filippodb

It has to start somewhere It has to start sometime. What better place than here What better time than now?

da twitter a mastodon è un attimo

Un consiglio per i nuovi rifugiati su Mastodon provenienti da Twitter: le persone che sono venute qui prima che #Musk esprimesse interesse per l'acquisizione di Twitter vi erano approdate a causa della cultura tossica dominante sul social dell'uccellino. Se cercate di replicarla qui sono sicuro che troverete dei compagni fra gli altri rifugiati ma non sarete particolarmente ben accolti da quelli di noi che sono venuti a cercare un'alternativa rispettosa e gentile.

Farò del mio meglio, ma non posso promettere di essere paziente.

Prima che ciò accada, è tempo di parlare del mio viaggio nel Fediverso dato che a questo punto sono diventato un veterano.

Mastodon

Ok, chi arriva per la prima volta su mastodon avrà bisogno di un po' di tempo per abituarsi. Come per Twitter è possibile creare un profilo, pubblicare messaggi e seguire altri utenti ma non c'è un'azienda che gestisce il tutto, raccoglie i tuoi dati e li rivende a chi fa pubblicità. Mastodon è un'organizzazione senza scopo di lucro che rende disponibile un software open source che può essere utilizzato da tutti per creare un social network su server gestiti da differenti amministratori che possono stabilire le proprie regole.

Dopo aver visto il video “Cos'è Mastodon”, ci si può scontrare con con un muro. Per iscriversi a Mastodon, è necessario unirsi a un server. Ma come si fa a sceglierne uno? Se siete qua forse cercando su Google potreste aver scoperto che Mastodon.uno è il server generico adatto ai neofiti, gestito da italiani solo per utenti italofoni tanto da diventare la community italiana più grande del fediverso.

L'aspetto è quello familiare di Twitter, con una casella in cui scrivere e i suggerimenti di account da seguire. La timeline mostra un flusso di battute e commenti su fatti personali e di cronaca, difficilmente vedrai tutti i nomi che segui su altri social, l'atmosfera è però più amichevole e familiare. È anche possibile seguire utenti su altri server e volendo si può creare o spostare spostare il proprio account su un nuovo server.

Vi sembra complicato? Dopo anni in cui si è stati tenuti per manina da #Twitter e #Facebook, un po' lo è. In un'intervista dell'anno scorso, Eugen Rochko, lo sviluppatore di Mastodon, lo ha descritto come un ritorno a quello che era Internet una volta, quando i forum e i blog erano popolari.

Ma volte la complessità può anche essere un punto di forza. Snapchat ad esempio si è guadagnato i favori dei giovani utenti perché gli adulti lo trovavano confuso e complicato. Ma per padroneggiare una nuova piattaforma è necessario un incentivo: su Snapchat è vedere i contenuti dei propri amici. Su Twitter o Instagram c'è anche la possibilità di vedere i post di personaggi noti o di un argomento che interessa. Mastodon ha come maggiore attrattiva lo spirito libero e il rispetto generale per le persone e la privacy.

Premessa

pur non avendo mai lavorato per Twitter, ho lavorato in un'azienda a stretto contatto con twitter fin dal 2008 e che è stata determinante per la mia crescita.

La fortuna di Twitter è stata legata anche alla mia fortuna.

Non voglio che Twitter fallisca, però...

Non posso ignorare come Twitter abbia tradito i suoi utenti.

Ha tratto profitto direttamente dall'odio e dall'ascesa dei movimenti più estremisti.

Nel 2018 ho scoperto la nascita del protocollo ActivityPub come standard del consorzio W3C

Da tempo seguivo i server federati, avevo degli account su identi.ca dal 2009 e ritenevo che anche Twitter avrebbe dovuto aprire le sue API e creare un network federato. Fino al 2010 Twitter era una piattaforma in qualche modo “aperta” poi sono andati nella direzione opposta.

Ho iniziato ad usare Mastodon nel 2018, nel 2019 ho fondato la prima istanza italiana Generalista per italofoni.

All'epoca era un posto molto diverso. La maggior parte del Fediverso era un posto un po' naif: un piccolo numero di persone che rifiutavano i grandi social network e che esploravano il nuovo mezzo muovendo i primi passi. Su questo scenario mancava un'istanza ristretta a soli utenti italofoni di natura generalista che potesse essere un approdo sicuro e gentile per tutti ed ospitare i transfughi da twitter che volessero un posto libero da ideologie identitarie. Per questo nacque Mastodon.uno un'istanza apartitica e aconfessionale, libera da ideologie e ristretta ai soli utenti italofoni, la prima a presentarsi come un social generalista aperto ad una socialità positiva e non un'ennesimo megafono usato per catturare attenzione.

Negli ultimi 5 anni Mastodon (e il Fediverso italiano) si è gradualmente orientato verso tre gruppi principali

  1. Appassionati di Open Source/Privacy
  2. Geek/Nerd
  3. Attivisti

Ogni gruppo è diventato molto protettivo nei confronti del proprio spazio, tanto da creare delle bolle all'interno degli spazi del fediverso tali e quali a quelle che avevano lasciato su Twitter e Facebook. Una delle ragioni per cui aprii una istanza generalista fu proprio il rifiuto di rintanarsi in un'ennesimo giardino recintato guidato da un'appartenenza identitaria, seppur tali istanze erano iniziative lodevoli non ero certo approdato nel fediverso per replicare la stessa esperienza dei grandi social dove c'è il rifiuto degli altri e la messa in discussione delle opinioni diverse fino anche all’attacco personale. Nei social l’affermazione del sé implica necessariamente lo svilire l’altro, infatti la sovrastima del proprio io porta a imporre il proprio stile di vita su tutti gli altrui per cui chi vive diversamente, chi auspica un diverso modo di vivere diventa un nemico da abbattere perché mette in discussione la propria sfera individuale.[La disinformazione come fenomeno sociale e l’emersione delle logiche da “branco” di @brunosaetta@mastodon.uno]

Ogni volta che c'è una crisi su Twitter o Facebook c'è una nuova ondata di iscrizioni a Mastodon

La maggior parte di questi utenti però non rimane perché Mastodon non è un clone di quei servizi. Ma alcuni restano e il #fediverso cresce, lentamente ma cresce.

tre anni fa ho deciso di fare del Fediverso la mia unica residenza social

Pur rimanendo su mastodon.uno, ho anche creato grazie a un gruppo di appassionati l'istanza Pixelfed su pixelfed.uno, e l'istanza Peertube Peertube.uno che coordino ogni giorno.

Grazie al fediverso ho anche recuperato un mio vecchio progetto nonprofit del 2007, noblogo.org che credevo arrivato al capolinea

Noblogo era un progetto collettivo noprofit creato con Wordpress mu (multi utente) in cui dare uno spazio gratuito a chi volesse creare un proprio blog, progetto che come tutti i blog ha subito la crisi con la fuga verso i grandi social ma che ora grazie al fediverso e a #Writefreely ha ripreso nuova vita grazie alla possibilità di seguire i blog anche da un account mastodon.

Come utilizzatore dei progetti Mastodon, Peertube e Pixelfed, Writefreely è importante fare donazioni ricorrenti ai progetti

Se l'intenzione è di continuare a coltivare il fediverso ed utilizzare queste istanze, è bene pensare a iniziare delle donazioni ricorrenti, alla fine bastano pochi centesimi alla settimana o un caffè al mese per mantenere attive importanti spazi forniti gratuitamente alla collettività.

È importante ricordare che il Fediverso non è fatto da aziende multimiliardarie.

Mastodon è una non-profit il cui CEO è lo stesso fondatore.

Pixelfed è realizzato part-time da @dansup@mastodon.social.

Peertube è sviluppato da un solo dipendente pagato a tempo pieno grazie a Framasoft, una noprofit francese.

Writefreely è di una piccola società gestita dal proprio fondatore e che si sostiene vendendo pacchetti di hosting.

Oltre a questi ci sono molti altri progetti, alcuni dei quali hanno un'istanza italiana gestita dai devol: * funkwhale – podcst e musica * mobilizon – eventi * gitea – repository di progetti open

Al momento ci sono oltre 5 milioni di utenti nel Fediverso.

E' una cifra irrisoria rispetto a Twitter. Tuttavia, riesco ad avere più interazioni social su Mastodon che su Twitter a parità di follower. Questo accade perchè gli algoritmi su twitter avvantaggiano gli influencer o chi paga per acquisire visibilità lasciando tutti gli altri ai margini come spettatori, solo una minima parte dei propri followers potrà mai vedere i messaggi che pubblichiamo. Questo perchè i social avvantaggiano solo chi riesce a monetizzare il proprio account e di conseguenza investe sui social in un circolo vizioso che porta tutti gli utenti normali a costituire una massa di consumatori da imbonire.

Anche il Fediverso ha bisogno di investimenti.

Non tutti sono d'accordo con questa idea, perché alcuni preferiscono che sia un'enclave di hobbisti gestita amatorialmente da appassionati. Ma per la sua stessa sopravvivenza a lungo termine ha bisogno di un'infrastruttura che sia facilmente scalabile per gestirne la crescita e di sviluppatori che possano lavorare retribuiti a tempo pieno. E' recente infatti la notizia che una delle più grandi istanze mastodon, mastodon.technology, deve chiudere perchè gestita amatorialmente nel tempo libero e non può più sostenere gli oltre 20mila iscritti. Per questo ci sono fondi europei che già finanziano i progetti del fediverso, fra tutti la fondazione NLnet che permette a molti gestori di progetti del fediverso di poter sostenere economicamente.

Negli ultimi 4 anni sono passato da semplice utente a gestire 30000 utenti del fediverso

Ho capito che il modo migliore per far crescere il #Fediverso è creare un'istanza. Non sono mai stato un sistemista, ma ho imparato a farlo. Cominciare con una propria istanza potrebbe essere più facile di quello che si crede, ad esempio ci sono servizi come Mastohost che permettono di partire subito con solo 6€/mese lasciando ad altri la parte di gestione tecnica.

Con l'acquisto di Twitter da parte di Elon Musk, il governo e i media DEVONO adottare il Fediverso.

Ma lo faranno?

Non fino a quando ci sarà una crisi che li costringerà a farlo. Creisi che ci sarà, è solo questione di quando accadrà.

Elon Musk sta inviando tweet pro-russia

Pensate che il governo ucraino voglia essere su Twitter in questo momento?

E l'UE?

Stanno già guardando al Fediverso come alternativa. Il garante della Privacy Europeo ha già avviato le sue istanze Mastodon e Peertube per quello che dovrebbe essere il primo test verso l'adozione del fediverso come alternativa Europea ai social americani.

In questo momento c'è la calma prima della tempesta.

Le persone non lasceranno Twitter finché non saranno costrette a farlo. Ma alla fine lo faranno.

Come possiamo prepararci a questa eventualità?

Consigli per preparare il Fediverso alla prossima migrazione di massa

  1. COSTRUIRE istanze, molte istanze
  2. DONARE ai progetti del Fediverso come quello italiano dei devol.
  3. Se dovete continuare ad usare Twitter, usate un cross-posting automatico come moa.party.

Costruire il Fediverso non è solo una questione di creare un'alternativa software a Twitter o Facebook.

Si tratta di costruire un'infrastruttura di social ROBUSTA, ben supportata e protetta da multinazionali e governi.

Sarà triste per il Fediverso abbandonare un'atmosfera così intima?

A nessuno piace cambiare, ma il cambiamento nei social network sta finalmente arrivando.

Il bello di #ActivityPub è che non siamo più schiavi di algoritmi imposti dall'alto da aziende Big Tech. Possiamo costruire social migliori perchè è tutto nelle nostre mani.

È arrivato il momento

L'acquisizione di Twitter da parte di Elon Musk è imminente. Gli costerà 44 miliardi di dollari.

Per una frazione del costo, si può costruire l'alternativa. E funziona già.

Come seguirci

Abbiamo 3 servizi per rimanere aggiornati sulle evoluzioni del fediverso e sui social media in generale:

Chi Siamo

articolo ispirato da atomicpoet

Il documentario della BBC disponibile in streaming racconta l'ascesa dei Nirvana e i retroscena dei tour con i protagonisti dell'epoca.

In occasione del 30° anniversario dell'uscita di Nevermind, il documentario della BBC When Nirvana Came To Britain esplora il rapporto speciale che si è sviluppato tra quest'isola e un gruppo di trasandati #punk di #Seattle che hanno girato il paese in tour prima di diventare in qualche modo la più grande band del mondo.

Il Regno Unito è stato la patria di alcuni dei gruppi preferiti dai Nirvana – da grandi nomi come i #Beatles e i Led Zeppelin a eroi di culto largamente ignorati come i #Raincoats e i #Vaselines – e il Regno Unito ha risposto ricambiando l'amore, abbracciando il trio prima e con maggiore entusiasmo della loro stessa nazione. “Siete stati i primi a fare tutto”, dice #DaveGrohl. “È davvero come una seconda casa”.

Il documentario segue i Nirvana un paio di anni prima dell'uscita di Nevermind, quando la band era in visita nel Regno Unito con il tour Bleach nel 1989. Sebbene questo possa essere il punto di partenza, When Nirvana Came to Britain ripercorre le vicende della band fino al 1994, seguendo il modo in cui “hanno introdotto un nuovo ed eccitante marchio di musica rock nel Regno Unito, cambiando il panorama musicale dell'epoca e influenzando una generazione di giovani britannici”.

Come ogni buon documentario che si rispetti, ci verranno mostrati anche filmati d'archivio inediti e filmati amatoriali realizzati dagli stessi membri della band, oltre a visitare “località britanniche poco conosciute” che hanno avuto un ruolo cruciale nell'ascesa della band verso la fama. I filmati saranno accompagnati da interviste esclusive al personale di strada dei Nirvana e ai membri superstiti, Dave Grohl e Krist Novoselic, che racconteranno in prima persona il viaggio e il legame della band con il Regno Unito.

“Il Regno Unito ha sicuramente risposto ai Nirvana molto di più, prima dell'America. Siete stati i primi a fare tutto... ci siamo formati lì. Dopo il tour nel Regno Unito ricordo di essere tornato in America negli stessi bar e club dove suonavamo per 99 persone... 150 persone... non era certo come nel Regno Unito. È davvero come una seconda casa”, afferma Grohl nella sinossi ufficiale.

Raccontata con filmati d'archivio e con l'aiuto di giornalisti, organizzatori, compagni di tournée, colleghi musicisti e fan, la storia inizia con Russell Warby, promoter di Nottingham in difficoltà, che stringe contatti fortuiti con band ed etichette statunitensi e successivamente trova una copia del singolo di debutto dei Nirvana del 1988 sul suo zerbino. Rimasto folgorato dalla loro interpretazione di Love Buzz dei rocker olandesi Shocking Blue, Warby si impegnò a portare #KurtCobain e compagnia oltreoceano per alcuni spettacoli dal vivo. Seguì un tour del 1989 a sostegno dei Tad, compagni di etichetta della Sub Pop, e poi, un anno dopo, una tournée di sei serate come headliner che Grohl confessa “è stata la mia fantasia rock'n'roll che si è avverata”. #KristNovoselic è d'accordo: “Tutto quello che dovevamo fare era suonare la musica. Nessun salvatore o portavoce di una generazione”.

Tutto questo sarebbe cambiato con #Nevermind. “Hanno fatto sì che fosse giusto essere un outsider; hanno fatto sì che fosse giusto non adattarsi”, dice Simon Neil dei Biffy Clyro, un superfan dei Nirvana durante l'adolescenza – ma improvvisamente il grunge era andato oltre i confini e la band non era più un outsider, costretta ad acclimatarsi in un ambiente nuovo e sconosciuto. Il loro debutto televisivo a The Word – organizzato da Jo Whiley e preceduto da una memorabile dedica romantica di Cobain a Courtney Love – fu un caos glorioso, ma la successiva apparizione a Top Of The Pops fu ancora più notevole.

A disagio con l'idea di mimare la versione preregistrata di Smells Like Teen Spirit, raggiunsero un compromesso consentendo loro di cantare dal vivo, e Cobain colse l'occasione per cantare “Load up on drugs, kill your friends” in un assurdo tono baritonale. “Se la sono cercata”, sorride Grohl, da sempre uno scolaretto birichino, ma Alex Weston, l'acerrimo promotore del loro tour nel Regno Unito, evidentemente non si è divertito nemmeno 30 anni dopo. “Era il loro grande momento e lui l'ha completamente sabotato”. Questo sarebbe il motivo per cui i Nirvana sono poi affondati senza lasciare traccia. (Presumibilmente è ancora arrabbiata per quello che hanno fatto quando hanno avuto il permesso di esibirsi dal vivo: terrorizzare i timpani del pubblico di Jonathan Ross con una canzone completamente diversa da quella prevista).

Se si aggiungono queste performance televisive ai ricordi delle buffonate del tour, alle riprese con videocamera della band che si diverte durante il viaggio verso e a Londra e al resoconto di Steve Lamacq della loro prima intervista a NME (che includeva una lunga conversazione sull'animale domestico ideale), il documentario contribuisce a sfatare uno dei miti duraturi sui Nirvana: che fossero dei miserabilisti privi di umorismo. Al Reading Festival dell'agosto 1992, dopo un anno di intense pressioni e problemi personali, Cobain satireggiò le voci sul suo stato di salute presentandosi con un camice medico, simbolicamente portato sul palco da Everett True (il primo giornalista britannico ad evangelizzare la scena di Seattle).

Grohl ricorda di aver avuto la sensazione di dover dimostrare ancora una volta il proprio valore e di aver dubitato di poterlo fare, ma di aver provato un enorme sollievo quando la catastrofe fu evitata. Cobain si era slogato una spalla lanciandosi contro la batteria l'anno precedente (tra il divertimento degli astanti membri dei #Mudhoney e dei #SonicYouth, ma tra lo shock e la preoccupazione di Eugene Kelly dei Vaselines), ma questa volta fu il “ballerino interpretativo” della band Tony Hodgkinson a farsi male, sbattendo la testa così forte da subire un colpo di frusta e finire per indossare un collare.

Tragicamente, quello spettacolo trionfale sarebbe stato l'ultimo dei Nirvana nel Regno Unito. L'esibizione di Cobain a Reading fu proprio questo, mascherare le sue crescenti lotte con la dipendenza e la depressione. La band si muove pericolosamente per tutto il 1993 e l'inizio del 1994 fino a quando, l'8 aprile, Cobain viene trovato morto all'età di soli 27 anni. Questo documentario suggerisce che lui e la sua band sono stati probabilmente i più brillanti in Gran Bretagna prima di spegnersi, e che il loro ricordo è ben lungi dallo svanire.

librewolf vs Firefox

I Browser hanno bisogno di essere messi in sicurezza. I nostri browser sono diventati forse il più critico degli strumenti da cui dipendiamo, eppure l'ambiente dei browser è tutt'altro che sano. Alcuni browser sono sicuri, mentre altri sono senza speranza.

Il comportamento di pochi attori dominanti ha rimodellato in modo aggressivo l'evoluzione del Web e questo sta iniziando a creare problemi di privacy. Noi come utenti abbiamo pochissimo controllo su ciò che i browser permettono e condividono, dato che i #Browser sono essenzialmente lasciati non protetti e ogni sito web è libero di abusarne.

Inoltre i siti web moderni richiedono molte risorse, appesantendo sia i browser che i server, questa guida serve anche a rendere la navigazione enormemente più veloce limitando o bloccando tutti i contenuti inutili di terze parti e i numerosi javascript che allentano il Computer o lo Smartphone. Queste soluzioni comporteranno oltre a un miglioramento della privacy e a una velocizzazione della navigazione anche un notevole risparmio di energia che corrisponderà a maggior autonomia delle batterie e minor energia dissipata dai datacenter con conseguente minor produzione di CO2 nell'ambiente.

Tutti questi vantaggi saranno però raggiunti senza dover impazzire in settaggi difficili da ricordare e senza sacrificare il funzionamento dei siti su cui si garantisce il funzionamento nel 99% dei siti. In questo modo sarà molto facile replicare la configurazione su tutti i dispositivi posseduti e auspico anche su quelli di amici e famigliari.

Questa guida verrà costantemente migliorata e aggiornata, servirà ad aiutare a responsabilizzare ed ad ottenere una migliore comprensione dei rischi nell'utilizzo dei Browser.

2 browser sicuri e veloci: Librewolf e Brave

Perche solo Librewolf e Brave? Perchè sono i browser che proteggono meglio la privacy di default, per un confronto date un'occhiata alla tabella di Privacytest.org che effettua test giornalmente su tutte le ultime versioni dei principali browser oppure la recensione di Restore Privacy che elegge Brave “The most secure and private browser (for both desktop and mobile)”.

Il mio attuale browser preferito è “LibreWolf”, che si può concepire come il Brave per Firefox (Brave è una versione molto più sicura di Chrome, e LibreWolf è una versione MOLTO MOLTO più sicura di Firefox). LibreWolf per impostazione predefinita disattiva un sacco di roba di fingerprinting. Personalmente non amo perdere tempo per configurare un browser e odio applicare delle modifiche che dovrebbero già essere applicate di default. Perché non usare Firefox? Si potrebbe con le dovute modifiche, ma i ragazzi di LibreWolf in realtà compilano il browser con opzioni diverse da Firefox, perché alcune delle opzioni non possono essere cambiate attraverso la configurazione. Mozilla è un'azienda tecnologica della Silicon Valley che esiste grazie al mezzo miliardo di dollari o giù di lì che ottiene ogni anno consentendo a capitalisti della sorveglianza come Google di tracciare le persone nel loro browser. Firefox è in definitiva il cavallo di troia di Google, un'espediente per accedere al 100% dei browser, l'unica via di uscita per sfuggire al controllo di Google è sostenere lo sviluppo di un browser indipendente come #Librewolf.

Lo scopo di questa guida è quindi quello di avere un browser più sicuro, ma anche più veloce, facile da usare e che ti protegga dalla sorveglianza commerciale mantenendo la possibilità di navigare nel 99% dei siti senza problemi. Insomma un browser più sicuro e veloce e che puoi installare in 5 minuti nel PC di vostra madre, senza dover impazzire per configurarlo e senza farla impazzire quando lo userà.

Detto questo seppur apprezzi gli sforzi su librewolf, ho sceltro di usare Brave come browser predefinito, semplicemente perchè ha una modalità in privato che non è una barzelletta, posso aprire con un click un sito nascondendo il mio IP e navigando più protetto all'interno della rete Onion/TOR ed in più è presente su tutti i dispositivi mobili il che rende molto comoda la sincronizzazione fra dispositivi diversi. Librewolf oltre a non avere una versione mobile non ha l'aggiornamento automatico il che potrebbe comportare molti rischi di sicurezza se non viene aggiornato manualmente. Una cosa che ho notato è che Librewolf e Firefox occupano più risorse di sistema di Brave, e in alcuni miei vecchi laptop non ha senso usare Librewolf o Firefox che li renderebbe di fatto inutilizzabili a causa della loro pesantezza. Brave, utilizzando molte meno risorse di Librewolf, permette di utilizzare meno energia di fatto aumentando l'autonomia dei laptop e riducendo la necessità di caricare le batterie e quindi permette di risparmiare cicli di ricarica e aumentare la vita delle stesse batterie. In ogni caso sia Librewolf che Brave sono nettamente più veloci rispetto agli altri browser in quanto l'eliminazione della pubblicità aumenta enormemente la velocità di navigazione e riduce drasticamente l'utilizzo di risorse con tutto vantaggio nell'autonomia dei dispositivi mobili.

E su smartphone?

Come detto anche su smartphone preferisco brave, per il fatto che avere lo stesso browser su tutte le piattaforme è un grande vantaggio che ti semplifica la vita: puoi sincronizzare con un click molte impostazioni oltre a cronologia, preferiti, schede aperte, ecc. Brave è anche di gran lunga il browser che meglio protegge la privacy sia su iOS che su Android secondo privacytest.org ma anche Privacy Guides lo considera il miglior browser per android. Da notare come i browser paladini della Privacy Firefox e Duck Duck Go lascino tranquillamente passare tracker google (Firefox) e i tracker Bing/microsoft (Duck Duck Go).

Il fatto di non avere un'app mobile è un'altra pecca per librewolf, però chi vuole utilizzarlo lo può comunque sincronizzare su alcuni browser ma non è così semplice come su Brave. #Brave ha il codice sorgente sviluppato da #Cromium, un progetto di Google, e potrebbe risultare antipatico a molti (a mio parere chi è senza un cellulare con un sistema basato su Android scagli la prima pietra ;) ) inoltre Brave su smartphone perde la navigazione su rete TOR e IPFS, ed è presente solo sul Play Store. Se non volete scaricare Brave dal #PlayStore potete installarlo direttamente dal codice sorgente usando l’applicazione FFUpdater.

E quindi aggiungo per completezza tutti i magheggi per avere dei browser sicuri e veloci basati su Firefox mantenendoli sincronizzati su tutti i dispositivi fissi & mobili: Su Android si può usare fennec disponibile solo su fdroid, è la versione ripulita di Firefox con Sync attivabile ed estensioni essenziali disponibili. Per dispositivi mobili Apple si può usare l'app ufficiale firefox dove è possibile attivare la sincronizzazione con Firefox Sync. Serve però attivare le opzioni di protezione antitracciamento avanzata con protezione massima. Purtroppo non è possibile installare alcuna estensione. C'è da aggiungere che anche su Librewolf serve attivare manualmente la sincronizzazione mettendo mano ai settaggi, questa è la guida.

Ricompense Brave

Brave ha scelto di autofinanziarsi attraverso un proprio sistema di ricompense completamente indipendente e rispettoso della privacy, non raccoglie dati ed è disabilitato di default. Infatti per usare le “Ricompense Brave” è necessario attivarle manualmente. Il sistema permette di premiare chi utilizza Brave ma si può scegliere di donare tutte ai siti web che si visitano. In questo modo tutti ne beneficiano, Brave ha un sistema di autofinanziamento indipendente che permette di sviluppare il browser e mantenerlo aggiornato, l'utilizzatore può a sua discrezione accumulare i BAT ma anche donarli a siti come Wikipedia, Tor Project e a tutti i progetti ospitati dai devol come mastodon.uno, noblogo.org, pixelfed.uno, peertube.uno e molti altri: devol.it.

Motore di ricerca: LibreX e Presearch

Purtroppo sia Brave che Firefox utilizzano Google come motore di ricerca di default. In un mondo in cui una sola azienda controlla oltre il 80% di tutte le ricerche, influenzando miliardi di persone, plasmando le percezioni e agendo di fatto come il principale guardiano di Internet, un nuovo motore di ricerca aperto e guidato dalla comunità è una necessità.

Inutile sottolineare che dovrà essere prontamente sostituito con un motore open che rispetti la privacy come LibreX e Presearch.

L'ottimo meta motore LibreX utilizza i risultati di ricerca Google, Brave e Qwant (quindi Bing) ed è ospitato nei server devol in Europa. LibreX è totalmente privo di pubblicità, non ha traccianti di nessun tipo, non memorizza le ricerche, potete usarlo in totale anonimato via TOR in quanto non c'è alcun javascript e quindi nessuno che spia con metodi di fingerprinting. Ha 2 importanti vantaggi rispetto ai soliti motori di ricerca:

1) si possono cercare file/video nella rete #torrent e quindi tutti quei contenuti che vengono oscurati dai motori di ricerca.

2) Si possono trovare contenuti nei siti della rete #tor #onion, ovviamente apribili solo con Brave o con tor browser. Questo viene fatto grazie ai risultati del motore di ricerca #Ahmia.

Per aggiungere LibreX ai motori di ricerca di Brave serve usare questa URL: https://librex.devol.it/search.php?q=%s

Su Librewolf serve però aggiungere l'estensione Search engine helper per attivare LibreX come motore di ricerca.

Al momento LibreX non permette ricerche localizzate in italiano, quindi per chi vorrebbe ricerche locali consiglio Presearch.

Presearch è un motore di ricerca open e decentralizzato, gestito dai membri della comunità, chiunque può creare un nodo Presearch nel proprio server e permette di avere ottime ricerche in Italiano nel rispetto della privacy. Potete aggiungere Presearch a Brave con questa estensione: Presearch. Per Librewolf sarà sufficiente installare questa estensione per aggiungere presearch come motore di ricerca: Presearch.

Ricompense Presearch

Per incentivare l'utilizzo Presearch come accade con Brave ha un sistema di ricompense che ripaga i propri utenti in cryptovaluta (PRE) per ogni ricerca effettuata. Iscrivendosi da qui si potrà ricevere 25 PRE dopo 1 mese di utilizzo e donerete 25 PRE al gruppo devol una volta raggiunti i 50 PRE (circa 500 ricerche).

4 Estensioni per rendere più sicuro e veloce il Browser: LocalCDN, Bitwarden/Vaultwarden, Privacy Redirect/Libredirect, Jshelter.

Ecco le estensioni che permetteranno di ripulire i siti da pubblicità, javascript ficcanaso e altri comportamenti intrusivi.

LocalCDN

Il nome dell'estensione è l'acronimo di Local Content Delivery Networks, viene fornito con un mucchio di librerie che vengono utilizzate per caricare le pagine.

Quando il vostro browser carica una pagina web, invia richieste al server per recuperare il contenuto necessario per visualizzare la pagina. #LocalCDN intercetta la richiesta e invece di scaricarle da internet carica le risorse già presenti in locale, migliorando così la velocità di caricamento della pagina. Usare il contenuto locale è anche un bene per la vostra privacy, perché le richieste non vengono inviate al server originale.

LocalCDN è un fork dell'estensione Decentraleyes.

Bitwarden – Vaultwarden

Il nostro uso quotidiano di internet implica l'utilizzo di vari servizi come il banking, il lavoro, la posta elettronica, i social media, lo streaming di video e musica, i giochi, ecc. Questi account rappresentano la tua identità online e hanno un valore inestimabile, ma ricordare la password per ognuno di essi può essere una sfida. Questo è il motivo per cui molte persone si affidano ai gestori di password in quanto sono facili da usare e aiutano anche a proteggere i tuoi account generando password sicure.

Salvare le password sul vostro Browser è davvero una pessima idea per quel che riguarda la sicurezza online. Salvare le password su Browser e poi magari automaticamente sincronizzate non è una buona idea, sono facilmente accessibili ed esportabili con un semplice click da chi avesse accesso al PC/Smartphone. Meglio usare un vero Password Manager con le password criptate ma rimanga comunque semplice nell’utilizzo quotidiano.

L'estensione per browser #Bitwarden è un modo eccellente per gestire le tue password direttamente da Librewolf e Brave. Grazie all'opzione di riempimento automatico incorporata nell'estensione, non dovrai digitare o copiare e incollare le tue informazioni di accesso, l'add-on lo gestisce per te. Installate l'add-on per Brave o Librewolf, registrate un account gratuito sull'istanza Vaultwarden dei devol. Valtwarden è un progetto open source al 100% compatibile con Bitwarden. Il progetto #Vaultwarden è attivo da anni, precedentemente si chiamava Bitwarden_rs e permette di gestire un server bitwarden anche in piccoli server, infatti il server Bitwarden ufficiale è molto pesante e utilizza il cloud azure di microsoft. Non mi pare una grande idea utilizzare server di microsoft e quindi supportare questa soluzione proprietaria. Molto meglio usare un progetto open indipendente e nel caso del servizio dei devol con server in Europa invece degli USA.

Bitwarden ha un'applicazione ufficiale per Windows, Linux, macOS, Android e iOS, rendendolo un gestore di password multipiattaforma. Il database delle password è sincronizzato online permettendovi di accedervi da qualsiasi dispositivo.

Estensioni avanzate

Seppure Brave e Librewolf offrano un'ottima protezione della privacy di default per i più esigenti consiglio Privacy redirect/libredirect e Jshelter. Queste sono estensioni che potrebbero bloccare il funzionamento di alcuni siti e quindi sono consigliati solo agli utenti più smanettoni in quanto sarà necessario configurare qualche sito in caso di malfunzionamento.

Privacy redirect

Privacy Redirect è un'estensione open source per il browser che reindirizza i link e le richieste a siti molto popolari verso alternative rispettose della privacy.

Una volta installata, la maggior parte dei reindirizzamenti avviene automaticamente. Per darvi un esempio: se aprite un account Twitter in un browser che ha installato l'estensione, sarete reindirizzati a un'istanza di #Nitter per accedere al contenuto.

#PrivacyRedirects supporta i seguenti servizi:

Twitter => Nitter Youtube => Invidious Instagram => Bibliogram Ricerca Google => SearX, Whoogle Reddit => Libreddit, Teddit, Old Reddit Google Translate => SimplyTranslate, LingvaTranslate Google Maps => OpenStreetMap Wikipedia => Wikiless

L'estensione Privacy Redirects sceglie un'istanza casuale di una delle alternative disponibili ogni volta si digita l'indirizzo o si clicca un link.

Alcune alternative visualizzano contenuti diversi, ad esempio OpenStreetsMap visualizza la stessa località ma le informazioni e le funzionalità possono essere diverse.

Alcune istanze potrebbero non funzionare più. Meglio impostare un'istanza specifica funzionante come destinazione predefinita.

Sembra che esita un fork molto ben fatto: Libredirect. Lo sviluppo è molto più attivo e permette di usare in più:

YT Music => Beatbump TikTok => ProxiTok Imgur => Rimgo Pixiv => pixiv萌え Medium => Scribe Peertube => SimpleerTube LBRY/Odysee => Librarian Spotify => Soju Send Files => Send

l'estensione Libredirect non è però inserita nel Chrome webstore e quindi per Brave serve installarla manualmente.

Jshelter

Il progetto JShelter è un'estensione del browser con licenza libera, serve per mitigare le minacce potenziali da JavaScript. Il sito web del progetto è all'indirizzo https://jshelter.org/.

JShelter può essere pensato come un firewall per i JavaScript e fornisce quattro livelli di protezione. Il livello zero permette l'accesso a tutto, il primo include blocchi minimi che non interrompono il lavoro delle pagine, il secondo livello bilancia tra blocchi e compatibilità, e il quarto livello include il blocco rigoroso di tutto ciò che non è necessario.

Le impostazioni di blocco possono essere collegate ai singoli siti, per esempio, per un sito è possibile rafforzare la protezione e per un altro disabilitarla.

per commenti, suggerimenti e correzioni mi trovate su mastodon: @filippodb@mastodon.uno