificazioni delle sue figure regali fino all'eccesso. Nel caso di Iotam, per non turbare il quadro con ombre, omette la nota negativa di 2Re 15,35, sul persistere delle alture, luogo di culto idolatrico.

8. I «sedici anni» di regno comprendono gli anni in cui ha regnato col padre.

(cf. VINCENZO GATTI, 2Cronache – in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)


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Ozia re 1Tutto il popolo di Giuda prese Ozia, che aveva sedici anni, e lo fece re al posto di suo padre Amasia. 2Egli ricostruì Elat, riannettendola a Giuda, dopo che il re si era addormentato con i suoi padri. 3Ozia aveva sedici anni quando divenne re; regnò a Gerusalemme cinquantadue anni. Sua madre era di Gerusalemme e si chiamava Iecolia. 4Egli fece ciò che è retto agli occhi del Signore, come aveva fatto Amasia, suo padre. 5Egli cercò Dio finché visse Zaccaria, che l'aveva istruito nella visione di Dio, e finché egli cercò il Signore, Dio lo fece prosperare. 6Uscito in guerra contro i Filistei, smantellò le mura di Gat, di Iabne e di Asdod; costruì piazzeforti nel territorio di Asdod e in quello dei Filistei. 7Dio lo aiutò contro i Filistei, contro gli Arabi che risiedevano a Gur-Baal e contro i Meuniti. 8Gli Ammoniti pagavano un tributo a Ozia, la cui fama giunse sino alla frontiera egiziana, perché egli era divenuto molto potente. 9Ozia costruì torri a Gerusalemme, alla porta dell'Angolo e alla porta della Valle e sul Cantone, e le fortificò. 10Costruì anche torri nella steppa e scavò molte cisterne perché possedeva numeroso bestiame nella Sefela e nell'altopiano; aveva contadini e vignaioli sui monti e sulle colline, perché egli amava l'agricoltura. 11Ozia possedeva un esercito di combattenti abili alla guerra, divisi in schiere secondo il numero del loro censimento compiuto dallo scriba Ieièl e dall'ispettore Maasia, agli ordini di Anania, uno dei comandanti del re. 12Tutti i capifamiglia di quei soldati valorosi ammontavano a duemilaseicento. 13Da loro dipendeva un esercito di trecentosettemilacinquecento combattenti di grande valore, a difesa del re contro il nemico. 14A loro, cioè a tutto l'esercito, Ozia fornì scudi e lance, elmi, corazze, archi e pietre per le fionde. 15A Gerusalemme aveva fatto costruire macchine, inventate da un esperto, che collocò sulle torri e sugli angoli, per scagliare frecce e grandi pietre. La fama di Ozia giunse in regioni lontane; fu infatti straordinario l'aiuto che ricevette e così divenne potente.

Peccato e punizione del re Ozia 16Ma in seguito a tanta potenza il suo cuore si insuperbì, fino a rovinarsi. Difatti prevaricò nei confronti del Signore, suo Dio. Penetrò nell'aula del tempio del Signore, per bruciare incenso sull'altare. 17Dietro a lui entrò il sacerdote Azaria con ottanta sacerdoti del Signore, uomini virtuosi. 18Questi si opposero al re Ozia, dicendogli: “Non tocca a te, Ozia, offrire l'incenso al Signore, ma ai sacerdoti figli di Aronne, che sono stati consacrati per offrire l'incenso. Esci dal santuario, perché hai prevaricato. Non hai diritto alla gloria che viene dal Signore Dio”. 19Ozia, che teneva in mano il braciere per offrire l'incenso, si adirò. Mentre sfogava la sua collera contro i sacerdoti, gli spuntò la lebbra sulla fronte davanti ai sacerdoti nel tempio del Signore, presso l'altare dell'incenso. 20Azaria, sommo sacerdote, e tutti i sacerdoti si voltarono verso di lui, che apparve con la lebbra sulla fronte. Lo fecero uscire in fretta di là; anch'egli si precipitò per uscire, poiché il Signore l'aveva colpito. 21Il re Ozia rimase lebbroso fino al giorno della sua morte. Egli abitò in una casa d'isolamento, come lebbroso, escluso dal tempio del Signore. Suo figlio Iotam era a capo della reggia e governava il popolo della terra. 22Le altre gesta di Ozia, dalle prime alle ultime, le ha descritte il profeta Isaia, figlio di Amoz. 23Ozia si addormentò con i suoi padri e lo seppellirono con i suoi padri nel campo presso le tombe dei re, perché si diceva: “È un lebbroso”. Al suo posto divenne re suo figlio Iotam.

__________________________ Note

26,1 Ozia: è chiamato Azaria in 2Re 15,1-7.

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Approfondimenti

La fonte su Ozia (o Azaria, 781-740) è 2Re 14,21-22; 15,1-7, da cui il Cronista prende le informazioni di carattere generale e il giudizio complessivo sul re. Ad essa aggiunge la figura del profeta che fa da precettore al re e i vv. 6-20 sulle imprese militari di Ozia, probabilmente mutuati da un'altra fonte.

5. Zaccaria è personaggio altrimenti sconosciuto, che svolge un ruolo analogo a quello di Ioiada nei confronti del nonno di Ozia.

6-8. I successi militari di Ozia avvengono tutti a ovest e a sud-est di Giuda. Non avvengono a scapito del regno del Nord, dove regnava allora il potente Geroboamo II.

9-15. Intensa attività edilizia di Ozia, sovvenzionata dai tributi versati dalla popolazione e grande prosperità economica che il re trasforma in potenza militare, fonte dell'orgoglio che lo porterà alla rovina.

16-21. Per il Cronista la perversione del re e la terribile punizione sono conseguenti alla sua superbia e alla sua infedeltà, oltreché all'aver usurpato le funzioni sacerdotali. La lebbra (Lv 13,45) è segno tipico della maledizione di Dio.

21-23. Con i vv. 21ss. l'autore si ricongiunge a 2Re 15,5.6-7.

(cf. VINCENZO GATTI, 2Cronache – in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)


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Amasia re 1Quando divenne re, Amasia aveva venticinque anni; regnò ventinove anni a Gerusalemme. Sua madre era di Gerusalemme e si chiamava Ioaddàn. 2Egli fece ciò che è retto agli occhi del Signore, ma non con cuore perfetto. 3Quando il regno fu saldo nelle sue mani, giustiziò i suoi ufficiali che avevano ucciso il re, suo padre. 4Ma non fece morire i loro figli, secondo quanto è scritto nel libro della legge di Mosè, ove il Signore prescrive: “Non moriranno i padri per una colpa dei figli, né moriranno i figli per una colpa dei padri. Ognuno morirà per il proprio peccato”.

Vittoria contro gli Edomiti 5Amasia riunì quelli di Giuda e li distribuì, secondo i casati, sotto comandanti di migliaia e sotto comandanti di centinaia, per tutto Giuda e Beniamino. Fece un censimento dai vent'anni in su e trovò che c'erano trecentomila uomini scelti, abili alla guerra, armati di lancia e di scudo. 6Egli assoldò da Israele centomila soldati valorosi per cento talenti d'argento. 7Gli si presentò un uomo di Dio, che gli disse: “O re, non si unisca a te l'esercito d'Israele, perché il Signore non è con Israele, né con alcuno dei figli di Èfraim. 8Altrimenti va', fa' pure, raffòrzati per la battaglia; Dio ti farà stramazzare davanti al nemico, poiché Dio ha la forza per aiutare e per abbattere”. 9Amasia rispose all'uomo di Dio: “Che ne sarà dei cento talenti che ho dato per la schiera d'Israele?”. L'uomo di Dio rispose: “Il Signore può darti molto più di questo”. 10Amasia congedò la schiera venuta a lui da Èfraim perché se ne tornasse a casa; ma la loro ira si accese contro Giuda e tornarono a casa loro pieni d'ira. 11Amasia, fattosi animo, andò a capo del suo popolo nella valle del Sale, ove sconfisse diecimila figli di Seir. 12Quelli di Giuda ne catturarono diecimila vivi e, condottili sulla cima della roccia, li precipitarono giù; si sfracellarono tutti. 13I componenti della schiera, che Amasia aveva congedato perché non andassero con lui alla guerra, assalirono le città di Giuda, da Samaria a Bet-Oron, uccidendo in esse tremila persone e facendo un immenso bottino.

Guerra contro il regno del nord e sconfitta 14Tornato dalla strage compiuta sugli Edomiti, Amasia fece portare le divinità dei figli di Seir e le costituì suoi dèi; si prostrò davanti a loro e offrì loro incenso. 15Perciò l'ira del Signore si accese contro Amasia; gli mandò un profeta che gli disse: “Perché ti sei rivolto a dèi che non sono stati capaci di liberare il loro popolo dalla tua mano?”. 16Mentre questi gli parlava, il re lo interruppe: “Forse ti abbiamo costituito consigliere del re? Non insistere! Perché vuoi farti uccidere?”. Il profeta non insistette, ma disse: “Vedo che Dio ha deciso di distruggerti, perché hai fatto questo e non hai dato retta al mio consiglio”. 17Consigliatosi, Amasia, re di Giuda, mandò a dire a Ioas, figlio di Ioacàz, figlio di Ieu, re d'Israele: “Vieni, affrontiamoci!”. 18Ioas, re d'Israele, fece rispondere ad Amasia, re di Giuda: “Il cardo del Libano mandò a dire al cedro del Libano: Da' in moglie tua figlia a mio figlio. Ma passò una bestia selvatica del Libano e calpestò il cardo. 19Tu ripeti: Ecco, ho sconfitto Edom! E il tuo cuore ti ha esaltato gloriandosi. Ma stattene nella tua casa! Perché ti precipiti in una disfatta? Potresti soccombere tu e Giuda con te”. 20Ma Amasia non lo ascoltò. Era volontà di Dio che fossero consegnati nelle mani del nemico, perché si erano rivolti agli dèi di Edom. 21Allora Ioas, re d'Israele, si mosse; si affrontarono, lui e Amasia, re di Giuda, a Bet-Semes, che appartiene a Giuda. 22Giuda fu sconfitto di fronte a Israele e ognuno fuggì nella propria tenda. 23Ioas, re d'Israele, fece prigioniero Amasia, re di Giuda, figlio di Ioas, figlio di Ioacàz, a Bet-Semes. Condottolo a Gerusalemme, aprì una breccia nelle mura di Gerusalemme, dalla porta di Èfraim fino alla porta dell'Angolo, per quattrocento cubiti. 24Prese tutto l'oro, l'argento e tutti gli oggetti trovati nel tempio di Dio, che erano affidati a Obed-Edom, i tesori della reggia e gli ostaggi e tornò a Samaria. 25Amasia, figlio di Ioas, re di Giuda, visse quindici anni dopo la morte di Ioas, figlio di Ioacàz, re d'Israele. 26Le altre gesta di Amasia, dalle prime alle ultime, non sono forse descritte nel libro dei re di Giuda e d'Israele? 27Dopo che Amasia si fu allontanato dal Signore, si ordì contro di lui una congiura a Gerusalemme. Egli fuggì a Lachis, ma lo fecero inseguire fino a Lachis, dove l'uccisero. 28Lo caricarono su cavalli e lo seppellirono con i suoi padri nella città di Giuda.

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Approfondimenti

Per Amazia (796-781) la fonte è 2Re 14,1-20, con aggiunte e omissioni che ubbidiscono alle tesi dell'autore, il quale di questo re ci presenta: le vendette iniziali (vv. 1-4), la campagna vittoriosa contro gli Edomiti (vv. 5-13), la sconfitta subita da parte di Ioas d'Israele (vv. 14-26) e la fine cruenta (vv. 27-28).

1-4. Cfr. 2Re 14,2-6. Il Cronista omette il sincronismo con i re d'Israele.

5-13. Le notizie sulla guerra contro gli Edomiti sono proprie del Cronista, che estende a dodici versetti la breve notizia eziologica di 2Re 14,7. Il brano ripropone motivi tipici del Cronista: il censimento militare (cfr. 17,14-19), l'intervento del profeta anonimo (cfr. 19,1-3); il richiamo alla potenza divina che sola è in grado di vincere il nemico (cfr. 14,10; 20,7).

14-16. Sono del Cronista, che spiega le sventure che toccheranno al re, stabilendo il solito rapporto di causa ed effetto tra l'infedeltà del sovrano e l'ira punitrice di Dio.

17-28. Raccontano la sconfitta e morte di Amazia, seguendo 2Re 14,8-14.17-20, con lievi varianti.

(cf. VINCENZO GATTI, 2Cronache – in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)


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Restaurazione del tempio 1Quando divenne re, Ioas aveva sette anni; regnò quarant'anni a Gerusalemme. Sua madre, di Bersabea, si chiamava Sibìa. 2Ioas fece ciò che è retto agli occhi del Signore finché visse il sacerdote Ioiadà. 3Ioiadà gli diede due mogli ed egli generò figli e figlie. 4In seguito, Ioas decise di restaurare il tempio del Signore. 5Radunò i sacerdoti e i leviti e disse loro: “Andate nelle città di Giuda e raccogliete ogni anno da tutto Israele denaro per restaurare il tempio del vostro Dio. Cercate di sollecitare il lavoro”. Ma i leviti non mostrarono nessuna fretta. 6Allora il re convocò Ioiadà, il capo, e gli disse: “Perché non hai richiesto ai leviti che portassero da Giuda e da Gerusalemme la tassa prescritta da Mosè, servo del Signore, e fissata dall'assemblea d'Israele per la tenda della Testimonianza? 7L'empia Atalia, infatti, e i suoi adepti hanno dilapidato il tempio di Dio; hanno adoperato per i Baal perfino tutte le cose consacrate del tempio del Signore”. 8Per ordine del re fecero una cassa, che posero alla porta del tempio del Signore, all'esterno. 9Quindi fecero un proclama in Giuda e a Gerusalemme, perché si portasse al Signore la tassa imposta da Mosè, servo di Dio, a Israele nel deserto. 10Tutti i comandanti e tutto il popolo si rallegrarono e portarono il denaro, che misero nella cassa fino a riempirla. 11Quando la cassa veniva portata per l'ispezione regale affidata ai leviti ed essi vedevano che c'era molto denaro, allora veniva lo scriba del re e l'ispettore del sommo sacerdote, vuotavano la cassa, quindi la prendevano e la ricollocavano al suo posto. Facevano così ogni giorno e così misero insieme molto denaro. 12Il re e Ioiadà lo diedero agli esecutori dei lavori addetti al tempio del Signore ed essi impegnarono scalpellini e falegnami per il restauro del tempio del Signore; anche lavoratori del ferro e del bronzo si misero al lavoro per riparare il tempio del Signore. 13Gli esecutori dei lavori si misero all'opera e nelle loro mani le riparazioni progredirono; essi riportarono il tempio di Dio in buono stato e lo consolidarono. 14Quando ebbero finito, portarono davanti al re e a Ioiadà il resto del denaro e con esso fecero arredi per il tempio del Signore: vasi per il servizio e per gli olocausti, coppe e altri oggetti d'oro e d'argento. Finché visse Ioiadà, si offrirono sempre olocausti nel tempio del Signore. 15Ioiadà, divenuto vecchio e sazio di anni, morì a centotrenta anni. 16Lo seppellirono nella Città di Davide con i re, perché aveva agito bene in Israele per il servizio del Signore e per il suo tempio.

Fine ingloriosa del re Ioas 17Dopo la morte di Ioiadà, i comandanti di Giuda andarono a prostrarsi davanti al re, che allora diede loro ascolto. 18Costoro trascurarono il tempio del Signore, Dio dei loro padri, per venerare i pali sacri e gli idoli. Per questa loro colpa l'ira di Dio fu su Giuda e su Gerusalemme. 19Il Signore mandò loro profeti perché li facessero ritornare a lui. Questi testimoniavano contro di loro, ma non furono ascoltati. 20Allora lo spirito di Dio investì Zaccaria, figlio del sacerdote Ioiadà, che si alzò in mezzo al popolo e disse: “Dice Dio: “Perché trasgredite i comandi del Signore? Per questo non avete successo; poiché avete abbandonato il Signore, anch'egli vi abbandona”“. 21Ma congiurarono contro di lui e per ordine del re lo lapidarono nel cortile del tempio del Signore. 22Il re Ioas non si ricordò del favore fattogli da Ioiadà, padre di Zaccaria, ma ne uccise il figlio, che morendo disse: “Il Signore veda e ne chieda conto!”. 23All'inizio dell'anno successivo salì contro Ioas l'esercito degli Aramei. Essi vennero in Giuda e a Gerusalemme, sterminarono fra il popolo tutti i comandanti e inviarono l'intero bottino al re di Damasco. 24L'esercito degli Aramei era venuto con pochi uomini, ma il Signore mise nelle loro mani un grande esercito, perché essi avevano abbandonato il Signore, Dio dei loro padri. Essi fecero giustizia di Ioas. 25Quando furono partiti, lasciandolo gravemente malato, i suoi ministri ordirono una congiura contro di lui, perché aveva versato il sangue del figlio del sacerdote Ioiadà, e lo uccisero nel suo letto. Così egli morì e lo seppellirono nella Città di Davide, ma non nei sepolcri dei re. 26Questi furono i congiurati contro di lui: Zabad, figlio di Simeàt, l'Ammonita, e Iozabàd, figlio di Simrìt, il Moabita. 27Quanto riguarda i suoi figli, la quantità dei tributi da lui riscossi, il restauro del tempio di Dio, sono cose descritte nella memoria del libro dei Re. Al suo posto divenne re suo figlio Amasia.

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Approfondimenti

1-3. I versetti informano sui rapporti familiari di Ioas.

4-16. Il brano si ispira a 2Re 12,5-17 con qualche sottolineatura tipica: vi partecipa tutta la popolazione (vv. 5.9.10) e i leviti vi svolgono un ruolo di primo piano (vv. 5.6). La parte preponderante attribuita dal Cronista al sommo sacerdote Ioiada durante il regno di Ioas trova conferma e ulteriore sottolineatura in questi due versetti, che sono propri del nostro autore. Due sono stati i meriti principali di Ioiada: l'aver riabilitato la dinastia davidica e l'aver ripristinato il culto del tempio nel suo splendore. La sua attività sia in campo politico che religioso anticipa in qualche modo la figura del sommo sacerdote del tardo giudaismo.

17-27. La prima parte del brano, sull'idolatria del re (v. 17-22), non trova riscontro in 2Re. La seconda sull'invasione aramea e la morte di Ioas (vv. 23-27) si rifà a 2Re 12,18-22, con alcune modifiche.

17-22. Intendono preparare e spiegare l'invasione degli Aramei, considerata un castigo di Dio per l'idolatria del re e l'assassinio del figlio di Ioiada. Lo Zaccaria del versetto 20 è quello di cui si parla in Lc 11,51, detto «figlio di Barachia» in Mt 23,35 per assimilazione con Is 8,2.

23-27. Alcuni particolari sull'invasione degli Aramei e sulla morte di Ioas non si trovano nella fonte. Per il Cronista Gerusalemme viene occupata dai nemici e i capi del popolo e i consiglieri del re uccisi e lo stesso re è colpito da sofferenze indicibili, muore vittima di una congiura. Il libro dei re di cui si fa menzione nel v. 27 non è il nostro 1-2Re canonico, ma un'opera citata altre volte come il libro dei re di Israele e di Giuda (1Cr 9,1; 2Cr 16,11), che a noi resta sconosciuta.

(cf. VINCENZO GATTI, 2Cronache – in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)


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Ioas incoronato re 1Nell'anno settimo Ioiadà, sentendosi sicuro, mandò a prendere i comandanti delle centinaia, cioè Azaria, figlio di Ierocàm, Ismaele, figlio di Giovanni, Azaria, figlio di Obed, Maasia, figlio di Adaià, ed Elisafàt, figlio di Zicrì, e concluse un'alleanza con loro. 2Percorsero Giuda e radunarono i leviti da tutte le città di Giuda e i capi dei casati d'Israele; essi vennero a Gerusalemme. 3Tutta l'assemblea concluse un'alleanza con il re nel tempio di Dio. Ioiadà disse loro: “Ecco il figlio del re. Deve regnare come ha promesso il Signore ai figli di Davide. 4Questo è ciò che dovrete fare: la terza parte di voi che inizia il servizio di sabato, sacerdoti e leviti, farà la guardia alle porte; 5un altro terzo starà nella reggia e un terzo alla porta di Iesod, mentre tutto il popolo starà nei cortili del tempio del Signore. 6Nessuno entri nel tempio del Signore, se non i sacerdoti e i leviti di servizio: costoro vi entreranno, perché sono santi; tutto il popolo osserverà l'ordine del Signore. 7I leviti circonderanno il re, ognuno con l'arma in pugno, e chiunque tenti di entrare nel tempio sia messo a morte. Saranno con il re in tutti i suoi movimenti”. 8I leviti e tutti quelli di Giuda fecero quanto aveva comandato il sacerdote Ioiadà. Ognuno prese i suoi uomini, quelli che entravano in servizio il sabato e quelli che smontavano il sabato, perché il sacerdote Ioiadà non aveva licenziato le classi uscenti. 9Il sacerdote Ioiadà consegnò ai comandanti di centinaia lance, scudi grandi e piccoli, già appartenenti al re Davide, che erano nel tempio di Dio. 10Dispose tutto il popolo, ognuno con l'arma in pugno, dall'angolo destro del tempio fino all'angolo sinistro, lungo l'altare e l'edificio, in modo da circondare il re. 11Fecero uscire il figlio del re e gli consegnarono il diadema e il mandato; lo proclamarono re. Ioiadà e i suoi figli lo unsero e acclamarono: “Viva il re!”.

Morte di Atalia 12Quando sentì le grida del popolo che acclamando correva verso il re, Atalia si presentò al popolo nel tempio del Signore. 13Guardò, ed ecco che il re stava presso la colonna all'ingresso, i comandanti e i trombettieri circondavano il re, mentre tutto il popolo della terra era in festa e suonava le trombe. I cantori, con gli strumenti musicali, intonavano i canti di lode. Atalia si stracciò le vesti e gridò: “Congiura, congiura!”. 14Il sacerdote Ioiadà fece uscire i comandanti delle centinaia, preposti all'esercito, e disse: “Conducetela fuori in mezzo alle file e chiunque la segue venga ucciso di spada”. Il sacerdote infatti aveva detto: “Non uccidetela nel tempio del Signore”. 15Le misero addosso le mani e lei raggiunse la reggia attraverso l'ingresso della porta dei Cavalli e là essi l'uccisero.

Patto tra il re e il popolo 16Ioiadà concluse un'alleanza tra sé, il popolo tutto e il re, affinché fosse il popolo del Signore. 17Tutto il popolo entrò nel tempio di Baal e lo demolì, ne fece a pezzi gli altari e le immagini e ammazzò Mattàn, sacerdote di Baal, davanti agli altari. 18Ioiadà affidò la sorveglianza del tempio ai sacerdoti e ai leviti, che Davide aveva diviso in classi per il tempio, perché offrissero olocausti al Signore, come sta scritto nella legge di Mosè, fra gioia e canti, secondo le disposizioni di Davide. 19Stabilì i portieri alle porte del tempio, perché non vi entrasse nessun impuro per qualsiasi motivo. 20Prese i comandanti di centinaia, i notabili e quanti avevano autorità fra il popolo, come anche tutto il popolo della terra, e fece scendere il re dal tempio del Signore. Attraverso la porta superiore lo condussero nella reggia e lo fecero sedere sul trono regale. 21Tutto il popolo della terra era in festa e la città rimase tranquilla: Atalia era stata uccisa con la spada.

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Approfondimenti

1-11. La congiura è esposta sulla falsariga di 2Re 11,4-12. Gli interventi del Cronista sulla fonte mirano tutti a sottolineare la portata dell'avvenimento. Egli sottolinea anche l'osservanza delle norme di purità rituale da parte dei sacerdoti e dei leviti impegnati in questa impresa, eliminando le presenze pagane e laiche di cui parla la fonte (cfr. v. 6), in ottemperanza alle direttive di Ez 44,9 e Nm 18,14.18.

12-15. La drammaticità e tensione della scena risultano stemperate da un'aggiunta del tutto a sproposito del Cronista (v. 13b), che si premura di rilevare, anche in un simile momento, tratti tipici delle liturgie da lui tanto amate.

23,16-24,27. Del regno di Ioas (835-796) il Cronista racconta il ruolo ricoperto dal sacerdote Ioiada fin dall'inizio per quanto concerne la riforma religiosa (23,16-24,3); quindi espone l'attività svolta dal re per restaurare il tempio, ancora sostenuto da Ioiada (vv. 24,4-16); e quanto è successo dopo la morte del sacerdote, fino alla fine del re (vv. 17-27).

**23,16-24,3. Il Cronista segue la fonte, 2Re 11,17-20; 12,1-4, con divergenze minime. Il sacerdote Ioiada gioca un ruolo di primo piano nella vita del re Ioas, del quale garantisce una condotta secondo la volontà di JHWH.

16-21. La scomparsa di Atalia consente la lotta al baalismo e un rinnovato impegno di fedeltà a JHWH. I vv. 18-19 attestano ancora una volta la predilezione del Cronista per il culto, la legge e Davide.

(cf. VINCENZO GATTI, 2Cronache – in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)


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Acazia re 1Gli abitanti di Gerusalemme proclamarono re al suo posto Acazia, il minore dei figli, perché tutti quelli più anziani erano stati uccisi dalla banda che era penetrata con gli Arabi nell'accampamento. Così divenne re Acazia, figlio di Ioram, re di Giuda. 2Quando divenne re, Acazia aveva quarantadue anni; regnò un anno a Gerusalemme. Sua madre si chiamava Atalia ed era figlia di Omri. 3Anch'egli seguì la via della casa di Acab, perché sua madre lo consigliava ad agire da malvagio. 4Fece ciò che è male agli occhi del Signore, come la casa di Acab, perché dopo la morte di suo padre, costoro, per sua rovina, erano i suoi consiglieri. 5Su loro consiglio egli andò alla guerra con Ioram, figlio di Acab, re d'Israele, contro Cazaèl, re di Aram, a Ramot di Gàlaad; ma gli Aramei ferirono Ioram, 6che tornò a curarsi a Izreèl per le ferite ricevute a Rama, mentre combatteva contro Cazaèl, re di Aram. Acazia, figlio di Ioram, re di Giuda, scese a visitare Ioram, figlio di Acab, a Izreèl, perché era malato. 7Fu volontà di Dio che Acazia, per sua rovina, andasse da Ioram. Difatti, quando giunse, uscì con Ioram incontro a Ieu, figlio di Nimsì, che il Signore aveva unto perché distruggesse la casa di Acab. 8Mentre faceva giustizia della casa di Acab, Ieu trovò i comandanti di Giuda e i nipoti di Acazia, suoi servi, e li uccise. 9Egli fece ricercare Acazia e lo catturarono mentre era nascosto a Samaria; lo condussero da Ieu, che lo uccise. Ma lo seppellirono, perché dicevano: “È figlio di Giòsafat, che ha ricercato il Signore con tutto il cuore”.

Interregno della regina Atalia Nella casa di Acazia nessuno era in grado di regnare. 10Atalia, madre di Acazia, visto che era morto suo figlio, si accinse a sterminare tutta la discendenza regale della casa di Giuda. 11Ma Iosabàt, figlia del re, prese Ioas, figlio di Acazia, sottraendolo ai figli del re destinati alla morte, e lo portò assieme alla sua nutrice nella camera dei letti; così Iosabàt, figlia del re Ioram e moglie del sacerdote Ioiadà – era anche sorella di Acazia –, nascose Ioas ad Atalia, che perciò non lo mise a morte. 12Rimase nascosto presso di lei nel tempio di Dio per sei anni; intanto Atalia regnava sul paese.

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Approfondimenti

1-9b. Del breve regno di Acazia (842) il Cronista fornisce un riassunto stringato, prendendo e riducendo da 2Re 8,25-29; 9,14-29, che interpreta alla sua solita maniera. Lo schema è lineare: nei vv. 1-4 si ha la presentazione del re, con la menzione della madre Atalia, «che lo consigliava ad agire da empio» (v. 3); segue la notizia piuttosto confusa della spedizione contro Damasco, organizzata insieme a Ioram d'Israele (vv. 5-7); e quella della morte del re, dopo un solo anno di regno (vv. 8-9), che introduce l'ingresso in scena aperta di Atalia.

22,9c-23,15. Atalia (841-835), pagana, idolatra e usurpatrice del trono di Giuda, suscita più di ogni altro personaggio le ostilità del Cronista, che nel dipingerne il ritratto attinge a 2Re 11,1-20, ma con interventi di commento espressivi della sua reazione di disgusto. I sei anni del regno di Atalia s'inaugurano con l'eccidio per garantirsi il trono, al quale sfugge però Ioas, il futuro re legittimo (vv. 22, 10-12); segue il racconto della drammatica congiura del clero che riesce a incoronare re Ioas (23,1-11) e il racconto altrettanto drammatico della reazione di Atalia a questa nomina e della sua morte violenta (23,12-15).

22,10-12. La spietatezza di Atalia non è sufficiente ad eliminare Ioas, figlio di Acazia, legittimo erede al trono di Davide. Cfr. 2Re 11,1-3.

(cf. VINCENZO GATTI, 2Cronache – in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)


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Ioram re 1Giòsafat si addormentò con i suoi padri, fu sepolto con loro nella Città di Davide e al suo posto divenne re suo figlio Ioram. 2I suoi fratelli, figli di Giòsafat, erano Azaria, Iechièl, Zaccaria, Azariàu, Michele e Sefatia; tutti costoro erano figli di Giòsafat, re d'Israele. 3Il padre aveva dato loro ricchi doni: argento, oro e oggetti preziosi insieme con fortezze in Giuda; il regno però l'aveva assegnato a Ioram, perché era il primogenito. 4Ioram prese in possesso il regno di suo padre e, quando si fu rafforzato, uccise di spada tutti i suoi fratelli e, con loro, anche alcuni capi d'Israele. 5Quando divenne re, Ioram aveva trentadue anni; regnò a Gerusalemme otto anni. 6Seguì la via dei re d'Israele, come aveva fatto la casa di Acab, perché sua moglie era figlia di Acab. Fece ciò che è male agli occhi del Signore. 7Ma il Signore non volle distruggere la casa di Davide, a causa dell'alleanza che aveva concluso con Davide e secondo la promessa fattagli di lasciare sempre una lampada per lui e per i suoi figli. 8Nei suoi giorni Edom si ribellò al dominio di Giuda e si elesse un re. 9Allora Ioram con i suoi comandanti sconfinò con tutti i carri. Egli si mosse di notte e sconfisse gli Edomiti che l'avevano accerchiato, insieme con i comandanti dei carri. 10Tuttavia Edom si è sottratto al dominio di Giuda fino ad oggi. In quel tempo anche Libna si ribellò al suo dominio, perché Ioram aveva abbandonato il Signore, Dio dei suoi padri. 11Egli inoltre eresse alture sui monti di Giuda, fece prostituire gli abitanti di Gerusalemme e fece traviare Giuda. 12Gli giunse da parte del profeta Elia uno scritto che diceva: “Dice il Signore, Dio di Davide, tuo padre: “Poiché non hai seguito la via di Giòsafat, tuo padre, né la via di Asa, re di Giuda, 13ma hai seguito la via dei re d'Israele, hai fatto prostituire Giuda e gli abitanti di Gerusalemme, come ha fatto la casa di Acab, e inoltre hai ucciso i tuoi fratelli, della famiglia di tuo padre, uomini migliori di te, 14ecco, il Signore sta per colpire con un grave disastro il tuo popolo, i tuoi figli, le tue mogli e tutti i tuoi beni. 15Tu soffrirai gravi malattie, una malattia intestinale tale che per essa le tue viscere ti usciranno nel giro di due anni”“. 16Il Signore risvegliò contro Ioram l'ostilità dei Filistei e degli Arabi che abitano al confine con gli Etiopi. 17Costoro attaccarono Giuda, vi penetrarono, portando via tutti i beni trovati nella reggia e persino i suoi figli e le sue mogli. Non gli rimase nessun figlio, se non Ioacàz, il più piccolo. 18Dopo tutto questo, il Signore lo colpì con una malattia intestinale inguaribile. 19Andò avanti per più di un anno; verso la fine del secondo anno, gli uscirono le viscere per la gravità della malattia e così morì fra dolori atroci. E per lui il popolo non fece fuochi d'aromi, come gli aromi bruciati per i suoi padri. 20Quando divenne re, egli aveva trentadue anni; regnò a Gerusalemme otto anni. Se ne andò senza lasciare rimpianti; lo seppellirono nella Città di Davide, ma non nei sepolcri dei re.

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Approfondimenti

Diversamente dal periodo di Giosafat, il regno di Ioram (848-842), è dominato dall'empietà, che comporta disastri militari e una tragica morte del re. Il libro dei Re dedica a Ioram pochi versetti, 2 Re 8, 16-24, che il Cronista amplia aggiungendo notizie da altre fonti a formare un quadro complessivo che ubbidisce alla sua tesi teologica: Ioram elimina in maniera cruenta gli altri pretendenti al trono, compresi «tutti i suoi fratelli» (vv. 2-4), commette una serie impressionante di empietà a causa delle quali subisce alcune sconfitte militari (vv. 5-10); è oggetto dei rimproveri da parte del profeta Elia, che gli predice il castigo divino (vv. 11-15). Dopo altre sconfitte militari, il re è colpito infine da una «malattia intestinale inguaribile» che lo porta a una morte ignominiosa (vv. 16-20).

I cc. 21-23 scorrono all'ombra di una presenza tenebrosa in Gerusalemme: la figura drammatica e perversa di Atalia, figlia di Omri (849-837), alla quale il Cronista dedicherà le pagine di 22,10-23,15.

2-4. Lo sterminio dei fratelli è nello stile di Atalia, che potrebbe averlo suggerito e organizzato, come pare insinuare il v. 6. Questi versetti sono propri del Cronista. 5-7. L'autore si riallaccia alla fonte, 2Re 8,17-19.

8-11. Ricalcano 2Re 8,20-22, a parte la nota storica del v. 11.

12-15. Di Elia il Cronista ignora totalmente l'ampio ciclo esposto nel libro dei Re. Sorprende quindi questa sua comparsa improvvisa e la menzione di un suo scritto, il cui contenuto sintetizza il comportamento dei grandi profeti verso i re infedeli. Lo stile della missiva fa pensare a una composizione del Cronista stesso, anziché a un documento storico.

16-19. La fine prematura e vergognosa di Ioram risponde alla logica retribuzionistica del nostro autore.

20. Secondo 2Re 8,24, Ioram è sepolto invece con i suoi padri. Evidentemente, al Cronista non è bastata la punizione di una morte terribile. Stranamente, nel caso di Ioram viene omessa la formula che accompagna abitualmente la morte del re (cfr. 2Re 8,22-23).

(cf. VINCENZO GATTI, 2Cronache – in: La Bibbia Piemme, Casale Monferrato, 1995)


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