Libertà di volare

Oggi piove, e i pensieri fluiscono come capita a volte qualche mattina della mia vita.

Ho fatto un sogno improbabile, di cui ricordo pochi spezzoni, come un film fatto di scene tagliate da un montatore pazzo.

La pioggia cade e la trascendenza mi prende, e penso al reale e al virtuale, alla mia vita e alla vita di Alessandra, di Giada, che sono sempre io. Il mio essere uomo-donna.

Quella che qualche anno fa sarebbbe stata una malattia incurabile, da ricovero senza fine in manicomio, oggi è la mia forza, la mia essenza di creatura unica e per quanto ho visto fino ad adesso, rarissima.

Mi cullo nella musica che fa volare e rende leggeri i miei pensieri, li trascina dietro di sè, prendendoli per mano, li fa volare in un cielo etereo e vastissimo, dove c'è calma e libertà, dove non esistono civiltà e popolazioni, dove non esiste violenza e sopraffazione, ma solo volo e libertà, fenza fine.

Ho sempre amato la musica, è sempre stata la mia droga e mi ha aiutato nei momenti bui della mia vita, soprattutto negli ultimi anni, quando il mio corpo ha deciso di andarsene per fatti suoi e decadere anno dopo anno, ammalandosi delle cose più strane e improbabili. Mentre il drogato trova conforto nel non pensare, stordendosi con una siringa, io mi lascio trasportare dalla musica e ascolto con più voglia, con più passione, metto le cuffie per ascoltare meglio e volo con Lei.

Stamattina il sentimento mistico mi ha colpito ancora di più, entro nell'introspettiva di me stesso e ci trovo calma e indecisione, e paura e rassegnazione, e voglia di rendere felici gli altri, voglia di sistemare il sistemabile e tristezza per quelle cose che non potranno mai essere sistemate, perché ci sono persone che non vogliono farlo.

E penso, il giorno dopo la festa della donna, a tutte quelle donne schiacciate dal comportamento umano, dalle religioni, dalle culture e dai sinoli individui. Sono persone che non fanno rumore, sono persone rispettose di quelle religioni e di quelle culture, altrimenti, se solo volessero, sarebbero abbastanza numerose da rivoltare quelle religioni e quelle culture, avrebbero abbastanza forza da entrare nei palazzi e buttare giù dai balconi gli esseri arroganti e prepotenti che decidono la loro vita e la loro morte.

Una vera rivoluzione femminile, mondiale, sarebbe inarrestabile, come un fiume in piena che si porta appresso i detriti delle distruzioni di poco prima e li usa per distruggere tutto quello che incontra lungo il suo percorso.

Ma chi è nato dalla parte fortunata del mondo non può immaginare nemmeno, sono numeri, e i numeri si dimenticano in fretta. La donna in me invece grida, grida il bisogno di libertà non mia, ma delle donne abitanti del pianeta terra, senza alcuna distinzione, libertà di vivere come vogliono, di scegliere il proprio amore e la propria passione, libertà di capire, di sperimentare, di viaggiare, portate dalla propria anima là dove vogliono andare, seza corde, catene, celle. E senza inutili guerre, scellerate, segno dell'idiozia dell'umanità.

ღ 𝒜𝓁ℯ𝓈𝓈𝒶𝓃𝒹𝓇𝒶 𝒲𝒽𝒾𝓉ℯ ღ @AlessandraSospiro@mastodon.uno