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millenovecentoottantadue

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Nei primi anni ottanta la musica era pesantemente plastificata ed anche Van non fu immune dalla moda del momento. Ciononostante riuscรฌ a sfornare un capolavoro che non รจ affatto invecchiato a quarantโ€™anni di distanza.

Il suono รจ diverso da qualsiasi cosa egli abbia fatto prima, nonchรฉ personalissimo. Cโ€™รจ la rinuncia allโ€™intero bagaglio di trucchi vocali, eppure la voce rimane espressiva, bella ed emozionante come sempre. I sintetizzatori dominano fra gli strumenti, con apprezzabili contributi di fiati e, soprattutto, chitarra elettrica.

Il giovane Mark Isham passa sempre piรน dalla tromba al sintetizzatore ed acquista un ruolo di primo piano, anche come arrangiatore e, verosimilmente, come contagiatore nei confronti del leader. Il brano โ€œScandinaviaโ€, in coda allโ€™album, รจ il primo pezzo strumentale della carriera di Van, che nellโ€™occasione si cimenta al pianoforte.

I testi sono estremamente semplici, con descrizioni di scale che salgono in paradiso ed illuminazioni simili. La copertina rende bene lโ€™idea. Nelle note dellโ€™album รจ spiegato che un paio di liriche sono state ispirate da un racconto di Alice Bailey e ben tre sono state scritte in collaborazione con un vecchio amico di nome Hugh Murphy. Le cose saranno ancora piรน chiare sulla copertina dellโ€™album successivo, che recherร  una dedica al fondatore di Scientology, Ron Hubbard.

Le composizioni su โ€œBeautiful Visionโ€ sono fra le migliori dellโ€™intero repertorio morrisoniano ed intonate al sound del disco. Un paio di esse raffigurano con efficacia i ricordi dellโ€™infanzia a Belfast. Nellโ€™allegra โ€œCleaning Windowsโ€ si racconta di uno dei pochi mestieri che Van ha fatto al di fuori dellโ€™ambito musicale.

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