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    <title>millenovecentosettantotto &amp;mdash; 🅐🅡🅣🅔🅢🅤🅞🅝🅞 </title>
    <link>https://noblogo.org/artesuono/tag:millenovecentosettantotto</link>
    <description>Recensioni musicali di Silvano Bottaro</description>
    <pubDate>Thu, 23 Apr 2026 01:25:29 +0000</pubDate>
    <item>
      <title>Pere Ubu — Modern Dance (1978)</title>
      <link>https://noblogo.org/artesuono/pere-ubu-modern-dance-1978</link>
      <description>&lt;![CDATA[immagine&#xA;&#xA;La “danza moderna” opera prima dei Pere Ubu, rimane a distanza di oltre quarant’anni un disco straordinario. Ecco sì, straordinario è l’aggettivo che più gli si addice. Straordinario il nome Pere Ubu (Ubu Roi, pièce teatrale del commediografo francese di fine ‘800 Alfred Jarry), che non diceva niente a nessuno ma aveva un bel ’suono’. Straordinaria la voce di David Thomas, un gigante con i capelli a cespuglio che cantava con un vocione da orco. Straordinari i musicisti Revenstine, un cercarumori quando l’elettronica era tutt’altro che facile, il chitarrista Herman, un trasformatore elettrico da 125 in 380volts, la sezione ritmica di Krauss alla batteria e Maimone al basso che scandiscono una musica complessa e alienata. Straordinario il suono, un turbinio di note, con scenari post-industriali, schizofrenici e avanguardistici.&#xA;&#xA;Gli Ubu si auto producono quattro singoli, uno più feroce dell’altro, prima di giungere a questo favoloso esordio. Il disco è tirato in poche copie, non entra mai in classifica, ma abbaglia subito i cercatori di rock diverso. Thomas e i suoi portano il rock verso nuove frontiere, senza dimenticare l’essenzialità delle sue origini. Producono una musica con la devastante energia del punk, il ruvido calore del blues e presagi di quelli che un giorno sarebbero stati chiamati ‘paesaggi immaginari’ dell’electro-music. La voce squassata del leader e mente del gruppo David Thomas, l’anti — Sinatra per il suo ‘mal di canto’ si diverte a scrivere alla rovescia la storia della canzone tipo, e fa della sua sgraziata e disarmonica vocalità il marchio di fabbrica del gruppo.&#xA;&#xA;Difficile, assurdo e insignificante catalogare il loro suono, avanguardia, jazz, rock, folk, tutto questo e il contrario, un meraviglioso variopinto minestrone musicale condito in maniera razionale da una melodia strabiliante, unica e invidiabile. Una visione ‘forse’ troppo forte e troppo ‘avanti’ per l’epoca. Un disco che resta ancora straordinario per la sua forza, ancora attuale e influente.&#xA;&#xA;millenovecentosettantotto&#xA;&#xA;Home  - span style=&#34;font-family: verdana;&#34;a href=&#34;https://www.silvanobottaro.it/&#34; target=&#34;blank&#34;Identità Digitale/a &#xD;&#xA;Sono su:&amp;nbsp;a href=&#34;https://mastodon.uno/web/@stranobiovolta&#34; target=&#34;blank&#34;Mastodon.uno/a&amp;nbsp;-&amp;nbsp;a href=&#34;https://pixelfed.uno/i/web/profile/264847958183383040&#34; target=&#34;blank&#34;Pixelfed/a&amp;nbsp;-&amp;nbsp;a href=&#34;https://feddit.it/u/essebi&#34; target=&#34;blank&#34;Feddit/a ]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p><img src="https://www.silvanobottaro.it/wp-content/uploads/2019/09/24-768x768.jpg" alt="immagine"></p>

<p>La “danza moderna” opera prima dei Pere Ubu, rimane a distanza di oltre quarant’anni un disco straordinario. Ecco sì, straordinario è l’aggettivo che più gli si addice. Straordinario il nome Pere Ubu (Ubu Roi, pièce teatrale del commediografo francese di fine ‘800 Alfred Jarry), che non diceva niente a nessuno ma aveva un bel ’suono’. Straordinaria la voce di David Thomas, un gigante con i capelli a cespuglio che cantava con un vocione da orco. Straordinari i musicisti Revenstine, un cercarumori quando l’elettronica era tutt’altro che facile, il chitarrista Herman, un trasformatore elettrico da 125 in 380volts, la sezione ritmica di Krauss alla batteria e Maimone al basso che scandiscono una musica complessa e alienata. Straordinario il suono, un turbinio di note, con scenari post-industriali, schizofrenici e avanguardistici.</p>

<p>Gli Ubu si auto producono quattro singoli, uno più feroce dell’altro, prima di giungere a questo favoloso esordio. Il disco è tirato in poche copie, non entra mai in classifica, ma abbaglia subito i cercatori di rock diverso. Thomas e i suoi portano il rock verso nuove frontiere, senza dimenticare l’essenzialità delle sue origini. Producono una musica con la devastante energia del punk, il ruvido calore del blues e presagi di quelli che un giorno sarebbero stati chiamati ‘paesaggi immaginari’ dell’electro-music. La voce squassata del leader e mente del gruppo David Thomas, l’anti — Sinatra per il suo ‘mal di canto’ si diverte a scrivere alla rovescia la storia della canzone tipo, e fa della sua sgraziata e disarmonica vocalità il marchio di fabbrica del gruppo.</p>

<p>Difficile, assurdo e insignificante catalogare il loro suono, avanguardia, jazz, rock, folk, tutto questo e il contrario, un meraviglioso variopinto minestrone musicale condito in maniera razionale da una melodia strabiliante, unica e invidiabile. Una visione ‘forse’ troppo forte e troppo ‘avanti’ per l’epoca. Un disco che resta ancora straordinario per la sua forza, ancora attuale e influente.</p>

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      <guid>https://noblogo.org/artesuono/pere-ubu-modern-dance-1978</guid>
      <pubDate>Sat, 01 Oct 2022 06:05:12 +0000</pubDate>
    </item>
    <item>
      <title>Van Morrison — Wavelenght (1978)</title>
      <link>https://noblogo.org/artesuono/van-morrison-wavelenght-1978</link>
      <description>&lt;![CDATA[immagine&#xA;&#xA;Quando l’artista nord-irlandese pubblica questo album è il 1978 e ha già alle spalle un decennio abbondante di buona musica, costruita soprattutto attorno ai suoni del rythm and blues. &#xA;&#xA;Wavelenght (lunghezza d’onda) è un singolo che dà il nome a un album che ridà energia e slancio a George Ivan Morrison (Belfast, 1945) anche sul versante commerciale. Ma non troppo. &#xA;&#xA;Wavelength è la prova che un fuoriclasse riesce a esserlo anche dopo tantissimi capolavori. Morrison ha saputo interpretare la musica nera: forse perché non si è mai dimenticato di quel luogo comune secondo il quale gli irlandesi siano considerati i “neri” delle isole britanniche. &#xA;&#xA;Wavelength nasce soprattutto negli Stati Uniti, ed è infatti negli Usa che ottiene un successo, arrivando ai confini del ventesimo posto. Di religione protestante e figlio di genitori amanti del jazz, Morrison scrive e canta e suona chitarra, sax e armonica. &#xA;&#xA;Nella sua storia è stata straordinaria l’uscita dai blocchi: la leggendaria Gloria incisa con il gruppo dei Them, rifatta dai grandi del rock, dai Doors a Hendrix dai Grateful Dead ai Rem.&#xA;&#xA; #millenovecentosettantotto&#xA;&#xA;Home  - span style=&#34;font-family: verdana;&#34;a href=&#34;https://www.silvanobottaro.it/&#34; target=&#34;blank&#34;Identità Digitale/a &#xD;&#xA;Sono su:&amp;nbsp;a href=&#34;https://mastodon.uno/web/@stranobiovolta&#34; target=&#34;blank&#34;Mastodon.uno/a&amp;nbsp;-&amp;nbsp;a href=&#34;https://pixelfed.uno/i/web/profile/264847958183383040&#34; target=&#34;blank&#34;Pixelfed/a&amp;nbsp;-&amp;nbsp;a href=&#34;https://feddit.it/u/essebi&#34; target=&#34;blank&#34;Feddit/a ]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p><img src="https://www.silvanobottaro.it/wp-content/uploads/2019/06/1.jpeg" alt="immagine"></p>

<p>Quando l’artista nord-irlandese pubblica questo album è il 1978 e ha già alle spalle un decennio abbondante di buona musica, costruita soprattutto attorno ai suoni del rythm and blues.</p>

<p>Wavelenght (lunghezza d’onda) è un singolo che dà il nome a un album che ridà energia e slancio a George Ivan Morrison (Belfast, 1945) anche sul versante commerciale. Ma non troppo.</p>

<p>Wavelength è la prova che un fuoriclasse riesce a esserlo anche dopo tantissimi capolavori. Morrison ha saputo interpretare la musica nera: forse perché non si è mai dimenticato di quel luogo comune secondo il quale gli irlandesi siano considerati i “neri” delle isole britanniche.</p>

<p>Wavelength nasce soprattutto negli Stati Uniti, ed è infatti negli Usa che ottiene un successo, arrivando ai confini del ventesimo posto. Di religione protestante e figlio di genitori amanti del jazz, Morrison scrive e canta e suona chitarra, sax e armonica.</p>

<p>Nella sua storia è stata straordinaria l’uscita dai blocchi: la leggendaria Gloria incisa con il gruppo dei Them, rifatta dai grandi del rock, dai Doors a Hendrix dai Grateful Dead ai Rem.</p>

<p> <a href="/artesuono/tag:millenovecentosettantotto" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">millenovecentosettantotto</span></a></p>

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      <guid>https://noblogo.org/artesuono/van-morrison-wavelenght-1978</guid>
      <pubDate>Thu, 18 Aug 2022 07:47:37 +0000</pubDate>
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      <title>Tag</title>
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<p>2013 <a href="/artesuono/tag:duemilatredici" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">duemilatredici</span></a></p>

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<p>2016 <a href="/artesuono/tag:duemilasedici" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">duemilasedici</span></a></p>

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<p>2021 <a href="/artesuono/tag:duemilaventuno" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">duemilaventuno</span></a></p>

<p>2022 <a href="/artesuono/tag:duemilaventidue" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">duemilaventidue</span></a></p>

<p>2023 <a href="/artesuono/tag:duemilaventitre" class="hashtag" rel="nofollow"><span>#</span><span class="p-category">duemilaventitre</span></a></p>
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      <pubDate>Sun, 10 Jul 2022 12:11:03 +0000</pubDate>
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